Daniele Minervino, una pesante eredità

Ciao Daniele, eccoci qua. Dicci un po’ chi sei, e come sei entrato nel progetto

Ciao Valerio, mi presento: sono Daniele Minervino, normale ragazzo di ventidue anni che ama i giochi manageriali. Sono entrato nel progetto grazie a Ferdinando Amoruso, giocatore dell’Entella. Da quel giorno il progetto è diventata la mia droga, tanto che ho persino deciso di acquistare e allenare il Taranto.

Già, il Taranto. Una squadra che sembra volare sia nella classifica del girone, che nell’attività generale: ben 0 inattivi. Quale è il tuo segreto?

Il mio segreto? Tenere il gruppo unito, e avere i giocatori giusti per il tipo di gioco che prediligo. Cerco sempre di dare il massimo, e mettere tutta la mia esperienza di giochi manageriali. Saremo pure una squadra nuova, ma chi pensa di poterci sottovalutare sbaglia.

È ancora presto per sognare la promozione, o pensi già di poter tagliare quel traguardo?

L’obiettivo, almeno sulla carta, sarebbero i playoff. Ma se arrivasse la promozione, non saremmo certo delusi…

Sei approdato da poco nella scottante panchina del Vicenza, dove i primissimi risultati non ti hanno esattamente sorriso; come mai questa trasformazione da Dr Jekill a Mr Hyde?

Pago sicuramente la poca esperienza in B. Sto imparando moltissimo nelle prime partite, ma non sono preoccupato. I risultati arriveranno, c’è solo la necessità di ingranare un momento. Già contro il Cagliari abbiamo disputato una grande partita, rischiando pure di vincerla al 90′ con il palo di Sulsenti.

Arrivi per sostituire un allenatore arrivato ad un passo dalla promozione in S4, e con il “fardello” di far rendere l’acquisto più oneroso dell’intera serie B; quanta pressione c’è addosso a Daniele?

La pressione la sento come è naturale che sia. Un po’ di paura di non essere il sostituto adatto c’è. Ma al tempo stesso questa grande sfida mi gasa, voglio riuscire a non far rimpiangere il vecchio allenatore. Riguardo Serafini, devo solo trovare il modo di farlo rendere al meglio. Ma rimane comunque un campione in campo e fuori, chiunque vorrebbe avere la fortuna di allenarlo.

Abbiamo intervistato il Daniele presidente, il Daniele allenatore, passiamo al Daniele giocatore; quali obiettivi ti poni singolarmente, e quali di squadra, per il tuo Pordenone?

E’ una bellissima squadra con un mister preparatissimo e Luca bisceglie, che non ha certo bisogno di presentazioni. Vorrei portare il Pordenone in A, e sento che ci siano tutti i presupposti

Spero tu possa raggiungere tutti i tuoi obiettivi, allora. Grazie mille Daniele!

Sorteggi Champions League: sarà un disastro?

Salve gentili lettori, e benvenuti in questo nuovo articolo di Progetto MK-Ultra. Durante la live di mercoledì 6 novembre avrà luogo il sorteggio dei gironi di Champions League, con quattro squadre italiane in gara: Lazio, Cremonese, Progetto Gaming e Crotone. Ma la domanda che molti si staranno ponendo è: in che fascia sono le squadre italiane? Andiamo a vedere.

Va fatta una doverosa premessa: per scrivere questo articolo e stilare le fasce di appartenenza delle squadre qualificate ai gironi ho considerato il regolamento UEFA, che però non sappiamo se verrà rispettato nel database del server nel quale giochiamo. Detto ciò, andiamo ad analizzare come si compongono le varie fasce per effettuare il sorteggio. La prima fascia è composta dalle sei squadre vincitrici delle sei maggiori competizioni europee (secondo il ranking continentale), dalla squadra vincitrice della passata edizione della Champions League e dalla vincitrice della passata edizione della Europa League. Le altre tre fasce, invece, sono composte solo ed esclusivamente seguendo il ranking UEFA delle singole squadre. Ricordiamo, inoltre, che le squadre che prenderanno parte alla fase a gironi sono 32, raggruppate in quattro fasce da 8 squadre ciascuna per effettuare il sorteggio.

Le squadre che hanno già ottenuto il pass per la fase a gironi della prossima UEFA Champions League sono 26, mentre le ultime 6 squadre saranno decretate dai play-off che verranno giocati la sera prima del sorteggio. Per il momento i campionati che detengono il maggior numero di squadre sono Germania, Inghilterra, Italia e Spagna portando quattro rappresentanti del loro campionato nazionale. Seguono la Francia con tre squadre e la Russia con due. Ora però, andiamo a scoprire quali sono i club che prenderanno parte alla prossima edizione della UEFA Champions League.

PRIMA FASCIA:

Atletico Madrid (Spagna)
Bayern Monaco (Germania)
Paris Saint-Germain (Francia)
Manchester City (Inghilterra)
CSKA Mosca (Russia)
LAZIO (ITALIA)
Liverpool (Inghilterra vincitrice scorsa UEFA Champions League)
Porto (Portogallo)

Come potrete notare, manca la vincitrice della UEFA Europa League, che nel nostro caso è il Paris Saint-Germain, campione anche della Ligue 1. Secondo il regolamento, prende parte alla prima fascia di sorteggio la squadra vincitrice del settimo campionato per ranking UEFA. Stando al database, questa squadra è il Porto. Come ci si aspettava, in prima fascia ci sono tantissime squadre pronte ad ambire alla vittoria della competizione, che le italiane dovranno assolutamente cercare di evitare nel sorteggio. Preoccupa la mancanza di altre squadre dal nome altisonante in questa prima fascia. Infatti, saranno un pericolo in più per le squadre italiane, dato che molti nomi temibili vanno a posizionarsi in seconda fascia.

SECONDA FASCIA:

Real Madrid (Spagna)
Barcellona (Spagna)
Arsenal (Inghilterra)
Shaktar Donetsk (Ucraina)
Monaco (Francia)
Borussia Dortmund (Germania)
Manchester United (Inghilterra)

Le squadre per il momento sono sette, perché l’ottava squadra sarà una tra la Dinamo Kiev (Ucraina), impegnata nell’ultimo turno dei play-off, e lo Schalke 04, che fa già parte della fase a gironi grazie al suo posizionamento nel campionato tedesco. A vista d’occhio, la seconda fascia potrebbe sembrare quasi più pericolosa della prima, e sotto molti aspetti è vero: Barcellona e Real Madrid che hanno sempre ambito alla vittoria della competizione si trovano in seconda fascia e sono compagini da evitare assolutamente nei gironi.

TERZA FASCIA:

Salisburgo (Austria)
Valencia (Spagna)
Bruges (Belgio)

Ben 5 squadre devono ancora prendere parte alla terza fascia perché impegnate nell’ultimo turno dei play-off. Tra tutte spiccano il PSV e l’Ajax, squadre non facili da affrontare come dal resto anche Salisburgo e Valencia. Decisamente più alla portata il Bruges.

QUARTA FASCIA:

Galatasaray (Turchia)
PROGETTO GAMING (ITALIA)
Rostov (Russia)
Nizza (Francia)
CREMONESE (ITALIA)
CROTONE (ITALIA)

Ecco le restanti tre squadre italiane, purtroppo tutte e tre in quarta fascia. Crotone e Cremonese sono al loro esordio nella massima competizione europea, mentre i punti accomulati nel ranking UEFA da parte del Progetto Gaming non sono sufficienti per sperare in un sorteggio in terza fascia.

La redazione di MK-Ultra fa i suoi più sinceri auguri di buona fortuna alle quattro squadre che rappresenteranno l’Italia in Champions League, augurando loro di andare più in là possibile nella competizione. Ma soprattutto, chi vincerà la Champions League quest’anno?

Savini Analizza: il Bar-Ietto

Gentili lettori, eccoci tornati con la rubrica “Savini Analizza”. Per il terzo capitolo di questa rubrica andremo ad analizzare una delle formazioni che in questo avvio di campionato non è partita nel migliore dei modi: il Bari.

La squadra di mister Samuele Tomassetti ha terminato la scorsa stagione in nona posizione, sognando sempre l’accesso alla tanto desiderata Europa, mai giocata dalla formazione pugliese. La passata stagione la squadra ha raccolto un totale di 1.180.000€ di bonus attività, con una media di 59.000€ per giocatore. Una cifra tutto sommato nella media, che avrà sicuramente fatto felice il mister e la società. Una rosa molto competitiva, che ha dato del filo da torcere alla Juventus durante la prima giornata di campionato, terminata 1-0 in favore dei bianconeri. Purtroppo il calendario ha sorteggiato un inizio da incubo per i galletti, che alla seconda giornata si trovano allo Stadio Olimpico contro la Lazio, che travolge il Bari per 6-2. Partenza in salita per Samuele Tomassetti, che però può contare su un bomber di altissima qualità: Emanuele Ietto, già a segno in questo campionato.

Emanuele Ietto è molto probabilmente il miglior giocatore della rosa di mister Tomassetti. La scorsa stagione ha fruttato 240.000€ alle casse della società, circa un quinto dei bonus totali presi dalla squadra. Come detto, ha già avuto modo di segnare al suo esordio stagionale, segnando una delle due reti nella disfatta contro la Lazio. Durante la scorsa stagione ha segnato 16 gol in 36 presenze totali, con una media di 0,44 gol a partita ed un voto medio di 7,14 a partita. Niente male per un’attaccante che quest’anno ha tutte le carte in regola per migliorare il suo bottino personale della scorsa stagione e trascinare il Bari il più in alto possibile. Il bomber, ambidestro, ha già raggiunto 155 di CA, diventando una delle migliori punte in circolazione. Dotato di grandissima Tecnica 16, ha
alti valori anche in Finalizzazione 16, Freddezza 15 e Intuito 15. D’altra parte ha anche grandissimi attributi fisici: Accelerazione 16, Velocità 17 e Agilità 16 lo rendono un attaccante dinamico e letale. Una cosa in cui si potrebbe lavorare è il dribbling, per far diventare questo bomber un vero e proprio gioiello.

La stagione è appena iniziata, con due sconfitte contro due delle più grandi forza del campionato. Ora la difficoltà starà nel rialzarsi e non lasciare che queste due sconfitte condizionino i prossimi match. Riuscirà il Bari a fare meglio della passata stagione?

CAlmi e PAcati

Da quando è stata resa nota la possibilità di verificare il CA e il PA dei giocatori all’interno del Progetto, molti tra allenatori, DS e gli stessi utenti, hanno mostrato più attenzione a questi numeri. Vi siete mai chiesti però, chi è il giocatore più “forte” in base alla CA? Oppure quello più interessante in prospettiva in base alla PA? Ebbene, da oggi potete saperlo. Noi di MK-Ultra abbiamo raccolto i relativi dati dell’intera Serie A, più di 400 giocatori, aggiornati ad agosto 2020 in game, e ci siamo divertiti a stilare varie classifiche.

Prima di iniziare, anche se molti lettori sapranno sicuramente di cosa stiamo parlando, è doverosa una spiegazione su cosa siano questi valori. CA è l’acronimo di “Current Ability” e indica quanto il giocatore sia abile attualmente: il valore è influenzato da vari fattori, come il quanti ruoli può ricoprire il giocatore, oppure se è ambidestro o meno. PA, invece, sta per “Potential Ability” ed è riferito al potenziale che il giocatore può raggiungere: più il valore è alto e più le sue statistiche in game aumenteranno. Entrambi i valori sono compresi da 1 a 200. Vien da sè che la CA – ovviamente – non può superare la PA. Inoltre – non necessariamente – col passare delle stagioni, il primo valore eguaglierà il secondo. Bisogna tener conto di molti fattori, primo su tutti l’età del giocatore: più questo è anziano, più lentamente salirà la CA, che in alcuni casi può addirittura scendere. Per questo motivo è spesso consigliato a giocatori giovani di investire subito in PA piuttosto che nelle skill, per permettere una crescita rapida nei primi anni per poi dedicarsi, eventualmente, all’affinamento di qualche skill mancante.

Ma bando alle ciance e veniamo al motivo per cui stiamo scrivendo questo articolo. La prima classifica che abbiamo preso in considerazione riguarda le squadre nel loro intero: presi la CA e la PA di ciascun giocatore, abbiamo stilato un’ipotetica classifica delle relative medie. Iniziamo con la classifica in base alla CA, che è la seguente
Lazio 149
Crotone 143
PG 142
Cremonese 140
Avellino 136
Sampdoria 136
Fublet 136
Napoli 135
Bologna 135
Torino 133
Inter 132
Juventus 131
Atalanta 131
Chievo 130
Bari 129
Sassuolo 129
Benevento 127
Cesena 126
Drink Team 126
Milan 123

Come probabilmente molti si aspettavano, la Lazio guida questa particolare classifica. I biancocelesti staccano il Crotone, una delle realtà più belle del Progetto, che stagione dopo stagione sta dimostrando l’ottimo lavoro fatta da tutta la dirigenza. Il podio viene completato dal PG, seguito dalla Cremonese. Al quinto posto troviamo sorprendentemente il neo promosso Avellino, che conferma quanto di buono fatto nella scorsa stagione. Via via vengono tutte le altre senza grossissime sorprese. Il trio delle retrocesse sarebbe composto da Cesena, Drink Team e Milan.

Analizzata la classifica per CA, passiamo a quella per PA:
Lazio 166
Atalanta 164
Cremonese 164
Fublet 162
PG 161
Bologna 160
Crotone 157
Chievo 157
Drink Team 156
Napoli 156
Sampdoria 155
Juventus 154
Inter 154
Sassuolo 154
Benevento 153
Torino 152
Avellino 152
Bari 152
Cesena 150
Milan 148

Senza troppe sorprese, la Lazio guida anche questa classifica, assestandosi in prima posizione con una media PA di 166. Al secondo posto, a pari merito, ci sono Cremonese e Atalanta, che scavalcano rispettivamente di una posizione, mentre gli orobici salgono di ben undici posizioni. Quarto il Fublet, che chiude con un +4 rispetto alla classifica precedente. Le squadre che sono migliorate di più sono il Chievo, che passa dal 14° posto all’8°, ma soprattutto il Drink Team che chiude addirittura con un +10 (dal 19° posto al 9°). Passando alle note dolenti, non si può non menzionare il tracollo dell’Avellino, che scende dal 5° posto al 17°: nonostante sia stato fatto un buon lavoro sugli sviluppi dei giocatori nel breve termine, non si può dire la stessa cosa sulla programmazione nel lungo periodo. Una particolare menzione per il Milan, ultimo anche in questa classifica con una media PA di 148. Considerando che tutti gli utenti vengono creati con una PA di 150, avere una media al di sotto di questo valore rende la situazione problematica, ma siamo sicuri che la dirigenza saprà risollevarsi.

Veniamo adesso all’aspetto più specifico, ossia i calciatori. Andremo a vedere prima quali sono i 10 giocatori della Serie A col valore in CA e PA più alto per poi stilare una ipotetica formazione per entrambi i valori.
Iniziamo col valore di CA:
Antonio Di Gloria (Lazio) 180
Federico Gallarato (Lazio) 167
Salvatore Ponticelli (Napoli) 165
Giuseppe Tuccio (Bologna) 165
Alessandro Pironti (PG) 163
Antonio Bozza (Crotone) 162
Nicholas Michelini (Lazio) 162
Giovanni Esposito (Lazio) 162
Lorenzo Sirigu (Cremonese) 161
Antonio Mazza (Lazio) 161

Anche qui, ancora una volta, la Lazio la fa da padrona, piazzando 5 giocatori nella top 10 per CA, di cui due nelle prime due posizioni: Antonio Di Gloria, con un valore monstre di 180, e Federico Gallarato con 167. Il podio lo completano Salvatore Ponticelli del Napoli e Giuseppe Tuccio del Bologna, entrambi con un valore di 165 di CA. La Cremonese, seconda potenza del campionato, porta un solo giocatore in top 10: si tratta di Lorenzo Sirigu con 161 CA.

Diamo adesso una rapida occhiata alla top 10 per PA:
Antonio Di Gloria (Lazio) 190
Giuseppe Tuccio (Bologna) 180
Federico Gallarato (Lazio) 175
Salvatore Ponticelli (Napoli) 175
Nicholas Michelini (Lazio) 175
Antonio Mazza (Lazio) 175
Gianluca Pattarozzi (Lazio) 175
Alessio Gega (Drink Team) 175
Salvatore Campagna (Lazio) 175
Bruno D’Artibale (Drink Team) 175
Gabriele Marchi (Lazio) 175
Dylan Falco (Atalanta) 175
Pasquale Cesaride (Atalanta) 175

Top 10 un po’ lunghetta poiché, tolte le prime due posizioni, i terzi classificati hanno tutti una PA di 175. Gli unici che si differenziano sono il solito Antonio Di Gloria con una PA di 190 e Giuseppe Tuccio che si assesta secondo con 180. Dominio Lazio anche in questo caso, con ben 7 giocatori in questa lunga top 10. Rimane in classifica anche Salvatore Ponticelli ma sbucano ben due giocatori di Drink Team e Atalanta, a conferma della classifica per squadre vista in precedenza.

Infine, il momento clou che tutti aspettavano: la formazione ideale. Abbiamo stilato due formazioni, una relativa alla CA e una alla PA, con i giocatori migliori ruolo per ruolo. Iniziamo dalla prima.

Top 11 della Serie A prendendo in considerazione la CA

Se qualcuno si aspettava soprese, rimarrà deluso: più di metà squadra, nello specifico 6/11, è composta da giocatori della Lazio, compreso il super attacco composto da Antonio Di Gloria e Federico Gallarato. A centrocampo, troviamo la classe di Alessandro Pironti e la tecnica di Nicholas Michelini. Sulle fasce, a correre come treni, Salvatore Ponticelli e Antonio Bozza. La linea difensiva è composta per metà da laziali, con Antonio Mazza centrale e Danilo Falzone largo a destra. L’altro centrale e Alessio Papa, neo acquisto del Milan, mentre la fascia sinistra è presidiata da Andrea Conte. Infine, in porta, c’è Davide Costarella.
La panchina è composta da molta gente più che valida: il portiere di riserva è Emanuele Ietto del Bari, con una CA di 155; in difesa troviamo Nicolò Martinelli del Torino con 152, Luigi Frunzio, appena passato al Fublet, con 151, Filippo Ballarini, anche lui appena trasferitosi al PG, con 148 e Alessio Costantino della Sampdoria con 148; a centrocampo ci sono Giovanni Esposito della Lazio con 162, Lorenzo Sirigu e Lorenzo Savini, entrambi della Cremonese, con rispettivamente 161 e 160, Lorenzo Frattoni del Benevento e Stefano Marcheggiani della Lazio, entrambi con 159; infine, in attacco, Giuseppe Tuccio del Bologna con 165 e Mihai Rares Piu del PG con 160.

Vediamo infine la top 11 PA. Specifichiamo che, in questo caso, ci sono molti giocatori con un valore in PA identico e che in quei casi è stato preferito il valore del giocatore col valore più alto in CA.

Top 11 della Serie A prendendo in considerazione la PA

La presenza della Lazio è una costante: altri 6 giocatori portati in top 11, seppure non sempre gli stessi. Infatti, se Davide Costarella, Antonio Mazza, Nicholas Michelini e Antonio Di Gloria sono sempre lì, si insericono Salvatore Campagna a centrocampo e Marco D’Anca, seppur adattato, al centro della difesa. Confermato anche Salvatore Ponticelli come esterno sinistro di centrocampo. Sono altre 4 le new entry: Pasquale Cesaride e Christian Augugliaro sulle fasce difensive, Alessio Gega come esterno destro di centrocampo e Giuseppe Tuccio in avanti. La panchina e abbastanza folta: in porta abbiamo Alessandro Veneziani, con la stessa PA del titolare Costarella, 165 ma penalizzato per avere una CA più bassa. In difesa troviamo 4 difensori con una PA di 170: Nicolò Martinelli (Torino), Luigi Frunzio (Fublet), Giovanni Petruccelli (Atalanta) e Stefano Pellone (Fublet). La panchina di centrocampo è invece composta dai restanti giocatori con la PA di 175: Gianluca Pattarozzi (Lazio), Bruno D’Artinale (Drink Team), Gabriele Marchi (Lazio) e Dylan Falco (Atalanta). Infine, l’attacco vede Federico Gallarato della Lazio in panchina, con una PA di 175.

Alla luce di quanto appena visto, la Lazio si conferma sempre più come forza dominante del campionato, sia nel breve che nel lungo termine. Ovviamente questi dati devono essere presi con le pinze, poiché la bravura dell’allenatore è un fattore decisivo, che può cambiare le sorti di una partita o di un’intera stagione. Quanto vicinà sarà la classifica finale a quella vista in quest’articolo? Ai posteri l’ardua sentenza.

It’s always sunny in Formello

Buongiorno a tutti. Rieccoci con Antonio (Di Gloria, ndr) il quale ci è venuto a cercare per aggiornamenti sulla vicenda che poche settimane fa ha scosso il Progetto. Cosa ci racconti di nuovo, Antonio?

Da un paio di giorni c’è stata la pace tra me e la società, e ora sono nuovamente a contatto col gruppo. Ovviamente qualcuno storcerà il naso, ma non si può parlare senza sapere le cose.

Allarme rientrato, dunque. In attesa che siano gli altri a parlare… fallo tu. Come hai vissuto queste settimane da separato in casa?

Male. In primis, perché in cuor mio, sapevo di essere in procinto di separarmi da una grande squadra e una grande famiglia che mi aveva dato tutto. Sapevo inoltre di non potermi separare dall’ambiente che in quel momento mi causava rabbia, perché nessuna squadra nel Progetto poteva strapparmi dalle mani di Pattarozzi..Per un mero discorso economico, immagino… D’altronde la qualità si paga, e tu non ne sei certamente carente. Sono arrivate offerte concrete, in questo lasso di tempo?

Alla mia persona no, quindi credo che anche se fossero arrivate alla società siano state valutate non congrue a quello che è il mio valore, e sinceramente ci sono rimasto anche male. Capisco però, che quello poteva non essere il periodo giusto per mettersi sul mercato.

Effettivamente no, fosse successo a inizio mercato immagino sarebbero fioccate le offerte.. magari anche dal Vicenza, chissà. Si riparte verso la nuova stagione, dunque. Quali obiettivi ti poni?

Vengo da un anno in cui sono stato discretamente decisivo, perciò punto innanzitutto a migliorarmi soprattutto in ambito europeo. Spero di entrare nella top 11 per il Pallone D’oro, mi piacerebbe inoltre giocare l’Europeo con la Nazionale dell’affascinante CT Alberto, anche se sarà difficile trovare posto.

Nulla è difficile, quando ti chiami Antonio Di Gloria. Prima di andare, ti pongo un’ultima domanda; ora che la situazione sembra essersi calmata, ti va di dirci il nome di colui che fece scoppiare la diatriba?

Preferirei che la cosa restasse al chiuso del nostro spogliatoio. Sappiate soltanto che è una bravissima persona, e che magari di persona tutto questo si sarebbe risolto in una grassa risata tra amici…

Fulmine a ciel sereno

Buongiorno Antonio, ti ringrazio per questa intervista nonostante il poco preavviso. Cominciamo subito dall’argomento di giornata, la tua richiesta di cessione. Volontà che sicuramente starà suscitando clamore in più di un gruppo nel progetto. Ma come si è arrivati a questo?

Piccole incomprensioni legate al calcio fuffa avute con un membro in particolare della squadra (Antonio non ha voluto dirci di chi si trattava, ndr) con il quale erano accadute già tempo addietro, e che infine mi hanno portato a questa scelta drastica. Calcio fuffa, dunque.

Sembra incredibile che degli screzi avuti per un argomento così futile, possano aver di fatto provocato un terremoto, portando sul mercato quello che probabilmente è l’attaccante più forte del progetto.

Si, io tengo molto alla mia squadra, non ne faccio solo una questione di tifo, ma va ben oltre. Non riesco ad accettare che venga denigrata. La cosa, alla lunga mi ha portato a chiedere la cessione.

Un vero appassionato, quindi; i tifosi del Napoli PG che leggono questa intervista sono autorizzati a sognare un ritorno a casa di Di Gloria?

Categoricamente sì, devono sempre farlo perché la mia porta è sempre aperta per quelli che vengono dal San Paolo. Anche se temo sia solo una fantasia, visto che il Napoli al momento non sembra aver bisogno di altre pedine.

Da quanto tempo va avanti questa storia?

Ho chiesto la cessione circa un mese fa, Michelini chiaramente si è opposto fin dal principio. Ho persino accarezzato l’idea di lasciare il progetto, sono pure uscito dai gruppi squadra per non rischiare di andare sul pesante.

Sembra quasi uno scenario apocalittico, Dio solo sa cosa dev’essere successo dopo quella partita fuffa. Mettendo un attimo da parte il sogno Napoli, dove si vede realisticamente il Di Gloria giocatore in S5?

Spero ancora nel progetto, principalmente in A perché a fine stagione spero di essere convocato per gli Europei. Però sono pronto a tutto, aspetto solo l’evoluzione delle cose.

Una vicenda che terrà tutti col fiato in sospeso. Molti ti sognano, ma immagino che pochissimi ad oggi potrebbero presentare un’offerta soddisfacente alla dirigenza laziale.

Ne sono consapevole, soprattutto in virtù del fatto che molte squadre hanno già completato la rosa.

Grazie mille Antonio, speriamo tu possa trovare presto un nuovo ambiente dove ritrovare serenità.

Francesco Indìveri: ambizioni “no-limits”

Salve Francesco, sei un nuovo acquisto del Foggia per questa S5. Quali sono le tue impressioni riguardo la squadra che hai trovato?

Ho trovato un gruppo molto affiatato, tutti sono pronti ad aiutare tutti e questo è un bene assoluto. Di solito questo è il tipo di spogliatoio che ti fa ambire a grandi traguardi. Sono felice di aver accettato questa realtà. Ho scelto, senza dubbio, il progetto migliore per me in questo momento della mia carriera.

Per il tuo arrivo a Foggia sono state spese belle parole. Cosa ti ha spinto ad accettare la proposta?

Il progetto vincente, la voglia di fare qualcosa di importante. Dopo le ultime esperienze negative avevo bisogno di un qualcosa che mi smuovesse un po’ l’animo. Volevo rimettermi in gioco, provare una nuova sfida, si è presentata questa occasione e non ho esitato ad accettare. Non posso non menzionare Francesco Borrelli, un fratello per me in questo progetto, che mi ha dato tanta fiducia e ha creduto in me.

Cominciamo ad addentrarci nel campionato che verrà. Quali sono le aspettative di questo Foggia?

La squadra è super attiva, se non sbaglio è tra le più attive del progetto, penso che l’obiettivo comune sia quello di provare a conquistare la promozione. La strada sarà lunga, ci saranno difficoltà, ma abbiamo il dovere di provarci… Scherzo, non sono mai così diplomatico, dobbiamo portare il Foggia in Serie A, senza scuse o altro!

La scelta del numero 10 ti mette addosso molte responsabilità o per te è un numero come qualsiasi altro?

Ogni bambino che sogna di giocare a calcio non può non immaginarsi un giorno con la numero 10, è un numero importante e pesante. C’è chi dice che non è solo un numero, ma la speranza di una tifoseria, popolo o città che sia. Ho chiesto di indossarla perché non ho paura di possibili ripercussioni, come ho già detto prima, sono qui per rimettermi in gioco e prendermi le mie responsabilità, così come sono pronto a far sognare sia i nostri tifosi più piccoli che gli ultras che ci seguono ovunque. Voglio diventare il simbolo di questa società, un punto di riferimento sia per lo staff che per i compagni mettendo al servizio la mia esperienza. Prendendo la 10 è questo il segnale che voglio lanciare.

Concludiamo con una domanda semplice ma diretta. Qual è il messaggio che vuoi mandare a tutta la Serie B PG?

Nessun messaggio in particolare, voglio solo rivolgermi ai miei compagni di squadra per dire loro di essere sempre uniti e compatti, perché spesso è il gruppo che fa la differenza al di là delle capacità tecniche, perché dove non si arriva con la tecnica ci si arriva con il gioco di squadra. Se riusciamo ad essere una famiglia possiamo divertirci.

Grazie per la disponibilità e buon campionato!

Il.. tiranno del progetto

Buongiorno Riccardo. Tu sei qui da poco, sei solo un S4. Eppure ormai tutti ti conoscono, in pochi mesi ti è successo di tutto all’interno del progetto. Ma come ne sei venuto a conoscenza? Ne sono venuto a conoscenza per caso. Vidi un post condiviso da inerente ai risultati della giornata appena terminata, e cliccandoci sopra mi ritrovai nel gruppo principale. Dopo essere stato accettato ed essermi guardato intorno, feci il post di presentazione in maniera piuttosto sommaria. Dopodiché furono in molti a contattarmi per tesserarmi (Riccardo è un dc, sappiamo bene quanto facciano gola i dc, ndr) ma nessuno mi spiegò il progetto come il meraviglioso presidente che ebbi nella stagione appena conclusa. Ragion per cui scelsi l’Empoli come prima squadra. Da semplice giocatore dell’Empoli ti sei trovato, in pochi mesi, presidente di una società di B; un’escalation niente male, insomma. Ma come successe? Subito dopo la mia iscrizione feci il test per diventare allenatore, e venni chiamato così all’Ancona. Appena arrivato, il presidente Roberti si dimise, lasciando la squadra a Giamberduca. Lo stesso Giamberduca dopo poco abbandonò per approdare al Milan, e cedendo a me la presidenza. La squadra navigava in pessime acque. Fortuna volle che ebbi come aiutanti come Angelino e Costulo (soprannome di Costantino). Dopo un inizio difficile, le cose pian piano migliorarono. Ad oggi siamo io e Costantino presidente, e Sulsenti ds. Un colpo di scena e di fortuna, sia per te che per l’Ancona. In breve tempo sembri aver riportato serenità ad un ambiente che rischiava di crollare. Quale è il tuo segreto? Non c’è un vero segreto, l’obiettivo è semplicemente cercare di coinvolgere tutti in un ambiente sano, dove è il giocatore a contare. Non tratteniamo nessuno controvoglia, come nel caso di Papaleo passato all’Akragas a stagione in corso, nonostante la cosa rischiasse palesemente di danneggiare la squadra. Di questo passo vi candiderete a breve come competitor per la A. Avete delle precise strategie di mercato? Ci proviamo! Abbiamo deciso innanzitutto di cedere coloro che per motivi vari non potessero garantire un minimo di attività. L’obiettivo principale sono i playoff, e andare avanti in Coppa Italia. Passiamo al Riccardo calciatore, adesso. Sei di recente approdato al Pg: from zero to hero insomma. Cosa ti ha spinto ad accettare la loro proposta? Innanzitutto la presenza di Casalati, persona squisita che ho avuto il piacere di conoscere ad Empoli, ammiro la gestione della squadra da parte di Pironti, e in squadra ci sono persone fantastiche come Fusco, Bazzani, ora pure Ballarini.. inoltre avrò il privilegio di giocare nella squadra maggiormente rappresentativa del Progetto, al fianco di uno dei difensori più forti. Ultima domanda: preferiresti vincere un trofeo da calciatore, o da presidente-allenatore dell’Ancona? Onestamente non ho preferenze, l’importante è vincere

Valerio Arnone: Vicenza, capelli bianchi e tachicardia

Quest’oggi abbiamo con noi il presidente del Vicenza Valerio Arnone. Non credo ci sia bisogno di presentazioni quindi direi di cominciare. Diamo uno sguardo al passato: cosa le ha lasciato la scorsa stagione in eredità?

Beh… Un mucchio di capelli bianchi e tachicardia per quanto riguarda il Vicenza e PG. Fortunatamente ho raccolto anche una promozione con l’Empoli grazie ad un gruppo fantastico.

Il Vicenza è stata la vera rivelazione della scorsa stagione di Serie B. Cosa ha impedito a questa squadra di fare quel piccolo passo che mancava per quella che sarebbe stata una vera e propria impresa?

Ad inizio stagione la squadra non versava in ottime condizioni, portarla a quei livelli è stato molto faticoso. Non eravamo neanche pronti ad un campionato del genere, neanche il più ottimista lo avrebbe pensato. Certamente è mancata un po’ di esperienza gestionale da parte mia e anche in fase di mercato. Tutte responsabilità mie comunque. Ora stiamo cercando di costruire un progetto a medio-lungo termine che ci porti in A nel giro di 2 anni.

Ha fatto molto scalpore l’acquisto di Serafini per ben 4 milioni. Pensa quindi che il prossimo anno la squadra andrà all-in per la promozione?

Difficile dirlo, ci sono tantissime squadre più attrezzate e probabilmente più pronte. Penso al Genoa appena retrocesso o alla Roma che ha sfiorato la finale di coppa. Sono squadre che di certo non sfigureranno. Senza tralasciare squadre con cui abbiamo già lottato l’anno scorso.

Le rivelazioni sono sempre belle sorprese, ma la parte difficile è confermarsi dopo. Il Vicenza è proprio in questa situazione, con molte squadre che ormai si adegueranno. Come penserà di confermare lo status di top team della Serie B?

Possiamo sempre non confermarlo… Scherzi a parte, gli occhi ora sono puntati anche su di noi, dovremo essere bravi a saper gestire la maggiore pressione e colmare la grande lacuna che è mancata l’anno scorso: l’attività.

L’attività… A proposito, i giocatori hanno fatto un’annata eccezionale, cosa pensa possa essere utile per tenere alta l’attività e la voglia dei giocatori? Teme la cosiddetta “pancia piena”?

Assolutamente no, anzi, la scorsa stagione è stata un punto di partenza, non di arrivo. L’attività viene sicuramente agevolata dalle prestazioni, inoltre ora abbiamo alle spalle una stagione insieme quindi sarà più facile fare gruppo.

Ok il grande acquisto di Serafini ma ci sono state anche cessioni dolorose. Vuole dire qualcosa in merito?

Abbiamo perso splendidi ragazzi, che per un motivo o per un altro sono andati verso altri lidi, ma credo sia una cosa normale e necessaria nel mondo del calcio.

Bene ora guardiamo avanti. La stagione del Vicenza è costellata da grandi aspettative. Prometterà qualcosa ai giocatori in caso di vittoria finale?

Si, prometto che smetterò di frustarli. No, comunque non ho ancora fatto promesse, ma chiaramente ci sarà qualcosa di grande qualora dovessimo chiudere la stagione nel migliore dei modi.

Bene concludiamo con un’ultima domanda. Cosa vuole dire a tutte le avversarie del Vicenza di quest’anno per la promozione?

Che sarà un’altra stagione combattuta e, ovviamente, vinca il migliore.

Grazie mille per la disponibilità presidente Arnone e… Buona fortuna!

Questioni di cuore – Intervista ad Alberto De Donatis

Eccoci qui con una delle personalità maggiormente di spicco nel Progetto, impossibile non aver riso durante le sue live. Signore e signori, Alberto De Donatis. Professore nella vita, admin nel progetto; quanto ha contato la tua pluriennale esperienza “gestionale” nel diventare admin di un progetto in continua espansione?
“Sinceramente direi poco, i contesti sono molto diversi. A scuola sei in un vis à vis (Alberto adora il francese, ndr) col ragazzo, per poche ore alla settimana. Nel gioco fai da vigile e legislatore in un contesto fortemente mediato. Situazioni parecchio diverse, insomma”

Cominciamo… dalla fine. Ultima stagione, Genoa inspiegabilmente retrocesso. Quali fattori credi possano avere influito?
“Meramente di gioco. Non siamo stati in grado di capire come applicare le caratteristiche della nostra rosa in un contesto nuovo come quello di FM19. Aggiungerei anche un po’ di sfortuna, ma spero che Luca Maso e Jonsi sappiano riportare il Genoa dove merita per forza e attività. Il calcio è strano, FM di più.”

Volgendo lo sguardo al futuro: Inter agli interisti: quando è nata l’idea, e quanto difficile è stato lasciare un Genoa che ormai tutti identificavano con il tuo pacato faccione?
Pacato? Haha. Lasciare il Genoa è stato ed è ancora molto difficile. Lo è stato un po’ meno sapendo che quelli che lo gestiscono ora sono persone capaci ed entusiaste. L’idea Inter è nata piano piano nel corso di S4: vedevo la squadra molto poco attiva, gestita in maniera migliorabile. Un ruolo importante lo ha svolto la “gobbizzazione” dell’Inter fuffa, ed è lì che i miei sensi di Prisco si sono attivati. Inizialmente pensavo di prenderla in S6, ma visto che Giglio lasciava la presidenza e il Genoa era a fine ciclo, ho accelerato il procedimento”

Quali obiettivi ti poni per l’immediato futuro, da presidente e da giocatore?
“Da giocatore semplicemente di dare una mano all’Inter. Da presidente e DS di cominciare a costruire: sono molto contento del mercato fatto con i mezzi a disposizione, è il primo passo. La prossima sarà una stagione di sofferenza e costruzione, quindi mi aspetto un piazzamento a metà classifica. Ho fiducia nel mister”

Fare mercato sarà anche particolarmente difficile, in quanto il prezzo degli interisti potrebbe schizzare alle stelle ora che tutti sanno che cerchi esclusivamente quelli. Facciamo un gioco: se avessi la possibilità di prelevare un giocatore a parametro 0, chi sarebbe e perché?
“Immaginavamo il mercato sarebbe potuto essere difficile, infatti ci siamo mossi per tempo e sotto traccia, senza nomi altisonanti. L’acquisto più caro è stato Torcolini. Parametro 0? Gioco per gioco, vado con l’interista più forte di tutti: Gallarato. Anche se ho già un ottimo attacco”

Oltre che presidente, giocatore e affascinante uomo, sei anche CT di una nazionale che sembra più che mai promettente. Hai già un possibile 22 nella tua testa, o è ancora troppo presto?
“Decisamente troppo presto, ad ogni convocazione mi scarico determinati dati statistici dei gruppi e li incrocio con quelli delle live. Chiaramente con il tempo si viene a formare una sorta di zoccolo duro, e un gruppo che viene coinvolto ciclicamente. Abbiamo davanti una stagione intera, e tutto può succedere”

Ormai sei un punto fermo delle live, i tuoi show sono l’attrazione principale della settimana. Quanto c’è di preparato, e quanto di spontaneo nei teatrini con Ballarini?
“Preparato? Zero. Nella maggior parte delle live arrivo pochi minuti prima dell’inizio, anche volendo non avrei tempo. Magari qualche volta enfatizzo particolarmente, sapendo che piace. Diciamo anche che l’ultima stagione del Genoa ha aiutato particolarmente, in questo senso. Poi comunque sono consapevole che sbaglierò qualcosa, e lavoro costantemente per migliorarmi”

Ultima domanda: i pronostici di ADD. Dai ai nostri lettori, nell’ordine, futuri campioni d’Italia, futuri campioni di B, e future retrocesse in B
“Vincente di A metto la Lazio senza dubbio, creerà un solco profondissimo tra sé e gli altri. Vincente di B il Genoa, io ci credo. Forza ragazzi. Per le retrocesse è dura pronosticare qualcosa a mercato aperto, però se devo fare tre nomi dico Sassuolo, Benevento e Cesena. Ma, come sapete, non sono famoso per i pronostici.”