Le interviste impossibili – Matteo Marinoni

Ai nostri microfoni quest’oggi il mister dell’Aquila, Matteo Marinoni.

Buonasera mister, nonostante la sconfitta all’ultima di campionato, la sua squadra è riuscita ad agganciare l’ultima posizione utile per i playoff. Lei e la società immagino siate soddisfatti del risultato conseguito.

Siamo soddisfatti per come è iniziato il percorso, non per come è finito, purtroppo davvero male. Adesso abbiamo testa all’Udinese, sarà una partita difficile ma proveremo a dire la nostra.

Torniamo per un attimo all’ultima partita, 1-4 contro la Lupa Roma terza in classifica. Ha tentato qualche tattica nuova in chiave playoff, dato che sarebbe stato sicuro della posizione in classifica anche se la sua diretta inseguitrice, il Messina, avesse vinto?

Sì, ho fatto qualche esperimento e ho fatto giocare qualche “riserva”; la Lupa  Roma ha vinto meritatamente.

Adesso vi aspetta una partita molto impegnativa contro l’Udinese, terza nel girone C/A. Cosa si prova ad affrontare una squadra che, in passato, ha militato nella massima serie vincendo addirittura lo scudetto?

Sarà difficile, come ho già detto in precedenza. Io milito nell’Udinese, quindi sarà una partita speciale per me.

Secondo lei, nella corsa playoff, verranno mantenute le gerarchie stabilite durante il campionato o assisteremo a qualche risultato imprevisto?

Secondo me si, anche perché noi allenatori avremo la possibilità di allenare in live, quindi sarà tutto più equilibrato.

Parliamo adesso dei suoi giocatori. Da chi è rimasto colpito, per prestazioni in campo, durante il campionato? 

Sono rimasto colpito da Terzi, ha deciso più volte il risultato e credo se lo meriti un posto da titolare.
Anche Aloi mi ha impressionato, per quanto è attivo, anche se in campo come portiere prende minimo tre gol a partita. (ride, ndr)
Sono felicissimo per la sua convocazione con la nazionale giovanile.

Con la dirigenza state già pensando alle mosse da fare per la prossima stagione, sia essa in serie B o C?

Sì certo, dobbiamo rinforzare tutti i ruoli, ma soprattutto dobbiamo lavorare sul centrocampo.

Ultima domanda: tra i suoi colleghi allenatori di C, c’è qualcuno che stima e che secondo lei sarebbe già pronto per allenare una big del Progetto? Lei stesso si sentirebbe pronto, ricevesse una chiamata importante?

Come allenatore di C penso Vitolo, che mi ha battuto 8-3. Io sarei pronto per una chiamata importante, mi farebbe molto piacere. Ma adesso sono all’Aquila e sono felice di esserlo, ho un grande rapporto con la dirigenza.

Grazie della disponibilità, buona fortuna per l’impegno playoff.

Articolo di Emilio Ivaldi

Playoff serie C

Con la live di mercoledì si è conclusa la stagione regolare di Serie C, dove sono uscite le prime 3 promosse in Serie B: JUVE DOMO, EMPOLI e CAGLIARI.


L’ultima promossa uscirà dai Playoff, dove da 27 team ne uscirà solo 1.
Ricordiamo il regolamento:
Ai Playoff sono qualificate tutte le squadre che hanno concluso la stagione regolare dalla seconda alla decima posizione nei tre Gironi di C per un totale di 27 squadre. Le seconde di ogni girone più le 2 migliori terze classificate, per un totale di 5 squadre, sono qualificate per il secondo turno mentre le altre 22 squadre sono qualificate per il primo turno. Il primo turno è composto da 11 accoppiamenti da disputare in incontri da andata e ritorno, il secondo turno è composto da 8 accoppiamenti sempre in andata e ritorno.
Dal 2 turno il server sorteggiato il tabellone tennistico fino alla finale (sempre andata e ritorno). In totale si svolgeranno 5 turni per decretare la 4° promossa.
Partiamo esaminando le rispettive classifiche dei Gironi A-B-C.

Già esaminando le classifiche evitano il primo turno il Venezia, il Siena, la Torres (quali seconde classificate), il Tuttocuoio e la Lupa Roma in qualità di migliori terze.


Una menzione va anche per l’Udinese, la quale deve giocare il primo turno da peggior terza, che fino all’ultimo lottava per la promozione diretta in B ed invece per un misero punto deve affrontare un turno in più per essere promossa.
Detto questo, diamo un rapido sguardo agli accoppiamenti del primo turno, iniziando dalle partite che interessano le squadre del Girone C.

Unica sfida interna al Girone C è la partita LatinaCasertana, nona classificata contro quinta classificata, unica squadra non umana del gruppo C a qualificarsi per i Playoff contro la Tassoneriauna uno dei gruppi più attivi e uniti del progetto. Nelle 2 partite in campionato si sono divisi la posta in palio, con 3 punti a testa. Sfida che si preannuncia a favore della Tassoneria anche alla luce delle ultime giornate. (Pronostico 2)

Si continua con Reggiana Catania, nona del Girone B contro quarta del Girone C. I favori del pronostico sono verso la squadra del presidente D’Auria la squadra in casa viene da un periodo davvero cupo, mentre il Catania ha lottato fino alla fine per il secondo posto. Il Catania è più che favorito. (Pronostico 2)

Piacenza Locri, ottava del Girone B contro sesta del Girone C, è secondo la partita più bella del primo turno, il Locri del presidente Filippone è davvero una delle squadre più attive e divertenti del progetto e darà il battesimo di fuoco al nuovo super acquisto del Piacenza, Valerio Airò(il giargiana) che nella sfida di ritorno dovrà scendere nel profondo sud. Scenderà o rimarrà a Piacenza per protesta? (Pronostico X)

Reggina Sanremese settima del Girone C contro quinta del Girone B, Alessandro Terzo contro Nicholas Michelini, due delle personalità più interessanti all’interno del Progetto. Partita molto equilibrata anche se l’ago della bilancia pende verso la Sanremese, soprattutto per le ultime partite. Ma a me le statistiche non piacciono e mi sbilancio (Pronostico 1)

La partita Fidelis Andria Pordenone, ottava del Gruppo C contro quinta Gruppo B, La Fidelis è una delle ultime squadre diventate umane ed grazie alle ultime giornate è riuscita a raggiungere i playoff, mentre il Pordenone le ultime giornate si è rilassato per ricaricare le batterie. (Pronostico X2)

Ultima partita che riguarda il Girone C è L’Aquila Udinese peggior decima contro peggior terza, partite quasi scontate, dove l’Udinese deve la meglio su una squadra che l’ultimo mese è lata molto. (Pronostico 2)

Una delle partite più equilibrate è Pro VercelliCuneo Longobarda decima gruppo A contro quarta gruppo A. Anche se la distanza in classifica è notevole la Pro Vercelli ha dalla sua il fatto che è un gruppo attivo e dinamico, Cuneo favorito ma la Pro può dire la sua. (Pronostico 12)

Como San Marino, nona Girone A contro quinta Girone B, partita dove il Como ha poche chances. (Pronostico 2)

Mantova Albese ottava gruppo a contro sesta gruppo a altra partita molto interessante. Non c’è grande differenza tra le due squadre. (Pronostico X)

Verona Pisa sfida tra le 2 settime classificate del gruppo A e B, 3 punti di differenza e risultato impronosticabile.

Sambenedettese Perugia decima gruppo B contro quarta gruppo B, sia dalla classifica che dalle ultime partita il Perugia è favorito, negli scontri diretti parità assoluta, la Samb si affida a questo. (Pronostico X2)

Secondo me la squadra favorita è il Siena, anche perché fare 96 punti in campionato significa avere una grande rosa e una grande continuità. Un gradino sotto sono la Lupa Roma di Yuri Monti, la Torres di Badalamenti, il Venezia e l’Udinese che fino all’ultima giornata hanno lottato per la Serie B.
Questa è una mia analisi personale, ma da oggi in poi parlerà il campo.

Faccio un grande in bocca al lupo a tutte le squadre.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano | Revisionato da Gad Hakimian

La famiglia della Pro Vercelli

Oggi parliamo di una squadra gestita da dei delinquenti e da pochi di buono, scherzo! … O forse no… Ciò non toglie che questa squadra è come una piccola famiglia chiamata Pro Vercelli.

Come detto in precedenza questa squadra è gestita da dei veri delinquenti.
I presidenti della società sono ben 5:
Luca Amodori, Marika Calcagno, Simone Bonaldi (anche Market manager), Alessandro Gallaroni(anche Direttore sportivo) e Luca Santoro (Direttore Sportivo anche lui). Per chiudere abbiamo il Mister Antonio del Prete.

La rosa è composta dal portiere Alessandro Campostrini, dai terzini Mino Ligorio e Luca Rabbia e dai difensori Paolo Rota(anche mediano), Luca Pellegrini e Miki “Garra” Dicuonzo.
A centrocampo abbiamo Haithem Bouzayane (anche mediano), Francesco Amabile(mediano anche lui) ,Vincenzo Filipelli (trequartista), Alessandro Caluri(anche ala destra), Francesco Catalano (sia ala destra che sinistra) e Avraham Hamra (ala sinistra e punta).
E per chiudere il bomber Gad Hakimian (18 gol per lui in questa stagione).

Questa squadra utilizza il modulo 4-5-1 a V (o 4-1-4-1 per i più studiati) incentrato molto sulle verticalizzazioni e sul pressing. È un modulo che il mister Del Prete ha sempre utilizzato sin da quando allenava i pulcini del Cracovia; egli è molto contento di essere riuscito a costruire una squadra con cui usare questo modulo a piena potenza. Del Prete è un allenatore che ascolta molto la sua squadra, proprio per questo è riuscito a migliorare gli schemi grazie al supporto del team soprattutto dopo una partenza piuttosto lenta.
Attualmente la squadra è 9° e stava in corsa per l’ultimo posto dei Playoff che si è deciso ieri con la sconfitta della stessa 0-1 per l’Alessandria ma, le gufate stellari del Presidente Amadori hanno permesso di farla passare lo stesso, perché il Monza ha perso a Domodossola.
La Pro Vercelli è partita malissimo in questo campionato, infatti le prime 3 partite sono state 3 sconfitte e zona playoff distante 17 punti, poi la squadra grazie al Mister e all’ottimo affiatamento dei membri del team, ha iniziato a prendere ritmo e sono arrivati a 12 vittorie in 13 partite, le ultime due le hanno pareggiate (Monza 1-1, Triestina 1-1).
L’aria nello spogliatoio è sempre molto serena, e si nota spesso come tanti di questi nuovi ragazzi (quasi tutti S4) abbiano voglia di impegnarsi per il bene della squadra e per crescere singolarmente. Nel futuro della Pro Vercelli si sono posti come obiettivo la lotta per la promozione diretta in B nella prossima stagione, hanno tanti ragazzi molto attivi e lo riteniamo un obiettivo possibile.

Di solito intervistiamo i vari dirigenti, ma visto che non piacciono a nessuno abbiamo intervistato 2 giocatori della squadra: Gad Hakimian e Alessandro Caluri. Faremo un un’intervista doppia.

Come ti trovi nella squadra?

Gad Hakimian:
“Non avrei potuto chiedere un inizio migliore nel Progetto. L’armonia all’interno dello spogliatoio è bellissima, sia perché riusciamo a trasmettere la grinta prima di ogni partita ma anche perché riusciamo a ridere e scherzare ogni momento. Inoltre sono molto felice della scelta del mister Del Prete secondo il quale solo gli attivi saranno titolari, e sento quindi che il mio “lavoro” è ripagato”

Alessandro Caluri:
“Mi trovo davvero molto bene, è un gruppo forte e unito che si è dato degli obiettivi ed è intenzionato a raggiungerli. Siamo tutti ambiziosi nella Pro Vercelli, dal primo all’ultimo, e lo dimostra la nostra conquista dei Playoff! È stata una vera e propria impresa, siamo partiti da -14 ma siamo riusciti a qualificarci. Come non ci si può trovare bene con tutte queste premesse?”


Come mai hai scelto questa squadra?”

Gad Hakimian:
“Io ero iscritto ad una community Facebook di Football Manager, e un giorno vidi questo post di Francesco Terlati (allenatore della Juventus, squadra al quale siamo affiliati) che appunto cercava nuovi membri interessati al Progetto, a quel punto iniziai a parlare un po’ con lui e decisi di unirmi alla Community di Progetto Gaming, iniziando a giocare nella Pro Vercelli

Alessandro Caluri:
“Onestamente non ho scelto io la Pro Vercelli, ma è stata la Pro Vercelli a scegliere me! Sono stato avvicinato da Luca Brian Santoro (che detta così potrebbe anche far pensare male…), uno dei presidenti e DS della squadra, che mi ha offerto un contratto e spiegato tutto nel dettaglio. Luca è subito stato chiaro, mi ha detto gli obiettivi dell’allenatore e della dirigenza, così come della affiliazione con la grande Juventus. La sua offerta era difficile da rifiutare!”


Come ti senti all’interno della squadra?

Gad Hakimian:
“All’interno della squadra mi sento molto apprezzato e tenuto in considerazione; sin dall’inizio il Mister teneva conto dei nostri consigli e mi ricordo che mi aiutava a rimanere su di morale quando le prime partite giocavo male. Anche con Brian ho legato molto, è sempre disponibile e simpatico con tutti i membri, già da subito poco dopo l’inizio mi propose un leggero aumento dal momento che la squadra aveva ottenuto soldi extra e apprezzai molto. Tutti i presidenti scrivono spesso nel gruppo e tengono su il morale, penso sia la cosa più importante per la squadra.”

Alessandro Caluri:
“Mi sento benissimo. Sono un ragazzo ambizioso, all’interno di un gruppo che condivide questa mia volontà a puntare sempre più in alto. I compagni di squadra sono tutti attivissimi, tanto da dare vita ad un gruppo affiatato che non vede l’ora di prendere d’assalto le live. Oltre che ai compagni di squadra devo però fare una menzione d’onore alla dirigenza, in particolare a Santoro, Amadori e Bonaldi, costantemente in contatto con noi, pronti a motivarci anche nelle sconfitte più dolorose. Infine, se mi trovo così bene, gran parte del merito va anche (e soprattutto) all’allenatore Antonio Del Prete. Non so come abbia avuto tutta la pazienza dimostrata nel seguire un gruppo composto soltanto da nuovi giocatori, ma c’è riuscito. Quindi sì, mi trovo davvero incredibilmente bene alla Pro.”


Cosa pensi di fare nel prossimo futuro?

Gad Hakimian:
“Quando iniziamo la nostra carriera alla Pro Vercelli, l’obiettivo che ci prefissano è di un giorno andare a giocare nella Juventus. Io per adesso mi trovo benissimo qua, nel gioco ho 17 anni e penso che giocare bene in C mi metta in risalto e aiuti molto la mia crescita ed il mio sviluppo. Vorrei assolutamente rimanere con la dirigenza attuale, non mi cambia molto se alla Pro Vercelli oppure addirittura alla Juventus.”

Alessandro Caluri:
“Quando guardo al futuro vedo il bianco, il colore principale della maglia della Pro Vercelli. Ad ora il pensiero principale è ai playoff, anche se sappiamo essere durissima a causa di un piazzamento in decima posizione. Se dovessi guardare ancora più avanti, vedrei ancora un bel po’ di stagioni con questo gruppo. Anche se sognare non è proibito, e perché no… un giorno potrei arrivare a giocare fianco a fianco con alcuni dei miei presidenti nella Juventus. Per ora, però, la testa è tutta e solo per la Pro Vercelli!”


Che dire questi ragazzi viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda! Facciamo un “in bocca al lupo” a questi ragazzi e a questa squadra!


Scritto da Daniele Pusceddu

Revisionatoo da Gad Hakimian

Saranno Famosi: Alessandro Scotti

Juve Stabia, 19 anni, ala sinistra e destra.

Alessandro Scotti è colui che si può definire il jolly della squadra, grazie ai due ruoli che è in grado di interpretare sul campo. Nonostante sia soltanto destro, è infatti capace di giocare sia  nel versante destro che sinistro del rettangolo di gioco. Questa sua capacità tattica lo rende preziosissimo agli occhi di ogni mister, poiché possono scegliere di volta in volta la posizione in cui schierarlo. Anche se la parte destra del campo sembra essere la sua posizione più naturale, in virtù del suo piede forte, può essere posizionato a sinistra per dare maggiore imprevedibilità al sistema offensivo delle Vespe.

Passando in rassegna i suoi punti forti, possiamo facilmente notare come le qualità fisiche e tecniche siano molto sviluppate. La sua abilità principale è quella dei passaggi (16), rafforzata da una tecnica pari a 15 che lo aiuta a dominare sul campo ed a servire palloni interessanti non solo per la punta, ma anche per la trequarti.

Scotti è un’ala molto rapida ed imprevedibile, con una velocità di 16 e una accelerazione pari a 15. Gli altri vanti che possiamo accennare sono relativi alle qualità mentali che, per avere soltanto 19 anni, sono mostruose. La fantasia, l’impegno e l’intuito, tutte con un punteggio di 16, sono una base solida e perfetta per una crescita esponenziale.

Cosa possiamo prevedere allora nello sviluppo di Alessandro Scotti? Oltre ovviamente un incremento alla PA, doverosa vista la piccola età per diventare ancora più determinante, un miglioramento di due qualità fisiche importanti per il ruolo che è chiamato a eseguire in campo: controllo palla e resistenza. La resistenza, che conta solo 6 punti, lo rende facilmente vittima della stanchezza in campo. Visto che è chiamato a macinare chilometri, si tratta di un attributo importante.

Non ci resta che augurare ad Alessandro il meglio per il suo sviluppo e soprattutto per la sua carriera. Le Vespe hanno bisogno di tutto il suo talento.

Saranno Famosi: Giusy Puccio

Torres, 18 anni, difensore sinistro e centrale.

Giusy Puccio è principalmente un terzino sinistro, capace però di svolgere egregiamente anche il ruolo di baluardo centrale difensivo. La vera forza di Giusy risiede nelle capacità tecniche, con valori davvero molto alti che la rendono difficile da superare. Il primo grande scoglio che un attaccante si trova ad affrontare è relativo ai contrasti (16) e soprattutto alla marcatura. Con 17 punti in marcatura, infatti, Giusy è in grado di rendere invulnerabile praticamente ogni attaccante o trequartista, impedendogli di giocare al meglio e/o mettere in mezzo cross pericolosi.

Come già detto, però, il ruolo principale della Puccio è terzino sinistro, infatti l’altra sua più grande caratteristica sono i cross. Con un valore pari a 16, è in grado di scodellare in area di rigore importanti palloni per la punta. Grazie a questa caratteristica riesce a valorizzare al meglio le tattiche basate sulla imbucata, sovrapponendosi al trequartista per servirlo una volta lanciato.

Oltre ai cross, anche i passaggi sono molto alti (16), rendendola di fatto interessante anche come interprete di gioco, ad impostare da dietro la manovra. Una sorta di Bonucci del calcio fuffa.

Attualmente Giusy Puccio gioca nel Torres e per lei vediamo un immenso futuro. Tra le abilità da migliorare, oltre ovviamente alla santissima PA (a 18 anni e con queste qualità è quasi d’obbligo), due valori importanti soprattutto per un probabile ruolo da difensore centrale, ossia la massima elevazione e i colpi di testa.

Per diventare uno dei migliori difensori in circolazione manco poco, soprattutto perché non sono tantissimi i terzini sinistri che hanno anche, come piede forte, proprio il sinistro. Auguriamo quindi a Giusy Puccio il meglio, consapevoli di avere davanti un futuro campione.

Il Giovane Pescara.

Il Pescara è una delle più piccole squadre di Serie C ad avere una presidenza.

La dirigenza è composta dai Presidenti: Daniele Pusceddu e la Lady Angela Iadicicco nonché Dirigente Sportivo della stessa società. Come Mister invece è in carica: Christian Pennisi.

Come annunciato in precedenza la squadra è composta da poco giocatori:
In porta abbiamo Massimiliano Guerra detto “il Guardiano” per via della sua difesa impenetrabile.
Come terzino destro Gianluigi Santaluna detto “il Rabbioso” è capacissimo di passare la palla al proprio avversario per potergli entrare in dropkick sulle rotule.
A centrocampo abbiamo Luca De Santisil Prestigiatore” colui che fa partire delle grandiose azioni.
Come ala sinistra Giovanni Ambrossino, “Imprevedibile”, colui che riesce a confondere le difese avversarie.

Il Campionato non è stato uno dei migliori, la mancanza di giocatori ha fatto collezionare una grossa serie di sconfitte. Dopo l’arrivo del Mister Pennisi la situazione si è ribaltata – infatti – grazie al suo modulo 4-4-2, su 6 partite se ne sono vinte 4. Attualmente la squadra è 17.

Abbiamo fatto alcune domande alla Dirigenza.

Alla domanda “Come mai avete voluto acquistare una squadra così piccola ed in una situazione così difficile?”.

Il Presidente Pusceddu ha risposto:
“Diciamo che a noi della dirigenza piacciono le sfide, e ci consideriamo dei buoni samaritani. Vogliamo far crescere le squadre in difficoltà per far progredire questo progetto”.

Alla domanda “ci sono giocatori di spicco?”.

Il Mister Pennisi ha risposto:
“Sono tutti ottimi giocatori, anche se sono pochi; si sta formando un bel gruppo, infatti l’aria dello spogliatoio è ottima”.

Alla domanda “Quali sono gli obiettivi della società?”

La Presidentessa Iadicicco ha risposto:
“Vogliamo creare un gruppo solido, e completare la rosa. L’anno prossimo puntiamo alla B, o almeno ai playoff.
Abbiamo bei giocatori, manca solo completare la rosa per ritenerla una squadra a 360 gradi“.

In sostanza è una squadra che potrebbe essere molto competitiva avendo il numero giusto di giocatori, Quindi aiutiamoli a crescere.

Scritto da Daniele Pusceddu. | Revisionato da Gad Hakimian

Catania: dalla bocca dell’Etna al ventre della C

Nel nuovo numero di “ConosciamoCi meglio” andiamo a scoprire il Catania del presidente Walter D’Auria

Walter perché hai deciso di diventare presidente? E perché hai scelto il Catania?

Giorgio: “Non so dal nulla mi è preso di intraprendere questa esperienza, ho scelto il Catania perche da buon siciliano voglio portarlo in Serie A“.

Avete fatto un campionato al di sopra delle aspettative. Qual è il vostro segreto e così ti aspetti dai playoff?

Il gruppo che tutto sommato è sempre unito e un buon staff. Nei Playoff proveremo con tutte le forze a salire in B e mi aspetto di arrivare almeno in finale e giocarcela.

Avete avute delle problematiche in rosa? Tipo giocatori che avevano dato l’ok per trasferirsi da voi ma poi hanno scelto qualcun altro, bannati?

L’unica problematica che abbiamo avuto e stata che un giocatore si è iscritto noi l’abbiamo preso al draft ma poi è scomparso senza rispondere nemmeno. Non è stato mai attivo.

Passiamo al nuovo ds Riccardo Venturelli, com’è stato l’impatto con il gruppo? Facile o difficile?

Direi che non è stato troppo complicato, i ragazzi si sono dimostrati subito entusiasti del mio arrivo e mi hanno accolto in modo positivo. Spero di ripagare la loro fiducia e di valorizzarli al massimo. Sono davvero felice di essere qui a Catania e di lavorare accanto ai miei amici Laurendi e D’Auria

Parliamo del prossimo mercato: se salite in B la squadra subirà un forte cambiamento o ne cambierete pochi?

Cosa ti aspetti da questi Playoff di C? Fin dove potete arrivare?

Questo è ancora tutto da vedere, a fine stagione parlerò con i miei ragazzi e chiederò a ciascuno di loro se sono motivati a rimanere e a dare tutto per questa maglia. Non voglio tenere eventuali scontenti e voglio provare a costruire una rosa competitiva che possa sempre dire la sua. Di sicuro uno dei miei parametri di valutazione sarà l’attività quindi non escludo 1-2 colpi di livello (anche se dovessimo rimanere in Serie C)

Ci sono tante squadre forti ma speriamo di poter dire la nostra. Fino ad ora abbiamo fatto un bel percorso dimostrando di potercela giocare contro tutti. Chiaramente la promozione è ciò a cui si ambisce, ma se non dovesse arrivare saremo pronti a riprovarci il prossimo anno ancora più determinati.

Per finire alcune domande all’allenatore Giorgio Laurendi.

Quando sei stato contattato per diventare l’allenatore del Catania quali idee e emozioni hai provato?

Quando Walter mi ha detto che avrebbe avuto il piacere che potessi diventare il suo allenatore mi ha trasmesso subito una grandissima carica per poter far bene.

Passiamo al campo: che modulo utilizzi?

Non ho un modulo preferito, in base al materiale umano tendo a modellare la mia idea di gioco, un calcio basato sul controllo e aperture improvvise per trovare la giusta imbucata. Ora stiamo giocando con un 4231

Giocando con diversi moduli è più difficile creari malumori nel gruppo?

No, i giocatori sono dei professionisti, io non adatto nessuno non mi invento di sicuro ali che vanno a fare i difensori centrali.

Puoi parlarci di Pasquale Grieco, uno dei tuoi calciatori più interessanti.

Pasquale è prima di tutto una persona fantastica e vorrei sottolineare come il progetto faccia conoscere anche concittadini che non si erano mai visti prima!
È un ottimo terzino destro mi ha fatto togliere molte soddisfazioni.

Chi dei tuoi giocatori può arrivare ad alti livelli?

Ti direi tutti e nessuno, nel mondo del calcio quello che conta è la testa, se si riesce ad essere costanti si vedranno i risultati.

Un ultima domanda per tutti e tre.Quali sono i progetti futuri?

Walter: “Cercare di salire gia ques’anno in B e diventare succursale del Crotone.”

Riccardo: “Per la prossima stagione mi aspetto sicuramente di poter lottare di nuovo per la promozione (nel caso in cui dovessimo rimanere in Serie C) o di raggiungere almeno una tranquilla salvezza (nel caso di Serie B). Più a lungo termine vorrei riuscire a costruire una squadra completamente attiva e che porta molti bonus, ciò mi renderebbe molto felice davvero.

Giorgio: “Vediamo come andranno i Playoff, spero di continuare come fatto in campionato.”

Ringraziamo la dirigenza del Catania, augurandole degli ottimi playoff.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano | Revisionato da Gad Hakimian

Saranno Famosi: Giuliano Magliulo

Attaccante del Pescara, 18 anni.

Giuliano Magliulo è un centravanti giovanissimo, capace di combinare qualità tecniche e mentali alla perfezione. Ci troviamo davanti ad uno dei giocatori forse più equilibrati della Serie C/C di Progetto Gaming, con nessun valore eccessivamente alto o basso. Questa uniformità è senza ombra di dubbio imputabile ad una caratteristica che fa gola a moltissimi allenatori, ossia l’ambidestria. Giuliano – infatti – è in grado di utilizzare alla perfezione tanto il piede destro quanto il sinistro, rendendolo di fatto imprevedibile. I difensori avversari fanno fatica a leggere in anticipo le sue giocate, ed è per questo motivo che il suo score stagionale è incredibile.
Nelle sole 8 presenze disputate con la maglia del Pescara, sono ben 10 i gol realizzati, guadagnandosi per ben tre volte il titolo di Migliore in Campo ed una mediavoto pari a 7,66. In Coppa Italia i risultati sono ugualmente sorprendenti, con tre reti segnate nei due match disputati (mediavoto di 8,25).

Magliulo è così un vero e proprio bomber, nonostante le sue qualità tecniche evidenzino per lui una predisposizione maggiore per il ruolo di seconda punta, piuttosto che come centravanti. Per essere un centravanti puro gli mancano soprattutto due attributi chiave: il dribbling (soltanto 6) ed i tiri da lontano (solo 4). A discapito di questi due valori, Giuliano mostra un gran feeling con il gol, grazie soprattutto all’attributo finalizzazione (14) ed alla sua grandissima ed invidiabile freddezza sotto-porta (addirittura 16).

Nonostante abbia soltanto 18 anni, le qualità mentali della punta pescarese sono incredibili, mostrando così un margine sorprendente di miglioramento. Dal momento che a fine stagione arriveranno i famosi soldi da destinare ai potenziamenti, noi di Offside ci siamo divertiti ad immaginare quali potrebbero essere gli attributi che Giuliano potrebbe poter scegliere. Oltre alla PA, che innalzare a 18 anni è sacrosanta, bersaglio dei miglioramenti potrebbero essere essenzialmente tre valori: tiri da lontano, dribbling e determinazione. Un incremento alla determinazione, infatti, potrebbe garantire a Magliulo l’innalzamento gratuito di qualche abilità aggiuntiva, visto che il valore di adesso (7) non è proprio il massimo.

All’Adriatico di Pescara non vediamo l’ora di poter assistere all’ennesimo match disputato da Magliulo. Sta incantando tifosi e dirigenza con le sue giocate e, soprattutto, i suoi moltissimi gol. L’intera squadra conta su di lui, soprattutto adesso che il finale di stagione si sta avvicinando ed i traguardi di squadra si fanno sempre più vicini. Forza, Giuliano!

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian

Giuliano Magliulo. Attaccante del Pescara, 18 anni.

Saranno Famosi: Giovanni Ambrossino

Centrocampista del Pescara, 19 anni.

Sono soltanto due le gare disputate dal promettentissimo Giovani Ambrossino nel Pescara della Serie C/C di Progetto Gaming. Due gare comunque importanti, che hanno contribuito a metterlo in luce, con prestazioni solide che gli sono valse una mediavoto di 7,70.
Scendendo più nel dettaglio, Giovanni è un centrocampista molto versatile in grado di giocare come terzino fluidificante, centrocampista e trequartista, tutto rigorosamente nel versante sinistro del terreno di gioco. Le qualità che contraddistinguono Ambrossino sono in effetti indiscutibili, specialmente quelle tecniche e fisiche.
Tra le qualità tecniche fondamentali per il ruolo spiccano i cross ed i dribbling, entrambe con un valore di 16, che lo rendono perfetto per saltare l’uomo e mettere in mezzo palloni velenosi per la difesa avversaria. Non è un caso che, in quelle sole due presenze già accennate, il nostro Ambrossino abbia già portato a +1 il conto dei suoi assist. La pericolosità dell’ala sinistra pescarese è evidenziata anche da altri due aspetti fondamentali: l’accelerazione (16) e la velocità (14).

Per quanto riguarda le qualità mentali, per avere soltanto 19 anni Ambrossino non se la cava affatto male. Importantissimo è il 16 sul carisma, che lo rende un ottimo candidato per la fascia da capitano, specialmente se si unisce ad un buon valore nel gioco di squadra (13). Un po’ inferiore alla media la determinazione – solo 9 punti – compensata in minima parte dal 12 in impegno. Quei due valori, se fossero stati un po’ più alti, avrebbero potuto garantirgli qualche miglioramento gratuito in più nelle sue qualità.

In ottica di potenziamenti, spicca allo sguardo una tecnica che conta soltanto 11 punti. Oltre alla PA da alzare, potrebbe essere proprio la tecnica ad essere migliorata.

Davanti a Giovanni Ambrossino vediamo quindi un futuro importante, grazie a tutte queste qualità elevate. Con qualche accortezza nella fase di miglioramento di fine stagione, il Pescara potrebbe trovarsi in casa un vero e proprio campione. Noi di Offside ci crediamo.

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian

Giovanni Ambrossino. Centrocampista del Pescara, 19 anni.

Le interviste impossibili – Raoul Guzzi

Quest’oggi intervistiamo Raoul Guzzi, giocatore del Frosinone e mister del Campobasso.

Buonasera mister Guzzi, grazie del tempo che ci dedica per questa breve intervista. Da quanto tempo fa parte di Progetto FM?

Ho conosciuto il progetto attraverso un amico e sono attualmente alla mia seconda stagione, prima ero alla Casertana e poi sono stato acquistato dal Frosinone.

Oltre ad essere calciatore si sta cimentando con la carriera da allenatore; come sta andando la sua esperienza sulla panchina del Campobasso?

Molto bene direi, sia a livello di risultati che a livello di gruppo. Abbiamo un gruppo di persone fantastiche, sia i dirigenti che i giocatori. Avendo questi fattori si hanno anche i risultati.

Se le arrivasse un’offerta da una squadra di B o addirittura di A, si sentirebbe già pronto per il salto di categoria?

In A forse non ancora ma in B si, anche perché sono già stato sondato per una panchina in B.

Il Cagliari ha vinto il suo girone e verrà promosso in serie B, lei crede che riuscirà a raggiungere una salvezza tranquilla il prossimo anno? 

Secondo me possono salvarsi e lo spero con tutto il cuore dato che sono in parte sardo e tifo anche Cagliari nel fuffa. Gli auguro ogni bene, quindi.

Parliamo un po’ della sua attività da calciatore. Attualmente si sta giocando la serie A con il Frosinone di mister Antonucci, come si trova in quell’ambiente?

Mi trovo molto bene, sia con i membri della dirigenza che con lo staff che con i compagni. Siamo un gruppo molto unito ed è anche così che si spiegano i risultati.

Se potesse prendere un giocatore del Frosinone e portarlo al Campobasso per l’anno prossimo, su chi ricadrebbe la sua scelta?

Diciamo che prenderei Amendola, dato che è molto forte e si adatta perfettamente alle caratteristiche del mio gioco.

In futuro ha intenzione di ricoprire altri ruoli all’interno del progetto o si ritiene già soddisfatto così?

Sì, mi piacerebbe anche diventare presidente, ma più in là e non ora di certo.

Sogno nel cassetto da calciatore e da allenatore?

Da calciatore arrivare innanzitutto in serie A con il Frosinone e poi raggiungere la salvezza ed in futuro anche la Champions.
Come allenatore vorrei la stessa cosa.

La ringrazio e le auguro un buon proseguo di carriera sia in campo che in panchina.

Articolo di Emilio Ivaldi.