El Loco, una nuova guida al comando del Como.

Oggi ai microfoni di Free Kick abbiamo Pierpaolo Palladino, da poco nuovo allenatore del Como.

Salve Palladino, grazie per averci concesso un’intervista e complimenti per il nuovo ruolo che ti è stato assegnato. Per rompere il ghiaccio in breve, presentato ai lettori che non ti conoscono e descriviti con un solo aggettivo.

In molti già mi conoscevano, in molti avranno avuto modo di conoscermi, ma per chi si fosse perso questo pezzo di storia, lo metto al passo con gli altri: Campione d’Europa U19 S3, capocannoniere Serie B S3, Scarpa d’oro S3, Bandiera del Brescia e miglior videomaker del Progetto – a mani basse – per contenuti.
Oggi anche allenatore del Como. Chiamatemi “El Loco“.

Complimenti. Una carriera straordinaria costellata di successi. il tuo curriculum parla chiaro: sei un vincente. Riuscirai a trasmettere questa tua dote ai giocatori?

I calciatori che ho trovato qui sono tutti predisposti ad essere attivi e trionfanti. Gli ho esposto le mie idee e i miei pensieri e ho raccolto solo reazioni positive da parte loro e della dirigenza.
Trasmettere le doti no, non la vedo così. Ognuno apprende a modo suo e sviluppa un carattere vincente (o meno) a modo suo. Diciamo che “vincere aiuta a vincere” ed io, in quanto a questo, so di cosa parlo e spero di raccogliere i risultati tanto attesi.

Hai parlato di giocatori con alto potenziale ma la stagione attuale è al di sotto delle aspettative sia in termini di risultati che di attività, come spieghi una cosa del genere? Su chi ricade la colpa a tuo parere?

Non mi piace puntare il dito, anche perché non ero presente. Diciamo che le colpe sono di tutti in questi casi: dalla dirigenza ai precedenti mister, finendo per i calciatori.

Come pensi di riuscire a fare in modo che una situazione come questa di inattività posso verificarsi di nuovo? E se dovesse per qualche motivo riaccadere, come dovresti affrontare la situazione?

Ma non ci sono inattivi, quindi non vedo il problema. Su 15 giocatori 10 sono attivi.
Essendo videomaker posso coinvolgerli così come abbiamo fatto a Brescia e San Marino. Due squadre con attività 100%.

Ottimo a sapersi, se dovessi quindi pensare ad un 300k all’anno ed un futuro da stella nella Serie A, quale tuo giocatore ti verrebbe in mente?

Forse i migliori in rosa: Ruggeri e Volpe. Se lavorano e seguono passo dopo passo gli step che offre Progetto Gaming, possono diventare giocatori ambiti dalle migliori squadre. Ovviamente cito loro due ma mi rivolgo anche agli altri in rosa.

Ti definisci più un allenatore in tuta o in abito?

Mi definisco un allenatore nudista.

Buono a sapersi. Come ti è sembrata la dirigenza sino ad ora?

Sono arrivato durante le feste di natale quindi era in preventivo la poca presenza di tutti, me in primis.
Terminati i due giorni clou e tornati alla realtà lavorativa ho alzato un pochino la voce per far si che il tutto fosse credibile, serio e professionale.
Non voglio dei dirigenti ragazzini che non sanno cosa fare, non sanno come muoversi e non sanno prendere di petto le situazioni. Voglio persone preparate che sappiano adeguarsi alle mie richieste ed ai miei modi di lavorare.
Per fortuna c’è stato Giovannini, che ha voglia di fare e ha voglia di migliorarsi. Il presidente è più occupato, lo sento poco.
Dopo la prima chiacchierata e gli obiettivi da raggiungere non abbiamo più avuto modo di parlare, ma di sicuro non mancherà occasione.
Dobbiamo iniziare un percorso tutti insieme, dove c’è fiducia nel lavoro altrui e volontà di rendere questa realtà, una realtà migliore.

Per finire l’intervista, rilascia una dichiarazione accattivante per tutti i tuoi avversari.

La dichiarazione che lascio è l’auspicio di ritrovarli tutti dietro al Como, che ha una gran voglia di rilanciarsi, una dirigenza pronta a far rimangiare le accuse subite in passato, giocatori volenterosi e un allenatore alla prima esperienza che ha il sangue agli occhi.
Con Grinta & Cuore la strada è spianata.

Grazie per il tuo tempo, auguriamo il meglio a te e al Como, avete un futuro brillante. Dimostrate a tutti quanto valete!


Focus Lucchese parla Antonio Praticò: ”E’ stato un inizio sorprendente ma tuttavia restiamo con i piedi per terra…”

Buonasera a tutti voi lettori e ben ritrovati su Free Kick, quest’oggi noi della redazione facciamo tappa a Lucca dove abbiamo il piacere di incontrare Antonio Praticò. Tempo fa abbiamo avuto il piacere di conoscere Antonio quando era in procinto di accasarsi alla Lucchese nel pieno del mercato invernale di S4, adesso ascoltiamo le sue parole ad un anno di gioco di distanza dal nostro primo incontro.

Ciao Antonio e bentornato nella nostra nuova redazione di Free Kick, un inizio pazzesco quello della Lucchese dopo aver passato una stagione intera nei bassi fondi della Serie B vi ritrovate in piena lotta promozione, ti aspettavi questo salto di qualità?

Un saluto a tutti! E’ vero, è stato un inizio sorprendente ma tuttavia restiamo con i piedi per terra. Ci alleniamo duramente e facciamo ciò che il mister ci chiede. Il salto di qualità probabilmente è avvenuto a livello mentale, diamo il 110% in allenamento e ciò che succede in campo ne è il risultato.

La rosa della Lucchese è rimasta comunque uguale a parte un paio di innesti mirati e ciò rende inspiegabile questo grande salto che avete fatto. C’è quindi da attribuire qualche demerito all’allenatore Deidda? Oppure quest’ultimo ha tirato fuori il coniglio dal cappello?

Gli acquisti hanno dato una bella mano ad un gruppo già solido e ben avviato, sebbene un po’ sfortunato in campo. Quest’anno abbiamo instaurato una bella sintonia grazie ovviamente al mister che ha saputo impartire il ritmo giusto e che ha saputo motivare alla grande tutta la squadra.

Un altro merito che ha avuto è quello di valorizzare ogni giocatore della propria rosa e te soprattutto sei uno di questi. Sei d’accordo su questa osservazione?

Certamente, l’allenatore ha saputo analizzare correttamente le caratteristiche della rosa a sua disposizione e ha trovato il posto giusto per ognuno di noi, ha preparato esercizi mirati e ha scoperto mettendoci in grado di esprimerle in campo le nostre qualità migliori. I risultati in campo sono quindi frutto di un’attenta analisi in allenamento.

Ci puoi raccontare un aneddoto particolare del tuo allenatore?

La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata il voler un colloquio personale privato con ognuno dei giocatori all’inizio della stagione. È stato davvero motivante, ha chiarito aspirazioni e ruoli, ma ha anche analizzato aspetti personali e di gruppo. È stata una cosa che ho apprezzato moltissimo.

Prendiamo spunto dal nostro ultimo incontro in cui ci hai detto di voler vincere con questi colori, quante possibilità avete secondo te di trionfare in Serie B quest’anno?

La volontà è la stessa, tuttavia sono molto scaramantico e quindi vi rispondo che si punta ovviamente sempre in alto, ma come al solito ogni obiettivo va conquistato sul campo quindi lasceremo che sia quest’ultimo a parlare.

Quest’anno troverai come pretendente alla promozione la tua ex squadra il Genoa, che per ironia della sorte affronterete subito dopo la pausa natalizia. Quali aspettative hai per questa partita? Vorresti vendicarti contro la tua ex squadra?

Sono sicuro che sarà una partita divertente e molto sentita a livello emotivo. Non scendo in campo con il dente avvelenato poiché ho concluso la mia avventura con il Genoa in buoni rapporti, tuttavia non farò sconti per nessuno quindi non aspettatevi che tolga la gamba nei contrasti. Come sempre – scherzi a parte – scenderemo in campo per i tre punti, poi il pallone è rotondo quindi per vincere bisognerà dare il massimo.

Per chiudere abbiamo parlato tanto del tuo presente qui nella Lucchese, ti vedi mai un giorno lontano dai rossoneri?

Sono un giocatore della Lucchese, mi trovo bene qui e non sento la necessità di trasferirmi. Certamente le lusinghe di altre squadre fanno piacere, ma se guardo al più immediato futuro mi vedo con la maglia della Lucchese.

Grazie Antonio per il tempo a noi dedicato e buon proseguimento di stagione.

Grazie a voi ragazzi!

Scritto da Gabriele Di Leo | Grafica di Raffaele Pascariello | Revisionato da Gad Hakimian

“IO, INATTIVO CHE SON IO!”

Buongiorno cari lettori di Free Kick. Oggi ci ritroviamo per parlare di un tema caro a tanti, soprattutto a chi si occupa di B e C. Quello degli inattivi.

Progetto Football Manager (che da ora abbrevieremo con PFM) è un gioco di ruolo dove si ha il compito di far fede al nostro ruolo o, come dicono gli affezionati, bisogna “ruolare”. Cosa vuol dire? Significa – in breve – utilizzare il nostro personaggio in game come se esistesse davvero, come se in quel momento non stessimo parlando con i nostri “IO” reali ma tramite il nostro “eroe”, prendendo il termine da altri giochi di ruolo. L’esempio più lampante potrebbe essere quello di Dungeons & Dragons, probabilmente il role game più famoso al mondo. Come si sviluppa il gioco? Un Master crea la trama del gioco narrandola e gli eroi utilizzano i loro personaggi immedesimandosi in essi per portare a termine le varie missioni. PFM si comporta in maniera molto simile dove i Master sono gli Admin che organizzano la trama del gioco e provvedono a portare avanti le sedute – nel nostro caso – il lunedì e mercoledì sera. Noi eroi ci idestreggiano tra autogoal e goal dell’anno.

Per chi ancora avesse dei dubbi su come si diventi “inattivo” all’interno del Progetto ecco la risposta. Lo si diventa non facendo “almeno” un commento in qualsiasi post sul gruppone o gruppo squadra. Per molti è una regola banale, per altri invece, assolutamente no. Nell’ultimo mese abbiamo sentito molti degli inattivi segnalati sulle varie liste e tanti ci hanno risposto che si trattava di un errore di chi avesse controllato ma – in alcuni casi – era proprio questa loro dimenticanza ad averli fatti risultare come tali. Lo scrivere sui gruppi Whatsapp, Telegram o Messenger non conta ai fini dell’attività come più volte ribadito.

L’impressione che si è avuta leggendo le risposte che a mano a mano arrivavano da parte degli inattivi (oltre a chi si proclamava attivo) erano abbastanza emblematiche poiché si trattava palesemente di una mancanza sulla conoscenza di base del funzionamento del gioco di ruolo. Tanti vengono attirati come sirene dalla possibilità di diventare calciatori di Football Manager, gioco a cui tutti noi almeno una volta abbiamo giocato, o visto giocare dal vivo, senza però capire il vero senso di ciò a cui stanno andando a prendere parte. Partecipare a PFM significa farne parte in tutte le sue sfaccettature, leggasi attività, nei modi e nei tempi che la vita reale ci permette di fare.

Tanti utenti hanno risposto che il sopraggiungere di nuovi impegni nella vita quotidiana non permetteva loro di essere partecipi come in precedenza. Ma la maggior parte degli utenti inattivi, seppur abbiano lodato il Progetto, si sono sentiti sopraffatti dalla mole di “lavoro” che sia necessaria per poter far parte dello stesso. La credenza più comune era che, una volta creato il giocatore, ce ne potesse quasi dimenticare e che la partecipazione fosse quasi un di più che si poteva dare o meno. La causa di questa incomprensione? Forse poca chiarezza nella presentazione del Progetto da chi tira in mezzo nuovi utenti o semplicemente persone poco avvezze ai giochi di ruolo e quindi legati solo alla parte calcistica del gioco manageriale più conosciuto al mondo. Ma PFM non è solo un gioco, è una vera community che si prefigge come intento quello di avvicinare nuove persone al mondo dei giochi di ruolo.

Di suggerimenti ne sono arrivati tanti durante questi colloqui: chi suggerisce di aumentare i bonus ai neoiscritti per non farli sfigurare troppo con i veterani, chi propone di utilizzare un unico social per tutto poiché li usa per lavoro e relazioni personali ed avere tutto “intasato” anche con i gruppi squadra diventa troppo impegnativo; altri ancora si sono stufati del Progetto perché lo trovavano monotono, sempre troppo uguale. Un suggerimento che io personalmente ho trovato molto interessante, per quanto l’opinione dello scrivente possa essere di poca rilevanza, è quella di utilizzare i primi minuti delle live per parlare della Serie C, eleggendo i giocatori della settimana e premiandoli, dando così un minimo di visibilità a quei giocatori che non si vedono mai in diretta.

Quello che forse ad inizio “avventura” non viene spiegato ai neofiti è che la loro eventuale inattività o abbandono totale del Progetto non va solo a loro discapito, ma va soprattutto alle squadre che li hanno tesserati le quali si ritrovano così a dover pagare un giocatore che occupa uno slot che però sarà depotenziato. Come ovviare – dunque – a questo problema? Probabilmente i tutor, oltre ai Direttori Sportivi e Presidenti che portano avanti le trattative, dovrebbero affermarne maggiormente i diritti, ma soprattutto i doveri del giocatore all’interno del Progetto; così come le squadre ed i relativi Staff dovrebbero cercare di tenere il più alto possibile il morale della truppa. I modi ci sono: si può stimolare un giocatore con la creazione delle pagelle con relative immagini dopo le partite, qualcuno potrebbe avere il ruolo della gestione delle pagine delle squadre sui social, altri occuparsi di grafiche, stimolare le persone ad avere più ruoli nel Progetto o ancora avere un “reporter” personale all’interno della squadra che di tanto in tanto pubblica un resoconto degli allenamenti e delle partite. Insomma, creare dei novelli Pellegatti per ogni squadra del Progetto. L’essere staff non vuol dire solo allenare o fare il mercato, ma anche quello di creare un ambiente stimolante per chi deve stare all’interno di uno spogliatoio.

Amici, colleghi e utenti tutti di PFM, per forza di cose non ci sarà mai il cento per cento dei giocatori attivi. Ci sarà sempre qualcuno che per motivi di forza maggiore non potrà essere attivo come noi vorremmo; ma se tutti facessero uno sforzo in più, questo sarà ripagato in termini di attività. E un giocatore attivo in più significa uno spogliatoio brulicante di desiderio di giocare, che sarà motivo di crescita personale di chiunque farà parte di questo incredibile progetto chiamato Progetto Football Manager.

Scritto da Edoardo Pessano | Revisionato da Gad Hakimian

Welcome to Torino con Daniele Collano, Andrea Ciavarella ed Enrico Ferrara.

Buonasera e ben ritrovati su Free Kick. Quest’oggi ci spostiamo a Torino dove avremo il piacere di conoscere tre nuovi componenti della squadra granata: Daniele Collano, Andrea Ciavarella ed Enrico Ferrara.

Salve a tutti, io sono Francesco Avogaro giornalista di Free Kick. Iniziamo subito con le presentazioni.

[Collano]: Ciao sono Daniele Collano presidente del Parma e della Juve Stabia Warriors, presidente della lega di Serie C e fondatore del giornale Offside.

[Ciavarella e Ferrara]: Ciao!

Cosa vi ha spinto ad accettare il Torino, ci potete spiegare i motivi di questa scelta?

[Collano]: Questa è stata una scelta di amicizia, sopratutto per Terlati, un mio grande amico; poi riconosco che è una grandissima società, con tanti miei amici come Benedetti, Conte, Figoni e Sedda.

[Ciavarella]: Sono un grande amico di Conte e lo conosco pure di persona, prima di essere del Torino giocavo nella Fiorentina di Pusceddu D. e Iadicicco e poi adoro l’affiatamento del gruppo.

[Ferrara]: Sono al Torino grazie a Benedetti (per gli amici Benny), un mio amico ed ex compagno di classe. Ricordo che siamo entrati nello stesso anno nel Progetto, nella seconda stagione. Lui al contrario mio è sempre stato molto attivo, e per questo ora ha una bella scheda e ricopre ruoli importanti.

Raccontatemi i vostri obiettivi per questa stagione e qualche fun-fact.

[Collano]: Come obiettivo spero di far bene al Toro, spero di diventare un leader per questa squadra. Il gruppo è molto unito e questo mi aiuterà a crescere. Nel Progetto ci sono tanti episodi divertenti, raccontarne uno è difficile, però posso dire che con Gallarato succedono spesso episodi divertenti.

[Ciavarella]: La speranza è quella di rendermi utile al Torino, più di quello che ho fatto nella Fiorentina. Come detto qui il gruppo è molto solido e credo che sia facile raggiungere i nostri obiettivi insieme.

[Ferrara]: Il mio obiettivo è quello di rilanciarmi come giocatore, migliorando la mia scheda seguendo più le live ed il Progetto in generale. Ricopro il ruolo di terzino, sia destro che sinistro, e al Toro ho due pilastri come Sedda e Terlati davanti a me da dover superare. Spero di poter tornare utile alla squadra e al mister Sedda. Il fun-fact è che Benedetti è manesco, più che manesco non dosa la forza quando ti dà una pacca sulla spalla oppure ti stringe la mano in modo amichevole.

Secondo voi com’è il lavoro svolto dal mister Giacomo Sedda fino ad ora? Credete che sia sufficiente il suo operato per puntare in alto in classifica?

[Collano]: il lavoro di Sedda ha i suoi frutti, gestisce molto bene il Toro e la nazionale del Messico, è un grande allenatore. D’altro canto dobbiamo fare qualcosa in più, quindi gli darei un 7; farei giocare di più Collano se fossi in lui, dobbiamo puntare almeno all’Europa League, ci dobbiamo dare una svegliata.

[Ciavarella]: Sapeva che sarebbe stata una stagione con delle difficoltà e non lo ha mai nascosto, dopo un inizio traballante però ha saputo riprendere in mano la situazione. Credo che con le sue capacità, e con l’aiuto di tutti, si possa tranquillamente arrivare in una situazione di classifica che più compete al Torino. Eliminare Conte sarebbe un bel passo avanti.

[Ferrara]: In questo momento il Torino è in gran forma, e credo che Sedda ci possa portare ancora più in alto. Secondo me è un gran mister che riesce a far rendere al meglio tutti i giocatori della squadra, tranne Angela, lei è forte solo con De Donatis.

Termina qui l’intervista di presentazione dei tre nuovi ragazzi del Torino, per scoprire di più sull’universo granata continuate a leggere Free Kick.

Scritto da Francesco Avogaro | Revisionato da Gad Hakimian

Un Progetto da Record

Ciao Alessandro, grazie della disponibilità per l’intervista. Iniziamo subito con qualche domanda. Progetto Football Manager: perché è nato, e di chi è stata l’idea?

Ciao Gad, è un piacere. Progetto Football Manager nasce dall’intesa tra me e Filippo: io avevo già iniziato a portare FM su Twitch quando conobbi Filippo (venne live per giocare con me) e poi, informandomi su quel che faceva, scoprii il Drink Team e la sua idea di modificare il database per inserire utenti di Facebook nel team e dare così un “seguito” social. Tutti noi (o quasi) abbiamo provato a inserire noi e gli amici in qualche DB, ma pochissimi hanno pensato di coinvolgere “estranei” nel Progetto come ha fatto Filippo. Io non ho fatto altro che dirgli: “ok, bello con una squadra… ma allora perché non con tutta la A, la B, la C, ecc.?”. Ed eccoci qua.

Incredibile, ti risvegli una mattina con 2.500 membri nel tuo server Football Manager devi sentirti una superstar immagino. Entriamo ora nel vivo dell’intervista. Stamattina leggevo un articolo che citava personaggi a me personalmente ignoti, tali: Markus Persson, Christopher Cook, Wes Copeland e tanti altri… Sai chi sono queste persone, ma sopratutto sai cos’hanno in comune?

In realtà no, non c’è motivo per cui mi debba sentire una superstar: Progetto FM va molto bene ma non è solo merito mio e nulla è per sempre, non bisogna mai sentirsi arrivati. Ehm… se chiedo a zio Google mi aiuta lui, ma non ci sarebbe gusto. Sorry… chi sono questi?

A dirla tutta neanch’io avevo idea di chi fossero queste persone, quindi mi sono informato meglio. Questi sono giocatori professionisti di vari videogiochi che hanno stabilito un record nei rispettivi ambiti, e che di conseguenza sono stati premiati nei Guinness World Records. Come tutti sappiamo Progetto Football Manager vanta di possedere il server con il maggior numero di partecipanti, e quindi la redazione di Free Kick pensava di proporre Progetto Gaming nei Guinness dei Primati! Che ne pensi?

Ci avevo pensato, in effetti: potremmo competere sia come “campagna GdR con più giocatori” che “torneo on-line con più iscritti”, ma dovremmo informarci meglio. Se pensate di farlo, avete tutto il nostro supporto, ovviamente!

Sarebbe un’idea fantastica! Perché è chiaro che il primato andrebbe a Progetto Gaming, com’è giusto che sia, ma a vincere il premio andrebbe a tutti i membri del Progetto di ieri, oggi e domani.

Sicuramente: un gioco non è niente senza i giocatori.

Allora direi che si può già iniziare la candidatura per i Guinnes e incrociare le dita. Quanto pensi si possa espandere ulteriormente il numero di membri nel torneo?

Ci sono due strade percorribili: la prima prevede che si crei un progetto in ogni paese e questi siano collegati tramite Coppe Europee tra club umani di diversi paesi e Calciomercato unico internazionale. La seconda via prevede di avere due database distinti: uno per A e B e uno per C e D, aumentando le sere di live (magari una per A-B e due per C-D) e potendo così avere molti più giocatori. Al momento siamo più orientati sulla prima ipotesi, ma non escludo che in futuro verranno percorse entrambe.

Non vediamo tutti l’ora di assistere a questa espansione, sarà storica. Per concludere, vedi una strada in salita o in discesa in tema di allargamento del Progetto?

Sicuramente in salita. Per ampliare il Progetto in altri paesi (o anche aumentare di molto il numero di giocatori in Italia) serve uno staff molto potenziato: comunicare bene, ragionare su regolamenti inizialmente più snelli per i nuovi paesi, trovare i caster adatti per le live e molto altro. Se fosse semplice, ora saremmo già ovunque, anche in Perù solo per vedere Franceschi CT.

Avete dimostrato di essere uno staff incredibile, sono sicuro che saprete gestire al meglio qualsiasi problematica prendendo sempre la decisione migliore per il Progetto. Per oggi è tutto, grazie per la disponibilità e grazie per tutto il lavoro che fate per noi; speriamo che questo impegno venga ripagato un giorno con un Guinness World Records.

Viene ripagato ogni giorno quando vediamo tanti in live o che si divertono nei gruppi squadra o gruppone. Poi ok, non nego che il World Record mi tenti. Grazie di tutto, a presto!

Scritto da Gad Hakimian


Tanz Tanz Tanzmania

Buonasera, qui ai microfoni di Free Kick abbiamo il neo allenatore della Pro Vercelli Mattia Tanzmann, e il portiere Campostrini.

Mister, una domanda a bruciapelo, lei è stato appena esonerato dal Livorno del presidente Mayor, eppure il suo andamento era da zona play-off, si aspettava una chiamata così rapida da parte di un’altra squadra di C, tra l’altro affiliata della Juventus?

[Tanzmann]: Innanzitutto grazie per avermi dato la possibilità di dire la mia, quando mi è stato notificato l’esonero non ero felice ovviamente; ma cerco sempre di metterci tutto me stesso, per questo quando fallisco me la prendo con me stesso. La chiamata della Pro Vercelli è arrivata nel momento perfetto, perché per sconfiggere una delusione ci va subito un nuovo progetto, una nuova sfida, e io sento di poter fare bene con questa squadra.

I presidenti di Juventus e Pro Vercelli non hanno avuto dubbi nella scelta del nuovo tecnico, hanno visto in lei la strada per riagguantare i Play-Off per la seconda stagione consecutiva, sente il peso di mamma Juventus sulle spalle?

[Tanzmann]: Sono onorato per aver ricevuto questo incarico, la presidenza della Pro Vercelli ha dimostrato fiducia massima nella mia persona e io ho l’obbligo di ripagarli con risultati positivi. Avere alle spalle una società importante come la Juventus, non può che essere motivo di impegno e dedizione.

Mister, so che lei è appena giunto qui, prime impressioni?

[Tanzmann]: Ho apprezzato tanto il gruppo, i ragazzi sono molto uniti tra loro e c’è un clima davvero positivo. Non potevo chiedere accoglienza migliore.

I tifosi l’hanno accolta bene seppur qualcuno mostra del malumore perchè non crede che lei sia la persona adatta, ha qualcosa da dire a riguardo?

[Tanzmann]: Quando vieni esonerato da una società è matematico che la tifoseria della squadra che ti darà l’incarico successivo abbia dei dubbi e sia contraria, sta a me dimostrare il mio valore e rendere la squadra più competitiva possibile.

Ha avuto modo di parlare con la squadra? quali sono le sue prime impressioni?

[Tanzmann]: Ho parlato con i ragazzi, sorridenti e con tanta voglia di vincere. Unico neo, i numerosi barattoli di Nutella sparsi qua e la nel centro sportivo di allenamento. Ho provveduto personalmente a requisirli tutti e nasconderli, torneranno ad assaporare il buon petto di pollo e insalata.

La dirigenza le ha imposto un obiettivo?

[Tanzmann]: Unico obiettivo è la serenità del gruppo e il buon esempio. Se poi ci aggiungiamo anche una bella promozione in B, beh tutto di guadagnato no, lei non crede?

Beh si, sarebbe la ciliegina sulla torta in effetti. Avete perso la prima partita ma ovviamente lei non ha avuto il tempo di insegnare il suo credo calcistico ancora nella mente dei suoi giocatori. Cosa si aspetta già dalla prossima partita da loro?

[Tanzmann]: Beh si, diciamo che non ho avuto il tempo di provare schemi e dare direttive particolari di allenamento o in partita. Dalla prossima, proverò a influenzare un po’ quello che è il mio stile di gioco. Speriamo di portare a casa i primi tre punti.

Grazie mister per il suo tempo. Passiamo il microfono al portiere della Pro VercelliAlex Campostrini

Salve, ho una domanda per lei, al ritorno dal fine settimana ha trovato un nuovo allenatore, il vecchio si è dimesso per motivi personali e ha indicato il signor Tanzmann come suo successore, è pronto a difendere i pali della porta per lui?

[Campostrini]: io sono sempre pronto a difendere i pali della Pro, che ci sia un mister come Tanzmann alla guida della nostra squadra è un onore, e io vi assicuro che riuscirà a farci arrivare a un livello molto alto e competitivo.

Nella scorsa stagione siete stati la rivelazione di fine campionato arrivando ai play-off e sfiorando il sogno promozione. Quest’anno la sfortuna sembra perseguitarvi, cosa vuole dire ai suoi tifosi per rassicurarli?

[Campostrini]: Ai tifosi voglio solo dire che io e la squadra non li faremo pentire di tifare per il leone che abbiamo disegnato sulla maglia, e – come i leoni quando hanno fame – ci riprenderemo quello che è di nostra proprietà!

Il nuovo tecnico ha detto che ha deciso di puntare sui giocatori attualmente in rosa, non ha chiesto rinforzi perché crede in voi, ritengo che sia una bella dose di fiducia per voi e vi aiuterà ad auto migliorarvi, non crede?

[Campostrini]: Il mercato non mi interessa e sono sicuro che qualsiasi cosa voglia dire e fare il mister sia solo per il bene della nostra squadra, perciò ho la massima fiducia in lui e nelle decisioni che prende.

Ultima domanda, qual è il suo obiettivo per questa stagione?

[Campostrini]: Mantenere la porta della Pro Vercelli inviolata e condurre la squdra alla conquista di questo campionato! Parola di capitano!

Grazie mille al mister Tanzmann e al capitano Campostrini. qui dai microfoni di Free Kick è Toro San che vi saluta e vi da appuntamento alla prossima.

Scritto da Stefano Santoro | Revisionato da Gad Hakimian

Francesco Siciliano: 34 anni con la voglia di stupire ancora

Questa sera su Free Kick abbiamo con noi un pilastro della Sampdoria, centrocampista ed ex capitano blucerchiato che si è distinto anche con la maglia della nazionale; quest’oggi con noi abbiamo Francesco Siciliano.

Ciao Francesco, benvenuto su Free Kick, partiamo subito con la nostra prima domanda: toglici una curiosità, nonostante tu abbia soltanto 34 anni riesci ancora a fare giocate di classe come l’ultima che ti ha visto protagonista nella partita vinta dalla tua squadra contro l’Avellino, puoi dirci quale pozione magica prendi?

Ciao Gabriele, grazie per avermi concesso questa intervista e grazie per i complimenti. Diciamo che essendo un primavera di 34 anni, se non dai il 110% sin dagli allenamenti è veramente difficile rendere ancora al top. Dietro di me ci sono tanti giovani in rampa di lancio che sicuramente saranno il futuro della Sampdoria e se non ti impegni al massimo rischi di non poter aiutare al meglio la squadra.

Toglici una curiosità, nella Sampdoria sei conosciuto per via del tuo soprannome “Ciccio il mastino” ci puoi svelare il motivo?

Il motivo dovreste chiederlo al mister Nicola Filippone. In realtà per il mio modo di giocare sono tutto tranne che un mastino però è un soprannome che mi piace, perché nonostante abbia caratteristiche diverse, il mio giocatore gioca comunque con tanta cattiveria agonistica e grinta da vendere.

Hai citato mister Filippone, ci puoi descrivere un suo pregio e un suo difetto?

È un uomo di gran cuore, sempre disponibile, e che mette tanta passione in tutto quello che fa. Dal suo arrivo qui sono passate 4 stagioni dove è sempre riuscito a portare un grande entusiasmo alla squadra, e se sono qui dopo 5 stagioni lo devo soprattutto a lui. Mentre trovare un difetto ad un calabrese è abbastanza facile, Nicola è un testardo come pochi e quando ha un’idea in testa non ascolta nulla e va avanti per la sua strada, ma un allenatore e presidente così non lo cambierei mai per nessun altro al mondo.

Sei stato anche il capitano della Sampdoria nella passata stagione, pensi che tu abbia ben interpretato questo ruolo? E soprattutto pensi che Alessio Costantino, tuo successore, sia adatto nell’interpretare questo difficile ruolo?

Essere stato il capitano della Sampdoria per me è stato un grandissimo onore, credo di aver interpretato al meglio il ruolo trasmettendo a tutti i miei compagni cosa vuol dire far parte della famiglia Samp. Su Alessio c’è poco da dire, è un Doriano nato e tifa la Samp anche nel fuffa. La Sampdoria non potrebbe avere capitano migliore di lui, è un grande.

Parlando di questa stagione ancora in corso, quali sono i gli obiettivi della tua squadra e dove pensi che si posizionerà in campionato?

La classifica momento non è certo delle migliori, ma io sono ottimista per natura e penso che potremmo dire la nostra per quanto riguarda la lotta all’Europa League, meritiamo di giocare nei grandi palcoscenici; lo merita tutta la famiglia Doriana e speriamo sin da quest’anno di riportare in alto la Sampdoria.

E te invece hai già pensato cosa farai termine di questa stagione? Ti ritirerai?

Ancora non lo so sinceramente, il ritiro non è tra i miei pensieri al momento. Mancano ancora tanti mesi prima della fine del campionato e mi sento ancora in forma come se avessi 18 anni; poi a fine campionato vedrò come reggerà il mio corpo e tirerò le somme. Prima però voglio cercare di riprendermi il posto in nazionale e portare la Sampdoria nella parte sinistra della classifica.

Per concludere voglio farti una domanda rivolta soprattutto al ct dell’Italia Alberto De Donatis, quale apporto potrà dare Francesco Siciliano alla nazionale soprattutto in ottica Euro 2020?

Già essere nerazzurro come lui non basta? A parte gli scherzi Francesco Siciliano ad Alberto De Donatis potrà dare l’esperienza e la voglia di fare gruppo che soltanto un 34enne potrà dare, ma soprattutto la consapevolezza che se dovessi essere convocato non darò il 100% ma il 150% perché io l’europeo non lo voglio giocare, lo voglio vincere.

Dopo questa ultima domanda chiudiamo l’intervista, grazie Francesco per il tempo a noi concesso e buon proseguimento di stagione.

Grazie a te Gabriele è stato un vero piacere essere stato intervistato da te, un saluto a tutti i lettori di Free Kick.

Scritto da Gabriele Di Leo | Revisionato da Gad Hakimian

Guardiani Della Galassia Vol.III – L’universo dei CT

Salve a tutti. Oggi ai microfoni di “Freekick” ritroviamo i due CT delle nazionali minori: Daniele Fulco e Arnaldo Figoni, che la settimana scorsa hanno avuto il loro debutto sulle rispettive panchine.

Allora allenatori? Com’è stato? Anche se avete vinto con molti goal di differenza la prestazione dei ragazzi vi ha convinto o vorreste cambiare qualcosa?

[Arnaldo Figoni]: Mi aspettavo di vincere, ma non con così tanto distacco! L’unica cosa che ho da rimproverarmi è che non sono riuscito a farli scendere tutti in campo. A parte quello, tutto ok direi.

[Daniele Fulco]: La prima volta non si scorda mai. La netta vittoria contro la Francia ha gasato i ragazzi che hanno saputo replicare poi contro l’Olanda. Come Arnaldo, anche io ho il rimpianto di non aver potuto schierare in campo tre ragazzi, e alla prossima Di Mauro, Cirone e Hakimian saranno sicuri convocati. Per il resto è andato tutto come previsto in ottica match di qualificazione agli Europei U19 in Irlanda Del Nord. “Testa alta e giocare a calcio” Cit.

Daniele, l’ultima persona che ha detto quella frase non ha fatto una bella fine, quindi eviterei (ride ndr.), sono felice per voi. Dopo l’ultimo viaggio in Olanda per l’U19, non farei fare nessun controllo antidoping se no il #fulcout è assicurato.
Tornando a noi; siete molto contenti della vostra vittoria e questo lo abbiamo capito, ma se non vi procuriamo qualche problema non saremmo un vero giornale, ordunque ditemi, siete più felici di aver vinto con la nazionale o col vostro club? Cosa preferite tra le due?

[Arnaldo Figoni]: Al momento, avendo vinto solo col club – in c*lo a voi letterati inglesi di stam****ia – non posso paragonare le cose. Se vincerò con la Nazionale, posso dirvi come ci si sente ad aver vinto sia col club che con la maglia azzurra.

[Daniele Fulco]: Preferisco vincere come utente. Qualunque vittoria, che sia da calciatore o staff, è per me un risultato raggiunto. Sono Daniele, sono un mister, sono un calciatore, sono un presidente, sono un Messicano! È come se avessi non lo so, un Daniele 1 e un Daniele 2.
L’importante è che Daniele faccia il suo dovere. L’unica nota negativa è quel cabron di Seddas che vanta un Clownz qualsiasi e non il suo erede sulla panchina della U19. Gli altri segnano e io faccio il lavoro sporco, uccidendo e sotterrando i nemici del Mexico.

Quindi, tra spacci di droga, insulti e cose illegali di vari tipi, arriviamo al punto importante che tutti stanno aspettando: quanto cambieranno le vostre convocazioni per le prossime partite della nazionale? Rivoluzionerete tutto o cambierete pochi giocatori?

[Arnaldo Figoni]: Cambierò leggermente il criterio di valutazione. Oltre a premiare i primi undici meglio classificati – per ruolo – della Top 100 live, mi farò aiutare su quella che è l’attività dei gruppi squadra. Spesso molti giocatori decidono di postare tutti i loro contenuti lì dentro per non farseli cancellare. Così facendo, però, io che sono CT di una Nazionale under, e non avendo poteri da admin, mi si riduce notevolmente il raggio d’azione. Prenderò spunto da Daniele e confermerò già tre dei ventitre che saranno chiamati. Pisati, Zazzaro Alfano e Leo Vecchio sono rimasti in panchina ingiustamente per colpa mia, quindi posso già dirvi che saranno chiamati.

[Daniele Fulco]: Cambierò diversi giocatori con alcuni ritorni ed altre novità. Amichevoli o qualificazioni, devono giocare tutti. Confermerò Di Mauro in porta, Cirone in difesa e Hakimian in attacco perché hanno giocato 0 minuti in entrambe le partite. Il maledetto server mi ha sconvolto tutto e ci sono finiti in mezzo loro. Essere convocati senza giocare è peggio di non essere convocati proprio secondo me. Sono molto attento all’attività di tutti ma vorrei fare una dovuta precisazione: non serve farsi notare in maniera ridicola, fate attività concreta e partecipate per amore del gioco, non solo per essere convocati in nazionale. Non mi garbano i ruffiani.

Da queste due partite credo vi sarete già fatti un idea su quello che sia l’organico delle vostre nazionali. C’è qualcuno che tenete particolarmente sott’occhio da considerare il vostro pupillo?

[Arnaldo Figoni]: Tengo tanti nomi d’occhio. Ci sono tanti ragazzi che credevo fossero fulconabili – termine coniato esclusivamente per definire i giocatori suoi – e quindi non ho considerato. Di quelli che ho chiamato sono stato rimasto piacevolmente sorpreso da Nisi, Bazzani e Giubbi. I top player che ho portato dalla A, alla fine non riservano troppe sorprese. I ragazzi della B hanno saputo tranquillamente tenere alto il livello di qualità della rosa.

[Daniele Fulco]: Per quanto concerne la mia nazionale non esistono pupilli. Tutti gli attivi hanno le stesse possibilità e tutti partono dalla stessa linea di partenza. Se parliamo di elementi più attivi di questa prima spedizione, Katiuscha Carta è stata la più partecipe nel gruppo. Per essere una nuova utente ha avuto un impatto impressionante ed è un bene avere utenti così tanto attivi. Ciò non significa che avrà un trattamento di riguardo anche perché chi entra in nazionale è perché se lo merita, non perché lo convoco io. Io rispetto soltanto le regole etiche e morali di Progetto FM e punto alla meritocrazia.

Con il poco tempo a vostra disposizione in che modo credete di poter impostare i prossimi allenamenti nei pochi giorni che avete?

[Arnaldo Figoni]: Non potendo allenare la squadra direttamente, mi rimetto a quelle che sono le statistiche migliori che hanno. Non impongo ruoli predefiniti. Faranno quello che sono più bravi a fare. Non chiederò a un centrocampista difensivo di fare la mezzala o viceversa.

[Daniele Fulco]: Spesso l’azione più semplice è quella più efficace. Metto il giocatore giusto nella posizione giusta e lo lascio libero di esprimersi seguendo pochi dettami tattici. Per gli allenamenti li aspetterò in campo con la cinghia in mano.

Se decidessero di inserire la regola del minutaggio minimo anche in nazionale, sareste capaci secondo voi di gestirla al meglio?

[Arnaldo Figoni]: Non credo ci saranno di questi problemi. Altrimenti ne convocavo undici.

[Daniele Fulco]: E che c vó? Giocheranno tutti, dormo su mille cuscini. Possibilmente portatemi cibo e tanta, tanta birra please!

Per concludere vi chiedo se ritenete consono usare in nazionale contro la CPU le tattiche che si usano nelle leghe o preferite creare un vostro assetto tattico?

[Arnaldo Figoni]: Non faccio distinzione. Anzi, userò la nazionale per darmi modo di provare nuove soluzioni tattiche che poi andrei a utilizzare nel club.

[Daniele Fulco]: Cerco sempre di usare tattiche mie personali anche perché non è detto che quelle buggate funzionino per forza. Sono più performanti ma non sono imbattibili e l’ho testato io sia quando le ho utilizzate sia quando le ho affrontate.

Vi ringrazio per il tempo concessoci, alla prossima!

Scritto da Salvo Crescimone | Revisionato da Gad Hakimian | Grafica di Marco Ternullo

Spezia: “Torneremo grandi!”

Buongiorno cari lettori di Free Kick, oggi andiamo a conoscere il nuovo allenatore dello Spezia.

Buongiorno mister e benvenuto sulla panchina dello Spezia! Innanzitutto ci parli di lei e delle sue esperienze nel Progetto!

Buongiorno a tutti voi! Grazie mille, sono onorato e carichissimo per questa nuova avventura! Dunque, nel Progetto, oltre allo Spezia, alleno il Bari in Serie A dalla prima metà della S3; in precedenza ho allenato in Serie B nella Spal e nel Modena.

Una carriera molto importante! Perchè lo Spezia ora? Cosa l’ha spinta ad accettare l’incarico?

Per prima cosa, io ed il presidente Di Leo siamo amici e giochiamo insieme alla Sampdoria, in più lo Spezia è stata la mia prima squadra da calciatore e viene da stagioni poco felici. Mi piacerebbe riportarla quanto meno in B!

Data questa vostra amicizia, raccontaci un aneddoto divertente sul presidente! I nostri lettori bramano per sapere qualche curiosità su di lui!

Beh il presidente è venuto alla Sampdoria per vincere, ma ha scelto la squadra sbagliata perché l’allenatore (Nicola Filippone) non sa allenare!

Chiaramente auguriamo a tutta la Sampdoria di avere presto successo! Torniamo al suo nuovo incarico. Ha già potuto tastare il polso dello spogliatoio? Com’è il gruppo? Maniaci psicopatici o ragionieri pettinati?

Per ora è ancora presto per dare una risposta definitiva. A primo impatto sembrano dei gran bravi ragazzi che vogliono tornare a vincere.

E lei si fida di queste facce da “bravi ragazzi”? Di solito i serial killer sono i meno sospettabili!

Ovvio mi fido sempre dei miei giocatori e poi chi lo dice che io stesso non sia un serial killer?

In effetti potrebbe essere il nuovo assassino del prossimo libro di Donato Carrisi. Obiettivi nell’immediato e a lungo termine?

Nell’immediato bisogna a tutti costi risalire in classifica ed arrivare in zona playoff. Poi mi sono prefissato di provare a migliorare l’attività della squadra che in un gioco di ruolo come questo è l’aspetto più importante. Preferirei creare un gruppo che sia coeso e che si diverta rispetto ai risultati.

Ha già in mente qualche operazione di mercato? La rosa si adatta alla sua idea di calcio o bisognerà cambiare qualcosa a gennaio?

Qualcosina a gennaio si farà, ma già così la rosa mi soddisfa e può fare bene!

<< Scrive su un foglietto che il presidente è spilorcio e non gli vuole comprare nessuno! >>

Molto bene! La ringrazio del tempo che mi ha dedicato e le faccio i miei auguri! A presto e buon lavoro!

Grazie a lei e un saluto ai lettori di Free Kick!

Scritto da Edoardo Pessano | Revisionato da Gad Hakimian

Monza: quando una città non vive solo di motori

Buongiorno cari lettori di Free Kick oggi ai nostri microfoni abbiamo: Alessandro Fumagalli, Daniele Atalanta e Marco Casetta rispettivamente: Presidente, Direttore Sportivo e Centrocampista del Monza PG.

Benvenuto ai microfoni di Free Kick, intanto presentati: chi sei all’interno del Progetto?

[Marco]: Grazie! Sono un giocatore del Monza, Serie C/A, sono un difensore centrale / regista di centrocampo e in-game ho 23 anni.

Siccome sei entrato dalla S4, come pensi che si è evoluto il Progetto?

[Marco]: Ho visto molte persone iscriversi al Progetto dopo di me, e quindi molte squadre della nostra categoria hanno potuto inserire nuovi giocatori nelle loro rose; anche noi a Monza abbiamo avuto due innesti (Luca Fumagalli e Mirko Parravicini) che spero possano aiutarci a fare bene. Nella scorsa stagione sono entrato che il campionato era già a metà, e quindi non ho potuto dare il contributo che speravo; quest’anno invece voglio provare fin da subito a dare una mano importante alla squadra.

Invece adesso una domanda per Presidente e Direttore Sportivo: cosa vi aspettate a livello di squadra visto l’andamento del campionato?

[Alessandro]: Buongiorno. Sicuramente abbiamo tanta voglia di fare bene e abbiamo l’organico per farlo. Ad oggi in campionato ancora non abbiamo trovato i 3 punti ma so che – avendo tante partite in poco tempo, e una rosa da solo 15 giocatori – è complicato. Insieme al Mister Battiata e DS Daniele, stiamo costruendo un progetto che va oltre i risultati.

[Daniele]: Siamo molto tranquilli, per quanto riguarda la stagione attuale. Al momento siamo un po’ in basso, ma è dovuto comunque anche alla rosa di 15 giocatori e alle coppe, dove attualmente stiamo andando bene. Abbiamo piena fiducia nell’allenatore! Puntiamo ad acciuffare quei Playoff, che la scorsa stagione sono sfuggiti per un nulla. La squadra ora è rodata ed ha formato un bel gruppo; siamo sicuri che si potrà fare bene!

Tornando a Marco: cosa ti aspetti quest’anno a livello personale e a livello di squadra?

[Marco]: A livello personale, mi aspetto di segnare il primo gol nel Progetto, e riuscire a superare la doppia cifra negli assist. Come squadra, l’obbiettivo minimo in campionato è di accedere ai playoff, mentre nelle coppe bisogna cercare di mantenere vivo il sogno di andare il più lontano possibile e giocare in qualche stadio importante.

Ti immagini un giorno con la maglia azzurra?

[Marco]: Sarebbe un obbiettivo che se, grazie alla squadra, riuscissi a raggiungere, ne sarei veramente orgoglioso.

Grazie del tuo tempo. Tornando a Daniele e Alessandro; nella stagione precedente il Monza ha raggiunto il tetto di 1,5 M. Visto che avete in mente un progetto al di là dei risultati, sperate di raggiungere i 2M in questa stagione?

[Alessandro]: La speranza c’è sempre. Le difficoltà pure. Dico questo perché la Serie C ha poca visibilità e di conseguenza pochi ragazzi che riescono ad avere tanti bonus. Sicuramente noi sproniamo tutti a dare il meglio e investire tempo, non solo per noi ma soprattutto per loro ed il loro avatar.

[Daniele]: Personalmente ci spererei, ma so che sarebbe complicato. La scorsa stagione siamo comunque stati una delle squadre di C con i bonus maggiori. Sarebbe utopico voler sfondare i 2 milioni, ma penso che realisticamente possiamo raggiungere nuovamente il milione e mezzo di bonus! Anche perché a memoria, solo una squadra di C sfondò il muro dei 2 milioni la scorsa stagione.

Grazie mille per l’intervista. Noi di Free Kick vi facciamo i complimenti per la passata stagione e vi auguriamo il meglio per le stagioni future. Dimostrate a tutti chi siete!

Scritto da Alessandro Aiello | Revisionato da Gad Hakimian