Uno sguardo al nuovo Co-Presidente di Serie C: Maurizio Deidda

Anche se la nomina di Maurizio Deidda è passata – volutamente – un po’ in sordina, noi di Offside abbiamo scelto di approfondire questo aspetto. Maurizio si è da molto tempo distinto all’interno del Progetto per la sua comprovata serietà, ma anche per quel lato più leggero che lo vede puntualmente, di stagione in stagione, diventare un meme vivente.

Anche questo è il bello di Progetto Gaming.

Abbiamo deciso di intervistarlo, per dare risalto sia a questa nuova nomina, sia per conoscere un po’ meglio questo gran personaggio del Torino PG. “Innanzitutto grazie per il tempo che mi concedi. Seguendo VAR Sport, edizione al solito BallariniPironti, è uscito il discorso sui ‘nomi di spessore‘. Non sono da molto nel Progetto, ma il tuo è sicuramente tra questi. Cosa ci puoi dire di te? Qual è il trucco per diventare “di spessore” nel progetto?”

Maurizio Deidda: “Ringrazio intanto la redazione di Offside per l’intervista intanto e saluto il Capo Redattore Collano, mio compagno di squadra al Toro. Qual è il trucco per diventare “di spessore” nel Progetto? Avere a cuore il Progetto ed aiutare a migliorarlo. L’idea di fondo è qualcosa che ha delle potenzialità enormi: sta crescendo continuamente, è un continuo work in progress, siamo ancora in una “fase beta” penso, nonostante abbia già una profondità, una vastità di contenuti eccezionale. Il fatto di avere a cuore il Progetto ti spinge a fare sempre qualcosa di più. Il tutto può ricondursi alla sfida all’inizio da DS del Toro in S1 che doveva confrontarsi con la Juve di Pizzo che prendeva i migliori solo “perché era la Juve“, e noi con una squadra rimaneggiata (a fine stagione eravamo 7 attivi), che doveva creare un brand che si distinguesse da tutti, che portasse a dire ai giocatori “mi piacerebbe andare a giocare nel Toro perché hanno un grande gruppo, non mi interessa se non è Juve, Milan o Inter“, è stato quello che mi ha fatto iniziare a diventare “di spessore” nel Progetto.”

Dopo aver spiegato quelle che sono state le sue difficoltà al momento del primo Torino, poi ha proseguito, preferendo marcare quali sono le sue idee sul Progetto Gaming. Interessantissima la sua battaglia per rendere l’attività di ogni singolo giocatore fondamentale per i sistemi su cui si fonda questa fantastica lega. Molti la stanno combattendo, questo è vero, ma come per ogni battaglia non si può mai essere stanchi di combatterla. Maurizio Deidda: “Poi anche il fatto di cercare di rendere più “giusto” il tutto, cioè abbinare i risultati su FM con l’attività: in questo momento questa correlazione si vede ancora in maniera parziale, perché vedo ancora il preferire le schede prima dell’attività, sopratutto quella buona, che crea valore anche al resto della squadra (poi si potrebbe aprire un capitolo intero su questo discorso). Ecco una cosa su cui mi piace vantarmi, forse l’unica: non sarò un ottimo allenatore, non sono mai stato un ottimo DS, ma mi piace cercare di coinvolgere, divertire e rendere partecipi le persone che stanno attorno a questo GDR, sopratutto insegnare il gioco, perché molti non lo conoscono, e spesso solo dopo che gli viene spiegato e/o trovano il giusto ambiente riescono anch’essi/e ad appassionarsi. Questo perché prima di tutto deve essere uno svago, un divertimento, per i giocatori principalmente: l’organizzazione dietro cerca di rendere il tutto fruibile e non sempre è divertente lavorarci su e lo capisco bene, per questo ringrazio il lavorone che fanno tutti, dagli admin ai capi di Lega. Mi piace per questo nel mio piccolo aiutare chiunque abbia bisogno, nei limiti di quello che posso, non resto insomma chiuso nel “mio circuito” Torino/Lucchese, Ascoli (affiliata della Lucchese, ndr) in breve. E poi sono un rompipalle immane, nel bene e nel male, oltre a fare la figura di merda annua in live, tra il terzo cassetto e il bestemmione in live: sono un meme vivente nel Progetto, e non mi nascondo perché sono il primo che si prende per il culo.”

Vista l’esauriente risposta su chi è Deidda e quali ruoli ha all’interno del Progetto Gaming, la domanda diventa più mirata. Il focus dell’intervista viene raggiunto. “Quello che hai detto può essere molto utile a chiunque, sia a chi si affaccia al Progetto Gaming per le prime volte, sia per chi c’è già anche da diversi anni. Il bestemmione in live per altro è diventato leggenda, ma ora che sei diventato il Co-Presidente di C forse ne lancerai di nuove! A parte gli scherzi, cosa ti ha spinto ad accettare l’incarico?”

Maurizio Deidda: “Non tutti lo sanno perchè ho ritenuto non necessario “proclamarmi” al pubblico, ma sì, sono diventato Co-Presidente di Lega di C con Collano. Mi ha proposto espressamente lui agli admin come sua spalla per aiutarlo, visto che la C ha più del doppio delle squadre da gestire rispetto alla Lega di Serie A e di Serie B e giustamente, un aiuto gli avrebbe fatto comodo nel processo di revisione. Ci ho riflettuto qualche giorno e ho accettato volentieri dopo aver ricevuto garanzie sulla non eccessiva gravosità della mansione e lo ringrazio per l’attestato di stima anche pubblicamente.” Dopo questo breve preambolo, dove spiega il come ci abbia comunque riflettuto a lungo sull’offerta che gli è arrivata dall’amico Daniele Collano, prosegue rispondendo al resto della domanda. Maurizio Deidda: “Ho accettato perchè è un modo ancora più diretto per aiutare, ma se necessario anche “bastonare“, insegnando ai Presidenti/DS di C, che spesso sono figure alle prime armi, come una programmazione minima, il rispettare le scadenze per dei compiti che richiedono spesso davvero una decina di minuti massimo, servono per snellire tutte le pratiche di revisione (bilanci, contratti, bonus attività), anche tra una stagione e l’altra e velocizzare le pause quindi, visto che capisco l’attesa spasmodica dei giocatori, dopo più di due mesi di pausa per l’inizo della S5. Gli admin sono pochi, i dirigenti sono tanti: decentralizzare e responsabilizzare un minimo in più le squadre migliorerà la macchina burocratica del Progetto. Sono certo che i risultati si vedranno già da questa stagione.”

Dato che Offside è da sempre la voce di tutti i protagonisti di Serie C e dato che di fronte abbiamo il Co-Presidente della Lega C, ci è sembrato più che doveroso dare nuovamente voce ai nostri lettori. La Serie C è da sempre infatti al centro della discussione, poiché il gran numero di giocatori milita in quella categoria. Di contro, però, è anche quella che al momento ha meno visibilità, per forza di cose. Vediamo al risposta (brillante) di Deidda al nostro quesito. “Congratulazioni per la carica da tutta la redazione di Offside (anche se siamo di parte, visto che il tuo socio Collano è uno dei boss)! Visto che, come nel calcio fuffa, della Serie C si parla tanto e niente allo stesso tempo, ti faccio una domanda che tanti giocatori si fanno: avete in programma una maggiore copertura anche dei gironi di C?”

Maurizio Deidda: “E’ un problema globale che si sta cercando di risolvere sia a livello di Lega che a livello di redazioni giornalistiche in comune. Nel mondo fuffa è nata una piattaforma streaming che da maggiore visibilità alla C. Nel Progetto purtroppo la scarsa affidabilità del server e la limitata capacità di ingressi in contemporanea (massimo 32 allenatori insieme) non permette per esempio di far allenare anche gli allenatori di C, e quindi far vedere con la stessa regolarità di B ed A, le partite di C. Vedremo se con FM20, giocare online da Google Stadia e non da Steam darà intanto maggiore robustezza al server, per far giocare anche le squadre di C in live, e se anche la SEGA/Sports Interactive decida di spingere di più ad investire sull’online, che ha sempre snobbato (e i problemi sono agli occhi di tutti).” Poi però aggiunge, svelando in parte che sì, qualcosa in bolle in pentola. Maurizio Deidda: “Si sta lavorando intanto ad un progetto tra redazioni giornalistiche, che spero riesca a dare un pò di visibilità e maggior interazione ai/alle ragazzi/e della C. Non anticipo altro. Lo vedrete se riusciremo a renderlo possibile. Ci speriamo vivamente.”

Con l’intervista ormai al termine, abbiamo sparato l’ultima cartuccia per sfoderare un po’ di quella “salsa torinese” che ogni volta notiamo nella chat, durante le live. Quale miglior modo se non mettere in mezzo il matador Andra Conte “E noi lo speriamo davvero insieme a te. L’intervista è finita, ma ti voglio lasciare con un quesito “di colore”. Da esterno ho avuto modo di leggere molte volte gli scambi di battute tra voi del Torino PG, il che fa capire che siete un gruppo non soltanto attivo, ma anche molto affiatato. Per questo motivo, ho deciso di farti odiare ancora di più da qualcuno del tuo gruppo. Andrea Conte, Giacomo Sedda e Daniele Collano: chi tra loro è il più scarso (decidi tu sotto quale punto di vista, tanto si fa per scherzare) di questo stupendo Torino?” Maurizio Deidda:Conte per forza di cose: è scarso come la merda. Lo è e lo sarà sempre. Non supererà mai Martinelli su quella fascia sinistra, anche se apparentemente pare abbia una scheda quanto meno decente. Ora, pure con Ciavarella e Terlati viene ancora più bullizzato.”

Vi lasciamo così, avendo avuto modo di presentarvi uno dei personaggi più emblematici di questo Progetto Gaming. Siamo sicuri che nella sua nuova veste di Co-Presidente della Serie C saprà dare non solo il meglio di sé, ma potrà aiutare nel dare ancora più lustro a una categoria, per forza di cose, in secondo piano. Tutti noi giocatori di C (ma in realtà non solo) siamo con lui.

Ovviamente, grazie mille per l’intervista Maurizio.

In bocca al lupo con il Torino e la Lucchese da parte di tutto Offside!

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian

Spezia-Cuneo Longobarda, ai nostri microfoni il grande ex della partita, mister Francesco Avogaro

Mancano meno di ventiquattro ore al calcio d’inizio di Spezia – Cuneo Longobarda, partita speciale per il mister della squadra piemontese Francesco Avogaro che per la prima volta affronta la sua ex squadra da allenatore. Francesco infatti ha vestito la maglia bianconera per sei mesi nella S3 quando il Torino decise di cederlo in prestito agli spezzini per dargli più minutaggio in serie A. Questa sera torna davanti ai nostri microfoni Francesco Avogaro.

Buonasera Francesco e bentornato nella nostra redazione, sei appena stato assunto come nuovo allenatore della Cuneo Longobarda, ci puoi dire come è nata la trattativa?

Appena ho visto che la Cuneo Longobarda cercava un nuovo allenatore ho scritto immediatamente a Donato Sodano presentando la mia candidatura. Dopo una lunga trattativa fui il candidato principale per la panchina anche se per via della mia poca esperienza non risultavo un candidato appetibile gli feci capire subito che anche se inesperto potevo fare grandi cose per il club

Questa è la tua prima esperienza su una panchina di progetto fm, hai già qualche idea su come giocherai? Puoi svelarci qualcosa?

Ho in mente miliardi di nuovi moduli e tattiche. Il mio credo è quello di far giocare di più i giocatori attivi, non basandomi solo ed esclusivamente alla scheda ma solamente a chi se lo meriterà di più, io invece cerco sempre di motivare il gruppo squadra il più possibile

Per ironia della sorte, domani sera la tua squadra affronterà lo Spezia nella quarta giornata di serie C/A, quali emozioni si provano nel ritrovare contro la propria ex squadra?

È passato molto tempo da quando il mio calciatore giocava allo spezia in serie A. E’sempre una grande emozione giocare contro la vecchia squadra e conoscendo il valore e la qualità della rosa ho un po’ di paura. Auguro loro buona fortuna e tutto il mio apprezzamento, però questa partita la giocherò con tutto il mio impegno!

Che partita ti aspetti domani? Secondo i bookmakers lo Spezia è data per favorita, la tua squadra sarà in grado di fermare l’armata bianconera?

Per farti un esempio ad inizio stagione abbiamo perso pesantemente contro il Varese, mentre in coppa siamo riusciti ad eliminarli. I pronostici in partite del genere non contano nulla, abbiamo tutte le carte in regola per batterli e domani scenderemo in campo più motivati che mai.

Il girone di serie C/A è composto da quasi tutte squadre umane, motivo per cui è forse il più complicato e combattuto tra i tre giorni di serie C. Quali sono gli obiettivi della tua Cuneo Longobarda?

Mi aspettavo fin da subito che il girone A di serie C fosse molto complesso per via delle  grandissimi rose e grandi allenatori presenti nel campionato. Io però sono convinto che la mia rosa abbia una marcia in più, l’obbiettivo che ci siamo posti è quello di salire presto in serie B, ma anche quello di provare a vincere la coppa Italia di C

E lo Spezia? Dove credi che si classificherà a fine anno?

Come ho già detto prima spero che conducano anche loro una grandissima stagione, sono una bella squadra e meritano anche loro di giocare ad alti livelli, però oggettivamente non so dare un pronostico, Lo Spezia è sempre stata una squadra imprevedibile

Grazie per questa intervista mister Avogaro e buona fortuna per la partita di domani

Di niente, anzi, grazie a te Wao!

articolo di Gabriele Di Leo

grafica di Filippo Graziotti

Le interviste impossibili: Campobasso

Eccoci quest’oggi nella sede del Campobasso, dopo poche ore dal momento che tutti noi, appassionati di FM, stavamo aspettando: l’inizio della S5! Ci troviamo in compagnia dello staff dirigenziale e di alcuni componenti della squadra.

Buongiorno signor Presidente, cominciamo l’intervista partendo da lei. Siamo ai nastri di partenza della S5, quali prospettive ha per questa nuova stagione? Come si sono svolti questi due mesi circa tra fine S4 e inizio S5 qui in casa Campobasso?

Buongiorno a lei. Anche in questa nuova stagione l’obiettivo principale rimane la promozione in serie B, ho fiducia nei ragazzi e nello staff tecnico e so che si impegneranno al massimo per raggiungerlo. Il passaggio tra la stagione passata e quella nuova è stato relativamente tranquillo: abbiamo chiuso il prima possibile i colpi necessari a completare la rosa in modo da permettere ai nuovi di ambientarsi al più presto.

Per il secondo anno di fila conferma sulla panchina il mister Raoul Guzzi: cosa apprezza di più del suo giovane allenatore?

Ho deciso di puntare subito su Raoul perché ho visto un giovane talento grintoso e voglioso di riscatto dopo la bruciante esperienza di Como. I suoi buoni risultati da quando ha avuto una rosa completamente umana mi hanno convinto della bontà della scelta, non ho avuto alcun dubbio nel confermarlo.

In che rapporti è con i suoi collaboratori e giocatori? Anche a Campobasso il gruppo squadra si ritrova ben presto intasato da centinaia di messaggi oppure è un po’ più tranquillo?

I rapporti sono ottimi, ci tengo che tutti sappiano che possono sempre contare su di me, anche per questioni extraprogetto, voglio che mi vedano come un amico su cui contare prima che un presidente. Il gruppo al momento è tranquillo, con alcuni ragazzi ci sentiamo quasi giornalmente nella chat di squadra mentre nella chat dirigenziale ci confrontiamo regolarmente per non lasciare nulla al caso, sopratutto in questi giorni frenetici tra ricorsi e potenziamenti.

Ora una domanda più personale: dietro l’acquisto del Campobasso c’è per caso una fede nel calcio fuffa oppure è stata semplicemente “la squadra giusta al momento giusto”?

Non ci allontaniamo molto, anche se la mia fede fuffa è azzurro Napoli, però essendo originario della provincia da parte di madre ho optato per il Campobasso anche per fare a lei una sorpresa. L’ho anche nominata presidentessa onoraria anche se nel progetto non esiste come ruolo.
Quel che mi ha colpito molto e commosso sono stati i commenti dei campobassani del progetto, felici e grati per la visibilità che ho dato alla loro squadra, che era attualmente senza presidente e rischiava di sparire dal calcio che conta.
Comunque sento anche che è la squadra giusta, come già detto ho fiducia nei ragazzi e so che è nato un gruppo che può andare lontano, a distanza di mesi sento ancora di aver fatto la scelta giusta.

Passiamo adesso al DS Frappo. Con lei volevo discutere di calciomercato. Che voto darebbe a quello del Campobasso? So che ci sono stati arrivi importanti dalle serie superiori.

Purtroppo e per fortuna il mercato del Campobasso è stato abbastanza “fermo”.
Dico purtroppo perché è letteralmente il mio unico compito in questa società, quindi magari avrei preferito divertirmi un po’ di più. Ma anche per fortuna perché, avendo un budget a disposizione, la decisione di non comprare nessuno si traduce nel confermare un’ottima squadra, formata in primis da gente volenterosa e simpatica, in secondo luogo da giocatori con ottime schede! Pertanto ci riteniamo soddisfatti avendo semplicemente preso un unico rinforzo quale Roberto Pitorri che si unisce a suo fratello Filippo. Ovviamente, speriamo per S6 di avere più slot da riempire.

Riguardo invece alla questione dell’aumento dei prezzi in questa finestra di mercato, qual è il suo parere? Lo ritiene un fenomeno preoccupante, da dover controllare? E se sì, che misure pensa possano essere più efficaci?

Ritengo la situazione assolutamente normale e priva di qualunque necessità di allerta: partiamo dal presupposto che qui nel Progetto non esistono sceicchi che investono chissà quali somme derivanti da chissà dove, per finanziare il mercato di una squadra. Qui partiamo quasi tutti dalla stessa situazione, dove quei pochi che partono più avvantaggiati son semplicemente squadre che hanno conquistato posizioni importanti del campionato massimo, di conseguenza hanno guadagnato sul campo questo vantaggio grazie a Presidenti e DS premurosi e allenatori esperti.
Sottolineo questo dettaglio per spiegare un primo concetto che può chiarire le idee a tanti: una squadra che arriva seconda in Serie A, qualunque essa sia, se vuole puntare a vincere sicuramente non avrà bisogno di ricomprare 11 giocatori, bensì avrà tanti soldi da usare per raffinare magari un reparto o allargare la panchina. Quindi è ovvio che avendo più soldi da offrire per un giocatore, lo faranno, battendo la concorrenza, ma di fatto, quante volte potrà succedere? Prima o poi i top team finiscono di comprare, no?
Un secondo concetto è quello derivante dal fatto che sono aumentati proprio i budget delle squadre, oltre alle squadre controllate. Di conseguenza è tutto normale, è normale che ci siano prezzi più alti, circolando più soldi!
Fatta questa “piccola” premessa, io posso dire che nel mio modus operandi cerco sempre di mantenere le mie spese e di comprare ai prezzi “di sempre”, forse sta proprio qui il vero segreto del progetto: non starò qui a svelarlo ai miei “avversari”, ma mi limito a suggerire che i soldi non servono solo a comprare i giocatori.

Ora è il momento del mister Guzzi. Conosco già molto bene le sue qualità dentro al rettangolo di gioco, essendo compagni di squadra al Frosinone, ma non altrettanto bene quelle in panchina. Saprebbe descrivermi in breve su cosa si basa la sua idea di calcio?

La mia idea di calcio si basa su un gioco offensivo e su un possesso palla costruito in modo solido dalla difesa.

Immagino sia molto felice della fiducia che il presidente e la squadra ripongono in lei. Qual è per lei l’obiettivo minimo in questa seconda stagione alla guida di questa squadra?

Vorremmo raggiungere la B diretta, se così non fosse vorrei arrivare almeno fra le prime tre.

Per ultimo, una breve chiacchierata coi calciatori (Pasella e Martini): raccontateci dei vostri arrivi in questa squadra e del vostro rapporto coi compagni e lo staff. Quali sono i vostri obiettivi personali per questa S5 ormai avviata?

Andrea Pasella: Sono arrivato al Campobasso grazie al Presidente. Sono stato allenatore in S1 della Lazio, ma ho dato dimissioni per contrasti con la federazione. Ora sono un giocatore del Campobasso, e lo sarò per lungo tempo. Voglio ripagare la fiducia del presidente e del mister portando la squadra in B e cercando di vincere qualche premio personale.
Anche perché altrimenti Procuranti mi rincorre.

Simone Martini: Il mio obiettivo è di portare sempre più in alto la squadra e provare ad andare tutti insieme in B. Daremo filo da torcere a tutte le squadre, siamo una squadra unita e piena di valori, forza Campobasso!!

Grazie del tempo che ci avete concesso. Presidente, un’ultima parola?

Solo due: forza Campuasc!!

Articolo di Emilio Ivaldi

Nota: questo è il mio primo articolo al giornale The World of Football, ringrazio Davyd Andryiesh per la passata esperienza avuta a Devil’s Project ed assicuro massimo impegno e passione in questa nuova realtà, insieme ad Alessandro Gallo.

Il.. tiranno del progetto

Buongiorno Riccardo. Tu sei qui da poco, sei solo un S4. Eppure ormai tutti ti conoscono, in pochi mesi ti è successo di tutto all’interno del progetto. Ma come ne sei venuto a conoscenza? Ne sono venuto a conoscenza per caso. Vidi un post condiviso da inerente ai risultati della giornata appena terminata, e cliccandoci sopra mi ritrovai nel gruppo principale. Dopo essere stato accettato ed essermi guardato intorno, feci il post di presentazione in maniera piuttosto sommaria. Dopodiché furono in molti a contattarmi per tesserarmi (Riccardo è un dc, sappiamo bene quanto facciano gola i dc, ndr) ma nessuno mi spiegò il progetto come il meraviglioso presidente che ebbi nella stagione appena conclusa. Ragion per cui scelsi l’Empoli come prima squadra. Da semplice giocatore dell’Empoli ti sei trovato, in pochi mesi, presidente di una società di B; un’escalation niente male, insomma. Ma come successe? Subito dopo la mia iscrizione feci il test per diventare allenatore, e venni chiamato così all’Ancona. Appena arrivato, il presidente Roberti si dimise, lasciando la squadra a Giamberduca. Lo stesso Giamberduca dopo poco abbandonò per approdare al Milan, e cedendo a me la presidenza. La squadra navigava in pessime acque. Fortuna volle che ebbi come aiutanti come Angelino e Costulo (soprannome di Costantino). Dopo un inizio difficile, le cose pian piano migliorarono. Ad oggi siamo io e Costantino presidente, e Sulsenti ds. Un colpo di scena e di fortuna, sia per te che per l’Ancona. In breve tempo sembri aver riportato serenità ad un ambiente che rischiava di crollare. Quale è il tuo segreto? Non c’è un vero segreto, l’obiettivo è semplicemente cercare di coinvolgere tutti in un ambiente sano, dove è il giocatore a contare. Non tratteniamo nessuno controvoglia, come nel caso di Papaleo passato all’Akragas a stagione in corso, nonostante la cosa rischiasse palesemente di danneggiare la squadra. Di questo passo vi candiderete a breve come competitor per la A. Avete delle precise strategie di mercato? Ci proviamo! Abbiamo deciso innanzitutto di cedere coloro che per motivi vari non potessero garantire un minimo di attività. L’obiettivo principale sono i playoff, e andare avanti in Coppa Italia. Passiamo al Riccardo calciatore, adesso. Sei di recente approdato al Pg: from zero to hero insomma. Cosa ti ha spinto ad accettare la loro proposta? Innanzitutto la presenza di Casalati, persona squisita che ho avuto il piacere di conoscere ad Empoli, ammiro la gestione della squadra da parte di Pironti, e in squadra ci sono persone fantastiche come Fusco, Bazzani, ora pure Ballarini.. inoltre avrò il privilegio di giocare nella squadra maggiormente rappresentativa del Progetto, al fianco di uno dei difensori più forti. Ultima domanda: preferiresti vincere un trofeo da calciatore, o da presidente-allenatore dell’Ancona? Onestamente non ho preferenze, l’importante è vincere

Un sogno da cui ripartire – Intervista a Tommaso Molin

Buongiorno, oggi siamo qui con una persona che non ha certo bisogno di presentazioni, Tommaso Molin, presidente di Roma e Venezia. A mente fredda, Tommaso, come reputi la stagione appena conclusa?
E’ stata una stagione lunga, che ci ha visto arrivare fino alla semifinale di Europa League e quindi ad un passo dal sogno di vincere un trofeo europeo. Purtroppo, ma lo sapevamo fin dal principio, il percorso europeo ha inevitabilmente compromesso il cammino in campionato, campionato concluso a pochi punti dai playoff.”

Roma, Venezia, Progetto Gaming; personaggio super impegnato insomma. Hai la sensazione che avresti potuto fare di più, o ti ritieni comunque soddisfatto dei risultati ottenuti?
“Credo che onestamente fare più di così fosse difficile. Al massimo c’è il rammarico per la Coppa Italia persa da giocatore, ma come presidente sono estremamente soddisfatto delle mie due squadre, che hanno dovuto affrontare avversari molto competitivi.”

Andando a ritroso: quale è il momento che ricordi con più piacere, e quello che invece ti è particolarmente doloroso da ricordare?
“Per il più brutto direi in assoluto la già citata finale di Coppa Italia, mentre il più bello è quello che deve ancora arrivare, e mi auguro possa farlo nella stagione che sta per iniziare.”

Cosa ti aspetti da Roma e Venezia per questa stagione?
“Dalla Roma mi aspetto la promozione in A, non abbiamo più scuse, sebbene il campionato sarà ancora più equilibrato di quello appena concluso. Per il Venezia mi auguro un campionato di alta classifica, con l’obiettivo di ripetere la scorsa stagione.”

Non temi la feroce concorrenza di compagini quali Genoa e Fiorentina, dunque.
“Le temo eccome, anzi. Penso che al momento ci siano potenzialmente una decina di squadre che possono lottare per la promozione diretta, ma noi non possiamo più sbagliare.”

Ultima domanda: se potessi prendere un qualunque giocatore da una qualunque squadra, chi sarebbe e perché? Di contro, se dovessi cedere tutti i tuoi giocatori tranne uno, chi terresti con te?
“Difficile rispondere ad entrambe le domande. Come giocatore da acquistare direi Tuccio, per il quale avevo fatto un’offerta, sia per scheda che per attività. Se potessi non cederei nessuno dei miei, ma chiaro che se qualcuno dovesse volere una nuova esperienza cercherei di accontentarlo. In particolare ho un feeling speciale con Saladino, il quale ha già ricevuto un’offerta in particolare, e D’Anteo.”

Saladino, già. L’uomo dai gol pesanti, una sorta di Bello Di Notte diciamo. Chissà che qualcuno non provi a strappartelo… (Tommaso ride, ndr).

Dalla Sardegna con furore: Pasqualino Beccu

Bene, iniziamo dal principio: facciamo una rapida presentazione per i lettori che non ti conoscono.
Salve a tutti, il mio nome è Pasqualino Beccu, provengo dalla Sardegna, esattamente da Silanus (un paese di poco più di 2300 abitanti). Ho 19 anni e sono un nuovo giocatore del neonato FM Messina.

Hai iniziato da pochissimo, eppure ti stai già dimostrando molto carico e attivo. Come sei venuto a conoscenza del progetto?
Conosco il progetto ormai da mesi grazie al mio carissimo amico Luca Siracusa, il quale ha tentato di convincermi per poi riuscirci in un secondo momento. I miei primi rifiuti son stati causa di impegni lavorativi e relativi allo studio, tuttavia sono molto felice di aver aderito a questa “piattaforma innovativa”.

Essendo un neoiscritto, avrai ricevuto decine di offerte sotto il tuo post di iscrizione: la scelta del Messina è casuale o c’è qualcosa in particolare che ti ha spinto lì?
Io ed il presidente Giuseppe Roberti abbiamo parlato tanto insieme e alla fine sono molto felice del fatto che siamo riusciti a trovare un accordo. Ho visto tanta fiducia nella dirigenza giallorossa, volevano che io giocassi qua, ho sentito fiducia nei miei confronti e questa è la motivazione principale che mi ha portato in questa fantastica casa: l’FM Messina.

C’è un giocatore del mondo fuffa a cui ti ispiri in particolare?
Sicuramente Andrea Pirlo, non a caso abbiamo un ruolo molto simile e vari punti di forza in comune. L’ispirazione nei suoi confronti è elevata e spero che, un giorno, sentirete parlare delle “maledette di Beccu”.

Ultima domanda, poi ti lascio libero di tornare agli allenamenti. Ti sei già posto obiettivi personali e di squadra per questa stagione?
Il mio principale obiettivo è quello di divenire la bandiera del Messina: sogno la fascia da capitano per questa stagione. Tuttavia non penso arriverà visto che abbiamo numerosi giocatori più meritevoli, ma sarò felice di dare il mio contributo… E magari di portare la società in Serie B a suon di assist e con qualche gol che fa sempre bene.

L’esperto D’Anteo alla guida del Pordenone

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo Alessandro D’Anteo, allenatore di grandissima esperienza, il nuovo mister del Pordenone. Allenatore fin dalla S1, ora alla corte del Presidente Luca Bisceglie, è stato sulle panchine di Lazio, Progetto Gaming, Lucchese, Juventus e Ravenna.

Giornalista: Buonasera Sig. D’Anteo, la ringrazio per avermi concesso questa intervista. Inizierei chiedendole del suo nuovo incarico al Pordenone, cosa l’ha convinta a sedersi sulla panchina dei neroverdi?

D’Anteo: Buonasera. Per impegni lavorativi, non ho possibilità di allenare in A o in B perché non riesco a seguire le live. Dopo aver lasciato la panchina del Ravenna cercavo un’altra avventura e penso che il Pordenone sia il top in Serie C, sia per gruppo che per forza di squadra.

Giornalista: Quali sono gli obiettivi societari per questa prossima stagione?

D’Anteo: Inutile nascondersi, l’obiettivo è la promozione, ovviamente senza tralasciare la filosofia del Progetto, ovvero tenere attivi e far divertire gli utenti nel gruppo.

Giornalista: Di certo la sua esperienza in campionati come Serie A e Serie B si farà sentire nella terza divisione del Progetto. Si può dire la stessa cosa dei suoi giocatori?

D’Anteo: I ragazzi sono nel progetto già da un po’ quindi conoscono bene come funziona. Inoltre, hanno statistiche tali da darci un discreto vantaggio rispetto alla concorrenza.

Giornalista: Parlando un po’ del suo stile di gioco, che impronta intende dare alla squadra, sotto il punto di vista tattico?

D’Anteo: Sono sempre stato un amante del 4231, modulo che usai sia alla Lazio che al Progetto Gaming, anche se alla Juventus usai molto il 352 nella stagione dello scudetto. Penso proprio, vista anche la campagna acquisti, che questa stagione tornerò alle origini, usando il modulo con le ali.

Giornalista: Chi sarà il giocatore sul quale punterà tutto la prossima stagione?

D’Anteo: Nelle squadre che ho allenato ho sempre deciso di puntare sulla squadra e non sul giocatore e qui, a Pordenone, non sarà diverso.

Giornalista: Sicuramente questa dichiarazione farà piacere ai suoi giocatori. Un’ultima domanda: il mercato porterà volti nuovi in rosa? Qualche giocatore è in uscita?

D’Anteo: Del mercato se ne occupa il Presidente Bisceglie, che fino a questo momento ha fatto un ottimo lavoro. Io sono molto contento della rosa che ho allo stato attuale, ma nel calcio tutto è possibile.

Giornalista: Direi che è abbastanza, la ringrazio per il tempo dedicatomi e le auguro i migliori successi sulla panchina del Pordenone.

D’Anteo: Grazie a lei!

Articolo di Alfredo Aloi

Salvo Crescimone, il simbolo del Verona

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo Salvo Crescimone, Capitano, Direttore Sportivo e Presidente dell’Hellas Verona.

Giornalista: Buongiorno Sig. Crescimone, la ringrazio per avermi concesso questa intervista. Partirei chiedendole del suo Verona, quali sono le ragioni che l’hanno spinta a prelevare la società?

Crescimone: Buongiorno, grazie a lei per avermi contattato. Le ragioni che mi hanno spinto ad assumere il ruolo da Presidente sono un po’ ovvie, è la mia prima squadra qui nel progetto, squadra di cui sono capitano e DS. Quando l’ex presidente (Denis Coghi ndr.) ha detto che non avrebbe potuto fare più il Presidente, per via della regola del monoruolo introdotta anche in Serie C, ho deciso di fare un po’ da “prestanome” e prendere io la gestione del Verona.

Giornalista: Questo è sicuramente un grandissimo gesto da parte sua. Che effetto fa rivestire questa grande importanza per un’unica squadra nel progetto?

Crescimone: Secondo me rivestire ruoli dirigenziali nel progetto è un modo per entrare ancora di più nel gioco. Ad esempio, se fossi rimasto solamente giocatore, ad ora avrei anche un rapporto molto diverso con la maggior parte delle persone del progetto e probabilmente non sarei neanche così tanto attivo.

Giornalista: Concordo con lei sul fatto che rivestire più ruoli determini un’attività migliore. Posso chiederle del mister Nico Scardace? Quali sono le ragioni che hanno portato alla sua nomina sulla panchina gialloblu?

Crescimone: Certo, in realtà prima di lui l’allenatore doveva essere Mihai Più, ma poi, sempre a causa del monoruolo in Serie C, ha dovuto lasciare il ruolo. A quel punto avevamo poche scelte e Scardace era quella migliore dal mio punto di vista.

Giornalista: Spero per entrambi che egli possa ricambiare la fiducia offertagli. Ha già stabilito gli obiettivi per questa stagione?

Crescimone: Gli obiettivi per questa stagione sono gli stessi della scorsa cioè la promozione in serie B, che, purtroppo, l’anno scorso, per colpa di alcuni inattivi e di alcuni depotenziamenti, non siamo riusciti a raggiungere.

Giornalista: Vedo che l’ambizione non le manca, cosa può dirmi dei suoi giocatori e compagni di squadra dei quali è anche il Capitano? Che aria si respira a Verona?

Crescimone: A Verona tutti hanno voglia di tornare in alto, abbiamo avuto alcuni innesti dalla serie A, ma ovviamente in Serie C, dove le partite non si vedono in live, è difficile costruire una squadra senza inattivi, ma posso dire che noi a Verona ci proveremo.

Giornalista: Ovviamente le auguro di riportare il Verona dove merita. Un’ultima domanda: nel Girone A sarà presente lo Spezia, affiliata del Verona nella S4, che rende la sfida promozione ancora più avvincente, considerando che affronterà anche il suo ex Presidente e Allenatore (Denis Coghi, Presidente e Allenatore attuale dello Spezia ndr.), cosa ne pensa in merito?

Crescimone: Ovviamente sarà strano affrontare Denis, visto che da quando mi sono iscritto nel progetto non l’ho mai affrontato in nessun modo. Sarà anche strano battermi contro i miei vecchi giocatori dello Spezia, dato che in S4 ero DS anche di quella squadra, sarà strano ma allo stesso momento divertente. Che vinca il migliore!

Giornalista: Bene direi che è abbastanza, la ringrazio per il tempo concessomi e le auguro i migliori successi con il suo Verona.

Crescimone: Grazie a lei, è stato un piacere.

Articolo di Alfredo Aloi

De Meo, Franco, Staniscia – Intervista a Marco Fazzini

Benvenuto Marco e grazie mille per aver accettato di parlare ai microfoni di Progetto MK-Ultra!

Grazie a voi!

Iniziamo subito con le presentazioni, chi è Marco Fazzini nel Progetto?

Marco Fazzini nel progetto è presidente da tre stagioni del Brescia, e da due stagioni del San Marino. Sono stato Ds del Cittadella ottenendo ottimi risultati, per poi passare al Brescia. Da calciatore ho iniziato nel Modena, ma sono subito passato alla Cremonese, dove sotto la guida di Campagna, sono diventato uno dei migliori terzini del progetto. Sono appena passato in prestito al Bologna per mia volontà, in cerca di nuovi stimoli

Chi è invece Marco Fazzini fuori dal Progetto?

Sono un ragazzo di 19 anni di Ascoli Piceno, che da quest’anno intraprenderà gli studi di ingegneria chimica, guarda caso, proprio a Bologna. Ho la passione per la musica elettronica e punto nel giro di pochi mesi, a diventare DJ.

Bene, l’intervista di oggi sarà divisa in due parti, corrispondenti ai progetti che vuoi illustrare, ovvero quello del San Marino e del Brescia, da chi vuoi iniziare per primo?

San Marino.

Qual è la Storia del San Marino fino a questo momento?

La storia del San Marino è una storia breve ma molto intensa. Io e Luca Sverze abbiamo deciso di acquistare una società di C due anni fa. La nostra scelta era ricaduta sull’Ascoli, di cui sono tifoso, ma era ultima in classifica. Per questo motivo, abbiamo deciso di comprare il San Marino e costruendo la squadra. Siamo arrivati entrambi gli anni ai playoff senza riuscire a vincerli. Abbiamo costruito un ottimo gruppo nell’arco delle due stagioni, con ragazzi molto attivi, come ad esempio Paulis, Frottin, Kesselar, Menghetti e sempre propensi a fare il bene della squadra. Ci sono stati incidenti di percorso, come i ban di mister Rosti e di Strizzi, ma ne siamo usciti rafforzati. Ora il nuovo DS De Meo, sta lavorando per puntellare la rosa con elementi di valore, sotto richiesta del mister. Ah, vi starete chiedendo chi sia il mister: Giuseppe Staniscia! Abbiamo deciso di puntare su di lui e sul suo riscatto e siamo sicuri farà benissimo.

Potresti descriverci in maniera precisa qual è il progetto che volete creare intorno al Nuovo Mister Staniscia?

Mister Staniscia è qui per rilanciarsi e noi, vogliamo lanciarci verso la Serie B. Sì ok, perderemmo l’affiliazione con il Brescia, ma poco importa. I ragazzi che sono in squadra non meritano di essere trattati come una squadra B qualunque, devono divertirsi. Abbiamo quindi intenzione di creare un progetto solido, vendendo giocatori non idonei e prendendo ragazzi estremamente attivi, che magari possano servire anche al Brescia in ottica futura.

Sembrano premesse per un’ottima stagione. Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

Portare per la prima volta, una squadra della Repubblica di San Marino in B sarebbe fantastico, quindi puntiamo a farlo nel giro di due stagioni.

Bene, adesso è il momento di parlare del Brescia, ma lo facciamo ricollegandoci a una figura che si può considerare come il filo che collega il San Marino alle Rondinelle, ovvero Alessandro De Meo. Opinioni su di lui in quanto Dirigente o Direttore Sportivo?

De Meo è un vero e proprio stakanovista. Non si ferma un attimo ed è sempre a trattare e lavorare per il bene della squadra. È un must have, una persona che tutte le società dovrebbero avere per la sua professionalità. È anche molto bravo come DS, lo pongo al mio stesso livello come abilità nel trattare e convincere le controparti.

Il Brescia invece ha già un progetto inoltrato con Franco, subentrato durante la scorsa stagione. Opinioni su di lui fino a questo momento?

Claudio è subentrato dopo una mia crisi isterica quando ero allenatore. Ha iniziato a macinare punti su punti e sembravamo proiettati verso le prime posizioni. Purtroppo però, con l’arrivo delle Beowulf, siamo scesi molto ed abbiamo iniziato a perdere posizioni. Piena fiducia in lui comunque. Abbiamo preso Mazzei in attacco, ma ora vogliamo rinforzare ulteriormente il reparto avanzato.

Franco, Palladino e lo stesso De Meo portano sul gruppo un personaggio dal grande Ego, com’è allora lo spogliatoio del Brescia?

Lo spogliatoio del Brescia è attivissimo, soprattutto sul gruppo WhatsApp e sul gruppo Facebook segreto. Franco, Palladino e De Meo tengono carichissimi gli altri, grazie anche a Montecalvo, che è un dispenser di risate e i vari Maiello, Carnevali, Lombardo e Mezzadri. Gli altri sono meno partecipi, ma ci stiamo lavorando.

Obiettivi per questa stagione e per il futuro col Brescia invece?

Con il Brescia puntiamo assolutamente ai playoff, ma speriamo in qualcosina di più. Confidiamo in Franco e nel suo lavoro, ma anche in De Meo, che ha il compito di rimpinguare la rosa con elementi attivi e forti.

Questa è stata l’ultima domanda, ti ringrazio per le risposte e ti saluto, alla prossima!

Grazie a te mio caro.

I tre pilastri de L’Aquila

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo i tre pilastri della società L’Aquila, che milita nella Serie C/C PG. Alessandro Panzini, colosso del centrocampo e capitano, Stefano Romano, stopper vecchio stile e Luca Terzi, freccia sulla fascia sinistra.

Giornalista: Buongiorno Signori e grazie di avermi concesso questa intervista. Siete stati tre pedine fondamentali nello scacchiere del Mister Matteo Marinoni, la scorsa stagione, che effetto fa essere importanti per una squadra, nonostante sia di Serie C?

Romano: È una cosa molto bella e motivante. Giocare per una squadra come L’Aquila ed essere titolare è veramente un’ottima occasione e un’ottima rampa di lancio per palcoscenici più importanti.
Terzi: Nel mio caso, ha dato molte soddisfazioni, ma allo stesso tempo mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca, perché durante la parte centrale della stagione il mister non mi usava quasi mai e penso che se lo avesse fatto, i risultati sarebbero stati molto diversi.
Panzini: Come ha detto Stefano è stato molto bello, ci ha fatto crescere su molti punti di vista e sicuramente ci dà la convinzione che l’anno prossimo potremo essere protagonisti di qualcosa di importante per la squadra.

Giornalista: Ovviamente c’è un po’ di delusione per l’epilogo della stagione, quali sono le vostre impressioni per la prossima?

Panzini: Beh la delusione c’è sicuramente anche se nessuno pensava a una stagione così alla prima in Serie C, siamo partiti bene e poi ci siamo persi. Per la prossima stagione sicuramente abbiamo più esperienza, dispiace per chi ci ha lasciato ma sono sicuro che chi prenderà il loro posto avrà la voglia di fare ancora meglio.
Terzi: Delusione fino ad un certo punto. Non siamo riusciti nell’impresa di battere una squadra come l’Udinese, nettamente superiore a noi, ma comunque nelle ultime giornate non siamo stati brillanti come prima.
Romano: Come hanno detto prima di me, delusione per com’e andata la stagione si, però a livello di singoli abbiamo dimostrato di valere molto, ed essendo un gruppo compatto si può solo migliorare.

Giornalista: Mi sembra di capire che il gruppo sia molto unito e attivo! Che aria si respira nello spogliatoio?

Terzi: Quale spogliatoio? Abbiamo venduto tutti ahahahah. Comunque, ora come ora siamo i più esperti del gruppo, e dovremo essere bravi a far integrare i nuovi arrivi.
Panzini: Un’aria pesante dovuta alle ascelle di Stefano romano ahahahah. Dai, scherzi a parte, siamo un bel gruppo, ci si diverte e si ha voglia di migliorare insieme.
Romano: Concordo con Panzo, tra le mie ascelle e i suoi fritti è un casino ahahahah.

Giornalista: Devo dire che l’entusiasmo e l’affiatamento non vi manca! Un’ultima domanda, avete un messaggio per chi vi affronterà in futuro?

Terzi: Penso di parlare a nome di tutti, quando dico che venderemo cara la pelle in ogni singola partita!
Panzini: Beh, un messaggio vero e proprio no, ma sicuramente che quest’anno non avremo paura di nessuno e daremo il massimo per raggiungere il nostro obiettivo.
Romano: Tralasciando quello che dicono loro, che condivido al 100%, dico agli avversari di stare allerta, che 8 gol a partita non li prendo più, e le caviglie partiranno piuttosto ahahahah.

Giornalista: Grazie del vostro tempo e buona fortuna per l’imminente stagione!

Articolo di Alfredo Aloi