CLAMOROSO: Stefano Di Martino lascia!

Giovedì 18/07/2019 è arrivata la notizia che nessuno si aspettava, Stefano Di Martino lascia la presidenza del Progetto Gaming e del Piacenza.

Fulmine a ciel sereno in casa Progetto Gaming e Piacenza: A causa di una serie di problemi personali il Presidente e Direttore Sportivo del Progetto Gaming e del Piacenza, Stefano Di Martino, si è dimesso con effetto immediato; “Si tratta solo di problemi personali, in nessun modo legati all’ambiente Progetto Gaming e Piacenza, con i quali avrò sempre un meraviglioso rapporto professionale e affettivo”, queste le scarne parole rilasciate poco prima di entrare in auto ed allontanarsi.

Entrambe le società hanno espresso più volte pareri positivi su Di Martino, affermando che sono consapevoli di perdere una persona ed un professionista come Stefano, ma che rispettano la sua scelta e si augurano che in futuro si possa tornare a collaborare per portare i club dove meritano, insieme ed in armonia com’è stato fino ad ora.
Nulla fa dunque pensare a problemi interni riguardanti le due società che, pur non avendo ancora un nome per la nuova presidenza, si sono cautelate affidando il ruolo di Direttore Sportivo a Giovanni De Lucia, blindato con un contratto di 10 anni, scadenza S14. Percepirà uno stipendio iniziale di 100.000€, con possibilità di incremento di stagione in stagione in base ai meriti sportivi. Andrea Bazzani invece, verrà affiancato a De Lucia ed assumerà il ruolo di vice DS.

De Lucia, per chi non lo conoscesse, è una colonna portante della rosa del Progetto Gaming, difensore centrale/mediano dalla buona gamba che quest’anno ha collezionato 27 presenze in serie A, condite da ben 3 gol.

La redazione tutta si augura di rivedere presto Stefano Di Martino con un ruolo importante all’interno del progetto! In bocca al lupo per tutto!

FM Sound #2: Filippo Scudetto Ballarini


Di Valerio Cicchinelli. Grafica a cura di Simone Bonaldi.


Quando abbiamo cominciato a pensare a chi intervistare nel secondo numero di Fm Sound, ci è venuto spontaneo immaginarci qualcuno che fosse legato a De Donatis, ma che potesse esprimere delle preferenze differenti se non addirittura contrastanti. Ragionando sul possibile nome che avrebbe risposto a questa esigenza, siamo quasi da subito giunti ad una scelta: Filippo Scudetto Ballarini.  Filippo, oltre ad essere il fondatore di ProgettoFM e un grande appassionato di calcio, è anche il partner di Di Donatis in ogni live che ci accompagna ai risultati di FM ( Football Manager, ndr. ). La coppia, inutile dirlo, risulta sempre vincente, capace di donare agli utenti una divertentissima cronaca di ogni partita e dei siparietti che rimangono ben fissi nella testa, anche a giorni di distanza. L’alchimia è sempre molto naturale e mai ci si ritrova a fare i conti con qualcosa di forzato. I due insomma rappresentano l’anima più ” viva ” del gioco, ed era corretto andare a conoscere la visione e le sensazioni dell’altra parte che compone questo affiatato duo.  Il meccanismo rimane lo stesso: andremo ad effettuare delle domande divise in AM ( Amplitude Modulation, ndr. ), ovvero le domande più strettamente legate alla realtà, e quelle FM ( Frequency Modulation, ndr. ), ovvero quelle legate invece al ProgettoFm. 

Cominciamo dunque: 

Benvenuto a Fm Sound sig. Ballarini, la ringraziamo per aver accettato la nostra proposta e per essersi dimostrato da subito ben disposto a questa intervista. Cos’ha pensato quando l’abbiamo contattata? Se lo aspettava? 

Buongiorno. Si me lo aspettavo, perché Alberto mi aveva fatto intuire che sarebbe toccato a me ad un certo punto, ma non credevo che mi avreste fatto le stesse domande visto che io di musica non ci capisco nulla. 


AM ( Amplitude Modulation ): la vita privata.

Direi dunque di cominciare con il motivo principale per il quale siamo qui, ovvero le domande AM e FM che poniamo a tutti i nostri ospiti. Partendo proprio dalla vita privata, chi è Filippo Ballarini, cosa può raccontarci di lei, del suo privato? Lavoro, amore, insomma la parte più concreta della sua persona. E quale canzone la rispecchia di più, o quantomeno quale sceglierebbe per dare una visione musicale di se stesso? 

Come anticipato prima, per fare un confronto con il calcio, io e la musica siamo come il tipo che segue solo il mondiale perché lo vede in tv sulla Rai. Quindi magari conosco tutte le canzoni più importanti ma non saprei assolutamente dirne il titolo o il cantante. Tuttavia sono un grande fan delle sigle dei cartoni animati, quindi essendo anche quella musica, utilizzerò quei titoli pur deludendo Alberto. Probabilmente la canzone che riassume la mia persona potrebbe essere ” Darkwing Duck “ e un pizzico di ” Scuola di polizia “. Quindi una persona inizialmente solitaria che però, quando prende confidenza con le altre persone, diventa esageratamente scherzosa. In amore probabile che io sia come il tipo in ” Rossana “, che da fuori sembra che abbia pochi sentimenti e se ne frega abbastanza di un po’ di tutto, ma poi alla fine la tipa la conquista.  

Facendo qualche ricerca su di lei abbiamo saputo dei suoi anni di studio presso lo Johan Cruyff Institute ad Amsterdam e presso il Martin College a Brisbane. Ci può dire qualcosa in più su questi due percorsi, sulle rispettive esperienze estere e del perché di queste due scelte? E quali brani o musiche assocerebbe ad ognuna di queste? 

Ho scelto di andare a studiare all’estero perché semplicemente col metodo di studio italiano sono una capra totale. E’ uno studio basato esclusivamente sulla teoria e sul leggere libri su libri. In Australia e anche in Olanda invece sono molto più orientati verso uno studio pratico, dove contano soprattutto la tua creatività e intelligenza. E appunto lì non ho avuto alcun problema a superare gli esami. Come musica prenderei la sigla dei ” Pokemon “, dove un protagonista, Ash Ketchum, per nulla bravo nella pre-battaglia, poi sa trovare in campo sempre la soluzione migliore per battere il suo avversario. Inoltre viaggia di continuo e si confronta con diverse culture.

Sappiamo del suo profondo amore per il calcio, cosa che l’ha portata ad appassionarsi a Football Manager fino a partecipare a dei tornei e a fondare ProgettoFM, ma su questo torneremo dopo. Quello che ci interessa conoscere è quale altro sport attira l’attenzione di Filippo Ballarini.  

Mi piacciono più o meno tutti gli sport, ovviamente nessuno al livello maniacale del calcio, però mi piace molto la Formula 1 che seguo fin da piccolo. Anche la Moto GP, sebbene la segua molto meno rispetto a prima. Ho anche giocato a basket fino ai 16 anni, ma non l’ho mai seguito veramente, giusto un pochino di NBA. Solitamente comunque seguo molto di più gli sport del luogo dove mi trovo in quel momento. Ad esempio quando stavo a Miami seguivo molto di più il baseball e il football americano, così come in Australia il rugby. In Olanda invece mi sono rifiutato di seguire l’hockey sul prato.

Parliamo proprio del torneo di Football Manager che si è tenuto a Londra e al quale lei ha partecipato raggiungendo i sedicesimi di finale. Quali sono state le sensazioni che l’hanno accompagnata verso questo traguardo? Ha mai usato una musica o un brano per concentrarsi prima di una partita o per scaricare lo stress subito dopo ? E Come è stata invece l’esperienza Greca. Saprebbe associarvi una canzone? 

È stata una bella esperienza, l’unica sfortuna è stata quella di capitare nel girone più difficile perché per l’appunto i due giocatori arrivati davanti a me hanno poi raggiunto la semifinale e l’altro addirittura ha vinto il torneo. Ma comunque è stato molto bello, anche perché non c’era quella voglia di vincere ma più di partecipare insieme e soprattutto di divertirci e confrontarci. Non ascolto nessuna musica in particolare prima o dopo una partita, solitamente mi guardo un video o un film per distarmi. Per quanto riguarda l’esperienza in Grecia, posso dire che è stata molto positiva, peccato essere uscito agli ottavi dopo aver fatto punteggio pieno ai gironi, ma capita se ti va storta una partita. Per il resto belle spiagge, bella musica, belle ragazze. Unica nota il negativo il cibo. Riassumendo con una canzone, direi “Pollon combina guai”

Abbiamo saputo di un suo prossimo viaggio in California, organizzato con altre persone legate al gioco. Abbiamo già parlato delle sue altre esperienze estere, perciò ci viene da chiederle cosa rappresenti per lei il ” viaggiare “. E’ solo il modo di evadere da una quotidianità o c’è una voglia di scoperta e conoscenza più profonda che l’accompagna? E come immagina che andrà questo viaggio ? Ha qualche idea in mente? 

Sono uno che ha viaggiato tantissimo nella vita, che ha visitato tutti i vari continenti e le principali città del mondo, ma non sono uno a cui piace osservare e soprattutto, paradossalmente, odio il viaggio. Con viaggio intendo proprio letteralmente arrivare da un punto all’altro del mondo. Soffro molto la nave e un po’ la macchina, quindi può capitare che mi venga la nausea. E come detto non sono un grande scopritore, preferisco rimanere nello stesso luogo più che continuare a muovermi. La cosa che mi piace del viaggiare è quella di fare cose che a casa non fai mai o raramente, tipo banalmente andare in spiaggia, stare fuori tutta la notte, conoscere nuove persone e vivere il posto in pieno. Se ogni giorno cambi località alla fine è come vedere poco o nulla. 

San Diego sicuro sarà una grande esperienza, tutti i viaggi del genere che ho fatto mi hanno sempre lasciato bellissimi ricordi e aneddoti. Quindi immagino che pure questa mi porterà storie da raccontare. 

Signor Ballarini, una domanda forse un po’ azzardata, ma cosa l’ha spinta a cantare in diretta mondiale ” The Pretender ” dei Foo Fighters durante il TwitchCon ?  

Io nemmeno volevo farlo; cioè più che altro non sapevo dove mi stavo infilando. Inizialmente non avevo idea che fosse live su twitch e non ho di certo scelto io la canzone. Ho solo seguito il branco come una pecora e ho fatto quello che ho potuto. 

La domanda alla quale abbiamo girato attorno ma che è giunto il momento di fare: come nasce l’idea per il ProgettoFM, e come nasce la scelta delle persone con le quali creare da zero una cosa così ambiziosa e che tanto bene sta facendo soprattutto nel creare una community coesa, come visto ultimamente nella ” 24 ore per la vita “.  

L’idea originale nasce come un semplice modo di divertirsi con gli amici e con gli appassionati di FM. Ero ad Amsterdam a studiare e abitando distante dal centro e avendo periodi con tanto tempo libero, mi era venuta la classica idea di creare una squadra su FM coi miei amici. Solo che non avevo tanti amici che giocavano a FM e quindi ho proposto la cosa nei vari gruppi del gioco. Ha avuto decisamente successo, anche perché trasmettevo le partite su YouTube e Facebook. Alla fine avevo dovuto creare il Drink Team A e Drink Team B e chi si dimostrava molto attivo nel B veniva portato in prima squadra. Pochi mesi dopo Alessandro ( Pironti, ndr. ) si accorge della mia idea e mi propone di estenderla a tutta la Serie A, così ho accettato e tutto ha avuto inizio. 

Una piccola chicca: il gruppo che ora è chiamato Progetto FM prima lo usavo solo per il Drink Team B, infatti andando indietro nella cronologia c’è gente che si iscrive per quello. 



FM ( Frequency Modulation ): Le domande sul progetto!

Passando alle domande inerenti al progetto, è impossibile non cominciare chiedendole di raccontarci il suo rapporto con Alberto De Donatis, suo compagno di live con il quale durante le live, vi punzecchiate e vi divertite a farci la cronaca di ogni partita. Come abbiamo potuto leggere nel numero 1 inoltre, De Donatis non sembra avere particolare affinità coi suoi gusti musicali. Lei come risponde a questa opinione e soprattutto, quale canzone userebbe per descrivere De Donatis? 

Ha perfettamente ragione, non capisco nulla di musica, o almeno non la conosco. Poi magari ci piacciono anche le stesse canzoni, ma non saprei mai dire nome o cantante. Ma anche con queste differenze concludo con un “Ti voglio bene Denver “. 

 Se dovessi chiederle di gettare lo sguardo ” oltre la siepe “, quali aspettative o idee si è fatto sul futuro del progetto? E quest’ultimo che musica avrebbe? 

Il Progetto ha un potenziale enorme; solo a pensare di portare lo stesso format in altri paesi e quindi sbloccare i trasferimenti internazionali e ritrovarsi in un altro paese con un’altra lingua e magari l’arrivo dei traduttori nelle società. O mille altre cose possibili. La canzone direi ” Jeeg Robot D’Acciaio”

Oltre ai ruoli già citati lei è anche il direttore sportivo del Drink Team, il cui motto recita testualmente: ” coma etilico, fame chimica, acqua, sobrietà, ubriachezza molesta “. Partendo da questi principi ci racconti un po’ di questa esperienza e magari un aneddoto relativo, ovviamente corredato da una canzone che simboleggi al meglio la formazione di questa squadra. 

Non ho mai ben capito perché abbia scelto Drink Team. Ovvio c’è l’assonanza Drink con Dream, ma non era solo quello. Credo che nel mio inconscio abbia scelto quel nome perché la mia ragazza di quel periodo viveva a Dublino e lì è famosa la birra. Poi essendo uno a cui piace bere alcolici in generale mi è sembrata la scelta più ovvia. Inoltre ho messo come sponsor lo Jegermeister perché è il mio amaro preferito. Qua per la prima volta non metto una sigla dei cartoni animati, perché effettivamente il Drink Team ha un inno chiamato ” Another Irish Drinking “. E il ritornello fa: “Then we’ll throw up, pass out, wake up, and then go drinking once again. ” 

Con il Crema si è di fatto inaugurata una nuova evoluzione del Progetto, un passo sicuramente importante e che si spera possa coinvolgere anche altre società nel fare lo stesso. Come ” Marketing Manager ” della squadra che opinione ha della situazione di classifica e delle prospettive della stessa, e c’è un brano che userebbe per definire ciò? 

Nel Crema ci crediamo molto perché potrebbe essere la prima di tante. Come su Fifa esistono già le squadre e-sport ufficiali, vorremmo fosse cosi anche su FM direttamente nel nostro Progetto. Ormai nel campionato pensiamo al prossimo anno e si punta ovviamente alla B. La canzone è ” E’ Quasi magia Johnny. ” 

Come fatto con De Donatis le chiediamo gentilmente di associare una canzone per i campionati e le nazionali del progetto. Quelle che reputa possa descriverle al meglio. 

La sigle di ” Holly e benji “:  1, 2 e forever. Potete mischiarle come volete per campionati e nazionali, non cambia nulla. 

Nella stagione corrente quali pensa siano i giocatori, dirigenti o comunque personalità più interessanti da citare e quali brani o musiche sceglierebbe per loro ? 

Tolti gli admin direi Conte e Campagna, che sono quelli più innovativi ed esperti in termini di idee creative per il Progetto. A Campagna dedico ” Lupin, L’incorreggibile Lupin” , mentre a  Conte ” L’ispettore gadget “.

Ultimamente siamo stati testimoni di un’interessante sfida avvenuta tra lei e Scardace, un duello nato, così sembra, per la ” mano ” di una ragazza. C’è stata una intensa competizione tra voi due, ci potrebbe dire qualcosa in più su questo episodio e quale canzone secondo lei potrebbe narrare al meglio l’epica della vicenda? 

Da quel che ricordo, ma magari mi sbaglio, tutto nacque perché in molti scrivevano a questa ragazza che si chiamava Carlotta per tentare un approccio. Forse cercando un modo simpatico far ingelosire tutti i pretendenti ha iniziato a fare post ironici dove diceva che fosse innamorata di me. Scardace ovviamente l’ha presa come sfida personale e mi ha appunto sfidato per la mano della dama. Alla fine ho vinto battendolo a F1 in live. Pure qua niente sigla, ma ” The neverending story “.

Un’ultima domanda prima della conclusione: in molte live lei si è lasciato andare a delle previsione che si sono poi puntualmente avverate, quasi fosse un ” orologio svizzero “, tanto da creare un vero e proprio culto dietro questa caratteristica, cosa che le permetterebbe di entrare di diritto in qualche puntata di Mai Dire Goal. E’ frutto del puro caso o ha davvero qualche superpotere a noi sconosciuto ? E ha già qualche sensazione su chi sentirà le ” Hell’s Bells ” ( brano degli AC/DC, ndr. ), la prossima volta? 

È solo un normalissimo calcolo delle probabilità: ogni partita io dico il risultato attuale, dicendo chi sta giocando meglio o peggio. Quando tutto va come deve andare passa inosservato, ma quelle volte in cui capita l’impossibile, ovviamente sembra che io abbia gufato. Magari capita subito dopo averlo detto e li sì che la cosa sembra una gufata colossale. Comunque il Torino vince la EL ( Europa League, ndr. ). 

In conclusione, avrebbe una canzone, un album, una colonna sonora che ci consiglia di ascoltare ? 

No, è già stata una fatica della vita a trovare delle canzoni, maledetti voi. Ascoltatevi l’inno del Milan: ce ne sono due, siete fortunati. 


Come sempre ecco a voi la la playlist ricavata dalle preferenze dell’intervistato. Buon ascolto!

Alcuni brani potrebbero essere assenti perché non reperibili su Spotify.

Serie A, la Battle Royale per la salvezza: sei squadre a contendersi la massima serie

La quarta stagione del Progetto Gaming sta arrivando alle battute conclusive. La serie A di quest’anno è stata dominata da una strepitosa Lazio, già campione d’Italia a quattro giornate dal termine. Guardando le venti squadre dalla solita prospettiva, i giochi per l’Europa vedono una lotta per il sesto posto molto aperta, ma con le posizioni che vanno dalla prima alla quinta abbastanza delineate; ma capovolgendo la classifica possiamo ascoltare nuove vibrazioni e sensazioni, di squadre che vogliono mantenere la massima categoria. Con 360 minuti da disputare, non abbiamo ancora una retrocessa in B, ma tutto potrebbe cambiare durante la trentacinquesima giornata; la prima a salutare la categoria sarà con tutta probabilità la Fiorentina, ultima a 24 punti e a 12 punti dalla zona salvezza, che affronterà il Drink Team, impegnato a confermare il proprio posto in Europa League. Ma i viola, nonostante la delusione potrebbero diventare gli ‘arbitri’ delle retrocessioni dovendo affrontare due squadre ancora coinvolte nelle sabbie mobili come Milan (36), Bologna (37) e Fublet (38), e con la testa sgombra potrebbero accadere cose impensabili proprio come vuole il Progetto. Milan e Bologna sono al momento al di fuori della zona rossa, ma la prossima giornata vedrà uno scontro fratricida tra di loro: chi vince lascerebbe l’altra al palo, con Lecce (27) e Genoa (30) pronte ad approfittarne. Il numero 35 non è però fortunato per pugliesi e liguri, che affronteranno rispettivamente il Torino, ancora speranzoso di un posto in Europa, e la Lazio campione d’Italia, che di contro potrebbe avere la testa già in vacanza. Per i giallorossi un ko con i granata sarebbe la pietra tombale per le ambizioni di salvezza, rendendo le ultime tre gare una passerella; tra queste partite c’è anche il Fublet, quindicesimo a 38 punti, che con il giusto incastro di risultati potrebbe guadagnare la salvezza già la prossima giornata; in caso contrario potrebbe ritrovarsi risucchiata nella lotta e giocarsi tutto con Lecce e Fiorentina nelle due gare successive. Oramai tranquille Sassuolo e Cesena, a 40 e 41 punti. Insomma, la lotta salvezza è ancora tutta da scrivere. Per scoprire chi lascerà la firma sul prossimo annuario della serie A, dobbiamo solo aspettare…

Rumors di Calciomercato by Progetto X!

Sono arrivate nella redazione di Progetto X diverse voci riguardanti possibili movimenti di mercato, che ricordiamo essere ancora chiuso con le ufficialità rimandate, in quanto i revisori del bilancio stanno provvedendo a controllare tutti i bilanci e valutarne la bontà e la correttezza, e quindi dare a tutte le società eventualmente di poter agire e confermare acquisti e cessioni. Andiamo a scoprire alcune delle numerose trattative già avviate e magari già concluse in questo finale di campionato!

  1. Gabriele Marchi. Una delle ali più forti e giovani del Progetto è conteso come ormai sanno tutti, dalla Lazio e dalla Cremonese principalmente, ma non solo: secondo fonti vicine alla società, ci sono squadre di una certa importanza, di cui non si è voluto dire il nome, all’interno del Progetto interessate alle prestazioni dell’ala incontenibile sulla fascia, ma sono arrivate anche offerte da società inaspettate. Quello che sarà sicuramente il tormentone del calciomercato estivo come finirà?
  2. La Juventus è in cerca di un portiere, di sicuro affidamento e molto attivo: la società bianconera ha bussato alla porta sia per il senegalese della Roma, nonché ex allenatore della Juventus campione della Stagione 3, Alessandro D’Anteo, sia per il redattore e Social Media Manager de Lo Spezzino, nonché giocatore dello Spezia e allenatore della Spal, Gabriele di Leo: entrambe le offerte pare siano state rispedite al mittente. Per il portiere spezzino però, a seguito di un sondaggio di vendita inserito nel gruppo calciomercato, sono state numerose le società a provare a fare un’offerta convincente: oltre alla sopra citata Juventus, a provare ad ottenere le prestazioni dell’estremo difensore ci hanno provato Frosinone, Cittadella, Lazio, Lucchese, Bologna, Cremonese e Sampdoria. Il giocatore ha chiesto la serie A, in quanto vuole giocarsi il posto per Euro 2020. Tra le pretendenti pare la stia spuntando la società blucerchiata per una cifra vicina o superiore ai 2 Milioni.
  3. Paudice. L’attaccante è stato messo in vendita dalla Juventus, le motivazioni pare siano quelle di cercare giocatori più attivi. Il profilo parla da solo: attaccante trascinatore nella stagione dello scudetto, da allenatore sta lottando con il Vicenza alla promozione in serie B. È insomma un giocatore che farebbe gola a qualsiasi squadra. Recentemente ha scritto in pubblico di apprezzare la Lazio, ma anche la Roma, che pare abbia fatto un’offerta che si aggiri intorno ai 2 Milioni. Il giocatore non ha ancora dato una risposta. Si attendono sviluppi futuri.
  4. Roma che è alla ricerca di profili di prima fascia a livello di attività ed è tornata a bussare alla porta per chiedere informazioni per il difensore centrale della Lucchese, nonché presidente del duo Lucchese/Ascoli, Christian Vitale, fresco della sua seconda convocazione in Under 21 e con il primo gol con gli azzurrini. Il giocatore ha rifiutato categoricamente qualsiasi destinazione, anche in caso di retrocessione.
  5. Voci di corridoio dicono che il Presidente della Lega di Serie A, Presidente e difensore del Fublet Paolo Bianchi potrebbe essere sacrificato in uscita per raggiungere il colpo da 90! Il settore sul quale vorrebbero rinforzarsi dovrebbe essere quello esterno, sul quale pare ci sia già stato un innesto di cui non si conosce il nome.
  6. La punta senza fissa dimora Carmelo Ceraolo pare abbia trovato destinazione per l’inizio della Stagione 5: a seguito dell’ennesima richiesta di trasferimento al presidente Mihai Piu, chi ha provato ad acquistarne le prestazioni pare sia stato l’Empoli, che con buona probabilità avrà a disposizione una punta di sicura qualità: chissà se troverà anche la sua dimensione definitiva!
  7. Clamoroso rumor in casa Cittadella, che pare si stia muovendo per rinforzare il centrocampo, bussando alla porta della Lazio di Nicholas Michelini!
  8. Pure il Palermo pare abbia quasi chiuso il primo acquisto per la stagione 5: è il difensore Francesco Barone dell’Anconao, del quale non si conoscono ancora i dettagli sulle cifre.
  9. Infine l’Akragas pare abbia l’accordo con il Como per l’acquisto del difensore centrale Vincenzo Zazzaro Alfano, oltre all’accordo con il Padova per la cessione del centrocampista Mario Cervini.

Per oggi è tutto, ci attenderanno diverse puntate sui rumors di mercato in questa che sarà sicuramente una caldissima sessione!

Conferenza Stampa: Juventus – Fiorentina

Due squadre con una situazione di classifica completamente diverse.

Da un lato la Juventus di mister Terlati cerca di confermare il terzo posto e tenere a distanza il Progetto Gaming dal prossimo posto certo per la Champions League di S5.

Dall’altro c’è la Fiorentina che tenta di rimanere a galla in una spietata lotta salvezza che vede invischiata mezza classifica.

Press Room Allianz Stadium

Arriviamo nella sala stampa dell’Allianz Stadium e partiamo con le domande a mister Torcolini:

Buongiorno mister, come Progetto X avremmo delle domande da farle, ma partiamo dalla preparazione; affronterai una squadra in buona forma e ancora impegnata in ambito europeo e nazionale per un posto in Champions League S5, mentre per voi ogni punto guadagnato è oro nella corsa salvezza. Come intendi approcciarti contro gli uomini di Terlati stasera?

La Juventus è una squadra anni luce avanti a noi. Hanno giocatori attivi e importanti che hanno giocato in competizioni importanti e prestigiose come la Nazionale o la Champions. Sono una delle squadre più forti del campionato, non è facile per noi sopratutto per la posizione e lo svantaggio dell’ultimo posto disponibile per salvarsi. Giocheremo alla morte come sempre sperando in un risultato positivo.

Se hai avuto modo di studiare la Juventus, qual è secondo te il punto debole su cui fare leva e su cosa dovrete prestare attenzione?

Attenzione su tutto. Giocano con le ali, Paudice è un giocatore che “conosco” perché l’ho allenato nel fantasy pg e mi piace molto, è un profilo forte e può crearci problemi. La Juve ha 11 uomini più i sostituti che possono entrare ed essere capaci di mettere in difficoltà chiunque. Dovremo giocare in modo perfetto, spero che le mie tattiche diano effetto positivo, con la Cremonese non è andata come speravo. Con l’Atalanta in ambe le partite sia il 2-1 crashato che il 4-1 registrato ho visto qualche sprazzo del mio calcio. Bisogna essere perfetti e sperare che loro non siano al top.

Hai giustamente fatto notare come i vostri prossimi avversari siano forti in base all’attività che svolgono da più stagioni. Tolto la stella della squadra Marchi, chi è, secondo te, un possibile uomo simbolo per il futuro dei Viola?

Stiamo valutando i profili giusti per la prossima stagione. Stiamo valutando tutto, qualsiasi persona adatta pur di portare bonus in questa squadra. Non voglio gente demotivata, voglio gente che rema dritto come tutti, che sia trainante verso i compagni! Quindi tutti sono sotto la lente, speriamo in risposte positive.

Da tempo, negli ambienti di mercato, si parla di un forte interesse della Lazio e della Cremonese per Marchi. Ha avuto modo di parlare con il giocatore e capire quali siano le sue intenzioni in vista della S5, anche in caso di retrocessione?

Allora io sono arrivato da poco, ho parlato con la società, mi hanno informato che Marchi vuole andare via, lo sappiamo tutti è inutile nascondersi. Non ho parlato direttamente con lui, ci sarà modo e tempo. Ovviamente se dovessi riuscire a convincerlo a rimanere, sarebbe un colpo di mercato ulteriore per noi. In tal caso invece dovesse ribadire la volontà di andare via proveremo a soddisfare le sue richieste. Ma prima dare soldo e dopo vedere cammello come si suol dire. Deve arrivare una proposta in tal caso che ci faccia sorridere sopratutto a noi, perché perdiamo un giocatore importante e nel mercato di ora i giocatori forti e attivi costano.

Ha espresso eventuali preferenze su quali sono le squadre presso cui andare a giocare?

Non posso dirlo. Le questioni di spogliatoio rimangono nello spogliatoio.

Ringraziamo mister Torcolini, dall’Allianz Stadium è tutto.

Luigi Frunzio, eroe dei due mondi: la lotta per la promozione a Cagliari, per la salvezza con l’Akragas

Promozione e salvezza, allo stesso tempo e da allenatore di due differenti squadre. No, non siamo in un videogioco (o forse sì, essendo FM), ma l’allenatore è in carne ed ossa: Luigi Frunzio sta riuscendo in una vera e propria impresa. Affascinati dal suo Cagliari che sta facendo furore in serie C/C, approfittando della mancanza di unicità di ruolo nelle serie minori la dirigenza dell’Akragas gli ha chiesto di portare a termine una complicata missione: portare i siciliani alla salvezza in serie B. E Frunzio non ha sentito il peso del ruolo, mettendo lo sgambetto a due nobili della categoria come Brescia e Virtus Entella. “Col Cagliari abbiamo solo sfruttato le occasioni che ci sono capitate e la Lupa Roma, nostra bestia nera (entrambe le partite perse con loro) è ancora in lizza per il primo posto: il girone C di C è più aperto che mai. Sul perché ho accettato l’Akragas – ci dice Frunzio – la risposta è semplice: mi sono messo in gioco perché me lo hanno chiesto (ride, NDR)”. Gestire due differenti squadre di due diverse categorie potrebbe creare dei problemi, ma Frunzio ha la risposta pronta: “Le prospettive a livello mentali non cambiano: con entrambe le squadre lottiamo per raggiungere l’obiettivo predefinito. Sono fortunato che sia con il Cagliari – squadra di nuovi giocatori molto promettenti e attivi-, che con l’Akragas – squadra di giocatori veramente forti che meritavano molto di più quest’anno per le loro caratteristiche – ho una rosa competitiva che mi lascia poter giostrare tra vari sistemi di gioco in maniera molto tranquilla. Con il Cagliari abbiamo iniziato ad inizio stagione per cui conoscono benissimo le formazioni e hanno molto affiatamento, con l’Akragas stiamo ancora sperimentando un po’, ma le cose sembrano andar bene. L’approccio tattico, nei limiti del gioco, è abbastanza diverso sia come formazione che come modi, anche perché i giocatori non sono gli stessi e bisogna adattarsi. Sicuramente il fatto che non si ha possibilità di interagire nelle partite in corso di C è una bella differenza, ma alla fine puntiamo sempre a far punti e a vincere, quindi non cambia molto sotto l’aspetto di pre partita. Gestire due squadre può sembrare complicato, ma se riesci a suddividere bene gli impegni il doppio lavoro riesce bene. Lavorando bene in queste ultime partite saranno raggiungibili entrambi gli obiettivi, sia la promozione dalla C che la salvezza in B”. E per il futuro, cosa aspetta Frunzio? Sarà difficile scegliere solo uno dei due gruppi che ha allenato in stagione: “Purtroppo non è possibile andar con entrambe. Per adesso gli accordi con entrambe le società prevedono che continuerò ad allenare il Cagliari: se però per motivi mistici non potrò più allenare il Cagliari certamente mi farà piacere continuare ad allenare l’Akragas”.

FM Sound #1: Alberto De Donatis


Di Valerio Cicchinelli. Grafica a cura di Simone Bonaldi


Il calcio è un sport universale. Quest’affermazione per quanto possa sembrare troppo netta, ha in se più di un fondo di verità. Aldilà dei numeri e della grandezza di questo fenomeno sportivo infatti, c’è tutto un affresco di storie ed episodi che vanno a legarsi con le varie fasi della vita della società e delle persone in generale. Dalle tradizioni orali dei nostri nonni, vecchi tifosi ancora legati ad una visione romantica del gioco, agli eventi politici legati a doppio filo con i delicati equilibri internazionali, tanti sono gli aneddoti che è possibile ritrovare nella cultura di massa, che nutre e si nutre di quelle che sono le emozioni e le vicende espresse da questa attività sportiva. Tra i tanti campi interconnessi con questa è innegabile come la musica occupi una grande fetta della scena. Ogni squadra ha il suo inno, ogni competizione la sua sigla, ogni tifoseria la sua canzone e ogni giocatore il suo coro. Tanti i momenti accompagnati da una colonna sonora che diventa simbolo e impalcatura di un ricordo indelebile. Pensiamo a ” Seven Nation Army ” dei Whitestripes per esempio, trasformatasi da canzone simbolo di certo Alternative/Rock a vera e propria mania dopo la vittoria dei mondiali del 2006. Oppure alla bellissima ” Grazie Roma ” di Antonello Venditti, scritta da un cantautore innamorato del calcio e della propria squadra, la Roma per l’appunto, capace così di legare ancora di più una tifoseria forte ed orgogliosa come quella romanista. E ancora gli show per gli eventi più grandi, l’inno della champions, i brividi allo stadio quando sentiamo un coro cantato da 40000 anime unite da una sola passione. Insomma la musica, che è già elemento fondamentale della nostra comunicazione, è decisamente legata a doppio filo con il calcio e le sue storie. Per questo motivo abbiamo deciso di aprire questa rubrica dove andremo ad intervistare gli elementi del campionato di FM proponendo loro di raccontarci attraverso le loro preferenze musicali, opinioni e sensazioni legati ad un giocatore, una partita o all’anima stessa del progetto. Un nuovo e inedito punto di vista dunque, attraversato da note e liriche che potranno dirci qualcosa di più su come viviamo questa passione e su quanto sia forte il legame tra musica e pallone.

Per l’occasione abbiamo deciso di invitare a questa prima intervista uno dei volti più noti del nostro progetto, la persona che ad ogni live ci dona perle su perle con la sua ironia, le sue espressioni e anche con la sua cultura. Stiamo parlando ovviamente di Alberto De Donatis, admin di Progetto Gaming e già Ct della Nazionale Italiana, capitano e Ds del Genoa e Ds del Crema. De Donatis ha più e più volte dimostrato il suo grande amore per la musica e dato il ruolo abbiamo pensato che fosse giusto partire proprio con lui per quella che speriamo possa divenire una rubrica di confronto, scambio e divertimento. Nell’intervista effettueremo sia delle domande relative al progetto, le domande in FM, sia sulla vita privata, quelle AM.  Mettetevi dunque comodi, si parte con la intervista di FM SOUND.


AM ( Amplitude Modulation ): la vita privata.

Buonasera Sig. De Donatis, “Progetto X”  innanzitutto la ringraziamo per averci concesso quest’intervista. Sappiamo della sua grande passione e ci è sembrato naturale cominciare questo percorso partendo proprio da lei e dal suo punto di vista. Prima di passare però alle domande specifiche le chiederei di raccontarci il suo amore per la musica, quella che sente più adatta a se e le band che hanno influito maggiormente sulla sua crescita personale.

Buonasera Progetto X, che piacere! Il mio amore per la musica, eh, quanto tempo avete? Sono cresciuto ascoltando un po’ passivamente Queen e Michael Jackson e un po’ di britpop, causa sorella maggiore. Negli anni del liceo ho cominciato a virare verso un approccio più personale, ma è stato il primo anno di università ad aprirmi le orecchie. Avevo tanto tempo a disposizione, ero per la maggior parte del tempo solo e con finalmente una buona connessione internet. Ricordo ancora adesso il momento in cui ho ascoltato per la prima volta, a luci spente, ” Interstellar Overdrive ” dei Pink Floyd: mi ha trapassato il cervello. Da lì i gusti si sono ampliati ed evoluti; dovessi indicare due generi preferiti andrei sul post-punk/new wave di Joy Division, The Cure e simili da un lato, e sull’alternative rock anni 90 dall’altro. Band che hanno influito ce ne sono parecchie: HIM e Queen agli inizi, Pink Floyd in maniera enorme, Beatles a carrettate, ancora Joy Division, vissuti come una malattia, Cure, Oasis, Smashing Pumpkins come una bella passione, David Bowie a corrente alternata, Nirvana e Pearl Jam per testa e cuore, Ministri da fanboy. Chi mi ha portato a suonare la batteria invece sono stati probabilmente i System of a Down.

Volendo parlare di lei nella vita di ogni giorno, cosa può dirci circa la sua professione? Qual è il lavoro di Alberto e quale canzone pensa possa descrivere il ruolo e il suo impiego?

La mia professione? Insegnante di inglese. Cerco sempre di infilare citazioni di canzoni o di far rapportare i ragazzi ad una musica che, nella quasi totalità dei casi, è percepita come “vecchia” o “troppo difficile”. Per descrivere il mio lavoro userei “A Day in the Life” dei Beatles: la straordinarietà della vita quotidiana, elevata a livelli lirici e musicali incredibili.

A proposito di scuola, ci interesserebbe il suo punto di vista circa lo stato della stessa, la sua condizione e la colonna sonora che potrebbe raccontare al meglio l’attuale condizione di questo elemento culturale così fondamentale per la società.

Lo stato della scuola non è positivo. Servirebbero più risorse, e si parla di tagli. Servirebbe più chiarezza, e aumenta la burocrazia. Ultimamente sono rimasto scottato e decisamente amareggiato dalla mancanza di etica e di responsabilità di alcuni miei colleghi. Non sono un ottimista di mio, ma per alla scuola dedico “Day of the Lords” dei Joy Division: “There’s no room for the weak, where will it end?”.

Ultimamente sappiamo che è stato alle prese con un trasloco e con la sistemazione di una nuova casa. Conoscendo la fatica e l’impegno che questo comporta, qual è, se c’è stata, la musica che ha accompagnato questo spostamento e con quali brani identificherebbe le due abitazioni, sia quella nuova che quella vecchia?

Che bellissima domanda, non ci avevo pensato. C’è stata tanta musica in questa piccola casa sul mare in questi 6 anni, e spero ce ne sarà altrettanta in quella nuova in collina, vicini permettendo. Ci sono stati momenti bellissimi e pagine terribili che mi rimarranno per sempre cucite addosso. Direi “Here is the House” dei Depeche Mode per quella che sto per lasciare e “Brand New Start” degli Alter Bridge per quella nuova.

Capitolo vita privata: senza voler essere indiscreti ciò che ci intriga sapere è se c’è un autore che sente più vicino a quella che è la sua storia personale. L’artista insomma che attraverso le sue liriche e i suoi testi riesce sempre a farle ritrovare un paragone o ricordo rispetto a quello che è il suo presente.

Come tutti ho la sensazione che delle volte le canzoni parlino proprio a te, che siano state scritte spiandoti dal buco della serratura. Nei periodi più bui ho avuto un legame fortissimo con Ian Curtis dei Joy Division e Roger Waters dei Pink Floyd. Ma se dovessi scegliere una canzone che mi centri perfettamente, “Release” dei Pearl Jam. Parla del rapporto di Eddie Vedder con suo padre, figura fondamentale che non c’è più. Quando al loro concerto dell’anno scorso, hanno aperto proprio con quella canzone, sono scoppiato in un pianto a dirotto. “Dear Dad, can you see me now? I am myself, like you somehow”.

Cercando qualche informazione in più su di lei, abbiamo scoperto dei trascorsi radiofonici avuti qualche tempo fa. Sappiamo anche che questa rappresenta una sua grande passione. Nell’ambito di quest’ultima come è arrivato a fare questa esperienza e come si poneva Alberto De Donatis verso i propri ascoltatori?

La radio si. In realtà era la prima volta che mi cimentavo con questo medium. Avevo già presentato manifestazioni qui nel Ponente ligure, soprattutto di stampo musicale, ma il coinvolgimento diretto, cieco ma profondissimo, della radiofonia mi ha conquistato. Progetto Gaming aveva intenzione di aprire una collaborazione con la webradio ” RadioSpeed “, e così Filippo Ballarini mi ha proposto la cosa, questo prima che diventassi admin di Progetto FM nel Maggio 2018. Sarà per la musica, sarà per la voce magari, non saprei. In ogni caso mi sono molto divertito ;era bello sapere che diverse persone da tutta Italia si ritagliavano un piccolo spazio per ascoltare me, i miei ospiti o le mie scelte musicali. Intimo, ma splendido.

C’è un brano legato alla sua squadra del cuore, un inno o comunque qualcosa che le riporta alla mente dei bei ricordi relativi al calcio giocato ?

Sono interista, quindi i bei ricordi scarseggiano! Scherzi a parte, sarebbe facile citare gli inni della squadra. E allora vi dico “You Get What You Give” dei New Radicals; oltre al titolo che racchiude bene l’essenza dell’Inter, mi riporta alla mente al 1998, a Ronaldo, a quell’Inter adolescente, piena di sogni e amarezze.

FM ( Frequency Modulation ): Le domande sul progetto!

Passiamo al progetto FM dunque. La prima cosa che mi viene da chiederle è di assegnare un testo o una citazione, ovviamente corredata della relativa musica, al rapporto che ha con il suo compagno di live, ovvero Filippo Scudetto Ballarini.

Mamma mia, dovrei assegnargli qualcosa di orribile, visto che Fil è musicalmente un unno! In realtà in live ci troviamo bene. Così come mi trovavo bene con Ale ( Alessandro Pironti , ndr. ), e sono felice di assegnargli “The Pretender” dei Foo Fighters. Non che lui faccia finta, ma in fondo quando andiamo in live un po’ di cinema lo dobbiamo fare. E in ogni caso ha scelto lui questa traccia come protagonista della sua umiliazione canora al TwitchCon di Berlino!

Se dovessi io chiederle di esprimere attraverso uno strumentale o un accompagnamento orchestrale quello che per lei rappresenta tutto il progetto gaming ed FM, quale sarebbe la sua risposta e quale sensazione in particolare le restituisce la partecipazione della community.

Un misto tra ” Comfortably Numb ” dei Pink Floyd e ” Tubthumping ” dei Chumbawamba. Ovvero, costruzione di qualcosa di semplice, ma potente ed emotivo, mischiato con un casino inverecondo. Proviamo a mixarle insieme! Anzi no vi prego, non fatelo.

Ct della Nazionale, DS del Crema, Ds e capitano del Genova. Per ognuno di questi ruoli ci può suggerire una canzone o un album che le viene in mente pensando ad ogni singola esperienza e ruolo da lei assunto ?

Ci proviamo!

Ct della Nazionale: ” Stairway to Heaven ” dei Led Zeppelin. Che altro posso sperare di raggiungere?

DS del Crema: qualcosa dei Cream, per ovvie ragioni, “Sunshine of Your Love”!

DS e Capitano del Genoa, spesso inscindibili: ” Silverfuck ” degli Smashing Pumpkins, che saliscendi!

Al Crema la panchina è affidata ad un altro volto noto del campionato, cioè Alessandro Pironti. Qual è il rapporto con il suo allenatore e quale musica, secondo lei, sarebbe più adatta a descrivere quest’ultimo.

Ale è molto più del mio allenatore al Crema, è una figura fondamentale nel gioco e un amico, oltre che un grande intenditore di musica. Mi viene, non so perchè, “All the Young Dudes”, scritta da Bowie per i Mott the Hoople, da dedicare a noi due ragazzini ultratrentenni.

Campionati e nazionali: per ognuna di queste competizioni una colonna sonora. Quale?

Serie A: ” Princes of the Universe ” dei Queen, da dedicare a Lazio e Cremonese e ai rispettivi mister che hanno ucciso il campionato.

Serie B: ” My Favourite Game “, The Cardigans. Musica da auto se ce n’è una, con tutti che scappano, rallentano, si sorpassano.

Serie C: ” Anarchy in the UK ” dei Sex Pistols. E chi ci capisce qualcosa? Disordine organizzato.

La mia nazionale è una superband, ma non alla “We are the World”, bensì più alla Audioslave. Andiamo con “Cochise”. Le under sono qualcosa di giovane e minaccioso, tipo “Violence” dei Blink-182. Il Senegal? ” Sex On Fire ” dei Kings of Leon.

In questa intervista abbiamo voluto indagare un po’ sulla sua persona e i suoi punti di vista. Ci sembra però interessante sapere quale associazione le viene in mente rispetto a noi, cioè a ” Progetto X “.

Progetto X in una canzone, vediamo.: direi ” Informer “, di MC Snow.

Ci nomina gentilmente dei giocatori che per lei sono da considerare dei top del progetto e quelli che considera possano essere degli astri nascenti delle varie competizioni? Nemmeno a dirlo, con una canzone, ovviamente..

Calciatori fortunatamente ne abbiamo tanti, è una community molto positiva. Purtroppo a livello musicale andiamo male, specialmente nel mio povero Genoa. Dai, faccio un elenco, ma di utenti in generale.

Salvatore Campagna: ” Master of Puppets ” – Metallica. Non devo spiegare, vero?

Federico Gallarato:  ” Everlong “- Foo Fighters. Giganti del suono, ma con dolcezza qui.

Paolo Di Stefano: ” Noi Fuori ” – Ministri

Paolo Puzzer & Veronica Di Paolo: ” Old School Hollywood ” dei SOAD (System of a down, ndr. ). Semplicemente me li ricordano.

Nicholas Michelini: ” Beautiful Disaster ” dei 311

Danilo Trojer: Direi ” La Crisi ” dei Bluvertigo.

Paolo Bianchi: qualcosa di figo e di acchiappafighe, tipo ” Sweet Child O’ Mine ” dei Guns n’ Roses.

Nicola Filippone: ” Genova per noi ” di Paolo Conte

Mark Aperio: ” Johnny Come Home ” – FYC ( Fine Young Cannibal, ndr. ). Torna a casa!

Claudio Però: ” Blasphemous Rumours ” dei Depeche Mode

Yuri Monti: qualcosa degli Slipknot, data la maschera. ” Duality” dai.

Piergaetano Fulco: REM con ” The One I Love “. ( Qui DeDonatis ci mima il gesto del cuore, ndr. )

Giacomo Sedda: John Lennon con ” Working Class Hero “

Angela Iadicicco: Lady – ” Modjo “

Salvatore Grassadonia: Lynyrd Skynyd con la loro ” Freebird “. Parte lenta, ma ti travolge.

Mariano Pizzuti: ” Foxey Lady ” di Jimi Hendrix

Luca Franceschi: Zero Assoluto. No scherzo, non posso. Non ce la faccio. Andiamo con qualcosa di irlandese, ” New Year’s Day ” degli U2.

Davide D’Alessandro: The Cure e la loro ” Close to me “.

Daniele Collano: ” Money ” dei Pink Floyd.

Pippo Gambardella: ” I Will Follow ” degli U2.

Donato Sodano: ” Painkiller ” dei Judas Priest. In realtà non c’entra niente con lui, ma era abbastanza minacciosa per il suo ruolo da ranger.

Luca Maso: tutto l’album ” Songs for the Deaf ” dei Queens Of The Stone Age. Gli si addice il titolo.

Luigi Frunzio: ” White Riot ” dei The Clash.

Andrea Conte: ” Monkeywrench ” dei Foo Fighters.

Giovanni Minnicelli: “From Me To You ” dei Beatles. Easter egg!

Gabriele Marchi: ” Teen age Riot ” dei Sonic Youth.

Riccardo Serafini: ” Learn to Fly ” dei Foo Fighters.

Gioacchino Giamberduca: ” Thunderstruck ” degli AC/DC.

Gianluca Pattarozzi: ovviamente il mio coro per lui in inglese.

Nico Scardace: ” Black ” dei Pearl Jam. Povero cuore spezzato.

Claudio Franco: qualcosa di alto livello, tipo Battiato. Facciamo ” Prospettiva Nevskij ” .

Luca Brian Santoro: faccio scegliere a lui, immagino qualcosa di Brutal.

Angelo Giraldi: ” Polaroid #25 ” dei Kill Kenny, lui sa.

Dovesse decidere una colonna sonora ufficiale di questa intervista, quale sarebbe ? E quella dell’intero progetto FM?

Colonna sonora per questa intervista? Abbiamo citato così tanta musica e così diversa che mi viene in mente solo ” London Calling ” dei Clash, un mix geniale di stili e generi.

In conclusione, ci consiglia a noi e ai nostri lettori, qualcosa da mettere in cuffia e ascoltare con voglia e curiosità?

Consigli per gli ascolti, dunque; Come avrete capito sono legato ad un certo tipo di musica “passata”, quindi consigliare qualcosa diventa difficile. Potrei dire Zen Circus o Sunny Day Real Estate, ma in realtà mettete su un bell’album, ascoltatelo tutto dall’inizio alla fine e cercate di capire cosa vi lascia, in quanto a musica e parole. Unknown Pleasures dei Joy Division, The Wall dei Pink Floyd, Low di David Bowie, Revolver dei Beatles, Ten dei Pearl Jam. Ascoltate musica, tanta, col cervello e col cuore. Poi scegliete.

Grazie ancora per la disponibilità, il tempo e le bellissime risposte che ci ha dedicato. E’ stato un vero piacere poter parlare con lei di musica.

Che intervista meravigliosa, è stata una delle cose più stimolanti che abbia mai fatto, grazie di cuore.


A conclusione di questa prima intervista, così come di tutte quelle che verranno, vi lasciamo con un’ultima una piccola sorpresa: alla fine di ogni articolo infatti, troverete di volta in volta una playlist Spotify dove saranno raccolte tutte le canzoni scelte, in modo da poterle ascoltare e poter comprendere ancora meglio le intenzioni delle varie personalità facenti parte del progetto. Non ci resta che augurarvi un buon ascolto.



Alcuni brani potrebbero essere assenti perché non reperibili su Spotify.

Italia – Norvegia: storia di tenacia e determinazione

New York, 23 Giugno 1994.

L’afa riempie le case degli italiani, sono le 10 del mattino in Italia e le scuole sono ormai chiuse. I bar sono pieni, per strada non si vede nemmeno un cane. L’Italia è ancora a 0 punti dopo l’inaspettata sconfitta nella prima uscita di USA’94, contro l’Irlanda.

L’Italia di Arrigo Sacchi e la Norvegia di Olsen scendono in campo con i seguenti uomini;

Il direttore di gara è il tedesco Helmut Krug. I 74.000 tifosi sugli spalti non aiutano ad allentare la pressione sulle spalle degli Azzurri.

La gara inizia subito ad alti livelli. Casiraghi fa a sportellate con i rocciosi difensori nordici. Il divin codino inventa calcio. Tutto bello, fino al 21′, quando su un mancato fuorigioco causato da Benarrivo, Leonhardsen si ritrova a tu per tu con Pagliuca che, in uscita disperata, tocca la palla con la mano fuori area. Espulsione per il numero 1 azzurro, ed ecco che Sacchi sorprende tutti: fuori il fantasista, l’uomo amato da tutti, Baggio. Dentro Marchegiani.

Qualcuno pensa sia un suicidio, ma l’Italia cresce minuto dopo minuto con un Casiraghi indemoniato che pressa alto e un impressionante Berti. Finisce il primo tempo con un’Italia convinta, ma sempre sullo 0-0.

Nella ripresa, altra doccia gelata: Baresi, il capitano, si infortuna dopo 4 minuti di gioco del secondo tempo. Allora ecco che esce anche il capitano ed entra un giovane difensore di 24 anni del Parma, Apolloni. Fascia a Paolo Maldini.

Nel frattempo Beppe Signori entra in partita ed inizia a creare seri grattacapi alla difesa norvegese. Poi all’improvviso, al 69′, la forza di volontà degli Azzurri ripaga; cross dalla sinistra, teso, su cui si fiondano i due centrocampisti centrali. Dino Baggio con un’incornata batte il portiere norvegese. Finalmente Italia!

La partita sarà una continua sofferenza, con l’Italia che prova a ripartire, ma ha in campo sia Maldini che Signori infortunati, con Massaro che va a coprire il settore basso di sinistra e Albertini che prova a far rifiatare la squadra recuperando e smistando palloni. Nel finale la Norvegia segna con Reckdal, ma l’arbitro vede un fallo di mano in mischia ed annulla la rete. Ultima uscita di Marchegiani, triplice fischio. L’Italia conquista i suoi primi 3 punti di USA 94 tra grinta e sofferenza.

Speriamo che i ragazzi di De Donatis, nella prossima live, riescano a far loro lo spirito di quella bella e tenace Italia. Italia di Progetto Football Manager che scenderà in campo a Bari con i seguenti uomini:

1 D’ALESSANDRO

2 SEDDA

3 BALLARINI

4 DEL PRETE

5 BONALDI

6 FILIPPONE

7 IADICICCO

8 DE DONATIS (C)

9 GALLARATO

10 DEIDDA

11 SODANO

12 LUPIA

13 CIANCOLINI

14 CONTE

15 ABATE

16 SANTORO

17 SICILIANO

18 AUGUGLIARO

19 BISCEGLIE

20 GALLO

21 CAMPAGNA

22 ARUTA

23 RICCI

Juventus – Torino: più di un derby

La pioggia sembra non voler cessare e Torino è un via vai di tram, automobili e gente vestita di cappotti grigi. Questa è la pioggia che preannuncia la primavera e da quì a qualche settimana scoppierà il caldo.

Già da qualche giorno, il buon Santoro invia video di sfottò a mia moglie per fare in modo che io li veda. Nemmeno il tempo di realizzare lo 0-1 impartito al Progetto Gaming in Europa League (con 90 minuti ancora da giocare), che c’è già il derby.

In casa Torino quest’anno ci aspettavamo che andasse meglio, ci aspettavamo di poterci affermare come realtà solida anche nel gioco, ma per vari motivi ci siamo ritrovati a condurre una prima parte di stagione “sciapita”, senza demeriti e senza onori. Da Gennaio però qualcosa è cambiato.

Magari Sedda è solo un tecnico alla Allegri, un allenatore a diesel, che partono piano e poi si ritrovano con la piena potenza di fuoco sul finale.

Già dalla mattina si parte, lo sfottò in pubblica piazza con la dirigenza juventina è parte del derby. Nei bar e nelle scuole ci si confronta su chi sia la squadra più forte, se la Juventus campione d’Italia oppure il Torino che sta facendo sognare quella parte di città romantica e nostalgica.

In casa Torino si preferisce rimanere con un profilo basso, la tensione c’è e tutti l’avvertono, ma io non posso non godermi un giorno simile.

Io, juventino sfegatato nel fuffa, da quando ho messo piede in questo progetto ho sempre voluto ruolare in un unico modo: contro le squadre blasonate e il tifo mainstream. Sì, perché parliamoci chiaramente, è facile tifare per una grande piazza e grandi squadre come Milan, Juventus, Napoli, Roma o Inter. Ma avete mai pensato cosa significhi portare in alto il blasone di squadre come Torino, Genoa, Sampdoria e tutte quelle squadre che sono additate come “fascia media”? Per me questo è uno stimolo immenso. È lo stimolo che mi ha alimentato fin da S2, quando scelsi di vestire granata e aiutare nel costruire un gruppo con determinati aspetti caratteriali e filosofia di approccio al gioco.

11 Marzo 2019 – ore 20:30.

L’Allianz Stadium è già pieno. Lo spicchio di stadio con i 2.075 tifosi granata tra la tribuna Est e la curva Nord viene sovrastato dai fischi dei bianconeri, che sono ben 39.432. Ma loro sono lì, cantano e sventolano bandiere col toro bendato sopra.

Siamo nello spogliatoio, già tutti carichi. C’è silenzio, il mister spiega le ultime indicazioni, ma alcuni di noi sanno già cosa fare. Guardo i miei compagni, vedo che alcuni fanno avanti e indietro nervosamente, mentre qualcun’altro si è immerso nella sua musica preferita.

“Ok ragazzi, ci siamo. È tempo di uscire” esorta il mister.

Ci disponiamo in fila indiana, davanti a tutti c’è Sedda, stasera capitano in assenza di Pauletto. Si guarda con aria di sfida con Agosta, capitano e fantasista della Juventus fin dalla prima stagione. I più concentrati sembrano essere Frunzio e Deidda, con Gianluca Pusceddu gasato a mille per la tensione che si respira in quel minuscolo tunnel.

20:50, si entra in campo.

Il Derby della Mole ha inizio

Inno della Serie A di rito, sguardi dritti verso la tribuna Ovest, scambio di saluti per le telecamere e poi via verso le proprie posizioni in campo.

Sedda stringe la mano ad Agosta, entrambi sono fieri della fascia che portano al braccio e sanno che sarà battaglia vera.

Noi ci disponiamo con Fagone in porta, davanti a lui ci siamo io, Avogaro, Sedda e Frunzio da sinistra verso destra. A fare da diga a centrocampo Gianluca, con Figoni e Deidda a creare occasioni in mezzo al campo. Davanti a me sulla trequarti c’è Vanali, al lato opposto sulla destra Iadicicco. In attacco il solo Pennisi.

La Juventus si schiera a specchio nell’altra metà campo, con Carrano tra i pali, Bassissi, Amadori, Gallorini e Stranges. In mediana Del Prete, regia affidata ai piedi educati di Pejcic e Agosta. Il mio diretto avversario sarà Paudice, sulla fascia opposta ad occupare Frunzio ci sarà Zirattu. Bicocchi, ex granata, unica punta.

L’arbitro osserva le due squadre, porta il fischietto alla bocca, guarda l’orologio, si parte!

Abbiamo pagato caro due svarioni difensivi del nostro portiere, purtroppo.

Entrambe le squadre hanno lottato alla pari, purtroppo la differenza l’ha fatta Carrano che è riuscito ad ipnotizzare il nostro attacco.


A malincuore mi tocca ammettere che per quest’anno il derby è bianconero, essendo l’andata conclusasi con un 1-1 e questo ritorno con un amarissimo 2-0.

E, lasciatemelo dire, è per partite come queste che non ci stancheremo mai di ruolare! Onore ai rivali gobbi, anche se stamattina un tifoso mi chiedeva dove fosse Piazza Castello…

La follia nel calcio: Triestina Asylum Project

Quando è entrata a far parte del campionato di Serie C del progetto, in molti si sono domandati quale fosse lo scopo di un’iniziativa simile. Attuare un servizio di recupero sociale attraverso lo sport non rappresenta una novità, ma lo è se il contesto nel quale viene attuato è di livello professionistico. Ci stiamo ovviamente riferendo alla ” Triestina Asylum ” o ” Tristina “ come cinicamente viene chiamata nell’ambiente. La squadra, composta per lo più da criminali affetti da disturbi mentali, è attualmente penultima in classifica ed alterna buone prestazioni a cali di concentrazione clamorosi. La nuova proprietà, insediatasi a metà campionato, si dichiara ambiziosa e sta cercando attraverso il duro allenamento e al lavoro del proprio direttore sportivo, Mariano Pizzuti, detto Potter, di risollevarsi dalla posizione attualmente ottenuta.  Tanti sono i dubbi circa le modalità attuate dal management del progetto e proprio per rispondere a queste domande abbiamo deciso di contattare direttamente la presidenza, rappresentata dal dr. Yuri Monti, per poter richiedere un incontro. Con una certa sorpresa abbiamo ricevuto piena disponibilità e siamo riusciti ad ottenere un’intervista a cui hanno partecipato anche due giocatori della squadra, ovvero Valerio Giuseppini, difensore centrale della formazione e Andrea Belli, terzino sinistro. In pochi lo sapranno ma la squadra tiene i suoi allenamenti e la sua preparazione all’interno di un carcere, un luogo in cui i calciatori possiedono anche un alloggio permanente nel quale poter continuare a scontare le proprie pene. Arrivati dunque alla struttura non abbiamo potuto non notare il clima un po’ macabro della stessa; l’effetto è di base estraniante e da subito ci lascia perplessi. Veniamo invero accolti con molta cortesia da una delle guardie, che ci dà il benvenuto e ci accompagna subito verso l’ufficio nel quale si terrà tutta l’intervista. Ci ritroviamo perciò a percorrere un corridoio in disuso dove le celle che lo costeggiano sono vuote e pulite e il silenzio sembra essere irreale. L’unica cosa che riusciamo ad ascoltare sono i rintocchi dei nostri passi ed difficile non pensare a come, ogni Lunedì e Mercoledì, i soggetti internati all’interno delle mura si giochino poi i 3 punti necessari a scalare la classifica di serie c. Arrivati all’ufficio troviamo il presidente e i giocatori ad aspettarci. Il Dott. Monti ci saluta con la sua solita maschera da Clown e ci presenta uno ad uno gli intervistati. Non abbiamo purtroppo il piacere di conoscere di persona il Ds nonché seconda presidenza della società, ovvero il già citato Dott. Potter, che ci viene detto essere particolarmente impegnato nella gestione delle economie dell’azienda. Inutile nascondere una certa inquietudine iniziale; il clima infatti è degno di un horror e dalle finestre filtra molta poca luce. A questo si aggiunge un clima di tranquillità che sembra però irreale, quasi indotto. Preso dunque posto e preparata ogni cosa per poter cominciare l’intervista, partiamo proprio dal presidente della Triestina.


Buongiorno Presidente, innanzitutto la ringrazio per la disponibilità. Passando subito alle domande, come è nata l’idea di acquisire la triestina?
 
Buongiorno a lei signor Cicchinelli asd, lei ha davvero un bel coraggio a venire qui lo sa? Non lo farebbero in molti ed io apprezzo i coraggiosi, ma stia attento che a volte il troppo coraggio è sintomo di stupidità, asdasdasd. Per rispondere alla sua fastidiosa curiosità; Trieste aveva un ex ospedale psichiatrico ormai in disuso, sito in una grossa area con padiglioni e altre cose che potevano esserci utili, abbiamo pensato di ristrutturarlo e di farci un bel campo da calcio, portando qui i peggiori criminali e psicopatici provenienti da varie parti d’italia. Così nasce l’Asylum.

Si fa un gran parlare del fatto che lei indossi costantemente una maschera da Clown, da cui deriva anche il suo soprannome, Clownz. Come mai questa scelta e perché proprio questo soggetto ?
 
Mettiamo subito in chiaro una cosa; vuole essere mio amico ? Allora non pronunci mai più la parola CLOWNZ senza la Z finale, io non sono un pagliaccio da due soldi, sono IL CLOWNZ e la cosa capisce bene che è ben diversa HAAASDasdasd. E ricordi bene una cosa, SIGNOR CICCHINELLI! Io non indosso una maschera, io sono la maschera!

Il progetto Asylum si prefissa il recupero di criminali affetti da disagio mentale, ecco, ci può spiegare in grandi linee quali sono i metodi, i percorsi e le prospettive che riservate ai vostri internati ?
 
Metodi? Percorsi? Prospettive asdasd? Li raduniamo tutti insieme, gli diamo una palla e preghiamo che nessuno ci lasci le penne, le basta ?

In questo momento la squadra gravita al penultimo posto della classifica ma avete sempre dischiarato una certa ambizione in quanto a risultati. Com’è il clima con i suoi collaboratori e come valuta il vostro operato fino a questo momento ?
 
Guardi qui tocca un tasto piuttosto dolente; forse lei non lo sa ma l’allenatore del Crema era il mio mister qui a Trieste, e per questa spiacevole vicenda io non ho ancora avuto modo di sfogare la mia rabbia, avrei voglia di spaccare un bel visino…asdasd…ma oggi sarò il Clownz buono e le risponderò. Il nostro operato fin ora è stato deludente, non siamo riusciti ancora a far capire a quella feccia che voi chiamate giocatori che questo è calcio e non una rissa da saloon, quest’ anno speriamo di arrivare almeno al quartultimo posto, ma vi posso garantire che il prossimo anno, l’ Asylum sarà nei primi posti a combattere per la promozione asdasdasd, ovviamente se i ragazzi saranno ancora tutti vivi. ringrazio comunque il Ds Pizzuti e il nuovo mister Fulco, anche detto lo sceriffo, che mi supportano e sopportano asdasdasd.
 
Passando a lei Sig. Belli, nell’ambiente la chiamano fallani, da dove viene questo soprannome?
 
Il nomignolo che oramai fieramente porto da almeno 2 decadi mi fu rifilato dal Jullare e Valerio…Trattasi di un personaggio scroccone in un doppiaggio di Ruffini ( Comico televisivo, ndr. )
 
Ci descriva un po’ le sue caratteristiche o quelle a cui pensa di essere più portato. C’è un giocatore a cui sente di ispirarsi?
 
Sportivamente parlando sono un campione olimpico di sbornie che si sta disintossicando in questa struttura.
 
Com’è il rapporto coi suoi compagni e con il mister? Sente la fiducia della squadra nei suoi confronti ?
 
Sento la fiducia maggiormente dello psicologo e dei miei compagni di cella, ma non vi dirò chi sono perché mi picchiano di notte.
 
Molto bene…e per quanto riguarda lei Sig. Gritino, anche da lei vorrei un commento sul suo soprannome se possibile?
 
Il mio soprannome è semplice, bello e simpatico da pronunciare! È d’impatto, facile da ricordare ed è un rafforzativo della parola “cretino”… In realtà è solo perché sono talmente stupido e dislessico che non riesco a dire “cretino” e mi esce fuori “Gritino”!
 
Secondo lei qual è la caratteristica principale che deve avere un buon difensore centrale? Quali sono, secondo lei, i giocatori più forti visti in questo ruolo?
 
Un buon difensore deve essere stronzo, forte, potente e deve immedesimarsi nel pensiero dell’attaccante per cercare di anticipare le sue mosse… Sin dai miei primi anni di vita non sono mai riuscito a capire il mio di cervello, ma entrare in quello degli altri mi resta decisamente più facile! Ma ci sono altre persone che fanno i difensori centrali nel progetto?! Pensano tutti a stare davanti alla porta cercando di segnare! Nelle poche partite che ho giocato, oltre ad aver già sdraiato tante persone ho segnato 2 gol, potrei dire che sono io il più forte ma non vorrei sbilanciarmi o potrei ottenere due settimane di cella d’isolamento…
 
Come centrale di difesa lei si trova spesso a fare i conti con molti bomber di razza. Cosa pensa in quei momenti, quando deve marcarli o togliere loro il tempo di reazione. Come agisce?
 
Ha mai provato a correre dietro ad un maiale impazzito pensando che ti farai il suo bello stinchetto al forno con le patate da li a poche ore?! Penso a questo! Infatti gioco sempre con una bustina di Ariosto nascosta nel calzettone!
 
Ora passiamo alle domande generiche. Saranno le stesse per tutti voi, un po’ come fosse un’intervista a tre. La prima curiosità che io ed i nostri lettori hanno è la seguente: cosa vi piace fare aldilà dello giocare a calcio? Ci sono interesse per i quali vi sentite portati o che vi aiutano magari a concentrarvi nel vostro percorso?
 
CLOWNZ: Si fidi di me, lei non vuole che io risponda a questa domanda!
 
FALLANI: Mmmhh cosa mi piace e mi aiuta oltre al calcio… 3 dosi di asdasd al di e sfogarmi maltrattando e offendendo Mr #Fulcout.
 
GRITINO: Ho tante passioni ma tante tante… Però finisco sempre per non fare niente e a dire solo cazzate… quando non sono chiuso nella cella di isolamento… Mi concentro sulle parole che mi dissero il mio Ds ed il Presidente per convincermi a giocare, “se diventi un calciatore famoso poi se scopa! “
 
Quali sono le vostre prospettive di vita? Cosa pensate di fare una volta che sarete riabilitati, ci avete già pensato ?
 
CLOWNZ: Spero di svegliarmi domattina … Asdasd.
 
FALLANI: Uscireeee??? Sono matto mica stronzo!
 
GRITINO: Voglio comprarmi uno chalet di montagna, andare a pescare nei torrenti, nei laghi, e vivere il mio isolamento, non quello dell’asylum! Voglio stare in pace, non dire più cazzate ma pensare solo a tutte quelle dette in questi anni.
 
Cosa avreste fatto se non questo? Avete ricevuto altre proposte per quanto riguarda il percorso riabilitativo o avresto voluto intraprendere un’altra carriera rispetto a quella del calciatore?
 
CLOWNZ: Sarei stato qualcosa di molto più pericoloso di quello che sono attualmente.
 
FALLANI: Mi scusi egregio Cicchinelli ma ho lottato per arrivare qui dentro! C’era una fila che manco alla posta il giorno delle pensioni! Da ex alcolista in lenta ripresa le direi cosa vuoi di più dalla vita?
 
GRITINO: Non ci ho mai pensato… sono nell’asylum da tanto tempo, non so cosa avrei potuto fare… Forse il coglione in televisione o al cinema, magari accanto a Boldi e De Sica in qualche cinepanettone!
 
Capitolo delicato: l’amore. Siete fidanzati o avete qualche anima affine che vi aspetta?
 
CLOWNZ: Lei aspetterebbe uno come me ? Signor Cicchinelli! HAAAASDASDASD
 
FALLANI: Amore? É una guerra persa…AMIR non mi vuole.

GRITINO: Ho una compagna che da anni mi è vicina e sostiene di assecondarmi ed aiutarmi… In realtà penso sia più pazza di me! E’ la classica persona che a primo impatto pensi “che carinaaaa! quanto è dolce, educata, sofisticata ma allo stesso tempo semplice!” Dopo due giorni capisci che è un potenziale serial killer, fredda e spietata come un sicario! Viso pallido e sguardo perso nel vuoto…
 
Siamo praticamente alla fine di questa intervista, a cui vi ringrazio di aver partecipato. Volevo, se fosse possibile, proporvi un piccolo e assolutamente innocuo test. Vorrei sottoporvi tra immagini prese da un test di Rorschach e chiedere ad ognuno di voi cosa vede all’interno di ognuna delle tre figure. La cosa non ha alcun fine o valore scientifico ovviamente, non essendo laureato in nessuna delle discipline inerenti a questo esame, ma ho pensato, dato il contesto, che fosse interessante potervi chiedere questo sforzo. E’ possibile  ?
 
CLOWNZ: Lei vuole che io faccia il giochino delle immagini ? Forza giochiamo pure…

Viene mostrata la prima immagine:

CLOWNZ: In questa ci vedo una zucca di Halloween con delle orecchie asdasdasd.

FALLANI: Questo è un giullare che ride e si fa beffe di me.

GRITINO: Il simbolo della Dainese ubriaco.

Viene mostrata la seconda immagine:

CLOWNZ: In questa una donna che si guarda allo specchio.

FALLANI: Sono sicuro, sono i lividi sulla mia schiena.

GRITINO: Una fettina di emmenthal tagliata a cazzo.

Viene mostrata la terza immagine:

CLOWNZ: IO QUESTA NON LA COMMENTO ! NON È SPECULARE ! MI DA FASTIDIOOOOOO.

FALLANI: Questa è una bozza della tattica del nuovo mister.. Lui la chiama Beowulf. Ma secondo me si è solo soffiato il naso su un fazzoletto e vuole far vedere che ci capisce qualcosa..

GRITINO: Una pizza funghi e salsiccia.