It’s always sunny in Formello

Buongiorno a tutti. Rieccoci con Antonio (Di Gloria, ndr) il quale ci è venuto a cercare per aggiornamenti sulla vicenda che poche settimane fa ha scosso il Progetto. Cosa ci racconti di nuovo, Antonio?

Da un paio di giorni c’è stata la pace tra me e la società, e ora sono nuovamente a contatto col gruppo. Ovviamente qualcuno storcerà il naso, ma non si può parlare senza sapere le cose.

Allarme rientrato, dunque. In attesa che siano gli altri a parlare… fallo tu. Come hai vissuto queste settimane da separato in casa?

Male. In primis, perché in cuor mio, sapevo di essere in procinto di separarmi da una grande squadra e una grande famiglia che mi aveva dato tutto. Sapevo inoltre di non potermi separare dall’ambiente che in quel momento mi causava rabbia, perché nessuna squadra nel Progetto poteva strapparmi dalle mani di Pattarozzi..Per un mero discorso economico, immagino… D’altronde la qualità si paga, e tu non ne sei certamente carente. Sono arrivate offerte concrete, in questo lasso di tempo?

Alla mia persona no, quindi credo che anche se fossero arrivate alla società siano state valutate non congrue a quello che è il mio valore, e sinceramente ci sono rimasto anche male. Capisco però, che quello poteva non essere il periodo giusto per mettersi sul mercato.

Effettivamente no, fosse successo a inizio mercato immagino sarebbero fioccate le offerte.. magari anche dal Vicenza, chissà. Si riparte verso la nuova stagione, dunque. Quali obiettivi ti poni?

Vengo da un anno in cui sono stato discretamente decisivo, perciò punto innanzitutto a migliorarmi soprattutto in ambito europeo. Spero di entrare nella top 11 per il Pallone D’oro, mi piacerebbe inoltre giocare l’Europeo con la Nazionale dell’affascinante CT Alberto, anche se sarà difficile trovare posto.

Nulla è difficile, quando ti chiami Antonio Di Gloria. Prima di andare, ti pongo un’ultima domanda; ora che la situazione sembra essersi calmata, ti va di dirci il nome di colui che fece scoppiare la diatriba?

Preferirei che la cosa restasse al chiuso del nostro spogliatoio. Sappiate soltanto che è una bravissima persona, e che magari di persona tutto questo si sarebbe risolto in una grassa risata tra amici…

Fulmine a ciel sereno

Buongiorno Antonio, ti ringrazio per questa intervista nonostante il poco preavviso. Cominciamo subito dall’argomento di giornata, la tua richiesta di cessione. Volontà che sicuramente starà suscitando clamore in più di un gruppo nel progetto. Ma come si è arrivati a questo?

Piccole incomprensioni legate al calcio fuffa avute con un membro in particolare della squadra (Antonio non ha voluto dirci di chi si trattava, ndr) con il quale erano accadute già tempo addietro, e che infine mi hanno portato a questa scelta drastica. Calcio fuffa, dunque.

Sembra incredibile che degli screzi avuti per un argomento così futile, possano aver di fatto provocato un terremoto, portando sul mercato quello che probabilmente è l’attaccante più forte del progetto.

Si, io tengo molto alla mia squadra, non ne faccio solo una questione di tifo, ma va ben oltre. Non riesco ad accettare che venga denigrata. La cosa, alla lunga mi ha portato a chiedere la cessione.

Un vero appassionato, quindi; i tifosi del Napoli PG che leggono questa intervista sono autorizzati a sognare un ritorno a casa di Di Gloria?

Categoricamente sì, devono sempre farlo perché la mia porta è sempre aperta per quelli che vengono dal San Paolo. Anche se temo sia solo una fantasia, visto che il Napoli al momento non sembra aver bisogno di altre pedine.

Da quanto tempo va avanti questa storia?

Ho chiesto la cessione circa un mese fa, Michelini chiaramente si è opposto fin dal principio. Ho persino accarezzato l’idea di lasciare il progetto, sono pure uscito dai gruppi squadra per non rischiare di andare sul pesante.

Sembra quasi uno scenario apocalittico, Dio solo sa cosa dev’essere successo dopo quella partita fuffa. Mettendo un attimo da parte il sogno Napoli, dove si vede realisticamente il Di Gloria giocatore in S5?

Spero ancora nel progetto, principalmente in A perché a fine stagione spero di essere convocato per gli Europei. Però sono pronto a tutto, aspetto solo l’evoluzione delle cose.

Una vicenda che terrà tutti col fiato in sospeso. Molti ti sognano, ma immagino che pochissimi ad oggi potrebbero presentare un’offerta soddisfacente alla dirigenza laziale.

Ne sono consapevole, soprattutto in virtù del fatto che molte squadre hanno già completato la rosa.

Grazie mille Antonio, speriamo tu possa trovare presto un nuovo ambiente dove ritrovare serenità.

Il.. tiranno del progetto

Buongiorno Riccardo. Tu sei qui da poco, sei solo un S4. Eppure ormai tutti ti conoscono, in pochi mesi ti è successo di tutto all’interno del progetto. Ma come ne sei venuto a conoscenza? Ne sono venuto a conoscenza per caso. Vidi un post condiviso da inerente ai risultati della giornata appena terminata, e cliccandoci sopra mi ritrovai nel gruppo principale. Dopo essere stato accettato ed essermi guardato intorno, feci il post di presentazione in maniera piuttosto sommaria. Dopodiché furono in molti a contattarmi per tesserarmi (Riccardo è un dc, sappiamo bene quanto facciano gola i dc, ndr) ma nessuno mi spiegò il progetto come il meraviglioso presidente che ebbi nella stagione appena conclusa. Ragion per cui scelsi l’Empoli come prima squadra. Da semplice giocatore dell’Empoli ti sei trovato, in pochi mesi, presidente di una società di B; un’escalation niente male, insomma. Ma come successe? Subito dopo la mia iscrizione feci il test per diventare allenatore, e venni chiamato così all’Ancona. Appena arrivato, il presidente Roberti si dimise, lasciando la squadra a Giamberduca. Lo stesso Giamberduca dopo poco abbandonò per approdare al Milan, e cedendo a me la presidenza. La squadra navigava in pessime acque. Fortuna volle che ebbi come aiutanti come Angelino e Costulo (soprannome di Costantino). Dopo un inizio difficile, le cose pian piano migliorarono. Ad oggi siamo io e Costantino presidente, e Sulsenti ds. Un colpo di scena e di fortuna, sia per te che per l’Ancona. In breve tempo sembri aver riportato serenità ad un ambiente che rischiava di crollare. Quale è il tuo segreto? Non c’è un vero segreto, l’obiettivo è semplicemente cercare di coinvolgere tutti in un ambiente sano, dove è il giocatore a contare. Non tratteniamo nessuno controvoglia, come nel caso di Papaleo passato all’Akragas a stagione in corso, nonostante la cosa rischiasse palesemente di danneggiare la squadra. Di questo passo vi candiderete a breve come competitor per la A. Avete delle precise strategie di mercato? Ci proviamo! Abbiamo deciso innanzitutto di cedere coloro che per motivi vari non potessero garantire un minimo di attività. L’obiettivo principale sono i playoff, e andare avanti in Coppa Italia. Passiamo al Riccardo calciatore, adesso. Sei di recente approdato al Pg: from zero to hero insomma. Cosa ti ha spinto ad accettare la loro proposta? Innanzitutto la presenza di Casalati, persona squisita che ho avuto il piacere di conoscere ad Empoli, ammiro la gestione della squadra da parte di Pironti, e in squadra ci sono persone fantastiche come Fusco, Bazzani, ora pure Ballarini.. inoltre avrò il privilegio di giocare nella squadra maggiormente rappresentativa del Progetto, al fianco di uno dei difensori più forti. Ultima domanda: preferiresti vincere un trofeo da calciatore, o da presidente-allenatore dell’Ancona? Onestamente non ho preferenze, l’importante è vincere

In lotta per l’Europa – Analisi 10 Giugno – Parte 1

Nella live del 10 Giugno 2019 sono ripartite le competizioni europee in Progetto FM. Un inizio alquanto incoraggiante per le squadre italiane coinvolte nell’Europa League, dove su cinque scontri si ottengono cinque vittorie. Meno ottimismo per quanto viene dalla Champions League, dove la Lazio ha pareggiato in casa 1-1 contro il Liverpool, ed è chiamata a vincere (o pareggiare con almeno due reti segnate) ad Anfield.
I risultati ottenuti verranno confermate dalle statistiche delle partite in questione? Oppure il risultato poteva essere molto diverso?

Lazio – Liverpool 1-1
L’unico match della Champions League vedeva coinvolta la Lazio di Nicholas Michelini contro una delle squadre più temibili del gioco, il Liverpool. Avversaria molto pericolosa, complice anche la tendenza al pressing del club inglese, strategia di gioco molto premiata su FM.
La Lazio si schiera in campo secondo il suo classico 4-4-2 con una piccola eccezione: a centrocampo non troviamo Salvatore Campagna, indisponibile, ma Alessio Scarciotta. Sulla fascia destra troviamo quindi Danilo Falzone.

Le statistiche parlano di una partita molto combattuta: il Liverpool ha preferito avere il pallino del gioco, come evidenziano 364 passaggi e un possesso palla che si attesta al 56%, mentre la Lazio ha preferito con azioni molto veloci e che portassero al tiro molto più velocemente, con 18 tiri al termine della partita e 267 passaggi.
La tendenza a colpire rapidamente si vede anche dal numero di contrasti effettuati: se la Lazio ha eseguito 34 contrasti, il Liverpool lo ha fatto solo 12 volte. Statistiche coerenti quindi anche col fatto che fosse il Liverpool ad avere per lo più il pallone e che dovesse costruire azioni più ragionate.
Nel Liverpool ha spiccato in particolare Mohamed Salah, autore anche della rete del momentaneo 1-0 con un’azione solitaria che ha poi concretizzato in rete. È un errore di Alexander-Arnold invece a dare la possibilità alla Lazio di segnare il goal dell’1-1 con Federico Gallarato. Tuttavia, neppure il golden boy spicca più di tanto in questa partita, dove determinante nel mantenere la squadra a galla dopo l’1-0 è stato Davide Costarella.
Nessuna delle due squadre ha chiamato in causa la panchina, con la Lazio che esegue la prima sostituzione solamente al 90° e il Liverpool che non inserisce nessuno.
Nel complesso, un pareggio giusto per quello che si è visto e per quello che i numeri raccontano. Un 1-1 più utile al Liverpool che alla Lazio, ma che non preclude la possibilità di passare il turno per i biancocelesti.

Dinamo Zagabria – Progetto Gaming 0-1
Il primo degli scontri di Europa League vede invece la squadra cremasca affrontare la Dinamo Zagabria, squadra assolutamente alla portata dei biancoblu.
Progetto Gaming che si schiera attraverso un 4-4-1-1 in linea, priva di Mark Aperio, sostituito per l’occasione da Tommaso Molin. Vincono i ballottaggi davanti Pasquale Canario e Luca Bisceglie, con il primo che si colloca a trequarti, mentre in porta trova posto Francesco Miliani.

Un risultato che sta molto stretto ai biancoblu, perché la partita è stata letteralmente dominata. La Dinamo ha tirato per la bellezza di una volta in tutti i 90 minuti, mentre il PG ha fatto addirittura 14 tiri in porta.
Progetto Gaming che ha ottenuto anche il 58% del possesso palla, con 372 passaggi all’attivo, 25 calci d’angolo e anche una chiara occasione da goal.
Tuttavia, non era giornata per Pasquale Canario, che esce dal campo con un mesto 6.4, e per Lucia Zanotti, che sbaglia il rigore del possibile 2-0, mentre era sicuramente in forma il portiere Livakovic per i croati.
Fortunatamente per i lombardi, Bisceglie risolve e segna il goal dell’1-0, ma neppure con le sostituzioni il risultato varia ulteriormente.
La palma di migliore in campo va divisa equamente ai due laterali Molin e Alessandro Sgrò, il primo autore dell’assist dell’1-0, il secondo per le sue incredibili galoppate che hanno messo in crisi la difesa degli slavi.
Il Progetto Gaming ottiene una vittoria, anche se al termine della partita ha molto da recriminare a sé stessa: il passaggio del turno non è in cassaforte come per le altre squadre impegnate nella stessa competizione, anche se, viste le statistiche, neanche troppo dubbia. Il calcio è tuttavia strano, e si augura che non sia un’occasione mancata.

Zenit – Torino 0-4
Un altro degli scontri di Europa League vedeva invece il Torino chiudere la pratica qualificazione contro lo Zenit San Pietroburgo, la squadra più ostica tra quelle sorteggiate in questo turno di competizione.
Granata che si schierano un 4-4-1-1 asimmetrico, con in attacco Agostino Lupo a sostegno della punta Chrisitan Pennisi. A centrocampo spazio per i fratelli Pusceddu, accompagnati da Samuel Setzu e Angela Iadicicco.

Il Torino tiene il controllo del pallone, con un 61% di possesso palla, 421 passaggi concretizzati, 16 calci d’angolo e 10 tiri in porta. Tuttavia, mantiene anche la sua nomea che la ha contraddistinta sempre e commette ben 13 falli. I granata prendono anche due pali, a conferma di come il risultato poteva essere più tennistico. I 4 tiri in porta dei russi sono la conferma di un gioco molto offensivo, che ha lasciato dei momenti in cui lo Zenit, in contropiede, è riuscito a impensierire l’estremo difensore Claudio Fagone.
La palma di migliore in campo va condivisa tra Daniele Pusceddu, autore di 3 assist, e Francesco Terlati, autore del goal che sbloccato la partita. A rete anche Iadicicco, Gianluca Pusceddu e Pennisi.
In situazione di puro controllo spazio anche per il nuovo arrivato Simone Perossa, che gioca gli ultimi tre minuti della partita al posto di Fagone.
Più oscura, soprattutto in confronto al compagno di reparto Francesco Avogaro che prende 8.5, la prestazione di Nicolò Martinelli, che prende solo 7.0.
La partita di ritorno sembra una formalità per i torinesi, che possono amministrare l’enorme vantaggio ottenuto da questa partita: il passaggio del turno è ormai ad un passo.

Atalanta: sogno CL anche su ProgettoFM

Come nel calcio fuffa, l’Atalanta del nostro campionato si sta rivelando una outsider davvero insidiosa. Mentre per gli uomini di Gasperini la stagione si è conclusa con un’ insperata qualificazione in Champions League, i ragazzi di mister Pellegrino sono in perenne lotta europea.

Ad inizio stagione i media del gioco la davano all’ottava posizione come piazzamento finale. Complici anche i crolli di Inter, Torino e Sampdoria, i bergamaschi si ritrovano a pari punti (e una partita in meno) col Progetto Gaming per un testa a testa per l’Europa dei grandi. Assodato che primo e secondo posto sono blindati dalle corazzate Lazio e Cremonese, la Juventus gode di un terzo posto con un +2 sui cremaschi e una gara da disputare.

Nello scontro diretto, il PG è in vantaggio per aver vinto entrambe le gare di campionato. Mentre il PG nella prossima uscita dovrà fronteggiare la Samp di Filippone, gli orobici dovranno fronteggiare un Bologna altrettanto insidioso e nei turni immediatamente successivi Cremonese e Lazio.

Girone d’andata da CL

A supporto di quanto detto, vi mostriamo il ruolino di marcia dell’Atalanta nel girone d’andata.

Unica ad avere una differenza reti positiva in doppia cifra (eccetto Lazio e Cremonese che sono di un altro pianeta), sta a testimoniare come mister Pellegrino abbia trovato un equilibrio tattico per i suoi ragazzi, trovando spesso la via del pareggio che le ha permesso di chiudere al terzo posto davanti al Napoli, grazie proprio a quei 6 punti conquistati.

Merito sicuramente anche di Davide Hay, capocannoniere della squadra con ben 17 gol all’attivo in 22 presenze. Come detto, tale risultato è dovuto ad un equilibrio ben preciso il quale porta a pensare che anche la difesa abbia qualche merito.

Infatti la maggior parte dei palloni recuperati sono opera del centrale difensivo Petruccelli (87) e capitan Cesaride (57). Petruccelli unico ad aver giocato tutte le partite dell’Atalanta finora. Irrinunciabile.

Mentre il vero genio della squadra rimane l’ormai noto Baseggio, che con i suoi 43 Passaggi chiave e 13 occasioni create si dimostra essere il vero cervello della squadra.