La Rassegna Stampa ‘Gnorante – ep.1

Premessa doverosa: questo è il primo di una serie di articoli a cadenza settimanale in cui parleremo, fra satira e goliardia, del mondo di Progetto Football Manager.
Si ringrazia per l’ispirazione il buon Giobbe Covatta (idolo delle Rassegne di Mai Dire Domenica), ed il mondo giornalistico-parodistico che ci aiuta con la leggerezza a semplificarci la vita.
O a comprenderne con facilità i meccanismi contorti.



IL CORRIERE DELLO SPORC

La prima pagina si apre con una notizia che racchiude sport e cronaca nera:

Squalificato Stefano Santoro, l’autore delle famose “bombe” è stato trovato positivo all’antidoping.
Il fratello Luca Brian ha dichiarato in growl: “E’ un serio professionista e saprà dimostrare la sua colpevolezza”.


Segue quindi l’Editorale: “Droga e Juventus: boom negli abbonamenti?”


BRUTTOSPORT

“La Federazione introduce il Mona-ruolo, rilancio delle quote rosa”
Le istanze del comitato formato dalle donne del progetto Iadicicco, Calcagno, Zanotti, Pizzuti sono state accolte dalla Federazione.

Segue trafiletto di scuse con licenziamento del titolista in tronco: adesso Arnaldo Figoni cerca lavoro.

LA MAZZETTA DELLO SPORT

Focus sul calciomercato, con in prima pagina il Titolo:

“Colpo inaspettato della Lazio: preso Gabriele Marchi”
Valerio Arnone, per non sentirsi inferiore, compra Serafini. Per il bilancio del Vicenza: un rene e le foto hot di Alessandro Pironti.

Gallarato trovato ubriaco, in mezzo ad un mare di figliole, urlante frasi di giubilo.

L’Editoriale di Simone Moricca, Ds della Casertana:
“Ma ‘ndo li pijate tutti sti soldi?”

Segue trafiletto di Mariano Pizzuti:
“Per i bilanci S5 saranno volatili per diabetici”

L’OSSERVATORE ROMANO

In prima pagina la notizia bomba:

“Atti impuri, blasfemia e continuo infrangere di comandamenti: la stagione 4 Costa la Scomunica al Torino”
Lo spogliatoio risponde dichiarando lo scisma e nominando Giacomo Sedda come Antipapa
in conclave.

Intanto, da Milano, il Presidente dell’Inter Alberto De Donatis dichiara laconico:
“Dilettanti”

In allegato il calendario Mariano – raffigurante il revisore vestito da sacerdote che compie il miracolo della moltiplicazione dei fogli excel – edito da Don Francesco Fusco.


IL FALLO QUOTIDIANO

Ombre sull’operato del Direttore Salvatore Campagna:

“Il Giornale MK-Ultra utilizzato per scambiarsi foto compromettenti”
Damiano Mattia si dichiara innocente confermando il detto latino “Excusatio non petita, accusatio manifesta”

Trovato l’autore della rassegna stampa svenuto sulla scrivania per lo sforzo mentale compiuto per la citazione.
Aperta ancora l’ipotesi dell’attentato delle Brigate Rozze.

L’ora della fenice

Per la prima volta nella storia del Progetto assistiamo, in questo passaggio dalla Stagione 4 alla Stagione 5, alla rinascita di chi ha ormai raggiunto i 33 anni in-game.
Questa situazione merita sicuramente un’analisi approfondita, dal momento che non era mai stata tenuta in considerazione fino ad oggi.
Prima di affrontare l’argomento è doveroso riportare la regola che lo riguarda, così come da paragrafo 5.7 della “Guida ed Istruzioni Progetto Football Manager”:

Raggiunti i 33 anni, un utente può decidere di ritirare il suo giocatore, anche se nel gioco il personaggio stesso non volesse chiudere la carriera. Il giocatore verrà ricreato 16enne con il CA che sarà la meta del suo PA attuale. Quindi se aveva 160 di PA, rinascendo avrà 80 di CA e PA sempre a 160.

Attenzione! Raggiunti i 33 anni chiunque può scegliere di ritirarsi, ma se si decide di continuare si avrà un bonus sul PA in caso di un ritiro posticipato. Dopo i 33 anni, ogni anno in più senza ritiro, equivale ad un +10 sul PA quando si rinasce 16enni. Quindi se ci si ritirasse a 35 anni, con una PA di 160, il giocatore rinascerà con CA 90 e PA 180.

Per i neofiti di FM è doveroso spiegare che la CA (Current Ability, tradotta in Abilità Attuale) è il valore complessivo che misura la totalità delle caratteristiche, appunto, di un giocatore, mentre la PA (Potential Ability, tradotta in Abilità Potenziale) è il valore massimo di CA che un giocatore può raggiungere e sarà inevitabilmente sempre maggiore rispetto alla prima.
Basandoci su quanto scritto sopra, il fattore chiave sul quale ruota interamente la scelta del ritiro è l’Abilità Potenziale. Maggiore sarà questo valore, più alta sarà la base di CA da cui potrà ripartire il vostro fresco alter-ego.
Una PA elevata, inoltre, come ben sappiamo, aumenta le probabilità di accelerare la crescita del calciatore e quindi possiamo tranquillamente dire che andrà ad incidere sulla CA doppiamente: nell’immediato e nel breve/medio termine.
Abilità potenziale che è un valore molto accessibile nei suoi primi steps, ma il cui prezzo risulta estremamente livellato verso l’alto. Qui di seguito i suoi costi:

Costi dell’Abilità Potenziale

Considerando che solitamente si spende per migliorare anche e soprattutto le caratteristiche che rendono il proprio calciatore più performante, con un discreto stipendio e una buona attività, nell’arco di tre/quattro stagioni si può raggiungere un livello di PA quanto meno interessante, intorno ai 170/175. È qui che è più consigliabile fissare l’asticella minima di potenziale per pensare di ritirarsi.

Quando puó risultare, invece, più conveniente proseguire? Prendiamo un calciatore che ha puntato molto sul valore in questione, arrivando in età matura ad un ottimo 180 PA. Potrebbe rinascere con un’abilità attuale di 90 e migliorerebbe a vista d’occhio, stimiamo di un range di 25-35 punti alla fine della prima stagione, niente male. D’altro canto però, se la CA varia, il potenziale è un valore costante che ti porti sempre dietro e che, inevitabilmente, prima o poi dovrai comunque alzare una volta arrivato al limite del tuo miglioramento. Ecco quindi che al giocatore in questione potrebbe convenire aspettare almeno un’altra stagione, guadagnando 10 punti PA che se acquistati costerebbero la bellezza di 2.26M. Il risparmio è evidente.
Il calciatore il cui profilo tende a non subire un forte abbassamento delle skills dovuto all’età, potrebbe addirittura considerare di tirare avanti fino a 35 anni, ottenendo un +20 PA extra che, riprendendo l’esempio precedente, frutterebbe un ulteriore bottino di 4.3M, raggiungendo un risparmio totale di addirittura 6.56M.
Infine, da non dimenticare sono le strutture di allenamento. La presenza di un ottimo staff di squadra agevola la crescita di un giovane che dispone di tanto potenziale. Le strutture, per chi non lo sapesse, sono legate al livello achievement sbloccato dall’allenatore.
Riassumendo, la scelta è più che altro soggettiva, ma deve essere comunque fatta tenendo conto di diversi fattori e della propria situazione generale, oltre eventualmente delle necessità della propria squadra.

Abbiamo posto qualche domanda sull’argomento alle prime “fenici” e abbiamo notato per l’appunto come la volontà di far appendere gli scarpini al chiodo al loro primo personaggio sia dettata da ragioni differenti per ognuno di loro.
Paolo Bianchi, difensore del Fublet, ci spiega come la scelta del ritiro sia maturata già due stagioni fa. È stata pianificata per lui ma anche per gli altri giocatori biancoverdi. Quando gli abbiamo chiesto se non ne valesse la pena di aspettare un’altra annata per guadagnare 10 punti potenziale, ci ha risposto che “La decisione è stata presa per un mero e poco poetico calcolo matematico. Dalla mia creazione ad oggi ho investito sul giocatore circa 15 punti di CA. Di questi, circa otto sono andati persi per un decadimento legato all’età. Facendo un rapido calcolo ho quindi preferito adottare la scelta del regen immediato. Discorso diverso è stato fatto per altri giocatori in rosa, per esempio Carfì, che stanno ancora crescendo di anno in anno. Vi svelo un segreto, – continua il presidente della Lega Serie A – nel Fublet abbiamo un file che monitora ogni giocatore in rosa dal suo ingresso alla sua cessione e viene aggiornato a cadenza semestrale. Fublet Lab lo utilizziamo sia come strumento di pianificazione che di controllo consentendoci di far scegliere ad ogni giocatore sia il proprio allenamento personalizzato in game che gli attributi migliori per lui da potenziare di anno in anno.”
Gli abbiamo infine domandato su che cosa si focalizzerà il primo potenziamento del suo regen, se prevalentemente sulla CA di base o su ulteriore PA. “In prima istanza sicuramente sulle skill. Ho un bel gruzzoletto da spendere immediatamente per colmare il gap tra la CA di creazione e la PA arrivando, secondo i calcoli, a 110 circa di CA. E per un 16enne con PA 175 dovrebbe essere un ottimo input iniziale. Poi nel tempo vedrò mano mano cosa sarà più corretto fare. Diciamo che potendo lavorare da subito su un giocatore ad inizio carriera mi piacerebbe assomigliare, da adulto, a un Nesta o Maldini, poca roba insomma (ride, ndr)”.
“Alla fine – conclude Paolo – il bello del progetto secondo me è proprio questo: pensare di poter diventare come uno dei tuoi idoli e, un giorno, fare la differenza in campo sia in nazionale che nel club. Ecco, parlando di Nazionale l’unico cruccio è stato proprio quello di utilizzare il regen nell’anno degli Europei. Però parlando anche con il CT De Donatis, che ringrazio, abbiamo convenuto che, sebbene sarei potuto servire, forse era meglio far diventare il mio “cactus” un bellissimo fiore negli anni…”

Diversi, invece, i pensieri di Donato Sodano, altra figura di rilievo del Progetto che ad inizio Stagione 5 si vedrà trasformato in un fresco 16enne.
“La mia scheda – confessa – in FM 17 era uscita difettosa; non cresceva ma anzi calava, e l’unico potenziamento era stato mentale quando gli admin hanno aggiustato i calciatori di S1 e S2 venuti al mondo con una CA troppo bassa. Passati al 19 la scheda era buona ma non incideva ancora come volevo. L’ultimo anno ho anche fatto bene, ma sono retrocesso col Genoa e viste le situazioni che si sono create e volendo rimanere coi Grifoni, non avevo intenzione di “sprecare” i miei potenziamenti su una scheda vecchia, ma ho preferito ripartire da capo.”
Quando gli abbiamo fatto notare che, visto il livello leggermente inferiore della Serie B, il suo calciatore avrebbe potuto fare un altro anno di buon livello guadagnando così il bonus di 10 PA, ci ha risposto con un secco “No, non ero certo che la scheda di un 34enne avrebbe reso al meglio e avrò già un potenziale di 170/180 (a seconda dei potenziamenti). Penso possa bastare.
Donato che, nonostante la retrocessione, ha sempre più a cuore il Genoa e vuole rinnovare il suo calciatore nel migliore dei modi per contribuire alla causa dei rossoblu.

Ringraziando i due utenti per i loro interventi, confermiamo ulteriormente come siano molteplici i fattori che possono entrare nei meccanismi di questa delicata decisione. Un ultimo termine di valutazione di cui ancora non abbiamo parlato è rappresentato dalla presenza o meno di un’affiliata; è notizia recente l’introduzione della regola che permette a chi può ritirarsi, di farlo e rinascere nella squadra satellite. Questo, che poi è ciò che hanno deciso di fare Bianchi e il suo compagno di squadra Leonardi col Catanzaro, permette ad un regen inizialmente non troppo competitivo di sviluppare i suoi progressi in un campionato di livello più tranquillo come quello di Serie C.

Insomma, cari “vecchietti”, non sarà semplice capire quando appendere gli scarpini al chiodo; con questo articolo speriamo di avervi fornito tutto ciò che dovete sapere in merito, e sarà interessante vedere le scelte di ogni giocatore e le logiche dietro ad esse.

Pricing for Dummies – Intervista ad Andrea Conte

Con l’apertura del Mercato inizia uno dei più grandi problemi che un DS possa affrontare, il prezzo dei giocatori. Per poter dare una mano ai nuovi arrivati abbiamo contattato Andrea Conte, storico Direttore Sportivo del Progetto e adesso Capo DS.

Benvenuto Andrea e grazie per aver accettato di parlare ai microfono del Progetto Mk-Ultra!

Grazie a voi, anche se non vi nascondo che mi fa strano essere intervistato dalla concorrenza.
*Guarda il dipinto celebrativo di Fulco e Campagna alle spalle di Mattia*

Benissimo, iniziamo allora con le presentazioni, chi è Andrea Conte all’interno del Progetto?

Sono un amante della Torino per bene, quella granata, romantica. Ho fatto l’iscrizione sul finire di S1, quindi sono un giocatore di seconda generazione. Decisi di fare il terzino sinistro perché all’epoca era un ruolo raro e pensai mi desse occasione di approdare in una grande squadra. Filippo decise di mettermi nella Cremonese neo-acquistata dalla Markappa. Campagna non era ancora iscritto e probabilmente se fosse stato già alla guida dei grigiorossi difficilmente mi avrebbe ceduto. Approdato al Torino ho dato sfogo alla mia vena spammona, per buona pace di Sedda e Deidda che a volte porto sull’orlo dell’esasperazione. Sono stato il DS della rinascita Lazio, poi lasciata nelle sapienti mani di Michelini appena ha “imparato” a camminare da sola. Successivamente sono stato DS del PG e, dopo aver spinto affinché si introducessero i bilanci e relativi controlli insieme a Deidda, Franceschi e Costantino, di recente gli Admin mi hanno dato l’onore di diventare Capo DS.

Invece chi è Andrea Conte al di fuori del Progetto?

Andrea al di fuori del progetto è uno juventino sfegatato. Orfano dell’ultimo suo grande capitano, Del Piero.
Amo la fotografia, l’universo Marvel e il calcio in ogni sua forma, soprattutto quella tattica e fatta di storie.
Amo scherzare, a volte anche in maniera pesante, infatti ho la radio sintonizzata sempre tra le 14:00 e le 16:00 sullo Zoo di 105. Molto polemico, amo le mie origini casertane anche se spesso critico la morbosità di chi fa delle proprie origini una questione di principio. Siamo tutti italiani e, avendo vissuto in varie zone d’Italia in questi 28 anni, posso dire che le usanze e certe cattive abitudini accomunano Nord e Sud più di quanto si pensi.

Prima di parlare dell’argomento di oggi, vorrei chiederti un’ultima introduzione ad una delle sue varie sfaccettature nel Progetto: chi è Andrea Conte come DS? Quali sono le sue competenze?

Credo che una delle mie principali doti sia il saper coinvolgere e fare gruppo. Cosa molto spesso sottovalutata e che ho appreso da Sedda, Deidda e Pauletto. Puoi essere il giocatore più forte e più attivo del gioco, ma se non sei nello spogliatoio giusto a fine stagione la paghi e alla lunga l’entusiasmo svanisce, portandoti verso l’inattività. A quel punto non è la singola squadra ad averci perso, ma tutto il progetto.

Assolutamente, lo spogliatoio è il meccanismo fondamentale per la macchina dell’attività.
Possiamo finalmente passare all’argomento della giornata, i prezzi dei giocatori all’interno del Progetto.
Quello che le chiedo di fare è di descrivere quanto sia importante ogni singola caratteristica che le citerò e decretare il plus che essa può dare al valore di un giocatore. Sei pronto?

Se fossi pronto sarei un lucidante per mobili in legno. Ci proviamo.

Capitolo 1: la Scheda

La scheda è l’elemento più importante del gioco. È quello che fa effettivamente la fortuna di una società. Per calcolare il valore effettivo di una scheda possiamo utilizzare uno strumento molto semplice, che è il foglio excel del Calcolo potenziamenti fatto dal buon Luca Maso. Se trasportiamo, ad esempio, la mia scheda giocatore su quel foglio, vediamo che il mio valore complessivo è di 15.512.000 €. Ovviamente 15M è un valore totalmente fuori mercato, ma se mi dicessero che la mia scheda vale 1,5M io direi di sì, effettivamente è giusto. A questo potremmo aggiungerci il valore dei vari ruoli che uno ricopre, calcolando che ogni ruolo verde ha un valore di 100k.
Quindi, prendendo sempre il mio esempio, il mio cartellino partirebbe, su carta da una cifra di 1,8M (1,5 di valori + PA e 300 per i 3 ruoli di fascia che ricopro). Ricordiamo che i valori delle schede hanno un costo e sono suddivisi per fascia d’importanza dopo un attento studio fatto dal buon Ballarini, che su queste cose è di una certezza assoluta. Motivo per cui il valore vero dei punti skills è quello.

Capitolo 2: La rarità dei ruoli.
A parità di tutto, un terzino e un attaccante hanno lo stesso valore? Se sì, perché?

Il discorso ruolo è molto variabile. Un Di Gloria o Gallarato valgono molto più di qualsiasi terzino, perché ti possono risolvere le partite da soli, nonostante portieri e difensori esterni siano merce rara. Un terzino completo, però, è molto più difficile da trovare e/o rimpiazzare. Diciamo che mi dispererei maggiormente per la partenza di un difensore piuttosto che di un attaccante.

Capitolo 3: Le Prestazioni dei Giocatori.
Citati nella Guida al Prezzo dei Giocatori di Ballarini, le prestazioni di un giocatore con una determinata squadra hanno un valore?

Sì, ma non così determinante. Nel senso che un giocatore con un valore superiore al 7 nella Lazio dominatrice del campionato varrà sempre un po’ meno della stessa media voto in una retrocessa. Perché nel primo caso si è stati aiutati dal collettivo senza ombra di dubbio, mentre nel secondo caso, magari, c’è più farina del proprio sacco che della squadra.

Capitolo 4: I bonus attività

I bonus attività sono un fattore importantissimo, ma non gli darei un peso eccessivo in fase di trattativa. Aggiungerei al prezzo scheda gli ultimi bonus ricevuti, sì. Ma da quì a pensare che un 300k attività possa valere 3M, no. Per il semplice fatto che come società, per rientrarci, devi sperare che il giocatore stia con te per 10 stagioni, quasi cinque anni in real life. È un lasso di tempo esagerato in cui tutto può cambiare. In cinque anni un giocatore che può passare molto tempo su facebook può intraprendere una carriera lavorativa o universitaria che potrebbe portargli via del tempo, potrebbe diventare per la prima volta padre e di conseguenza avere meno tempo per il progetto. Ci sono tante cose che possono cambiare in 5 anni. Diciamo che uno che mi garantisce 300k ogni stagione, lo valuto in base a quanti bonus ha portato alla squadra. Un S1 da 300k è valutabile 1,2M mentre un S4 solo 300k.

Capitolo 5: I bonus esterni a quelli attività, relativi per esempio al giornalismo o a video vari.

Quelli incidono sul potenziamento delle skills, quindi ovviamente fanno lievitare il valore della scheda.
Possono essere indubbiamente la maggior parte del potenziamento di un calciatore. Esistono giocatori che superano il milione di potenziamento anche con solo 100k di ingaggio pagato dalla squadra e 300k di bonus attività ricevuti.Se so che un giocatore si potenzia con 1M di bonus extra è ovvio che penso di aumentare con quel valore l’offerta iniziale per il trasferimento.

Capitolo finale: Le Sanzioni
Quanto possono incidere i comportamenti e la fedina di un utente all’interno del Progetto?

Possono incidere, ma dipende sempre da utente a utente. Io sono dell’opinione che ogni persona può comportarsi in maniera differente a seconda del gruppo in cui si trova. Ci saranno sempre i recidivi e chi ha un occhio attento sa chi sono i profili a rischio ban/sanzioni. Poi fa parte del gioco il rischio di ingaggiare un possibile sanzionato oppure no. Ti posso dire che però, spesso, gli Admin tendono ad addolcire le sanzioni rispetto alle infrazioni compiute, proprio perché si tiene in considerazione il fattore umano e il fatto che tutti possono sbagliare.

Ultima domanda, puoi raccontarci una storiella divertente su un acquisto fatto?

Purtroppo non ho aneddoti particolarmente comici, anche perché fondamentalmente durante le trattative sono uno che tende a scherzare poco, amo le trattative serrate. Mi dispiace deludervi (ride, ndr.)

Va benissimo, Grazie Mille per l’intervista e arrivederci!

Un bacione a tutto lo staff di Mk-ultra, in particolare a quelle gran gnocche di Figoni e Fulco.

Solo il tempo ce lo dirà…

Nell’arco di 36 ore, ormai è ufficiale: rinnovo completo in casa Lecce, che appena retrocesso in B ha bisogno di una nuova linfa per tornare al più presto in Serie A. Il nuovo Presidente, Oliver Mayor, è stato abbastanza chiaro con giocatori e dirigenza: “Chi crede di non poter dare più energie per il progetto Lecce lo dica adesso o taccia per sempre”. E così la dirigenza viene completamente sfoltita dalle presenze di mister D’Alessandro, dal DS Pizzuti e Marketing Manager dell’ormai noto “clown” Yuri Monti.

Non solo, a quanto pare la rivoluzione inizierà anche dall’organico della squadra stessa: un’ecatombe di svincolati. Fato Cristian, Aziz Toure, Fabio Manni, Matteo Valente, Andrea D’Errico e Alessandro Battistutta saranno senza squadra e, ben presto, saranno inondati di pesantissimi depotenziamenti. Quindi, il Lecce ha bisogno di comprare e dopo questa rivoluzione in uscita ci sono due tipi di mercato che la nuova proprietà potrebbe attuare.

Nel primo caso si pensa ad un mercato corposo a livello numerico di giocatori, ma allo stesso tempo notevolmente oculato sotto l’aspetto finanziario. Questo per recuperare il numero di giocatori inattivi persi durante la rescissione consensuale del contratto, oltre che per garantire di scambiare giocatori inattivi per giocatori neoiscritti grazie al Bonus Presidenza. Che ci sia un piccolo colpo di fortuna? Che un giocatore nuovo e poco conosciuto attualmente nel progetto possa diventare un potenziale giocatore da 300k per il Lecce? Solo il tempo ce lo dirà…

Per il secondo tipo di mercato, invece si pensa ad un corposo investimento, nei limiti sempre del budget prefissato, ma con interventi mirati. Si può pensare a questo tipo di mercato, perchè sebbene il Lecce abbia una situazione finanziaria non proprio agevolata, potrebbe aver bisogno di una rosa non troppo corta, puntellata magari in ogni reparto da giocatori attivi e che portino bonus. Delle vere e proprie garanzie. Anche in questo caso: solo il tempo ce lo dirà…

Ma una cosa la sappiamo fin da subito. Mayor non vuole perdere tempo e ha intenzione di rendere il progetto Lecce un vero e proprio capolavoro. Ritroviamo però un’altra squadra che è praticamente – o quasi – nella stessa situazione del Lecce, solo che a differenza dei salentini si trova ancora in Serie A. Fino a esattamente 36 ore fa anche la situazione in casa Sassuolo non era delle migliori. Si vociferavano infatti cessioni dei pezzi più pregiati per i neroverdi; chi messo sul mercato perchè ha semplicemente bisogno di nuovi stimoli e chi per fare cassa per un qualcosa di veramente grande e ambizioso. Ma perché passare da Lecce a Sassuolo? Perchè entrambe hanno una persona in comune: Oliver Mayor.

Dopo l’esperienza alla Reggina, il noto terzino dei neroverdi, dopo un assenza inspiegabile è ritornato più determinato che mai. Pronto a rimettersi in gioco, non solo come Presidente ma anche come Amministratore Delegato. Oliver Mayor, infatti, è già da qualche ora ben insediato nella nuova sede di Piazza Risorgimento come Presidente del Sassuolo. Insieme a lui vi troviamo Denis Coghi e Giuseppe Ali Namane. Erano voci di corridoio che poi nel tempo si sono concretizzate sempre di più. L’inserimento nella lista trasferimenti di giocatori cardine del Sassuolo come lo stesso Mayor, Ferrandino e Tuccio faceva già presagire qualcosa. L’idea dell’ex DS Giuseppe Tuccio era abbastanza chiara: vendere a caro prezzo per far costruire la nuova squadra alla nuova dirigenza. Ma perchè vendere proprio loro tre? Semplicemente perchè nell’idea di Mister Agosta c’era quella di abbandonare la causa Sassuolo per problemi privati. Nulla di grave da quel che si dice, ma Agosta stesso non se la sente tutt’ora di rivelarne i motivi.

Già da qualche ora è noto che sarà Antonio Violante alla guida del Sassuolo. Evidentemente scelto dalla nuova dirigenza perchè è parte integrante dell’ambiente, ma non solo: Antonio Violante non è altro che lo stesso allenatore che nella Stagione 1 ha portato l’Udinese alla vittoria del Tricolore, o meglio… per metà! Dato che ha dovuto poi abbandonare per questioni private e lasciando il posto a Giuseppe Tomasello che ha continuato la cavalcata al titolo. Successivamente lo stesso Tuccio ha lasciato la carica di Direttore Sportivo per concentrarsi interamente sul giocatore.

Sebbene non ha voluto rivelarne concretamente i motivi del suo abbandono, Agosta come ha sentito la campanella d’allarme in casa Juventus ha risposto subito presente. Proprio quando, dopo varie mosse ed intrecci, si poteva collegare tutto quanto con un possibile approdo in Puglia come Allenatore del Lecce dove ritroverebbe Mayor come Presidente… ecco che l’ex-Sassuolo diventerà allenatore della Juventus dalla Stagione 5. Ed ora, gli scenari si intricano ancora di più. Può accadere di tutto in un solo e singolo istante. Sassuolo che con la presidenza in comune con il Lecce potrebbe aprire ad una sorta di collaborazione? Nulla a che vedere con un affiliazione, per carità, ma avrebbe comunque del clamoroso. I neroverdi che ora hanno completamente rivoluzionato l’organico daranno inizio ad un nuovo ciclo completamente diverso rispetto alle ultime stagioni?
Dove si accaseranno i vari Tuccio, Ferrandino e Mayor? Chi si aggiudicherà per primo il loro cartellino? Si potrebbe mai ipotizzare un Ferrandino in sponda Torino ma bianconera? Anche perchè, si sa… a Torino ci è già stato, ma al cuor non si comanda…

Tante domande, tantissime incognite. Per il momento solo supposizioni, ragionamenti e possibili previsioni.
È tutto FantaMercato. Dato che è risaputo che il mondo delle trattative, sopratutto su Progetto Gaming, è imprevedibile in ogni singolo momento. Un istante, un minuto o un secondo possono determinare in tutti i modi il finale della prossima Stagione. Ma a tutti questi quesiti, ancora una volta e per l’ultima volta: Solo il tempo ce lo dirà…

Resoconto Serie B: tutti i numeri della stagione 4

La Serie B si è conclusa: Chievo e Avellino hanno conquistato la promozione attraverso il campionato, mentre il Benevento ha vinto i playoff a discapito del Frosinone, che come tutte le altre qualificate dovranno ritentare l’anno prossimo. Per la lotta retrocessione, alla fine le condannate alla Serie C sono Spezia, SPAL, Livorno e Salò: salva invece la Lucchese, nonostante sia dovuta passare dai playout. Qual è stato il racconto di questa competizione? Quali spunti ha dato? Ecco cosa i numeri hanno raccontato di questo campionato cadetto.

Statistiche Generali

Come evidenziato già in passato, il passaggio da FM17 a FM19 ha portato ad un gioco molto più offensivo. A testimonianza di ciò non solo le 1531 reti segnate nel campionato, che corrispondono ad una media di 70 goal a squadra, ma anche che tredici società superano tale media: sei di queste hanno superato quota 85 e Chievo e Avellino hanno superato quota 100. Qualcuno potrebbe obiettare che proprio i campani falsano la media, con le loro 121 reti, ma in realtà questo discorso non sussiste, visto che il peggior attacco della B, la SPAL, ha fatto solo 34 goal. Ferraresi che non sono però la peggior difesa: quel primato spetta al Salò privo di umani, con 115, seguito dallo Spezia a 114 ed anche il Livorno ha subito più reti con 105. La miglior difesa invece è quella del Vicenza, con 45 reti, seguita dai veronesi con 48. Vicentini che per altro sono il peggior attacco delle squadre qualificate ai playoff e l’unica a non essere andata sopra le 80 reti.

La pareggite ha colpito forte due società: Cittadella, classificata al decimo posto, ha fatto 14 pareggi, mentre addirittura l’Akragas, diciassettesimo, ne ha totalizzati 15. Pochi pareggi invece nelle zone di testa, anche se la squadra che ne ha fatti di meno è il Novara dodicesimo, con appena 6.

Come prevedibile, i capocannonieri del campionato sono delle due compagini oltre quota 100 goal: si trattano di Giorgio Belluscio ed Amina Ahmed, con quota 31. Il gioco vede Giorgio Belluscio davanti per motivi di media goal: infatti l’attaccante del Chievo ha segnato una rete ogni 83,94 minuti, mentre la giocatrice dell’Avellino ne ha fatta una ogni 100,35. L’assistman è Francesco Generale del Frosinone: dai suoi piedi sono partiti ben 16 goal dei compagni. Il Chievo ha anche il portiere con il minor numero di goal subiti, tra coloro che hanno giocato almeno 21 incontri: si tratta di Giovanni Piccirillo, appena 24 in 23 presenze e 10 reti inviolate. Media molto simile per il portiere del Vicenza, che le ha giocate tutte ed infatti ha il record di clean sheet: 13. Interessante come il Trapani sia riuscito ad alternare entrambi i portieri, facendoli entrare in questa classifica: Manuel Riva batte Manuel Conte 30 a 33.

Il maggior numero di falli appartiene ad una delle quattro neopromosse, il Foggia di Gabriele Marchi. Sono 631 gli interventi giudicati irregolari da parte dell’arbitro. I pugliesi però non sono la squadra né con il maggior numero di ammonizioni, né con quello delle espulsioni: il primo record spetta all’Ancona, con 117 cartellini gialli, mentre il secondo viene diviso tra Brescia, Livorno ed Entella, con 6. La miglior media di contrasti a partita è di Pietro Pane dei lombardi, con 4,12. Pane che è anche il giocatore più ammonito: ben 15 cartellini gialli. Seguono Daniele Fulco dell’Entella con 13 e Francesco Oliverio dell’Ancona con 12. Difficile capire chi sia il più espulso: tra i tanti a 2 troviamo Loris Farina dell’Entella, Nicholas Michelini ex-Livorno, Giorgio Priori della Roma e Roberto Martellucci del Brescia.

Il maratoneta delle partite è Edoardo Bonfanti del Vicenza: con 38 presenze ha percorso una media di 13,34 km a partita. In senso assoluto ha fatto di più Francensco Amendola del Frosinone: 501km in 41 partite. Sul podio dei km a partita anche Andrea De Fanti del Chievo con 13,17 Km percorsi. Il Ciociaro è anche autore del maggior numero di passaggi decisivi, 79. Dietro a lui Jonathan Ascia dell’Avellino (76) e Davide Russo del Cittadella (75). Il giocoliere è Michele Bàlor, con 2,25 dribbiling a partita. Anche in questa classifica tra i primi tre troviamo Francesco Generale con 2,21, mentre chiude Hasim Bajrami della Roma con 2,17, solo per una partita giocata in più del marchigiano Luca Radicchi.

Altre statistiche portieri: protagonista sia dei tiri bloccati che delle respinte è Gabriele Di Leo dello Spezia, rispettivamente 149 e 117. Nei tiri bloccati seguono Francesco Pappalardo dei vicentini(122) e Mattia Bianconi della SPAL(116), mentre Simone Stefani del Cittadella e Pier Geatano Fulco dell’Entella completano il podio delle respinte con 82 e 81.

Confronti con il girone d’andata

Se nel girone d’andata protagonista era stato il Chievo con 47 punti, nel girone di ritorno è l’altra promossa, l’Avellino, ad aver ottenuto i migliori risultati. Infatti, con 50 punti, si piazza in testa nella seconda metà del campionato. Bene anche il Parma, seconda squadra della seconda metà del campionato, con 43. Per entrambe si tratta di un miglioramento rispetto alla prima parte, con un +13 per i campani e un +10 per i crociati. Terza in questa classifica dei ritorni è il Chievo, che ha ottenuto 42 punti (-5 rispetto al girone d’andata).

Seguono Benevento con 41 (+3), Vicenza con 40 (-2) e Frosinone con 38 (-2). Se fosse solo per queste ultime 21 giornate, ai playoff andrebbero Cittadella e Roma. La squadra guidata da Giuseppe Gambardella ha totalizzato 35 punti, un miglioramento di 8 punti, mentre i giallorossi di Tommaso Molin 34, con una crescita di 3. Troviamo a seguire il Palermo, che ha ritrovato costanza ed è uscita dalle zone basse: 30 punti nella seconda metà, +8 rispetto all’andata. L’Entella e la Salernitana ringraziano l’ottimo girone d’andata per la conquista dei playoff: infatti i liguri hanno ottenuto 28 punti, con un calo di 14, mentre i campani 27, con un calo di 15. In mezzo a loro troviamo il Novara, sempre con 28 punti ed una crescita di 2.

Dietro a loro troviamo il Foggia con 27 (+3), l’Akragas con 26 (+7), il Trapani con 23 (-3) e l’Ancona con 23 (-4). Anche la SPAL ha conquistato 23 punti, ma purtroppo i soli 3 punti conquistati nelle prime 21 hanno penalizzato molto il campionato dei biancoazzurri. Male invece il Brescia, peggior calo tra andata e ritrono: se era riuscito ad ottenerne 37 nella prima metà, adesso sono solo 20, con un calo di 17 punti. Le ultime quattro sarebbero Livorno con 17(+5), Lucchese con 15(-6), Salò con 15(-8) e chiude lo Spezia con 10(-7).

Confonto casa-trasferta

Adesso vediamo il diverso rendimento che hanno avuto le società, a seconda che la partita si sia giocata in casa o in trasferta.

Classifica “In Casa” della Serie B. Nelle posizioni di testa troviamo Chievo, Benevento e Vicenza. Ultima la Lucchese
Classifica “In trasferta” del campionato cadetto. Nonostante siano terzi, i clivensi hanno 13 punti in meno. Davanti loro Avellino e Cittadella. Nelle ultime quattro posizioni le quattro retrocesse

Le due prime classificate hanno mostrato rendimenti opposti: se il Chievo è stato molto più sugli scudi in casa, l’Avellino ha preferito un atteggiamento più corsaro, andando ad espugnare più stadi possibili. Simile al Chievo abbiamo il Benevento: la terza promossa si piazza seconda nella classifica dei match in casa. Il Cittadella invece avrà qualcosa da rivedere il prossimo anno sull’atteggiamento casalingo: infatti, se si piazza seconda nella classifica “in trasferta”, se si considerasse l’altra classifica si troverebbe a giocare i playout. Discorso a parti inverse per l’Entella: probabilmente un piazzamento migliore è sfuggito proprio a causa di una squadra poco lucida lontana da Chiavari. In generale, le squadre hanno fatto meglio in casa che in trasferta: sono poche le compagini che hanno fatto meglio il contrario. Oltre ad Avellino e Cittadella, abbiamo solo la Lucchese che ha fatto più punti lontano dal proprio stadio. Rendimenti invece molto simili per la Salernitana: uno solo è il punto di differenza.

Figoni palla… al piede – Intervista ad Arnaldo Figoni

In occasione della Vittoria della Serie B, abbiamo intervistato Arnaldo Figoni, allenatore ed uno dei Fautori della Grande Cavalcata Clivense.

Benvenuto Arnaldo e grazie per aver accettato l’intervista ai microfoni del Progetto Mk-Ultra!

Figurati! Grazie a voi!

Innanzitutto iniziamo con le presentazioni, chi è Arnaldo Figoni all’interno del Progetto?

Sono Arnaldo Figoni, allenatore del Chievo da marzo della S2 e non potevo fare scelta migliore! Sebbene all’inizio non me la sentissi proprio di allenare…

Chi è invece Arnaldo Figoni nella realtà Fuffa?

Nella realtà fuffa Arnaldo Figoni è un fancazzista, studente di lingue straniere col sogno nel cassetto di fare il giornalista sportivo. Infatti sono un grande appassionato di calcio e rugby, ma soprattutto mi piace raccontare storie. Se riuscissi a fare strada con queste caratteristiche sarei veramente felicissimo. Poi non sono solo appassionato di sport, seguo tantissime serie TV, suono chitarra e basso e nel corso degli anni mi sono innamorato di alcuni videogiochi, tra cui FM… Perlomeno prima di entrare nel Progetto, da lì FM è diventato un motivo costante di pugni sul tavolo e santi caduti dal calendario, chiedo scusa a tutta la Chiesa Cattolica.

Quindi sei un appasionato di Serie TV, associa qualcuno del tuo Chievo e i tuoi acerrimi rivali in B a dei personaggi di Serie TV!

Bella domanda, mi piace molto! Mi piacciono molte serie TV, anche se non ne ho una in particolare che vince su tutti. Una a cui sono particolarmente affezionato è The Office. E rende perfettamente l’idea di quello che è il Chievo. Il Michael Scott in questo caso sarei io, a capo della questione, che dirigo un gruppo di persone che farebbero volentieri altro, ecco. Jim e Pam sono Giunti e Cavaleri, che pure se battibeccano in realtà si vogliono bene. Poi Frisina, Muntoni e i miei carpentieri sono i ragazzi del piano di sotto della Dunder Mifflin, ragazzi che organizzano perfettamente le dinamiche del gruppo. Clerici è indubbiamente Creed Bratton, Re dei cialtroni. Fuori di testa, probabilmente fedina penale opaca, è uno che va full matto da 0-100 in 3ms. Tiberi mi ricorda un po’ Stanley Hudson, il mitico. Un genio assoluto e spirito guida personale. Dei grandi personaggi credo che quello che calza a pennello è Dwight con Di iure. Ora è diventato presidente della cordata, e chi lo ferma più! Comunque è un mito e come Dwight, serve nella nostra Dunder Mifflin. Sui nostri rivali passo un po’ a quello che è la wave Simpsoniana del progetto: io guardo ai nostri rivali come se noi fossimo di Springfield e loro di Shelbyville.

Benissimo, ora possiamo passare al tema principale di questa intervista, il Chievo, la squadra che alleni. I Clivensi sono stati i vincitori di questo campionato di Serie B. Ma prima di parlare di questo, Arnaldo, potresti parlarci della storia nel Progetto di questa squadra?

La storia del Chievo è lunghissima e travagliata. La S1 è stata veramente una cosa che è difficile da replicare. Non auguro a nessuno di vivere una combo di allenatori incompetenti come l’abbiamo vissuta noi. Inizialmente c’era Bencar, allenatore che aveva anche belle idee ma che praticamente ha fatto giocare solo gli stessi undici fino a quando non è stato sollevato dall’incarico. Sì non è manco stato licenziato, è proprio sparito. Hai presente la classica scena del marito che dice: “Cara, vado a comprare le sigarette!”. Uguale. È andato via e nel frattempo molte persone si sono inattivate. Basti vedere che in squadra avevamo Fusco e non giocava. Adesso sappiamo tutti cos’è diventato come giocatore… Tra queste persone al Chievo che non vedevano mai il campo, c’ero anche io. È vero che avevo una scheda di merda, diciamo, però vuoi fare anche un minimo di turnover? Sempre gli stessi undici alla fine escono spompati. Ed è esattamente quello che è successo. Io stavo pensando di abbandonare, però mi dava fastidio, perché sapevo che l’idea del Progetto in sé era molto valida. Cercai in tutte le maniere di tenermi attivo, andai anche ad allenare per la prima volta, per comunque stare sempre nel gruppo e non grattarmi la panza, insomma… Una volta andato via Bencar è arrivato Altomare, e per quanto ci tenesse a fare una cosa fatta come si deve, fece un macello. Lì per lì non capii cosa succedeva, ma ho realizzato tutto una volta arrivato da DS. Perciò come ho avuto la prima occasione buona di andare via dalla squadra – come molti peraltro – ho mollato e sono andato alla Juve. La squadra era già scesa in B quando sono andato via, e la prima parte di campionato la fece Altomare. Tra l’altro quell’anno i ragazzi non ricevettero bonus, banalmente perché non vennero depositata una lista di quanto gli sarebbe spettato da contratto… Poi Giunti mi chiese di tornare ad affiancarlo come DS. Allenava lui inizialmente, poi mi disse, devi sostituirmi che io non posso allenare oggi. Era un Chievo Brescia, la squadra avversaria era fuffa. Il primo gol, manco a dirlo, Belluscio. Vincemmo quella partita 2-1 e il nostro portiere parò un rigore all’89’. A un certo punto Giunti decise di farsi da parte e sono diventato a tutti gli effetti l’allenatore della squadra. Piano piano abbiamo cominciato a costruire una squadra partendo dagli acquisti del calciomercato invernale. Tiberi, Muntoni, Riva, Piccirillo, sono arrivati tutti quando abbiamo deciso di sistemare la squadra, preservando il potenziale che c’era già.

Qual è invece la storia del Figoni allenatore del Chievo?

La storia di Figoni allenatore parte dalla Sampdoria. Per evitare di inattivarmi, ho pensato: “Se divento allenatore ritirano il mio giocatore che tanto è inutile”. L’amara verità invece era che se avessi ritirato il giocatore non avrei potuto allenare di conseguenza. Perciò un giorno quando Fil disse che la Samp cercava un allenatore, chiesi di allenare. Provo anche una certa simpatia nel fuffa per i colori blucerchiati, quindi per me sarebbe stato veramente bello. Arrivai in un gruppo che mi accolse come fossi il salvatore della patria. Iniziai a parlare subito con Costantino, anche perché c’era uno dei primi grandi draft, ricordo che selezionai giocatori e alla fine prendemmo Bartucci che ha fatto le fortune della Samp nelle stagioni precedenti. In realtà però come allenatore ho fatto abbastanza schifo. Ricordo che la prima partita che giocai era una in live tra Sampdoria e PG. Vincevo 3-1 a fine primo tempo, poi il server decise di buttarmi fuori, pareggiammo 3-3. Realizzai subito che era colpa della mia linea internet, anche perché venni buttato fuori le due partite successive, dove presi delle sonore mazzate da Fiorentina e Torino. Ricordo un 8-2 o un 8-3 per loro. Alla fine decidetti di abbandonare la squadra dopo a malapena tre giornate. Al Chievo già era diverso, avevo masticato un po’ di più FM17, giocavo la carriera offline e capivo già quello che poteva essere il nostro gioco. Abbiamo fatto grandi partite anche in S2. Soprattutto perché siamo riusciti a salvare la squadra che a un certo punto sarebbe stata retrocessa direttamente. Solo che la Serie C non esisteva, e si sarebbe proceduto allo smantellamento della società. La partita perfetta credo sia stata Chievo-Trapani. Quella che ha sancito la nostra salvezza matematica. Una partita che abbiamo giocato benissimo, ordinati in difesa e velenosi in attacco. Nella S3 siamo partiti a bomba, con Chievo Udinese e la vittoria interna per 7-1. Sei gol di Belluscio. In nessuna carriera di FM un giocatore mi ha fatto 6 gol in partita ufficiale, mai successo. Però avevamo diversi problemi di modulo, prendevamo tanti gol e non capivamo perché. Nel frattempo ho conosciuto Maurizio Deidda, che anche lui studia a Pisa e abbiamo iniziato a scambiare diverse idee. Ho capito tante cose che non conoscevo all’interno del Progetto, come ad esempio il funzionamento di FM Touch. Non avevo idea che si potesse esportare la rosa per giocare 1v1. Iniziammo ad aiutarci a vicenda. Io col Chievo, lui con la Lucchese. Così è nato il celebre modulo “BELLUSCIO SCOPAMI COL 442 ROMBO”. Modulo che ha fatto le fortune della nostra squadra in S3. Abbiamo fatto una striscia di risultati positivi di più di venti partite. Soprattutto siamo riusciti a giocarcela con la Cremonese, senza fare catenaccio. È vero che abbiamo finito in dieci, però fino a quel momento ce la stavamo giocando colpo su colpo. Sapevo di avere qualcosa di molto buono tra le mani, e sapevo che questo potenziale andava valorizzato.

Arriviamo al Momento Clou: sapresti raccontarci come hai vissuto il vincere la Serie B? Dagli inizi del Campionato, passando dalle sconfitte che hanno ostacolato la squadra, fino ad arrivare alla reazione tua e della squadra per la conquista matematica della A e la vittoria dello scidetto?

Il campionato di B l’ho vissuto abbastanza male. Sentivo molto la pressione di dover fare qualcosa di buono. Allo stesso tempo però sapevo che FM19 mi avrebbe posto delle incognite che non conoscevo. Alcune cose inizialmente non le capivo, però bene o male siamo riusciti a capire come funzionasse in tempo per salvare la stagione. Sconfitte in realtà poche. La seconda a Benevento è stata abbastanza isolata, anche perché comunque avevo schierato una squadra diversa per capire come avrebbero reagito i miei giocatori. Non facemmo effettivamente schifo, diciamo. Con Vicenza e Avellino la questione è un po’ diversa. La prima è risultato della regola non scritta del “se il server crasha e hai vinto, sicuro perdi”. E perdemmo al ’93. Presi a testate il portatile dal nervoso. Pensare che avevamo vinto 3-1… Da lì è iniziato un momento “no”. Risultati altalenanti, pareggi subiti in extremis. La sconfitta in Coppa Italia contro l’Udinese, per poi passare alla partita con la Roma dove le abbiamo prese sonoramente. Con l’Avellino ci rimasi particolarmente male perché tre gol sicuri erano causati da un bug alle rimesse lunghe mai sistemato a dovere da Sports Interactive. La reazione nostra è stata rabbiosa, specialmente da parte mia. Perchè avevamo bisogno di cercare un qualcosa che ci restituisse forza e fiducia nei nostri mezzi. Da qui nascono dei sistemi di gioco intitolati a grandi romanzi della letteratura inglese. Anche ADD ha votato uno dei nostri moduli!

Adesso parliamo del futuro del Chievo! Quali sono gli obbiettivi per il prossimo anno?

Innazitutto salvarsi, possibilmente facendo bella figura! Non pretendo di fare un exploit stile Lazio e Cremonese, anche perché la mia rosa è più modesta! Però allo stesso tempo credo che si possa fare molto bene qui. Il gruppo è molto unito e non potrei chiedere più di quello che i ragazzi fanno già per la causa. Vogliamo toglierci tante soddisfazioni, e siamo molto curiosi di confrontarci con le squadre della Serie A!

Cosa bolle invece nel Calderone del Mercato Clivense?

Nel calderone del mercato ci sono due colpi in entrata e uno in uscita confermati, e un terzo che come ho raccontato ad alcuni è il classico colpo che come leggi ti fa dire: “MINCHIA!”. (Il terzo colpo è in entrata)

Hai finalmente vinto questa Serie B, lo avevamo detto tutti ma, ora che è finito tutto, cosa ne pensi delle Gufate di Inizio Stagione?

Che avevano ragione! Ringrazio loro per averci creduto fino alla fine! Senza di loro non ce l’avrei mai fatta.

I migliori e i peggiori 5 momenti di questo campionato?

I cinque peggiori:
5°, Benevento – Chievo, traversa di Amato quasi a tempo scaduto, sarebbe potuto valere un pareggio insperato
4°, Roma – Chievo, partita partita male e finita peggio. De Fanti viene espulso per condotta violenta, vista solo dal computer e mi salta tre giornate. Ed era subentrato a Graziotti infortunato. Piove sul bagnato.
3°, Udinese – Chievo, perdiamo una partita che sulla carta avremmo dovuto dominare. Non sapevamo più che pesci prendere, onestamente.
2°, Avellino – Chievo, 7-3 pesantissimo e condizionato dalle rimesse lunghe. Non volevo crederci. Sensazione di essere diventati pippe di colpo.
1°, Vicenza – Chievo, partita vinta 3-1 e rigiocata perdendo 2-1 al 93′. Basta e avanza.
I cinque migliori:
5°, Chievo – Frosinone, L’assist di Giunti in rovesciata per Riva è stato sublime. Una giocata così non l’avevo mai vista.
4°, Chievo – Roma, gol di Clerici da fuori area. Partita serratissima, aperta da lui e chiusa da Amato pochi minuti dopo.
3°, Livorno – Chievo, Eurogol di Giunti che da trenta metri tira una sassata sul secondo palo. Vinciamo una partita incredibile, essendo in dieci e io buttato fuori dal server.
2°, Chievo – Palermo, il centesimo gol di squadra che ci porta in vantaggio. Una sassata micidiale da dentro l’area e torniamo in vantaggio. In quella partita abbiamo conquistato ufficialmente la Serie A.
1°, Akragas – Chievo, Belluscio segna il 4-3 per noi e con quella vittoria ritorniamo in testa al campionato. Credo che tutto passi da lì. Se avessimo perso punti ad Agrigento stavamo raccontando una storia diversa.

Domanda finale, un pregio e un difetto di questa Serie B!

Un pregio è che la Serie B è sentitissima e combattuta. Non è mai banale. Un difetto? Troppa letteratura inglese! Esistono anche opere provenienti da altre culture, un po’ di inventiva, dai…

Grazie mille per l’intervista Arnaldo, speriamo di rivederci!

A presto! Grazie a voi!

Chiacchiere da Bar con De Meo

La stagione 4 è agli sgoccioli e la pausa estiva sembra dietro l’angolo ma il calciomercato non si ferma, sono infatti tante le trattative già ufficiosamente concluse ed altre si apprestano ad esserlo nonostante il blocco del mercato:

I campioni d’Italia dopo alcune cessioni come Manduci e Caringola andranno a centellinare una rosa già fortissima con colpi che andranno ad aumentare anche l’attività media della squadra, sembrano infatti prossimi ad indossare la maglia biancoceleste Giovanni Esposito e il tormentone di questa sessione di mercato Gabriele Marchi sul quale sono stati a lungo in pressione altri top club come Progetto Gaming e i rivali di sempre della Cremonese che alla fine ha deciso di puntare forte sui gioiellini della affiliata Albese, una mossa che potrebbe sorprendere ma che garantisce un elevata attività dei nuovi innesti e permetterà di aumentare gli ingaggi dei giocatori attuali per portare avanti un progetto a lungo termine. Arriveranno infatti a Cremona da Alba: Alberto Zaina (terzino sinistro che sostituirà il partente Fazzini), Pasquale D’Abbraccio e Sbroggiò; percorso inverso invece faranno, seppur in prestito annuale i due presidenti Gianluca Guillaro e Andrea Sergiacomo. Per colmare il mancato acquisto di Marchi verrà ingaggiato Luca Sverze coinvolto in uno scambio con Philip Irle.

Curiosa invece la filosofia che adotterà l’Inter in chiave mercato “Voglio un Inter di soli interisti” ha dichiarato De Donatis dopo aver rilevato la società e chissà che il primo colpo dei nerazzurri non sia proprio il centrocampista del grifone magari con la formula del prestito. Si prospetta dunque una vera e propria rivoluzione al contrario di quello che accadrà al Genoa che sembra voler riconfermare in blocco i giocatori della scorsa stagione per centrare una promozione in serie A.

Promozione che ha ottenuto l’Avellino il cui faro del centrocampo Savini potrebbe partire al fronte del pagamento della clausola rescissoria di 3 milioni, possibile un approdo alla corte di Campagna, che dopo la cessione di Guillaro in quella posizione potrebbe tentare il colpo, ma Bologna e Campobasso sono pronte a pagare la clausola mentre la Lazio offre Mancuso più un conguaglio economico.
Chi invece spera di compiere finalmente la scalata come fatto in questa stagione da Chievo e Avellino è il Brescia che ha trovato l’accordo con l’Atalanta per Mazzei che andrà ad affiancare Palladino destinato alla permanenza dopo i tentativi rispediti al mittente da parte del Napoli.