PROGETTO FM – Pappalardo: “Ho promesso la salvezza, e la raggiungeremo insieme.”

Oggi Free Kick propone un faccia a faccia del tutto interessante.
L’inviato Palladino viene accolto da uno dei membri più bravi e professionali di Progetto Gaming.

Buonasera ad un uomo che sto amando giorno dopo giorno e che si è sacrificato inesorabilmente per la causa.
Un uomo che ha risollevato e migliorato le sorti di diverse squadre e che interpreta il ruolo come pochi.
Ho il piacere, ladies and gentlemen, di presentarvi FrancescoFrappoPappalardo.
Salve Sir, non inizio con una domanda ma voglio che lei lanci uno dei suoi messaggi di apertura.

Ciao a tutti amiconi di Free Kick, è un onore essere qui e più in particolare lo è esserlo per il motivo per cui ci sono!

Perfetto, non abbiamo capito una ceppa ma è così che ci piace.
Dunque signor Frappo, dopo diverse esperienze significative è approdato al Milan.
Cosa significa per lei questa scelta, pur sapendo annessi e connessi inerenti Casa Milan?

Facciamo a gara a chi si fa capire di meno?
Beh gli annessi e connessi sono il motivo principale che mi ha portato qui.
Il DS è una delle figure di maggiori responsabilità nel Progetto e vedere una situazione come quella che si viveva al Milan faceva male al cuore di chiunque tiene al Progetto, nella sua unità. A maggior ragione, se pensi che il Milan, nella vita reale, è una delle squadre preferite di tantissimi utenti del Progetto, non era giusto per queste persone vederla toccare il fondo. Vedevo la mia squadra – l’Empoli – e il clima magnifico che avevamo instaurato, e ho pensato che un clima così bello fosse un diritto inalienabile per chiunque viva questa community. Così mi sono messo in gioco e ho provato a portare la mia positività a Milano. Ecco cosa significa per me questa scelta, sfida e responsabilità!

Molto bene. Qualcosa si muove in panchina: è solo lo schienale. Ricordiamo che il vecchio manto erboso di tipo sintetico è stato sostituito da una moquette.
Tornando a noi, tutto ciò le fa onore. Può spiegarci il suo segreto?

Se lo schienale si muove, forse dovrei cazziare Staniscia, che caspita lo tengo a fare un falegname in squadra se non aggiusta nemmeno le panchine?
Il mio segreto sta nell’aver capito che tutto questo è un gioco, nel saper giocare e nel coinvolgere altre persone nel gioco. Tutto il resto viene da se.

Lei è un uomo dalle mille risorse.
Intanto qui dal suo appartamento c’è una bellissima vista. Siamo circondati dalle dune, duna meno un quarto circa.
Ricordiamo anche che lei è riuscito a portare calciatori dall’alto profilo ed è riuscito a coccolare quelli già in squadra, ma se dovesse scegliere il suo miglior colpo invernale, su chi ricadrebbe la scelta?

Beh, con lo stipendio da DS non ti ci paghi l’attico a San Francisco, mi dispiace se il mio appartamento la sta disturbando e la prossima volta allieterò la sua vista con dei bellissimi poster; anche perché io stesso ho difficoltà a trovare poster-ggio.
Questa è una domanda abbastanza stronza, i miei calciatori hanno tutti qualcosa di speciale e li scelgo abbastanza attentamente, quindi potenzialmente son tutti colpi, ma la persona più bella che sto conoscendo grazie al fatto di averla acquistata è sicuramente Denis Coghi, grandissima persona, disponibilissimo nonostante un lavoro, una figlia e una figura professionale decisamente di rilievo al Sassuolo!

Intanto do un occhiata al meteo. Il primo di Aprile promette un cielo sgombro e filetti di merluzzo e ricordiamo che il canale di Venezia sarà visibile solo su Digitale Terrestre PG.
Lei ha avuto anche potere decisionale sulla scelta del nuovo tecnico, dopo la dipartita di Giamberduca. Che mezagio lancia al suo nuovo allenatore?

Sono felicissimo della mia scelta, perché se l’intervista fosse stata fatta quando ancora la decisione non era stata presa, alla domanda: “chi vedrebbe meglio su quella panchina?” Avrei detto “Palladino, l’unico in grado di buttare così tanti kitammuort da coprire gli scricchiolii della panchina”
Il mezagio che gli lancio è che non vedo l’ora di giocare con lui! Inoltre vorrei dargli un enorme in bocca al lupo, fino ad ora ha avuto ottimi risultati e spero li ripeta sempre (non proprio tutti però eh).

Torniamo Serì o Kantè, due grandi giocatori.
Eludo la sua superstizione e le chiedo: dove vede il Milan tra sei mesi? Ha più o meno un idea sullo scenario che troverà?

Posso dire con certezza che tra sei mesi il Milan sarà una squadra del campionato di Progetto Gaming, il più grande campionato online di Football Manager al mondo!
Ah volevi sapere cose meno ovvie? Beh, io credo nella salvezza, sono venuto qui promettendola ai miei tesserati e la raggiungeremo insieme. Spero di raggiungerla anche in campionato oltre che a livello sanitario.

Perfetto. Credo che la cosa possa finire qui.
Mi chiude l’intervista con un freestyle.txt dedicato alla sua squadra?

Vorrei esordire, bella raga!
Guarda il Milan come svaga,
Palla e il giro palla guarda il gioco come vaga,
Entro qui adesso, mi sa che ci salviamo altrimenti un po' perplesso ma vi giuro fa lo stesso!
Insegnagli sto lancio,
Esattamente come io da buon ds poi sistemo il mio bilancio!
Impostagli tutti gli allenamenti, frà non farli andare lenti, prima che poi ci sorpassano altrimenti!

Scritto da Pierpaolo Palladino | Revisionato da Gad Hakimian | Grafica di Kevin Ricchiuto

PROGETTO FM – Bologna: La stagione fino ad ora!

Salve a tutti ragazzi e bentornati sul nostro giornale. Oggi andremo ad analizzare la stagione del Bologna. insieme a me ci saranno il capitano della squadra, Alessandro Terzo, e uno dei presidenti, Lenny Cazzamalli.

Presidente, lei e gli altri componenti della dirigenza avete svolto un mercato che ha attirato le attenzioni di molti addetti ai lavori. In estate sono arrivati due pezzi pregiatissimi del mercato Tuccio e Calchi. Inoltre non vi siete fermati con loro, avete messo a segno anche i colpi Menghetti, Belli, Fazzini (prestito secco) e per ultimo, nel mercato invernale, Popolo dall’affiliata Ravenna. Cosa vi ha portato a fare un mercato così sostanzioso ed importante?

[Cazzammalli]: Per tutta l’estate la società ha lavorato sodo per cercare di rafforzare il più possibile la qualità della rosa sia a livello di scheda sia a livello di attività.
Siamo riusciti a portare a Bologna ottimi ragazzi e soprattutto – cosa non da poco – a confermare il blocco delle passate stagioni.
Questo perché Bologna merita palcoscenici più importanti.
La strada sappiamo essere lunga, ma stiamo già lavorando per S6 per farci trovare ancora più forti ai nastri di partenza.

Siete soddisfatti dell’andamento della squadra fin’ora? Un 8º posto che può trasformarsi con impegno in un posto per l’Europa League. Siete fiduciosi di poter arrivare in Europa?

L’obiettivo di inizio stagione era quello di lottare per l’Europa League, siamo partiti molto bene per poi avere dei problemi.
Più che calo abbiamo avuto risultati altalenanti, ma nonostante tutto siamo ancora in piena corsa. Dobbiamo inseguire Avellino e Progetto Gaming ma sicuramente non molleremo fino a quando la matematica non ci condanna.
Ad oggi festeggiamo la salvezza raggiunta con 15 giornate d’anticipo!

Siete da inizio season una delle squadre più importanti per attività soprattutto in classifica live. Insieme al suo staff ha trasformato una squadra di media attività ad un top team d’attività. Cosa consiglia a chi come voi vuole puntare a migliorare l’attività dei propri singoli?

Consiglierei di creare un gruppo unito e far capire ai ragazzi che si tratta di un gioco. Alla base ci deve essere il divertimento, l’utente deve essere felice di creare un meme, seguire la live o di scherzare con i propri compagni di squadra.
Personalmente la squadra Bologna la considero una seconda famiglia siamo un gruppo vario sia di età sia geograficamente ma abbiamo creato un bel gruppo con il quale si può parlare di tutto.

Grazie Lenny per la sua disponibilità e per la sua gentilezza.

Grazie a voi. Un saluto a tutto il gruppo Bologna.

Passiamo ora con il capitano della squadra, Alessandro Terzo.

Salve Alessandro, lei è diventato il capitano dei rossoblù da inizio stagione. Quale sono le sue sensazioni nel ricoprire questo importante ruolo?

Salve a te, a tutti. E’ un ruolo che non ricopro per la prima volta, essendo stato capitano anche all’Avellino in S3. Però, a differenza di quella volta dove fu la presidenza ad onorarmi, qui sono stati i miei stessi compagni di squadra, e la cosa non può che avere un sapore del tutto particolare, perché ti fa sentire apprezzato stesso all’interno dello spogliatoio, oltre che ovviamente dalla dirigenza. Il ruolo di capitano è importante in un gruppo poiché devi cercare di aiutare nell’attività della squadra, ma la mia fortuna è che di questo il Bologna non ne ha bisogno, poiché quando sono arrivato ho già trovato una squadra molto attiva ma soprattutto delle persone che hanno a cuore il Progetto, a prescindere dai bonus raggiunti a fine stagione, e questa è la cosa più importante per me.

La società nelle due sessioni di mercato ha messo a segno colpi importanti e mirati. Come crede si siano inseriti i nuovi compagni nel gruppo?

I nuovi arrivi sono riusciti a dare nuova linfa alla squadra: nonostante la salvezza arrivata nelle ultime giornate di S4, è arrivata gente del calibro di Tuccio, Amato e Fazzini, due top nei loro ruoli. Inoltre siamo riusciti ad attrarre anche nuove leve come Belli, Calchi e Menghetti, attivissimi già da prima di entrare nello spogliatoio. Sono tutti molto ben voluti e già perfettamente integrati. Anche l’ultimissimo arrivato, Gavril, è un po’ la nostra mascotte: ora è in prestito alla Juve Domo, l’anno prossimo servirà anche il suo contributo! 

Crede che questo gruppo possa puntare ad una qualificazione in Europa League?

Quest’anno le gerarchie sono poco chiare: troviamo delle belle sorprese nelle prime posizioni, come Bari, Torino e Avellino, che hanno preso il posto di altre squadre che adesso stanno faticando un po’, come Napoli e Atalanta. Credo che il Bologna abbia tutte le carte in regola per poter essere dov’è ora fino a fine anno, se riusciamo a tenere alta la concentrazione ma soprattutto se riusciamo a vincere le partite contro le squadre sotto di noi, perché paradossalmente giochiamo meglio contro chi ci precede. Abbiamo il giusto mix di giovani e veterani, prometto ai tifosi che ne vedranno delle belle!

Ringrazio Lenny Cazzamalli ed Alessandro Terzo per l’intervista. Tutto lo staff di Free Kick augura buona fortuna al Bologna per questa ultima parte di stagione!

Scritto da Jacopo Pisasale | Revisionato da Gad Hakimian


PROGETTO FM – Reggiana: “In S6 puntiamo ai playoff”

Abbiamo oggi qui ai microfoni di Free Kick: Simone Ronca e Claudio di Mauro, rispettivamente il Presidente ed il Direttore Sportivo della Reggiana!

Claudio com’è strutturata la dirigenza della Reggiana?

La Reggiana ha una nuova Presidenza formata da Simone Ronca e Guido Leone, due esperti membri del Progetto.
Io sono appena stato abilitato a DS e grazie alla fiducia che mi hanno concesso mi sono buttato in questa nuova avventura. Siamo un gruppo ambizioso e cercheremo di sfruttare al meglio la S5 per farci trovare pronti per la prossima stagione che vogliamo sia molto importante. Nel nostro gruppo si sono già aggiunti diversi nuovi elementi con un futuro molto importante e stiamo facendo il massimo per consegnare al nostro mister – Guido Leone – una rosa competitiva.
Al momento stiamo tentando di formare una rosa più competitiva possibile come prima cosa per poi ambire ad occupare un posto importante all’interno del Progetto.

È bello vedere una realtà sana come la vostra partire dalla C e puntare a prendersi una fetta importante dentro il Progetto. Detto ciò come ti trovi nel ruolo di DS alla Reggiana? Svolgi altri ruoli dentro al Progetto?

Mi trovo molto bene anche perché ho la fortuna di essere aiutato passo dopo passo da quello che ritengo uno dei miei migliori amici anche al di furi del Progetto, quindi un grazie speciale va a Salvatore Grassadonia che e’ anche il mio mister nell’Allessandria dove ho il piacere di giocare come portiere; poi chissà che il prossimo passo non diventi anch’io allenatore… prima però voglio diventare un buon DS.

Perfetto Claudio la ringrazio e continuo l’intervista con qualche domanda al presidente Simone Ronca!

Presidente le andrebbe di parlarmi del vostro progetto alla Reggiana? Quali sono gli obiettivi in questa e nelle prossime stagioni e parlarmi un po’ del tuo ruolo in questo Progetto?

Buongiorno a tutti.
In questa stagione io e il mio collega Guido Leone che è sia presidente che allenatore ci siamo prefissati come obiettivo di creare una squadra attiva e compatta, e per ora ci stiamo riuscendo! Abbiamo già reclutato 6 utenti, ed il nostro obiettivo è reclutarne 15 su 15 per la fine della stagione, mentre per la S6 vorremmo raggiungere la zona playoff.

Com’è nata l’idea di prendere in mano una squadra dalla C con l’obiettivo di farla crescere?

Inizialmente mi trovavo al Milan nel ruolo di DS, purtroppo in seguito ad alcune divergenze con lo staff che allora lavorava al Milan ho deciso di lasciare. Dopo le dimissioni vengo contattato da Guido Leone per chiedermi se insieme a lui volevo prendere la Reggiana per partire da zero, e non ho voluto rinunciare a quest’opportunità.

Be vedo che di certo non vi manca il giusto entusiasmo e sono certo riuscirete a coinvolgere un bel gruppo alla vostra società!

Come copresidente della Reggiana penso che nella  stagione prossima la nostra squadra con la rosa completa darà del filo da torcere a tutte le squadre. Ci faremo conoscere sul campo!

Scritto da Michele Grilli | Revisione e grafica di Kevin Ricchiuto.

PROGETTO FM – Tra gladiatori e falci

Oggi ai nostri microfoni abbiamo una rappresentanza del Novara e Livorno che da poco si sono unite.

Come avete conosciuto il Progetto? E cos’è diventato per voi il Progetto?

[Ottaviani]: Mi ha introdotto William Cioè, presidente del Frosinone, che aveva acquistato il Perugia e ha riunito un gruppo di ragazzi appassionati di Falconero. È diventato una parte importante della mia vita, perché mi piace, mi diverto con i ragazzi che ne fanno parte e mi permette sempre di rilassarmi e strappare qualche risata.

[Mayor]: A me è stato presentato da bomber Tuccio (ora in forza al Bologna) che mi ha chiamato per il Sassuolo. Da lì è stato amore a prima vista.
Sono diventato il primo procuratore del Progetto e uno dei primi presidenti umani nel Progetto.

[Pizziol]: Innanzitutto grazie per questa opportunità. Ho conosciuto il Progetto per caso mentre giravo per qualche gruppo di FM su Facebook. Ho giocato nel Mantova in S3 prima di essere acquistato dal Livorno. Li ho conosciuto Oliver, il mio vero mentore del Progetto. Grazie a lui sono infatti diventato DS.

Cosa vi ha spinto a diventare il presidente dei gladiatori e in seguito del Livorno?

[Mayor]: Io personalmente ho avuto il giro inverso: presidente degli Amaranto e poi dei Gladiatori. Mi ha spinto una mia passione per la gestione e la possibilità di investire economicamente!

Infine la mia avventura al Novara inizia grazie al mio legame con la squadra che mi ha dato fiducia e con i presidenti, ragazzi fantastici e molto propositivi!

[Ottaviani]: Io sono entrato nel Progetto di recente – S4 per la precisione – e dopo nemmeno una giornata sono diventato allenatore. Ho conosciuto e ho instaurato un ottimo rapporto con Alessandro Calchi, all’epoca in prestito al Novara dal Perugia che però era nel gruppo whatsapp Perugia, e da questa conoscenza lui mi ha detto che voleva prendere il Novara. Mi sono proposto e abbiamo finalizzato, portandomi anche sulla panca dei Gladiators. Per quanto riguarda il Livorno, grazie ad Oliver, neo giocatore del Novara, è nata l’idea di affiliarci il Livorno, un’ottima realtà ottimamente gestita, e abbiamo deciso di investire.

Cosa ti ha spinto a chiedere la collaborazione dei tuoi presidenti al Novara? Mancanza di tempo per gestire la squadra autonomamente?

[Mayor]: Il tempo da dedicare alla gestione del gioco dovrà diminuire sicuramente, visto che da pochi giorni ho un bimbo. Oltre a questo ci sta la voglia di non lasciare la squadra che ho creato e plasmato io personalmente in mano a gente poco affidabile o che non conosco, motivo per cui ho scelto un grande gruppo dirigenziale come quello del Novara: amici e non solo soci!

Come valuteresti il mercato dei Amaranto? Avete puntato di più sul attività dei vari giocatori acquistati o sulla qualità della scheda?

[Pizziol]: Abbiamo puntato su giocatori pronti, che fossero in grado di garantire un immediato impatto sul nostro gioco,
comunque guardando sempre all’attività dei giocatori.

Come valuteresti il mercato del Novara? Sogno playoff pronto ad essere centrato?

[Nicolino]: In questa fase invernale abbiamo fatto 3 acquisti, tra cui 2 nuovi iscritti. Era quello che cercavamo, siamo riusciti a coprirci nei ruoli dove c’era maggiore scarsità; se devo dare una valutazione come mercato invernale, darei un 7.
I playoff adesso non sono solo un sogno ma un obiettivo concreto che vogliamo raggiungere tutti insieme, il gruppo ci crede.

L’obbiettivo è quello di riportare da subito il Livorno in B?

[Mayor]: L’obiettivo é combattere fino all’ultimo secondo di campionato possibile per arrivare piú in alto possibile.

Giornalista: Un giocatore per squadra da segnalare per l’attività ch’è fondamentale nel nostro GDR quasi l’unica cosa che conta?

[Pizziol]: Il gruppo del Livorno viene mantenuto attivo dal nostro MM e difensore centrale Simone Gallo, uomo spogliatoio che crea contenuti per mantenere gli altri attivi, taggandoli ed invogliandoli sia su FB che su WhatsApp. Anche io ci metto del mio (essendo sia DS che giocatore) con un bonus creatività alto per mantenere sempre alto lo spirito di squadra.

[Nicolino]: Per il Novara vorrei fare un grosso applauso ad Alfredo Aloi anche se è scarso, riesce a rimanere attivissimo oltre ad essere un ottimo collega in dirigenza.

Come mai c’è stato avvicendamento in panchina Aloi / Calchi poco tempo da parte di Alfredo o alcuni disguidi interni?

[Nicolino]: Non c’è stato nessun disguido interno, semplicemente Aloi aveva problemi relativi ai vari impegni e per una questione di tempo si è presa questa decisione.

Ringrazio la dirigenza toscana e piemontese per il tempo dedicatomi augurandogli di vedere il Novara in A e il Livorno tornare in B.

Scritto da Davyd Andriyesh | Revisionato da Gad Hakimian  |  Grafica di Kevin Ricchiuto

PROGETTO FM – Dimissioni di Vitolo: “Volevano convincermi a rimanere, ma non ho tempo”

Oggi intervisteremo Antonio Vitolo, ormai ex allenatore del Napoli che ha recentemente comunicato le sue dimissioni al club.

Ciao Antonio! Grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande. Inizio subito col chiederti qual è il motivo di questa tua scelta?

Buongiorno e grazie a voi. Il motivo per il quale mi sono dimesso è stato maggiormente il tempo, anche se sembrerà strano avevo molto più tempo prima della quarantena, adesso tra bimbi e lavoro a casa mi viene davvero difficile seguire tutto.

La tua carriera da allenatore partenopeo è durata giusto un paio di mesi, ti eri già ambientato nella squadra? Come l’hanno presa i giocatori?

Si assolutamente, con la squadra avevo parecchia sintonia, anche perché già ero nel gruppo da calciatore. Per quanto riguarda le mie dimissioni tutti ci sono rimasti un po’ male, alla fine non mi resta che fare un imbocca al lupo ad Alessandro D’Anteo e alla dirigenza.

A proposito di dirigenza, com’era il vostro rapporto? Avete mai avuto problemi?

Con la dirigenza c’è un ottimo rapporto, anche perché fino al ultimo hanno provato a convincermi a rimanere.

Ed invece del nuovo allenatore? Pensi che Alessandro D’Anteo sia all’altezza dell’incarico a lui assegnato?

Certamente. Alessandro è un ottimo mister a cui auguro un grande in bocca lupo.

Quale pensi che sia il problema per il quale il Napoli abbia faticato a fare risultato in campionato?

Di certo è una stagione storta. Ci sono stagioni così, spero solo che si possa subito risollevare e salvarsi.

Punti il dito su qualcuno nello specifico o pensi sia semplice sfortuna?

Semplice stagione sfortunata, nessuna ha colpe.

Quante pensi che siano le chance del Napoli di salvarsi e rimanere in Serie A?

Ci sono buone possibilità. L’Atalanta è lì vicino, e anche il Fublet non ha un ritimo cosi eccenzionale. Quando presi il Napoli era a 6 punti, a -17 dalla salvezza; ora la salvezza e lì a 4 punti.

Dove ti vedi in futuro? Hai intenzione di ritornare ad allenare un giorno?

Forse un giorno si, ma al momento non mi vedo da nessuno parte. Un giorno mi ripiacerebbe riallenare la mia Casertana a cui faccio un in bocca al lupo visto che non passa un buon momento di classifica.

Ottimo, la ringraziamo mister per averci concesso questa intervista e le auguriamo buona fortuna per il suo futuro da allenatore!

Scritto da Gad Hakimian | Revisione e grafica di Kevin Ricchiuto

PROGETTO FM – Riccardo Rex: “Siamo in lotta per i playoff”

Ciao Riccardo, grazie per aver accettato di partecipare all’intervista. Vorrei porti alcune domande: da quanto tempo ti trovi alla guida dell’Ancona?

Dunque, sono alla guida dell’Ancona da inizio della quarta stagione. Al tempo il presidente era Roberti, con allenatore Giamberduca, i direttori sportivi erano Costulo e Angelino.
Per motivi che disconosco Giamberduca e Roberti decisero di lasciare, e quindi divenni io l’allenatore. Da quel momento rimasi io con Costulo e Angelino; nonostante alcune difficoltà, e il fatto che ci trovavamo in ventesima posizione, arrivai a metà classifica lo scorso anno riuscendo a coinvolgere un gruppo sempre più attivo di giocatori.
Quest’anno Angelino è stato rimpiazzato da Sulsenti ed al momento, nonostante sussista qualche difficoltà nelle trattativa, stiamo tentando  di acquisire Apollo Pisceddu come direttore sportivo.

Sei felice ad Ancona? Quali sono gli obiettivi societari che ti poni?

Certo. Sono contento di dove mi trovo, la gente con cui devo collaborare è sempre molto competente e disponibile. Sono contento anche dell’intera squadra, pur se non tutti sono attivissimi si impegnano molto, e questo è l’importante.
Vorrei cercare di qualificarmi per i playoff, e ad oggi siamo in lotta per riuscirci.

Perfetto, mi dicono che da quando ci sei tu stai portando la squadra ad essere più attiva. Hai qualche pupillo in squadra?

Si, ci si impegna nel portare attività. Bisogna ringraziare anche l’impegno di Costulo con gli highlights.
Considerando il fatto che a Gennaio non abbiamo venduto nessuno (pur sussistendo richieste per alcuni) si denota l’interesse verso l’intera squadra.
A me piace molto comprare, sono molto restio alla vendita; agisco solo in casi specifici e ben motivati. Quindi – sulla base di questa premessa – si deduce un interesse globale verso tutti.

Sicuramente siete una bella realtà in Serie B! C’è qualche aneddoto di cui vorresti parlare?

Beh ogni tanto accadono cose strane. Tipo un mio attaccante che si chiama Locatelli ha la mania per i pali e le traverse.

Come definiresti il tuo attuale rapporto con la dirigenza?

Fortunatamente mi trovo bene con l’altro presidente – Alessio Costantino – detto il Costulo; è una persona a modo, e sempre disponibile.

Quindi mi dice che a livello societario puntate ai playoff e magari alla Serie A. Crede che sia ius obiettivo fattibile?

Spero che riusciamo ad ottenere quantomeno l’ottavo posto. Ad oggi i playoff sono conseguibili, salvo gravi debacle future.

 Sogni personali per il tuo futuro? Magari una panchina che sogni da tempo?

Unica aspirazione in termini di allenatore sarebbe allenare una nazionale. Ad oggi però (anche con giusta ragione) vengono scelti allenatori con più esperienza e più anzianità.

Bene! Le faccio i complimenti per l’ottimo lavoro che sta svolgendo ad Ancona! Detto questo vuole aggiungere qualcosa?

Spero solamente che gli obiettivi siano conseguibili e che i giocatori siano felici di come vengono trattati e di come si cerca di integrarli nel progetto di squadra.

Grazie mille del suo tempo mister, tutto lo staff di Free Kick le augura buona fortuna per il suo futuro da allenatore nel Progetto!

Scritto da Michele Grilli | Revisione e grafica di Kevin Ricchiuto

Progetto FM – Il mercato oculato della Lucchese

Buonasera a tutti gentili lettori e lettrici, quest’oggi faremo il resoconto del mercato in entrata ed uscita della Lucchese, squadra che milita nel campionato cadetto di Progetto Gaming e in lotta per l’ottavo posto, piazzamento che le garantirebbe l’accesso ai prossimi playoff di Serie B. La Lucchese ha dovuto far fronte alla cessione di Raffaele Pascariello ceduto per 2 milioni alla Sampdoria realizzando comunque una importante plusvalenza che le ha permesso però di fare acquisti con l’obiettivo di regalare più alternative possibili al suo allenatore Maurizio Deidda. Il mister si dichiara soddisfatto di come si è mossa la propria società ribadendo il fatto di aver svolto un mercato funzionale per le esigenze della sua squadra. Troviamo  tra i colpi messi a segno dai rossoneri, la giovane punta Andrea Maffia prelevata dal Rimini per 400k e il centrocampista  Riccardo Ercoli  acquistato dal Cagliari per 750k. Prima della chiusura del mercato è stato effettuato un terzo colpo, si tratta del difensore del Cagliari: Federico Calbini, arrivato con la formula dello scambio secco cedendo come contropartita Marco Colatruglio. Abbiamo deciso dunque di incontrare i tre nuovi acquisti e sentire le loro prime impressioni, dunque diamo un caloroso benvenuto ad Andrea Maffia, Riccardo Ercoli ed a Federico Calbini.

Ciao ragazzi e grazie di essere di qui, iniziamo la nostra intervista parlando della trattativa che vi ha spinti a scegliere la Lucchese. Perché avete scelto di vestire la maglia rossonera?

[Andrea Maffia]: Il motivo che mi ha spinto a venire qui è stata sicuramente la presenza Alberto Bifano, persona che già conoscevo e che mi ha parlato bene dell’ambiente e della squadra.

[Riccardo Ercoli]: Sinceramente ciò che mi ha spronato a scegliere di vestire questa maglia è stata la presenza di mio fratello (Lorenzo Ercoli) nella squadra, ha sempre parlato molto bene del clima che c’era tra i vari compagni di squadra.

[Federico Calbini]: Grazie e buonasera! Ho scelto la Lucchese perché credo nel progetto e sono convinto che già a partire da quest’anno possiamo puntare a fare bene raggiungendo la zona playoff e lottare per la promozione nella massima serie. Oltretutto conoscevo già la nostra punta Francesco Benedetti e la nostra ala Lorenzo Ercoli, ciò mi ha portato con ancora più piacere a scegliere questa maglia insieme al mio compagno al Cagliari Riccardo Ercoli.

Avete già avuto modo di esordire con la vostra nuova maglia, quali sensazioni avete provato?

[Andrea Maffia]: E’ stato molto emozionante, senza dubbio dovrò ancora lavorare per arrivare al livello dei miei compagni ma penso di essere sulla strada giusta.

[Riccardo Ercoli]: Ho già avuto occasione di esordire in maglia rossonera, non ho provato sensazioni particolari ma è stato bello sapere che c’erano molte  persone che credevano in me nonostante ci siano compagni molto più bravi sono positivo e sicuro di poter migliorare.

[Federico Calbini]: Mi è piaciuto molto il calore che i tifosi mi hanno trasmesso sin da subito. Sono contento di essere partito titolare e lavoro ogni giorno per mantenere questo posto e rendere felici i nostri tifosi.

La forza della vostra squadra è il gruppo come avete già ribadito, vogliamo sapere  come ci si trova dentro lo spogliatoio della Lucchese e avete già legato con qualche compagno di squadra?

[Andrea Maffia]: È una famiglia, io personalmente penso di aver legato con tutti anche se sono arrivato da poco, ma come ribadito prima Alberto lo conosco molto di più e da più tempo.

[Riccardo Ercoli]: Il clima nello spogliatoio della Lucchese è semplicemente fantastico, c’è sempre un clima sereno, sono riuscito a legare un po’ con tutti, nessuno in particolare.

[Federico Calbini]: Nello spogliatoio mi sto trovando molto bene, prima di arrivare qua non pensavo di poter trovare compagni così benevoli nei miei confronti. Comunque come detto conoscevo già Benedetti e Lorenzo Ercoli che mi hanno aiutato ad ambientarmi, oltre a Riccardo Ercoli che si è trasferito dal Cagliari con me.

Il vostro allenatore è Maurizio Deidda personaggio molto noto a tutta la community di Progetto Gaming, quale impressione vi ha fatto e come giudicate il suo operato fin ora?

[Andrea Maffia]: Personalmente ancora non lo conosco molto, ma sicuramente un suo pregio consiste nell’avere una conoscenza molto ampia del Progetto oltre alla sua continua disponibilità ad aiutarci, soprattutto a noi novizi.

[Riccardo Ercoli]: Penso svolga il suo lavoro nel migliore dei modi.

[Federico Calbini]: Il mister è sicuramente molto preparato, sa come schierarci per rendere al meglio ed è stato lui a convincermi a prendere parte al progetto Lucchese.

La classifica vi sorride, attualmente siete settimi e sempre più proiettati verso i playoff di Serie B, secondo voi quante possibilità avete di poter salire in Serie A quest’anno?

[Andrea Maffia]: Tante e ce le giocheremo tutte!

[Riccardo Ercoli]:  Abbiamo le carte in regola, l’unica cosa sicura è che dobbiamo dare il massimo a prescindere.

[Federico Calbini]: Non saprei quante possibilità abbiamo di salire in Serie A, ma sicuramente il nostro obiettivo è quello di continuare a lottare per ottenere i playoff il prima possibile e poi dare tutto per ottenere la promozione!

So che siete appena arrivati ma un giorno vi vedreste lontano dalla Lucchese? E in quale squadra?

[Andrea Maffia]: No, anche perché credo fermamente di restare.

[Riccardo Ercoli]: Da tifoso biancoceleste non nego che mi piacerebbe giocare per la Lazio.

[Federico Calbini]: Ora come ora sono concentrato sulla Lucchese e per adesso non penso ad un futuro altrove.

 Ultima domanda, avete qualche aspettativa o qualche sogno da realizzare attraverso questa nuova esperienza?

[Andrea Maffia]: Il mio sogno è quello di vestire la maglia azzurra e vorrei anche riuscire ad arrivare a palcoscenici importanti e internazionali.

[Riccardo Ercoli]: Io spero di aiutare il più possibile la squadra e soprattutto di migliorarmi tecnicamente.

[Federico Calbini]: Spero che questa esperienza mi porti a migliorare sia tecnicamente che tatticamente permettendomi di diventare uno dei difensori migliori del campionato per poi ambire anche ad una convocazione in nazionale. Vivrò questa esperienza cercando di carpire ogni cosa sotto consiglio sia dal mister che dei compagni, cercando sempre di aiutare la squadra ad arrivare in altro.

Scritto da Gabriele Di Leo  |  Revisione di Gad Hakimian | Grafica di Raffaele Pascariello

Progetto FM – E’ uno sporco lavoro

Buongiorno cari lettori continuiamo con la nostra rubrica e continuare ad intervistare i portieri più attivi e a questa lista non poteva di certo mancare Pier Gaetano Fulco.

Ciao Pier cosa ti ha spinto a entrare nel Progetto? Cos’è per te Progetto Gaiming?

Sono entrato nel Progetto Gaming su suggerimento di un amico, Antonio Vitolo, ex allenatore del Napoli e Presidente della Casertana. Parlò di questo gioco a me e mio fratello, e ci iscrivemmo. Dopo un po’ di attesa fummo inserti nell’Entella, e da li è cominciato tutto. Progetto Gaming per me è una famiglia, alla quale dedico impegno e premure volentieri, oltre che un progetto stimolante che a lungo termine può dare grosse soddisfazioni sul piano umano innanzitutto.

Come mai la scelta di fare proprio il portiere? Casuale o vuoi seguire le orme di qualche tuo beniamino?

Il mio idolo, come portiere, è sempre stato Gianluca Pagliuca. Io in ogni partitella, un po’ perché ero tecnicamente scarso, un po’ per il fisico non proprio leggerino, ho sempre giocato in porta. Col tempo mi sono anche divertito nel ruolo, pur essendo ben meno che mediocre. Era una scelta diciamo naturale.

Come rispondi a quelle persone che reputano il portiere il ruolo più noioso o comunque quello che da meno gioie?

Che avrebbero potuto scegliere un altro ruolo. Sarcasmo a parte, è vero che FM, soprattutto viaggiando sulle azioni salienti, non fa vedere chissà quali azioni del portiere. Ma ho letto una frase trovata in giro, autore anonimo: “Un eroe non ha bisogno di un mantello. Ha bisogno solo di un paio di guanti.” Io più che un eroe sono un guaio, ma è una questione marginale.

Come ti sentiresti se grazie ai tuoi guantoni la tua squadra vincesse una partita importante o addirittura una coppa?

A fine carriera probabilmente, avendo in game 30 anni, rischio di vedere una cosa del genere fra otto stagioni.

Non credi di dedicare troppo poco tempo per il tuo giocatore e per la tua squadra il Frosinone focalizzandoti troppo sul ruolo da admin? Dimenticando di conseguenza la cosa più importante del gioco: il divertimento.

Il problema è che se mi dedico troppo poco ai compiti di admin potrei compromettere innanzitutto il lavoro degli altri admin, che si troverebbero molto più lavoro da gestire e già ne hanno tanto. La cosa poi si rifletterebbe sul divertimento di 1700 utenti giocanti. Verso i quali, anche se il mio non è un lavoro, ho qualche responsabilità. Il Frosinone ha un buon portiere di sicuri 300k di bonus, che si potenzia molto e che cazzeggia in chat whatsapp con loro.

Cosa ti ha spinto a lasciare la Liguria? Divergenze con la dirigenza del Entella o solo mancanza di stimoli e voglia di vedere nuove realtà?

Su questo argomento, per rispetto nei riguardi dell’Entella, che rimarrà sempre la mia prima squadra, preferisco non rilasciare dichiarazioni. Succede che le strade si separino ed è meglio non parlarne più.

Cosa ti ha spinto ad aderire al progetto ciocario di Cioè? È vero che la compagine laziale è così tanto attivo come sembra al di fuori dello spogliatoio?

Sono attivissimi, sono pazzi, molto uniti ed organizzati. E’ attività vera, sono davvero attivi. William Cioè è una delle persone più propositive, amanti del Progetto e scanzonate che esistono. Avrà fatto iscrivere decine di giocatori, è stato il primo allenatore della mia Casertana, che ha aiutato a riemprie di ottimi utenti che ancora giocano. E raccoglie poca fama rispetto al suo impegno, devo dire. Poche altre scelte erano migliori di lui, come Presidente, sinceramente.

Sogni di vestire la maglia azzurro in un futuro non troppo lontano? Ne hai già parlato con Alberto di questa possibilità?

Se giocassi in Serie A probabilmente per attività ne farei parte. Non per nulla: la mia scheda l’anno prossimo sarà totalmente diversa a quella di quest’anno, e se avessi scelto una squadra di Serie A avrei avuto credo molte possibilità. Solo che poi il Progetto Messico mi ha stuzzicato sotto il profilo goliardico e quindi ho già scelto di essere il secondo portiere di Frappo.

Si sono divise da poche le strade tra te e tuo fratello Daniele, è una cosa voluta o solo una casualità? Ti dispiace che questa avventura non proseguirà più con lui?

Casualità: non siamo due entità unite, siamo due persone distinte, con caratteri diversi, atteggiamenti diversi e obiettivi diversi, probabilmente è per quello che andiamo d’accordo. Siam capitati nell’Entella insieme perché al tempo c’era una squadra “cantera” nella quale venivano messi i neo iscritti. Non so in futuro, ma non ragioniamo in blocco unico.

Ringrazio Pier Gaetano per il tempo concessomi ed esorto voi cari lettori a scrivere nei commenti chi volete come prossimo protagonista della rubrica.

Scritto da Davyd Andriyesh | Revisionato da Kevin Ricchiuto | Grafiche a cura di Stefano Santoro

Progetto FM – E’ uno sporco lavoro

In questa nuova rubrica andremo a intervistare i giocatori più attivi per ruolo incominciando dai: portieri.

Il primo intervistato sarà il portiere casertano Francesco Fusco in forza alla squadra cremasca del patron Pironti.

Francesco cosa ti ha spinto a entrare nel Progetto? Cos’è per te Progetto Gaiming?

Sono entrato nel Progetto per la mia passione smoderata di Football Manager, tutto ebbe inizio quando Ballarini lanciò questa idea sul suo canale YouTube e subito mi iscrissi perché l’idea mi piaceva e mi entusiasmava… Progetto Gaming per me è segno di amicizia, segno di aiutarsi l’uno con gli altri, di conoscere persone stupende, in pratica Progetto Gaming ormai è una grande famiglia per me, quella famiglia che ti aiuta negli sbagli e ti esalta nelle cose giuste che fai; Pironti è una persona squisita cortese e disponibile ed è grazie a lui che sono restato nel Progetto.

Come mai la scelta di fare proprio il portiere? Casuale o vuoi seguire le orme di qualche tuo beniamino?

No, non causale, io prima di un grave infortunio giocavo nel ruolo di portiere in una squadra amatoriale, sin da piccolo ho amato il ruolo da portiere. A sei anni tutti volevano fare attaccanti, centrocampisti o difensori, ma io no, la mia idea era chiara: fare il portiere. Il mio idolo in assoluto era Chilvaert , infatti ho sempre cercato di essere come lui raggiungendo ovviamente scarsi risultati, ma questa è un’altra storia.

Come rispondi a quelle persone che reputano il portiere il ruolo più noioso o comunque quello che da meno gioie?

Rispondo semplicemente con un sorriso, perché non potranno mai capire la gioia che si prova a parare un rigore, oppure la fatica a tenere la porta inviolata, o ancora l’importanza che hai per i tuoi compagni di squadra, e tante altre cose che ci vorrebbero fogli e fogli da scrivere; non è vero che il ruolo di portiere non da gioie – anzi – il portiere lo vedo come un gregario che aiuta la squadra e la salva quando è in difficoltà, e questa è la gioia più grande che il mio ruolo può dare. A fine partita l’abbraccio dei compagni e i complimenti del mister completano l’opera.

Come ti sentiresti se grazie ai tuoi guantoni la tua squadra vince una partita importante o addirittura una coppa?

Sarebbe il sogno che si concretizza, dopo tanta fatica negli allenamenti e tanti sacrifici fatti, stringere la coppa o essere l’uomo partita mi spronerebbe a dare ancora di più di quello che posso dare alla causa della mia squadra; sperando anche di vincere perché no, per la prima volta nella storia del Progetto il pallone d’oro andrebbe ad un portiere.

Sappiamo che hai scelto di aderire al Senagal perché l’ex CT Crippa non ti chiamava mai dato che la tua scheda non era molto forte, pur essendo attivissimo. Questa situazione come ti faceva sentire?

Per la scheda purtroppo “la colpa la do a Filippo” perché sempre nella spiegazione del progetto disse testuali parole:

“RAGAZZI PER FAR PARTE DEL PROGETTO DOVETE ISCRIVERVI AL GRUPPO SU FACEBOOK E LASCIARE I VOSTRI DATI REALI”

E quindi così feci, poi fui il primo giocatore del Chievo, ma da me l’odiato Bencar – che all’epoca era allenatore – non mi faceva mai giocare, e la mia scheda nonostante la mia attività andava peggiorando. Per quanto riguarda la situazione di non essere convocato in nazionale le scelte di Crippa giustamente erano altre, e prima di me stava gente di alto livello; quando uscì la proposta del Senegal la colsi al volo, e devo dire il vero: non me ne sono pentito – anzi – siamo un gruppo bello, forte e omogeneo. La pecca è che ora ci allena Ballarini (scherzo) ma nel mio cuore senegalese, il mio mister è – e sarà sempre – Franceschi.

Saresti disposto a cambiare idea se il CT Alberto De Donatis ti scrivesse che ha bisogno di te in nazionale? Faresti lo sbiancamento per tornare a vestire azzurro?

Ringrazio Il sommo ADD, ma rifiuterei categoricamente. Sto bene al Senegal e non ho nessuna intenzione di abbandonare i miei compagni e soprattutto il mio primo mister quando approdai al PG e ora mio compagno di squadra.

Al Progetto Gaiming il presidente Alessandro Pironti ha affermato che tutti i giocatori devono portare 300k o almeno avvicinarsi, condividi questa filosofia? O pensi che sia troppo rigida essendo solo un gioco, o comunque un passatempo.

Beh, la filosofia la condivido, anche perché siamo la squadra simbolo del Progetto e se non siamo super attivi noi e non diamo il buon esempio agli altri sarebbe un controsenso, quindi si, concordo. Poi si è un passatempo stupendo, ma come si dice più bonus portiamo più miglioriamo e più diventiamo forti.

Visto che sei un veterano, come hai visto cambiare il Progetto? Sei nostalgico dei vecchi tempi quando il Progetto era più intimo e meno denso di utenti?

Non ti nascondo che si sono un vecchio nostalgico essendo un S1, però è l’evoluzione del Progetto e dobbiamo accettarlo. Per i primi tempi dall’evoluzione ho avuto un po’ di difficoltà ad ambientarmi, ma adesso vado dritto come un treno.

Ringraziando Francesco per il tempo dedicatoci e sperando si possa togliere tante soddisfazioni al PG, invito tutti a consigliarmi chi volete che intervisto per la nuova rubrica “E’ no sporco lavoro” ricordando che deve essere ancora un portiere.

Scritto da Davyd Andriyesh | Revisionato da Gad Hakimian  |  Grafica di Stefano Santoro

Progetto FM – Gli invisibili: Nonno Romeo

Ben ritrovati cari lettori, oggi inauguriamo una nuova rubrica “gli invisibili”. In questa rubrica cercheremo di dare spazio ai giocatori meno conosciuti del Progetto, che fino al ora non hanno avuto la giusta luce per mettersi in risalto. Ai nostri microfoni avremo Romeo Deganello DD/DC della Forst Sudtirol che milita in Serie C/A.

Salve Romeo, siamo qui per la nuova rubrica del Freekick “gli invisibili”. Ci parli di lei, come si è avvicinato al Progetto e con quali aspettative?

Mi presento sono Romeo Speedy Deganello, fotografo freelance per lo Sport a 360º. Più che avvicinato io, è stato il Progetto ad avvicinare il sottoscritto nelle vesti di tale Davyd da Monza noto handstolker lumbard. Le aspettative ? Beh! massime… inizio come terzino/centrale ma l’aspirazione è di poter un giorno giocare in mezzo al campo come regista!

Ormai è un mese che è qui nel Progetto, quali sono le situazioni migliori e peggiori che ha affrontato ?

Le migliori al martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica… le peggiori al lunedì e mercoledì con i ragazzi della squadra a parlare su Discord, seguendo due tizi che commentano una partita di FIFA.

Il suo rapporto con la squadra com’è, ci parli della sua squadra.

Il rapporto non può essere che buono dato che la squadra sta girando a mille grazie a mister Bluff (n.d.r. vedi Il Comandante Mark).

Con mister Santoro e i due presidenti Adryiesh e Pessano come sono i rapporti? Le danno noie?

Il Mister è eccezionale, fa girare la Squadra come pochi. Pessano gira messaggi e like. Davyd ecco lui te le fa girare e basta.

I dopo partita in casa Forst sono abbastanza alcolici come ci dicono o lo sponsor è tirato?

Dipende sempre se il risultato è positivo o negativo: se positivo la birra scorre a fiumi, se negativo allora veniamo buttati nel fiume.

Per il prossimo anno ha qualche chicca da anticiparti? Obiettivi, nuovi nidi su cui emigrare?

Per il prossimo anno direi che ho un solo obiettivo: diventare il padrone del vapore.

Ultima domanda poi la lasciamo andare via,come si sente ad essere l’uomo “d’esperienza” in una squadra cosi giovane?

Mi rende orgoglioso e allo stesso tempo carico di responsabilità, perché so di essere un punto di riferimento per i più giovani, e a tal proposito ho già fatto stampare delle mie gigantografie da appendere nelle loro camerette, così da farli sentire protetti e coccolati perché li ritengo tutti figli miei e i figli. Si sa, so piezz e core!

E cosi si conclude il nostro primo appuntamento con “gli invisibili”, ringraziamo il nostro amico Romeo per l’intervista e voi lettori che siete sempre pronti a supportarci.
Dal Freekick è tutto alla prossima lettura

Scritto da Antonio Esposito | Revisionato da Gad Hakimian | Grafica di Stefano Santoro