Il tris d’assi dell’Asylum!

Progetto X ha l’onore di intervistare un modello per il Progetto: la Triestina Asylum, gestita dai notissimi Daniele #Fulcout, Yuri asdasd Monti e Mariano “sistemateiconti” Pizzuti. Raccontateci come è strutturata la dirigenza della società più pazza del Progetto.

Pizzuti: La ringraziamo per la preferenza accordataci. Diciamo che tutto nasce da uno stalker di nome Clownz che dopo avermi fatto conoscere il gioco ha avuto la brillante idea di voler comprare una società: la suddivisione dei ruoli è stata alquanto naturale, avendo ognuno una passione per un ruolo diverso. Sul termine pazzi lo prendo come un complimento, ma credo che sfasati sia il termine corretto.

Fulco: Della presidenza sono il più recente. Ciò che mi ha spinto ad essere prima allenatore e poi anche presidente della Triestina, è la passione e la dedizione che mettono sia il Clownz sia la Volpe nel gioco: ruolano, si divertono, fanno le teste di cazzo ma con un’organizzazione ben chiara e decisa. Tutto è studiato nel minimo dettaglio: i risultati in campo e non, parlano più di qualunque intervista e/o dichiarazione.

Clownz: Sciao Progetto X! L’Asylum nasce da una mia idea: quella di lasciar libero sfogo ai giocatori che vengono da noi possono fare finta di essere dei detenuti con problemi psichiatrici, ma se non vogliono “ruolare” possono giocare normalmente. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza uno dei miei migliori amici (Pizzuti): lui è la parte matematica, che mi aiuta a trasformare i miei pensieri colorati in cose reali. Ora insieme a noi c’è un terzo presidente (Daniele Fulco), che ci aiuta sul mercato e gestisce (insieme a me) la parte tattica della squadra. Una piccola menzione vorrei farla anche al nostro vicepresidente Stefano Mattacola in arte Mazzancolla, che forse un giorno prenderà la mia maschera.

Bene quindi di base la società è strutturata da Pizzuti capo indiscusso delle casse, nel caso qualche caso patologico grave non decida di scassinare il fortino dell’Asylum per acquistare nuovi psicofarmaci, il buon Clownz decide quali farmac…ehm giocatori scegliere e come gestire le carcer…ehm le stanze dove abitano i vostri giocatori, in collaborazione con mister Fulco che riesce a far giocare la squadra in maniera eccellente, non si sa con quali capacità.  La rosa come è stata costruita stagione scorsa? Cioè, qual è stato il processo di selezione dei giocatori che tutt’oggi, correggetemi se sbaglio, formano lo zoccolo duro della rosa?

Clownz: Faccio una piccola premessa: io sono stato in tutti i giochi a cui ho giocato capoclan o capogilda. Bene. Lo zoccolo duro dell’Asylum è formato dai membri di alcune mei vecchie gilde e alcuni di essi sono anche miei amici nella realtà, altri sono amici di queste persone. Mentre con pochi altri è stata fortuna: cito ad esempio Amir Gharaba, che si è integrato alla grande con lo spirito della Triestina ma che abbiamo preso come nuovo utente. Poi ora è arrivato anche il nostro Zlatan Di Gaetano, che sembra essere nato per giocare con noi. Per quanto riguarda la selezione dello staff invece ho scelto persone stra-attive che potessero aiutarci, ed ecco perché i due marketing manager Luca Brian Santoro e Stefano Mattacola: la chat staff e quasi più attiva della chat squadra.

…spunta un Fulco selvatico: “E poi un allenatore come me, un fenomeno assoluto!”

Quindi un gruppo in larga parte conosciuto. A volte però portare amici non sempre porta ad avere un gruppo attivo o più attivo: il fatto di portare amici, suppongo già abituati ai GDR può aver aiutato? E se sì, quanto?

Pizzuti: Portare amici (se con la stessa passione) aiuta moltissimo dal mio punto di vista, poiché il fine e l’obiettivo sono comuni. E con questi già si sa come relazionarsi, poiché il problema più grande dei GDR è il relazionarsi con persone mai viste e conosciute.

Clownz: Beh, avere un gruppo che si conosce e che pensa più alla squadra che al suo singolo giocatore non può essere altro che un bene… non crede?

La squadra si trova terza in campionato dietro a delle armate come Pordenone e un’insospettabile Longobarda Cuneo. L’obiettivo immagino sia quello della promozione diretta, per non rischiare il terno al lotto dei Play off immagino.

Pizzuti: Il nostro obiettivo è la conquista del mondo, passando per la promozione in B diretta, sperando che sto #fulcout continui nel suo ottimo lavoro.

Fulco: Per ora è un ottimo campionato quello triestino, ma per le considerazioni finali aspetteremo la fine del campionato. Ogni partita è come una finale e come tale bisogna approcciarle. Guai però a darci dei Di Gaetano-dipendenti, sarebbe come sminuire gli altri giocatori e il lavoro eccellente di Yuri e Mariano prima ancora che entrassi a far parte dello staff Asylum.

Clownz: Io ho chiesto al mister 2 cose: quest’anno minimo quinto posto; prossimo anno, se non saliamo ora, la B diretta. Abbiamo un bel progetto ma devono arrivare i giusti risultati!

Pensate che la classifica attuale possa avere scossoni di sorta, o le squadre nelle prime quattro posizioni dovrebbero restare le stesse?

Fulco: La Serie C, ad eccezion fatta del girone C dove la Torres sicuramente vincerà il campionato, è ostica e piena di insidie. La matematica non condanna e non premia nessuno; penso a metà girone di ritorno potremmo tirare le somme. La Triestina farà di tutto per confermarsi ai vertici del girone A e su questo sono pronto a mettere Mariano sul fuoco.

Pizzuti: Il bello del calcio è la sua imprevedibilità, se a questo aggiungiamo che è composto da umani (e quindi imprevedibili già di loro) nulla è scontato. Noi ce la metteremo tutta per vincere e continuare ad essere fuori di testa, poi a fine campionato vedremo i risultati.

Una classifica speciale dove la Triestina primeggia è quella live: schiacciasassi ogni mese nella Top delle squadre. Facendo dei calcoli molto semplici, assumo che 15 giocatori vostri siano in top 15. Faccio la media del punteggio del numero 1 e 100 della top live di questo mese: 418 e 332 punti, e facendoci la media aritmetica risulta 375 punti di media. Moltiplicando 375 per il numero dei calciatori, il risultato da 5.625. Il punteggio della Triestina di questo mese è 6546 (dati FulcoAdminStats). La prima domanda è: quanti infiltrati alla festa ci sono?

Pizzuti: Poiché il calcolo medio non è fattibile perché le spiego che i primi 4 sono: Canemalato80 (Daniele Adanti), Nadir, io e il capitano, quindi già superiamo nettamente la media voto. Alle nostre feste si aggiungono poi: il Clownz, Elena del Crema, mia collega di lavoro. Quindi a questa serva dovremmo dare qualche ripetizione, la porti all’Asylum che abbiamo una sezione dedicata ai ca…lcoli. Però, le porte dell’Asylum sono aperte a tutti, probabilmente ci trovano simpatici e di compagnia. Noi vogliamo risultare cattivi, ma in realtà credo che siamo tra i più buoni e disponibili del progetto, questo ci porta sicuramente ad essere ben voluti e conosciuti all’interno dello stesso, di conseguenza in quei giocatori più vicini a noi è quasi scontato il supporto alla nostra squadra.

Clownz: Più di quelli che immagina! Dovreste fare un sondaggio nelle squadre e magari scoprirete che qualcuno ha sentito il lieve sussurro dell’Asylum… Ma se proprio vuole saperlo abbiamo almeno 8 top 100 altri poco sotto, più il Clownz, Pizzuti, Fulco jr., Mattacola (tutti top 100) e almeno altri 4 esterni top 100. I calcoli li lascio a voi asdasdasd.

La mia risposta con un’altra riflessione si è fatta attendere parecchio, motivo per cui il dottor Pizzuti mi ha punzecchiato con un “credo ci abbia abbandonato per i conti”, prontamente risposto dal sottoscritto con un “dottor Pizzuti, vi sto leggendo e stavo finendo il mio paper. I numeri piacciono a me quanto a lei. Non ho sbagliato i conti, se legge bene la mia riflessione”, seguito da un amorevole “Sentivo già la sua mancanza”.

I calcoli medi sono stati fatti volutamente, per capire chi si è aggiunto alla festa dottor Pizzuti, giusto per stanare le talpe, senza offendere o attaccare nessuno, e portare avanti il discorso in una direzione voluta: la strategia delle varie società sull’utilizzo del comando fan durante le live. Mi spiego meglio: di base il ragionamento che ho sempre fatto personalmente, e che quindi non deve essere la Bibbia ovviamente, ma solo una visione sull’utilizzo dello strumento, è quello per cui la squadra per cui gioco deve ricevere il massimo supporto in quanto, essendo i soldi della classifica fan, cash puliti che andranno nelle casse della società, che li utilizzerà per i fini della squadra e quindi stipendi più alti o rimanenze in cassa per qualche acquisto, magari con la possibilità di puntare anche a qualche giocatore di livello.

Ci sono società, con affiliate (non fate parte di questo caso) che alternano il comando fan tra squadra madre e squadra affiliata, al fine di beneficiarne entrambe le società; sempre nel caso di società madre e affiliata c’è chi usa l’affiliata come ulteriore bacino per migliorare le casse della squadra madre. Infine, ci sono le società che sanno di non arrivare in top20 squadre e danno libero arbitrio o consigliano di tifare squadre amiche. Voi già senza i giocatori esterni, arrivereste tranquillamente in top20 squadra: il pensare ad un progetto, in questo caso, viene prima di sé stessi o della squadra in cui si gioca nel vostro caso?

Riferendomi a signor Pizzuti chiudo: “la riflessione è articolata come vede dottore, non volevo scrivere castronerie, e penso di non averne scritte nemmeno prima”

Pizzuti: In merito a quanto da lei sopra riportato apre un dibattito probabilmente più grande di noi, per il semplice fatto che ognuno di noi ha diversi ruoli all’interno del progetto. Di conseguenza bisognerebbe partire dalla seguente considerazione: essendo un gioco di Ruolo spesso non si può essere giocatore e presidente della stessa squadra. Chi fa il presidente (e di conseguenza pagando con soldi reali) tende a portare i voti alla propria squadra di proprietà per cercare di portare più in alto possibile il proprio investimento (che ricordiamo non genera ritorno economico ma semplice divertimento ludico con altre persone). Per quanto riguarda la nostra squadra tra i top20 deriva dal fatto che veniamo tutti da GDR e quindi sappiamo un pochino come muoverci.

In più il gioco in sé porta ad avere rapporti interpersonali come le persone, di conseguenza queste avranno sempre vantaggio sulla logica del gioco. Vincolare un giocatore a tifare la propria squadra potrebbe portare a svalutare il GDR in sé.

Clownz: Assolutamente sì, il progetto Asylum viene prima di qualsiasi cosa al momento: è il nostro giocattolo e non vogliamo che si rompa facilmente. Ci dedichiamo tempo e ci mettiamo passione, lo stesso che probabilmente fanno tutti i presidenti di ogni squadra (ma ne dubito fortemente asdasd) quindi perché io dovrei dare il mio voto alla squadra dove gioco? Non è mica il mio sogno, è il sogno di un altro. E io voglio diventare un INCUBO! E poi cosa dovrebbe pensare un mio calciatore, vedendo che il suo presidente non mette il fan alla squadra? Il buon esempio signor Deidda… Il buon ESEMPIO!

Rispondo al dottor Pizzuti ed al Clownz che hanno portato una visione del modo di gestire questa dinamica, che è diversa dal mio modo di agire come Presidente di una squadra e giocatore in un’altra (anche se sono stato Presidente per due stagioni, ne sono diventato capitano in questa ed è come se fossi ancora Presidente della stessa): è un ragionamento condivisibile e davvero apprezzabile dire “diamo l’esempio noi Presidenti a mettere il !fan nella squadra su cui noi spendiamo e sul progetto su cui noi crediamo.

Penso che non sia meno nobile comunque voler aiutare a dare il proprio contributo alla squadra dove si gioca per permettere alla stessa di avere un possibile ritorno economico (nel gioco si intende) perché si crede nel progetto della squadra, ma anche perché l’esborso economico resta principalmente (almeno io la vedo così), un modo per finanziare ed aiutare nel nostro piccolo Progetto Gaming nel crescere, espandersi e diventare una realtà di tutto rispetto, quindi io preferisco che i miei giocatori si “facciano da sé”, senza aiuti dall’esterno di punti live che farei guadagnare facilmente per far scalare la squadra che gestisco. Così faccio io, così fanno tutti i giocatori che sono Presidenti altrove o Presidenti che sono giocatori da noi (faccio l’esempio di Gallo al PG, ma presidente di Lucchese ed Ascoli, o Benedetti alla Lucchese e Presidente del Torino).

Ciò non toglie, sia chiaro e ripeto, che il comando fan è giustamente utilizzabile come meglio si crede, come fanno diversi che aiutano e tifano una delle squadre più organizzate del Progetto come voi dell’Asylum, come sono certo faranno altri singoli o piccole squadre che aiuteranno le “big” per scelta.

Clownz: Sono in disaccordo quasi totale. Non mi interessa minimamente la parte economica (ossia quello che spendo) ma a livello di gioco per me esiste solo l’Asylum: è il mio, nostro sogno. Ce lo coccoliamo come un bambino; ci spendo tempo. Mi sentirei sporco a votare per un’altra squadra.

Per quanto mi riguarda una volta che diventi presidente la squadra del tuo cuore non è quella per cui giochi ma è la tua squadra. Quella che gestisci come vuoi; quella che somiglia più a te. Il mio fan andrà sempre a Trieste! E aggiungo che un presidente che non mette il fan alla sua squadra forse dovrebbe pensare bene se davvero tiene più al suo gruppo o al tornaconto del suo calciatore. Personalmente sono disposto anche a scansarmi in classifica live per i miei se questo servisse (ma tanto mi superano lo stesso).

Pizzuti: Dottor Maurizio, le rimembro che i rapporti interpersonali e il feeling emotivo andranno sempre contro la logica, per il semplice motivo che esistono tante squadre ben organizzate (e quindi in classifica) ma anche squadre dove persone non si prendono caratterialmente e di conseguenza “obbligati” spesso a restare in quel team perché impossibilitati ad essere ceduti.

Come gioco di ruolo arbitrariamente nessuno può andare dove vuole, ma deve rispettare delle dinamiche e spesso si ha più rapporto con esterni che con la propria squadra.

Quindi in una logica razionale il suo discorso fila, ma emotivamente sono più legato alla Triestina, che pago, gestisco e “creo” il più possibile vicino al mio sogno; altrove sono un giocatore.

Fulco: Alla fine ognuno è libero di giocare come vuole ad un gioco, purché rispetti le regole presenti all’interno di esso. Penso che alla fine il giocatore che si cimenta in più ruoli già dovrebbe aiutare tutte le squadre nelle quali fa parte quindi che il fan vada alla squadra dove gioca o alla squadra che si allena è una decisione personale e, personalmente, essendo impegnato in doppio ruolo nella Triestina appoggio loro. L’Entella beneficia già di un giocatore che ogni anno si rafforza sempre di più e Milan e Casertana hanno il mio supporto da MM come coinvolgimento e attività.

Sta diventando più che una intervista uno scambio di opinioni, ma mi piace così e spero che piacerà anche ai lettori. Ripeto, capisco alla grande il vostro discorso, ma come voi avete la vostra empatia maggiormente nel progetto di cui siete Presidenti, c’è chi ha il cuore diviso a metà.

Io personalmente non sono mai stato solo un semplice giocatore del Torino, ma è un caso che a non tutti quelli che hanno una Presidenza in una squadra e sono giocatori in un’altra debbano fare scelte simili. Visioni diverse, ma per certi versi uguali. La mia verte apparentemente più sul mero risultato economico, ma ci sono diverse altre variabili che avete toccato e che implicitamente ho mie da sempre.

Clownz: Scambiare opinioni con lei mi diverte sempre molto, lo sa? Io vorrei aggiungere solo una cosa: anche io sono molto legato e grato alla mia squadra di club (la Lupa Roma), ma mentirei se dicessi di tenere alla Lupa più della Triestina. Però questa piccola aggiunta andava fatta. Loro sanno quanto ho creduto nel progetto Lupa, quanto io mi impegni per loro e a quante occasioni ho rinunciato, proprio per ripagarli della fiducia che loro hanno riposto in me e anche per ringraziarli di avermi fatto conoscere il progetto.

Ma ne siamo certi Clownz. D’altronde aver rifiutato tantissime offerte da diverse squadre durante il mercato estivo, basta e avanza a far capire quanto tenga al progetto della Lupa Roma.

Clownz: Il mercato invernale si avvicina, e noi stiamo cercando un bel difensore centrale a cui affidare la difesa, così da guidare i nostri giovani criminali. Quindi, cari difensori, siete avvertiti. E care società: non abbiate paura, cercateci!

Spero questa intervista, poi diventato più un dibattito, vi sia piaciuto. Ringraziamo Mariano, Daniele ed il Clownz per la piacevole chiacchierata avuta con noi. Alla prossima intervista!

“IO, INATTIVO CHE SON IO!”

Buongiorno cari lettori di Free Kick. Oggi ci ritroviamo per parlare di un tema caro a tanti, soprattutto a chi si occupa di B e C. Quello degli inattivi.

Progetto Football Manager (che da ora abbrevieremo con PFM) è un gioco di ruolo dove si ha il compito di far fede al nostro ruolo o, come dicono gli affezionati, bisogna “ruolare”. Cosa vuol dire? Significa – in breve – utilizzare il nostro personaggio in game come se esistesse davvero, come se in quel momento non stessimo parlando con i nostri “IO” reali ma tramite il nostro “eroe”, prendendo il termine da altri giochi di ruolo. L’esempio più lampante potrebbe essere quello di Dungeons & Dragons, probabilmente il role game più famoso al mondo. Come si sviluppa il gioco? Un Master crea la trama del gioco narrandola e gli eroi utilizzano i loro personaggi immedesimandosi in essi per portare a termine le varie missioni. PFM si comporta in maniera molto simile dove i Master sono gli Admin che organizzano la trama del gioco e provvedono a portare avanti le sedute – nel nostro caso – il lunedì e mercoledì sera. Noi eroi ci idestreggiano tra autogoal e goal dell’anno.

Per chi ancora avesse dei dubbi su come si diventi “inattivo” all’interno del Progetto ecco la risposta. Lo si diventa non facendo “almeno” un commento in qualsiasi post sul gruppone o gruppo squadra. Per molti è una regola banale, per altri invece, assolutamente no. Nell’ultimo mese abbiamo sentito molti degli inattivi segnalati sulle varie liste e tanti ci hanno risposto che si trattava di un errore di chi avesse controllato ma – in alcuni casi – era proprio questa loro dimenticanza ad averli fatti risultare come tali. Lo scrivere sui gruppi Whatsapp, Telegram o Messenger non conta ai fini dell’attività come più volte ribadito.

L’impressione che si è avuta leggendo le risposte che a mano a mano arrivavano da parte degli inattivi (oltre a chi si proclamava attivo) erano abbastanza emblematiche poiché si trattava palesemente di una mancanza sulla conoscenza di base del funzionamento del gioco di ruolo. Tanti vengono attirati come sirene dalla possibilità di diventare calciatori di Football Manager, gioco a cui tutti noi almeno una volta abbiamo giocato, o visto giocare dal vivo, senza però capire il vero senso di ciò a cui stanno andando a prendere parte. Partecipare a PFM significa farne parte in tutte le sue sfaccettature, leggasi attività, nei modi e nei tempi che la vita reale ci permette di fare.

Tanti utenti hanno risposto che il sopraggiungere di nuovi impegni nella vita quotidiana non permetteva loro di essere partecipi come in precedenza. Ma la maggior parte degli utenti inattivi, seppur abbiano lodato il Progetto, si sono sentiti sopraffatti dalla mole di “lavoro” che sia necessaria per poter far parte dello stesso. La credenza più comune era che, una volta creato il giocatore, ce ne potesse quasi dimenticare e che la partecipazione fosse quasi un di più che si poteva dare o meno. La causa di questa incomprensione? Forse poca chiarezza nella presentazione del Progetto da chi tira in mezzo nuovi utenti o semplicemente persone poco avvezze ai giochi di ruolo e quindi legati solo alla parte calcistica del gioco manageriale più conosciuto al mondo. Ma PFM non è solo un gioco, è una vera community che si prefigge come intento quello di avvicinare nuove persone al mondo dei giochi di ruolo.

Di suggerimenti ne sono arrivati tanti durante questi colloqui: chi suggerisce di aumentare i bonus ai neoiscritti per non farli sfigurare troppo con i veterani, chi propone di utilizzare un unico social per tutto poiché li usa per lavoro e relazioni personali ed avere tutto “intasato” anche con i gruppi squadra diventa troppo impegnativo; altri ancora si sono stufati del Progetto perché lo trovavano monotono, sempre troppo uguale. Un suggerimento che io personalmente ho trovato molto interessante, per quanto l’opinione dello scrivente possa essere di poca rilevanza, è quella di utilizzare i primi minuti delle live per parlare della Serie C, eleggendo i giocatori della settimana e premiandoli, dando così un minimo di visibilità a quei giocatori che non si vedono mai in diretta.

Quello che forse ad inizio “avventura” non viene spiegato ai neofiti è che la loro eventuale inattività o abbandono totale del Progetto non va solo a loro discapito, ma va soprattutto alle squadre che li hanno tesserati le quali si ritrovano così a dover pagare un giocatore che occupa uno slot che però sarà depotenziato. Come ovviare – dunque – a questo problema? Probabilmente i tutor, oltre ai Direttori Sportivi e Presidenti che portano avanti le trattative, dovrebbero affermarne maggiormente i diritti, ma soprattutto i doveri del giocatore all’interno del Progetto; così come le squadre ed i relativi Staff dovrebbero cercare di tenere il più alto possibile il morale della truppa. I modi ci sono: si può stimolare un giocatore con la creazione delle pagelle con relative immagini dopo le partite, qualcuno potrebbe avere il ruolo della gestione delle pagine delle squadre sui social, altri occuparsi di grafiche, stimolare le persone ad avere più ruoli nel Progetto o ancora avere un “reporter” personale all’interno della squadra che di tanto in tanto pubblica un resoconto degli allenamenti e delle partite. Insomma, creare dei novelli Pellegatti per ogni squadra del Progetto. L’essere staff non vuol dire solo allenare o fare il mercato, ma anche quello di creare un ambiente stimolante per chi deve stare all’interno di uno spogliatoio.

Amici, colleghi e utenti tutti di PFM, per forza di cose non ci sarà mai il cento per cento dei giocatori attivi. Ci sarà sempre qualcuno che per motivi di forza maggiore non potrà essere attivo come noi vorremmo; ma se tutti facessero uno sforzo in più, questo sarà ripagato in termini di attività. E un giocatore attivo in più significa uno spogliatoio brulicante di desiderio di giocare, che sarà motivo di crescita personale di chiunque farà parte di questo incredibile progetto chiamato Progetto Football Manager.

Scritto da Edoardo Pessano | Revisionato da Gad Hakimian

Welcome to Torino con Daniele Collano, Andrea Ciavarella ed Enrico Ferrara.

Buonasera e ben ritrovati su Free Kick. Quest’oggi ci spostiamo a Torino dove avremo il piacere di conoscere tre nuovi componenti della squadra granata: Daniele Collano, Andrea Ciavarella ed Enrico Ferrara.

Salve a tutti, io sono Francesco Avogaro giornalista di Free Kick. Iniziamo subito con le presentazioni.

[Collano]: Ciao sono Daniele Collano presidente del Parma e della Juve Stabia Warriors, presidente della lega di Serie C e fondatore del giornale Offside.

[Ciavarella e Ferrara]: Ciao!

Cosa vi ha spinto ad accettare il Torino, ci potete spiegare i motivi di questa scelta?

[Collano]: Questa è stata una scelta di amicizia, sopratutto per Terlati, un mio grande amico; poi riconosco che è una grandissima società, con tanti miei amici come Benedetti, Conte, Figoni e Sedda.

[Ciavarella]: Sono un grande amico di Conte e lo conosco pure di persona, prima di essere del Torino giocavo nella Fiorentina di Pusceddu D. e Iadicicco e poi adoro l’affiatamento del gruppo.

[Ferrara]: Sono al Torino grazie a Benedetti (per gli amici Benny), un mio amico ed ex compagno di classe. Ricordo che siamo entrati nello stesso anno nel Progetto, nella seconda stagione. Lui al contrario mio è sempre stato molto attivo, e per questo ora ha una bella scheda e ricopre ruoli importanti.

Raccontatemi i vostri obiettivi per questa stagione e qualche fun-fact.

[Collano]: Come obiettivo spero di far bene al Toro, spero di diventare un leader per questa squadra. Il gruppo è molto unito e questo mi aiuterà a crescere. Nel Progetto ci sono tanti episodi divertenti, raccontarne uno è difficile, però posso dire che con Gallarato succedono spesso episodi divertenti.

[Ciavarella]: La speranza è quella di rendermi utile al Torino, più di quello che ho fatto nella Fiorentina. Come detto qui il gruppo è molto solido e credo che sia facile raggiungere i nostri obiettivi insieme.

[Ferrara]: Il mio obiettivo è quello di rilanciarmi come giocatore, migliorando la mia scheda seguendo più le live ed il Progetto in generale. Ricopro il ruolo di terzino, sia destro che sinistro, e al Toro ho due pilastri come Sedda e Terlati davanti a me da dover superare. Spero di poter tornare utile alla squadra e al mister Sedda. Il fun-fact è che Benedetti è manesco, più che manesco non dosa la forza quando ti dà una pacca sulla spalla oppure ti stringe la mano in modo amichevole.

Secondo voi com’è il lavoro svolto dal mister Giacomo Sedda fino ad ora? Credete che sia sufficiente il suo operato per puntare in alto in classifica?

[Collano]: il lavoro di Sedda ha i suoi frutti, gestisce molto bene il Toro e la nazionale del Messico, è un grande allenatore. D’altro canto dobbiamo fare qualcosa in più, quindi gli darei un 7; farei giocare di più Collano se fossi in lui, dobbiamo puntare almeno all’Europa League, ci dobbiamo dare una svegliata.

[Ciavarella]: Sapeva che sarebbe stata una stagione con delle difficoltà e non lo ha mai nascosto, dopo un inizio traballante però ha saputo riprendere in mano la situazione. Credo che con le sue capacità, e con l’aiuto di tutti, si possa tranquillamente arrivare in una situazione di classifica che più compete al Torino. Eliminare Conte sarebbe un bel passo avanti.

[Ferrara]: In questo momento il Torino è in gran forma, e credo che Sedda ci possa portare ancora più in alto. Secondo me è un gran mister che riesce a far rendere al meglio tutti i giocatori della squadra, tranne Angela, lei è forte solo con De Donatis.

Termina qui l’intervista di presentazione dei tre nuovi ragazzi del Torino, per scoprire di più sull’universo granata continuate a leggere Free Kick.

Scritto da Francesco Avogaro | Revisionato da Gad Hakimian

Il politburo del Campobasso.

(Presidente: STEFANO STRANGES, Allenatore: RAOUL GUZZI, DS: FRANCESCO PAPPALARDO, MICHELE MINOPOLI, MM: STEFANO SANTORO)

Oggi sono tornato in quel del Molise, però stavolta l’ho fatto per intervistare i massimi componenti della squadra del Campobasso.

G: Sono felice di intervistare la dirigenza e l’allenatore del Campobasso. Innanzitutto, per chi ancora non vi conoscesse, presentatevi.

S. Stranges
: Buonasera a tutti io sono Stefano Stranges, sono presidente del Campobasso dalla stagione scorsa.
R. Guzzi: Piacere, sono Raoul Guzzi, allenatore del Frosinone e del Campobasso e MM del Carpi.
F. Pappalardo: Io sono Francesco Pappalardo e gioco per il Vicenza oltre ad essere il DS di Campobasso ed Empoli.
M. Minopoli: Salve sono Michele Minopoli, DS di questa magnifica squadra, arrivato nella seconda metà della scorsa stagione.
S. Santoro: Salve sono Stefano Santoro, il marketing manager del Campobasso, non che grande tifoso della squadra perché sono nato a Campobasso anche se vivo all’estero da 6 anni.

G: Domanda al presidente: come mai ha deciso di comprare una squadra in C? E, soprattutto, perché il Campobasso?

S. Stranges
: Volevo salvarla dal fallimento, essendo senza presidenza, e far felici la tifoseria e la città portando la squadra il più in alto possibile come ai fasti di un tempo. La scelta è ricaduta su di lei perché ho origini della provincia per lato materno.

G: Sempre al presidente: come mai la decisione di prendere due DS? E che cosa ti ha convinto a prendere Raoul Guzzi come allenatore e Stefano Santoro come MM?

S. Stranges
: All’inizio ho puntato su un giovane che mi ha molto colpito per la sua grinta e ambizione, Michele Minopoli, poi quando ho visto che Francesco Pappalardo si era liberato dall’Empoli a seguito della promozione in Serie B ho pensato di contattarlo per provare il colpaccio, certo che la sua esperienza avrebbe dato una grossa mano anche a Michele per crescere come DS; poi contavo sulla voglia di ripetersi di Francesco centrando la seconda promozione in B di fila dopo quella in terra toscana.

Non è stato difficile scegliere Raoul come tecnico: all’inizio, come è giusto che sia, ho aspettato quante più candidature possibili per poi studiarle dettagliatamente e poter scegliere il meglio per la squadra. Una volta ricevute e studiate tutte le candidature, non ci ho pensato su due volte prima di scegliere un allenatore giovane, talentuoso e ambizioso che veniva da un cocente esonero dal Como, il che mi ha spinto a maggior ragione ad optare su di lui perché sicuro della sua voglia di rivincita.

Stefano Santoro si era offerto di dare una mano alla squadra perché tifosissimo del Campobasso; alla fine abbiamo deciso di comune accordo di affidargli il reparto marketing, vista la sua esperienza, in modo che lui realizzasse il sogno di lavorare per la sua squadra del cuore e noi fossimo coperti nel migliore dei modi in quel ruolo comunque importante.

G: Voi che lo sapete meglio di me, che aria si respira all’interno della squadra?

S. Stranges
: Si respira un’aria familiare e a volte quasi goliardica. Ridiamo e scherziamo, ci prendiamo a volte in giro bonariamente, ma al tempo stesso ci aiutiamo e sosteniamo a vicenda nel momento del bisogno; poi siamo uniti dall’obiettivo comune di portare il Campobasso lontano. Abbiamo avuto qualche problemino interno che ha rischiato di minare l’ambiente ma per fortuna siamo riusciti a risolverlo prima che fosse troppo tardi.
R. Guzzi: Ambiente molto bello, tutti remano dalla stessa parte e i risultati si vedono. Mai una decisione messa in discussione, insomma per ora tutto bene.
F. Pappalardo: Credo sia un composto di idrogeno mischiato con gas vari, ma non vorrei dire una stronzata, non studio chimica. Comunque l’aria è positiva, i ragazzi si divertono e ci credono, memano che è un piacere.
M. Minopoli: Beh l’ambiente è uno dei migliori, se non il migliore, da quando la squadra/dirigenza ha preso forma. I ragazzi sono su di giri per le prestazioni in campionato che, si spera, ci porteranno il più in alto possibile.
S. Santoro: Dipende a che ora entri nello spogliatoio, dopo l’allenamento non si respira <ride>. Scherzi a parte, il gruppo è molto unito, come detto prima per ogni giocatore bisogna usare un approccio diverso, i giovani hanno più la testa calda mentre con i veterani l’approccio è diverso. L’unica cosa che mette tutti d’accordo è la birra!

G: Nell’ultima stagione la squadra non andava, anche perché è nata durante il corso della Serie C; mentre già all’inizio di questa stagione direi che sta andando bene, visto che già siete in zona play-off. Qual è il vostro obiettivo?

S. Stranges
: In realtà già l’anno scorso i ragazzi hanno fatto vedere di che pasta sono fatti, perché, pur essendo nata oltre il giro di boa la squadra, ed essendo arrivati ancora più tardi loro, sono riusciti a vincere quasi tutte le partite rimaste, perdendo o pareggiando solo contro top team come il Cagliari, che a fine stagione è salito in B e attualmente naviga nei piani alti della classifica, o la Lupa Roma, che ha sfiorato a sua volta la promozione, perdendola sul traguardo proprio a causa del pareggio con noi.

Grazie a quella strepitosa cavalcata abbiamo risalito la classifica dall’ultimo posto a zero punti fino a pochi passi dai play-off che, probabilmente con quel ritmo, avremmo potuto centrare se la squadra fosse nata prima. Ma è comunque servito, come accennava il mister, come stagione di passaggio per poi cominciare al meglio questa attuale con una rosa già amalgamata e affiatata, più quei tre innesti (i fratelli Pitorri e Fabriani) ad aggiungere esperienza e qualità (Filippo Pitorri e Federico Fabriani hanno esperienza in A e B).

I primi risultati, grazie anche all’ottimo lavoro del mister, si stanno vedendo a maggior dimostrazione di quanto di buono fatto anno scorso. L’obiettivo resta la promozione, diretta o tramite play-off.
R. Guzzi: L’obiettivo rimane la Serie B, probabilmente dovremmo arrivarci attraverso i play-off vista la forza della Torres su tutti ma anche delle altre squadre.
F. Pappalardo: Qual è l’obiettivo di chi porta giocatori da divisioni superiori? Scalare verso il successo!
M. Minopoli: La nostra posizione in classifica è frutto di un duro lavoro da parte di tutti, dal presidente ai giocatori. Il nostro obiettivo ovviamente è la promozione e faremo di tutto per raggiungerla.
S. Santoro: La squadra era sull’orlo della retrocessione, il presidente Stranges l’ha presa per i capelli a metà stagione, ha ingaggiato subito me e poi il DS e il Mister. Io da tifoso ho vestito anche i panni dell’osservatore e ho scoperto una delle nostre colonne portanti, il giovane Ferrigni che sta facendo veramente bene, soprattutto quando la butta nella porta giusta <sgomita il mister>; l’anno scorso era impossibile centrare i play-off, la rosa non era ancora completa e abbiamo faticato all’inizio, ma abbiamo finito subito a ridosso dei play-off, quest’anno grazie a buoni innesti stiamo facendo conoscere a tutti la forza dei sanniti!

G: Davanti a voi vi sono poche squadre, ma quella che spicca su tutte è senz’altro la Torres. Che cosa ne pensate della squadra sarda? Farete di tutto per gufarla oppure è troppo irraggiungibile per voi?

S. Stranges
: La Torres ha un’ottima dirigenza, un allenatore di talento e una rosa di grandissima qualità, e questo si vede dai risultati ottenuti già la scorsa stagione. Al momento sono ancora imbattuti a conferma dell’ottimo lavoro svolto da tutti, sarà tosta quando dovremo sfidarli ma come dico sempre: rispetto di tutti, paura di nessuno, perché siamo lupi e i lupi non temono nessuno.

Gufarli no, come non voglio che qualcuno dei nostri gufi gli avversari, perché come già detto prima, pur essendo nemici sul campo vanno comunque rispettati, anche perché spesso fuori dal campo sono grandi amici (come per me può essere ad esempio con Nicola Filippone, nemico sul campo nella gara col Locri, grande amico fuori dal campo e in real), solo sano agonismo e basta. È vero che sono ancora imbattuti ma il campionato è lungo.

Noi ci concentreremo partita su partita per fare quanti più punti possibile senza guardare gli avversari, poi a fine stagione si faranno i calcoli. Per me importante è regalare la promozione ai tifosi e alla città, visto che stagione scorsa è stato impossibile a causa delle tempistiche.
R. Guzzi: Ovviamente ci piacerebbe poterla raggiungere per accedere alla B senza passare dai play-off, ma è molto dura vista la loro forza. Complimenti a tutti loro!
F. Pappalardo: Personalmente una delle persone che più adoro all’interno del Progetto è Salvatore Grassadonia, una persona simpaticissima e con la quale ho sempre il piacere di conversare. L’ho conosciuto proprio in veste da DS, ritrovandomi a chiedergli mezza rosa e scoprendo che lì dentro son tutti amici strettissimi, li stimo!

Hanno costruito un gruppo spettacolare e unitissimo e ora si trovano dove meritano di stare, mannaggia a loro nel nostro stesso girone. Ma non potevano prendersi una squadra in un altro girone?
M. Minopoli: Sicuramente è una squadra fortissima che sta facendo molto bene e che, per ora, non sta perdendo punti per strada. Conosco anche dei giocatori che ne fanno parte e so che è un gruppo molto unito e compatto che sicuramente andrà lontano. Personalmente io spero sempre in un loro passo falso perché è l’unico modo di raggiungerli dato che sono infermabili attualmente.
S. Santoro: La Torres è un esempio per tutte le squadre di C, giocatori attivissimi che lottano da anni per passare di categoria, giocano insieme da tanto e il gruppo ha preso l’affiatamento giusto per puntare alla serie B diretta: non avrebbe senso gufarli. Io stesso ho detto ai giocatori di prendere esempio da loro.

G: Domanda ai due DS: voi due siete, come si può dire, le braccia del presidente. Come lo avete conosciuto? Perché avete accettato questo incarico?

F. Pappalardo
: Per un breve periodo sono stato libero dall’Empoli, mentre avveniva il cambio proprietario. Stefano mi ha cercato e mi ha proposto di lavorare per lui, e obiettivamente, come fai a dire di no a Stefano Stranges? È una delle più belle persone del progetto e tiene alle sue squadre come realmente nessuno!
M. Minopoli: Beh, innanzitutto ho conosciuto il presidente proprio per parlare di questo incarico, dato che mi ha scelto per dirigere questa squadra e, diciamo, ricostruirla dato che era ultima, senza tanti umani (o almeno umani attivi). Ho accettato questo incarico proprio per la “difficoltà” nel gestire una squadra così, per far diventare il Campobasso grande, e ovviamente ho accettato perché sapevo che c’era un presidente molto capace e intelligente e un Mister molto molto bravo che poteva sfruttare a pieno i giocatori che io e Francesco gli abbiamo messo a disposizione.

G: Sempre ai due DS: uno dei vostri compiti principali è, senz’altro, gestire i contratti dei giocatori, i loro stipendi e le varie clausole. La domanda è, in caso di possibile cessione di un vostro giocatore, sareste pronti a prenderne un altro oppure vorreste tenervi stretto lui?

F. Pappalardo
: Quello a cui punto è, ovviamente, una squadra solida, un gruppo unito. Da questo punto di vista è ovvio che preferirei tenerli tutti e non fare proprio mercato. Ma è necessario, è necessario vendere ed è necessario comprare. In particolare, non puoi pretendere che tutti si trovino bene tra loro, né tanto meno che in 15 persone non ce ne sia una sola che preferirebbe giocare in divisioni maggiori e vedersi più spesso in live. Quello che cerco io è sempre di fare contenti i giocatori, di farli divertire.
M. Minopoli: Dipende dal giocatore, se vuole restare e darà tutto per la maglia allora può restare, ma se devo tenere un giocatore controvoglia che non ha stimoli nella “mia” squadra allora meglio cederlo e monetizzare. In quel caso poi andrei a intervenire sul mercato cercando un giocatore migliore o almeno a pari livello.

G: Domanda al MM: tu, invece, ti occupi di tutta la parte di marketing della squadra; quindi post sulle partite, pagina del gruppo, ecc. Farai di tutto affinché la squadra sia riconosciuta all’interno del Progetto?

S. Santoro
: Io voglio valorizzare la città di Campobasso, la sua storia e la sua squadra quindi farò tutto il possibile per far conoscere questa squadra al progetto e attrarre nuovi fan e nuovi iscritti al progetto stesso. L’obiettivo è che il Campobasso diventi la squadra in cui tutti vogliono giocare.

G: Sempre al MM: inoltre, con questo ruolo che ricopri, tu sei il collante della squadra, visto che sai qual è la formazione, il punto di vista della società, ecc. Qual è il rapporto che tieni tra la dirigenza e i giocatori?

S. Santoro
: Io cerco di essere sempre l’amico di tutti, sapendo in anticipo le formazioni, grazie all’ottimo rapporto che ho sia con il Mister Guzzi che con il presidente Stranges, so già chi tra i giocatori esclusi si possa sentire demoralizzato dal fatto di fare panchina e sono sempre pronto a rinfrancarlo e spiegargli il perché non gioca che sia infortunio, affaticamento o semplice turnover.

Come detto con la dirigenza e col mister ho un gran bel rapporto, io e il presidente ci capiamo al volo, con Minopoli e Pappalardo parliamo di mercato e dei miei sogni da tifoso e marketing manager su chi vorrei vedere con questa gloriosa maglia, mentre col Mister parliamo di allenamenti, tattiche, strategie, rivediamo le partite per vedere cosa migliorare e lo aiuto a rinfrancare il morale dei ragazzi quando non va bene, il che succede molto raramente <ride>. Il tutto sempre davanti ad una bella birra Forst che non guasta mai.

G: Domanda all’allenatore: hai cominciato ad allenare il Campobasso dopo la piccola esperienza fatta al Como. Hai qualche rimpianto riguardo la squadra lombarda oppure sei felice di stare dove sei?

R. Guzzi
: Non ho alcun rimpianto riguardo Como, e sono molto felice al Campobasso del fantastico Stranges. Purtroppo, penso di essere stato esonerato in maniera troppo rapida, però questo è il calcio. Fortunatamente sono stato assunto poco dopo al Campobasso di Stranges e, posso dire, di essere molto soddisfatto, alla squadra chiedo solo più bonus.I bonus sono molto importanti per crescere come squadra e raggiungere gli obiettivi ambiziosi, per questo anche io spesso cerco di spronare i ragazzi. Per fortuna si vedono i primi miglioramenti, tenendo conto che il nuovo Campobasso è nato nel finale di stagione scorso quindi non c’è stato molto tempo per amalgamare la squadra e raggiungere i bonus.

G: Sempre all’allenatore: in questa stagione la squadra ha cominciato bene. Qual è il segreto?

R. Guzzi
: La parte finale della scorsa stagione abbiamo deciso di sfruttarla come transizione, quindi cercare di arrivare a 15 giocatori, spiegare bene ad ognuno il progetto e provare i vari moduli. Siamo partiti in questa stagione dando continuità al modulo scelto, e con 3 nuovi innesti. Diciamo che il segreto è la continuità. Diciamo che per ora i risultati sono ottimi (13 partite: 11 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta immeritata).

G: Un’ultima domanda a tutti voi: verso la fine della scorsa stagione avete ingaggiato Francesco Vecchio. Che impressione vi ha dato? Come si sta comportando?

S. Stranges
: Francesco è un ragazzo semplice e molto attaccato alla maglia. Si è da subito messo a disposizione lavorando sodo appena arrivato, ha rifiutato diverse proposte pur di contribuire alla causa e contribuisce a tenere la squadra unita nel gruppo Whatsapp.

Decisamente un ottimo acquisto, fondamentale come tutti, per questo la squadra è sana e mi da tante soddisfazioni, perché è costruita su 15 solidi piloni che poggiano su una base solidissima costruita anno scorso da Michele Minopoli e Raoul Guzzi, più una mano data da Stefano Santoro, che ha portato in squadra Camillo Ferrigni, se non ricordo male, e lavora sempre sodo a tutte le grafiche della squadra, fondamenta poi rinforzate ulteriormente da me e Francesco Pappalardo con gli innesti dei fratelli Pitorri e di Fabriani.

Tornando a Vecchio, nello specifico mi ha fatto una grandissima impressione e spero di tenerlo qui a vita, o almeno finché vorrà, e comunque non prima di aver centrato la Champions insieme.
R. Guzzi: Lui è stato l’ultimo colpo, ma non per importanza. Oltre che un bravissimo ragazzo è anche un bravo giocatore, e le prestazioni lo dimostrano. Speriamo continui su questa strada!
F. Pappalardo: Non ero ancora parte del team quando si è fatto quest’acquistone, posso dire che le sue prestazioni stanno sicuramente aiutando la squadra, ma non so prima come fosse senza di lui, però posso dirti che spero di non scoprirlo mai, davvero un bravo uagliunciello.
M. Minopoli: È stato uno degli ultimi acquisti ma non perché era il meno importante, ma perché lo abbiamo monitorato a lungo e alla fine abbiamo preso la decisione di acquistarlo. Penso che dalle sue prestazioni si possa dedurre che sia stato un ottimo acquisto.
S. Santoro: Ho avuto modo di parlare poco con lui ma si è integrato bene, ha un futuro brillante davanti a sé.

G: Abbiamo finito con le domande e vi ringrazio di cuore per il vostro tempo. Potreste fare un saluto ai lettori di Progetto X?

S. Stranges
: Grazie a te, un grandissimo abbraccio a te, alla redazione e ai giornalisti tutti di Progetto X e ai vostri lettori. Anticipo a tutti anche un grandissimo augurio di buone feste.
R. Guzzi: Saluto tutti gli utenti del Progetto e auguro loro buona fortuna (tranne contro il Campobasso)!
Forza Lupi!
F. Pappalardo: Grazie mille per l’intervista, avvenuta nella mia stessa città natale, spero che vi siate divertiti a parlare con noi tanto quanto noi. Un abbraccio agli amici di Progetto X e uno in generale agli amanti del Progetto!
M. Minopoli: Saluto personalmente tutti i lettori di questo fantastico giornale (e in generale del progetto) e auguro loro un in bocca al lupo per la stagione in corso!
S. Santoro: Un saluto a tutti i lettori del Progetto X, passate per Campobasso, avrete sempre un piatto pieno di cavatelli, costatine di maiale e una birra, siamo persone ospitali noi Sanniti!!

F. Pappalardo: Quello a cui punto è, ovviamente, una squadra solida, un gruppo unito. Da questo punto di vista è ovvio che preferirei tenerli tutti e non fare proprio mercato. Ma è necessario, è necessario vendere ed è necessario comprare. In particolare, non puoi pretendere che tutti si trovino da loro, né tanto meno che in 15 persone non ce ne sia una sola che preferirebbe giocare in divisioni maggiori e vedersi più spesso in live. Quello che cerco io è sempre di fare contenti i giocatori, di farli divertire.

Ricambio generazionale

“Arriva il pallone, lo mette fuori Cannavaro.
Poi ancora insiste Podolski, Cannavaro, Cannavaro
via in contropiede con Totti
dentro il pallone per Gilardino
Gilardino la può tenere anche vicino alla bandierina
cerca l’uno contro uno, Gilardino
dentro Del Piero, Del Piero, goooool!
Aleeex Del Piero, chiudete le valigie, andiamo a Berlino!”

Cinquantadue parole, otto frasi e mille emozioni

30 secondi che ogni appassionato di calcio conosce a memoria, perché qualsiasi sia la squadra che si tifa, tutti noi abbiamo anche un po’ di azzurro nel cuore.
Indossare quella maglia ti scalda il cuore, che tu sia in campo a sudare o sugli spalti cambia poco, in quei 90′ sul terreno di gioco non ci sono solo 11 giocatori, ci sono oltre 60 milioni di italiani.

La nazionale svolge un ruolo fondamentale anche all’interno del progetto: quest’anno più che mai, con la rinascita di molti senatori, l’Under 19 si sta ritagliando uno spazio importante nella crescita dei nuovi giocatori, che si ritrovano spesso a contatto con utenti storici del progetto.

In appena due convocazioni sono già 10 gli utenti di S5 che hanno trovato un posto in nazionale: 3 nella prima convocazione e 8 nella seconda, mentre molti altri sono rimasti fuori dopo esser comparsi nelle pre-convocazioni.

Entrare nel progetto e ambientarsi non è mai una cosa facile: molto dipende dalla squadra in cui si decide di giocare, l’unica cosa certa è che riuscire a mantenere un livello di attività alto non è mai una cosa banale: in nazionale molti utenti hanno la possibilità di condividere lo spogliatoio, seppur virtualmente, con dei membri storici del progetto, basti pensare a Paolo Bianchi o Donato Sodano.

Cerchiamo ora di analizzare l’importanza di questa situazione scambiando due chiacchiere con chi dirige il tutto: il mister Daniele Fulco!

Giornalista: “Mister per quei pochi che ancora non ti conoscono, parlaci un po’ della tua storia nel progetto, da calciatore e non!”

Fulco: “Ho iniziato la mia esperienza in Progetto FM come calciatore dell’Entella, dove tuttora milito dalla lontana Stagione 3. In passato sono stato presidente della Casertana e del Novara dove ho anche allenato ad inizio stagione 4 e attualmente sono presidente/allenatore della Triestina e MM della Casertana e del Milan. Sono un po’ ovunque!”

Giornalista: “Focalizziamoci ora un po’ più sulla nazionale U19: hai ereditato una squadra vincente da mister Sedda, la quale però ha avuto bisogno di essere rinnovata molto in questa nuova stagione. Come stai gestendo questo mix che ti mette a disposizione molti nuovi utenti attivi e altrettanti membri storici che sono rinati?”
Fulco: “Sto cercando di dare opportunità a tutti gli utenti attivi portatori di bonus. Ho sovrabbondanza di difensori e terzini e carenza di ali e di punte e lì dove posso premiare più utenti possibile effettuo numerosi cambi. Tutti partono dallo stesso nastro di partenza, è alla lunga che a confermarsi saranno gli utenti più attivi!”

Giornalista: “Soffermandoci sull’attività: è sicuramente una delle cose più difficili da comprendere a pieno per un nuovo utente, secondo te quanto può la nazionale aiutare ad essere più attivi?”
Fulco: “La nazionale è un premio all’attività che deve essere incentivata coinvolgendo e gratificando l’utenza più partecipe a prescindere dalla sua popolarità. Magari se trasmettessero più volte le partite anche delle due Under non sarebbe male per coinvolgere maggiormente i convocati.”

Giornalista: “Parlando del coinvolgimento, quanto affidamento fai sui senatori, mi vengono in mente due nomi come Bianchi e Sodano, e quanto pensi possano essere decisivi nell’aiutare i nuovi utenti?”
Fulco: “Paolo e Donato sono già degli esempi di utente perfetto sia come persone sia come staff. Credo non abbiano bisogno di fare altro se non di essere esempi concreti di partecipazione e di correttezza. Le volte che non sono stati convocati lo hanno accettato serenamente in nome di un maggior coinvolgimento delle nuove leve. La nazionale già l’hanno giocata ma sicuramente potranno essere utili anche da ragazzini!”

Giornalista: “Per concludere ti chiedo qual è la partita dell’Italia che ti ha trasmesso più emozioni?”
Fulco: “La finale dei mondiali del 2006. È scontata ma per un classe ’91 che ha vissuto quel Mondiale vinto da adolescente appassionato di calcio è qualcosa che tuttora non riuscirei a descrivere!”

Giornalista: “Mister non mi resta che ringraziarti per questa intervista!”
Fulco: “Figurati, è stato un piacere!”

Proviamo ora a spostare l’inquadratura e osservare il tutto dal punto di vista di un nuovo utente: l’entrata in un mondo così ampio e dettagliato, la difficoltà nel comprendere il tutto. Bene, la domanda che ci siamo posti è questa: può la nazionale aiutare, oltre ovviamente al club, ad una maggiore attività?

Il modo migliore per rispondere a questa domanda è sicuramente chiedendo a chi lo sta vivendo in prima persona, ecco perché siamo andati a fare due chiacchiere anche con due utenti S5 entrati da poco nel progetto: Edoardo Pessano e Luca Cirone.

Giornalista: “Partiamo dal principio. Come sta andando in questi primi mesi la vostra carriera nel progetto? Siete soddisfatti?”

Pessano: “Devo dire che meglio di così non poteva iniziare! Sono stato pescato quasi per caso dal Drink Team e il gruppo è pieno di matti con cui scherzare. Di gente esperta ce n’è molta: Ballarini, Esposito, Bellinato, Cioè, Berishaj e potrei andare avanti ancora. La loro voglia e simpatia è stata travolgente tanto da portarmi ad avere la voglia di iniziare a fare il giornalista prima e DS poi, il tutto in soli 4 mesi da quando faccio parte del progetto. Unico neo, quel maiale di Urbano (ride, ndr)!
Per quanto riguarda il ruolo di DS al Cagliari ho iniziato da poco, sto prendendo a poco a poco le misure con la squadra. Venendo dalla C è un gruppo nel complesso meno propenso allo spam ma che ha ottimi elementi con cui iniziare un bel progetto di dominio assoluto! Al di fuori delle squadre ho il ruolo di giornalista per Free Kick, che mi ha dato la possibilità di essere a contatto con molte persone interessanti, idem con il team del FANTA PG con cui stiamo realizzando una follia, ve lo assicuro!”

Cirone: “Finora mi sono trovato molto bene sia all’interno del Progetto che all’interno della squadra. Ho avuto la fortuna di capitare in un gruppo molto attivo con cui parlo e scherzo di argomenti inerenti al Progetto e non. Ho trovato sempre qualcuno di più esperto disposto ad aiutarmi a capire fino in fondo le grandi potenzialità di questo gdr. Tutto sommato la stagione procede bene, occupiamo un’ottima posizione in classifica nonostante le premesse fossero a nostro svantaggio e siamo anche riusciti ad allargare la squadra rispetto agli 11 risicati che avevamo ad inizio anno.”

Giornalista: “Perfetto, entriamo ora in ambito nazionale; siete due giocatori molto diversi tra voi: uno arriva dalla A mentre l’altro dalla C, ma entrambi avete subito mostrato una grande attività che ha convinto mister Fulco a chiamarvi già alle prime partite. Che tipo di clima avete trovato in nazionale? Simile o diverso rispetto a quello che si respira nel vostro club?”

Pessano: “Beh, diverso perchè con il gruppo di whatsapp è più facile conoscersi con i compagni di club, ma vestire la maglia della Nazionale è sempre bello! Sono riuscito a segnare il primo goal in assoluto nel progetto proprio in Nazionale e l’ho fatto con una doppietta! Quindi chiederei gentilmente a Mister Pennisi di sentire il CT Fulco per avere istruzioni in merito (ride, ndr)!

Cirone: “Sono stato subito molto felice di aver ricevuto la chiamata da mister Fulco in nazionale U19. Qui ho avuto la possibilità di incontrare tantissime nuove persone esterne al Latina, per la maggior parte già esperti del Progetto. Devo ammettere che stringere legami in nazionale è molto più complicato che non farlo nella propria squadra di club, soprattutto per il fatto che i convocati cambiano sempre e il gruppo spogliatoio dell’ U19 viene usato relativamente poco. Per il resto sono comunque soddisfatto della chiamata, sperando che anche i miei compagni possano andarci e mi augurp di fare il mio debutto un giorno dato che sono stato panchinato tutte le partite a causa di problemi del server.

Giornalista: “A proposito di esperti nel progetto: quest’anno più che mai l’U19 è formata da un mix di giocatori ben livellato, tra nuovi utenti e senatori che sono rinati in estate. Quanto vi aiuta essere a contatto con membri così esperti e che influenza possono avere sul vostro sviluppo?”

Pessano: “Assolutamente! La presenza di giocatori esperti è fondamentale, senza di loro sarebbe davvero dura entrare nei meccanismi.”

Cirone: “Da nuovo utente riuscire a capire tutte le varie regole, particolarità e funzionalità del Progetto è veramente tosto. La presenza dei senatori è indispensabile per tutti i nuovi arrivati che vogliono da subito capire tutti i risvolti del gdr. Oltre alla semplice spiegazione delle regole, ringrazio molto queste persone (per me in particolare Gallo, Aiello e Fulchignoni) per gli innumerevoli consigli che mi danno per quanto riguarda bonus e potenziamenti di fine stagione e soprattutto per avermi introdotto in questo mondo pieno di pazzi (ride, ndr)!

Giornalista: “Oramai le nazionali nel progetto spopolano, vi vedete in maglia azzurra ancora per molto o pensate di cambiare in futuro?”

Pessano: “In maglia azzurra c’è più competizione! È più divertente lottare per entrarci!”

Cirone: “Penso e spero di restare ancora a lungo in maglia azzurra, ovviamente puntando alla nazionale maggiore!”

Giornalista: “Concludo chiedendo anche a voi qual è la partita dell’Italia che vi ha trasmesso più emozioni?”

Pessano: “In negativo Italia-Korea al mondiale del 2002 e la non qualificazione al mondiale scorso. In positivo sicuramente tutto il mondiale 2006!”

Cirone: “Sono un po’ troppo piccolo e non ricordo nulla del mondiale 2006, per cui dico gli ottavi di Euro 2016 contro la Spagna!”

Giornalista: “Grazie mille ad entrambi per questa intervista!”

Abbiamo ascoltato sia le parole del mister che quelle di due nuovi utenti, arrivati entrambi già in nazionale, ora non ci resta che confrontarci con due leggende del Progetto, che questa estate sono rinati, passando così dalla nazionale maggiore a quella U19!
Sto ovviamente parlando di Paolo Bianchi e Donato Sodano!

Giornalista: “Benvenuti, inizierei chiedendo anche a voi di parlarci un po’ della vostra carriera all’interno del progetto.”

Bianchi: “La mia carriera è giocoforza legata a doppio nodo con il Fublet.
Quando progetto FM è partito io ero con il mio stand al Crema Comics su invito di Alessandro per presentare, appunto, Fublet.
Lì io e Bruno siamo stati invitati a partecipare al progetto, e inizialmente, non lo nego, la spinta al partecipate è stata più a scopo pubblicitario che altro.
In poco tempo però è diventata una droga ed uno sfogo ed ho quindi iniziato ad appassionarmi seriamente.
All’inizio non è stato facile: il mio alter-ego non mi dava grosse soddisfazioni e la squadra… tantomeno!
Poi è subentrato Martinelli come allenatore ed è stato fondamentale per fare diventare il Fublet un progetto serio e appassionante.
Come detto nonostante la mia attività costante il mio giocatore continuava a non farmi grandissime soddisfazioni…era vecchio, lento, peggiorava di anno in anno nonostante gli “investimenti” in potenziamenti… e quindi da quest’anno ho deciso di ripartire a Catanzaro, nell’affiliata, come 16enne… e devo dire che ora le soddisfazioni stanno decisamente arrivando.
Come ruoli, a causa del tempo comunque limitato dalla vita reale, ho sempre preferito dedicarmi solo alle mie squadre.
Questo fino a S3, quando mi è stato offerto il ruolo di presidente di lega di B.
Il ruolo mi permette di “pianificare” i miei impegni in termini di tempo in un lavoro comunque utile per la comunità e quindi ho deciso di farmene carico.
Ora la carica è salita di un livello, ma non ne sento ancora il peso.”

Sodano: “Nasco al Genoa in S1 (scelsi Genoa perché una delle poche rimaste), dove al primo anno seguii saltuariamente (mi interessava sapere solo i risultati e la mia scheda era difficile da reperire). Poi un mese risultai inattivo (cosa non vera) e da lì scattò qualcosa e iniziai ad impegnarmi di più, nonostante giocassi poco perché il mio personaggio era stato creato malissimo. A fine anno, a causa dei pochissimi soldi per potenziarmi e alla grande forma di Martini, decisi di ruolare come portatore di thè e portaborse di Martini (ride, ndr). Diventai poi presidente del Cuneo in C e Albese in serie D, che ottenne la promozione in C. Infine al termine della stagione S3 sono diventato ranger mentre da quest’anno ricopro l’incarico di mister del Siena!”

Giornalista: “Siete due dei membri storici del progetto che questa estate sono rinati 16enni, ciò ha comportato per voi un cambio di nazionale: passando dalla maggiore all’ U19. Che ambiente avete trovato in queste prime uscite? Simile a quello della nazionale maggiore o diverso in qualcosa, soprattutto visto il grande numero di utenti di nuova generazione presenti?”

Bianchi: “Per risponderti faccio un piccolo passo indietro: secondo me la nazionale è una delle cose più difficile da gestire in assoluto all’interno del progetto. In questo senso devo dire che l’interazione che Fulco sta cercando di mettere in piedi con le società è un qualcosa di splendido. Se fossi solo un giocatore ti direi che mi piacerebbe fare parte della rosa in ogni partita, ma come presidente preferirei che la convocazione fosse premiante anche per giocatori che non necessariamente passano la vita in live, ma che magari sono fondamentali all’interno di una rosa per il supporto che danno, per l’aiuto alla gestione, per mille cose che fanno “al di fuori di quelle ore serali”. In questo senso la gestione di Fulco secondo me è fantastica. Detto questo il gruppo al momento l’ho solo assaggiato. Mentre nella nazionale maggiore conoscevo praticamente tutti ora molti nomi mi sono sconosciuti. Nessun problema, ci conosceremo e vinceremo ciò che c’è da vincere come sempre!”

Sodano: “Sinceramente sono stato di passaggio per ora, avendo avuto una sola convocazione, ma alla fine non cambia molto, è un buon modo per conoscere altri facenti parte del gioco. La diversità c’è sia come visibilità che come motivazioni, ma essendo come un diesel ci metto sempre un po’ a farmi coinvolgere.”

Giornalista: “I nuovi utenti fanno molto affidamento su voi che siete così longevi nel progetto, vi rende orgogliosi una simile responsabilità?”

Bianchi: “Responsabilità è una parola grossa.
Come sempre, e penso di poter parlare anche a nome di Sodano che è l’altro regen, noi siamo sempre a disposizione per qualsiasi cosa, dal consiglio alla spiegazione e via dicendo.
Quindi in generale non la vivo come una responsabilità ma più come un piacere.
Di fatto se la gente si rivolge a noi in questo senso, un po’ di orgoglio c’è, inutile negarlo!”

Sodano: “Molto, mi fa sempre piacere poter dare una mano!”

Giornalista: “Siamo arrivati quasi alla fine. C’è qualche ragazzo che ti ha particolarmente colpito in questi primi mesi in U19? Dovessi dare un consiglio a chi sta iniziando a scoprire il mondo della nazionale in questi primi mesi e uno a chi invece non ne ha ancora avuto la fortuna, cosa gli diresti?”

Bianchi: “È ancora troppo presto per fare un nome: aspettiamo gli impegni importanti e poi ne riparliamo. A chi ha appena iniziato con la nazionale non posso che ricordargli che la maglia azzurra è sempre un premio, e come tale deve essere considerato. Inoltre gli ricorderei il piacere che ha provato nel trovarsi nella lista dei convocati. Questo sia per fargli capire che bisogna impegnarsi per provare certe emozioni, sia per fargli capire quanto possa essere egoistico privare altri della stessa gioia lamentandosi, magari, di una chiamata saltata. Ai meno fortunati invece posso solo dire di esprimersi all’interno della propria squadra: i presidenti sanno chi è meritevole e chi no; Fulco, a sua volta, ha dato la piena disponibilità a sentire tutte le dirigenze quindi non disperate, l’occasione arriverà per tutti!”

Sodano: “Greco della Cuneo Longobarda si è sempre interessato ma non ha ancora ricevuto la convocazione, invece Hakimian mi sembra un grande bomber.
Cosa posso consigliare? Di non pretenderlo, di seguire molto le live, commentare e fare post nel suo gruppo squadra… e non giocare come ala sinistra perchè ci sono già io (ride, ndr). Altro non saprei, forse di godersi tutte le sfaccettature del progetto perché una volta che si inizia a capire è una figata assurda!”

Giornalista: “Per concludere vi chiedo qual è la partita dell’Italia che vi ha suscitato più emozioni e che ricordate piacevolmente!”

Bianchi: “Il mio primo mondiale passato davanti al televisore, seguito per intero… le notti magiche di Italia 90. Partita secca Italia Germania del 2006, penso di non aver mai goduto così tanto per una partita azzurra!”

Sodano: “Ne ricordo soprattutto due: la prima è la semifinale dei mondiali 2006, contro la Germania, in cui ho sudato più di tutti i giocatori che stavano giocando; come seconda invece ti dico la finale dell’europeo Under 21 del 2004!”

Giornalista: “Grazie ad entrambi!”

Siamo arrivati alla conclusione di questa piccola analisi: direi che si possa confermare il nostro iniziale punto di vista.
La gioia di una convocazione viene condivisa con molte persone: la dirigenza e i compagni di squadra in primis perché, in fondo, se si arriva in nazionale il merito è anche di chi ci ha permesso di essere così attivi all’interno del progetto.
I posti, a confronto con il numero di membri, non sono molti, ma non disperate: chi se lo merita avrà la propria opportunità.

Durante le partite tutti dobbiamo sentirci parte della nazionale, che sia arrivata la convocazione o meno non cambia, perché in quei 90′ anche chi non è in campo prova le stesse emozioni, gioie e dolori di chi ha la fortuna di essere lì!
Per cui non mi resta che concludere con forza Italia, forza Senegal, forza Messico e forza qualsiasi altra nazione che in quei 90′ condivide le nostre stesse passioni!

Articolo di Alessandro Gallo


UNA MENTE MACHIAVELLICA…NADIR

Salve Adrian ci parli un po’ di lei. Chi è Adrian nella vita privata? E chi è invece Adrian nel progetto

Salve Angela,nella vita privata sono un libero professionista ossessionato dai viaggi e dallo sport. Nel progetto, sono un calciatore del Milan. Anzi, io sono il bomber del Milan. Ricopro anche la carica di Presidente della Reggina, e ho un ruolo da superstaff, come ranger della Serie C.   
Ma la maglia rossonera numero 9, ce l’ho cucita addosso.                                                                    

        Come ha conosciuto Progetto Football Manager?

Ho conosciuto il Progetto grazie al celeberrimo Yuri Monti. È un amico real life, e mi ha suggerito di iscrivermi. Mi ha indicato come muovermi per ritagliarmi uno spazio importante, e così sono partito subito con una discreta attività. Purtroppo, la cosa mi è sfuggita di mano e ora sono condannato a diventare il top player per antonomasia. Non ho mezze misure.

Oltre Yuri, conosce o ha conosciuto altre persone del Progetto, dal vivo?

Ho conosciuto solamente Pizzuti, per puro caso. Ha sgomitato pur di chiedermi un selfie con autografo, e così ho deciso di accontentarlo. Che dire, è un bravo ragazzo e lo vedrei bene come mio panchinaro al Milan. Un giorno mi piacerebbe incontrare gli ex compagni del Bologna. Al di là del gdr, siamo rimasti in ottimi rapporti umani. Sul campo li odio, fuori dal campo li considero tutti amici.

Quale è stato il suo impatto al progetto una volta iscritto?

Sono entrato dopo essermi studiato il regolamento e le guide. È stato tutto molto facile, anche grazie al supporto del buon Yuri. Inizialmente ero un po’ inibito, ed ho optato per soli 150k di bonus. Una volta capita la logica del gioco, mi sono appassionato e sono passato al bonus massimo. Il progetto è molto intuitivo, serve solo un piccolo sforzo iniziale nel comprendere le dinamiche sulle quali è strutturato.

Parliamo ora dei suoi inizi. Dove hai esordito? Come sei stato accolto nella squadra? E perché la scelta è ricaduta proprio su essa?

La mia prima squadra è stata il Ravenna. Nonostante fossi entrato alla fine del mercato invernale di s4, ho ricevuto molte proposte. Tra i tanti pretendenti, solo il DS Menghetti è riuscito ad attirare la mia attenzione. Ha un suo fascino quel tipo. Ad ogni modo, la squadra era una neo-umana, quindi bisognava iniziare a strutturare un gruppo. La mia leadership si è rivelata molto presto, e dopo 3 partite è arrivato il Bologna…

Dalla serie C alla A in poche giornate, qual è stata la sensazione al suo debutto in un campo di serie A?

 In un primo momento la sensazione è stata positiva, poi mi sono reso conto di non essere nella piazza giusta. In poche parole, l’emozione è durata un paio di settimane. Nonostante fossi arrivato dalla C, già mi sentivo un top player relegato alla provincia. Ho presto capito che ogni squadra di A, ha uno specifico stile di gioco. E, soprattutto, che quello del Bologna non era adatto a me. Potrei scrivere un libro sulle vicende di Bologna, e magari a fine carriera lo farò.
Insomma, ce lo vedi Ibra al Bologna? Neanche a 39 anni vuole andarci…E infatti ben presto ho chiesto la cessione.Avendo a disposizione tutta la serie A, perché mai sarei dovuto restare al Bologna? No way…                                                                      

Nella finestra del mercato estivo era i giocatori più desiderati e ricercati, complice anche la tua attività. Perché la scelta è ricaduta proprio sul Milan?

Oggettivamente sono stato al centro dell’interesse di numerose squadre, pur essendo entrato nel progetto solo da una manciata di mesi. C’era una grande confusione, visto che sembrava essersi scatenata una vera e propria asta. Un giorno, dopo essermi preso un caffè, ho letto un articolo che mi riguardava, il cui titolo era “Vogliamo un attaccante e puntiamo Nadir”. Una sessantina di commenti per uno sconosciuto erano parecchi, e in quel momento ho capito di non avere avuto torto: Nadir è un top Player.  
Quando il Bologna ha accettato l’offerta monstre del Milan, c’è stato il primo contatto con la dirigenza rossonera ed ho conosciuto Pier Gaetano Fulco.  Il suo obiettivo, così come quello del Presidente Giamberduca, era di prendere un giocatore complesso e di carattere. La mia è una personalità ingombrante, ma Pier e Gioacchino non si sono spaventati ed hanno accettato la sfida. Mi hanno dato libertà di esprimermi, di ruolare a modo mio e soprattutto mi hanno garantito un lauto ingaggio.   
Prima del mio approdo al Milan si diceva che io fossi un piantagrane. Credo che il mio Presidente e il mio DS ancora stiano ringraziando il Bologna per avermi ceduto.  Costo tanto perché valgo tanto. Tutti mi adorano al Milan, e tutti sanno che faccio il bene della squadra. Ogni mio sforzo, viene sempre riconosciuto da Presidente e DS. Pensate che tutte le società lavorino in questo modo?                                                                                                                                                                    Dopo varie giornate finalmente è arrivato il suo primo gol con la maglia rossonera. Quali sono le sensazioni ed emozioni per questo? A chi lo dedichi il tuo primo gol?

Sei poco preparata, a dire il vero ho già purgato ben tre squadre nelle ultime partite. Per non parlare dell’infinita quantità di assist, e della mia duttilità in fase offensiva: caratteristiche valgono altri 10 goal. A conti fatti, sono il “capocannoniere morale” della serie A.                                                                                     
Non sono emozionato o sorpreso, faccio semplicemente ciò per cui sono pagato. Il goal non mi emoziona, ce l’ho nel DNA. Per me è semplicemente la messa in atto di una funzione fisiologica, qualcosa di normale.  Il vero piacere sta nell’esultare sotto le curve avversarie. Mi piacerebbe essere odiato da tutta la serie A, perché l’unico rispetto che voglio è quello dei tifosi milanisti. Darei oro per decidere, con un mio goal, la retrocessione di ogni altra squadra. In particolare, quella dell’Inter e del Bologna.    
A chi dedico il primo goal con la maglia rossonera? Al mio allenatore Giamberduca, ovviamente. Nonostante la mia CA debba ancora sbocciare, lui mi considera titolare fisso.  Lo dedico anche ai miei compagni di squadra, che sono i miei primi sostenitori. E ovviamente al Bologna di Torsello.  Felici di avermi venduto a 2.4 milioni? Tra 2 mesi ne varrò il doppio.  E in S7, sarò in lizza per il pallone d’oro.  Quali sono i suoi obiettivi futuri nel Milan?                                                                                                           

Quali sono i suoi obiettivi futuri nel Milan?

I miei obiettivi? Posso dirvi quali sono gli obiettivi del Milan: tornare grande e dominare la serie A.  Io sono il mezzo attraverso cui è possibile raggiungere questo obiettivo. Volendo fare un parallelismo musicale, Giamberduca è il violinista Stefan Milenkovic. Nadir è lo Stradivari Greffuhule del 1709 e la squadra è l’orchestra.  Quali obiettivo migliore, se non incantare il mondo intero? Altre squadre si accontentano di ballare l’Alligalli, ma noi siamo il Milan. Dobbiamo solo rodarci per una stagione…

Se dovesse descrivere il progetto come lo descriveresti? E una parola sui 5 admin

Il progetto è strutturato in modo intelligente, anche se introdurrei qualche regolamentazione aggiuntiva, al fine di render chiari diritti e doveri di ogni utente. Gli admin sono stati bravi a costruire un contesto “friendly”, dove il rispetto reciproco è la base portante di tutta l’attività. Sono un gruppo ben amalgamato, ma dovrebbero inserire nell’organigramma la mente machiavellica di Nadir. In questo modo, raggiungerebbero la perfezione. Devo segnalare una nota di demerito: ADD è interista. Faccio richiesta formale agli altri 4 Admin per intervenire, e imporgli il cambio squadra. Grazie.

E la mente machiavellica di Nadir cosa proporrebbe?

Scriverei un codice deontologico per Admin e Superstaff, ed un altro per Presidenti e DS.  
Serve una commissione in grado di regolamentare e valutare le funzioni, i diritti ed i doveri di ogni ruolo amministrativo.Giovenale si pose una domanda: Quis custodiet ipsos custodes?  Ovvero, “ chi controlla i controllori?” La risposta è: “La commissione Straordinaria di Nadir”.
Tutti devono sottostare ad una deontologia super-partes, scritta per esteso e con tutte le varie sanzioni ben chiare. Non deve esserci spazio per le libere interpretazioni, in questo modo si eviteranno possibili problemi futuri.Io sarei la persona più adatta a gestire questo tipo di attività. Solo io posso guidare la guerra alle approssimazioni.                                                                                                                             

Visto il suo spaccato senso di ruolare, cosa consiglieresti a un nuovo utente, o a chi ancora deve provarci, per ruolare con passione nel progetto?

Che calciatore saresti voluto essere? Un leader silenzioso? Un gregario? Un genio ribelle?  
Se sai chi sei, sai perfettamente come comportarti. Gli unici limiti che devi porti, sono i regolamenti del progetto. All’interno di questi, ti conviene sbizzarrirti e mollare i freni inibitori.
Il mio consiglio è il seguente: il carisma viene prima di tutto. E se lo hai, nel giro di poco tempo tutta la serie A sbaverà per te. Io sono ancora tutto unto di saliva.
                                                                                                                               
Siamo alla fine dell’intervista, la ringraziamo per essere stato nostro ospite. Vuole aggiungere qualcosa?

 No. Per ogni altra domanda sono 30k. E a occhio e croce non ce li hai.

Il nostro Nadir ha voluto salutarci in modo originale e innovativo, un’intervista divertente fatta con una persona molto simpatica non poteva non finire con un ottimo senso dell’umorismo. Noi di Progetto X ringraziamo Nadir per il tempo dedicato e gli auguriamo un grosso in bocca al lupo.

                                                                                                                         

L’Eco di Frosinone – Ottobre

Un saluto a tutti voi lettori di The World of Football, torniamo anche questo mese a parlare della squadra ciociara preferita da grandi e piccini. Reduci da tre vittorie consecutive in campionato, ci affacciamo al mese di ottobre carichi di speranza di una risalita in classifica (e invece…); ma prima c’è l’intermezzo dell’impegno in Coppa Italia.

Impegno che ci vede contro il Sassuolo, una compagine di A, e quindi un ottimo banco di prova per determinare il nostro livello. Torna subito l’incubo formazione sballata alla partenza (aaaaah Guzzi, cambiare il PC no neh?) con Santiglio schierato centrocampista; ok che non segna manco per sbaglio, ma se lo mettiamo 30 metri dalla porta è proprio impossibile che accada. La squadra tiene comunque botta e riesce ad arrivare al 90° sullo 0-0, le azioni salienti arriveranno tutte durante i supplementari. Andiamo sotto con gol di Micheli al 94° e nel recupero del primo tempo supplementare prima l’espulsione di Iacona per doppio giallo, poi il raddoppio del Sassuolo con La Monica. Il soldato Ghenerale, rimasto a casa per preparare l’alberello in mezzo al campo di allenamento, nota una strana luce in mezzo al cielo; è la cometa di Natale, segno che i poteri del nostro Mattia si stanno risvegliando ed è pronto a colpire. Proprio in quel momento, si sveglia dal letargo durato 120 minuti segnando il gol del definitivo 2-1. Purtroppo l’arbitro fischia la fine, per cui la sconfitta è comunque inevitabile, ma i ragazzi sono comunque soddisfatti della gara che nonostante le difficoltà è stata combattuta fino in fondo.

La cometa del nostro Mattia

La partita successiva ci rivede giocare in campionato, contro l’Ancona, sempre in trasferta. La gara comincia subito male, siamo infatti sotto 2-0 dopo appena mezz’ora con gol di Radicchi e Oliverio, ma quand’ecco che parte la rimonta, con Guzzi prima (che sbaglia il rigore, ma segna sulla ribattuta) e Natale poi. Non c’è da sorprendersi per l’exploit in zona gol della nostra ala sinistra: la sera prima infatti Ghenerale, ormai novello Galileo, col suo nuovo telescopio regalatogli dalla dirigenza ciociara ri-avvista la cometa (ribattezzata in suo onore “cometa di Ghenerale” tanto per richiamare l’altrettanto celebre “cometa di Halley”) assicurando quindi prestazioni positive per Mattia. La gara continua sul 2-2 fino ai minuti finali, ecco che però succede un fatto increscioso, che avrà pesanti ripercussioni sui due calciatori coinvolti: per loro si parla addirittura di dover conoscere di persona il Mostro di Frosinone William Cioè, e fidatevi che non c’è nulla di peggio al mondo. Antonucci e Castagnoli, ecco i nomi dei due incriminati, dopo aver evidentemente scommesso sulla sconfitta del Frosinone, si fanno due autogol in 7 minuti per intascare i soldi, condannandoci all’ennesimo passo falso in stagione. Il portiere, neanche fatta la doccia post partita, parte per le vacanze a Singapore, chiaro segno di una vincita improvvisa dato che di solito il buon Casta passa la giornata a chiedere l’elemosina davanti al bar della famiglia di Guzzi. Verranno presi provvedimenti, e ricordatevi: a Frosinone prima la maglia, poi i soldi!

Ghenerale intento col suo nuovo telescopio

Il nostro ottobre da incubo continua con la sconfitta con il Brescia, che ci schianta 4-0 con gol di Mazzei (doppietta per lui), Palladino e Carnevali. Già prima del match l’imperatore Lars Fedeli risultava parecchio adirato nei confronti del suo operatore telefonico (“Maledetta Tim che mi hai fregato la rete, e adesso come faccio a seguire la live?” le sue parole), decidendo di sfogarsi falciando il suo avversario e rimediando un cartellino rosso. Il povero arbitro non sa che, a fine match, verrà gettato nella fossa dei leoni con il seguente capo di imputazione: “ingiusta espulsione del tuo Imperatore Signore e Padrone”. Post live, Lars mi ha informato che è stato graziato, commutando la pena nella semplice amputazione della mano che ha estratto il cartellino. Gli altri giocatori rimasti in campo cercano di risollevare la partita, ma complice le nuvole la cometa di Ghenerale non può essere avvistata in cielo e di conseguenza Natale non può far affidamento sul suo potere speciale. Ci provo io stesso, l’Ivaldinho di Frosinone, a tentare di riaprire la partita con un tiro da fuori aerea, ma quel 7 di finalizzazione e 9 in tiri da lontano mi permette soltanto di calciarla in curva. Purtroppo questa è la terza sconfitta consecutiva, cosa che non fa affatto piacere al Mostro di Frosinone che minaccia la fine della sua presidenza; finalmente il mio piano sta funzionando, boicottando le partite dall’interno Cioè finalmente abbandonerà ed io potrò impadronirmi del Frosinon…. ops, non dovevo scriverlo sul giornale, ma come tutti i cattivi sento il bisogno di spifferare il mio piano ad alta voce.

Una mia rara fotografia, quando il piano malvagio va a buon fine

Ultima partita del mese, siamo contro la Juve Domo allenata dal mister Frattoni; la gara è quantomeno delicata, abbiamo assoluta necessità di tornare alla vittoria per smuovere la classifica. Guzzi ha dubbi fino all’ultimo sulla formazione da usare, se confermare il solito modulo o buttarsi sul 5-5-5 del suo più famoso collega Oronzo Canà; non credendo la squadra pronta per un così grande salto di qualità, decide alla fine di confermare il vecchio schema tattico. La gara comincia e dopo un quarto d’ora sono già stati segnati 3 gol: il primo è della Juve Domo con Rubino I. su rigore, risponde il nostro Ghenerale con un tiro rasoterra e infine Rubino R. su punizione. L’ultimo gol della gara è al 40° e viene dai piedi di Guzzi, anche lui su punizione, per siglare il definitivo 2-2. Nello spogliatoio il clima è teso e rassegnato ma ci penso io in persona, in qualità di DS, a scuotere l’ambiente dal torpore in cui stava cadendo, sia in game che in real life.

Guzzi va a lezione da un vero maestro di calcio, Oronzo Canà
Il tabellino delle partite

Un ottobre veramente disastroso il nostro, con un bilancio di tre sconfitte ed un pareggio, ma la dirigenza ha costruito bene la squadra ed ha fiducia della sua forza. Con la speranza di un novembre decisamente più positivo dal punto di vista dei risultati, vi rimando al prossimo numero dell’Eco di Frosinone, tutti i mesi in uscita su The World of Football!

Emilio Ivaldi

Un Progetto da Record

Ciao Alessandro, grazie della disponibilità per l’intervista. Iniziamo subito con qualche domanda. Progetto Football Manager: perché è nato, e di chi è stata l’idea?

Ciao Gad, è un piacere. Progetto Football Manager nasce dall’intesa tra me e Filippo: io avevo già iniziato a portare FM su Twitch quando conobbi Filippo (venne live per giocare con me) e poi, informandomi su quel che faceva, scoprii il Drink Team e la sua idea di modificare il database per inserire utenti di Facebook nel team e dare così un “seguito” social. Tutti noi (o quasi) abbiamo provato a inserire noi e gli amici in qualche DB, ma pochissimi hanno pensato di coinvolgere “estranei” nel Progetto come ha fatto Filippo. Io non ho fatto altro che dirgli: “ok, bello con una squadra… ma allora perché non con tutta la A, la B, la C, ecc.?”. Ed eccoci qua.

Incredibile, ti risvegli una mattina con 2.500 membri nel tuo server Football Manager devi sentirti una superstar immagino. Entriamo ora nel vivo dell’intervista. Stamattina leggevo un articolo che citava personaggi a me personalmente ignoti, tali: Markus Persson, Christopher Cook, Wes Copeland e tanti altri… Sai chi sono queste persone, ma sopratutto sai cos’hanno in comune?

In realtà no, non c’è motivo per cui mi debba sentire una superstar: Progetto FM va molto bene ma non è solo merito mio e nulla è per sempre, non bisogna mai sentirsi arrivati. Ehm… se chiedo a zio Google mi aiuta lui, ma non ci sarebbe gusto. Sorry… chi sono questi?

A dirla tutta neanch’io avevo idea di chi fossero queste persone, quindi mi sono informato meglio. Questi sono giocatori professionisti di vari videogiochi che hanno stabilito un record nei rispettivi ambiti, e che di conseguenza sono stati premiati nei Guinness World Records. Come tutti sappiamo Progetto Football Manager vanta di possedere il server con il maggior numero di partecipanti, e quindi la redazione di Free Kick pensava di proporre Progetto Gaming nei Guinness dei Primati! Che ne pensi?

Ci avevo pensato, in effetti: potremmo competere sia come “campagna GdR con più giocatori” che “torneo on-line con più iscritti”, ma dovremmo informarci meglio. Se pensate di farlo, avete tutto il nostro supporto, ovviamente!

Sarebbe un’idea fantastica! Perché è chiaro che il primato andrebbe a Progetto Gaming, com’è giusto che sia, ma a vincere il premio andrebbe a tutti i membri del Progetto di ieri, oggi e domani.

Sicuramente: un gioco non è niente senza i giocatori.

Allora direi che si può già iniziare la candidatura per i Guinnes e incrociare le dita. Quanto pensi si possa espandere ulteriormente il numero di membri nel torneo?

Ci sono due strade percorribili: la prima prevede che si crei un progetto in ogni paese e questi siano collegati tramite Coppe Europee tra club umani di diversi paesi e Calciomercato unico internazionale. La seconda via prevede di avere due database distinti: uno per A e B e uno per C e D, aumentando le sere di live (magari una per A-B e due per C-D) e potendo così avere molti più giocatori. Al momento siamo più orientati sulla prima ipotesi, ma non escludo che in futuro verranno percorse entrambe.

Non vediamo tutti l’ora di assistere a questa espansione, sarà storica. Per concludere, vedi una strada in salita o in discesa in tema di allargamento del Progetto?

Sicuramente in salita. Per ampliare il Progetto in altri paesi (o anche aumentare di molto il numero di giocatori in Italia) serve uno staff molto potenziato: comunicare bene, ragionare su regolamenti inizialmente più snelli per i nuovi paesi, trovare i caster adatti per le live e molto altro. Se fosse semplice, ora saremmo già ovunque, anche in Perù solo per vedere Franceschi CT.

Avete dimostrato di essere uno staff incredibile, sono sicuro che saprete gestire al meglio qualsiasi problematica prendendo sempre la decisione migliore per il Progetto. Per oggi è tutto, grazie per la disponibilità e grazie per tutto il lavoro che fate per noi; speriamo che questo impegno venga ripagato un giorno con un Guinness World Records.

Viene ripagato ogni giorno quando vediamo tanti in live o che si divertono nei gruppi squadra o gruppone. Poi ok, non nego che il World Record mi tenti. Grazie di tutto, a presto!

Scritto da Gad Hakimian


UNA GRANDE RIVELAZIONE: L’EMPOLI ESPORTS

Oggi Progetto X vi parlerà dell’inizio di stagione stellare dell’Empoli. Come ben sapete l’Empoli milita in serie B da quest’anno, centrando la promozione diretta vincendo il girone B di serie C.                                                 

Il suo avvio di campionato ha stupito un po’ tutti, andando contro ogni previsione fatte ad inizio stagione. L’Empoli attualmente si trova al sesto posto, a quattro punti dalla prima, e in zona playoff.

Dell’Empoli abbiamo parlato con il direttore Sportivo Francesco Pappalardo, e il mister Davide D’Alessandro. Con l’allenatore e il direttore sportivo abbiamo parlato di vari temi, dalla nuova presidenza ai risultati positivi dell’Empoli.

Buonasera ragazzi, presentatevi al nostro pubblico. Quale ruolo svolgete all’interno della società Empoli, e come siete arrivati a raggiungere la vostra carica?

Pappalardo: Francesco Pappalardo alias Frappo, attuale Direttore Sportivo dell’Empoli eSports. Sono anche il portiere del Vicenza, ed è molto importante saperlo dal momento che l’Empoli nella stagione 4 aveva lo stesso presidente della squadra in cui gioco, dal momento che inizialmente le due squadre dovevano essere affiliate: quando il vecchio DS, cioè la persona che mi ha spinto a diventare DS, ha lasciato il ruolo, era quasi naturale fossi io a prenderne le redini. I giochi iniziano a cambiare quando subentra la nuova proprietà, quella dell’Empoli eSports: l’aria di cambiamento non piace a molti e proprio per questo la nuova proprietà ha deciso di tenermi, stavo facendo un ottimo lavoro e i giocatori mi vedevano come punto di riferimento. E la cosa più bella è che questa cosa, oggi, vale il triplo.

D’Alessandro: Davide D’Alessandro, 28 anni. Questa è la mia quarta stagione all’interno di Progetto FM. Ex giocatore e tecnico del Lecce, sono l’attuale allenatore dell’Empoli. Ho risposto all’annuncio del DS Francesco Pappalardo, il quale era alla ricerca di tale figura per la Stagione 5.

Cosa ne pensate della nuova presidenza dell’Empoli? Com’è lavorare con loro?

Pappalardo: Alessandro è una persona fantastica! Devo dirti la verità, parliamo pochissimo, siamo talmente coordinati che non abbiamo neanche bisogno di sentirci, lui si fida tantissimo di me e io di lui, sa che conosco bene il Progetto e mi tratta come se fossi io il presidente, mentre lui un semplice giocatore. Tranne quando servono le grafiche, le grafiche le vuole subito, quindi, caro Stefano Santoro, se stai leggendo, vai a preparare la grafica che servono! È stato talmente bravo da volere, prima di ogni cosa, che nessuno avvertisse la minima differenza, anche perché grazie al qui presente mister e ai giocatori fantastici che ci stanno accompagnando e ci accompagneranno per tante stagioni, fino ad ora nessuno si può lamentar di nulla!

D’Alessandro: Prima di tutto, ringrazio la dirigenza dell’Empoli per la fiducia che mi è stata concessa. Sono più in contatto con il DS Francesco Pappalardo ed il marketing manager Santoro per quanto riguarda le operazioni ordinarie, ma anche il presidente risulta essere una persona disponibile nel momento in cui io abbia bisogno di parlarci. Ci stiamo trovando bene, il confronto e lo scambio di idee ed opinioni è quotidiano. Meglio di così non si può.

Un vostro parere sulla squadra, sia da un punto di vista tattico, che di attività

Pappalardo: Empoli è la squadra che ha dato i natali ad alcuni tra i giocatori attualmente più attivi del progetto. È nostro obiettivo mantenere questo status, perché avere dei giocatori attivi significa, al di là di ogni bonus che possa scaturirne, aver creato uno spazio sociale, un circuito, dove la gente si diverte e si sente a proprio agio: se un utente partecipa attivamente alle live significa che l’utente si diverte a guardarle, a scrivere nella chat, a seguire la squadra. Se ogni giorno apro il gruppo Empoli e trovo tanti messaggi, significa che i giocatori si trovano bene, che hanno tanto di cui parlare, ed è lì che capisci di aver fatto un lavoro eccellente. Quello che ho fatto principalmente è stato mischiare esperienza e gioventù, portando giocatori attivi, oltre quelli già in rosa, e i nuovi iscritti che ho voluto, prima di ingaggiare, conoscere per bene, conversando e scoprendo le loro passioni, i loro hobby e le loro conoscenze, capendo successivamente quanto si sarebbero trovati bene in rosa. Il contratto è venuto da solo, successivamente, in pieno spirito del gioco, che prima di tutto nasce per fare amicizia. Oggi i ragazzi si impegnano, chiedono consigli per i meme, si danno appuntamento in live e ogni giorno tifano per il raggiungimento del nostro obiettivo. Empoli è un gruppo spettacolare, e lo è diventato già oggi, con ancora un paio di posti da colmare, non oso immaginare cosa faremo tra qualche stagione!

D’Alessandro: Da un punto di vista dell’attività, io ed il DS siamo impegnati ogni giorno per mantenere vivo il gruppo (il risultato di un solo inattivo ne è la prova).  Da un punto di vista tattico, le qualità della rosa a nostra disposizione ci hanno consentito di impostare il nostro gioco, al fine di limitare il raggio d’azione della squadra avversaria. Fino ad ora, i risultati ci stanno dando ragione e speriamo di mantenere questo trend positivo, pur consci di essere una neopromossa e dover centrare, prima di tutto, la salvezza.

Ora arriviamo al punto chiave: gli ottimi risultati dell’Empoli, soprattutto nei minuti finali.   Quali sono le vostre considerazioni, le vostre aspettative, i vostri obiettivi futuri? Ve lo aspettavate questo inizio così?

Pappalardo: Lo spirito e l’attitudine da “never surrender” dell’Empoli erano già noti a tanti l’anno scorso, quando è avvenuto, in Serie C, quel sorpasso sul Siena che a inizio campionato nessuno avrebbe mai previsto. Per l’Empoli le ambizioni sono sicuramente altissime, quello a cui puntiamo è avere una squadra di giocatori da attività top che parlino nel gruppo, facendo gruppo unito e, nel giro di 3/4 stagioni, diventare un dream team che possa andare in giro a dire di poter competere per lo scudetto! Sicuramente in questo influisce anche l’avere l’Empoli eSports dietro. I risultati, nonostante l’alta ambizione, si stanno manifestando anche prima del previsto, e di questo, gran merito a tutti, dai giocatori al mister. Ma un grazie speciale va ai nostri cuori che ancora non hanno ceduto dopo tutte quelle partite risolte nei minuti di recupero. Però davvero, giocatori miei, cercate di concluderle prima le partite, siamo deboli di cuore qui! Io ho già dovuto operarmi alle coronarie

D’Alessandro: Personalmente non mi aspettavo questo importante inizio di campionato, in piena zona playoff. Ma, come accennato anche in precedenza, l’obiettivo primario è la salvezza ed anche i ragazzi ne sono consapevoli. Ulteriori risultati positivi faranno solo bene alla squadra.

Vi ringraziamo per essere stati nostri ospiti, e vi facciamo un grosso in bocca al lupo.

Pappalardo: Prima di concludere voglio ringraziare Angela e tutto lo staff di Progetto X per l’intervista, spero vi siate divertiti quanto me. E un abbraccio a chi ci segue da casa. Don’t try this at home.

D’Alessandro: Ti ringrazio per l’intervista e faccio i miei saluti a tutta la community di Progetto Gaming.

Da come potete leggere da questa intervista, l’Empoli al di là dei risultati, punta molto sull’attività, stanno creando un gruppo non solo per regalare ottime prestazioni, ma anche per creare una squadra solida e compatta, e pronta a divertirsi all’interno del Progetto.                                                             

Noi della redazione facciamo un grosso in bocca a questo Empoli nella realizzazione dei propri obiettivi.

Salernitana: Ammutinamento (al contrario)!

“È arrivato il momento.

Ufficialmente mi dimetto da allenatore della Salernitana. Dopo due stagioni e mezzo ho deciso di farmi da parte, non si tratta di abbandona la nave o altro ma semplicemente di aver capito che il bene della Salernitana è più importante.”

Questo è l’incipit del post di dimissioni da allenatore della Salernitana di Mirko Sangiorgio, schiacciato dallo sconforto di aver raccolto solo 3 punti (solo pareggi) nelle ultime nove partite, ruolino di marcia che inchioda i granata al 20° posto della Serie B PG.

Il passaggio sofferto continua così: “A Salerno siamo riusciti a creare un gruppo spettacolare, partendo da bonus bassissimi siamo riusciti a diventare i terzi come attività della serie B e tra i migliori del progetto.”

Infatti la Salernitana, anche se non accompagnata dai risultati in campo, ne registra di ottimi in termini di attività, come lo stesso Sangiorgio ha scritto.

“Sono state due stagioni e mezzo ricche di divertimenti e prese in giro. Vorrei ringraziarvi tutti a uno a uno ma il post diventerebbe lunghissimo. Ringrazio i presidenti che mi hanno scelto per avermi dato la possibilità di vivere quest’esperienza, ringrazio tutti i direttori sportivi che hanno lavorato con me e soprattutto i giocatori fantastici che ho avuto la fortuna di allenare. Io resterò con voi con una mansione differente ma continueremo a divertirci, questo è sicuro. Forza Salernitana!”

Lo spogliatoio è andato in subbuglio, c’è stata una vera e propria levata di scudi a favore del mister sotto al suo post delle dimissioni.

Fabbri: Io per questa stagione non posso dire più di tanto, perché come sai bene mi sono allontanato tantissimo dal progetto. Ma il primo anno in B, quando ero presidente, quando ti HO SCELTO, quando tu mi hai scelto, è stato bellissimo! Ci siamo divertiti, abbiamo creduto e sperato di salire in A assieme, abbiamo sempre trovato il modo di venirne fuori; se c’è una piccola cosa che mi ha tenuto legato al progetto, è la tua voglia, la tua simpatia, il tuo gruppo! Non l’ho fatto per fare un favore a te, ma più o meno è cosi, quindi senza te, sarà insensata la mia permanenza… ripensaci!

Fulchignoni: Qua non si vincono soldi, non ci saranno fama e gloria ad attenderci alla fine di questo cammino. A noi non frega nulla se non ci porti in serie A. Il divertimento di questo gioco è stare tutti insieme. Ma se tutti ti stanno dicendo che non condividono questa tua decisione dovresti riflettere. Abbiamo avuto delle sconfitte e con questo? A noi non importa. Giochiamo perché questo è un bellissimo gruppo con te a capo. Vai via tu sicuramente sì perderà questo collante che ci lega tutti.

Tentardini: A volte molte parole non servono. Il bene della Salernitana è il nostro gruppo, il bene della Salernitana è con te mister. Il resto sono chiacchiere. Grazie!

Sono riuscito, in seguito, a sentire direttamente il mister per avere sue ulteriori dichiarazioni.

Mister Sangiorgio, parliamo schiettamente, cosa non sta funzionando alla Salernitana? Mercato sbagliato?

Il ruolino di marcia della squadra è quello di 9 partite di fila senza vittoria.  6 sconfitte e 3 pareggi. Troppo poco per una squadra che a inizio anno puntava ai playoff.

I motivi di questa debacle sono diversi. Dal mercato praticamente inesistente, alle tattiche evidentemente non performanti. Mi prendo la piena responsabilità di tutto, come giusto che sia.

Questo le fa onore, ma non pensa che sia ancora presto per cercare un altro tecnico? La classifica è comunque corta, la decima posizione dista solo 9 punti.

Proprio per questo non volevo perdere tempo, per dare la possibilità al successore di poter lottare per i playoff. Non so se è la soluzione giusta, i giocatori, come ha saputo, stanno protestando e mi chiedono a gran voce di restare. Alcuni chiederanno la cessione perché per loro il progetto sono io. Questo mi fa un piacere immenso e mi dispiacerebbe tanto se una mia dimissione significherebbe “distruggere” la Salernitana.

Se posso svestirmi dal ruolo di giornalista e dire la mia, sono d’accordo con la squadra, la pensiamo un po’ tutti così Mister

Lo so, non pensavo di creare così tanto scalpore. Pensavo di lasciare la parte tecnica a un altro, magari più bravo di me e occuparmi comunque del gruppo come ho sempre fatto da presidente. Non pensavo fosse una scelta così tragica ma questa specie di “rivolta” mi fa pensare e riflettere un bel po’.

Convinto dai suoi giocatori a rimanere al timone della Salernitana, Mr. Sangiorgio suona la carica nella speranza di raddrizzare la stagione della squadra della squadra dell’Ippocampo.

Svestendomi nuovamente dal ruolo di mero cronista, voglio porre l’accento sulle dinamiche coesive del progetto. I gruppi che si creano vanno al di là del mero risultato in campo, centrando appieno l’obiettivo di un gioco di ruolo che rappresenta lo spogliatoio di una squadra che lotta insieme, divertendosi, per un unico ideale, facendo crescere rapporti di amicizia sincera, che travalicano gli schermi.

Brava Salernitana, i complimenti te li meriti tutti!