Bentornato Manuel Guassone

Oggi ai nostri microfoni abbiamo Manuel Guassone il neogiocatore del Napoli PG.

Giornalista: Buongiorno signor Guassone, bentornato all’interno del progetto. Quant’era la voglia di tornare attivo? Quali sensazioni ha provato in questi mesi di allontanamento forzato? Ha mai pensato di mollare definitivamente il progetto?
Manuel: Buongiorno a voi, la voglia era tantissima. Ci sono stati ovviamente dei periodi in cui ci ho pensato ma, grazie al nuovo lavoro che mi ha fatto pensare meno al progetto, oggi sono qua; ci sono stati anche momenti dove avrei persino pagato per tornare un po’ prima, per fortuna nella stagione 3 ho lasciato il segno e ho conosciuto amici che mi hanno sostenuto fino al mio rientro.
No, non ho mai pensato di mollare definitivamente.

Giornalista: Cosa ti ha spinto ad accettare la corte del Messina PG prima e del Napoli PG poi? Ci sono state altre offerte allettanti a tuo modo di vedere?
Manuel: Ho ricevuto ben due proposte in A, però anche i progetti delle squadre di B e C erano dei bei progetti, ora capisco il dubbio di dove andare per un neo iscritto al progetto.
Comunque a Napoli avrei ritrovato in primis persone che già conoscevo aldilà del fatto che il progetto spiegato da Lopresto era molto più che convincente, erano più i pro che i contro e non potevo non firmare per loro.

Giornalista: Ci parli un po di come si trovava al Milan? E se non ha l’impressione di aver lasciato le cose a metà con loro?
Manuel: Al Milan mi sentivo nel mezzo del caos: molte sanzioni sono colpa mia al 100% ma ovviamente frutto anche del Milan e delle situazioni, questo ovviamente non è una giustificazione ma in un’altro gruppo forse ero meno a rischio, ma è anche vero che forse non avrei capito dai miei errori che mi hanno portato al ban.
Il Milan non è più la mia dimensione, a metà rimane solo quel sogno che si stava avverando alla mia prima stagione rovinato da “tutti sappiamo cosa”.

Giornalista: Pensi di voler tornare a ricoprire incarichi dirigenziali in futuro?
A livello di gestione squadra a ora non penso, in futuro vedremo, però come Marketing manager c’è già una squadra e a breve ci sarà l’annuncio, anche se forse quando l’intervista sarà pubblica ci sarà già.


Giornalista: Vuoi mandare un messaggio ai nostri lettori?
Manuel: Intanto grazie a voi per l’occasione davvero, voglio solo dire di non dimenticarsi mai che questo è uno svago, e quindi mai trascendere nella vita reale.
E se gli admin a volte sembrano duri, sanno cosa fanno.
Buon game e forza Napoli! 😉😅

Giornalista: Ringraziamo Manuel per averci concesso l’intervista e gli auguriamo di togliersi tante soddisfazioni al interno del progetto.

Il polivalente Rex

Quest’oggi ai microfoni di Devil Project abbiamo il nuovo acquisto del Progetto Gaming, Riccardo Rex, anche presidente e allenatore dell’Ancona, presidente dell’Udinese e gestore del Totocalcio.

Giornalista: Buonasera Signor Rex, la ringrazio per avermi concesso questa intervista! Vedo che è appena approdato alla squadra Progetto Gaming del patron Alessandro Pironti, che sensazione si prova ad essere un giocatore di una delle squadre protagoniste del progetto?

Rex: Dunque è un onore mischiato a felicità. Il PG è una grande squadra composta da giocatori fortissimi ed uno staff molto competente. Sono contento del fatto che abbiano scelto me, sarà divertente avere la possibilità di difendere la nostra area con il buon Arnone (già presidente dell’Empoli al tempo). Sono anche entusiasta del fatto che mi allenerà Casalati, altro profilo già sondato sempre presso l’Empoli, di cui ammiro la capacità gestionale e di squadra.

Giornalista: Sono sicuro che non deluderà le aspettative! Tornando un attimo al periodo trascorso ad Empoli, com’è stato far parte di quel gruppo? È stata una scelta difficile quella di lasciare la squadra?

Rex: All’Empoli è stato un ottimo periodo. Siamo riusciti a vincere un girone di ferro, grazie al Casalati, scontrandoci con squadre forti, ad esempio il Siena vincitore dei Playoffs. Sfortunatamente abbiamo perso la Coppa Italia di Serie C per alcuni errori di gestione finale, pur se poco rilevante, sempre un dispiacere. È sempre una scelta da prendere con ponderazione, specialmente dopo aver avuto modo di incontrare tante brave persone lì, tra le quali il Direttore Sportivo Frappo, diversi giocatori e il Marketing Manager Santoro, ai cui auguro il meglio.

Giornalista: Davvero delle belle parole! Parliamo ora del tuo ruolo da presidente e allenatore dell’Ancona, quale scelta sta dietro proprio a quella squadra e quali sono gli obiettivi societari?

Rex: L’Ancona è stata una squadra scelta con casualità. Subentrai tempo fa a Giamberduca che passò al Milan. Inizialmente fu difficile ma poi grazie all’aiuto del Costulo e di Angelino, buonanima, riuscimmo a ristabilire la società creandone una ottimale. Ad oggi sono presidente con il Costulo stesso. Come obiettivo puntiamo alla coppa Italia e ad un piazzamento almeno ottavo per conseguire i playoff di B.

Giornalista: Molti si sono incuriositi per la prelevazione dell’Udinese, squadra di grandissima fama nel progetto per aver vinto il primo scudetto, che diventa ufficialmente affiliata dell’Ancona. Avete intenzione di portare l’Udinese ai livelli delle prime stagioni del progetto o intendete utilizzarla come cantera dell’Ancona? In caso di promozione in Serie B, avete già in mente su quale delle due società puntare?

Rex: Abbiamo deciso di puntare su un grande allenatore, ovvero il buon Arnone, discepolo del Casalati. Essendo una rifondazione l’obiettivo minimo attuale è la qualificazione ai playoff. Sarebbe grandiosa una Vittoria della Coppa Italia di Serie C. Per quanto riguarda una ipotetica promozione ancora non sappiamo come gestire il tutto.

Giornalista: Certamente le ambizioni non mancano ad entrambe le società. Cosa può dirmi dello staff e dei giocatori? Hanno la stessa determinazione e voglia di lei, presidente?

Rex: I giocatori sono tutti bravi ragazzi che si impegnano. Hanno buone prospettive ed aiutano al benessere della squadra. Per quanto riguarda lo staff ho il Costulo che è espertissimo con questioni di bilancio e gestione interna, Sulsenti come nuovo DS molto disponibile e sicuramente competente ed infine Arnone come allenatore. Quest’ultimo, espertissimo di tattiche, discende, come accennato in precedenza, direttamente da Casalati quale suo discepolo in pectore.

Giornalista: Sembra proprio che siate molto determinati e vi auguro tutti i successi possibili. Se mi permette, vorrei trattare un ultimo argomento: lei è uno dei gestori del tanto richiesto e voluto Totocalcio, che si è rivelato un vero successo tra i membri del progetto, cosa ne pensa di ciò?

Rex: Mi fa piacere. Era un’idea che era in voga da molto, solo che nessuno ha mai avuto la concretezza di metterla in pratica. In molti ne hanno promosso la reintroduzione, ma tutti in automatico desistevano, forse temendo l’eccessivo carico di lavoro. Fortunatamente, collaborando con Michelini e Serafini, il tutto risulta essere ben gestito con un unico obiettivo, quello di fornire all’utenza uno svago ulteriore che permetta di seguire con più interesse le live, visti i risultati necessari al conseguire 12 o 13 e vincere il montepremi.

Giornalista: Secondo lei, quale sarà la cifra che incasserà il primo vincitore, in futuro?

Rex: Penso in linea di massima una cifra superiore al mezzo milione. Cifra che potrà essere utilizzata in piena libertà: per sé, per la squadra, per donarla ad un amico, per quel che si reputa più opportuno.

Giornalista: Bene, direi che sono soddisfatto, la ringrazio per il suo tempo e buona fortuna per i suoi multipli impegni!

Articolo di Alfredo Aloi

INTERVISTE IMPOSSIBILI- ALESSANDRO AIELLO

Salve a tutti e buona sera. Sono Calchi, giornalista di Project Devils, e volevo farle un paio di domande interessanti sul suo trasferimento nella città di Genova sponda blucerchiata.

Aiello: Buonasera signor Calchi!

Giornalista: Si presenti un attimo. Ci faccia capire come mai la Sampdoria ha deciso di puntare forte su di lei?

Aiello: Sono Alessandro Aiello, ho 26 anni e sono un attaccante. La Samp credo abbia puntato su di me per due motivi: perché sono attivo, infatti dovrei portare 300k di bonus; inoltre anche per i miei 25 gol su 44 partite in Serie C.

Giornalista: Cosa la ha spinta ad accettare questa destinazione?

Aiello: Ci sono diversi motivi che mi hanno fatto prendere questa decisione: sicuramente alla Samp, così come al Locri, c’è una grande dirigenza. Ha influito anche la presenza di Costantino che, oltre a essere mio amico e compagno di squadra, mi ripete sempre che noi due insieme non dobbiamo fare come la McLaren. Inoltre la squadra fuffa ha una grande tradizione per gli attaccanti e mi può garantire di giocarmi le carte per la nazionale, nonostante abbia una grande concorrenza.

Giornalista: Il club fuffa ha una grande tradizione e di attaccanti ne sono passati tanti, su tutti mi viene da pensare a Vialli e Mancini, credete di poter compiere il miracolo ed emularli vincendo la serie A?

Aiello: So che la Samp nel fuffa è squadra di grandi campioni quindi spero di fare meglio di loro 2 perché non scordiamoci che noi abbiamo anche grandi attaccanti come Samuele Tomasetti e Maria Mandaglio, a cui faccio gli auguri per il matrimonio.

Giornalista: Mi dica, vede qualche possibilità di arrivare in nazionale già al primo anno di Serie A? Cosa ne pensa del Ct Alberto De donatis?

Aiello: Come detto in precedenza spero nella convocazione della nazionale italiana anche se la concorrenza sarà spietata. Il CT è una grandissima persona oltre a essere un grande allenatore. Quindi vorrei lanciargli un messaggio: “sarò sempre a disposizione”.

Giornalista: Chi è la superfavorita al campionato? E chi le sue rivali principali? Ci dia un suo parere personale!

Aiello: Difficile fare un pronostico anche perché le mie gufate sono peggio di quelle di Ballarini. Comunque la mia favorita è la Lazio per poi non dimenticare di PG e Cremonese.

Giornalista: La ringrazio per il suo tempo e in bocca al lupo per la prossima stagione.

Aiello: Grazie a te dell’intervista.

I tre pilastri de L’Aquila

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo i tre pilastri della società L’Aquila, che milita nella Serie C/C PG. Alessandro Panzini, colosso del centrocampo e capitano, Stefano Romano, stopper vecchio stile e Luca Terzi, freccia sulla fascia sinistra.

Giornalista: Buongiorno Signori e grazie di avermi concesso questa intervista. Siete stati tre pedine fondamentali nello scacchiere del Mister Matteo Marinoni, la scorsa stagione, che effetto fa essere importanti per una squadra, nonostante sia di Serie C?

Romano: È una cosa molto bella e motivante. Giocare per una squadra come L’Aquila ed essere titolare è veramente un’ottima occasione e un’ottima rampa di lancio per palcoscenici più importanti.
Terzi: Nel mio caso, ha dato molte soddisfazioni, ma allo stesso tempo mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca, perché durante la parte centrale della stagione il mister non mi usava quasi mai e penso che se lo avesse fatto, i risultati sarebbero stati molto diversi.
Panzini: Come ha detto Stefano è stato molto bello, ci ha fatto crescere su molti punti di vista e sicuramente ci dà la convinzione che l’anno prossimo potremo essere protagonisti di qualcosa di importante per la squadra.

Giornalista: Ovviamente c’è un po’ di delusione per l’epilogo della stagione, quali sono le vostre impressioni per la prossima?

Panzini: Beh la delusione c’è sicuramente anche se nessuno pensava a una stagione così alla prima in Serie C, siamo partiti bene e poi ci siamo persi. Per la prossima stagione sicuramente abbiamo più esperienza, dispiace per chi ci ha lasciato ma sono sicuro che chi prenderà il loro posto avrà la voglia di fare ancora meglio.
Terzi: Delusione fino ad un certo punto. Non siamo riusciti nell’impresa di battere una squadra come l’Udinese, nettamente superiore a noi, ma comunque nelle ultime giornate non siamo stati brillanti come prima.
Romano: Come hanno detto prima di me, delusione per com’e andata la stagione si, però a livello di singoli abbiamo dimostrato di valere molto, ed essendo un gruppo compatto si può solo migliorare.

Giornalista: Mi sembra di capire che il gruppo sia molto unito e attivo! Che aria si respira nello spogliatoio?

Terzi: Quale spogliatoio? Abbiamo venduto tutti ahahahah. Comunque, ora come ora siamo i più esperti del gruppo, e dovremo essere bravi a far integrare i nuovi arrivi.
Panzini: Un’aria pesante dovuta alle ascelle di Stefano romano ahahahah. Dai, scherzi a parte, siamo un bel gruppo, ci si diverte e si ha voglia di migliorare insieme.
Romano: Concordo con Panzo, tra le mie ascelle e i suoi fritti è un casino ahahahah.

Giornalista: Devo dire che l’entusiasmo e l’affiatamento non vi manca! Un’ultima domanda, avete un messaggio per chi vi affronterà in futuro?

Terzi: Penso di parlare a nome di tutti, quando dico che venderemo cara la pelle in ogni singola partita!
Panzini: Beh, un messaggio vero e proprio no, ma sicuramente che quest’anno non avremo paura di nessuno e daremo il massimo per raggiungere il nostro obiettivo.
Romano: Tralasciando quello che dicono loro, che condivido al 100%, dico agli avversari di stare allerta, che 8 gol a partita non li prendo più, e le caviglie partiranno piuttosto ahahahah.

Giornalista: Grazie del vostro tempo e buona fortuna per l’imminente stagione!

Articolo di Alfredo Aloi

Le interviste impossibili – Leonardo Driussi

Quest’oggi intervisteremo Leonardo Driussi, terzino sinistro di casa Frosinone, di rientro nel progetto dopo un ban ad inizio stagione.

Buongiorno signor Driussi, bentornato all’interno del progetto. Quant’era la voglia di tornare attivo? Quali sensazioni ha provato in questi mesi di allontanamento forzato? Ha mai pensato di mollare definitivamente il progetto? 

Buongiorno a lei signor Ivaldi, grazie mille per il bentornato e per avermi concesso quest’intervista. La voglia di tornare attivo era tanta, ogni volta chiedevo ai miei compagni di squadra quanto mancasse al mio rientro e nell’ultima live ho fatto una sorta di countdown. Per quanto riguarda le sensazioni, innanzitutto grande delusione, ma anche tanta voglia di ripartire (con annessa determinazione). Eh sì, all’inizio ho pensato di lasciare definitivamente il progetto, anzi, ci ho pensato un bel po’ di volte, ma per fortuna ho avuto il supporto dei miei compagni al Frosinone ed anche degli ex “colleghi” della Casertana.

Non ci occuperemo delle ragioni del ban, che preferiamo rimangano private. Possiamo però dire che è stato causato dalla sua attività di mister sulla panchina del Livorno, squadra che poi non ha più potuto allenare. Vorrebbe tornare a sedersi su quella panchina, per poter riprendere il percorso interrotto, o preferirebbe buttarsi in una nuova avventura alla guida di qualche squadra differente?

Durante questa prima stagione di rientro, la S5, dovrò scontare una squalifica che durerà fino alla S6 nei ruoli di staff (allenatore e DS). La S7 è ancora molto lontana, ma sicuramente mi piacerebbe tornare ad allenare. Per quanto riguarda il Livorno, c’è prima di tutto da capire se riusciranno a tornare in Serie B (credo di meritarmi questa competizione, il poco che ho fatto non è stato male). Penso comunque che non tornerò a Livorno, temo di non essere molto accettato, ed inoltre ho notato un po’ di confusione all’interno della società. Lungi da me far polemiche, anzi, auguro a loro il meglio per il futuro, ma in caso di una nuova offerta, declinerò gentilmente (tra l’altro non credo molto nelle minestre riscaldate).

La sua squalifica ha condizionato anche la sua attività da calciatore: non potendo più essere schierato, se non da depotenziato, ha fatto mancare il suo prezioso contributo al Frosinone, la sua squadra. Ciò può aver influito sulla mancata promozione di quest’ultima, che ha perso in finale playoff contro il Benevento? Con lei in campo il mister Antonucci avrebbe sicuramente avuto una freccia in più al suo arco. Lei pensa che per l’anno prossimo la squadra sia matura per centrare la promozione diretta?

Sì, l’ho pensato molte volte, con me disponibile avremmo centrato la promozione in A, ne sono quasi sicuro. Credo di essere un ottimo giocatore ed avrei potuto fare la differenza. Inoltre, senza il mio ban, il mister Antonucci avrebbe potuto far riposare i suoi terzini titolari, senza che questi fossero costretti ogni volta a finire la partita attaccati alla bombola dell’ossigeno; di questo me ne dispiaccio. Inoltre credo che la squadra la prossima stagione debba assolutamente centrare la promozione diretta (magari con la vittoria del campionato). In caso contrario ci dovremmo fare due domande, anche perché la squadra è già ottima e con qualche innesto di livello, potremmo essere la favorita numero 1.

Quanto è stato importante per lei sapere che, una volta finita la squalifica, ci sarebbe stato di nuovo un posto assicurato in squadra? I suoi compagni l’hanno aiutata a superare questo momento difficile?

Mi ha fatto sicuramente piacere, sono molto felice di ciò. Inoltre, la squadra mi è stata sempre vicino, a partire dal presidente Cioè, passando dal DS Castagnoli, senza dimenticarci di mister Antonucci o dei miei compagni di squadra: lei, Guzzi, Generale, Sanna, Iacona e Fedeli. Ho citato solo i principali, ma dovrei citare tutta la squadra, grazie mille veramente a tutti, senza di voi probabilmente non sarei più nel progetto. In più, vi prometto che l’anno prossimo saliremo, tutti insieme, lottando come leoni. Vorrei inoltre ringraziare anche i miei ex compagni della Casertana, principalmente i presidenti: i fratelli Fulco, Maiorano e Vitolo, con una nota di merito anche a Marco Conti, il DS Moricca, Roberto Saba, Mannarella, Favenza e Bazzani. Anche qui, in generale, ringrazio tutta la squadra.

Gira voce, tra noi addetti ai lavori, di un suo interessamento ad acquistare una società di serie C per la prossima stagione; quanto c’è di vero in questa notizia? Che squadra avrebbe intenzione di comprare? Ha intenzione di appoggiarsi a dei soci per l’acquisto?

Confermo questa voce, ho l’intenzione di acquistare una società di Serie C. Preferisco non svelare la squadra, anche perché ci sono stati dei problemi, troppo lunghi da spiegare. E sì, comprerò la società con un altro socio, Alessandro Calchi. Inoltre, abbiamo già un Marketing Manager, un allenatore ed un vice-allenatore. Manca solo il DS. Magari lei sa qualcosa in più sulla questione allenatore (ammicca sorridendo, ndr).

Articolo di Emilio Ivaldi

Le interviste impossibili – Giorgio Alfonso Sciubba

Ai microfoni di Devil Project, per la rubrica Le Interviste Impossibili, abbiamo il piacere di intervistare Giorgio Alfonso Sciubba, difensore centrale dell’Udinese. 

Buongiorno signor Sciubba, cominciamo l’intervista parlando delle recenti novità in casa Udinese. In una precedente intervista abbiamo parlato col suo nuovo presidente, Riccardo Rex, riguardo il presente e il futuro della sua squadra. Che impressione le ha fatto il nuovo presidente? Come si è presentato alla squadra?

Rex ha le idee chiare fin da subito, vuole principalmente un gruppo che si diverta . Spero che con lui l’Udinese torni nelle posizioni che merita, fa male vederla così. 

Purtroppo l’Udinese non è riuscita a vincere i playoff, venendo battuta al 2º turno dalla Casertana; immagino la grande delusione sia tra voi giocatori che tra la dirigenza. Cosa non ha funzionato in quella partita secondo lei?

Abbiamo avuto problemi sia all’andata che al ritorno, sicuramente il cambio allenatore ha influito (e anche qualche infortunio). Non ci porta fortuna cambiare allenatore prima dei playoff o dei playout, mi riferisco alla S3. 

Per la stagione che comincerà ormai a breve, quali sono gli obiettivi della squadra? Crede che potrà puntare alla promozione diretta vincendo il girone o dovrà di nuovo passare per i playoff come quest’anno? Il suo presidente aveva dichiarato ai nostri microfoni di voler puntare a vincere una coppa al primo anno di presidenza, lei pensa possa essere fattibile?

L’Udinese punta sempre alla promozione diretta, è una società ambiziosa, e l’allenatore mi ha fatto una buona impressione. Vincere una coppa è difficile soprattutto alla prima stagione, pero la coppa di C si può portare a casa…

Per quanto riguarda invece l’aspetto più personale, cosa si aspetta dalla prossima stagione, che traguardi intende raggiungere?

Voglio fare più di un gol (ride,ndr), comunque punto ad essere più attivo e di entrare nelle posizioni più alte della classifica live, e far parte della squadra dell’anno.

Parliamo adesso di calciomercato: diverse squadre sono interessate a lei per puntellare le loro difese. Intende quantomeno ascoltare le offerte che le perverranno oppure rimarrà fino al termine del suo contratto ad Udine?

A malincuore, non sarò ad Udine il prossimo anno, sto sentendo tutte le offerte che mi sono arrivate, hanno tutti progetti interessanti, sono molto indeciso, non so cosa fare. Rex mi ha fatto un’ottima offerta per andare all’Ancona, ma anche le altre quattro squadre hanno fatto buone proposte.

Se le venisse offerto un posto in una squadra di serie A e lei accettasse, vorrebbe ricevere una convocazione in nazionale? Si sentirebbe già pronto per un passo così importante?

Quando sarà si vedrà, andare in nazionale alla prima stagione di A è una grande soddisfazione, indossare la maglia della nazionale è un motivo d’orgoglio.

Oltre ad essere un giocatore dell’Udinese, lei ha anche una carriera da DS, attualmente all’Akragas, ed è inoltre presidente della Sambenedettese. Quali sono i progetti futuri per queste due società?

All’Akragas il presidente Di Gaetano è molto ambizioso, vogliamo allestire una squadra che possa raggiungere gli obiettivi. Alla Samb veniamo da una stagione buona, ora bisogna pensare in grande, voglio prendere una punta forte, un terzino (e centrocampista) sinistro e un portiere di buon livello. 

Vorrebbe un giorno cimentarsi anche nella professione di allenatore o si sente soddisfatto dei ruoli che sta già ricoprendo? Se prendesse il patentino, c’è una squadra in particolare che vorrebbe allenare?

Non ne sono sicuro, troppe responsabilità, e dovrei trovare il tempo per provare le tattiche; forse in un futuro, ma non così prossimo. Sicuramente inizierei da una squadra di C, ma per ora mi piace molto fare il DS, anche se snervante.

Articolo di Emilio Ivaldi


Le bombe di Toro San

La Juventus attivissima sul mercato in entrata e in uscita, Luca Brian Santoro avrebbe accettato la richiesta di Luca Amadori di essere ceduto al Cesena.
Pare infatti che il mister Serafini gli abbia promesso la fascia da capitano e di farne la bandiera della squadra.
Ma quando sembrava tutto fatto, un altro club si è inserito nella trattativa per strappare il giocatore bianconero ai rivali del Cesena, la Spal, altra meta gradita dallo stesso Amadori, disposta a fare follie per accaparrarsi le sue prestazioni.

Sempre la Juventus ha ricevuto un’offerta per Gallorini dal Pisa, meta gradita al giocatore ma la Juventus pare abbia bloccato il trasferimento.

Gallorini in love

Clamoroso scambio tra Torino e Progetto Gaming.
Le ultime indiscrezioni danno per fatto infatti il passaggio di Calcagno al Torino e Conte al PG.

La Torres ha un solo nome per puntare alla promozione diretta nella prossima stagione: Giacomo Sedda.
I rapporti col giocatore sono già avviati da tempo ma per ora siamo ancora all’inizio della trattativa.

Francesco Pappalardo è l’oggetto pregiato del mercato per la prossima stagione,infatti,moltissimi club di serie A si sono fiondati su di lui e i telefoni del DS del Vicenza, Saladino, sono impazziti da una settimana a questa parte.Il Palermo, meta graditissima al giocatore, pare abbia fatto un sondaggio per il portierone catanese.

L’Inter di Alberto De Donatis attivissima sul mercato,infatti, sembra ormai questione di ore il passaggio di Angela Iadicicco nella seconda squadra di Milano. La meta pare molto gradita alla giocatrice che ha sempre dichiarato amore per i nero-azzurri.

Le interviste impossibili – Oliver Mayor

Continuiamo la nostra serie di interviste con Oliver Mayor, veterano di Progetto FM presente fin dalla prima stagione. Laterale sinistro a tutta fascia in campo e presidente di diverse squadre, passerà in S5 dal Sassuolo, sua storica squadra, al Novara. 

Salve, a breve scatterà l’inizio del calciomercato, in cui verrà ufficializzato il suo trasferimento al Novara. Lascerà il Sassuolo, la squadra con cui ha iniziato la sua avventura nel progetto e di cui è diventato poi anche il presidente. Cosa l’ha portata a questa scelta che la vedrà addirittura scendere di categoria?

Un salve anche a lei e a tutti i nostri lettori. Confermo che dopo quattro anni ho dovuto prendere una decisione difficile, la più difficile finora: lasciare la mia casa, Sassuolo. Ormai era tempo di un cambiamento sia per me che per la mia carriera.

Oltre ad essere un veterano, lei ha anche il primato di essere stato il primo ad aver acquistato una squadra, il Major Livorno. Come si riesce a guidare per così tanto tempo una squadra?

Acquistai il Livorno in S2, quando venne appena promosso in Serie B dalla C. Successivamente venne promosso in A, per poi retrocedere all’ultima giornata in B e quest’anno addirittura in C, purtroppo dopo una serie di avvicendamenti in panchina. Il trucco per mantenere per tutto questo tempo una squadra è fornirsi di tanta pazienza e voglia di fare e mettersi in gioco, affidandosi alle persone giuste. Un grazie va a chi mi ha accompagnato in questi anni che, se pur, io abbia commesso degli errori non essendo molto presente, ha sempre sostenuto e dato di tutto per la mia, nostra, squadra!

Nelle stagioni successive ha acquistato anche il già citato Sassuolo e pure il Lecce. Purtroppo quest’ultima e il Livorno sono entrambe scese di categoria quest’anno, rispettivamente in serie B e C. Cosa non ha funzionato durante l’annata? Intende “lasciare” o “raddoppiare” il suo impegno alla guida di questi due club?

Si, il Lecce e il Sassuolo sono state acquistate quest’anno da una cordata composta da me dal mio amico e socio Denis Coghi (nel Sassuolo è presente anche Alì Namane). Nel Lecce la situazione era critica in quanto senza presidente e con una squadra di quasi tutti inattivi. Ma noi già abbiamo piazzato qualche colpo che darà una svolta ai Giallorossi. Per il Sasol la storia è ben diversa: è una squadra di quasi tutti attivi che aveva bisogno di qualche piccolo cambio a livello di gruppo. Io personalmente me ne sono andato anche perché non voglio giocare categoricamente nelle squadre delle quali sono presidente per un fattore anche di imparzialità. Un giorno forse ci tornerò da giocatore ma per ora avevo bisogno di nuova linfa…

Torniamo ora a parlare della sua carriera da giocatore: terzino sinistro con la possibilità di essere schierato a centrocampo, lei ha anche una certa dimestichezza davanti alla porta (3 gol) ed è stato tra gli assistman del Sassuolo, ben 6 assist in stagione. Vorrebbe in futuro spostare ancora più avanti la sua posizione sulla fascia?

Mi è stato già detto dal neo mister che sarò centrocampista sinistro, sperando di poter dare un’ulteriore mano offensiva alla squadra coi miei assist e magari chissà…i miei gol. Facendo così incrementare la mia valutazione!

Lei che è nel progetto da molto tempo ha sicuramente visto la sua evoluzione negli anni. Cosa è cambiato di più rispetto alle prime stagioni? Ha nostalgia di qualcosa in particolare? Qual è la sua opinione sui diversi scandali accaduti negli anni?

Sono presente dai primi giorni nel Progetto grazie a Tuccio, mio compagno al Sasol e uno dei miei migliori amici nella real life. Ne abbiamo vissute tante e tanta gente che c’era prima ora non è più nel progetto, o per ban o per abbandono o meno attiva…una cosa che rimetterei è la procura dei giocatori, molto intrigante come lavoro virtuale. Sono stato purtroppo assente per qualche mese a metà dell’anno scorso, per problemi personali, ma sto recuperando il gap per poter ritornare al top come quando risultavo ad inizio Progetto, quando proponevo nuovi ruoli, regole e idee che oggi sono la norma. Non mi manca molto quel periodo, oggi tutto è più controllato, ma mi mancano alcuni personaggi coi quali iniziai questo percorso.

Grazie per il tempo dedicatomi e da oggi forza Novara!!

Articolo di Emilio Ivaldi

Le interviste impossibili – Alessandro Gallo

Ai nostri microfoni Alessandro Gallo, giovane centrocampista destro del Cagliari. Affianca a questa posizione anche ruoli da DS, da allenatore e da MM, ma lasciamo che sia lui a parlarcene durante l’intervista. 

Buongiorno signor Gallo, cominciamo subito parlando della sua attività da calciatore. Entrato nel progetto nella S4 si è accasato al Cagliari; una buona stagione per lei, condita da 11 reti. Si aspettava una partenza di carriera così importante da parte sua, o è riuscito a stupire anche se stesso?

Sono contento di questa stagione di esordio, sicuramente la mia giovane età in game ha aiutato a farmi migliorare velocemente ma sono sicuro che potrò fare ancora di più. Ho avuto qualche difficoltà i primi mesi, a causa di impegni scolastici (avevo una paura assurda della maturità e a ripensarci ora mi viene da ridere ahah), ma da quando ho recuperato tutte le materie che avevo sotto nel trimestre sono riuscito ad essere molto più attivo, sono da ormai diversi mesi fisso in Top10 della classifica live e per questo devo ringraziare soprattutto la mia squadra: tutti i miei compagni, mister Frunzio, il DS Benedetti, Sedda, Lupo e Conte. Il gruppo che si è creato è fantastico, siamo uniti e ci divertiamo tra di noi: credo che questo sia uno dei punti fondamentali del progetto, se inizi in un gruppo così hai la strada in discesa!

Concentriamoci adesso sugli altri ruoli che lei ha all’interno di Progetto FM: innanzitutto è DS del Livorno, che purtroppo non è riuscito ad evitare la retrocessione in C. A cosa può essere attribuita? Lei comunque rimarrà DS anche per l’anno prossimo?

Non sono arrivato a Livorno da molto tempo e non conosco bene tutte le dinamiche ma, per come intendo io il progetto, credo che una grande colpa possa essere data ad un gruppo che non è stata aiutato ad essere attivo: ho trovato molti ragazzi nuovi che non sapevano bene il funzionamento del progetto, altri che proprio non scrivevano mai ed erano stati acquistati a cifre veramente alte. 

Si, sono felice di annunciare che sarò DS a Livorno anche in S5. Credo molto in questo progetto che stiamo portando avanti con il presidente Mayor ed il mister Aloi. Stiamo incentrando la campagna acquisti sull’attività: abbiamo venduto chi voleva andar via, chi era poco attivo e svincolato quelli a cui non interessava più del progetto. Per quanto riguarda il mercato in entrata abbiamo già chiuso due colpi, uno dei quali molto importante, e continueremo fino al completamento dei 15 slot cercando gente il più attiva possibile, perché credo fortemente che la chiave per tornare in alto sia avere un gruppo attivo, che si diverta e che porti vantaggi a se stesso ed alla società.

La retrocessione del Livorno influenzerà anche la sua attività da allenatore, dato che finirà nello stesso girone del Siena, squadra da lei attualmente allenata, che sta disputando i playoff e che in campionato è arrivata seconda dietro solo allo straripante Empoli di mister Casalati. Sarà costretto quindi a lasciare la panchina, ma continuerà a far parte dello staff societario in veste di Marketing Manager?

Si, ho deciso di continuare a Livorno per non abbandonare un percorso appena iniziato. A Siena ho trovato persone stupende che sono state molto comprensive e che ci tengo a ringraziare (il presidente Fulchignoni ed il DS Aiello). Mi hanno permesso di iniziare questa mia carriera da allenatore dandomi fiducia e per questo sarò sempre legato a loro. Ho conosciuto anche un gruppo di ragazzi fantastici e sono contento di poter continuare a lavorare con loro anche se con un ruolo diverso: sono felice di annunciare infatti che rimarrò a Siena come MM, per dare una mano con la parte grafica e soprattutto per poter restare a contatto con un ambiente speciale e che avrei lasciato malvolentieri.

Se dovesse quindi lasciare il Siena, dove vorrebbe cercare un’altra squadra da allenare? È già stato contattato da qualche presidente?

Non nascondo che è una cosa a cui sto pensando seriamente, penso di aver acquisito una buona esperienza quest’anno e credo che i risultati possano confermarlo; ovviamente la cercherei in C, dato che ho già un accordo con il Bologna per la prossima stagione. No al momento non ho nessun contatto e vedremo se ne avrò qualcuno in futuro. Sicuramente, in caso, valuterò bene il progetto, anche se il mio sogno sarebbe poter allestire una squadra nuova, andando a fare scouting e trovando nuovi utenti, facendola crescere piano piano come forza e attività, insomma quella che sarebbe “una mia creazione”.

L’ultima domanda riguarda anche il calcio fuffa: vedo appeso al suo armadietto un poster del Gallo Belotti, centravanti del Torino, da cui deduco che la sua fede calcistica sia di colore granata. Vorrebbe un giorno vestire quella maglia e giocare allo stadio Grande Torino qui, all’interno del progetto?

L’obiettivo di vestire quella maglia è stato probabilmente il primo che mi ero posto quando entrai nel progetto. Adesso però sono in una squadra in cui mi trovo benissimo e avendo un’età molto giovane (15 anni in game) credo che gli obiettivi siano cambiati. Certo, non nascondo che in futuro comunque mi piacerebbe molto arrivare ad indossare quel numero 9 e poter dire di non avere solo più il soprannome in comune con Belotti, ma al momento non è più una priorità. Sarebbe comunque un sogno alzare la cresta all’Ichnusa Arena (purtroppo gli hanno cambiato nome grr ahah).

Articolo di Emilio Ivaldi

La rinascita del Biscione!

Salve lettori di devil project e benvenuti alla prima intervista in assoluto di tutta la nuova dirigenza dell’ Inter PG. In questa tripla intervista i protagonisti saranno i due presidenti: Giuseppe Gambardella e Alberto De Donatis. Insieme a loro abbiamo intervistato anche il mister Pietro Alaimo. Buona lettura!

Giornalista:La prima domanda è per i due presidenti: cosa vi ha spinto a lavorare insieme in una società nuova? C’è una qualità in particolare che pensate possa aggiungere il vostro socio allo spogliatoio?

De Donatis:Beh l’idea di prendere l’Inter è partita da me. Mi ero già fatto il mio piano dittatoriale e Pippo, con grandissimo entusiasmo, mi ha chiesto di far parte della presidenza. Meglio così, possiamo pianificare per due stagioni almeno, e porterà la saggezza, la pacatezza e l’eleganza che lo contraddistinguono (e che a me talvolta difettano).

Gambardella:Scegliere di affiancare Alberto in questa bella avventura è stato per me un onore, il tifo ci ha uniti e ci rende forti. Le qualità che aggiunge Alberto sono tante, elencarle tutte è infattibile ma una sicuramente ha fatto la differenza: ovvero quella di essere Francese.

Giornalista:Mister Alaimo, sei stato confermato anche per la prossima stagione, qual è stata la tua prima impressione su di loro?

Mister Alaimo:La conferma mi rende felice e spero di poter ricambiare questa fiducia con risultati importanti. La nuova proprietà si è inserita benissimo nel mondo Inter, sin dal primo giorno, insieme alla presidenza lavoriamo sodo per costruire le basi di una grande squadra.

Giornalista:Mister, l’anno scorso hai cambiato diversi moduli ma non hai mai modificato l’impronta offensiva della squadra. Quest’anno il modo di giocare sarà simile alla scorsa stagione o hai in mente nuovi moduli per il nuovo gruppo?

Mister Alaimo:Sto lavorando ad un nuovo modulo che mi porterà a sfruttare molto di più il centrocampo tenendo chiaramente in considerazione anche i nuovi arrivi. L’idea è sempre quella di una squadra offensiva, sperando di subire meno gol della passata stagione e stiamo lavorando anche su quello. La dirigenza sta facendo un gran lavoro per cercare di accontentare le mie richieste quindi dovrò assolutamente ricambiare coi risultati. Il modulo che abbiamo utilizzato maggiormente nella stagione appena passata non andrà via, lo utilizzerò a seconda della situazione che ci sarà in partita. Non posso purtroppo utilizzarlo tutte le partite perché richiede uno sforzo eccessivo ed i ragazzi non possono giocare così per 38 partite.

Giornalista:Credete che la nuova filosofia “Inter agli interisti” possa far accrescere la voglia di Inter ai neroazzurri in giro per il progetto ?

Gambardella:Sicuramente ha incuriosito il progetto e poi credo che sia un po’ il sogno di tutti i presidenti tifosi costruire una squadra di giocatori tifosi.

De Donatis:Penso di sì, non credo di essere l’unico pazzo a star male a vedere l’Inter, fuffa e PG, in mano ai gobbi o gestita in maniera… migliorabile. Il richiamo è stato preciso e la risposta forte.

Mister Alaimo:È un peccato che l’Inter in queste stagioni abbia perso un po’ di interesse quindi questa nuova filosofia può assolutamente aiutare.

Giornalista:Sapendo che l’Inter comprerà esclusivamente interisti, non credete che le squadre potrebbero gonfiare il prezzo facendo gioco su una poca disponibilità di utenti interisti molto attivi?

Gambardella:Si è un rischio che ci può stare ma noi abbiamo il Ds più capace del progetto che sa come trattare e non ci saranno acquisti folli per un progetto che si basa sul tifare Inter, non tralasciando peró l’attività. Costruiremo una rosa che il mister saprà far girare nel miglior modo possibile.

De Donatis:Gli interisti sono tanti e di qualità. Se un ds tira troppo la corda, ringrazio e passo oltre. Finora ho trovato dirigenti capaci e molto disponibili ad assecondare l’interismo dei calciatori.

Giornalista:Quest’anno per voi sarà un anno di rifondazione o avete già puntato a qualche obiettivo nel breve termine?

De Donatis:Anno di costruzione con questa attività e con questi conti. Con l’idea dell’interismo al 100%, sarà un anno di costruzione.

Gambardella:Sarà un anno di transizione ma certamente proveremo ad entrare in una competizione europea , ma soprattutto, ci dedicheremo al bilancio ed all’attività del gruppo per gettare le basi per la S6.

Mister Alaimo:Mi piacerebbe migliorare il piazzamento ottenuto in questa stagione. La squadra, se tutto va bene, avrà qualche elemento in più della passata. Inoltre non avendo l’Europa possiamo concentrarci meglio sul campionato.

Giornalista:Magari un obiettivo può essere la coppa Italia, anche se, di anno in anno, sta diventando sempre più difficile.

De Donatis:Sarebbe una gran cosa la coppa, sì.

Gambardella:Certo, un obbiettivo da non trascurare.

Giornalista:Creando un gruppo di interisti ci saranno partite più sentite ed altre meno sentite. Quale secondo voi sarà la “partita dell’anno”per lo spogliatoio?

De Donatis:La sfida contro l’Impero del Male.

Mister Alaimo:Sarà un bellissimo campionato. Sfide sentite contro Juve, Milan, Lazio…in realtà qui vogliamo battere chiunque.

Gambardella:Tutte le partite sono sentite. Certo, in quelle con le avversarie storiche ci sarà ancora di più garra.

Giornalista:Grazie ragazzi e buona fortuna!

Tutti:Grazie a te!