De Meo, Franco, Staniscia – Intervista a Marco Fazzini

Benvenuto Marco e grazie mille per aver accettato di parlare ai microfoni di Progetto MK-Ultra!

Grazie a voi!

Iniziamo subito con le presentazioni, chi è Marco Fazzini nel Progetto?

Marco Fazzini nel progetto è presidente da tre stagioni del Brescia, e da due stagioni del San Marino. Sono stato Ds del Cittadella ottenendo ottimi risultati, per poi passare al Brescia. Da calciatore ho iniziato nel Modena, ma sono subito passato alla Cremonese, dove sotto la guida di Campagna, sono diventato uno dei migliori terzini del progetto. Sono appena passato in prestito al Bologna per mia volontà, in cerca di nuovi stimoli

Chi è invece Marco Fazzini fuori dal Progetto?

Sono un ragazzo di 19 anni di Ascoli Piceno, che da quest’anno intraprenderà gli studi di ingegneria chimica, guarda caso, proprio a Bologna. Ho la passione per la musica elettronica e punto nel giro di pochi mesi, a diventare DJ.

Bene, l’intervista di oggi sarà divisa in due parti, corrispondenti ai progetti che vuoi illustrare, ovvero quello del San Marino e del Brescia, da chi vuoi iniziare per primo?

San Marino.

Qual è la Storia del San Marino fino a questo momento?

La storia del San Marino è una storia breve ma molto intensa. Io e Luca Sverze abbiamo deciso di acquistare una società di C due anni fa. La nostra scelta era ricaduta sull’Ascoli, di cui sono tifoso, ma era ultima in classifica. Per questo motivo, abbiamo deciso di comprare il San Marino e costruendo la squadra. Siamo arrivati entrambi gli anni ai playoff senza riuscire a vincerli. Abbiamo costruito un ottimo gruppo nell’arco delle due stagioni, con ragazzi molto attivi, come ad esempio Paulis, Frottin, Kesselar, Menghetti e sempre propensi a fare il bene della squadra. Ci sono stati incidenti di percorso, come i ban di mister Rosti e di Strizzi, ma ne siamo usciti rafforzati. Ora il nuovo DS De Meo, sta lavorando per puntellare la rosa con elementi di valore, sotto richiesta del mister. Ah, vi starete chiedendo chi sia il mister: Giuseppe Staniscia! Abbiamo deciso di puntare su di lui e sul suo riscatto e siamo sicuri farà benissimo.

Potresti descriverci in maniera precisa qual è il progetto che volete creare intorno al Nuovo Mister Staniscia?

Mister Staniscia è qui per rilanciarsi e noi, vogliamo lanciarci verso la Serie B. Sì ok, perderemmo l’affiliazione con il Brescia, ma poco importa. I ragazzi che sono in squadra non meritano di essere trattati come una squadra B qualunque, devono divertirsi. Abbiamo quindi intenzione di creare un progetto solido, vendendo giocatori non idonei e prendendo ragazzi estremamente attivi, che magari possano servire anche al Brescia in ottica futura.

Sembrano premesse per un’ottima stagione. Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

Portare per la prima volta, una squadra della Repubblica di San Marino in B sarebbe fantastico, quindi puntiamo a farlo nel giro di due stagioni.

Bene, adesso è il momento di parlare del Brescia, ma lo facciamo ricollegandoci a una figura che si può considerare come il filo che collega il San Marino alle Rondinelle, ovvero Alessandro De Meo. Opinioni su di lui in quanto Dirigente o Direttore Sportivo?

De Meo è un vero e proprio stakanovista. Non si ferma un attimo ed è sempre a trattare e lavorare per il bene della squadra. È un must have, una persona che tutte le società dovrebbero avere per la sua professionalità. È anche molto bravo come DS, lo pongo al mio stesso livello come abilità nel trattare e convincere le controparti.

Il Brescia invece ha già un progetto inoltrato con Franco, subentrato durante la scorsa stagione. Opinioni su di lui fino a questo momento?

Claudio è subentrato dopo una mia crisi isterica quando ero allenatore. Ha iniziato a macinare punti su punti e sembravamo proiettati verso le prime posizioni. Purtroppo però, con l’arrivo delle Beowulf, siamo scesi molto ed abbiamo iniziato a perdere posizioni. Piena fiducia in lui comunque. Abbiamo preso Mazzei in attacco, ma ora vogliamo rinforzare ulteriormente il reparto avanzato.

Franco, Palladino e lo stesso De Meo portano sul gruppo un personaggio dal grande Ego, com’è allora lo spogliatoio del Brescia?

Lo spogliatoio del Brescia è attivissimo, soprattutto sul gruppo WhatsApp e sul gruppo Facebook segreto. Franco, Palladino e De Meo tengono carichissimi gli altri, grazie anche a Montecalvo, che è un dispenser di risate e i vari Maiello, Carnevali, Lombardo e Mezzadri. Gli altri sono meno partecipi, ma ci stiamo lavorando.

Obiettivi per questa stagione e per il futuro col Brescia invece?

Con il Brescia puntiamo assolutamente ai playoff, ma speriamo in qualcosina di più. Confidiamo in Franco e nel suo lavoro, ma anche in De Meo, che ha il compito di rimpinguare la rosa con elementi attivi e forti.

Questa è stata l’ultima domanda, ti ringrazio per le risposte e ti saluto, alla prossima!

Grazie a te mio caro.

I tre pilastri de L’Aquila

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo i tre pilastri della società L’Aquila, che milita nella Serie C/C PG. Alessandro Panzini, colosso del centrocampo e capitano, Stefano Romano, stopper vecchio stile e Luca Terzi, freccia sulla fascia sinistra.

Giornalista: Buongiorno Signori e grazie di avermi concesso questa intervista. Siete stati tre pedine fondamentali nello scacchiere del Mister Matteo Marinoni, la scorsa stagione, che effetto fa essere importanti per una squadra, nonostante sia di Serie C?

Romano: È una cosa molto bella e motivante. Giocare per una squadra come L’Aquila ed essere titolare è veramente un’ottima occasione e un’ottima rampa di lancio per palcoscenici più importanti.
Terzi: Nel mio caso, ha dato molte soddisfazioni, ma allo stesso tempo mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca, perché durante la parte centrale della stagione il mister non mi usava quasi mai e penso che se lo avesse fatto, i risultati sarebbero stati molto diversi.
Panzini: Come ha detto Stefano è stato molto bello, ci ha fatto crescere su molti punti di vista e sicuramente ci dà la convinzione che l’anno prossimo potremo essere protagonisti di qualcosa di importante per la squadra.

Giornalista: Ovviamente c’è un po’ di delusione per l’epilogo della stagione, quali sono le vostre impressioni per la prossima?

Panzini: Beh la delusione c’è sicuramente anche se nessuno pensava a una stagione così alla prima in Serie C, siamo partiti bene e poi ci siamo persi. Per la prossima stagione sicuramente abbiamo più esperienza, dispiace per chi ci ha lasciato ma sono sicuro che chi prenderà il loro posto avrà la voglia di fare ancora meglio.
Terzi: Delusione fino ad un certo punto. Non siamo riusciti nell’impresa di battere una squadra come l’Udinese, nettamente superiore a noi, ma comunque nelle ultime giornate non siamo stati brillanti come prima.
Romano: Come hanno detto prima di me, delusione per com’e andata la stagione si, però a livello di singoli abbiamo dimostrato di valere molto, ed essendo un gruppo compatto si può solo migliorare.

Giornalista: Mi sembra di capire che il gruppo sia molto unito e attivo! Che aria si respira nello spogliatoio?

Terzi: Quale spogliatoio? Abbiamo venduto tutti ahahahah. Comunque, ora come ora siamo i più esperti del gruppo, e dovremo essere bravi a far integrare i nuovi arrivi.
Panzini: Un’aria pesante dovuta alle ascelle di Stefano romano ahahahah. Dai, scherzi a parte, siamo un bel gruppo, ci si diverte e si ha voglia di migliorare insieme.
Romano: Concordo con Panzo, tra le mie ascelle e i suoi fritti è un casino ahahahah.

Giornalista: Devo dire che l’entusiasmo e l’affiatamento non vi manca! Un’ultima domanda, avete un messaggio per chi vi affronterà in futuro?

Terzi: Penso di parlare a nome di tutti, quando dico che venderemo cara la pelle in ogni singola partita!
Panzini: Beh, un messaggio vero e proprio no, ma sicuramente che quest’anno non avremo paura di nessuno e daremo il massimo per raggiungere il nostro obiettivo.
Romano: Tralasciando quello che dicono loro, che condivido al 100%, dico agli avversari di stare allerta, che 8 gol a partita non li prendo più, e le caviglie partiranno piuttosto ahahahah.

Giornalista: Grazie del vostro tempo e buona fortuna per l’imminente stagione!

Articolo di Alfredo Aloi

Le interviste impossibili – Giorgio Alfonso Sciubba

Ai microfoni di Devil Project, per la rubrica Le Interviste Impossibili, abbiamo il piacere di intervistare Giorgio Alfonso Sciubba, difensore centrale dell’Udinese. 

Buongiorno signor Sciubba, cominciamo l’intervista parlando delle recenti novità in casa Udinese. In una precedente intervista abbiamo parlato col suo nuovo presidente, Riccardo Rex, riguardo il presente e il futuro della sua squadra. Che impressione le ha fatto il nuovo presidente? Come si è presentato alla squadra?

Rex ha le idee chiare fin da subito, vuole principalmente un gruppo che si diverta . Spero che con lui l’Udinese torni nelle posizioni che merita, fa male vederla così. 

Purtroppo l’Udinese non è riuscita a vincere i playoff, venendo battuta al 2º turno dalla Casertana; immagino la grande delusione sia tra voi giocatori che tra la dirigenza. Cosa non ha funzionato in quella partita secondo lei?

Abbiamo avuto problemi sia all’andata che al ritorno, sicuramente il cambio allenatore ha influito (e anche qualche infortunio). Non ci porta fortuna cambiare allenatore prima dei playoff o dei playout, mi riferisco alla S3. 

Per la stagione che comincerà ormai a breve, quali sono gli obiettivi della squadra? Crede che potrà puntare alla promozione diretta vincendo il girone o dovrà di nuovo passare per i playoff come quest’anno? Il suo presidente aveva dichiarato ai nostri microfoni di voler puntare a vincere una coppa al primo anno di presidenza, lei pensa possa essere fattibile?

L’Udinese punta sempre alla promozione diretta, è una società ambiziosa, e l’allenatore mi ha fatto una buona impressione. Vincere una coppa è difficile soprattutto alla prima stagione, pero la coppa di C si può portare a casa…

Per quanto riguarda invece l’aspetto più personale, cosa si aspetta dalla prossima stagione, che traguardi intende raggiungere?

Voglio fare più di un gol (ride,ndr), comunque punto ad essere più attivo e di entrare nelle posizioni più alte della classifica live, e far parte della squadra dell’anno.

Parliamo adesso di calciomercato: diverse squadre sono interessate a lei per puntellare le loro difese. Intende quantomeno ascoltare le offerte che le perverranno oppure rimarrà fino al termine del suo contratto ad Udine?

A malincuore, non sarò ad Udine il prossimo anno, sto sentendo tutte le offerte che mi sono arrivate, hanno tutti progetti interessanti, sono molto indeciso, non so cosa fare. Rex mi ha fatto un’ottima offerta per andare all’Ancona, ma anche le altre quattro squadre hanno fatto buone proposte.

Se le venisse offerto un posto in una squadra di serie A e lei accettasse, vorrebbe ricevere una convocazione in nazionale? Si sentirebbe già pronto per un passo così importante?

Quando sarà si vedrà, andare in nazionale alla prima stagione di A è una grande soddisfazione, indossare la maglia della nazionale è un motivo d’orgoglio.

Oltre ad essere un giocatore dell’Udinese, lei ha anche una carriera da DS, attualmente all’Akragas, ed è inoltre presidente della Sambenedettese. Quali sono i progetti futuri per queste due società?

All’Akragas il presidente Di Gaetano è molto ambizioso, vogliamo allestire una squadra che possa raggiungere gli obiettivi. Alla Samb veniamo da una stagione buona, ora bisogna pensare in grande, voglio prendere una punta forte, un terzino (e centrocampista) sinistro e un portiere di buon livello. 

Vorrebbe un giorno cimentarsi anche nella professione di allenatore o si sente soddisfatto dei ruoli che sta già ricoprendo? Se prendesse il patentino, c’è una squadra in particolare che vorrebbe allenare?

Non ne sono sicuro, troppe responsabilità, e dovrei trovare il tempo per provare le tattiche; forse in un futuro, ma non così prossimo. Sicuramente inizierei da una squadra di C, ma per ora mi piace molto fare il DS, anche se snervante.

Articolo di Emilio Ivaldi


ESCLUSIVA: CAMBIO DI PROPRIETA’ IN CASA UDINESE!

Ci troviamo negli uffici dell’Udinese dove ci accoglie il neo presidente Riccardo Rex, che ha voluto rilasciare un’intervista ai microfoni di Devil Project. 

Buongiorno signor presidente, tra pochi giorni verrà ufficializzata la sua acquisizione dell’Udinese, una società storica all’interno del progetto e prima vincitrice dello scudetto. Sono state queste le motivazioni più influenti che l’hanno convinta ad acquistarla?

Ebbene sì, grazie all’aiuto di Costantino riusciremo sicuramente nel raggiungere alti traguardi. L’indubbio palmares è una delle diverse motivazioni che ci hanno spinto nel prediligere Udine rispetto mete diverse. Anche i giocatori risultano essere più invogliati nel giocare in una squadra già titolata avente un palmares di tutto rispetto.

Dopo aver vissuto il primo anno da protagonista, l’Udinese nelle successive stagioni ha cominciato una lenta decadenza, fino alla sua attuale collocazione in Serie C. Secondo lei, cosa può essere successo in questi anni?

Presuppongo una gestione errata della rosa e forse malcuranza delle precedenti dirigenze, forse faziosità.
Ciò in quanto obiettivamente per retrocedere di 2 serie in 2 stagioni contigue qualche errore, grave, deve esserci alla base (non si spiega bene come una squadra nella stagione 1 sia vincente mentre nella 4 sia in C). Errori gravi che hanno pregiudicato una grande compagine.

Parliamo ora delle ultime vicende accadute in casa Udinese, ovvero, purtroppo, la sconfitta al 2º turno di playoff contro la Casertana. Quanto ha influito, secondo lei, l’assenza del bomber del campionato Dany Cherchi causa infortunio (53 gol per lui in stagione, ndr)?

Presuppongo abbastanza. Il signor Cherchi è molto forte e ben predisposto al goal. Purtroppo la sfortuna ha voluto che si infortunasse proprio in un dato momento critico. Sono certo che con lui in campo forse sarebbe andata diversamente.

Conosceva già il presidente uscente Davyd Andryiesh? Come si è svolta la trattativa per il passaggio di consegne?

Tutto  molto semplice e celere. Non ti nego che abbiamo trovato diverse difformità in bilancio che avrebbero potuto comprometterne l’acquisizione, fortunatamente il grande Costantino (già revisore dei conti tempo addietro) con impegno è riuscito a risolvere le gravi problematiche addotte in bilancio e rendicontare il giusto.

Apriamo una breve parentesi per parlare di lei e delle sue altre realtà calcistiche: presidente e allenatore dell’Ancona, allenatore del Mantova e difensore nell’Empoli di mister Casalati fresco di promozione in serie B. Come riesce a impegnarsi in tutti questi ruoli così diversi tra loro, qual è il suo segreto?

Impegno e buona volontà. Alla fine seguire il progetto è un piacere quindi si cerca di dare quanto più possibile per risultare attivo ed utile alla squadra. Dal punto di vista dirigenziale non potrei far nulla senza l’aiuto di Costantino e di tutti coloro che rivestono ruoli in squadra. Dal punto di vista di giocatore devono ringraziare il buon presidente Arnone che con i suoi modi di fare invoglia a creare gruppo e dare il meglio per la squadra.

Intende fare una promessa particolare si suoi nuovi tifosi? Che formula adotterà per far tornare la sua società tra le grandi del progetto? Le sono già chiari i membri che comporranno lo staff dirigenziale?

A breve verranno resi noti i nominativi appartenenti alla dirigenza (ricordiamo che essendo affiliate lo staff dell’Udinese è uguale a quello dell Ancona, ndr). Gli obiettivi sono ben chiari, rimarrete stupefatti dell’allenatore che abbiamo scelto, un profilo allievo del Casalati! In primis punteremo al vincere una coppa che sia quella Italiana o semplicemente quella di C. Ovviamente senza disdegnare il campionato per il conseguimento dei playoff.

La ringrazio presiedente e le auguro di tornare presto sui palcoscenici che questa squadra merita di calcare.

Articolo di Emilio Ivaldi.

Le interviste impossibili – Giovanni Gallo

Ai microfoni di Devil Project quest’oggi Giovanni Gallo. Incomincia la sua carriera da allenatore all’Ascoli sfiorando un piazzamento playoff per poi approdare, dalla prossima stagione, sulla panchina dell’Empoli. Come calciatore ha militato nel Cesena, nella Lucchese e attualmente nel Genoa, ricevendo anche una chiamata azzurra. 

Buongiorno mister, partiamo subito con l’argomento clou dell’intervista: il suo passaggio, nella prossima stagione, alla guida dell’Empoli del presidente Arnone. Ci racconti un po’ come si è svolta la vicenda.

Il passaggio all’Empoli è stato abbastanza casuale, conosco il DS in “real life” e mi aveva proposto scherzando la panchina, poi una chiacchierata con Arnone mi ha convinto ad accettarla.

Il mister Roberto Casalati è riuscito a dominare il girone con numeri impressionanti: 34 vittorie, 152 gol fatti e punteggio record di 103 punti. Per la prossima stagione lei intende continuare nel solco da lui tracciato o ci dovremo aspettare rivoluzioni di modulo ed interpreti?

Roberto è un maestro, spero di riuscire a fare la metà di quello che ha fatto lui in C e, piccolo scoop per voi, sono scuola Casalati come allenatore. Quindi le tattiche saranno simili, tranne che per qualcosina; gli interpreti sicuramente cambieranno poiché in B ci vogliono altri giocatori ma questo è un discorso che non mi compete.

Parliamo ora della stagione appena conclusa; con l’Ascoli è arrivato appena fuori dalla zona playoff, cosa le è mancato secondo lei per raggiungere quel traguardo?

Con l’Ascoli siamo partiti a metà stagione ed eravamo dietro di tanti punti, quindi sono orgoglioso del risultato raggiunto dai ragazzi; in campionato ho affrontato una sola volta l’Empoli e ho preso una bella manita, lascio a voi le considerazioni.

Parliamo ora della sua carriera parallela da calciatore: purtroppo il Genoa, squadra che l’ha da poco acquistata, è retrocessa in serie B. Cosa non ha funzionato durante la stagione?

Al Genoa, secondo me, si è sofferto il passaggio da una piattaforma all’altra, e anche una buona dose di sfortuna ha fatto la sua parte.

Ha al suo attivo anche una convocazione in Nazionale maggiore, per le amichevoli Italia-Norvegia e San Marino-Italia. Come si è trovato all’interno del gruppo azzurro, e quali sono state le sue emozioni per la prima convocazione da parte del CT?

Per quanto riguarda la Nazionale, ho giocato uno spezzone di gara contro la Norvegia e gran parte della partita contro San Marino dove ho esordito da titolare e sono riuscito a fare due assist. Le emozioni sono state enormi poiché venivo da un lungo periodo di inattività e grazie ad alcune persone sono riuscito a raggiungere l’obiettivo. Lo spogliatoio azzurro è magnifico, essendo il nuovo arrivato sono stato bullizzato e ci sta pure. (ride, ndr)

Scendendo in B perderà la possibilità di essere nuovamente convocato, stando alle regole imposte dal CT De Donatis. Intende restare al Genoa o, se le arrivasse una congrua offerta da una squadra di A, chiederebbe la cessione per poter rimanere nel giro della nazionale?

No comment sui trasferimenti.

Domanda a bruciapelo: se potesse portare a Empoli un qualsiasi giocatore, anche di A, su chi ricadrebbe la sua scelta?

Se potessi portare un solo giocatore dalla A sicuramente sarebbe Federico Gallarato della Lazio, attaccante di razza pura. Grazie per l’intervista e il tempo concesso.

Grazie a lei e in bocca al lupo per la sua nuova avventura in panchina.


Articolo di Emilio Ivaldi

Le interviste impossibili – Matteo Marinoni

Ai nostri microfoni quest’oggi il mister dell’Aquila, Matteo Marinoni.

Buonasera mister, nonostante la sconfitta all’ultima di campionato, la sua squadra è riuscita ad agganciare l’ultima posizione utile per i playoff. Lei e la società immagino siate soddisfatti del risultato conseguito.

Siamo soddisfatti per come è iniziato il percorso, non per come è finito, purtroppo davvero male. Adesso abbiamo testa all’Udinese, sarà una partita difficile ma proveremo a dire la nostra.

Torniamo per un attimo all’ultima partita, 1-4 contro la Lupa Roma terza in classifica. Ha tentato qualche tattica nuova in chiave playoff, dato che sarebbe stato sicuro della posizione in classifica anche se la sua diretta inseguitrice, il Messina, avesse vinto?

Sì, ho fatto qualche esperimento e ho fatto giocare qualche “riserva”; la Lupa  Roma ha vinto meritatamente.

Adesso vi aspetta una partita molto impegnativa contro l’Udinese, terza nel girone C/A. Cosa si prova ad affrontare una squadra che, in passato, ha militato nella massima serie vincendo addirittura lo scudetto?

Sarà difficile, come ho già detto in precedenza. Io milito nell’Udinese, quindi sarà una partita speciale per me.

Secondo lei, nella corsa playoff, verranno mantenute le gerarchie stabilite durante il campionato o assisteremo a qualche risultato imprevisto?

Secondo me si, anche perché noi allenatori avremo la possibilità di allenare in live, quindi sarà tutto più equilibrato.

Parliamo adesso dei suoi giocatori. Da chi è rimasto colpito, per prestazioni in campo, durante il campionato? 

Sono rimasto colpito da Terzi, ha deciso più volte il risultato e credo se lo meriti un posto da titolare.
Anche Aloi mi ha impressionato, per quanto è attivo, anche se in campo come portiere prende minimo tre gol a partita. (ride, ndr)
Sono felicissimo per la sua convocazione con la nazionale giovanile.

Con la dirigenza state già pensando alle mosse da fare per la prossima stagione, sia essa in serie B o C?

Sì certo, dobbiamo rinforzare tutti i ruoli, ma soprattutto dobbiamo lavorare sul centrocampo.

Ultima domanda: tra i suoi colleghi allenatori di C, c’è qualcuno che stima e che secondo lei sarebbe già pronto per allenare una big del Progetto? Lei stesso si sentirebbe pronto, ricevesse una chiamata importante?

Come allenatore di C penso Vitolo, che mi ha battuto 8-3. Io sarei pronto per una chiamata importante, mi farebbe molto piacere. Ma adesso sono all’Aquila e sono felice di esserlo, ho un grande rapporto con la dirigenza.

Grazie della disponibilità, buona fortuna per l’impegno playoff.

Articolo di Emilio Ivaldi

Playoff serie C

Con la live di mercoledì si è conclusa la stagione regolare di Serie C, dove sono uscite le prime 3 promosse in Serie B: JUVE DOMO, EMPOLI e CAGLIARI.


L’ultima promossa uscirà dai Playoff, dove da 27 team ne uscirà solo 1.
Ricordiamo il regolamento:
Ai Playoff sono qualificate tutte le squadre che hanno concluso la stagione regolare dalla seconda alla decima posizione nei tre Gironi di C per un totale di 27 squadre. Le seconde di ogni girone più le 2 migliori terze classificate, per un totale di 5 squadre, sono qualificate per il secondo turno mentre le altre 22 squadre sono qualificate per il primo turno. Il primo turno è composto da 11 accoppiamenti da disputare in incontri da andata e ritorno, il secondo turno è composto da 8 accoppiamenti sempre in andata e ritorno.
Dal 2 turno il server sorteggiato il tabellone tennistico fino alla finale (sempre andata e ritorno). In totale si svolgeranno 5 turni per decretare la 4° promossa.
Partiamo esaminando le rispettive classifiche dei Gironi A-B-C.

Già esaminando le classifiche evitano il primo turno il Venezia, il Siena, la Torres (quali seconde classificate), il Tuttocuoio e la Lupa Roma in qualità di migliori terze.


Una menzione va anche per l’Udinese, la quale deve giocare il primo turno da peggior terza, che fino all’ultimo lottava per la promozione diretta in B ed invece per un misero punto deve affrontare un turno in più per essere promossa.
Detto questo, diamo un rapido sguardo agli accoppiamenti del primo turno, iniziando dalle partite che interessano le squadre del Girone C.

Unica sfida interna al Girone C è la partita LatinaCasertana, nona classificata contro quinta classificata, unica squadra non umana del gruppo C a qualificarsi per i Playoff contro la Tassoneriauna uno dei gruppi più attivi e uniti del progetto. Nelle 2 partite in campionato si sono divisi la posta in palio, con 3 punti a testa. Sfida che si preannuncia a favore della Tassoneria anche alla luce delle ultime giornate. (Pronostico 2)

Si continua con Reggiana Catania, nona del Girone B contro quarta del Girone C. I favori del pronostico sono verso la squadra del presidente D’Auria la squadra in casa viene da un periodo davvero cupo, mentre il Catania ha lottato fino alla fine per il secondo posto. Il Catania è più che favorito. (Pronostico 2)

Piacenza Locri, ottava del Girone B contro sesta del Girone C, è secondo la partita più bella del primo turno, il Locri del presidente Filippone è davvero una delle squadre più attive e divertenti del progetto e darà il battesimo di fuoco al nuovo super acquisto del Piacenza, Valerio Airò(il giargiana) che nella sfida di ritorno dovrà scendere nel profondo sud. Scenderà o rimarrà a Piacenza per protesta? (Pronostico X)

Reggina Sanremese settima del Girone C contro quinta del Girone B, Alessandro Terzo contro Nicholas Michelini, due delle personalità più interessanti all’interno del Progetto. Partita molto equilibrata anche se l’ago della bilancia pende verso la Sanremese, soprattutto per le ultime partite. Ma a me le statistiche non piacciono e mi sbilancio (Pronostico 1)

La partita Fidelis Andria Pordenone, ottava del Gruppo C contro quinta Gruppo B, La Fidelis è una delle ultime squadre diventate umane ed grazie alle ultime giornate è riuscita a raggiungere i playoff, mentre il Pordenone le ultime giornate si è rilassato per ricaricare le batterie. (Pronostico X2)

Ultima partita che riguarda il Girone C è L’Aquila Udinese peggior decima contro peggior terza, partite quasi scontate, dove l’Udinese deve la meglio su una squadra che l’ultimo mese è lata molto. (Pronostico 2)

Una delle partite più equilibrate è Pro VercelliCuneo Longobarda decima gruppo A contro quarta gruppo A. Anche se la distanza in classifica è notevole la Pro Vercelli ha dalla sua il fatto che è un gruppo attivo e dinamico, Cuneo favorito ma la Pro può dire la sua. (Pronostico 12)

Como San Marino, nona Girone A contro quinta Girone B, partita dove il Como ha poche chances. (Pronostico 2)

Mantova Albese ottava gruppo a contro sesta gruppo a altra partita molto interessante. Non c’è grande differenza tra le due squadre. (Pronostico X)

Verona Pisa sfida tra le 2 settime classificate del gruppo A e B, 3 punti di differenza e risultato impronosticabile.

Sambenedettese Perugia decima gruppo B contro quarta gruppo B, sia dalla classifica che dalle ultime partita il Perugia è favorito, negli scontri diretti parità assoluta, la Samb si affida a questo. (Pronostico X2)

Secondo me la squadra favorita è il Siena, anche perché fare 96 punti in campionato significa avere una grande rosa e una grande continuità. Un gradino sotto sono la Lupa Roma di Yuri Monti, la Torres di Badalamenti, il Venezia e l’Udinese che fino all’ultima giornata hanno lottato per la Serie B.
Questa è una mia analisi personale, ma da oggi in poi parlerà il campo.

Faccio un grande in bocca al lupo a tutte le squadre.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano | Revisionato da Gad Hakimian

La famiglia della Pro Vercelli

Oggi parliamo di una squadra gestita da dei delinquenti e da pochi di buono, scherzo! … O forse no… Ciò non toglie che questa squadra è come una piccola famiglia chiamata Pro Vercelli.

Come detto in precedenza questa squadra è gestita da dei veri delinquenti.
I presidenti della società sono ben 5:
Luca Amodori, Marika Calcagno, Simone Bonaldi (anche Market manager), Alessandro Gallaroni(anche Direttore sportivo) e Luca Santoro (Direttore Sportivo anche lui). Per chiudere abbiamo il Mister Antonio del Prete.

La rosa è composta dal portiere Alessandro Campostrini, dai terzini Mino Ligorio e Luca Rabbia e dai difensori Paolo Rota(anche mediano), Luca Pellegrini e Miki “Garra” Dicuonzo.
A centrocampo abbiamo Haithem Bouzayane (anche mediano), Francesco Amabile(mediano anche lui) ,Vincenzo Filipelli (trequartista), Alessandro Caluri(anche ala destra), Francesco Catalano (sia ala destra che sinistra) e Avraham Hamra (ala sinistra e punta).
E per chiudere il bomber Gad Hakimian (18 gol per lui in questa stagione).

Questa squadra utilizza il modulo 4-5-1 a V (o 4-1-4-1 per i più studiati) incentrato molto sulle verticalizzazioni e sul pressing. È un modulo che il mister Del Prete ha sempre utilizzato sin da quando allenava i pulcini del Cracovia; egli è molto contento di essere riuscito a costruire una squadra con cui usare questo modulo a piena potenza. Del Prete è un allenatore che ascolta molto la sua squadra, proprio per questo è riuscito a migliorare gli schemi grazie al supporto del team soprattutto dopo una partenza piuttosto lenta.
Attualmente la squadra è 9° e stava in corsa per l’ultimo posto dei Playoff che si è deciso ieri con la sconfitta della stessa 0-1 per l’Alessandria ma, le gufate stellari del Presidente Amadori hanno permesso di farla passare lo stesso, perché il Monza ha perso a Domodossola.
La Pro Vercelli è partita malissimo in questo campionato, infatti le prime 3 partite sono state 3 sconfitte e zona playoff distante 17 punti, poi la squadra grazie al Mister e all’ottimo affiatamento dei membri del team, ha iniziato a prendere ritmo e sono arrivati a 12 vittorie in 13 partite, le ultime due le hanno pareggiate (Monza 1-1, Triestina 1-1).
L’aria nello spogliatoio è sempre molto serena, e si nota spesso come tanti di questi nuovi ragazzi (quasi tutti S4) abbiano voglia di impegnarsi per il bene della squadra e per crescere singolarmente. Nel futuro della Pro Vercelli si sono posti come obiettivo la lotta per la promozione diretta in B nella prossima stagione, hanno tanti ragazzi molto attivi e lo riteniamo un obiettivo possibile.

Di solito intervistiamo i vari dirigenti, ma visto che non piacciono a nessuno abbiamo intervistato 2 giocatori della squadra: Gad Hakimian e Alessandro Caluri. Faremo un un’intervista doppia.

Come ti trovi nella squadra?

Gad Hakimian:
“Non avrei potuto chiedere un inizio migliore nel Progetto. L’armonia all’interno dello spogliatoio è bellissima, sia perché riusciamo a trasmettere la grinta prima di ogni partita ma anche perché riusciamo a ridere e scherzare ogni momento. Inoltre sono molto felice della scelta del mister Del Prete secondo il quale solo gli attivi saranno titolari, e sento quindi che il mio “lavoro” è ripagato”

Alessandro Caluri:
“Mi trovo davvero molto bene, è un gruppo forte e unito che si è dato degli obiettivi ed è intenzionato a raggiungerli. Siamo tutti ambiziosi nella Pro Vercelli, dal primo all’ultimo, e lo dimostra la nostra conquista dei Playoff! È stata una vera e propria impresa, siamo partiti da -14 ma siamo riusciti a qualificarci. Come non ci si può trovare bene con tutte queste premesse?”


Come mai hai scelto questa squadra?”

Gad Hakimian:
“Io ero iscritto ad una community Facebook di Football Manager, e un giorno vidi questo post di Francesco Terlati (allenatore della Juventus, squadra al quale siamo affiliati) che appunto cercava nuovi membri interessati al Progetto, a quel punto iniziai a parlare un po’ con lui e decisi di unirmi alla Community di Progetto Gaming, iniziando a giocare nella Pro Vercelli

Alessandro Caluri:
“Onestamente non ho scelto io la Pro Vercelli, ma è stata la Pro Vercelli a scegliere me! Sono stato avvicinato da Luca Brian Santoro (che detta così potrebbe anche far pensare male…), uno dei presidenti e DS della squadra, che mi ha offerto un contratto e spiegato tutto nel dettaglio. Luca è subito stato chiaro, mi ha detto gli obiettivi dell’allenatore e della dirigenza, così come della affiliazione con la grande Juventus. La sua offerta era difficile da rifiutare!”


Come ti senti all’interno della squadra?

Gad Hakimian:
“All’interno della squadra mi sento molto apprezzato e tenuto in considerazione; sin dall’inizio il Mister teneva conto dei nostri consigli e mi ricordo che mi aiutava a rimanere su di morale quando le prime partite giocavo male. Anche con Brian ho legato molto, è sempre disponibile e simpatico con tutti i membri, già da subito poco dopo l’inizio mi propose un leggero aumento dal momento che la squadra aveva ottenuto soldi extra e apprezzai molto. Tutti i presidenti scrivono spesso nel gruppo e tengono su il morale, penso sia la cosa più importante per la squadra.”

Alessandro Caluri:
“Mi sento benissimo. Sono un ragazzo ambizioso, all’interno di un gruppo che condivide questa mia volontà a puntare sempre più in alto. I compagni di squadra sono tutti attivissimi, tanto da dare vita ad un gruppo affiatato che non vede l’ora di prendere d’assalto le live. Oltre che ai compagni di squadra devo però fare una menzione d’onore alla dirigenza, in particolare a Santoro, Amadori e Bonaldi, costantemente in contatto con noi, pronti a motivarci anche nelle sconfitte più dolorose. Infine, se mi trovo così bene, gran parte del merito va anche (e soprattutto) all’allenatore Antonio Del Prete. Non so come abbia avuto tutta la pazienza dimostrata nel seguire un gruppo composto soltanto da nuovi giocatori, ma c’è riuscito. Quindi sì, mi trovo davvero incredibilmente bene alla Pro.”


Cosa pensi di fare nel prossimo futuro?

Gad Hakimian:
“Quando iniziamo la nostra carriera alla Pro Vercelli, l’obiettivo che ci prefissano è di un giorno andare a giocare nella Juventus. Io per adesso mi trovo benissimo qua, nel gioco ho 17 anni e penso che giocare bene in C mi metta in risalto e aiuti molto la mia crescita ed il mio sviluppo. Vorrei assolutamente rimanere con la dirigenza attuale, non mi cambia molto se alla Pro Vercelli oppure addirittura alla Juventus.”

Alessandro Caluri:
“Quando guardo al futuro vedo il bianco, il colore principale della maglia della Pro Vercelli. Ad ora il pensiero principale è ai playoff, anche se sappiamo essere durissima a causa di un piazzamento in decima posizione. Se dovessi guardare ancora più avanti, vedrei ancora un bel po’ di stagioni con questo gruppo. Anche se sognare non è proibito, e perché no… un giorno potrei arrivare a giocare fianco a fianco con alcuni dei miei presidenti nella Juventus. Per ora, però, la testa è tutta e solo per la Pro Vercelli!”


Che dire questi ragazzi viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda! Facciamo un “in bocca al lupo” a questi ragazzi e a questa squadra!


Scritto da Daniele Pusceddu

Revisionatoo da Gad Hakimian

Saranno Famosi: Alessandro Scotti

Juve Stabia, 19 anni, ala sinistra e destra.

Alessandro Scotti è colui che si può definire il jolly della squadra, grazie ai due ruoli che è in grado di interpretare sul campo. Nonostante sia soltanto destro, è infatti capace di giocare sia  nel versante destro che sinistro del rettangolo di gioco. Questa sua capacità tattica lo rende preziosissimo agli occhi di ogni mister, poiché possono scegliere di volta in volta la posizione in cui schierarlo. Anche se la parte destra del campo sembra essere la sua posizione più naturale, in virtù del suo piede forte, può essere posizionato a sinistra per dare maggiore imprevedibilità al sistema offensivo delle Vespe.

Passando in rassegna i suoi punti forti, possiamo facilmente notare come le qualità fisiche e tecniche siano molto sviluppate. La sua abilità principale è quella dei passaggi (16), rafforzata da una tecnica pari a 15 che lo aiuta a dominare sul campo ed a servire palloni interessanti non solo per la punta, ma anche per la trequarti.

Scotti è un’ala molto rapida ed imprevedibile, con una velocità di 16 e una accelerazione pari a 15. Gli altri vanti che possiamo accennare sono relativi alle qualità mentali che, per avere soltanto 19 anni, sono mostruose. La fantasia, l’impegno e l’intuito, tutte con un punteggio di 16, sono una base solida e perfetta per una crescita esponenziale.

Cosa possiamo prevedere allora nello sviluppo di Alessandro Scotti? Oltre ovviamente un incremento alla PA, doverosa vista la piccola età per diventare ancora più determinante, un miglioramento di due qualità fisiche importanti per il ruolo che è chiamato a eseguire in campo: controllo palla e resistenza. La resistenza, che conta solo 6 punti, lo rende facilmente vittima della stanchezza in campo. Visto che è chiamato a macinare chilometri, si tratta di un attributo importante.

Non ci resta che augurare ad Alessandro il meglio per il suo sviluppo e soprattutto per la sua carriera. Le Vespe hanno bisogno di tutto il suo talento.

Saranno Famosi: Giusy Puccio

Torres, 18 anni, difensore sinistro e centrale.

Giusy Puccio è principalmente un terzino sinistro, capace però di svolgere egregiamente anche il ruolo di baluardo centrale difensivo. La vera forza di Giusy risiede nelle capacità tecniche, con valori davvero molto alti che la rendono difficile da superare. Il primo grande scoglio che un attaccante si trova ad affrontare è relativo ai contrasti (16) e soprattutto alla marcatura. Con 17 punti in marcatura, infatti, Giusy è in grado di rendere invulnerabile praticamente ogni attaccante o trequartista, impedendogli di giocare al meglio e/o mettere in mezzo cross pericolosi.

Come già detto, però, il ruolo principale della Puccio è terzino sinistro, infatti l’altra sua più grande caratteristica sono i cross. Con un valore pari a 16, è in grado di scodellare in area di rigore importanti palloni per la punta. Grazie a questa caratteristica riesce a valorizzare al meglio le tattiche basate sulla imbucata, sovrapponendosi al trequartista per servirlo una volta lanciato.

Oltre ai cross, anche i passaggi sono molto alti (16), rendendola di fatto interessante anche come interprete di gioco, ad impostare da dietro la manovra. Una sorta di Bonucci del calcio fuffa.

Attualmente Giusy Puccio gioca nel Torres e per lei vediamo un immenso futuro. Tra le abilità da migliorare, oltre ovviamente alla santissima PA (a 18 anni e con queste qualità è quasi d’obbligo), due valori importanti soprattutto per un probabile ruolo da difensore centrale, ossia la massima elevazione e i colpi di testa.

Per diventare uno dei migliori difensori in circolazione manco poco, soprattutto perché non sono tantissimi i terzini sinistri che hanno anche, come piede forte, proprio il sinistro. Auguriamo quindi a Giusy Puccio il meglio, consapevoli di avere davanti un futuro campione.