In Lotta per l’Europa – Analisi 10 Giugno – Parte 2

Nella live del 10 Giugno 2019 sono ripartite le competizioni europee in Progetto FM. Un inizio alquanto incoraggiante soprattutto per le squadre italiane coinvolte nell’Europa League, dove su cinque scontri si sono ottenute cinque vittorie. Se nella prima parte siamo andati ad analizzare le partite di Torino e Progetto Gaming, oltre alla partita in Champions della Lazio, in questa parte verranno messe sotto lente d’ingrandimento le altre partite, che hanno coinvolto Inter, Juventus e Roma.

Feyenoord – Inter 2-5
La partita sicuramente più emozionante del turno di Europa League è stata quella tra la squadra di Rotterdam e quella allenata da Pietro Alaimo. L’alta intensità da ambo le parti ha portato ad uno scontro che ha visto molti errori da parte delle difese e pregevoli gesti tecnici da parte degli attacchi: nei primi 23′ sono state segnate ben quattro reti.

É stata una partita molto combattuta, come testimoniano le statistiche molto simili in Tiri in Porta (6-9) ed in possesso palla (53-47), il numero di chiare occasioni da goal (1-1) e di azioni importanti (2-2). Anche il numero di passaggi è molto simile, con l’Inter che ne porta a termine 341 e il Feyenoord 387. Le due squadre non hanno esitato a spingersi in avanti, anche a discapito di qualche goal subito di troppo. La chiave della partita che spiega un risultato così netto è l’incredibile efficacia dei giocatori nerazzurri sotto porta, tanto da rendere imbarazzante la prestazione del portiere olandese Vermeer, con 5.6 di voto. Sostituzione decisiva quella effettuata tra primo e secondo tempo da parte dell’Inter: l’ingresso di Ciampaglia al posto di Pettignelli ha ampliato il divario tecnico tra le due squadre. Non è un caso che dopo il suo ingresso, l’Inter abbia segnato le due reti che chiudono la partita senza concedere un goal agli avversari. Il premio di migliore in campo appartiene ad Antonio Seminaroti, autore di una splendida doppietta. La qualificazione per l’Inter potrebbe essere al sicuro, grazie ai cinque goal in trasferta che costringerebbero il Feyenoord a segnarne quattro a San Siro.

EXTRA: I padroni di casa presentavano in panchina due svincolati di Progetto FM. Matteo Pesco, ex-Lazio, Udinese e Sampdoria, e Alessandro Girelli, ex-terrore delle difese di A mentre era al Bari e due stagioni fa al Fublet. Se il secondo è stato splendidamente fermo in panchina, il primo ha giocato anche 12 minuti a partita in corso.

Juventus – Bayer Leverkusen 3-0
Anche l’altra squadra di Torino chiude il discorso qualificazione con un netto 3-0 al Bayer Leverkusen, squadra sicuramente meno ostica di quelle affrontate nel girone di Champions League. La partita è nettamente dominata dai bianconeri, che lasciano poco spazio alle punte tedesche.

Il pieno controllo della partita è reso evidente dal gran numero di tiri in porta, che sono undici per i padroni di casa contro i tre degli ospiti. Non proprio una gran bella giornata del portiere del Bayer, che deve ringraziare i due pali se non ha raccolto ulteriori palloni dalla porta. Bisogna tuttavia ammettere che prima dell’ingresso di Luca Santoro, autore di una doppietta, la Juventus non era riuscita a concretizzare le sue tante occasioni avute, segnando solo il goal con Theo Bassissi. Infatti, giornata molto negativa per Carlo Paudice, costretto ad uscire nel secondo tempo. In pieno controllo sono stati i terzini bianconeri: sia il già nominato Bassissi che Mattia Perfetti, hanno messo in subbuglio con le loro accelerazioni la difesa tedesca. Bene anche Igor Pejcic, autore di un assist. Tuttavia, il premio di MOTM va sicuramente a Santoro, che se lo assicura in ventisei minuti di gioco. Curiosamente, a segnare tutte le tre reti dei bianconeri, sono stati giocatori al loro debutto in Europa League: Bassissi ha giocato la prima parte di stagione alla Pro Vercelli, mentre l’uomo partita è stato al Catania.

Roma – Basaksehir 2-0
Per quanto il risultato non le garantisce il passaggio del turno senza troppi rischi, i giallorossi hanno messo un mattone fondamentale per il passaggio del turno. Infatti, nonostante il risultato reciti solo 2-0, il modo in cui è arrivato fa ben sperare per il match di ritorno.

La Roma ha approcciato la partita nel modo corretto, non lasciando nessuno spazio alla squadra turca, autore di un solo tiro nello specchio. D’altro canto, la Roma dovrebbe migliorare la precisione sotto porta: dei 27 complessivi solo 6 sono finiti a bersaglio. La partita fortunatamente si era messa in discesa sin da subito, con il goal di Giacomo Bruni al 13′, e ci ha pensato Flavio Bramucci a chiuderla al 78′. Tuttavia, è difficile capire il livello della Roma: la difesa si è comportata in maniera assolutamente solida, mentre l’attacco ha evidenti problemi in ambito europeo, visto che né Riccardo Atudosie né Paolo Leanza hanno inciso sulla gara in qualche misura. Servirà ritrovarli al meglio per poter pensare di andare ulteriormente avanti, anche se a Roma potrebbero fare qualche ragionamento di più: meglio dedicarsi completamente al campionato di Serie B, dove attualmente stai in zona playoff e più ti piazzi meglio più hai possibilità di passare, oppure sacrificare qualcosina per provare ad andare fino in fondo nella Coppa, senza la certezza però di riuscirci? In ogni caso, si può dire che la Roma, nonostante gli impegni del campionato cadetto, abbia onorato al proprio meglio la competizione. Ed è facile che entri nella top 16 della Europa League.

In lotta per l’Europa – Analisi 10 Giugno – Parte 1

Nella live del 10 Giugno 2019 sono ripartite le competizioni europee in Progetto FM. Un inizio alquanto incoraggiante per le squadre italiane coinvolte nell’Europa League, dove su cinque scontri si ottengono cinque vittorie. Meno ottimismo per quanto viene dalla Champions League, dove la Lazio ha pareggiato in casa 1-1 contro il Liverpool, ed è chiamata a vincere (o pareggiare con almeno due reti segnate) ad Anfield.
I risultati ottenuti verranno confermate dalle statistiche delle partite in questione? Oppure il risultato poteva essere molto diverso?

Lazio – Liverpool 1-1
L’unico match della Champions League vedeva coinvolta la Lazio di Nicholas Michelini contro una delle squadre più temibili del gioco, il Liverpool. Avversaria molto pericolosa, complice anche la tendenza al pressing del club inglese, strategia di gioco molto premiata su FM.
La Lazio si schiera in campo secondo il suo classico 4-4-2 con una piccola eccezione: a centrocampo non troviamo Salvatore Campagna, indisponibile, ma Alessio Scarciotta. Sulla fascia destra troviamo quindi Danilo Falzone.

Le statistiche parlano di una partita molto combattuta: il Liverpool ha preferito avere il pallino del gioco, come evidenziano 364 passaggi e un possesso palla che si attesta al 56%, mentre la Lazio ha preferito con azioni molto veloci e che portassero al tiro molto più velocemente, con 18 tiri al termine della partita e 267 passaggi.
La tendenza a colpire rapidamente si vede anche dal numero di contrasti effettuati: se la Lazio ha eseguito 34 contrasti, il Liverpool lo ha fatto solo 12 volte. Statistiche coerenti quindi anche col fatto che fosse il Liverpool ad avere per lo più il pallone e che dovesse costruire azioni più ragionate.
Nel Liverpool ha spiccato in particolare Mohamed Salah, autore anche della rete del momentaneo 1-0 con un’azione solitaria che ha poi concretizzato in rete. È un errore di Alexander-Arnold invece a dare la possibilità alla Lazio di segnare il goal dell’1-1 con Federico Gallarato. Tuttavia, neppure il golden boy spicca più di tanto in questa partita, dove determinante nel mantenere la squadra a galla dopo l’1-0 è stato Davide Costarella.
Nessuna delle due squadre ha chiamato in causa la panchina, con la Lazio che esegue la prima sostituzione solamente al 90° e il Liverpool che non inserisce nessuno.
Nel complesso, un pareggio giusto per quello che si è visto e per quello che i numeri raccontano. Un 1-1 più utile al Liverpool che alla Lazio, ma che non preclude la possibilità di passare il turno per i biancocelesti.

Dinamo Zagabria – Progetto Gaming 0-1
Il primo degli scontri di Europa League vede invece la squadra cremasca affrontare la Dinamo Zagabria, squadra assolutamente alla portata dei biancoblu.
Progetto Gaming che si schiera attraverso un 4-4-1-1 in linea, priva di Mark Aperio, sostituito per l’occasione da Tommaso Molin. Vincono i ballottaggi davanti Pasquale Canario e Luca Bisceglie, con il primo che si colloca a trequarti, mentre in porta trova posto Francesco Miliani.

Un risultato che sta molto stretto ai biancoblu, perché la partita è stata letteralmente dominata. La Dinamo ha tirato per la bellezza di una volta in tutti i 90 minuti, mentre il PG ha fatto addirittura 14 tiri in porta.
Progetto Gaming che ha ottenuto anche il 58% del possesso palla, con 372 passaggi all’attivo, 25 calci d’angolo e anche una chiara occasione da goal.
Tuttavia, non era giornata per Pasquale Canario, che esce dal campo con un mesto 6.4, e per Lucia Zanotti, che sbaglia il rigore del possibile 2-0, mentre era sicuramente in forma il portiere Livakovic per i croati.
Fortunatamente per i lombardi, Bisceglie risolve e segna il goal dell’1-0, ma neppure con le sostituzioni il risultato varia ulteriormente.
La palma di migliore in campo va divisa equamente ai due laterali Molin e Alessandro Sgrò, il primo autore dell’assist dell’1-0, il secondo per le sue incredibili galoppate che hanno messo in crisi la difesa degli slavi.
Il Progetto Gaming ottiene una vittoria, anche se al termine della partita ha molto da recriminare a sé stessa: il passaggio del turno non è in cassaforte come per le altre squadre impegnate nella stessa competizione, anche se, viste le statistiche, neanche troppo dubbia. Il calcio è tuttavia strano, e si augura che non sia un’occasione mancata.

Zenit – Torino 0-4
Un altro degli scontri di Europa League vedeva invece il Torino chiudere la pratica qualificazione contro lo Zenit San Pietroburgo, la squadra più ostica tra quelle sorteggiate in questo turno di competizione.
Granata che si schierano un 4-4-1-1 asimmetrico, con in attacco Agostino Lupo a sostegno della punta Chrisitan Pennisi. A centrocampo spazio per i fratelli Pusceddu, accompagnati da Samuel Setzu e Angela Iadicicco.

Il Torino tiene il controllo del pallone, con un 61% di possesso palla, 421 passaggi concretizzati, 16 calci d’angolo e 10 tiri in porta. Tuttavia, mantiene anche la sua nomea che la ha contraddistinta sempre e commette ben 13 falli. I granata prendono anche due pali, a conferma di come il risultato poteva essere più tennistico. I 4 tiri in porta dei russi sono la conferma di un gioco molto offensivo, che ha lasciato dei momenti in cui lo Zenit, in contropiede, è riuscito a impensierire l’estremo difensore Claudio Fagone.
La palma di migliore in campo va condivisa tra Daniele Pusceddu, autore di 3 assist, e Francesco Terlati, autore del goal che sbloccato la partita. A rete anche Iadicicco, Gianluca Pusceddu e Pennisi.
In situazione di puro controllo spazio anche per il nuovo arrivato Simone Perossa, che gioca gli ultimi tre minuti della partita al posto di Fagone.
Più oscura, soprattutto in confronto al compagno di reparto Francesco Avogaro che prende 8.5, la prestazione di Nicolò Martinelli, che prende solo 7.0.
La partita di ritorno sembra una formalità per i torinesi, che possono amministrare l’enorme vantaggio ottenuto da questa partita: il passaggio del turno è ormai ad un passo.