Progetto FM: Sanremese City

Buonasera cari lettori e lettrici di Progetto X, siamo qui oggi con Giuseppe Gambardella, Cristian Marchese Alberto De Donatis e Pietro Nicoletto, dirigenti della Sanremese, innanzitutto vi chiedo il motivo che vi ha spinto ad acquistare la Sanremese? e poi di parlarci un po del vostro progetto con questa squadra

De Donatis: Buonasera! Il motivo è semplice: espandere i nostri orizzonti. L’Inter ci sta dando grandi soddisfazioni e grande impegno, e nel percorso di evoluzione della squadra un’affiliata era il passo successivo. Essendo poi io del Ponente ligure, avendo sentito della cessazione del legame della Sanremese con la Lazio, mi sono fatto ingolosire, e ho proposto il tutto ai miei sodali.

Marchese: Buonasera a Lei e lettori. Nel mio caso, essendo mister, sono stato trascinato e coinvolto dai Presidenti quando è stata rilevata la società. L’obiettivo secondo i nostri standard non è uno, ma molteplici. Non parliamo solo di risultati sul campo o societari, ma anche di movimenti extra-calcistici. Parliamo pur sempre di una squadra che per un mese intero è stata abbandonata e che infatti viene da ben 7 depotenziamenti. Vuol dire esattamente che ben 7 elementi della rosa (chi più chi meno) a causa della precedente gestione non ha capito il reale senso di questo gioco. Parliamo di una base fondamentale, ovvero il divertimento. La Sanremese, puntiamo a farla diventare ben di più che una società di notevole prestigio.

Nicoletto: Buonasera a tutti. Questo progetto mi è stato proposto direttamente da Alberto ed io dopo averci pensato si e no un giorno, ho accettato. Conosco il resto di dirigenza bene ormai, è un cammino lungo lo sappiamo ma che siamo certi che alla fine saremo orgogliosi di quello che saremmo riusciti a creare.

Gambardella: Una grande squadra come l’Inter ha bisogno di una cantera, visto il buon livello di giocatori presenti alla Sanremese ci siamo buttati.

Poi ci sono il mare, il sole: che vuoi più?

Mi pare di capire, che l’obiettivo finale della Sanremese è di lasciarla come cantera, per poi portare i più meritevoli all’Inter?

De Donatis: sì e no. 

Di certo i tifosi nerazzurri verranno monitorati attentamente, per vedere se meritevoli del passo in Serie A. Ma la Sanremese sarà una squadra vera, con obiettivi importanti. Per questo ci siamo affidati a staff di livello, come un mister ex campione d’Italia.

Marchese: Conosciamo tutti il motto dell’Inter, “L’inter agli Interisti”, giusto? Bene. L’Inter è l’Inter. La Sanremese ha una propria identità, che collabora con l’Inter. Sono entrambe due società con grandi obiettivi da portare a termine.

Nicoletto: Non proprio, rimane comunque una squadra a sé con i propri obiettivi!

Gambardella:  non solo diciamo che può essere un trampolino di lancio per nuovi campioni e un fucina per l’inter, tutto questo non tralasciando la promozione in serie.

Dunque visto che un pò tutti avete tirato in ballo la parola “obiettivi” diteci qualcosa in più, su quello che può essere l’obiettivo per questa stagione e dove pensate di poter arrivare

De Donatis: Il mio obiettivo era recuperare una squadra interessante e a me vicina, e farla gestire da persone giovani e capaci. Gli obiettivi di campo li lascio a Cristian e Pietro.

Marchese: L’obiettivo, personalmente parlando, per il bene della squadra rimane la zona playoff. Dobbiamo rimanere in alto. Il resto lo vedremo partita dopo partita e con la massima umiltà. Inoltre, come ha già specificato Pietro, l’obiettivo resta far capire ai ragazzi che nelle sconfitte o nel vittorie rimane il gruppo. Il senso di appartenenza. E, ripeto ancora, il divertimento. Tutto quello che avevo lasciato nella mia precedente esperienza all’Inter, la vorrei riportare qui. Non si parla più di gruppo, ma di un secondo ambiente amichevole, che può diventare una seconda famiglia. Poi ovviamente, i conti e le finanze le lascio a chi ne ha veramente le competenze.

Nicoletto:La dirigenza precedente alla nostra ha chiaramente svolto un buon lavoro nel gioco perchè ora come ora siamo in piena corsa playoff (anche grazie alle prime due vittorie di fila di Cristian). Gli obiettivi sono: rimanere in quelle zone della classifica ma soprattutto creare un bel gruppo coeso e attivo.

Gambardella: L’obiettivo è rendere la squadra più attiva possibile, poi le qualità del mister e del DS  ci potranno portare in alto.

Noi di Progetto X vi auguriamo il massimo per questa stagione. Bene, direi che abbiamo toccato più o meno tutti i punti, dunque siamo ai momenti dei saluti e come sempre lascio l’ultima parola agli ospiti, ringraziandoli per la disponibilità.

De Donatis: Grazie Progetto X, mi permetto di aggiungere una cosa: Inter e Sanremese condividono anche lo staff media, che punta ad innalzare il livello delle produzioni grafiche di parecchio. Siamo già al lavoro sulla S6, aspettatevi grandi cose da Lorenzo Valentino e il suo staff.

Marchese: A nome di tutta la squadra vi ringraziamo per l’intervista! Auguriamo a Lei e lettori una buona permanenza come utenti del Progetto!

Nicoletto: A nome di tutta la squadra vi ringraziamo per l’intervista! Auguriamo a Lei e lettori una buona permanenza come utenti del Progetto!
Gambardella: Grazie per la bella intervista e Forza tutti

Progetto FM – GRASSADONIA A TUTTO TONDO!

Un saluto a tuti i lettori di Progetto X.

Oggi ai nostri microfoni Salvatore Grassadonia ,utente tuttofare, fresco della nomina a CT dell’under 19 italiana.

Scopriamo come intende gestire la nazionale e come vive il Progetto…

Buongiorno Salvatore ,sono passati un anno e cinque mesi dal tuo arrivo in questa community ed è di pochi giorni fa la notizia della tua nomina a CT dell’U19.

Come ti senti?

Salvatore: Sono felice che la community abbia scelto me, vuol dire che in tutto questo tempo sono riuscito a farmi apprezzare, non avendo avuto modo di incontrare i membri del progetto dal vivo non è semplice entrare nelle simpatie di un gruppo così grande di persone. L’essere stato nominato testimonia il fatto che ci sono riuscito, per me è motivo di grande orgoglio. Arriverà anche il rovescio della medaglia, perché come il buon Spidey insegna: da un grande potere derivano grandi responsabilità.

Hai già stabilito un criterio di scelta per le convocazioni e ti sei già confrontato con i rispettivi allenatori dell’U21 e della nazionale maggiore?

Salvatore: Mi sono confrontato con i colleghi De Donatis e Figoni, conto di farlo il più possibile perché il confronto non è mai abbastanza, devo imparare tutto da loro. La mia priorità sarà quella di cementificare il gruppo costruito da Daniele Fulco e poi cercherò di metterci del mio.

Come ho detto il criterio di convocazione sarà incentrato su tutta l’attività del giocatore, per questo avrò bisogno di tutto l’aiuto possibile da parte di DS e allenatori ai quali rivolgo un appello: segnalatemi i vostri gioiellini, ho bisogno del vostro aiuto per scegliere al meglio! Sono convinto che ci siano dei giocatori magari molto attivi nel gruppo squadra ma non altrettanto nel gruppone, non voglio che si sentano poco considerati.

Riprendendo le tue parole :”da un grande potere derivano grandi responsabilità” ,ti sei caratterizzato per i molteplici ruoli svolti all’interno di Progetto Gaming.

In ordine sparso giocatore della Torres,allenatore dell’Alessandria,presidente e Ds del Palermo,revisore di bilanci.

Cosa vorresti dire ad un nuovo utente che si affaccia ,per la prima volta,in questa grande famiglia?

Salvatore: All’inizio è davvero difficile capire tutte le meccaniche di gioco, voglio dire di prendere le cose con calma, capire bene quali siano le dinamiche corrette di convivenza all’interno della squadra e all’interno del gruppone. Cercare di capire bene come poter ottenere i bonus attività per far crescere il proprio giocatore e da quel momento in poi è lì che inizia il vero gioco! Nel progetto più ti impegni, più ti diverti! Lo sostengo da sempre, essere solo un calciatore ha il suo perché ma le interazioni e l’appagamento non saranno mai gli stessi di quelli che avresti ricoprendo dei ruoli dirigenziali.

Rispetto comunque chi sceglie di non avere ulteriori responsabilità, capisco che per fare l’allenatore o il DS si debba destinare maggiore tempo al Progetto e non è detto che si sia disposti a farlo.

Con la Torres state stupendo sempre di più nel girone C/C ,secondo te cosa è cambiato rispetto lo scorso anno che sta permettendo alla squadra di dominare il campionato e di avanzare in Coppa Italia?

Salvatore: Il gruppo è rimasto pressoché identico a quello nato alla fine di S3, questa è la nostra forza. Fabio Arcoleo è riuscito a inventare un modulo che esalta le qualità di ognuno di noi, questo ci permette di essere perfomanti al massimo delle nostre possibilità. Il modo di interpretare il progetto che abbiamo alla Torres lo uso sempre come modello per le squadre che gestisco. Non finirò mai di ringraziare abbastanza Mark Aperio e Alberto De Donatis per avermi nominato DS della squadra in s4, da lì è partito tutto.

Da s4 sei anche allenatore dell’Alessandria (affiliata del Palermo) dove stai ottenendo ottimi risultati,avendo consolidato la quarta posizione del girone C/A.

La squadra ha intrapreso una striscia positiva di quasi 2 mesi che ha portato a 6 vittorie e 1 pareggio con una straordinaria media di gol realizzati pari a 4.29.

Invece la media di gol subiti è uguale a 1.29 , cosa sta alla base di questa tua filosofia di gioco?

Salvatore: Le scelte tattiche all’Alessandria sono state dettate in prima battuta dal fatto che la rosa ha degli ottimi elementi in difesa e cercando di non scontentare nessuno ho optato per far giocare un difensore davanti la difesa, la soluzione più logica a quel punto era di adottare un 451 cercando di supportare l’azione dell’unica punta con le ali.

Pian piano la squadra ha familiarizzato con il nuovo modulo e i risultati sono arrivati.

Sono contento che le nostre tattiche siano state giudicate positivamente dalla commissione tattica, ciò ha permesso di continuare a racimolare punti, senza battute d’arresto. Ho la fortuna di avere dei giocatori duttili che si adattano bene anche al 442 che schieriamo per favorire anche la rotazione della rosa.

Ci sono tanti modi per interpretare gli schemi, un 442 può essere arrembante o agire di rimessa, dipende sempre dai giocatori che hai a disposizione…

Un’ultima domanda, il Palermo si trova attualmente in sesta posizione, dopo un brutto inizio di stagione sembra che la squadra abbia cambiato totalmente atteggiamento riuscendo a non perdere da 2 mesi.

C’è rammarico per una stagione che con una partenza migliore poteva proiettare la squadra verso la promozione diretta?

Salvatore: Nello spogliatoio del Palermo ho sempre raccomandato la calma: se arrivano i 3 punti non siamo diventati automaticamente dei campioni, se arriva una sconfitta non siamo diventati automaticamente dei brocchi.

La forza del Palermo sta nel gruppo, gruppo creato con fatica, un passo alla volta, partendo da una squadra che rischiava il baratro.

Adesso il Palermo dice la sua nella serie cadetta, anche contro i pronostici di inizio anno.

La falsa partenza è solo da imputare al fatto che i nuovi schemi dovevano essere digeriti dalla squadra dopo il cambio di allenatore, il nostro merito è stato quello di credere nel mister anche nel momento più buio. Lui, adesso, ci sta ripagando a suon di vittorie.

Eccoci giunti al termine, grazie della disponibilità e buona fortuna per la tua nuova avventura.

Vuoi dire qualcos’altro ai nostri lettori?

Salvatore: Rinnovo l’appello ai DS e agli allenatori, segnalate i vostri giocatori meritevoli di convocazione e un appello ai giocatori: impegnatevi al massimo per mettermi in difficoltà, voglio avere problemi di abbondanza!

Dal canto mio vi prometto di rispondere a ognuno di voi, sentitevi liberi di contattarmi.

Progetto FM – Pier(seo) Fulco e il Tempio di Giunone

Il vero colpo di mercato, l’Akragas lo mette a segno al fotofinish: Pier Gaetano Fulco, dopo la parentesi Milanese sceglie la compagine Akragantina per ritornare a ricoprire il ruolo di DS.

Erodoto narrava che l’Araba Fenice risorgesse ogni 500 anni, Fulco aveva a più riprese dichiarato di voler usufruire di un anno sabatico ma il richiamo delle scartoffie era forte come il canto delle sirene e la bellezza del tempio di Giunone ha fatto il resto, c’è una nuova divinità nel Pantheon agrigentino Pier(seo) Fulco!

Il presidente Di Gaetano non è riuscito a trattenere un sorriso formato famiglia, mi ha contattato nottetempo per darmi la notizia:

“Salvù, la vuoi la vera notizia bomba del nostro mercato?”
“Compà ma che min…ia dici? Il mercato si è chiuso 2 minuti fa e non puoi modificare nulla!”
“Min…ia sempre il revisore devi fare?!? La vuoi sta notizia o no???”
“Amunì… spara!”
“Abbiamo preso Fulco!”
“Daniele? Ma se è andato al PG?!?”
“No Daniele, Pier Gaetano!”
“Ma non era andato al Frosinone?”
“Salvù, stai dormendo? L’abbiamo preso come DS!”
“Min…ia!!!”

Capiamo cosa significhi per Di Gaetano questo arrivo in casa Akragas:

Che cosa posso dire di Pier? Il dottor Fulco ed io ci conosciamo dai tempi di quando eravamo compagni di squadra all’Entella e subito ci siamo trovati bene. Mi fa un enorme piacere vedere la crescita che ha avuto come utente del progetto fino a farlo diventare admin. Ormai per tutti noi utenti è come la AEW per gli appassionati di wrestling [La All Elite Wrestling (AEW) è una federazione di wrestling statunitense. N.d.r.]

Lo inseguivo da tempo, anche prima che me lo ritrovassi come DS al Milan ma lui stesso mi fece la promessa che prima o poi le nostre strade si sarebbero incrociate di nuovo. Da buon condor che si rispetti non mi sono fatto scappare l’occasione di pressarlo ancora una volta subito la notizia che Pier avrebbe lasciato il ruolo da DS del Milan, anche quella volta ricevetti un no, riuscendo, però, a strappare una promessa: se lo avessi cercato ancora all’inizio della nuova stagione lui sarebbe arrivato!

Poi invece la sorpresa, alla chiusura del mercato, poco prima di buttarti giù dal letto, Pier mi scrive dicendomi:

“Di Gaetà ma che dici se anticipiamo i tempi, mi hai convinto e mi manca stare seduto dietro la scrivania, però voglio una garanzia: Ciambelle fresche di giornata ogni dì, come Homer Simpson”

E da mangione quale sono non me lo sono fatto ripetere 2 volte, con la speranza di potergliene rubare qualcuna, una volta o l’altra.

Ritornando seri, posso dire che so che persona è Pier e già abbiamo iniziato a progettare per filo e per segno il futuro della squadra e sono sicuro che anche grazie alla sua presenza ci toglieremo grandi soddisfazioni insieme.

Pier Gaetano come mai ha scelto di rompere gli indugi e ritornare nella mischia già da quest’anno?

Io amo il ruolo del DS perché soddisfa la mia mania per la pianificazione a lungo termine. Non amo le cose ‘tutto e subito’ ma mi piace vedere qualcosa crescere, come fosse una piantina da curare.

Avevo intenzione davvero di arrivare fino a fine stagione e poi scegliere, con calma, dove tornare Direttore Sportivo, e avevo poi preso un accordo sulla parola con Di Gaetano per ricominciare all’Akragas da fine stagione.

La presenza di Adrian Nadir nella squadra, di Lorenzo Donati, di Jacopo Perinetti, tre ragazzi cui nell’esperienza precedente mi ero affezionato, hanno fatto aumentare un pochino la voglia di tornare a fare il Direttore Sportivo. Poi con un Presidente presente e dialogante, un DS che aiuta ed è fattivo e un buon allenatore che dimostra anche di amare il confronto, diciamo che i presupposti per stringere i tempi c’erano tutti.

Lei è considerato uno dei migliori dirigenti in circolazione, qual è, se ce lo può svelare, il suo quid in più?

Un buon DS conosce le regole e se non ricorda qualcosa, chiede. E’ l’atteggiamento più sensato quello di interfacciarsi con gli altri e chiedere consiglio, perché qualcosa può sfuggire.

Sono un vecchio giocatore di ruolo quindi mi immergo anche nel ruolo di Direttore Sportivo anche sotto il profilo ruolistico, comportandomi come un dirigente.

Per il resto bisogna fare attenzione ai fondi a disposizione, guardare bene gli acquisti che si fanno e riflettere sul risultato che si vuole raggiungere: puoi essere bravo ma se i tuoi obiettivi non collimano con la dirigenza con la quale collabori, puoi fare poco.

Analizzando la storia dell’Akragas appare lampante la natura camaleontica della squadra, quasi a ricalcare la carriera raminga del presidente Di Gaetano, lei asseconderà questo spirito o farà in modo di concentrarsi sul gruppo attuale per fare bene in S6?

Ritengo che il gruppo attuale sia ben fornito, con giocatori attivi e con belle schede, e che vada valorizzato.

Naturalmente ci saranno in futuro ricambi ma io spero sempre che i giocatori presenti si appassionino abbastanza da voler restare nella squadra.

Naturalmente a meno che non abbiano qualche aspirazione nella propria squadra del cuore o non arrivassero offerte monstre: si compra solo per migliorare e si cede solo se necessario e conveniente.

Grazie per la sua disponibilità, tutta la redazione le augura le migliori fortune con la compagine siciliana.

Progetto FM – Carne Fresca

la presentazione dei nuovi acquisti del Triestina Asylum


Dopo l’esaltante mercato di riparazione di Gennaio, la Triestina Asylum decise di indire una conferenza stampa per presentare al proprio pubblico i giocatori acquisiti. Il tutto venne organizzato in una sala interna del comprensorio, allestita per l’occasione con le grafiche della squadra e delle seggiole in pessime condizioni messe a disposizione dei giornalisti. Per illuminare l’ambiente, invero un poco buio, vennero montati due fari da cinquanta watt a luce fredda: 6400 gradi Kelvin di glaciale memoria, come se quella fosse in verità uno scannatoio o la scena di un efferato crimine.

L’idea era venuta nientemeno che al nuovo addetto stampa della squadra, Valerio Cicchinelli, detto ” Il porco “, anch’esso acquistato durante la sessione invernale. Il ragazzo, assolutamente normale, era cambiato dal suo primo incontro con il presidente della Triestina, Jullar Clownz. Da allora infatti il giocatore aveva cominciato a manifestare alcuni segni di follia e in molti si chiedevano cose fosse capitato durante quell’occasione da rendere così instabile la mente del ragazzo, che negli ultimi tempi era stato più volte avvistato con la maschera che ora portava stabilmente indosso.

Comunque, quando infine i giornalisti arrivarono e furono fatti entrare, si trovarono davanti, pronti per essere intervistati, tutti i nuovi membri del team, rigorosamente ammanettati, affiancati dalla presidenza, il direttore sportivo Mariano Pizzuti, il mister Daniele Fulco e ovviamente ” il porco “.  Quest’ultimo prese parola:

” Oink! E’ con enorme dispiacere avervi qui per la presentazione dei nuovi acquisti. Data la loro infima e bassa moralità, e valutata anche la indiscutibile suscettibilità dei soggetti presenti, non vi saranno permesse domande. Ci saranno solo dichiarazioni. Oink! Parola alla presidenza dunque. Buuurp “

Al centro del tavolo, con la sua solita maschera da clown, Jullar prese la parola: ” Benvenuti! Il circo è in città asd asd asd asd!” Disse con voce brillante, ” Siete venuti a vedere le nostre nuove attrazioni ? Prego signori, guardatele con cura, perché di questa ci occupiamo.” Tornò dunque a delle sfumature più oscure e concluse: ” Vedrete, lo spettacolo avrà presto inizio…”

I giornalisti non ebbero tempo di dirsi spazientiti che, come in una commedia molto sopra le righe, intervenne l’altro membro della presidenza, nonché direttore sportivo della squadra, Mariano Pizzuti. L’uomo indossava una maschera da volpe, e aveva un tono e un modo distante da quello di Jullar, talmente tanto da risultare estraniante.

” Signori giornalisti, benvenuti. Questo mercato invernale è stato duro e impegnativo. Ci ha portato a vendere alcune pedine importanti ma ci siamo mossi bene e le abbiamo sostituite con giocatori di altissima qualità e prospettiva. Siamo sicuri che il nostro #FulcOut riuscirà a fare molto meglio di quanto fatto finora. “

” Il porco “: ” OOOOOOOOOOOOOOIIIIIIIIINNNNNKKKKK. Parola a Mr. Fulco dunque ! ” Tuonò dopo aver emanato un rutto che fece rimbombare la stanza.

“Quattr Quattr Roje ” disse fiero e impettito l’allenatore, senza aggiungere null’altro.

” Scusi ma sarebbe possibile chieder…” il giornalista non fece in tempo a concludere la propria richiesta.

” OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOINK, OOINK OINK OOOOOOOOOINK…” lo redarguì ” il porco “ fissandolo con la sua maschera a mo’ di biasimo severo e intransigente. ” Adesso tocca ai giocatori, solo a loro, uno dietro l’altro, che poi abbiamo fame e dobbiamo andare a mangiare. Prego cara, comincia pure tu. ” indicò con la mano Ele Nina seduta alla destra di Pizzuti.

La ragazza, che sembrava particolarmente elettrica ed eccitata, si avvicinò al microfono con un sorriso che emanava fascino e malattia allo stesso tempo. ” Sono supermegastracontenta di essere qui. La gabbia è bellissima e loro sono così carini in tutta la loro pazzia ” I giornalisti erano sempre più perplessi per quella scena che non sapevano come interpretare. ” Voglio dare il massimo per questa maglia, dimostrare di essere un’assassina preparata fuori e in mezzo al campo. Ma la prima cosa che vorrei fare è dimostrare tutto quello che so fare, dentro e fuori le docce. ”

Nella sala cadde il gelo: ” Bravissima! Bravissima! ” disse applaudendo con grande foga Cicchinelli. ” Parole commoventi, ricche d’amore! Oink! Oink ” quasi singhiozzando. ” Ma passiamo la parola al nostro nuovo attaccante: Joele Copin

” Salve a tutti, sono Joele Copin. Quello che posso dire è che appena arrivato, il Clownz e il suo braccio destro Mariano Pizzuti hanno fatto di tutto per farmi sentire a mio agio. Ma proprio tutto ” cominciò a ridere in maniera inquietante ” Cazzo ragazzi, se vi dicessi che già mi sento più forte mi credereste? Io credo che ogni giocatore dovrebbe ambire a venire qui. C’è tanto con cui divertirsi qui.  ” seguirono alcuni secondo di silenzio accompagnati da un lungo sguardo fisso nel vuoto, che infine si sbloccò con un ” BELLA REGAZ ! “.

” Ma quando finirà questa buffonata? ” osò chiedere un giornalista particolarmente nervoso. ” Molto presto spero ” rispose ” il porco “ ” molto presto per tutti “.

 Il tono distaccato con il quale aveva espresso quell’ultimo concetto aveva rafforzato una certa sensazione negativa che sin dall’inizio aveva riempito l’aria. ” A questo proposito vi manca ascoltare solo il caro Davide Sigillò. Prego Davide, parla pure “.

” Buonasera, o buongiorno. Sapete, ho perso la cognizione del tempo da quando sono arrivato qui. Ero lì sul divano, tranquillo nel mio giocare a FIFA, quando mi sono improvvisamente ritrovato in un sacco nero all’interno di un portabagagli. Solo una volta giunto nel manicomio ho capito che erano stati i presidenti a prelevarmi di forza. Un’emozione fortissima, che viene alimentata ogni giorno durante il turno delle docce, quando vengo costantemente monitorato da tutta la dirigenza! “

Viso quasi bloccato nella sua espressione serena e divertita, come se quanto detto non avesse per lui davvero alcuna valenza. Ma la conferenza in fondo, era arrivata al suo termine, almeno in teoria.

” Signori, grazie della vostra attenzione, OINK! Io non vi dirò  nulla: ho fame e non ho voglia alcuna di parlarvi. Potete andare, spero vi sia piaciuto lo show. ” A queste ultime parole lo staff tutto si alzò in piedi levandosi dalle proprie sedie, voltando le spalle ai presenti e uscendo dalle porte laterali accompagnati da parte della security. Al loro posto fecero ingresso altre guardie del penitenziario che iniziarono ad invitare tutti i presenti a uscire e tornare alle proprie case. Nessuno ebbe modo di muovere un obiezione o di recriminare: il clima si era fatto eccessivamente pesante e tutti, nessuno escluso, avevano semplicemente voglia di uscire da quel luogo nel più breve tempo possibile, lasciandosi dunque alle spalle, il grande cancello nero del Triestina Asylum.

Progetto FM – Salernitana:l’arrivo del nuovo mister, Mario Torsello

Progetto X ha incontrato il nuovo mister della Salernitana, nonché anche giocatore del Bologna, Mario Torsello

Salve Mario, piacere di averla con noi. Si presenti al nostro pubblico.

Ciao a tutti, per chi non lo sapesse sono giocatore ed ex presidente e allenatore del Bologna. Da poco sono anche allenatore della Salernitana. Due partite e due vittorie per festeggiare.

Ci parli in generale di lei, come ha conosciuto il progetto?

Era il lontano 2017, trovai per caso il gruppo girovagando su Facebook, entrai ma non feci il post di presentazione subito. Poi mi decisi e fui acquistato dal Benevento, e tre mesi più tardi mi ritrovai catapultato nel magico mondo di Bologna.

Quindi è da molto tempo che gioca nel Bologna.                                                  Descriva questa esperienza

Sì, è la quarta stagione. La squadra è cambiata molto nel tempo e penso di aver contribuito a costruire uno degli ambienti più attivi del progetto. Il tutto è ovviamente iniziato dal grande Luca Franceschi. Ora è un ambiente ideale, in cui si trovano tutti a meraviglia.

È stato anche presidente e allenatore del Bologna, ci racconti l’esperienza in questi campi.

Da presidente ho lasciato da poco. Insieme a Cazzamalli, Terzo, Pisasale e Gamberini abbiamo rafforzato notevolmente la squadra e spronato i ragazzi a dare il massimo in termini di attività.                                                          

Dopo l’esperienza sulla panchina bolognese mi sentivo un po’ demotivato nel continuare, dato l’utilizzo su larga scala di tattiche scaricate e così decisi di lasciare.   Prima dell’uso di queste tattiche scaricate eravamo in zona Champions. Come allenatore penso di aver posto le basi per il lavoro lasciato a Gallo quest’anno.

Ha avuto altre esperienze come allenatore?

Non all’interno del progetto, ma mi ritengo abbastanza esperto, gioco sin dai tempi di FM 05.

Parliamo ora dell’argomento chiave dell’intervista, la panchina della Salernitana. Cosa lo ha spinto ad accettare questa sfida?

Sono tifoso della Salernitana fuffa, sapendo che la squadra per cui tifo aveva bisogno di un allenatore, non ci ho pensato due volte, e mi sono fatto avanti per la panchina. Inoltre, mi piacciono le sfide e vedere una squadra abituata a stare sempre in zona playoff soffrire così quest’anno, mi ha spinto ad accettare.                                                                                  

Ringrazio la dirigenza per la fiducia

Il suo impatto con la squadra come è stato? Come è stato accolto dalla squadra?

Sono stato accolto bene, la squadra è di livello e sembra essere un ottimo gruppo, non vedo l’ora di conoscerli meglio.

Ci racconti del suo esordio sulla panchina, avvenuto proprio due giornate fa.

È stata una bella prestazione da parte di tutta la squadra. Il risultato poteva essere molto più largo, siamo riusciti a vincere 2-1.  Sono davvero soddisfatto dell’esordio, si trattava di uno scontro molto importante per i bassifondi della classifica: Salernitana-Fiorentina. Anche nella scorsa giornata è arrivata la vittoria, per 3-1 contro il Brescia, molto importante per l’allontanamento dalla zona calda.

Quali sono i vostri obiettivi?

Dobbiamo necessariamente abbandonare la zona retrocessione ed allontanarci per avere un finale tranquillo.

Siamo giunti alla fine dell’intervista. La ringraziamo per essere stato nostro ospite. In bocca al lupo e un saluto da tutta la redazione.

Vorrei dire ai ragazzi della Salernitana di stare tranquilli: con l’unità d’intenti riusciremo nel nostro obiettivo. Un saluto a loro e a tutti i ragazzi del Bologna. Grazie per l’intervista!

Progetto FM – Salernitana, il nuovo allenatore è Mario Torsello

Cambio di panchina per la Salernitana, che, con un comunicato stampa, sceglie la guida tecnica di Mario Torsello al posto di Mirko Sangiorgio, che aveva lui stesso comunicato le dimissioni dal suo ruolo tecnico in data 5 marzo ringraziando i granata per le due stagioni e mezzo trascorse insieme e per la fiducia concessa anche in questa stagione tutt’altro che brillante per i cavallucci marini.

Questo il comunicato stampa ufficiale da parte delle società: “La Salernitana è lieta di comunicare l’ingaggio del nuovo mister Mario Torsello. Dopo attente valutazioni la dirigenza ha deciso di optare verso mister Torsello grazie alla sua esperienza all’interno del progetto. Il suo acume tattico e la sua attenzione verso l’attività della squadra sono caratteristiche che ci spingono a credere che sia la miglior scelta possibile per risollevare le sorti di una squadra in difficoltà. Nonostante la situazione in classifica molto difficile, crediamo alla salvezza e non ci arrenderemo facilmente. Consci del valore importante della rosa abbiamo deciso di non stravolgerla durante il mercato speranzosi che il cambio della guida tecnica possa darci quel cambiamento che auspichiamo.

Ringraziamo il mister Sangiorgio per il lavoro svolto durante queste fantastiche stagioni alla sua guida e gli auguriamo il meglio per la sua carriera.

Forza Salernitana.

La dirigenza”

Progetto FM – CROTONE: SULLA PANCHINA ARRIVA PISASALE

Nuovo cambio di panchina per il Crotone, dopo le dimissioni di Walter D’Auria, anche chi ne aveva preso il posto, Riccardo Venturelli, ha deciso di lasciare la panchina dei calabresi. La guida della squadra ora è passata a Jacopo Pisasale.

Noi di Progetto X abbiamo incontrato il presidente del Crotone, Vincenzo Mosca, e il nuovo mister.

Vincenzo Mosca ci ha spiegato i motivi che hanno portato Venturelli a lasciare la panchina calabrese, sottolineando che una panchina così prestigiosa come quella del Crotone forse era troppo per Venturelli, alla sua prima esperienza alla guida di una squadra del Progetto. Infatti, la squadra ha stentato con Venturelli in panchina e, come ci spiega Mosca, per il bene della squadra sono arrivate le inevitabili dimissioni.

Mosca ci ha parlato anche della scelta del nuovo mister, dicendoci che è stato Pisasale stesso a proporsi e, dopo un paio di colloqui, la scelta è ricaduta su di lui. Mosca ce lo descrive come un utente serio, che dedica anima e corpo al Progetto, con una filosofia di gioco che sposa alla perfezione quella del Crotone e dei giocatori.

Ora l’obiettivo del Crotone è di andare più avanti possibile nelle coppe e affrontare ogni partita come una finale; il distacco in classifica dalla zona utile alla qualificazione in Europa sembra davvero incolmabile, ma Mosca crede nelle potenzialità di Jacopo e della squadra.

Jacopo Pisasale fino alla scorsa giornata allenava la Juve Domo, confidandoci cosa lo abbia spinto a lasciare la panchina della Domo per quella del Crotone. Pisasale ha sempre ammirato la città di Crotone; infatti, la passata stagione ha tifato per la squadra quando era in lotta per la qualificazione in Champions League, arrivata proprio all’ultima giornata. Inoltre, crede che il Crotone non sia in una posizione di classifica adeguata alle capacità dei giocatori. La panchina del Crotone era anche un’opportunità molto importante per la sua carriera da allenatore. Ci tiene molto anche a sottolineare la sua gratitudine verso Frattoni, Dal Tio e la Domo.

Pisasale si è già presentato alla squadra trovando non meno di quello che si aspettava, ovvero un gruppo molto attivo e simpatico.

Pisasale sottolinea che, anche se la posizione in classifica attualmente non è ottimale, il campionato è lungo e proverà fino alla fine a ridurre il gap che separa il Crotone dalla zona Europa League.

Per Pisasale rimangono di primaria importanza il proseguo del cammino in Europa League e Coppa Italia, obiettivi ancora alla portata dei calabresi secondo il nuovo mister.

Progetto FM – Una Torres da favola

Vivere una favola calcistica, si sa, è sempre affascinante, ed è qualcosa che riesce ad attirare sempre tantissimi appassionati. Questa stagione, la favola sicuramente più bella è rappresentata dalla Torres. La società sassarese, infatti, si sta dimostrando un rullo compressore nel suo campionato (Serie C/C), sia in Coppa Italia, sconfiggendo anche società più quotate o blasonate.

Oggi abbiamo ai nostri microfoni, uno degli autori di questa stagione della società sarda, l’allenatore Fabio Arcoleo.

Buonasera Fabio, innanzitutto complimenti per il percorso in campionato. 25 su 25 ed una promozione che, ormai, sembra praticamente scontata. Era prevedibile una stagione così, ad inizio anno?

F: “Ciao Alessandro, innanzitutto vorrei ringraziare la redazione per questa intervista. Stiamo facendo grandi cose, è innegabile ma sinceramente a inizio campionato nessuno in casa Torres si aspettava questi numeri. Il presidente Aperio mi aveva contattato a fine S4 perché Mister Guidotti aveva avuto dei problemi personali e la sua presenza in live per i play-off era in forte dubbio. Quegli stessi play-off sono risultati catastrofici per noi, che ci siamo visti chiudere la porta in faccia della promozione proprio da Mister Casalati che allenava un Piacenza sulla carta di molto inferiore alla rosa della Torres. Con un po’ di scetticismo, visto il pessimo biglietto da visita, mi aveva confermato per la stagione 5, avvisandomi che non ci sarebbero stati altri risultati consentiti se non la vittoria… e per fortuna i ragazzi mi stanno aiutando a tenermi ben salda la panchina!”

Miglior attacco del campionato con 118 gol segnati e seconda miglior difesa con soli 20 gol presi. Dietro questi numeri c’è un segreto che la coinvolge, o magari sono frutto di qualche patto stretto con i ragazzi?

F: “Devo dire che i ragazzi si divertono molto con questo sistema di gioco.

Ho un attacco di assoluto livello composto da Badalamenti (oggetto del desiderio di mezzo Progetto), Benfort che ci risolve spesso partite complicatissime e Libonati che quest’anno la mette in rete anche da casa sua!

Inizialmente avevo impostato un 442 cercando di non snaturare la tattica ricevuta in eredità dal precedente mister, ma lasciare uno di quei tre in panchina era da pazzi e Badalamenti sulla fascia non rendeva. Così ho avanzato Badalamenti e tutto è andato al suo posto! Purtroppo però, se da un lato facciamo molti gol, dall’altro ci scopriamo paurosamente e molto spesso ci siamo ritrovati in difficoltà subendo svariati capovolgimenti di fronte. Abbiamo subito venti gol, ma potevano essere molti di più.”

Analizzando il calendario, salta subito all’occhio come la sua squadra abbia passeggiato, spesso lungo tutta la stagione, non trovando grosse difficoltà contro le altre società. Ma pensa che questo momento possa finire, o magari riuscirete a tenere immacolata questa grandissima striscia positiva?

F: “Fino a questo momento siamo riusciti ad ottenere solo vittorie, in tutte le competizioni a noi aperte. È già un miracolo esserci riusciti, anche se, con la rosa che ho in mano, qualcuno potrebbe storcere il naso, dicendo che chiunque ci sarebbe riuscito… In parte è vero, in quanto ho la fortuna di allenare una squadra fortissima che si trova in una categoria che non le appartiene, ma che però lo scorso anno non è riuscita a conquistare la promozione.

Anche se ad oggi non abbiamo vinto nulla, mi godo comunque i record di vittorie ottenuto, nella speranza di chiudere il campionato senza sconfitte.

La prossima giornata affronteremo la Lupa Roma di mister Torcolini e proveremo a dare la mazzata finale al campionato. A livello di organico partiamo sicuramente favoriti, ma loro hanno dimostrato di essere attrezzati e faranno la partita della vita pur di tentare di riaprire il campionato e strapparci la prima sconfitta/pareggio stagionale.”

Nel fuffa, soltanto una squadra è riuscita a restare imbattuta lungo tutta la stagione. Crede che riuscirete ad eguagliare questo record? Se si, ovviamente se ne parlerà a lungo di ciò. Crede che potrebbe diventare un problema, potendo essere la prima squadra del progetto a riuscirci?

F: “Essendo un tifoso della Vecchia Signora ricordo bene quel record, stagione 2011/12, nessuna sconfitta per la Juventus di Conte. Sarebbe incredibile riuscire a fare lo stesso percorso in campionato, sicuramente entreremmo nella storia del Progetto! Ancora mancano un sacco di partite, la strada è lunga e per nulla semplice, ma noi ci crediamo e sogniamo di poter lasciare un segno indelebile all’interno del Progetto.

Personalmente se questo dovesse accadere non credo che possa diventare un problema anzi! I ragazzi sanno bene che in serie B ci sarà da soffrire e non si aspettano di certo di poter rifare una striscia vincente simile.

Per quanto riguarda le altre squadre del progetto spero che gli possa servire da stimolo, magari cercando di battere il record di partite senza sconfitta che stiamo ottenendo.”

Avete raggiunto i quarti di finale di Coppa Italia. La vostra avversaria sarà il Cittadella. Crede che riuscirete a centrare la qualificazione alle semifinali? E dove pensate di poter arrivare?

F: “Ancora non ci credo… Contro il PG di Casalati abbiamo fatto un autentico miracolo sportivo. Tralasciando la rocambolesca vittoria ai rigori, arrivata grazie ad uno dei tanti bug di FM, siamo riusciti a tenere testa ad una delle migliori squadre di serie A, se non sbaglio la miglior difesa tra l’altro.

In società eravamo già soddisfatti dopo la vittoria ottenuta contro il Milan, ma complice anche l’ottima posizione in campionato abbiamo deciso di giocarci le nostre possibilità, partita dopo partita e vedere fino a che punto potevamo arrivare. Eccoci ai quarti, contro un Cittadella ringalluzzito dal mercato e con un mister nuovo di zecca che sembra aver messo su una difesa di granito. Noi come al solito cercheremo di vendere cara la pelle e fare risultato, ma sarà dura.

Personalmente il mio sogno è di arrivare in finale contro la Cremonese di mister Campagna, allenatore che stimo molto e che reputo tra i migliori (se non il migliore) dell’intero Progetto e se ho ottenuto questi risultati è anche merito suo e dei suoi preziosi consigli! Sarebbe una bella sfida allievo contro maestro. Di mezzo però ci sono tante squadre fortissime… ma sognare non costa nulla!”

Può parlarci degli obiettivi di inizio campionato?

F: “L’obiettivo iniziale era solo uno: La promozione in serie B. Con il passare delle giornate però abbiamo inserito anche la coppa di serie C, vedendo che comunque, in un modo o nell’altro e con un po’ di fortuna riuscivamo a gestire il turnover per le diverse competizioni”

Con una vittoria in Campionato che sembra sempre più scontata, nonostante il girone di ritorno sia ancora lungo, vi dedicherete maggiormente alle Coppe, sia la Coppa Italia sia la Coppa di serie C?

F: “Ovviamente qualora dovessimo avere la certezza matematica della promozione diretta ci concentreremmo maggiormente sulle altre competizioni. Purtroppo però ancora la strada è lunga… La Lupa Roma non ha la minima intenzioni di stenderci il tappeto rosso e ci sono molte altre squadre in cerca di punti preziosi per raggiungere o mantenere la zona playoff, non sarà affatto semplice”

Molti davano la sua striscia di vittorie come una conseguenza dell’utilizzo di tattiche buggate, credendo che con la commissione creata ad hoc per analizzarle la Torres avrebbe rallentato. Non è stato così, ed è stato il suo modo di dimostrare che le tattiche usate erano legittime e non buggate. C’è qualcosa che vorrebbe dire a queste malelingue?

F: “Ammetto di essere in difficoltà in quanto è una domanda spinosa.

Parto dal presupposto che qualcosa è illegale nel momento in cui viene inserita una norma che la rende tale. A fine S4 vennero bloccate le rimesse lunghe, oggettivamente buggate. Le tattiche super performanti (preferisco chiamarle così, perché di fatto non sfruttano bug del gioco, ma sono un insieme di istruzioni che nel complesso risultano molto performanti) sono state bloccate a campionato in corso e pertanto non mi sento di giudicare chi le ha utilizzate fintanto che erano legali.

Tornando alla Torres: all’interno dell’articolo ho citato Campagna proprio perché mi ha aiutato molto nel capire determinate dinamiche del gioco. Questa estate, durante il mercato e la preparazione della nuova stagione mi assistito in un percorso di crescita, che mi ha portato a perfezionare la tattica che attualmente sto utilizzando. Inoltre credo di essere stato uno dei primi ad aver inviato la tattica in uso alla commissione così da fugare ogni dubbio nei nostri confronti. Capisco che vincere 20 partite di fila sia sospetto, ma è pur vero che abbiamo in rosa gente con CA 155, 150 e via dicendo, che si è potenziata ottimamente dalla S3 ad ora. La cosa strana sarebbe non vincere il campionato a mani basse considerata la rosa…”

Grazie mille Mister e in bocca al lupo per il proseguimento della stagione

F: “Concludo dicendo che la Torres è un gruppo fantastico, dove all’interno non sono presenti prime donne ed anche se qualcuno non parte titolare ha sempre sostenuto la squadra e si è sempre fatto trovare pronto! Sono davvero fiero di far parte di questa realtà e di poterla portare dove merita.

Inoltre per quanto ci riguarda il mercato è chiuso, nessuno si muoverà e nessuno arriverà (anche perché non abbiamo slot disponibili) ma dalla prossima stagione inizieranno i cast, perché sono sicuro che ci sarà la ressa per entrare in un TOP CLUB come la Torres!! Forza Torres sempre! E grazie per l’intervista”

La rinascita di Bruni: dal ban alla rinascita

Buonasera a tutti lettori di Progetto X. Quest’oggi, ai nostri microfoni, abbiamo il capitano del Catanzaro, Graziano Bruni.

L’utente, già attivo agli albori del progetto, fu bannato per la questione Pizzopoli, salvo poi scontare la sua pena e rientrare nel progetto, dove spicca adesso come uno degli utenti di punta del Catanzaro, di cui è diventato – come detto poc’anzi – capitano.

Buonasera signor Bruni, benvenuto ai nostri microfoni. Innanzitutto le chiedo di presentarsi per coloro che non la conoscono

G: “Ciao a tutti! Sono Graziano e ho 24 anni, nato e cresciuto in Calabria. Attualmente vivo in Lombardia e lavoro a scuola come insegnante di sostegno. Sono un appassionato di sport in particolare calcio e sci. Giocavo a calcio a 11 livello regionale fino a ormai 3 anni fa e ora gioco in una squadra di calcio a 5. Sono innamorato della Roma, infatti quando ho la possibilità di scappare giù a Roma la prima cosa che faccio è andare allo stadio, il mio idolo è Francesco Totti.”

In quale squadra militava prima dello scoppio del caso pizzopoli che portò al suo ban? Come ne fu coinvolto?

G: “Ricordo che giocavo nella Spal di Piu , il gioco mi aveva talmente preso da diventare subito DS. Lì commisi un piccolo errore che mi costò subito caro. Inizialmente Pizzo chiese agli admin di andare sotto la sua guida per potermi fare da chioccia, questa proposta fu accolta ma subito dopo revocata con conseguente ban.”

Come ha vissuto il periodo del ban? Prime sensazioni e pensieri che, in quel momento, la accompagnavano

G: “In un primo momento ero accecato dalla rabbia. Non volevo crederci, poi con il passare del tempo l’ho accettato definitivamente. Adesso un mio amico mi ha chiesto se mi avesse fatto piacere tornare, io ho risposto prontamente di si. Lui ha chiesto a Filippo ed eccomi qua. Ci tenevo a ringraziare il mio amico, Vincenzo De Pascale, centrocampista del Catania , Filippo e tutti gli altri admin”

Rientrato in questa S5, lei si sta dimostrando uno dei gioielli del Catanzaro, tanto da diventarne pure capitano. E’ stato facile per lei rientrare in questo modo nel Progetto, garantendo attività e voglia di fare?

G: “Innanzitutto la ringrazio per le belle parole e per la stima nei miei confronti. Si devo dire che è stato facile, però questo mio rapido ambientamento è sicuramente dovuto a Paolo Bianchi il nostro pres, a Nico il nostro allenatore, a Gabri il DS e a tutto il resto dei ragazzi che compongono la squadra.”

Parliamo allora del Catanzaro. Come si trova nella società calabrese? Com’è il rapporto con i suoi compagni di squadra?

G: “Mi trovo veramente bene, con tutto la squadra! Abbiamo un gruppo fantastico e lo stiamo dimostrando anche con i risultati. Tutto il gruppo è unito e concentrato verso il nostro vero e unico obiettivo: la serie B!”

Può magari raccontarci qualche aneddoto che l’ha vista protagonista? E, sempre parlando di rapporti con i compagni, credo che lei possa anche far da “chioccia” agli utenti con meno esperienza. E’ così?

G: “Sicuramente i primi messaggi con il presidente. Lui si presentò in modo molto carino , io risposi altrettanto però nella mia testa pensavo: “tanto non firmerò mai per il Catanzaro”. Io essendo cosentino, nel calcio fuffa, non mi sarei mai immaginato di firmare per una nostra eterna rivale. Mi contattarono così un altro paio di società, feci le miei valutazioni e alla fine la scelta è caduta proprio su quella che non mi sarei mai aspettato. Con i compagni cerco di trasmettere sempre le mie conoscenze, di mettermi sempre al servizio della squadra e metterci sempre per primo la faccia in qualsiasi tipo di situazione!”

Il rientro, l’acquisto da parte del Catanzaro e la nomina a capitano. Come si è sentito, a seguito di tutte queste emozioni?

G: “Una vera gioia immensa. Il rientro come ho già detto prima è sicuramente stato inaspettato da parte mia. Pensavo che il ban fosse permanente e invece per fortuna mi sbagliavo. Riguardo alla fascia da capitano, Ricordo ancora quando Paolo (il nostro presidente) fece il post per avere la fascia. Non esitai nemmeno un attimo a commentare e ho cominciato a desiderarla a crederci e a sperarla come non mai quella fascia. Ringrazio, ancora una volta, la dirigenza per avermi concesso l’onore di indossarla. Sono pronto anche a questa sfida!”

Una domanda anche sul “modus operandi” della società: la sua squadra utilizza la tecnica del “gruppo allargato”, che permette una maggiore coesione tra giocatori della società madre e di quella affiliata. Cosa ne pensa e come si trova, con questo metodo?

G: “Un’idea unica, originale e affascinante. Io francamente lo trovo inutile cambiare in ogni sessione pezzi della squadra. Bisogna dare continuità alla squadra e al gruppo che si crea. Noi adesso siamo una grande famiglia e nessuno di noi vorrebbe andar via da questo splendido gruppo. Inoltre, trovo anche corretto dare un’occasione di giocare in A, nel Fublet, a chi gioca in C nel Catanzaro. Mi associo, quindi, alla politica societaria e la condivido pienamente!”

Ultima domanda: obiettivi di squadra e personali?

G: “L’obiettivo della squadra è palese ovvero conquistare la serie B vincendo i playoff. L’obiettivo personale è sicuramente esordire in champions, vincerla e conquistare il pallone d’oro!”

Oltre a Bruni, siamo riusciti ad intercettare anche il presidente, Paolo Bianchi, a cui abbiamo rivolto alcune domande. Eccole:

Buonasera presidente. Come lei stesso diceva prima, su determinate cose non transige. Si considera quindi una sorta di sergente di ferro, è corretto? E, soprattutto, nella sua persona si incentrano le politiche di Fublet e Catanzaro. Può parlarcene un po’?

P: “Sergente di ferro non mi piace, perché in realtà la “linea di condotta” delle squadre è venuta da se, con la collaborazione di ogni singolo giocatore. Non ho mai detto, per fare un esempio “voglio che il Fublet/Catanzaro eviti i flame nel gruppone”, semplicemente il gruppo si è autoregolato e quindi i miei interventi in 5 stagioni sono stati veramente pochi.

Sulle politiche in realtà sono identiche e piuttosto semplici: tutti sono liberi di scegliere che fare della loro carriera: vuoi rimanere? Resti. Vuoi provare altre esperienze? Basta chiedere.

Direi che fino ad ora ha funzionato visto che nessuno, in genere, vuole lasciare la maglia giallorossa/biancaverde.

Per qualcuno visto da fuori può essere limitante, perché magari non cedere corrisponde ad avere pochi fondi, ma preferiamo investire su chi abbiamo piuttosto che comprare per forza da fuori.

E anche il Catanzaro è stato aggiunto per questo, per avere un parco di giocatori che ai possa intercambiare tra “prima squadra” e “seconda squadra” senza praticamente che se ne accorgano”

Il suo calciatore ha speso molti elogi per la società ed ha parlato parecchio bene di lei. Questo è sicuramente indice di una squadra affiatata e gestita bene. Riguardo ciò, potrebbe darci un suo parere?

P: “Io sono molto contento di Graziano, dico davvero.

Il mio problema è che come presidente sono molto “Morattiano”…mi innamoro dei miei giocatori.

E non parlo solo degli iperattivi, ma anche di quelli da commentino.

Credo che ognuno mi arricchisca in qualcosa e io cerco di dar loro del mio, a mia volta.

È un gioco, è vero, ma dietro ci sono persone e mi piace sapere cosa c’è dietro un nickname.

Abbiamo in porta uno dei migliori giocatori della val d’Aosta, questo non lo sa magari nessuno al di fuori della squadra.

Abbiamo padri di famiglia, persone che hanno appena avuto figli, neodiciottenni, ubriaconi, siamo un gruppo che normalmente non starebbe insieme, e invece…

Graziano devo dire che ha preso il ruolo di capitano molto seriamente e ci sta dando una grandissima mano.

Abbiamo pescato un jolly dai nuovi giocatori e, finché ne avrà piacere, la maglia giallorossa sarà sua.

Poi magari in futuro diventerà bianco verde….chi può dirlo?”

Ecco, una domanda su Graziano. E’ stato nominato capitano quest’anno, nonostante i problemi passati. C’è stato magari un momento in cui non era considerato il migliore, in ottica di capitano?

P: “Sono sincero, per un attimo ci ho pensato. Però poi mi son detto: <<perché non dargli fiducia?>>

Io non so cosa sia successo, e non voglio neanche saperlo; poteva anche non dirmi del ban, invece mi ha informato. Poteva non candidarsi, invece ha deciso di metterci la faccia.

Se una persona ha entusiasmo e voglia, perché limitarla? Ben venga Bruni capitano se questo è il suo modo di interpretare il ruolo! La squadra non poteva fare scelta migliore”

Caso Milan: parla Staniscia

Dopo il nostro precedente articolo e il rifiuto dei diretti interessati nel rilasciare delle dichiarazioni ufficiali, prende la parola Giuseppe Staniscia, uno dei leader dello spogliatoio Milan, dichiarandosi: <<ben felice di fare uscire fuori l’opinione di chi è rimasto>>.

Dal di dentro come avete vissuto questa prima metà di stagione? La crisi di risultati, poi la crisi societaria…

La stagione è stata molto complessa: grazie ai nuovi acquisti c’era un’aspettativa molto elevata, abbiamo rinforzato la rosa rispetto la stagione passata. La realtà però era un po’ differente: gli acquisti erano mirati sì, ma nel lungo periodo. Nessuno dei nuovi aveva le caratteristiche (volgarmente CA e attributi in game) necessarie per portare una squadra che si è salvata alla terzultima giornata verso la zona Europa. E così, siamo riusciti ad ottenere punti all’inizio, ma dopo nemmeno un mese è iniziato un crollo verticale. Alcuni giocatori si sono inattivati inaspettatamente, in alcuni ruoli siamo ancora un po’ corti e questo ci ha penalizzato. Altra aggravante è stata, paradossalmente, l’etica e la serietà di mister Gioacchino: nell’era di Beowulf e TFF il mister non si è mai piegato ad usare queste tattiche (nonostante nel girone di andata non ci fosse divieto).

Nonostante i risultati, il gruppo è sempre rimasto compatto: si partecipava alle live, tant’è che siamo entrati addirittura in top 10 lo scorso mese, e c’era comunque speranza. Questo almeno fino all’ultima settimana…

E poi?

Poi dopo l’ennesima sconfitta c’è stata una riunione intensa in dirigenza, della quale gli interessati non hanno mai voluto lasciare dichiarazione, che ha portato alle dimissioni dei due Fulco: Pier Gaetano come Ds, Daniele come MM. Il giorno dopo anche Nadir ha chiesto la cessione e il presidente lo ha accontentato. Personalmente mi è dispiaciuto, perché avevo un buon rapporto con loro nello spogliatoio, però il bello del Progetto Gaming è che non esistono contratti a vita e ognuno è libero di andare dove vuole.

Capitolo finale: Ronca. Simone forse mancava un po’ d’esperienza per essere unico DS e quando ha provato a salvare la società ha commesso degli errori che hanno portato Giamberduca a decidere di sollevarlo dal ruolo di DS. Per fortuna il marchio Milan ha ancora appeal e si è già trovato l’accordo con il nuovo Ds Bencar! (N.B.: Ronca in merito dichiara che è stato lui a dimettersi dal ruolo di DS.)

Da fuori sembra che al Milan non si sia mai riusciti a trovare la serenità giusta, perché l’anno scorso sono andati via i senatori e so di discussioni accesissime in spogliatoio, dove si inceppa tutto?

La mia idea sull’accaduto è: mancanza di pazienza. Non si può pretendere tutto e subito in un progetto a chiara matrice biennale. Nel mercato invernale ci siamo rinforzati ulteriormente, soprattutto in attacco di un veterano come Paolo Leanza e del bomber Pierpaolo Palladino, scarpa d’oro S3 e tuttofare del progetto. Ci sono trattative avanzate in altri reparti, le tattiche buggate sono state bannate, quindi c’è ancora molto ottimismo per il finale di stagione. Forse la mia pecca è stata il non aver trasmesso così bene questo entusiasmo a chi è andato via…

Se Giamberduca sapeva delle dimissioni di Pier, perché ha detto in live che gli avrebbe lasciato la squadra?

Per quanto riguarda le dichiarazioni di Giamberduca post-partita, chi conosce Gioacchino sa che a caldo, da persona vulcanica qual è, parla più col sentimento che con la ragione. Le ultime tre settimane le ha trascorse nel sud est asiatico, a causa del fuso orario metteva la sveglia per allenare in live quindi a maggior ragione era più stressato del solito. Avrebbe mitigato la sua posizione il giorno dopo, sarebbe bastato avere un po’ di pazienza in più!

Infine, mi rivolgo agli allenatori: se sono riuscito a trasmettervi tutti la mia positività, datemi un voto nel pallone d’oro! (ride ndr)