Solo il tempo ce lo dirà…

Nell’arco di 36 ore, ormai è ufficiale: rinnovo completo in casa Lecce, che appena retrocesso in B ha bisogno di una nuova linfa per tornare al più presto in Serie A. Il nuovo Presidente, Oliver Mayor, è stato abbastanza chiaro con giocatori e dirigenza: “Chi crede di non poter dare più energie per il progetto Lecce lo dica adesso o taccia per sempre”. E così la dirigenza viene completamente sfoltita dalle presenze di mister D’Alessandro, dal DS Pizzuti e Marketing Manager dell’ormai noto “clown” Yuri Monti.

Non solo, a quanto pare la rivoluzione inizierà anche dall’organico della squadra stessa: un’ecatombe di svincolati. Fato Cristian, Aziz Toure, Fabio Manni, Matteo Valente, Andrea D’Errico e Alessandro Battistutta saranno senza squadra e, ben presto, saranno inondati di pesantissimi depotenziamenti. Quindi, il Lecce ha bisogno di comprare e dopo questa rivoluzione in uscita ci sono due tipi di mercato che la nuova proprietà potrebbe attuare.

Nel primo caso si pensa ad un mercato corposo a livello numerico di giocatori, ma allo stesso tempo notevolmente oculato sotto l’aspetto finanziario. Questo per recuperare il numero di giocatori inattivi persi durante la rescissione consensuale del contratto, oltre che per garantire di scambiare giocatori inattivi per giocatori neoiscritti grazie al Bonus Presidenza. Che ci sia un piccolo colpo di fortuna? Che un giocatore nuovo e poco conosciuto attualmente nel progetto possa diventare un potenziale giocatore da 300k per il Lecce? Solo il tempo ce lo dirà…

Per il secondo tipo di mercato, invece si pensa ad un corposo investimento, nei limiti sempre del budget prefissato, ma con interventi mirati. Si può pensare a questo tipo di mercato, perchè sebbene il Lecce abbia una situazione finanziaria non proprio agevolata, potrebbe aver bisogno di una rosa non troppo corta, puntellata magari in ogni reparto da giocatori attivi e che portino bonus. Delle vere e proprie garanzie. Anche in questo caso: solo il tempo ce lo dirà…

Ma una cosa la sappiamo fin da subito. Mayor non vuole perdere tempo e ha intenzione di rendere il progetto Lecce un vero e proprio capolavoro. Ritroviamo però un’altra squadra che è praticamente – o quasi – nella stessa situazione del Lecce, solo che a differenza dei salentini si trova ancora in Serie A. Fino a esattamente 36 ore fa anche la situazione in casa Sassuolo non era delle migliori. Si vociferavano infatti cessioni dei pezzi più pregiati per i neroverdi; chi messo sul mercato perchè ha semplicemente bisogno di nuovi stimoli e chi per fare cassa per un qualcosa di veramente grande e ambizioso. Ma perché passare da Lecce a Sassuolo? Perchè entrambe hanno una persona in comune: Oliver Mayor.

Dopo l’esperienza alla Reggina, il noto terzino dei neroverdi, dopo un assenza inspiegabile è ritornato più determinato che mai. Pronto a rimettersi in gioco, non solo come Presidente ma anche come Amministratore Delegato. Oliver Mayor, infatti, è già da qualche ora ben insediato nella nuova sede di Piazza Risorgimento come Presidente del Sassuolo. Insieme a lui vi troviamo Denis Coghi e Giuseppe Ali Namane. Erano voci di corridoio che poi nel tempo si sono concretizzate sempre di più. L’inserimento nella lista trasferimenti di giocatori cardine del Sassuolo come lo stesso Mayor, Ferrandino e Tuccio faceva già presagire qualcosa. L’idea dell’ex DS Giuseppe Tuccio era abbastanza chiara: vendere a caro prezzo per far costruire la nuova squadra alla nuova dirigenza. Ma perchè vendere proprio loro tre? Semplicemente perchè nell’idea di Mister Agosta c’era quella di abbandonare la causa Sassuolo per problemi privati. Nulla di grave da quel che si dice, ma Agosta stesso non se la sente tutt’ora di rivelarne i motivi.

Già da qualche ora è noto che sarà Antonio Violante alla guida del Sassuolo. Evidentemente scelto dalla nuova dirigenza perchè è parte integrante dell’ambiente, ma non solo: Antonio Violante non è altro che lo stesso allenatore che nella Stagione 1 ha portato l’Udinese alla vittoria del Tricolore, o meglio… per metà! Dato che ha dovuto poi abbandonare per questioni private e lasciando il posto a Giuseppe Tomasello che ha continuato la cavalcata al titolo. Successivamente lo stesso Tuccio ha lasciato la carica di Direttore Sportivo per concentrarsi interamente sul giocatore.

Sebbene non ha voluto rivelarne concretamente i motivi del suo abbandono, Agosta come ha sentito la campanella d’allarme in casa Juventus ha risposto subito presente. Proprio quando, dopo varie mosse ed intrecci, si poteva collegare tutto quanto con un possibile approdo in Puglia come Allenatore del Lecce dove ritroverebbe Mayor come Presidente… ecco che l’ex-Sassuolo diventerà allenatore della Juventus dalla Stagione 5. Ed ora, gli scenari si intricano ancora di più. Può accadere di tutto in un solo e singolo istante. Sassuolo che con la presidenza in comune con il Lecce potrebbe aprire ad una sorta di collaborazione? Nulla a che vedere con un affiliazione, per carità, ma avrebbe comunque del clamoroso. I neroverdi che ora hanno completamente rivoluzionato l’organico daranno inizio ad un nuovo ciclo completamente diverso rispetto alle ultime stagioni?
Dove si accaseranno i vari Tuccio, Ferrandino e Mayor? Chi si aggiudicherà per primo il loro cartellino? Si potrebbe mai ipotizzare un Ferrandino in sponda Torino ma bianconera? Anche perchè, si sa… a Torino ci è già stato, ma al cuor non si comanda…

Tante domande, tantissime incognite. Per il momento solo supposizioni, ragionamenti e possibili previsioni.
È tutto FantaMercato. Dato che è risaputo che il mondo delle trattative, sopratutto su Progetto Gaming, è imprevedibile in ogni singolo momento. Un istante, un minuto o un secondo possono determinare in tutti i modi il finale della prossima Stagione. Ma a tutti questi quesiti, ancora una volta e per l’ultima volta: Solo il tempo ce lo dirà…

Le interviste impossibili – Oliver Mayor

Continuiamo la nostra serie di interviste con Oliver Mayor, veterano di Progetto FM presente fin dalla prima stagione. Laterale sinistro a tutta fascia in campo e presidente di diverse squadre, passerà in S5 dal Sassuolo, sua storica squadra, al Novara. 

Salve, a breve scatterà l’inizio del calciomercato, in cui verrà ufficializzato il suo trasferimento al Novara. Lascerà il Sassuolo, la squadra con cui ha iniziato la sua avventura nel progetto e di cui è diventato poi anche il presidente. Cosa l’ha portata a questa scelta che la vedrà addirittura scendere di categoria?

Un salve anche a lei e a tutti i nostri lettori. Confermo che dopo quattro anni ho dovuto prendere una decisione difficile, la più difficile finora: lasciare la mia casa, Sassuolo. Ormai era tempo di un cambiamento sia per me che per la mia carriera.

Oltre ad essere un veterano, lei ha anche il primato di essere stato il primo ad aver acquistato una squadra, il Major Livorno. Come si riesce a guidare per così tanto tempo una squadra?

Acquistai il Livorno in S2, quando venne appena promosso in Serie B dalla C. Successivamente venne promosso in A, per poi retrocedere all’ultima giornata in B e quest’anno addirittura in C, purtroppo dopo una serie di avvicendamenti in panchina. Il trucco per mantenere per tutto questo tempo una squadra è fornirsi di tanta pazienza e voglia di fare e mettersi in gioco, affidandosi alle persone giuste. Un grazie va a chi mi ha accompagnato in questi anni che, se pur, io abbia commesso degli errori non essendo molto presente, ha sempre sostenuto e dato di tutto per la mia, nostra, squadra!

Nelle stagioni successive ha acquistato anche il già citato Sassuolo e pure il Lecce. Purtroppo quest’ultima e il Livorno sono entrambe scese di categoria quest’anno, rispettivamente in serie B e C. Cosa non ha funzionato durante l’annata? Intende “lasciare” o “raddoppiare” il suo impegno alla guida di questi due club?

Si, il Lecce e il Sassuolo sono state acquistate quest’anno da una cordata composta da me dal mio amico e socio Denis Coghi (nel Sassuolo è presente anche Alì Namane). Nel Lecce la situazione era critica in quanto senza presidente e con una squadra di quasi tutti inattivi. Ma noi già abbiamo piazzato qualche colpo che darà una svolta ai Giallorossi. Per il Sasol la storia è ben diversa: è una squadra di quasi tutti attivi che aveva bisogno di qualche piccolo cambio a livello di gruppo. Io personalmente me ne sono andato anche perché non voglio giocare categoricamente nelle squadre delle quali sono presidente per un fattore anche di imparzialità. Un giorno forse ci tornerò da giocatore ma per ora avevo bisogno di nuova linfa…

Torniamo ora a parlare della sua carriera da giocatore: terzino sinistro con la possibilità di essere schierato a centrocampo, lei ha anche una certa dimestichezza davanti alla porta (3 gol) ed è stato tra gli assistman del Sassuolo, ben 6 assist in stagione. Vorrebbe in futuro spostare ancora più avanti la sua posizione sulla fascia?

Mi è stato già detto dal neo mister che sarò centrocampista sinistro, sperando di poter dare un’ulteriore mano offensiva alla squadra coi miei assist e magari chissà…i miei gol. Facendo così incrementare la mia valutazione!

Lei che è nel progetto da molto tempo ha sicuramente visto la sua evoluzione negli anni. Cosa è cambiato di più rispetto alle prime stagioni? Ha nostalgia di qualcosa in particolare? Qual è la sua opinione sui diversi scandali accaduti negli anni?

Sono presente dai primi giorni nel Progetto grazie a Tuccio, mio compagno al Sasol e uno dei miei migliori amici nella real life. Ne abbiamo vissute tante e tanta gente che c’era prima ora non è più nel progetto, o per ban o per abbandono o meno attiva…una cosa che rimetterei è la procura dei giocatori, molto intrigante come lavoro virtuale. Sono stato purtroppo assente per qualche mese a metà dell’anno scorso, per problemi personali, ma sto recuperando il gap per poter ritornare al top come quando risultavo ad inizio Progetto, quando proponevo nuovi ruoli, regole e idee che oggi sono la norma. Non mi manca molto quel periodo, oggi tutto è più controllato, ma mi mancano alcuni personaggi coi quali iniziai questo percorso.

Grazie per il tempo dedicatomi e da oggi forza Novara!!

Articolo di Emilio Ivaldi

Serie A, la Battle Royale per la salvezza: sei squadre a contendersi la massima serie

La quarta stagione del Progetto Gaming sta arrivando alle battute conclusive. La serie A di quest’anno è stata dominata da una strepitosa Lazio, già campione d’Italia a quattro giornate dal termine. Guardando le venti squadre dalla solita prospettiva, i giochi per l’Europa vedono una lotta per il sesto posto molto aperta, ma con le posizioni che vanno dalla prima alla quinta abbastanza delineate; ma capovolgendo la classifica possiamo ascoltare nuove vibrazioni e sensazioni, di squadre che vogliono mantenere la massima categoria. Con 360 minuti da disputare, non abbiamo ancora una retrocessa in B, ma tutto potrebbe cambiare durante la trentacinquesima giornata; la prima a salutare la categoria sarà con tutta probabilità la Fiorentina, ultima a 24 punti e a 12 punti dalla zona salvezza, che affronterà il Drink Team, impegnato a confermare il proprio posto in Europa League. Ma i viola, nonostante la delusione potrebbero diventare gli ‘arbitri’ delle retrocessioni dovendo affrontare due squadre ancora coinvolte nelle sabbie mobili come Milan (36), Bologna (37) e Fublet (38), e con la testa sgombra potrebbero accadere cose impensabili proprio come vuole il Progetto. Milan e Bologna sono al momento al di fuori della zona rossa, ma la prossima giornata vedrà uno scontro fratricida tra di loro: chi vince lascerebbe l’altra al palo, con Lecce (27) e Genoa (30) pronte ad approfittarne. Il numero 35 non è però fortunato per pugliesi e liguri, che affronteranno rispettivamente il Torino, ancora speranzoso di un posto in Europa, e la Lazio campione d’Italia, che di contro potrebbe avere la testa già in vacanza. Per i giallorossi un ko con i granata sarebbe la pietra tombale per le ambizioni di salvezza, rendendo le ultime tre gare una passerella; tra queste partite c’è anche il Fublet, quindicesimo a 38 punti, che con il giusto incastro di risultati potrebbe guadagnare la salvezza già la prossima giornata; in caso contrario potrebbe ritrovarsi risucchiata nella lotta e giocarsi tutto con Lecce e Fiorentina nelle due gare successive. Oramai tranquille Sassuolo e Cesena, a 40 e 41 punti. Insomma, la lotta salvezza è ancora tutta da scrivere. Per scoprire chi lascerà la firma sul prossimo annuario della serie A, dobbiamo solo aspettare…

Italia – Norvegia: storia di tenacia e determinazione

New York, 23 Giugno 1994.

L’afa riempie le case degli italiani, sono le 10 del mattino in Italia e le scuole sono ormai chiuse. I bar sono pieni, per strada non si vede nemmeno un cane. L’Italia è ancora a 0 punti dopo l’inaspettata sconfitta nella prima uscita di USA’94, contro l’Irlanda.

L’Italia di Arrigo Sacchi e la Norvegia di Olsen scendono in campo con i seguenti uomini;

Il direttore di gara è il tedesco Helmut Krug. I 74.000 tifosi sugli spalti non aiutano ad allentare la pressione sulle spalle degli Azzurri.

La gara inizia subito ad alti livelli. Casiraghi fa a sportellate con i rocciosi difensori nordici. Il divin codino inventa calcio. Tutto bello, fino al 21′, quando su un mancato fuorigioco causato da Benarrivo, Leonhardsen si ritrova a tu per tu con Pagliuca che, in uscita disperata, tocca la palla con la mano fuori area. Espulsione per il numero 1 azzurro, ed ecco che Sacchi sorprende tutti: fuori il fantasista, l’uomo amato da tutti, Baggio. Dentro Marchegiani.

Qualcuno pensa sia un suicidio, ma l’Italia cresce minuto dopo minuto con un Casiraghi indemoniato che pressa alto e un impressionante Berti. Finisce il primo tempo con un’Italia convinta, ma sempre sullo 0-0.

Nella ripresa, altra doccia gelata: Baresi, il capitano, si infortuna dopo 4 minuti di gioco del secondo tempo. Allora ecco che esce anche il capitano ed entra un giovane difensore di 24 anni del Parma, Apolloni. Fascia a Paolo Maldini.

Nel frattempo Beppe Signori entra in partita ed inizia a creare seri grattacapi alla difesa norvegese. Poi all’improvviso, al 69′, la forza di volontà degli Azzurri ripaga; cross dalla sinistra, teso, su cui si fiondano i due centrocampisti centrali. Dino Baggio con un’incornata batte il portiere norvegese. Finalmente Italia!

La partita sarà una continua sofferenza, con l’Italia che prova a ripartire, ma ha in campo sia Maldini che Signori infortunati, con Massaro che va a coprire il settore basso di sinistra e Albertini che prova a far rifiatare la squadra recuperando e smistando palloni. Nel finale la Norvegia segna con Reckdal, ma l’arbitro vede un fallo di mano in mischia ed annulla la rete. Ultima uscita di Marchegiani, triplice fischio. L’Italia conquista i suoi primi 3 punti di USA 94 tra grinta e sofferenza.

Speriamo che i ragazzi di De Donatis, nella prossima live, riescano a far loro lo spirito di quella bella e tenace Italia. Italia di Progetto Football Manager che scenderà in campo a Bari con i seguenti uomini:

1 D’ALESSANDRO

2 SEDDA

3 BALLARINI

4 DEL PRETE

5 BONALDI

6 FILIPPONE

7 IADICICCO

8 DE DONATIS (C)

9 GALLARATO

10 DEIDDA

11 SODANO

12 LUPIA

13 CIANCOLINI

14 CONTE

15 ABATE

16 SANTORO

17 SICILIANO

18 AUGUGLIARO

19 BISCEGLIE

20 GALLO

21 CAMPAGNA

22 ARUTA

23 RICCI

Diamo i numeri

Ritorniamo a parlare del Calciomercato PG.

Drink Team: la squadra del patron Ballarini decide di confermare i propri ragazzi, non muovendosi sul mercato.
Voto: S.v.

Fublet: per i bianco-verdi un mercato mirato: è arrivato il terzino Dimartino, dall’Entella, mentre in uscita ha saluto Maffei, direzione Siena. Solo il tempo potrà dirci se sarà bastato questo acquisto per raggiungere una salvezza tranquilla.
Voto:7

Fiorentina: La squadra toscana, che soffre in fondo alla classifica della massima serie, decide di fare un mercato sotto traccia con giocatori poco conosciuti alla platea: campagna acquisti non delle migliori per cercare una salvezza che già prima dell’inizio del calciomercato sembrava molto complicata.
Voto:5

Genoa: Il mercato dei liguri è ottimo: in entrata da registrare gli arrivi di Crippa e Gallo, il primo dal PG, in cambio di Pironti, e il secondo dalla Lucchese. In uscita saluta temporaneamente Di Stefano, che si aggrega in prestito alla Casertana per sei mesi, mentre fa il percorso inverso Guidotti.
Ottima anche la cessione di Aperio, al PG di mister Casalati, per un prezzo faraonico.
Voto:6.5

Inter: La squadra di mister Alaimo non apporta modifiche alla propria rosa, confermando tutti i giocatori, che proveranno a lottare nuovamente per un posto in Europa.
Voto:S.v.

Juventus: Mercato sontuoso da parte della vecchia signora che si garantisce le prestazioni di Bicocchi, nello scambio con Bisceglie, e di Zirattu, dal Milan.
Salutano invece Lucatelli, accasatosi all’Akragas, Ceraolo, direzione Ferrara, e Vincenzo Della Morte, che si unisce allo Spezia ad un ottimo prezzo.
Voto:8

Lazio: La squadra capitolina decide di puntellare la rosa con un unico colpo: quello di Provenzano dal Bologna, che torna alla corte di Michelini dopo appena sei mesi.
Voto:6

Milan: mercato non molto comprensibile quello effettuato dai rossoneri: il presidente Giamberduca cede i suoi migliori giocatori ad un prezzo basso, unica eccezione Zirattu, mentre in entrata gli unici colpi degni di nota sono quelli di Di Gaetano e Giamberduca.
Gli acquisti di Franceschino, giocatore inattivo da un lungo periodo, e Godino, giocatore poco attivo, non hanno molto senso per una squadra in lotta salvezza.
Voto:4.5

Lecce: la squadra salentina decide di non rafforzarsi ma di indebolirsi in ottica futura: le cessioni di mister D’Alessandro e del DS Pizzuti, al Piacenza, andranno ad indebolire notevolmente la rosa del prossimo anno. In entrata gli arrivi dei soli Fato, giocatore neo-iscritto, dal Campobasso e Pellegrino, dalla Sambenedettese, rischiano di complicare la lotta per la salvezza.
Voto: 5

Fulmine a ciel sereno a Salerno!

Fulmine a ciel sereno a Salerno! Il DS Stefano Stranges, decide di abbandonare la Salernitana. Andiamo subito a chiedere al diretto interessato del perché di questa scelta.

Ciao Stefano. Voci di corridorio arrivate su Progetto X, confermate poi dal comunicato della Salernitana, ti danno dimissionario, in quanto pare che ti abbiano offerto un posto da DS al Lecce. È corretto?

Si, purtroppo poiché vige la regola del monoruolo, per rispetto del regolamento ho dovuto fare una scelta. e poiché mi piace dare una mano a chi è in difficoltà ho deciso di lasciare Salerno per cercare di dare una mano a Lecce. Poi comunque sono venuto a sapere che a Lecce non c’è presidenza e quindi non potevo venire assunto. Approfitto, visto il nuovo regolamento, per concentrarmi sul Campobasso. Ho anche approfittato per ripassare il regolamento e fare il nuovo patentino da ds e ho ottenuto il 97%, ora aspetto Filippo Ballarini per l’esame orale in modo da essere pronto per la prossima stagione.

Un giocatore della S1 come te, come faceva a non sapere che il Lecce non avesse presidenza?

In realtà tra la memoria che ogni tanto mi gioca brutti scherzi, i tanti pensieri che ho questo periodo e la voglia di dare una mano ad una squadra che nel calcio fuffa mi sta simpatica, non mi è venuto proprio in mente, magari ne avevo sentito parlare ma non mi sono ricordato, come non ricordo più che squadre ci sono in c senza presidenza e chi è stata comprata e non ricordo se c’è un’altra squadra in A senza presidenza. dovrei segnarmelo da parte. credo sia più grave che la squadra stessa che sa di non avere presidenza e che senza presidenza non si può contattare un DS non mi abbia detto nulla. Mi servirà da lezione per non aiutare più nessuno, perché non è la prima volta che vengo danneggiato dal mio altruismo.

È onorevole cercare di aiutare il prossimo in ogni situazione difficoltosa che si crea: Livorno, Salernitana e ora la voce del Lecce, per non parlare di Catania per poi mollare e diventare presidente del Campobasso. Ma se fossi Presidente di una società, il tuo DS di fiducia ti lasciasse con le mani in mano da un giorno all’altro, non ti sentiresti preso un po’ in giro? Il DS penso abbia una missione che non possa essere svolta in meno di una stagione. Questi tuoi cambi continui durante la S4 non ti renderanno certamente agli occhi agli addetti al lavoro, una persona affidabile. Come rispondi a queste considerazioni?

Innanzitutto mi spiace come sia andata a Livorno, se fosse andata diversamente e il presidente avesse dato retta a Del Prete magari ora sarei ancora li. Mi spiace per Catania che ho dovuto abbandonare per realizzare il sogno di comprare una squadra e seguire il cuore comprando quella della provincia di origine di mia madre. Purtroppo, quando ho seguito il cuore, come spesso capita, non ho seguito la mente e non ho pensato che se anche fossi stato solo presidente come ora a Campobasso non sarei potuto rimanere a Catania come DS, per il regolamento sui conflitti di interessi. Anche per Salerno mi spiace e anche qui il regolamento mi ha messo davanti ad una scelta difficile, quando ho deciso di dare una mano al Lecce speravo di poterlo fare restando a Salerno essendo in due serie diverse, però poi giustamente mi hanno ricordato che il monoruolo impedisce di ricoprire due ruoli in A e B e quindi per cercare di dare la mia mano al Lecce per rialzarsi ho dovuto dimettermi da DS a Salerno, non prima di aver trovato un sostituto proprio per non lasciare il ruolo scoperto, ovviamente collega segnalato ma starà a loro poi scegliere.

Comunque nella mia situazione se il mio DS mi dicesse che vorrebbe dare una mano ad una società in difficoltà lo lascerei andare perché comunque è anche giusto che gli utenti facciano ciò che sentono. L’ho sempre fatto da DS con i giocatori, lo farei come presidente con allenatore e DS qualora mi trovassi nella situazione. Non lo considero tradimento o altro se lo fanno per il bene di una squadra, perché io apprezzo quando qualcuno si mobilita per aiutare il prossimo, importante è che sia sincero e mi spieghi la situazione come ho sempre fatto io con le squadre che ho dovuto abbandonare.

Curiosità: ma chi ti ha contattato per diventare DS del Lecce?

Sono stato contattato da Mariano Pizzuti per trattare il nostro giocatore Cristian fato. Parlando del più e del meno mi ha detto che sarei potuto andare a lavorare come DS a Lecce dalla prossima stagione. Da lì siamo entrati nei dettagli e ha detto che sarei potuto andare anche subito (intanto mi aveva accennato la situazione tipo, da quel che ricordo), dopodiché mi ha detto che non potevo essere DS a Lecce a Salerno che aveva chiesto e gli hanno detto del monoruolo e allora per dare una mano a loro ho dovuto lasciare Salerno. Ma questa è l’ultima volta che aiuto qualcuno. Mi terrò stretta la prossima squadra che vorrà contare sul mio lavoro e se mi cercheranno altri declinerò educatamente. Basta pagare per la propria bontà d’animo.
Qualcuno chieda al Lecce come mai sapendo di non avere presidenza mi è stato offerto un ruolo nonostante sia vietato da regolamento.

Eppure te dovresti saperlo, caro Stefano…

Si, ma se io tra mille pensieri che ho in testa mi dimentico dovrebbe essere chi vive questa situazione e conosce il regolamento a non farmi una proposta che sa che non può farmi… Vabbè magari non ci hanno pensato sul momento neanche loro perché distratti dalla trattativa: ormai è andata!

Ultima domanda: cosa pensi della nuova regola messa dagli admin ieri sera sul fatto di non poter più di due incarichi all’anno?

Una regola positiva, che alla fine penso non servirà comunque se non in casi eccezionali. Alla fine  gli admin sanno fare il loro lavoro in maniera impeccabile e se inseriscono un nuovo regolamento vuol dire che lo hanno prima studiato per bene, valutando pro e contro; se poi hanno trovato abbastanza pro per ritenerlo applicabile, lo fanno sempre per il bene del progetto (e di chi vi fa parte). Non sarà la prima né l’ultima regola che posteranno per rendere sempre migliore il progetto. Io non correrò il rischio di violarlo perché come detto già ieri, appena una squadra deciderà di puntare su di me, me la terrò stretta, quindi neanche ci arriverò a due squadre all’anno.

Grazie per le risposte Stefano!

Parallelamente cerchiamo di contattare Mariano Pizzuti per avere una versione generale delle cose, tirando in ballo tutte le parti coinvolte.

Ciao Mariano! Dalle dichiarazioni raccolte, pare che sia stato tu a offrire l’incarico di DS del Lecce a Stranges, ci racconti la tua versione dei fatti?

Si parlava dell’acquisizione del cartellino del giocatore, e si parlava di correttezza e trasparenza per le clausole dell’acquisizione del ragazzo, una volta conclusa la pratica, gli raccontano dello stato particolare del Lecce e mi diceva che il ragazzo è un carattere particolare è sicuramente avrebbe riattivato qualcuno; successivamente lui si propose per venire a riattivare la squadra come assistente DS, io gli dissi che non era fattibile (perché pensavo che ogni squadra potesse avere 1 sola persona a ruolo), e gli dissi, eventualmente sentiamoci per S5 (mea culpa il discorso della mancata presidenza e di dover interagire con gli Admin). Poi chiesi se si potessero avere 2 persone con lo stesso ruolo (la fonte resterà anonima a vita) e mi disse di sì. Ma ripeto mia colpa non aver parlato con gli Admin per la mancata presidenza

Ringraziamo Pizzuti per la dichiarazione.

Chiudiamo infine il cerchio con il rappresentante della Salernitana, Mirko Sangiorgio.

Un fulmine a ciel sereno la dimissione di Stranges da DS della Salernitana. Cosa è successo?

Eh sì proprio un fulmine al ciel sereno. Semplicemente questo pomeriggio ha annunciato che ha ricevuto una proposta dal Lecce ed è stato costretto a dimettersi perché deve aiutare la società pugliese. Come un buon samaritano.

Senza sapere oltretutto, che il Lecce è una società senza Presidenza e che non può scegliere da sè il DS di turno. Come è stata presa questa decisione inaspettata?

Esattamente, è una cosa alquanto strana e immotivata. Personalmente l’ho presa molto male e anche gli altri presidenti e i giocatori. Stefano era il primo a scrivere che non bisognava mollare, che dovevamo raggiungere la serie A, che si trovava benissimo a Salerno. In realtà se ne è andato nella maniera più codarda possibile. Ha lasciato una squadra in crisi di risultati, non ha rispettato la parola data. Ha acquistato dei giocatori per cui si è preso la massima responsabilità e non ha concluso nemmeno la stagione. Sinceramente l’abbiamo tutti presa molto male soprattutto a causa delle belle parole che diceva continuamente.

Dopo questa situazione, come vi siete mossi? Voci dicono che Stranges avesse trovato il suo sostituto da proporvi. O siete ancora alla ricerca?

Visto che è finito il mercato non è urgente la situazione. Stranges ci ha proposto un sostituto ma ovviamente non possiamo dare valore alla candidatura di chi ci ha abbandonati in questo modo. Stiamo valutando e decideremo per il meglio, senza fretta.

Grazie mille per la breve intervista Mirko! Buon proseguimento!

Grazie a te e a voi per la possibilità di fare emergere sempre la verità. Per ultima cosa voglio dire che Stefano è una bravissima persona, un ragazzo sempre gentile e disponibile però forse non è particolarmente adatto al ruolo di direttore sportivo ma per lui vedo più un ruolo di “amico e aiuto di tutti” e spero che ascolti il mio consiglio. Buon proseguimento anche a voi!

Viaggio d’andata della Serie A: le statistiche

Il girone d’andata della Serie A è finito da qualche giornata e le squadre hanno avuto anche il tempo di vedere inseriti i loro nuovi acquisti in rosa. Per chi non si ricordasse la classifica, ecco qui un breve recap della situazione alla 19^ giornata: Lazio e Cremonese controllano agilmente la serie A, con i biancocelesti che diventano campioni d’Inverno. Dietro di loro il buco, con l’Atalanta prima degli altri a -13 dai lombardi, seguita a sei punti di distanza dal Napoli e poi dietro 12 squadre rinchiuse in 9 punti, fino al Cesena 16°. In lotta salvezza, Sampdoria salva grazie alla vittoria nel derby, con Genoa, Milan e Fiorentina in zona rossa.

Confronto con la S3: calo delle genovesi, Cremonese come la Lazio

Come era prevedibile, incremento della Lazio di 12 punti rispetto all’anno scorso, da 40 a 52. Difficile fare meglio per la squadra di Michelini, ed infatti non è la squadra ad aver avuto il miglioramento più evidente. Il Napoli di Salvatore Ponticelli ha acquisito un +20, passando dai 10 punti con cui ha concluso l’anno scorso ai 30 di quest’anno. Anche il Bologna, sotto la guida di Mario Torsello, ha acquisito un +10, da 18 a 28. Miglioramento anche per Crotone(+4) e Atalanta(+7). Sono ben due le squadre invece stabili: Lecce, che conferma i 23 punti, che sale dal 15° al 13°, e Drink Team fermo a 26, dal 12° a 9°.

Con due squadre che hanno monopolizzato il campionato come Lazio e Cremonese, sono tante le squadre ad aver perso punti rispetto alla S3: i più sorprendenti riguardano le due genovesi. Tra le due, è la Sampdoria ad averne perso di più, con un -15, mentre il Genoa ha perso 11 punti. 12 punti invece per la Juventus, con i bianconeri che però perdono solo 5 posizioni. Calo anche per il Progetto Gaming, con un passivo di 9 punti. I peggiori in questo sono Milan, con 19 punti in meno rispetto alla S3, e di Fiorentina, con un -17.
Calo anche per Torino(-6), Sassuolo(-4), Inter(-8) e Bari(-5).

Neopromosse che si comportano in media meglio dell’anno scorso, grazie soprattutto alla Cremonese che in confronto alla Lazio della S3 ottiene un +9, ma anche il Fublet ottiene un +1 rispetto al Lecce. Solo il Cesena fa peggio della sua consorte: il Livorno aveva ottenuto tre punti in più a questo punto del campionato.

Se nella scorsa stagione si sono segnate 570 reti, viene confermata la tendenza già vista nella Serie B: 662 sono i goal segnati dalle 20 società, per una media di 33 reti a società. Alle medie mai viste di Lazio e Cremonese, con una media di 4 reti a testa, fanno da contraltare i pessimi attacchi di Milan e Sampdoria, peggiori perfino dell’ultimo attacco della S3, il Palermo con 21 goal. La difesa migliore, premio condiviso dalle due squadre in testa al campionato con 19 reti, è peggiore di ben tre difese della S3, tra cui la stessa Lazio. Indubbiamente, però, a qualche rete subita in più, ci sono state molte reti fatte in più. L’attacco migliore è della Cremonese, con 74 e solo 3 reti in più dei leader, che ha il 176% del valore dell’attacco della Juventus di S3, miglior attacco al giro di boa.

Altre statistiche

Lazio che per segnare di più ha sacrificato anche il possesso palla: se l’anno scorso vantava il 56% partite, quest’anno non raggiunge nemmeno il 51%, uscendo così dalla top 8. Classifica del possesso che vede il Progetto Gaming tenere tanto la palla, con il 56% di possesso. L’Atalanta è la squadra che porta a termine la percentuale di passaggi, con 81%, rispetto al 82%. È leggermente meno il numero: 8266 rispetto ai 8427 dello scorso anno. Il numero di passaggi tuttavia si è abbassato notevolmente: nessuna squadra supera i 10000 passaggi completati tra quelle che sono in top 8 per percentuale.

Il Crotone è la squadra più fallosa del campionato: sono ben 272 i falli fischiati, di cui un circa un quinto si sono tramutati in ammonizioni. In questa speciale classifica, troviamo anche Milan con 254 e poi Lazio e Cremonese a 248, tutte con circa 50 ammonizioni a testa. La squadra che ha rimediato più espulsioni è il Bari, con la bellezza di 6 cartellini rossi sventolati: in un gioco che tende ad espellere il giocatore dopo espulsione o infortunio grave, questo rappresenta un grave handicap.

Sono tre le squadre con la percentuale più alta di contrasti vinti: Atalanta, Torino e Sampdoria, con il 89%. Di queste, quella che ne ha fatti di più è la squadra granata, con i suoi 381. Il dato statistico rivela anche come la squadra di Pellegrino prediliga la difesa posizionale: i bergamaschi infatti hanno portato a termine meno di 300 contrasti, facendo fallo solo 157 volte.

Statistiche individuali

Partiamo dai portieri: l’ex Cremonese Mattia Mele è il portiere che ha subito meno reti tra coloro che hanno giocato almeno dieci partite (escludendo da questa classifica l’altro portiere grigiorosso, Mariangeli). Costarella è invece il portiere con più reti inviolate, grazie anche al fatto di essere titolare inamovibile: 6 clean sheet su 19 possibili, uno in più di Mele (su 10 possibili), Ianzano del Drink Team (su 11 possibili), e Petruccelli dell’Atalanta (su 14 possibili).
Il portiere che blocca più tiri è Carmelo Camerino, ben 71 sono finiti tra le sue braccia. La top 5 di questa classifica vede Petruccelli, Lupia del Fublet, Picchi del Cesena e Carrano della Juventus, tutti compresi tra 50 e 60 prese.
Comunale dell’Inter, invece, è colui che esegue più respinte, ben 54. In questa top 5 ritroviamo Camerino, Lupia e Picchi, mentre la chiude Fagone del Torino, con 33.

Se Gallarato della Lazio è il capocannoniere alla 19^ giornata con 21 reti, e Marchi della Fiorentina e Pattarozzi della Lazio sono gli assist-men con 10 passaggi decisivi, il maggior numero di passaggi decisivi fatti da un giocatore è di un altro top 3 del Pallone d’Oro: Campagna della Lazio ha eseguito ben 49 passaggi chiave per l’azione, staccando di 11 il suo principale inseguitore, il compagno di squadra Marcheggiani, che tuttavia ha fatto due assist in più(7 a 5).

Il premio di motorino in campo è di Giovanni Esposito: il senegalese ha infatti percorso una media di 13,33 km a partita, per un totale di 183 km percorsi nelle sue 15 presenze. Altri corridori sono Broccolo del Napoli, con 13,24 km a partita, e Falzone della Lazio, con 13,20 km a partita. Da notare come Marchi abbia percorso ben 221 km in questa prima parte di stagione, complice anche la sola partita saltata. I due nazionali di Ballarini compaiono anche nel podio della classifica dei dribbling a partita. Se il fiorentino ha la bellezza di 2,83 ed è mattatore assoluto, il giocatore di Serafini si piazza terzo con 2,03 dribbling a partita. In mezzo, Gega del Drink Team, con il risultato di 2,39, che dei tre è l’unico a non aver fatto assist.

Bar IlCarro 2000: Calciomercato di riparazione S4, inizio


Buongiorno lettori, l’articolo che state per leggere necessita di due premesse, che verranno ivi presentate.

La prima premessa è molto semplice e riguarda il funzionamento di questo articolo: quattro giornalisti all’interno de IlCarro hanno deciso di esprimere la loro opinione su alcuni dei temi di questo inizio di calciomercato. Non esistono pensieri completamente giusti o sbagliati, sono solo pareri personali. Tuttavia, non è solo questo: ognuno dei presenti farà una domanda e gli altri tre risponderanno almeno una volta, ma al massimo due volte. Quindi in totale ci saranno quattro domande e un numero di risposte che può variare da 3 a 6. Si può decidere se dare la propria idea in autonomia o rispondere all’intervento di un altro. In questa occasione, sono stati Cesare Pisati (P), Lorenzo Savini (S), Gabriele Marchi (M) e Alessio Costantino (C) a porsi domande e darsi risposte come filosofi.

L’altra premessa è doverosa: quest’articolo è stato composto tra il 10 e il 12 Maggio, i giorni prima che il mercato aprisse. A causa di problemi personali, non è stata trascritta prima dell’apertura di mercato. Non si faranno dunque riferimenti alla trattativa Aperio, a quella Gallo o ad altre che sono state fatte dopo Lunedì 13. Cari lettori, vi invitiamo a tenere in considerazione il contesto in cui sono state dette le risposte, un po’ come quando a scuola dovevate studiare i poeti del Quattrocento o del Seicento. Forse le risposte sono “invecchiate” bene, un po’ come “2001: Odissea nello spazio” o “Quarto Potere”, classici della cinematografia.

Dopo questa doverosa introduzione all’articolo, possiamo iniziare con la prima domanda.

C: “È una sessione che ha visto numerosi trasferimenti. In particolare, secondo me una squadra si è distinta nelle operazioni, non per forza in bene o in male, ed è il Progetto Gaming. La squadra di Pironti ha eseguito numerose transizioni, tante per essere un mercato di gennaio.
Alla luce di tutte le trattative svolte dai Lombardi, come giudicate il mercato di Progetto Gaming? È una scossa di assestamento dovuto ai tanti cambiamenti di Giugno oppure si tratta di un’altra rivoluzione, dovuta anche al cambio di allenatore?”

S: “Innanzitutto, un saluto a tutti i lettori. Dunque il Progetto Gaming si è mosso tantissimo sul mercato, sia in entrata, sia in uscita. Tutti gli acquisti a titolo definitivo effettuati hanno una chiave di lettura molto semplice: tutti gli utenti portano 300k di bonus ciascuno nelle casse della società lombarda. Il progetto a lungo termine è chiaro a tutti e condivisibile. Talvolta, tuttavia, si rinuncia a degli ottimi giocatori pur di avere utenti iperattivi in squadra. Naturalmente solo la seconda metà di stagione potrà dirci se il Progetto Gaming ha una squadra all’altezza delle alte aspettative che tutti hanno, o se dovremo attendere una o più stagioni.”

P: “Buonasera a tutti i lettori. Il mercato del PG è, per me, formidabile. Pironti aveva già annunciato le sue intenzioni: avere solo giocatori da 300k di bonus. Si preferisce rischiare investendo su giocatori che potranno ripagare alle spese solo dalla prossima stagione. Probabilmente manca ancora qualche colpo di mercato, che verrà fatto nella sessione estiva.”

M: “Come i miei colleghi, auguro una buona giornata a tutti i lettori, io a differenza loro noto un mercato utilizzato principalmente per colmare, alcuni buchi che erano stati creati in estate, per forse un eccessiva fretta nel creare una squadra con tutti i partecipanti attivi, senza però perdere troppo dal punto di vista meramente tattico.
Invece in questo inverno, a parer mio, hanno capito che Roma non si costruisce in un giorno, e hanno deciso di puntare subito tutto sull’attività, perdendo anche parecchio dal punto di vista di qualità in-game.”

S: “Già nella puntata di mercoledì 8 Maggio di VAR Sport (con Alberto De Donatis, Alessandro Pironti, Salvatore Campagna, Andrea Conte e Claudio Però) se ne è parlato abbondantemente, ma vorrei sentire una vostra opinione. Con pochi mesi di distanza, abbiamo visto il DS della Lazio, Gianluca Pattarozzi, acquistare Salvatore Campagna per 1,5M e il ds del Pordenone, Luca Bisceglie, acquisire le prestazioni di Luigi Gentile per 2,5 milioni compresi bonus.[Prezzo cambiato dopo l’apertura di mercato, N.d.R] Secondo voi, si assisterà ad un progressivo aumento dei prezzi? Cosa, secondo voi, ha dato origine a queste cifre di acquisto per questi due utenti?”

C: “Dunque, in realtà secondo me al momento non assisteremo ad un aumento dei prezzi. Durante tutta questa sessione invece, a parte per due casi limite come Zirattu e Gentile, ho visto prezzi molto più contenuti rispetto solo al mercato estivo. Secondo me, sia una maggior competenza da parte dei DS, che iniziano anche a far tesoro degli errori dei predecessori, sia anche la presenza di meccaniche come le affiliazioni, a cui sempre più società si stanno rivolgendo, hanno ridotto i prezzi.
Poi ci sono sempre casi limite. Il Pordenone penso avesse altre aspettative sul giocatore, vi ricordo che in un primo momento doveva essere l’allenatore, anche se poi non valeva comunque la cifra spesa. Credo si tratti di una scelta errata da parte dei nero-verdi e di un enorme plusvalenza dell’Atalanta.
Per Campagna stiamo parlando dello scorso mercato, ma si tratta di un errore del Livorno, che l’ha valutato poco, anche in proporzione a cosa aveva fatto il giocatore in quell’anno.”

M: “Io non sono completamente d’accordo con il mio collega, soprattutto per una questione: non è completamente vero questo “abbassamento” dei prezzi, basta vedere molte trattative recenti come 1.1M per Della Morte, quasi 3,5M per Amato, sono trattative al limite, e non credo assolutamente in un abbassamento dei prezzi. Per il resto molte trattative attuali sono andate davvero vicine al diventare realtà, dove si è parlato di addirittura offerte di 2.2M per giocatori neo creati.”

P: “Beh, sono un Maometto della politica: se io non vado dalla politica è la politica a venire da me. “Belinate” a parte, le due domande sono molto semplici, così come le loro risposte. I prezzi continueranno a salire? Sì, senza ombra di dubbio. Da questo punto di vista ci stiamo comportando come il calcio fuffa: un incredibile aumento dei prezzi. Questa crescita vede protagonisti non solo i giocatori più attivi del Progetto, ma anche gli inattivi o poco partecipi, coloro che non portano bonus.
Perché accade tutto ciò? Da buon marxista posso dire che è colpa del capitalismo e ho ragione. Ogni stagione vengono introdotti una quantità incredibile di milioni (300, circa, calcolo fatto a mente) tra bonus e premi stagionali delle squadre. In questo lasso di tempo però il numero di nuovi giocatori non aumenta allo stesso modo, portando a un aumento del valore reale dei cartellini a causa dell’inflazione. A complicare la situazione c’è anche la comparsa di nuove squadre umane che, aumentando la domanda, portano all’incremento vertiginoso dei prezzi. Questo è un circolo vizioso e penso che la domanda da fare sia “come spezzare il ciclo?”.”

P: “Allora, Milan-Ternana, Cremonese-Albese, Juve-Pro-Vercelli hanno una cosa in comune: l’affiliazione. Vi chiedo cosa pensate di questa novità, come cambierà il progetto e se, per i calciatori, giocare in una squadra che ha un’affiliata è una cosa positiva o negativa.”

M: “Assolutamente positiva! Non vedo come possa essere negativa una cosa che invogli la gente a prendere presidenze per migliorarsi e far migliorare il proprio progetto. Una cosa davvero ottima, anche se per me si sarebbe potuta gestire anche fra A e B, non soltanto tra A e C, ma va benissimo comunque. Una gran bella trovata!”

S: “Secondo me, come ha detto il collega Marchi, è una grandissima e bellissima novità. Perché per i giocatori neo-iscritti potrebbe risultare difficile arrivare ad alti livelli, con tutti i giocatori attivi di cui il progetto fortunatamente dispone, quindi è un ottimo modo per spronare i nuovi arrivati per puntare ad essere titolare in una squadra di A in poco tempo. Vedremo in futuro, con il proseguire del progetto, come e se questa mia supposizione verrà rispettata.”

C: “Assolutamente la novità delle affiliazioni è stata alquanto positiva, e ha incominciato a mostrare il motivo per cui esistono: basti pensare a Magnoni, passato dall’Albese alla Cremonese, a Terlati, da Cagliari a Torino, oppure a ben quattro giocatori che passeranno dal Perugia al Frosinone. Tutte spese molto contenute, per giocatori con un certo potenziale o che servivano in una determinata porzione del campo. Vedendo questo, anche altre società hanno incominciato a dotarsi di un’affiliata: rispetto ad inizio anno, pure Juventus, Lazio, Fublet e Sampdoria hanno deciso di usufruirne, magari per il mercato di S5.
L’unico contro è che eventuali progetti indipendenti che nasceranno avranno più difficoltà a trovare giocatori inizialmente, ma questo forse è dovuto anche al fatto che le iscrizioni vanno un po’ ad ondate e che il campionato di C sia ancora in formazione.”

M: “Allora, questo mercato di gennaio, anche se non ancora ufficialmente iniziato, sembra già averci dato tante informazioni, verso gli acquisti possibili e quelli impossibili per il mercato invernale. Volevo chiedervi, Secondo voi quali sono le squadre che hanno gestito (o gestiranno) al meglio questo calciomercato? Quali invece peggio? E invece quale potrebbe essere l’acquisto del mese?”

P: “Allora, squadre che hanno gestito male il mercato non le ho viste (parleranno i risultati). Ho apprezzato molto il mercato del PG, molto coraggioso. Altri grandi colpi sono stati fatti dalla Cremonese e dalla Juve Domo. Campagna ha portato in serie A Magnoni, mentre la Domo è riuscita a non vendere i pezzi pregiati: Cipolla, Davide… I piemontesi hanno tutte le carte in tavola per essere promossi in Serie B.”

C: “Dunque, credo che al momento sia difficile stabilire chi abbia sbagliato. Alla fine, sono sempre i risultati a dire chi si sia rinforzato o chi si sia indebolito. Ci sono state alcune trattative che per il livello tecnico dei giocatori hanno rinforzato parecchio le squadre in cui approderanno: mi riferisco a Invernizzi Luca alla Casertana, Puzzer al Bari, Amato al Bologna, Mancusi al Foggia. Ecco, forse il Milan si è indebolito tanto: sono stati venduti due giocatori offensivi come Zirattu e Massessi ed il livello dei nuovi arrivati non sembra essere lo stesso. Magari però sono più funzionali per il gioco che propone ed allora meglio così per loro, questo non lo possiamo sapere.”

S: “Come hanno detto i miei colleghi, è difficile al momento dire la squadra che ha meglio agito sul mercato. Bisognerà aspettare l’arrivo dei nuovi acquisti nelle nuove squadre per vedere se il loro impatto sarà positivo o negativo. Anch’io sono rimasto sorpreso dal Milan: ha venduto giocatori a cifre importanti, come Zirattu e Massessi, e non ho visto delle manovre in grado di colmare i buchi lasciati lì davanti. Vedremo se, a mercato aperto, il Milan si muoverà per fare acquisti, fresco anche del nuovo Direttore Sportivo.”

Analisi Serie A: 5° giornata (2/3)

Juventus – Crotone 3-2

Sconfitta sfortunata per i calabresi, subita dopo una prestazione molto positiva: venticinque tiri, tredici dei quali in porta. La disfatta ferma l’ottimo momento stagionale dei pitagorici: nelle precedenti quattro partite avevano sempre vinto. La Vecchia Signora, messa in difficoltà dalla necessità di sostituire il neoacquisto e infortunato Bisceglie, ha optato per Paudice come fulcro del gioco. I piemontesi passano in vantaggio grazie al gol di Della Morte. Al 25′ arriva il pareggio siglato D’Auria e al 35′ gli squali passano in vantaggio grazie Bozza. Nel secondo tempo la Juventus ottiene il pareggio grazie Gallorini e all’80’ Paudice realizza la rete del 3-2 e permette ai bianconeri di ottenere i tre punti.

Migliore in campo: Della Morte

Peggiore in campo: D’agostino

Progetto Gaming – Genoa 3-2

Partita fra admin che vince il premio di “partita più strana di sempre“. Il Genoa continua a deludere: quattro soli punti dopo cinque partite. Il Progetto Gaming riesce a vincere il primo scontro diretto in stagione, dopo le sconfitte subite contro il Drink Team e la Lazio. I lombardi, allenati da Pironti, passano in vantaggio grazie al suo stesso autogol. Lo svantaggio non demoralizza i Grifoni: tre minuti dopo il gol subito infatti Aperio realizza la rete del pareggio dopo un’errore della difesa dei Lombardi. I liguri subiscono però la risposta dei lombardi: la doppietta di Canario porta alla sconfitta dei rossoblu insieme all’infortunio di Aperio. L’autogol di Arnone al novantesimo fissa il punteggio sul 3-1.

Migliore in campo: Canario

Peggiore in campo: Truddaiu

Bari – Lecce 1-2

Derby pugliese dominato dal Lecce. Il risultato sarà probabilmente utile per sollevare il morale dei giocatori della squadra ospite, abbastanza basso visto il brutto inizio di stagione. Il Bari quest’anno non ha ancora mostrto un’identità e una qualità di gioco adatti alla Serie A e ciò ha portato i biancorossi a ottenere solamente quattro punti. La partita è molto fisica e nervosa: tredici falli commessi da entrambe le squadre; sono quattro i cartellini gialli mostrati ai giocatori del Lecce e due a quelli del Bari. I lupi passano in vantaggio grazie a Maneglia. La partita scorre preiva di emozioni fino al raddoppio della squadra leccese, firmato da Militello al 75′. I Galli all’84’,con G. Di Micco, fissano il punteggio sul 2-1.

Migliore in campo: Valente

Peggiore in campo: Maffione

Cremonese Markappa – Cesena 7-0

Una partita molto sentita dall’allenatore della Cremonese Markappa Campagna, visti i precedenti fra le due squadre. La partita è bloccata fino al 32′: l’evento chiave è l’espulsione del cesenate Pistocchi. Da questo inizia il dominio lombardo. I gol di Irle, Thind (3), De Meo, Casertano, Stasi permettono alla Cremonese di restare al primo posto della Serie A con il massimo dei punti possibili.

Migliore in campo: Thind

Peggiore in campo: Marzà