Resoconto Serie B: tutti i numeri della stagione 4

La Serie B si è conclusa: Chievo e Avellino hanno conquistato la promozione attraverso il campionato, mentre il Benevento ha vinto i playoff a discapito del Frosinone, che come tutte le altre qualificate dovranno ritentare l’anno prossimo. Per la lotta retrocessione, alla fine le condannate alla Serie C sono Spezia, SPAL, Livorno e Salò: salva invece la Lucchese, nonostante sia dovuta passare dai playout. Qual è stato il racconto di questa competizione? Quali spunti ha dato? Ecco cosa i numeri hanno raccontato di questo campionato cadetto.

Statistiche Generali

Come evidenziato già in passato, il passaggio da FM17 a FM19 ha portato ad un gioco molto più offensivo. A testimonianza di ciò non solo le 1531 reti segnate nel campionato, che corrispondono ad una media di 70 goal a squadra, ma anche che tredici società superano tale media: sei di queste hanno superato quota 85 e Chievo e Avellino hanno superato quota 100. Qualcuno potrebbe obiettare che proprio i campani falsano la media, con le loro 121 reti, ma in realtà questo discorso non sussiste, visto che il peggior attacco della B, la SPAL, ha fatto solo 34 goal. Ferraresi che non sono però la peggior difesa: quel primato spetta al Salò privo di umani, con 115, seguito dallo Spezia a 114 ed anche il Livorno ha subito più reti con 105. La miglior difesa invece è quella del Vicenza, con 45 reti, seguita dai veronesi con 48. Vicentini che per altro sono il peggior attacco delle squadre qualificate ai playoff e l’unica a non essere andata sopra le 80 reti.

La pareggite ha colpito forte due società: Cittadella, classificata al decimo posto, ha fatto 14 pareggi, mentre addirittura l’Akragas, diciassettesimo, ne ha totalizzati 15. Pochi pareggi invece nelle zone di testa, anche se la squadra che ne ha fatti di meno è il Novara dodicesimo, con appena 6.

Come prevedibile, i capocannonieri del campionato sono delle due compagini oltre quota 100 goal: si trattano di Giorgio Belluscio ed Amina Ahmed, con quota 31. Il gioco vede Giorgio Belluscio davanti per motivi di media goal: infatti l’attaccante del Chievo ha segnato una rete ogni 83,94 minuti, mentre la giocatrice dell’Avellino ne ha fatta una ogni 100,35. L’assistman è Francesco Generale del Frosinone: dai suoi piedi sono partiti ben 16 goal dei compagni. Il Chievo ha anche il portiere con il minor numero di goal subiti, tra coloro che hanno giocato almeno 21 incontri: si tratta di Giovanni Piccirillo, appena 24 in 23 presenze e 10 reti inviolate. Media molto simile per il portiere del Vicenza, che le ha giocate tutte ed infatti ha il record di clean sheet: 13. Interessante come il Trapani sia riuscito ad alternare entrambi i portieri, facendoli entrare in questa classifica: Manuel Riva batte Manuel Conte 30 a 33.

Il maggior numero di falli appartiene ad una delle quattro neopromosse, il Foggia di Gabriele Marchi. Sono 631 gli interventi giudicati irregolari da parte dell’arbitro. I pugliesi però non sono la squadra né con il maggior numero di ammonizioni, né con quello delle espulsioni: il primo record spetta all’Ancona, con 117 cartellini gialli, mentre il secondo viene diviso tra Brescia, Livorno ed Entella, con 6. La miglior media di contrasti a partita è di Pietro Pane dei lombardi, con 4,12. Pane che è anche il giocatore più ammonito: ben 15 cartellini gialli. Seguono Daniele Fulco dell’Entella con 13 e Francesco Oliverio dell’Ancona con 12. Difficile capire chi sia il più espulso: tra i tanti a 2 troviamo Loris Farina dell’Entella, Nicholas Michelini ex-Livorno, Giorgio Priori della Roma e Roberto Martellucci del Brescia.

Il maratoneta delle partite è Edoardo Bonfanti del Vicenza: con 38 presenze ha percorso una media di 13,34 km a partita. In senso assoluto ha fatto di più Francensco Amendola del Frosinone: 501km in 41 partite. Sul podio dei km a partita anche Andrea De Fanti del Chievo con 13,17 Km percorsi. Il Ciociaro è anche autore del maggior numero di passaggi decisivi, 79. Dietro a lui Jonathan Ascia dell’Avellino (76) e Davide Russo del Cittadella (75). Il giocoliere è Michele Bàlor, con 2,25 dribbiling a partita. Anche in questa classifica tra i primi tre troviamo Francesco Generale con 2,21, mentre chiude Hasim Bajrami della Roma con 2,17, solo per una partita giocata in più del marchigiano Luca Radicchi.

Altre statistiche portieri: protagonista sia dei tiri bloccati che delle respinte è Gabriele Di Leo dello Spezia, rispettivamente 149 e 117. Nei tiri bloccati seguono Francesco Pappalardo dei vicentini(122) e Mattia Bianconi della SPAL(116), mentre Simone Stefani del Cittadella e Pier Geatano Fulco dell’Entella completano il podio delle respinte con 82 e 81.

Confronti con il girone d’andata

Se nel girone d’andata protagonista era stato il Chievo con 47 punti, nel girone di ritorno è l’altra promossa, l’Avellino, ad aver ottenuto i migliori risultati. Infatti, con 50 punti, si piazza in testa nella seconda metà del campionato. Bene anche il Parma, seconda squadra della seconda metà del campionato, con 43. Per entrambe si tratta di un miglioramento rispetto alla prima parte, con un +13 per i campani e un +10 per i crociati. Terza in questa classifica dei ritorni è il Chievo, che ha ottenuto 42 punti (-5 rispetto al girone d’andata).

Seguono Benevento con 41 (+3), Vicenza con 40 (-2) e Frosinone con 38 (-2). Se fosse solo per queste ultime 21 giornate, ai playoff andrebbero Cittadella e Roma. La squadra guidata da Giuseppe Gambardella ha totalizzato 35 punti, un miglioramento di 8 punti, mentre i giallorossi di Tommaso Molin 34, con una crescita di 3. Troviamo a seguire il Palermo, che ha ritrovato costanza ed è uscita dalle zone basse: 30 punti nella seconda metà, +8 rispetto all’andata. L’Entella e la Salernitana ringraziano l’ottimo girone d’andata per la conquista dei playoff: infatti i liguri hanno ottenuto 28 punti, con un calo di 14, mentre i campani 27, con un calo di 15. In mezzo a loro troviamo il Novara, sempre con 28 punti ed una crescita di 2.

Dietro a loro troviamo il Foggia con 27 (+3), l’Akragas con 26 (+7), il Trapani con 23 (-3) e l’Ancona con 23 (-4). Anche la SPAL ha conquistato 23 punti, ma purtroppo i soli 3 punti conquistati nelle prime 21 hanno penalizzato molto il campionato dei biancoazzurri. Male invece il Brescia, peggior calo tra andata e ritrono: se era riuscito ad ottenerne 37 nella prima metà, adesso sono solo 20, con un calo di 17 punti. Le ultime quattro sarebbero Livorno con 17(+5), Lucchese con 15(-6), Salò con 15(-8) e chiude lo Spezia con 10(-7).

Confonto casa-trasferta

Adesso vediamo il diverso rendimento che hanno avuto le società, a seconda che la partita si sia giocata in casa o in trasferta.

Classifica “In Casa” della Serie B. Nelle posizioni di testa troviamo Chievo, Benevento e Vicenza. Ultima la Lucchese
Classifica “In trasferta” del campionato cadetto. Nonostante siano terzi, i clivensi hanno 13 punti in meno. Davanti loro Avellino e Cittadella. Nelle ultime quattro posizioni le quattro retrocesse

Le due prime classificate hanno mostrato rendimenti opposti: se il Chievo è stato molto più sugli scudi in casa, l’Avellino ha preferito un atteggiamento più corsaro, andando ad espugnare più stadi possibili. Simile al Chievo abbiamo il Benevento: la terza promossa si piazza seconda nella classifica dei match in casa. Il Cittadella invece avrà qualcosa da rivedere il prossimo anno sull’atteggiamento casalingo: infatti, se si piazza seconda nella classifica “in trasferta”, se si considerasse l’altra classifica si troverebbe a giocare i playout. Discorso a parti inverse per l’Entella: probabilmente un piazzamento migliore è sfuggito proprio a causa di una squadra poco lucida lontana da Chiavari. In generale, le squadre hanno fatto meglio in casa che in trasferta: sono poche le compagini che hanno fatto meglio il contrario. Oltre ad Avellino e Cittadella, abbiamo solo la Lucchese che ha fatto più punti lontano dal proprio stadio. Rendimenti invece molto simili per la Salernitana: uno solo è il punto di differenza.

Apperò! IlCarro intervista Claudio Però

Claudio Peró, un piacere averla qui con noi. Solitamente iniziamo così: ci racconti di lei dentro e fuori dal Progetto.
Ciao Nicholas, il piacere è tutto mio. Diciamo che non sono il tipico “role player” con una seconda identità, sono esattamente come molti mi conoscono… un tenero e coccoloso bestemmiatore, no battute a parte sono uno a cui piace divertirsi e fare un po lo scemo tra amici, cosi da rendere la giornata più serena, quindi diciamo che chi mi ha conosciuto sa che non ci sono differenze tra i “due profili”, infatti quando presi la panchina dell’Entella feci un discorso a tutti i ragazzi spiegando proprio questo.

Visto che l’ha citata, partiamo proprio dall’Entella. Un resoconto di quanto fatto finora dal suo arrivo a Chiavari a oggi? Tiri un po’ le somme.
Prima di tirare le somme calcistiche voglio parlare del gruppo; era un gruppo non dico di inattivi, ma diciamo semi-attivi e non avevano chiarissimo l’idea del Progetto, non erano inseriti del tutto. Il risultato più bello che posso raggiungere è stato proprio questo: tirare su un gruppo vero, un gruppo unito, un gruppo forte.
Per molti che lo vedono da fuori potrebbe risultare una banda di pazzi, che parlano di trash, figa, bestemmiano e si insultano dalla mattina alla sera, ma appena uno dei ragazzi dice che c’è un problema c’è la fila per dargli sostegno in ogni momento del giorno o della notte; ciò che abbiamo creato è una vera famiglia, e questa è la cosa credimi che mi rende in assoluto più orgoglioso della squadra.
Per quanto riguarda i meriti sportivi è una bella sfida questa, siamo ancora in lotta per i playoff, purtroppo abbiamo buttato via parecchi punti per strada, ma siamo ancora li nel gruppone, tutti rincorrono tutti e perdono punti preziosi. Ovviamente speriamo di arrivare tra le prime due, in caso contrario sono sicuro che la prossima stagione saremo ancora qui a parlare del medesimo obbiettivo, perché i ragazzi meritano la massima serie sia per attività che per come e quanto si sono avvicinati al Progetto.

Quale è stata la chiave nel realizzare questo processo? Oltre sicuramente al fatto che lei è un utente della prima ora e quindi risulta di per sé ben predisposto nel trasmettere il senso del Progetto.
L’aiuto di tutti, devo essere sincero. Poi grazie ai Fulco, che erano una parte molto importante della vecchia guardia dell’Entella, sono stato accolto benissimo; penso anche il fatto di aver messo le cose in chiaro sin dal primo giorno abbia aiutato a creare questo tipo di rapporto all’interno, poi ovviamente quando arriva un nuovo allenatore non lo si conosce si è diciamo un po’ più tutti motivati a far meglio, un po’ come nella realtà. Infatti molti dei miei ragazzi sono passati da 0/100K di bonus a raddoppiare se non a triplicare questa cifra, quindi è questo quello che intendo; fortunatamente è stato un gruppo aperto a questo tipo di esperienza, alcuni meno di altri ovviamente, però purtroppo succede, non tutte le ciambelle escono col buco (ride, ndr).
Per fare un bellissimo esempio, ho parlato bene o male con tutti i ragazzi in privato: ce n’era uno fomentatissimo dalla possibile lotta per i playoff, dopo cinque partite di campionato dove effettivamente avevamo fatto bene se ne esce dal nulla dicendo “Mi sono rotto, addio”. Sono cose che destabilizzano, ma alla fine siamo sopravvissuti fino a gennaio con due difensori centrali di ruolo (ride ancora, ndr).

Veniamo ora al Genoa. Stagione da incubo finora, inutile negarlo, specialmente rispetto a quelle che erano le aspettative.
È esclusivamente un aspetto tattico, oltre a parecchia malasorte, che vi condanna attualmente in zona retrocessione? O c’è dell’altro secondo lei?

Beh, la Serie A, essendo la massima serie, è un sogno ambito da molti. Tutti, chi più chi meno, lavorano sodo dietro alla propria squadra al fine di portare le situazioni a loro vantaggio; è ovvio che in una competizione cosi accanita paghi ogni punto perso, ed è ancora più scontato che l’inizio non proprio prolifico dell’attacco, soprattutto il mio (una sola rete in tutto il girone di andata) ha pesato molto; però abbiamo le carte in regola per stare in Serie A, lavoriamo ogni giorno per dimostrarlo e guadagnarci quel posto che ci spetta.
Non voglio parlare di fortuna o sfortuna, la fortuna la si crea.

Era stato momentaneamente messo in lista prestito per il mercato di gennaio. Lo avevano cercato anche squadre importanti, per esempio la Lazio che voleva un’alternativa di livello alle sue due punte; poi sembrava dovesse andare a fare il titolare inamovibile in Serie B, ma non se ne fece più nulla. Ci racconti.
Fui messo tra i partenti ma con molta controvoglia da parte di Alberto De Donatis, ma ho sempre insistito per andare esclusivamente in Serie B, perché a me personalmente pesava moltissimo questa astinenza dal gol, volevo fermarmi, fare un passo indietro e dire “Ok Claudio, ricominciamo tutto.”
Cosa non necessaria: sono riuscito a ritrovare la porta, non come un tempo, ma piano piano sto tornando; devo davvero ringraziare il Mister Danilo Trojer per aver insistito nel tenermi e lo stesso Alberto che ha sempre detto di non volersi privare di un giocatore come me.

A proposito di gente che rimane a Genova e gente che va: come ha preso la partenza di Mark Aperio?
Malissimo personalmente, ma era una cosa che serviva a lui; poi siamo molto amici anche fuori dal campo, quindi ho capito il suo punto di vista e l’ho appoggiato (prima insultato per una settimana, e poi appoggiato). Alla fine il nostro rapporto di amicizia non era legato solo al campo, spero che al Progetto Gaming possa ritrovarsi l’Aperio che tutti conoscevamo, daghe Mark!

Cosa ne pensa invece di questa semi-utopia di De Donatis, che fra un numero indefinito di stagioni vorrebbe acquistare l’Inter per poi comporla di soli interisti. Lei che è nerazzurro lo seguirebbe?
Certamente, sarebbe diciamo il coronamento di un sogno. Quando iniziai tutto questo era finalizzato ad andare a giocare in nerazzurro, è sempre stato quello l’obiettivo finale; fui cercato dall’Inter tra la Stagione 2 e 3, ma il gruppo Genoa per quanto mi riguarda è molto difficile da abbandonare, sono stato molto fortunato da questo punto di vista, ovunque sono andato ho sempre trovato persone splendide. Poi ovviamente spero che Albe saprà chi indicare come allenatore per questa eventuale Inter… coff coff.

Ci tolga una curiosità: lei non ha mai acquistato una squadra da presidente, come mai?
Diciamo che per ora su questo non posso dire nulla! Sto ancora valutando diverse possibilità, quindi per ora so che ci sarà anche un Però presidente, ma non so dire dove potrà avere la scrivania; a seconda di come si concluderà la stagione, potrebbe anche essere in Serie A.

Siamo in conclusione, ci lasci un suo pensiero personale per chiudere.
Quello che sto per dire non lo dice il Claudio Però allenatore o giocatore, ma lo dice la persona che c’è dietro ad entrambi. Non avrei mai immaginato di trovare così tanta gente fantastica in questo gruppo, ho stretto un sacco di nuove amicizie; quando iniziammo io e Mark penso che l’unica motivazione per non giocare nella stessa squadra fosse perché lui sarebbe andato al Milan e io all’Inter, le nostre squadre fuffa; dopo due anni reali dalla creazione del personaggio posso dire che ci sono davvero poche società con un gruppo a me totalmente sconosciuto dove io andrei, e questa è una cosa bellissima. Poi come ho già detto sono stato fortunato con il Genoa e l’Entella, poiché c’erano i presupposti per far sì che entrambe le squadre fossero più di un semplice gruppo di gioco, quindi voglio davvero ringraziare Filippo e Alessandro per l’impegno e le ore di lavoro che hanno speso dietro al Progetto, sperando che un giorno la gente possa davvero capire quanto abbiano lavorato per far si che fosse quello che è oggi.

Bar IlCarro 2000: Calciomercato di riparazione S4, inizio


Buongiorno lettori, l’articolo che state per leggere necessita di due premesse, che verranno ivi presentate.

La prima premessa è molto semplice e riguarda il funzionamento di questo articolo: quattro giornalisti all’interno de IlCarro hanno deciso di esprimere la loro opinione su alcuni dei temi di questo inizio di calciomercato. Non esistono pensieri completamente giusti o sbagliati, sono solo pareri personali. Tuttavia, non è solo questo: ognuno dei presenti farà una domanda e gli altri tre risponderanno almeno una volta, ma al massimo due volte. Quindi in totale ci saranno quattro domande e un numero di risposte che può variare da 3 a 6. Si può decidere se dare la propria idea in autonomia o rispondere all’intervento di un altro. In questa occasione, sono stati Cesare Pisati (P), Lorenzo Savini (S), Gabriele Marchi (M) e Alessio Costantino (C) a porsi domande e darsi risposte come filosofi.

L’altra premessa è doverosa: quest’articolo è stato composto tra il 10 e il 12 Maggio, i giorni prima che il mercato aprisse. A causa di problemi personali, non è stata trascritta prima dell’apertura di mercato. Non si faranno dunque riferimenti alla trattativa Aperio, a quella Gallo o ad altre che sono state fatte dopo Lunedì 13. Cari lettori, vi invitiamo a tenere in considerazione il contesto in cui sono state dette le risposte, un po’ come quando a scuola dovevate studiare i poeti del Quattrocento o del Seicento. Forse le risposte sono “invecchiate” bene, un po’ come “2001: Odissea nello spazio” o “Quarto Potere”, classici della cinematografia.

Dopo questa doverosa introduzione all’articolo, possiamo iniziare con la prima domanda.

C: “È una sessione che ha visto numerosi trasferimenti. In particolare, secondo me una squadra si è distinta nelle operazioni, non per forza in bene o in male, ed è il Progetto Gaming. La squadra di Pironti ha eseguito numerose transizioni, tante per essere un mercato di gennaio.
Alla luce di tutte le trattative svolte dai Lombardi, come giudicate il mercato di Progetto Gaming? È una scossa di assestamento dovuto ai tanti cambiamenti di Giugno oppure si tratta di un’altra rivoluzione, dovuta anche al cambio di allenatore?”

S: “Innanzitutto, un saluto a tutti i lettori. Dunque il Progetto Gaming si è mosso tantissimo sul mercato, sia in entrata, sia in uscita. Tutti gli acquisti a titolo definitivo effettuati hanno una chiave di lettura molto semplice: tutti gli utenti portano 300k di bonus ciascuno nelle casse della società lombarda. Il progetto a lungo termine è chiaro a tutti e condivisibile. Talvolta, tuttavia, si rinuncia a degli ottimi giocatori pur di avere utenti iperattivi in squadra. Naturalmente solo la seconda metà di stagione potrà dirci se il Progetto Gaming ha una squadra all’altezza delle alte aspettative che tutti hanno, o se dovremo attendere una o più stagioni.”

P: “Buonasera a tutti i lettori. Il mercato del PG è, per me, formidabile. Pironti aveva già annunciato le sue intenzioni: avere solo giocatori da 300k di bonus. Si preferisce rischiare investendo su giocatori che potranno ripagare alle spese solo dalla prossima stagione. Probabilmente manca ancora qualche colpo di mercato, che verrà fatto nella sessione estiva.”

M: “Come i miei colleghi, auguro una buona giornata a tutti i lettori, io a differenza loro noto un mercato utilizzato principalmente per colmare, alcuni buchi che erano stati creati in estate, per forse un eccessiva fretta nel creare una squadra con tutti i partecipanti attivi, senza però perdere troppo dal punto di vista meramente tattico.
Invece in questo inverno, a parer mio, hanno capito che Roma non si costruisce in un giorno, e hanno deciso di puntare subito tutto sull’attività, perdendo anche parecchio dal punto di vista di qualità in-game.”

S: “Già nella puntata di mercoledì 8 Maggio di VAR Sport (con Alberto De Donatis, Alessandro Pironti, Salvatore Campagna, Andrea Conte e Claudio Però) se ne è parlato abbondantemente, ma vorrei sentire una vostra opinione. Con pochi mesi di distanza, abbiamo visto il DS della Lazio, Gianluca Pattarozzi, acquistare Salvatore Campagna per 1,5M e il ds del Pordenone, Luca Bisceglie, acquisire le prestazioni di Luigi Gentile per 2,5 milioni compresi bonus.[Prezzo cambiato dopo l’apertura di mercato, N.d.R] Secondo voi, si assisterà ad un progressivo aumento dei prezzi? Cosa, secondo voi, ha dato origine a queste cifre di acquisto per questi due utenti?”

C: “Dunque, in realtà secondo me al momento non assisteremo ad un aumento dei prezzi. Durante tutta questa sessione invece, a parte per due casi limite come Zirattu e Gentile, ho visto prezzi molto più contenuti rispetto solo al mercato estivo. Secondo me, sia una maggior competenza da parte dei DS, che iniziano anche a far tesoro degli errori dei predecessori, sia anche la presenza di meccaniche come le affiliazioni, a cui sempre più società si stanno rivolgendo, hanno ridotto i prezzi.
Poi ci sono sempre casi limite. Il Pordenone penso avesse altre aspettative sul giocatore, vi ricordo che in un primo momento doveva essere l’allenatore, anche se poi non valeva comunque la cifra spesa. Credo si tratti di una scelta errata da parte dei nero-verdi e di un enorme plusvalenza dell’Atalanta.
Per Campagna stiamo parlando dello scorso mercato, ma si tratta di un errore del Livorno, che l’ha valutato poco, anche in proporzione a cosa aveva fatto il giocatore in quell’anno.”

M: “Io non sono completamente d’accordo con il mio collega, soprattutto per una questione: non è completamente vero questo “abbassamento” dei prezzi, basta vedere molte trattative recenti come 1.1M per Della Morte, quasi 3,5M per Amato, sono trattative al limite, e non credo assolutamente in un abbassamento dei prezzi. Per il resto molte trattative attuali sono andate davvero vicine al diventare realtà, dove si è parlato di addirittura offerte di 2.2M per giocatori neo creati.”

P: “Beh, sono un Maometto della politica: se io non vado dalla politica è la politica a venire da me. “Belinate” a parte, le due domande sono molto semplici, così come le loro risposte. I prezzi continueranno a salire? Sì, senza ombra di dubbio. Da questo punto di vista ci stiamo comportando come il calcio fuffa: un incredibile aumento dei prezzi. Questa crescita vede protagonisti non solo i giocatori più attivi del Progetto, ma anche gli inattivi o poco partecipi, coloro che non portano bonus.
Perché accade tutto ciò? Da buon marxista posso dire che è colpa del capitalismo e ho ragione. Ogni stagione vengono introdotti una quantità incredibile di milioni (300, circa, calcolo fatto a mente) tra bonus e premi stagionali delle squadre. In questo lasso di tempo però il numero di nuovi giocatori non aumenta allo stesso modo, portando a un aumento del valore reale dei cartellini a causa dell’inflazione. A complicare la situazione c’è anche la comparsa di nuove squadre umane che, aumentando la domanda, portano all’incremento vertiginoso dei prezzi. Questo è un circolo vizioso e penso che la domanda da fare sia “come spezzare il ciclo?”.”

P: “Allora, Milan-Ternana, Cremonese-Albese, Juve-Pro-Vercelli hanno una cosa in comune: l’affiliazione. Vi chiedo cosa pensate di questa novità, come cambierà il progetto e se, per i calciatori, giocare in una squadra che ha un’affiliata è una cosa positiva o negativa.”

M: “Assolutamente positiva! Non vedo come possa essere negativa una cosa che invogli la gente a prendere presidenze per migliorarsi e far migliorare il proprio progetto. Una cosa davvero ottima, anche se per me si sarebbe potuta gestire anche fra A e B, non soltanto tra A e C, ma va benissimo comunque. Una gran bella trovata!”

S: “Secondo me, come ha detto il collega Marchi, è una grandissima e bellissima novità. Perché per i giocatori neo-iscritti potrebbe risultare difficile arrivare ad alti livelli, con tutti i giocatori attivi di cui il progetto fortunatamente dispone, quindi è un ottimo modo per spronare i nuovi arrivati per puntare ad essere titolare in una squadra di A in poco tempo. Vedremo in futuro, con il proseguire del progetto, come e se questa mia supposizione verrà rispettata.”

C: “Assolutamente la novità delle affiliazioni è stata alquanto positiva, e ha incominciato a mostrare il motivo per cui esistono: basti pensare a Magnoni, passato dall’Albese alla Cremonese, a Terlati, da Cagliari a Torino, oppure a ben quattro giocatori che passeranno dal Perugia al Frosinone. Tutte spese molto contenute, per giocatori con un certo potenziale o che servivano in una determinata porzione del campo. Vedendo questo, anche altre società hanno incominciato a dotarsi di un’affiliata: rispetto ad inizio anno, pure Juventus, Lazio, Fublet e Sampdoria hanno deciso di usufruirne, magari per il mercato di S5.
L’unico contro è che eventuali progetti indipendenti che nasceranno avranno più difficoltà a trovare giocatori inizialmente, ma questo forse è dovuto anche al fatto che le iscrizioni vanno un po’ ad ondate e che il campionato di C sia ancora in formazione.”

M: “Allora, questo mercato di gennaio, anche se non ancora ufficialmente iniziato, sembra già averci dato tante informazioni, verso gli acquisti possibili e quelli impossibili per il mercato invernale. Volevo chiedervi, Secondo voi quali sono le squadre che hanno gestito (o gestiranno) al meglio questo calciomercato? Quali invece peggio? E invece quale potrebbe essere l’acquisto del mese?”

P: “Allora, squadre che hanno gestito male il mercato non le ho viste (parleranno i risultati). Ho apprezzato molto il mercato del PG, molto coraggioso. Altri grandi colpi sono stati fatti dalla Cremonese e dalla Juve Domo. Campagna ha portato in serie A Magnoni, mentre la Domo è riuscita a non vendere i pezzi pregiati: Cipolla, Davide… I piemontesi hanno tutte le carte in tavola per essere promossi in Serie B.”

C: “Dunque, credo che al momento sia difficile stabilire chi abbia sbagliato. Alla fine, sono sempre i risultati a dire chi si sia rinforzato o chi si sia indebolito. Ci sono state alcune trattative che per il livello tecnico dei giocatori hanno rinforzato parecchio le squadre in cui approderanno: mi riferisco a Invernizzi Luca alla Casertana, Puzzer al Bari, Amato al Bologna, Mancusi al Foggia. Ecco, forse il Milan si è indebolito tanto: sono stati venduti due giocatori offensivi come Zirattu e Massessi ed il livello dei nuovi arrivati non sembra essere lo stesso. Magari però sono più funzionali per il gioco che propone ed allora meglio così per loro, questo non lo possiamo sapere.”

S: “Come hanno detto i miei colleghi, è difficile al momento dire la squadra che ha meglio agito sul mercato. Bisognerà aspettare l’arrivo dei nuovi acquisti nelle nuove squadre per vedere se il loro impatto sarà positivo o negativo. Anch’io sono rimasto sorpreso dal Milan: ha venduto giocatori a cifre importanti, come Zirattu e Massessi, e non ho visto delle manovre in grado di colmare i buchi lasciati lì davanti. Vedremo se, a mercato aperto, il Milan si muoverà per fare acquisti, fresco anche del nuovo Direttore Sportivo.”

Serie B al giro di boa: le statistiche

Si è concluso il girone di andata di Serie B nel Progetto. Il campionato cadetto ha stabilito il suo campione d’inverno: è il Chievo di Arnaldo Figoni, che continua la sua crescita iniziata nella seconda parte di Stagione 3. I clivensi, dopo la mancata promozione dell’anno passato, hanno confermato al momento le grandi aspettative su di loro, anche se con qualche intoppo di troppo. All’inseguimento, alla 21ª giornata, un gruppo di quattro squadre in due punti e sette in cinque lunghezze: Salernitana, Vicenza, Entella, Frosinone, Benevento, Avellino e Brescia, con i cavallucci al momento promossi diretti e gli altri a giocarsi i play-off.
Al momento retrocederebbero in Serie C la SPAL, unica squadra dei due campionati principali senza una vittoria, il Livorno e lo Spezia, con Akragas e Lucchese ai play-out, ma fino al Cittadella 11° sono tutti in dieci punti.

La classifica alla 21^ giornata.

Il paragone squadra per squadra con il girone di andata della S3

Come prevedibile, è il Chievo capolista ad aver avuto il miglioramento più evidente. Nel girone di andata della S3 aveva raccolto appena 25 punti, trovandosi nella seconda metà della classifica. I gialloblù hanno adesso 47 punti, con un incremento di +22. Altri gialloblù in crescita sono i ragazzi del Frosinone: l’anno scorso navigava a 19 punti, quest’anno ha 40 punti con un +21. Anche il Parma ha guadagnato parecchio terreno rispetto all’anno scorso: i crociati hanno ottenuto un incremento di +19, da 12 a 33.
Altre squadre che sono migliorate sono Salernitana (+4), Vicenza (+5), Entella (+6), Benevento (+4), Brescia (+13), Roma (+3), Novara (+1) e perfino Lucchese che, nonostante la non felicissima posizione di classifica attuale, ha ottenuto più punti (+4).

L’Avellino è l’unica squadra capace di replicare lo stesso punteggio (37), ma con addirittura trenta reti in più. Squadra calata maggiormente è la SPAL: rispetto all’anno scorso mancano 30 punti, per la precisione ottenuta grazie a dieci vittorie. Le altre due squadre in calo sono Trapani (-13) e Cittadella (-8).

Rispetto all’anno scorso, le retrocesse dalla Serie A non stanno facendo bene: Livorno e Spezia sono in zona rossa, mentre il Palermo è salvo, ma molto vicino. Nessuna replica le gesta del Cesena, che si trovava già in zona playoff, mentre la Roma era a metà classifica. Anche l’Udinese si trovava 19ª e non era tra le tre che retrocedevano direttamente.

Le neopromosse si comportano abbastanza bene: nessuno al momento è in zona retrocessione, anche se l’Akragas è molto a rischio, avendo comunque dieci punti in più del Malcantone, anche lei all’epoca promossa via playoff di C. La squadra proveniente dal girone A, il Salò, ha circa 11 punti in più del Parma e si trova 16°. Dal girone B è salito l’Ancona, che ha 10 punti in più della Lucchese dell’anno scorso. Purtroppo non ci sono dati rivelanti dal girone C per il Foggia.

Rispetto all’anno scorso, sono già sei le squadre che hanno superato quota 40, rispetto alle due della Stagione 3, mentre sono solo quattro quelle che non hanno superato quota 20, rispetto alle sei della scorsa stagione.

Goal fatti e goal subiti: quanto è cambiato il trend?

Nonostante non sia l’attacco più prolifico, il Chievo di Figoni dispone comunque della miglior difesa: 10 reti inviolate, distribuite equamente tra i due portieri Di Iure e Piccirillo.
I veronesi hanno subito lo stesso identico numero di goal del loro girone di ritorno nella S3: 16. Tuttavia, questo dato è molto distante da quelli registrati la scorsa stagione: la Cremonese, miglior difesa, aveva subito appena 11 reti, mentre l’Avellino aveva registrato 13 reti inviolate.

Assistiamo quindi ad un aumento del gioco propositivo, ben evidenziato anche dal numero di reti complessive: 789 sono i goal registrati nella competizione, ben 101 in più rispetto alla S3 (689). Una media di circa 36 reti per squadra, molto impressionante, ma ancor di più se consideriamo che la SPAL ha segnato solo 9 reti, unica squadra non in doppia cifra e peggiore anche dell’attacco del Malcantone S3, che aveva raggiunto quota 14.  Anche un altro record negativo dell’ex squadra umana è stato battuto: in coerenza con quanto scritto, la peggior difesa di quest’anno, il Livorno, ha subito 53 reti, una in più dell’attuale Viterbese.

Ulteriori dati

La squadra più fallosa di quest’anno è l’Ancona di Riccardo Rex. Sono 327 i falli commessi dai marchigiani. Un dato che rimane inferiore al numero registrato dalla Lucchese l’anno scorso, 342. La squadra neopromossa ha rimediato anche il maggior numero di espulsioni, quattro, uguale a quello dei rossoneri. I giocatori più espulsi però appartengono ad Entella e Livorno: si trattano di Loris Farina e Nicholas Michelini, con due rossi a testa.

Giorgio Belluscio del Chievo ha la migliore media goal: una marcatura ogni 76,73 minuti. Il miglior dribblatore è invece Francesco Generale del Frosinone, con 2.50 dribbling a partita. Pietro Pane del Brescia ha la miglior media contrasti a partita, con 4.38. Il portiere che ha mantenuto maggiormente la porta inviolata è Stefano Guastini della Salernitana, ha 7 clean sheets, ma ad aver bloccato più tiri è Leonardo Ierardi del Livorno, con 87. Il maggior numero di respinte è di Cesare Pisati, con 53. Paride Di Iure è il portiere che ha subito meno reti tra quelli che hanno giocato almeno 11 partite: solo nove volte ha raccolto il pallone da dentro la sua porta.

Il cambio di FM ha portato qualche ribaltamento in classifica, ma neanche tanto eccessivo. Le squadre che si pensavano potessero stare davanti si sono confermate ai piani alti, senza tante sorprese. Le neopromosse si trovano tutte nella seconda parte della classifica, così come le retrocesse dalla Serie A. Questo indica anche un livello della competizione cadetta rimasto molto simile a quello della Serie A, almeno a livello tecnico.

La classifica, tuttavia, risulta spezzettata in due gruppi. Il Chievo vince, ha un solo punto in meno della Cremonese S3, ma i punteggi medi della zona playoff dietro sono più alti: se la media nella S3 era di 37,5 punti, quest’anno risulta essere di 39,3 punti. A dimostrazione di ciò, se l’anno scorso tra terzo ed undicesimo posto ballavano sei punti, quest’anno ce ne sono quindici.

La Roma, con i suoi 31 punti di quest’anno, non sarebbe andata oltre il 12° posto nella classifica dell’anno scorso, posizione che ricopriva allora con quota 28. I giallorossi, che distano 7 lunghezze dal Brescia ottavo, staccano di “appena” 10 punti la Lucchese 18ª. Abbiamo quindi due gruppi: chi lotta per la promozione e chi per la salvezza. Sono due raggruppamenti meno definiti rispetto all’anno scorso, dove si poteva ben definire anche una serie di squadre di metà classifica, troppo lontane dalla zona play-off, ma altrettanto distanti anche dalla lotta salvezza, almeno in quel momento.

Il campionato di Serie B risulta quindi molto affascinante e assolutamente competitivo, come alla fine è sempre stato; la tensione risulta sempre molto alta ed ogni squadra ha qualcosa di concreto per cui combattere.
Sarà questo anche l’andamento nel girone di ritorno, oppure ci saranno nuove squadre a prendersi la scena?

Spezia-Entella 3-3, Però: “Non abbiamo mai subito lo Spezia”

Buonasera mister, questa sera abbiamo assistito ad una partita emozionante e rocambolesca. Cosa si prova a subire questo pari al 92′?

Eh, non è la prima volta purtroppo, diciamo che in un modo o nell’altro lo manderemo giù questo boccone amaro.

Per quanto riguarda l’Entella cosa salva e cosa boccia di questo 3-3?

Salvo tutta la partita, siamo stati sfortunati, 2 dei 3 gol nati da due prodezze, quindi non posso dire nulla.

All’inizio sembra che abbiate sofferto molto di più, poi eravate riusciti a rimontare fino al gol clamoroso al 92′. Ha cambiato qualcosa in corsa per ribaltarla?

Come ho detto poca fa, non abbiamo mai subito durante la partita. Lo Spezia ha trovato due volte il vantaggio con due perle bellissime, poi siamo andati in vantaggio abbiamo provato a chiuderla ma Di Leo ha tenuto a galla la squadra, assolutamente no, avevo fiducia nel modulo e nella squadra.

Quali sono adesso gli obiettivi futuri della sua squadra?

Gli obbiettivi sono quelli soliti da inizio stagione, piazzarci il più in alto possibile, e cercare restare in corsa per la massima divisione.

Diego Spezzacatena

Spezia-Entella, intervista a Michele Balor

Ciao Michele, grazie per averci concesso questa intervista

Ciao anche a voi e grazie per quest’opportunità, sono uno di poche parole ma risponderò il meglio possibile!

È un ottimo periodo per te, stai facendo bene all’Entella ed hai avuto la prima convocazione in U19, cosa provi in questo periodo?

Sì, ultimamente sono in splendida forma spero di continuare a questi ritmi, perché ho voglia di spaccare la porta sia in campionato, che con l’under 19. Fino ad ora non ho ancora avuto la fortuna di scendere in campo con la maglia della nazionale, ma appena succederà, farò un goal, stanne certo.

Oggi affronterai il tuo ex allenatore ai tempi del Verona, Denis Coghi, ti senti pronto?

Sì, oggi affronterò Denis. mi sento emozionato, al Verona con lui non ho trovato tanto spazio poiché ero ancora alle prime esperienze, ma il mister mi ha dato fiducia fin dall’inizio e quando sono sceso in campo ho fatto il possibile per ripagarlo. Non vedo l’ora di affrontarlo, ma mi spiace per lui perché io darò comunque il massimo!

C’è qualche altra squadra in cui vorresti giocare oltre all’Entella?

Attualmente sono al Keylass Entella, quindi penso soltanto a fare bene con questa maglia, contro qualsiasi avversario che si metta sulla nostra strada. Dobbiamo vincere e vincere, ad ogni costo, vogliamo salire in A e lo faremo sputando sangue partita dopo partita! Quindi, se mi chiedi se c’è qualche altra squadra dove vorrei giocare, beh…non c’è! Però, come in molti sanno, sono milanista

Ti ringrazio per la disponibilità, vuoi dire un ultima cosa a chi ci segue?

Grazie a te per l’intervista, saluto le persone a me care e tutti i miei compagni di squadra. Prenderemo quello che ci spetta, pane e morta entella, para siempre!

Salvo Crescimone

E’ arrivato l’analista: 7° giornata Serie B (2/3)

Seconda parte sulla settima giornata di Serie B. Nella parte precedente si erano analizzate tre delle partite giocate nella live di lunedì 25 Febbraio. Questi sono altri match giocati nella stessa trasmissione.

Parma – Foggia 1-0
Vittoria troppo poco pesante dei Ducali analizzando il calcio espresso nella partita giocata al Tardini. Il Foggia soffre, ha un possesso palla sterile e riceve tre cartellini: Zaina e Palmirotta ottengono un giallo, mentre al 1’ Cassari lascia i suoi compagni in minoranza; questo giustifica la pessima prestazione dei rossoneri pugliesi. Il gol vittoria è arrivato al 65’ grazie a Simone Bertrand che segna grazie all’assist di Riccardo Serafini.
Migliori in campo: i giocatori del Parma Christian Giusiano e Osvaldo Borriello, con il voto di 7.5

Chievo – Avellino 1-0
Vittoria di misura dei veneti che si portano al 1° posto in solitaria a +1 dal Salò. Il match è stato equilibrato e il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. L’arbitro ha fischiato ventotto falli e ha ammonito sette giocatori: De Fanti, Cavaleri, Proietti, Comelli e Amato del Chievo; Alaimo e Savini dell’Avellino. Lorenzo Giunti è l’uomo partita, poiché ha permesso al Chievo di vincere grazie a un gol in zona Cesarini: la rete è arrivata al 93’.
Migliore in campo: Andrea De Fanti del Chievo.

Salernitana – Entella 4-2
Brutta sconfitta dei liguri che escono dalla zona della promozione diretta e scendono al terzo posto in classifica. Sicuramente la sfortuna ha dato una grossa mano ai campani che sono passati in vantaggio grazie all’autogol di Daniele Fulco, che al 18’ inganna il fratello Pier Gaetano. Al 38’ Fabio Martini riporta in parità il match ma, al 43’, la Salernitana torna in vantaggio grazie alla marcatura di Lorenzo Lombardo. Il 3-1 viene raggiunto al 56’ quando Daniele Fulco segna nella porta giusta stavolta, è forse il Gianni Rivera dell’Entella? Il risultato finale si fissa al 91’ con il gol di Alessio La Regina.
Migliore in campo: Alessio La Regina (7.9) della Salernitana.

IlCarro intervista: La Mia Grassa Grossa intervista ai Fulco (3/3)

Domanda di rito: cosa ne pensate di Salvatore Campagna?
Pier: -Prossimo vincitore dello scudetto. Poi, volendo dire cose non vere, una persone intelligente e molto organizzata, con una cultura web secondo me molto notevole nonostante sia mio coetaneo e quindi prossimo alla pensione.
Daniele: -Ho avuto modo di apprezzare e invidiare i capelli dei suoi cugini: i cugini di Campagna. Per quanto riguarda la mia opinione su di lui conosco ben poco ma se è entrato nel superstaff deve sicuro avere indubbie qualità.

Andiamo a ruota libera, avete De Donatis davanti che vi dice che può convocare solo uno di voi due, vi sacrificate oppure andate lasciando vostro fratello indietro?
Pier: -Per il bene della Nazionale mi faccio da parte. Una cosa è prendere 90 gol in 38 partite, posso fingere che sia colpa della difesa, un’altra è prenderli in 15 gare. Se un Fulco deve far schifo, se la prendano con lui.
Daniele: -Lascerei il posto a Pier Gaetano sicuramente. Essere egoisti in un gioco è abbastanza da sfigati e poi sarebbe un nuovo Guinness World Record per il portiere della nazionale più ciccione della storia.

Bene, cosa pensate di vostro fratello all’interno della realtà del Progetto Gaming?
Pier: -Lo stesso che penso nella realtà: è capace di far gruppo, sa divertirsi ed avrei preferito essere figlio unico.
Daniele: -Scassa i coglioni come nella realtà. Ha un’indole buona e si fa voler bene da tutti come in real life.

Passiamo di nuovo alle vostre squadre e iniziamo col “voi” come calciatori, opinioni su Paolo Puzzer?
Pier: -Un DS molto capace: poche parole, molti fatti.
Daniele: -Abile DS capace di costruire in poco tempo una squadra competitiva. Discutibili le scelte come allenatori perché passare da Terzo a Però è come passare dalla ghigliottina alla decapitazione ma campagna acquisti eccellente. Al di fuori del PG sembra una persona simpatica ed educata, ho avuto modo di confrontarmi con lui in alcune circostanze.

Adesso invece passiamo al Novara, opinioni su Cesare Pisati? Contenti della sua convocazione in Nazionale?
Pier: -Cesare è un ragazzo molto presente, ed entusiasta. Basta che mi torna intero in campionato, va tutto bene. Alcune volte si intestardisce ma essendo intelligente recupera poi se sbaglia, è uno dei quattro-cinque elementi cardine del Novara.
Daniele: -Molto contento per la convocazione di Cesare. Ho più occasioni per lasciarlo in tribuna a riposarsi in vista delle partite con la nazionale. Per quando riguarda lui è un ragazzo molto volenteroso sempre disponibile e ha un radioso futuro nel gioco. Nella realtà studia medicina quindi lo ritroveremo sicuro come macellaio di organi umani.

Per quanto riguarda la Casertana invece, cerchiamo di metterci un po’ di Zizzania: trovatemi un elemento che considerate importantissimo e parlatemene
Pier: -Simone Moricca per una lunga serie di situazioni: è come un membro di staff aggiuntivo, cura le grafiche, fa da sponsor, e tiene lo spogliatoio in equilibrio.
Sono doti non comuni che lo rendono importantissimo e per me più incedibile degli altri. Poi il mio sogno è portarli tutti insieme fino alla A.
Daniele:- Daniele Fulco. Senza di me alla presidenza non saprebbero nemmeno infilarsi un paio di calzini. Alcuni di loro li ho visti correre in campo con le maglie a rovescio e le mutande in testa. Grazie a me hanno imparato finalmente a camminare ma la strada è ancora lunga.

Ok! Step Finale, a ognuno di voi ho chiesto di fare una domanda per il proprio fratello e iniziamo con quella di Daniele per Pier: “MA QUANDO ME LO AUMENTI LO STIPENDIO AL NOVARA?”
Pier: -Naturalmente mai, se lo aumento a lui, poi si sente premiato e fino ad ora ha fatto schifo.

IlCarro: Adesso passiamo a quella di Pier per Daniele: “Quando mi fai un Nipote? Zio Pier suona bene…”
Daniele: -Non appena riuscirò ad andare di nuovo di corpo avrà un degno nipote di degno zio.

IlCarro: Grazie Mille per aver parlato ai microfoni de IlCarro e adesso, beh, siete liberi!

IlCarro intervista: La Mia Grassa Grossa intervista ai Fulco (2/3)

Nella parte precedente abbiamo intervistato Daniele Fulco. In questa invece approfondiremo il maggiore dei fratelli, Pier Gaetano, portiere dell’Entella, presidente della Casertana ed amministratore di Progetto FM.

Buonasera Pier Gaetano, la ringrazio per aver accettato di parlare ai microfoni de IlCarro!
Mi dii del tu, sono sempre nonostante tutto quel giovane fanciullo nato in una grotta a Betlemme.

Va bene, va bene ahah. I Fratelli Fulco sono alcuni dei personaggi più interessanti e famosi di questa realtà, ma chi è Pier Gaetano Fulco fuori dal Progetto Gaming?
Diciamo che essere ritenuto interessante depone molto a sfavore di chi prova tale interesse. L’essere famosi, è la giusta retribuzione per aver fatto sfoggio di una certa penuria di neuroni. Al di fuori del Progetto Gaming, Pier Gaetano è un trentenne come tanti, nulla di eccezionale né in positivo né in negativo (almeno spero), con una certa passione per la politica e in generale per ironia, satira e tutto ciò che gira in torno al concetto di ridere e divertimento. Sono molto appassionato di giochi di ruolo, con una specifica per quelli “by chat”. Una volta ero un discreto portiere di calcetto amatoriale, finché non ho deciso di dimagrire e perdere l’unico vantaggio che mi rendeva un portiere passabile.

Bene, adesso vediamo l’altra faccia della medaglia, chi è invece Fulco nel Progetto Gaming?
Nel Progetto Gaming, Pier Gaetano è il Portiere-capitano dell’Entella, eletto per i meriti neuronali citati nella risposta alla domanda precedente; è Presidente e Direttore Sportivo della Casertana, Direttore Sportivo Pro-Tempore del Novara.
Da un po’ sono anche Admin, o meglio: faccio da supporto ai tre dell’Ave Maria (Pironti, Ballarini e De Donatis) nelle loro attività. Un po’ segretaria senza curve prorompenti, un po’ persona a cui si chiede un parere, un po’ aiuto nelle situazioni più noiose e pesanti come il controllo dei bonus ecc…
Sono quello che sta zitto e mosca quando si contattano le persone per i Ban, è come vedere un film dell’orrore quando si sa già chi è quello che muore.
Oddio, non sono così sadico… credo…

Iniziamo con le domande a ruota libera, partiamo dal Pier Gaetano Giocatore, pensieri sull’Entella? Con un Entella che inizia a razzo quali sono gli obbiettivi di quest’anno? Infine, dopo le ultime prestazioni fatte in questa stagione, pensa che questa sia quella dell’esplosione?
Nell’Entella son capitato per caso: viene “aperta” la squadra umana e finisco nel calderone, trovando in Puzzer il primo riferimento (c’era lui prima che venisse “acquistata” dagli ottimi Cucci e Di Paolantonio) e come allenatore c’era Lorenzo Valentino. Poi Alessandro Terzo, poi Claudio Però. Bravi tutti e tre ed umanamente molto capaci nel mantenere un gruppo, mi hanno fatto sentire a casa ed appassionare al gioco.
L’Entella è una bella realtà tranquilla, dove tutti siamo scanzonati, sboccati, molto al di fuori della grazia del Signore (datemi un AMEN!) in cui Però e il suo angolo son diventati la ciliegina sulla torta.
Secondo me andremo bene: ci son squadre forti e favorite (e qui un pensiero al già vincitore Figoni con diverse giornate di anticipo), ma l’ambiente è buono e lo staff è capace.
Se subisco meno di 76 gol quest’anno forse andremo bene.

Dell’Entella, suo fratello Daniele ha speso parole per l’Ex Mister Alessandro Terzo, per quale elemento o ex elemento dell’Entella vorresti spendere qualche bella parola?
Io voglio bene ad Alessandro Terzo, ma il mio preferito fra quelli che se ne sono andati (RIP) è Marco Gasbarri, l’unico autorizzato ed anzi invogliato a darmi del coglione per diritto acquisito in mesi e mesi di chat whatsapp fatte di insulti.

Passiamo alla squadra successiva, il Novara, squadra che prometteva un progetto rivoluzionario, funzionale a livello comunicativo e mastodontico che però è crollato sul nascere, cosa si prova a prenderne il possesso e tentare di tenerlo almeno in B? A cosa punti per questa stagione?
Punto a fare quanti più risultati utili è possibile e cerco di far fruttare le enormi potenzialità di diversi elementi molto attivi che si son rivelati anche molto collaborativi.
Devo dire che se non ci fosse stata una base promettente (e un parere me lo diede in Admin Room il buon Alberto De Donatis), difficilmente mi sarei preso un impegno del genere.
Non penso sia crollato: ritengo però che certi progetti vadano lanciati coinvolgendo, si, i giocatori, ma mantenendo una presenza personale sulle vicende. Il DS è il ruolo più delicato del gioco: un buon DS fa si che la squadra, aldilà dei risultati (che hanno sempre una percentuale di casualità come in tutte le simulazioni) resti compatta. Viceversa, si rischia di far perdere la voglia di giocare a molti.
Devo dire che la voglia di giocare che c’è nella squadra significa che chi ha operato in precedenza, almeno in quel senso, non ha fatto malissimo. Andando mi aspettavo uno spogliatoio rotto ed invece si son rivelati coesi e collaborativi. Diversi di loro sono anche bravini in Football Manager. E’ un bel patrimonio. Potendo fare mercato da DS “stabile” e non subentrante, forse avrei coperto diversi ruoli in cui non abbiamo alternative. Essendo la rosa incompleta, ogni buon risultato sarà una vittoria. E mai mettersi limiti…

Ottimo atteggiamento e adesso via con l’ultima squadra, la Casertana: come descriveresti la tua squadra se dovessi convincere un giocatore a farne parte?
Io amo la mia squadra: condivido la Presidenza con amici di tutti i giorni, della mia città. Ci si sono iscritti amici che ho conosciuto sul web nella mia esperienza in varie community e diversi di loro anche dal vivo (e da diversi anni, mi pare addirittura sette-otto anni), con i quali ho condiviso di tutto e di più. E si sono aggiunti elementi cui voglio bene perché ci condivido ore di chat whatsapp, con i quali mio fratello gioca online a FIFA, e siamo riusciti a creare un ambiente dove la perculata è all’ordine del giorno. Difficile starci se si è permalosi, praticamente a parte il riconoscimento delle gerarchie on game, off game siamo alla pari. Chi vuole entrarci deve ben sapere che si entra in un bar con gli amici dove si litiga parlando di calcio e si scherza forte, con un forte spirito di cameratismo stile leva militare, ma col patto comune che il primo che fa il “nonno” anche per scherzo riceve pernacchi. Non so neanche come ho fatto a creare un ambiente così. Magari è proprio merito dei ragazzi: nella vita un po’ di fortuna ci vuole.

Penultima domanda: una delle grandi prerogative da inizio campionato è stata quella di aiutare l’enorme mole di nuovi utenti ad integrarsi nel gruppo e conoscere le sue regole, ora da admin, giocatore, direttore sportivo e anche presidente, che consiglio vorresti dare ai nuovi presidenti, direttori sportivi e ai giocatori di questo Progetto per integrarsi subito?
Innanzitutto: fare il Presidente o il Direttore Sportivo significa avere l’onore ed onere di dover garantire agli utenti che si iscrivono per giocare di potersi divertire con serenità. Da questi due ruoli dipende la possibilità che un giocatore rimanga o meno al progetto. Ed è una cosa che va aldilà del piacere di mettersi una medaglia al petto o di sentirsi padroni di qualcosa. Si è responsabili di una squadra, non padroni. Ai giocatori di questo Progetto per integrarsi subito suggerisco di partire dal presupposto che si tratta di un gioco. Quindi leggersi le regole, osservare le regole e soprattutto osservare l’ambiente.
In secondo luogo avere gli Admin come riferimento per qualsiasi perplessità, ed anche i membri del superstaff. Io ho avuto un Andrea Conte il quale, pur se come superstaff ha compiti di controllo dei bilanci, mi ha “incuriosito” mostrandosi disponibile a farmi ambientare (un po’ anche perché è delle mie parti, siamo entrambi della Provincia di Caserta, e la cosa ha aiutato a rompere il ghiaccio), e mi ha spiegato tante cose. Ecco: se non capite, chiedete agli altri utenti, chiedete agli Admin, chiedete ai membri del Superstaff.
Molte volte ci si lamenta di un’eccessiva severità da parte nostra, ma posso assicurare personalmente che prima di prendere una decisione dolorosa, ci sono giorni di discussione. E che la maggior parte delle volte fa un po’ rabbia (sempre però nell’ambito della gestione di un gioco, quindi rabbia “relativa”) vedere che accadono situazioni spiacevoli solo perché, per una rimostranza o per un dubbio, non ci si è rivolti privatamente a chi il gioco lo gestisce e quindi ha come compito PRIMARIO quello di interfacciarsi con l’utenza.
E quindi: caro nuovo giocatore del Progetto, sappi che anche ai più esperti sfugge qualcosa: non farti remore a chiedere, le risposte arrivano, sia dal Superstaff (c’è Matteo Occioni che è tutor, ed è poco sfruttato in quel ruolo) agli Admin.

Ultima domanda! Descrivi gli admin e, se puoi, i membri del superstaff, con una parola!
Ballarini: estro
Pironti: organizzazione
De Donatis: sbattezzo
Conte: GDR
Campagna: Scudetto
Sodano: INPS ( altro che visita fiscale)
Fulco: sterco [era stata usata un’altra parola, molto più evocativa, ndr]

Piccolo Bonus: che domanda vorresti fare a tuo fratello?
“Quando mi fai un nipote? Che Zio Pier suona bene…”