Emanuele Ietto: ”non mi aspettavo di poter lottare per il titolo”

Buonasera e bentrovati su Free Kick, quest’oggi ci spostiamo in Puglia più precisamente a Bari pronti a raccontarvi la favola di una squadra che pur partendo a fari spenti e senza favori del pronostico si trova a pochissimi punti dalla Lazio capolista e in piena bagarre per una qualificazione alla prossima Champions League. Parleremo di tutto ciò con l’ospite di questa sera, numero 10 e capitano del Bari Emanuele Ietto

Ciao Emanuele e benvenuto su di Free Kick, dopo il nono posto in S4 nessuno di noi si aspettava la tua Bari stazionare tra le prime posizioni in classifica e in piena lotta scudetto, sei sorpreso per quanto sta accadendo quest’ anno? Ma soprattutto ti aspettavi di poterti giocare lo scudetto contro una corazzata come la Lazio?

Ciao Gabriele, guarda sinceramente non sono molto sorpreso, sapevo che la squadra si sarebbe trovata in ottime mani con la nuova presidenza e soprattutto è stato fatto un ottimo mercato ad inizio stagione. Devo dire però con tutta onestà che non mi aspettavo di poter  lottare per il titolo a questo punto della stagione, si tratta di una piacevolissima sorpresa.

Hai parlato della nuova presidenza che si è data subito da fare per rinforzare questa squadra e renderla competitiva ma che ha anche dovuto cedere diversi giocatori uno tra questi il tuo amico Ivan Torcolini, secondo te poteva essere l’elemento in più per tentare l’assalto allo scudetto?

Innanzitutto ci tengo a fare un saluto ad Ivan che sta diventando famoso in quel di Milano come “uomo dai gol inutili” (ride). Comunque parlando seriamente, sarebbe stato un elemento prezioso, ma ha voluto una fare  una scelta di cuore scegliendo l’Inter e come si dice al cuor non si comanda

Negli ultimi anni la squadra è cresciuta tantissimo e te soprattutto sei uno di coloro che sei esploso sotto la sapiente guida di Samuele Tomassetti il tuo attuale allenatore, come si comporta Samuele come Allenatore, mi sapresti dire un suo pregio e un suo difetto?

Samuele è un validissimo allenatore attento ai dettagli e non ha nulla da invidiare ai top allenatori tanto celebrati del Progetto, quest’anno in particolare sta facendo vedere tutte le sue qualità manageriali. Difetti per ora non saprei dirtene, se a fine stagione non raggiungiamo un risultato soddisfacente ci riaggiorniamo (ride)

Poi sussurra sottovoce

sarebbe stato bello distruggere il buon Tomassetti ma sono troppo buono e poi se esagero mi relega in panchina

Sei il numero 10 e capitano della tua squadra, cosa vuol dire e come deve essere un capitano secondo te? Ci sta un modello a cui ti ispiri nel calcio fuffa?

Innanzitutto devo precisare che il vero capitano del Bari resta il buon Mirko Ambrosi che purtroppo causa sciatica gioca un pò di meno in questo periodo, comunque portare la fascia da capitano del proprio club è un onore ma anche un onere, infatti servono carisma personalità e inevitabilmente anche tanta qualità per meritarsela ed esserne degno. Mirko pur giocando meno di prima è un validissimo capitano sempre presente in spogliatoio e io sono più che degno di essere il suo vice.  Per quanto riguarda il modello, sono un tifoso romanista nato nel 1994 e non penso che ci sia bisogno di fare nomi e cognomi

Mentre per quanto riguarda il numero che porti sulla schiena lo vedi come una responsabilità ,come uno stimolo o un peso? ma soprattutto come deve essere e come si deve comportare numero 10?

Sicuramente è una responsabilità importante, ma avendo creato la scheda ispirandomi proprio al numero dieci classico più o meno quella di essere l’uomo designato a portare qualità non potrà mai essere un peso. Io sono cresciuto con un concetto di numero 10 come faro della squadra ed ancora di salvezza alla quale i compagni cercano di aggrapparsi e in cerca di una giocata che possa risolvere la partita. Mi piace pensare che in questo momento di forma per il Bari io possa essere quel tipo di giocatore

Un altro numero per te significativo è il 18 che ti accompagnato nell’esperienza di vestire per la prima volta la maglia azzurra della nazionale maggiore. Hai desiderato così tanto questa convocazione e alla fine è arrivata, quale emozioni hai provato quando hai letto il tuo nome tra i convocati?

È stata una grande emozione anche perché ero in live mentre Alberto leggeva la lista, quindi sapevo già tutto prima del video di rito. Era uno dei sogni che avevo da quando mi sono iscritto ed è stato molto bello realizzarlo, mi dispiace per non aver segnato ma mi sono tolto la soddisfazione di aver fatto segnare il buon Conte che da quanto ho capito dall’ultima live è un evento che capita raramente

Quest’anno come ben sai la nazionale italiana parteciperà ad Euro 2020 e per questo voglio farti una domanda soprattutto rivolta anche al CT azzurro Alberto De Donatis, quale apporto potrà dare Emanuele Ietto in ottica europeo?

Io non so quale apporto potrei dare in ottica europeo anche perché in attacco la concorrenza è agguerrita e non posso dare per certa la mia presenza nella lista finale, però posso assicurare che darò tutto me stesso off-game per tenermi il posto e in-game per il bene della nazionale

In una tua precedente dichiarazione hai affermato che non lascerai mai la tua Bari ma che potresti farlo se a presentare un offerta fosse la Roma, squadra per cui tifi. La nostra ultima domanda è: se nelle prossime stagioni dovesse arrivare un offerta dai giallorossi la accetteresti o preferiresti restare a vita tra le fila dei galletti?

Mi iscrissi al progetto con il sogno di vestire la maglia della Roma ed è un sogno che ancora nutro, lo stesso mister Samuele lo sa e non ne ho mai fatto un mistero. Da una parte, come detto prima, al cuor non si comanda, però dall’altra però devo anche pensare alla mia carriera. Sono in una squadra che sta navigando ai piani alti della classifica e con la prospettiva di giocare le coppe europee nella prossima stagione e in più sono entrato finalmente nel giro della Nazionale. Ad oggi non mollerei tutto per scendere in B, in futuro chissà.

Termina qui l’intervista ad Emanuele Ietto, restate aggiornati per scoprire nuove interviste, scoop e bombe di mercato, questo e altro solo su Free Kick

articolo di Gabriele Di Leo | Revisionato da Santoro Stefano

L’immenso Kobe

Buongiorno a tutti i lettori di Free Kick.

Questo è il mio primo articolo e sono orgoglioso di uscire fuori dagli schemi del progetto per parlare di uno dei miei idoli: Kobe Bryant.

Come tutti sapete Kobe Bryant ed altre 8 persone tra cui la figlia Gianna Maria la mattina di domenica 26 gennaio(20.30 ora italiana) hanno perso la vita in un incidente in elicottero e ci sembrava giusto ricordarlo.

Ma non vi parlerò dei successi di Kobe Bryant, quelli li conosciamo tutti, vi parlerò di Kobe visto con gli occhi di un bambino di 34 anni che per 24 anni è rimasto estasiato ogni qualvolta lo vedeva in TV.

Di Kobe amavo la mentalità vincente, era un leader naturale e una dedizione al lavoro che lo portava anche a 36 anni ad andare in palestra alle 5. 30 del mattino per allenarsi, non una cosa normale ma una vera e propria ossessione, ossessione quella per il basket che l’ha portato a scrivere anche una lettera d’ addio verso il suo grande amore che l’ha portato anche a vincere l’Oscar.

Perché la mamba mentality ti porta a voler essere il numero 1 in tutto. Come diceva lui, tutto ciò è venuto con il lavoro e la concentrazione senza mai perdere di vista l’obiettivo finale perché “il punto non è essere Kobe Bryant, ma diventare il Kobe Bryant di sé stesso”.

Ho sempre sognato incontrarlo e chiedergli dove trovava la forza per non mollare mai, anche quando nell’aprile 2013 in una partita contro Golden State si ruppe il tendine d’Achille.

A 35 anni, tutti pensavano”carriera finita?”Ma lui no, la sua mentalità e l’ossessione per la perfezione non potevano permettergli di chiudere così.

Intervento, riabilitazione e allenamenti continui gli hanno permesso di ritornare più forte di prima.

Come nel giorno del suo addio al basket: quanti addii abbiamo visto in qualsiasi sport? Tanti. E come si concludono?con una standing ovation, con un rigore calciato (se parliamo di calcio).

Poteva mai il black mamba chiuderà in maniera normale? Assolutamente no, 60 punti e giocate da fenomeno nel pieno della forma, all’apice della carriera.

Ha deciso di dire basta per dedicarsi ad altro, come insegnare la mamba mentality ai più piccoli come la piccola Gigi.

Perché Kobe, nonostante un atteggiamento che poteva risultare antipatico era un uomo con un cuore grande e voglioso di lasciare ovunque si trovasse un ricordo di lui memorabile.

Un uomo speciale, tanto speciale da fare un patto con sua moglie affinché non prendessero mai l’elicottero insieme come se sapesse che una tragedia come quella di domenica potesse accadere.

Lui era avanti, così avanti che se ne parlerà di lui per tanto, tantissimo tempo perché Kobe è e rimarrà sempre uno dei più grandi sportivi di sempre.

Adesso schiaccia verso il paradiso, palla a te Kobe 5,4,3,2,1.

        Articolo di      Francesco Siciliano | revisionato da Santoro Stefano

Vinci, Savini!

Buongiorno cari amici di Free Kick!

Ci ritroviamo oggi a parlare col nuovo allenatore del Drink Team, Lorenzo Savini. Da buon factotum non poteva lasciarsi scappare un’occasione ghiotta come quella di allenare gli irlandesi dopo l’uscita di scena di Pennisi e dunque eccoci qua, mister buongiorno e benvenuto sulla panchina del Drink Team! Come ci si sente a sedersi su una panchina così storica?

Innanzitutto salve a tutti i nostri gentili lettori. Devo dire che non mi aspettavo di diventare l’allenatore del Drink Team senza esperienza pregressa in campionati online, ma per questo devo ringraziare infinitamente il mio presidente Filippo Ballarini che mi ha permesso di realizzare il sogno di far parte della squadra più anziana di Progetto FM.

Bene, la lecchinata è arrivata subito. Possiamo proseguire! Chi è Lorenzo Savini in game ma soprattutto fuori dal progetto?

Allora, fuori da Progetto FM sono uno studente universitario che cerca di passare esami nel tempo libero.
Sono inoltre membro di Progetto Gaming e sono fiero di aiutarli in tutti i modi che posso.
All’interno di Progetto FM sono attualmente centrocampista della Cremonese Markappa, allenatore del Drink Team e schiavo di Campagna… ah dimenticavo il ruolo più importante: sono moderatore del gruppo Facebook di Progetto Football Manager, moderatore della chat Twitch del canale Progetto Gaming, moderatore del server discord di Progetto Gaming, moderatore del gruppo Football Manager Nostalgia targato Progetto Gaming e aiutante tuttofare nel FantasyPG. Insomma, faccio poche cose…

Che impatto ha avuto lo spogliatoio del DT su di lei in questi primi giorni?

Ho trovato un gruppo molto interessante, formato da giocatori fortissimi e persone disponibilissime e simpaticissime. Il sogno di ogni allenatore, insomma. Spero che questa cosa duri finché il presidente non decida di cacciarmi!

Voci di corridoio dicono che un’eventuale sconfitta col sassuolo potrebbe costarle la panchina. Non a caso Ballarini fa rima con Zamparini!

Gioco ogni partita come se fosse la battaglia finale per decidere le sorti della guerra. Ogni partita ha le sue difficoltà, non sottovaluterò mai una partita perché è da sciocchi e presuntuosi farlo. Spero solo che il lato Zamparini del nostro presidente scatti il più tardi possibile.

All’esordio ha testato un modulo diverso dal 442 di Pennisi. Ha intenzione di basarsi su un unico modulo o di variare di volta in volta?

Come detto, ad ogni partita ho un avversario diverso davanti e quindi non è scontato che usi lo stesso modulo. Sicuramente abbiamo visto tutti che il 4-2-3-1 usato contro lo Stoccarda non ha dato buoni risultati, ma non è detto che lo abbandoni. Sicuramente userò dei moduli che la squadra conosce e che mi permettono di ottenere il miglior risultato possibile. Dalle prossime due-tre partite sarà in grado di fare delle considerazioni più approfondite.

Conosceva già qualcuno della squadra prima del suo arrivo?

Si, conoscevo già qualche giocatore. Urbano e Mollo erano miei colleghi ne IlCarro, mentre lavoro con Pessano nel FantasyPG. Esposito invece l’ho conosciuto nella mia brevissima avventura al Pisa.

C’è un giovane in rosa su cui vorrà costruire il futuro? Magari un attaccante nazionale U19, molto attivo, che lavora al FantaPg, scrive per FreeKick e fa il DS? (Ogni riferimento è puramente casuale!)

Pessano è un giocatore che si è iscritto da poco ed è indietro rispetto agli altri giocatori in rosa, così come Urbano al quale è stata ricreata la scheda. Sicuramente la loro attività verrà premiata, siamo in un gdr ed è giusto che abbiano le loro opportunità. Sicuramente data la loro giovane età, la loro attività e la loro determinazione, recupereranno presto il gap diventando ottimi giocatori e colonne portanti della squadra.

In tutti i suoi anni nel progetto avrà sicuramente qualche aneddoto interessante da raccontare! Cosa può dirci?

All’incirca un anno fa, tra il termine della terza stagione e l’inizio della quarta, in seguito allo scandalo Serveropoli che mi riguardó direttamente in quanto presidente del Milan, ero molto indeciso sulla scelta di continuare a giocare in Progetto FM oppure terminare la mia avventura. Non me lo aspettavo, ma in tanti mi scrissero e mi dicevano di non abbandonare. Pironti, Zirattu, Campagna, Trojer, tutta la squadra del Crotone… Non so perché, ma, anche se allora non ricoprivo tutti i ruoli elencati prima, mi sentii “desiderato” senza un apparente motivo. Decisi di continuare, e di lì a un mese nacque una bella amicizia con Alessandro, che ripose da allora tanta fiducia in me.

Credo che PFM vada proprio oltre il mero gioco di ruolo! All’interno si creano legami e sinergie molto forti e questo ne è un bellissimo esempio!
Ma torniamo a noi. Le chiedo ancora una cosa. Essendo un veterANO del progetto, vuole dare un consiglio ai nuovi utenti o chi è dentro da poco?

Di capire prima di tutto il gioco. Fare tutte le domande che si hanno al proprio mister, ds, presidente, ai tutor o ai moderatori. Poi di partire con bonus bassi e vedere se il gdr ti coinvolge man mano che il tempo passa. Dal resto può piacere come no!

Va bene, la ringrazio per il tempo dedicatoci! In bocca al lupo!

Crepi il lupo e soprattutto Campagna!

| Articolo scritto da Edoardo Pessano, revisionato da Stefano Santoro|

Giovanni Oteri svela il Siena e punta in A-lto

La ricerca di talenti da parte della redazione di Free Kick continua, ma questa volta abbiamo deciso di ripiegare su un’intervista. La situazione del Siena PG è affascinante, complice forse il triplice cambio sulla panchina bianco-nera, per questo la scelta di esplorarla più in profondità. Abbiamo avvicinato così uno dei protagonisti di questo avvio di S5, Giovanni Oteri. Un ragazzo giovane, molto forte, che ha già fatto parlare di sé sfoderando grandi prestazioni.

Abbiamo con noi Giovanni Oteri, una giovane scommessa del Siena che già in questo inizio di campionato ha fatto parlare un gran bene di sé. Ben 3 gol in 4 partite. Cosa ci puoi dire di te? Presentati a chi ancora non ha avuto modo di conoscerti!

Innanzitutto buonasera a tutti, mi chiamo Giovanni e ho 20 anni. Sono la punta del Siena come credo sappiate. Abbiamo iniziato la stagione da poco e credo che i risultati arriveranno col tempo, quindi continuate a sostenerci che l’obiettivo Serie A si può raggiungere.

Le affermazioni della punta bianconera sono audaci e mostrano lo spirito che un calciatore dovrebbe avere: puntare sempre in alto. Tuttavia ha anche evidenziato come la squadra toscana abbia degli obiettivi incredibilmente alti, sperando di raggiungere la vetta e con essa la promozione in Serie A. Anche se questo aspetto ci ha colpito molto, abbiamo scelto di tenere in primo piano lui come giocatore.

Ultimamente hai sfoderato delle grandissime prestazioni che hanno attirato molta attenzione. Anche se sei una punta, non è da tutti permettersi un rullino del genere. Confermarsi però è sempre difficil, puoi dirci quali sono i tuoi obiettivi personali per questa avvincente S5?

Bè sono ancora all’inizio ed emergere è molto difficile, però tempo al tempo. Di certo non mi lamento, sia se giocherò con continuità oppure no, anche perché ovviamente ci sono ragazzi molto più forti di me. Il mio obiettivo per la S5 è continuare a migliorare e deliziare i miei tifosi con i miei gol, per portare in alto il Siena.

Avendo avuto risposte più che esaustive sui suoi obiettivi personali, siamo tornati sul punto che già prima ha stuzzicato il nostro interesse, ossia l’obiettivo Serie A. Molto incuriositi abbiamo posto la domanda che chiunque, tifosi e critici, avrebbero avuto sulla punta della lingua.

Esatto, parliamo del Siena PG! Hai parlato di obiettivo Serie A, è effettivamente quello a cui ambite in questa S5? Ritieni che sia fattibile? E se sì, quali sono le squadre secondo te favorite che vedi come maggiori rivali per il titolo?

Beh nel calcio nulla è sicuro, sono molto scaramantico e non faccio pronostici riguardanti la mia squadra. Il nostro obiettivo come ho già detto è la promozione in Serie A e faremo di tutto per arrivarci.

Quando si parla di traguardi così importanti, come può essere la Serie A, si deve avere non solo un ottimo organico (cosa che il Siena ha), ma anche una discreta armonia e stabilità. Per questo motivo, notando la panchina del Siena essere già stata cambiata per tre volte, la domanda è sorta spontanea.

E noi di Free Kick vi auguriamo senza dubbio di raggiungere il vostro obiettivo. Ma ora voglio porti una domanda più delicata. Il Siena ha visto la panchina cambiare per ben tre volte da quando è iniziata la stagione e vorremmo avere un punto di vista interno alla squadra. Come hai vissuto questi cambi? Come li sta vivendo lo spogliatoio?

I cambi di allenatore possono capitare a chiunque, il nostro obiettivo rimane invariato e dobbiamo concentrarci per arrivare in Serie A, aiutando l’allenatore a restare in un ambiente professionalmente adeguato e consono. Mi trovo molto bene con il nuovo mister e spero che rimanga per molto tempo.

Parlando di armonia e sintonia, ci siamo sentiti in dovere di fare una domanda aggiuntiva sulla situazione del Siena PG. Che sia una realtà solida e interessante è sugli occhi di tutti da tempo, ma sentirselo raccontare da qualcuno all’interno, è un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.

Direi che è giusto e noi di Free Kick ci uniamo all’augurio fatto al vostro nuovo Mister! Ti faccio un’ultima domanda, perciò torno un attimo sulla squadra Siena. Ci puoi raccontare – in breve – il rapporto che hai con la squadra e con i tuoi compagni? Perché – secondo te – il Siena ha una marcia in più?

Siamo un gruppo molto unito, abbiamo un’alchimia di squadra pazzesca. Perché abbiamo una marcia in più degli altri? Semplice, perché facciamo del gioco di squadra. Il nostro punto forte è – come diceva una persona che stimo e idolatro – “THE SHOW MUST GO ON“.

Perfetto! allora non mi rimane che augurare a tutto il Siena una fantastica S5 e a te di poter continuare su questi ritmi. Sono sicuro che continueremo a sentire parlare di voi.

Grazie mille è stato un piacere.

Scritto da Alessandro Caluri |Grafica Stefano Santoro | Revisionato da Gad Hakimian

Daniele Collano in “Miracle Workers”

Salve a tutti, sono Pierpaolo Palladino e quest’oggi ho il piacere di poter intervistare una persona a me cara.
Parliamo di un uomo generoso e polivalente che risponde al nome di Daniele Collano, da poco diventato allenatore della Juve Stabia.

Buonasera Sig. Collano e grazie per avermi concesso l’onore di porle qualche quesito da parte della redazione di Free Kick.
Lei ha un attività pregna nel Progetto ma il suo obiettivo più grande, quello che spesso pervade la sua mente, qual è?

Entrare nella storia di Progetto FM; vorrei che ogni mia parte nel Progetto sia interpretata al meglio. Free Kick? Il giornale nr. 1 del Progetto. Parma e Juve Stabia? Le squadre nr. 1 del Progetto.
Voglio lasciare un’impronta importante. Ora che sono anche allenatore della Juve Stabia, vorrei essere il migliore di tutti. Un po’ da pazzi eh?

Sognare non costa nulla. Dunque, la Juve Stabia; Ora vive un momento di rodaggio. Il precedente mister ha lasciato l’incarico per alcune motivazioni tattiche. Lei invece come lavora a Castellammare? Ha apportato determinate modifiche tecnico-tattiche?

Castellamare è una piazza bellissima, ma i giocatori vogliono risultati.
Durante la scorsa stagione Luca Belli aveva dato vita ad un miracolo trainando la squadra vicina ai Playoff, poi però quest’anno abbiamo avuto delle difficoltà. La colpa non è sua, purtroppo capitano stagioni sbagliate. Personalmente, per alcune partite ho usato le famose Beo e non me ne vergogno a dirlo; avevo bisogno di punti e li ho fatti. Ora ho abbandonato l’idea solo di far punti perché ho pensato: ma vincere così mi diverte? Devo dirti la verità, non mi diverte e allora sono passato al mio modulo 4-1-2-2-1 modificato. Mi porterà qualche risultato? Farà divertire i ragazzi? Io spero di sì perché a me ha sempre dato grandi soddisfazioni.

Ovviamente la sua nobiltà d’animo è conosciuta sia dal sottoscritto che dalla community, oltre che dalla sua redazione. Ha saputo fare di necessità virtù, essendo concreto e cinico per quanto riguarda la conquista di punti fondamentali.
Si può dire che la Juve Stabia abbia progetti ambiziosi e punta al modello-Parma o le due società cercheranno di non calpestarsi i piedi?

Le due società sono a sè.
C’è un affiliazione, però puntano ad essere due realtà ben distinte. L’unica affinità è l’essere circondati da uno staff e da una rosa che si divertono. Qui alla Juve Stabia c’è un gran bel gruppo e si punta ad esserlo sempre più. Ho dei collaboratori preparati e molto bravi nella gestione dell’intera rosa e questo è un toccasana.

Chi l’ha colpita maggiormente durante il suo insediamento avvenuto a stagione in corso? Ha avuto le risposte che cercava da chi doveva trascinare la squadra in posizioni a lei più consone?

Un giocatore che mi ha colpito in assoluto è Bucciero: un bomber.
Mi ha accolto bene e con i suoi gol permette alla squadra di dire la sua. In generale devo dire che tutti i giocatori mi stanno dando una grossa mano nelle mie prime settimane da allenatore. Sono molto contento della squadra, sono fortunato ad avere un gruppo così.

Come gia fatto presente, essendo lei il presidente delle Vespe, sa che a breve inizieranno i chiacchiericci del calciomercato. Cosa cerca la Juve Stabia da questo ballo frenetico di nomi e idee? Avete in mente una linea da seguire?

Il Calciomercato è una brutta bestia in Serie C.
Le squadre sparano prezzi troppo alti e quindi è molto difficile fare movimenti di alcun tipo. Ci sono giocatori che mi portano qualche bonus o che portano il minimo e vengono valutati come fossero Gallarato o Campagna.
Bisognerebbe agevolare trattative realistiche e solo allora si potrebbe fare un buon mercato in C.
Chi prenderà la Juve Stabia? Nessuno. Siamo poveri. Ma se avete giocatori che non vi servono e me li prestate, fate pure! Scherzi a parte, dobbiamo ancora valutare le strategie di mercato; prima facciamo scannare i potenti e poi ci intrufoliamo e vediamo di prendere chi ci serve.

Lei sembra avere le idee molto chiare, non a caso è il capolega di C.
Cosa si può fare per il movimento? Come si potrebbe affrontare il deficit di risorse economiche che affligge le dirigenze di Serie C? Ha qualche anticipazione da lanciare?
Sarebbe un toccasana per la Juve Stabia così come per tutte le altre squadre.

In Serie C gli utenti chiedono a gran voce più giocatori, più visibilità.
Ma i problemi effettivi non sono questi, in Serie C, molto spesso, i giocatori sono abbandonati a loro stessi dalle società, che non aiutano a capire il Progetto ai nuovi utenti e molto spesso si inattivano.
Più utenti? No, ci sarebbero solo più inattivi. Bisogna curare e aiutare di più gli utenti già presenti nella Lega e invogliarli a capire tutte le dinamiche.
Magari aumentare il budget sarebbe una soluzione ma il problema dei prezzi alti rimarrebbe comunque, quindi prima di aumentare eventualmente i fondi economici in C, bisognerebbe sistemare il mercato: controllare che un giocare semi-inattivo o con bonus minimo non venga proposto a cifre assurde.
Personalmente, da un utente quasi inattivo, mi è stata data una valutazione di 1,5M perché aveva una bella scheda. Bisogna risolvere questo, e poi possiamo parlare di tutto quello che volete.

Sembra un netto passo in avanti verso coloro che spesso hanno fatto notare la questione.
Tornando al suo lavoro di coach; ha un idolo o un punto di riferimento da eguagliare e perché no, superare?
Che mister è Daniele Collano?

Ho la fortuna di confrontarmi con tante persone che amano questo gioco, e prendo i loro consigli come fossero dobloni d’oro. Ho sempre giocato offline e ritrovarmi a confrontarmi online mi ha spiazzato, ma grazie a tanti amici del Progetto posso valutare e ricevere consigli.
A chi mi ispiro? A nessuno. Ognuno ha il suo modo di giocare io voglio avere il mio gioco ed il mio stile. Ogni allenatore ha giocatori diversi e può esprimersi in base alle qualità in rosa.
Io sono un’allenatore che ama pianificare ogni possibile contromossa, spiazzare il mio avversario e rendere il suo gioco inefficace.

Insomma, rispetto per tutti ma paura di nessuno.
Se dovesse salutare la community di Progetto Gaming elargendo un consiglio, come un padre fa con un figlio, quale sarebbe?

L’unico consiglio che posso dare è quello di divertirsi e di non trascendere nel pianto greco ad ogni occasione che vi si presenta. Ci sono tanti colleghi, allenatori e non, che amano lamentarsi delle proprio sconfitte. Non fatelo, non ve lo meritate. E sopratutto smettetela di ipervalutare. Torniamo ad applicare il giusto prezzo alle cose, così come si dovrebbe dare il giusto valore alla vita.

Scritto da Pierpaolo Palladino  |  Revisionato da Gad Hakimian

Gambardella a nudo nel PG

Oggi ai nostri microfoni Giuseppe Gambardella, per tutti Pippo, un pilastro da S2 nel Progetto.

Chi è Giuseppe Gambardella al di fuori dal Progetto?

Posso riassumermi in una definizione pirandelliana: ”Uno, Nessuno, Centomila”.
Al di fuori del Progetto sono: un marito fedele, un padre in continua crescita con i suoi figli, un amico leale, un uomo in carriera, un uomo ancora volitivo e desideroso di dare il meglio di sé nei vari aspetti della vita e nelle relazioni con gli altri.

Come e cosa lascia a Cittadella? Come era il rapporto con Baldacci e La Rosa?

Lascio il Cittadella con sommo rammarico, lascio al Cittadella tante soddisfazioni ed il merito di avermi dato la consapevolezza e l’esperienza dirigenziale.
Il mio rapporto con Baldacci era ed è buono (spero) anche se, nell’ultimo periodo forse eravamo diventati un po spigolosi; il mio rapporto con La Rosa è stato ed è buono, un rapporto che non ha mai subito nessuna inclinazione.

Come mai è approdato alla Fiorentina? Che obiettivo si pone in questo nuovo progetto tecnico?

Sono approdato alla Fiorentina, perché adoro le sfide e non mi spaventa l’impegno. L’obiettivo che mi propongo allenando questa squadra è quello di salvarla dalla Serie C e proseguire il cammino sempre piu in alto .

Come si trova alla corte del Patron Di Stefano nella terra natia di De Andrè?

Alla corte del presidentissimo mi trovo benissimo in quanto c’è un gruppo molto affiatato (forse ora un poco meno) e coinvolgente.

Cosa l’ha spinta ad acquistare l’Inter con l’ex admin De Donatis che obiettivo avete per questa stagione?

La spinta che mi ha condotto ad acquistare l’Inter con l’amico De Donatis è stata la mia eterna passione per i colori di questa squadra.
Gli obiettivi sono: gettare le basi per la prossima stagione ad alto livello e aumentare il coinvolgimento della squadra.

Come mai ha deciso di lasciare la maglia azzurra e scegliere quella verde-gialla del Senegal?

Ho deciso di lasciare la maglia azzurra per una semplice questione anagrafica (troppo vecchio); ho scelto di vestire la maglia del Senegal per acquisire esperienza internazionale.

Sappiamo che ha deciso di intraprendere il ruolo di vice in terra emiliana alla corte di Namane. Cosa la spinta ad accettare questa nuova avventura?

Per quanto concerne il mio ruolo saltuario di vice nel Sassuolo è stata una scelta per la stima e simpatia della dirigenza che da subito mi ha colpito.

Quali sono le persone con le quali ha stretto di più nel Progetto? E quali avrebbe voluto fossero migliori?

Le persone con le quali ho stretto di più nel Progetto sono poche, ma significative. Per fare qualche nome: Davyd, Alberto, Danilo ed Umberto, probabilmente per ragioni di affinità, ma sono certo che se ne aggiungeranno presto altre nessuno ma proprio nessuno – avrei voluto fosse migliore, ognuno lo è a suo modo, e questo è il bello dell’amicizia: il confronto per crescere insieme nel rispetto delle proprie individualità.

Cosa ha lasciato a Udine? Si pente di alcune decisioni prese? Si sarebbe comportato in un altro modo a posteriori?

Ad Udine ho lasciato il rammarico di non aver potuto dare il meglio di me non per volontà, ma per mancanza di conoscenze in quel tempo.
Non mi pento in genere delle decisioni prese, poiché prima di eseguirle, le valuto attentamente.
A posteriori è facile dire come mi sarei potuto comportare in una determinata situazione, ma con il senno di poi, non si va da nessuna parte. Ritengo che ogni scelta ”sbagliata” che si può aver commesso è stata comunque “giusta” per comprendere i propri errori facendoli diventare punti di forza per arrivare a quello che sono oggi, un uomo che ha acquisito delle conoscenze e che continuerà ad acquisirne ancora, perché non si finisce mai di imparare.

Articolo scritto da Davyd Andryiesh, revisionato da Stefano Santoro


El Loco, una nuova guida al comando del Como.

Oggi ai microfoni di Free Kick abbiamo Pierpaolo Palladino, da poco nuovo allenatore del Como.

Salve Palladino, grazie per averci concesso un’intervista e complimenti per il nuovo ruolo che ti è stato assegnato. Per rompere il ghiaccio in breve, presentato ai lettori che non ti conoscono e descriviti con un solo aggettivo.

In molti già mi conoscevano, in molti avranno avuto modo di conoscermi, ma per chi si fosse perso questo pezzo di storia, lo metto al passo con gli altri: Campione d’Europa U19 S3, capocannoniere Serie B S3, Scarpa d’oro S3, Bandiera del Brescia e miglior videomaker del Progetto – a mani basse – per contenuti.
Oggi anche allenatore del Como. Chiamatemi “El Loco“.

Complimenti. Una carriera straordinaria costellata di successi. il tuo curriculum parla chiaro: sei un vincente. Riuscirai a trasmettere questa tua dote ai giocatori?

I calciatori che ho trovato qui sono tutti predisposti ad essere attivi e trionfanti. Gli ho esposto le mie idee e i miei pensieri e ho raccolto solo reazioni positive da parte loro e della dirigenza.
Trasmettere le doti no, non la vedo così. Ognuno apprende a modo suo e sviluppa un carattere vincente (o meno) a modo suo. Diciamo che “vincere aiuta a vincere” ed io, in quanto a questo, so di cosa parlo e spero di raccogliere i risultati tanto attesi.

Hai parlato di giocatori con alto potenziale ma la stagione attuale è al di sotto delle aspettative sia in termini di risultati che di attività, come spieghi una cosa del genere? Su chi ricade la colpa a tuo parere?

Non mi piace puntare il dito, anche perché non ero presente. Diciamo che le colpe sono di tutti in questi casi: dalla dirigenza ai precedenti mister, finendo per i calciatori.

Come pensi di riuscire a fare in modo che una situazione come questa di inattività posso verificarsi di nuovo? E se dovesse per qualche motivo riaccadere, come dovresti affrontare la situazione?

Ma non ci sono inattivi, quindi non vedo il problema. Su 15 giocatori 10 sono attivi.
Essendo videomaker posso coinvolgerli così come abbiamo fatto a Brescia e San Marino. Due squadre con attività 100%.

Ottimo a sapersi, se dovessi quindi pensare ad un 300k all’anno ed un futuro da stella nella Serie A, quale tuo giocatore ti verrebbe in mente?

Forse i migliori in rosa: Ruggeri e Volpe. Se lavorano e seguono passo dopo passo gli step che offre Progetto Gaming, possono diventare giocatori ambiti dalle migliori squadre. Ovviamente cito loro due ma mi rivolgo anche agli altri in rosa.

Ti definisci più un allenatore in tuta o in abito?

Mi definisco un allenatore nudista.

Buono a sapersi. Come ti è sembrata la dirigenza sino ad ora?

Sono arrivato durante le feste di natale quindi era in preventivo la poca presenza di tutti, me in primis.
Terminati i due giorni clou e tornati alla realtà lavorativa ho alzato un pochino la voce per far si che il tutto fosse credibile, serio e professionale.
Non voglio dei dirigenti ragazzini che non sanno cosa fare, non sanno come muoversi e non sanno prendere di petto le situazioni. Voglio persone preparate che sappiano adeguarsi alle mie richieste ed ai miei modi di lavorare.
Per fortuna c’è stato Giovannini, che ha voglia di fare e ha voglia di migliorarsi. Il presidente è più occupato, lo sento poco.
Dopo la prima chiacchierata e gli obiettivi da raggiungere non abbiamo più avuto modo di parlare, ma di sicuro non mancherà occasione.
Dobbiamo iniziare un percorso tutti insieme, dove c’è fiducia nel lavoro altrui e volontà di rendere questa realtà, una realtà migliore.

Per finire l’intervista, rilascia una dichiarazione accattivante per tutti i tuoi avversari.

La dichiarazione che lascio è l’auspicio di ritrovarli tutti dietro al Como, che ha una gran voglia di rilanciarsi, una dirigenza pronta a far rimangiare le accuse subite in passato, giocatori volenterosi e un allenatore alla prima esperienza che ha il sangue agli occhi.
Con Grinta & Cuore la strada è spianata.

Grazie per il tuo tempo, auguriamo il meglio a te e al Como, avete un futuro brillante. Dimostrate a tutti quanto valete!


Focus Lucchese parla Antonio Praticò: ”E’ stato un inizio sorprendente ma tuttavia restiamo con i piedi per terra…”

Buonasera a tutti voi lettori e ben ritrovati su Free Kick, quest’oggi noi della redazione facciamo tappa a Lucca dove abbiamo il piacere di incontrare Antonio Praticò. Tempo fa abbiamo avuto il piacere di conoscere Antonio quando era in procinto di accasarsi alla Lucchese nel pieno del mercato invernale di S4, adesso ascoltiamo le sue parole ad un anno di gioco di distanza dal nostro primo incontro.

Ciao Antonio e bentornato nella nostra nuova redazione di Free Kick, un inizio pazzesco quello della Lucchese dopo aver passato una stagione intera nei bassi fondi della Serie B vi ritrovate in piena lotta promozione, ti aspettavi questo salto di qualità?

Un saluto a tutti! E’ vero, è stato un inizio sorprendente ma tuttavia restiamo con i piedi per terra. Ci alleniamo duramente e facciamo ciò che il mister ci chiede. Il salto di qualità probabilmente è avvenuto a livello mentale, diamo il 110% in allenamento e ciò che succede in campo ne è il risultato.

La rosa della Lucchese è rimasta comunque uguale a parte un paio di innesti mirati e ciò rende inspiegabile questo grande salto che avete fatto. C’è quindi da attribuire qualche demerito all’allenatore Deidda? Oppure quest’ultimo ha tirato fuori il coniglio dal cappello?

Gli acquisti hanno dato una bella mano ad un gruppo già solido e ben avviato, sebbene un po’ sfortunato in campo. Quest’anno abbiamo instaurato una bella sintonia grazie ovviamente al mister che ha saputo impartire il ritmo giusto e che ha saputo motivare alla grande tutta la squadra.

Un altro merito che ha avuto è quello di valorizzare ogni giocatore della propria rosa e te soprattutto sei uno di questi. Sei d’accordo su questa osservazione?

Certamente, l’allenatore ha saputo analizzare correttamente le caratteristiche della rosa a sua disposizione e ha trovato il posto giusto per ognuno di noi, ha preparato esercizi mirati e ha scoperto mettendoci in grado di esprimerle in campo le nostre qualità migliori. I risultati in campo sono quindi frutto di un’attenta analisi in allenamento.

Ci puoi raccontare un aneddoto particolare del tuo allenatore?

La cosa che mi ha colpito maggiormente è stata il voler un colloquio personale privato con ognuno dei giocatori all’inizio della stagione. È stato davvero motivante, ha chiarito aspirazioni e ruoli, ma ha anche analizzato aspetti personali e di gruppo. È stata una cosa che ho apprezzato moltissimo.

Prendiamo spunto dal nostro ultimo incontro in cui ci hai detto di voler vincere con questi colori, quante possibilità avete secondo te di trionfare in Serie B quest’anno?

La volontà è la stessa, tuttavia sono molto scaramantico e quindi vi rispondo che si punta ovviamente sempre in alto, ma come al solito ogni obiettivo va conquistato sul campo quindi lasceremo che sia quest’ultimo a parlare.

Quest’anno troverai come pretendente alla promozione la tua ex squadra il Genoa, che per ironia della sorte affronterete subito dopo la pausa natalizia. Quali aspettative hai per questa partita? Vorresti vendicarti contro la tua ex squadra?

Sono sicuro che sarà una partita divertente e molto sentita a livello emotivo. Non scendo in campo con il dente avvelenato poiché ho concluso la mia avventura con il Genoa in buoni rapporti, tuttavia non farò sconti per nessuno quindi non aspettatevi che tolga la gamba nei contrasti. Come sempre – scherzi a parte – scenderemo in campo per i tre punti, poi il pallone è rotondo quindi per vincere bisognerà dare il massimo.

Per chiudere abbiamo parlato tanto del tuo presente qui nella Lucchese, ti vedi mai un giorno lontano dai rossoneri?

Sono un giocatore della Lucchese, mi trovo bene qui e non sento la necessità di trasferirmi. Certamente le lusinghe di altre squadre fanno piacere, ma se guardo al più immediato futuro mi vedo con la maglia della Lucchese.

Grazie Antonio per il tempo a noi dedicato e buon proseguimento di stagione.

Grazie a voi ragazzi!

Scritto da Gabriele Di Leo | Grafica di Raffaele Pascariello | Revisionato da Gad Hakimian

“IO, INATTIVO CHE SON IO!”

Buongiorno cari lettori di Free Kick. Oggi ci ritroviamo per parlare di un tema caro a tanti, soprattutto a chi si occupa di B e C. Quello degli inattivi.

Progetto Football Manager (che da ora abbrevieremo con PFM) è un gioco di ruolo dove si ha il compito di far fede al nostro ruolo o, come dicono gli affezionati, bisogna “ruolare”. Cosa vuol dire? Significa – in breve – utilizzare il nostro personaggio in game come se esistesse davvero, come se in quel momento non stessimo parlando con i nostri “IO” reali ma tramite il nostro “eroe”, prendendo il termine da altri giochi di ruolo. L’esempio più lampante potrebbe essere quello di Dungeons & Dragons, probabilmente il role game più famoso al mondo. Come si sviluppa il gioco? Un Master crea la trama del gioco narrandola e gli eroi utilizzano i loro personaggi immedesimandosi in essi per portare a termine le varie missioni. PFM si comporta in maniera molto simile dove i Master sono gli Admin che organizzano la trama del gioco e provvedono a portare avanti le sedute – nel nostro caso – il lunedì e mercoledì sera. Noi eroi ci idestreggiano tra autogoal e goal dell’anno.

Per chi ancora avesse dei dubbi su come si diventi “inattivo” all’interno del Progetto ecco la risposta. Lo si diventa non facendo “almeno” un commento in qualsiasi post sul gruppone o gruppo squadra. Per molti è una regola banale, per altri invece, assolutamente no. Nell’ultimo mese abbiamo sentito molti degli inattivi segnalati sulle varie liste e tanti ci hanno risposto che si trattava di un errore di chi avesse controllato ma – in alcuni casi – era proprio questa loro dimenticanza ad averli fatti risultare come tali. Lo scrivere sui gruppi Whatsapp, Telegram o Messenger non conta ai fini dell’attività come più volte ribadito.

L’impressione che si è avuta leggendo le risposte che a mano a mano arrivavano da parte degli inattivi (oltre a chi si proclamava attivo) erano abbastanza emblematiche poiché si trattava palesemente di una mancanza sulla conoscenza di base del funzionamento del gioco di ruolo. Tanti vengono attirati come sirene dalla possibilità di diventare calciatori di Football Manager, gioco a cui tutti noi almeno una volta abbiamo giocato, o visto giocare dal vivo, senza però capire il vero senso di ciò a cui stanno andando a prendere parte. Partecipare a PFM significa farne parte in tutte le sue sfaccettature, leggasi attività, nei modi e nei tempi che la vita reale ci permette di fare.

Tanti utenti hanno risposto che il sopraggiungere di nuovi impegni nella vita quotidiana non permetteva loro di essere partecipi come in precedenza. Ma la maggior parte degli utenti inattivi, seppur abbiano lodato il Progetto, si sono sentiti sopraffatti dalla mole di “lavoro” che sia necessaria per poter far parte dello stesso. La credenza più comune era che, una volta creato il giocatore, ce ne potesse quasi dimenticare e che la partecipazione fosse quasi un di più che si poteva dare o meno. La causa di questa incomprensione? Forse poca chiarezza nella presentazione del Progetto da chi tira in mezzo nuovi utenti o semplicemente persone poco avvezze ai giochi di ruolo e quindi legati solo alla parte calcistica del gioco manageriale più conosciuto al mondo. Ma PFM non è solo un gioco, è una vera community che si prefigge come intento quello di avvicinare nuove persone al mondo dei giochi di ruolo.

Di suggerimenti ne sono arrivati tanti durante questi colloqui: chi suggerisce di aumentare i bonus ai neoiscritti per non farli sfigurare troppo con i veterani, chi propone di utilizzare un unico social per tutto poiché li usa per lavoro e relazioni personali ed avere tutto “intasato” anche con i gruppi squadra diventa troppo impegnativo; altri ancora si sono stufati del Progetto perché lo trovavano monotono, sempre troppo uguale. Un suggerimento che io personalmente ho trovato molto interessante, per quanto l’opinione dello scrivente possa essere di poca rilevanza, è quella di utilizzare i primi minuti delle live per parlare della Serie C, eleggendo i giocatori della settimana e premiandoli, dando così un minimo di visibilità a quei giocatori che non si vedono mai in diretta.

Quello che forse ad inizio “avventura” non viene spiegato ai neofiti è che la loro eventuale inattività o abbandono totale del Progetto non va solo a loro discapito, ma va soprattutto alle squadre che li hanno tesserati le quali si ritrovano così a dover pagare un giocatore che occupa uno slot che però sarà depotenziato. Come ovviare – dunque – a questo problema? Probabilmente i tutor, oltre ai Direttori Sportivi e Presidenti che portano avanti le trattative, dovrebbero affermarne maggiormente i diritti, ma soprattutto i doveri del giocatore all’interno del Progetto; così come le squadre ed i relativi Staff dovrebbero cercare di tenere il più alto possibile il morale della truppa. I modi ci sono: si può stimolare un giocatore con la creazione delle pagelle con relative immagini dopo le partite, qualcuno potrebbe avere il ruolo della gestione delle pagine delle squadre sui social, altri occuparsi di grafiche, stimolare le persone ad avere più ruoli nel Progetto o ancora avere un “reporter” personale all’interno della squadra che di tanto in tanto pubblica un resoconto degli allenamenti e delle partite. Insomma, creare dei novelli Pellegatti per ogni squadra del Progetto. L’essere staff non vuol dire solo allenare o fare il mercato, ma anche quello di creare un ambiente stimolante per chi deve stare all’interno di uno spogliatoio.

Amici, colleghi e utenti tutti di PFM, per forza di cose non ci sarà mai il cento per cento dei giocatori attivi. Ci sarà sempre qualcuno che per motivi di forza maggiore non potrà essere attivo come noi vorremmo; ma se tutti facessero uno sforzo in più, questo sarà ripagato in termini di attività. E un giocatore attivo in più significa uno spogliatoio brulicante di desiderio di giocare, che sarà motivo di crescita personale di chiunque farà parte di questo incredibile progetto chiamato Progetto Football Manager.

Scritto da Edoardo Pessano | Revisionato da Gad Hakimian

Welcome to Torino con Daniele Collano, Andrea Ciavarella ed Enrico Ferrara.

Buonasera e ben ritrovati su Free Kick. Quest’oggi ci spostiamo a Torino dove avremo il piacere di conoscere tre nuovi componenti della squadra granata: Daniele Collano, Andrea Ciavarella ed Enrico Ferrara.

Salve a tutti, io sono Francesco Avogaro giornalista di Free Kick. Iniziamo subito con le presentazioni.

[Collano]: Ciao sono Daniele Collano presidente del Parma e della Juve Stabia Warriors, presidente della lega di Serie C e fondatore del giornale Offside.

[Ciavarella e Ferrara]: Ciao!

Cosa vi ha spinto ad accettare il Torino, ci potete spiegare i motivi di questa scelta?

[Collano]: Questa è stata una scelta di amicizia, sopratutto per Terlati, un mio grande amico; poi riconosco che è una grandissima società, con tanti miei amici come Benedetti, Conte, Figoni e Sedda.

[Ciavarella]: Sono un grande amico di Conte e lo conosco pure di persona, prima di essere del Torino giocavo nella Fiorentina di Pusceddu D. e Iadicicco e poi adoro l’affiatamento del gruppo.

[Ferrara]: Sono al Torino grazie a Benedetti (per gli amici Benny), un mio amico ed ex compagno di classe. Ricordo che siamo entrati nello stesso anno nel Progetto, nella seconda stagione. Lui al contrario mio è sempre stato molto attivo, e per questo ora ha una bella scheda e ricopre ruoli importanti.

Raccontatemi i vostri obiettivi per questa stagione e qualche fun-fact.

[Collano]: Come obiettivo spero di far bene al Toro, spero di diventare un leader per questa squadra. Il gruppo è molto unito e questo mi aiuterà a crescere. Nel Progetto ci sono tanti episodi divertenti, raccontarne uno è difficile, però posso dire che con Gallarato succedono spesso episodi divertenti.

[Ciavarella]: La speranza è quella di rendermi utile al Torino, più di quello che ho fatto nella Fiorentina. Come detto qui il gruppo è molto solido e credo che sia facile raggiungere i nostri obiettivi insieme.

[Ferrara]: Il mio obiettivo è quello di rilanciarmi come giocatore, migliorando la mia scheda seguendo più le live ed il Progetto in generale. Ricopro il ruolo di terzino, sia destro che sinistro, e al Toro ho due pilastri come Sedda e Terlati davanti a me da dover superare. Spero di poter tornare utile alla squadra e al mister Sedda. Il fun-fact è che Benedetti è manesco, più che manesco non dosa la forza quando ti dà una pacca sulla spalla oppure ti stringe la mano in modo amichevole.

Secondo voi com’è il lavoro svolto dal mister Giacomo Sedda fino ad ora? Credete che sia sufficiente il suo operato per puntare in alto in classifica?

[Collano]: il lavoro di Sedda ha i suoi frutti, gestisce molto bene il Toro e la nazionale del Messico, è un grande allenatore. D’altro canto dobbiamo fare qualcosa in più, quindi gli darei un 7; farei giocare di più Collano se fossi in lui, dobbiamo puntare almeno all’Europa League, ci dobbiamo dare una svegliata.

[Ciavarella]: Sapeva che sarebbe stata una stagione con delle difficoltà e non lo ha mai nascosto, dopo un inizio traballante però ha saputo riprendere in mano la situazione. Credo che con le sue capacità, e con l’aiuto di tutti, si possa tranquillamente arrivare in una situazione di classifica che più compete al Torino. Eliminare Conte sarebbe un bel passo avanti.

[Ferrara]: In questo momento il Torino è in gran forma, e credo che Sedda ci possa portare ancora più in alto. Secondo me è un gran mister che riesce a far rendere al meglio tutti i giocatori della squadra, tranne Angela, lei è forte solo con De Donatis.

Termina qui l’intervista di presentazione dei tre nuovi ragazzi del Torino, per scoprire di più sull’universo granata continuate a leggere Free Kick.

Scritto da Francesco Avogaro | Revisionato da Gad Hakimian