Il.. tiranno del progetto

Buongiorno Riccardo. Tu sei qui da poco, sei solo un S4. Eppure ormai tutti ti conoscono, in pochi mesi ti è successo di tutto all’interno del progetto. Ma come ne sei venuto a conoscenza? Ne sono venuto a conoscenza per caso. Vidi un post condiviso da inerente ai risultati della giornata appena terminata, e cliccandoci sopra mi ritrovai nel gruppo principale. Dopo essere stato accettato ed essermi guardato intorno, feci il post di presentazione in maniera piuttosto sommaria. Dopodiché furono in molti a contattarmi per tesserarmi (Riccardo è un dc, sappiamo bene quanto facciano gola i dc, ndr) ma nessuno mi spiegò il progetto come il meraviglioso presidente che ebbi nella stagione appena conclusa. Ragion per cui scelsi l’Empoli come prima squadra. Da semplice giocatore dell’Empoli ti sei trovato, in pochi mesi, presidente di una società di B; un’escalation niente male, insomma. Ma come successe? Subito dopo la mia iscrizione feci il test per diventare allenatore, e venni chiamato così all’Ancona. Appena arrivato, il presidente Roberti si dimise, lasciando la squadra a Giamberduca. Lo stesso Giamberduca dopo poco abbandonò per approdare al Milan, e cedendo a me la presidenza. La squadra navigava in pessime acque. Fortuna volle che ebbi come aiutanti come Angelino e Costulo (soprannome di Costantino). Dopo un inizio difficile, le cose pian piano migliorarono. Ad oggi siamo io e Costantino presidente, e Sulsenti ds. Un colpo di scena e di fortuna, sia per te che per l’Ancona. In breve tempo sembri aver riportato serenità ad un ambiente che rischiava di crollare. Quale è il tuo segreto? Non c’è un vero segreto, l’obiettivo è semplicemente cercare di coinvolgere tutti in un ambiente sano, dove è il giocatore a contare. Non tratteniamo nessuno controvoglia, come nel caso di Papaleo passato all’Akragas a stagione in corso, nonostante la cosa rischiasse palesemente di danneggiare la squadra. Di questo passo vi candiderete a breve come competitor per la A. Avete delle precise strategie di mercato? Ci proviamo! Abbiamo deciso innanzitutto di cedere coloro che per motivi vari non potessero garantire un minimo di attività. L’obiettivo principale sono i playoff, e andare avanti in Coppa Italia. Passiamo al Riccardo calciatore, adesso. Sei di recente approdato al Pg: from zero to hero insomma. Cosa ti ha spinto ad accettare la loro proposta? Innanzitutto la presenza di Casalati, persona squisita che ho avuto il piacere di conoscere ad Empoli, ammiro la gestione della squadra da parte di Pironti, e in squadra ci sono persone fantastiche come Fusco, Bazzani, ora pure Ballarini.. inoltre avrò il privilegio di giocare nella squadra maggiormente rappresentativa del Progetto, al fianco di uno dei difensori più forti. Ultima domanda: preferiresti vincere un trofeo da calciatore, o da presidente-allenatore dell’Ancona? Onestamente non ho preferenze, l’importante è vincere

Un sogno da cui ripartire – Intervista a Tommaso Molin

Buongiorno, oggi siamo qui con una persona che non ha certo bisogno di presentazioni, Tommaso Molin, presidente di Roma e Venezia. A mente fredda, Tommaso, come reputi la stagione appena conclusa?
E’ stata una stagione lunga, che ci ha visto arrivare fino alla semifinale di Europa League e quindi ad un passo dal sogno di vincere un trofeo europeo. Purtroppo, ma lo sapevamo fin dal principio, il percorso europeo ha inevitabilmente compromesso il cammino in campionato, campionato concluso a pochi punti dai playoff.”

Roma, Venezia, Progetto Gaming; personaggio super impegnato insomma. Hai la sensazione che avresti potuto fare di più, o ti ritieni comunque soddisfatto dei risultati ottenuti?
“Credo che onestamente fare più di così fosse difficile. Al massimo c’è il rammarico per la Coppa Italia persa da giocatore, ma come presidente sono estremamente soddisfatto delle mie due squadre, che hanno dovuto affrontare avversari molto competitivi.”

Andando a ritroso: quale è il momento che ricordi con più piacere, e quello che invece ti è particolarmente doloroso da ricordare?
“Per il più brutto direi in assoluto la già citata finale di Coppa Italia, mentre il più bello è quello che deve ancora arrivare, e mi auguro possa farlo nella stagione che sta per iniziare.”

Cosa ti aspetti da Roma e Venezia per questa stagione?
“Dalla Roma mi aspetto la promozione in A, non abbiamo più scuse, sebbene il campionato sarà ancora più equilibrato di quello appena concluso. Per il Venezia mi auguro un campionato di alta classifica, con l’obiettivo di ripetere la scorsa stagione.”

Non temi la feroce concorrenza di compagini quali Genoa e Fiorentina, dunque.
“Le temo eccome, anzi. Penso che al momento ci siano potenzialmente una decina di squadre che possono lottare per la promozione diretta, ma noi non possiamo più sbagliare.”

Ultima domanda: se potessi prendere un qualunque giocatore da una qualunque squadra, chi sarebbe e perché? Di contro, se dovessi cedere tutti i tuoi giocatori tranne uno, chi terresti con te?
“Difficile rispondere ad entrambe le domande. Come giocatore da acquistare direi Tuccio, per il quale avevo fatto un’offerta, sia per scheda che per attività. Se potessi non cederei nessuno dei miei, ma chiaro che se qualcuno dovesse volere una nuova esperienza cercherei di accontentarlo. In particolare ho un feeling speciale con Saladino, il quale ha già ricevuto un’offerta in particolare, e D’Anteo.”

Saladino, già. L’uomo dai gol pesanti, una sorta di Bello Di Notte diciamo. Chissà che qualcuno non provi a strappartelo… (Tommaso ride, ndr).

Dalla Sardegna con furore: Pasqualino Beccu

Bene, iniziamo dal principio: facciamo una rapida presentazione per i lettori che non ti conoscono.
Salve a tutti, il mio nome è Pasqualino Beccu, provengo dalla Sardegna, esattamente da Silanus (un paese di poco più di 2300 abitanti). Ho 19 anni e sono un nuovo giocatore del neonato FM Messina.

Hai iniziato da pochissimo, eppure ti stai già dimostrando molto carico e attivo. Come sei venuto a conoscenza del progetto?
Conosco il progetto ormai da mesi grazie al mio carissimo amico Luca Siracusa, il quale ha tentato di convincermi per poi riuscirci in un secondo momento. I miei primi rifiuti son stati causa di impegni lavorativi e relativi allo studio, tuttavia sono molto felice di aver aderito a questa “piattaforma innovativa”.

Essendo un neoiscritto, avrai ricevuto decine di offerte sotto il tuo post di iscrizione: la scelta del Messina è casuale o c’è qualcosa in particolare che ti ha spinto lì?
Io ed il presidente Giuseppe Roberti abbiamo parlato tanto insieme e alla fine sono molto felice del fatto che siamo riusciti a trovare un accordo. Ho visto tanta fiducia nella dirigenza giallorossa, volevano che io giocassi qua, ho sentito fiducia nei miei confronti e questa è la motivazione principale che mi ha portato in questa fantastica casa: l’FM Messina.

C’è un giocatore del mondo fuffa a cui ti ispiri in particolare?
Sicuramente Andrea Pirlo, non a caso abbiamo un ruolo molto simile e vari punti di forza in comune. L’ispirazione nei suoi confronti è elevata e spero che, un giorno, sentirete parlare delle “maledette di Beccu”.

Ultima domanda, poi ti lascio libero di tornare agli allenamenti. Ti sei già posto obiettivi personali e di squadra per questa stagione?
Il mio principale obiettivo è quello di divenire la bandiera del Messina: sogno la fascia da capitano per questa stagione. Tuttavia non penso arriverà visto che abbiamo numerosi giocatori più meritevoli, ma sarò felice di dare il mio contributo… E magari di portare la società in Serie B a suon di assist e con qualche gol che fa sempre bene.

L’esperto D’Anteo alla guida del Pordenone

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo Alessandro D’Anteo, allenatore di grandissima esperienza, il nuovo mister del Pordenone. Allenatore fin dalla S1, ora alla corte del Presidente Luca Bisceglie, è stato sulle panchine di Lazio, Progetto Gaming, Lucchese, Juventus e Ravenna.

Giornalista: Buonasera Sig. D’Anteo, la ringrazio per avermi concesso questa intervista. Inizierei chiedendole del suo nuovo incarico al Pordenone, cosa l’ha convinta a sedersi sulla panchina dei neroverdi?

D’Anteo: Buonasera. Per impegni lavorativi, non ho possibilità di allenare in A o in B perché non riesco a seguire le live. Dopo aver lasciato la panchina del Ravenna cercavo un’altra avventura e penso che il Pordenone sia il top in Serie C, sia per gruppo che per forza di squadra.

Giornalista: Quali sono gli obiettivi societari per questa prossima stagione?

D’Anteo: Inutile nascondersi, l’obiettivo è la promozione, ovviamente senza tralasciare la filosofia del Progetto, ovvero tenere attivi e far divertire gli utenti nel gruppo.

Giornalista: Di certo la sua esperienza in campionati come Serie A e Serie B si farà sentire nella terza divisione del Progetto. Si può dire la stessa cosa dei suoi giocatori?

D’Anteo: I ragazzi sono nel progetto già da un po’ quindi conoscono bene come funziona. Inoltre, hanno statistiche tali da darci un discreto vantaggio rispetto alla concorrenza.

Giornalista: Parlando un po’ del suo stile di gioco, che impronta intende dare alla squadra, sotto il punto di vista tattico?

D’Anteo: Sono sempre stato un amante del 4231, modulo che usai sia alla Lazio che al Progetto Gaming, anche se alla Juventus usai molto il 352 nella stagione dello scudetto. Penso proprio, vista anche la campagna acquisti, che questa stagione tornerò alle origini, usando il modulo con le ali.

Giornalista: Chi sarà il giocatore sul quale punterà tutto la prossima stagione?

D’Anteo: Nelle squadre che ho allenato ho sempre deciso di puntare sulla squadra e non sul giocatore e qui, a Pordenone, non sarà diverso.

Giornalista: Sicuramente questa dichiarazione farà piacere ai suoi giocatori. Un’ultima domanda: il mercato porterà volti nuovi in rosa? Qualche giocatore è in uscita?

D’Anteo: Del mercato se ne occupa il Presidente Bisceglie, che fino a questo momento ha fatto un ottimo lavoro. Io sono molto contento della rosa che ho allo stato attuale, ma nel calcio tutto è possibile.

Giornalista: Direi che è abbastanza, la ringrazio per il tempo dedicatomi e le auguro i migliori successi sulla panchina del Pordenone.

D’Anteo: Grazie a lei!

Articolo di Alfredo Aloi

Salvo Crescimone, il simbolo del Verona

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo Salvo Crescimone, Capitano, Direttore Sportivo e Presidente dell’Hellas Verona.

Giornalista: Buongiorno Sig. Crescimone, la ringrazio per avermi concesso questa intervista. Partirei chiedendole del suo Verona, quali sono le ragioni che l’hanno spinta a prelevare la società?

Crescimone: Buongiorno, grazie a lei per avermi contattato. Le ragioni che mi hanno spinto ad assumere il ruolo da Presidente sono un po’ ovvie, è la mia prima squadra qui nel progetto, squadra di cui sono capitano e DS. Quando l’ex presidente (Denis Coghi ndr.) ha detto che non avrebbe potuto fare più il Presidente, per via della regola del monoruolo introdotta anche in Serie C, ho deciso di fare un po’ da “prestanome” e prendere io la gestione del Verona.

Giornalista: Questo è sicuramente un grandissimo gesto da parte sua. Che effetto fa rivestire questa grande importanza per un’unica squadra nel progetto?

Crescimone: Secondo me rivestire ruoli dirigenziali nel progetto è un modo per entrare ancora di più nel gioco. Ad esempio, se fossi rimasto solamente giocatore, ad ora avrei anche un rapporto molto diverso con la maggior parte delle persone del progetto e probabilmente non sarei neanche così tanto attivo.

Giornalista: Concordo con lei sul fatto che rivestire più ruoli determini un’attività migliore. Posso chiederle del mister Nico Scardace? Quali sono le ragioni che hanno portato alla sua nomina sulla panchina gialloblu?

Crescimone: Certo, in realtà prima di lui l’allenatore doveva essere Mihai Più, ma poi, sempre a causa del monoruolo in Serie C, ha dovuto lasciare il ruolo. A quel punto avevamo poche scelte e Scardace era quella migliore dal mio punto di vista.

Giornalista: Spero per entrambi che egli possa ricambiare la fiducia offertagli. Ha già stabilito gli obiettivi per questa stagione?

Crescimone: Gli obiettivi per questa stagione sono gli stessi della scorsa cioè la promozione in serie B, che, purtroppo, l’anno scorso, per colpa di alcuni inattivi e di alcuni depotenziamenti, non siamo riusciti a raggiungere.

Giornalista: Vedo che l’ambizione non le manca, cosa può dirmi dei suoi giocatori e compagni di squadra dei quali è anche il Capitano? Che aria si respira a Verona?

Crescimone: A Verona tutti hanno voglia di tornare in alto, abbiamo avuto alcuni innesti dalla serie A, ma ovviamente in Serie C, dove le partite non si vedono in live, è difficile costruire una squadra senza inattivi, ma posso dire che noi a Verona ci proveremo.

Giornalista: Ovviamente le auguro di riportare il Verona dove merita. Un’ultima domanda: nel Girone A sarà presente lo Spezia, affiliata del Verona nella S4, che rende la sfida promozione ancora più avvincente, considerando che affronterà anche il suo ex Presidente e Allenatore (Denis Coghi, Presidente e Allenatore attuale dello Spezia ndr.), cosa ne pensa in merito?

Crescimone: Ovviamente sarà strano affrontare Denis, visto che da quando mi sono iscritto nel progetto non l’ho mai affrontato in nessun modo. Sarà anche strano battermi contro i miei vecchi giocatori dello Spezia, dato che in S4 ero DS anche di quella squadra, sarà strano ma allo stesso momento divertente. Che vinca il migliore!

Giornalista: Bene direi che è abbastanza, la ringrazio per il tempo concessomi e le auguro i migliori successi con il suo Verona.

Crescimone: Grazie a lei, è stato un piacere.

Articolo di Alfredo Aloi

De Meo, Franco, Staniscia – Intervista a Marco Fazzini

Benvenuto Marco e grazie mille per aver accettato di parlare ai microfoni di Progetto MK-Ultra!

Grazie a voi!

Iniziamo subito con le presentazioni, chi è Marco Fazzini nel Progetto?

Marco Fazzini nel progetto è presidente da tre stagioni del Brescia, e da due stagioni del San Marino. Sono stato Ds del Cittadella ottenendo ottimi risultati, per poi passare al Brescia. Da calciatore ho iniziato nel Modena, ma sono subito passato alla Cremonese, dove sotto la guida di Campagna, sono diventato uno dei migliori terzini del progetto. Sono appena passato in prestito al Bologna per mia volontà, in cerca di nuovi stimoli

Chi è invece Marco Fazzini fuori dal Progetto?

Sono un ragazzo di 19 anni di Ascoli Piceno, che da quest’anno intraprenderà gli studi di ingegneria chimica, guarda caso, proprio a Bologna. Ho la passione per la musica elettronica e punto nel giro di pochi mesi, a diventare DJ.

Bene, l’intervista di oggi sarà divisa in due parti, corrispondenti ai progetti che vuoi illustrare, ovvero quello del San Marino e del Brescia, da chi vuoi iniziare per primo?

San Marino.

Qual è la Storia del San Marino fino a questo momento?

La storia del San Marino è una storia breve ma molto intensa. Io e Luca Sverze abbiamo deciso di acquistare una società di C due anni fa. La nostra scelta era ricaduta sull’Ascoli, di cui sono tifoso, ma era ultima in classifica. Per questo motivo, abbiamo deciso di comprare il San Marino e costruendo la squadra. Siamo arrivati entrambi gli anni ai playoff senza riuscire a vincerli. Abbiamo costruito un ottimo gruppo nell’arco delle due stagioni, con ragazzi molto attivi, come ad esempio Paulis, Frottin, Kesselar, Menghetti e sempre propensi a fare il bene della squadra. Ci sono stati incidenti di percorso, come i ban di mister Rosti e di Strizzi, ma ne siamo usciti rafforzati. Ora il nuovo DS De Meo, sta lavorando per puntellare la rosa con elementi di valore, sotto richiesta del mister. Ah, vi starete chiedendo chi sia il mister: Giuseppe Staniscia! Abbiamo deciso di puntare su di lui e sul suo riscatto e siamo sicuri farà benissimo.

Potresti descriverci in maniera precisa qual è il progetto che volete creare intorno al Nuovo Mister Staniscia?

Mister Staniscia è qui per rilanciarsi e noi, vogliamo lanciarci verso la Serie B. Sì ok, perderemmo l’affiliazione con il Brescia, ma poco importa. I ragazzi che sono in squadra non meritano di essere trattati come una squadra B qualunque, devono divertirsi. Abbiamo quindi intenzione di creare un progetto solido, vendendo giocatori non idonei e prendendo ragazzi estremamente attivi, che magari possano servire anche al Brescia in ottica futura.

Sembrano premesse per un’ottima stagione. Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

Portare per la prima volta, una squadra della Repubblica di San Marino in B sarebbe fantastico, quindi puntiamo a farlo nel giro di due stagioni.

Bene, adesso è il momento di parlare del Brescia, ma lo facciamo ricollegandoci a una figura che si può considerare come il filo che collega il San Marino alle Rondinelle, ovvero Alessandro De Meo. Opinioni su di lui in quanto Dirigente o Direttore Sportivo?

De Meo è un vero e proprio stakanovista. Non si ferma un attimo ed è sempre a trattare e lavorare per il bene della squadra. È un must have, una persona che tutte le società dovrebbero avere per la sua professionalità. È anche molto bravo come DS, lo pongo al mio stesso livello come abilità nel trattare e convincere le controparti.

Il Brescia invece ha già un progetto inoltrato con Franco, subentrato durante la scorsa stagione. Opinioni su di lui fino a questo momento?

Claudio è subentrato dopo una mia crisi isterica quando ero allenatore. Ha iniziato a macinare punti su punti e sembravamo proiettati verso le prime posizioni. Purtroppo però, con l’arrivo delle Beowulf, siamo scesi molto ed abbiamo iniziato a perdere posizioni. Piena fiducia in lui comunque. Abbiamo preso Mazzei in attacco, ma ora vogliamo rinforzare ulteriormente il reparto avanzato.

Franco, Palladino e lo stesso De Meo portano sul gruppo un personaggio dal grande Ego, com’è allora lo spogliatoio del Brescia?

Lo spogliatoio del Brescia è attivissimo, soprattutto sul gruppo WhatsApp e sul gruppo Facebook segreto. Franco, Palladino e De Meo tengono carichissimi gli altri, grazie anche a Montecalvo, che è un dispenser di risate e i vari Maiello, Carnevali, Lombardo e Mezzadri. Gli altri sono meno partecipi, ma ci stiamo lavorando.

Obiettivi per questa stagione e per il futuro col Brescia invece?

Con il Brescia puntiamo assolutamente ai playoff, ma speriamo in qualcosina di più. Confidiamo in Franco e nel suo lavoro, ma anche in De Meo, che ha il compito di rimpinguare la rosa con elementi attivi e forti.

Questa è stata l’ultima domanda, ti ringrazio per le risposte e ti saluto, alla prossima!

Grazie a te mio caro.

I tre pilastri de L’Aquila

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo i tre pilastri della società L’Aquila, che milita nella Serie C/C PG. Alessandro Panzini, colosso del centrocampo e capitano, Stefano Romano, stopper vecchio stile e Luca Terzi, freccia sulla fascia sinistra.

Giornalista: Buongiorno Signori e grazie di avermi concesso questa intervista. Siete stati tre pedine fondamentali nello scacchiere del Mister Matteo Marinoni, la scorsa stagione, che effetto fa essere importanti per una squadra, nonostante sia di Serie C?

Romano: È una cosa molto bella e motivante. Giocare per una squadra come L’Aquila ed essere titolare è veramente un’ottima occasione e un’ottima rampa di lancio per palcoscenici più importanti.
Terzi: Nel mio caso, ha dato molte soddisfazioni, ma allo stesso tempo mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca, perché durante la parte centrale della stagione il mister non mi usava quasi mai e penso che se lo avesse fatto, i risultati sarebbero stati molto diversi.
Panzini: Come ha detto Stefano è stato molto bello, ci ha fatto crescere su molti punti di vista e sicuramente ci dà la convinzione che l’anno prossimo potremo essere protagonisti di qualcosa di importante per la squadra.

Giornalista: Ovviamente c’è un po’ di delusione per l’epilogo della stagione, quali sono le vostre impressioni per la prossima?

Panzini: Beh la delusione c’è sicuramente anche se nessuno pensava a una stagione così alla prima in Serie C, siamo partiti bene e poi ci siamo persi. Per la prossima stagione sicuramente abbiamo più esperienza, dispiace per chi ci ha lasciato ma sono sicuro che chi prenderà il loro posto avrà la voglia di fare ancora meglio.
Terzi: Delusione fino ad un certo punto. Non siamo riusciti nell’impresa di battere una squadra come l’Udinese, nettamente superiore a noi, ma comunque nelle ultime giornate non siamo stati brillanti come prima.
Romano: Come hanno detto prima di me, delusione per com’e andata la stagione si, però a livello di singoli abbiamo dimostrato di valere molto, ed essendo un gruppo compatto si può solo migliorare.

Giornalista: Mi sembra di capire che il gruppo sia molto unito e attivo! Che aria si respira nello spogliatoio?

Terzi: Quale spogliatoio? Abbiamo venduto tutti ahahahah. Comunque, ora come ora siamo i più esperti del gruppo, e dovremo essere bravi a far integrare i nuovi arrivi.
Panzini: Un’aria pesante dovuta alle ascelle di Stefano romano ahahahah. Dai, scherzi a parte, siamo un bel gruppo, ci si diverte e si ha voglia di migliorare insieme.
Romano: Concordo con Panzo, tra le mie ascelle e i suoi fritti è un casino ahahahah.

Giornalista: Devo dire che l’entusiasmo e l’affiatamento non vi manca! Un’ultima domanda, avete un messaggio per chi vi affronterà in futuro?

Terzi: Penso di parlare a nome di tutti, quando dico che venderemo cara la pelle in ogni singola partita!
Panzini: Beh, un messaggio vero e proprio no, ma sicuramente che quest’anno non avremo paura di nessuno e daremo il massimo per raggiungere il nostro obiettivo.
Romano: Tralasciando quello che dicono loro, che condivido al 100%, dico agli avversari di stare allerta, che 8 gol a partita non li prendo più, e le caviglie partiranno piuttosto ahahahah.

Giornalista: Grazie del vostro tempo e buona fortuna per l’imminente stagione!

Articolo di Alfredo Aloi

Le interviste impossibili – Giorgio Alfonso Sciubba

Ai microfoni di Devil Project, per la rubrica Le Interviste Impossibili, abbiamo il piacere di intervistare Giorgio Alfonso Sciubba, difensore centrale dell’Udinese. 

Buongiorno signor Sciubba, cominciamo l’intervista parlando delle recenti novità in casa Udinese. In una precedente intervista abbiamo parlato col suo nuovo presidente, Riccardo Rex, riguardo il presente e il futuro della sua squadra. Che impressione le ha fatto il nuovo presidente? Come si è presentato alla squadra?

Rex ha le idee chiare fin da subito, vuole principalmente un gruppo che si diverta . Spero che con lui l’Udinese torni nelle posizioni che merita, fa male vederla così. 

Purtroppo l’Udinese non è riuscita a vincere i playoff, venendo battuta al 2º turno dalla Casertana; immagino la grande delusione sia tra voi giocatori che tra la dirigenza. Cosa non ha funzionato in quella partita secondo lei?

Abbiamo avuto problemi sia all’andata che al ritorno, sicuramente il cambio allenatore ha influito (e anche qualche infortunio). Non ci porta fortuna cambiare allenatore prima dei playoff o dei playout, mi riferisco alla S3. 

Per la stagione che comincerà ormai a breve, quali sono gli obiettivi della squadra? Crede che potrà puntare alla promozione diretta vincendo il girone o dovrà di nuovo passare per i playoff come quest’anno? Il suo presidente aveva dichiarato ai nostri microfoni di voler puntare a vincere una coppa al primo anno di presidenza, lei pensa possa essere fattibile?

L’Udinese punta sempre alla promozione diretta, è una società ambiziosa, e l’allenatore mi ha fatto una buona impressione. Vincere una coppa è difficile soprattutto alla prima stagione, pero la coppa di C si può portare a casa…

Per quanto riguarda invece l’aspetto più personale, cosa si aspetta dalla prossima stagione, che traguardi intende raggiungere?

Voglio fare più di un gol (ride,ndr), comunque punto ad essere più attivo e di entrare nelle posizioni più alte della classifica live, e far parte della squadra dell’anno.

Parliamo adesso di calciomercato: diverse squadre sono interessate a lei per puntellare le loro difese. Intende quantomeno ascoltare le offerte che le perverranno oppure rimarrà fino al termine del suo contratto ad Udine?

A malincuore, non sarò ad Udine il prossimo anno, sto sentendo tutte le offerte che mi sono arrivate, hanno tutti progetti interessanti, sono molto indeciso, non so cosa fare. Rex mi ha fatto un’ottima offerta per andare all’Ancona, ma anche le altre quattro squadre hanno fatto buone proposte.

Se le venisse offerto un posto in una squadra di serie A e lei accettasse, vorrebbe ricevere una convocazione in nazionale? Si sentirebbe già pronto per un passo così importante?

Quando sarà si vedrà, andare in nazionale alla prima stagione di A è una grande soddisfazione, indossare la maglia della nazionale è un motivo d’orgoglio.

Oltre ad essere un giocatore dell’Udinese, lei ha anche una carriera da DS, attualmente all’Akragas, ed è inoltre presidente della Sambenedettese. Quali sono i progetti futuri per queste due società?

All’Akragas il presidente Di Gaetano è molto ambizioso, vogliamo allestire una squadra che possa raggiungere gli obiettivi. Alla Samb veniamo da una stagione buona, ora bisogna pensare in grande, voglio prendere una punta forte, un terzino (e centrocampista) sinistro e un portiere di buon livello. 

Vorrebbe un giorno cimentarsi anche nella professione di allenatore o si sente soddisfatto dei ruoli che sta già ricoprendo? Se prendesse il patentino, c’è una squadra in particolare che vorrebbe allenare?

Non ne sono sicuro, troppe responsabilità, e dovrei trovare il tempo per provare le tattiche; forse in un futuro, ma non così prossimo. Sicuramente inizierei da una squadra di C, ma per ora mi piace molto fare il DS, anche se snervante.

Articolo di Emilio Ivaldi


ESCLUSIVA: CAMBIO DI PROPRIETA’ IN CASA UDINESE!

Ci troviamo negli uffici dell’Udinese dove ci accoglie il neo presidente Riccardo Rex, che ha voluto rilasciare un’intervista ai microfoni di Devil Project. 

Buongiorno signor presidente, tra pochi giorni verrà ufficializzata la sua acquisizione dell’Udinese, una società storica all’interno del progetto e prima vincitrice dello scudetto. Sono state queste le motivazioni più influenti che l’hanno convinta ad acquistarla?

Ebbene sì, grazie all’aiuto di Costantino riusciremo sicuramente nel raggiungere alti traguardi. L’indubbio palmares è una delle diverse motivazioni che ci hanno spinto nel prediligere Udine rispetto mete diverse. Anche i giocatori risultano essere più invogliati nel giocare in una squadra già titolata avente un palmares di tutto rispetto.

Dopo aver vissuto il primo anno da protagonista, l’Udinese nelle successive stagioni ha cominciato una lenta decadenza, fino alla sua attuale collocazione in Serie C. Secondo lei, cosa può essere successo in questi anni?

Presuppongo una gestione errata della rosa e forse malcuranza delle precedenti dirigenze, forse faziosità.
Ciò in quanto obiettivamente per retrocedere di 2 serie in 2 stagioni contigue qualche errore, grave, deve esserci alla base (non si spiega bene come una squadra nella stagione 1 sia vincente mentre nella 4 sia in C). Errori gravi che hanno pregiudicato una grande compagine.

Parliamo ora delle ultime vicende accadute in casa Udinese, ovvero, purtroppo, la sconfitta al 2º turno di playoff contro la Casertana. Quanto ha influito, secondo lei, l’assenza del bomber del campionato Dany Cherchi causa infortunio (53 gol per lui in stagione, ndr)?

Presuppongo abbastanza. Il signor Cherchi è molto forte e ben predisposto al goal. Purtroppo la sfortuna ha voluto che si infortunasse proprio in un dato momento critico. Sono certo che con lui in campo forse sarebbe andata diversamente.

Conosceva già il presidente uscente Davyd Andryiesh? Come si è svolta la trattativa per il passaggio di consegne?

Tutto  molto semplice e celere. Non ti nego che abbiamo trovato diverse difformità in bilancio che avrebbero potuto comprometterne l’acquisizione, fortunatamente il grande Costantino (già revisore dei conti tempo addietro) con impegno è riuscito a risolvere le gravi problematiche addotte in bilancio e rendicontare il giusto.

Apriamo una breve parentesi per parlare di lei e delle sue altre realtà calcistiche: presidente e allenatore dell’Ancona, allenatore del Mantova e difensore nell’Empoli di mister Casalati fresco di promozione in serie B. Come riesce a impegnarsi in tutti questi ruoli così diversi tra loro, qual è il suo segreto?

Impegno e buona volontà. Alla fine seguire il progetto è un piacere quindi si cerca di dare quanto più possibile per risultare attivo ed utile alla squadra. Dal punto di vista dirigenziale non potrei far nulla senza l’aiuto di Costantino e di tutti coloro che rivestono ruoli in squadra. Dal punto di vista di giocatore devono ringraziare il buon presidente Arnone che con i suoi modi di fare invoglia a creare gruppo e dare il meglio per la squadra.

Intende fare una promessa particolare si suoi nuovi tifosi? Che formula adotterà per far tornare la sua società tra le grandi del progetto? Le sono già chiari i membri che comporranno lo staff dirigenziale?

A breve verranno resi noti i nominativi appartenenti alla dirigenza (ricordiamo che essendo affiliate lo staff dell’Udinese è uguale a quello dell Ancona, ndr). Gli obiettivi sono ben chiari, rimarrete stupefatti dell’allenatore che abbiamo scelto, un profilo allievo del Casalati! In primis punteremo al vincere una coppa che sia quella Italiana o semplicemente quella di C. Ovviamente senza disdegnare il campionato per il conseguimento dei playoff.

La ringrazio presiedente e le auguro di tornare presto sui palcoscenici che questa squadra merita di calcare.

Articolo di Emilio Ivaldi.

Le interviste impossibili – Giovanni Gallo

Ai microfoni di Devil Project quest’oggi Giovanni Gallo. Incomincia la sua carriera da allenatore all’Ascoli sfiorando un piazzamento playoff per poi approdare, dalla prossima stagione, sulla panchina dell’Empoli. Come calciatore ha militato nel Cesena, nella Lucchese e attualmente nel Genoa, ricevendo anche una chiamata azzurra. 

Buongiorno mister, partiamo subito con l’argomento clou dell’intervista: il suo passaggio, nella prossima stagione, alla guida dell’Empoli del presidente Arnone. Ci racconti un po’ come si è svolta la vicenda.

Il passaggio all’Empoli è stato abbastanza casuale, conosco il DS in “real life” e mi aveva proposto scherzando la panchina, poi una chiacchierata con Arnone mi ha convinto ad accettarla.

Il mister Roberto Casalati è riuscito a dominare il girone con numeri impressionanti: 34 vittorie, 152 gol fatti e punteggio record di 103 punti. Per la prossima stagione lei intende continuare nel solco da lui tracciato o ci dovremo aspettare rivoluzioni di modulo ed interpreti?

Roberto è un maestro, spero di riuscire a fare la metà di quello che ha fatto lui in C e, piccolo scoop per voi, sono scuola Casalati come allenatore. Quindi le tattiche saranno simili, tranne che per qualcosina; gli interpreti sicuramente cambieranno poiché in B ci vogliono altri giocatori ma questo è un discorso che non mi compete.

Parliamo ora della stagione appena conclusa; con l’Ascoli è arrivato appena fuori dalla zona playoff, cosa le è mancato secondo lei per raggiungere quel traguardo?

Con l’Ascoli siamo partiti a metà stagione ed eravamo dietro di tanti punti, quindi sono orgoglioso del risultato raggiunto dai ragazzi; in campionato ho affrontato una sola volta l’Empoli e ho preso una bella manita, lascio a voi le considerazioni.

Parliamo ora della sua carriera parallela da calciatore: purtroppo il Genoa, squadra che l’ha da poco acquistata, è retrocessa in serie B. Cosa non ha funzionato durante la stagione?

Al Genoa, secondo me, si è sofferto il passaggio da una piattaforma all’altra, e anche una buona dose di sfortuna ha fatto la sua parte.

Ha al suo attivo anche una convocazione in Nazionale maggiore, per le amichevoli Italia-Norvegia e San Marino-Italia. Come si è trovato all’interno del gruppo azzurro, e quali sono state le sue emozioni per la prima convocazione da parte del CT?

Per quanto riguarda la Nazionale, ho giocato uno spezzone di gara contro la Norvegia e gran parte della partita contro San Marino dove ho esordito da titolare e sono riuscito a fare due assist. Le emozioni sono state enormi poiché venivo da un lungo periodo di inattività e grazie ad alcune persone sono riuscito a raggiungere l’obiettivo. Lo spogliatoio azzurro è magnifico, essendo il nuovo arrivato sono stato bullizzato e ci sta pure. (ride, ndr)

Scendendo in B perderà la possibilità di essere nuovamente convocato, stando alle regole imposte dal CT De Donatis. Intende restare al Genoa o, se le arrivasse una congrua offerta da una squadra di A, chiederebbe la cessione per poter rimanere nel giro della nazionale?

No comment sui trasferimenti.

Domanda a bruciapelo: se potesse portare a Empoli un qualsiasi giocatore, anche di A, su chi ricadrebbe la sua scelta?

Se potessi portare un solo giocatore dalla A sicuramente sarebbe Federico Gallarato della Lazio, attaccante di razza pura. Grazie per l’intervista e il tempo concesso.

Grazie a lei e in bocca al lupo per la sua nuova avventura in panchina.


Articolo di Emilio Ivaldi