La Solitudine del Numero 12

Oggi, cogliendo l’occasione di avere ai microfoni di Progetto X il numero 12 del Milan Pietro Caliendo, vogliamo puntare la lente d’ingrandimento sul ruolo dei numero 12 nel progetto. Il secondo portiere ha subito, nel corso degli anni, un profondo cambiamento, da chioccia per i portieri delle giovanili a vero e proprio rincalzo che non ha nulla da invidiare al numero 1.

Ciao Pietro, presentati ai nostri lettori sia dentro che fuori dal progetto.

Sono uno studente romano che attualmente sta prendendo una magistrale in criminologia, sono entrato a far parte di Progetto Football Manager perché amo il calcio e sono onorato di far parte di un grande club come il Milan

C’è chi considera il secondo portiere come un’entità che si spera non scenda mai in campo, altri li considerano dei titolari a tutti gli effetti che dividono la porta con il numero 1. Senti più tua la prima o la seconda definizione?

Penso sia fattibile dividere la porta con il numero 1, perché è un ruolo instabile nel senso che oggi sei decisivo, domani no. Perciò uno deve allenarsi per essere pronto a subentrare!

Come vivi il tuo ruolo da secondo?

Con tranquillità, rispetto il ruolo che ricopre Sassano in quanto abbiamo un bellissimo rapporto all’intento dello spogliatoio.

Ti è mai balenata l’idea di scendere di categoria, in cerca di un posto da titolare?

Sono partito dal Salò, dove è stata un’esperienza fantastica per poi giungere al Milan. Potrei chiedere di più? Sarà difficile questa stagione, ma sarà un motivo in più per fare il 110%

Capello asseriva che il ruolo del portiere è un ruolo diverso, dove non serve competizione ma serve fiducia, cosa ne pensi tu?

Condivido le parole del mister, perché come ho detto prima con Sassano ci sta un rapporto fantastico e arriverà il mio momento. Credo nel mister Gianberduca, una persona saggia in ogni scelta che compie

Mi piacerebbe commentassi queste due citazioni:

“Il portiere è un ruolo a rischio: ti martellano, e tu sei solo. Ti devi prendere la responsabilità, anche se agisci d’istinto.” (Emiliano Viviano)

“La vita è fatta di piccole solitudini, quella del portiere di più”. (Fabien Bartez)

Condivido in pieno con Viviano, ma anche del collega Bartez. Aggiungo una mia citazione “il potere è un umano che fa cose da alieno”. Il portiere è una missione umanitaria, in quanto deve disinnescare ogni bomba nemica!

L’impegno richiesto al portiere è aumentato notevolmente rispetto al passato, dove l’estremo difensore era solitamente quello che non ci sapeva fare con i piedi e che quindi veniva relegato nella sua porta. Hai dei piedi buoni? Stai cercando di migliorare le tue doti con la palla tra i piedi?

Il mio modello di riferimento, non mene voglia il mister, è Julio Cesar: abile in porta e con i piedi. Mi sento di definirmi discreto, anche perché sennò avrei fatto un altro ruolo (ride ndr)

Parliamo del Milan, riuscirai a giocarti le tue chanches?

sono sicuro che darò il mio contributo dentro e fuori il campo per dimostrare il mio valore! Mi sento parte del progetto e spero di farlo capire a chi vorrà entrare a far parte della grande famiglia Milan

Che stagione farà il Milan?

siamo un gruppo fenomenale con gente attaccata alla maglia, mi sento onorato di farne parte! Scherziamo, ridiamo ma soprattutto lottiamo su ogni fronte.

Terzout! Arriva Gambardella

La Fiorentina cambia di nuovo, Terzo costretto alla dimissioni causa sopraggiunti impegni lavorativi.

L’ex tecnico della Fiorentina ha dovuto rassegnare le proprie dimissioni alla vigilia dello scontro diretto, nella parte bassa del tabellone, contro il Cittadella.

I presidenti Iadicicco e Pusceddu si sono spesi nel tessere le lodi dell’ex tecnico, riconoscendogli il grande merito di aver contribuito a creare un ambiente sano e partecipe nello spogliatoio, precisando che questa non è stata una scelta tecnica nonostante il magro bottino in campionato della Viola.

Pusceddu ha sottolineato come Terzo sia ormai considerato un amico da parte di tutta la squadra, che ha avuto un impatto determinante nella gestione dello spogliatoio nel dopo-Torcolini, invogliando i giocatori della Fiorentina a impegnarsi di più all’interno del progetto.

Il Nuovo Tecnico Viola: Giuseppe Gambardella

La panchina sarà affidata all’esperto Giuseppe “Pippo” Gambardella, che entrerà a far parte anche della dirigenza.

L’ingresso in dirigenza di Gambardella è salutato positivamente da Iadicicco che, conoscendolo di persona, sa che è una persona affidabile, dello stesso parere è Pusceddu che è certo della serietà di Gambardella e del fatto che darà una nuova sferzata all’attività della squadra.

Nonostante il cambio di panchina, gli obiettivi della compagine Toscana non cambiano: playoff e attività, ci dice Angela Iadicicco, non si vuole lasciare nessuno indietro, non ci devono essere inattivi alla Fiorentina targata Iadicicco/Pusceddu/Gambardella.

Le parole a caldo di Pippo: “Voglio continuare a divertirmi in questo progetto e so che la Fiorentina mi permetterà di farlo, non conosco ancora bene la rosa, quindi ci sarà un periodo di profondo studio prima di intervenire sul mercato. Non sono un integralista tattico, per la scelta del modulo bisogna vedere la rosa cosa permette, coinvolgerò la squadra nella scelta del modulo. Di una cosa sono certo tutti i giocatori sono titolari, un occhio particolare andrà a chi è più attivo.”

Il tris d’assi dell’Asylum!

Progetto X ha l’onore di intervistare un modello per il Progetto: la Triestina Asylum, gestita dai notissimi Daniele #Fulcout, Yuri asdasd Monti e Mariano “sistemateiconti” Pizzuti. Raccontateci come è strutturata la dirigenza della società più pazza del Progetto.

Pizzuti: La ringraziamo per la preferenza accordataci. Diciamo che tutto nasce da uno stalker di nome Clownz che dopo avermi fatto conoscere il gioco ha avuto la brillante idea di voler comprare una società: la suddivisione dei ruoli è stata alquanto naturale, avendo ognuno una passione per un ruolo diverso. Sul termine pazzi lo prendo come un complimento, ma credo che sfasati sia il termine corretto.

Fulco: Della presidenza sono il più recente. Ciò che mi ha spinto ad essere prima allenatore e poi anche presidente della Triestina, è la passione e la dedizione che mettono sia il Clownz sia la Volpe nel gioco: ruolano, si divertono, fanno le teste di cazzo ma con un’organizzazione ben chiara e decisa. Tutto è studiato nel minimo dettaglio: i risultati in campo e non, parlano più di qualunque intervista e/o dichiarazione.

Clownz: Sciao Progetto X! L’Asylum nasce da una mia idea: quella di lasciar libero sfogo ai giocatori che vengono da noi possono fare finta di essere dei detenuti con problemi psichiatrici, ma se non vogliono “ruolare” possono giocare normalmente. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza uno dei miei migliori amici (Pizzuti): lui è la parte matematica, che mi aiuta a trasformare i miei pensieri colorati in cose reali. Ora insieme a noi c’è un terzo presidente (Daniele Fulco), che ci aiuta sul mercato e gestisce (insieme a me) la parte tattica della squadra. Una piccola menzione vorrei farla anche al nostro vicepresidente Stefano Mattacola in arte Mazzancolla, che forse un giorno prenderà la mia maschera.

Bene quindi di base la società è strutturata da Pizzuti capo indiscusso delle casse, nel caso qualche caso patologico grave non decida di scassinare il fortino dell’Asylum per acquistare nuovi psicofarmaci, il buon Clownz decide quali farmac…ehm giocatori scegliere e come gestire le carcer…ehm le stanze dove abitano i vostri giocatori, in collaborazione con mister Fulco che riesce a far giocare la squadra in maniera eccellente, non si sa con quali capacità.  La rosa come è stata costruita stagione scorsa? Cioè, qual è stato il processo di selezione dei giocatori che tutt’oggi, correggetemi se sbaglio, formano lo zoccolo duro della rosa?

Clownz: Faccio una piccola premessa: io sono stato in tutti i giochi a cui ho giocato capoclan o capogilda. Bene. Lo zoccolo duro dell’Asylum è formato dai membri di alcune mei vecchie gilde e alcuni di essi sono anche miei amici nella realtà, altri sono amici di queste persone. Mentre con pochi altri è stata fortuna: cito ad esempio Amir Gharaba, che si è integrato alla grande con lo spirito della Triestina ma che abbiamo preso come nuovo utente. Poi ora è arrivato anche il nostro Zlatan Di Gaetano, che sembra essere nato per giocare con noi. Per quanto riguarda la selezione dello staff invece ho scelto persone stra-attive che potessero aiutarci, ed ecco perché i due marketing manager Luca Brian Santoro e Stefano Mattacola: la chat staff e quasi più attiva della chat squadra.

…spunta un Fulco selvatico: “E poi un allenatore come me, un fenomeno assoluto!”

Quindi un gruppo in larga parte conosciuto. A volte però portare amici non sempre porta ad avere un gruppo attivo o più attivo: il fatto di portare amici, suppongo già abituati ai GDR può aver aiutato? E se sì, quanto?

Pizzuti: Portare amici (se con la stessa passione) aiuta moltissimo dal mio punto di vista, poiché il fine e l’obiettivo sono comuni. E con questi già si sa come relazionarsi, poiché il problema più grande dei GDR è il relazionarsi con persone mai viste e conosciute.

Clownz: Beh, avere un gruppo che si conosce e che pensa più alla squadra che al suo singolo giocatore non può essere altro che un bene… non crede?

La squadra si trova terza in campionato dietro a delle armate come Pordenone e un’insospettabile Longobarda Cuneo. L’obiettivo immagino sia quello della promozione diretta, per non rischiare il terno al lotto dei Play off immagino.

Pizzuti: Il nostro obiettivo è la conquista del mondo, passando per la promozione in B diretta, sperando che sto #fulcout continui nel suo ottimo lavoro.

Fulco: Per ora è un ottimo campionato quello triestino, ma per le considerazioni finali aspetteremo la fine del campionato. Ogni partita è come una finale e come tale bisogna approcciarle. Guai però a darci dei Di Gaetano-dipendenti, sarebbe come sminuire gli altri giocatori e il lavoro eccellente di Yuri e Mariano prima ancora che entrassi a far parte dello staff Asylum.

Clownz: Io ho chiesto al mister 2 cose: quest’anno minimo quinto posto; prossimo anno, se non saliamo ora, la B diretta. Abbiamo un bel progetto ma devono arrivare i giusti risultati!

Pensate che la classifica attuale possa avere scossoni di sorta, o le squadre nelle prime quattro posizioni dovrebbero restare le stesse?

Fulco: La Serie C, ad eccezion fatta del girone C dove la Torres sicuramente vincerà il campionato, è ostica e piena di insidie. La matematica non condanna e non premia nessuno; penso a metà girone di ritorno potremmo tirare le somme. La Triestina farà di tutto per confermarsi ai vertici del girone A e su questo sono pronto a mettere Mariano sul fuoco.

Pizzuti: Il bello del calcio è la sua imprevedibilità, se a questo aggiungiamo che è composto da umani (e quindi imprevedibili già di loro) nulla è scontato. Noi ce la metteremo tutta per vincere e continuare ad essere fuori di testa, poi a fine campionato vedremo i risultati.

Una classifica speciale dove la Triestina primeggia è quella live: schiacciasassi ogni mese nella Top delle squadre. Facendo dei calcoli molto semplici, assumo che 15 giocatori vostri siano in top 15. Faccio la media del punteggio del numero 1 e 100 della top live di questo mese: 418 e 332 punti, e facendoci la media aritmetica risulta 375 punti di media. Moltiplicando 375 per il numero dei calciatori, il risultato da 5.625. Il punteggio della Triestina di questo mese è 6546 (dati FulcoAdminStats). La prima domanda è: quanti infiltrati alla festa ci sono?

Pizzuti: Poiché il calcolo medio non è fattibile perché le spiego che i primi 4 sono: Canemalato80 (Daniele Adanti), Nadir, io e il capitano, quindi già superiamo nettamente la media voto. Alle nostre feste si aggiungono poi: il Clownz, Elena del Crema, mia collega di lavoro. Quindi a questa serva dovremmo dare qualche ripetizione, la porti all’Asylum che abbiamo una sezione dedicata ai ca…lcoli. Però, le porte dell’Asylum sono aperte a tutti, probabilmente ci trovano simpatici e di compagnia. Noi vogliamo risultare cattivi, ma in realtà credo che siamo tra i più buoni e disponibili del progetto, questo ci porta sicuramente ad essere ben voluti e conosciuti all’interno dello stesso, di conseguenza in quei giocatori più vicini a noi è quasi scontato il supporto alla nostra squadra.

Clownz: Più di quelli che immagina! Dovreste fare un sondaggio nelle squadre e magari scoprirete che qualcuno ha sentito il lieve sussurro dell’Asylum… Ma se proprio vuole saperlo abbiamo almeno 8 top 100 altri poco sotto, più il Clownz, Pizzuti, Fulco jr., Mattacola (tutti top 100) e almeno altri 4 esterni top 100. I calcoli li lascio a voi asdasdasd.

La mia risposta con un’altra riflessione si è fatta attendere parecchio, motivo per cui il dottor Pizzuti mi ha punzecchiato con un “credo ci abbia abbandonato per i conti”, prontamente risposto dal sottoscritto con un “dottor Pizzuti, vi sto leggendo e stavo finendo il mio paper. I numeri piacciono a me quanto a lei. Non ho sbagliato i conti, se legge bene la mia riflessione”, seguito da un amorevole “Sentivo già la sua mancanza”.

I calcoli medi sono stati fatti volutamente, per capire chi si è aggiunto alla festa dottor Pizzuti, giusto per stanare le talpe, senza offendere o attaccare nessuno, e portare avanti il discorso in una direzione voluta: la strategia delle varie società sull’utilizzo del comando fan durante le live. Mi spiego meglio: di base il ragionamento che ho sempre fatto personalmente, e che quindi non deve essere la Bibbia ovviamente, ma solo una visione sull’utilizzo dello strumento, è quello per cui la squadra per cui gioco deve ricevere il massimo supporto in quanto, essendo i soldi della classifica fan, cash puliti che andranno nelle casse della società, che li utilizzerà per i fini della squadra e quindi stipendi più alti o rimanenze in cassa per qualche acquisto, magari con la possibilità di puntare anche a qualche giocatore di livello.

Ci sono società, con affiliate (non fate parte di questo caso) che alternano il comando fan tra squadra madre e squadra affiliata, al fine di beneficiarne entrambe le società; sempre nel caso di società madre e affiliata c’è chi usa l’affiliata come ulteriore bacino per migliorare le casse della squadra madre. Infine, ci sono le società che sanno di non arrivare in top20 squadre e danno libero arbitrio o consigliano di tifare squadre amiche. Voi già senza i giocatori esterni, arrivereste tranquillamente in top20 squadra: il pensare ad un progetto, in questo caso, viene prima di sé stessi o della squadra in cui si gioca nel vostro caso?

Riferendomi a signor Pizzuti chiudo: “la riflessione è articolata come vede dottore, non volevo scrivere castronerie, e penso di non averne scritte nemmeno prima”

Pizzuti: In merito a quanto da lei sopra riportato apre un dibattito probabilmente più grande di noi, per il semplice fatto che ognuno di noi ha diversi ruoli all’interno del progetto. Di conseguenza bisognerebbe partire dalla seguente considerazione: essendo un gioco di Ruolo spesso non si può essere giocatore e presidente della stessa squadra. Chi fa il presidente (e di conseguenza pagando con soldi reali) tende a portare i voti alla propria squadra di proprietà per cercare di portare più in alto possibile il proprio investimento (che ricordiamo non genera ritorno economico ma semplice divertimento ludico con altre persone). Per quanto riguarda la nostra squadra tra i top20 deriva dal fatto che veniamo tutti da GDR e quindi sappiamo un pochino come muoverci.

In più il gioco in sé porta ad avere rapporti interpersonali come le persone, di conseguenza queste avranno sempre vantaggio sulla logica del gioco. Vincolare un giocatore a tifare la propria squadra potrebbe portare a svalutare il GDR in sé.

Clownz: Assolutamente sì, il progetto Asylum viene prima di qualsiasi cosa al momento: è il nostro giocattolo e non vogliamo che si rompa facilmente. Ci dedichiamo tempo e ci mettiamo passione, lo stesso che probabilmente fanno tutti i presidenti di ogni squadra (ma ne dubito fortemente asdasd) quindi perché io dovrei dare il mio voto alla squadra dove gioco? Non è mica il mio sogno, è il sogno di un altro. E io voglio diventare un INCUBO! E poi cosa dovrebbe pensare un mio calciatore, vedendo che il suo presidente non mette il fan alla squadra? Il buon esempio signor Deidda… Il buon ESEMPIO!

Rispondo al dottor Pizzuti ed al Clownz che hanno portato una visione del modo di gestire questa dinamica, che è diversa dal mio modo di agire come Presidente di una squadra e giocatore in un’altra (anche se sono stato Presidente per due stagioni, ne sono diventato capitano in questa ed è come se fossi ancora Presidente della stessa): è un ragionamento condivisibile e davvero apprezzabile dire “diamo l’esempio noi Presidenti a mettere il !fan nella squadra su cui noi spendiamo e sul progetto su cui noi crediamo.

Penso che non sia meno nobile comunque voler aiutare a dare il proprio contributo alla squadra dove si gioca per permettere alla stessa di avere un possibile ritorno economico (nel gioco si intende) perché si crede nel progetto della squadra, ma anche perché l’esborso economico resta principalmente (almeno io la vedo così), un modo per finanziare ed aiutare nel nostro piccolo Progetto Gaming nel crescere, espandersi e diventare una realtà di tutto rispetto, quindi io preferisco che i miei giocatori si “facciano da sé”, senza aiuti dall’esterno di punti live che farei guadagnare facilmente per far scalare la squadra che gestisco. Così faccio io, così fanno tutti i giocatori che sono Presidenti altrove o Presidenti che sono giocatori da noi (faccio l’esempio di Gallo al PG, ma presidente di Lucchese ed Ascoli, o Benedetti alla Lucchese e Presidente del Torino).

Ciò non toglie, sia chiaro e ripeto, che il comando fan è giustamente utilizzabile come meglio si crede, come fanno diversi che aiutano e tifano una delle squadre più organizzate del Progetto come voi dell’Asylum, come sono certo faranno altri singoli o piccole squadre che aiuteranno le “big” per scelta.

Clownz: Sono in disaccordo quasi totale. Non mi interessa minimamente la parte economica (ossia quello che spendo) ma a livello di gioco per me esiste solo l’Asylum: è il mio, nostro sogno. Ce lo coccoliamo come un bambino; ci spendo tempo. Mi sentirei sporco a votare per un’altra squadra.

Per quanto mi riguarda una volta che diventi presidente la squadra del tuo cuore non è quella per cui giochi ma è la tua squadra. Quella che gestisci come vuoi; quella che somiglia più a te. Il mio fan andrà sempre a Trieste! E aggiungo che un presidente che non mette il fan alla sua squadra forse dovrebbe pensare bene se davvero tiene più al suo gruppo o al tornaconto del suo calciatore. Personalmente sono disposto anche a scansarmi in classifica live per i miei se questo servisse (ma tanto mi superano lo stesso).

Pizzuti: Dottor Maurizio, le rimembro che i rapporti interpersonali e il feeling emotivo andranno sempre contro la logica, per il semplice motivo che esistono tante squadre ben organizzate (e quindi in classifica) ma anche squadre dove persone non si prendono caratterialmente e di conseguenza “obbligati” spesso a restare in quel team perché impossibilitati ad essere ceduti.

Come gioco di ruolo arbitrariamente nessuno può andare dove vuole, ma deve rispettare delle dinamiche e spesso si ha più rapporto con esterni che con la propria squadra.

Quindi in una logica razionale il suo discorso fila, ma emotivamente sono più legato alla Triestina, che pago, gestisco e “creo” il più possibile vicino al mio sogno; altrove sono un giocatore.

Fulco: Alla fine ognuno è libero di giocare come vuole ad un gioco, purché rispetti le regole presenti all’interno di esso. Penso che alla fine il giocatore che si cimenta in più ruoli già dovrebbe aiutare tutte le squadre nelle quali fa parte quindi che il fan vada alla squadra dove gioca o alla squadra che si allena è una decisione personale e, personalmente, essendo impegnato in doppio ruolo nella Triestina appoggio loro. L’Entella beneficia già di un giocatore che ogni anno si rafforza sempre di più e Milan e Casertana hanno il mio supporto da MM come coinvolgimento e attività.

Sta diventando più che una intervista uno scambio di opinioni, ma mi piace così e spero che piacerà anche ai lettori. Ripeto, capisco alla grande il vostro discorso, ma come voi avete la vostra empatia maggiormente nel progetto di cui siete Presidenti, c’è chi ha il cuore diviso a metà.

Io personalmente non sono mai stato solo un semplice giocatore del Torino, ma è un caso che a non tutti quelli che hanno una Presidenza in una squadra e sono giocatori in un’altra debbano fare scelte simili. Visioni diverse, ma per certi versi uguali. La mia verte apparentemente più sul mero risultato economico, ma ci sono diverse altre variabili che avete toccato e che implicitamente ho mie da sempre.

Clownz: Scambiare opinioni con lei mi diverte sempre molto, lo sa? Io vorrei aggiungere solo una cosa: anche io sono molto legato e grato alla mia squadra di club (la Lupa Roma), ma mentirei se dicessi di tenere alla Lupa più della Triestina. Però questa piccola aggiunta andava fatta. Loro sanno quanto ho creduto nel progetto Lupa, quanto io mi impegni per loro e a quante occasioni ho rinunciato, proprio per ripagarli della fiducia che loro hanno riposto in me e anche per ringraziarli di avermi fatto conoscere il progetto.

Ma ne siamo certi Clownz. D’altronde aver rifiutato tantissime offerte da diverse squadre durante il mercato estivo, basta e avanza a far capire quanto tenga al progetto della Lupa Roma.

Clownz: Il mercato invernale si avvicina, e noi stiamo cercando un bel difensore centrale a cui affidare la difesa, così da guidare i nostri giovani criminali. Quindi, cari difensori, siete avvertiti. E care società: non abbiate paura, cercateci!

Spero questa intervista, poi diventato più un dibattito, vi sia piaciuto. Ringraziamo Mariano, Daniele ed il Clownz per la piacevole chiacchierata avuta con noi. Alla prossima intervista!

Il politburo del Campobasso.

(Presidente: STEFANO STRANGES, Allenatore: RAOUL GUZZI, DS: FRANCESCO PAPPALARDO, MICHELE MINOPOLI, MM: STEFANO SANTORO)

Oggi sono tornato in quel del Molise, però stavolta l’ho fatto per intervistare i massimi componenti della squadra del Campobasso.

G: Sono felice di intervistare la dirigenza e l’allenatore del Campobasso. Innanzitutto, per chi ancora non vi conoscesse, presentatevi.

S. Stranges
: Buonasera a tutti io sono Stefano Stranges, sono presidente del Campobasso dalla stagione scorsa.
R. Guzzi: Piacere, sono Raoul Guzzi, allenatore del Frosinone e del Campobasso e MM del Carpi.
F. Pappalardo: Io sono Francesco Pappalardo e gioco per il Vicenza oltre ad essere il DS di Campobasso ed Empoli.
M. Minopoli: Salve sono Michele Minopoli, DS di questa magnifica squadra, arrivato nella seconda metà della scorsa stagione.
S. Santoro: Salve sono Stefano Santoro, il marketing manager del Campobasso, non che grande tifoso della squadra perché sono nato a Campobasso anche se vivo all’estero da 6 anni.

G: Domanda al presidente: come mai ha deciso di comprare una squadra in C? E, soprattutto, perché il Campobasso?

S. Stranges
: Volevo salvarla dal fallimento, essendo senza presidenza, e far felici la tifoseria e la città portando la squadra il più in alto possibile come ai fasti di un tempo. La scelta è ricaduta su di lei perché ho origini della provincia per lato materno.

G: Sempre al presidente: come mai la decisione di prendere due DS? E che cosa ti ha convinto a prendere Raoul Guzzi come allenatore e Stefano Santoro come MM?

S. Stranges
: All’inizio ho puntato su un giovane che mi ha molto colpito per la sua grinta e ambizione, Michele Minopoli, poi quando ho visto che Francesco Pappalardo si era liberato dall’Empoli a seguito della promozione in Serie B ho pensato di contattarlo per provare il colpaccio, certo che la sua esperienza avrebbe dato una grossa mano anche a Michele per crescere come DS; poi contavo sulla voglia di ripetersi di Francesco centrando la seconda promozione in B di fila dopo quella in terra toscana.

Non è stato difficile scegliere Raoul come tecnico: all’inizio, come è giusto che sia, ho aspettato quante più candidature possibili per poi studiarle dettagliatamente e poter scegliere il meglio per la squadra. Una volta ricevute e studiate tutte le candidature, non ci ho pensato su due volte prima di scegliere un allenatore giovane, talentuoso e ambizioso che veniva da un cocente esonero dal Como, il che mi ha spinto a maggior ragione ad optare su di lui perché sicuro della sua voglia di rivincita.

Stefano Santoro si era offerto di dare una mano alla squadra perché tifosissimo del Campobasso; alla fine abbiamo deciso di comune accordo di affidargli il reparto marketing, vista la sua esperienza, in modo che lui realizzasse il sogno di lavorare per la sua squadra del cuore e noi fossimo coperti nel migliore dei modi in quel ruolo comunque importante.

G: Voi che lo sapete meglio di me, che aria si respira all’interno della squadra?

S. Stranges
: Si respira un’aria familiare e a volte quasi goliardica. Ridiamo e scherziamo, ci prendiamo a volte in giro bonariamente, ma al tempo stesso ci aiutiamo e sosteniamo a vicenda nel momento del bisogno; poi siamo uniti dall’obiettivo comune di portare il Campobasso lontano. Abbiamo avuto qualche problemino interno che ha rischiato di minare l’ambiente ma per fortuna siamo riusciti a risolverlo prima che fosse troppo tardi.
R. Guzzi: Ambiente molto bello, tutti remano dalla stessa parte e i risultati si vedono. Mai una decisione messa in discussione, insomma per ora tutto bene.
F. Pappalardo: Credo sia un composto di idrogeno mischiato con gas vari, ma non vorrei dire una stronzata, non studio chimica. Comunque l’aria è positiva, i ragazzi si divertono e ci credono, memano che è un piacere.
M. Minopoli: Beh l’ambiente è uno dei migliori, se non il migliore, da quando la squadra/dirigenza ha preso forma. I ragazzi sono su di giri per le prestazioni in campionato che, si spera, ci porteranno il più in alto possibile.
S. Santoro: Dipende a che ora entri nello spogliatoio, dopo l’allenamento non si respira <ride>. Scherzi a parte, il gruppo è molto unito, come detto prima per ogni giocatore bisogna usare un approccio diverso, i giovani hanno più la testa calda mentre con i veterani l’approccio è diverso. L’unica cosa che mette tutti d’accordo è la birra!

G: Nell’ultima stagione la squadra non andava, anche perché è nata durante il corso della Serie C; mentre già all’inizio di questa stagione direi che sta andando bene, visto che già siete in zona play-off. Qual è il vostro obiettivo?

S. Stranges
: In realtà già l’anno scorso i ragazzi hanno fatto vedere di che pasta sono fatti, perché, pur essendo nata oltre il giro di boa la squadra, ed essendo arrivati ancora più tardi loro, sono riusciti a vincere quasi tutte le partite rimaste, perdendo o pareggiando solo contro top team come il Cagliari, che a fine stagione è salito in B e attualmente naviga nei piani alti della classifica, o la Lupa Roma, che ha sfiorato a sua volta la promozione, perdendola sul traguardo proprio a causa del pareggio con noi.

Grazie a quella strepitosa cavalcata abbiamo risalito la classifica dall’ultimo posto a zero punti fino a pochi passi dai play-off che, probabilmente con quel ritmo, avremmo potuto centrare se la squadra fosse nata prima. Ma è comunque servito, come accennava il mister, come stagione di passaggio per poi cominciare al meglio questa attuale con una rosa già amalgamata e affiatata, più quei tre innesti (i fratelli Pitorri e Fabriani) ad aggiungere esperienza e qualità (Filippo Pitorri e Federico Fabriani hanno esperienza in A e B).

I primi risultati, grazie anche all’ottimo lavoro del mister, si stanno vedendo a maggior dimostrazione di quanto di buono fatto anno scorso. L’obiettivo resta la promozione, diretta o tramite play-off.
R. Guzzi: L’obiettivo rimane la Serie B, probabilmente dovremmo arrivarci attraverso i play-off vista la forza della Torres su tutti ma anche delle altre squadre.
F. Pappalardo: Qual è l’obiettivo di chi porta giocatori da divisioni superiori? Scalare verso il successo!
M. Minopoli: La nostra posizione in classifica è frutto di un duro lavoro da parte di tutti, dal presidente ai giocatori. Il nostro obiettivo ovviamente è la promozione e faremo di tutto per raggiungerla.
S. Santoro: La squadra era sull’orlo della retrocessione, il presidente Stranges l’ha presa per i capelli a metà stagione, ha ingaggiato subito me e poi il DS e il Mister. Io da tifoso ho vestito anche i panni dell’osservatore e ho scoperto una delle nostre colonne portanti, il giovane Ferrigni che sta facendo veramente bene, soprattutto quando la butta nella porta giusta <sgomita il mister>; l’anno scorso era impossibile centrare i play-off, la rosa non era ancora completa e abbiamo faticato all’inizio, ma abbiamo finito subito a ridosso dei play-off, quest’anno grazie a buoni innesti stiamo facendo conoscere a tutti la forza dei sanniti!

G: Davanti a voi vi sono poche squadre, ma quella che spicca su tutte è senz’altro la Torres. Che cosa ne pensate della squadra sarda? Farete di tutto per gufarla oppure è troppo irraggiungibile per voi?

S. Stranges
: La Torres ha un’ottima dirigenza, un allenatore di talento e una rosa di grandissima qualità, e questo si vede dai risultati ottenuti già la scorsa stagione. Al momento sono ancora imbattuti a conferma dell’ottimo lavoro svolto da tutti, sarà tosta quando dovremo sfidarli ma come dico sempre: rispetto di tutti, paura di nessuno, perché siamo lupi e i lupi non temono nessuno.

Gufarli no, come non voglio che qualcuno dei nostri gufi gli avversari, perché come già detto prima, pur essendo nemici sul campo vanno comunque rispettati, anche perché spesso fuori dal campo sono grandi amici (come per me può essere ad esempio con Nicola Filippone, nemico sul campo nella gara col Locri, grande amico fuori dal campo e in real), solo sano agonismo e basta. È vero che sono ancora imbattuti ma il campionato è lungo.

Noi ci concentreremo partita su partita per fare quanti più punti possibile senza guardare gli avversari, poi a fine stagione si faranno i calcoli. Per me importante è regalare la promozione ai tifosi e alla città, visto che stagione scorsa è stato impossibile a causa delle tempistiche.
R. Guzzi: Ovviamente ci piacerebbe poterla raggiungere per accedere alla B senza passare dai play-off, ma è molto dura vista la loro forza. Complimenti a tutti loro!
F. Pappalardo: Personalmente una delle persone che più adoro all’interno del Progetto è Salvatore Grassadonia, una persona simpaticissima e con la quale ho sempre il piacere di conversare. L’ho conosciuto proprio in veste da DS, ritrovandomi a chiedergli mezza rosa e scoprendo che lì dentro son tutti amici strettissimi, li stimo!

Hanno costruito un gruppo spettacolare e unitissimo e ora si trovano dove meritano di stare, mannaggia a loro nel nostro stesso girone. Ma non potevano prendersi una squadra in un altro girone?
M. Minopoli: Sicuramente è una squadra fortissima che sta facendo molto bene e che, per ora, non sta perdendo punti per strada. Conosco anche dei giocatori che ne fanno parte e so che è un gruppo molto unito e compatto che sicuramente andrà lontano. Personalmente io spero sempre in un loro passo falso perché è l’unico modo di raggiungerli dato che sono infermabili attualmente.
S. Santoro: La Torres è un esempio per tutte le squadre di C, giocatori attivissimi che lottano da anni per passare di categoria, giocano insieme da tanto e il gruppo ha preso l’affiatamento giusto per puntare alla serie B diretta: non avrebbe senso gufarli. Io stesso ho detto ai giocatori di prendere esempio da loro.

G: Domanda ai due DS: voi due siete, come si può dire, le braccia del presidente. Come lo avete conosciuto? Perché avete accettato questo incarico?

F. Pappalardo
: Per un breve periodo sono stato libero dall’Empoli, mentre avveniva il cambio proprietario. Stefano mi ha cercato e mi ha proposto di lavorare per lui, e obiettivamente, come fai a dire di no a Stefano Stranges? È una delle più belle persone del progetto e tiene alle sue squadre come realmente nessuno!
M. Minopoli: Beh, innanzitutto ho conosciuto il presidente proprio per parlare di questo incarico, dato che mi ha scelto per dirigere questa squadra e, diciamo, ricostruirla dato che era ultima, senza tanti umani (o almeno umani attivi). Ho accettato questo incarico proprio per la “difficoltà” nel gestire una squadra così, per far diventare il Campobasso grande, e ovviamente ho accettato perché sapevo che c’era un presidente molto capace e intelligente e un Mister molto molto bravo che poteva sfruttare a pieno i giocatori che io e Francesco gli abbiamo messo a disposizione.

G: Sempre ai due DS: uno dei vostri compiti principali è, senz’altro, gestire i contratti dei giocatori, i loro stipendi e le varie clausole. La domanda è, in caso di possibile cessione di un vostro giocatore, sareste pronti a prenderne un altro oppure vorreste tenervi stretto lui?

F. Pappalardo
: Quello a cui punto è, ovviamente, una squadra solida, un gruppo unito. Da questo punto di vista è ovvio che preferirei tenerli tutti e non fare proprio mercato. Ma è necessario, è necessario vendere ed è necessario comprare. In particolare, non puoi pretendere che tutti si trovino bene tra loro, né tanto meno che in 15 persone non ce ne sia una sola che preferirebbe giocare in divisioni maggiori e vedersi più spesso in live. Quello che cerco io è sempre di fare contenti i giocatori, di farli divertire.
M. Minopoli: Dipende dal giocatore, se vuole restare e darà tutto per la maglia allora può restare, ma se devo tenere un giocatore controvoglia che non ha stimoli nella “mia” squadra allora meglio cederlo e monetizzare. In quel caso poi andrei a intervenire sul mercato cercando un giocatore migliore o almeno a pari livello.

G: Domanda al MM: tu, invece, ti occupi di tutta la parte di marketing della squadra; quindi post sulle partite, pagina del gruppo, ecc. Farai di tutto affinché la squadra sia riconosciuta all’interno del Progetto?

S. Santoro
: Io voglio valorizzare la città di Campobasso, la sua storia e la sua squadra quindi farò tutto il possibile per far conoscere questa squadra al progetto e attrarre nuovi fan e nuovi iscritti al progetto stesso. L’obiettivo è che il Campobasso diventi la squadra in cui tutti vogliono giocare.

G: Sempre al MM: inoltre, con questo ruolo che ricopri, tu sei il collante della squadra, visto che sai qual è la formazione, il punto di vista della società, ecc. Qual è il rapporto che tieni tra la dirigenza e i giocatori?

S. Santoro
: Io cerco di essere sempre l’amico di tutti, sapendo in anticipo le formazioni, grazie all’ottimo rapporto che ho sia con il Mister Guzzi che con il presidente Stranges, so già chi tra i giocatori esclusi si possa sentire demoralizzato dal fatto di fare panchina e sono sempre pronto a rinfrancarlo e spiegargli il perché non gioca che sia infortunio, affaticamento o semplice turnover.

Come detto con la dirigenza e col mister ho un gran bel rapporto, io e il presidente ci capiamo al volo, con Minopoli e Pappalardo parliamo di mercato e dei miei sogni da tifoso e marketing manager su chi vorrei vedere con questa gloriosa maglia, mentre col Mister parliamo di allenamenti, tattiche, strategie, rivediamo le partite per vedere cosa migliorare e lo aiuto a rinfrancare il morale dei ragazzi quando non va bene, il che succede molto raramente <ride>. Il tutto sempre davanti ad una bella birra Forst che non guasta mai.

G: Domanda all’allenatore: hai cominciato ad allenare il Campobasso dopo la piccola esperienza fatta al Como. Hai qualche rimpianto riguardo la squadra lombarda oppure sei felice di stare dove sei?

R. Guzzi
: Non ho alcun rimpianto riguardo Como, e sono molto felice al Campobasso del fantastico Stranges. Purtroppo, penso di essere stato esonerato in maniera troppo rapida, però questo è il calcio. Fortunatamente sono stato assunto poco dopo al Campobasso di Stranges e, posso dire, di essere molto soddisfatto, alla squadra chiedo solo più bonus.I bonus sono molto importanti per crescere come squadra e raggiungere gli obiettivi ambiziosi, per questo anche io spesso cerco di spronare i ragazzi. Per fortuna si vedono i primi miglioramenti, tenendo conto che il nuovo Campobasso è nato nel finale di stagione scorso quindi non c’è stato molto tempo per amalgamare la squadra e raggiungere i bonus.

G: Sempre all’allenatore: in questa stagione la squadra ha cominciato bene. Qual è il segreto?

R. Guzzi
: La parte finale della scorsa stagione abbiamo deciso di sfruttarla come transizione, quindi cercare di arrivare a 15 giocatori, spiegare bene ad ognuno il progetto e provare i vari moduli. Siamo partiti in questa stagione dando continuità al modulo scelto, e con 3 nuovi innesti. Diciamo che il segreto è la continuità. Diciamo che per ora i risultati sono ottimi (13 partite: 11 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta immeritata).

G: Un’ultima domanda a tutti voi: verso la fine della scorsa stagione avete ingaggiato Francesco Vecchio. Che impressione vi ha dato? Come si sta comportando?

S. Stranges
: Francesco è un ragazzo semplice e molto attaccato alla maglia. Si è da subito messo a disposizione lavorando sodo appena arrivato, ha rifiutato diverse proposte pur di contribuire alla causa e contribuisce a tenere la squadra unita nel gruppo Whatsapp.

Decisamente un ottimo acquisto, fondamentale come tutti, per questo la squadra è sana e mi da tante soddisfazioni, perché è costruita su 15 solidi piloni che poggiano su una base solidissima costruita anno scorso da Michele Minopoli e Raoul Guzzi, più una mano data da Stefano Santoro, che ha portato in squadra Camillo Ferrigni, se non ricordo male, e lavora sempre sodo a tutte le grafiche della squadra, fondamenta poi rinforzate ulteriormente da me e Francesco Pappalardo con gli innesti dei fratelli Pitorri e di Fabriani.

Tornando a Vecchio, nello specifico mi ha fatto una grandissima impressione e spero di tenerlo qui a vita, o almeno finché vorrà, e comunque non prima di aver centrato la Champions insieme.
R. Guzzi: Lui è stato l’ultimo colpo, ma non per importanza. Oltre che un bravissimo ragazzo è anche un bravo giocatore, e le prestazioni lo dimostrano. Speriamo continui su questa strada!
F. Pappalardo: Non ero ancora parte del team quando si è fatto quest’acquistone, posso dire che le sue prestazioni stanno sicuramente aiutando la squadra, ma non so prima come fosse senza di lui, però posso dirti che spero di non scoprirlo mai, davvero un bravo uagliunciello.
M. Minopoli: È stato uno degli ultimi acquisti ma non perché era il meno importante, ma perché lo abbiamo monitorato a lungo e alla fine abbiamo preso la decisione di acquistarlo. Penso che dalle sue prestazioni si possa dedurre che sia stato un ottimo acquisto.
S. Santoro: Ho avuto modo di parlare poco con lui ma si è integrato bene, ha un futuro brillante davanti a sé.

G: Abbiamo finito con le domande e vi ringrazio di cuore per il vostro tempo. Potreste fare un saluto ai lettori di Progetto X?

S. Stranges
: Grazie a te, un grandissimo abbraccio a te, alla redazione e ai giornalisti tutti di Progetto X e ai vostri lettori. Anticipo a tutti anche un grandissimo augurio di buone feste.
R. Guzzi: Saluto tutti gli utenti del Progetto e auguro loro buona fortuna (tranne contro il Campobasso)!
Forza Lupi!
F. Pappalardo: Grazie mille per l’intervista, avvenuta nella mia stessa città natale, spero che vi siate divertiti a parlare con noi tanto quanto noi. Un abbraccio agli amici di Progetto X e uno in generale agli amanti del Progetto!
M. Minopoli: Saluto personalmente tutti i lettori di questo fantastico giornale (e in generale del progetto) e auguro loro un in bocca al lupo per la stagione in corso!
S. Santoro: Un saluto a tutti i lettori del Progetto X, passate per Campobasso, avrete sempre un piatto pieno di cavatelli, costatine di maiale e una birra, siamo persone ospitali noi Sanniti!!

F. Pappalardo: Quello a cui punto è, ovviamente, una squadra solida, un gruppo unito. Da questo punto di vista è ovvio che preferirei tenerli tutti e non fare proprio mercato. Ma è necessario, è necessario vendere ed è necessario comprare. In particolare, non puoi pretendere che tutti si trovino da loro, né tanto meno che in 15 persone non ce ne sia una sola che preferirebbe giocare in divisioni maggiori e vedersi più spesso in live. Quello che cerco io è sempre di fare contenti i giocatori, di farli divertire.

UNA MENTE MACHIAVELLICA…NADIR

Salve Adrian ci parli un po’ di lei. Chi è Adrian nella vita privata? E chi è invece Adrian nel progetto

Salve Angela,nella vita privata sono un libero professionista ossessionato dai viaggi e dallo sport. Nel progetto, sono un calciatore del Milan. Anzi, io sono il bomber del Milan. Ricopro anche la carica di Presidente della Reggina, e ho un ruolo da superstaff, come ranger della Serie C.   
Ma la maglia rossonera numero 9, ce l’ho cucita addosso.                                                                    

        Come ha conosciuto Progetto Football Manager?

Ho conosciuto il Progetto grazie al celeberrimo Yuri Monti. È un amico real life, e mi ha suggerito di iscrivermi. Mi ha indicato come muovermi per ritagliarmi uno spazio importante, e così sono partito subito con una discreta attività. Purtroppo, la cosa mi è sfuggita di mano e ora sono condannato a diventare il top player per antonomasia. Non ho mezze misure.

Oltre Yuri, conosce o ha conosciuto altre persone del Progetto, dal vivo?

Ho conosciuto solamente Pizzuti, per puro caso. Ha sgomitato pur di chiedermi un selfie con autografo, e così ho deciso di accontentarlo. Che dire, è un bravo ragazzo e lo vedrei bene come mio panchinaro al Milan. Un giorno mi piacerebbe incontrare gli ex compagni del Bologna. Al di là del gdr, siamo rimasti in ottimi rapporti umani. Sul campo li odio, fuori dal campo li considero tutti amici.

Quale è stato il suo impatto al progetto una volta iscritto?

Sono entrato dopo essermi studiato il regolamento e le guide. È stato tutto molto facile, anche grazie al supporto del buon Yuri. Inizialmente ero un po’ inibito, ed ho optato per soli 150k di bonus. Una volta capita la logica del gioco, mi sono appassionato e sono passato al bonus massimo. Il progetto è molto intuitivo, serve solo un piccolo sforzo iniziale nel comprendere le dinamiche sulle quali è strutturato.

Parliamo ora dei suoi inizi. Dove hai esordito? Come sei stato accolto nella squadra? E perché la scelta è ricaduta proprio su essa?

La mia prima squadra è stata il Ravenna. Nonostante fossi entrato alla fine del mercato invernale di s4, ho ricevuto molte proposte. Tra i tanti pretendenti, solo il DS Menghetti è riuscito ad attirare la mia attenzione. Ha un suo fascino quel tipo. Ad ogni modo, la squadra era una neo-umana, quindi bisognava iniziare a strutturare un gruppo. La mia leadership si è rivelata molto presto, e dopo 3 partite è arrivato il Bologna…

Dalla serie C alla A in poche giornate, qual è stata la sensazione al suo debutto in un campo di serie A?

 In un primo momento la sensazione è stata positiva, poi mi sono reso conto di non essere nella piazza giusta. In poche parole, l’emozione è durata un paio di settimane. Nonostante fossi arrivato dalla C, già mi sentivo un top player relegato alla provincia. Ho presto capito che ogni squadra di A, ha uno specifico stile di gioco. E, soprattutto, che quello del Bologna non era adatto a me. Potrei scrivere un libro sulle vicende di Bologna, e magari a fine carriera lo farò.
Insomma, ce lo vedi Ibra al Bologna? Neanche a 39 anni vuole andarci…E infatti ben presto ho chiesto la cessione.Avendo a disposizione tutta la serie A, perché mai sarei dovuto restare al Bologna? No way…                                                                      

Nella finestra del mercato estivo era i giocatori più desiderati e ricercati, complice anche la tua attività. Perché la scelta è ricaduta proprio sul Milan?

Oggettivamente sono stato al centro dell’interesse di numerose squadre, pur essendo entrato nel progetto solo da una manciata di mesi. C’era una grande confusione, visto che sembrava essersi scatenata una vera e propria asta. Un giorno, dopo essermi preso un caffè, ho letto un articolo che mi riguardava, il cui titolo era “Vogliamo un attaccante e puntiamo Nadir”. Una sessantina di commenti per uno sconosciuto erano parecchi, e in quel momento ho capito di non avere avuto torto: Nadir è un top Player.  
Quando il Bologna ha accettato l’offerta monstre del Milan, c’è stato il primo contatto con la dirigenza rossonera ed ho conosciuto Pier Gaetano Fulco.  Il suo obiettivo, così come quello del Presidente Giamberduca, era di prendere un giocatore complesso e di carattere. La mia è una personalità ingombrante, ma Pier e Gioacchino non si sono spaventati ed hanno accettato la sfida. Mi hanno dato libertà di esprimermi, di ruolare a modo mio e soprattutto mi hanno garantito un lauto ingaggio.   
Prima del mio approdo al Milan si diceva che io fossi un piantagrane. Credo che il mio Presidente e il mio DS ancora stiano ringraziando il Bologna per avermi ceduto.  Costo tanto perché valgo tanto. Tutti mi adorano al Milan, e tutti sanno che faccio il bene della squadra. Ogni mio sforzo, viene sempre riconosciuto da Presidente e DS. Pensate che tutte le società lavorino in questo modo?                                                                                                                                                                    Dopo varie giornate finalmente è arrivato il suo primo gol con la maglia rossonera. Quali sono le sensazioni ed emozioni per questo? A chi lo dedichi il tuo primo gol?

Sei poco preparata, a dire il vero ho già purgato ben tre squadre nelle ultime partite. Per non parlare dell’infinita quantità di assist, e della mia duttilità in fase offensiva: caratteristiche valgono altri 10 goal. A conti fatti, sono il “capocannoniere morale” della serie A.                                                                                     
Non sono emozionato o sorpreso, faccio semplicemente ciò per cui sono pagato. Il goal non mi emoziona, ce l’ho nel DNA. Per me è semplicemente la messa in atto di una funzione fisiologica, qualcosa di normale.  Il vero piacere sta nell’esultare sotto le curve avversarie. Mi piacerebbe essere odiato da tutta la serie A, perché l’unico rispetto che voglio è quello dei tifosi milanisti. Darei oro per decidere, con un mio goal, la retrocessione di ogni altra squadra. In particolare, quella dell’Inter e del Bologna.    
A chi dedico il primo goal con la maglia rossonera? Al mio allenatore Giamberduca, ovviamente. Nonostante la mia CA debba ancora sbocciare, lui mi considera titolare fisso.  Lo dedico anche ai miei compagni di squadra, che sono i miei primi sostenitori. E ovviamente al Bologna di Torsello.  Felici di avermi venduto a 2.4 milioni? Tra 2 mesi ne varrò il doppio.  E in S7, sarò in lizza per il pallone d’oro.  Quali sono i suoi obiettivi futuri nel Milan?                                                                                                           

Quali sono i suoi obiettivi futuri nel Milan?

I miei obiettivi? Posso dirvi quali sono gli obiettivi del Milan: tornare grande e dominare la serie A.  Io sono il mezzo attraverso cui è possibile raggiungere questo obiettivo. Volendo fare un parallelismo musicale, Giamberduca è il violinista Stefan Milenkovic. Nadir è lo Stradivari Greffuhule del 1709 e la squadra è l’orchestra.  Quali obiettivo migliore, se non incantare il mondo intero? Altre squadre si accontentano di ballare l’Alligalli, ma noi siamo il Milan. Dobbiamo solo rodarci per una stagione…

Se dovesse descrivere il progetto come lo descriveresti? E una parola sui 5 admin

Il progetto è strutturato in modo intelligente, anche se introdurrei qualche regolamentazione aggiuntiva, al fine di render chiari diritti e doveri di ogni utente. Gli admin sono stati bravi a costruire un contesto “friendly”, dove il rispetto reciproco è la base portante di tutta l’attività. Sono un gruppo ben amalgamato, ma dovrebbero inserire nell’organigramma la mente machiavellica di Nadir. In questo modo, raggiungerebbero la perfezione. Devo segnalare una nota di demerito: ADD è interista. Faccio richiesta formale agli altri 4 Admin per intervenire, e imporgli il cambio squadra. Grazie.

E la mente machiavellica di Nadir cosa proporrebbe?

Scriverei un codice deontologico per Admin e Superstaff, ed un altro per Presidenti e DS.  
Serve una commissione in grado di regolamentare e valutare le funzioni, i diritti ed i doveri di ogni ruolo amministrativo.Giovenale si pose una domanda: Quis custodiet ipsos custodes?  Ovvero, “ chi controlla i controllori?” La risposta è: “La commissione Straordinaria di Nadir”.
Tutti devono sottostare ad una deontologia super-partes, scritta per esteso e con tutte le varie sanzioni ben chiare. Non deve esserci spazio per le libere interpretazioni, in questo modo si eviteranno possibili problemi futuri.Io sarei la persona più adatta a gestire questo tipo di attività. Solo io posso guidare la guerra alle approssimazioni.                                                                                                                             

Visto il suo spaccato senso di ruolare, cosa consiglieresti a un nuovo utente, o a chi ancora deve provarci, per ruolare con passione nel progetto?

Che calciatore saresti voluto essere? Un leader silenzioso? Un gregario? Un genio ribelle?  
Se sai chi sei, sai perfettamente come comportarti. Gli unici limiti che devi porti, sono i regolamenti del progetto. All’interno di questi, ti conviene sbizzarrirti e mollare i freni inibitori.
Il mio consiglio è il seguente: il carisma viene prima di tutto. E se lo hai, nel giro di poco tempo tutta la serie A sbaverà per te. Io sono ancora tutto unto di saliva.
                                                                                                                               
Siamo alla fine dell’intervista, la ringraziamo per essere stato nostro ospite. Vuole aggiungere qualcosa?

 No. Per ogni altra domanda sono 30k. E a occhio e croce non ce li hai.

Il nostro Nadir ha voluto salutarci in modo originale e innovativo, un’intervista divertente fatta con una persona molto simpatica non poteva non finire con un ottimo senso dell’umorismo. Noi di Progetto X ringraziamo Nadir per il tempo dedicato e gli auguriamo un grosso in bocca al lupo.

                                                                                                                         

UNA GRANDE RIVELAZIONE: L’EMPOLI ESPORTS

Oggi Progetto X vi parlerà dell’inizio di stagione stellare dell’Empoli. Come ben sapete l’Empoli milita in serie B da quest’anno, centrando la promozione diretta vincendo il girone B di serie C.                                                 

Il suo avvio di campionato ha stupito un po’ tutti, andando contro ogni previsione fatte ad inizio stagione. L’Empoli attualmente si trova al sesto posto, a quattro punti dalla prima, e in zona playoff.

Dell’Empoli abbiamo parlato con il direttore Sportivo Francesco Pappalardo, e il mister Davide D’Alessandro. Con l’allenatore e il direttore sportivo abbiamo parlato di vari temi, dalla nuova presidenza ai risultati positivi dell’Empoli.

Buonasera ragazzi, presentatevi al nostro pubblico. Quale ruolo svolgete all’interno della società Empoli, e come siete arrivati a raggiungere la vostra carica?

Pappalardo: Francesco Pappalardo alias Frappo, attuale Direttore Sportivo dell’Empoli eSports. Sono anche il portiere del Vicenza, ed è molto importante saperlo dal momento che l’Empoli nella stagione 4 aveva lo stesso presidente della squadra in cui gioco, dal momento che inizialmente le due squadre dovevano essere affiliate: quando il vecchio DS, cioè la persona che mi ha spinto a diventare DS, ha lasciato il ruolo, era quasi naturale fossi io a prenderne le redini. I giochi iniziano a cambiare quando subentra la nuova proprietà, quella dell’Empoli eSports: l’aria di cambiamento non piace a molti e proprio per questo la nuova proprietà ha deciso di tenermi, stavo facendo un ottimo lavoro e i giocatori mi vedevano come punto di riferimento. E la cosa più bella è che questa cosa, oggi, vale il triplo.

D’Alessandro: Davide D’Alessandro, 28 anni. Questa è la mia quarta stagione all’interno di Progetto FM. Ex giocatore e tecnico del Lecce, sono l’attuale allenatore dell’Empoli. Ho risposto all’annuncio del DS Francesco Pappalardo, il quale era alla ricerca di tale figura per la Stagione 5.

Cosa ne pensate della nuova presidenza dell’Empoli? Com’è lavorare con loro?

Pappalardo: Alessandro è una persona fantastica! Devo dirti la verità, parliamo pochissimo, siamo talmente coordinati che non abbiamo neanche bisogno di sentirci, lui si fida tantissimo di me e io di lui, sa che conosco bene il Progetto e mi tratta come se fossi io il presidente, mentre lui un semplice giocatore. Tranne quando servono le grafiche, le grafiche le vuole subito, quindi, caro Stefano Santoro, se stai leggendo, vai a preparare la grafica che servono! È stato talmente bravo da volere, prima di ogni cosa, che nessuno avvertisse la minima differenza, anche perché grazie al qui presente mister e ai giocatori fantastici che ci stanno accompagnando e ci accompagneranno per tante stagioni, fino ad ora nessuno si può lamentar di nulla!

D’Alessandro: Prima di tutto, ringrazio la dirigenza dell’Empoli per la fiducia che mi è stata concessa. Sono più in contatto con il DS Francesco Pappalardo ed il marketing manager Santoro per quanto riguarda le operazioni ordinarie, ma anche il presidente risulta essere una persona disponibile nel momento in cui io abbia bisogno di parlarci. Ci stiamo trovando bene, il confronto e lo scambio di idee ed opinioni è quotidiano. Meglio di così non si può.

Un vostro parere sulla squadra, sia da un punto di vista tattico, che di attività

Pappalardo: Empoli è la squadra che ha dato i natali ad alcuni tra i giocatori attualmente più attivi del progetto. È nostro obiettivo mantenere questo status, perché avere dei giocatori attivi significa, al di là di ogni bonus che possa scaturirne, aver creato uno spazio sociale, un circuito, dove la gente si diverte e si sente a proprio agio: se un utente partecipa attivamente alle live significa che l’utente si diverte a guardarle, a scrivere nella chat, a seguire la squadra. Se ogni giorno apro il gruppo Empoli e trovo tanti messaggi, significa che i giocatori si trovano bene, che hanno tanto di cui parlare, ed è lì che capisci di aver fatto un lavoro eccellente. Quello che ho fatto principalmente è stato mischiare esperienza e gioventù, portando giocatori attivi, oltre quelli già in rosa, e i nuovi iscritti che ho voluto, prima di ingaggiare, conoscere per bene, conversando e scoprendo le loro passioni, i loro hobby e le loro conoscenze, capendo successivamente quanto si sarebbero trovati bene in rosa. Il contratto è venuto da solo, successivamente, in pieno spirito del gioco, che prima di tutto nasce per fare amicizia. Oggi i ragazzi si impegnano, chiedono consigli per i meme, si danno appuntamento in live e ogni giorno tifano per il raggiungimento del nostro obiettivo. Empoli è un gruppo spettacolare, e lo è diventato già oggi, con ancora un paio di posti da colmare, non oso immaginare cosa faremo tra qualche stagione!

D’Alessandro: Da un punto di vista dell’attività, io ed il DS siamo impegnati ogni giorno per mantenere vivo il gruppo (il risultato di un solo inattivo ne è la prova).  Da un punto di vista tattico, le qualità della rosa a nostra disposizione ci hanno consentito di impostare il nostro gioco, al fine di limitare il raggio d’azione della squadra avversaria. Fino ad ora, i risultati ci stanno dando ragione e speriamo di mantenere questo trend positivo, pur consci di essere una neopromossa e dover centrare, prima di tutto, la salvezza.

Ora arriviamo al punto chiave: gli ottimi risultati dell’Empoli, soprattutto nei minuti finali.   Quali sono le vostre considerazioni, le vostre aspettative, i vostri obiettivi futuri? Ve lo aspettavate questo inizio così?

Pappalardo: Lo spirito e l’attitudine da “never surrender” dell’Empoli erano già noti a tanti l’anno scorso, quando è avvenuto, in Serie C, quel sorpasso sul Siena che a inizio campionato nessuno avrebbe mai previsto. Per l’Empoli le ambizioni sono sicuramente altissime, quello a cui puntiamo è avere una squadra di giocatori da attività top che parlino nel gruppo, facendo gruppo unito e, nel giro di 3/4 stagioni, diventare un dream team che possa andare in giro a dire di poter competere per lo scudetto! Sicuramente in questo influisce anche l’avere l’Empoli eSports dietro. I risultati, nonostante l’alta ambizione, si stanno manifestando anche prima del previsto, e di questo, gran merito a tutti, dai giocatori al mister. Ma un grazie speciale va ai nostri cuori che ancora non hanno ceduto dopo tutte quelle partite risolte nei minuti di recupero. Però davvero, giocatori miei, cercate di concluderle prima le partite, siamo deboli di cuore qui! Io ho già dovuto operarmi alle coronarie

D’Alessandro: Personalmente non mi aspettavo questo importante inizio di campionato, in piena zona playoff. Ma, come accennato anche in precedenza, l’obiettivo primario è la salvezza ed anche i ragazzi ne sono consapevoli. Ulteriori risultati positivi faranno solo bene alla squadra.

Vi ringraziamo per essere stati nostri ospiti, e vi facciamo un grosso in bocca al lupo.

Pappalardo: Prima di concludere voglio ringraziare Angela e tutto lo staff di Progetto X per l’intervista, spero vi siate divertiti quanto me. E un abbraccio a chi ci segue da casa. Don’t try this at home.

D’Alessandro: Ti ringrazio per l’intervista e faccio i miei saluti a tutta la community di Progetto Gaming.

Da come potete leggere da questa intervista, l’Empoli al di là dei risultati, punta molto sull’attività, stanno creando un gruppo non solo per regalare ottime prestazioni, ma anche per creare una squadra solida e compatta, e pronta a divertirsi all’interno del Progetto.                                                             

Noi della redazione facciamo un grosso in bocca a questo Empoli nella realizzazione dei propri obiettivi.

Salernitana: Ammutinamento (al contrario)!

“È arrivato il momento.

Ufficialmente mi dimetto da allenatore della Salernitana. Dopo due stagioni e mezzo ho deciso di farmi da parte, non si tratta di abbandona la nave o altro ma semplicemente di aver capito che il bene della Salernitana è più importante.”

Questo è l’incipit del post di dimissioni da allenatore della Salernitana di Mirko Sangiorgio, schiacciato dallo sconforto di aver raccolto solo 3 punti (solo pareggi) nelle ultime nove partite, ruolino di marcia che inchioda i granata al 20° posto della Serie B PG.

Il passaggio sofferto continua così: “A Salerno siamo riusciti a creare un gruppo spettacolare, partendo da bonus bassissimi siamo riusciti a diventare i terzi come attività della serie B e tra i migliori del progetto.”

Infatti la Salernitana, anche se non accompagnata dai risultati in campo, ne registra di ottimi in termini di attività, come lo stesso Sangiorgio ha scritto.

“Sono state due stagioni e mezzo ricche di divertimenti e prese in giro. Vorrei ringraziarvi tutti a uno a uno ma il post diventerebbe lunghissimo. Ringrazio i presidenti che mi hanno scelto per avermi dato la possibilità di vivere quest’esperienza, ringrazio tutti i direttori sportivi che hanno lavorato con me e soprattutto i giocatori fantastici che ho avuto la fortuna di allenare. Io resterò con voi con una mansione differente ma continueremo a divertirci, questo è sicuro. Forza Salernitana!”

Lo spogliatoio è andato in subbuglio, c’è stata una vera e propria levata di scudi a favore del mister sotto al suo post delle dimissioni.

Fabbri: Io per questa stagione non posso dire più di tanto, perché come sai bene mi sono allontanato tantissimo dal progetto. Ma il primo anno in B, quando ero presidente, quando ti HO SCELTO, quando tu mi hai scelto, è stato bellissimo! Ci siamo divertiti, abbiamo creduto e sperato di salire in A assieme, abbiamo sempre trovato il modo di venirne fuori; se c’è una piccola cosa che mi ha tenuto legato al progetto, è la tua voglia, la tua simpatia, il tuo gruppo! Non l’ho fatto per fare un favore a te, ma più o meno è cosi, quindi senza te, sarà insensata la mia permanenza… ripensaci!

Fulchignoni: Qua non si vincono soldi, non ci saranno fama e gloria ad attenderci alla fine di questo cammino. A noi non frega nulla se non ci porti in serie A. Il divertimento di questo gioco è stare tutti insieme. Ma se tutti ti stanno dicendo che non condividono questa tua decisione dovresti riflettere. Abbiamo avuto delle sconfitte e con questo? A noi non importa. Giochiamo perché questo è un bellissimo gruppo con te a capo. Vai via tu sicuramente sì perderà questo collante che ci lega tutti.

Tentardini: A volte molte parole non servono. Il bene della Salernitana è il nostro gruppo, il bene della Salernitana è con te mister. Il resto sono chiacchiere. Grazie!

Sono riuscito, in seguito, a sentire direttamente il mister per avere sue ulteriori dichiarazioni.

Mister Sangiorgio, parliamo schiettamente, cosa non sta funzionando alla Salernitana? Mercato sbagliato?

Il ruolino di marcia della squadra è quello di 9 partite di fila senza vittoria.  6 sconfitte e 3 pareggi. Troppo poco per una squadra che a inizio anno puntava ai playoff.

I motivi di questa debacle sono diversi. Dal mercato praticamente inesistente, alle tattiche evidentemente non performanti. Mi prendo la piena responsabilità di tutto, come giusto che sia.

Questo le fa onore, ma non pensa che sia ancora presto per cercare un altro tecnico? La classifica è comunque corta, la decima posizione dista solo 9 punti.

Proprio per questo non volevo perdere tempo, per dare la possibilità al successore di poter lottare per i playoff. Non so se è la soluzione giusta, i giocatori, come ha saputo, stanno protestando e mi chiedono a gran voce di restare. Alcuni chiederanno la cessione perché per loro il progetto sono io. Questo mi fa un piacere immenso e mi dispiacerebbe tanto se una mia dimissione significherebbe “distruggere” la Salernitana.

Se posso svestirmi dal ruolo di giornalista e dire la mia, sono d’accordo con la squadra, la pensiamo un po’ tutti così Mister

Lo so, non pensavo di creare così tanto scalpore. Pensavo di lasciare la parte tecnica a un altro, magari più bravo di me e occuparmi comunque del gruppo come ho sempre fatto da presidente. Non pensavo fosse una scelta così tragica ma questa specie di “rivolta” mi fa pensare e riflettere un bel po’.

Convinto dai suoi giocatori a rimanere al timone della Salernitana, Mr. Sangiorgio suona la carica nella speranza di raddrizzare la stagione della squadra della squadra dell’Ippocampo.

Svestendomi nuovamente dal ruolo di mero cronista, voglio porre l’accento sulle dinamiche coesive del progetto. I gruppi che si creano vanno al di là del mero risultato in campo, centrando appieno l’obiettivo di un gioco di ruolo che rappresenta lo spogliatoio di una squadra che lotta insieme, divertendosi, per un unico ideale, facendo crescere rapporti di amicizia sincera, che travalicano gli schermi.

Brava Salernitana, i complimenti te li meriti tutti!

Ponticelli out, Vitolo in!

Iniziano i cambi di panchina. In serie A il primo cambio di panchina arriva a Napoli, dove uno dei più longevi allenatori sulla stessa panchina del Progetto, lascia la squadra che ha guidato dalla S1 fino ad ora: Salvatore Ponticelli.

Eri il mister più longevo su una stessa panchina, dopo il passaggio di mister Agosta dal Sassuolo alla Juventus. Da quando l’ombra dell’esonero era nell’aria?

Ponticelli: Si, sono qui dall’inizio e lasciare così fa un po’ male ma ormai era giusto che si cambiasse. Una data precisa non so dirtela, ma i risultati non stavano arrivando ed è stato giusto per il Napoli provare un’altra via.

Risultati opposti tra la gestione del Napoli e quella del Messina, dove state provando a tenere il passo della Torres schiacciasassi. Quali pensi siano stati gli errori della gestione della formazione napoletana?

Ponticelli: Sinceramente se li avessi capiti probabilmente non saremmo qui a fare questa chiacchierata. Credo che la mia tattica si adatti perfettamente alla rosa, ho cercato di puntare su un calcio offensivo, molto fluido, con una punta forte fisicamente e un’altra a sostegno, un esterno “regista” ed uno più offensivo; la mia idea di calcio era molto chiara, non so perché non abbia funzionato. Spero che con Antonio la musica cambi.

Tattica che invece pare stia funzionando abbastanza bene con i siciliani. Pensate di riuscire a tenere il passo con il Messina nei confronti della Torres?

Ponticelli: Si, le aspettative sono quelle. Sta andando tutto come previsto, tutto fila liscio e speriamo continui così. Il gruppo non solo è forte nel gioco ma anche attivissimo, davvero eccezionale per dei ragazzi che sono appena entrati nel progetto e, della formazione di questo grande gruppo molto del merito va dato a Luca Siracusa e Fabrizio Lopresto che hanno svolto quest’estate un grande lavoro da “scout”.

Proviamo a capire meglio come sia nata questa decisione, dal lato della dirigenza: siamo riusciti ad intercettare per qualche domanda uno dei Presidenti del Napoli, Marco Auritano.

Salvatore Ponticelli non sarà più l’allenatore del Napoli. Da quando l’ombra dell’esonero erano nell’aria?

Auritano: È stata un esonero a seguito di una riflessione condivisa derivata a malincuore per i cattivi risultati di questa stagione, no, non era nell’aria è stata una decisione presa dopo la partita col Torino.

Nonostante tutto i risultati, quanto meno con l’affiliata del Messina con mister Ponticelli stanno arrivando. Cosa pensate sia mancato invece con il Napoli?

Auritano: Onestamente non so perché alcune partite sono state giocate anche bene e meritavamo di più, altre sono saltate per crash del server del mister, con conseguente gestione della partita da parte del vice e della CPU, che ha rovinato tutte le tattiche preparate, ed in altre purtroppo abbiamo giocato male. Quindi per un motivo od un altro sono arrivate troppe sconfitte e di conseguenza abbiamo deciso di provare a dare una scossa all’ambiente con un cambio.

Giusto quindi fare un cambio in panchina. Cosa vi aspettate dal Mister Vitolo e perchè la vostra scelta è ricaduta su di lui?

Auritano: Da mister Vitolo ci aspettiamo un cambio di rotta e la nostra scelta è ricaduta su di lui, sia perché lo conosciamo e sappiamo che è una persona seria e affidabile e sia per i buoni risultati ottenuti con la Casertana la scorsa stagione (promozione sfiorata tramite playoff).

Passiamo infine a fare alcune domande al nuovo mister del Napoli, Antonio Vitolo.

Dopo la quasi promozione con la Casertana, l’occasione per mister Vitolo in serie A. Quali sono le emozioni e le ambizioni per un esordiente della categoria?

Vitolo: Ovviamente le emozioni sono tante anche perché vado ad allenare una squadra di cui già conosco il gruppo e nel quale ho già tanti amici. Devo dire la verità: la mancata promozione dell’anno scorso con la Casertana mi brucia anche perché non dipese da cause mie visto che fino a quando ho allenato, dominai i playoff.

Già, le partite online su Football Manager sono spesso più croce che delizia. Pensi di tenere la base del 4-4-2 che inizialmente ha portato mister Ponticelli, oppure potrebbe esserci qualche novità tattica?

Vitolo: Non sono un amante del 442 quindi molto probabilmente ci saranno delle modifiche tattiche.

Ringrazio per il tempo dedicatoci e, a nome della redazione di Progetto X auguriamo un grosso in bocca al lupo a mister Vitolo per l’avventura al Napoli e augura soddisfazioni con il Messina a mister Ponticelli.

All’ombra della Lupa

La Lupa Roma ha diversi giocatori fra le sue fila che meritano attenzione per la loro attività all’interno del Progetto. Con grande piacere sono con noi quest’oggi: Marco Martino, Gerardo Pasquale, Domenico Peda ed Emanuele Bagante

Presentatevi dentro e fuori dal progetto!

Marco: Nel Progetto sono il portiere maglia numero 1 della Lupa Roma, oltre ad essere un giornalista della redazione kick off e a breve uscirà una mia rubrica! Nella vita reale… mah solo errori e via sbagliate, rossonero doc da 30 anni, padre e quasi ex marito.

Gerardo: Ho 25 anni e nel progetto solo l’ala destra della Lupa Roma mentre nella vita vera sono una persona a cui piace molto la cucina e dopo 6 anni di esperienza all’estero sono in cerca di lavoro.

Domenico: Ho 27 anni sono in cerca di occupazione dopo essere stato licenziato e sono diventato papà da una ventina di giorni di un bellissimo bambino di nome Matteo. Per quanto riguarda il progetto sono il bomber della Lupa Roma nonché il suo capitano.

Emanuele: Nel progetto sono il centralone difensivo, che si ispira al buon Materazzi, della Lupa. Nella vita sono podologo, pallanuotista e interista.

Quando avete letto l’intro di Filippo e avete fatto richiesta di iscrizione, vi aspettavate un gioco così appassionante e immersivo?

Marco: Oddio così così, lo dico con piacere l’energia e la voglia di fare di Yuri, Ivan, Emanuele mi hanno loro trascinato in questo progetto ed in questa favolosa squadra!

Gerardo: Non mi aspettavo fosse così bello, ero molto curioso di provare questa esperienza e sono veramente felice.

Domenico: A dire la verità sono venuto a sapere del progetto grazie a William Cioè che un giorno mi ha scritto in privato per spiegarmi un po’ in cosa consisteva il progetto, essendo appassionato di football manager mi sono subito immerso in questa avventura

Emanuele: Devo dire che mi aveva subito affascinato molto ma non credevo mi avrebbe preso così tanto.

La Lupa ha fatto un ottimo campionato in S4, arrivando più volte a insediare la capolista Cagliari che alla fine ha avuto la meglio, avete già smaltito la delusione?

Marco: La Lupa ha fatto ciò che ha fatto l’anno scorso, ma quest’anno sarà un nuovo anno di speranze e di voglia di vincere!

Gerardo: Io sono nuovo nel progetto, ho cominciato in questa stagione ma ho conosciuto i miei compagni di classe? proprio durante i play off. Ovvio che la delusione c’è stata, ma nel calcio bisogna guardare sempre avanti e cercare di raggiungere gli obiettivi futuri.

Domenico: Non posso negare che un po’ ci siamo rimasti male perché abbiamo dimostrato che ce la potevamo giocare contro tutti e soprattutto contro il Cagliari, dato che li abbiamo battuti sia all’andata che al ritorno, poi c’è stato un nostro calo che ci ha un po’ penalizzati e alla fine ci siamo giocati i playoff e siamo usciti per colpa di un bug. C’è stata un po’ di amarezza però alla fine il nostro obiettivo era confermare la categoria e abbiamo accumulato un po’ di esperienza che ci servirà per le stagioni future dato che per moltissimi era la prima stagione all’interno del progetto.

Emanuele: La delusione c’è stata ma devo dire che non ci penso tanto. Eravamo una squadra nuova e fare così bene al primo anno non è da tutti.

I bonus sono determinanti per le squadre e i giocatori, qual è il vostro obiettivo stagionale?

Marco: Essere tutti attivi e volare in classifica! Poi se arrivasse la chiamata in Nazionale avrebbe un che di magico!

Gerardo: Beh sicuramente cercar di portare il maggior numero possibile di bonus per aiutare la squadra, ci stiamo impegnando tutti e sicuramente ci riusciremo.

Domenico: Ognuno di noi ha l’obiettivo di portare più bonus possibili, così da poter migliorare dove serve e per quanto riguarda il campionato, l’obiettivo è quello di mettere paura alle squadre contro cui giochiamo perché devono sapere che non avranno vita facile contro di noi. Se riusciremo ad andare ai playoff bene, altrimenti considereremo la S5 come un altro anno di esperienza

Emanuele: Il nostro obbiettivo è quello di crescere insieme. Per questo tutti cercano di realizzare ogni bonus al massimo.

Ci descrivete l’ambiente Lupa Roma con una parola?

Marco: AMICIZIA!

Gerardo: PAZZI. Adoro passare il tempo con loro, sono veramente delle brave persone e un gruppo eccezionale.

Domenico: FAMIGLIA

Emanuele: FANTASTICO

Fuffa o Lupa? Se arrivasse un’offerta dalla vostra squadra del cuore (nel fuffa) accettereste?

Marco: NO!

Gerardo: ho promesso a me stesso e alla squadra di rimanere alla lupa fino alla fine della mia avventura nel progetto, a patto che le persone che ci sono adesso non vadano via tutte, solo allora prenderò in considerazione di cambiare squadra.

Domenico: Domanda difficile guarda accetterei solo la Juventus, perché giocare nella squadra di cui fai il tifo sarebbe qualcosa di meraviglioso. Altrimenti chiuderei la carriera alla lupa Roma, sempre che mi vogliono fino alla fine (ride n.d.r.)

Emanuele: io sono un romantico. Per questo realizzare una fiaba a mo’ del Leicester di Ranieri mi affascina. Quindi dico Lupa.

Chi è il più simpatico dello spogliatoio?

Marco: Il Presidente quando si incazza, è così realistico che è quasi ridicolo e ridiamo tutti!

Gerardo: Il clownz (Yuri) è veramente un cretino, nel senso buono, o forse no.

Domenico: Sicuramente jullar Clownz ma anche il resto della ciurma sono tutti bravi ragazzi e divertenti a modo loro

Emanuele: Difficile dirne uno siamo tutti dei gran simpaticoni.

Ho sempre creduto che per divertirsi nel progetto ci si debba immergere sempre di più, avete valutato di intraprendere altri ruoli nel progetto?

Marco: Si infatti, quando ho avuto la possibilità di lavorare nel gruppo di Collano non ho esitato un secondo! DAJE LUPA ROMA DAJE!

Gerardo: mi piacerebbe, dalla prossima stagione però

Nuovo DS per Fiorentina e Pescara

La Fiore fucina di nuovi DS

Quando la Fiorentina deve affidarsi a un nuovo DS, sceglie sempre di lanciare dei novizi per favorirne l’affermazione, di questa scelta e di molto altro ne abbiamo parlato con i presidenti Angela Iadicicco e Daniele Pusceddu e con il neo-DS Alessio Rossiello.

Angela Iadicicco e Daniele Pusceddu cosa vi spinge a investire sui nuovi DS?

Angela: Io penso che bisogna sempre dare un’opportunità a tutti: è giusto formare persone nuove in modo che queste entrino nel meccanismo del progetto al 100%. Così crescerà anche il progetto stesso. Mi piace trasmettere quello che io stesso ho imparato, avendo come esempio Deidda, Conte, Benedetti.

Daniele: Investiamo sui nuovi ragazzi soprattutto per farli appassionare al progetto e per crescere all’interno di esso.

Rifareste tutte le scelte societarie che avete fatto o cambiereste qualcosa della vostra esperienza alla Fiorentina?

Angela: Io non sono pentita delle scelte fatte, perché sia quelle positive che negative hanno insegnato qualcosa. Le cose negative aiutano più di quelle positive. Magari cercare Terzo, sempre se fosse stato libero, per la panchina della Fiorentina, dopo le dimissioni di De Giosa nella stagione 4, ma non è stato così, ed è giusto che le cose abbiano fatto il loro corso.

Daniele: Penso che mi muoverei con più calma adesso che ho immagazzinato una buona esperienza ho una visione più ampia nel progetto.

Cosa deve saper fare un DS per essere considerato un BUON DS?

Angela: Fare il DS non è facile, ma non è neanche difficile. Devi impegnarti, ma ciò non vuol dire che ti ruberà tempo. Con il nuovo bilancio ci sono delle scadenze, ma se fai le cose come si deve, non arrivi al giorno della scadenza che devi compilare tutto. Devi avere stima e rispetto verso gli altri DS, senza provare a fregarli. Devi avere attenzione per la squadra, esserci per essa, motivarla e controllare se c’è qualcosa che non va. Insomma non è solo vendere un giocatore a 4 Milioni o comprare il top player. Siamo una community e il fattore umano conta parecchio.

Daniele: Per me un buon Ds deve avere in primis la voglia di mettersi in gioco, socializzare, saper contrattare, avere spirito di iniziativa e avere l’ambizione di far crescere la propria squadra.

Cosa vi ha fatto scegliere Alessio? Cosa spicca in lui?

Angela: In realtà lui già si propose la prima volta che cercavamo un DS, ma alla fine la spuntò Aruta, anche perché Rossiello non aveva ancora il patentino. Adesso abbiamo puntato su Alessio perché mi sembra una persona intraprendente e che si impegna tanto. L’ho visto coinvolto e pronto a buttarsi in questa nuova avventura

Daniele: Quando uno si propone come DS è già una cosa positiva, perché essendo uno dei ruoli più difficili del progetto bisogna in primis aver voglia di farlo, poi avere come detto prima spirito d’iniziativa. Lui ha avuto entrambe le cose.

Io sono sempre stato dell’idea che nel Progetto ti diverti se ti impegni nel Progetto, Alessio Rossiello la pensi anche tu così?

Alessio: Sono d’accordissimo sulla cosa, anche perché la trovo una cosa abbastanza inutile essere utenti passivi. Una volta che si è nel gruppo, uno deve sempre cercare di dare il meglio, che hai uno o più ruoli, magari si possono trovare nuove amicizie e allargare anche il modo di vedere una cosa, confrontandoti con altre persone. Quindi sì: uno più si impegna, più si diverte (ovviamente impegni in real life permettendo, a mio avviso il progetto non toglie tempo, quindi si riesce a far conciliare perfettamente le cose)

Alessio Rossiello mi parli di te, del tuo rapporto con il progetto?

Alessio: Tutto iniziò quando non c’era ancora tutta la competizione ed i vari campionati, vedendo il buon Filippo che simulava le partite col Drink Team.

Un giorno, incuriosito, gli chiesi se sarei potuto entrare nella squadra. Venne creata così prima l’Entella e poi il Nac come squadre satellite; da quel momento ci fu il passaggio a Progetto Gaming e quindi la creazione della serie A e il Progetto come lo conosciamo adesso. Sono stato prima portiere della Roma e poi, grazie a Franceschi, portiere del Bologna (colgo l’occasione per salutare tutto il gruppo), e ora mi ritrovo nelle vesti di DS della viola.

Il me nella vita reale rispecchia il me nel progetto:  sono stato portiere di calcio a 11 arrivando in D (quindi con i ruoli ci troviamo perfettamente), la scheda tecnica iniziale combaciava con il mio stile di portiere (ottimo nello specchio della porta, pessimo nelle uscite) e soprattutto altezza e peso sono perfettamente uguali, quindi mi sono ritrovato davvero me stesso nei panni di un giocatore di serie A.

Oltre al calcio ho come passione le varie tecnologie in generale, i computer, fare lunghe passeggiate e lunghi tratti con l’auto… Beh, diciamo le cose che piacciono a tutti i ragazzi.

Inizialmente nel progetto entrai in punta di piedi, poi pian piano feci amicizia con  Trementozzi (primo allenatore avuto), poi con Franceschi (che ho avuto il piacere di incontrare più di una volta dal vivo) e man mano ho visto anche persone della mia città e limitrofe (Terzo è quello con cui ho “legato” di più in quanto ci siam visti in più di un’occasione, poi andando a Milano incontrai Pironti e Ballarini, al raduno a Napoli incontrai Torsello, Aruta, lady Angela, Maiorano, Gambardella, i Fulco’s ed altre persone. Al secondo raduno ho avuto il piacere di rivedere Terzo, Angela, Aruta, Gambardella (e consorte), quindi diciamo che il progetto mi ha fatto scoprire ed incontrare persone splendide che ormai posso definire amici.

Su cosa ti baserai nel momento in cui dovrai scegliere che stipendio dare a un giocatore? Hai già pensato a delle clausole in particolare?

Alessio: Su ciò mi trovi impreparato a dir la verità, ma non mi preoccupo affatto: come prima cosa parlerò con i giocatori per capire che intenzioni avranno, ossia se vogliono essere partecipi di questa avventura o essere semplici spettatori. In base alle loro risposte mi adeguerò di conseguenza.

Sono una persona a cui non piacciono i giri di parole e arrivo dritto al sodo, quindi se un giocatore garantisce attività e la si nota, non vedo il perché non adeguargli in futuro il contratto.

Ovviamente, ci metterò il mio per tenerli attivi e mi metterò a disposizione su eventuali richieste od altro, parlandone anche con i 2 presidenti.

Se c’è dialogo, confronto e serietà da parte di tutti, si potrà andare avanti su tutti i fronti e far crescere la società e conseguentemente la squadra.

Rivolgendoci al Progetto e non solo alla Fiorentina, avete qualcosa da dire alle nuove leve?

Angela: Inviterei chi magari ha intenzione di buttarsi nel ruolo da DS (aggiungo anche presidente, allenatore, MM, giornalista), ma ancora non lo ha fatto, di non preoccuparsi, molto si impara strada facendo. “Nessuno nasce imparato”, recitava un vecchio detto.

Daniele: vorrei motivare soprattutto i nuovi a intraprendere cariche, perché non solo ci si diverte di più ma si dà al progetto modo per crescere. A noi della Fiorentina piace motivare i nuovi (e i vecchi) utenti.