Resoconto Serie B: tutti i numeri della stagione 4

La Serie B si è conclusa: Chievo e Avellino hanno conquistato la promozione attraverso il campionato, mentre il Benevento ha vinto i playoff a discapito del Frosinone, che come tutte le altre qualificate dovranno ritentare l’anno prossimo. Per la lotta retrocessione, alla fine le condannate alla Serie C sono Spezia, SPAL, Livorno e Salò: salva invece la Lucchese, nonostante sia dovuta passare dai playout. Qual è stato il racconto di questa competizione? Quali spunti ha dato? Ecco cosa i numeri hanno raccontato di questo campionato cadetto.

Statistiche Generali

Come evidenziato già in passato, il passaggio da FM17 a FM19 ha portato ad un gioco molto più offensivo. A testimonianza di ciò non solo le 1531 reti segnate nel campionato, che corrispondono ad una media di 70 goal a squadra, ma anche che tredici società superano tale media: sei di queste hanno superato quota 85 e Chievo e Avellino hanno superato quota 100. Qualcuno potrebbe obiettare che proprio i campani falsano la media, con le loro 121 reti, ma in realtà questo discorso non sussiste, visto che il peggior attacco della B, la SPAL, ha fatto solo 34 goal. Ferraresi che non sono però la peggior difesa: quel primato spetta al Salò privo di umani, con 115, seguito dallo Spezia a 114 ed anche il Livorno ha subito più reti con 105. La miglior difesa invece è quella del Vicenza, con 45 reti, seguita dai veronesi con 48. Vicentini che per altro sono il peggior attacco delle squadre qualificate ai playoff e l’unica a non essere andata sopra le 80 reti.

La pareggite ha colpito forte due società: Cittadella, classificata al decimo posto, ha fatto 14 pareggi, mentre addirittura l’Akragas, diciassettesimo, ne ha totalizzati 15. Pochi pareggi invece nelle zone di testa, anche se la squadra che ne ha fatti di meno è il Novara dodicesimo, con appena 6.

Come prevedibile, i capocannonieri del campionato sono delle due compagini oltre quota 100 goal: si trattano di Giorgio Belluscio ed Amina Ahmed, con quota 31. Il gioco vede Giorgio Belluscio davanti per motivi di media goal: infatti l’attaccante del Chievo ha segnato una rete ogni 83,94 minuti, mentre la giocatrice dell’Avellino ne ha fatta una ogni 100,35. L’assistman è Francesco Generale del Frosinone: dai suoi piedi sono partiti ben 16 goal dei compagni. Il Chievo ha anche il portiere con il minor numero di goal subiti, tra coloro che hanno giocato almeno 21 incontri: si tratta di Giovanni Piccirillo, appena 24 in 23 presenze e 10 reti inviolate. Media molto simile per il portiere del Vicenza, che le ha giocate tutte ed infatti ha il record di clean sheet: 13. Interessante come il Trapani sia riuscito ad alternare entrambi i portieri, facendoli entrare in questa classifica: Manuel Riva batte Manuel Conte 30 a 33.

Il maggior numero di falli appartiene ad una delle quattro neopromosse, il Foggia di Gabriele Marchi. Sono 631 gli interventi giudicati irregolari da parte dell’arbitro. I pugliesi però non sono la squadra né con il maggior numero di ammonizioni, né con quello delle espulsioni: il primo record spetta all’Ancona, con 117 cartellini gialli, mentre il secondo viene diviso tra Brescia, Livorno ed Entella, con 6. La miglior media di contrasti a partita è di Pietro Pane dei lombardi, con 4,12. Pane che è anche il giocatore più ammonito: ben 15 cartellini gialli. Seguono Daniele Fulco dell’Entella con 13 e Francesco Oliverio dell’Ancona con 12. Difficile capire chi sia il più espulso: tra i tanti a 2 troviamo Loris Farina dell’Entella, Nicholas Michelini ex-Livorno, Giorgio Priori della Roma e Roberto Martellucci del Brescia.

Il maratoneta delle partite è Edoardo Bonfanti del Vicenza: con 38 presenze ha percorso una media di 13,34 km a partita. In senso assoluto ha fatto di più Francensco Amendola del Frosinone: 501km in 41 partite. Sul podio dei km a partita anche Andrea De Fanti del Chievo con 13,17 Km percorsi. Il Ciociaro è anche autore del maggior numero di passaggi decisivi, 79. Dietro a lui Jonathan Ascia dell’Avellino (76) e Davide Russo del Cittadella (75). Il giocoliere è Michele Bàlor, con 2,25 dribbiling a partita. Anche in questa classifica tra i primi tre troviamo Francesco Generale con 2,21, mentre chiude Hasim Bajrami della Roma con 2,17, solo per una partita giocata in più del marchigiano Luca Radicchi.

Altre statistiche portieri: protagonista sia dei tiri bloccati che delle respinte è Gabriele Di Leo dello Spezia, rispettivamente 149 e 117. Nei tiri bloccati seguono Francesco Pappalardo dei vicentini(122) e Mattia Bianconi della SPAL(116), mentre Simone Stefani del Cittadella e Pier Geatano Fulco dell’Entella completano il podio delle respinte con 82 e 81.

Confronti con il girone d’andata

Se nel girone d’andata protagonista era stato il Chievo con 47 punti, nel girone di ritorno è l’altra promossa, l’Avellino, ad aver ottenuto i migliori risultati. Infatti, con 50 punti, si piazza in testa nella seconda metà del campionato. Bene anche il Parma, seconda squadra della seconda metà del campionato, con 43. Per entrambe si tratta di un miglioramento rispetto alla prima parte, con un +13 per i campani e un +10 per i crociati. Terza in questa classifica dei ritorni è il Chievo, che ha ottenuto 42 punti (-5 rispetto al girone d’andata).

Seguono Benevento con 41 (+3), Vicenza con 40 (-2) e Frosinone con 38 (-2). Se fosse solo per queste ultime 21 giornate, ai playoff andrebbero Cittadella e Roma. La squadra guidata da Giuseppe Gambardella ha totalizzato 35 punti, un miglioramento di 8 punti, mentre i giallorossi di Tommaso Molin 34, con una crescita di 3. Troviamo a seguire il Palermo, che ha ritrovato costanza ed è uscita dalle zone basse: 30 punti nella seconda metà, +8 rispetto all’andata. L’Entella e la Salernitana ringraziano l’ottimo girone d’andata per la conquista dei playoff: infatti i liguri hanno ottenuto 28 punti, con un calo di 14, mentre i campani 27, con un calo di 15. In mezzo a loro troviamo il Novara, sempre con 28 punti ed una crescita di 2.

Dietro a loro troviamo il Foggia con 27 (+3), l’Akragas con 26 (+7), il Trapani con 23 (-3) e l’Ancona con 23 (-4). Anche la SPAL ha conquistato 23 punti, ma purtroppo i soli 3 punti conquistati nelle prime 21 hanno penalizzato molto il campionato dei biancoazzurri. Male invece il Brescia, peggior calo tra andata e ritrono: se era riuscito ad ottenerne 37 nella prima metà, adesso sono solo 20, con un calo di 17 punti. Le ultime quattro sarebbero Livorno con 17(+5), Lucchese con 15(-6), Salò con 15(-8) e chiude lo Spezia con 10(-7).

Confonto casa-trasferta

Adesso vediamo il diverso rendimento che hanno avuto le società, a seconda che la partita si sia giocata in casa o in trasferta.

Classifica “In Casa” della Serie B. Nelle posizioni di testa troviamo Chievo, Benevento e Vicenza. Ultima la Lucchese
Classifica “In trasferta” del campionato cadetto. Nonostante siano terzi, i clivensi hanno 13 punti in meno. Davanti loro Avellino e Cittadella. Nelle ultime quattro posizioni le quattro retrocesse

Le due prime classificate hanno mostrato rendimenti opposti: se il Chievo è stato molto più sugli scudi in casa, l’Avellino ha preferito un atteggiamento più corsaro, andando ad espugnare più stadi possibili. Simile al Chievo abbiamo il Benevento: la terza promossa si piazza seconda nella classifica dei match in casa. Il Cittadella invece avrà qualcosa da rivedere il prossimo anno sull’atteggiamento casalingo: infatti, se si piazza seconda nella classifica “in trasferta”, se si considerasse l’altra classifica si troverebbe a giocare i playout. Discorso a parti inverse per l’Entella: probabilmente un piazzamento migliore è sfuggito proprio a causa di una squadra poco lucida lontana da Chiavari. In generale, le squadre hanno fatto meglio in casa che in trasferta: sono poche le compagini che hanno fatto meglio il contrario. Oltre ad Avellino e Cittadella, abbiamo solo la Lucchese che ha fatto più punti lontano dal proprio stadio. Rendimenti invece molto simili per la Salernitana: uno solo è il punto di differenza.

Genoa: Di Stefano fa il punto della situazione

La statua in pietra del grifone si erge possente sopra Villa Rostan, sede del Genoa CFC. Un cartello appeso al cancello cita “Se siete guardoni, andate via. Se credete di essere utili alla causa, andate via lo stesso. Nessuno è al di sopra del Presidentissimo.”

Busso il campanello, mi aspetto che ad accogliermi sia una segretaria o una stagista.

“Che vòi?” gracchia il citofono.

“Salve, sono l’inviato di Progetto X, per l’intervista al Presidentissimo”.

“Daje, entra e sbrigate che c’ho da dà retta al tortore”.

Con passo svelto percorro il viale, arrivo alla porta socchiusa. La spingo leggermente e trovo Paolo Di Stefano sul divano, con una bottiglia di Macallan “M” del 1940.

Si segga e facciamo in fretta, che già nun ve sopporto.

Partiamo subito con l’intervista. Iniziamo da una delle recenti notizie, ovvero l’addio di ADD alla causa genoana. Quali sono le doti che mancheranno al Genoa, di Alberto?

Beh, la sua sapienza, la sua cultura e bravura nel suo compito. L’ amicizia, quella no. Quella rimane imperitura.

Se dovesse parlare dell’apporto di Alberto al Genoa in percentuali, come lo quantificherebbe?

Non amo far percentuali di merito possodire che ha dato il 101%. Imparato e trasmesso tanto. A me e anche agli altri.

Da quanto tempo la squadra sapeva di questa scelta maturata dal suo DS?

Io lo sapevo da un tempo giusto, la dirigenza da qualche giorno. E sì, ha avuto la mia solenne benedizione.

Ci viene da pensare che se il Genoa si fosse salvato o comunque condotto un campionato diverso, forse Alberto non avrebbe mai lasciato Genova. Quali sono stati gli errori da cui avete imparato e non commetterete in futuro?

No, era ineluttabile

*schiocca le dita per poi guardare il giornalista con fare dispiaciuto*

Una stagione incredibile, risultati maturati in maniera kafkiana. Per paradosso non ho nulla da rimproverare a nessuno. Se non a me in quanto presidente e allenatore.

Proseguirà la politica del Genoa allenato da genoani oppure vi affiderete a qualcuno “esterno”?

Lei è un birbantello, ma caro il mio duca le do un indizio. Sarà un campione d’Europa.

Il gruppo si confermerà oppure ci sarà qualche cessione/prestito di lusso per qualcuno che vuole rimanere ad alti livelli e a cui magari la B non va giù?

Il gruppo non verrà smembrato. Certo ci saranno eventuali cambiamenti a seconda del nuovo allenatore, ma saranno fisiologici e non invasivi eventualmente. Ovvio che la filosofia sarà “prima l’uomo o la donna e poi il calciatore”.

De Donatis le ha già presentato la sua lista di pupilli che vorrebbe portare a Milano?

Lei è sempre più birbaccione

*sfiora il tortore alla sua destra*

Diciamo che vorrebbe arrivare alla Pinetina integro e non a metà.

Se dovesse dipingere Alberto come un personaggio Marvel, quale personaggio le ricorda?

Beh beh The Beast, un uomo colto che nelle occasioni adeguate sfodera una forza (morale nel nostro caso) animalesca.

Se dovesse associare questa stagione del Genoa ad un film, quale pellicola sceglierebbe?

Direi una serie tv, non un film, vista anche la serialità del campionato. Ai confini della realtà. Ricordo goal paradossali, come un autogol con Giardino che la rinvia sulla testa di Finotto e la palla va sotto l’incrocio, per dirne una.

Se il Genoa dovesse fallire la promozione in A in S5, continuerebbe in questo progetto Genoa oppure cercherebbe nuovi stimoli altrove?

Senta, vassallo, le domande retoriche le faccia a chi non è in grado di gestire un colloquio.

Ma i lettori sono curiosi!

Presidente, posi quel fermacarte, ma… Illustrissimo… Mi fa male!

*si lamenta in pieno stile Staffelli*

Non la picchierei mai con un fermacarte, rischierei di rovinarlo contro la sua testa di marmo. Ma potrei inculcare del sano giornalismo alla Brera o alla Carosio con il metodo T.

*Mette un fiocchetto al tortore*

Dopo essermi allontanato di qualche metro, le chiedo Presidentissimo; può già svelarci il nome del prossimo DS genoano?

*Nel mentre lucida il tortore*

Minnicelli sarà il DS. Su consiglio di Alberto.

Ah un ultima cosa! Diffido la prossima stagione chiunque personaggiucolo a dileggiare o gettare penose macumbe sul Genoa, anzi invito a rivolgersi a noi con l’appellativo di ‘voi sapete chi’ l’unico che può pronunciare la parola Genoa al di fuori dei tesserati è Alberto. Adesso se ne può andare che comincia la mia trasmissione preferita ‘Mille modi di tortorare‘.

Grazie mille del suo preziosissimo tempo. Sempre un onore.

E io ringrazio la mia pazienza molte volte vilipesa.

Le interviste impossibili – Giovanni Gallo

Ai microfoni di Devil Project quest’oggi Giovanni Gallo. Incomincia la sua carriera da allenatore all’Ascoli sfiorando un piazzamento playoff per poi approdare, dalla prossima stagione, sulla panchina dell’Empoli. Come calciatore ha militato nel Cesena, nella Lucchese e attualmente nel Genoa, ricevendo anche una chiamata azzurra. 

Buongiorno mister, partiamo subito con l’argomento clou dell’intervista: il suo passaggio, nella prossima stagione, alla guida dell’Empoli del presidente Arnone. Ci racconti un po’ come si è svolta la vicenda.

Il passaggio all’Empoli è stato abbastanza casuale, conosco il DS in “real life” e mi aveva proposto scherzando la panchina, poi una chiacchierata con Arnone mi ha convinto ad accettarla.

Il mister Roberto Casalati è riuscito a dominare il girone con numeri impressionanti: 34 vittorie, 152 gol fatti e punteggio record di 103 punti. Per la prossima stagione lei intende continuare nel solco da lui tracciato o ci dovremo aspettare rivoluzioni di modulo ed interpreti?

Roberto è un maestro, spero di riuscire a fare la metà di quello che ha fatto lui in C e, piccolo scoop per voi, sono scuola Casalati come allenatore. Quindi le tattiche saranno simili, tranne che per qualcosina; gli interpreti sicuramente cambieranno poiché in B ci vogliono altri giocatori ma questo è un discorso che non mi compete.

Parliamo ora della stagione appena conclusa; con l’Ascoli è arrivato appena fuori dalla zona playoff, cosa le è mancato secondo lei per raggiungere quel traguardo?

Con l’Ascoli siamo partiti a metà stagione ed eravamo dietro di tanti punti, quindi sono orgoglioso del risultato raggiunto dai ragazzi; in campionato ho affrontato una sola volta l’Empoli e ho preso una bella manita, lascio a voi le considerazioni.

Parliamo ora della sua carriera parallela da calciatore: purtroppo il Genoa, squadra che l’ha da poco acquistata, è retrocessa in serie B. Cosa non ha funzionato durante la stagione?

Al Genoa, secondo me, si è sofferto il passaggio da una piattaforma all’altra, e anche una buona dose di sfortuna ha fatto la sua parte.

Ha al suo attivo anche una convocazione in Nazionale maggiore, per le amichevoli Italia-Norvegia e San Marino-Italia. Come si è trovato all’interno del gruppo azzurro, e quali sono state le sue emozioni per la prima convocazione da parte del CT?

Per quanto riguarda la Nazionale, ho giocato uno spezzone di gara contro la Norvegia e gran parte della partita contro San Marino dove ho esordito da titolare e sono riuscito a fare due assist. Le emozioni sono state enormi poiché venivo da un lungo periodo di inattività e grazie ad alcune persone sono riuscito a raggiungere l’obiettivo. Lo spogliatoio azzurro è magnifico, essendo il nuovo arrivato sono stato bullizzato e ci sta pure. (ride, ndr)

Scendendo in B perderà la possibilità di essere nuovamente convocato, stando alle regole imposte dal CT De Donatis. Intende restare al Genoa o, se le arrivasse una congrua offerta da una squadra di A, chiederebbe la cessione per poter rimanere nel giro della nazionale?

No comment sui trasferimenti.

Domanda a bruciapelo: se potesse portare a Empoli un qualsiasi giocatore, anche di A, su chi ricadrebbe la sua scelta?

Se potessi portare un solo giocatore dalla A sicuramente sarebbe Federico Gallarato della Lazio, attaccante di razza pura. Grazie per l’intervista e il tempo concesso.

Grazie a lei e in bocca al lupo per la sua nuova avventura in panchina.


Articolo di Emilio Ivaldi

Post Partita Akragas-Novara

Buonasera lettori di Devil Project, siamo nel post partita di Akragas-Novara, match terminato 1-1. Prima di andare nella sala stampa analizziamo la partita: a giudicare dalle statistiche è sembrata una partita equilibrata. Il primo tempo si è concluso sullo 0-0, mentre a sbloccare la partita ci ha pensato, con il primo gol stagionale, Brancato, che ha approfittato di un errore della difesa piemontese. Novara che ha poi pareggiato grazie al sedicesimo gol di Antonino. Passiamo ora la parola ai due allenatori:

Giuseppe Di Caccamo (Novara)

G: Ciao Giuseppe e benvenuto nel post partita di Akragas-Novara. Parliamo della partita: è stata equilibrata e siete riusciti a pareggiarla al minuto 64. Sei soddisfatto del risultato del match?

DC: Abbastanza soddisfatto e sicuramente pronto a mettere paletti per la nuova stagione, speriamo di non avere novità spiacevoli e speriamo di ricominciare a giocare subito come abbiamo fatto per adesso.

G: Parlando dei marcatori ha segnato Antonino, che è arrivato a quota 16 gol. Credi che riuscirà ad arrivare a quota 20?

DC: Se non ci arriva lo vendo… mi deve far vincere la sfida con Fulco!

G: Dal punto di vista tecnico cosa è mancato nell’azione che ha portato al gol dell’Akragas?

DC: Ogni tanto la squadra si addormenta, ma sappiamo cosa dover migliorare.

G:Grazie mille per essere stato ai nostri microfoni

Luigi Funzio (Akragas)

G: Ciao Luigi, benvenuto nella conferenza stampa post partita di Akragas-Novara. Parliamo della partita che, a giudicare dalle statistiche, è stata molto equilibrata. Soddisfasto del risultato?

F: Si

G: Invece secondo te cosa non ha funzionato nel gol del pareggio del Novara?

F: La difesa era molto alta, han fatto un lancio lungo al centro -cosa che soffriamo molto- e han segnato. Se ricordo bene!

G: L’iniziale vantaggio lo ha segnato Brancato, al suo primo gol stagionale. Secondo te il ragazzo riuscirà a segnare di più?

F: Non credo sia il suo primo goal, ma sicuramente è molto forte e ha fatto molto per la squadra da quando ci son io, sia come assist che come prestazioni in generale. Se segna di più, tanto meglio per noi.

G: Grazie mille per essere stato ai nostri microfoni!

Post partita Novara – Spezia

Partita abbastanza equilibrata, ma che il Novara ha sempre avuto in pugno, tante azioni offensive dei piemontesi che trovano due gol con Tizzoni trovato solo in area di rigore e di Paolantonino con un gol ad incrociare. Partita che conferma la tranquilla salvezza del Novara e che inguaia sempre di più lo Spezia.

Intervista a Mister Di Caccamo:

1) Una buona prova dei tuoi ragazzi dopo il brutto pareggio contro il Livorno, come mai questi alti e bassi?
Nessun alto e basso, la squadra ha un ottimo rendimento ma ogni partita ha una storia a se e cerchiamo sempre di interpretarla al meglio
2) Nonostante siete già salvi da alcune giornate continuare a giocare bene e a fare punti, dove trovate le motivazioni?
La motivazione é semplice, dimostrare che Novara non é morto, anzi è pronto a distruggere chiunque gli si ponga contro
3) Per la prossima stagione avete già dei colpi in canna?
Fino a quando non avverrà l’acquisto della società, non posso rivelare nulla
4) Il vostro terzino Alessandro Calchi gioca sempre bene, ma come mai gioca poco o subentra sempre?
Come anche lui sa cerchiamo di far ruotare la formazione. Di solito entra direttamente a metà partita o come oggi parte titolare

Intervista a mister Di Gloria:


1) Una sconfitta che vi mette in brutte condizioni, ha intenzione di apportare grossi cambiamenti in vista del prossimo match?
Una sconfitta che ci lascia lì dove eravamo e non penso di apportare dei cambiamenti in vista del prossimo match,ormai ho intenzione di seguire un certo tipo di tattica anche se gli uomini che ho non me lo permettono al 100%
2) Come mai la situazione si è messa così male? Ci sono stati problemi societari?
La situazione è messa così male a causa di conseguenze di azioni fatte dalla società che ha preceduto l’attuale presidente Denis Coghi che da S5 avrà il suo anno 0 con lo spezia e son sicuro che saprà far rialzare subito la testa a questa squadra
3) Sente la sua panchina al sicuro?
La mia panchina non è mai stata messa in discussione se non proprio dal sottoscritto perché il presidente sa benissimo in che condizioni è la rosa ed è sempre stato consapevole che la serie c per questa squadra era molto più che una possibilità e per quel motivo mi ha chiesto semplicemente di seguire i ragazzi fino al termine della stagione
4) Ci può dare alcuni indizi di mercato?
Indizi di mercato per lo Spezia non posso darvene perché non so nulla del mercato della squadra

Ecco qui i dati della partita!






















Pagellone ignorante Livorno

Luciano: 6.9 Prende solo un gol, non ci crede nemmeno lui. Forse le parole crociate di Calchi fanno bene veramente a tutti
Salvo: 6.9 Salvo stranamente si salva, ed è una novità in casa Livorno. Peccato si sia svegliato quando ormai è già tutto compromesso.
Gallo: 7.0 Finalmente, dopo svariate partita dove sembrava Fazio si riscatta con una buona prestazione. Pare che il suo obiettivo sia raggiungere il livello di Gallo del Cagliari, un po’ come due galli che litigano per chi sia il capo del pollaio.
Nanni: 6,5. Le riprese per la pubblicità di Nonno Nanni lo hanno preso talmente tanto, che non ha nemmeno fatto in tempo a cambiarsi per giocare, nonostante la sua partita sottotono il Livorno ottiene un gran punto
Sorrentino: 6,7. Nel fuffa Sorrentino è un ottimo portiere, ma qui fa il terzino, non si sa per quale strano motivo, ma comunque gira meglio di tanti terzini di serie A fuffa. Gli occhi della tigre (motto del portiere) funzionano ovunque
Ricciardi: 7.2 Gioca una grande gara dopo diverse panchine. Proprio vero che il paragone con i più grandi giovani del futuro fa bene a tutti.
Pizziol: voto 6,9. Partita modesta, senza infamia e senza lode per il buon pizziol. L’impegno e il coraggio gli bastano per aiutare il Livorno in questo mirabolante pareggio contro il Novara
Callegaro: 6.6 In una partita dove quasi tutto il Livorno riesce a fare bene lui fa male. Peccato perché nelle altre partite ha sempre fatto bene. Mister Aloi decide di sostituirlo perché a furia di richiamarlo gli era venuto il mal di gola e non aveva più Ricola in tasca
Pagana: voto 7,3. Per chi ha visto inazuma eleven, lui è il jude Sharp di Livorno, inventa calcio che manco Zico nei tempi migliori, tanta classe e intelligenza calcistica portano il ragazzo ad essere protagonista di questo pareggio
Liguori: voto 6,6. Questa era la sfida più bella dell’intero progetto, Il vino di calchi e il liquore di liguori, chi avrà vinto? Nessuno, perché calchi entra sempre a partita in corso, e l’attaccante toscano esce prima che possa entrare calchi, dopo una partita abbastanza brutta.
Lamarca: 7.1 Partita buona la sua, condita addirittura con un gol. A Livorno viene paragonato a Balotelli ma con la testa a posto ed infatti i risultati si vedono; segna solo quando ha voglia di giocare.

Subentrati:

Pitoni: 6.5 Entra al posto di Liguori che non sapeva neanche di essere in campoe riesce a fare peggio. In campo non si vede minimamente, infatti sono già iniziate le ricerche di “Chi l’ha visto”
Pitorri: 6,9. Entra al posto di uno spentissimo callegaro per provare a mantenere il risultato, sfortunatamente gioca discretamente, ma porta talmente sfiga che i gatti neri hanno paura a passare dopo che è passato lui. QUA QUALCUNO PORTA SFIGA!
Harb: 6,7. Anche lui subentra, e fino al 71esimo (minuto dell’ingresso di Pitorri) va tutto bene, poi però la sfiga vince su tutto e tutti e lui come tutta la difesa lascia segnare Gimbo, attaccante che non segnava da ben 10 ore di calcio giocato.

Le interviste impossibili – Raoul Guzzi

Quest’oggi intervistiamo Raoul Guzzi, giocatore del Frosinone e mister del Campobasso.

Buonasera mister Guzzi, grazie del tempo che ci dedica per questa breve intervista. Da quanto tempo fa parte di Progetto FM?

Ho conosciuto il progetto attraverso un amico e sono attualmente alla mia seconda stagione, prima ero alla Casertana e poi sono stato acquistato dal Frosinone.

Oltre ad essere calciatore si sta cimentando con la carriera da allenatore; come sta andando la sua esperienza sulla panchina del Campobasso?

Molto bene direi, sia a livello di risultati che a livello di gruppo. Abbiamo un gruppo di persone fantastiche, sia i dirigenti che i giocatori. Avendo questi fattori si hanno anche i risultati.

Se le arrivasse un’offerta da una squadra di B o addirittura di A, si sentirebbe già pronto per il salto di categoria?

In A forse non ancora ma in B si, anche perché sono già stato sondato per una panchina in B.

Il Cagliari ha vinto il suo girone e verrà promosso in serie B, lei crede che riuscirà a raggiungere una salvezza tranquilla il prossimo anno? 

Secondo me possono salvarsi e lo spero con tutto il cuore dato che sono in parte sardo e tifo anche Cagliari nel fuffa. Gli auguro ogni bene, quindi.

Parliamo un po’ della sua attività da calciatore. Attualmente si sta giocando la serie A con il Frosinone di mister Antonucci, come si trova in quell’ambiente?

Mi trovo molto bene, sia con i membri della dirigenza che con lo staff che con i compagni. Siamo un gruppo molto unito ed è anche così che si spiegano i risultati.

Se potesse prendere un giocatore del Frosinone e portarlo al Campobasso per l’anno prossimo, su chi ricadrebbe la sua scelta?

Diciamo che prenderei Amendola, dato che è molto forte e si adatta perfettamente alle caratteristiche del mio gioco.

In futuro ha intenzione di ricoprire altri ruoli all’interno del progetto o si ritiene già soddisfatto così?

Sì, mi piacerebbe anche diventare presidente, ma più in là e non ora di certo.

Sogno nel cassetto da calciatore e da allenatore?

Da calciatore arrivare innanzitutto in serie A con il Frosinone e poi raggiungere la salvezza ed in futuro anche la Champions.
Come allenatore vorrei la stessa cosa.

La ringrazio e le auguro un buon proseguo di carriera sia in campo che in panchina.

Articolo di Emilio Ivaldi.

Conferenza post-partita Livorno: mister Aloi

Siamo qui con Alfredo Aloi, mister, da qualche settimana, di un Livorno sempre più sull’orlo del baratro: la serie C sembra ormai ad un passo.

D: Buonasera mister, oggi per voi una sconfitta amara, cos’è successo?
A: Abbiamo affrontato un avversario davvero tosto come la Salernitana, che lotta per i play-off, in casa loro e abbiamo, come da pronostico, perso. Il risultato però non mi soddisfa per niente, un 4 a 0 che è forse un po’ bugiardo: la sconfitta ci stava, ma senza uno scarto così ampio. Sicuramente meritavamo di segnare almeno un goal.

D: La corsa verso la salvezza si complica non poco: hai idee per risollevare la squadra?
A: Le probabilità di salvezza della squadra tendono sempre di più ad avvicinarsi allo 0 e lo spettro della Serie C inizia ad aleggiare nell’aria. Ovviamente il morale non è alle stelle e la cosa migliore da fare adesso è scendere in campo e divertirsi, senza pressioni, giocando ed essendo consapevoli che, ormai, non c’è praticamente più nulla da perdere.

D: Chi sono i giocatori più importanti nel tuo progetto?
A: La mia filosofia non prevede che ci siano giocatori con più importanza degli altri. Certo, ovviamente ci sono alcuni giocatori che possono essere più decisivi e che hanno una marcia in più, ad esempio Pitoni che ha segnato 16 goal in stagione, ma tutti possono dare una mano e dire la propria a questi livelli.

D: Grazie mister, ti lasciamo tornare negli spogliatoi.
A: Grazie a voi!

Articolo di Davyd Andryiesh

Conferenza post-partita Novara: mister Di Caccamo

Giornalista: “Buonasera mister, come ha visto la sua squadra oggi?”
Giuseppe: “La squadra era in formissima, avevamo bisogno di respirare, tornare in forma e da questo punto di vista la nazionale ci ha permesso di affinare le nostre tecniche ed arrivare al meglio per questa partita.”

Giornalista: “Ha effettuato cambiamenti tattici questa sera o schemi particolari per fermare la corazzata Vicenza?”
Giuseppe: “La tattica é sempre la stessa, abbiamo solo cambiato qualche giocatore a causa di alcune stanchezze date da amichevoli giocate nel turno di riposo.”

Giornalista: “Pensa che le precedenti sconfitte siano dovute ai problemi societari riscontrati?”
Giuseppe: “No, nessun problema relativo alla vecchia società, anzi vi é già pronta una nuova cordata!”

Giornalista: “Avete un obiettivo in particolare per questo finale di campionato?”
Giuseppe: “L’obiettivo è solo quello di andare avanti, partita per partita, e riuscire a vincere qualche altra grande sfida!”

Giornalista: “Grazie per la disponibilità e buona festa!”

Articolo di Raoul Guzzi

Luigi Frunzio, eroe dei due mondi: la lotta per la promozione a Cagliari, per la salvezza con l’Akragas

Promozione e salvezza, allo stesso tempo e da allenatore di due differenti squadre. No, non siamo in un videogioco (o forse sì, essendo FM), ma l’allenatore è in carne ed ossa: Luigi Frunzio sta riuscendo in una vera e propria impresa. Affascinati dal suo Cagliari che sta facendo furore in serie C/C, approfittando della mancanza di unicità di ruolo nelle serie minori la dirigenza dell’Akragas gli ha chiesto di portare a termine una complicata missione: portare i siciliani alla salvezza in serie B. E Frunzio non ha sentito il peso del ruolo, mettendo lo sgambetto a due nobili della categoria come Brescia e Virtus Entella. “Col Cagliari abbiamo solo sfruttato le occasioni che ci sono capitate e la Lupa Roma, nostra bestia nera (entrambe le partite perse con loro) è ancora in lizza per il primo posto: il girone C di C è più aperto che mai. Sul perché ho accettato l’Akragas – ci dice Frunzio – la risposta è semplice: mi sono messo in gioco perché me lo hanno chiesto (ride, NDR)”. Gestire due differenti squadre di due diverse categorie potrebbe creare dei problemi, ma Frunzio ha la risposta pronta: “Le prospettive a livello mentali non cambiano: con entrambe le squadre lottiamo per raggiungere l’obiettivo predefinito. Sono fortunato che sia con il Cagliari – squadra di nuovi giocatori molto promettenti e attivi-, che con l’Akragas – squadra di giocatori veramente forti che meritavano molto di più quest’anno per le loro caratteristiche – ho una rosa competitiva che mi lascia poter giostrare tra vari sistemi di gioco in maniera molto tranquilla. Con il Cagliari abbiamo iniziato ad inizio stagione per cui conoscono benissimo le formazioni e hanno molto affiatamento, con l’Akragas stiamo ancora sperimentando un po’, ma le cose sembrano andar bene. L’approccio tattico, nei limiti del gioco, è abbastanza diverso sia come formazione che come modi, anche perché i giocatori non sono gli stessi e bisogna adattarsi. Sicuramente il fatto che non si ha possibilità di interagire nelle partite in corso di C è una bella differenza, ma alla fine puntiamo sempre a far punti e a vincere, quindi non cambia molto sotto l’aspetto di pre partita. Gestire due squadre può sembrare complicato, ma se riesci a suddividere bene gli impegni il doppio lavoro riesce bene. Lavorando bene in queste ultime partite saranno raggiungibili entrambi gli obiettivi, sia la promozione dalla C che la salvezza in B”. E per il futuro, cosa aspetta Frunzio? Sarà difficile scegliere solo uno dei due gruppi che ha allenato in stagione: “Purtroppo non è possibile andar con entrambe. Per adesso gli accordi con entrambe le società prevedono che continuerò ad allenare il Cagliari: se però per motivi mistici non potrò più allenare il Cagliari certamente mi farà piacere continuare ad allenare l’Akragas”.