It’s always sunny in Formello

Buongiorno a tutti. Rieccoci con Antonio (Di Gloria, ndr) il quale ci è venuto a cercare per aggiornamenti sulla vicenda che poche settimane fa ha scosso il Progetto. Cosa ci racconti di nuovo, Antonio?

Da un paio di giorni c’è stata la pace tra me e la società, e ora sono nuovamente a contatto col gruppo. Ovviamente qualcuno storcerà il naso, ma non si può parlare senza sapere le cose.

Allarme rientrato, dunque. In attesa che siano gli altri a parlare… fallo tu. Come hai vissuto queste settimane da separato in casa?

Male. In primis, perché in cuor mio, sapevo di essere in procinto di separarmi da una grande squadra e una grande famiglia che mi aveva dato tutto. Sapevo inoltre di non potermi separare dall’ambiente che in quel momento mi causava rabbia, perché nessuna squadra nel Progetto poteva strapparmi dalle mani di Pattarozzi..Per un mero discorso economico, immagino… D’altronde la qualità si paga, e tu non ne sei certamente carente. Sono arrivate offerte concrete, in questo lasso di tempo?

Alla mia persona no, quindi credo che anche se fossero arrivate alla società siano state valutate non congrue a quello che è il mio valore, e sinceramente ci sono rimasto anche male. Capisco però, che quello poteva non essere il periodo giusto per mettersi sul mercato.

Effettivamente no, fosse successo a inizio mercato immagino sarebbero fioccate le offerte.. magari anche dal Vicenza, chissà. Si riparte verso la nuova stagione, dunque. Quali obiettivi ti poni?

Vengo da un anno in cui sono stato discretamente decisivo, perciò punto innanzitutto a migliorarmi soprattutto in ambito europeo. Spero di entrare nella top 11 per il Pallone D’oro, mi piacerebbe inoltre giocare l’Europeo con la Nazionale dell’affascinante CT Alberto, anche se sarà difficile trovare posto.

Nulla è difficile, quando ti chiami Antonio Di Gloria. Prima di andare, ti pongo un’ultima domanda; ora che la situazione sembra essersi calmata, ti va di dirci il nome di colui che fece scoppiare la diatriba?

Preferirei che la cosa restasse al chiuso del nostro spogliatoio. Sappiate soltanto che è una bravissima persona, e che magari di persona tutto questo si sarebbe risolto in una grassa risata tra amici…

Fulmine a ciel sereno

Buongiorno Antonio, ti ringrazio per questa intervista nonostante il poco preavviso. Cominciamo subito dall’argomento di giornata, la tua richiesta di cessione. Volontà che sicuramente starà suscitando clamore in più di un gruppo nel progetto. Ma come si è arrivati a questo?

Piccole incomprensioni legate al calcio fuffa avute con un membro in particolare della squadra (Antonio non ha voluto dirci di chi si trattava, ndr) con il quale erano accadute già tempo addietro, e che infine mi hanno portato a questa scelta drastica. Calcio fuffa, dunque.

Sembra incredibile che degli screzi avuti per un argomento così futile, possano aver di fatto provocato un terremoto, portando sul mercato quello che probabilmente è l’attaccante più forte del progetto.

Si, io tengo molto alla mia squadra, non ne faccio solo una questione di tifo, ma va ben oltre. Non riesco ad accettare che venga denigrata. La cosa, alla lunga mi ha portato a chiedere la cessione.

Un vero appassionato, quindi; i tifosi del Napoli PG che leggono questa intervista sono autorizzati a sognare un ritorno a casa di Di Gloria?

Categoricamente sì, devono sempre farlo perché la mia porta è sempre aperta per quelli che vengono dal San Paolo. Anche se temo sia solo una fantasia, visto che il Napoli al momento non sembra aver bisogno di altre pedine.

Da quanto tempo va avanti questa storia?

Ho chiesto la cessione circa un mese fa, Michelini chiaramente si è opposto fin dal principio. Ho persino accarezzato l’idea di lasciare il progetto, sono pure uscito dai gruppi squadra per non rischiare di andare sul pesante.

Sembra quasi uno scenario apocalittico, Dio solo sa cosa dev’essere successo dopo quella partita fuffa. Mettendo un attimo da parte il sogno Napoli, dove si vede realisticamente il Di Gloria giocatore in S5?

Spero ancora nel progetto, principalmente in A perché a fine stagione spero di essere convocato per gli Europei. Però sono pronto a tutto, aspetto solo l’evoluzione delle cose.

Una vicenda che terrà tutti col fiato in sospeso. Molti ti sognano, ma immagino che pochissimi ad oggi potrebbero presentare un’offerta soddisfacente alla dirigenza laziale.

Ne sono consapevole, soprattutto in virtù del fatto che molte squadre hanno già completato la rosa.

Grazie mille Antonio, speriamo tu possa trovare presto un nuovo ambiente dove ritrovare serenità.

Francesco Indìveri: ambizioni “no-limits”

Salve Francesco, sei un nuovo acquisto del Foggia per questa S5. Quali sono le tue impressioni riguardo la squadra che hai trovato?

Ho trovato un gruppo molto affiatato, tutti sono pronti ad aiutare tutti e questo è un bene assoluto. Di solito questo è il tipo di spogliatoio che ti fa ambire a grandi traguardi. Sono felice di aver accettato questa realtà. Ho scelto, senza dubbio, il progetto migliore per me in questo momento della mia carriera.

Per il tuo arrivo a Foggia sono state spese belle parole. Cosa ti ha spinto ad accettare la proposta?

Il progetto vincente, la voglia di fare qualcosa di importante. Dopo le ultime esperienze negative avevo bisogno di un qualcosa che mi smuovesse un po’ l’animo. Volevo rimettermi in gioco, provare una nuova sfida, si è presentata questa occasione e non ho esitato ad accettare. Non posso non menzionare Francesco Borrelli, un fratello per me in questo progetto, che mi ha dato tanta fiducia e ha creduto in me.

Cominciamo ad addentrarci nel campionato che verrà. Quali sono le aspettative di questo Foggia?

La squadra è super attiva, se non sbaglio è tra le più attive del progetto, penso che l’obiettivo comune sia quello di provare a conquistare la promozione. La strada sarà lunga, ci saranno difficoltà, ma abbiamo il dovere di provarci… Scherzo, non sono mai così diplomatico, dobbiamo portare il Foggia in Serie A, senza scuse o altro!

La scelta del numero 10 ti mette addosso molte responsabilità o per te è un numero come qualsiasi altro?

Ogni bambino che sogna di giocare a calcio non può non immaginarsi un giorno con la numero 10, è un numero importante e pesante. C’è chi dice che non è solo un numero, ma la speranza di una tifoseria, popolo o città che sia. Ho chiesto di indossarla perché non ho paura di possibili ripercussioni, come ho già detto prima, sono qui per rimettermi in gioco e prendermi le mie responsabilità, così come sono pronto a far sognare sia i nostri tifosi più piccoli che gli ultras che ci seguono ovunque. Voglio diventare il simbolo di questa società, un punto di riferimento sia per lo staff che per i compagni mettendo al servizio la mia esperienza. Prendendo la 10 è questo il segnale che voglio lanciare.

Concludiamo con una domanda semplice ma diretta. Qual è il messaggio che vuoi mandare a tutta la Serie B PG?

Nessun messaggio in particolare, voglio solo rivolgermi ai miei compagni di squadra per dire loro di essere sempre uniti e compatti, perché spesso è il gruppo che fa la differenza al di là delle capacità tecniche, perché dove non si arriva con la tecnica ci si arriva con il gioco di squadra. Se riusciamo ad essere una famiglia possiamo divertirci.

Grazie per la disponibilità e buon campionato!

Il.. tiranno del progetto

Buongiorno Riccardo. Tu sei qui da poco, sei solo un S4. Eppure ormai tutti ti conoscono, in pochi mesi ti è successo di tutto all’interno del progetto. Ma come ne sei venuto a conoscenza? Ne sono venuto a conoscenza per caso. Vidi un post condiviso da inerente ai risultati della giornata appena terminata, e cliccandoci sopra mi ritrovai nel gruppo principale. Dopo essere stato accettato ed essermi guardato intorno, feci il post di presentazione in maniera piuttosto sommaria. Dopodiché furono in molti a contattarmi per tesserarmi (Riccardo è un dc, sappiamo bene quanto facciano gola i dc, ndr) ma nessuno mi spiegò il progetto come il meraviglioso presidente che ebbi nella stagione appena conclusa. Ragion per cui scelsi l’Empoli come prima squadra. Da semplice giocatore dell’Empoli ti sei trovato, in pochi mesi, presidente di una società di B; un’escalation niente male, insomma. Ma come successe? Subito dopo la mia iscrizione feci il test per diventare allenatore, e venni chiamato così all’Ancona. Appena arrivato, il presidente Roberti si dimise, lasciando la squadra a Giamberduca. Lo stesso Giamberduca dopo poco abbandonò per approdare al Milan, e cedendo a me la presidenza. La squadra navigava in pessime acque. Fortuna volle che ebbi come aiutanti come Angelino e Costulo (soprannome di Costantino). Dopo un inizio difficile, le cose pian piano migliorarono. Ad oggi siamo io e Costantino presidente, e Sulsenti ds. Un colpo di scena e di fortuna, sia per te che per l’Ancona. In breve tempo sembri aver riportato serenità ad un ambiente che rischiava di crollare. Quale è il tuo segreto? Non c’è un vero segreto, l’obiettivo è semplicemente cercare di coinvolgere tutti in un ambiente sano, dove è il giocatore a contare. Non tratteniamo nessuno controvoglia, come nel caso di Papaleo passato all’Akragas a stagione in corso, nonostante la cosa rischiasse palesemente di danneggiare la squadra. Di questo passo vi candiderete a breve come competitor per la A. Avete delle precise strategie di mercato? Ci proviamo! Abbiamo deciso innanzitutto di cedere coloro che per motivi vari non potessero garantire un minimo di attività. L’obiettivo principale sono i playoff, e andare avanti in Coppa Italia. Passiamo al Riccardo calciatore, adesso. Sei di recente approdato al Pg: from zero to hero insomma. Cosa ti ha spinto ad accettare la loro proposta? Innanzitutto la presenza di Casalati, persona squisita che ho avuto il piacere di conoscere ad Empoli, ammiro la gestione della squadra da parte di Pironti, e in squadra ci sono persone fantastiche come Fusco, Bazzani, ora pure Ballarini.. inoltre avrò il privilegio di giocare nella squadra maggiormente rappresentativa del Progetto, al fianco di uno dei difensori più forti. Ultima domanda: preferiresti vincere un trofeo da calciatore, o da presidente-allenatore dell’Ancona? Onestamente non ho preferenze, l’importante è vincere

Valerio Arnone: Vicenza, capelli bianchi e tachicardia

Quest’oggi abbiamo con noi il presidente del Vicenza Valerio Arnone. Non credo ci sia bisogno di presentazioni quindi direi di cominciare. Diamo uno sguardo al passato: cosa le ha lasciato la scorsa stagione in eredità?

Beh… Un mucchio di capelli bianchi e tachicardia per quanto riguarda il Vicenza e PG. Fortunatamente ho raccolto anche una promozione con l’Empoli grazie ad un gruppo fantastico.

Il Vicenza è stata la vera rivelazione della scorsa stagione di Serie B. Cosa ha impedito a questa squadra di fare quel piccolo passo che mancava per quella che sarebbe stata una vera e propria impresa?

Ad inizio stagione la squadra non versava in ottime condizioni, portarla a quei livelli è stato molto faticoso. Non eravamo neanche pronti ad un campionato del genere, neanche il più ottimista lo avrebbe pensato. Certamente è mancata un po’ di esperienza gestionale da parte mia e anche in fase di mercato. Tutte responsabilità mie comunque. Ora stiamo cercando di costruire un progetto a medio-lungo termine che ci porti in A nel giro di 2 anni.

Ha fatto molto scalpore l’acquisto di Serafini per ben 4 milioni. Pensa quindi che il prossimo anno la squadra andrà all-in per la promozione?

Difficile dirlo, ci sono tantissime squadre più attrezzate e probabilmente più pronte. Penso al Genoa appena retrocesso o alla Roma che ha sfiorato la finale di coppa. Sono squadre che di certo non sfigureranno. Senza tralasciare squadre con cui abbiamo già lottato l’anno scorso.

Le rivelazioni sono sempre belle sorprese, ma la parte difficile è confermarsi dopo. Il Vicenza è proprio in questa situazione, con molte squadre che ormai si adegueranno. Come penserà di confermare lo status di top team della Serie B?

Possiamo sempre non confermarlo… Scherzi a parte, gli occhi ora sono puntati anche su di noi, dovremo essere bravi a saper gestire la maggiore pressione e colmare la grande lacuna che è mancata l’anno scorso: l’attività.

L’attività… A proposito, i giocatori hanno fatto un’annata eccezionale, cosa pensa possa essere utile per tenere alta l’attività e la voglia dei giocatori? Teme la cosiddetta “pancia piena”?

Assolutamente no, anzi, la scorsa stagione è stata un punto di partenza, non di arrivo. L’attività viene sicuramente agevolata dalle prestazioni, inoltre ora abbiamo alle spalle una stagione insieme quindi sarà più facile fare gruppo.

Ok il grande acquisto di Serafini ma ci sono state anche cessioni dolorose. Vuole dire qualcosa in merito?

Abbiamo perso splendidi ragazzi, che per un motivo o per un altro sono andati verso altri lidi, ma credo sia una cosa normale e necessaria nel mondo del calcio.

Bene ora guardiamo avanti. La stagione del Vicenza è costellata da grandi aspettative. Prometterà qualcosa ai giocatori in caso di vittoria finale?

Si, prometto che smetterò di frustarli. No, comunque non ho ancora fatto promesse, ma chiaramente ci sarà qualcosa di grande qualora dovessimo chiudere la stagione nel migliore dei modi.

Bene concludiamo con un’ultima domanda. Cosa vuole dire a tutte le avversarie del Vicenza di quest’anno per la promozione?

Che sarà un’altra stagione combattuta e, ovviamente, vinca il migliore.

Grazie mille per la disponibilità presidente Arnone e… Buona fortuna!

Questioni di cuore – Intervista ad Alberto De Donatis

Eccoci qui con una delle personalità maggiormente di spicco nel Progetto, impossibile non aver riso durante le sue live. Signore e signori, Alberto De Donatis. Professore nella vita, admin nel progetto; quanto ha contato la tua pluriennale esperienza “gestionale” nel diventare admin di un progetto in continua espansione?
“Sinceramente direi poco, i contesti sono molto diversi. A scuola sei in un vis à vis (Alberto adora il francese, ndr) col ragazzo, per poche ore alla settimana. Nel gioco fai da vigile e legislatore in un contesto fortemente mediato. Situazioni parecchio diverse, insomma”

Cominciamo… dalla fine. Ultima stagione, Genoa inspiegabilmente retrocesso. Quali fattori credi possano avere influito?
“Meramente di gioco. Non siamo stati in grado di capire come applicare le caratteristiche della nostra rosa in un contesto nuovo come quello di FM19. Aggiungerei anche un po’ di sfortuna, ma spero che Luca Maso e Jonsi sappiano riportare il Genoa dove merita per forza e attività. Il calcio è strano, FM di più.”

Volgendo lo sguardo al futuro: Inter agli interisti: quando è nata l’idea, e quanto difficile è stato lasciare un Genoa che ormai tutti identificavano con il tuo pacato faccione?
Pacato? Haha. Lasciare il Genoa è stato ed è ancora molto difficile. Lo è stato un po’ meno sapendo che quelli che lo gestiscono ora sono persone capaci ed entusiaste. L’idea Inter è nata piano piano nel corso di S4: vedevo la squadra molto poco attiva, gestita in maniera migliorabile. Un ruolo importante lo ha svolto la “gobbizzazione” dell’Inter fuffa, ed è lì che i miei sensi di Prisco si sono attivati. Inizialmente pensavo di prenderla in S6, ma visto che Giglio lasciava la presidenza e il Genoa era a fine ciclo, ho accelerato il procedimento”

Quali obiettivi ti poni per l’immediato futuro, da presidente e da giocatore?
“Da giocatore semplicemente di dare una mano all’Inter. Da presidente e DS di cominciare a costruire: sono molto contento del mercato fatto con i mezzi a disposizione, è il primo passo. La prossima sarà una stagione di sofferenza e costruzione, quindi mi aspetto un piazzamento a metà classifica. Ho fiducia nel mister”

Fare mercato sarà anche particolarmente difficile, in quanto il prezzo degli interisti potrebbe schizzare alle stelle ora che tutti sanno che cerchi esclusivamente quelli. Facciamo un gioco: se avessi la possibilità di prelevare un giocatore a parametro 0, chi sarebbe e perché?
“Immaginavamo il mercato sarebbe potuto essere difficile, infatti ci siamo mossi per tempo e sotto traccia, senza nomi altisonanti. L’acquisto più caro è stato Torcolini. Parametro 0? Gioco per gioco, vado con l’interista più forte di tutti: Gallarato. Anche se ho già un ottimo attacco”

Oltre che presidente, giocatore e affascinante uomo, sei anche CT di una nazionale che sembra più che mai promettente. Hai già un possibile 22 nella tua testa, o è ancora troppo presto?
“Decisamente troppo presto, ad ogni convocazione mi scarico determinati dati statistici dei gruppi e li incrocio con quelli delle live. Chiaramente con il tempo si viene a formare una sorta di zoccolo duro, e un gruppo che viene coinvolto ciclicamente. Abbiamo davanti una stagione intera, e tutto può succedere”

Ormai sei un punto fermo delle live, i tuoi show sono l’attrazione principale della settimana. Quanto c’è di preparato, e quanto di spontaneo nei teatrini con Ballarini?
“Preparato? Zero. Nella maggior parte delle live arrivo pochi minuti prima dell’inizio, anche volendo non avrei tempo. Magari qualche volta enfatizzo particolarmente, sapendo che piace. Diciamo anche che l’ultima stagione del Genoa ha aiutato particolarmente, in questo senso. Poi comunque sono consapevole che sbaglierò qualcosa, e lavoro costantemente per migliorarmi”

Ultima domanda: i pronostici di ADD. Dai ai nostri lettori, nell’ordine, futuri campioni d’Italia, futuri campioni di B, e future retrocesse in B
“Vincente di A metto la Lazio senza dubbio, creerà un solco profondissimo tra sé e gli altri. Vincente di B il Genoa, io ci credo. Forza ragazzi. Per le retrocesse è dura pronosticare qualcosa a mercato aperto, però se devo fare tre nomi dico Sassuolo, Benevento e Cesena. Ma, come sapete, non sono famoso per i pronostici.”

Un sogno da cui ripartire – Intervista a Tommaso Molin

Buongiorno, oggi siamo qui con una persona che non ha certo bisogno di presentazioni, Tommaso Molin, presidente di Roma e Venezia. A mente fredda, Tommaso, come reputi la stagione appena conclusa?
E’ stata una stagione lunga, che ci ha visto arrivare fino alla semifinale di Europa League e quindi ad un passo dal sogno di vincere un trofeo europeo. Purtroppo, ma lo sapevamo fin dal principio, il percorso europeo ha inevitabilmente compromesso il cammino in campionato, campionato concluso a pochi punti dai playoff.”

Roma, Venezia, Progetto Gaming; personaggio super impegnato insomma. Hai la sensazione che avresti potuto fare di più, o ti ritieni comunque soddisfatto dei risultati ottenuti?
“Credo che onestamente fare più di così fosse difficile. Al massimo c’è il rammarico per la Coppa Italia persa da giocatore, ma come presidente sono estremamente soddisfatto delle mie due squadre, che hanno dovuto affrontare avversari molto competitivi.”

Andando a ritroso: quale è il momento che ricordi con più piacere, e quello che invece ti è particolarmente doloroso da ricordare?
“Per il più brutto direi in assoluto la già citata finale di Coppa Italia, mentre il più bello è quello che deve ancora arrivare, e mi auguro possa farlo nella stagione che sta per iniziare.”

Cosa ti aspetti da Roma e Venezia per questa stagione?
“Dalla Roma mi aspetto la promozione in A, non abbiamo più scuse, sebbene il campionato sarà ancora più equilibrato di quello appena concluso. Per il Venezia mi auguro un campionato di alta classifica, con l’obiettivo di ripetere la scorsa stagione.”

Non temi la feroce concorrenza di compagini quali Genoa e Fiorentina, dunque.
“Le temo eccome, anzi. Penso che al momento ci siano potenzialmente una decina di squadre che possono lottare per la promozione diretta, ma noi non possiamo più sbagliare.”

Ultima domanda: se potessi prendere un qualunque giocatore da una qualunque squadra, chi sarebbe e perché? Di contro, se dovessi cedere tutti i tuoi giocatori tranne uno, chi terresti con te?
“Difficile rispondere ad entrambe le domande. Come giocatore da acquistare direi Tuccio, per il quale avevo fatto un’offerta, sia per scheda che per attività. Se potessi non cederei nessuno dei miei, ma chiaro che se qualcuno dovesse volere una nuova esperienza cercherei di accontentarlo. In particolare ho un feeling speciale con Saladino, il quale ha già ricevuto un’offerta in particolare, e D’Anteo.”

Saladino, già. L’uomo dai gol pesanti, una sorta di Bello Di Notte diciamo. Chissà che qualcuno non provi a strappartelo… (Tommaso ride, ndr).

Dalla Sardegna con furore: Pasqualino Beccu

Bene, iniziamo dal principio: facciamo una rapida presentazione per i lettori che non ti conoscono.
Salve a tutti, il mio nome è Pasqualino Beccu, provengo dalla Sardegna, esattamente da Silanus (un paese di poco più di 2300 abitanti). Ho 19 anni e sono un nuovo giocatore del neonato FM Messina.

Hai iniziato da pochissimo, eppure ti stai già dimostrando molto carico e attivo. Come sei venuto a conoscenza del progetto?
Conosco il progetto ormai da mesi grazie al mio carissimo amico Luca Siracusa, il quale ha tentato di convincermi per poi riuscirci in un secondo momento. I miei primi rifiuti son stati causa di impegni lavorativi e relativi allo studio, tuttavia sono molto felice di aver aderito a questa “piattaforma innovativa”.

Essendo un neoiscritto, avrai ricevuto decine di offerte sotto il tuo post di iscrizione: la scelta del Messina è casuale o c’è qualcosa in particolare che ti ha spinto lì?
Io ed il presidente Giuseppe Roberti abbiamo parlato tanto insieme e alla fine sono molto felice del fatto che siamo riusciti a trovare un accordo. Ho visto tanta fiducia nella dirigenza giallorossa, volevano che io giocassi qua, ho sentito fiducia nei miei confronti e questa è la motivazione principale che mi ha portato in questa fantastica casa: l’FM Messina.

C’è un giocatore del mondo fuffa a cui ti ispiri in particolare?
Sicuramente Andrea Pirlo, non a caso abbiamo un ruolo molto simile e vari punti di forza in comune. L’ispirazione nei suoi confronti è elevata e spero che, un giorno, sentirete parlare delle “maledette di Beccu”.

Ultima domanda, poi ti lascio libero di tornare agli allenamenti. Ti sei già posto obiettivi personali e di squadra per questa stagione?
Il mio principale obiettivo è quello di divenire la bandiera del Messina: sogno la fascia da capitano per questa stagione. Tuttavia non penso arriverà visto che abbiamo numerosi giocatori più meritevoli, ma sarò felice di dare il mio contributo… E magari di portare la società in Serie B a suon di assist e con qualche gol che fa sempre bene.

Nazionale Under-21: È tempo di cambiamento?

La nazionale Under 21 cerca un nuovo commissario tecnico: dopo la sconfitta in finale per mano dell’Inghilterra, Salvatore Campagna ha consegnato le dimissioni alla FIGC. Una scelta che, nonostante le ripetute difese da parte dei giocatori convocati, ha visto conferma anche a mente fredda. Non sappiamo se dietro ci siano altri motivi, ma il risultato è sempre lo stesso: il posto è vacante e gli azzurrini cercano CT.

Il futuro che verrà

Il nuovo selezionatore dovrà intraprendere un percorso per le Olimpiadi di Tokyo S5-S6, ma per farlo dovrà tenere conto di numerose defezioni a cavallo della stagione. Infatti, tenendo in considerazione i 23 convocati di Campagna, solo in 11 saranno a disposizione del futuro mister per la competizione: gli altri 12 passeranno in nazionali maggiori, tra chi potrebbe addirittura vestire azzurro in occasione dell’Europeo e chi vestirà la maglia verde del Messico o del Senegal. Sono 11 nomi di tutto rispetto, quelli a disposizione: le due punte De Meo e Serafini, i centrocampisti Calcagno, Agosta, Nicolino e Zalotov, i difensori Fregosi, Sanna, Magnoni e Fazzini ed il portiere Aloi. E ci saranno anche tanti altri esclusi eccellenti e alcuni papabili che saliranno dall’U19 che andranno a rinforzare le fila.

Dopo le dimissioni, in parecchi hanno dichiarato apertamente l’interesse per la panchina: il principale candidato sembra essere Arnaldo Figoni. Sponsorizzato da Campagna stesso, l’allenatore del Chievo è stato quest’anno vincitore della Serie B. Si era già candidato l’anno scorso, ma si era piazzato dietro Campagna, Michelini e Sedda.

Altri candidati pubblici di rilievo sono stati Mario Torsello e Ivan Torcolini. Hanno un curriculum rispettabile dalla loro: il primo è allenatore del Bologna e molto apprezzato in alcuni ambienti del progetto, mentre il secondo ha portato la Lupa Roma a giocarsi i playoff di serie C. I dubbi potrebbero essere solo sulla esperienza come allenatore, ma hanno già dimostrato di potersela giocare con chiunque. Tuttavia, c’è da ricordare che queste non sono candidature ufficiali. Ancora non è stato aperto l’annuncio e quindi potrebbero comparire profili vecchi e nuovi, anche dell’ultimo secondo. Pare che gli admin non abbiano ancora aperto l’annuncio perché, oltre alla panchina U21, sarebbe da assegnare anche quella dell’Under 19. Indiscrezioni parlano infatti di come anche Giacomo Sedda, indipendentemente dal suo successo (o fallimento) nell’europeo U19, potrebbe lasciare la panchina per ricoprire l’incarico da CT con il neonato Messico, e quindi i posti disponibili per le panchine Under sarebbero due.

Indubbiamente, nella stagione che verrà, ci sarà un profondo rinnovamento in FIGC, che potrebbe portare ad un cambiamento ulteriore del movimento calcistico nostrano. Se sarà evoluzione, rivoluzione o regressione, solo il tempo lo dirà.

La nuova Serie A

Si è stilato il 1 luglio – data in game – il calendario della Serie A, Stagione 5. Le tre squadre promosse dalla Serie B sono Chievo, Avellino e Benevento.

Sono previsti due soli turni infrasettimanali: mercoledì 25 settembre e mercoledì 4 dicembre. Saranno invece quattro le soste in concomitanza con le partite delle nazionali: 8 settembre, 13 ottobre, 17 novembre e 22 marzo 2020. Non è prevista la pausa invernale, si gioca anche domenica 29 dicembre, giornata nella quale Lazio e Benevento saranno impegnate nella Supercoppa Italiana.

Si parte il 10 agosto, con i biancocelesti detentori del titolo chiamati subito ad un’ardua prova contro il Milan, a San Siro. Il campionato si chiude domenica 10 maggio 2020.

Gli incontri ad alta quota sono: Lazio – Cremonese alla 7ª giornata, Progetto Gaming – Cremonese alla 11ª, Progetto Gaming – Lazio alla 13ª.

I derby: Drink Team – Progetto Gaming alla 1ª, Inter – Milan, Torino – Juventus e Sassuolo – Cesena alla 3ª, Avellino – Benevento alla 8ª, Benevento – Napoli alla 11ª, Avellino – Napoli alla 17ª e per finire Cesena – Bologna alla 19ª.

Si stima che la nuova stagione prenderà il via durante la seconda metà di settembre. Tifosi in fibrillazione e aspettative molto alte per tutte le compagini, dal momento che la maggior parte delle squadre ai nastri di partenza si sono rinforzate, e continuano a farlo, in questo mercato estivo. Tanta carne al fuoco, dunque, per quello che potrebbe essere il campionato della massima serie più equilibrato di sempre.