IlCarro intervista Lorenzo Savini

Lorenzo Savini, benvenuto. Ci parli di lei nel Progetto e al di fuori di esso.
Allora, innanzitutto un caloroso benvenuto a tutti i lettori che hanno deciso di perdere tempo leggendo le mie dichiarazioni. All’interno del Progetto sono un centrocampista dell’Avellino. Altri ruoli, al momento, non ne ho.
Al di fuori del Progetto sono uno studente universitario che vive tra Rimini, città dove risiede la mia famiglia, e Forlì, città dove studio.

Prima di parlare dell’Avellino, è noto che ultimamente è stato piuttosto vicino agli admin dando loro una mano nell’organizzazione di Progetto Gaming, non solo per quanto riguarda FM. Vuoi parlarci di questa esperienza e magari far capire ai lettori il grande dietro alle quinte di PG?
Sì, sicuramente i più attivi e i più presenti si saranno accorti che non sono un utente “nullafacente”. Da qualche mese a questa parte è nata una grande amicizia soprattutto con Alessandro, con il quale ho un gran bel rapporto. Naturalmente vado d’amore e d’accordo con tutti gli admin, ma sento quotidianamente Alessandro per i più svariati motivi, ed è per questo che ci fidiamo l’uno dell’altro (almeno dal mio punto di vista).
Comunque, mi sono accorto di una cosa “lavorando” dietro le quinte e dando una mano: Progetto Gaming ha un enorme potenziale, sotto tutti i punti di vista. L’entrata della società Crema all’interno di Progetto Football Manager è solo l’inizio di ciò che accadrà. Bisogna continuare a crederci e lavorarci tutti i giorni, perché Progetto Gaming si può togliere tante soddisfazioni. Forse è proprio questo il miglior pregio di Alessandro: la costanza.

Un suo pensierò più sviluppato sull’ingresso del Crema Calcio?
È un grandissimo passo in avanti per Progetto Gaming. A mio parere entrare anche nel mondo del calcio reale o fuffa che dir si voglia è un ottimo modo per farsi conoscere. Chissà, magari un giorno potrò dire “ho giocato con Javier Zanetti”…
A parte gli scherzi, ora bisogna saper gestire bene tutto il gruppo, ancora di più di come non si sia già fatto: bisogna far cogliere a tutti l’importanza di quanto accaduto e al tempo stesso non tralasciare gli altri 2300 utenti che ci sono. È un lavoro molto difficile, ma a farlo ci sono delle persone in gamba, quindi sono molto fiducioso.
Detto ciò, forza Crema!

All’Avellino invece come sta andando?
Molto bene. Ad essere sinceri all’inizio ero parecchio titubante: aspettai molto prima di ascoltare l’offerta del DS Damiano Mattia, insieme ad uno degli ex presidenti Nicolò Baiardi. Proprio per questo motivo scelsi di inserire una clausola all’interno del mio contratto, di modo tale che un club fosse libero di pagare quella cifra e comprarmi senza problemi.
Inizialmente anche in-game la situazione non era rosea: la squadra era un tantino altalenante, sbagliavamo partite molto semplici. Ultimamente però abbiamo iniziato a vincere tanto e giocare bene, con conseguente miglior attacco del campionato e quarto posto a -4 punti dal Vicenza capolista. L’obiettivo è sicuramente quello di centrare la promozione diretta, ma le avversarie sono molto forti. Staremo a vedere.

Per quale motivo ha deciso di lasciare il Milan per andare comunque in Serie B?
Inizialmente, dopo lo scandalo Serveropoli avevo intenzione di rimanere. Ci sono stati alcuni fatti, che non starò qui a citare, che mi hanno fatto cambiare idea e chiedere la cessione all’allora DS Bicocchi. Le uniche due squadre interessate erano Inter e Avellino, ma la prima non formulò mai ufficialmente un’offerta. Ecco quindi come sono arrivato all’Avellino.

Ci parli dell’atmosfera dello spogliatoio dell’Avellino. Ci sono dei leader o qualcuno che tira le fila in particolare?
Diciamo che, essendo uno dei membri più attivi nel Progetto e aiutando anche gli admin quando necessario, sono diventato per tutti un punto di riferimento. Anche il mio mister e il mio DS ogni tanto mi chiedono qualcosa, ma l’atmosfera è molto bella… si ride, si scherza insieme. Come in molti spogliatoi c’è chi è più presente e chi meno, ma siamo tutti in armonia, uniti per centrare la promozione. Una menzione in particolare la vorrei fare per Damiano Mattia: sta svolgendo il ruolo di direttore sportivo in maniera impeccabile, fa i salti mortali per tenere attivo tutto il gruppo (finora in questa stagione non abbiamo avuto malus inattività se non per un giocatore che ha abbandonato il Progetto). Quindi vorrei fargli i miei più sentiti complimenti, perché dal mio punto di vista, sta svolgendo un ottimo lavoro.

E Scarpati, invece, che tipo di allenatore è? Alcuni dicono sottovalutato.
Mi metto in prima fila ad urlarlo: Scarpati secondo me è uno degli allenatori più sottovalutati all’interno del Progetto. Mette grande voglia, prepara ogni gara al meglio. È anche un ragazzo molto simpatico, si sta bene con lui. È proprio il prototipo di allenatore che secondo me si dovrebbe sedere sulla panchina di ogni squadra di questo GDR.

Alla luce delle belle parole spese finora, se non dovesse essere Serie A a fine stagione, resterebbe ad Avellino?
Tutti vogliono che io rimanga, ma non ne sono così sicuro. Ho due clausole diverse, in base alla categoria nella quale l’Avellino giocherà la prossima stagione. Penso che faremo fede alle clausole per vendermi, perché sono dei prezzi ragionati e giusti per il mio cartellino.
Traendo le somme, non penso di rimanere ad Avellino se non dovessimo salire in A. Ma manca ancora qualche mese, quindi staremo a vedere cosa accadrà.
Tengo a precisare che adesso, il primo obiettivo, è arrivare in Serie A. Al mercato ci si penserà a tempo debito.

Lei stesso ha ricordato la sua forte presenza all’interno del Progetto. Ma è vero che sta pensando di cimentarsi anche come allenatore, magari a partire dalla prossima stagione?
Si, è proprio così. Ho organizzato e partecipato al Fantasy PG, dove sono arrivato agli ottavi e ho perso contro un grandissimo allenatore come Fabrizio Lopresto. Al torneo di FM Milano ho fatto una figuraccia, ma lasciamo perdere. Voglio mettermi in gioco, soprattutto nella gestione dello spogliatoio: voglio essere protagonista di Progetto Football Manager, in tutti i suoi aspetti.

E da dove le piacerebbe partire?
Domanda molto interessante. Sicuramente la Serie C sarà la mia ultima scelta. Non perché sia meno attraente o meno competitiva, ma perché vorrei allenare in tempo reale la mia squadra. Quindi sceglierei la Serie A perché ho notato che la Serie B è molto più competitiva: non c’è un divario tecnico enorme tra le squadre di B nelle prime 15 posizioni, ogni gara è sofferta. In Serie A invece non è proprio così secondo me. Mi proposi come allenatore del Drink Team per la prossima stagione, quando Trojer diede le dimissioni. Filippo non mi scartò a priori: sarebbe una bella sfida con la quale iniziare.

E questa Serie B così competitiva secondo lei chi la vince?
Chi la vince non saprei dirlo, ma so dire che Chievo e (spero) Avellino saranno le due squadre che otterranno la promozione diretta. Per i play-off vedo bene il Frosinone o il Benevento: Frattoni è un grande allenatore, si toglierà delle soddisfazioni.

Tornando a Progetto Gaming in tutte le sue sfaccettature, ci può svelare qualche anticipazione su qualche novità che arriverà da qui a breve?
Il canale Twitch di Progetto Gaming sta crescendo sempre di più, grazie anche alla forte community di Progetto Football Manager che segue le live anche al di fuori del Progetto Calcio. Prossimamente arriveranno altri streamers per arricchire ulteriormente la programmazione giornaliera di live sul canale e molto altro è in cantiere!

Bene, grazie per il suo tempo, concludiamo pure con un suo pensiero libero a piacere.
Spero vivamente di incontrare il Genoa in Serie A il prossimo anno. Grazie a voi per l’intervista!





Apperò! IlCarro intervista Claudio Però

Claudio Peró, un piacere averla qui con noi. Solitamente iniziamo così: ci racconti di lei dentro e fuori dal Progetto.
Ciao Nicholas, il piacere è tutto mio. Diciamo che non sono il tipico “role player” con una seconda identità, sono esattamente come molti mi conoscono… un tenero e coccoloso bestemmiatore, no battute a parte sono uno a cui piace divertirsi e fare un po lo scemo tra amici, cosi da rendere la giornata più serena, quindi diciamo che chi mi ha conosciuto sa che non ci sono differenze tra i “due profili”, infatti quando presi la panchina dell’Entella feci un discorso a tutti i ragazzi spiegando proprio questo.

Visto che l’ha citata, partiamo proprio dall’Entella. Un resoconto di quanto fatto finora dal suo arrivo a Chiavari a oggi? Tiri un po’ le somme.
Prima di tirare le somme calcistiche voglio parlare del gruppo; era un gruppo non dico di inattivi, ma diciamo semi-attivi e non avevano chiarissimo l’idea del Progetto, non erano inseriti del tutto. Il risultato più bello che posso raggiungere è stato proprio questo: tirare su un gruppo vero, un gruppo unito, un gruppo forte.
Per molti che lo vedono da fuori potrebbe risultare una banda di pazzi, che parlano di trash, figa, bestemmiano e si insultano dalla mattina alla sera, ma appena uno dei ragazzi dice che c’è un problema c’è la fila per dargli sostegno in ogni momento del giorno o della notte; ciò che abbiamo creato è una vera famiglia, e questa è la cosa credimi che mi rende in assoluto più orgoglioso della squadra.
Per quanto riguarda i meriti sportivi è una bella sfida questa, siamo ancora in lotta per i playoff, purtroppo abbiamo buttato via parecchi punti per strada, ma siamo ancora li nel gruppone, tutti rincorrono tutti e perdono punti preziosi. Ovviamente speriamo di arrivare tra le prime due, in caso contrario sono sicuro che la prossima stagione saremo ancora qui a parlare del medesimo obbiettivo, perché i ragazzi meritano la massima serie sia per attività che per come e quanto si sono avvicinati al Progetto.

Quale è stata la chiave nel realizzare questo processo? Oltre sicuramente al fatto che lei è un utente della prima ora e quindi risulta di per sé ben predisposto nel trasmettere il senso del Progetto.
L’aiuto di tutti, devo essere sincero. Poi grazie ai Fulco, che erano una parte molto importante della vecchia guardia dell’Entella, sono stato accolto benissimo; penso anche il fatto di aver messo le cose in chiaro sin dal primo giorno abbia aiutato a creare questo tipo di rapporto all’interno, poi ovviamente quando arriva un nuovo allenatore non lo si conosce si è diciamo un po’ più tutti motivati a far meglio, un po’ come nella realtà. Infatti molti dei miei ragazzi sono passati da 0/100K di bonus a raddoppiare se non a triplicare questa cifra, quindi è questo quello che intendo; fortunatamente è stato un gruppo aperto a questo tipo di esperienza, alcuni meno di altri ovviamente, però purtroppo succede, non tutte le ciambelle escono col buco (ride, ndr).
Per fare un bellissimo esempio, ho parlato bene o male con tutti i ragazzi in privato: ce n’era uno fomentatissimo dalla possibile lotta per i playoff, dopo cinque partite di campionato dove effettivamente avevamo fatto bene se ne esce dal nulla dicendo “Mi sono rotto, addio”. Sono cose che destabilizzano, ma alla fine siamo sopravvissuti fino a gennaio con due difensori centrali di ruolo (ride ancora, ndr).

Veniamo ora al Genoa. Stagione da incubo finora, inutile negarlo, specialmente rispetto a quelle che erano le aspettative.
È esclusivamente un aspetto tattico, oltre a parecchia malasorte, che vi condanna attualmente in zona retrocessione? O c’è dell’altro secondo lei?

Beh, la Serie A, essendo la massima serie, è un sogno ambito da molti. Tutti, chi più chi meno, lavorano sodo dietro alla propria squadra al fine di portare le situazioni a loro vantaggio; è ovvio che in una competizione cosi accanita paghi ogni punto perso, ed è ancora più scontato che l’inizio non proprio prolifico dell’attacco, soprattutto il mio (una sola rete in tutto il girone di andata) ha pesato molto; però abbiamo le carte in regola per stare in Serie A, lavoriamo ogni giorno per dimostrarlo e guadagnarci quel posto che ci spetta.
Non voglio parlare di fortuna o sfortuna, la fortuna la si crea.

Era stato momentaneamente messo in lista prestito per il mercato di gennaio. Lo avevano cercato anche squadre importanti, per esempio la Lazio che voleva un’alternativa di livello alle sue due punte; poi sembrava dovesse andare a fare il titolare inamovibile in Serie B, ma non se ne fece più nulla. Ci racconti.
Fui messo tra i partenti ma con molta controvoglia da parte di Alberto De Donatis, ma ho sempre insistito per andare esclusivamente in Serie B, perché a me personalmente pesava moltissimo questa astinenza dal gol, volevo fermarmi, fare un passo indietro e dire “Ok Claudio, ricominciamo tutto.”
Cosa non necessaria: sono riuscito a ritrovare la porta, non come un tempo, ma piano piano sto tornando; devo davvero ringraziare il Mister Danilo Trojer per aver insistito nel tenermi e lo stesso Alberto che ha sempre detto di non volersi privare di un giocatore come me.

A proposito di gente che rimane a Genova e gente che va: come ha preso la partenza di Mark Aperio?
Malissimo personalmente, ma era una cosa che serviva a lui; poi siamo molto amici anche fuori dal campo, quindi ho capito il suo punto di vista e l’ho appoggiato (prima insultato per una settimana, e poi appoggiato). Alla fine il nostro rapporto di amicizia non era legato solo al campo, spero che al Progetto Gaming possa ritrovarsi l’Aperio che tutti conoscevamo, daghe Mark!

Cosa ne pensa invece di questa semi-utopia di De Donatis, che fra un numero indefinito di stagioni vorrebbe acquistare l’Inter per poi comporla di soli interisti. Lei che è nerazzurro lo seguirebbe?
Certamente, sarebbe diciamo il coronamento di un sogno. Quando iniziai tutto questo era finalizzato ad andare a giocare in nerazzurro, è sempre stato quello l’obiettivo finale; fui cercato dall’Inter tra la Stagione 2 e 3, ma il gruppo Genoa per quanto mi riguarda è molto difficile da abbandonare, sono stato molto fortunato da questo punto di vista, ovunque sono andato ho sempre trovato persone splendide. Poi ovviamente spero che Albe saprà chi indicare come allenatore per questa eventuale Inter… coff coff.

Ci tolga una curiosità: lei non ha mai acquistato una squadra da presidente, come mai?
Diciamo che per ora su questo non posso dire nulla! Sto ancora valutando diverse possibilità, quindi per ora so che ci sarà anche un Però presidente, ma non so dire dove potrà avere la scrivania; a seconda di come si concluderà la stagione, potrebbe anche essere in Serie A.

Siamo in conclusione, ci lasci un suo pensiero personale per chiudere.
Quello che sto per dire non lo dice il Claudio Però allenatore o giocatore, ma lo dice la persona che c’è dietro ad entrambi. Non avrei mai immaginato di trovare così tanta gente fantastica in questo gruppo, ho stretto un sacco di nuove amicizie; quando iniziammo io e Mark penso che l’unica motivazione per non giocare nella stessa squadra fosse perché lui sarebbe andato al Milan e io all’Inter, le nostre squadre fuffa; dopo due anni reali dalla creazione del personaggio posso dire che ci sono davvero poche società con un gruppo a me totalmente sconosciuto dove io andrei, e questa è una cosa bellissima. Poi come ho già detto sono stato fortunato con il Genoa e l’Entella, poiché c’erano i presupposti per far sì che entrambe le squadre fossero più di un semplice gruppo di gioco, quindi voglio davvero ringraziare Filippo e Alessandro per l’impegno e le ore di lavoro che hanno speso dietro al Progetto, sperando che un giorno la gente possa davvero capire quanto abbiano lavorato per far si che fosse quello che è oggi.

Fulmine a ciel sereno a Salerno!

Fulmine a ciel sereno a Salerno! Il DS Stefano Stranges, decide di abbandonare la Salernitana. Andiamo subito a chiedere al diretto interessato del perché di questa scelta.

Ciao Stefano. Voci di corridorio arrivate su Progetto X, confermate poi dal comunicato della Salernitana, ti danno dimissionario, in quanto pare che ti abbiano offerto un posto da DS al Lecce. È corretto?

Si, purtroppo poiché vige la regola del monoruolo, per rispetto del regolamento ho dovuto fare una scelta. e poiché mi piace dare una mano a chi è in difficoltà ho deciso di lasciare Salerno per cercare di dare una mano a Lecce. Poi comunque sono venuto a sapere che a Lecce non c’è presidenza e quindi non potevo venire assunto. Approfitto, visto il nuovo regolamento, per concentrarmi sul Campobasso. Ho anche approfittato per ripassare il regolamento e fare il nuovo patentino da ds e ho ottenuto il 97%, ora aspetto Filippo Ballarini per l’esame orale in modo da essere pronto per la prossima stagione.

Un giocatore della S1 come te, come faceva a non sapere che il Lecce non avesse presidenza?

In realtà tra la memoria che ogni tanto mi gioca brutti scherzi, i tanti pensieri che ho questo periodo e la voglia di dare una mano ad una squadra che nel calcio fuffa mi sta simpatica, non mi è venuto proprio in mente, magari ne avevo sentito parlare ma non mi sono ricordato, come non ricordo più che squadre ci sono in c senza presidenza e chi è stata comprata e non ricordo se c’è un’altra squadra in A senza presidenza. dovrei segnarmelo da parte. credo sia più grave che la squadra stessa che sa di non avere presidenza e che senza presidenza non si può contattare un DS non mi abbia detto nulla. Mi servirà da lezione per non aiutare più nessuno, perché non è la prima volta che vengo danneggiato dal mio altruismo.

È onorevole cercare di aiutare il prossimo in ogni situazione difficoltosa che si crea: Livorno, Salernitana e ora la voce del Lecce, per non parlare di Catania per poi mollare e diventare presidente del Campobasso. Ma se fossi Presidente di una società, il tuo DS di fiducia ti lasciasse con le mani in mano da un giorno all’altro, non ti sentiresti preso un po’ in giro? Il DS penso abbia una missione che non possa essere svolta in meno di una stagione. Questi tuoi cambi continui durante la S4 non ti renderanno certamente agli occhi agli addetti al lavoro, una persona affidabile. Come rispondi a queste considerazioni?

Innanzitutto mi spiace come sia andata a Livorno, se fosse andata diversamente e il presidente avesse dato retta a Del Prete magari ora sarei ancora li. Mi spiace per Catania che ho dovuto abbandonare per realizzare il sogno di comprare una squadra e seguire il cuore comprando quella della provincia di origine di mia madre. Purtroppo, quando ho seguito il cuore, come spesso capita, non ho seguito la mente e non ho pensato che se anche fossi stato solo presidente come ora a Campobasso non sarei potuto rimanere a Catania come DS, per il regolamento sui conflitti di interessi. Anche per Salerno mi spiace e anche qui il regolamento mi ha messo davanti ad una scelta difficile, quando ho deciso di dare una mano al Lecce speravo di poterlo fare restando a Salerno essendo in due serie diverse, però poi giustamente mi hanno ricordato che il monoruolo impedisce di ricoprire due ruoli in A e B e quindi per cercare di dare la mia mano al Lecce per rialzarsi ho dovuto dimettermi da DS a Salerno, non prima di aver trovato un sostituto proprio per non lasciare il ruolo scoperto, ovviamente collega segnalato ma starà a loro poi scegliere.

Comunque nella mia situazione se il mio DS mi dicesse che vorrebbe dare una mano ad una società in difficoltà lo lascerei andare perché comunque è anche giusto che gli utenti facciano ciò che sentono. L’ho sempre fatto da DS con i giocatori, lo farei come presidente con allenatore e DS qualora mi trovassi nella situazione. Non lo considero tradimento o altro se lo fanno per il bene di una squadra, perché io apprezzo quando qualcuno si mobilita per aiutare il prossimo, importante è che sia sincero e mi spieghi la situazione come ho sempre fatto io con le squadre che ho dovuto abbandonare.

Curiosità: ma chi ti ha contattato per diventare DS del Lecce?

Sono stato contattato da Mariano Pizzuti per trattare il nostro giocatore Cristian fato. Parlando del più e del meno mi ha detto che sarei potuto andare a lavorare come DS a Lecce dalla prossima stagione. Da lì siamo entrati nei dettagli e ha detto che sarei potuto andare anche subito (intanto mi aveva accennato la situazione tipo, da quel che ricordo), dopodiché mi ha detto che non potevo essere DS a Lecce a Salerno che aveva chiesto e gli hanno detto del monoruolo e allora per dare una mano a loro ho dovuto lasciare Salerno. Ma questa è l’ultima volta che aiuto qualcuno. Mi terrò stretta la prossima squadra che vorrà contare sul mio lavoro e se mi cercheranno altri declinerò educatamente. Basta pagare per la propria bontà d’animo.
Qualcuno chieda al Lecce come mai sapendo di non avere presidenza mi è stato offerto un ruolo nonostante sia vietato da regolamento.

Eppure te dovresti saperlo, caro Stefano…

Si, ma se io tra mille pensieri che ho in testa mi dimentico dovrebbe essere chi vive questa situazione e conosce il regolamento a non farmi una proposta che sa che non può farmi… Vabbè magari non ci hanno pensato sul momento neanche loro perché distratti dalla trattativa: ormai è andata!

Ultima domanda: cosa pensi della nuova regola messa dagli admin ieri sera sul fatto di non poter più di due incarichi all’anno?

Una regola positiva, che alla fine penso non servirà comunque se non in casi eccezionali. Alla fine  gli admin sanno fare il loro lavoro in maniera impeccabile e se inseriscono un nuovo regolamento vuol dire che lo hanno prima studiato per bene, valutando pro e contro; se poi hanno trovato abbastanza pro per ritenerlo applicabile, lo fanno sempre per il bene del progetto (e di chi vi fa parte). Non sarà la prima né l’ultima regola che posteranno per rendere sempre migliore il progetto. Io non correrò il rischio di violarlo perché come detto già ieri, appena una squadra deciderà di puntare su di me, me la terrò stretta, quindi neanche ci arriverò a due squadre all’anno.

Grazie per le risposte Stefano!

Parallelamente cerchiamo di contattare Mariano Pizzuti per avere una versione generale delle cose, tirando in ballo tutte le parti coinvolte.

Ciao Mariano! Dalle dichiarazioni raccolte, pare che sia stato tu a offrire l’incarico di DS del Lecce a Stranges, ci racconti la tua versione dei fatti?

Si parlava dell’acquisizione del cartellino del giocatore, e si parlava di correttezza e trasparenza per le clausole dell’acquisizione del ragazzo, una volta conclusa la pratica, gli raccontano dello stato particolare del Lecce e mi diceva che il ragazzo è un carattere particolare è sicuramente avrebbe riattivato qualcuno; successivamente lui si propose per venire a riattivare la squadra come assistente DS, io gli dissi che non era fattibile (perché pensavo che ogni squadra potesse avere 1 sola persona a ruolo), e gli dissi, eventualmente sentiamoci per S5 (mea culpa il discorso della mancata presidenza e di dover interagire con gli Admin). Poi chiesi se si potessero avere 2 persone con lo stesso ruolo (la fonte resterà anonima a vita) e mi disse di sì. Ma ripeto mia colpa non aver parlato con gli Admin per la mancata presidenza

Ringraziamo Pizzuti per la dichiarazione.

Chiudiamo infine il cerchio con il rappresentante della Salernitana, Mirko Sangiorgio.

Un fulmine a ciel sereno la dimissione di Stranges da DS della Salernitana. Cosa è successo?

Eh sì proprio un fulmine al ciel sereno. Semplicemente questo pomeriggio ha annunciato che ha ricevuto una proposta dal Lecce ed è stato costretto a dimettersi perché deve aiutare la società pugliese. Come un buon samaritano.

Senza sapere oltretutto, che il Lecce è una società senza Presidenza e che non può scegliere da sè il DS di turno. Come è stata presa questa decisione inaspettata?

Esattamente, è una cosa alquanto strana e immotivata. Personalmente l’ho presa molto male e anche gli altri presidenti e i giocatori. Stefano era il primo a scrivere che non bisognava mollare, che dovevamo raggiungere la serie A, che si trovava benissimo a Salerno. In realtà se ne è andato nella maniera più codarda possibile. Ha lasciato una squadra in crisi di risultati, non ha rispettato la parola data. Ha acquistato dei giocatori per cui si è preso la massima responsabilità e non ha concluso nemmeno la stagione. Sinceramente l’abbiamo tutti presa molto male soprattutto a causa delle belle parole che diceva continuamente.

Dopo questa situazione, come vi siete mossi? Voci dicono che Stranges avesse trovato il suo sostituto da proporvi. O siete ancora alla ricerca?

Visto che è finito il mercato non è urgente la situazione. Stranges ci ha proposto un sostituto ma ovviamente non possiamo dare valore alla candidatura di chi ci ha abbandonati in questo modo. Stiamo valutando e decideremo per il meglio, senza fretta.

Grazie mille per la breve intervista Mirko! Buon proseguimento!

Grazie a te e a voi per la possibilità di fare emergere sempre la verità. Per ultima cosa voglio dire che Stefano è una bravissima persona, un ragazzo sempre gentile e disponibile però forse non è particolarmente adatto al ruolo di direttore sportivo ma per lui vedo più un ruolo di “amico e aiuto di tutti” e spero che ascolti il mio consiglio. Buon proseguimento anche a voi!

IlCarro intervista: Gabriele Marchi


Oggi IlCarro ha deciso di intervistare Gabriele Marchi, giocatore della Fiorentina e allenatore di Foggia e Varese.

Tu sei uno dei giocatori più attivi del progetto. Come lo hai scoperto? Cosa ti ha dato fino a ora? Ci sono persone a cui ti sei legato?

Innanzitutto vi ringrazio per avermi invitato. La questione è semplice: conoscevo entrambi i creatori del Progetto da molto prima della sua nascita. Filippo tramite Pavoni Ingrifati e Alessandro grazie a Progetto Gaming. Beh, difficile rispondere all’ultima domanda, sicuramente è il mio “svago” principale da quasi 2 anni a questa parte, ed è già tantissimo. Con chi più e chi meno mi sono legato a davvero tante persone.

Hai giocato fin da subito nella Fiorentina. La scelta è dovuta al tuo amore per la Viola fuffa. Ti sei mai pentito di questa scelta? O sei fiero di aver giocato 3 stagioni e mezzo nella stessa squadra?

Assolutamente no, se mi fossi pentito me ne sarei tranquillamente andato. Sono fierissimo della mia scelta, ho deciso di passare fino ad oggi il mio tempo nella Fiore e per il prossimo futuro, poi si vedrà, ma non sono affatto deluso di aver giocato a Firenze per tutto questo tempo.

Sei anche un allenatore. Cosa ti ha spinto a intraprendere anche questa carriera? Ti sei sempre trovato bene con i tuoi giocatori?

Non saprei perfettamente. Al tempo credo l’interesse verso il progetto mi spinse ad allenare e gestire una squadra. Per il resto, non ho sempre avuto rapporti idilliaci. Ho avuto i miei rapporti più personali, e quelli che si sono limitati ad un rapporto tranquillo

A quale allenatore fuffa fai riferimento? Chi consideri il tuo “mentore”?

Sinceramente? A nessuno. Mi ispiro a me stesso, perché non ho mai “coltivato” fino in fondo un idea di gioco di un allenatore. Non riesco a trovare nessuno al quale io possa essermi ispirato o somigliare… Lascio a chi starà leggendo questo articolo una domanda… Secondo voi, quale allenatore può essere simile a me medesimo? Per qualsiasi motivo.

Una domanda più generale: delle squadre di A e B quale ha fatto la sessione di mercato migliore? E quale la peggiore?

Beh mi sembra anche stupido rispondere a questa domanda: per budget, per palmares e per “visibilità” chiunque preferirebbe giocare in A. Quindi consegno il mio voto, che non interesserà a nessuno, alle società di A.

Ultima domanda: Se dovessi andare via dalla Fiorentina, dove vorresti andare?

Boh! Visto che moltissimi sono certi di sapere già la risposta, lascio rispondere a loro. Vi dico solo una cosa, nulla è scontato.

Bar IlCarro 2000: Calciomercato di riparazione S4, inizio


Buongiorno lettori, l’articolo che state per leggere necessita di due premesse, che verranno ivi presentate.

La prima premessa è molto semplice e riguarda il funzionamento di questo articolo: quattro giornalisti all’interno de IlCarro hanno deciso di esprimere la loro opinione su alcuni dei temi di questo inizio di calciomercato. Non esistono pensieri completamente giusti o sbagliati, sono solo pareri personali. Tuttavia, non è solo questo: ognuno dei presenti farà una domanda e gli altri tre risponderanno almeno una volta, ma al massimo due volte. Quindi in totale ci saranno quattro domande e un numero di risposte che può variare da 3 a 6. Si può decidere se dare la propria idea in autonomia o rispondere all’intervento di un altro. In questa occasione, sono stati Cesare Pisati (P), Lorenzo Savini (S), Gabriele Marchi (M) e Alessio Costantino (C) a porsi domande e darsi risposte come filosofi.

L’altra premessa è doverosa: quest’articolo è stato composto tra il 10 e il 12 Maggio, i giorni prima che il mercato aprisse. A causa di problemi personali, non è stata trascritta prima dell’apertura di mercato. Non si faranno dunque riferimenti alla trattativa Aperio, a quella Gallo o ad altre che sono state fatte dopo Lunedì 13. Cari lettori, vi invitiamo a tenere in considerazione il contesto in cui sono state dette le risposte, un po’ come quando a scuola dovevate studiare i poeti del Quattrocento o del Seicento. Forse le risposte sono “invecchiate” bene, un po’ come “2001: Odissea nello spazio” o “Quarto Potere”, classici della cinematografia.

Dopo questa doverosa introduzione all’articolo, possiamo iniziare con la prima domanda.

C: “È una sessione che ha visto numerosi trasferimenti. In particolare, secondo me una squadra si è distinta nelle operazioni, non per forza in bene o in male, ed è il Progetto Gaming. La squadra di Pironti ha eseguito numerose transizioni, tante per essere un mercato di gennaio.
Alla luce di tutte le trattative svolte dai Lombardi, come giudicate il mercato di Progetto Gaming? È una scossa di assestamento dovuto ai tanti cambiamenti di Giugno oppure si tratta di un’altra rivoluzione, dovuta anche al cambio di allenatore?”

S: “Innanzitutto, un saluto a tutti i lettori. Dunque il Progetto Gaming si è mosso tantissimo sul mercato, sia in entrata, sia in uscita. Tutti gli acquisti a titolo definitivo effettuati hanno una chiave di lettura molto semplice: tutti gli utenti portano 300k di bonus ciascuno nelle casse della società lombarda. Il progetto a lungo termine è chiaro a tutti e condivisibile. Talvolta, tuttavia, si rinuncia a degli ottimi giocatori pur di avere utenti iperattivi in squadra. Naturalmente solo la seconda metà di stagione potrà dirci se il Progetto Gaming ha una squadra all’altezza delle alte aspettative che tutti hanno, o se dovremo attendere una o più stagioni.”

P: “Buonasera a tutti i lettori. Il mercato del PG è, per me, formidabile. Pironti aveva già annunciato le sue intenzioni: avere solo giocatori da 300k di bonus. Si preferisce rischiare investendo su giocatori che potranno ripagare alle spese solo dalla prossima stagione. Probabilmente manca ancora qualche colpo di mercato, che verrà fatto nella sessione estiva.”

M: “Come i miei colleghi, auguro una buona giornata a tutti i lettori, io a differenza loro noto un mercato utilizzato principalmente per colmare, alcuni buchi che erano stati creati in estate, per forse un eccessiva fretta nel creare una squadra con tutti i partecipanti attivi, senza però perdere troppo dal punto di vista meramente tattico.
Invece in questo inverno, a parer mio, hanno capito che Roma non si costruisce in un giorno, e hanno deciso di puntare subito tutto sull’attività, perdendo anche parecchio dal punto di vista di qualità in-game.”

S: “Già nella puntata di mercoledì 8 Maggio di VAR Sport (con Alberto De Donatis, Alessandro Pironti, Salvatore Campagna, Andrea Conte e Claudio Però) se ne è parlato abbondantemente, ma vorrei sentire una vostra opinione. Con pochi mesi di distanza, abbiamo visto il DS della Lazio, Gianluca Pattarozzi, acquistare Salvatore Campagna per 1,5M e il ds del Pordenone, Luca Bisceglie, acquisire le prestazioni di Luigi Gentile per 2,5 milioni compresi bonus.[Prezzo cambiato dopo l’apertura di mercato, N.d.R] Secondo voi, si assisterà ad un progressivo aumento dei prezzi? Cosa, secondo voi, ha dato origine a queste cifre di acquisto per questi due utenti?”

C: “Dunque, in realtà secondo me al momento non assisteremo ad un aumento dei prezzi. Durante tutta questa sessione invece, a parte per due casi limite come Zirattu e Gentile, ho visto prezzi molto più contenuti rispetto solo al mercato estivo. Secondo me, sia una maggior competenza da parte dei DS, che iniziano anche a far tesoro degli errori dei predecessori, sia anche la presenza di meccaniche come le affiliazioni, a cui sempre più società si stanno rivolgendo, hanno ridotto i prezzi.
Poi ci sono sempre casi limite. Il Pordenone penso avesse altre aspettative sul giocatore, vi ricordo che in un primo momento doveva essere l’allenatore, anche se poi non valeva comunque la cifra spesa. Credo si tratti di una scelta errata da parte dei nero-verdi e di un enorme plusvalenza dell’Atalanta.
Per Campagna stiamo parlando dello scorso mercato, ma si tratta di un errore del Livorno, che l’ha valutato poco, anche in proporzione a cosa aveva fatto il giocatore in quell’anno.”

M: “Io non sono completamente d’accordo con il mio collega, soprattutto per una questione: non è completamente vero questo “abbassamento” dei prezzi, basta vedere molte trattative recenti come 1.1M per Della Morte, quasi 3,5M per Amato, sono trattative al limite, e non credo assolutamente in un abbassamento dei prezzi. Per il resto molte trattative attuali sono andate davvero vicine al diventare realtà, dove si è parlato di addirittura offerte di 2.2M per giocatori neo creati.”

P: “Beh, sono un Maometto della politica: se io non vado dalla politica è la politica a venire da me. “Belinate” a parte, le due domande sono molto semplici, così come le loro risposte. I prezzi continueranno a salire? Sì, senza ombra di dubbio. Da questo punto di vista ci stiamo comportando come il calcio fuffa: un incredibile aumento dei prezzi. Questa crescita vede protagonisti non solo i giocatori più attivi del Progetto, ma anche gli inattivi o poco partecipi, coloro che non portano bonus.
Perché accade tutto ciò? Da buon marxista posso dire che è colpa del capitalismo e ho ragione. Ogni stagione vengono introdotti una quantità incredibile di milioni (300, circa, calcolo fatto a mente) tra bonus e premi stagionali delle squadre. In questo lasso di tempo però il numero di nuovi giocatori non aumenta allo stesso modo, portando a un aumento del valore reale dei cartellini a causa dell’inflazione. A complicare la situazione c’è anche la comparsa di nuove squadre umane che, aumentando la domanda, portano all’incremento vertiginoso dei prezzi. Questo è un circolo vizioso e penso che la domanda da fare sia “come spezzare il ciclo?”.”

P: “Allora, Milan-Ternana, Cremonese-Albese, Juve-Pro-Vercelli hanno una cosa in comune: l’affiliazione. Vi chiedo cosa pensate di questa novità, come cambierà il progetto e se, per i calciatori, giocare in una squadra che ha un’affiliata è una cosa positiva o negativa.”

M: “Assolutamente positiva! Non vedo come possa essere negativa una cosa che invogli la gente a prendere presidenze per migliorarsi e far migliorare il proprio progetto. Una cosa davvero ottima, anche se per me si sarebbe potuta gestire anche fra A e B, non soltanto tra A e C, ma va benissimo comunque. Una gran bella trovata!”

S: “Secondo me, come ha detto il collega Marchi, è una grandissima e bellissima novità. Perché per i giocatori neo-iscritti potrebbe risultare difficile arrivare ad alti livelli, con tutti i giocatori attivi di cui il progetto fortunatamente dispone, quindi è un ottimo modo per spronare i nuovi arrivati per puntare ad essere titolare in una squadra di A in poco tempo. Vedremo in futuro, con il proseguire del progetto, come e se questa mia supposizione verrà rispettata.”

C: “Assolutamente la novità delle affiliazioni è stata alquanto positiva, e ha incominciato a mostrare il motivo per cui esistono: basti pensare a Magnoni, passato dall’Albese alla Cremonese, a Terlati, da Cagliari a Torino, oppure a ben quattro giocatori che passeranno dal Perugia al Frosinone. Tutte spese molto contenute, per giocatori con un certo potenziale o che servivano in una determinata porzione del campo. Vedendo questo, anche altre società hanno incominciato a dotarsi di un’affiliata: rispetto ad inizio anno, pure Juventus, Lazio, Fublet e Sampdoria hanno deciso di usufruirne, magari per il mercato di S5.
L’unico contro è che eventuali progetti indipendenti che nasceranno avranno più difficoltà a trovare giocatori inizialmente, ma questo forse è dovuto anche al fatto che le iscrizioni vanno un po’ ad ondate e che il campionato di C sia ancora in formazione.”

M: “Allora, questo mercato di gennaio, anche se non ancora ufficialmente iniziato, sembra già averci dato tante informazioni, verso gli acquisti possibili e quelli impossibili per il mercato invernale. Volevo chiedervi, Secondo voi quali sono le squadre che hanno gestito (o gestiranno) al meglio questo calciomercato? Quali invece peggio? E invece quale potrebbe essere l’acquisto del mese?”

P: “Allora, squadre che hanno gestito male il mercato non le ho viste (parleranno i risultati). Ho apprezzato molto il mercato del PG, molto coraggioso. Altri grandi colpi sono stati fatti dalla Cremonese e dalla Juve Domo. Campagna ha portato in serie A Magnoni, mentre la Domo è riuscita a non vendere i pezzi pregiati: Cipolla, Davide… I piemontesi hanno tutte le carte in tavola per essere promossi in Serie B.”

C: “Dunque, credo che al momento sia difficile stabilire chi abbia sbagliato. Alla fine, sono sempre i risultati a dire chi si sia rinforzato o chi si sia indebolito. Ci sono state alcune trattative che per il livello tecnico dei giocatori hanno rinforzato parecchio le squadre in cui approderanno: mi riferisco a Invernizzi Luca alla Casertana, Puzzer al Bari, Amato al Bologna, Mancusi al Foggia. Ecco, forse il Milan si è indebolito tanto: sono stati venduti due giocatori offensivi come Zirattu e Massessi ed il livello dei nuovi arrivati non sembra essere lo stesso. Magari però sono più funzionali per il gioco che propone ed allora meglio così per loro, questo non lo possiamo sapere.”

S: “Come hanno detto i miei colleghi, è difficile al momento dire la squadra che ha meglio agito sul mercato. Bisognerà aspettare l’arrivo dei nuovi acquisti nelle nuove squadre per vedere se il loro impatto sarà positivo o negativo. Anch’io sono rimasto sorpreso dal Milan: ha venduto giocatori a cifre importanti, come Zirattu e Massessi, e non ho visto delle manovre in grado di colmare i buchi lasciati lì davanti. Vedremo se, a mercato aperto, il Milan si muoverà per fare acquisti, fresco anche del nuovo Direttore Sportivo.”

Serie B al giro di boa: le statistiche

Si è concluso il girone di andata di Serie B nel Progetto. Il campionato cadetto ha stabilito il suo campione d’inverno: è il Chievo di Arnaldo Figoni, che continua la sua crescita iniziata nella seconda parte di Stagione 3. I clivensi, dopo la mancata promozione dell’anno passato, hanno confermato al momento le grandi aspettative su di loro, anche se con qualche intoppo di troppo. All’inseguimento, alla 21ª giornata, un gruppo di quattro squadre in due punti e sette in cinque lunghezze: Salernitana, Vicenza, Entella, Frosinone, Benevento, Avellino e Brescia, con i cavallucci al momento promossi diretti e gli altri a giocarsi i play-off.
Al momento retrocederebbero in Serie C la SPAL, unica squadra dei due campionati principali senza una vittoria, il Livorno e lo Spezia, con Akragas e Lucchese ai play-out, ma fino al Cittadella 11° sono tutti in dieci punti.

La classifica alla 21^ giornata.

Il paragone squadra per squadra con il girone di andata della S3

Come prevedibile, è il Chievo capolista ad aver avuto il miglioramento più evidente. Nel girone di andata della S3 aveva raccolto appena 25 punti, trovandosi nella seconda metà della classifica. I gialloblù hanno adesso 47 punti, con un incremento di +22. Altri gialloblù in crescita sono i ragazzi del Frosinone: l’anno scorso navigava a 19 punti, quest’anno ha 40 punti con un +21. Anche il Parma ha guadagnato parecchio terreno rispetto all’anno scorso: i crociati hanno ottenuto un incremento di +19, da 12 a 33.
Altre squadre che sono migliorate sono Salernitana (+4), Vicenza (+5), Entella (+6), Benevento (+4), Brescia (+13), Roma (+3), Novara (+1) e perfino Lucchese che, nonostante la non felicissima posizione di classifica attuale, ha ottenuto più punti (+4).

L’Avellino è l’unica squadra capace di replicare lo stesso punteggio (37), ma con addirittura trenta reti in più. Squadra calata maggiormente è la SPAL: rispetto all’anno scorso mancano 30 punti, per la precisione ottenuta grazie a dieci vittorie. Le altre due squadre in calo sono Trapani (-13) e Cittadella (-8).

Rispetto all’anno scorso, le retrocesse dalla Serie A non stanno facendo bene: Livorno e Spezia sono in zona rossa, mentre il Palermo è salvo, ma molto vicino. Nessuna replica le gesta del Cesena, che si trovava già in zona playoff, mentre la Roma era a metà classifica. Anche l’Udinese si trovava 19ª e non era tra le tre che retrocedevano direttamente.

Le neopromosse si comportano abbastanza bene: nessuno al momento è in zona retrocessione, anche se l’Akragas è molto a rischio, avendo comunque dieci punti in più del Malcantone, anche lei all’epoca promossa via playoff di C. La squadra proveniente dal girone A, il Salò, ha circa 11 punti in più del Parma e si trova 16°. Dal girone B è salito l’Ancona, che ha 10 punti in più della Lucchese dell’anno scorso. Purtroppo non ci sono dati rivelanti dal girone C per il Foggia.

Rispetto all’anno scorso, sono già sei le squadre che hanno superato quota 40, rispetto alle due della Stagione 3, mentre sono solo quattro quelle che non hanno superato quota 20, rispetto alle sei della scorsa stagione.

Goal fatti e goal subiti: quanto è cambiato il trend?

Nonostante non sia l’attacco più prolifico, il Chievo di Figoni dispone comunque della miglior difesa: 10 reti inviolate, distribuite equamente tra i due portieri Di Iure e Piccirillo.
I veronesi hanno subito lo stesso identico numero di goal del loro girone di ritorno nella S3: 16. Tuttavia, questo dato è molto distante da quelli registrati la scorsa stagione: la Cremonese, miglior difesa, aveva subito appena 11 reti, mentre l’Avellino aveva registrato 13 reti inviolate.

Assistiamo quindi ad un aumento del gioco propositivo, ben evidenziato anche dal numero di reti complessive: 789 sono i goal registrati nella competizione, ben 101 in più rispetto alla S3 (689). Una media di circa 36 reti per squadra, molto impressionante, ma ancor di più se consideriamo che la SPAL ha segnato solo 9 reti, unica squadra non in doppia cifra e peggiore anche dell’attacco del Malcantone S3, che aveva raggiunto quota 14.  Anche un altro record negativo dell’ex squadra umana è stato battuto: in coerenza con quanto scritto, la peggior difesa di quest’anno, il Livorno, ha subito 53 reti, una in più dell’attuale Viterbese.

Ulteriori dati

La squadra più fallosa di quest’anno è l’Ancona di Riccardo Rex. Sono 327 i falli commessi dai marchigiani. Un dato che rimane inferiore al numero registrato dalla Lucchese l’anno scorso, 342. La squadra neopromossa ha rimediato anche il maggior numero di espulsioni, quattro, uguale a quello dei rossoneri. I giocatori più espulsi però appartengono ad Entella e Livorno: si trattano di Loris Farina e Nicholas Michelini, con due rossi a testa.

Giorgio Belluscio del Chievo ha la migliore media goal: una marcatura ogni 76,73 minuti. Il miglior dribblatore è invece Francesco Generale del Frosinone, con 2.50 dribbling a partita. Pietro Pane del Brescia ha la miglior media contrasti a partita, con 4.38. Il portiere che ha mantenuto maggiormente la porta inviolata è Stefano Guastini della Salernitana, ha 7 clean sheets, ma ad aver bloccato più tiri è Leonardo Ierardi del Livorno, con 87. Il maggior numero di respinte è di Cesare Pisati, con 53. Paride Di Iure è il portiere che ha subito meno reti tra quelli che hanno giocato almeno 11 partite: solo nove volte ha raccolto il pallone da dentro la sua porta.

Il cambio di FM ha portato qualche ribaltamento in classifica, ma neanche tanto eccessivo. Le squadre che si pensavano potessero stare davanti si sono confermate ai piani alti, senza tante sorprese. Le neopromosse si trovano tutte nella seconda parte della classifica, così come le retrocesse dalla Serie A. Questo indica anche un livello della competizione cadetta rimasto molto simile a quello della Serie A, almeno a livello tecnico.

La classifica, tuttavia, risulta spezzettata in due gruppi. Il Chievo vince, ha un solo punto in meno della Cremonese S3, ma i punteggi medi della zona playoff dietro sono più alti: se la media nella S3 era di 37,5 punti, quest’anno risulta essere di 39,3 punti. A dimostrazione di ciò, se l’anno scorso tra terzo ed undicesimo posto ballavano sei punti, quest’anno ce ne sono quindici.

La Roma, con i suoi 31 punti di quest’anno, non sarebbe andata oltre il 12° posto nella classifica dell’anno scorso, posizione che ricopriva allora con quota 28. I giallorossi, che distano 7 lunghezze dal Brescia ottavo, staccano di “appena” 10 punti la Lucchese 18ª. Abbiamo quindi due gruppi: chi lotta per la promozione e chi per la salvezza. Sono due raggruppamenti meno definiti rispetto all’anno scorso, dove si poteva ben definire anche una serie di squadre di metà classifica, troppo lontane dalla zona play-off, ma altrettanto distanti anche dalla lotta salvezza, almeno in quel momento.

Il campionato di Serie B risulta quindi molto affascinante e assolutamente competitivo, come alla fine è sempre stato; la tensione risulta sempre molto alta ed ogni squadra ha qualcosa di concreto per cui combattere.
Sarà questo anche l’andamento nel girone di ritorno, oppure ci saranno nuove squadre a prendersi la scena?

Baldacci e Aiello: ecco come viviamo ProgettoFM

Benvenuti a tutti i nostri amici lettori. Quest’oggi ai microfoni di Progetto X, ci terranno compagnia due dei volti della Serie C: Yuri Baldacci e Alessandro Aiello. Benvenuti ragazzi!

Alcuni dei nostri lettori vi conoscono altri no, pertanto, una piccola presentazione

Yuri: Ciao a tutti voi lettori di Progetto X. Io mi chiamo Yuri e sono presidente di Cittadella e Tuttocuoio Progetto Gaming e attualmente anche il mister del Tuttocuoio.

Alessandro: Un cordiale saluto da Alessandro Aiello ai lettori di Progetto X sono il ds del Siena e giocatore del Locri

Come avete conosciuto Progetto FM?

Yuri: Io ho conosciuto il Progetto nella oramai passata stagione 1, tramite un mio amico che mi ha parlato a voce del gioco. Da lì poi mi sono iscritto ed eccomi qua!

Alessandro: Ho conosciuto il progetto per caso quando stavo girovagando su fb e ho trovato il post di Alessio Costantino mio socio F1 dove cercava dei giocatori e così mi sono unito.

Come vi trovate nelle vostre squadra?

Yuri: Mah io da presidente devo dire che le mie due squadre, sia Cittadella che Tuttocuoio, sono, al di là dei risultati, molto unite ed hanno uno spogliatoio molto affiatato. Come mister, il Tuttocuoio è una grande squadra ed a parte due sconfitte le abbiano vinte davvero tutte. Siamo carichi e vogliamo prenderci la B.

Alessandro: Nel Siena mi trovo benissimo anche merito del presidente Salvatore Fulchignoni che mi ha offerto il ruolo da ds subito.

Che cosa cambiereste delle vostre squadre?

Yuri: Assolutamente nulla. Rispettiamo le nostre idee e politiche societarie ed andiamo avanti così. Siamo molto contenti di come i player si trovano davvero bene negli spogliatoi.

Alessandro: Non cambierei nulla visto che lo spogliatoio è unito.

Nel caso si presentasse un o più giocatori nella lista degli inattivi, voi come vi comportereste? Adottate subito delle misure?

Yuri: Nel caso di inattivi semplicemente cerchiamo di farli recuperare con un commento mensile. Poi se il giocatore è recidivo cerchiamo di capire qual è il suo interesse verso il progetto ed eventualmente come fare a stimolarlo sempre di più, senza essere troppo invadenti.

Alessandro: Ho già affrontato questa situazione e ho recuperato gli inattivi semplicemente chiedendo il commento mensile.

Nelle ultime settimana ProgettoFM è stato protagonista di alcune vicende monlo gravi che hanno portato il ban di alcuni giocatori. Cosa ne pensate? Volete dire qualcosa a queste persone?

Yuri: Pochissime parole. Tanta solidarietà agli admin e viva il game.

Alessandro: Ho espresso il mio pensiero pubblicamente schierandomi con gli admin. Quindi io non voglio dire nulla a queste persone anzi lancio un invito ai membri ovvero che se qualcuno va contro le regole segnalate subito a uno degli admin.

Cosa cambiereste delle live del lunedì e del mercoledì?

Yuri: Tutto sommato sono molto coinvolgenti. Manca sicuramente un po’ più di focus sulla Serie C, ma questo con il tempo si sistemerà son sicuro.

Alessandro: Non cambierei nulla.

Bene ragazzi, stiamo giungendo al termine ma senza l’ultima domanda: secondo voi chi vincerà la SeriaA, SerieB e SerieC?

Alessandro: Serie A Cremonese, Serie B Chievo e Serie C Venezia.

Yuri: Serie A Cremonese, Serie B Chievo. Sulla serie C spero solo che la C/B vada in mano nostra. Sfida diretta ad Alessandro e al suo Siena.

Alessandro: Accetto la sfida.

Bene ragazzi, l’intervista è giunta al termine. Salutatevi tra di voi.

Alessandro: Ciao Yuri ci vediamo in campo.

Yuri: Ciao Alessandro ed in bocca al lupo per il campionato. Ci vediamo in game!

A tu per tu con Pierpaolo Palladi(n)o

Pierpaolo Palladino, attaccante del Brescia, è un piacere averla qui.
Solitamente partiremmo chiedendo chi è Pierpaolo al di fuori del Progetto, ma in questo caso ci preme più chiedere quanto del Palladino PG è presente nel Palladino della vita reale. Quali sono le principali differenze tra le due entità?

Il Palladino irl è un burlone che prende tutto alla leggera, un provocatore e forse potrebbe essere il primo caso di giocatore che ruola nel Progetto e nella vita.
Vengo da una realtà povera (Napoli), così come lo era il primo Brescia PG, ma ritengo di aver conosciuto le vere ricchezze della vita: salute, sorrisi e, permettetemi, gentil sesso.
Il Palladino in-game è un giocatore che si carica di responsabilità. Carismatico, prolifico e molto richiesto. Ambisce a scalzare i mostri sacri e a far dilettare Pironti con laute lodi nei suoi confronti.

Ha parlato di mostri sacri; chi sono per lei, quali sono le caratteristiche che hanno per essere definiti tali e, soprattutto, qual è il percorso che intende intraprendere per imporsi su di loro?
Alludo ovviamente ai miei pari reparto: Gallarato e Di Gloria. In questo momento sono i migliori attaccanti in circolazione, e lo dimostrano le trentacinque reti combinate in sedici partite.
Il percorso? Semplice: gol, assist e attività. L’essenza di un ottimo attaccante parte tutto da qui. E grazie alle magnifiche capacità dell’allenatore del Brescia Claudio Franco, al DS Fazzini, passando per i presidenti De Meo e Sverze e finendo per la colonna portante della difesa Montecalvo, posso fare sogni tranquilli. Ma non troppo, perché chi dorme non piglia pesci.

Il Brescia. Società che in questo momento sembra più centrata che mai.
Non le chiederò, però, di star qui a fare i complimenti ai vari elementi della squadra, da lei sopracitati. Il discorso è il seguente: è il miglior momento delle rondinelle, che sembrano aver intrapreso il percorso giusto per la promozione, e grande merito di questo va all’avvento di mister Franco. Ad ogni modo la Serie B rimane una competizione tiratissima e salire in A è tutto tranne che scontato. Ecco, se questo non dovesse succedere, una punta del suo calibro farebbe un ennesimo anno in Serie B?

Se ciò significasse vivere in un progetto che ci crede, è probabile. Ma come tutti, l’ambizione fa parte di chi si ritiene forte, nella vita come nello sport, e nonostante abbia vinto la Scarpa d’Oro Stagione 3 e un Europeo con Di Stefano (tutto dire), potrei appunto aspirare a qualcosa di più.
Ad oggi ho rifiutato offerte importanti; l’ultima è stata quella del Milan, che personalmente non mi attira. In precedenza c’era stata la Juve della “gestione Trovato”, il team di Pironti e alcuni approcci della Cremonese, che ho davvero apprezzato in quanto unica gran bella realtà, davanti solo a quella che sto già vivendo oggi.

Esatto, lei è stato Capocannoniere nella Stagione 3.
Tuttavia, molti utenti all’epoca (e non solo) la criticarono per una “scarsa attività”, o comunque un apporto non sufficiente a premiare e giustificare i meriti per una scheda che, appunto, l’hanno portata a segnare più di tutti in quell’annata. Cosa risponde a queste persone?

Che possono lucidare i miei scarpini griffati, in quanto parte di queste persone sono poi quelle che mi hanno richiesto e non hanno ricevuto altro che rifiuti scottanti.
E aggiungo che il Palladino di Bologna a metà della Stagione 2 era un novellino che doveva introdursi al meglio, ma al Palladino di Brescia imputare una scarsa attività è segno di incompetenza e gelosia; il mio ultimo potenziamento è stato di 7/800K. Non so di cosa abbiano parlato all’epoca, ma mi dispiace che abbiano dato aria alla propria bocca inutilmente.

Ultimamente, forse più che mai, lei si sta sempre di più autoimponendo come una sorta di dio sceso in terra; un atteggiamento molto simile lo abbiamo recentemente riscontrato anche dal suo allenatore, Claudio Franco. Qual è il vostro rapporto e quanto uno influisce sull’altro e viceversa?
Il rapporto con Franco è stupendo. Per me l’allenatore più preparato del Progetto con Campagna, studia benissimo le tattiche avversarie e sa cambiare modulo risultando imprevedibile. Non ne ho conosciuti di così bravi sulla piattaforma FM.
Io essendo anche presidente lo sprono a sentirsi il più libero possibile. Dal momento del suo ingaggio gli abbiamo dato carta bianca e abbiamo eseguito ogni sua richiesta sul mercato. Per quanto riguarda l’influsso sul Palladino calciatore, posso dire che mi ha reso più completo. Gioco per la squadra, faccio molti più assist. È un dare – avere che fa bene ad entrambi.
E comunque Dio in terra deve chiedere permesso a me per scendere.

Una domanda che per un attimo potrebbe farla uscire da quel sottile limbo tra il ruolare e il non, nel quale lei spesso si culla: secondo lei come mai molti, forse troppi utenti, non capiscono che lei interpreta un personaggio, rimanendo poi perfettamente in linea con quello che è il Progetto, ovvero un GDR?
Perché in molti non vivono l’internet appieno. Non hanno le basi che potrebbero avere coloro che frequentano più realtà al di fuori di Progetto Gaming.
Fanno meme pessimi (de gustibus) a volte mal interpretando la base stessa e, a volte, sono solo dei piccoletti che credono che l’offendere sia la soluzione a blastare/dissare e/o semplicemente chiudere il becco al prossimo. Non funziona così. Vanno indirizzati. Ho avuto il piacere di essere amministratore di pagine e gruppi che andavano oltre i 12K utenti e per quanto difficile possa essere il gestire gli altri, abbiamo sempre teso la mano anziché tirarla indietro.
Il superstaff invece sa quello che fa, quindi non temo il mio ruolare.

Rimanendo in tema, potrebbe indicare degli utenti che lei ammira puramente per il loro modo di vivere il GDR del Progetto? E per quali motivi?
Sono pochi quelli che “ruolano” davvero.
Dovendo essere sincero, non mi piace il ruolare di Di Stefano, con tutto il rispetto ovviamente. Un conto è appunto ruolare, l’altro è fare Vittorio Sgarbi. E Dio santo abbassa il volume durante le Live. Sono quasi cinque anni virtuali che lo fai, NON POSSO SENTIRMI LE PUBBLICITÀ DA CASA TUA!
Mi piace il ruolare di Campagna, porta acqua al suo mulino che fermatelo!
Mi aggradano ADD, P. Fulco e Michelini che pur tirandosela un po’ agisce bene da squalo. Poi Gallarato e Staniscia (Salò): quest’ultimo ruola come piace a me, “anche se ha un po’ rotto il *****” (cit. di una famosa live).
Prendo spazio per citare anche De Meo: ranger di C, presidente di Brescia e San Marino e riserva di Damiano Mattia, che alla fine è la riserva di se stesso.

Ritorniamo ora ad un aspetto prettamente in-game. Fra non molto sarà tempo di Pallone d’Oro. Cosa ne pensa dell’inclusione, nella lista, di soli calciatori di Serie A, regola che automaticamente esclude un giocatore che potrebbe essere tenuto in considerazione come lei? E secondo lei chi dovrebbe vincerlo?
Il regolamento è giusto, se vogliamo attenerci al mondo fuffa. Anche se mi sento un po’ come Maradona e soci (i sudamericani) che pur essendo tra i migliori non potevano essere inclusi, in quanto all’epoca la premiazione era riservata ai soli europei. In un mondo con Salvini e le oppressioni avrei aperto anche ai ragazzi di B.
ITALIANI CADETTI DI TUTTO IL MONDO, UNIAMOCI PERBACCO!
Per quanto riguarda un possibile vincitore non saprei, ho troppi nomi in mente e non conosco appieno le loro prestazioni. Seguo molto me stesso e il Brescia, salvando la pace di pochi altri.

Dove si vede il Palladino calciatore del Progetto da qui a tre stagioni?
Ai vertici massimi, mi sembra ovvio. Se poi mi si chiede di essere più preciso, ci si dimentica che sono napoletano e quindi scaramantico. Non posso pronunciarmi più di tanto. Diciamo che arrivare il più in alto possibile con il Brescia sarebbe una soddisfazione enorme.

Ora un inevitabile botta e risposta riguardo alcuni personaggi. Ci dica cosa ne pensa di Yuri Monti, Giuseppe Staniscia, Federico Gallarato ed altri due utenti che lasciamo scegliere a lei.
Yuri Monti non pervenuto. Chi non ci mette la faccia non ha la mia attenzione;
Staniscia è un mio grande amico in real life da cinque anni;
Gallarato è il mio studente barman (la mia professione irl) preferito;
Cito quindi Fazzini, mio co-presidente al Brescia, un bravissimo e simpaticissimo ragazzo.
Infine mettiamoci Campagna, ovviamente altro amico di lunghissima data come Stan, a cui voglio un gran bene. Ad entrambi s’intende.

Ringraziandola in anticipo per il suo tempo, chiudiamo con qualcosa che Palladino ha voglia di dire a tutto il Progetto. Un consiglio, una dichiarazione, un annuncio, insomma quello che più le preme esplicitare in questo momento.
Quando il vento dei soprusi sarà finito, le vele si spiegheranno verso la felicità. Un saluto agli amici di Secondigliano.
E grazie per quest’intervista, mi sono divertito assai.



Rivoluzione Lucchese, cambi di presidenza e novità all’orizzonte

Nel giro di poche ore a Lucca c’è stata una vera e propria rivoluzione, che proseguirà nei prossimi giorni. L’obiettivo finale della Lucchese è la realizzazione di un progetto ambizioso e vincente, che verrà rivelato nel corso delle prossime settimane. Ma andiamo a vedere nel dettaglio quello che è successo fino ad ora.

Roberto Casalati ha dovuto lasciare la presidenza toscana, dopo l’approdo sulla panchina del Progetto Gaming, vista la regola del monoruolo. Casalati saluta Lucca dopo quasi due stagioni di gioco, visto che acquistò la società due stagioni fa, in coppia con l’ex presidente D’Anteo.
Con il presente la società della Lucchese desidera anche ringraziare Roberto, per il lavoro svolto e il supporto dato all’attuale mister Maurizio Deidda e al Direttore Sportivo Mario Carotenuto.

Il ruolo di presidente della società non è però rimasto scoperto, visto che nella notte è stato definito l’accordo che rende Christian Vitale il nuovo patron della Lucchese, insieme con Maurizio Deidda. La redazione de Lo Spezzino e la società toscana augurano a Christian un buon lavoro ed una lunga permanenza a Lucca.

L’avvicendamento Casalati-Vitale non è però l’unica novità. Dietro questi cambiamenti c’è, come dicevamo all’inizio, la volontà di realizzare un grande e nuovo progetto, che verrà dispiegato in parte il prossimo lunedì.
Ad oggi l’unica indiscrezione ulteriore che possiamo fornire è che al duo Vitale-Deidda si affiancherà probabilmente un terzo socio, del quale per ora non è possibile rilevare il nome.

A presto per ulteriori aggiornamenti.

Diego Spezzacatena

IlCarro intervista: Claudio Manfredi Franco, il Dittatore del Brescia.

Buongiorno Claudio, grazie per accettato di parlare ai Microfoni de IlCarro!

Buonasera, è sempre un piacere.

Iniziamo subito chiedendo, chi è Claudio Manfredi Franco al di fuori del Progetto Gaming?

Sono un classico studente fuori sede, che lavoricchia quando può. Studio psicologia.

Sappiamo anche che sei un grande appassionato di Film, Serie TV e Anime, perciò vorrei farti una particolare richiesta, potresti paragonare i seguenti ragazzi: Campagna, De Donatis, Gallarato, Michelini e Trojer insieme ad altre persone conosciute al Progetto, a dei personaggi di opere che hai visto?

Come lo sapete? Dai simpatica sta cosa. Trojer, direi Marshall Eriksen. Bravo ragazzo, solare e amico di tutti, ogni tanto un po’ sfigato. Gallarato sembra un po’ Gohan, potenzialmente una bomba, ma troppo insicuro per incidere realmente. Michelotto, direi DitoCorto. Organizzato, con un fine e sempre sorridente con tutti. Add, Saitama. Campagna ha il disturbo narcisistico di Don Draper, e gli uccellini di Varys. Io sono un Bojack Horseman, con la cazzutaggine dei protagonisti degli Shonen Jappo. Per gli altri, beh, perderei tempo che vorrei spendere per parlare di Me e del Brescia.

Chi sei invece all’interno del Progetto?

Mister del Brescia, fantasista del ProgettoGaming.

Puoi raccontarci la tua storia? Come sono state le tue esperienze al Lecce, al Livorno e ora al Progetto Gaming come calciatore?

A Lecce è andato tutto bene, promozione diretta ma gruppo non presentissimo. A Livorno non ho espresso al massimo le mie capacità, giocando con poca costanza. Nel PG ho trovato un bel gruppo e un gran Mister. Mi diverto e non sono presenti elementi nocivi.

Parliamo di elementi “nocivi”, a un certo punto della tua carriera la tua strada si è incrociata con quella di Tommaso Altomare, potresti raccontarci la storia del “Dissing”?

Non ho dissato nessuno. Non parlo mai male a vuoto. Ho elencato dei fatti, dei comportamenti scorretti, oltre ad aver giustamente sottolineato una scarsezza fuori dal normale in termini di competenze in game. Il tempo mi ha dato ragione. Ripeto, non parlo mai a vuoto.

Passiamo finalmente al Claudio allenatore, sempre per l’angolo della Tattica, hai delle Chicche Tattiche da poter illustrare ai nostri lettori? Consigli per il Cambio da FM17 a FM19?

Certamente, sono pieno di chicche tattiche. Se volete lezioni, vi faccio un prezzo di favore. I soldi li devolverei interamente in beneficenza, nelle mie tasche. Aggratisse, mi limito a dire che se non sapete allenare, non proponetevi alle squadre. I presidenti mettono soldi anche per avere risultati, non c’è tempo e spazio per i presuntuosi. Skillatevi un po’ offline prima, e quando dico un po’, intendo qualche mese.

Prima di arrivare alla Corte del Brescia, hai allenato il Livorno che è sceso in B nella Scorsa Stagione, ricordi positivi e negativi di quella esperienza?

Prima parte di campionato ottima, purtroppo ho perso ambizioni e tempo verso la fine. I ricordi belli li associo agli elementi più attivi della rosa, bravi ragazzi. Quelli brutti, direi le ultime quattro-cinque giornate. Tanta sfiga. Ovviamente la giornata più emozionante fu la vittoria dei playoff, da assoluti sfavoriti.

Bene, adesso è il momento di arrivare a parlare del Brescia, cosa ti ha portato alla Leonessa?

Ho rifiutato panchine in precedenza, non avevo tempo. Ho finito la sessione invernale e mi è scaduto il contratto lavorativo. Avendo tempo da perdere, ho iniziato a guardarmi intorno in cerca di panchine. Campagna mi ha fatto il nome del Brescia, squadra in evidente difficoltà. Mi ha messo in contatto con De Meo, ho visto le schede dei giocatori, c’era molto potenziale inespresso. Ho accettato subito, anche in virtù della competenza della presidenza stessa.

Hai qualche nome in particolare per il potenziale inespresso? Nel Brescia c’è qualche Golden Boy? C’è qualche mancanza in qualche ruolo del Campo? Avete bisogno di qualcosa?

La rosa era corta, ho dovuto inventarmi qualcosa con quello che mi son trovato tra le mani. I buchi dei ruoli li abbiamo coperti col mercato, arriveranno a gennaio. Mezzadri dall’Albese, gran bel prospetto, Giordano dal Livorno, colpo low cost che ci permetterà di fa rifiatare il buon Palladino. Abbiamo altri colpi in canna per renderci ancor più competitivi. Pensa, abbiamo vinto quasi tutte le partite con la rosa incompleta, figurati con i nuovi arrivi. Dei ragazzi già a disposizione, oltre a Palladino che tutti conoscono, segnalo Montecalvo e Martellucci in difesa e Colombo. Colombo farà grandi cose, fidati.

Con la rosa a disposizione a Gennaio, a cosa può aspirare il Brescia in questa Stagione?

Passi falsi del Chievo permettendo, il primo posto è quasi sicuro. L’obbiettivo è massimizzare i punti in queste undici partite prima di gennaio. Sarà difficile, ma non troppo.

Hai promesso la Champions entro 3 anni al Brescia, cosa ti porta a fare una tale promessa? Lucida follia o qualche asso nella manica?

Non capisco perchè tutte ste sorprese, Lazio e Cremonese da neo promosse sono lassù. Sono un mister migliore di Salvo e Nicholas. Piazzando i colpi giusti, il Brescia inizierà a far quel che vuole. Fidatevi. Tutti bravi con sti 4-4-2, 4-2-4. Sono moduli che conosco e che so contrastare. Anche troppo mainstream. Il Brescia arriva in A e inizia a fare quel che vuole.

Hai detto che la competenza della Dirigenza del Brescia ti ha convinto a firmare per loro, cosa ne pensi dei Presidenti allora? Hanno promesso qualche progetto per farti firmare? Nel cantiere Brescia c’è qualcosa?

Sono tutti degli stakanovisti, sempre presenti e attivi nel muoversi per il bene della squadra. Parlavo di De Meo, ma anche Fazzini e Sverze sono altrettanto preparati. Sverze è sempre il primo a mettersi a disposizione, ne ho visti pochi nel progetto essere così attrezzati. Palladino invece è un gran motivatore, oltre che anima del gruppo. Il cantiere Brescia è stato riaperto da quando sono arrivato. Sta piano piano crescendo e maturando. Visioniamo giornalmente profili e stiamo puntando a migliorare l’attività complessiva. Entro una stagione diventeremo una realtà che farà gola a molti utenti. Serietà e lavoro, oltre al divertimento sono il nostro punto fermo.

Da Allenatore, cosa ne pensi di Campagna, Gallarato, Michelini e Scardace, dopo averci giocato contro?

Gallarato l’ho detto prima, Campagna bravo bravissimo, ma quando ha bisogno viene a chiedermi consigli. Michelini vince, l’importante è quello. Il suo modo di allenare però non mi diverte, mette sempre lo stesso modulo. Non ha bisogno di cambiare perché è l’avversario che deve adattarsi a lui, considerando anche la rosa che ha a disposizione, peró così mi annoierei. Il 90% del divertimento nasce dallo studiare gli avversari, cambiando assetto e particolari. Parlo per me, eh. Scardace ha tanta grinta e voglia, gli consiglio di ripartire dal primo tempo di Palermo-Brescia.

Top Allenatori di A e B?

Campagna e Franco.

Sappiamo che hai avuto anche un’esperienza da Presidente nella Scorsa Stagione, ovvero quando sei stato uno dei Dirigenti del Parma, cosa ricordi di più di quell’esperienza?

Facevo fare tutto a Campagna e Michelinho. Era divertente far gruppo, tutti bravi ragazzi. A livello pratico ero totalmente inutile (ride ndr.)

Domanda finale, poi posso finalmente liberarti, fatti una domanda e datti una risposta!

Sta chiusa è tremenda. Non perdo tempo a farmi domande. Se vi manca la fantasia per far domande, non scrivete nel giornale. Ciao.

Grazie per aver risposto ai Microfoni de IlCarro!