Bentornato Manuel Guassone

Oggi ai nostri microfoni abbiamo Manuel Guassone il neogiocatore del Napoli PG.

Giornalista: Buongiorno signor Guassone, bentornato all’interno del progetto. Quant’era la voglia di tornare attivo? Quali sensazioni ha provato in questi mesi di allontanamento forzato? Ha mai pensato di mollare definitivamente il progetto?
Manuel: Buongiorno a voi, la voglia era tantissima. Ci sono stati ovviamente dei periodi in cui ci ho pensato ma, grazie al nuovo lavoro che mi ha fatto pensare meno al progetto, oggi sono qua; ci sono stati anche momenti dove avrei persino pagato per tornare un po’ prima, per fortuna nella stagione 3 ho lasciato il segno e ho conosciuto amici che mi hanno sostenuto fino al mio rientro.
No, non ho mai pensato di mollare definitivamente.

Giornalista: Cosa ti ha spinto ad accettare la corte del Messina PG prima e del Napoli PG poi? Ci sono state altre offerte allettanti a tuo modo di vedere?
Manuel: Ho ricevuto ben due proposte in A, però anche i progetti delle squadre di B e C erano dei bei progetti, ora capisco il dubbio di dove andare per un neo iscritto al progetto.
Comunque a Napoli avrei ritrovato in primis persone che già conoscevo aldilà del fatto che il progetto spiegato da Lopresto era molto più che convincente, erano più i pro che i contro e non potevo non firmare per loro.

Giornalista: Ci parli un po di come si trovava al Milan? E se non ha l’impressione di aver lasciato le cose a metà con loro?
Manuel: Al Milan mi sentivo nel mezzo del caos: molte sanzioni sono colpa mia al 100% ma ovviamente frutto anche del Milan e delle situazioni, questo ovviamente non è una giustificazione ma in un’altro gruppo forse ero meno a rischio, ma è anche vero che forse non avrei capito dai miei errori che mi hanno portato al ban.
Il Milan non è più la mia dimensione, a metà rimane solo quel sogno che si stava avverando alla mia prima stagione rovinato da “tutti sappiamo cosa”.

Giornalista: Pensi di voler tornare a ricoprire incarichi dirigenziali in futuro?
A livello di gestione squadra a ora non penso, in futuro vedremo, però come Marketing manager c’è già una squadra e a breve ci sarà l’annuncio, anche se forse quando l’intervista sarà pubblica ci sarà già.


Giornalista: Vuoi mandare un messaggio ai nostri lettori?
Manuel: Intanto grazie a voi per l’occasione davvero, voglio solo dire di non dimenticarsi mai che questo è uno svago, e quindi mai trascendere nella vita reale.
E se gli admin a volte sembrano duri, sanno cosa fanno.
Buon game e forza Napoli! 😉😅

Giornalista: Ringraziamo Manuel per averci concesso l’intervista e gli auguriamo di togliersi tante soddisfazioni al interno del progetto.

La Rassegna Stampa ‘Gnorante – ep.1

Premessa doverosa: questo è il primo di una serie di articoli a cadenza settimanale in cui parleremo, fra satira e goliardia, del mondo di Progetto Football Manager.
Si ringrazia per l’ispirazione il buon Giobbe Covatta (idolo delle Rassegne di Mai Dire Domenica), ed il mondo giornalistico-parodistico che ci aiuta con la leggerezza a semplificarci la vita.
O a comprenderne con facilità i meccanismi contorti.



IL CORRIERE DELLO SPORC

La prima pagina si apre con una notizia che racchiude sport e cronaca nera:

Squalificato Stefano Santoro, l’autore delle famose “bombe” è stato trovato positivo all’antidoping.
Il fratello Luca Brian ha dichiarato in growl: “E’ un serio professionista e saprà dimostrare la sua colpevolezza”.


Segue quindi l’Editorale: “Droga e Juventus: boom negli abbonamenti?”


BRUTTOSPORT

“La Federazione introduce il Mona-ruolo, rilancio delle quote rosa”
Le istanze del comitato formato dalle donne del progetto Iadicicco, Calcagno, Zanotti, Pizzuti sono state accolte dalla Federazione.

Segue trafiletto di scuse con licenziamento del titolista in tronco: adesso Arnaldo Figoni cerca lavoro.

LA MAZZETTA DELLO SPORT

Focus sul calciomercato, con in prima pagina il Titolo:

“Colpo inaspettato della Lazio: preso Gabriele Marchi”
Valerio Arnone, per non sentirsi inferiore, compra Serafini. Per il bilancio del Vicenza: un rene e le foto hot di Alessandro Pironti.

Gallarato trovato ubriaco, in mezzo ad un mare di figliole, urlante frasi di giubilo.

L’Editoriale di Simone Moricca, Ds della Casertana:
“Ma ‘ndo li pijate tutti sti soldi?”

Segue trafiletto di Mariano Pizzuti:
“Per i bilanci S5 saranno volatili per diabetici”

L’OSSERVATORE ROMANO

In prima pagina la notizia bomba:

“Atti impuri, blasfemia e continuo infrangere di comandamenti: la stagione 4 Costa la Scomunica al Torino”
Lo spogliatoio risponde dichiarando lo scisma e nominando Giacomo Sedda come Antipapa
in conclave.

Intanto, da Milano, il Presidente dell’Inter Alberto De Donatis dichiara laconico:
“Dilettanti”

In allegato il calendario Mariano – raffigurante il revisore vestito da sacerdote che compie il miracolo della moltiplicazione dei fogli excel – edito da Don Francesco Fusco.


IL FALLO QUOTIDIANO

Ombre sull’operato del Direttore Salvatore Campagna:

“Il Giornale MK-Ultra utilizzato per scambiarsi foto compromettenti”
Damiano Mattia si dichiara innocente confermando il detto latino “Excusatio non petita, accusatio manifesta”

Trovato l’autore della rassegna stampa svenuto sulla scrivania per lo sforzo mentale compiuto per la citazione.
Aperta ancora l’ipotesi dell’attentato delle Brigate Rozze.

Dimartino al Pescara!

In redazione ci giunge un comunicato stampa da parte del Pescara:

“Cari tifosi,
la 4° stagione si è appena conclusa. Abbiamo ottenuto un 17° posto in classifica della serie C girone C con appena 30 punti, a dimostrazione del fatto che tutte le avversarie del girone hanno lottato duramente per raccogliere quanti più punti possibili lungo il loro tragitto.
Dal canto nostro non possiamo ritenerci soddisfatti, consapevoli della nostra forza e dell’impegno societario profuso. Dopo attente riflessioni, abbiamo deciso di affidare la panchina a mister Stefano Dimartino, uomo d’esperienza conclamata all’interno del Progetto e di sicura affidabilità.
Ringraziamo moltissimo mister Christian Pennisi: con lui in panchina da subentrato sono arrivate 4 vittorie e 4 sconfitte, e fino alla scadenza del proprio contratto ha dato anima e corpo per il Pescara e per i suoi tifosi!
Stiamo già programmando la nuova stagione, vi chiediamo soltanto di continuare a supportarci per toglierci, insieme, molte soddisfazioni!
Forza Pescara!

La Dirigenza”

Il polivalente Rex

Quest’oggi ai microfoni di Devil Project abbiamo il nuovo acquisto del Progetto Gaming, Riccardo Rex, anche presidente e allenatore dell’Ancona, presidente dell’Udinese e gestore del Totocalcio.

Giornalista: Buonasera Signor Rex, la ringrazio per avermi concesso questa intervista! Vedo che è appena approdato alla squadra Progetto Gaming del patron Alessandro Pironti, che sensazione si prova ad essere un giocatore di una delle squadre protagoniste del progetto?

Rex: Dunque è un onore mischiato a felicità. Il PG è una grande squadra composta da giocatori fortissimi ed uno staff molto competente. Sono contento del fatto che abbiano scelto me, sarà divertente avere la possibilità di difendere la nostra area con il buon Arnone (già presidente dell’Empoli al tempo). Sono anche entusiasta del fatto che mi allenerà Casalati, altro profilo già sondato sempre presso l’Empoli, di cui ammiro la capacità gestionale e di squadra.

Giornalista: Sono sicuro che non deluderà le aspettative! Tornando un attimo al periodo trascorso ad Empoli, com’è stato far parte di quel gruppo? È stata una scelta difficile quella di lasciare la squadra?

Rex: All’Empoli è stato un ottimo periodo. Siamo riusciti a vincere un girone di ferro, grazie al Casalati, scontrandoci con squadre forti, ad esempio il Siena vincitore dei Playoffs. Sfortunatamente abbiamo perso la Coppa Italia di Serie C per alcuni errori di gestione finale, pur se poco rilevante, sempre un dispiacere. È sempre una scelta da prendere con ponderazione, specialmente dopo aver avuto modo di incontrare tante brave persone lì, tra le quali il Direttore Sportivo Frappo, diversi giocatori e il Marketing Manager Santoro, ai cui auguro il meglio.

Giornalista: Davvero delle belle parole! Parliamo ora del tuo ruolo da presidente e allenatore dell’Ancona, quale scelta sta dietro proprio a quella squadra e quali sono gli obiettivi societari?

Rex: L’Ancona è stata una squadra scelta con casualità. Subentrai tempo fa a Giamberduca che passò al Milan. Inizialmente fu difficile ma poi grazie all’aiuto del Costulo e di Angelino, buonanima, riuscimmo a ristabilire la società creandone una ottimale. Ad oggi sono presidente con il Costulo stesso. Come obiettivo puntiamo alla coppa Italia e ad un piazzamento almeno ottavo per conseguire i playoff di B.

Giornalista: Molti si sono incuriositi per la prelevazione dell’Udinese, squadra di grandissima fama nel progetto per aver vinto il primo scudetto, che diventa ufficialmente affiliata dell’Ancona. Avete intenzione di portare l’Udinese ai livelli delle prime stagioni del progetto o intendete utilizzarla come cantera dell’Ancona? In caso di promozione in Serie B, avete già in mente su quale delle due società puntare?

Rex: Abbiamo deciso di puntare su un grande allenatore, ovvero il buon Arnone, discepolo del Casalati. Essendo una rifondazione l’obiettivo minimo attuale è la qualificazione ai playoff. Sarebbe grandiosa una Vittoria della Coppa Italia di Serie C. Per quanto riguarda una ipotetica promozione ancora non sappiamo come gestire il tutto.

Giornalista: Certamente le ambizioni non mancano ad entrambe le società. Cosa può dirmi dello staff e dei giocatori? Hanno la stessa determinazione e voglia di lei, presidente?

Rex: I giocatori sono tutti bravi ragazzi che si impegnano. Hanno buone prospettive ed aiutano al benessere della squadra. Per quanto riguarda lo staff ho il Costulo che è espertissimo con questioni di bilancio e gestione interna, Sulsenti come nuovo DS molto disponibile e sicuramente competente ed infine Arnone come allenatore. Quest’ultimo, espertissimo di tattiche, discende, come accennato in precedenza, direttamente da Casalati quale suo discepolo in pectore.

Giornalista: Sembra proprio che siate molto determinati e vi auguro tutti i successi possibili. Se mi permette, vorrei trattare un ultimo argomento: lei è uno dei gestori del tanto richiesto e voluto Totocalcio, che si è rivelato un vero successo tra i membri del progetto, cosa ne pensa di ciò?

Rex: Mi fa piacere. Era un’idea che era in voga da molto, solo che nessuno ha mai avuto la concretezza di metterla in pratica. In molti ne hanno promosso la reintroduzione, ma tutti in automatico desistevano, forse temendo l’eccessivo carico di lavoro. Fortunatamente, collaborando con Michelini e Serafini, il tutto risulta essere ben gestito con un unico obiettivo, quello di fornire all’utenza uno svago ulteriore che permetta di seguire con più interesse le live, visti i risultati necessari al conseguire 12 o 13 e vincere il montepremi.

Giornalista: Secondo lei, quale sarà la cifra che incasserà il primo vincitore, in futuro?

Rex: Penso in linea di massima una cifra superiore al mezzo milione. Cifra che potrà essere utilizzata in piena libertà: per sé, per la squadra, per donarla ad un amico, per quel che si reputa più opportuno.

Giornalista: Bene, direi che sono soddisfatto, la ringrazio per il suo tempo e buona fortuna per i suoi multipli impegni!

Articolo di Alfredo Aloi

INTERVISTE IMPOSSIBILI- ALESSANDRO AIELLO

Salve a tutti e buona sera. Sono Calchi, giornalista di Project Devils, e volevo farle un paio di domande interessanti sul suo trasferimento nella città di Genova sponda blucerchiata.

Aiello: Buonasera signor Calchi!

Giornalista: Si presenti un attimo. Ci faccia capire come mai la Sampdoria ha deciso di puntare forte su di lei?

Aiello: Sono Alessandro Aiello, ho 26 anni e sono un attaccante. La Samp credo abbia puntato su di me per due motivi: perché sono attivo, infatti dovrei portare 300k di bonus; inoltre anche per i miei 25 gol su 44 partite in Serie C.

Giornalista: Cosa la ha spinta ad accettare questa destinazione?

Aiello: Ci sono diversi motivi che mi hanno fatto prendere questa decisione: sicuramente alla Samp, così come al Locri, c’è una grande dirigenza. Ha influito anche la presenza di Costantino che, oltre a essere mio amico e compagno di squadra, mi ripete sempre che noi due insieme non dobbiamo fare come la McLaren. Inoltre la squadra fuffa ha una grande tradizione per gli attaccanti e mi può garantire di giocarmi le carte per la nazionale, nonostante abbia una grande concorrenza.

Giornalista: Il club fuffa ha una grande tradizione e di attaccanti ne sono passati tanti, su tutti mi viene da pensare a Vialli e Mancini, credete di poter compiere il miracolo ed emularli vincendo la serie A?

Aiello: So che la Samp nel fuffa è squadra di grandi campioni quindi spero di fare meglio di loro 2 perché non scordiamoci che noi abbiamo anche grandi attaccanti come Samuele Tomasetti e Maria Mandaglio, a cui faccio gli auguri per il matrimonio.

Giornalista: Mi dica, vede qualche possibilità di arrivare in nazionale già al primo anno di Serie A? Cosa ne pensa del Ct Alberto De donatis?

Aiello: Come detto in precedenza spero nella convocazione della nazionale italiana anche se la concorrenza sarà spietata. Il CT è una grandissima persona oltre a essere un grande allenatore. Quindi vorrei lanciargli un messaggio: “sarò sempre a disposizione”.

Giornalista: Chi è la superfavorita al campionato? E chi le sue rivali principali? Ci dia un suo parere personale!

Aiello: Difficile fare un pronostico anche perché le mie gufate sono peggio di quelle di Ballarini. Comunque la mia favorita è la Lazio per poi non dimenticare di PG e Cremonese.

Giornalista: La ringrazio per il suo tempo e in bocca al lupo per la prossima stagione.

Aiello: Grazie a te dell’intervista.

L’ora della fenice

Per la prima volta nella storia del Progetto assistiamo, in questo passaggio dalla Stagione 4 alla Stagione 5, alla rinascita di chi ha ormai raggiunto i 33 anni in-game.
Questa situazione merita sicuramente un’analisi approfondita, dal momento che non era mai stata tenuta in considerazione fino ad oggi.
Prima di affrontare l’argomento è doveroso riportare la regola che lo riguarda, così come da paragrafo 5.7 della “Guida ed Istruzioni Progetto Football Manager”:

Raggiunti i 33 anni, un utente può decidere di ritirare il suo giocatore, anche se nel gioco il personaggio stesso non volesse chiudere la carriera. Il giocatore verrà ricreato 16enne con il CA che sarà la meta del suo PA attuale. Quindi se aveva 160 di PA, rinascendo avrà 80 di CA e PA sempre a 160.

Attenzione! Raggiunti i 33 anni chiunque può scegliere di ritirarsi, ma se si decide di continuare si avrà un bonus sul PA in caso di un ritiro posticipato. Dopo i 33 anni, ogni anno in più senza ritiro, equivale ad un +10 sul PA quando si rinasce 16enni. Quindi se ci si ritirasse a 35 anni, con una PA di 160, il giocatore rinascerà con CA 90 e PA 180.

Per i neofiti di FM è doveroso spiegare che la CA (Current Ability, tradotta in Abilità Attuale) è il valore complessivo che misura la totalità delle caratteristiche, appunto, di un giocatore, mentre la PA (Potential Ability, tradotta in Abilità Potenziale) è il valore massimo di CA che un giocatore può raggiungere e sarà inevitabilmente sempre maggiore rispetto alla prima.
Basandoci su quanto scritto sopra, il fattore chiave sul quale ruota interamente la scelta del ritiro è l’Abilità Potenziale. Maggiore sarà questo valore, più alta sarà la base di CA da cui potrà ripartire il vostro fresco alter-ego.
Una PA elevata, inoltre, come ben sappiamo, aumenta le probabilità di accelerare la crescita del calciatore e quindi possiamo tranquillamente dire che andrà ad incidere sulla CA doppiamente: nell’immediato e nel breve/medio termine.
Abilità potenziale che è un valore molto accessibile nei suoi primi steps, ma il cui prezzo risulta estremamente livellato verso l’alto. Qui di seguito i suoi costi:

Costi dell’Abilità Potenziale

Considerando che solitamente si spende per migliorare anche e soprattutto le caratteristiche che rendono il proprio calciatore più performante, con un discreto stipendio e una buona attività, nell’arco di tre/quattro stagioni si può raggiungere un livello di PA quanto meno interessante, intorno ai 170/175. È qui che è più consigliabile fissare l’asticella minima di potenziale per pensare di ritirarsi.

Quando puó risultare, invece, più conveniente proseguire? Prendiamo un calciatore che ha puntato molto sul valore in questione, arrivando in età matura ad un ottimo 180 PA. Potrebbe rinascere con un’abilità attuale di 90 e migliorerebbe a vista d’occhio, stimiamo di un range di 25-35 punti alla fine della prima stagione, niente male. D’altro canto però, se la CA varia, il potenziale è un valore costante che ti porti sempre dietro e che, inevitabilmente, prima o poi dovrai comunque alzare una volta arrivato al limite del tuo miglioramento. Ecco quindi che al giocatore in questione potrebbe convenire aspettare almeno un’altra stagione, guadagnando 10 punti PA che se acquistati costerebbero la bellezza di 2.26M. Il risparmio è evidente.
Il calciatore il cui profilo tende a non subire un forte abbassamento delle skills dovuto all’età, potrebbe addirittura considerare di tirare avanti fino a 35 anni, ottenendo un +20 PA extra che, riprendendo l’esempio precedente, frutterebbe un ulteriore bottino di 4.3M, raggiungendo un risparmio totale di addirittura 6.56M.
Infine, da non dimenticare sono le strutture di allenamento. La presenza di un ottimo staff di squadra agevola la crescita di un giovane che dispone di tanto potenziale. Le strutture, per chi non lo sapesse, sono legate al livello achievement sbloccato dall’allenatore.
Riassumendo, la scelta è più che altro soggettiva, ma deve essere comunque fatta tenendo conto di diversi fattori e della propria situazione generale, oltre eventualmente delle necessità della propria squadra.

Abbiamo posto qualche domanda sull’argomento alle prime “fenici” e abbiamo notato per l’appunto come la volontà di far appendere gli scarpini al chiodo al loro primo personaggio sia dettata da ragioni differenti per ognuno di loro.
Paolo Bianchi, difensore del Fublet, ci spiega come la scelta del ritiro sia maturata già due stagioni fa. È stata pianificata per lui ma anche per gli altri giocatori biancoverdi. Quando gli abbiamo chiesto se non ne valesse la pena di aspettare un’altra annata per guadagnare 10 punti potenziale, ci ha risposto che “La decisione è stata presa per un mero e poco poetico calcolo matematico. Dalla mia creazione ad oggi ho investito sul giocatore circa 15 punti di CA. Di questi, circa otto sono andati persi per un decadimento legato all’età. Facendo un rapido calcolo ho quindi preferito adottare la scelta del regen immediato. Discorso diverso è stato fatto per altri giocatori in rosa, per esempio Carfì, che stanno ancora crescendo di anno in anno. Vi svelo un segreto, – continua il presidente della Lega Serie A – nel Fublet abbiamo un file che monitora ogni giocatore in rosa dal suo ingresso alla sua cessione e viene aggiornato a cadenza semestrale. Fublet Lab lo utilizziamo sia come strumento di pianificazione che di controllo consentendoci di far scegliere ad ogni giocatore sia il proprio allenamento personalizzato in game che gli attributi migliori per lui da potenziare di anno in anno.”
Gli abbiamo infine domandato su che cosa si focalizzerà il primo potenziamento del suo regen, se prevalentemente sulla CA di base o su ulteriore PA. “In prima istanza sicuramente sulle skill. Ho un bel gruzzoletto da spendere immediatamente per colmare il gap tra la CA di creazione e la PA arrivando, secondo i calcoli, a 110 circa di CA. E per un 16enne con PA 175 dovrebbe essere un ottimo input iniziale. Poi nel tempo vedrò mano mano cosa sarà più corretto fare. Diciamo che potendo lavorare da subito su un giocatore ad inizio carriera mi piacerebbe assomigliare, da adulto, a un Nesta o Maldini, poca roba insomma (ride, ndr)”.
“Alla fine – conclude Paolo – il bello del progetto secondo me è proprio questo: pensare di poter diventare come uno dei tuoi idoli e, un giorno, fare la differenza in campo sia in nazionale che nel club. Ecco, parlando di Nazionale l’unico cruccio è stato proprio quello di utilizzare il regen nell’anno degli Europei. Però parlando anche con il CT De Donatis, che ringrazio, abbiamo convenuto che, sebbene sarei potuto servire, forse era meglio far diventare il mio “cactus” un bellissimo fiore negli anni…”

Diversi, invece, i pensieri di Donato Sodano, altra figura di rilievo del Progetto che ad inizio Stagione 5 si vedrà trasformato in un fresco 16enne.
“La mia scheda – confessa – in FM 17 era uscita difettosa; non cresceva ma anzi calava, e l’unico potenziamento era stato mentale quando gli admin hanno aggiustato i calciatori di S1 e S2 venuti al mondo con una CA troppo bassa. Passati al 19 la scheda era buona ma non incideva ancora come volevo. L’ultimo anno ho anche fatto bene, ma sono retrocesso col Genoa e viste le situazioni che si sono create e volendo rimanere coi Grifoni, non avevo intenzione di “sprecare” i miei potenziamenti su una scheda vecchia, ma ho preferito ripartire da capo.”
Quando gli abbiamo fatto notare che, visto il livello leggermente inferiore della Serie B, il suo calciatore avrebbe potuto fare un altro anno di buon livello guadagnando così il bonus di 10 PA, ci ha risposto con un secco “No, non ero certo che la scheda di un 34enne avrebbe reso al meglio e avrò già un potenziale di 170/180 (a seconda dei potenziamenti). Penso possa bastare.
Donato che, nonostante la retrocessione, ha sempre più a cuore il Genoa e vuole rinnovare il suo calciatore nel migliore dei modi per contribuire alla causa dei rossoblu.

Ringraziando i due utenti per i loro interventi, confermiamo ulteriormente come siano molteplici i fattori che possono entrare nei meccanismi di questa delicata decisione. Un ultimo termine di valutazione di cui ancora non abbiamo parlato è rappresentato dalla presenza o meno di un’affiliata; è notizia recente l’introduzione della regola che permette a chi può ritirarsi, di farlo e rinascere nella squadra satellite. Questo, che poi è ciò che hanno deciso di fare Bianchi e il suo compagno di squadra Leonardi col Catanzaro, permette ad un regen inizialmente non troppo competitivo di sviluppare i suoi progressi in un campionato di livello più tranquillo come quello di Serie C.

Insomma, cari “vecchietti”, non sarà semplice capire quando appendere gli scarpini al chiodo; con questo articolo speriamo di avervi fornito tutto ciò che dovete sapere in merito, e sarà interessante vedere le scelte di ogni giocatore e le logiche dietro ad esse.

I tre pilastri de L’Aquila

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo i tre pilastri della società L’Aquila, che milita nella Serie C/C PG. Alessandro Panzini, colosso del centrocampo e capitano, Stefano Romano, stopper vecchio stile e Luca Terzi, freccia sulla fascia sinistra.

Giornalista: Buongiorno Signori e grazie di avermi concesso questa intervista. Siete stati tre pedine fondamentali nello scacchiere del Mister Matteo Marinoni, la scorsa stagione, che effetto fa essere importanti per una squadra, nonostante sia di Serie C?

Romano: È una cosa molto bella e motivante. Giocare per una squadra come L’Aquila ed essere titolare è veramente un’ottima occasione e un’ottima rampa di lancio per palcoscenici più importanti.
Terzi: Nel mio caso, ha dato molte soddisfazioni, ma allo stesso tempo mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca, perché durante la parte centrale della stagione il mister non mi usava quasi mai e penso che se lo avesse fatto, i risultati sarebbero stati molto diversi.
Panzini: Come ha detto Stefano è stato molto bello, ci ha fatto crescere su molti punti di vista e sicuramente ci dà la convinzione che l’anno prossimo potremo essere protagonisti di qualcosa di importante per la squadra.

Giornalista: Ovviamente c’è un po’ di delusione per l’epilogo della stagione, quali sono le vostre impressioni per la prossima?

Panzini: Beh la delusione c’è sicuramente anche se nessuno pensava a una stagione così alla prima in Serie C, siamo partiti bene e poi ci siamo persi. Per la prossima stagione sicuramente abbiamo più esperienza, dispiace per chi ci ha lasciato ma sono sicuro che chi prenderà il loro posto avrà la voglia di fare ancora meglio.
Terzi: Delusione fino ad un certo punto. Non siamo riusciti nell’impresa di battere una squadra come l’Udinese, nettamente superiore a noi, ma comunque nelle ultime giornate non siamo stati brillanti come prima.
Romano: Come hanno detto prima di me, delusione per com’e andata la stagione si, però a livello di singoli abbiamo dimostrato di valere molto, ed essendo un gruppo compatto si può solo migliorare.

Giornalista: Mi sembra di capire che il gruppo sia molto unito e attivo! Che aria si respira nello spogliatoio?

Terzi: Quale spogliatoio? Abbiamo venduto tutti ahahahah. Comunque, ora come ora siamo i più esperti del gruppo, e dovremo essere bravi a far integrare i nuovi arrivi.
Panzini: Un’aria pesante dovuta alle ascelle di Stefano romano ahahahah. Dai, scherzi a parte, siamo un bel gruppo, ci si diverte e si ha voglia di migliorare insieme.
Romano: Concordo con Panzo, tra le mie ascelle e i suoi fritti è un casino ahahahah.

Giornalista: Devo dire che l’entusiasmo e l’affiatamento non vi manca! Un’ultima domanda, avete un messaggio per chi vi affronterà in futuro?

Terzi: Penso di parlare a nome di tutti, quando dico che venderemo cara la pelle in ogni singola partita!
Panzini: Beh, un messaggio vero e proprio no, ma sicuramente che quest’anno non avremo paura di nessuno e daremo il massimo per raggiungere il nostro obiettivo.
Romano: Tralasciando quello che dicono loro, che condivido al 100%, dico agli avversari di stare allerta, che 8 gol a partita non li prendo più, e le caviglie partiranno piuttosto ahahahah.

Giornalista: Grazie del vostro tempo e buona fortuna per l’imminente stagione!

Articolo di Alfredo Aloi

Le interviste impossibili – Leonardo Driussi

Quest’oggi intervisteremo Leonardo Driussi, terzino sinistro di casa Frosinone, di rientro nel progetto dopo un ban ad inizio stagione.

Buongiorno signor Driussi, bentornato all’interno del progetto. Quant’era la voglia di tornare attivo? Quali sensazioni ha provato in questi mesi di allontanamento forzato? Ha mai pensato di mollare definitivamente il progetto? 

Buongiorno a lei signor Ivaldi, grazie mille per il bentornato e per avermi concesso quest’intervista. La voglia di tornare attivo era tanta, ogni volta chiedevo ai miei compagni di squadra quanto mancasse al mio rientro e nell’ultima live ho fatto una sorta di countdown. Per quanto riguarda le sensazioni, innanzitutto grande delusione, ma anche tanta voglia di ripartire (con annessa determinazione). Eh sì, all’inizio ho pensato di lasciare definitivamente il progetto, anzi, ci ho pensato un bel po’ di volte, ma per fortuna ho avuto il supporto dei miei compagni al Frosinone ed anche degli ex “colleghi” della Casertana.

Non ci occuperemo delle ragioni del ban, che preferiamo rimangano private. Possiamo però dire che è stato causato dalla sua attività di mister sulla panchina del Livorno, squadra che poi non ha più potuto allenare. Vorrebbe tornare a sedersi su quella panchina, per poter riprendere il percorso interrotto, o preferirebbe buttarsi in una nuova avventura alla guida di qualche squadra differente?

Durante questa prima stagione di rientro, la S5, dovrò scontare una squalifica che durerà fino alla S6 nei ruoli di staff (allenatore e DS). La S7 è ancora molto lontana, ma sicuramente mi piacerebbe tornare ad allenare. Per quanto riguarda il Livorno, c’è prima di tutto da capire se riusciranno a tornare in Serie B (credo di meritarmi questa competizione, il poco che ho fatto non è stato male). Penso comunque che non tornerò a Livorno, temo di non essere molto accettato, ed inoltre ho notato un po’ di confusione all’interno della società. Lungi da me far polemiche, anzi, auguro a loro il meglio per il futuro, ma in caso di una nuova offerta, declinerò gentilmente (tra l’altro non credo molto nelle minestre riscaldate).

La sua squalifica ha condizionato anche la sua attività da calciatore: non potendo più essere schierato, se non da depotenziato, ha fatto mancare il suo prezioso contributo al Frosinone, la sua squadra. Ciò può aver influito sulla mancata promozione di quest’ultima, che ha perso in finale playoff contro il Benevento? Con lei in campo il mister Antonucci avrebbe sicuramente avuto una freccia in più al suo arco. Lei pensa che per l’anno prossimo la squadra sia matura per centrare la promozione diretta?

Sì, l’ho pensato molte volte, con me disponibile avremmo centrato la promozione in A, ne sono quasi sicuro. Credo di essere un ottimo giocatore ed avrei potuto fare la differenza. Inoltre, senza il mio ban, il mister Antonucci avrebbe potuto far riposare i suoi terzini titolari, senza che questi fossero costretti ogni volta a finire la partita attaccati alla bombola dell’ossigeno; di questo me ne dispiaccio. Inoltre credo che la squadra la prossima stagione debba assolutamente centrare la promozione diretta (magari con la vittoria del campionato). In caso contrario ci dovremmo fare due domande, anche perché la squadra è già ottima e con qualche innesto di livello, potremmo essere la favorita numero 1.

Quanto è stato importante per lei sapere che, una volta finita la squalifica, ci sarebbe stato di nuovo un posto assicurato in squadra? I suoi compagni l’hanno aiutata a superare questo momento difficile?

Mi ha fatto sicuramente piacere, sono molto felice di ciò. Inoltre, la squadra mi è stata sempre vicino, a partire dal presidente Cioè, passando dal DS Castagnoli, senza dimenticarci di mister Antonucci o dei miei compagni di squadra: lei, Guzzi, Generale, Sanna, Iacona e Fedeli. Ho citato solo i principali, ma dovrei citare tutta la squadra, grazie mille veramente a tutti, senza di voi probabilmente non sarei più nel progetto. In più, vi prometto che l’anno prossimo saliremo, tutti insieme, lottando come leoni. Vorrei inoltre ringraziare anche i miei ex compagni della Casertana, principalmente i presidenti: i fratelli Fulco, Maiorano e Vitolo, con una nota di merito anche a Marco Conti, il DS Moricca, Roberto Saba, Mannarella, Favenza e Bazzani. Anche qui, in generale, ringrazio tutta la squadra.

Gira voce, tra noi addetti ai lavori, di un suo interessamento ad acquistare una società di serie C per la prossima stagione; quanto c’è di vero in questa notizia? Che squadra avrebbe intenzione di comprare? Ha intenzione di appoggiarsi a dei soci per l’acquisto?

Confermo questa voce, ho l’intenzione di acquistare una società di Serie C. Preferisco non svelare la squadra, anche perché ci sono stati dei problemi, troppo lunghi da spiegare. E sì, comprerò la società con un altro socio, Alessandro Calchi. Inoltre, abbiamo già un Marketing Manager, un allenatore ed un vice-allenatore. Manca solo il DS. Magari lei sa qualcosa in più sulla questione allenatore (ammicca sorridendo, ndr).

Articolo di Emilio Ivaldi

Le interviste impossibili – Giorgio Alfonso Sciubba

Ai microfoni di Devil Project, per la rubrica Le Interviste Impossibili, abbiamo il piacere di intervistare Giorgio Alfonso Sciubba, difensore centrale dell’Udinese. 

Buongiorno signor Sciubba, cominciamo l’intervista parlando delle recenti novità in casa Udinese. In una precedente intervista abbiamo parlato col suo nuovo presidente, Riccardo Rex, riguardo il presente e il futuro della sua squadra. Che impressione le ha fatto il nuovo presidente? Come si è presentato alla squadra?

Rex ha le idee chiare fin da subito, vuole principalmente un gruppo che si diverta . Spero che con lui l’Udinese torni nelle posizioni che merita, fa male vederla così. 

Purtroppo l’Udinese non è riuscita a vincere i playoff, venendo battuta al 2º turno dalla Casertana; immagino la grande delusione sia tra voi giocatori che tra la dirigenza. Cosa non ha funzionato in quella partita secondo lei?

Abbiamo avuto problemi sia all’andata che al ritorno, sicuramente il cambio allenatore ha influito (e anche qualche infortunio). Non ci porta fortuna cambiare allenatore prima dei playoff o dei playout, mi riferisco alla S3. 

Per la stagione che comincerà ormai a breve, quali sono gli obiettivi della squadra? Crede che potrà puntare alla promozione diretta vincendo il girone o dovrà di nuovo passare per i playoff come quest’anno? Il suo presidente aveva dichiarato ai nostri microfoni di voler puntare a vincere una coppa al primo anno di presidenza, lei pensa possa essere fattibile?

L’Udinese punta sempre alla promozione diretta, è una società ambiziosa, e l’allenatore mi ha fatto una buona impressione. Vincere una coppa è difficile soprattutto alla prima stagione, pero la coppa di C si può portare a casa…

Per quanto riguarda invece l’aspetto più personale, cosa si aspetta dalla prossima stagione, che traguardi intende raggiungere?

Voglio fare più di un gol (ride,ndr), comunque punto ad essere più attivo e di entrare nelle posizioni più alte della classifica live, e far parte della squadra dell’anno.

Parliamo adesso di calciomercato: diverse squadre sono interessate a lei per puntellare le loro difese. Intende quantomeno ascoltare le offerte che le perverranno oppure rimarrà fino al termine del suo contratto ad Udine?

A malincuore, non sarò ad Udine il prossimo anno, sto sentendo tutte le offerte che mi sono arrivate, hanno tutti progetti interessanti, sono molto indeciso, non so cosa fare. Rex mi ha fatto un’ottima offerta per andare all’Ancona, ma anche le altre quattro squadre hanno fatto buone proposte.

Se le venisse offerto un posto in una squadra di serie A e lei accettasse, vorrebbe ricevere una convocazione in nazionale? Si sentirebbe già pronto per un passo così importante?

Quando sarà si vedrà, andare in nazionale alla prima stagione di A è una grande soddisfazione, indossare la maglia della nazionale è un motivo d’orgoglio.

Oltre ad essere un giocatore dell’Udinese, lei ha anche una carriera da DS, attualmente all’Akragas, ed è inoltre presidente della Sambenedettese. Quali sono i progetti futuri per queste due società?

All’Akragas il presidente Di Gaetano è molto ambizioso, vogliamo allestire una squadra che possa raggiungere gli obiettivi. Alla Samb veniamo da una stagione buona, ora bisogna pensare in grande, voglio prendere una punta forte, un terzino (e centrocampista) sinistro e un portiere di buon livello. 

Vorrebbe un giorno cimentarsi anche nella professione di allenatore o si sente soddisfatto dei ruoli che sta già ricoprendo? Se prendesse il patentino, c’è una squadra in particolare che vorrebbe allenare?

Non ne sono sicuro, troppe responsabilità, e dovrei trovare il tempo per provare le tattiche; forse in un futuro, ma non così prossimo. Sicuramente inizierei da una squadra di C, ma per ora mi piace molto fare il DS, anche se snervante.

Articolo di Emilio Ivaldi


Le bombe di Toro San

La Juventus attivissima sul mercato in entrata e in uscita, Luca Brian Santoro avrebbe accettato la richiesta di Luca Amadori di essere ceduto al Cesena.
Pare infatti che il mister Serafini gli abbia promesso la fascia da capitano e di farne la bandiera della squadra.
Ma quando sembrava tutto fatto, un altro club si è inserito nella trattativa per strappare il giocatore bianconero ai rivali del Cesena, la Spal, altra meta gradita dallo stesso Amadori, disposta a fare follie per accaparrarsi le sue prestazioni.

Sempre la Juventus ha ricevuto un’offerta per Gallorini dal Pisa, meta gradita al giocatore ma la Juventus pare abbia bloccato il trasferimento.

Gallorini in love

Clamoroso scambio tra Torino e Progetto Gaming.
Le ultime indiscrezioni danno per fatto infatti il passaggio di Calcagno al Torino e Conte al PG.

La Torres ha un solo nome per puntare alla promozione diretta nella prossima stagione: Giacomo Sedda.
I rapporti col giocatore sono già avviati da tempo ma per ora siamo ancora all’inizio della trattativa.

Francesco Pappalardo è l’oggetto pregiato del mercato per la prossima stagione,infatti,moltissimi club di serie A si sono fiondati su di lui e i telefoni del DS del Vicenza, Saladino, sono impazziti da una settimana a questa parte.Il Palermo, meta graditissima al giocatore, pare abbia fatto un sondaggio per il portierone catanese.

L’Inter di Alberto De Donatis attivissima sul mercato,infatti, sembra ormai questione di ore il passaggio di Angela Iadicicco nella seconda squadra di Milano. La meta pare molto gradita alla giocatrice che ha sempre dichiarato amore per i nero-azzurri.