Daniele Collano in “Miracle Workers”

Salve a tutti, sono Pierpaolo Palladino e quest’oggi ho il piacere di poter intervistare una persona a me cara.
Parliamo di un uomo generoso e polivalente che risponde al nome di Daniele Collano, da poco diventato allenatore della Juve Stabia.

Buonasera Sig. Collano e grazie per avermi concesso l’onore di porle qualche quesito da parte della redazione di Free Kick.
Lei ha un attività pregna nel Progetto ma il suo obiettivo più grande, quello che spesso pervade la sua mente, qual è?

Entrare nella storia di Progetto FM; vorrei che ogni mia parte nel Progetto sia interpretata al meglio. Free Kick? Il giornale nr. 1 del Progetto. Parma e Juve Stabia? Le squadre nr. 1 del Progetto.
Voglio lasciare un’impronta importante. Ora che sono anche allenatore della Juve Stabia, vorrei essere il migliore di tutti. Un po’ da pazzi eh?

Sognare non costa nulla. Dunque, la Juve Stabia; Ora vive un momento di rodaggio. Il precedente mister ha lasciato l’incarico per alcune motivazioni tattiche. Lei invece come lavora a Castellammare? Ha apportato determinate modifiche tecnico-tattiche?

Castellamare è una piazza bellissima, ma i giocatori vogliono risultati.
Durante la scorsa stagione Luca Belli aveva dato vita ad un miracolo trainando la squadra vicina ai Playoff, poi però quest’anno abbiamo avuto delle difficoltà. La colpa non è sua, purtroppo capitano stagioni sbagliate. Personalmente, per alcune partite ho usato le famose Beo e non me ne vergogno a dirlo; avevo bisogno di punti e li ho fatti. Ora ho abbandonato l’idea solo di far punti perché ho pensato: ma vincere così mi diverte? Devo dirti la verità, non mi diverte e allora sono passato al mio modulo 4-1-2-2-1 modificato. Mi porterà qualche risultato? Farà divertire i ragazzi? Io spero di sì perché a me ha sempre dato grandi soddisfazioni.

Ovviamente la sua nobiltà d’animo è conosciuta sia dal sottoscritto che dalla community, oltre che dalla sua redazione. Ha saputo fare di necessità virtù, essendo concreto e cinico per quanto riguarda la conquista di punti fondamentali.
Si può dire che la Juve Stabia abbia progetti ambiziosi e punta al modello-Parma o le due società cercheranno di non calpestarsi i piedi?

Le due società sono a sè.
C’è un affiliazione, però puntano ad essere due realtà ben distinte. L’unica affinità è l’essere circondati da uno staff e da una rosa che si divertono. Qui alla Juve Stabia c’è un gran bel gruppo e si punta ad esserlo sempre più. Ho dei collaboratori preparati e molto bravi nella gestione dell’intera rosa e questo è un toccasana.

Chi l’ha colpita maggiormente durante il suo insediamento avvenuto a stagione in corso? Ha avuto le risposte che cercava da chi doveva trascinare la squadra in posizioni a lei più consone?

Un giocatore che mi ha colpito in assoluto è Bucciero: un bomber.
Mi ha accolto bene e con i suoi gol permette alla squadra di dire la sua. In generale devo dire che tutti i giocatori mi stanno dando una grossa mano nelle mie prime settimane da allenatore. Sono molto contento della squadra, sono fortunato ad avere un gruppo così.

Come gia fatto presente, essendo lei il presidente delle Vespe, sa che a breve inizieranno i chiacchiericci del calciomercato. Cosa cerca la Juve Stabia da questo ballo frenetico di nomi e idee? Avete in mente una linea da seguire?

Il Calciomercato è una brutta bestia in Serie C.
Le squadre sparano prezzi troppo alti e quindi è molto difficile fare movimenti di alcun tipo. Ci sono giocatori che mi portano qualche bonus o che portano il minimo e vengono valutati come fossero Gallarato o Campagna.
Bisognerebbe agevolare trattative realistiche e solo allora si potrebbe fare un buon mercato in C.
Chi prenderà la Juve Stabia? Nessuno. Siamo poveri. Ma se avete giocatori che non vi servono e me li prestate, fate pure! Scherzi a parte, dobbiamo ancora valutare le strategie di mercato; prima facciamo scannare i potenti e poi ci intrufoliamo e vediamo di prendere chi ci serve.

Lei sembra avere le idee molto chiare, non a caso è il capolega di C.
Cosa si può fare per il movimento? Come si potrebbe affrontare il deficit di risorse economiche che affligge le dirigenze di Serie C? Ha qualche anticipazione da lanciare?
Sarebbe un toccasana per la Juve Stabia così come per tutte le altre squadre.

In Serie C gli utenti chiedono a gran voce più giocatori, più visibilità.
Ma i problemi effettivi non sono questi, in Serie C, molto spesso, i giocatori sono abbandonati a loro stessi dalle società, che non aiutano a capire il Progetto ai nuovi utenti e molto spesso si inattivano.
Più utenti? No, ci sarebbero solo più inattivi. Bisogna curare e aiutare di più gli utenti già presenti nella Lega e invogliarli a capire tutte le dinamiche.
Magari aumentare il budget sarebbe una soluzione ma il problema dei prezzi alti rimarrebbe comunque, quindi prima di aumentare eventualmente i fondi economici in C, bisognerebbe sistemare il mercato: controllare che un giocare semi-inattivo o con bonus minimo non venga proposto a cifre assurde.
Personalmente, da un utente quasi inattivo, mi è stata data una valutazione di 1,5M perché aveva una bella scheda. Bisogna risolvere questo, e poi possiamo parlare di tutto quello che volete.

Sembra un netto passo in avanti verso coloro che spesso hanno fatto notare la questione.
Tornando al suo lavoro di coach; ha un idolo o un punto di riferimento da eguagliare e perché no, superare?
Che mister è Daniele Collano?

Ho la fortuna di confrontarmi con tante persone che amano questo gioco, e prendo i loro consigli come fossero dobloni d’oro. Ho sempre giocato offline e ritrovarmi a confrontarmi online mi ha spiazzato, ma grazie a tanti amici del Progetto posso valutare e ricevere consigli.
A chi mi ispiro? A nessuno. Ognuno ha il suo modo di giocare io voglio avere il mio gioco ed il mio stile. Ogni allenatore ha giocatori diversi e può esprimersi in base alle qualità in rosa.
Io sono un’allenatore che ama pianificare ogni possibile contromossa, spiazzare il mio avversario e rendere il suo gioco inefficace.

Insomma, rispetto per tutti ma paura di nessuno.
Se dovesse salutare la community di Progetto Gaming elargendo un consiglio, come un padre fa con un figlio, quale sarebbe?

L’unico consiglio che posso dare è quello di divertirsi e di non trascendere nel pianto greco ad ogni occasione che vi si presenta. Ci sono tanti colleghi, allenatori e non, che amano lamentarsi delle proprio sconfitte. Non fatelo, non ve lo meritate. E sopratutto smettetela di ipervalutare. Torniamo ad applicare il giusto prezzo alle cose, così come si dovrebbe dare il giusto valore alla vita.

Scritto da Pierpaolo Palladino  |  Revisionato da Gad Hakimian

El Loco, una nuova guida al comando del Como.

Oggi ai microfoni di Free Kick abbiamo Pierpaolo Palladino, da poco nuovo allenatore del Como.

Salve Palladino, grazie per averci concesso un’intervista e complimenti per il nuovo ruolo che ti è stato assegnato. Per rompere il ghiaccio in breve, presentato ai lettori che non ti conoscono e descriviti con un solo aggettivo.

In molti già mi conoscevano, in molti avranno avuto modo di conoscermi, ma per chi si fosse perso questo pezzo di storia, lo metto al passo con gli altri: Campione d’Europa U19 S3, capocannoniere Serie B S3, Scarpa d’oro S3, Bandiera del Brescia e miglior videomaker del Progetto – a mani basse – per contenuti.
Oggi anche allenatore del Como. Chiamatemi “El Loco“.

Complimenti. Una carriera straordinaria costellata di successi. il tuo curriculum parla chiaro: sei un vincente. Riuscirai a trasmettere questa tua dote ai giocatori?

I calciatori che ho trovato qui sono tutti predisposti ad essere attivi e trionfanti. Gli ho esposto le mie idee e i miei pensieri e ho raccolto solo reazioni positive da parte loro e della dirigenza.
Trasmettere le doti no, non la vedo così. Ognuno apprende a modo suo e sviluppa un carattere vincente (o meno) a modo suo. Diciamo che “vincere aiuta a vincere” ed io, in quanto a questo, so di cosa parlo e spero di raccogliere i risultati tanto attesi.

Hai parlato di giocatori con alto potenziale ma la stagione attuale è al di sotto delle aspettative sia in termini di risultati che di attività, come spieghi una cosa del genere? Su chi ricade la colpa a tuo parere?

Non mi piace puntare il dito, anche perché non ero presente. Diciamo che le colpe sono di tutti in questi casi: dalla dirigenza ai precedenti mister, finendo per i calciatori.

Come pensi di riuscire a fare in modo che una situazione come questa di inattività posso verificarsi di nuovo? E se dovesse per qualche motivo riaccadere, come dovresti affrontare la situazione?

Ma non ci sono inattivi, quindi non vedo il problema. Su 15 giocatori 10 sono attivi.
Essendo videomaker posso coinvolgerli così come abbiamo fatto a Brescia e San Marino. Due squadre con attività 100%.

Ottimo a sapersi, se dovessi quindi pensare ad un 300k all’anno ed un futuro da stella nella Serie A, quale tuo giocatore ti verrebbe in mente?

Forse i migliori in rosa: Ruggeri e Volpe. Se lavorano e seguono passo dopo passo gli step che offre Progetto Gaming, possono diventare giocatori ambiti dalle migliori squadre. Ovviamente cito loro due ma mi rivolgo anche agli altri in rosa.

Ti definisci più un allenatore in tuta o in abito?

Mi definisco un allenatore nudista.

Buono a sapersi. Come ti è sembrata la dirigenza sino ad ora?

Sono arrivato durante le feste di natale quindi era in preventivo la poca presenza di tutti, me in primis.
Terminati i due giorni clou e tornati alla realtà lavorativa ho alzato un pochino la voce per far si che il tutto fosse credibile, serio e professionale.
Non voglio dei dirigenti ragazzini che non sanno cosa fare, non sanno come muoversi e non sanno prendere di petto le situazioni. Voglio persone preparate che sappiano adeguarsi alle mie richieste ed ai miei modi di lavorare.
Per fortuna c’è stato Giovannini, che ha voglia di fare e ha voglia di migliorarsi. Il presidente è più occupato, lo sento poco.
Dopo la prima chiacchierata e gli obiettivi da raggiungere non abbiamo più avuto modo di parlare, ma di sicuro non mancherà occasione.
Dobbiamo iniziare un percorso tutti insieme, dove c’è fiducia nel lavoro altrui e volontà di rendere questa realtà, una realtà migliore.

Per finire l’intervista, rilascia una dichiarazione accattivante per tutti i tuoi avversari.

La dichiarazione che lascio è l’auspicio di ritrovarli tutti dietro al Como, che ha una gran voglia di rilanciarsi, una dirigenza pronta a far rimangiare le accuse subite in passato, giocatori volenterosi e un allenatore alla prima esperienza che ha il sangue agli occhi.
Con Grinta & Cuore la strada è spianata.

Grazie per il tuo tempo, auguriamo il meglio a te e al Como, avete un futuro brillante. Dimostrate a tutti quanto valete!


Il tris d’assi dell’Asylum!

Progetto X ha l’onore di intervistare un modello per il Progetto: la Triestina Asylum, gestita dai notissimi Daniele #Fulcout, Yuri asdasd Monti e Mariano “sistemateiconti” Pizzuti. Raccontateci come è strutturata la dirigenza della società più pazza del Progetto.

Pizzuti: La ringraziamo per la preferenza accordataci. Diciamo che tutto nasce da uno stalker di nome Clownz che dopo avermi fatto conoscere il gioco ha avuto la brillante idea di voler comprare una società: la suddivisione dei ruoli è stata alquanto naturale, avendo ognuno una passione per un ruolo diverso. Sul termine pazzi lo prendo come un complimento, ma credo che sfasati sia il termine corretto.

Fulco: Della presidenza sono il più recente. Ciò che mi ha spinto ad essere prima allenatore e poi anche presidente della Triestina, è la passione e la dedizione che mettono sia il Clownz sia la Volpe nel gioco: ruolano, si divertono, fanno le teste di cazzo ma con un’organizzazione ben chiara e decisa. Tutto è studiato nel minimo dettaglio: i risultati in campo e non, parlano più di qualunque intervista e/o dichiarazione.

Clownz: Sciao Progetto X! L’Asylum nasce da una mia idea: quella di lasciar libero sfogo ai giocatori che vengono da noi possono fare finta di essere dei detenuti con problemi psichiatrici, ma se non vogliono “ruolare” possono giocare normalmente. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza uno dei miei migliori amici (Pizzuti): lui è la parte matematica, che mi aiuta a trasformare i miei pensieri colorati in cose reali. Ora insieme a noi c’è un terzo presidente (Daniele Fulco), che ci aiuta sul mercato e gestisce (insieme a me) la parte tattica della squadra. Una piccola menzione vorrei farla anche al nostro vicepresidente Stefano Mattacola in arte Mazzancolla, che forse un giorno prenderà la mia maschera.

Bene quindi di base la società è strutturata da Pizzuti capo indiscusso delle casse, nel caso qualche caso patologico grave non decida di scassinare il fortino dell’Asylum per acquistare nuovi psicofarmaci, il buon Clownz decide quali farmac…ehm giocatori scegliere e come gestire le carcer…ehm le stanze dove abitano i vostri giocatori, in collaborazione con mister Fulco che riesce a far giocare la squadra in maniera eccellente, non si sa con quali capacità.  La rosa come è stata costruita stagione scorsa? Cioè, qual è stato il processo di selezione dei giocatori che tutt’oggi, correggetemi se sbaglio, formano lo zoccolo duro della rosa?

Clownz: Faccio una piccola premessa: io sono stato in tutti i giochi a cui ho giocato capoclan o capogilda. Bene. Lo zoccolo duro dell’Asylum è formato dai membri di alcune mei vecchie gilde e alcuni di essi sono anche miei amici nella realtà, altri sono amici di queste persone. Mentre con pochi altri è stata fortuna: cito ad esempio Amir Gharaba, che si è integrato alla grande con lo spirito della Triestina ma che abbiamo preso come nuovo utente. Poi ora è arrivato anche il nostro Zlatan Di Gaetano, che sembra essere nato per giocare con noi. Per quanto riguarda la selezione dello staff invece ho scelto persone stra-attive che potessero aiutarci, ed ecco perché i due marketing manager Luca Brian Santoro e Stefano Mattacola: la chat staff e quasi più attiva della chat squadra.

…spunta un Fulco selvatico: “E poi un allenatore come me, un fenomeno assoluto!”

Quindi un gruppo in larga parte conosciuto. A volte però portare amici non sempre porta ad avere un gruppo attivo o più attivo: il fatto di portare amici, suppongo già abituati ai GDR può aver aiutato? E se sì, quanto?

Pizzuti: Portare amici (se con la stessa passione) aiuta moltissimo dal mio punto di vista, poiché il fine e l’obiettivo sono comuni. E con questi già si sa come relazionarsi, poiché il problema più grande dei GDR è il relazionarsi con persone mai viste e conosciute.

Clownz: Beh, avere un gruppo che si conosce e che pensa più alla squadra che al suo singolo giocatore non può essere altro che un bene… non crede?

La squadra si trova terza in campionato dietro a delle armate come Pordenone e un’insospettabile Longobarda Cuneo. L’obiettivo immagino sia quello della promozione diretta, per non rischiare il terno al lotto dei Play off immagino.

Pizzuti: Il nostro obiettivo è la conquista del mondo, passando per la promozione in B diretta, sperando che sto #fulcout continui nel suo ottimo lavoro.

Fulco: Per ora è un ottimo campionato quello triestino, ma per le considerazioni finali aspetteremo la fine del campionato. Ogni partita è come una finale e come tale bisogna approcciarle. Guai però a darci dei Di Gaetano-dipendenti, sarebbe come sminuire gli altri giocatori e il lavoro eccellente di Yuri e Mariano prima ancora che entrassi a far parte dello staff Asylum.

Clownz: Io ho chiesto al mister 2 cose: quest’anno minimo quinto posto; prossimo anno, se non saliamo ora, la B diretta. Abbiamo un bel progetto ma devono arrivare i giusti risultati!

Pensate che la classifica attuale possa avere scossoni di sorta, o le squadre nelle prime quattro posizioni dovrebbero restare le stesse?

Fulco: La Serie C, ad eccezion fatta del girone C dove la Torres sicuramente vincerà il campionato, è ostica e piena di insidie. La matematica non condanna e non premia nessuno; penso a metà girone di ritorno potremmo tirare le somme. La Triestina farà di tutto per confermarsi ai vertici del girone A e su questo sono pronto a mettere Mariano sul fuoco.

Pizzuti: Il bello del calcio è la sua imprevedibilità, se a questo aggiungiamo che è composto da umani (e quindi imprevedibili già di loro) nulla è scontato. Noi ce la metteremo tutta per vincere e continuare ad essere fuori di testa, poi a fine campionato vedremo i risultati.

Una classifica speciale dove la Triestina primeggia è quella live: schiacciasassi ogni mese nella Top delle squadre. Facendo dei calcoli molto semplici, assumo che 15 giocatori vostri siano in top 15. Faccio la media del punteggio del numero 1 e 100 della top live di questo mese: 418 e 332 punti, e facendoci la media aritmetica risulta 375 punti di media. Moltiplicando 375 per il numero dei calciatori, il risultato da 5.625. Il punteggio della Triestina di questo mese è 6546 (dati FulcoAdminStats). La prima domanda è: quanti infiltrati alla festa ci sono?

Pizzuti: Poiché il calcolo medio non è fattibile perché le spiego che i primi 4 sono: Canemalato80 (Daniele Adanti), Nadir, io e il capitano, quindi già superiamo nettamente la media voto. Alle nostre feste si aggiungono poi: il Clownz, Elena del Crema, mia collega di lavoro. Quindi a questa serva dovremmo dare qualche ripetizione, la porti all’Asylum che abbiamo una sezione dedicata ai ca…lcoli. Però, le porte dell’Asylum sono aperte a tutti, probabilmente ci trovano simpatici e di compagnia. Noi vogliamo risultare cattivi, ma in realtà credo che siamo tra i più buoni e disponibili del progetto, questo ci porta sicuramente ad essere ben voluti e conosciuti all’interno dello stesso, di conseguenza in quei giocatori più vicini a noi è quasi scontato il supporto alla nostra squadra.

Clownz: Più di quelli che immagina! Dovreste fare un sondaggio nelle squadre e magari scoprirete che qualcuno ha sentito il lieve sussurro dell’Asylum… Ma se proprio vuole saperlo abbiamo almeno 8 top 100 altri poco sotto, più il Clownz, Pizzuti, Fulco jr., Mattacola (tutti top 100) e almeno altri 4 esterni top 100. I calcoli li lascio a voi asdasdasd.

La mia risposta con un’altra riflessione si è fatta attendere parecchio, motivo per cui il dottor Pizzuti mi ha punzecchiato con un “credo ci abbia abbandonato per i conti”, prontamente risposto dal sottoscritto con un “dottor Pizzuti, vi sto leggendo e stavo finendo il mio paper. I numeri piacciono a me quanto a lei. Non ho sbagliato i conti, se legge bene la mia riflessione”, seguito da un amorevole “Sentivo già la sua mancanza”.

I calcoli medi sono stati fatti volutamente, per capire chi si è aggiunto alla festa dottor Pizzuti, giusto per stanare le talpe, senza offendere o attaccare nessuno, e portare avanti il discorso in una direzione voluta: la strategia delle varie società sull’utilizzo del comando fan durante le live. Mi spiego meglio: di base il ragionamento che ho sempre fatto personalmente, e che quindi non deve essere la Bibbia ovviamente, ma solo una visione sull’utilizzo dello strumento, è quello per cui la squadra per cui gioco deve ricevere il massimo supporto in quanto, essendo i soldi della classifica fan, cash puliti che andranno nelle casse della società, che li utilizzerà per i fini della squadra e quindi stipendi più alti o rimanenze in cassa per qualche acquisto, magari con la possibilità di puntare anche a qualche giocatore di livello.

Ci sono società, con affiliate (non fate parte di questo caso) che alternano il comando fan tra squadra madre e squadra affiliata, al fine di beneficiarne entrambe le società; sempre nel caso di società madre e affiliata c’è chi usa l’affiliata come ulteriore bacino per migliorare le casse della squadra madre. Infine, ci sono le società che sanno di non arrivare in top20 squadre e danno libero arbitrio o consigliano di tifare squadre amiche. Voi già senza i giocatori esterni, arrivereste tranquillamente in top20 squadra: il pensare ad un progetto, in questo caso, viene prima di sé stessi o della squadra in cui si gioca nel vostro caso?

Riferendomi a signor Pizzuti chiudo: “la riflessione è articolata come vede dottore, non volevo scrivere castronerie, e penso di non averne scritte nemmeno prima”

Pizzuti: In merito a quanto da lei sopra riportato apre un dibattito probabilmente più grande di noi, per il semplice fatto che ognuno di noi ha diversi ruoli all’interno del progetto. Di conseguenza bisognerebbe partire dalla seguente considerazione: essendo un gioco di Ruolo spesso non si può essere giocatore e presidente della stessa squadra. Chi fa il presidente (e di conseguenza pagando con soldi reali) tende a portare i voti alla propria squadra di proprietà per cercare di portare più in alto possibile il proprio investimento (che ricordiamo non genera ritorno economico ma semplice divertimento ludico con altre persone). Per quanto riguarda la nostra squadra tra i top20 deriva dal fatto che veniamo tutti da GDR e quindi sappiamo un pochino come muoverci.

In più il gioco in sé porta ad avere rapporti interpersonali come le persone, di conseguenza queste avranno sempre vantaggio sulla logica del gioco. Vincolare un giocatore a tifare la propria squadra potrebbe portare a svalutare il GDR in sé.

Clownz: Assolutamente sì, il progetto Asylum viene prima di qualsiasi cosa al momento: è il nostro giocattolo e non vogliamo che si rompa facilmente. Ci dedichiamo tempo e ci mettiamo passione, lo stesso che probabilmente fanno tutti i presidenti di ogni squadra (ma ne dubito fortemente asdasd) quindi perché io dovrei dare il mio voto alla squadra dove gioco? Non è mica il mio sogno, è il sogno di un altro. E io voglio diventare un INCUBO! E poi cosa dovrebbe pensare un mio calciatore, vedendo che il suo presidente non mette il fan alla squadra? Il buon esempio signor Deidda… Il buon ESEMPIO!

Rispondo al dottor Pizzuti ed al Clownz che hanno portato una visione del modo di gestire questa dinamica, che è diversa dal mio modo di agire come Presidente di una squadra e giocatore in un’altra (anche se sono stato Presidente per due stagioni, ne sono diventato capitano in questa ed è come se fossi ancora Presidente della stessa): è un ragionamento condivisibile e davvero apprezzabile dire “diamo l’esempio noi Presidenti a mettere il !fan nella squadra su cui noi spendiamo e sul progetto su cui noi crediamo.

Penso che non sia meno nobile comunque voler aiutare a dare il proprio contributo alla squadra dove si gioca per permettere alla stessa di avere un possibile ritorno economico (nel gioco si intende) perché si crede nel progetto della squadra, ma anche perché l’esborso economico resta principalmente (almeno io la vedo così), un modo per finanziare ed aiutare nel nostro piccolo Progetto Gaming nel crescere, espandersi e diventare una realtà di tutto rispetto, quindi io preferisco che i miei giocatori si “facciano da sé”, senza aiuti dall’esterno di punti live che farei guadagnare facilmente per far scalare la squadra che gestisco. Così faccio io, così fanno tutti i giocatori che sono Presidenti altrove o Presidenti che sono giocatori da noi (faccio l’esempio di Gallo al PG, ma presidente di Lucchese ed Ascoli, o Benedetti alla Lucchese e Presidente del Torino).

Ciò non toglie, sia chiaro e ripeto, che il comando fan è giustamente utilizzabile come meglio si crede, come fanno diversi che aiutano e tifano una delle squadre più organizzate del Progetto come voi dell’Asylum, come sono certo faranno altri singoli o piccole squadre che aiuteranno le “big” per scelta.

Clownz: Sono in disaccordo quasi totale. Non mi interessa minimamente la parte economica (ossia quello che spendo) ma a livello di gioco per me esiste solo l’Asylum: è il mio, nostro sogno. Ce lo coccoliamo come un bambino; ci spendo tempo. Mi sentirei sporco a votare per un’altra squadra.

Per quanto mi riguarda una volta che diventi presidente la squadra del tuo cuore non è quella per cui giochi ma è la tua squadra. Quella che gestisci come vuoi; quella che somiglia più a te. Il mio fan andrà sempre a Trieste! E aggiungo che un presidente che non mette il fan alla sua squadra forse dovrebbe pensare bene se davvero tiene più al suo gruppo o al tornaconto del suo calciatore. Personalmente sono disposto anche a scansarmi in classifica live per i miei se questo servisse (ma tanto mi superano lo stesso).

Pizzuti: Dottor Maurizio, le rimembro che i rapporti interpersonali e il feeling emotivo andranno sempre contro la logica, per il semplice motivo che esistono tante squadre ben organizzate (e quindi in classifica) ma anche squadre dove persone non si prendono caratterialmente e di conseguenza “obbligati” spesso a restare in quel team perché impossibilitati ad essere ceduti.

Come gioco di ruolo arbitrariamente nessuno può andare dove vuole, ma deve rispettare delle dinamiche e spesso si ha più rapporto con esterni che con la propria squadra.

Quindi in una logica razionale il suo discorso fila, ma emotivamente sono più legato alla Triestina, che pago, gestisco e “creo” il più possibile vicino al mio sogno; altrove sono un giocatore.

Fulco: Alla fine ognuno è libero di giocare come vuole ad un gioco, purché rispetti le regole presenti all’interno di esso. Penso che alla fine il giocatore che si cimenta in più ruoli già dovrebbe aiutare tutte le squadre nelle quali fa parte quindi che il fan vada alla squadra dove gioca o alla squadra che si allena è una decisione personale e, personalmente, essendo impegnato in doppio ruolo nella Triestina appoggio loro. L’Entella beneficia già di un giocatore che ogni anno si rafforza sempre di più e Milan e Casertana hanno il mio supporto da MM come coinvolgimento e attività.

Sta diventando più che una intervista uno scambio di opinioni, ma mi piace così e spero che piacerà anche ai lettori. Ripeto, capisco alla grande il vostro discorso, ma come voi avete la vostra empatia maggiormente nel progetto di cui siete Presidenti, c’è chi ha il cuore diviso a metà.

Io personalmente non sono mai stato solo un semplice giocatore del Torino, ma è un caso che a non tutti quelli che hanno una Presidenza in una squadra e sono giocatori in un’altra debbano fare scelte simili. Visioni diverse, ma per certi versi uguali. La mia verte apparentemente più sul mero risultato economico, ma ci sono diverse altre variabili che avete toccato e che implicitamente ho mie da sempre.

Clownz: Scambiare opinioni con lei mi diverte sempre molto, lo sa? Io vorrei aggiungere solo una cosa: anche io sono molto legato e grato alla mia squadra di club (la Lupa Roma), ma mentirei se dicessi di tenere alla Lupa più della Triestina. Però questa piccola aggiunta andava fatta. Loro sanno quanto ho creduto nel progetto Lupa, quanto io mi impegni per loro e a quante occasioni ho rinunciato, proprio per ripagarli della fiducia che loro hanno riposto in me e anche per ringraziarli di avermi fatto conoscere il progetto.

Ma ne siamo certi Clownz. D’altronde aver rifiutato tantissime offerte da diverse squadre durante il mercato estivo, basta e avanza a far capire quanto tenga al progetto della Lupa Roma.

Clownz: Il mercato invernale si avvicina, e noi stiamo cercando un bel difensore centrale a cui affidare la difesa, così da guidare i nostri giovani criminali. Quindi, cari difensori, siete avvertiti. E care società: non abbiate paura, cercateci!

Spero questa intervista, poi diventato più un dibattito, vi sia piaciuto. Ringraziamo Mariano, Daniele ed il Clownz per la piacevole chiacchierata avuta con noi. Alla prossima intervista!

Il politburo del Campobasso.

(Presidente: STEFANO STRANGES, Allenatore: RAOUL GUZZI, DS: FRANCESCO PAPPALARDO, MICHELE MINOPOLI, MM: STEFANO SANTORO)

Oggi sono tornato in quel del Molise, però stavolta l’ho fatto per intervistare i massimi componenti della squadra del Campobasso.

G: Sono felice di intervistare la dirigenza e l’allenatore del Campobasso. Innanzitutto, per chi ancora non vi conoscesse, presentatevi.

S. Stranges
: Buonasera a tutti io sono Stefano Stranges, sono presidente del Campobasso dalla stagione scorsa.
R. Guzzi: Piacere, sono Raoul Guzzi, allenatore del Frosinone e del Campobasso e MM del Carpi.
F. Pappalardo: Io sono Francesco Pappalardo e gioco per il Vicenza oltre ad essere il DS di Campobasso ed Empoli.
M. Minopoli: Salve sono Michele Minopoli, DS di questa magnifica squadra, arrivato nella seconda metà della scorsa stagione.
S. Santoro: Salve sono Stefano Santoro, il marketing manager del Campobasso, non che grande tifoso della squadra perché sono nato a Campobasso anche se vivo all’estero da 6 anni.

G: Domanda al presidente: come mai ha deciso di comprare una squadra in C? E, soprattutto, perché il Campobasso?

S. Stranges
: Volevo salvarla dal fallimento, essendo senza presidenza, e far felici la tifoseria e la città portando la squadra il più in alto possibile come ai fasti di un tempo. La scelta è ricaduta su di lei perché ho origini della provincia per lato materno.

G: Sempre al presidente: come mai la decisione di prendere due DS? E che cosa ti ha convinto a prendere Raoul Guzzi come allenatore e Stefano Santoro come MM?

S. Stranges
: All’inizio ho puntato su un giovane che mi ha molto colpito per la sua grinta e ambizione, Michele Minopoli, poi quando ho visto che Francesco Pappalardo si era liberato dall’Empoli a seguito della promozione in Serie B ho pensato di contattarlo per provare il colpaccio, certo che la sua esperienza avrebbe dato una grossa mano anche a Michele per crescere come DS; poi contavo sulla voglia di ripetersi di Francesco centrando la seconda promozione in B di fila dopo quella in terra toscana.

Non è stato difficile scegliere Raoul come tecnico: all’inizio, come è giusto che sia, ho aspettato quante più candidature possibili per poi studiarle dettagliatamente e poter scegliere il meglio per la squadra. Una volta ricevute e studiate tutte le candidature, non ci ho pensato su due volte prima di scegliere un allenatore giovane, talentuoso e ambizioso che veniva da un cocente esonero dal Como, il che mi ha spinto a maggior ragione ad optare su di lui perché sicuro della sua voglia di rivincita.

Stefano Santoro si era offerto di dare una mano alla squadra perché tifosissimo del Campobasso; alla fine abbiamo deciso di comune accordo di affidargli il reparto marketing, vista la sua esperienza, in modo che lui realizzasse il sogno di lavorare per la sua squadra del cuore e noi fossimo coperti nel migliore dei modi in quel ruolo comunque importante.

G: Voi che lo sapete meglio di me, che aria si respira all’interno della squadra?

S. Stranges
: Si respira un’aria familiare e a volte quasi goliardica. Ridiamo e scherziamo, ci prendiamo a volte in giro bonariamente, ma al tempo stesso ci aiutiamo e sosteniamo a vicenda nel momento del bisogno; poi siamo uniti dall’obiettivo comune di portare il Campobasso lontano. Abbiamo avuto qualche problemino interno che ha rischiato di minare l’ambiente ma per fortuna siamo riusciti a risolverlo prima che fosse troppo tardi.
R. Guzzi: Ambiente molto bello, tutti remano dalla stessa parte e i risultati si vedono. Mai una decisione messa in discussione, insomma per ora tutto bene.
F. Pappalardo: Credo sia un composto di idrogeno mischiato con gas vari, ma non vorrei dire una stronzata, non studio chimica. Comunque l’aria è positiva, i ragazzi si divertono e ci credono, memano che è un piacere.
M. Minopoli: Beh l’ambiente è uno dei migliori, se non il migliore, da quando la squadra/dirigenza ha preso forma. I ragazzi sono su di giri per le prestazioni in campionato che, si spera, ci porteranno il più in alto possibile.
S. Santoro: Dipende a che ora entri nello spogliatoio, dopo l’allenamento non si respira <ride>. Scherzi a parte, il gruppo è molto unito, come detto prima per ogni giocatore bisogna usare un approccio diverso, i giovani hanno più la testa calda mentre con i veterani l’approccio è diverso. L’unica cosa che mette tutti d’accordo è la birra!

G: Nell’ultima stagione la squadra non andava, anche perché è nata durante il corso della Serie C; mentre già all’inizio di questa stagione direi che sta andando bene, visto che già siete in zona play-off. Qual è il vostro obiettivo?

S. Stranges
: In realtà già l’anno scorso i ragazzi hanno fatto vedere di che pasta sono fatti, perché, pur essendo nata oltre il giro di boa la squadra, ed essendo arrivati ancora più tardi loro, sono riusciti a vincere quasi tutte le partite rimaste, perdendo o pareggiando solo contro top team come il Cagliari, che a fine stagione è salito in B e attualmente naviga nei piani alti della classifica, o la Lupa Roma, che ha sfiorato a sua volta la promozione, perdendola sul traguardo proprio a causa del pareggio con noi.

Grazie a quella strepitosa cavalcata abbiamo risalito la classifica dall’ultimo posto a zero punti fino a pochi passi dai play-off che, probabilmente con quel ritmo, avremmo potuto centrare se la squadra fosse nata prima. Ma è comunque servito, come accennava il mister, come stagione di passaggio per poi cominciare al meglio questa attuale con una rosa già amalgamata e affiatata, più quei tre innesti (i fratelli Pitorri e Fabriani) ad aggiungere esperienza e qualità (Filippo Pitorri e Federico Fabriani hanno esperienza in A e B).

I primi risultati, grazie anche all’ottimo lavoro del mister, si stanno vedendo a maggior dimostrazione di quanto di buono fatto anno scorso. L’obiettivo resta la promozione, diretta o tramite play-off.
R. Guzzi: L’obiettivo rimane la Serie B, probabilmente dovremmo arrivarci attraverso i play-off vista la forza della Torres su tutti ma anche delle altre squadre.
F. Pappalardo: Qual è l’obiettivo di chi porta giocatori da divisioni superiori? Scalare verso il successo!
M. Minopoli: La nostra posizione in classifica è frutto di un duro lavoro da parte di tutti, dal presidente ai giocatori. Il nostro obiettivo ovviamente è la promozione e faremo di tutto per raggiungerla.
S. Santoro: La squadra era sull’orlo della retrocessione, il presidente Stranges l’ha presa per i capelli a metà stagione, ha ingaggiato subito me e poi il DS e il Mister. Io da tifoso ho vestito anche i panni dell’osservatore e ho scoperto una delle nostre colonne portanti, il giovane Ferrigni che sta facendo veramente bene, soprattutto quando la butta nella porta giusta <sgomita il mister>; l’anno scorso era impossibile centrare i play-off, la rosa non era ancora completa e abbiamo faticato all’inizio, ma abbiamo finito subito a ridosso dei play-off, quest’anno grazie a buoni innesti stiamo facendo conoscere a tutti la forza dei sanniti!

G: Davanti a voi vi sono poche squadre, ma quella che spicca su tutte è senz’altro la Torres. Che cosa ne pensate della squadra sarda? Farete di tutto per gufarla oppure è troppo irraggiungibile per voi?

S. Stranges
: La Torres ha un’ottima dirigenza, un allenatore di talento e una rosa di grandissima qualità, e questo si vede dai risultati ottenuti già la scorsa stagione. Al momento sono ancora imbattuti a conferma dell’ottimo lavoro svolto da tutti, sarà tosta quando dovremo sfidarli ma come dico sempre: rispetto di tutti, paura di nessuno, perché siamo lupi e i lupi non temono nessuno.

Gufarli no, come non voglio che qualcuno dei nostri gufi gli avversari, perché come già detto prima, pur essendo nemici sul campo vanno comunque rispettati, anche perché spesso fuori dal campo sono grandi amici (come per me può essere ad esempio con Nicola Filippone, nemico sul campo nella gara col Locri, grande amico fuori dal campo e in real), solo sano agonismo e basta. È vero che sono ancora imbattuti ma il campionato è lungo.

Noi ci concentreremo partita su partita per fare quanti più punti possibile senza guardare gli avversari, poi a fine stagione si faranno i calcoli. Per me importante è regalare la promozione ai tifosi e alla città, visto che stagione scorsa è stato impossibile a causa delle tempistiche.
R. Guzzi: Ovviamente ci piacerebbe poterla raggiungere per accedere alla B senza passare dai play-off, ma è molto dura vista la loro forza. Complimenti a tutti loro!
F. Pappalardo: Personalmente una delle persone che più adoro all’interno del Progetto è Salvatore Grassadonia, una persona simpaticissima e con la quale ho sempre il piacere di conversare. L’ho conosciuto proprio in veste da DS, ritrovandomi a chiedergli mezza rosa e scoprendo che lì dentro son tutti amici strettissimi, li stimo!

Hanno costruito un gruppo spettacolare e unitissimo e ora si trovano dove meritano di stare, mannaggia a loro nel nostro stesso girone. Ma non potevano prendersi una squadra in un altro girone?
M. Minopoli: Sicuramente è una squadra fortissima che sta facendo molto bene e che, per ora, non sta perdendo punti per strada. Conosco anche dei giocatori che ne fanno parte e so che è un gruppo molto unito e compatto che sicuramente andrà lontano. Personalmente io spero sempre in un loro passo falso perché è l’unico modo di raggiungerli dato che sono infermabili attualmente.
S. Santoro: La Torres è un esempio per tutte le squadre di C, giocatori attivissimi che lottano da anni per passare di categoria, giocano insieme da tanto e il gruppo ha preso l’affiatamento giusto per puntare alla serie B diretta: non avrebbe senso gufarli. Io stesso ho detto ai giocatori di prendere esempio da loro.

G: Domanda ai due DS: voi due siete, come si può dire, le braccia del presidente. Come lo avete conosciuto? Perché avete accettato questo incarico?

F. Pappalardo
: Per un breve periodo sono stato libero dall’Empoli, mentre avveniva il cambio proprietario. Stefano mi ha cercato e mi ha proposto di lavorare per lui, e obiettivamente, come fai a dire di no a Stefano Stranges? È una delle più belle persone del progetto e tiene alle sue squadre come realmente nessuno!
M. Minopoli: Beh, innanzitutto ho conosciuto il presidente proprio per parlare di questo incarico, dato che mi ha scelto per dirigere questa squadra e, diciamo, ricostruirla dato che era ultima, senza tanti umani (o almeno umani attivi). Ho accettato questo incarico proprio per la “difficoltà” nel gestire una squadra così, per far diventare il Campobasso grande, e ovviamente ho accettato perché sapevo che c’era un presidente molto capace e intelligente e un Mister molto molto bravo che poteva sfruttare a pieno i giocatori che io e Francesco gli abbiamo messo a disposizione.

G: Sempre ai due DS: uno dei vostri compiti principali è, senz’altro, gestire i contratti dei giocatori, i loro stipendi e le varie clausole. La domanda è, in caso di possibile cessione di un vostro giocatore, sareste pronti a prenderne un altro oppure vorreste tenervi stretto lui?

F. Pappalardo
: Quello a cui punto è, ovviamente, una squadra solida, un gruppo unito. Da questo punto di vista è ovvio che preferirei tenerli tutti e non fare proprio mercato. Ma è necessario, è necessario vendere ed è necessario comprare. In particolare, non puoi pretendere che tutti si trovino bene tra loro, né tanto meno che in 15 persone non ce ne sia una sola che preferirebbe giocare in divisioni maggiori e vedersi più spesso in live. Quello che cerco io è sempre di fare contenti i giocatori, di farli divertire.
M. Minopoli: Dipende dal giocatore, se vuole restare e darà tutto per la maglia allora può restare, ma se devo tenere un giocatore controvoglia che non ha stimoli nella “mia” squadra allora meglio cederlo e monetizzare. In quel caso poi andrei a intervenire sul mercato cercando un giocatore migliore o almeno a pari livello.

G: Domanda al MM: tu, invece, ti occupi di tutta la parte di marketing della squadra; quindi post sulle partite, pagina del gruppo, ecc. Farai di tutto affinché la squadra sia riconosciuta all’interno del Progetto?

S. Santoro
: Io voglio valorizzare la città di Campobasso, la sua storia e la sua squadra quindi farò tutto il possibile per far conoscere questa squadra al progetto e attrarre nuovi fan e nuovi iscritti al progetto stesso. L’obiettivo è che il Campobasso diventi la squadra in cui tutti vogliono giocare.

G: Sempre al MM: inoltre, con questo ruolo che ricopri, tu sei il collante della squadra, visto che sai qual è la formazione, il punto di vista della società, ecc. Qual è il rapporto che tieni tra la dirigenza e i giocatori?

S. Santoro
: Io cerco di essere sempre l’amico di tutti, sapendo in anticipo le formazioni, grazie all’ottimo rapporto che ho sia con il Mister Guzzi che con il presidente Stranges, so già chi tra i giocatori esclusi si possa sentire demoralizzato dal fatto di fare panchina e sono sempre pronto a rinfrancarlo e spiegargli il perché non gioca che sia infortunio, affaticamento o semplice turnover.

Come detto con la dirigenza e col mister ho un gran bel rapporto, io e il presidente ci capiamo al volo, con Minopoli e Pappalardo parliamo di mercato e dei miei sogni da tifoso e marketing manager su chi vorrei vedere con questa gloriosa maglia, mentre col Mister parliamo di allenamenti, tattiche, strategie, rivediamo le partite per vedere cosa migliorare e lo aiuto a rinfrancare il morale dei ragazzi quando non va bene, il che succede molto raramente <ride>. Il tutto sempre davanti ad una bella birra Forst che non guasta mai.

G: Domanda all’allenatore: hai cominciato ad allenare il Campobasso dopo la piccola esperienza fatta al Como. Hai qualche rimpianto riguardo la squadra lombarda oppure sei felice di stare dove sei?

R. Guzzi
: Non ho alcun rimpianto riguardo Como, e sono molto felice al Campobasso del fantastico Stranges. Purtroppo, penso di essere stato esonerato in maniera troppo rapida, però questo è il calcio. Fortunatamente sono stato assunto poco dopo al Campobasso di Stranges e, posso dire, di essere molto soddisfatto, alla squadra chiedo solo più bonus.I bonus sono molto importanti per crescere come squadra e raggiungere gli obiettivi ambiziosi, per questo anche io spesso cerco di spronare i ragazzi. Per fortuna si vedono i primi miglioramenti, tenendo conto che il nuovo Campobasso è nato nel finale di stagione scorso quindi non c’è stato molto tempo per amalgamare la squadra e raggiungere i bonus.

G: Sempre all’allenatore: in questa stagione la squadra ha cominciato bene. Qual è il segreto?

R. Guzzi
: La parte finale della scorsa stagione abbiamo deciso di sfruttarla come transizione, quindi cercare di arrivare a 15 giocatori, spiegare bene ad ognuno il progetto e provare i vari moduli. Siamo partiti in questa stagione dando continuità al modulo scelto, e con 3 nuovi innesti. Diciamo che il segreto è la continuità. Diciamo che per ora i risultati sono ottimi (13 partite: 11 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta immeritata).

G: Un’ultima domanda a tutti voi: verso la fine della scorsa stagione avete ingaggiato Francesco Vecchio. Che impressione vi ha dato? Come si sta comportando?

S. Stranges
: Francesco è un ragazzo semplice e molto attaccato alla maglia. Si è da subito messo a disposizione lavorando sodo appena arrivato, ha rifiutato diverse proposte pur di contribuire alla causa e contribuisce a tenere la squadra unita nel gruppo Whatsapp.

Decisamente un ottimo acquisto, fondamentale come tutti, per questo la squadra è sana e mi da tante soddisfazioni, perché è costruita su 15 solidi piloni che poggiano su una base solidissima costruita anno scorso da Michele Minopoli e Raoul Guzzi, più una mano data da Stefano Santoro, che ha portato in squadra Camillo Ferrigni, se non ricordo male, e lavora sempre sodo a tutte le grafiche della squadra, fondamenta poi rinforzate ulteriormente da me e Francesco Pappalardo con gli innesti dei fratelli Pitorri e di Fabriani.

Tornando a Vecchio, nello specifico mi ha fatto una grandissima impressione e spero di tenerlo qui a vita, o almeno finché vorrà, e comunque non prima di aver centrato la Champions insieme.
R. Guzzi: Lui è stato l’ultimo colpo, ma non per importanza. Oltre che un bravissimo ragazzo è anche un bravo giocatore, e le prestazioni lo dimostrano. Speriamo continui su questa strada!
F. Pappalardo: Non ero ancora parte del team quando si è fatto quest’acquistone, posso dire che le sue prestazioni stanno sicuramente aiutando la squadra, ma non so prima come fosse senza di lui, però posso dirti che spero di non scoprirlo mai, davvero un bravo uagliunciello.
M. Minopoli: È stato uno degli ultimi acquisti ma non perché era il meno importante, ma perché lo abbiamo monitorato a lungo e alla fine abbiamo preso la decisione di acquistarlo. Penso che dalle sue prestazioni si possa dedurre che sia stato un ottimo acquisto.
S. Santoro: Ho avuto modo di parlare poco con lui ma si è integrato bene, ha un futuro brillante davanti a sé.

G: Abbiamo finito con le domande e vi ringrazio di cuore per il vostro tempo. Potreste fare un saluto ai lettori di Progetto X?

S. Stranges
: Grazie a te, un grandissimo abbraccio a te, alla redazione e ai giornalisti tutti di Progetto X e ai vostri lettori. Anticipo a tutti anche un grandissimo augurio di buone feste.
R. Guzzi: Saluto tutti gli utenti del Progetto e auguro loro buona fortuna (tranne contro il Campobasso)!
Forza Lupi!
F. Pappalardo: Grazie mille per l’intervista, avvenuta nella mia stessa città natale, spero che vi siate divertiti a parlare con noi tanto quanto noi. Un abbraccio agli amici di Progetto X e uno in generale agli amanti del Progetto!
M. Minopoli: Saluto personalmente tutti i lettori di questo fantastico giornale (e in generale del progetto) e auguro loro un in bocca al lupo per la stagione in corso!
S. Santoro: Un saluto a tutti i lettori del Progetto X, passate per Campobasso, avrete sempre un piatto pieno di cavatelli, costatine di maiale e una birra, siamo persone ospitali noi Sanniti!!

F. Pappalardo: Quello a cui punto è, ovviamente, una squadra solida, un gruppo unito. Da questo punto di vista è ovvio che preferirei tenerli tutti e non fare proprio mercato. Ma è necessario, è necessario vendere ed è necessario comprare. In particolare, non puoi pretendere che tutti si trovino da loro, né tanto meno che in 15 persone non ce ne sia una sola che preferirebbe giocare in divisioni maggiori e vedersi più spesso in live. Quello che cerco io è sempre di fare contenti i giocatori, di farli divertire.

A tu per tu: Oliver Mayor

Oggi ci troviamo al Centro Mayor, sede degli allenamenti dell’ AC Major Livorno.
Tra poco incontreremo il presidente, Oliver Mayor, per una breve intervista.

Oliver, oltre ad essere il presidente di una squadra storica come il Livorno, che ha visto tra le sue glorie calciatori del calibro di Campagna, Michelini ed Amadori, è anche un giocatore del Novara Gladiators.
Trasferitosi dal Sassuolo in Estate dal Sassuolo, ha iniziato molto bene questa stagione, collezionando ben 11 presenze su 11 e mettendo a segno già un gol e 5 assist, con una media voto di 7,44.

Un giocatore del suo calibro, con tantissima esperienza in A, può essere sicuramente uno dei punti di forza per il Novara, come dimostra il suo rendimento, notevolmente migliorato rispetto a quello avuto per tutta la S4 in maglia nero-verde, quando in 19 presenze ottenne appena 2 gol ed 1 assist, con una media 6,73.
Anche se, per dovere di cronaca, c’è da puntualizzare che a Sassuolo veniva schierato più indietro rispetto ad ora.

Eccolo arrivare davanti a noi, passiamo dunque alla parte delle domande!

Giornalista: “Benvenuto Oliver e grazie per questa intervista. Inizierei subito facendo un breve recap: per il Livorno purtroppo le ultime due stagioni sono state un flop continuo, che vi ha visto scendere dalla A alla C, a cosa pensa sia dovuto questo calo?”
Oliver: “Nelle ultime 2 stagioni abbiamo avuto una crisi totale dal punto di vista dei risultati. Ad inizio S4 (appena retrocessi in B ) ho avuto una totale confusione nel mantenere in pugno la squadra. Ero appena ritornato attivo ma ho avuto un periodo di parziale inattività e questo ha pesato moltissimo per l’impostazione della nuova stagione.
Il momento perfetto è arrivato solo a fine stagione, con mister Aloi, ed è stato un enorme rimpianto: se lo avessi chiamato prima ora forse saremmo ancora in B.
Abbiamo investito moltissimo la stagione scorsa, per giocatori buoni, ma continuavamo a perdere… forse il problema non erano i giocatori, però, come invece pensavo inizialmente.”

Giornalista: “Durante l’Estate il colpo per eccellenza, forse il più importante di tutta la Serie C, è stato Baldacci: l’arrivo di un campione dalla Serie A cosa comporta per una squadra in difficoltà come la vostra?”
Oliver: “Baldacci è stato portato in C dal nostro ex DS, Gallo. Un giocatore fortissimo per la Serie C ed è stato pagato anche una cifra impensabile (oltre 3M) per questa serie. Ha iniziato sottotono con mister Tanzmann ma ora si sta riprendendo con coach Aloi: nell’ultima partita vinta (1-4 contro la Viterbese) ha segnato una doppietta ed è risultato il miglior giocatore del match. Per noi è fondamentale che il giocatore torni quello dell’anno scorso, per poterci dare quello spintone che speriamo ci consenta di fare il salto di categoria.”

Giornalista: “Recentemente abbiamo assistito all’esonero di mister Tanzmann: ha pagato i brutti risultati o ci sono altri motivi?”
Oliver: “L’esonero di Tanzmann è stato causato dal mio timore di rifare errori passati. Ho una grande stima di Mattia, sono sicuro che può far bene alla Pro Vercelli, dove si trova ora. Non ho molto gradito l’inizio col freno tirato che abbiamo avuto, nelle prime partite. Eravamo dati come favoriti nella Serie C/B e dopo 5 partite ci siamo ritrovati nella parte centrale del tabellone. Cosi consultandomi col mio attuale DS, Daniele Broccolo, ho deciso di esonerarlo per riportare a casa Aloi. Mi è dispiaciuto moltissimo, umanamente, l’esonero di Tanzmann perchè credo nelle sue capacità e ci siamo presi subito, ma a noi serve vincerle tutte (o quasi) per tornare subito in Serie B!”

Giornalista: “A proposito del ritorno di Aloi, che aveva iniziato questa stagione come mister sulla vostra panchina salvo poi dimettersi per motivi personali, come è stato accolto?”
Oliver: “Il ritorno di Aloi è stato molto importante. L’ho voluto, gli ho parlato e l’ho convinto dopo qualche minuto. è stato facile! Livorno ha significato tanto per lui, come allenatore ed è stato contentissimo di ritornare a casa dopo una breve pausa. Apprezzato da tutti, giocatori e staff, il suo arrivo è stato una ventata di aria fresca per la squadra. I giocatori lo conoscono alla grande e lo apprezzano ancora per il finale di S4. Speriamo ci dia molto e ci faccia raggiungere l’obiettivo stagionale.

Giornalista: “Nelle ultime giornate stanno finalmente arrivando i risultati, dove crede possa arrivare questo Livorno?”
Oliver: “I risultati stanno arrivando, pian piano. L’obiettivo è sempre quello. Dalla Coppa Italia siamo usciti prematuramente e forse è un bene, perchè cosi saremo concentrati nel centrare il nostro goal più importante. Non succede, ma se succede…”

Giornalista: “Parlando invece a lungo termine, quali sono i vostri obiettivi societari? Sia dal punto di vista dei risultati che da quello dell’attività?”
Oliver: “A lungo termine prevedo duro lavoro, testa bassa e pedalare. Da parte dei giocatori, ma soprattutto da parte nostra come Società. Spero che Daniele Broccolo, possa rimanere al mio fianco a lungo, visto il nostro ottimo rapporto avuto finora. In termini di attività stiamo crescendo bene, grazie ai nuovi metodi di coinvolgimento del mister. L’ambiente sta cambiando, Livorno si sta riattivando. Per il futuro sono alla ricerca di qualcuno che mi possa aiutare con la gestione del club Amaranto, visto che nella RL sono in attesa, fra pochi mesi, di iniziare il lavoro più bello del mondo (sorride, ndr). Cercherò di fare entrambi i lavori al massimo e di poter passare un giorno questo club al sangue del mio sangue… Livorno nel cuore!”

Giornalista: “Mettiamo ora da parte il Livorno e concentriamoci sulla tua carriera da giocatore: sei stato uno dei molti senatori a lasciare il Sassuolo in Estate, come mai questa scelta da parte tua?”
Oliver: “Ho scelto di lasciare il Sassuolo perchè era il momento giusto per farlo. Dopo 4 anni non trovavo più stimoli e lasciare la barca era l’unica scelta per poter tornare attivo ed infatti, per quanto mi riuarda, ha funzionato. A Novara mi trovo molto bene, sia con la dirigenza che con i compagni.”

Giornalista: “Sei arrivato in una squadra che aveva appena cambiato presidente come il Novara, che rapporto hai con loro?”
Oliver: “Con la presidenza del Novara ho un rapporto idilliaco. Mi hanno voluto fortemente, accogliendomi come uno di famiglia e questo mi ha subito convinto. Il rapporto umano è una parte fondamentale per me, anche nella RL.”

Giornalista: “Dopo esser stato per molto tempo in Serie A ora sei sceso in una squadra di B, l’hai considerato come un passo indietro o una semplice scommessa? Noti qualche differenza tra i due campionati?”
Oliver: “Passare in Serie B non è stato un passo indietro anzi, mi sto trovando meglio sia a livello di prestazioni, che a livello personale. Grazie a mister Ottaviani, sono stato spostato in avanti, passando da terzino sinistro ad ala sinistra e in questa nuova posizione sto dando nettamente di più, risultando spesso uno dei giocatori più importante ai fini del risultato. Inoltre qui ho ritrovato il piacere e la voglia di gimpare e memare, autoproponendomi come MM del Novara Gladiators. Ruolo che mi piace molto!”

Giornalista: “Sappiamo che sei solo in prestito, la volontà sarebbe tornare a Novara a titolo definitivo l’anno prossimo o ci saranno altri sviluppi?”
Oliver: “La voglia è sicuramente quella di restare, per aiutare il Novara a tornare nella massima serie. Inoltre c’è già un accordo verbale tra il ds del Sassuolo e quello del Novara affinchè il mio cartellino arrivi a titolo definitivo alla squadra dove mi trovo ora. Ad ogni modo se ne riparlerà a fine stagione e se ne occuperanno le dirigenze. Io devo preoccuparmi solo di fare il giocatore e dare il massimo supporto al club per cui gioco: Il Novara Gladiators!”

Giornalista: “In passato hai avuto qualche problema di attività, ma nell’ultimo periodo mi sembra di capire che ti sei ripreso molto bene, che obiettivi hai quest’anno?”
Oliver: “Si, nelle stagioni passate ho avuto dei problemi di attività, dovuta alla perdita di stimoli, già citata precedentemente, oltre che ad impegni nella RL che mi han portato via moltissimo tempo. Ora sono tornato, pronto per portare bonus, a me e al club, dai 200k in su. Il segreto è seguire il PG il più possibile, assumendo altri ruoli oltre al giocatore. Il coinvolgimento è tutto in un GdR. This is about Progetto Gaming!”

Giornalista: “Ti ringrazio Oliver per questa intervista, qualche altra considerazione?”
Oliver: “Si, vorrei ringraziare Giuseppe Tuccio, mio migliore amico in RL, per avermi fatto entrare nel PG.
Il Sassuolo (in particolare Mattia Agosta) per avermi fatto crescere nel Progetto Gaming.
Il Novara (Calchi, Nicolino e Ottaviani) per avermi fatto ritrovare stimoli nel progetto.
Tutto l’Ac Major Livorno e tutti giocatori/dirigenti passati sino ad oggi. e tutti i singoli membri del PG!
Ringrazio Gianluca Vichi (ex giocatore del Sassuolo ed ex membro del PG), Denis Coghi (mio compagno di avventure del PG), Giovanni Esposito (mio amico e socio ai tempi della Major Talents) e Alfredo Aloi (mister, compagno ed amico di Livorno e Novara)!”

Articolo e grafica di Alessandro Gallo

Grasso lascia Perugia, la Samb chiama

Con una nota sui propri social la Zuzz Sambenedettese, squadra del girone B di Serie C Progetto Gaming, comunica un cambio in panchina e anche abbastanza clamoroso. Già prima del proverbiale panettone viene accantonata la soluzione ad interim del futuro DS Giovanni De Lucia e arriva dal Perugia Alfio Giuseppe Grasso, rookie della panchina ma che ha già fatto vedere qualcosa di buono. O comunque abbastanza da convincere il presidente rossoblù Giorgio Alfonso Sciubba: 《Ho visto ci potessero essere spazi di manovra con il collega Cioè e ne ho approfittato. Quello che ha fatto fare a un Perugia praticamente inattivo sono convinto possa essere quel qualcosa in più per la Sambenedettese》. Per il neo allenatore contratto fino alla S7 per 100.000 annui.

Presentazione del nuovo mister rossoblù (destra) alla presenza del presidente Sciubba (sx) [ZuzzSamb]

Sambenedettese che con questa mossa vuole dare seguito all’ottimo apporto in termini di attività avuto tra la scorsa stagione e i primi mesi dell’attuale, con bonus raggiunti da fare invidia alla serie cadetta. Forse è questo aspetto che ha portato Sciubba verso Grasso, essendo entrambi giocatori di una squadra come il Frosinone che ha nel Bonus Attività la punta di diamante della S4.

Non si fanno attendere le parole di patron Cioè, proprietario sia del Frosinone che dei Grifoni umbri: 《Era un’esperienza che non potevo impedire ad Alfio, che tanto bene ha fatto con una squadra inferiore ai top del girone. E fra i top c’è sicuramente la Samb. Gli auguro tutte le fortune ma comunque pochi punti contro di noi (ride, ndr) 》. Nessuna notizia sul successore biancorosso, possibile una soluzione interna con lo stesso patron in panchina.

《Un’offerta che non potevo rifiutare, sono attivissimi. Per alcuni potrebbe essere un passo rischioso visto la classifica praticamente appaiata, ma non ho mai pensato ad altri oltre me stesso》è il telegrafico commento di un raggiante Grasso prima di fare subito, nel pomeriggio, il primo allenamento in vista dell’imminente esordio contro il Grosseto. Partita già importante per la posizione affiancata in classifica.

Partita che la Sambenedettese ha vinto 3-0 con gol di Pinzone, Tommasi e Aiello. Chi ben comincia…

Uno sguardo al nuovo Co-Presidente di Serie C: Maurizio Deidda

Anche se la nomina di Maurizio Deidda è passata – volutamente – un po’ in sordina, noi di Offside abbiamo scelto di approfondire questo aspetto. Maurizio si è da molto tempo distinto all’interno del Progetto per la sua comprovata serietà, ma anche per quel lato più leggero che lo vede puntualmente, di stagione in stagione, diventare un meme vivente.

Anche questo è il bello di Progetto Gaming.

Abbiamo deciso di intervistarlo, per dare risalto sia a questa nuova nomina, sia per conoscere un po’ meglio questo gran personaggio del Torino PG. “Innanzitutto grazie per il tempo che mi concedi. Seguendo VAR Sport, edizione al solito BallariniPironti, è uscito il discorso sui ‘nomi di spessore‘. Non sono da molto nel Progetto, ma il tuo è sicuramente tra questi. Cosa ci puoi dire di te? Qual è il trucco per diventare “di spessore” nel progetto?”

Maurizio Deidda: “Ringrazio intanto la redazione di Offside per l’intervista intanto e saluto il Capo Redattore Collano, mio compagno di squadra al Toro. Qual è il trucco per diventare “di spessore” nel Progetto? Avere a cuore il Progetto ed aiutare a migliorarlo. L’idea di fondo è qualcosa che ha delle potenzialità enormi: sta crescendo continuamente, è un continuo work in progress, siamo ancora in una “fase beta” penso, nonostante abbia già una profondità, una vastità di contenuti eccezionale. Il fatto di avere a cuore il Progetto ti spinge a fare sempre qualcosa di più. Il tutto può ricondursi alla sfida all’inizio da DS del Toro in S1 che doveva confrontarsi con la Juve di Pizzo che prendeva i migliori solo “perché era la Juve“, e noi con una squadra rimaneggiata (a fine stagione eravamo 7 attivi), che doveva creare un brand che si distinguesse da tutti, che portasse a dire ai giocatori “mi piacerebbe andare a giocare nel Toro perché hanno un grande gruppo, non mi interessa se non è Juve, Milan o Inter“, è stato quello che mi ha fatto iniziare a diventare “di spessore” nel Progetto.”

Dopo aver spiegato quelle che sono state le sue difficoltà al momento del primo Torino, poi ha proseguito, preferendo marcare quali sono le sue idee sul Progetto Gaming. Interessantissima la sua battaglia per rendere l’attività di ogni singolo giocatore fondamentale per i sistemi su cui si fonda questa fantastica lega. Molti la stanno combattendo, questo è vero, ma come per ogni battaglia non si può mai essere stanchi di combatterla. Maurizio Deidda: “Poi anche il fatto di cercare di rendere più “giusto” il tutto, cioè abbinare i risultati su FM con l’attività: in questo momento questa correlazione si vede ancora in maniera parziale, perché vedo ancora il preferire le schede prima dell’attività, sopratutto quella buona, che crea valore anche al resto della squadra (poi si potrebbe aprire un capitolo intero su questo discorso). Ecco una cosa su cui mi piace vantarmi, forse l’unica: non sarò un ottimo allenatore, non sono mai stato un ottimo DS, ma mi piace cercare di coinvolgere, divertire e rendere partecipi le persone che stanno attorno a questo GDR, sopratutto insegnare il gioco, perché molti non lo conoscono, e spesso solo dopo che gli viene spiegato e/o trovano il giusto ambiente riescono anch’essi/e ad appassionarsi. Questo perché prima di tutto deve essere uno svago, un divertimento, per i giocatori principalmente: l’organizzazione dietro cerca di rendere il tutto fruibile e non sempre è divertente lavorarci su e lo capisco bene, per questo ringrazio il lavorone che fanno tutti, dagli admin ai capi di Lega. Mi piace per questo nel mio piccolo aiutare chiunque abbia bisogno, nei limiti di quello che posso, non resto insomma chiuso nel “mio circuito” Torino/Lucchese, Ascoli (affiliata della Lucchese, ndr) in breve. E poi sono un rompipalle immane, nel bene e nel male, oltre a fare la figura di merda annua in live, tra il terzo cassetto e il bestemmione in live: sono un meme vivente nel Progetto, e non mi nascondo perché sono il primo che si prende per il culo.”

Vista l’esauriente risposta su chi è Deidda e quali ruoli ha all’interno del Progetto Gaming, la domanda diventa più mirata. Il focus dell’intervista viene raggiunto. “Quello che hai detto può essere molto utile a chiunque, sia a chi si affaccia al Progetto Gaming per le prime volte, sia per chi c’è già anche da diversi anni. Il bestemmione in live per altro è diventato leggenda, ma ora che sei diventato il Co-Presidente di C forse ne lancerai di nuove! A parte gli scherzi, cosa ti ha spinto ad accettare l’incarico?”

Maurizio Deidda: “Non tutti lo sanno perchè ho ritenuto non necessario “proclamarmi” al pubblico, ma sì, sono diventato Co-Presidente di Lega di C con Collano. Mi ha proposto espressamente lui agli admin come sua spalla per aiutarlo, visto che la C ha più del doppio delle squadre da gestire rispetto alla Lega di Serie A e di Serie B e giustamente, un aiuto gli avrebbe fatto comodo nel processo di revisione. Ci ho riflettuto qualche giorno e ho accettato volentieri dopo aver ricevuto garanzie sulla non eccessiva gravosità della mansione e lo ringrazio per l’attestato di stima anche pubblicamente.” Dopo questo breve preambolo, dove spiega il come ci abbia comunque riflettuto a lungo sull’offerta che gli è arrivata dall’amico Daniele Collano, prosegue rispondendo al resto della domanda. Maurizio Deidda: “Ho accettato perchè è un modo ancora più diretto per aiutare, ma se necessario anche “bastonare“, insegnando ai Presidenti/DS di C, che spesso sono figure alle prime armi, come una programmazione minima, il rispettare le scadenze per dei compiti che richiedono spesso davvero una decina di minuti massimo, servono per snellire tutte le pratiche di revisione (bilanci, contratti, bonus attività), anche tra una stagione e l’altra e velocizzare le pause quindi, visto che capisco l’attesa spasmodica dei giocatori, dopo più di due mesi di pausa per l’inizo della S5. Gli admin sono pochi, i dirigenti sono tanti: decentralizzare e responsabilizzare un minimo in più le squadre migliorerà la macchina burocratica del Progetto. Sono certo che i risultati si vedranno già da questa stagione.”

Dato che Offside è da sempre la voce di tutti i protagonisti di Serie C e dato che di fronte abbiamo il Co-Presidente della Lega C, ci è sembrato più che doveroso dare nuovamente voce ai nostri lettori. La Serie C è da sempre infatti al centro della discussione, poiché il gran numero di giocatori milita in quella categoria. Di contro, però, è anche quella che al momento ha meno visibilità, per forza di cose. Vediamo al risposta (brillante) di Deidda al nostro quesito. “Congratulazioni per la carica da tutta la redazione di Offside (anche se siamo di parte, visto che il tuo socio Collano è uno dei boss)! Visto che, come nel calcio fuffa, della Serie C si parla tanto e niente allo stesso tempo, ti faccio una domanda che tanti giocatori si fanno: avete in programma una maggiore copertura anche dei gironi di C?”

Maurizio Deidda: “E’ un problema globale che si sta cercando di risolvere sia a livello di Lega che a livello di redazioni giornalistiche in comune. Nel mondo fuffa è nata una piattaforma streaming che da maggiore visibilità alla C. Nel Progetto purtroppo la scarsa affidabilità del server e la limitata capacità di ingressi in contemporanea (massimo 32 allenatori insieme) non permette per esempio di far allenare anche gli allenatori di C, e quindi far vedere con la stessa regolarità di B ed A, le partite di C. Vedremo se con FM20, giocare online da Google Stadia e non da Steam darà intanto maggiore robustezza al server, per far giocare anche le squadre di C in live, e se anche la SEGA/Sports Interactive decida di spingere di più ad investire sull’online, che ha sempre snobbato (e i problemi sono agli occhi di tutti).” Poi però aggiunge, svelando in parte che sì, qualcosa in bolle in pentola. Maurizio Deidda: “Si sta lavorando intanto ad un progetto tra redazioni giornalistiche, che spero riesca a dare un pò di visibilità e maggior interazione ai/alle ragazzi/e della C. Non anticipo altro. Lo vedrete se riusciremo a renderlo possibile. Ci speriamo vivamente.”

Con l’intervista ormai al termine, abbiamo sparato l’ultima cartuccia per sfoderare un po’ di quella “salsa torinese” che ogni volta notiamo nella chat, durante le live. Quale miglior modo se non mettere in mezzo il matador Andra Conte “E noi lo speriamo davvero insieme a te. L’intervista è finita, ma ti voglio lasciare con un quesito “di colore”. Da esterno ho avuto modo di leggere molte volte gli scambi di battute tra voi del Torino PG, il che fa capire che siete un gruppo non soltanto attivo, ma anche molto affiatato. Per questo motivo, ho deciso di farti odiare ancora di più da qualcuno del tuo gruppo. Andrea Conte, Giacomo Sedda e Daniele Collano: chi tra loro è il più scarso (decidi tu sotto quale punto di vista, tanto si fa per scherzare) di questo stupendo Torino?” Maurizio Deidda:Conte per forza di cose: è scarso come la merda. Lo è e lo sarà sempre. Non supererà mai Martinelli su quella fascia sinistra, anche se apparentemente pare abbia una scheda quanto meno decente. Ora, pure con Ciavarella e Terlati viene ancora più bullizzato.”

Vi lasciamo così, avendo avuto modo di presentarvi uno dei personaggi più emblematici di questo Progetto Gaming. Siamo sicuri che nella sua nuova veste di Co-Presidente della Serie C saprà dare non solo il meglio di sé, ma potrà aiutare nel dare ancora più lustro a una categoria, per forza di cose, in secondo piano. Tutti noi giocatori di C (ma in realtà non solo) siamo con lui.

Ovviamente, grazie mille per l’intervista Maurizio.

In bocca al lupo con il Torino e la Lucchese da parte di tutto Offside!

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian

Spezia-Cuneo Longobarda, ai nostri microfoni il grande ex della partita, mister Francesco Avogaro

Mancano meno di ventiquattro ore al calcio d’inizio di Spezia – Cuneo Longobarda, partita speciale per il mister della squadra piemontese Francesco Avogaro che per la prima volta affronta la sua ex squadra da allenatore. Francesco infatti ha vestito la maglia bianconera per sei mesi nella S3 quando il Torino decise di cederlo in prestito agli spezzini per dargli più minutaggio in serie A. Questa sera torna davanti ai nostri microfoni Francesco Avogaro.

Buonasera Francesco e bentornato nella nostra redazione, sei appena stato assunto come nuovo allenatore della Cuneo Longobarda, ci puoi dire come è nata la trattativa?

Appena ho visto che la Cuneo Longobarda cercava un nuovo allenatore ho scritto immediatamente a Donato Sodano presentando la mia candidatura. Dopo una lunga trattativa fui il candidato principale per la panchina anche se per via della mia poca esperienza non risultavo un candidato appetibile gli feci capire subito che anche se inesperto potevo fare grandi cose per il club

Questa è la tua prima esperienza su una panchina di progetto fm, hai già qualche idea su come giocherai? Puoi svelarci qualcosa?

Ho in mente miliardi di nuovi moduli e tattiche. Il mio credo è quello di far giocare di più i giocatori attivi, non basandomi solo ed esclusivamente alla scheda ma solamente a chi se lo meriterà di più, io invece cerco sempre di motivare il gruppo squadra il più possibile

Per ironia della sorte, domani sera la tua squadra affronterà lo Spezia nella quarta giornata di serie C/A, quali emozioni si provano nel ritrovare contro la propria ex squadra?

È passato molto tempo da quando il mio calciatore giocava allo spezia in serie A. E’sempre una grande emozione giocare contro la vecchia squadra e conoscendo il valore e la qualità della rosa ho un po’ di paura. Auguro loro buona fortuna e tutto il mio apprezzamento, però questa partita la giocherò con tutto il mio impegno!

Che partita ti aspetti domani? Secondo i bookmakers lo Spezia è data per favorita, la tua squadra sarà in grado di fermare l’armata bianconera?

Per farti un esempio ad inizio stagione abbiamo perso pesantemente contro il Varese, mentre in coppa siamo riusciti ad eliminarli. I pronostici in partite del genere non contano nulla, abbiamo tutte le carte in regola per batterli e domani scenderemo in campo più motivati che mai.

Il girone di serie C/A è composto da quasi tutte squadre umane, motivo per cui è forse il più complicato e combattuto tra i tre giorni di serie C. Quali sono gli obiettivi della tua Cuneo Longobarda?

Mi aspettavo fin da subito che il girone A di serie C fosse molto complesso per via delle  grandissimi rose e grandi allenatori presenti nel campionato. Io però sono convinto che la mia rosa abbia una marcia in più, l’obbiettivo che ci siamo posti è quello di salire presto in serie B, ma anche quello di provare a vincere la coppa Italia di C

E lo Spezia? Dove credi che si classificherà a fine anno?

Come ho già detto prima spero che conducano anche loro una grandissima stagione, sono una bella squadra e meritano anche loro di giocare ad alti livelli, però oggettivamente non so dare un pronostico, Lo Spezia è sempre stata una squadra imprevedibile

Grazie per questa intervista mister Avogaro e buona fortuna per la partita di domani

Di niente, anzi, grazie a te Wao!

articolo di Gabriele Di Leo

grafica di Filippo Graziotti

Le interviste impossibili: Campobasso

Eccoci quest’oggi nella sede del Campobasso, dopo poche ore dal momento che tutti noi, appassionati di FM, stavamo aspettando: l’inizio della S5! Ci troviamo in compagnia dello staff dirigenziale e di alcuni componenti della squadra.

Buongiorno signor Presidente, cominciamo l’intervista partendo da lei. Siamo ai nastri di partenza della S5, quali prospettive ha per questa nuova stagione? Come si sono svolti questi due mesi circa tra fine S4 e inizio S5 qui in casa Campobasso?

Buongiorno a lei. Anche in questa nuova stagione l’obiettivo principale rimane la promozione in serie B, ho fiducia nei ragazzi e nello staff tecnico e so che si impegneranno al massimo per raggiungerlo. Il passaggio tra la stagione passata e quella nuova è stato relativamente tranquillo: abbiamo chiuso il prima possibile i colpi necessari a completare la rosa in modo da permettere ai nuovi di ambientarsi al più presto.

Per il secondo anno di fila conferma sulla panchina il mister Raoul Guzzi: cosa apprezza di più del suo giovane allenatore?

Ho deciso di puntare subito su Raoul perché ho visto un giovane talento grintoso e voglioso di riscatto dopo la bruciante esperienza di Como. I suoi buoni risultati da quando ha avuto una rosa completamente umana mi hanno convinto della bontà della scelta, non ho avuto alcun dubbio nel confermarlo.

In che rapporti è con i suoi collaboratori e giocatori? Anche a Campobasso il gruppo squadra si ritrova ben presto intasato da centinaia di messaggi oppure è un po’ più tranquillo?

I rapporti sono ottimi, ci tengo che tutti sappiano che possono sempre contare su di me, anche per questioni extraprogetto, voglio che mi vedano come un amico su cui contare prima che un presidente. Il gruppo al momento è tranquillo, con alcuni ragazzi ci sentiamo quasi giornalmente nella chat di squadra mentre nella chat dirigenziale ci confrontiamo regolarmente per non lasciare nulla al caso, sopratutto in questi giorni frenetici tra ricorsi e potenziamenti.

Ora una domanda più personale: dietro l’acquisto del Campobasso c’è per caso una fede nel calcio fuffa oppure è stata semplicemente “la squadra giusta al momento giusto”?

Non ci allontaniamo molto, anche se la mia fede fuffa è azzurro Napoli, però essendo originario della provincia da parte di madre ho optato per il Campobasso anche per fare a lei una sorpresa. L’ho anche nominata presidentessa onoraria anche se nel progetto non esiste come ruolo.
Quel che mi ha colpito molto e commosso sono stati i commenti dei campobassani del progetto, felici e grati per la visibilità che ho dato alla loro squadra, che era attualmente senza presidente e rischiava di sparire dal calcio che conta.
Comunque sento anche che è la squadra giusta, come già detto ho fiducia nei ragazzi e so che è nato un gruppo che può andare lontano, a distanza di mesi sento ancora di aver fatto la scelta giusta.

Passiamo adesso al DS Frappo. Con lei volevo discutere di calciomercato. Che voto darebbe a quello del Campobasso? So che ci sono stati arrivi importanti dalle serie superiori.

Purtroppo e per fortuna il mercato del Campobasso è stato abbastanza “fermo”.
Dico purtroppo perché è letteralmente il mio unico compito in questa società, quindi magari avrei preferito divertirmi un po’ di più. Ma anche per fortuna perché, avendo un budget a disposizione, la decisione di non comprare nessuno si traduce nel confermare un’ottima squadra, formata in primis da gente volenterosa e simpatica, in secondo luogo da giocatori con ottime schede! Pertanto ci riteniamo soddisfatti avendo semplicemente preso un unico rinforzo quale Roberto Pitorri che si unisce a suo fratello Filippo. Ovviamente, speriamo per S6 di avere più slot da riempire.

Riguardo invece alla questione dell’aumento dei prezzi in questa finestra di mercato, qual è il suo parere? Lo ritiene un fenomeno preoccupante, da dover controllare? E se sì, che misure pensa possano essere più efficaci?

Ritengo la situazione assolutamente normale e priva di qualunque necessità di allerta: partiamo dal presupposto che qui nel Progetto non esistono sceicchi che investono chissà quali somme derivanti da chissà dove, per finanziare il mercato di una squadra. Qui partiamo quasi tutti dalla stessa situazione, dove quei pochi che partono più avvantaggiati son semplicemente squadre che hanno conquistato posizioni importanti del campionato massimo, di conseguenza hanno guadagnato sul campo questo vantaggio grazie a Presidenti e DS premurosi e allenatori esperti.
Sottolineo questo dettaglio per spiegare un primo concetto che può chiarire le idee a tanti: una squadra che arriva seconda in Serie A, qualunque essa sia, se vuole puntare a vincere sicuramente non avrà bisogno di ricomprare 11 giocatori, bensì avrà tanti soldi da usare per raffinare magari un reparto o allargare la panchina. Quindi è ovvio che avendo più soldi da offrire per un giocatore, lo faranno, battendo la concorrenza, ma di fatto, quante volte potrà succedere? Prima o poi i top team finiscono di comprare, no?
Un secondo concetto è quello derivante dal fatto che sono aumentati proprio i budget delle squadre, oltre alle squadre controllate. Di conseguenza è tutto normale, è normale che ci siano prezzi più alti, circolando più soldi!
Fatta questa “piccola” premessa, io posso dire che nel mio modus operandi cerco sempre di mantenere le mie spese e di comprare ai prezzi “di sempre”, forse sta proprio qui il vero segreto del progetto: non starò qui a svelarlo ai miei “avversari”, ma mi limito a suggerire che i soldi non servono solo a comprare i giocatori.

Ora è il momento del mister Guzzi. Conosco già molto bene le sue qualità dentro al rettangolo di gioco, essendo compagni di squadra al Frosinone, ma non altrettanto bene quelle in panchina. Saprebbe descrivermi in breve su cosa si basa la sua idea di calcio?

La mia idea di calcio si basa su un gioco offensivo e su un possesso palla costruito in modo solido dalla difesa.

Immagino sia molto felice della fiducia che il presidente e la squadra ripongono in lei. Qual è per lei l’obiettivo minimo in questa seconda stagione alla guida di questa squadra?

Vorremmo raggiungere la B diretta, se così non fosse vorrei arrivare almeno fra le prime tre.

Per ultimo, una breve chiacchierata coi calciatori (Pasella e Martini): raccontateci dei vostri arrivi in questa squadra e del vostro rapporto coi compagni e lo staff. Quali sono i vostri obiettivi personali per questa S5 ormai avviata?

Andrea Pasella: Sono arrivato al Campobasso grazie al Presidente. Sono stato allenatore in S1 della Lazio, ma ho dato dimissioni per contrasti con la federazione. Ora sono un giocatore del Campobasso, e lo sarò per lungo tempo. Voglio ripagare la fiducia del presidente e del mister portando la squadra in B e cercando di vincere qualche premio personale.
Anche perché altrimenti Procuranti mi rincorre.

Simone Martini: Il mio obiettivo è di portare sempre più in alto la squadra e provare ad andare tutti insieme in B. Daremo filo da torcere a tutte le squadre, siamo una squadra unita e piena di valori, forza Campobasso!!

Grazie del tempo che ci avete concesso. Presidente, un’ultima parola?

Solo due: forza Campuasc!!

Articolo di Emilio Ivaldi

Nota: questo è il mio primo articolo al giornale The World of Football, ringrazio Davyd Andryiesh per la passata esperienza avuta a Devil’s Project ed assicuro massimo impegno e passione in questa nuova realtà, insieme ad Alessandro Gallo.

Il.. tiranno del progetto

Buongiorno Riccardo. Tu sei qui da poco, sei solo un S4. Eppure ormai tutti ti conoscono, in pochi mesi ti è successo di tutto all’interno del progetto. Ma come ne sei venuto a conoscenza? Ne sono venuto a conoscenza per caso. Vidi un post condiviso da inerente ai risultati della giornata appena terminata, e cliccandoci sopra mi ritrovai nel gruppo principale. Dopo essere stato accettato ed essermi guardato intorno, feci il post di presentazione in maniera piuttosto sommaria. Dopodiché furono in molti a contattarmi per tesserarmi (Riccardo è un dc, sappiamo bene quanto facciano gola i dc, ndr) ma nessuno mi spiegò il progetto come il meraviglioso presidente che ebbi nella stagione appena conclusa. Ragion per cui scelsi l’Empoli come prima squadra. Da semplice giocatore dell’Empoli ti sei trovato, in pochi mesi, presidente di una società di B; un’escalation niente male, insomma. Ma come successe? Subito dopo la mia iscrizione feci il test per diventare allenatore, e venni chiamato così all’Ancona. Appena arrivato, il presidente Roberti si dimise, lasciando la squadra a Giamberduca. Lo stesso Giamberduca dopo poco abbandonò per approdare al Milan, e cedendo a me la presidenza. La squadra navigava in pessime acque. Fortuna volle che ebbi come aiutanti come Angelino e Costulo (soprannome di Costantino). Dopo un inizio difficile, le cose pian piano migliorarono. Ad oggi siamo io e Costantino presidente, e Sulsenti ds. Un colpo di scena e di fortuna, sia per te che per l’Ancona. In breve tempo sembri aver riportato serenità ad un ambiente che rischiava di crollare. Quale è il tuo segreto? Non c’è un vero segreto, l’obiettivo è semplicemente cercare di coinvolgere tutti in un ambiente sano, dove è il giocatore a contare. Non tratteniamo nessuno controvoglia, come nel caso di Papaleo passato all’Akragas a stagione in corso, nonostante la cosa rischiasse palesemente di danneggiare la squadra. Di questo passo vi candiderete a breve come competitor per la A. Avete delle precise strategie di mercato? Ci proviamo! Abbiamo deciso innanzitutto di cedere coloro che per motivi vari non potessero garantire un minimo di attività. L’obiettivo principale sono i playoff, e andare avanti in Coppa Italia. Passiamo al Riccardo calciatore, adesso. Sei di recente approdato al Pg: from zero to hero insomma. Cosa ti ha spinto ad accettare la loro proposta? Innanzitutto la presenza di Casalati, persona squisita che ho avuto il piacere di conoscere ad Empoli, ammiro la gestione della squadra da parte di Pironti, e in squadra ci sono persone fantastiche come Fusco, Bazzani, ora pure Ballarini.. inoltre avrò il privilegio di giocare nella squadra maggiormente rappresentativa del Progetto, al fianco di uno dei difensori più forti. Ultima domanda: preferiresti vincere un trofeo da calciatore, o da presidente-allenatore dell’Ancona? Onestamente non ho preferenze, l’importante è vincere