L’Eco di Frosinone – Settembre

Bentrovati, cari lettori di The World of Football, all’appuntamento mensile più atteso nei peggiori bar di Caracas, ovvero il resoconto delle gesta della squadra Frosinone. Avevamo lasciato i nostri avanzi di galera preferiti con due belle vittorie, sia in Coppa Italia che in campionato, vediamo ora come si è evoluto il mese di Settembre.

Prima partita subito in live contro l’Empoli, pronti a far peggio del solito causa paura da palcoscenico. Oltre a questo si aggiunge il fatto che la squadra è vittima di un brutto caso di stalking da parte di un losco figuro, fioccano richieste d’amicizia e nessuno riesce a capacitarsi di chi egli sia. Finalmente viene scoperto l’arcano: si tratta dell’ex mister del Frosinone Mihai Piu, che aveva allenato i ciociari in S3 “portando in salvezza il Frosinone, che era senza società”. Il mister, sottobanco, voleva cercare di riallacciare i contatti coi suoi vecchi pupilli, per poter facilitare il contrabbando di difensori da 300k di bonus. Impossibilitato ad essere in live, mister Guzzi lascia il comando al mister dell’affiliata Alfio Grasso, che fa subito sentire la sua voce dal suo covo in un grotta di Betlemme (sul perché di Betlemme, capirete poi…). Fin dalla formazione è chiaro ci sia qualcosa che non vada, gli schemi sono tutti saltati. Nel marasma generale (non confondete con il giocatore) l’Empoli segna con gol di Massesi: in chat l’hashtag #guzziout spadroneggia ma ecco che avviene, anche se in anticipo sui tempi, il miracolo del 25 Dicembre. Mattia Natale, ricevendo tutta la potenza del suo cognome, riesce a segnare la rete del pareggio su assist di Ottaviani; i compagni, intonando “Tu scendi dalle stelle” festeggiano il lieto evento, il Maestro dalla sua grotta abbraccia il bue e l’asinello e il presidente William, novello arcangelo, aggiorna i pastori sulla schedina giocata al totocalcio. Purtroppo si sa, la magia del Natale finisce presto e il risultato termina 1-1 con un po’ di rammarico per la squadra, perché presto arriverà l’Epifania e tutte le feste si porterà via.

Possiamo notare Don Alfio sulla destra, William sullo sfondo con in mano la schedina e al centro il piccolo Leonardo Driussi.

La partita successiva ci vede impegnati contro la Roma, facendo fomentare il nostro Imperatore che decide di tener fede al suo soprannome “il sanguinario”, girando per lo spogliatoio con una mannaia cantando l’inno della Lazio. Per evitare sgradite amputazioni, la squadra decide di allenarsi da casa attraverso dei corsi per corrispondenza: purtroppo le videocassette lasciate in eredità dal mister Mihai sono in rumeno e nessuno capisce un’acca. Tutto questo porta alla sconfitta maturata 2-1 contro i capitolini, che vanno a segno con Esposito e Pietrantonio. Solo Guzzi, in un momento di lucidità, si ricorda che per vincere bisogna segnare nella porta avversaria, mentre il collega di reparto Santilli appare più spaesato che mai, mangiandosi almeno due gol. L’attaccante di origini spagnoleggianti (Santigli o Santillo il suo vero nome, neanche lui se lo ricorda più) sembra soffrire di un piccolo problema agli arti inferiori, volgarmente detto “piedi a banana”: urge una convergenza oppure verrà rispedito nella Mancia, patria di Don Chisciotte e del nostro attaccante dalla mira sbilenca.

Trasferta in terra sarda per i nostri beniamini nel turno successivo, nella patria del porceddu e dell’Ichnusa, dove Sanna fa da Cicerone sulle specialità locali. Prima della partita ci ritroviamo a pranzo nel nuraghe dello zio di Sanna, un certo William il Giardiniere. Com’era logico aspettarsi, il tasso alcolico della squadra si alza in fretta. I giocatori del Cagliari, sicuramente più abituati di noi a contrastare gli effetti della birra giocano meglio, ma purtroppo per loro non sanno che Amendola è stato allevato fin dall’infanzia a latte e grappa di Pino, riuscendo quindi a segnare alla squadra isolana. I padroni di casa pareggiano con Cotta, che sfrutta una coscia d’arrosto per distrarre il portierone Castagnoli e così segnare; la gara si conclude 1-1, con Nico de “Nico i sardi” che urla dalla tribuna “Ajò, ti tiro un cazzotto eh!” all’arbitro, reo di non aver concesso il 19° minuto di recupero.

Nico che tenta di spiegare che “Il sardo è una lingua, l’italiano un dialetto”

Partita casalinga per la banda ciociara contro l’Americandy Siena, detto Siena per gli amici. La novità di giornata è la presenza di Camposarcone in porta al posto di Castagnoli: gli addetti ai lavori dicono infortunio, ma la verità è che durante la sessione d’allenamento Lorenzo ha ricevuto l’apparizione dell’Angelo Whis, pronto a insegnarli la tecnica dell’Ultra Istinto. Per chi non lo sapesse, la tecnica permette di schivare autonomamente ogni colpo: trasportata in chiave calcistica, permette al portiere di non subire mai gol, parando sempre la palla. Purtroppo sembra una tecnica troppo difficile da padroneggiare, dato che in partitella riesce a prendere gol persino da Santilli (che non ha ancora risolto i suoi problemi di convergenza, mortacci sua). Per dedicarsi all’apprendimento Casta rinuncia alla partita e, come dicevamo, lascia il posto a Camposarcone. Vinciamo 3 a 2 con gol di Generale e doppietta di Amendola (che giocatore!), in gol per il Siena Oteri al sessantesimo e Francesco Milone in pieno recupero di fine partita.

Il nostro Casta intendo ad allenarsi in montagna sotto la guida del maestro Whis

La penultima partita di settembre ci vede contro il Foggia in trasferta, dove si riconferma bomber in incognito il buon Amendola, autore del 2 a 1 definitivo. Gol di gran classe il suo, segno che la nuova disposizione in campo esalta le sue qualità. Il nostro primo gol lo segna mister Guzzi su rigore (se vi chiedete come faccia il mister a dare direttive e giocare in campo, vi invito a recuperare il numero del mese scorso, in cui chiarisco questa particolarità). Il giocatore su cui viene effettuato il fallo è Guzzi stesso che, sfidando ogni legge fisica, dopo essere stato appena appena toccato comincia a librarsi in aria franando al suolo ben 9.74 metri più avanti, battendo ogni record di salto in lungo passato, presente e probabilmente anche futuro. La squadra di casa era inizialmente andata in gol con Nisi, ma il nostro 1-2 ci ha portato alla vittoria.

Nel turno successivo, nell’ultima partita che andremo a raccontare in questo numero del giornale, siamo in casa contro la Fiorentina. Guzzi non può di nuovo essere in live, pertanto lascia il timone della squadra a Grasso, che si dimostra un esperto marinaio vincendo per 7-2. Man of the match sicuramente Guzzi con una tripletta, primo gol dopo solo 3 minuti e un rigore per lui. Al secondo posto si piazza Grasso stesso (oh no… di nuovo un caso di inception, aiuto…). A completare il tabellino dei nostri marcatori ci sono Ottaviani e Amendola con un gol a testa; quest’ultimo ormai ha riacquistato lo smalto della scorsa stagione dopo un inizio ballerino, tutto grazie alla cura del mister a base di spazzolino e dentifricio. Per la Viola i gol sono di Donà, che pareggia il primo gol di Guzzi, e di Leone, quando però ormai la partita era ormai indirizzata verso la nostra vittoria.

I risultati del mese di Settembre

Per questo mese è tutto, un caro saluti a voi lettori dell’Eco di Frosinone e al prossimo numero!

Emilio Ivaldi

A tu per tu: Oliver Mayor

Oggi ci troviamo al Centro Mayor, sede degli allenamenti dell’ AC Major Livorno.
Tra poco incontreremo il presidente, Oliver Mayor, per una breve intervista.

Oliver, oltre ad essere il presidente di una squadra storica come il Livorno, che ha visto tra le sue glorie calciatori del calibro di Campagna, Michelini ed Amadori, è anche un giocatore del Novara Gladiators.
Trasferitosi dal Sassuolo in Estate dal Sassuolo, ha iniziato molto bene questa stagione, collezionando ben 11 presenze su 11 e mettendo a segno già un gol e 5 assist, con una media voto di 7,44.

Un giocatore del suo calibro, con tantissima esperienza in A, può essere sicuramente uno dei punti di forza per il Novara, come dimostra il suo rendimento, notevolmente migliorato rispetto a quello avuto per tutta la S4 in maglia nero-verde, quando in 19 presenze ottenne appena 2 gol ed 1 assist, con una media 6,73.
Anche se, per dovere di cronaca, c’è da puntualizzare che a Sassuolo veniva schierato più indietro rispetto ad ora.

Eccolo arrivare davanti a noi, passiamo dunque alla parte delle domande!

Giornalista: “Benvenuto Oliver e grazie per questa intervista. Inizierei subito facendo un breve recap: per il Livorno purtroppo le ultime due stagioni sono state un flop continuo, che vi ha visto scendere dalla A alla C, a cosa pensa sia dovuto questo calo?”
Oliver: “Nelle ultime 2 stagioni abbiamo avuto una crisi totale dal punto di vista dei risultati. Ad inizio S4 (appena retrocessi in B ) ho avuto una totale confusione nel mantenere in pugno la squadra. Ero appena ritornato attivo ma ho avuto un periodo di parziale inattività e questo ha pesato moltissimo per l’impostazione della nuova stagione.
Il momento perfetto è arrivato solo a fine stagione, con mister Aloi, ed è stato un enorme rimpianto: se lo avessi chiamato prima ora forse saremmo ancora in B.
Abbiamo investito moltissimo la stagione scorsa, per giocatori buoni, ma continuavamo a perdere… forse il problema non erano i giocatori, però, come invece pensavo inizialmente.”

Giornalista: “Durante l’Estate il colpo per eccellenza, forse il più importante di tutta la Serie C, è stato Baldacci: l’arrivo di un campione dalla Serie A cosa comporta per una squadra in difficoltà come la vostra?”
Oliver: “Baldacci è stato portato in C dal nostro ex DS, Gallo. Un giocatore fortissimo per la Serie C ed è stato pagato anche una cifra impensabile (oltre 3M) per questa serie. Ha iniziato sottotono con mister Tanzmann ma ora si sta riprendendo con coach Aloi: nell’ultima partita vinta (1-4 contro la Viterbese) ha segnato una doppietta ed è risultato il miglior giocatore del match. Per noi è fondamentale che il giocatore torni quello dell’anno scorso, per poterci dare quello spintone che speriamo ci consenta di fare il salto di categoria.”

Giornalista: “Recentemente abbiamo assistito all’esonero di mister Tanzmann: ha pagato i brutti risultati o ci sono altri motivi?”
Oliver: “L’esonero di Tanzmann è stato causato dal mio timore di rifare errori passati. Ho una grande stima di Mattia, sono sicuro che può far bene alla Pro Vercelli, dove si trova ora. Non ho molto gradito l’inizio col freno tirato che abbiamo avuto, nelle prime partite. Eravamo dati come favoriti nella Serie C/B e dopo 5 partite ci siamo ritrovati nella parte centrale del tabellone. Cosi consultandomi col mio attuale DS, Daniele Broccolo, ho deciso di esonerarlo per riportare a casa Aloi. Mi è dispiaciuto moltissimo, umanamente, l’esonero di Tanzmann perchè credo nelle sue capacità e ci siamo presi subito, ma a noi serve vincerle tutte (o quasi) per tornare subito in Serie B!”

Giornalista: “A proposito del ritorno di Aloi, che aveva iniziato questa stagione come mister sulla vostra panchina salvo poi dimettersi per motivi personali, come è stato accolto?”
Oliver: “Il ritorno di Aloi è stato molto importante. L’ho voluto, gli ho parlato e l’ho convinto dopo qualche minuto. è stato facile! Livorno ha significato tanto per lui, come allenatore ed è stato contentissimo di ritornare a casa dopo una breve pausa. Apprezzato da tutti, giocatori e staff, il suo arrivo è stato una ventata di aria fresca per la squadra. I giocatori lo conoscono alla grande e lo apprezzano ancora per il finale di S4. Speriamo ci dia molto e ci faccia raggiungere l’obiettivo stagionale.

Giornalista: “Nelle ultime giornate stanno finalmente arrivando i risultati, dove crede possa arrivare questo Livorno?”
Oliver: “I risultati stanno arrivando, pian piano. L’obiettivo è sempre quello. Dalla Coppa Italia siamo usciti prematuramente e forse è un bene, perchè cosi saremo concentrati nel centrare il nostro goal più importante. Non succede, ma se succede…”

Giornalista: “Parlando invece a lungo termine, quali sono i vostri obiettivi societari? Sia dal punto di vista dei risultati che da quello dell’attività?”
Oliver: “A lungo termine prevedo duro lavoro, testa bassa e pedalare. Da parte dei giocatori, ma soprattutto da parte nostra come Società. Spero che Daniele Broccolo, possa rimanere al mio fianco a lungo, visto il nostro ottimo rapporto avuto finora. In termini di attività stiamo crescendo bene, grazie ai nuovi metodi di coinvolgimento del mister. L’ambiente sta cambiando, Livorno si sta riattivando. Per il futuro sono alla ricerca di qualcuno che mi possa aiutare con la gestione del club Amaranto, visto che nella RL sono in attesa, fra pochi mesi, di iniziare il lavoro più bello del mondo (sorride, ndr). Cercherò di fare entrambi i lavori al massimo e di poter passare un giorno questo club al sangue del mio sangue… Livorno nel cuore!”

Giornalista: “Mettiamo ora da parte il Livorno e concentriamoci sulla tua carriera da giocatore: sei stato uno dei molti senatori a lasciare il Sassuolo in Estate, come mai questa scelta da parte tua?”
Oliver: “Ho scelto di lasciare il Sassuolo perchè era il momento giusto per farlo. Dopo 4 anni non trovavo più stimoli e lasciare la barca era l’unica scelta per poter tornare attivo ed infatti, per quanto mi riuarda, ha funzionato. A Novara mi trovo molto bene, sia con la dirigenza che con i compagni.”

Giornalista: “Sei arrivato in una squadra che aveva appena cambiato presidente come il Novara, che rapporto hai con loro?”
Oliver: “Con la presidenza del Novara ho un rapporto idilliaco. Mi hanno voluto fortemente, accogliendomi come uno di famiglia e questo mi ha subito convinto. Il rapporto umano è una parte fondamentale per me, anche nella RL.”

Giornalista: “Dopo esser stato per molto tempo in Serie A ora sei sceso in una squadra di B, l’hai considerato come un passo indietro o una semplice scommessa? Noti qualche differenza tra i due campionati?”
Oliver: “Passare in Serie B non è stato un passo indietro anzi, mi sto trovando meglio sia a livello di prestazioni, che a livello personale. Grazie a mister Ottaviani, sono stato spostato in avanti, passando da terzino sinistro ad ala sinistra e in questa nuova posizione sto dando nettamente di più, risultando spesso uno dei giocatori più importante ai fini del risultato. Inoltre qui ho ritrovato il piacere e la voglia di gimpare e memare, autoproponendomi come MM del Novara Gladiators. Ruolo che mi piace molto!”

Giornalista: “Sappiamo che sei solo in prestito, la volontà sarebbe tornare a Novara a titolo definitivo l’anno prossimo o ci saranno altri sviluppi?”
Oliver: “La voglia è sicuramente quella di restare, per aiutare il Novara a tornare nella massima serie. Inoltre c’è già un accordo verbale tra il ds del Sassuolo e quello del Novara affinchè il mio cartellino arrivi a titolo definitivo alla squadra dove mi trovo ora. Ad ogni modo se ne riparlerà a fine stagione e se ne occuperanno le dirigenze. Io devo preoccuparmi solo di fare il giocatore e dare il massimo supporto al club per cui gioco: Il Novara Gladiators!”

Giornalista: “In passato hai avuto qualche problema di attività, ma nell’ultimo periodo mi sembra di capire che ti sei ripreso molto bene, che obiettivi hai quest’anno?”
Oliver: “Si, nelle stagioni passate ho avuto dei problemi di attività, dovuta alla perdita di stimoli, già citata precedentemente, oltre che ad impegni nella RL che mi han portato via moltissimo tempo. Ora sono tornato, pronto per portare bonus, a me e al club, dai 200k in su. Il segreto è seguire il PG il più possibile, assumendo altri ruoli oltre al giocatore. Il coinvolgimento è tutto in un GdR. This is about Progetto Gaming!”

Giornalista: “Ti ringrazio Oliver per questa intervista, qualche altra considerazione?”
Oliver: “Si, vorrei ringraziare Giuseppe Tuccio, mio migliore amico in RL, per avermi fatto entrare nel PG.
Il Sassuolo (in particolare Mattia Agosta) per avermi fatto crescere nel Progetto Gaming.
Il Novara (Calchi, Nicolino e Ottaviani) per avermi fatto ritrovare stimoli nel progetto.
Tutto l’Ac Major Livorno e tutti giocatori/dirigenti passati sino ad oggi. e tutti i singoli membri del PG!
Ringrazio Gianluca Vichi (ex giocatore del Sassuolo ed ex membro del PG), Denis Coghi (mio compagno di avventure del PG), Giovanni Esposito (mio amico e socio ai tempi della Major Talents) e Alfredo Aloi (mister, compagno ed amico di Livorno e Novara)!”

Articolo e grafica di Alessandro Gallo

Uno sguardo al nuovo Akragas!

L’Akragas è una delle affiliate della redazione Progetto X; la società milita nel campionato di Serie B. Dopo le prime 7 partite in campionato la squadra ha raccolto 9 punti, con una vittoria all’esordio, 4 sconfitte di fila e poi 2 vittorie di fila, accompagnate dalla vittoria in Coppa Italia. Si può dire che la fase di rodaggio per il mister Di Leo possa definirsi conclusa?

Di Leo: Penso che ci sia sempre da imparare qualcosa: il campionato è lungo e conta 42 partite. Sicuramente c’è ancora da migliorare tanto sia in fase difensiva sia in fase realizzativa, ma nel complesso sono contento di come abbia reagito la squadra dopo le quattro sconfitte di fila.

Di Gaetano: Società nuova (contando il mio nuovo socio, il nuovo DS e nuovo allenatore) e l’unico che rimane sempre sono io (ride, ndr); poi anche molti nuovi elementi in rosa e quindi il rodaggio era inevitabile. Concordo con il mister quando dice che ancora il campionato è lungo e ci saranno ancora molte cose da migliorare e sicuramente anche dei nuovi alti e bassi, speriamo più alti che bassi

Al mister Di Leo: che rosa hai trovato? I giocatori come ti hanno accolto e come si stanno comportando?

Di Leo: Ho trovato una rosa pronta per questa stagione, composta da ragazzi vogliosi di fare bene e dimostrare il loro valore. Sono stato accolto calorosamente fin dall’inizio: la squadra si è dimostrata unita anche quando le cose non si sono messe bene, tipo le quattro sconfitte iniziali. Spero di potermi togliere delle soddisfazioni insieme a loro perché sono dei ragazzi che meritano, soprattutto per l’impegno e l’attività che dimostrano di avere. Ci tengo a salutarli uno per uno senza dimenticare il nostro DS Giorgio Sciubba, parte integrante di questa bellissima famiglia con i due Presidenti Paolo Di Gaetano e Davide Gismondi. L’unica raccomandazione che voglio fare a loro è quella di rimanere sempre attivi come stanno facendo fin ora.

Cosa pensate di questo campionato di B della Stagione 5? Pensate sia più competitivo o più abbordabile dell’anno scorso, anche in rapporto ai cambi di rosa che avete effettuato?

Di Leo: Penso che questo sia il campionato più competitivo di tutto il progetto, non esistono squadre materasso. La B è sempre stata un inferno, ma mai come quest’anno: prendiamo ad esempio la classifica attuale, tra i playoff e la zona retrocessione ci sono solo tre punti dove sono racchiuse più di dieci squadre. Quest’anno sarà durissima, più degli altri anni, ma credo nella mia squadra e nei miei giocatori: abbiamo le capacità per fare bene e dobbiamo dimostrarlo.

Di Gaetano: Quest’anno quasi tutte le squadre di B si sono attrezzate bene per puntare in alto, ma noi non siamo da meno ovviamente, con il mister ed il DS Giorgio Sciubba siamo felici della squadra che siamo riusciti ad allestire tutti insieme, in sincronia. Quest’anno appunto è difficile, basti guardare ad esempio la nostra posizione (-2 punti dai playoff e +3 dalla zona bassa).

Seppur è una previsione azzardata, chi pensate possa ambire alla promozione diretta? E chi potrebbe soccombere in questa battaglia molto equilibrata?

Di Leo: Vedo il Parma molto favorito per la promozione diretta e forse anche l’Empoli potrà stupire, mi aspetto qualcosa anche dalla Roma e dal Frosinone. La domanda difficile viene ora, chi soccomberà? La battaglia per retrocedere è sempre stata serrata, quest’ anno lo sarà ancora di più, non so per certo dirti chi retrocederá, ma sicuramente lo farà chi sbaglierà di più, comunque adesso è ancora troppo presto per stabilirlo e ci vorrà ancora del tempo.

Di Gaetano: Il Parma ha già vinto il campionato, poi per il resto non saprei che dire: vedo un po’ male il Lecce avendo ancora fatto 0 punti, chi mi sta stupendo è l’Empoli che con il duo Ceraolo – Massessi è in una posizione inaspettata nel precampionato, essendo oltretutto una neopromossa.

Siena, Fiorentina, Brescia, Lucchese e Palermo: un calendario molto intenso e ostico a Settembre che potrebbe darvi un’idea su quelle che potrebbe essere la vostra dimensione in questo campionato?

Di Leo: Partiamo dal fatto che la squadra ha saputo rispondere bene al tracollo di Parma prendendo 6 punti in campi difficili come Frosinone e Roma. Adesso ci aspettano partite altrettanto difficili che delineeranno la nostra classifica: il Siena e la Fiorentina hanno da poco cambiato allenatore, il Brescia che ogni anno migliora, la Lucchese che sta sorprendendo tutti e per finire il derby, che non è mai una partita come le altre; senza dimenticare l’impegno in Coppa Italia tre giorni dopo (contro l’Avellino ndr.). Sono partite estremamente delicate che dobbiamo affrontare al meglio senza sottovalutare i nostri avversari e confido nelle capacità della nostra squadra nell’affrontare questo ciclo di partite.

Grazie mille per il tempo concessomi ed in bocca al lupo per il vostro cammino in questa serie B (e perché no, in Coppa Italia).

Di Leo: Grazie e crepi il lupo. E forza Akragas!
Di Gaetano: Grazie e viva il lupo, e sempre #steitiuned!

Daniele Minervino, una pesante eredità

Ciao Daniele, eccoci qua. Dicci un po’ chi sei, e come sei entrato nel progetto

Ciao Valerio, mi presento: sono Daniele Minervino, normale ragazzo di ventidue anni che ama i giochi manageriali. Sono entrato nel progetto grazie a Ferdinando Amoruso, giocatore dell’Entella. Da quel giorno il progetto è diventata la mia droga, tanto che ho persino deciso di acquistare e allenare il Taranto.

Già, il Taranto. Una squadra che sembra volare sia nella classifica del girone, che nell’attività generale: ben 0 inattivi. Quale è il tuo segreto?

Il mio segreto? Tenere il gruppo unito, e avere i giocatori giusti per il tipo di gioco che prediligo. Cerco sempre di dare il massimo, e mettere tutta la mia esperienza di giochi manageriali. Saremo pure una squadra nuova, ma chi pensa di poterci sottovalutare sbaglia.

È ancora presto per sognare la promozione, o pensi già di poter tagliare quel traguardo?

L’obiettivo, almeno sulla carta, sarebbero i playoff. Ma se arrivasse la promozione, non saremmo certo delusi…

Sei approdato da poco nella scottante panchina del Vicenza, dove i primissimi risultati non ti hanno esattamente sorriso; come mai questa trasformazione da Dr Jekill a Mr Hyde?

Pago sicuramente la poca esperienza in B. Sto imparando moltissimo nelle prime partite, ma non sono preoccupato. I risultati arriveranno, c’è solo la necessità di ingranare un momento. Già contro il Cagliari abbiamo disputato una grande partita, rischiando pure di vincerla al 90′ con il palo di Sulsenti.

Arrivi per sostituire un allenatore arrivato ad un passo dalla promozione in S4, e con il “fardello” di far rendere l’acquisto più oneroso dell’intera serie B; quanta pressione c’è addosso a Daniele?

La pressione la sento come è naturale che sia. Un po’ di paura di non essere il sostituto adatto c’è. Ma al tempo stesso questa grande sfida mi gasa, voglio riuscire a non far rimpiangere il vecchio allenatore. Riguardo Serafini, devo solo trovare il modo di farlo rendere al meglio. Ma rimane comunque un campione in campo e fuori, chiunque vorrebbe avere la fortuna di allenarlo.

Abbiamo intervistato il Daniele presidente, il Daniele allenatore, passiamo al Daniele giocatore; quali obiettivi ti poni singolarmente, e quali di squadra, per il tuo Pordenone?

E’ una bellissima squadra con un mister preparatissimo e Luca bisceglie, che non ha certo bisogno di presentazioni. Vorrei portare il Pordenone in A, e sento che ci siano tutti i presupposti

Spero tu possa raggiungere tutti i tuoi obiettivi, allora. Grazie mille Daniele!

L’Eco di Frosinone – Luglio & Agosto

Un saluto a voi tutti cari lettori di The World of Football, inauguriamo quest’oggi una nuova rubrica: in qualità di DS e terzino sinistro del Frosinone del presidente William Cioè, alla fine di ogni mese di gioco uscirà un resoconto delle partite della squadra, condita da rumors di spogliatoio e da approfondimenti sui personaggi che rendono unica questa squadra all’interno del Progetto e di cui sono fiero di far parte. Tenterò di dare una leggera vena comica a questi articoli, sperando possa strappare un sorriso a voi tutti. Cominciamo con un breve riassunto di luglio per poi focalizzarci sull’inizio del campionato.

Amichevoli estive positive per la squadra, tre vittorie, una sconfitta e un pareggio per i nostri leoni ciociari, dove il mezzo passo falso arriva contro il Lugano (a seguito di un tacito accordo tra gli avversari e i due svizzeri di Frosinone, Leonardo Driussi e Raoul Guzzi), la sconfitta contro il CSKA Mosca e le vittorie contro il Salisburgo, il Rijeka e il Trapani, avversario di pari livello, che ci ritroveremo ad affrontare nella Serie B PG.

Chiuso il mercato con gli ottimi innesti di Giorgio Sciubba e Leo Vecchio (che poi in realtà è giovane, ma va beh…) e con l’arrivo dal Perugia, nostra affiliata, di Marco Mulinacci, del nuovo iscritto Mattia Natale e del rientro nel progetto di Leonardo Driussi, detto anche Rompi Ban, la brigata Frosinone è pronta a dar battaglia in tutti gli stadi d’Italia.

Neanche comincia il campionato che il terzino sinistro titolare, alias me stesso, si infortuna (e ti pareva…) costringendomi a tornare all’antica professione che avevo ad inizio carriera: l’addetto alla griglia per la braciolata post partita. La squadra, priva del suo vero presidente (Parrotto triggered), gioca la partita più strana della stagione, perdendo 4-6 contro il Cittadella, con gol dell’Imperatore Lars I Fedeli, doppietta di Francesco “Ghenerale” e di Simone Santilli. Per gli avversari, al 1° minuto partenza lampo di Giuseppe Castaldi, che bisserà poco dopo, doppietta anche per Francesco Scali, gol di Pardo Vizzarri e autogol del “Maldini di noi altri”, Giorgio Sciubba.

Anche la partita successiva vede la squadra perdere: nonostante il gol del primo minuto questa volta sia nostro da parte di Raoul Guzzi, Alessio La Regina con una doppietta porta il risultato finale sull’1-2 per la Salernitana. Nello spogliatoio si comincia a respirare un’aria pesante: mi ero dimenticato le salsicce sulla griglia. Il mister Gianmarco Antonucci, non presente in live, cercava comunque di connettersi al mondo del PG attraverso il proprio cellulare; purtroppo per lui, non sapeva che il Nokia 3310 non ha connessione internet.

Il mister che tenta di entrare nel server, con scarsi risultati

Alla terza partita torna in campo l’uomo simbolo della squadra, il trascinatore con il suo 8 di carisma, mister “Mi potenzio con 1M per la S5” Emilio Ivaldi, e porta tutto il suo influsso positivo alla squadra, che infatti riesce a bloccare sullo 0-0 in casa il Parma, vera rivelazione del campionato di B a cui vanno i nostri complimenti. La quarta di campionato ci vede finalmente vincitori 3-2 contro il Vicenza: doppietta dell’Imperatore Fedeli e rigore del Capitano Antonucci, in gol per gli avversari Sulsenti con una doppietta. La novità della serata è che allena lo svizzero Guzzi, causa indisposizione del mister: impostando il suo navigatore satellitare era finito allo stadio del Frosinone fuffa, invece di quello PG. Questo episodio desta dal suo sonno “il mostro di Frosinone”, detto anche William Cioè, che decide di esonerare il mister Antonucci, affidando in modo ufficiale il timone della squadra all’alpino Guzzi.

Mister Guzzi insegna a come colpire bene il pallone

La prima in panca per il nuovo mister comincia subito sotto una cattiva stella causa crash di FM, e ci vede di nuovo sconfitti contro l’Akragas 2-4; i gol sono di Iacona e di Generale dietro la collina, ci sta la notte… ah no, scusate, Generale soltanto. L’Akragas va in gol con Lucatelli, Zalotov e doppio gol di Papaleo. Nello spogliatoio cominciano a girare strani voci: sono i vocali di Fedeli, noti per la loro brevità, in cui si sentono risuonare sinistre parole, “forca, calderone d’olio bollente, impiccagione”, ma si cerca di mantenere la calma e i nervi saldi. Atteggiamento che porterà a vincere 4-0 in Coppa Italia contro la Reggina con gol di Santilli, Fedeli e di Alfio Grasso, detto il Maestro. In rete anche Guzzi, per cui ecco il primo caso di inception in cui Guzzi allena Guzzi e Guzzi segna; fa venire il mal di testa subito, ma poi uno ci si abitua.

L’ultima partita del mese ci vede contro il Trapani, che già avevamo battuto a luglio: anche questa volta una nostra vittoria, 4-1, con doppietta di Guzzi (allenato da Guzzi… vedete che la seconda volta risulta già più facile da capire?) Sciubba e “Ghenerale”, mentre per gli avversari segna Ivan la Cava. Chiusura del mese positiva, che ci porta a 7 punti ma con una partita ancora da recuperare, e che ci fa ben sperare per una nostra rapida risalita in classifica.

Le partite di Agosto

Menzione extra-campo degna di nota: siamo stati citati e presi come esempio da seguire nell’articolo del collega Salvatore Grassadonia sui bonus di B, lo ringraziamo e io dico GRAZIE alla squadra e ai giocatori che ci sono, tutte persone fantastiche e che mettono passione ed impegno in quello che fanno. FORZA FROSINONE!

Per questo mese è tutto, sperando vi sia piaciuto, ci rivedremo il mese prossimo con l’Eco di Frosinone.

Articolo di Emilio Ivaldi

Genoa – Juve Domo: sfida a tutta fascia

Il Genoa si sa, non è partito nel migliore dei modi.

I rossoblù non sono partiti in maniera ottimale in questa quinta stagione di ProgettoFM. Le sconfitte contro Empoli, Vicenza, Cagliari ed Ancona hanno fatto precipitare i ragazzi di mister Maso nel fondo della classifica, nonostante i pronostici di gioco li considerino da secondo posto certo.

Con una propensione offensiva, il Genoa sembra avere il proprio punto debole nella transizione sulla fascia sinistra, presieduta da Truddaiu come terzino sinistro e Cocco come centrocampista centrale sinistro. Il primo predilige spingersi avanti, mentre il secondo ama chiudere le triangolazioni, con i due esterni difensivi Truddaiu e Busco che hanno una percentuale di passaggi completati del solo 70%.

Sempre i terzini sono la culla delle azioni genoane, secondi solo alla coppia di centrocampo Cocco/Rafaniello.

Nella Juve Domo, di contro, potrebbero risultare decisive le prestazioni di Samuele Mora e Carmine Marciano, rispettivamente terzino destro e sinistro. I due, infatti, hanno una media di due contrasti vinti a partita, risultando decisivi in fase di riconquista palla, grazie anche alla solidità dei due centrali De Rita e Feldkircher.

In difesa, i grifoni dovranno prestare particolarmente attenzione ad Ivan Rubino, attaccante di manovra molto dotato tecnicamente e autentico playmaker degli ultimi metri dei domesi.

Comunque andrà, speriamo di vedere un bello spettacolo alla De André Arena.

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Grafiche a cura di Rudy Zago.

Bonus attività: la Serie B

Salve cari amici di Progetto X, con qualche settimana di ritardo ecco a voi l’analisi della Serie B in termini di bonus attività.

Sempre per ragioni di leggibilità ogni le squadre di B verranno divise in ordine alfabetico sempre in due tronconi.

I primi due grafici che vi mostro rappresentano l’incremento o il decremento del bonus attività totale per squadra nelle stagioni di riferimento (S3 ed S4) [figura 1 e 2]

Figura 1
Figura 2

L’incremento che impressiona di più è quello del Frosinone che passa dai 610k della S3 agli altisonanti 3,750 Milioni nella S4, un boost che la rende la squadra più attiva della Serie B, non avendo nulla da invidiare alle squadre di Serie A (COMPLIMENTI!).

Altri incrementi degni di nota sono Salernitana (+1mln), Brescia (+960k) e Novara (+850k), purtroppo c’è da sottolineare che nessuna squadra oltra al Frosinone è riuscita a sfondare il tetto dei 2mln, cosa molto preoccupante per la serie B.

A guidare la, non tanto onorevole, classifica delle peggiori performance è il Chievo con -850k seguito poi da Verona, Vicenza e Avellino.

Il dato che ci deve di più far riflettere è che 21 su 22 squadre di B non riesce a mandare sopra il tetto di 100k a giocatore il proprio organico, creando sempre più un solco tra le squadre di A e quelle di B. Le presidenze dovrebbero prendere dei provvedimenti per invertire questo trend.

La seconda coppia di grafici [figure 3 e 4] mostra la variazione di introiti divisi per categoria di Bonus (Live, Creatività e Condivisione). La loro distribuzione, questa volta è di difficile interpretazione, perché tolto il Frosinone che ha fatto un campionato a sé, il trend delle squadre non ha seguito un percorso omogeneo, ci sono state squadre che sono cresciute in maniera uniforme, altre che hanno avuto una crescita in due discipline ma un tonfo nell’altra (vedi Parma).

Frosinone a parte il testacoda che vi segnalo è formato dalla coppia Salernitana – Verona.

Figura 3
Figura 4

La prossima coppia di grafici rappresenta il conteggio dei giocatori andati a bonus e quanti sono arrivati ai 300k sia in S3 che in S4 [figura 5 e 6]:

Figura 5
Figura 6

Gli importi totali dei bonus rispecchiano anche l’andamento dei giocatori andati a bonus, il Frosinone piazza ben 9 giocatori a 300k, totalizzando solo con loro ben 2,7mln, l’Entella ne piazza 5 e poi a seguire la Salernitana e il Novara che ne presentano 4.

Lucchese e Vicenza si dividono il primo posto nella classifica del peggior decremento di giocatori a Bonus con un passivo di 6 giocatori in meno rispetto alla S3.

Si sente sempre dire che la serie C non partecipa attivamente perché non è in Live, questi freddi dati ci comunicano che, nonostante la serie B abbia spazio in live, non è un’attrattiva sufficiente a coinvolgere le persone all’interno del Progetto e a farle essere meritevoli di bonus.

Il mio pensiero è che parte tutto dalla voglia di coinvolgere e farsi coinvolgere, le soglie che determinano il conseguimento dei bonus di fine stagione non sono poi così alte, è compito delle società trovare i metodi per spiegare al meglio come vivere il progetto.

Divertitevi e guadagnate tanto da diventare i novelli Cristiano Ronaldo o Cesar Prates!

Il big match di B: Roma-Entella

Ed eccoci qua a raccontare il big match dell’ultima giornata di Serie B Progetto Gaming.
Nella giornata iniziata ieri sera, e che si concluderà lunedì prossimo, si è giocato un match tra 2 dei top team della Serie B: Roma-Entella.
Una partita spettacolare quella di ieri sera all’Olimpico che i giallorossi si sono portati a casa grazie alle reti di Bruni, Leanza e Priori, ma soprattutto da sottolineare la grande prestazione tra i pali di Franco Mario Torcoli, che si esalta salvando la squadra capitolina in più di una occasione. Per l’Entella finisce nella lista dei marcatori Fernando Amoruso che riesce a trafiggere Torcoli con un gran diagonale mancino. Da sottolineare l’ennesimo infortunio per la rosa ligure che proprio non riesce a liberarsi della sfortuna.

Come cambiala classifica?
Questo match cambia molto la classifica della serie B che vede in testa Parma e Vicenza, entrambe a punteggio pieno dopo 3 giornate, a seguire in piena zona playoff troviamo Ancona a 7, Juve Domo, Empoli, Novara e Roma a 6 e infine a giocarsi l’ultimo post disponibile Cagliari e Lucchese entrambe a 4 punti. L’Entella dopo la seconda sconfitta stagionale è ancora lì, ma d’altronde si parla ancora di una classifica approssimativa e il campionato è ancora lungo. La Roma, invece, è partita con il piede giusto e, senza più l’Europa League di mezzo, sembra senza dubbio una delle favorite.


E le altre?
Le altre regalano comunque spettacolo: il Vicenza vince in trasferta il derby veneto contro il Cittadella, grazie al gol decisivo di Alessandro Sulsenti. Sempre nelle zone alte il Parma vince con un sonoro 3-0 in casa contro la Salernitana. Il Foggia non riesce ancora a trovare la prima vittoria e pareggia anche contro la Lucchese in trasferta, l’altro pareggio di giornata arriva da Brescia dove la squadra di casa e l’Ancona regalano una partita emozionante piena di gol, un vero spettacolo per il pubblico impari. Il Genoa finalmente trova la prima vittoria in campionato con un 2-1 in casa con un ottimo Trapani e ultima, ma non meno importante, il Novara, che agguanta 3 punti in casa dell’Akragas grazie ad un gol in zona cesarini di Kotu.

Tornando al big match di giornata, ecco le parole dei due allenatori, che si sono espressi così in merito alla prestazione della propria squadra:

Tommaso Molin: “Sono molto soddisfatto della vittoria perchè l’Entella è un avversario ostico e che darà del filo da torcere a tutti. Sapevo come avrebbero giocato e mi sono schierato a specchio, siamo stati bravi e fortunati, sono convinto che sarà un campionato equilibratissimo fino alla fine”

Claudio Però: “Non è assolutamente l’inizio di campionato che mi e ci aspettavamo, ovviamente abbiamo fatto svariati passi falsi e la fortuna come al solito non guarda praticamente mai in direzione di Chiavari, ma in ogni caso non voglio rimproverare nulla ai ragazzi, hanno giocato bene, sono stati in partita, si potevano concretizzare meglio delle situazioni IMPORTANTI come quella di Martini uno contro uno contro Torcoli e nel finale anche il tiro a botta sicura di Amoruso bloccato sempre da Torcoli, guardando le statistiche il risultato è abbastanza bugiardo, perché era appunto da portare a casa, ma Molin e i suoi hanno fatto una gara pazzesca, difensivamente parlando, mentre noi abbiamo abbastanza dormito in fase difensiva e questa cosa è quello che mi preoccupava di più, infatti da domani si riparte con gli allenamenti per evitare in futuro queste dormite.”

Pagellone ignorante Roma:

F.Torcoli: Voto 7,4. INVALICABILE. Questa è la parola giusta per descrivere la sua partita, blocca di ogni e cade solo sul gran gol di Amoruso, decisamente un gran portiere. #DANTEOUT

K.Stanev: Voto 7,1. Come tutta la difesa fa un’ottima prestazione, chiude tutti gli spazi alle punte dell’Entella e permette alla sua squadra di prendere solamente un gol, buona prova per il Christian Panucci di questa Roma

A. Pietrantonio: Voto 7,0. Il suo compagno difensivo fa una partita monstre, e lui si limita ad assecondarlo un po’ come Mancini con Smalling, gran prova anche la sua.

A. Cannavale: Voto 8,4. A Roma ne sono passati tanti come difensori centrali, ma l’unico che si potrebbe avvicinare a lui è Aldair, gli altri non sono nemmeno una sua unghia. “E CON IL NUMERO 33 ALFREDOOOO CANNAVALEEEE”

D.Raffioni: Voto 7,1. Buona partita del terzino sinistro giallorosso. Tante percussioni, ma soprattutto un’ottima fase difensiva per il Riise del Progetto.

A. Ingrassia: Voto 6,9. Purtroppo un infortunio non gli permette di esprimersi al meglio, esce al 60esimo e spera di non far la fine del “Monito” Diego Perotti

G.Priori: Voto 7.6. Un gol utile alla causa e un’ottima prestazione per far sognare i tifosi, dopo il gol corre verso la curva come fecero Totti ed altri dopo di lui. L’idolo della curva non li delude.

D.Saladino: Voto 6,9. Prova mediocre per il top del centrocampo della Roma, che alterna prove degne del miglior Falcao a prove degne del peggior Cristante. Nonostante ciò i 3 punti sono arrivati.

P.Leanza: Voto 7,3. Qualcuno lo fermi per favore, segna a raffica. Prima segna il gol dell’anno all’europeo, ora vuole devastare anche il campionato di serie B. Un vero e proprio trascinatore, il Dzeko del Progetto.

W.Esposito: Voto 6,9. Partita un po’ anonima per il Giuseppe Mascara di questa Roma, ma che basta per portare a casa i 3 punti. 0 gol 0 assist, ma tanta voglia di fare.

G.Bruni: Voto 7,9. Il capitano di questa splendida Roma brilla particolarmente e in alcune giocate ricorda il mitico Bruno Conti, i tifosi della Roma già sognano, ma lui vuole rimanere coi piedi per terra, ma se continua così ne sentiremo parlare ancora per molto.

Subentrati:

H.Bajrami: Voto 6,8. Entra al posto dell’infortunato Ingrassia e non gioca male, può fare molto di più, ma bisogna dargli tempo. Il cengiz under di questa Roma non incide.

A.Ferraris: Voto 6,7. Il cognome richiama subito allo storico capitano giallorosso Attilio Ferraris, ma lui sente la pressione di questo nome e non riesce a incidere in questa Roma, vedremo se in futuro giocherà meglio.

M.Minella: Senza Voto. Entra, ma troppo tardi per incidere al meglio, partita senza voto per lui.

Pagellone Ignorante Entella:

P. Fulco: Voto 6,3. Dalla tribuna si inizia a sentire il solito #FULCOUT, ma stavolta questo coro era per sorprendentemente per lui. Tutti i giocatori sono rimasti straniti da questa cosa. Rimane una pessima prova del buon Pier.

A. Di Matteo: Voto 6,7. Roberto Di Matteo vinceva la Champions League senza fare nulla, lui prova a imitarlo, ma non ci riesce e il suo Entella perde.

F. Trocchia: Voto 7,0. Il Migliore di una difesa molto traballante, un po’ come Manolas alla Roma difende per 5.

E. Fedeli: Voto 6,3. Ha avuto di certo momenti migliori, ma oggi proprio non andava, qualsiasi cosa facesse non andava a buon fine. Brutta prova per il centrale che si ispira a Sinisa MIhajlovic.

M. Ercole: Voto 6,6. Si ispira a Marco Motta e lo imita alla grande giocando una brutta partita. Insomma gli insegnamenti dell’ex Juve vanno alla grande.

L. Farina: Voto 6,3. Gioca male, e si fa pure male, non di certo la sua giornata, ma sappiamo che al suo ritorno vorrà fare molto meglio di adesso.

D. Fulco: Voto 6,8. A furia di sentire #FULCOUT il mister Però lo sostituisce, non capendo che per una volta nella vita, il coro non era per lui. Esce collezionando ciò che ama di più al mondo: i cartellini gialli.

M. Bàlor: Voto 6,7. #iostoconbalor oggi non incanta troppo, nonostante il gol arrivi da una sua cavalcata sulla fascia con conseguente cross sbagliato. Un Candreva che ci ha creduto di meno insomma.

F. Amoruso: Voto 7,0. Segna l’unico gol di questo Entella, non sarà una punta, ma che gol che fa. Complimenti a lui per aver segnato un gol in pieno stile Gallo Belotti.

C. Romanelli: Voto 7,0. Il nome degli avversari è nel suo cognome, tutto fa pensare ad una partita venduta, ma lui non fa questo genere di cose. Lui gioca bene, ma non basta a questo Entella che ha più sfiga della Roma fuffa.

F. Mart
ini: Voto 6,4. Di solito incanta in campo, oggi da fonti insicure ci arriva la notizia che abbia offerto un’ottima prova canora negli spogliatoi. Ovviamente è solo una voce, ma di una cosa siamo sicuri oggi in campo era irriconoscibile.

Subentrati:

E. Izzo: Voto 6,6. Entra, ma si ritrova solo soletto lì in mezzo al campo, corre come un matto, ma non riesce a fare tutto da solo. Qualcuno gli dia una mano per favore.

A. Giraldi: Voto 6,7. Il baffo più bello d’Italia entra e prova a combinare qualcosa, in campo non fa nulla, ma ha già 4 appuntamenti per la prossima settimana. E’ veramente un campione in quello che fa.

L. Rocca: Voto 6,7. Entra per sostituire uno spento Martini, che però in qualche modo passa il suo essere spento pure a lui. Non riesce a incidere in questa partita il ragazzo.

Articolo a cura di Calchi Alessandro.

Akragas verso il futuro: rinnovi per Zalotov e Joel

Dopo la salvezza stentata dello scorso anno, l’Akragas vuole riprovarci e puntare in alto. Mantenere la categoria la scorsa stagione è stato solo il primo passo, ma adesso la dirigenza agrigentina vuole espandere sempre di più i propri orizzonti, magari mirando ad un futuro approdo in A. Si sa, Roma non è stata costruita in un giorno, ci vogliono buone basi per poter puntare in alto; e proprio per questo la dirigenza agrigentina ha scelto di mantenere per lungo tempo le proprie mura portanti che hanno i nomi di Nicola Zalotov e di Gianpiero Joel, due dei grandi protagonisti delle ultime annate..

“Abbiamo uno zoccolo duro che ci portiamo dietro da un paio di stagioni e a cui sono molto legato, abbiamo instaurato un ottimo rapporto anche off game – ci dice il presidente dell’Akragas Paolo Di Gaetano – gli dovevo questo rinnovo. I ragazzi meritavano uno stipendio più corposo rispetto al passato ed è arrivato il momento giusto”. I due giocatori sono due membri della vecchia guardia, Zalotov è alla terza stagione con questa maglia, esprimendosi come uno dei migliori giocatori in C l’anno della promozione, mentre Joel ha ormai tatuata addosso la fascia da capitano: “Per Joel devo ringraziare il nostro MM del tempo, Salvatore Grassadonia – dice Di Gaetano – , sapeva che cercavo ragazzi per completare la rosa in seguito alla promozione e mi ha consigliato Gianpiero, che conoscevo essendo parte del gruppo “Mago Miriddu”, che fa parodie palermitane. Zalotov è un mio pupillo, eravamo insieme in un altro gruppo fb e cercavo gente da invitare per l’Akragas e ho visto sto ragazzo con il cognome particolare che mi ha colpito e quindi gli ho scritto un messaggio per invitarlo e subito ha accettato con entusiasmo e mi ha regalato fin da subito grandi gioie. Se vorranno, hanno entrambi la strada spianata per diventare delle bandiere della società, Zalo e Ginopiè (i nomi ‘da spogliatoio’, NDR.) hanno l’attitudine perfetta per esserlo. Ma a loro aggiungo anche Simone Lucatelli, ha il carattere giusto, sorretto da passione e voglia”.

Zalotov è felice del rinnovo, sottolineando anche le sue ambizioni: “L’Akragas è una grande famiglia per me, anche se è piuttosto allargata, dati i vari arrivi e saluti. Se sono rimasto però, date le mie ambizioni, è stato sicuramente merito/demerito del presidente, nel senso che mi ha offerto un contratto degno di un attivo come me e perché mi ha letteralmente blindato, chiedendo cifre monstre che hanno addirittura “scacciato” interessamenti piuttosto pesanti come quello di Salvatore Campagna, allenatore della Cremonese, a cui mando un forte abbraccio. Per il resto nell’Akragas mi trovo davvero bene, ho dei buoni compagni, tutti in fermento per la nuova stagione, e sono felice di dire che il vero uomo spogliatoio è il nostro capitano, Joel, che non ha mai battuto ciglio in varie panchine e soprattutto ha zittito quando c’era da zittire e incoraggiato quando c’era da incoraggiare, davvero onnipresente, grandissimo capitano”. Il capitano Joel è pronto a dare l’anima per la squadra: Ciò che mi ha convinto fermamente a rinnovare con l’Akragas per i prossimi anni è legato essenzialmente al fatto che la società ha dimostrato di credere molto in me, sia come giocatore, sia come uomo che come capitano. La volontà della società è quella di investire su alcuni pilastri della squadra per poter realizzare, insieme all’innesto di nuove leve, dei risultati più prestigiosi dei precedenti che sono comunque stati soddisfacenti per la nostra tifoseria. Essere uno dei leader di questa squadra (peraltro il capitano) è un onore ma anche un onere: le responsabilitá hanno sempre un peso e comportano capacità di mediazione fra spogliatoio e societá ma anche di dialogo con la tifoseria. Alla fine noi giocatori siamo delle “icone” per loro e soprattutto per questo dobbiamo onorare la maglia .Spero di rimanere ancora per molto nell’Akragas: non ho firmato il contratto per la vita (vista la mia giovane età anagrafica) ma quasi. Mi piacerebbe molto prendermi delle belle soddisfazioni e realizzare il mio sogno che è anche quello del presidente: arrivare in A. Un desiderio che spero tanto di esaudire entro la fine di questo nuovo importante contratto!”.

Il Cautha Cittadella presenta i suoi nuovi acquisti!

Presentazione in grande stile, quella per i due nuovi arrivati in casa Cittadella: Cristian Caringola Cittadini (meglio conosciuto come “Ma quanto è forte Caringola Cittadini?”) proveniente dalla squadra campione d’Italia, la Lazio, e Carlo Caporuscio, giovane centrocampista dell’Ascoli, società di C affiliata alla Lucchese. Ad accompagnare i ragazzi, sono presenti il Presidente Yuri Baldacci, il Direttore Sportivo Alessio La Rosa e l’allenatore, Giuseppe Gambardella, a cui rivolgiamo alcune domande prima di passare la parola ai ragazzi.

Il Cittadella si rinforza con due colpi a centrocampo: Carlo Caporuscio e Cristian Caringola. Avete deciso quindi di investire tanto su un settore nevralgico del campo: le motivazioni sono dettate dall’assenza di alternative valide nella passata stagione?

Gambardella: L’investimento a centrocampo è stato scelto per aumentare il tasso tecnico del centrocampo, le alternative ci sono e sono valide, abbiamo cercato anche altri giocatori ma i prezzi di mercato sono piuttosto alti.

La Rosa: Abbiamo voluto rinforzare questo reparto perché ci mancavano delle pedine molto tecniche, ma anche perché il numero dei nostri centrocampisti era veramente basso.

I giocatori si sono già inseriti all’interno del gruppo?

La Rosa: Fortunatamente sì. Sono due personalità diverse, ma entrambi si sono subito messi al servizio della squadra.

Gambardella: Grazie ad Alessio e al resto della squadra entrambi si sono inseriti bene Speriamo che la stagione incominci presto.

Con questi due acquisti pensate di chiudere il mercato in entrata?

La Rosa: Direi proprio di sì, soprattutto dopo l’arrivo del neoiscritto Loris Forte, ufficializzato poche ore fa e non ha potuto partecipare alla conferenza stampa odierna!

Ringraziamo lo staff del Cittadella e passiamo ora ai protagonisti principali di questa intervista.

Benvenuti ai nuovi acquisti del Cittadella: Cristian Caringola e Carlo Caporuscio. Presentatevi per chi non vi conoscesse.

Caporuscio: Buongiorno, sono Carlo Caporuscio, ho 23 anni.

Cittadini: Buongiorno sono Cristian Caringola Cittadini. Innanzitutto, vorrei ringraziare la società per la fiducia dimostrata, perché ha deciso di puntare su di me acquistandomi da una società blasonata come la Lazio.

Siete entrambi centrocampisti, un settore nevralgico del campo: cosa sperate e pensate di dare alla squadra?

Caporuscio: Sono un giocatore che può ricoprire diversi settori del centrocampo e fare diversi ruoli: da mediano a mezzala, per finire trequartista. Speriamo sarà una stagione di soddisfazioni.

Cittadini: In questi anni ho giocato principalmente come trequartista, il mio ruolo naturale che più mi piace, ma ho ricoperto in varie occasioni diverse posizioni in mezzo al campo. Penso che il trequartista sia uno dei ruoli più importanti per la creazione del gioco e per questo spero di dare il mio contributo alla squadra in fase offensiva ma anche in fase difensiva. Sono convinto che insieme potremo far bene e non vedo l’ora di iniziare questo campionato, molto bello e molto competitivo.

Uno arriva da una squadra di C come l’Ascoli che ha fatto metà stagione per poi fare il salto in una categoria superiore, l’altro arriva dalla squadra campione d’Italia che in tre stagioni è cresciuta a dismisura dopo una retrocessione in B: ognuno di voi porta esperienze diverse. Potete raccontarmi cosa vi hanno dato le vostre precedenti squadre?

Caporuscio: Innanzitutto ci tengo a ringraziare la società da dove arrivo, l’Ascoli: una società spettacolare, una piazza fantastica, che consiglio a tutti, a partire dai Presidenti, all’allenatore e ai vari dirigenti, al gruppo! Un gruppo che è come una famiglia, la famiglia Ascoli. Li ritengo ancora la mia famiglia, e ribadisco che è una società fantastica, per me sarà sempre casa mia. Spero di aver lasciato anche io un buon ricordo all’Ascoli. Purtroppo, non sono restato tanto tempo in squadra, ma quel poco mi è davvero bastato per farmi sentire a casa. Voglio infine ringraziarli per avermi permesso di aver fatto una metà stagione bellissima e salutare tutti i miei compagni, che li sento ancora miei compagni. Credo che questa squadra avesse qualcosa di speciale. In un futuro spero di tornarci. Ma ora penso principalmente alla mia nuova squadra, il Cittadella, che ringrazio per avermi dato questa importante possibilità e spero di togliermi tante soddisfazioni insieme e sono pronto a battermi per loro.

Cittadini: Si, in questi tre anni con la Lazio ho vissuto esperienze molto positive come la vittoria dello scudetto, ma anche un cammino piuttosto entusiasmante in Champions League. Sicuramente questi risultati non sono frutto del caso, infatti la società è stata molto brava a costruire una rosa fortemente competitiva con un allenatore che è stato in grado, grazie alle sue indubbie capacità tecniche e gestionali, di completare e portare a termine il nostro processo di crescita. Spero che le cose apprese in questi anni riuscirò a metterle a disposizione della squadra per far in modo di ripetere quei risultati sul campo che ho avuto modo di vivere in prima persona nelle precedenti stagioni.

Quali sono i vostri obiettivi personali?

Caporuscio: Crescere e togliermi soddisfazioni.

Cittadini: Portare il Cittadella nella categoria che merita ed aiutare la squadra in modo da crescere giorno per giorno insieme.

Cosa vi ha portato ad accettare l’offerta del Cittadella?

Caporuscio: Io sono qui per giocare e conquistarmi la maglia da titolare.

Cittadini: L’inizio di una nuova avventura e il ritorno ad una maglia da titolare.

A proposito del ritorno alla maglia da titolare: giocare poco seppur in una squadra vincente fa più piacere che giocare titolare o quantomeno essere protagonista seppur in squadre meno quotate?

Cittadini: Per un mio parere personale penso che avere la maglia da titolare sia una delle più grandi soddisfazioni, perché va conquistata di settimana in settimana con impegno e fatica. Molto meglio giocare e contribuire al successo in modo da avere anche una crescita personale.

Per quale motivo credi di essere passato da titolare inamovibile a 28 presenze, di cui solo 8 da titolare (4 in campionato e 4 nelle coppe) quest’ultima stagione? È stato anche questo un motivo che ti ha portato a chiedere la cessione?

Cittadini: Nono assolutamente no: non è per questo motivo. È stata una scelta voluta da entrambi sia da me che dalla società. Per quanto riguarda il passaggio della maglia da titolare alle sole otto partite giocate da titolare ci sono state diverse cause e a mio sfavore in alcune partite vi è stato un cambio di modulo oltre a dei nuovi acquisti del mio stesso ruolo.

Cosa pensate del prossimo campionato di B? Secondo voi sarà un campionato più, o meno difficile di quelli da voi affrontati la scorsa stagione?

Caporuscio: personalmente sarà un campionato sicuramente più difficile rispetto a quello affrontato l’anno scorso. Per quanto sarà più duro, ogni partita sarà importante e servirà dare il massimo per cercare di raggiungere l’obbiettivo della massima serie.

Cittadini: Il campionato di b l’ho già vissuto e so cosa significa: stagiona lunga con molte difficoltà da affrontare. Non ci si deve abbattere difronte alla prima sconfitta perché questa è la B: si perde e si vince, ma alla fine conta arrivare tra le prime due posizioni.

I ragazzi sono determinati e volenterosi di dimostrare di valere la maglia che indosseranno. Vedremo quale sarà il reale apporto che riusciranno a dare questi due prospetti di valore alla causa del Cittadella. A loro il miglior augurio per un campionato ricco di soddisfazioni.