Akragas verso il futuro: rinnovi per Zalotov e Joel

Dopo la salvezza stentata dello scorso anno, l’Akragas vuole riprovarci e puntare in alto. Mantenere la categoria la scorsa stagione è stato solo il primo passo, ma adesso la dirigenza agrigentina vuole espandere sempre di più i propri orizzonti, magari mirando ad un futuro approdo in A. Si sa, Roma non è stata costruita in un giorno, ci vogliono buone basi per poter puntare in alto; e proprio per questo la dirigenza agrigentina ha scelto di mantenere per lungo tempo le proprie mura portanti che hanno i nomi di Nicola Zalotov e di Gianpiero Joel, due dei grandi protagonisti delle ultime annate..

“Abbiamo uno zoccolo duro che ci portiamo dietro da un paio di stagioni e a cui sono molto legato, abbiamo instaurato un ottimo rapporto anche off game – ci dice il presidente dell’Akragas Paolo Di Gaetano – gli dovevo questo rinnovo. I ragazzi meritavano uno stipendio più corposo rispetto al passato ed è arrivato il momento giusto”. I due giocatori sono due membri della vecchia guardia, Zalotov è alla terza stagione con questa maglia, esprimendosi come uno dei migliori giocatori in C l’anno della promozione, mentre Joel ha ormai tatuata addosso la fascia da capitano: “Per Joel devo ringraziare il nostro MM del tempo, Salvatore Grassadonia – dice Di Gaetano – , sapeva che cercavo ragazzi per completare la rosa in seguito alla promozione e mi ha consigliato Gianpiero, che conoscevo essendo parte del gruppo “Mago Miriddu”, che fa parodie palermitane. Zalotov è un mio pupillo, eravamo insieme in un altro gruppo fb e cercavo gente da invitare per l’Akragas e ho visto sto ragazzo con il cognome particolare che mi ha colpito e quindi gli ho scritto un messaggio per invitarlo e subito ha accettato con entusiasmo e mi ha regalato fin da subito grandi gioie. Se vorranno, hanno entrambi la strada spianata per diventare delle bandiere della società, Zalo e Ginopiè (i nomi ‘da spogliatoio’, NDR.) hanno l’attitudine perfetta per esserlo. Ma a loro aggiungo anche Simone Lucatelli, ha il carattere giusto, sorretto da passione e voglia”.

Zalotov è felice del rinnovo, sottolineando anche le sue ambizioni: “L’Akragas è una grande famiglia per me, anche se è piuttosto allargata, dati i vari arrivi e saluti. Se sono rimasto però, date le mie ambizioni, è stato sicuramente merito/demerito del presidente, nel senso che mi ha offerto un contratto degno di un attivo come me e perché mi ha letteralmente blindato, chiedendo cifre monstre che hanno addirittura “scacciato” interessamenti piuttosto pesanti come quello di Salvatore Campagna, allenatore della Cremonese, a cui mando un forte abbraccio. Per il resto nell’Akragas mi trovo davvero bene, ho dei buoni compagni, tutti in fermento per la nuova stagione, e sono felice di dire che il vero uomo spogliatoio è il nostro capitano, Joel, che non ha mai battuto ciglio in varie panchine e soprattutto ha zittito quando c’era da zittire e incoraggiato quando c’era da incoraggiare, davvero onnipresente, grandissimo capitano”. Il capitano Joel è pronto a dare l’anima per la squadra: Ciò che mi ha convinto fermamente a rinnovare con l’Akragas per i prossimi anni è legato essenzialmente al fatto che la società ha dimostrato di credere molto in me, sia come giocatore, sia come uomo che come capitano. La volontà della società è quella di investire su alcuni pilastri della squadra per poter realizzare, insieme all’innesto di nuove leve, dei risultati più prestigiosi dei precedenti che sono comunque stati soddisfacenti per la nostra tifoseria. Essere uno dei leader di questa squadra (peraltro il capitano) è un onore ma anche un onere: le responsabilitá hanno sempre un peso e comportano capacità di mediazione fra spogliatoio e societá ma anche di dialogo con la tifoseria. Alla fine noi giocatori siamo delle “icone” per loro e soprattutto per questo dobbiamo onorare la maglia .Spero di rimanere ancora per molto nell’Akragas: non ho firmato il contratto per la vita (vista la mia giovane età anagrafica) ma quasi. Mi piacerebbe molto prendermi delle belle soddisfazioni e realizzare il mio sogno che è anche quello del presidente: arrivare in A. Un desiderio che spero tanto di esaudire entro la fine di questo nuovo importante contratto!”.

Il Cautha Cittadella presenta i suoi nuovi acquisti!

Presentazione in grande stile, quella per i due nuovi arrivati in casa Cittadella: Cristian Caringola Cittadini (meglio conosciuto come “Ma quanto è forte Caringola Cittadini?”) proveniente dalla squadra campione d’Italia, la Lazio, e Carlo Caporuscio, giovane centrocampista dell’Ascoli, società di C affiliata alla Lucchese. Ad accompagnare i ragazzi, sono presenti il Presidente Yuri Baldacci, il Direttore Sportivo Alessio La Rosa e l’allenatore, Giuseppe Gambardella, a cui rivolgiamo alcune domande prima di passare la parola ai ragazzi.

Il Cittadella si rinforza con due colpi a centrocampo: Carlo Caporuscio e Cristian Caringola. Avete deciso quindi di investire tanto su un settore nevralgico del campo: le motivazioni sono dettate dall’assenza di alternative valide nella passata stagione?

Gambardella: L’investimento a centrocampo è stato scelto per aumentare il tasso tecnico del centrocampo, le alternative ci sono e sono valide, abbiamo cercato anche altri giocatori ma i prezzi di mercato sono piuttosto alti.

La Rosa: Abbiamo voluto rinforzare questo reparto perché ci mancavano delle pedine molto tecniche, ma anche perché il numero dei nostri centrocampisti era veramente basso.

I giocatori si sono già inseriti all’interno del gruppo?

La Rosa: Fortunatamente sì. Sono due personalità diverse, ma entrambi si sono subito messi al servizio della squadra.

Gambardella: Grazie ad Alessio e al resto della squadra entrambi si sono inseriti bene Speriamo che la stagione incominci presto.

Con questi due acquisti pensate di chiudere il mercato in entrata?

La Rosa: Direi proprio di sì, soprattutto dopo l’arrivo del neoiscritto Loris Forte, ufficializzato poche ore fa e non ha potuto partecipare alla conferenza stampa odierna!

Ringraziamo lo staff del Cittadella e passiamo ora ai protagonisti principali di questa intervista.

Benvenuti ai nuovi acquisti del Cittadella: Cristian Caringola e Carlo Caporuscio. Presentatevi per chi non vi conoscesse.

Caporuscio: Buongiorno, sono Carlo Caporuscio, ho 23 anni.

Cittadini: Buongiorno sono Cristian Caringola Cittadini. Innanzitutto, vorrei ringraziare la società per la fiducia dimostrata, perché ha deciso di puntare su di me acquistandomi da una società blasonata come la Lazio.

Siete entrambi centrocampisti, un settore nevralgico del campo: cosa sperate e pensate di dare alla squadra?

Caporuscio: Sono un giocatore che può ricoprire diversi settori del centrocampo e fare diversi ruoli: da mediano a mezzala, per finire trequartista. Speriamo sarà una stagione di soddisfazioni.

Cittadini: In questi anni ho giocato principalmente come trequartista, il mio ruolo naturale che più mi piace, ma ho ricoperto in varie occasioni diverse posizioni in mezzo al campo. Penso che il trequartista sia uno dei ruoli più importanti per la creazione del gioco e per questo spero di dare il mio contributo alla squadra in fase offensiva ma anche in fase difensiva. Sono convinto che insieme potremo far bene e non vedo l’ora di iniziare questo campionato, molto bello e molto competitivo.

Uno arriva da una squadra di C come l’Ascoli che ha fatto metà stagione per poi fare il salto in una categoria superiore, l’altro arriva dalla squadra campione d’Italia che in tre stagioni è cresciuta a dismisura dopo una retrocessione in B: ognuno di voi porta esperienze diverse. Potete raccontarmi cosa vi hanno dato le vostre precedenti squadre?

Caporuscio: Innanzitutto ci tengo a ringraziare la società da dove arrivo, l’Ascoli: una società spettacolare, una piazza fantastica, che consiglio a tutti, a partire dai Presidenti, all’allenatore e ai vari dirigenti, al gruppo! Un gruppo che è come una famiglia, la famiglia Ascoli. Li ritengo ancora la mia famiglia, e ribadisco che è una società fantastica, per me sarà sempre casa mia. Spero di aver lasciato anche io un buon ricordo all’Ascoli. Purtroppo, non sono restato tanto tempo in squadra, ma quel poco mi è davvero bastato per farmi sentire a casa. Voglio infine ringraziarli per avermi permesso di aver fatto una metà stagione bellissima e salutare tutti i miei compagni, che li sento ancora miei compagni. Credo che questa squadra avesse qualcosa di speciale. In un futuro spero di tornarci. Ma ora penso principalmente alla mia nuova squadra, il Cittadella, che ringrazio per avermi dato questa importante possibilità e spero di togliermi tante soddisfazioni insieme e sono pronto a battermi per loro.

Cittadini: Si, in questi tre anni con la Lazio ho vissuto esperienze molto positive come la vittoria dello scudetto, ma anche un cammino piuttosto entusiasmante in Champions League. Sicuramente questi risultati non sono frutto del caso, infatti la società è stata molto brava a costruire una rosa fortemente competitiva con un allenatore che è stato in grado, grazie alle sue indubbie capacità tecniche e gestionali, di completare e portare a termine il nostro processo di crescita. Spero che le cose apprese in questi anni riuscirò a metterle a disposizione della squadra per far in modo di ripetere quei risultati sul campo che ho avuto modo di vivere in prima persona nelle precedenti stagioni.

Quali sono i vostri obiettivi personali?

Caporuscio: Crescere e togliermi soddisfazioni.

Cittadini: Portare il Cittadella nella categoria che merita ed aiutare la squadra in modo da crescere giorno per giorno insieme.

Cosa vi ha portato ad accettare l’offerta del Cittadella?

Caporuscio: Io sono qui per giocare e conquistarmi la maglia da titolare.

Cittadini: L’inizio di una nuova avventura e il ritorno ad una maglia da titolare.

A proposito del ritorno alla maglia da titolare: giocare poco seppur in una squadra vincente fa più piacere che giocare titolare o quantomeno essere protagonista seppur in squadre meno quotate?

Cittadini: Per un mio parere personale penso che avere la maglia da titolare sia una delle più grandi soddisfazioni, perché va conquistata di settimana in settimana con impegno e fatica. Molto meglio giocare e contribuire al successo in modo da avere anche una crescita personale.

Per quale motivo credi di essere passato da titolare inamovibile a 28 presenze, di cui solo 8 da titolare (4 in campionato e 4 nelle coppe) quest’ultima stagione? È stato anche questo un motivo che ti ha portato a chiedere la cessione?

Cittadini: Nono assolutamente no: non è per questo motivo. È stata una scelta voluta da entrambi sia da me che dalla società. Per quanto riguarda il passaggio della maglia da titolare alle sole otto partite giocate da titolare ci sono state diverse cause e a mio sfavore in alcune partite vi è stato un cambio di modulo oltre a dei nuovi acquisti del mio stesso ruolo.

Cosa pensate del prossimo campionato di B? Secondo voi sarà un campionato più, o meno difficile di quelli da voi affrontati la scorsa stagione?

Caporuscio: personalmente sarà un campionato sicuramente più difficile rispetto a quello affrontato l’anno scorso. Per quanto sarà più duro, ogni partita sarà importante e servirà dare il massimo per cercare di raggiungere l’obbiettivo della massima serie.

Cittadini: Il campionato di b l’ho già vissuto e so cosa significa: stagiona lunga con molte difficoltà da affrontare. Non ci si deve abbattere difronte alla prima sconfitta perché questa è la B: si perde e si vince, ma alla fine conta arrivare tra le prime due posizioni.

I ragazzi sono determinati e volenterosi di dimostrare di valere la maglia che indosseranno. Vedremo quale sarà il reale apporto che riusciranno a dare questi due prospetti di valore alla causa del Cittadella. A loro il miglior augurio per un campionato ricco di soddisfazioni.

Il.. tiranno del progetto

Buongiorno Riccardo. Tu sei qui da poco, sei solo un S4. Eppure ormai tutti ti conoscono, in pochi mesi ti è successo di tutto all’interno del progetto. Ma come ne sei venuto a conoscenza? Ne sono venuto a conoscenza per caso. Vidi un post condiviso da inerente ai risultati della giornata appena terminata, e cliccandoci sopra mi ritrovai nel gruppo principale. Dopo essere stato accettato ed essermi guardato intorno, feci il post di presentazione in maniera piuttosto sommaria. Dopodiché furono in molti a contattarmi per tesserarmi (Riccardo è un dc, sappiamo bene quanto facciano gola i dc, ndr) ma nessuno mi spiegò il progetto come il meraviglioso presidente che ebbi nella stagione appena conclusa. Ragion per cui scelsi l’Empoli come prima squadra. Da semplice giocatore dell’Empoli ti sei trovato, in pochi mesi, presidente di una società di B; un’escalation niente male, insomma. Ma come successe? Subito dopo la mia iscrizione feci il test per diventare allenatore, e venni chiamato così all’Ancona. Appena arrivato, il presidente Roberti si dimise, lasciando la squadra a Giamberduca. Lo stesso Giamberduca dopo poco abbandonò per approdare al Milan, e cedendo a me la presidenza. La squadra navigava in pessime acque. Fortuna volle che ebbi come aiutanti come Angelino e Costulo (soprannome di Costantino). Dopo un inizio difficile, le cose pian piano migliorarono. Ad oggi siamo io e Costantino presidente, e Sulsenti ds. Un colpo di scena e di fortuna, sia per te che per l’Ancona. In breve tempo sembri aver riportato serenità ad un ambiente che rischiava di crollare. Quale è il tuo segreto? Non c’è un vero segreto, l’obiettivo è semplicemente cercare di coinvolgere tutti in un ambiente sano, dove è il giocatore a contare. Non tratteniamo nessuno controvoglia, come nel caso di Papaleo passato all’Akragas a stagione in corso, nonostante la cosa rischiasse palesemente di danneggiare la squadra. Di questo passo vi candiderete a breve come competitor per la A. Avete delle precise strategie di mercato? Ci proviamo! Abbiamo deciso innanzitutto di cedere coloro che per motivi vari non potessero garantire un minimo di attività. L’obiettivo principale sono i playoff, e andare avanti in Coppa Italia. Passiamo al Riccardo calciatore, adesso. Sei di recente approdato al Pg: from zero to hero insomma. Cosa ti ha spinto ad accettare la loro proposta? Innanzitutto la presenza di Casalati, persona squisita che ho avuto il piacere di conoscere ad Empoli, ammiro la gestione della squadra da parte di Pironti, e in squadra ci sono persone fantastiche come Fusco, Bazzani, ora pure Ballarini.. inoltre avrò il privilegio di giocare nella squadra maggiormente rappresentativa del Progetto, al fianco di uno dei difensori più forti. Ultima domanda: preferiresti vincere un trofeo da calciatore, o da presidente-allenatore dell’Ancona? Onestamente non ho preferenze, l’importante è vincere

De Meo, Franco, Staniscia – Intervista a Marco Fazzini

Benvenuto Marco e grazie mille per aver accettato di parlare ai microfoni di Progetto MK-Ultra!

Grazie a voi!

Iniziamo subito con le presentazioni, chi è Marco Fazzini nel Progetto?

Marco Fazzini nel progetto è presidente da tre stagioni del Brescia, e da due stagioni del San Marino. Sono stato Ds del Cittadella ottenendo ottimi risultati, per poi passare al Brescia. Da calciatore ho iniziato nel Modena, ma sono subito passato alla Cremonese, dove sotto la guida di Campagna, sono diventato uno dei migliori terzini del progetto. Sono appena passato in prestito al Bologna per mia volontà, in cerca di nuovi stimoli

Chi è invece Marco Fazzini fuori dal Progetto?

Sono un ragazzo di 19 anni di Ascoli Piceno, che da quest’anno intraprenderà gli studi di ingegneria chimica, guarda caso, proprio a Bologna. Ho la passione per la musica elettronica e punto nel giro di pochi mesi, a diventare DJ.

Bene, l’intervista di oggi sarà divisa in due parti, corrispondenti ai progetti che vuoi illustrare, ovvero quello del San Marino e del Brescia, da chi vuoi iniziare per primo?

San Marino.

Qual è la Storia del San Marino fino a questo momento?

La storia del San Marino è una storia breve ma molto intensa. Io e Luca Sverze abbiamo deciso di acquistare una società di C due anni fa. La nostra scelta era ricaduta sull’Ascoli, di cui sono tifoso, ma era ultima in classifica. Per questo motivo, abbiamo deciso di comprare il San Marino e costruendo la squadra. Siamo arrivati entrambi gli anni ai playoff senza riuscire a vincerli. Abbiamo costruito un ottimo gruppo nell’arco delle due stagioni, con ragazzi molto attivi, come ad esempio Paulis, Frottin, Kesselar, Menghetti e sempre propensi a fare il bene della squadra. Ci sono stati incidenti di percorso, come i ban di mister Rosti e di Strizzi, ma ne siamo usciti rafforzati. Ora il nuovo DS De Meo, sta lavorando per puntellare la rosa con elementi di valore, sotto richiesta del mister. Ah, vi starete chiedendo chi sia il mister: Giuseppe Staniscia! Abbiamo deciso di puntare su di lui e sul suo riscatto e siamo sicuri farà benissimo.

Potresti descriverci in maniera precisa qual è il progetto che volete creare intorno al Nuovo Mister Staniscia?

Mister Staniscia è qui per rilanciarsi e noi, vogliamo lanciarci verso la Serie B. Sì ok, perderemmo l’affiliazione con il Brescia, ma poco importa. I ragazzi che sono in squadra non meritano di essere trattati come una squadra B qualunque, devono divertirsi. Abbiamo quindi intenzione di creare un progetto solido, vendendo giocatori non idonei e prendendo ragazzi estremamente attivi, che magari possano servire anche al Brescia in ottica futura.

Sembrano premesse per un’ottima stagione. Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

Portare per la prima volta, una squadra della Repubblica di San Marino in B sarebbe fantastico, quindi puntiamo a farlo nel giro di due stagioni.

Bene, adesso è il momento di parlare del Brescia, ma lo facciamo ricollegandoci a una figura che si può considerare come il filo che collega il San Marino alle Rondinelle, ovvero Alessandro De Meo. Opinioni su di lui in quanto Dirigente o Direttore Sportivo?

De Meo è un vero e proprio stakanovista. Non si ferma un attimo ed è sempre a trattare e lavorare per il bene della squadra. È un must have, una persona che tutte le società dovrebbero avere per la sua professionalità. È anche molto bravo come DS, lo pongo al mio stesso livello come abilità nel trattare e convincere le controparti.

Il Brescia invece ha già un progetto inoltrato con Franco, subentrato durante la scorsa stagione. Opinioni su di lui fino a questo momento?

Claudio è subentrato dopo una mia crisi isterica quando ero allenatore. Ha iniziato a macinare punti su punti e sembravamo proiettati verso le prime posizioni. Purtroppo però, con l’arrivo delle Beowulf, siamo scesi molto ed abbiamo iniziato a perdere posizioni. Piena fiducia in lui comunque. Abbiamo preso Mazzei in attacco, ma ora vogliamo rinforzare ulteriormente il reparto avanzato.

Franco, Palladino e lo stesso De Meo portano sul gruppo un personaggio dal grande Ego, com’è allora lo spogliatoio del Brescia?

Lo spogliatoio del Brescia è attivissimo, soprattutto sul gruppo WhatsApp e sul gruppo Facebook segreto. Franco, Palladino e De Meo tengono carichissimi gli altri, grazie anche a Montecalvo, che è un dispenser di risate e i vari Maiello, Carnevali, Lombardo e Mezzadri. Gli altri sono meno partecipi, ma ci stiamo lavorando.

Obiettivi per questa stagione e per il futuro col Brescia invece?

Con il Brescia puntiamo assolutamente ai playoff, ma speriamo in qualcosina di più. Confidiamo in Franco e nel suo lavoro, ma anche in De Meo, che ha il compito di rimpinguare la rosa con elementi attivi e forti.

Questa è stata l’ultima domanda, ti ringrazio per le risposte e ti saluto, alla prossima!

Grazie a te mio caro.

Resoconto Serie B: tutti i numeri della stagione 4

La Serie B si è conclusa: Chievo e Avellino hanno conquistato la promozione attraverso il campionato, mentre il Benevento ha vinto i playoff a discapito del Frosinone, che come tutte le altre qualificate dovranno ritentare l’anno prossimo. Per la lotta retrocessione, alla fine le condannate alla Serie C sono Spezia, SPAL, Livorno e Salò: salva invece la Lucchese, nonostante sia dovuta passare dai playout. Qual è stato il racconto di questa competizione? Quali spunti ha dato? Ecco cosa i numeri hanno raccontato di questo campionato cadetto.

Statistiche Generali

Come evidenziato già in passato, il passaggio da FM17 a FM19 ha portato ad un gioco molto più offensivo. A testimonianza di ciò non solo le 1531 reti segnate nel campionato, che corrispondono ad una media di 70 goal a squadra, ma anche che tredici società superano tale media: sei di queste hanno superato quota 85 e Chievo e Avellino hanno superato quota 100. Qualcuno potrebbe obiettare che proprio i campani falsano la media, con le loro 121 reti, ma in realtà questo discorso non sussiste, visto che il peggior attacco della B, la SPAL, ha fatto solo 34 goal. Ferraresi che non sono però la peggior difesa: quel primato spetta al Salò privo di umani, con 115, seguito dallo Spezia a 114 ed anche il Livorno ha subito più reti con 105. La miglior difesa invece è quella del Vicenza, con 45 reti, seguita dai veronesi con 48. Vicentini che per altro sono il peggior attacco delle squadre qualificate ai playoff e l’unica a non essere andata sopra le 80 reti.

La pareggite ha colpito forte due società: Cittadella, classificata al decimo posto, ha fatto 14 pareggi, mentre addirittura l’Akragas, diciassettesimo, ne ha totalizzati 15. Pochi pareggi invece nelle zone di testa, anche se la squadra che ne ha fatti di meno è il Novara dodicesimo, con appena 6.

Come prevedibile, i capocannonieri del campionato sono delle due compagini oltre quota 100 goal: si trattano di Giorgio Belluscio ed Amina Ahmed, con quota 31. Il gioco vede Giorgio Belluscio davanti per motivi di media goal: infatti l’attaccante del Chievo ha segnato una rete ogni 83,94 minuti, mentre la giocatrice dell’Avellino ne ha fatta una ogni 100,35. L’assistman è Francesco Generale del Frosinone: dai suoi piedi sono partiti ben 16 goal dei compagni. Il Chievo ha anche il portiere con il minor numero di goal subiti, tra coloro che hanno giocato almeno 21 incontri: si tratta di Giovanni Piccirillo, appena 24 in 23 presenze e 10 reti inviolate. Media molto simile per il portiere del Vicenza, che le ha giocate tutte ed infatti ha il record di clean sheet: 13. Interessante come il Trapani sia riuscito ad alternare entrambi i portieri, facendoli entrare in questa classifica: Manuel Riva batte Manuel Conte 30 a 33.

Il maggior numero di falli appartiene ad una delle quattro neopromosse, il Foggia di Gabriele Marchi. Sono 631 gli interventi giudicati irregolari da parte dell’arbitro. I pugliesi però non sono la squadra né con il maggior numero di ammonizioni, né con quello delle espulsioni: il primo record spetta all’Ancona, con 117 cartellini gialli, mentre il secondo viene diviso tra Brescia, Livorno ed Entella, con 6. La miglior media di contrasti a partita è di Pietro Pane dei lombardi, con 4,12. Pane che è anche il giocatore più ammonito: ben 15 cartellini gialli. Seguono Daniele Fulco dell’Entella con 13 e Francesco Oliverio dell’Ancona con 12. Difficile capire chi sia il più espulso: tra i tanti a 2 troviamo Loris Farina dell’Entella, Nicholas Michelini ex-Livorno, Giorgio Priori della Roma e Roberto Martellucci del Brescia.

Il maratoneta delle partite è Edoardo Bonfanti del Vicenza: con 38 presenze ha percorso una media di 13,34 km a partita. In senso assoluto ha fatto di più Francensco Amendola del Frosinone: 501km in 41 partite. Sul podio dei km a partita anche Andrea De Fanti del Chievo con 13,17 Km percorsi. Il Ciociaro è anche autore del maggior numero di passaggi decisivi, 79. Dietro a lui Jonathan Ascia dell’Avellino (76) e Davide Russo del Cittadella (75). Il giocoliere è Michele Bàlor, con 2,25 dribbiling a partita. Anche in questa classifica tra i primi tre troviamo Francesco Generale con 2,21, mentre chiude Hasim Bajrami della Roma con 2,17, solo per una partita giocata in più del marchigiano Luca Radicchi.

Altre statistiche portieri: protagonista sia dei tiri bloccati che delle respinte è Gabriele Di Leo dello Spezia, rispettivamente 149 e 117. Nei tiri bloccati seguono Francesco Pappalardo dei vicentini(122) e Mattia Bianconi della SPAL(116), mentre Simone Stefani del Cittadella e Pier Geatano Fulco dell’Entella completano il podio delle respinte con 82 e 81.

Confronti con il girone d’andata

Se nel girone d’andata protagonista era stato il Chievo con 47 punti, nel girone di ritorno è l’altra promossa, l’Avellino, ad aver ottenuto i migliori risultati. Infatti, con 50 punti, si piazza in testa nella seconda metà del campionato. Bene anche il Parma, seconda squadra della seconda metà del campionato, con 43. Per entrambe si tratta di un miglioramento rispetto alla prima parte, con un +13 per i campani e un +10 per i crociati. Terza in questa classifica dei ritorni è il Chievo, che ha ottenuto 42 punti (-5 rispetto al girone d’andata).

Seguono Benevento con 41 (+3), Vicenza con 40 (-2) e Frosinone con 38 (-2). Se fosse solo per queste ultime 21 giornate, ai playoff andrebbero Cittadella e Roma. La squadra guidata da Giuseppe Gambardella ha totalizzato 35 punti, un miglioramento di 8 punti, mentre i giallorossi di Tommaso Molin 34, con una crescita di 3. Troviamo a seguire il Palermo, che ha ritrovato costanza ed è uscita dalle zone basse: 30 punti nella seconda metà, +8 rispetto all’andata. L’Entella e la Salernitana ringraziano l’ottimo girone d’andata per la conquista dei playoff: infatti i liguri hanno ottenuto 28 punti, con un calo di 14, mentre i campani 27, con un calo di 15. In mezzo a loro troviamo il Novara, sempre con 28 punti ed una crescita di 2.

Dietro a loro troviamo il Foggia con 27 (+3), l’Akragas con 26 (+7), il Trapani con 23 (-3) e l’Ancona con 23 (-4). Anche la SPAL ha conquistato 23 punti, ma purtroppo i soli 3 punti conquistati nelle prime 21 hanno penalizzato molto il campionato dei biancoazzurri. Male invece il Brescia, peggior calo tra andata e ritrono: se era riuscito ad ottenerne 37 nella prima metà, adesso sono solo 20, con un calo di 17 punti. Le ultime quattro sarebbero Livorno con 17(+5), Lucchese con 15(-6), Salò con 15(-8) e chiude lo Spezia con 10(-7).

Confonto casa-trasferta

Adesso vediamo il diverso rendimento che hanno avuto le società, a seconda che la partita si sia giocata in casa o in trasferta.

Classifica “In Casa” della Serie B. Nelle posizioni di testa troviamo Chievo, Benevento e Vicenza. Ultima la Lucchese
Classifica “In trasferta” del campionato cadetto. Nonostante siano terzi, i clivensi hanno 13 punti in meno. Davanti loro Avellino e Cittadella. Nelle ultime quattro posizioni le quattro retrocesse

Le due prime classificate hanno mostrato rendimenti opposti: se il Chievo è stato molto più sugli scudi in casa, l’Avellino ha preferito un atteggiamento più corsaro, andando ad espugnare più stadi possibili. Simile al Chievo abbiamo il Benevento: la terza promossa si piazza seconda nella classifica dei match in casa. Il Cittadella invece avrà qualcosa da rivedere il prossimo anno sull’atteggiamento casalingo: infatti, se si piazza seconda nella classifica “in trasferta”, se si considerasse l’altra classifica si troverebbe a giocare i playout. Discorso a parti inverse per l’Entella: probabilmente un piazzamento migliore è sfuggito proprio a causa di una squadra poco lucida lontana da Chiavari. In generale, le squadre hanno fatto meglio in casa che in trasferta: sono poche le compagini che hanno fatto meglio il contrario. Oltre ad Avellino e Cittadella, abbiamo solo la Lucchese che ha fatto più punti lontano dal proprio stadio. Rendimenti invece molto simili per la Salernitana: uno solo è il punto di differenza.

Genoa: Di Stefano fa il punto della situazione

La statua in pietra del grifone si erge possente sopra Villa Rostan, sede del Genoa CFC. Un cartello appeso al cancello cita “Se siete guardoni, andate via. Se credete di essere utili alla causa, andate via lo stesso. Nessuno è al di sopra del Presidentissimo.”

Busso il campanello, mi aspetto che ad accogliermi sia una segretaria o una stagista.

“Che vòi?” gracchia il citofono.

“Salve, sono l’inviato di Progetto X, per l’intervista al Presidentissimo”.

“Daje, entra e sbrigate che c’ho da dà retta al tortore”.

Con passo svelto percorro il viale, arrivo alla porta socchiusa. La spingo leggermente e trovo Paolo Di Stefano sul divano, con una bottiglia di Macallan “M” del 1940.

Si segga e facciamo in fretta, che già nun ve sopporto.

Partiamo subito con l’intervista. Iniziamo da una delle recenti notizie, ovvero l’addio di ADD alla causa genoana. Quali sono le doti che mancheranno al Genoa, di Alberto?

Beh, la sua sapienza, la sua cultura e bravura nel suo compito. L’ amicizia, quella no. Quella rimane imperitura.

Se dovesse parlare dell’apporto di Alberto al Genoa in percentuali, come lo quantificherebbe?

Non amo far percentuali di merito possodire che ha dato il 101%. Imparato e trasmesso tanto. A me e anche agli altri.

Da quanto tempo la squadra sapeva di questa scelta maturata dal suo DS?

Io lo sapevo da un tempo giusto, la dirigenza da qualche giorno. E sì, ha avuto la mia solenne benedizione.

Ci viene da pensare che se il Genoa si fosse salvato o comunque condotto un campionato diverso, forse Alberto non avrebbe mai lasciato Genova. Quali sono stati gli errori da cui avete imparato e non commetterete in futuro?

No, era ineluttabile

*schiocca le dita per poi guardare il giornalista con fare dispiaciuto*

Una stagione incredibile, risultati maturati in maniera kafkiana. Per paradosso non ho nulla da rimproverare a nessuno. Se non a me in quanto presidente e allenatore.

Proseguirà la politica del Genoa allenato da genoani oppure vi affiderete a qualcuno “esterno”?

Lei è un birbantello, ma caro il mio duca le do un indizio. Sarà un campione d’Europa.

Il gruppo si confermerà oppure ci sarà qualche cessione/prestito di lusso per qualcuno che vuole rimanere ad alti livelli e a cui magari la B non va giù?

Il gruppo non verrà smembrato. Certo ci saranno eventuali cambiamenti a seconda del nuovo allenatore, ma saranno fisiologici e non invasivi eventualmente. Ovvio che la filosofia sarà “prima l’uomo o la donna e poi il calciatore”.

De Donatis le ha già presentato la sua lista di pupilli che vorrebbe portare a Milano?

Lei è sempre più birbaccione

*sfiora il tortore alla sua destra*

Diciamo che vorrebbe arrivare alla Pinetina integro e non a metà.

Se dovesse dipingere Alberto come un personaggio Marvel, quale personaggio le ricorda?

Beh beh The Beast, un uomo colto che nelle occasioni adeguate sfodera una forza (morale nel nostro caso) animalesca.

Se dovesse associare questa stagione del Genoa ad un film, quale pellicola sceglierebbe?

Direi una serie tv, non un film, vista anche la serialità del campionato. Ai confini della realtà. Ricordo goal paradossali, come un autogol con Giardino che la rinvia sulla testa di Finotto e la palla va sotto l’incrocio, per dirne una.

Se il Genoa dovesse fallire la promozione in A in S5, continuerebbe in questo progetto Genoa oppure cercherebbe nuovi stimoli altrove?

Senta, vassallo, le domande retoriche le faccia a chi non è in grado di gestire un colloquio.

Ma i lettori sono curiosi!

Presidente, posi quel fermacarte, ma… Illustrissimo… Mi fa male!

*si lamenta in pieno stile Staffelli*

Non la picchierei mai con un fermacarte, rischierei di rovinarlo contro la sua testa di marmo. Ma potrei inculcare del sano giornalismo alla Brera o alla Carosio con il metodo T.

*Mette un fiocchetto al tortore*

Dopo essermi allontanato di qualche metro, le chiedo Presidentissimo; può già svelarci il nome del prossimo DS genoano?

*Nel mentre lucida il tortore*

Minnicelli sarà il DS. Su consiglio di Alberto.

Ah un ultima cosa! Diffido la prossima stagione chiunque personaggiucolo a dileggiare o gettare penose macumbe sul Genoa, anzi invito a rivolgersi a noi con l’appellativo di ‘voi sapete chi’ l’unico che può pronunciare la parola Genoa al di fuori dei tesserati è Alberto. Adesso se ne può andare che comincia la mia trasmissione preferita ‘Mille modi di tortorare‘.

Grazie mille del suo preziosissimo tempo. Sempre un onore.

E io ringrazio la mia pazienza molte volte vilipesa.

Le interviste impossibili – Giovanni Gallo

Ai microfoni di Devil Project quest’oggi Giovanni Gallo. Incomincia la sua carriera da allenatore all’Ascoli sfiorando un piazzamento playoff per poi approdare, dalla prossima stagione, sulla panchina dell’Empoli. Come calciatore ha militato nel Cesena, nella Lucchese e attualmente nel Genoa, ricevendo anche una chiamata azzurra. 

Buongiorno mister, partiamo subito con l’argomento clou dell’intervista: il suo passaggio, nella prossima stagione, alla guida dell’Empoli del presidente Arnone. Ci racconti un po’ come si è svolta la vicenda.

Il passaggio all’Empoli è stato abbastanza casuale, conosco il DS in “real life” e mi aveva proposto scherzando la panchina, poi una chiacchierata con Arnone mi ha convinto ad accettarla.

Il mister Roberto Casalati è riuscito a dominare il girone con numeri impressionanti: 34 vittorie, 152 gol fatti e punteggio record di 103 punti. Per la prossima stagione lei intende continuare nel solco da lui tracciato o ci dovremo aspettare rivoluzioni di modulo ed interpreti?

Roberto è un maestro, spero di riuscire a fare la metà di quello che ha fatto lui in C e, piccolo scoop per voi, sono scuola Casalati come allenatore. Quindi le tattiche saranno simili, tranne che per qualcosina; gli interpreti sicuramente cambieranno poiché in B ci vogliono altri giocatori ma questo è un discorso che non mi compete.

Parliamo ora della stagione appena conclusa; con l’Ascoli è arrivato appena fuori dalla zona playoff, cosa le è mancato secondo lei per raggiungere quel traguardo?

Con l’Ascoli siamo partiti a metà stagione ed eravamo dietro di tanti punti, quindi sono orgoglioso del risultato raggiunto dai ragazzi; in campionato ho affrontato una sola volta l’Empoli e ho preso una bella manita, lascio a voi le considerazioni.

Parliamo ora della sua carriera parallela da calciatore: purtroppo il Genoa, squadra che l’ha da poco acquistata, è retrocessa in serie B. Cosa non ha funzionato durante la stagione?

Al Genoa, secondo me, si è sofferto il passaggio da una piattaforma all’altra, e anche una buona dose di sfortuna ha fatto la sua parte.

Ha al suo attivo anche una convocazione in Nazionale maggiore, per le amichevoli Italia-Norvegia e San Marino-Italia. Come si è trovato all’interno del gruppo azzurro, e quali sono state le sue emozioni per la prima convocazione da parte del CT?

Per quanto riguarda la Nazionale, ho giocato uno spezzone di gara contro la Norvegia e gran parte della partita contro San Marino dove ho esordito da titolare e sono riuscito a fare due assist. Le emozioni sono state enormi poiché venivo da un lungo periodo di inattività e grazie ad alcune persone sono riuscito a raggiungere l’obiettivo. Lo spogliatoio azzurro è magnifico, essendo il nuovo arrivato sono stato bullizzato e ci sta pure. (ride, ndr)

Scendendo in B perderà la possibilità di essere nuovamente convocato, stando alle regole imposte dal CT De Donatis. Intende restare al Genoa o, se le arrivasse una congrua offerta da una squadra di A, chiederebbe la cessione per poter rimanere nel giro della nazionale?

No comment sui trasferimenti.

Domanda a bruciapelo: se potesse portare a Empoli un qualsiasi giocatore, anche di A, su chi ricadrebbe la sua scelta?

Se potessi portare un solo giocatore dalla A sicuramente sarebbe Federico Gallarato della Lazio, attaccante di razza pura. Grazie per l’intervista e il tempo concesso.

Grazie a lei e in bocca al lupo per la sua nuova avventura in panchina.


Articolo di Emilio Ivaldi

Post Partita Akragas-Novara

Buonasera lettori di Devil Project, siamo nel post partita di Akragas-Novara, match terminato 1-1. Prima di andare nella sala stampa analizziamo la partita: a giudicare dalle statistiche è sembrata una partita equilibrata. Il primo tempo si è concluso sullo 0-0, mentre a sbloccare la partita ci ha pensato, con il primo gol stagionale, Brancato, che ha approfittato di un errore della difesa piemontese. Novara che ha poi pareggiato grazie al sedicesimo gol di Antonino. Passiamo ora la parola ai due allenatori:

Giuseppe Di Caccamo (Novara)

G: Ciao Giuseppe e benvenuto nel post partita di Akragas-Novara. Parliamo della partita: è stata equilibrata e siete riusciti a pareggiarla al minuto 64. Sei soddisfatto del risultato del match?

DC: Abbastanza soddisfatto e sicuramente pronto a mettere paletti per la nuova stagione, speriamo di non avere novità spiacevoli e speriamo di ricominciare a giocare subito come abbiamo fatto per adesso.

G: Parlando dei marcatori ha segnato Antonino, che è arrivato a quota 16 gol. Credi che riuscirà ad arrivare a quota 20?

DC: Se non ci arriva lo vendo… mi deve far vincere la sfida con Fulco!

G: Dal punto di vista tecnico cosa è mancato nell’azione che ha portato al gol dell’Akragas?

DC: Ogni tanto la squadra si addormenta, ma sappiamo cosa dover migliorare.

G:Grazie mille per essere stato ai nostri microfoni

Luigi Funzio (Akragas)

G: Ciao Luigi, benvenuto nella conferenza stampa post partita di Akragas-Novara. Parliamo della partita che, a giudicare dalle statistiche, è stata molto equilibrata. Soddisfasto del risultato?

F: Si

G: Invece secondo te cosa non ha funzionato nel gol del pareggio del Novara?

F: La difesa era molto alta, han fatto un lancio lungo al centro -cosa che soffriamo molto- e han segnato. Se ricordo bene!

G: L’iniziale vantaggio lo ha segnato Brancato, al suo primo gol stagionale. Secondo te il ragazzo riuscirà a segnare di più?

F: Non credo sia il suo primo goal, ma sicuramente è molto forte e ha fatto molto per la squadra da quando ci son io, sia come assist che come prestazioni in generale. Se segna di più, tanto meglio per noi.

G: Grazie mille per essere stato ai nostri microfoni!

Post partita Novara – Spezia

Partita abbastanza equilibrata, ma che il Novara ha sempre avuto in pugno, tante azioni offensive dei piemontesi che trovano due gol con Tizzoni trovato solo in area di rigore e di Paolantonino con un gol ad incrociare. Partita che conferma la tranquilla salvezza del Novara e che inguaia sempre di più lo Spezia.

Intervista a Mister Di Caccamo:

1) Una buona prova dei tuoi ragazzi dopo il brutto pareggio contro il Livorno, come mai questi alti e bassi?
Nessun alto e basso, la squadra ha un ottimo rendimento ma ogni partita ha una storia a se e cerchiamo sempre di interpretarla al meglio
2) Nonostante siete già salvi da alcune giornate continuare a giocare bene e a fare punti, dove trovate le motivazioni?
La motivazione é semplice, dimostrare che Novara non é morto, anzi è pronto a distruggere chiunque gli si ponga contro
3) Per la prossima stagione avete già dei colpi in canna?
Fino a quando non avverrà l’acquisto della società, non posso rivelare nulla
4) Il vostro terzino Alessandro Calchi gioca sempre bene, ma come mai gioca poco o subentra sempre?
Come anche lui sa cerchiamo di far ruotare la formazione. Di solito entra direttamente a metà partita o come oggi parte titolare

Intervista a mister Di Gloria:


1) Una sconfitta che vi mette in brutte condizioni, ha intenzione di apportare grossi cambiamenti in vista del prossimo match?
Una sconfitta che ci lascia lì dove eravamo e non penso di apportare dei cambiamenti in vista del prossimo match,ormai ho intenzione di seguire un certo tipo di tattica anche se gli uomini che ho non me lo permettono al 100%
2) Come mai la situazione si è messa così male? Ci sono stati problemi societari?
La situazione è messa così male a causa di conseguenze di azioni fatte dalla società che ha preceduto l’attuale presidente Denis Coghi che da S5 avrà il suo anno 0 con lo spezia e son sicuro che saprà far rialzare subito la testa a questa squadra
3) Sente la sua panchina al sicuro?
La mia panchina non è mai stata messa in discussione se non proprio dal sottoscritto perché il presidente sa benissimo in che condizioni è la rosa ed è sempre stato consapevole che la serie c per questa squadra era molto più che una possibilità e per quel motivo mi ha chiesto semplicemente di seguire i ragazzi fino al termine della stagione
4) Ci può dare alcuni indizi di mercato?
Indizi di mercato per lo Spezia non posso darvene perché non so nulla del mercato della squadra

Ecco qui i dati della partita!






















Pagellone ignorante Livorno

Luciano: 6.9 Prende solo un gol, non ci crede nemmeno lui. Forse le parole crociate di Calchi fanno bene veramente a tutti
Salvo: 6.9 Salvo stranamente si salva, ed è una novità in casa Livorno. Peccato si sia svegliato quando ormai è già tutto compromesso.
Gallo: 7.0 Finalmente, dopo svariate partita dove sembrava Fazio si riscatta con una buona prestazione. Pare che il suo obiettivo sia raggiungere il livello di Gallo del Cagliari, un po’ come due galli che litigano per chi sia il capo del pollaio.
Nanni: 6,5. Le riprese per la pubblicità di Nonno Nanni lo hanno preso talmente tanto, che non ha nemmeno fatto in tempo a cambiarsi per giocare, nonostante la sua partita sottotono il Livorno ottiene un gran punto
Sorrentino: 6,7. Nel fuffa Sorrentino è un ottimo portiere, ma qui fa il terzino, non si sa per quale strano motivo, ma comunque gira meglio di tanti terzini di serie A fuffa. Gli occhi della tigre (motto del portiere) funzionano ovunque
Ricciardi: 7.2 Gioca una grande gara dopo diverse panchine. Proprio vero che il paragone con i più grandi giovani del futuro fa bene a tutti.
Pizziol: voto 6,9. Partita modesta, senza infamia e senza lode per il buon pizziol. L’impegno e il coraggio gli bastano per aiutare il Livorno in questo mirabolante pareggio contro il Novara
Callegaro: 6.6 In una partita dove quasi tutto il Livorno riesce a fare bene lui fa male. Peccato perché nelle altre partite ha sempre fatto bene. Mister Aloi decide di sostituirlo perché a furia di richiamarlo gli era venuto il mal di gola e non aveva più Ricola in tasca
Pagana: voto 7,3. Per chi ha visto inazuma eleven, lui è il jude Sharp di Livorno, inventa calcio che manco Zico nei tempi migliori, tanta classe e intelligenza calcistica portano il ragazzo ad essere protagonista di questo pareggio
Liguori: voto 6,6. Questa era la sfida più bella dell’intero progetto, Il vino di calchi e il liquore di liguori, chi avrà vinto? Nessuno, perché calchi entra sempre a partita in corso, e l’attaccante toscano esce prima che possa entrare calchi, dopo una partita abbastanza brutta.
Lamarca: 7.1 Partita buona la sua, condita addirittura con un gol. A Livorno viene paragonato a Balotelli ma con la testa a posto ed infatti i risultati si vedono; segna solo quando ha voglia di giocare.

Subentrati:

Pitoni: 6.5 Entra al posto di Liguori che non sapeva neanche di essere in campoe riesce a fare peggio. In campo non si vede minimamente, infatti sono già iniziate le ricerche di “Chi l’ha visto”
Pitorri: 6,9. Entra al posto di uno spentissimo callegaro per provare a mantenere il risultato, sfortunatamente gioca discretamente, ma porta talmente sfiga che i gatti neri hanno paura a passare dopo che è passato lui. QUA QUALCUNO PORTA SFIGA!
Harb: 6,7. Anche lui subentra, e fino al 71esimo (minuto dell’ingresso di Pitorri) va tutto bene, poi però la sfiga vince su tutto e tutti e lui come tutta la difesa lascia segnare Gimbo, attaccante che non segnava da ben 10 ore di calcio giocato.