Vinci, Savini!

Buongiorno cari amici di Free Kick!

Ci ritroviamo oggi a parlare col nuovo allenatore del Drink Team, Lorenzo Savini. Da buon factotum non poteva lasciarsi scappare un’occasione ghiotta come quella di allenare gli irlandesi dopo l’uscita di scena di Pennisi e dunque eccoci qua, mister buongiorno e benvenuto sulla panchina del Drink Team! Come ci si sente a sedersi su una panchina così storica?

Innanzitutto salve a tutti i nostri gentili lettori. Devo dire che non mi aspettavo di diventare l’allenatore del Drink Team senza esperienza pregressa in campionati online, ma per questo devo ringraziare infinitamente il mio presidente Filippo Ballarini che mi ha permesso di realizzare il sogno di far parte della squadra più anziana di Progetto FM.

Bene, la lecchinata è arrivata subito. Possiamo proseguire! Chi è Lorenzo Savini in game ma soprattutto fuori dal progetto?

Allora, fuori da Progetto FM sono uno studente universitario che cerca di passare esami nel tempo libero.
Sono inoltre membro di Progetto Gaming e sono fiero di aiutarli in tutti i modi che posso.
All’interno di Progetto FM sono attualmente centrocampista della Cremonese Markappa, allenatore del Drink Team e schiavo di Campagna… ah dimenticavo il ruolo più importante: sono moderatore del gruppo Facebook di Progetto Football Manager, moderatore della chat Twitch del canale Progetto Gaming, moderatore del server discord di Progetto Gaming, moderatore del gruppo Football Manager Nostalgia targato Progetto Gaming e aiutante tuttofare nel FantasyPG. Insomma, faccio poche cose…

Che impatto ha avuto lo spogliatoio del DT su di lei in questi primi giorni?

Ho trovato un gruppo molto interessante, formato da giocatori fortissimi e persone disponibilissime e simpaticissime. Il sogno di ogni allenatore, insomma. Spero che questa cosa duri finché il presidente non decida di cacciarmi!

Voci di corridoio dicono che un’eventuale sconfitta col sassuolo potrebbe costarle la panchina. Non a caso Ballarini fa rima con Zamparini!

Gioco ogni partita come se fosse la battaglia finale per decidere le sorti della guerra. Ogni partita ha le sue difficoltà, non sottovaluterò mai una partita perché è da sciocchi e presuntuosi farlo. Spero solo che il lato Zamparini del nostro presidente scatti il più tardi possibile.

All’esordio ha testato un modulo diverso dal 442 di Pennisi. Ha intenzione di basarsi su un unico modulo o di variare di volta in volta?

Come detto, ad ogni partita ho un avversario diverso davanti e quindi non è scontato che usi lo stesso modulo. Sicuramente abbiamo visto tutti che il 4-2-3-1 usato contro lo Stoccarda non ha dato buoni risultati, ma non è detto che lo abbandoni. Sicuramente userò dei moduli che la squadra conosce e che mi permettono di ottenere il miglior risultato possibile. Dalle prossime due-tre partite sarà in grado di fare delle considerazioni più approfondite.

Conosceva già qualcuno della squadra prima del suo arrivo?

Si, conoscevo già qualche giocatore. Urbano e Mollo erano miei colleghi ne IlCarro, mentre lavoro con Pessano nel FantasyPG. Esposito invece l’ho conosciuto nella mia brevissima avventura al Pisa.

C’è un giovane in rosa su cui vorrà costruire il futuro? Magari un attaccante nazionale U19, molto attivo, che lavora al FantaPg, scrive per FreeKick e fa il DS? (Ogni riferimento è puramente casuale!)

Pessano è un giocatore che si è iscritto da poco ed è indietro rispetto agli altri giocatori in rosa, così come Urbano al quale è stata ricreata la scheda. Sicuramente la loro attività verrà premiata, siamo in un gdr ed è giusto che abbiano le loro opportunità. Sicuramente data la loro giovane età, la loro attività e la loro determinazione, recupereranno presto il gap diventando ottimi giocatori e colonne portanti della squadra.

In tutti i suoi anni nel progetto avrà sicuramente qualche aneddoto interessante da raccontare! Cosa può dirci?

All’incirca un anno fa, tra il termine della terza stagione e l’inizio della quarta, in seguito allo scandalo Serveropoli che mi riguardó direttamente in quanto presidente del Milan, ero molto indeciso sulla scelta di continuare a giocare in Progetto FM oppure terminare la mia avventura. Non me lo aspettavo, ma in tanti mi scrissero e mi dicevano di non abbandonare. Pironti, Zirattu, Campagna, Trojer, tutta la squadra del Crotone… Non so perché, ma, anche se allora non ricoprivo tutti i ruoli elencati prima, mi sentii “desiderato” senza un apparente motivo. Decisi di continuare, e di lì a un mese nacque una bella amicizia con Alessandro, che ripose da allora tanta fiducia in me.

Credo che PFM vada proprio oltre il mero gioco di ruolo! All’interno si creano legami e sinergie molto forti e questo ne è un bellissimo esempio!
Ma torniamo a noi. Le chiedo ancora una cosa. Essendo un veterANO del progetto, vuole dare un consiglio ai nuovi utenti o chi è dentro da poco?

Di capire prima di tutto il gioco. Fare tutte le domande che si hanno al proprio mister, ds, presidente, ai tutor o ai moderatori. Poi di partire con bonus bassi e vedere se il gdr ti coinvolge man mano che il tempo passa. Dal resto può piacere come no!

Va bene, la ringrazio per il tempo dedicatoci! In bocca al lupo!

Crepi il lupo e soprattutto Campagna!

| Articolo scritto da Edoardo Pessano, revisionato da Stefano Santoro|

Giovanni Oteri svela il Siena e punta in A-lto

La ricerca di talenti da parte della redazione di Free Kick continua, ma questa volta abbiamo deciso di ripiegare su un’intervista. La situazione del Siena PG è affascinante, complice forse il triplice cambio sulla panchina bianco-nera, per questo la scelta di esplorarla più in profondità. Abbiamo avvicinato così uno dei protagonisti di questo avvio di S5, Giovanni Oteri. Un ragazzo giovane, molto forte, che ha già fatto parlare di sé sfoderando grandi prestazioni.

Abbiamo con noi Giovanni Oteri, una giovane scommessa del Siena che già in questo inizio di campionato ha fatto parlare un gran bene di sé. Ben 3 gol in 4 partite. Cosa ci puoi dire di te? Presentati a chi ancora non ha avuto modo di conoscerti!

Innanzitutto buonasera a tutti, mi chiamo Giovanni e ho 20 anni. Sono la punta del Siena come credo sappiate. Abbiamo iniziato la stagione da poco e credo che i risultati arriveranno col tempo, quindi continuate a sostenerci che l’obiettivo Serie A si può raggiungere.

Le affermazioni della punta bianconera sono audaci e mostrano lo spirito che un calciatore dovrebbe avere: puntare sempre in alto. Tuttavia ha anche evidenziato come la squadra toscana abbia degli obiettivi incredibilmente alti, sperando di raggiungere la vetta e con essa la promozione in Serie A. Anche se questo aspetto ci ha colpito molto, abbiamo scelto di tenere in primo piano lui come giocatore.

Ultimamente hai sfoderato delle grandissime prestazioni che hanno attirato molta attenzione. Anche se sei una punta, non è da tutti permettersi un rullino del genere. Confermarsi però è sempre difficil, puoi dirci quali sono i tuoi obiettivi personali per questa avvincente S5?

Bè sono ancora all’inizio ed emergere è molto difficile, però tempo al tempo. Di certo non mi lamento, sia se giocherò con continuità oppure no, anche perché ovviamente ci sono ragazzi molto più forti di me. Il mio obiettivo per la S5 è continuare a migliorare e deliziare i miei tifosi con i miei gol, per portare in alto il Siena.

Avendo avuto risposte più che esaustive sui suoi obiettivi personali, siamo tornati sul punto che già prima ha stuzzicato il nostro interesse, ossia l’obiettivo Serie A. Molto incuriositi abbiamo posto la domanda che chiunque, tifosi e critici, avrebbero avuto sulla punta della lingua.

Esatto, parliamo del Siena PG! Hai parlato di obiettivo Serie A, è effettivamente quello a cui ambite in questa S5? Ritieni che sia fattibile? E se sì, quali sono le squadre secondo te favorite che vedi come maggiori rivali per il titolo?

Beh nel calcio nulla è sicuro, sono molto scaramantico e non faccio pronostici riguardanti la mia squadra. Il nostro obiettivo come ho già detto è la promozione in Serie A e faremo di tutto per arrivarci.

Quando si parla di traguardi così importanti, come può essere la Serie A, si deve avere non solo un ottimo organico (cosa che il Siena ha), ma anche una discreta armonia e stabilità. Per questo motivo, notando la panchina del Siena essere già stata cambiata per tre volte, la domanda è sorta spontanea.

E noi di Free Kick vi auguriamo senza dubbio di raggiungere il vostro obiettivo. Ma ora voglio porti una domanda più delicata. Il Siena ha visto la panchina cambiare per ben tre volte da quando è iniziata la stagione e vorremmo avere un punto di vista interno alla squadra. Come hai vissuto questi cambi? Come li sta vivendo lo spogliatoio?

I cambi di allenatore possono capitare a chiunque, il nostro obiettivo rimane invariato e dobbiamo concentrarci per arrivare in Serie A, aiutando l’allenatore a restare in un ambiente professionalmente adeguato e consono. Mi trovo molto bene con il nuovo mister e spero che rimanga per molto tempo.

Parlando di armonia e sintonia, ci siamo sentiti in dovere di fare una domanda aggiuntiva sulla situazione del Siena PG. Che sia una realtà solida e interessante è sugli occhi di tutti da tempo, ma sentirselo raccontare da qualcuno all’interno, è un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.

Direi che è giusto e noi di Free Kick ci uniamo all’augurio fatto al vostro nuovo Mister! Ti faccio un’ultima domanda, perciò torno un attimo sulla squadra Siena. Ci puoi raccontare – in breve – il rapporto che hai con la squadra e con i tuoi compagni? Perché – secondo te – il Siena ha una marcia in più?

Siamo un gruppo molto unito, abbiamo un’alchimia di squadra pazzesca. Perché abbiamo una marcia in più degli altri? Semplice, perché facciamo del gioco di squadra. Il nostro punto forte è – come diceva una persona che stimo e idolatro – “THE SHOW MUST GO ON“.

Perfetto! allora non mi rimane che augurare a tutto il Siena una fantastica S5 e a te di poter continuare su questi ritmi. Sono sicuro che continueremo a sentire parlare di voi.

Grazie mille è stato un piacere.

Scritto da Alessandro Caluri |Grafica Stefano Santoro | Revisionato da Gad Hakimian

Una situazione spigolosa.

Buongiorno Daniele. Recentemente sei finito sul mercato, puoi dirci le motivazioni di tale scelta da parte della società?

Ciao Valerio. Ancora non so bene il perché di questa scelta. Immagino che il Pordenone abbia in mente una mossa di mercato particolare e l’unico modo per metterla in atto sia vendere me, uno dei giocatori con il maggior valore di mercato. Spiace, ma devo accettare la decisione del presidente (Bisceglie, ndr)

Presidente del Taranto, allenatore del Vicenza; il classico utente che garantisce bonus alti insomma. Immagino siano piovute offerte all’indirizzo della società…

Si, per quanto ne so qualche offerta è arrivata. Che io sappia Frosinone, Entella e Roma.

Frosinone, Roma… tutte aspiranti big, insomma. Molto strano che non siano arrivati interessamenti dalla A, invece. Ma Daniele cosa sogna? Forse il Taranto di cui è presidente?

Mentirei se non dicessi che mi piacerebbe portare il mio giocatore al Taranto, darebbe una grossa mano alla squadra. Tuttavia non lo ritengo fattibile. Il mio obiettivo è andare in una squadra dove ho amici, dove mi possa divertire. Nonostante al Pordenone mi trovassi comunque bene, ora che sono sul mercato sogno un nuovo ambiente. In particolare ambisco di vestire la casacca dell’Entella, squadra dove ho tantissimi amici e dove c’è gente con la quale ho rapporti al di fuori di FM.

Una vera e propria dichiarazione d’amore, insomma

Assolutamente si, se proprio devo andare via dal Pordenone… Entella sia.

Vuoi affidarci qualche altro messaggio, prima di andare?

Si. Vorrei ringraziare Valerio e l’intero Vicenza per l’opportunità concessami. In questo periodo un po’ buio, essermi ritrovato quasi all’improvviso catapultato in quella realtà è stata una manna dal cielo. Pur portando bonus alti, per ora mi risulta difficile divertirmi infatti. Però quando entro in quel gruppo, riesco almeno momentaneamente a ritrovare il sorriso. La classifica potrà non essere delle migliori, però i ragazzi sono davvero fantastici e riesco a divertirmi e dimenticare le negatività. Chiudo con una citazione cara ai miei presidenti: “Innanzitutto bisogna fare i complimenti ai ragazzi”.

Buona fortuna allora, e grazie per l’intervista!

Le squadre di C all’assalto della Coppa Italia

Il quinto turno di Coppa Italia ha visto protagoniste ben tre squadre di Serie C e ben due sono riuscite ad accedere agli ottavi di finale della nostra ambita coppa nazionale: la Torres e il Venezia passano il turno, mentre l’Alessandria si ferma sotto i colpi di un ottimo Bari.

Vediamo nel dettaglio il cammino delle tre squadre

L’Alessandria al primo turno riesce ad avere la meglio sul Como per 3 a 2, al secondo turno riesce a battere la Triestina per 4 a 0, al terzo turno rifila un altro 4 a 0, questa volta ai danni del Mantova. La squadra piemontese sembra abbonata al 4 a 0, al quarto turno la vittima è il Trapani.

Gli orsi si arrendono allo stratosferico Bari con secco 2 a 0, uscendo a testa alta dal San Nicola di Bari e dalla coppa.

Questa la dichiarazione rilasciata dal capitano dell’Alessandria Claudio Di Mauro: “Sono molto orgoglioso e soddisfatto della prestazione della mia squadra.

Abbiamo affrontato il Bari senza nessun timore e non pensando alla evidente differenza di valori. Nel primo tempo abbiamo avuto diverse opportunità di andare in vantaggio ma sfortunatamente non siamo riusciti a trasformarle il goal.

Usciamo da questa Coppa Italia sicuramente a testa alta e con la convinzione di poter giocare alla pari con tutti. Sono sicuro che faremo una seconda parte di stagione da protagonisti poi alla fine faremo i conti.”

La Torres al primo turno maltratta la Casertana con un sonoro 5 a 0, con una tripletta di Benfort e doppietta di Cicerone. Poi è il turno del Pisa, battuto per 3 a 0.

La squadra di Sassari pesca poi l’Ascoli, che viene domata con un rocambolesco 3 a 2, fino ad arrivare al Verona battuto per 6 a 2 con una prestazione maiuscola di Badalamenti.

Scontro epico al quinto turno per i rossoblù: Torres – Milan! La squadra meneghina, scende in campo al Vanni Sanna con una formazione rimaneggiata, mentre la Torres sfoggia il suo migliore organico, avendo la meglio per 4 a 1.

Agli ottavi sorteggio Thrilling: Progetto Gaming – Torres! Sentiamo in merito una dichiarazione del tecnico della Torres Fabio Arcoleo: “Buonasera a tutti. Innanzi tutto, faccio i complimenti ai ragazzi, senza di loro non staremmo qui a parlare dei risultati ottenuti finora. Il nostro cammino in Coppa Italia è stato incredibile e vogliamo continuare a sognare!

Affronteremo una rosa piena di campioni ma che forse in questo momento sta avendo qualche difficoltà di troppo. Il nostro obiettivo, come sempre, è quello di dare il massimo e cercare di portare a casa i 3 punti. Partiamo sfavoriti e nessuno si aspetta una nostra vittoria, Mister Casalati inoltre ci ha già fatto male una volta, stroncando i nostri sogni di serie B ai playoff… vediamo se questa volta riusciremo a fargli uno scherzetto.

Noi andremo lì per portare a casa il bottino pieno e venderemo cara la pelle, conosco i ragazzi e non si tirano indietro chiunque sia il loro avversario. Sarà di certo una grande partita!”

Il Venezia inizia il suo cammino in Coppa Italia dal quarto turno imponendosi per due a zero ai danni della Sambenedettese, al quinto turno riesce ad avere la meglio sul Cesena solo ai tempi supplementari con un gol di Rossato che sancisce il 3 a 2 finale.

Agli ottavi affronterà la pimpante Ancona di Riccardo Rex, sulla partita con il Cesena e sul sorteggio è intervenuto ai nostri microfoni l’allenatore dei lagunari Tommaso Molin: “È stata una bellissima partita, affrontavamo una squadra di due categorie superiori e sapevamo sarebbe stata dura.

L’avevamo preparata bene e alla fine è girato tutto per il verso giusto, ora affronteremo un’altra difficilissima sfida contro la squadra che al precedente turno mi ha eliminato con la Roma, quindi sarà l’occasione per prendersi una rivincita (amichevole dato che io e il buon Rex siamo compagni nel PG), ma la cosa che più mi rende felice è la possibilità per i ragazzi di rivedersi in live cosa che in C si sa è molto difficile.

Chiaramente partiamo iper-svantaggiati ma nel calcio non si può mai sapere.”

Daniele Collano in “Miracle Workers”

Salve a tutti, sono Pierpaolo Palladino e quest’oggi ho il piacere di poter intervistare una persona a me cara.
Parliamo di un uomo generoso e polivalente che risponde al nome di Daniele Collano, da poco diventato allenatore della Juve Stabia.

Buonasera Sig. Collano e grazie per avermi concesso l’onore di porle qualche quesito da parte della redazione di Free Kick.
Lei ha un attività pregna nel Progetto ma il suo obiettivo più grande, quello che spesso pervade la sua mente, qual è?

Entrare nella storia di Progetto FM; vorrei che ogni mia parte nel Progetto sia interpretata al meglio. Free Kick? Il giornale nr. 1 del Progetto. Parma e Juve Stabia? Le squadre nr. 1 del Progetto.
Voglio lasciare un’impronta importante. Ora che sono anche allenatore della Juve Stabia, vorrei essere il migliore di tutti. Un po’ da pazzi eh?

Sognare non costa nulla. Dunque, la Juve Stabia; Ora vive un momento di rodaggio. Il precedente mister ha lasciato l’incarico per alcune motivazioni tattiche. Lei invece come lavora a Castellammare? Ha apportato determinate modifiche tecnico-tattiche?

Castellamare è una piazza bellissima, ma i giocatori vogliono risultati.
Durante la scorsa stagione Luca Belli aveva dato vita ad un miracolo trainando la squadra vicina ai Playoff, poi però quest’anno abbiamo avuto delle difficoltà. La colpa non è sua, purtroppo capitano stagioni sbagliate. Personalmente, per alcune partite ho usato le famose Beo e non me ne vergogno a dirlo; avevo bisogno di punti e li ho fatti. Ora ho abbandonato l’idea solo di far punti perché ho pensato: ma vincere così mi diverte? Devo dirti la verità, non mi diverte e allora sono passato al mio modulo 4-1-2-2-1 modificato. Mi porterà qualche risultato? Farà divertire i ragazzi? Io spero di sì perché a me ha sempre dato grandi soddisfazioni.

Ovviamente la sua nobiltà d’animo è conosciuta sia dal sottoscritto che dalla community, oltre che dalla sua redazione. Ha saputo fare di necessità virtù, essendo concreto e cinico per quanto riguarda la conquista di punti fondamentali.
Si può dire che la Juve Stabia abbia progetti ambiziosi e punta al modello-Parma o le due società cercheranno di non calpestarsi i piedi?

Le due società sono a sè.
C’è un affiliazione, però puntano ad essere due realtà ben distinte. L’unica affinità è l’essere circondati da uno staff e da una rosa che si divertono. Qui alla Juve Stabia c’è un gran bel gruppo e si punta ad esserlo sempre più. Ho dei collaboratori preparati e molto bravi nella gestione dell’intera rosa e questo è un toccasana.

Chi l’ha colpita maggiormente durante il suo insediamento avvenuto a stagione in corso? Ha avuto le risposte che cercava da chi doveva trascinare la squadra in posizioni a lei più consone?

Un giocatore che mi ha colpito in assoluto è Bucciero: un bomber.
Mi ha accolto bene e con i suoi gol permette alla squadra di dire la sua. In generale devo dire che tutti i giocatori mi stanno dando una grossa mano nelle mie prime settimane da allenatore. Sono molto contento della squadra, sono fortunato ad avere un gruppo così.

Come gia fatto presente, essendo lei il presidente delle Vespe, sa che a breve inizieranno i chiacchiericci del calciomercato. Cosa cerca la Juve Stabia da questo ballo frenetico di nomi e idee? Avete in mente una linea da seguire?

Il Calciomercato è una brutta bestia in Serie C.
Le squadre sparano prezzi troppo alti e quindi è molto difficile fare movimenti di alcun tipo. Ci sono giocatori che mi portano qualche bonus o che portano il minimo e vengono valutati come fossero Gallarato o Campagna.
Bisognerebbe agevolare trattative realistiche e solo allora si potrebbe fare un buon mercato in C.
Chi prenderà la Juve Stabia? Nessuno. Siamo poveri. Ma se avete giocatori che non vi servono e me li prestate, fate pure! Scherzi a parte, dobbiamo ancora valutare le strategie di mercato; prima facciamo scannare i potenti e poi ci intrufoliamo e vediamo di prendere chi ci serve.

Lei sembra avere le idee molto chiare, non a caso è il capolega di C.
Cosa si può fare per il movimento? Come si potrebbe affrontare il deficit di risorse economiche che affligge le dirigenze di Serie C? Ha qualche anticipazione da lanciare?
Sarebbe un toccasana per la Juve Stabia così come per tutte le altre squadre.

In Serie C gli utenti chiedono a gran voce più giocatori, più visibilità.
Ma i problemi effettivi non sono questi, in Serie C, molto spesso, i giocatori sono abbandonati a loro stessi dalle società, che non aiutano a capire il Progetto ai nuovi utenti e molto spesso si inattivano.
Più utenti? No, ci sarebbero solo più inattivi. Bisogna curare e aiutare di più gli utenti già presenti nella Lega e invogliarli a capire tutte le dinamiche.
Magari aumentare il budget sarebbe una soluzione ma il problema dei prezzi alti rimarrebbe comunque, quindi prima di aumentare eventualmente i fondi economici in C, bisognerebbe sistemare il mercato: controllare che un giocare semi-inattivo o con bonus minimo non venga proposto a cifre assurde.
Personalmente, da un utente quasi inattivo, mi è stata data una valutazione di 1,5M perché aveva una bella scheda. Bisogna risolvere questo, e poi possiamo parlare di tutto quello che volete.

Sembra un netto passo in avanti verso coloro che spesso hanno fatto notare la questione.
Tornando al suo lavoro di coach; ha un idolo o un punto di riferimento da eguagliare e perché no, superare?
Che mister è Daniele Collano?

Ho la fortuna di confrontarmi con tante persone che amano questo gioco, e prendo i loro consigli come fossero dobloni d’oro. Ho sempre giocato offline e ritrovarmi a confrontarmi online mi ha spiazzato, ma grazie a tanti amici del Progetto posso valutare e ricevere consigli.
A chi mi ispiro? A nessuno. Ognuno ha il suo modo di giocare io voglio avere il mio gioco ed il mio stile. Ogni allenatore ha giocatori diversi e può esprimersi in base alle qualità in rosa.
Io sono un’allenatore che ama pianificare ogni possibile contromossa, spiazzare il mio avversario e rendere il suo gioco inefficace.

Insomma, rispetto per tutti ma paura di nessuno.
Se dovesse salutare la community di Progetto Gaming elargendo un consiglio, come un padre fa con un figlio, quale sarebbe?

L’unico consiglio che posso dare è quello di divertirsi e di non trascendere nel pianto greco ad ogni occasione che vi si presenta. Ci sono tanti colleghi, allenatori e non, che amano lamentarsi delle proprio sconfitte. Non fatelo, non ve lo meritate. E sopratutto smettetela di ipervalutare. Torniamo ad applicare il giusto prezzo alle cose, così come si dovrebbe dare il giusto valore alla vita.

Scritto da Pierpaolo Palladino  |  Revisionato da Gad Hakimian

Gambardella a nudo nel PG

Oggi ai nostri microfoni Giuseppe Gambardella, per tutti Pippo, un pilastro da S2 nel Progetto.

Chi è Giuseppe Gambardella al di fuori dal Progetto?

Posso riassumermi in una definizione pirandelliana: ”Uno, Nessuno, Centomila”.
Al di fuori del Progetto sono: un marito fedele, un padre in continua crescita con i suoi figli, un amico leale, un uomo in carriera, un uomo ancora volitivo e desideroso di dare il meglio di sé nei vari aspetti della vita e nelle relazioni con gli altri.

Come e cosa lascia a Cittadella? Come era il rapporto con Baldacci e La Rosa?

Lascio il Cittadella con sommo rammarico, lascio al Cittadella tante soddisfazioni ed il merito di avermi dato la consapevolezza e l’esperienza dirigenziale.
Il mio rapporto con Baldacci era ed è buono (spero) anche se, nell’ultimo periodo forse eravamo diventati un po spigolosi; il mio rapporto con La Rosa è stato ed è buono, un rapporto che non ha mai subito nessuna inclinazione.

Come mai è approdato alla Fiorentina? Che obiettivo si pone in questo nuovo progetto tecnico?

Sono approdato alla Fiorentina, perché adoro le sfide e non mi spaventa l’impegno. L’obiettivo che mi propongo allenando questa squadra è quello di salvarla dalla Serie C e proseguire il cammino sempre piu in alto .

Come si trova alla corte del Patron Di Stefano nella terra natia di De Andrè?

Alla corte del presidentissimo mi trovo benissimo in quanto c’è un gruppo molto affiatato (forse ora un poco meno) e coinvolgente.

Cosa l’ha spinta ad acquistare l’Inter con l’ex admin De Donatis che obiettivo avete per questa stagione?

La spinta che mi ha condotto ad acquistare l’Inter con l’amico De Donatis è stata la mia eterna passione per i colori di questa squadra.
Gli obiettivi sono: gettare le basi per la prossima stagione ad alto livello e aumentare il coinvolgimento della squadra.

Come mai ha deciso di lasciare la maglia azzurra e scegliere quella verde-gialla del Senegal?

Ho deciso di lasciare la maglia azzurra per una semplice questione anagrafica (troppo vecchio); ho scelto di vestire la maglia del Senegal per acquisire esperienza internazionale.

Sappiamo che ha deciso di intraprendere il ruolo di vice in terra emiliana alla corte di Namane. Cosa la spinta ad accettare questa nuova avventura?

Per quanto concerne il mio ruolo saltuario di vice nel Sassuolo è stata una scelta per la stima e simpatia della dirigenza che da subito mi ha colpito.

Quali sono le persone con le quali ha stretto di più nel Progetto? E quali avrebbe voluto fossero migliori?

Le persone con le quali ho stretto di più nel Progetto sono poche, ma significative. Per fare qualche nome: Davyd, Alberto, Danilo ed Umberto, probabilmente per ragioni di affinità, ma sono certo che se ne aggiungeranno presto altre nessuno ma proprio nessuno – avrei voluto fosse migliore, ognuno lo è a suo modo, e questo è il bello dell’amicizia: il confronto per crescere insieme nel rispetto delle proprie individualità.

Cosa ha lasciato a Udine? Si pente di alcune decisioni prese? Si sarebbe comportato in un altro modo a posteriori?

Ad Udine ho lasciato il rammarico di non aver potuto dare il meglio di me non per volontà, ma per mancanza di conoscenze in quel tempo.
Non mi pento in genere delle decisioni prese, poiché prima di eseguirle, le valuto attentamente.
A posteriori è facile dire come mi sarei potuto comportare in una determinata situazione, ma con il senno di poi, non si va da nessuna parte. Ritengo che ogni scelta ”sbagliata” che si può aver commesso è stata comunque “giusta” per comprendere i propri errori facendoli diventare punti di forza per arrivare a quello che sono oggi, un uomo che ha acquisito delle conoscenze e che continuerà ad acquisirne ancora, perché non si finisce mai di imparare.

Articolo scritto da Davyd Andryiesh, revisionato da Stefano Santoro


La Solitudine del Numero 12

Oggi, cogliendo l’occasione di avere ai microfoni di Progetto X il numero 12 del Milan Pietro Caliendo, vogliamo puntare la lente d’ingrandimento sul ruolo dei numero 12 nel progetto. Il secondo portiere ha subito, nel corso degli anni, un profondo cambiamento, da chioccia per i portieri delle giovanili a vero e proprio rincalzo che non ha nulla da invidiare al numero 1.

Ciao Pietro, presentati ai nostri lettori sia dentro che fuori dal progetto.

Sono uno studente romano che attualmente sta prendendo una magistrale in criminologia, sono entrato a far parte di Progetto Football Manager perché amo il calcio e sono onorato di far parte di un grande club come il Milan

C’è chi considera il secondo portiere come un’entità che si spera non scenda mai in campo, altri li considerano dei titolari a tutti gli effetti che dividono la porta con il numero 1. Senti più tua la prima o la seconda definizione?

Penso sia fattibile dividere la porta con il numero 1, perché è un ruolo instabile nel senso che oggi sei decisivo, domani no. Perciò uno deve allenarsi per essere pronto a subentrare!

Come vivi il tuo ruolo da secondo?

Con tranquillità, rispetto il ruolo che ricopre Sassano in quanto abbiamo un bellissimo rapporto all’intento dello spogliatoio.

Ti è mai balenata l’idea di scendere di categoria, in cerca di un posto da titolare?

Sono partito dal Salò, dove è stata un’esperienza fantastica per poi giungere al Milan. Potrei chiedere di più? Sarà difficile questa stagione, ma sarà un motivo in più per fare il 110%

Capello asseriva che il ruolo del portiere è un ruolo diverso, dove non serve competizione ma serve fiducia, cosa ne pensi tu?

Condivido le parole del mister, perché come ho detto prima con Sassano ci sta un rapporto fantastico e arriverà il mio momento. Credo nel mister Gianberduca, una persona saggia in ogni scelta che compie

Mi piacerebbe commentassi queste due citazioni:

“Il portiere è un ruolo a rischio: ti martellano, e tu sei solo. Ti devi prendere la responsabilità, anche se agisci d’istinto.” (Emiliano Viviano)

“La vita è fatta di piccole solitudini, quella del portiere di più”. (Fabien Bartez)

Condivido in pieno con Viviano, ma anche del collega Bartez. Aggiungo una mia citazione “il potere è un umano che fa cose da alieno”. Il portiere è una missione umanitaria, in quanto deve disinnescare ogni bomba nemica!

L’impegno richiesto al portiere è aumentato notevolmente rispetto al passato, dove l’estremo difensore era solitamente quello che non ci sapeva fare con i piedi e che quindi veniva relegato nella sua porta. Hai dei piedi buoni? Stai cercando di migliorare le tue doti con la palla tra i piedi?

Il mio modello di riferimento, non mene voglia il mister, è Julio Cesar: abile in porta e con i piedi. Mi sento di definirmi discreto, anche perché sennò avrei fatto un altro ruolo (ride ndr)

Parliamo del Milan, riuscirai a giocarti le tue chanches?

sono sicuro che darò il mio contributo dentro e fuori il campo per dimostrare il mio valore! Mi sento parte del progetto e spero di farlo capire a chi vorrà entrare a far parte della grande famiglia Milan

Che stagione farà il Milan?

siamo un gruppo fenomenale con gente attaccata alla maglia, mi sento onorato di farne parte! Scherziamo, ridiamo ma soprattutto lottiamo su ogni fronte.

El Loco, una nuova guida al comando del Como.

Oggi ai microfoni di Free Kick abbiamo Pierpaolo Palladino, da poco nuovo allenatore del Como.

Salve Palladino, grazie per averci concesso un’intervista e complimenti per il nuovo ruolo che ti è stato assegnato. Per rompere il ghiaccio in breve, presentato ai lettori che non ti conoscono e descriviti con un solo aggettivo.

In molti già mi conoscevano, in molti avranno avuto modo di conoscermi, ma per chi si fosse perso questo pezzo di storia, lo metto al passo con gli altri: Campione d’Europa U19 S3, capocannoniere Serie B S3, Scarpa d’oro S3, Bandiera del Brescia e miglior videomaker del Progetto – a mani basse – per contenuti.
Oggi anche allenatore del Como. Chiamatemi “El Loco“.

Complimenti. Una carriera straordinaria costellata di successi. il tuo curriculum parla chiaro: sei un vincente. Riuscirai a trasmettere questa tua dote ai giocatori?

I calciatori che ho trovato qui sono tutti predisposti ad essere attivi e trionfanti. Gli ho esposto le mie idee e i miei pensieri e ho raccolto solo reazioni positive da parte loro e della dirigenza.
Trasmettere le doti no, non la vedo così. Ognuno apprende a modo suo e sviluppa un carattere vincente (o meno) a modo suo. Diciamo che “vincere aiuta a vincere” ed io, in quanto a questo, so di cosa parlo e spero di raccogliere i risultati tanto attesi.

Hai parlato di giocatori con alto potenziale ma la stagione attuale è al di sotto delle aspettative sia in termini di risultati che di attività, come spieghi una cosa del genere? Su chi ricade la colpa a tuo parere?

Non mi piace puntare il dito, anche perché non ero presente. Diciamo che le colpe sono di tutti in questi casi: dalla dirigenza ai precedenti mister, finendo per i calciatori.

Come pensi di riuscire a fare in modo che una situazione come questa di inattività posso verificarsi di nuovo? E se dovesse per qualche motivo riaccadere, come dovresti affrontare la situazione?

Ma non ci sono inattivi, quindi non vedo il problema. Su 15 giocatori 10 sono attivi.
Essendo videomaker posso coinvolgerli così come abbiamo fatto a Brescia e San Marino. Due squadre con attività 100%.

Ottimo a sapersi, se dovessi quindi pensare ad un 300k all’anno ed un futuro da stella nella Serie A, quale tuo giocatore ti verrebbe in mente?

Forse i migliori in rosa: Ruggeri e Volpe. Se lavorano e seguono passo dopo passo gli step che offre Progetto Gaming, possono diventare giocatori ambiti dalle migliori squadre. Ovviamente cito loro due ma mi rivolgo anche agli altri in rosa.

Ti definisci più un allenatore in tuta o in abito?

Mi definisco un allenatore nudista.

Buono a sapersi. Come ti è sembrata la dirigenza sino ad ora?

Sono arrivato durante le feste di natale quindi era in preventivo la poca presenza di tutti, me in primis.
Terminati i due giorni clou e tornati alla realtà lavorativa ho alzato un pochino la voce per far si che il tutto fosse credibile, serio e professionale.
Non voglio dei dirigenti ragazzini che non sanno cosa fare, non sanno come muoversi e non sanno prendere di petto le situazioni. Voglio persone preparate che sappiano adeguarsi alle mie richieste ed ai miei modi di lavorare.
Per fortuna c’è stato Giovannini, che ha voglia di fare e ha voglia di migliorarsi. Il presidente è più occupato, lo sento poco.
Dopo la prima chiacchierata e gli obiettivi da raggiungere non abbiamo più avuto modo di parlare, ma di sicuro non mancherà occasione.
Dobbiamo iniziare un percorso tutti insieme, dove c’è fiducia nel lavoro altrui e volontà di rendere questa realtà, una realtà migliore.

Per finire l’intervista, rilascia una dichiarazione accattivante per tutti i tuoi avversari.

La dichiarazione che lascio è l’auspicio di ritrovarli tutti dietro al Como, che ha una gran voglia di rilanciarsi, una dirigenza pronta a far rimangiare le accuse subite in passato, giocatori volenterosi e un allenatore alla prima esperienza che ha il sangue agli occhi.
Con Grinta & Cuore la strada è spianata.

Grazie per il tuo tempo, auguriamo il meglio a te e al Como, avete un futuro brillante. Dimostrate a tutti quanto valete!


Focus Lucchese parla Antonio Praticò: ”E’ stato un inizio sorprendente ma tuttavia restiamo con i piedi per terra…”

Buonasera a tutti voi lettori e ben ritrovati su Free Kick, quest’oggi noi della redazione facciamo tappa a Lucca dove abbiamo il piacere di incontrare Antonio Praticò. Tempo fa abbiamo avuto il piacere di conoscere Antonio quando era in procinto di accasarsi alla Lucchese nel pieno del mercato invernale di S4, adesso ascoltiamo le sue parole ad un anno di gioco di distanza dal nostro primo incontro.

Ciao Antonio e bentornato nella nostra nuova redazione di Free Kick, un inizio pazzesco quello della Lucchese dopo aver passato una stagione intera nei bassi fondi della Serie B vi ritrovate in piena lotta promozione, ti aspettavi questo salto di qualità?

Un saluto a tutti! E’ vero, è stato un inizio sorprendente ma tuttavia restiamo con i piedi per terra. Ci alleniamo duramente e facciamo ciò che il mister ci chiede. Il salto di qualità probabilmente è avvenuto a livello mentale, diamo il 110% in allenamento e ciò che succede in campo ne è il risultato.

La rosa della Lucchese è rimasta comunque uguale a parte un paio di innesti mirati e ciò rende inspiegabile questo grande salto che avete fatto. C’è quindi da attribuire qualche demerito all’allenatore Deidda? Oppure quest’ultimo ha tirato fuori il coniglio dal cappello?

Gli acquisti hanno dato una bella mano ad un gruppo già solido e ben avviato, sebbene un po’ sfortunato in campo. Quest’anno abbiamo instaurato una bella sintonia grazie ovviamente al mister che ha saputo impartire il ritmo giusto e che ha saputo motivare alla grande tutta la squadra.

Un altro merito che ha avuto è quello di valorizzare ogni giocatore della propria rosa e te soprattutto sei uno di questi. Sei d’accordo su questa osservazione?

Certamente, l’allenatore ha saputo analizzare correttamente le caratteristiche della rosa a sua disposizione e ha trovato il posto giusto per ognuno di noi, ha preparato esercizi mirati e ha scoperto mettendoci in grado di esprimerle in campo le nostre qualità migliori. I risultati in campo sono quindi frutto di un’attenta analisi in allenamento.

Ci puoi raccontare un aneddoto particolare del tuo allenatore?

La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata il voler un colloquio personale privato con ognuno dei giocatori all’inizio della stagione. È stato davvero motivante, ha chiarito aspirazioni e ruoli, ma ha anche analizzato aspetti personali e di gruppo. È stata una cosa che ho apprezzato moltissimo.

Prendiamo spunto dal nostro ultimo incontro in cui ci hai detto di voler vincere con questi colori, quante possibilità avete secondo te di trionfare in Serie B quest’anno?

La volontà è la stessa, tuttavia sono molto scaramantico e quindi vi rispondo che si punta ovviamente sempre in alto, ma come al solito ogni obiettivo va conquistato sul campo quindi lasceremo che sia quest’ultimo a parlare.

Quest’anno troverai come pretendente alla promozione la tua ex squadra il Genoa, che per ironia della sorte affronterete subito dopo la pausa natalizia. Quali aspettative hai per questa partita? Vorresti vendicarti contro la tua ex squadra?

Sono sicuro che sarà una partita divertente e molto sentita a livello emotivo. Non scendo in campo con il dente avvelenato poiché ho concluso la mia avventura con il Genoa in buoni rapporti, tuttavia non farò sconti per nessuno quindi non aspettatevi che tolga la gamba nei contrasti. Come sempre – scherzi a parte – scenderemo in campo per i tre punti, poi il pallone è rotondo quindi per vincere bisognerà dare il massimo.

Per chiudere abbiamo parlato tanto del tuo presente qui nella Lucchese, ti vedi mai un giorno lontano dai rossoneri?

Sono un giocatore della Lucchese, mi trovo bene qui e non sento la necessità di trasferirmi. Certamente le lusinghe di altre squadre fanno piacere, ma se guardo al più immediato futuro mi vedo con la maglia della Lucchese.

Grazie Antonio per il tempo a noi dedicato e buon proseguimento di stagione.

Grazie a voi ragazzi!

Scritto da Gabriele Di Leo | Grafica di Raffaele Pascariello | Revisionato da Gad Hakimian

Terzout! Arriva Gambardella

La Fiorentina cambia di nuovo, Terzo costretto alla dimissioni causa sopraggiunti impegni lavorativi.

L’ex tecnico della Fiorentina ha dovuto rassegnare le proprie dimissioni alla vigilia dello scontro diretto, nella parte bassa del tabellone, contro il Cittadella.

I presidenti Iadicicco e Pusceddu si sono spesi nel tessere le lodi dell’ex tecnico, riconoscendogli il grande merito di aver contribuito a creare un ambiente sano e partecipe nello spogliatoio, precisando che questa non è stata una scelta tecnica nonostante il magro bottino in campionato della Viola.

Pusceddu ha sottolineato come Terzo sia ormai considerato un amico da parte di tutta la squadra, che ha avuto un impatto determinante nella gestione dello spogliatoio nel dopo-Torcolini, invogliando i giocatori della Fiorentina a impegnarsi di più all’interno del progetto.

Il Nuovo Tecnico Viola: Giuseppe Gambardella

La panchina sarà affidata all’esperto Giuseppe “Pippo” Gambardella, che entrerà a far parte anche della dirigenza.

L’ingresso in dirigenza di Gambardella è salutato positivamente da Iadicicco che, conoscendolo di persona, sa che è una persona affidabile, dello stesso parere è Pusceddu che è certo della serietà di Gambardella e del fatto che darà una nuova sferzata all’attività della squadra.

Nonostante il cambio di panchina, gli obiettivi della compagine Toscana non cambiano: playoff e attività, ci dice Angela Iadicicco, non si vuole lasciare nessuno indietro, non ci devono essere inattivi alla Fiorentina targata Iadicicco/Pusceddu/Gambardella.

Le parole a caldo di Pippo: “Voglio continuare a divertirmi in questo progetto e so che la Fiorentina mi permetterà di farlo, non conosco ancora bene la rosa, quindi ci sarà un periodo di profondo studio prima di intervenire sul mercato. Non sono un integralista tattico, per la scelta del modulo bisogna vedere la rosa cosa permette, coinvolgerò la squadra nella scelta del modulo. Di una cosa sono certo tutti i giocatori sono titolari, un occhio particolare andrà a chi è più attivo.”