Questioni di cuore – Intervista ad Alberto De Donatis

Eccoci qui con una delle personalità maggiormente di spicco nel Progetto, impossibile non aver riso durante le sue live. Signore e signori, Alberto De Donatis. Professore nella vita, admin nel progetto; quanto ha contato la tua pluriennale esperienza “gestionale” nel diventare admin di un progetto in continua espansione?
“Sinceramente direi poco, i contesti sono molto diversi. A scuola sei in un vis à vis (Alberto adora il francese, ndr) col ragazzo, per poche ore alla settimana. Nel gioco fai da vigile e legislatore in un contesto fortemente mediato. Situazioni parecchio diverse, insomma”

Cominciamo… dalla fine. Ultima stagione, Genoa inspiegabilmente retrocesso. Quali fattori credi possano avere influito?
“Meramente di gioco. Non siamo stati in grado di capire come applicare le caratteristiche della nostra rosa in un contesto nuovo come quello di FM19. Aggiungerei anche un po’ di sfortuna, ma spero che Luca Maso e Jonsi sappiano riportare il Genoa dove merita per forza e attività. Il calcio è strano, FM di più.”

Volgendo lo sguardo al futuro: Inter agli interisti: quando è nata l’idea, e quanto difficile è stato lasciare un Genoa che ormai tutti identificavano con il tuo pacato faccione?
Pacato? Haha. Lasciare il Genoa è stato ed è ancora molto difficile. Lo è stato un po’ meno sapendo che quelli che lo gestiscono ora sono persone capaci ed entusiaste. L’idea Inter è nata piano piano nel corso di S4: vedevo la squadra molto poco attiva, gestita in maniera migliorabile. Un ruolo importante lo ha svolto la “gobbizzazione” dell’Inter fuffa, ed è lì che i miei sensi di Prisco si sono attivati. Inizialmente pensavo di prenderla in S6, ma visto che Giglio lasciava la presidenza e il Genoa era a fine ciclo, ho accelerato il procedimento”

Quali obiettivi ti poni per l’immediato futuro, da presidente e da giocatore?
“Da giocatore semplicemente di dare una mano all’Inter. Da presidente e DS di cominciare a costruire: sono molto contento del mercato fatto con i mezzi a disposizione, è il primo passo. La prossima sarà una stagione di sofferenza e costruzione, quindi mi aspetto un piazzamento a metà classifica. Ho fiducia nel mister”

Fare mercato sarà anche particolarmente difficile, in quanto il prezzo degli interisti potrebbe schizzare alle stelle ora che tutti sanno che cerchi esclusivamente quelli. Facciamo un gioco: se avessi la possibilità di prelevare un giocatore a parametro 0, chi sarebbe e perché?
“Immaginavamo il mercato sarebbe potuto essere difficile, infatti ci siamo mossi per tempo e sotto traccia, senza nomi altisonanti. L’acquisto più caro è stato Torcolini. Parametro 0? Gioco per gioco, vado con l’interista più forte di tutti: Gallarato. Anche se ho già un ottimo attacco”

Oltre che presidente, giocatore e affascinante uomo, sei anche CT di una nazionale che sembra più che mai promettente. Hai già un possibile 22 nella tua testa, o è ancora troppo presto?
“Decisamente troppo presto, ad ogni convocazione mi scarico determinati dati statistici dei gruppi e li incrocio con quelli delle live. Chiaramente con il tempo si viene a formare una sorta di zoccolo duro, e un gruppo che viene coinvolto ciclicamente. Abbiamo davanti una stagione intera, e tutto può succedere”

Ormai sei un punto fermo delle live, i tuoi show sono l’attrazione principale della settimana. Quanto c’è di preparato, e quanto di spontaneo nei teatrini con Ballarini?
“Preparato? Zero. Nella maggior parte delle live arrivo pochi minuti prima dell’inizio, anche volendo non avrei tempo. Magari qualche volta enfatizzo particolarmente, sapendo che piace. Diciamo anche che l’ultima stagione del Genoa ha aiutato particolarmente, in questo senso. Poi comunque sono consapevole che sbaglierò qualcosa, e lavoro costantemente per migliorarmi”

Ultima domanda: i pronostici di ADD. Dai ai nostri lettori, nell’ordine, futuri campioni d’Italia, futuri campioni di B, e future retrocesse in B
“Vincente di A metto la Lazio senza dubbio, creerà un solco profondissimo tra sé e gli altri. Vincente di B il Genoa, io ci credo. Forza ragazzi. Per le retrocesse è dura pronosticare qualcosa a mercato aperto, però se devo fare tre nomi dico Sassuolo, Benevento e Cesena. Ma, come sapete, non sono famoso per i pronostici.”

La nuova Serie A

Si è stilato il 1 luglio – data in game – il calendario della Serie A, Stagione 5. Le tre squadre promosse dalla Serie B sono Chievo, Avellino e Benevento.

Sono previsti due soli turni infrasettimanali: mercoledì 25 settembre e mercoledì 4 dicembre. Saranno invece quattro le soste in concomitanza con le partite delle nazionali: 8 settembre, 13 ottobre, 17 novembre e 22 marzo 2020. Non è prevista la pausa invernale, si gioca anche domenica 29 dicembre, giornata nella quale Lazio e Benevento saranno impegnate nella Supercoppa Italiana.

Si parte il 10 agosto, con i biancocelesti detentori del titolo chiamati subito ad un’ardua prova contro il Milan, a San Siro. Il campionato si chiude domenica 10 maggio 2020.

Gli incontri ad alta quota sono: Lazio – Cremonese alla 7ª giornata, Progetto Gaming – Cremonese alla 11ª, Progetto Gaming – Lazio alla 13ª.

I derby: Drink Team – Progetto Gaming alla 1ª, Inter – Milan, Torino – Juventus e Sassuolo – Cesena alla 3ª, Avellino – Benevento alla 8ª, Benevento – Napoli alla 11ª, Avellino – Napoli alla 17ª e per finire Cesena – Bologna alla 19ª.

Si stima che la nuova stagione prenderà il via durante la seconda metà di settembre. Tifosi in fibrillazione e aspettative molto alte per tutte le compagini, dal momento che la maggior parte delle squadre ai nastri di partenza si sono rinforzate, e continuano a farlo, in questo mercato estivo. Tanta carne al fuoco, dunque, per quello che potrebbe essere il campionato della massima serie più equilibrato di sempre.

La Rassegna Stampa ‘Gnorante – ep.1

Premessa doverosa: questo è il primo di una serie di articoli a cadenza settimanale in cui parleremo, fra satira e goliardia, del mondo di Progetto Football Manager.
Si ringrazia per l’ispirazione il buon Giobbe Covatta (idolo delle Rassegne di Mai Dire Domenica), ed il mondo giornalistico-parodistico che ci aiuta con la leggerezza a semplificarci la vita.
O a comprenderne con facilità i meccanismi contorti.



IL CORRIERE DELLO SPORC

La prima pagina si apre con una notizia che racchiude sport e cronaca nera:

Squalificato Stefano Santoro, l’autore delle famose “bombe” è stato trovato positivo all’antidoping.
Il fratello Luca Brian ha dichiarato in growl: “E’ un serio professionista e saprà dimostrare la sua colpevolezza”.


Segue quindi l’Editorale: “Droga e Juventus: boom negli abbonamenti?”


BRUTTOSPORT

“La Federazione introduce il Mona-ruolo, rilancio delle quote rosa”
Le istanze del comitato formato dalle donne del progetto Iadicicco, Calcagno, Zanotti, Pizzuti sono state accolte dalla Federazione.

Segue trafiletto di scuse con licenziamento del titolista in tronco: adesso Arnaldo Figoni cerca lavoro.

LA MAZZETTA DELLO SPORT

Focus sul calciomercato, con in prima pagina il Titolo:

“Colpo inaspettato della Lazio: preso Gabriele Marchi”
Valerio Arnone, per non sentirsi inferiore, compra Serafini. Per il bilancio del Vicenza: un rene e le foto hot di Alessandro Pironti.

Gallarato trovato ubriaco, in mezzo ad un mare di figliole, urlante frasi di giubilo.

L’Editoriale di Simone Moricca, Ds della Casertana:
“Ma ‘ndo li pijate tutti sti soldi?”

Segue trafiletto di Mariano Pizzuti:
“Per i bilanci S5 saranno volatili per diabetici”

L’OSSERVATORE ROMANO

In prima pagina la notizia bomba:

“Atti impuri, blasfemia e continuo infrangere di comandamenti: la stagione 4 Costa la Scomunica al Torino”
Lo spogliatoio risponde dichiarando lo scisma e nominando Giacomo Sedda come Antipapa
in conclave.

Intanto, da Milano, il Presidente dell’Inter Alberto De Donatis dichiara laconico:
“Dilettanti”

In allegato il calendario Mariano – raffigurante il revisore vestito da sacerdote che compie il miracolo della moltiplicazione dei fogli excel – edito da Don Francesco Fusco.


IL FALLO QUOTIDIANO

Ombre sull’operato del Direttore Salvatore Campagna:

“Il Giornale MK-Ultra utilizzato per scambiarsi foto compromettenti”
Damiano Mattia si dichiara innocente confermando il detto latino “Excusatio non petita, accusatio manifesta”

Trovato l’autore della rassegna stampa svenuto sulla scrivania per lo sforzo mentale compiuto per la citazione.
Aperta ancora l’ipotesi dell’attentato delle Brigate Rozze.

Pennisi: “Giocare a San Siro emozione incredibile. Tenteremo di frenare Cremonese e Lazio”

Il periodo positivo del Drink Team continua, dopo il pareggio per 1-1 con l’Inter a San Siro che lascia ancora un’enorme porta aperta sull’Europa per gli Orange. Come di consueto, il mister del Drink, Christian Pennisi, si è presentato ai nostri microfoni per parlare della gara.

Buonasera mister. Affrontare squadre come l’Inter è sempre suggestivo e affascinante. Lei che emozioni ha provato in questi giorni e stasera, quando siete scesi in campo?
E’ stata una bellissima sensazione giocare in un tempio del calcio come San siro, però a Milano solo Milan.

A fine gara ha detto ai suoi: “Va bene così, avremmo potuto vincere, ma anche perdere”. Dunque è soddisfatto del risultato, per quanto espresso in campo?
Si sono soddisfatto, l’Inter è una grande squadra e volevano riscattarsi dopo la sconfitta con l’Arsenal, abbiamo fatto una discreta partita e sono contento del risultato.

Ha qualche rammarico, cambierebbe qualcosa, tornando indietro e sapendo come è andata a finire?
Non cambierei nulla, di più non potevamo fare.

Adesso tocca a Cremonese e Lazio. Ha qualche idea su come fermare questi due carri armati?
Fermare due squadre così è quasi impossibili, ce la metteremo tutta, ci vuole molto culo.

Diego Spezzacatena


Italia – Norvegia: storia di tenacia e determinazione

New York, 23 Giugno 1994.

L’afa riempie le case degli italiani, sono le 10 del mattino in Italia e le scuole sono ormai chiuse. I bar sono pieni, per strada non si vede nemmeno un cane. L’Italia è ancora a 0 punti dopo l’inaspettata sconfitta nella prima uscita di USA’94, contro l’Irlanda.

L’Italia di Arrigo Sacchi e la Norvegia di Olsen scendono in campo con i seguenti uomini;

Il direttore di gara è il tedesco Helmut Krug. I 74.000 tifosi sugli spalti non aiutano ad allentare la pressione sulle spalle degli Azzurri.

La gara inizia subito ad alti livelli. Casiraghi fa a sportellate con i rocciosi difensori nordici. Il divin codino inventa calcio. Tutto bello, fino al 21′, quando su un mancato fuorigioco causato da Benarrivo, Leonhardsen si ritrova a tu per tu con Pagliuca che, in uscita disperata, tocca la palla con la mano fuori area. Espulsione per il numero 1 azzurro, ed ecco che Sacchi sorprende tutti: fuori il fantasista, l’uomo amato da tutti, Baggio. Dentro Marchegiani.

Qualcuno pensa sia un suicidio, ma l’Italia cresce minuto dopo minuto con un Casiraghi indemoniato che pressa alto e un impressionante Berti. Finisce il primo tempo con un’Italia convinta, ma sempre sullo 0-0.

Nella ripresa, altra doccia gelata: Baresi, il capitano, si infortuna dopo 4 minuti di gioco del secondo tempo. Allora ecco che esce anche il capitano ed entra un giovane difensore di 24 anni del Parma, Apolloni. Fascia a Paolo Maldini.

Nel frattempo Beppe Signori entra in partita ed inizia a creare seri grattacapi alla difesa norvegese. Poi all’improvviso, al 69′, la forza di volontà degli Azzurri ripaga; cross dalla sinistra, teso, su cui si fiondano i due centrocampisti centrali. Dino Baggio con un’incornata batte il portiere norvegese. Finalmente Italia!

La partita sarà una continua sofferenza, con l’Italia che prova a ripartire, ma ha in campo sia Maldini che Signori infortunati, con Massaro che va a coprire il settore basso di sinistra e Albertini che prova a far rifiatare la squadra recuperando e smistando palloni. Nel finale la Norvegia segna con Reckdal, ma l’arbitro vede un fallo di mano in mischia ed annulla la rete. Ultima uscita di Marchegiani, triplice fischio. L’Italia conquista i suoi primi 3 punti di USA 94 tra grinta e sofferenza.

Speriamo che i ragazzi di De Donatis, nella prossima live, riescano a far loro lo spirito di quella bella e tenace Italia. Italia di Progetto Football Manager che scenderà in campo a Bari con i seguenti uomini:

1 D’ALESSANDRO

2 SEDDA

3 BALLARINI

4 DEL PRETE

5 BONALDI

6 FILIPPONE

7 IADICICCO

8 DE DONATIS (C)

9 GALLARATO

10 DEIDDA

11 SODANO

12 LUPIA

13 CIANCOLINI

14 CONTE

15 ABATE

16 SANTORO

17 SICILIANO

18 AUGUGLIARO

19 BISCEGLIE

20 GALLO

21 CAMPAGNA

22 ARUTA

23 RICCI

In Lotta per l’Europa – Analisi 10 Giugno – Parte 2

Nella live del 10 Giugno 2019 sono ripartite le competizioni europee in Progetto FM. Un inizio alquanto incoraggiante soprattutto per le squadre italiane coinvolte nell’Europa League, dove su cinque scontri si sono ottenute cinque vittorie. Se nella prima parte siamo andati ad analizzare le partite di Torino e Progetto Gaming, oltre alla partita in Champions della Lazio, in questa parte verranno messe sotto lente d’ingrandimento le altre partite, che hanno coinvolto Inter, Juventus e Roma.

Feyenoord – Inter 2-5
La partita sicuramente più emozionante del turno di Europa League è stata quella tra la squadra di Rotterdam e quella allenata da Pietro Alaimo. L’alta intensità da ambo le parti ha portato ad uno scontro che ha visto molti errori da parte delle difese e pregevoli gesti tecnici da parte degli attacchi: nei primi 23′ sono state segnate ben quattro reti.

É stata una partita molto combattuta, come testimoniano le statistiche molto simili in Tiri in Porta (6-9) ed in possesso palla (53-47), il numero di chiare occasioni da goal (1-1) e di azioni importanti (2-2). Anche il numero di passaggi è molto simile, con l’Inter che ne porta a termine 341 e il Feyenoord 387. Le due squadre non hanno esitato a spingersi in avanti, anche a discapito di qualche goal subito di troppo. La chiave della partita che spiega un risultato così netto è l’incredibile efficacia dei giocatori nerazzurri sotto porta, tanto da rendere imbarazzante la prestazione del portiere olandese Vermeer, con 5.6 di voto. Sostituzione decisiva quella effettuata tra primo e secondo tempo da parte dell’Inter: l’ingresso di Ciampaglia al posto di Pettignelli ha ampliato il divario tecnico tra le due squadre. Non è un caso che dopo il suo ingresso, l’Inter abbia segnato le due reti che chiudono la partita senza concedere un goal agli avversari. Il premio di migliore in campo appartiene ad Antonio Seminaroti, autore di una splendida doppietta. La qualificazione per l’Inter potrebbe essere al sicuro, grazie ai cinque goal in trasferta che costringerebbero il Feyenoord a segnarne quattro a San Siro.

EXTRA: I padroni di casa presentavano in panchina due svincolati di Progetto FM. Matteo Pesco, ex-Lazio, Udinese e Sampdoria, e Alessandro Girelli, ex-terrore delle difese di A mentre era al Bari e due stagioni fa al Fublet. Se il secondo è stato splendidamente fermo in panchina, il primo ha giocato anche 12 minuti a partita in corso.

Juventus – Bayer Leverkusen 3-0
Anche l’altra squadra di Torino chiude il discorso qualificazione con un netto 3-0 al Bayer Leverkusen, squadra sicuramente meno ostica di quelle affrontate nel girone di Champions League. La partita è nettamente dominata dai bianconeri, che lasciano poco spazio alle punte tedesche.

Il pieno controllo della partita è reso evidente dal gran numero di tiri in porta, che sono undici per i padroni di casa contro i tre degli ospiti. Non proprio una gran bella giornata del portiere del Bayer, che deve ringraziare i due pali se non ha raccolto ulteriori palloni dalla porta. Bisogna tuttavia ammettere che prima dell’ingresso di Luca Santoro, autore di una doppietta, la Juventus non era riuscita a concretizzare le sue tante occasioni avute, segnando solo il goal con Theo Bassissi. Infatti, giornata molto negativa per Carlo Paudice, costretto ad uscire nel secondo tempo. In pieno controllo sono stati i terzini bianconeri: sia il già nominato Bassissi che Mattia Perfetti, hanno messo in subbuglio con le loro accelerazioni la difesa tedesca. Bene anche Igor Pejcic, autore di un assist. Tuttavia, il premio di MOTM va sicuramente a Santoro, che se lo assicura in ventisei minuti di gioco. Curiosamente, a segnare tutte le tre reti dei bianconeri, sono stati giocatori al loro debutto in Europa League: Bassissi ha giocato la prima parte di stagione alla Pro Vercelli, mentre l’uomo partita è stato al Catania.

Roma – Basaksehir 2-0
Per quanto il risultato non le garantisce il passaggio del turno senza troppi rischi, i giallorossi hanno messo un mattone fondamentale per il passaggio del turno. Infatti, nonostante il risultato reciti solo 2-0, il modo in cui è arrivato fa ben sperare per il match di ritorno.

La Roma ha approcciato la partita nel modo corretto, non lasciando nessuno spazio alla squadra turca, autore di un solo tiro nello specchio. D’altro canto, la Roma dovrebbe migliorare la precisione sotto porta: dei 27 complessivi solo 6 sono finiti a bersaglio. La partita fortunatamente si era messa in discesa sin da subito, con il goal di Giacomo Bruni al 13′, e ci ha pensato Flavio Bramucci a chiuderla al 78′. Tuttavia, è difficile capire il livello della Roma: la difesa si è comportata in maniera assolutamente solida, mentre l’attacco ha evidenti problemi in ambito europeo, visto che né Riccardo Atudosie né Paolo Leanza hanno inciso sulla gara in qualche misura. Servirà ritrovarli al meglio per poter pensare di andare ulteriormente avanti, anche se a Roma potrebbero fare qualche ragionamento di più: meglio dedicarsi completamente al campionato di Serie B, dove attualmente stai in zona playoff e più ti piazzi meglio più hai possibilità di passare, oppure sacrificare qualcosina per provare ad andare fino in fondo nella Coppa, senza la certezza però di riuscirci? In ogni caso, si può dire che la Roma, nonostante gli impegni del campionato cadetto, abbia onorato al proprio meglio la competizione. Ed è facile che entri nella top 16 della Europa League.

Diamo i numeri

Ritorniamo a parlare del Calciomercato PG.

Drink Team: la squadra del patron Ballarini decide di confermare i propri ragazzi, non muovendosi sul mercato.
Voto: S.v.

Fublet: per i bianco-verdi un mercato mirato: è arrivato il terzino Dimartino, dall’Entella, mentre in uscita ha saluto Maffei, direzione Siena. Solo il tempo potrà dirci se sarà bastato questo acquisto per raggiungere una salvezza tranquilla.
Voto:7

Fiorentina: La squadra toscana, che soffre in fondo alla classifica della massima serie, decide di fare un mercato sotto traccia con giocatori poco conosciuti alla platea: campagna acquisti non delle migliori per cercare una salvezza che già prima dell’inizio del calciomercato sembrava molto complicata.
Voto:5

Genoa: Il mercato dei liguri è ottimo: in entrata da registrare gli arrivi di Crippa e Gallo, il primo dal PG, in cambio di Pironti, e il secondo dalla Lucchese. In uscita saluta temporaneamente Di Stefano, che si aggrega in prestito alla Casertana per sei mesi, mentre fa il percorso inverso Guidotti.
Ottima anche la cessione di Aperio, al PG di mister Casalati, per un prezzo faraonico.
Voto:6.5

Inter: La squadra di mister Alaimo non apporta modifiche alla propria rosa, confermando tutti i giocatori, che proveranno a lottare nuovamente per un posto in Europa.
Voto:S.v.

Juventus: Mercato sontuoso da parte della vecchia signora che si garantisce le prestazioni di Bicocchi, nello scambio con Bisceglie, e di Zirattu, dal Milan.
Salutano invece Lucatelli, accasatosi all’Akragas, Ceraolo, direzione Ferrara, e Vincenzo Della Morte, che si unisce allo Spezia ad un ottimo prezzo.
Voto:8

Lazio: La squadra capitolina decide di puntellare la rosa con un unico colpo: quello di Provenzano dal Bologna, che torna alla corte di Michelini dopo appena sei mesi.
Voto:6

Milan: mercato non molto comprensibile quello effettuato dai rossoneri: il presidente Giamberduca cede i suoi migliori giocatori ad un prezzo basso, unica eccezione Zirattu, mentre in entrata gli unici colpi degni di nota sono quelli di Di Gaetano e Giamberduca.
Gli acquisti di Franceschino, giocatore inattivo da un lungo periodo, e Godino, giocatore poco attivo, non hanno molto senso per una squadra in lotta salvezza.
Voto:4.5

Lecce: la squadra salentina decide di non rafforzarsi ma di indebolirsi in ottica futura: le cessioni di mister D’Alessandro e del DS Pizzuti, al Piacenza, andranno ad indebolire notevolmente la rosa del prossimo anno. In entrata gli arrivi dei soli Fato, giocatore neo-iscritto, dal Campobasso e Pellegrino, dalla Sambenedettese, rischiano di complicare la lotta per la salvezza.
Voto: 5

Viaggio d’andata della Serie A: le statistiche

Il girone d’andata della Serie A è finito da qualche giornata e le squadre hanno avuto anche il tempo di vedere inseriti i loro nuovi acquisti in rosa. Per chi non si ricordasse la classifica, ecco qui un breve recap della situazione alla 19^ giornata: Lazio e Cremonese controllano agilmente la serie A, con i biancocelesti che diventano campioni d’Inverno. Dietro di loro il buco, con l’Atalanta prima degli altri a -13 dai lombardi, seguita a sei punti di distanza dal Napoli e poi dietro 12 squadre rinchiuse in 9 punti, fino al Cesena 16°. In lotta salvezza, Sampdoria salva grazie alla vittoria nel derby, con Genoa, Milan e Fiorentina in zona rossa.

Confronto con la S3: calo delle genovesi, Cremonese come la Lazio

Come era prevedibile, incremento della Lazio di 12 punti rispetto all’anno scorso, da 40 a 52. Difficile fare meglio per la squadra di Michelini, ed infatti non è la squadra ad aver avuto il miglioramento più evidente. Il Napoli di Salvatore Ponticelli ha acquisito un +20, passando dai 10 punti con cui ha concluso l’anno scorso ai 30 di quest’anno. Anche il Bologna, sotto la guida di Mario Torsello, ha acquisito un +10, da 18 a 28. Miglioramento anche per Crotone(+4) e Atalanta(+7). Sono ben due le squadre invece stabili: Lecce, che conferma i 23 punti, che sale dal 15° al 13°, e Drink Team fermo a 26, dal 12° a 9°.

Con due squadre che hanno monopolizzato il campionato come Lazio e Cremonese, sono tante le squadre ad aver perso punti rispetto alla S3: i più sorprendenti riguardano le due genovesi. Tra le due, è la Sampdoria ad averne perso di più, con un -15, mentre il Genoa ha perso 11 punti. 12 punti invece per la Juventus, con i bianconeri che però perdono solo 5 posizioni. Calo anche per il Progetto Gaming, con un passivo di 9 punti. I peggiori in questo sono Milan, con 19 punti in meno rispetto alla S3, e di Fiorentina, con un -17.
Calo anche per Torino(-6), Sassuolo(-4), Inter(-8) e Bari(-5).

Neopromosse che si comportano in media meglio dell’anno scorso, grazie soprattutto alla Cremonese che in confronto alla Lazio della S3 ottiene un +9, ma anche il Fublet ottiene un +1 rispetto al Lecce. Solo il Cesena fa peggio della sua consorte: il Livorno aveva ottenuto tre punti in più a questo punto del campionato.

Se nella scorsa stagione si sono segnate 570 reti, viene confermata la tendenza già vista nella Serie B: 662 sono i goal segnati dalle 20 società, per una media di 33 reti a società. Alle medie mai viste di Lazio e Cremonese, con una media di 4 reti a testa, fanno da contraltare i pessimi attacchi di Milan e Sampdoria, peggiori perfino dell’ultimo attacco della S3, il Palermo con 21 goal. La difesa migliore, premio condiviso dalle due squadre in testa al campionato con 19 reti, è peggiore di ben tre difese della S3, tra cui la stessa Lazio. Indubbiamente, però, a qualche rete subita in più, ci sono state molte reti fatte in più. L’attacco migliore è della Cremonese, con 74 e solo 3 reti in più dei leader, che ha il 176% del valore dell’attacco della Juventus di S3, miglior attacco al giro di boa.

Altre statistiche

Lazio che per segnare di più ha sacrificato anche il possesso palla: se l’anno scorso vantava il 56% partite, quest’anno non raggiunge nemmeno il 51%, uscendo così dalla top 8. Classifica del possesso che vede il Progetto Gaming tenere tanto la palla, con il 56% di possesso. L’Atalanta è la squadra che porta a termine la percentuale di passaggi, con 81%, rispetto al 82%. È leggermente meno il numero: 8266 rispetto ai 8427 dello scorso anno. Il numero di passaggi tuttavia si è abbassato notevolmente: nessuna squadra supera i 10000 passaggi completati tra quelle che sono in top 8 per percentuale.

Il Crotone è la squadra più fallosa del campionato: sono ben 272 i falli fischiati, di cui un circa un quinto si sono tramutati in ammonizioni. In questa speciale classifica, troviamo anche Milan con 254 e poi Lazio e Cremonese a 248, tutte con circa 50 ammonizioni a testa. La squadra che ha rimediato più espulsioni è il Bari, con la bellezza di 6 cartellini rossi sventolati: in un gioco che tende ad espellere il giocatore dopo espulsione o infortunio grave, questo rappresenta un grave handicap.

Sono tre le squadre con la percentuale più alta di contrasti vinti: Atalanta, Torino e Sampdoria, con il 89%. Di queste, quella che ne ha fatti di più è la squadra granata, con i suoi 381. Il dato statistico rivela anche come la squadra di Pellegrino prediliga la difesa posizionale: i bergamaschi infatti hanno portato a termine meno di 300 contrasti, facendo fallo solo 157 volte.

Statistiche individuali

Partiamo dai portieri: l’ex Cremonese Mattia Mele è il portiere che ha subito meno reti tra coloro che hanno giocato almeno dieci partite (escludendo da questa classifica l’altro portiere grigiorosso, Mariangeli). Costarella è invece il portiere con più reti inviolate, grazie anche al fatto di essere titolare inamovibile: 6 clean sheet su 19 possibili, uno in più di Mele (su 10 possibili), Ianzano del Drink Team (su 11 possibili), e Petruccelli dell’Atalanta (su 14 possibili).
Il portiere che blocca più tiri è Carmelo Camerino, ben 71 sono finiti tra le sue braccia. La top 5 di questa classifica vede Petruccelli, Lupia del Fublet, Picchi del Cesena e Carrano della Juventus, tutti compresi tra 50 e 60 prese.
Comunale dell’Inter, invece, è colui che esegue più respinte, ben 54. In questa top 5 ritroviamo Camerino, Lupia e Picchi, mentre la chiude Fagone del Torino, con 33.

Se Gallarato della Lazio è il capocannoniere alla 19^ giornata con 21 reti, e Marchi della Fiorentina e Pattarozzi della Lazio sono gli assist-men con 10 passaggi decisivi, il maggior numero di passaggi decisivi fatti da un giocatore è di un altro top 3 del Pallone d’Oro: Campagna della Lazio ha eseguito ben 49 passaggi chiave per l’azione, staccando di 11 il suo principale inseguitore, il compagno di squadra Marcheggiani, che tuttavia ha fatto due assist in più(7 a 5).

Il premio di motorino in campo è di Giovanni Esposito: il senegalese ha infatti percorso una media di 13,33 km a partita, per un totale di 183 km percorsi nelle sue 15 presenze. Altri corridori sono Broccolo del Napoli, con 13,24 km a partita, e Falzone della Lazio, con 13,20 km a partita. Da notare come Marchi abbia percorso ben 221 km in questa prima parte di stagione, complice anche la sola partita saltata. I due nazionali di Ballarini compaiono anche nel podio della classifica dei dribbling a partita. Se il fiorentino ha la bellezza di 2,83 ed è mattatore assoluto, il giocatore di Serafini si piazza terzo con 2,03 dribbling a partita. In mezzo, Gega del Drink Team, con il risultato di 2,39, che dei tre è l’unico a non aver fatto assist.

Bar IlCarro 2000: Calciomercato di riparazione S4, inizio


Buongiorno lettori, l’articolo che state per leggere necessita di due premesse, che verranno ivi presentate.

La prima premessa è molto semplice e riguarda il funzionamento di questo articolo: quattro giornalisti all’interno de IlCarro hanno deciso di esprimere la loro opinione su alcuni dei temi di questo inizio di calciomercato. Non esistono pensieri completamente giusti o sbagliati, sono solo pareri personali. Tuttavia, non è solo questo: ognuno dei presenti farà una domanda e gli altri tre risponderanno almeno una volta, ma al massimo due volte. Quindi in totale ci saranno quattro domande e un numero di risposte che può variare da 3 a 6. Si può decidere se dare la propria idea in autonomia o rispondere all’intervento di un altro. In questa occasione, sono stati Cesare Pisati (P), Lorenzo Savini (S), Gabriele Marchi (M) e Alessio Costantino (C) a porsi domande e darsi risposte come filosofi.

L’altra premessa è doverosa: quest’articolo è stato composto tra il 10 e il 12 Maggio, i giorni prima che il mercato aprisse. A causa di problemi personali, non è stata trascritta prima dell’apertura di mercato. Non si faranno dunque riferimenti alla trattativa Aperio, a quella Gallo o ad altre che sono state fatte dopo Lunedì 13. Cari lettori, vi invitiamo a tenere in considerazione il contesto in cui sono state dette le risposte, un po’ come quando a scuola dovevate studiare i poeti del Quattrocento o del Seicento. Forse le risposte sono “invecchiate” bene, un po’ come “2001: Odissea nello spazio” o “Quarto Potere”, classici della cinematografia.

Dopo questa doverosa introduzione all’articolo, possiamo iniziare con la prima domanda.

C: “È una sessione che ha visto numerosi trasferimenti. In particolare, secondo me una squadra si è distinta nelle operazioni, non per forza in bene o in male, ed è il Progetto Gaming. La squadra di Pironti ha eseguito numerose transizioni, tante per essere un mercato di gennaio.
Alla luce di tutte le trattative svolte dai Lombardi, come giudicate il mercato di Progetto Gaming? È una scossa di assestamento dovuto ai tanti cambiamenti di Giugno oppure si tratta di un’altra rivoluzione, dovuta anche al cambio di allenatore?”

S: “Innanzitutto, un saluto a tutti i lettori. Dunque il Progetto Gaming si è mosso tantissimo sul mercato, sia in entrata, sia in uscita. Tutti gli acquisti a titolo definitivo effettuati hanno una chiave di lettura molto semplice: tutti gli utenti portano 300k di bonus ciascuno nelle casse della società lombarda. Il progetto a lungo termine è chiaro a tutti e condivisibile. Talvolta, tuttavia, si rinuncia a degli ottimi giocatori pur di avere utenti iperattivi in squadra. Naturalmente solo la seconda metà di stagione potrà dirci se il Progetto Gaming ha una squadra all’altezza delle alte aspettative che tutti hanno, o se dovremo attendere una o più stagioni.”

P: “Buonasera a tutti i lettori. Il mercato del PG è, per me, formidabile. Pironti aveva già annunciato le sue intenzioni: avere solo giocatori da 300k di bonus. Si preferisce rischiare investendo su giocatori che potranno ripagare alle spese solo dalla prossima stagione. Probabilmente manca ancora qualche colpo di mercato, che verrà fatto nella sessione estiva.”

M: “Come i miei colleghi, auguro una buona giornata a tutti i lettori, io a differenza loro noto un mercato utilizzato principalmente per colmare, alcuni buchi che erano stati creati in estate, per forse un eccessiva fretta nel creare una squadra con tutti i partecipanti attivi, senza però perdere troppo dal punto di vista meramente tattico.
Invece in questo inverno, a parer mio, hanno capito che Roma non si costruisce in un giorno, e hanno deciso di puntare subito tutto sull’attività, perdendo anche parecchio dal punto di vista di qualità in-game.”

S: “Già nella puntata di mercoledì 8 Maggio di VAR Sport (con Alberto De Donatis, Alessandro Pironti, Salvatore Campagna, Andrea Conte e Claudio Però) se ne è parlato abbondantemente, ma vorrei sentire una vostra opinione. Con pochi mesi di distanza, abbiamo visto il DS della Lazio, Gianluca Pattarozzi, acquistare Salvatore Campagna per 1,5M e il ds del Pordenone, Luca Bisceglie, acquisire le prestazioni di Luigi Gentile per 2,5 milioni compresi bonus.[Prezzo cambiato dopo l’apertura di mercato, N.d.R] Secondo voi, si assisterà ad un progressivo aumento dei prezzi? Cosa, secondo voi, ha dato origine a queste cifre di acquisto per questi due utenti?”

C: “Dunque, in realtà secondo me al momento non assisteremo ad un aumento dei prezzi. Durante tutta questa sessione invece, a parte per due casi limite come Zirattu e Gentile, ho visto prezzi molto più contenuti rispetto solo al mercato estivo. Secondo me, sia una maggior competenza da parte dei DS, che iniziano anche a far tesoro degli errori dei predecessori, sia anche la presenza di meccaniche come le affiliazioni, a cui sempre più società si stanno rivolgendo, hanno ridotto i prezzi.
Poi ci sono sempre casi limite. Il Pordenone penso avesse altre aspettative sul giocatore, vi ricordo che in un primo momento doveva essere l’allenatore, anche se poi non valeva comunque la cifra spesa. Credo si tratti di una scelta errata da parte dei nero-verdi e di un enorme plusvalenza dell’Atalanta.
Per Campagna stiamo parlando dello scorso mercato, ma si tratta di un errore del Livorno, che l’ha valutato poco, anche in proporzione a cosa aveva fatto il giocatore in quell’anno.”

M: “Io non sono completamente d’accordo con il mio collega, soprattutto per una questione: non è completamente vero questo “abbassamento” dei prezzi, basta vedere molte trattative recenti come 1.1M per Della Morte, quasi 3,5M per Amato, sono trattative al limite, e non credo assolutamente in un abbassamento dei prezzi. Per il resto molte trattative attuali sono andate davvero vicine al diventare realtà, dove si è parlato di addirittura offerte di 2.2M per giocatori neo creati.”

P: “Beh, sono un Maometto della politica: se io non vado dalla politica è la politica a venire da me. “Belinate” a parte, le due domande sono molto semplici, così come le loro risposte. I prezzi continueranno a salire? Sì, senza ombra di dubbio. Da questo punto di vista ci stiamo comportando come il calcio fuffa: un incredibile aumento dei prezzi. Questa crescita vede protagonisti non solo i giocatori più attivi del Progetto, ma anche gli inattivi o poco partecipi, coloro che non portano bonus.
Perché accade tutto ciò? Da buon marxista posso dire che è colpa del capitalismo e ho ragione. Ogni stagione vengono introdotti una quantità incredibile di milioni (300, circa, calcolo fatto a mente) tra bonus e premi stagionali delle squadre. In questo lasso di tempo però il numero di nuovi giocatori non aumenta allo stesso modo, portando a un aumento del valore reale dei cartellini a causa dell’inflazione. A complicare la situazione c’è anche la comparsa di nuove squadre umane che, aumentando la domanda, portano all’incremento vertiginoso dei prezzi. Questo è un circolo vizioso e penso che la domanda da fare sia “come spezzare il ciclo?”.”

P: “Allora, Milan-Ternana, Cremonese-Albese, Juve-Pro-Vercelli hanno una cosa in comune: l’affiliazione. Vi chiedo cosa pensate di questa novità, come cambierà il progetto e se, per i calciatori, giocare in una squadra che ha un’affiliata è una cosa positiva o negativa.”

M: “Assolutamente positiva! Non vedo come possa essere negativa una cosa che invogli la gente a prendere presidenze per migliorarsi e far migliorare il proprio progetto. Una cosa davvero ottima, anche se per me si sarebbe potuta gestire anche fra A e B, non soltanto tra A e C, ma va benissimo comunque. Una gran bella trovata!”

S: “Secondo me, come ha detto il collega Marchi, è una grandissima e bellissima novità. Perché per i giocatori neo-iscritti potrebbe risultare difficile arrivare ad alti livelli, con tutti i giocatori attivi di cui il progetto fortunatamente dispone, quindi è un ottimo modo per spronare i nuovi arrivati per puntare ad essere titolare in una squadra di A in poco tempo. Vedremo in futuro, con il proseguire del progetto, come e se questa mia supposizione verrà rispettata.”

C: “Assolutamente la novità delle affiliazioni è stata alquanto positiva, e ha incominciato a mostrare il motivo per cui esistono: basti pensare a Magnoni, passato dall’Albese alla Cremonese, a Terlati, da Cagliari a Torino, oppure a ben quattro giocatori che passeranno dal Perugia al Frosinone. Tutte spese molto contenute, per giocatori con un certo potenziale o che servivano in una determinata porzione del campo. Vedendo questo, anche altre società hanno incominciato a dotarsi di un’affiliata: rispetto ad inizio anno, pure Juventus, Lazio, Fublet e Sampdoria hanno deciso di usufruirne, magari per il mercato di S5.
L’unico contro è che eventuali progetti indipendenti che nasceranno avranno più difficoltà a trovare giocatori inizialmente, ma questo forse è dovuto anche al fatto che le iscrizioni vanno un po’ ad ondate e che il campionato di C sia ancora in formazione.”

M: “Allora, questo mercato di gennaio, anche se non ancora ufficialmente iniziato, sembra già averci dato tante informazioni, verso gli acquisti possibili e quelli impossibili per il mercato invernale. Volevo chiedervi, Secondo voi quali sono le squadre che hanno gestito (o gestiranno) al meglio questo calciomercato? Quali invece peggio? E invece quale potrebbe essere l’acquisto del mese?”

P: “Allora, squadre che hanno gestito male il mercato non le ho viste (parleranno i risultati). Ho apprezzato molto il mercato del PG, molto coraggioso. Altri grandi colpi sono stati fatti dalla Cremonese e dalla Juve Domo. Campagna ha portato in serie A Magnoni, mentre la Domo è riuscita a non vendere i pezzi pregiati: Cipolla, Davide… I piemontesi hanno tutte le carte in tavola per essere promossi in Serie B.”

C: “Dunque, credo che al momento sia difficile stabilire chi abbia sbagliato. Alla fine, sono sempre i risultati a dire chi si sia rinforzato o chi si sia indebolito. Ci sono state alcune trattative che per il livello tecnico dei giocatori hanno rinforzato parecchio le squadre in cui approderanno: mi riferisco a Invernizzi Luca alla Casertana, Puzzer al Bari, Amato al Bologna, Mancusi al Foggia. Ecco, forse il Milan si è indebolito tanto: sono stati venduti due giocatori offensivi come Zirattu e Massessi ed il livello dei nuovi arrivati non sembra essere lo stesso. Magari però sono più funzionali per il gioco che propone ed allora meglio così per loro, questo non lo possiamo sapere.”

S: “Come hanno detto i miei colleghi, è difficile al momento dire la squadra che ha meglio agito sul mercato. Bisognerà aspettare l’arrivo dei nuovi acquisti nelle nuove squadre per vedere se il loro impatto sarà positivo o negativo. Anch’io sono rimasto sorpreso dal Milan: ha venduto giocatori a cifre importanti, come Zirattu e Massessi, e non ho visto delle manovre in grado di colmare i buchi lasciati lì davanti. Vedremo se, a mercato aperto, il Milan si muoverà per fare acquisti, fresco anche del nuovo Direttore Sportivo.”

IlCarro racconta: pazza Inter amala

Quest’oggi IlCarro ha deciso di dare i natali a una nuova rubrica, nella quale verranno raccontate sine ira et studio le storie di questo Progetto, sia di giocatori che di club. La prima protagonista di questa avventura è la squadra nerazzurra più amata di Milano: l’Inter.

Stagione 1
L’Internazionale Milano è, ovviamente, una delle prime squadre create nel campionato ideato da Progetto Gaming. L’allenatore ai tempi era Mattia Crippa e il direttore sportivo era Cristian Marchese. Il mercato era totalmente diverso dalla situazione odierna, non solo per le cifre, ma anche per le possibili trattative: il sistema era infatti basato sul “semplice” Draft e i trasferimenti dei giocatori erano legate alle scelte, un po’ come avviene, nello sport fuffa, in NBA e MLS. Il migliore arrivo, per il DS Marchese, è stato Palmirotta, ai tempi ottimo difensore. L’inizio di questa storia non è dei migliori: nelle prime nove partite di Serie A l’Inter non riesce ad ottenere nemmeno una vittoria e, infatti, si temeva la retrocessione. Crippa è però capace di recuperare punti e, a fine anno, arriva al quarto posto, a meno 2 dalla Juve e dietro a Drink Team e Udinese, che vinse il campionato. Impossibile capire cosa abbiano pensato giocatori e dirigenti: con un avvio migliore lo scudetto sarebbe stato un premio ottenibile. La partita Drink Team – Inter 2 – 3 rimarrà alla storia per la doppietta di Ciampaglia, che ai nostri microfoni ha detto: “La mia partita più celebre e quella che mi ha reso l’attaccante che sono ora. […] Una consacrazione”.

Stagione 2
È l’anno della gloria, una stagione quasi perfetta: il mercato, gestito da Crippa e Marchese, permette di completare e rinforzare la rosa. Fece però notizia la cessione di Cusumano; però dal Fublet fu acquistato per 1,2M (allora una grande cifra) Stefano Martino. In panchina è confermato Mattia Crippa, visti i risultati ottimi ottenuti in S1. Dopo due giornate però c’è un cambio in panchina: il 28 dicembre 2017 Cristian Marchese diventa allenatore dell’Inter. IlCarro ha ritrovato il messaggio più significativo tra Marchese e il capitano Ciampaglia durante la ricerca del nuovo mister, il messaggio che ha cambiato la storia nerazzurra:” Lu, ma se mi comprassi FM e mi candidassi come allenatore?” Questo è l’inizio del mito. Il primo atto dell’impresa storica corrisponde al pareggio con il Bologna, in campionato, e la vittoria contro il Rubin Kazan per 7-1. I milanesi hanno fatto tutto bene e arrivano anche i risultati che contano: in S2 lo scudetto e la Coppa Italia sono nerazzurre. L’Inter è, per ora, l’unica squadra che può vantare il double italiano. Il capitano ricorda con affetto quei momenti e più volte ha detto:”Sono stati momenti indimenticabili… eravamo sul tetto d’Italia e potemmo guardare tutti dall’alto verso il basso. Il nostro, ai tempi, era un DNA vincente…”

Stagione 3
Dopo la vittoria della Supercoppa Italiana, nella finale giocata contro il Milan per 4-2, ci si aspettava un nuovo ciclo vincente, ma questo non si verificò. La stagione iniziò con una campagna acquisti immensa e dispendiosa: Altomare, Alves, Pettignelli, Trementozzi e Baiardi arrivarono a Milano; ovviamente anche i contratti pesavano molto sul bilancio nerazzurro. La partenza fu negativa, sia in campionato che Champions League. Le partite contro Genoa, Lecce e Wolfsburg furono segnali di speranza perché portarono l’Inter a scalare la classifica in entrambe le competizioni. A un certo punto emerse la crisi del bilancio; il commento di Ciampaglia: “per mancanza mia ma in primo luogo di Marchese, i conti nel bilancio non tornano e ci ritroviamo con un passivo di 2M circa. Abbiamo per forza di cose dovuto abbassare i contratti a tutti i nostri giocatori. Un vero e proprio colpo basso; ma le crisi economico-societarie non finiscono qui, no di certo; mi dovetti dimettere come DS per problemi personali e a sostituirmi ci pensò Schiattareggia, il quale grazie a buoni acquisti e cessioni mirate riesce a portare un minimo in attivo il bilancio. Poi si arriva nel periodo di novembre/dicembre in-game, settembre nella vita reale, ed accade un evento che lasciò scossi tutti: le dimissioni di Marchese come allenatore dell’Inter”. Tutte le migliori storie hanno un colpo di scena, e quello di questa storia è il seguente: Luigi Giglio, allora terzino fondamentale dell’Inter, investì la somma di 200€ per comprare l’Inter, diventandone così unico presidente. Ciampaglia diventa nuovo allenatore dell’Inter. L’Inter termina la stagione al 7º posto, ma ottenne comunque la qualificazione in Europa League grazie al caso “Serveropoli”.
L’attività complessiva della squadra, dopo l’addio di Marchese, calò drasticamente. Nel frattempo, in quell’Inter targata Ciampaglia, Marika Calcagno diventa giocatrice dell’Inter, grazie al bonus ingaggio delle nuove presidenze. A fine anno fu ceduta a causa delle tensioni tra lei e Schiattareggia.

Stagione 4
Inizio amaro: Federico Gallarato dà l’addio all’Inter e approda alla Lazio, trattativa già comunque ufficializzata nel mercato invernale della stagione precedente. Il resto del mercato, per detta di figure importanti nell’Inter, è stato “abbastanza confuso e travagliato”, anche per colpa del caso Marchese – Udinese. Ciampaglia dice questo:” Decido di chiedere la cessione e di trovare nuovi stimoli. Discussi molto con Giglio ma mi fece capire che l’Inter è parte integrante di me. Mi scorre nelle vene. Ci fece capire come tenesse tantissimo sia a me che a Marchese e mi diede un valido motivo per restare. Ci siamo quindi rimboccati le maniche e abbiamo riportato alla nostra corte Antonio Cusumano, ceduto durante la Stagione 1. Abbiamo poi ingaggiato Daniele Broccolo come DS e grazie a lui acquistato i vari Manduci, Seminaroti, Thomas Rafaniello, Trazza ed altri.” Ma una sorpresa era in serbo: Marchese e Schiattareggia non avvisarono tutti i giocatori dell’abbassamento dell’ingaggio e non inviarono loro la copia del contratto come da regolamento. L’Inter ha perciò subito una pesante sanzione: i soldi dei bonus dei giocatori non sarebbero stati aggiunti al budget della società milanese. Dopo un paio di cambi in panchina, fu scelto come allenatore l’interista Pietro Alaimo.
Questa storia non ha ancora un finale, ora l’Inter è in undicesima posizione, a 25 punti. Non è chiaro il destino di questa stagione: si trova alla stessa distanza dalla retrocessione e dalla Europa League, competizione nella quale ha passato i gironi. Solo in tempo ci darà una risposta.