Analisi tattica della 1^ giornata di Serie A PG

Questo articolo cercherà di analizzare, per quanto possibile visto che siamo solo alla prima giornata di serie A, quali sono state le scelte tattiche decise per questa Stagione 4 del Progetto di “Diventa un calciatore di Football Manager”, cercando di annotare e capire, laddove fosse possibile, la direzione portata dalle varie società in termini tattici, quindi se ci sono state modifiche sostanziali o se le squadre hanno tenuto approcci simili, indicando possibili variabili tattiche utilizzabili durante la stagione in base alla rosa, con un breve commento finale sull’andamento della partita.

NB: non potrò considerare i cambi tattici avvenuti a partita in corso, se ci saranno stati, salvo fare supposizioni in base anche alle sostituzioni.

Lazio – Fiorentina
Formazioni (clicca per visualizzarle)

La Lazio, allenata dal Mister Michelini, che si schiera con un 4-2-4 offensivo, stravolge il proprio credo tattico portato fino alla stagione 3, che utilizzava un 4-3-2-1. Sicuramente il dilemma tattico del mister è stato quello di voler far convivere dei mostri di stipendi e bonus come Gallarato, Di Gloria (punte) e Pattarozzi, la quale convivenza era comunque possibile con un 4-3-1-2/4-3-2-1 e come già era stato fatto nella precedente stagione. La scelta però, pare sia ricaduta su un modulo che sembra piacere di più al gioco, come successe per quel 4-3-2-1 che ha fatto le fortune della Lazio. Di rilievo sono da notare la nuova posizione di Pattarozzi che diventa un’ala sinistra, dopo aver acquistato oltre al nuovo ruolo anche il piede sinistro, diventando quindi ambidestro, oltre ai suoi ruoli precedenti da trequartista centrale e punta; Scarciotta invece è diventato un trequartista destro, comprando quindi un ruolo di trequartista destro, essendo stato fino alla passata stagione solamente un centrocampista/trequartista centrale. Curioso di capire se il mister avrà pensato a qualche variabile tattica, tornando magari al modulo usato stagione scorsa, in caso di infortunio di Pattarozzi, al momento risulta l’unico ad avere il ruolo di Trequartista Sinistro, salvo che qualche giocatore stia imparando il ruolo ma nessuno ancora inizia a trovarsi quantomeno il pallino arancione che indica “fuori ruolo”, visti anche i numerosi impegni dovuti anche alla Champions League; viceversa sulla fascia destra della trequarti Scarciotta può essere sostituito dal giocatore di tutta fascia Falzone.

La Fiorentina adotta in questa prima partita invece un 4-2-3-1 con trequartisti centrali per sfruttare tutto il livello tecnico dei top player viola: Donà, Trovato, ma soprattutto Marchi, pronti a supportare il bomber Foti, arrivato dal Crotone. Vestito completamente diverso rispetto ai vecchi moduli targati Roberto Casalati, come il 5-2-1-2 che fece tante fortune anche a squadre del calibro dell’Inter su FM17, o il 4-3-1-2. Cambio tattico anche e sicuramente dovuto al cambio di guida tecnica che ha influito, con l’arrivo di Gabriele Cocco, il quale probabilmente predilige una linea difensiva a quattro e starà cercando di trovare la giusta quadra per una delle squadre che sulla carta dovrà lottare per la salvezza.

Il test contro la Lazio è indubbiamente stato abbastanza difficile, quasi proibitivo direi allo stato attuale, viste le divergenze assolute nella qualità media dei giocatori che potrà essere quanto meno diminuita se il mister troverà un modulo adatto e definitivo alle caratteristiche della squadra. Dalle statistiche si può intravedere come comunque la Fiorentina nel suo piccolo ha creato ed è stata pericolosa ma evidentemente poco fortunata, trovandosi anche un signor portiere di nome Costarella, uscito dal campo con un 7.5 che fa capire come la qualità del portiere conti eccome nelle poche occasioni che una squadra del livello della Lazio può subire.

Napoli – Drink Team.
Formazioni

Napoli che si presenta all’esordio in campionato con un 4-4-2 di “Ancellottiana” memoria come nel Napoli fuffa. La squadra non è la prima volta che si presenta con un modulo simile, visto che anche la passata stagione ha usato il modulo in diverse occasioni, seppur con giocatori che non avessero appieno il ruolo nelle loro corde. Mi riferisco agli esterni di centrocampo, Ponticelli e Lanno, entrambi solamente trequartisti di fascia fino alla passata stagione: il primo ha acquistato il ruolo di centrocampista sinistro e trequartista centrale, e sta allenando il ruolo di centrocampista destro, il secondo ha acquistato il ruolo di centrocampista destro. La coppia Morigi/Aruta in avanti è garanzia di sportellate e gol, senza dimenticare Liguori. Non escludo che vedremo il Napoli giocare con moduli come il 4-2-3-1 (basti pensare al già citato ruolo di trequartista centrale acquistato da Ponticelli) o comunque moduli con il trequartista centrale, come il 4-3-1-2.

Il Drink Team non cambia veste: il credo tattico di mister Trojer è il 4-2-3-1 e da questo modulo si riparte. Nessuna novità tattica di rilievo, salvo la presenza di Diotto come terzino sinistro. Il giocatore ha quindi acquistato il ruolo di Difensore sinistro. Possibili variabili tattiche potranno essere un 4-3-3 largo, un 4-3-3 stretto o anche moduli con difesa a 5.

Dalle statistiche si leggono tantissimi tiri effettuati dal Drink, ma solamente due arrivati in porta. Un rapporto ben più alto di tiri totali/tiri in porta lo ha il Napoli, che con meno della metà dei tiri totali del Drink (8 – 18), ne manda 4 in porta dei quali 2 in rete.

Genoa – Inter
Formazioni

Il Genoa si presenta con un 4-4-2 con nessuno stravolgimento di ruolo da parte dei giocatori presenti nei primi 11: Sodano e Aperio sono giocatori che già conoscevano il ruolo di centrocampista sinistro e destro rispettivamente. La possibilità di avere tre punte del calibro di Trovato, Maso e Però consentirà il giusto turn-over quando necessario. La possibilità di vedere la squadra schierata con moduli come il 4-2-4 o il 4-3-3 largo potrebbero essere delle alternative, considerata la dichiarata volontà di non usare moduli con trequartisti (la cessione di Di Paolo ne evidenzia ancora di più la cosa), e per sfruttare appieno la rosa e dare la possibilità di mettersi tutti in mostra (leggasi Petino, che al momento dispone solo di ruoli di trequartista destro/sinistro).

L’Inter dopo il grande movimento sul mercato operato in questa stagione, si schiera con il 4-3-1-2: un modulo basato sul gioco centrale che comunque rispecchia quello che, quanto meno dal centrocampo in su ha usato abbastanza spesso: l’utilizzo delle due punte con trequartista. Centrocampo completamente rinnovato, salvo la presenza di Marchese, venduto e poi riacquistato dall’Udinese per la stessa cifra di cessione e la presenza dei fratelli Rafaniello in campo assieme. La possibilità di moduli con difesa a 5 o moduli con le ali offensive potrebbero essere varianti da partita in corso o anche dal primo minuto.

La partita finisce con un 2-2 tiratissimo con ben 3 gol nel secondo tempo e il pareggio raggiunto dal Genoa al 90’ grazie alla rete di Sodano. Le statistiche mostrano che il risultato può considerarsi giusto.

Progetto Gaming – Atalanta.
Formazioni

La rivoluzione nella rosa di Progetto Gaming, con tantissime operazioni di mercato e un rinnovamento di rosa con tanti attivi da potenziale 200/300 mila di bonus, contro una “rivoluzione leggera” grazie all’acquisto della Presidenza dell’Atalanta da parte di Stefano Cucchi, che ha consentito di liberarsi di giocatori inattivi e sostituirli con nuove leve ma anche con l’arrivo di giocatori come Battiata.

A livello tattico per la squadra presieduta ed allenata da Alessandro Pironti, notiamo un 4-3-2-1 che assomiglia al vecchio 4-1-2-2-1 utilizzato in gran parte la stagione scorsa e che ha consentito di portare il PG in Champions League. Niente di nuovo per il momento, ma la possibilità di altri moduli di ogni tipo, con la rosa a disposizione è sempre possibile: vedremo strada facendo come gestirà tatticamente la rosa il mister Pironti.

L’Atalanta, allenata da mister Pellegrini che tanto bene aveva fatto con il 4-3-1-2, quest’anno invece propone all’esordio un 4-2-3-1 con trequartisti centrali, con il trio Baseggio, Falco, Sansone a supporto di Mazzei. La rosa penso sarà improntata su moduli basati sul gioco centrale, vista anche la rosa che non dispone di trequartisti destri; di conseguenza la possibilità di rivedere il 4-3-1-2 non è impossibile, ma potrebbe esserci la possibilità di vedere i bergamaschi giocare anche con moduli con difesa a 5.

Le statistiche danno ragione al Progetto Gaming che vince con un comodo 3-1 (il gol della bandiera dell’Atalanta è arrivato al 92’). Squadra piggina sempre “fabbra” con 17 falli e 3 gialli contro i 9 falli e 2 gialli.

Bologna – Bari.
Formazioni

Scoppiettante 3-2 tra Bologna e Bari. Bologna che ha fatto un mercato molto importante, anche grazie alle immense riserve arretrate: acquisti del calibro di De Lucia, Terzo ne sono l’esempio. A livello tattico notiamo la squadra emiliana disporsi con un 4-3-1-2, un modulo alquanto simile ai moduli della passata stagione, usati dai vari allenatori che hanno gestito la rosa: moduli basati su un 4-3-3 con 3 punte centrali del calibro di Borriello, Bellinato e Cusumano (ora all’Inter), o comunque moduli centrali: nessun stravolgimento tattico quindi.

Il Bari ha puntellato con giocatori funzionali al gioco di mister Tomassetti, quali Bencar e De Filippo, confermando il 4-2-3-1 della passata stagione impiegato che ha portato ad una salvezza tranquilla i galletti.

A livello di statistiche notiamo un sostanziale equilibrio che ha portato la vittoria del Bologna, principalmente grazie allo stato di grazia del nuovo acquisto De Lucia, autore di una tripletta nei primi 20’ di gioco. La cercata rimonta del Bari non viene ultimata, concludendo comunque una partita che sarà piaciuta ai tifosi imparziali.

Lecce – Cremonese
Formazioni

Un Lecce con tante partenze e non altrettanti arrivi, una squadra che probabilmente dovrà soffrire per raggiungere una salvezza non facile. Il primo test per il nuovo mister D’Alessandro (che è anche portiere della squadra) non è dei più facili: contro si trova una Cremonese che in serie B ha vinto la categoria da schiacciasassi e si prospetta essere una delle soprese del campionato maggiore.
La formazione pugliese si presenta con un 4-2M-3-1 con alcuni volti nuovi come Rena e Congedo, con il resto della rosa appartenente alla vecchia guardia. Curioso di vedere come gestirà la rosa a livello tattico il mister all’esordio assoluto come allenatore in questo torneo targato Progetto Gaming.

La Cremonese invece si presenta con un inedito 4-4-2, vista l’abitudine nel vedere la formazione lombarda con il loro 4-3-2-1 fatto di tanto possesso e densità a centrocampo. I nuovi arrivati come Angeli e Stasi che stanno imparando il ruolo di centrocampista rispettivamente sinistro e destro (al momento sono indicati dal gioco come “fuori ruolo”) per il volere dichiarato di Mister Campagna di passare al 4-4-2, con la coppia di centrocampisti centrali formata da Guillaro ed il wonderkid Sirigu, la linea difensiva con il nuovo arrivato Giglio e in avanti la coppia De Meo e Mattia.

Le statistiche parlano di un dominio abbastanza evidente della formazione di Campagna che vince agilmente per 0-3.

Sassuolo – Milan
Formazioni

Il Sassuolo ripropone il 3-4-1-2 che è stato croce è delizia dei neroverdi la scorsa stagione. Tanti gol fatti ma anche tanti subiti. Gli innesti di Coghi, Maddaluna che ha acquistato il ruolo di difensore centrale, probabilmente per poter avere più spazio nello scacchiere tattico di mister Agosta.
Ciò non toglie che non potremmo vedere moduli basati sulla difesa a 4, ma di partenza penso che non ci saranno stravolgimenti. La squadra è comunque attrezzata per poter anche variare a partita in corso anche in base all’avversario.

Il Milan invece si presenta con un classico 4-3-3 largo, con la coppia Lopresto/Zirattu a supporto del bomber Lanza: un modulo che abbiamo visto diverse volte anche con l’ex allenatore Bifano. La rosa è costruita, nonostante diverse perdite e con altrettanti acquisti, per giocare con moduli con linea difensiva a 4 e a 5.

Le statistiche dicono un sostanziale dominio del Milan che però non sfrutta la mole di occasioni che produce ed anzi, viene beffata all’80’ da un gol della bandiera Tuccio, dopo il vantaggio di Lopresto.

Torino – Cesena
Formazioni

Ritorno in A per i romagnoli contro una delle formazioni migliori della passata serie A.

Il Torino esordisce con il 4-3-2-1 che ha fatto le fortune dei granata, con alcuni volti nuovi: Avogaro di ritorno dal prestito allo Spezia al fianco di Martinelli, e senza il capitano Pauletto dal 1’ minuto, Gianluca Pusceddu che arriva dal Novara.
La rosa è creata per giocare con moduli principalmente basati sul gioco centrale, come la scorsa stagione, ma la possibilità di utilizzare moduli con la difesa a 3, come il 3-4-2-1, oppure a 4 con il 4-4-2, grazie alle frecce Iadicicco (che ha perso i ruoli di centrocampista e trequartista sinistro per acquistare il ruolo di trequartista centrale), e Frunzio come centrocampisti destri, con il centrocampista centrale/sinistro Daniele Pusceddu, arrivato dalla squadra satellite Cagliari come alternativa ad Andrea Conte sulla fascia sinistra.

Il Cesena si presenta con un 4-3-3 largo, modulo molto diverso dal 5-2-1-2 che gli ha permesso di salire in A grazie ai Play Off di serie B. L’utilizzo di Arrigo a sinistra probabilmente come Attaccante Esterno e Di Bella come probabile Fulcro del Gioco Largo, grazie alla sua stazza (187cm x 86 Kg).

Le statistiche dicono un leggero vantaggio del Torino che però non riesce a finalizzare a dovere e si fa riprendere con un gran gol di Esposito, in risposta a quello altrettanto bello di Vanali.

Fublet – Juventus
Formazioni

Esordio non dei più soffici per il ritorno in serie A, senza nemmeno la possibilità di mister Martinelli di allenare. La squadra viene disposta con un 4-3-1-2, formazione usata frequentemente dal Fublet nella stagione scorsa, alternandolo al 4-4-2 una partita ogni due. Prevedo quindi che la prossima partita, per la regola quasi matematica della scorsa stagione, la squadra utilizzerà l’altro modulo, visto anche un mercato complessivamente fermo.

La Juventus del nuovo mister Trovato si presenta con un 4-2-3-1, con quindi una differenza sostanziale a livello tattico rispetto all’impostazione dell’uscente mister D’Anteo nel giocare principalmente con le due punte (4-3-1-2 o 5-2-1-2). L’acquisto del ruolo di trequartista sinistro di Giuseppe Di Caccamo e la cessione del ruolo di centrocampista centrale, l’acquisto del ruolo di Centrocampista centrale a Gallorini che nacque come difensore centrale/destro e ora è un difensore/mediano/centrocampista centrale. Vedremo se verrà utilizzato solo questo modulo, che il mister utilizzò anche a Novara la scorsa stagione, o varierà con più moduli tattici: il materiale tecnico e tattico c’è.

Un pareggio dalle statistiche che pare non giustissimo, ma che dimostra la perspicacia della rosa di Martinelli nell’essere sempre in partita e non mollare comunque mai.

Sampdoria – Crotone
Formazioni

La Sampdoria di mister Filippone si presenta con un 4-2-3-1 che non è tanto usuale a memoria personale da parte dei blucerchiati, visto che ha fatto principale affidamento sul 4-3-3 largo per la sua scalata al terzo posto la scorsa stagione.
Da notare l’utilizzo di Baldacci, eclettico esterno, come trequartista sinistro per lasciar spazio alla nuova arrivata Pugnetti. Mandaglio nella nuova posizione acquistata di trequartista centrale, a supporto del bomber Tomassetti. Sicuramente la rosa così impostata permetterà di dare maggiore flessibilità tattica al mister che dovrà fronteggiare un campionato sempre più difficile e una Champions dove vorrà sicuramente cercare di non sfigurare.

Il Crotone decide di esordire con un classico 4-3-3 largo. Nessun stravolgimento nei ruoli, se non l’inserimento dei nuovi arrivati Slavinschi come terzino destro e Minelli in avanti, in sostituzione a bomber Foti. Probabilmente la squadra calabrese si concentrerà sull’utilizzo dei moduli 4-3-3 e 4-2-3-1.

Le statistiche mostrano che per numero di tiri totali il Crotone ha fatto di più (15 – 9), ma la Samp ha fatto lo stesso di numero di tiri in porta (7 – 7). Le chiare occasioni da gol maggiori per la Samp (3-2) non sono state finalizzate dai blucerchiati che hanno subito la sconfitta all’esordio da un Crotone che quest’anno si farà valere.

Conclusioni

Di base le squadre che non hanno avuto cambio di guida tecnica si sono incentrate sul rafforzare la rosa nei moduli già precedentemente utilizzati/utilizzabili o di inserire piccole varianti tattiche. Le sorpese sono state le scelte tattiche dei mister Campagna, Michelini che hanno deciso di modificare completamente i moduli utilizzati fino alla stagione prima, almeno in questa prima partita, comprando o insegnando nuovi ruoli a determinati giocatori, al fine di usare moduli di fama “rotti” in questa versione di Football Manager; mister Pellegrino e mister Serafini invece hanno probabilmente deciso di adattarsi ai giocatori più forti/attivi e creare un “vestito” tattico il più consono alla rosa a disposizione.
La battaglia di idee tattiche se sfruttare moduli rotti oppure affidarsi esclusivamente al proprio credo tattico a prescindere da quali saranno le tattiche sulla carta più efficaci, sarà ancora più interessante in questa stagione. Valuteremo a campionato avviato se le considerazioni fatte in questo articolo saranno poi indovinate o meno.


Maurizio D. per Progetto X

Cesena-Fublet: La Reunion!

Stasera a Cesena, per la 2° giornata di Serie A S4, si celebrerà un’incredibile reunion!

Serafini-Bianchi

Mauro Carfì – redazione Progetto X

Zolla Contesa: verso Livorno – Parma. Ep1

Che cos’è Zolla Contesa?

Zolla Contesa è la nuova rubrica, a cura di Andrea Conte di Progetto X, in cui, prima di alcuni match, analizzeremo quali potrebbero essere gli scontri chiave della partita. Di fatto, affiancherà le già esistenti rubriche Angolo Dell’Amarcord di Mauro Carfì e I Signori del Progetto di Paolo Bianchi.

Livorno – Parma

Oggi vorrei porre alla vostra attenzione un incontro che, secondo me, apre in maniera ottimale la Serie B della Stagione 4. Una volta resi noti i calendari, infatti, non ci resta che “tentare” di analizzare le schede dei giocatori che si scontreranno sul terreno di gioco. Parliamo di Livorno – Parma, scontro tra due potenziali compagini pronte per la lotta promozione.

Il Livorno, neoretrocesso di A, cercherà l’impresa sotto la guida di Altomare nonostante si sia privata di elementi pregiati come Campagna, Stranges, Franco, Amadori e Del Prete.

Il Parma, di contro, è stata una delle squadre più attive della scorsa stagione, sotto la gestione Gallarato.

Ma vediamo subito alcuni scontri interessanti!

Altomare VS Semeraro

Due giocatori da “palla a terra”, nessuno dei due eccelle nel gioco aereo. Nonostante ciò, Semeraro potrebbe averla vinta in caso di contrasti aerei grazie ai suoi 182cm contro i 175cm di Altomare.

In fase di costruzione gioco del Livorno, Altomare potrebbe trovare qualche difficoltà nel farsi trovare smarcato, a causa di quel 11 in Senza Palla che viene arginato dal 13 in Marcatura del centrocampista crociato.

In fase di attacco del Livorno, con palla al piede di Altomare, potrebbero succedere due scenari.

Altomare decide di saltare l’uomo:

Ha una velocità ed un controllo palla molto buono, ma il 10 in Dribbling verrebbe facilmente sopraffatto dal 13 in Contrasti dell’avversario e dal 15 in Decisioni, Freddezza e Impegno. Semeraro quasi sicuramente affronterà l’avversario in piedi, salvo istruzioni individuali diverse, per affondare il tackle col giusto tempismo prima che l’avversario parta in progressione. Se sbaglia, però, deve sperare che qualcuno dietro di lui lo fermi.

Altomare decide di giocare di prima:

Sul gioco di prima, il centrocampista amaranto è tra i migliori del torneo. Difficile fermare o intercettare un suo passaggio sul brevilineo. I 16 in Passaggi, Visione di Gioco, 15 Tecnica e 19 Gioco Di Squadra, sono un’ autentica arma per far palleggiare bene il centrocampo toscano. In un contesto simile, il 10 in Posizione e Intuito, insieme al 12 in Concentrazione di Semeraro potrebbero farlo vacillare non poco. Della serie “dov’è finita la palla?!”.

Ultimo aspetto, la presenza psicologica in campo:

Se il Parma effettua una solida prestazione, Semeraro sarà abbastanza tranquillo in campo e non accuserà i 7 punti Carisma in meno rispetto all’avversario.

In caso contrario, ovvero il Livorno faccia una bella partita, Altomare quasi sicuramente annullerà psicologicamente l’avversario, che come unica avrebbe quel 15 in Determinazione attivabile solo se l’Allenatore saprà toccare le giuste corde con i discorsi individuali.

Miglioresi VS Michelini

Due giocatori molto bravi quando si tratta di dover passar palla, Miglioresi tende ad essere un incursore, con un buon Tiro dalla Distanza (16) ed una Forza ed Equilibrio che difficilmente gli faranno perdere uno scontro fisico con gli avversari. Purtroppo il Freddezza 9 e Visione di Gioco a 9 lo costringono al ruolo di “Tiratore da Fuori”, togliendogli l’incisività sotto porta, qualora dovesse riuscire ad inserirsi.

Contro, si troverebbe un regista avanzato di tutto rispetto come Michelini, reo solo di peccare nel posizionamento in campo, ma con un Controllo Palla, una Visione di gioco ed una qulità di Passaggio da tenere in considerazione. Il Fantasia a 16 lo colloca tra i papabili assist-man degli amaranto, quindi il Parma dovrà cercare di bloccare il centrocampista ligure quanto meglio riesce, dato che sarà quasi sicuramente la fonte di gioco insieme ad Altomare.

In un ipotetico 1vs1, dato il quasi totale pareggio tra Concentrazione, Decisioni e Impegno dei due giocatori, direi che a farla da padrone sia il 17 in Contrasti di Miglioresi contro l’11 in Dribbling di Michelini. Ma se Michelini decide di superare con un Uno-Due, supportato da Altomare, 9 volte su 10 dovrebbe riuscirci, visto che l’11 in Intuito di Miglioresi non lo aiuterà molto a leggere la giocata in anticipo

De Vita VS Magnolato

De Vita, giocatore dal baricentro alto, ma pessima postura in campo. Ha un equilibrio ed una forza fisica bassa, che non gli consente di sfruttare a pieno il suo fisico longilineo. Molto scattante, trova i suoi punti di forza nella fase di interdizione, grazie alle buone skill difensive e ai buoni passaggi che consentono, al Livorno, di ripartire subito dalla sue parti. Giocherà dalle parti di Magnolato, giocatore forse più talentuoso dei gialloblu.

Carlo, dal canto suo, è un terzino atipico. I 168cm d’altezza non gli consentiranno di dominare il gioco aereo, ma le ottime skill mentali e tecniche fanno di lui l’arma in più dei parmensi, capace di fare tutte le fasi del gioco.

Nell’ 1vs1, Magnolato dovrebbe arginare tranquillamente il diretto avversario, sempre che De Vita non tagli verso il centro; in quel caso potrebbe creare non pochi problemi, con la sua velocità, alla difesa avversaria.

Harb VS Serafini

Uno degli scontri sicuramente più interessanti del match.

Serafini non è un attaccante dallo spunto veloce, ma è uno che rischia sempre il tutto per tutto in attacco e non ha paura di fiondarsi su ogni pallone che passa dalle sue parti. Difficile da sovrastare fisicamente, Harb dovrà dare sfoggio di tutta la sua Forza (16), per cercare di arginare il giovane cesenate.

In campo aperto, Serafini potrebbe non avere vita facile se Harb lo marca a uomo, ma se il Livorno dovesse avere il baricentro alto e il Parma partire in contropiede, non escludiamo che Serafini dia tutto se stesso per superare in Accelerazione nello spazio il diretto avversario. La chiave dell’1vs1? A mio parere difesa bassa e marcatura stretta di Harb su Serafini. Ma attenzione, perché una sola palla buona a ridosso dell’area di rigore, con il 18 in finalizzazione di Serafini, potrebbe rivelarsi fatale.

Stagione 4: calendari prima giornata.

Ormai manca sempre meno all’inizio della quarta stagione del Progetto FM. Durante la settimana è stato possibile fare delle amichevoli che hanno permesso ad allenatori ed admin di familiarizzare con gli scontri in gioco e le nuove squadre prima della ripresa del campionato.

Già da ieri, Filippo, ha lanciato il server ufficiale su cui si giocherà, dopo aver passato l’ultimo mese e mezzo ad effettuare ben 260.995 modifiche al database (e sicuramente non saranno le ultime), insieme a tutte le persone che si sono messe a disposizione per far sì che il gioco riprendesse quanto prima.

SERIE A

Si parte subito con un big-match come Genoa – Inter, con mister Di Stefano che vorrà mettere le cose in chiaro fin da subito per la corsa al vertice.

Neopromossa Fublet che ospiterà fin da subito i campioni in carica della Juventus, provando a strappare dall’inizio un buon risultato contro i bianconeri, mister Martinelli potrebbe lanciare un segnale molto chiaro sulla stagione dei suoi ragazzi.

Bologna – Bari potrebbe essere un buon banco di prova per vedere se la gestione Bicocchi è stata sufficiente ad alzare il livello medio dei felsinei, ad un passo dalla retrocessione nello scorso campionato.

La Lazio di Mister Michelini ospiterà all’Olimpico una Fiorentina in cerca di riscatto ed identità, dopo l’addio di Casalati alla panchina viola.

Campagna boys che andranno a Lecce, in un match apparentemente scontato per il divario di attività e pianificazione che differenzia le due squadre, ma che potrebbe nascondere delle insidie.

Il Drink Team cercherà di macinare quanti più punti possibili quest’anno, ma la squadra di Ballarini/Trojer si ritrova fin dall’inizio un ostacolo come il Napoli, gruppo che ha fatto uno splendido girone di ritorno dopo un inizio di Stagione 3 davvero disastroso.

Progetto Gaming – Atalanta altro match da non perdere, con Alessandro Pironti pronto ad una sfida tattica di alto livello con mister Pellegrino.

Piena lotta Europa anche per Sampdoria – Crotone, con gli Squali in cerca di riscatto contro una EuroSamp che ha qualche chance scudetto, soprattutto dopo il maxi acquisto dell’ultimo capocannoniere di A, Tomassetti.

Sassuolo – Milan è invece il match della rivalsa, con entrambi i gruppi squadra che hanno subìto varie battute d’arresto dal punto di vista dell’attività, con i neroverdi in cerca di riscatto e il Milan che vuole far vedere come si cade in piedi anche dopo un processo penalizzante come Serveropoli.

Ultimo, ma non per importanza, Torino – Cesena, che vedrà gli uomini di Sedda opporsi alla neopromossa a sorpresa romagnola. Vedremo anche come, mister Serafini, avrà maturato esperienza di gioco sufficiente per galleggiare tranquillamente in Serie A, oppure ci delizierà ancora con qualche invenzione spettacolare come “la pista di biglie”.

A seguire, i calendari di B e di tutti i gironi di C:


L’Angolo dell’Amarcord

n. 3

Caro Lettore,

ci ritroviamo ancora una volta per rinverdire i nostri ricordi dei primi ed esaltanti momenti di vita del nostro amato progetto.

E disavventure!!! Si perché oggi scopriremo come già dagli albori avevamo capito che anche qui, in questo fantastico gioco di ruolo massivo sul calcio, il sogno del bambinone che c’è dentro di noi può trasformarsi in un vero e proprio incubo!

Oggi, caro lettore, ripercorreremo passo dopo passo, immagine per immagine, la favola triste dell’esordio in Serie A di Hubert Gamba.

Tutto iniziò il 10 Luglio 2017 quando, come tutti noi, il “piccolo” Hubert compiva il suo primo passo pubblicando la propria scheda di presentazione:

Hubert, come avete capito tanto piccolo non era, infatti si presentava come un gigante buono che avrebbe dovuto spadroneggiare fisicamente nella propria area di rigore, un portierone con una prestanza fisica tale da ricordare il mitico Teo Sellers!

Hubert viene presto ingaggiato dal Genoa, dove sbarca orgogliosamente il 24 Luglio, e senza mezzi termini si lancia subito in dichiarazioni altisonanti:

Alla prima partita, però Hubert deve già fare i conti con la concorrenza. Lui però non si lascia scoraggiare, da ragazzo sveglio qual è sa che per raggiungere i propri obiettivi l’unico mezzo è il lavoro duro:

Hubert non demorde e continua a sognare un futuro ricco di gloria e successi. Ma arriva la seconda giornata, e poi la terza, e lui è ancora malinconicamente relegato nei recessi della panchina! A una settimana dal suo arrivo, il destino gli è ancora avverso, il campo gli è ancora precluso, tanto che iniziano già a suonare forte le sirene del mercato:

Ma lui tiene duro, ci vuol credere, il suo sogno non può finire così! E allora, dopo tanta attesa arriva il momento dell’agognato debutto. E’ l’8 Agosto, e mr. Di Stefano finalmente gli concede una chance, ma non c’è niente da fare, ancora una volta il destino gli è avverso! Guardate un po’ cosa gli accade:

La prestazione seppur definita buona è macchiata da una goffa papera. Passa il tempo ma non cambiano le cose per Hubert, e anche quando il Genoa passeggia proprio su quel Bologna che lo aveva messo al centro di futili polemiche, lui è invece costretto alla tribuna dalla sfortuna:

E così dopo un lungo e penoso silenzio, il sogno di Hubert si infrange definitivamente! E’ il 21 Novembre quando infatti il Genoa dà il triste annuncio della sua cessione:


E così un triste Hubert, sconfitto da un destino crudele, è costretto a fare le valigie e ad andare a cercare gloria lontano dalla Lanterna.

Finisce così anche questa favola triste. Ma non disperare, caro lettore, a breve un’altra favola comincerà, perché… A mille ce n’è, nel mio cuore di fiabe da narrar…

Mauro Carfì – Progetto X

Ruolo extra calciatore: vera linfa del ProgettoFM?

Tutto inizia con questo post di Andrea Conte: “Dai su, non ci credo che in mezzo a tutta questa nuova utenza non ce ne sia UNO, dico UNO, che voglia provare a gestire una squadra del progetto diventando presidente, allenatore o DS. Su su, che la parte più noiosa è proprio essere solo calciatori “

Le reazioni sono varie, alcuni utenti ridono, altri danno consensi, altri ancora si limitano solo a cliccare il like. Ma cosa ne pensano i nuovi utenti? Io stessa sono un nuovo membro, avendo iniziato da poco e molte volte mi è stato chiesto di ricoprire un ruolo come Presidente/Ds o allenatore, ma ciò che ha sempre preceduto la mia risposta classica “non ho tempo” era: la paura. La paura di non essere all’altezza, la paura di non superare l’esame orale e la paura di prendere un impegno e non portarlo a termine, deludendo una bella fetta di persone qui a Progetto FM.

Così stamattina, mentre facevo colazione, mi è venuta spontanea la domanda “cosa spinge una persona a ricoprire un ruolo così importate su Progetto FM?” Detto fatto, d’impulso e di pugno, ho messo giù la domanda, chiedendo a Presidenti, Direttori Sportivi e Allenatori (sia veterani che non) cosa li ha spinti a buttarsi a capofitto in quest’avventura.

Bene miei cari lettori, devo dire che il mio post ha suscitato l’interesse di molti ragazzi e vorrei condividere con voi le motivazioni che hanno dato uno slancio, a questi utenti, a diventare persone di un certo spessore qui dentro, e chi lo sa, leggendoli vi spronano a fare altrettanto:

Mario Torsello: “Per me FM è questo, allenare. Quando è venuta fuori l’opportunità di allenare un gruppo straordinario[…] fare l’allenatore ti avvicina di più allo scopo primario di FM. Nel nostro caso essere allenatore è una cosa molto più completa; c’è un gruppo a cui devi pensare, devi tenerlo attivo. Quindi la partecipazione di tutti diventa fondamentale “

Stefano Stranges: “Io ho scelto di diventare ds perché mi piace lavorare sul mercato per scoprire nuovi talenti da lanciare e per rinforzare al meglio la squadra per cui lavoro. All’inizio lo avevo pensato in maniera egoistica pensando di lavorare da solo, ma poi ho cambiato punto di vista e ho iniziato a pensare che il lavoro di gruppo da risultati spesso migliori e ho iniziato a collaborare da subito con l’allenatore per assecondarlo su tutto in modo da dargli ciò che gli serve per lavorare al meglio (e con franco sono stato ripagato perché ha fatto un ottimo lavoro portando il Livorno in a contro ogni pronostico)”

Spicchio Mariani: “La mia passione di gestire un gruppo mi ha portato a voler allenare… poi adoro FM da sempre […] io vivo nel progetto è non sto scherzando, non saprei dare un tempo specifico. […] Io dico non fate gli allenatori se poi dovete lasciare il gruppo a se stesso”

Fabrizio Lopresto: “Ti posso dire che il ds non é solo fare trattative e bilanci, é molto di più, le operazioni di mercato tutti le facciamo, chi bene o chi male, ma é il resto che ti differenzia da un normale ds ad un grande ds.
Alla tua domanda, se dovessi scegliere una cosa che mi piaceva del mio incarico, é che la maggior parte dei ds o altri membri del progetto, ha apprezzato il lavoro svolto da me nei tempi in cui ero in carica “

Alessandro Aiello: “Nel mio caso sono stato io che volevo ricoprire il ruolo da DS e così in 2 giorni ho ottenuto il patentino e adesso sono a Siena […] Mi piace il fatto che posso vivere un’esperienza che in tutti i giochi di calcio non ho mai fatto e poi visto che sono anche calciatore posso motivare i ragazzi. Fantastico, impegnativo, ambizioso”

Fabio Bicocchi: “L’idea iniziale era: esser in più gruppi possibile… e ad un certo punto ho anche pensato che stavo esagerando… ma invece rifarei tutto! Chissà quanto mi sarei annoiato a far solo il calciatore, rimanendo con le mani in mano a fine mercato… e senza quintuplicare i miei giri di amicizie su più gruppi! […] mi diverte, perciò cerco di continuare tutto senza trascurare le cose importanti della vita reale”

Fabio Monacelli: “Alla fine se uno ci mette passione, diciamo che praticamente non sento il peso di questo ruolo importante che ricopro. Ai nuovi vorrei lasciare una massima che mi insegnò il senpai alla prima lezione di sashimi acrobatico: benvenuto/a “

Daniele Fulco: “Sono diventato allenatore perché richiestomi ma pur essendo alla prima esperienza non porrò limiti alle ambizioni dei ragazzi! […] Quando mi hanno chiesto di allenare, la prima cosa che ho pensato è stata me cojoni! (Ride) No, non scherzo anche perché non avrei mai pensato di allenare in questa stagione. Sono rimasto abbastanza spiazzato anche per l’ambiente abbastanza agitato del quale diversi parlavano ma devo dire la verità stanno collaborando al massimo e amano FM e in particolare il Progetto Gaming come pochi.”

Francesco Siciliano: “Lo descriverei stimolante e appassionante; alla fine è il sogno di ogni appassionato di FM fare l’allenatore o il ds”

Antonio Di Gloria: “[…] Il motivo è semplice sono molto timido ma mi piace molto stringere nuove amicizie e sopratutto avere tanta gente con la quale parlare dei nostri hobby, cazzeggiare o esprimersi su alcune vicende è sempre bello poter far parte di più gruppi”

Lorenzo Tsl: “Salvatore Campagna è l’unica ragione”

Yuri Baldacci: ” […] La motivazione è la passione di gestire una squadra a tutto tondo, in tutti i suoi aspetti, per creare un ambiente piacevole e vincente. […] Vogliamo, fondamentalmente, divertirci tutti assieme, al di là di rivalità ed obbiettivi. Qui siamo tutti amici. “

Luca Amadori: “Ho scelto di fare il presidente perché mi piace l’idea di avere una responsabilità e, perché no, avere l’ultima parola in merito alle questioni economiche. […] Non vedo cosa ci sia da temere. Come tutti i ruoli ha i suoi pro e i suoi contro. Ha il bello di poter veramente essere il “capo” di una società, ma poi ovviamente sei il primo a rispondere in caso di illeciti o risultati deludenti.”

Angela Cm Iadi: ” Se credi fortemente in qualcosa, questo ti spinge a non essere solo un giocatore, ma anche qualcos’altro. […] Io ho deciso di fare la ds un pò per gioco, anzi quando dovevo fare l’esame da ds, ho pensato “ma tanto non lo supero” Ora sto imparando parecchie cose, cose che prima non sapevo, e che non trovi scritto sulle guide, ma deve essere qualcosa che apprendi sul campo […] Mentre per il ruolo da presidente, è un ruolo complicato, devi mantenere la tua professionalità, ma allo stesso tempo esserci per un giocatore, e ridere e scherzare con un giocatore.”

Davide Saladino: “Anni di passione per FM mi hanno spinto a prendere il patentino di allenatore. […] Da DS impari a conoscere il progetto, gli admin, i presidenti e ds di altre squadre e farti anche delle amicizie dentro questo gruppo. […] Anche se non si guadagna nulla e non serve a nulla, quel piccolo attimo di gioia che potrei dare ai miei giocatori è tutto ciò che conta.”

Ivan Benelli Torcolino: ” […] Allenatore vuol dire gestire 15 persone e ognuno ha una sua idea,opinioni differenti,anche dalla tua. Devi essere sempre sul pezzo diciamo e poi l’allenatore paga sempre i non risultati”

Paolo Bianchi: “Fare il Presidente non è stata una scelta, è capitato. L’allenatore non fa per me, soffro troppo la pressione… Vero, è un gioco, ma il fatto di avere 20 persone che si aspettano tanto da te comunque si fa sentire.
Ds è molto molto bello! Il problema è che può essere fatto in mille modi diversi, magari non tutti corretti.
Presidente di lega è forse il meno divertente, ma a me piace organizzare, pianificare e mettere ordine di mio, quindi il difficile è solo far rispettare le consegne… Ad ogni modo è tutto una gran figata”

Angelo De Francesco: “Io, il ds lo vorrei fare ma prima devo capire un po i meccanismi e le varie regole per quanto riguarda l’allenatore prima mi prendo il gioco e poi provo le varie tattiche”

Maikol Fabbri: “[…] Avrei voluto ricoprire un qualsiasi ruolo gestionale all’interno di una società ma sia DS che allenatore, mi avrebbero portato via molto tempo, quindi ho trovato la giusta soluzione nel diventare presidente, ruolo che mi permette di essere all’interno delle dinamiche della squadra, di prendere decisioni, do gestire, ma allo stesso tempo non mi porta via un sacco di tempo.”

Gianluca Pattarozzi: “Perchè posso autostipendiarmi”

Alfio Giuseppe Grasso: ” Sono entrato nel ProGetto neanche da una settimana, ma fin da subito ho pensato di finire ad allenare perché è questo Football Manager e l’idea finalmente, dopo anni, di mettermi alla prova “con e contro gli umani” è troppo allettante. “

Maurizio Deidda: “[…]Fare il DS è una cosa bella ma alquanto dispendiosa anche mentalmente, se giochi seriamente, e ti impegni perchè non tutti hanno il tuo stesso modo di vedere, c’è chi vuole vincere facile, usa sotterfugi, e se ti piace la giustizia queste cose ti fanno girare. Quindi anche per questo poi ho preferito fare qualcosa di apparentemente più leggero come l’allenatore.”

Pier Gaetano Fulco: “[…] Inizialmente ho scelto di fare il DS per caso poi mi sono accorto che il ruolo è molto delicato, e al contrario di quanto pensa qualcuno, è un ruolo dove la correttezza e la schiettezza ripaga, insieme ad un pochino di pianificazione.[…]A chi vorrebbe fare il DS ma pensa di non aver tempo, dico: già che vi fate lo scrupolo di non prendervi un impegno per paura di lasciarlo a metà strada, potreste essere davvero candidati per il ruolo. Organizzarsi e pianificare le cose da fare ti permette davvero di non trovarti col fiato corto e non avere il tempo di fare tutto.Ed è un ruolo che da soddisfazioni perché, più dell’allenatore, ti fa instaurare rapporti umani con chi gioca e si diverte con te. Quindi: non abbiate paura di provare a fare i DS.”

Nicola Filippone: “[…] in ogni cosa bisogna mettere il cuore, l’anima, il sorriso e prendersi le proprie responsabilità; anche se è un game, anche se siamo dietro uno schermo, vantiamo una community di quasi 2000 persone accomunate dalla stessa passione per FM, ma soprattutto dalla voglia di stare insieme e divertirci seguendo le regole e il quieto vivere; il rispetto deve essere la base di ogni rapporto umano e non che si crea qui dentro e fuori. Per il resto divertitevi e prendere il Progetto alla leggera col sorriso e gioia”

Che carica ragazzi! Non ci resta che dormirci su e pensare seriamente a ricoprire questi ruoli allettanti. Non abbiate paura di diventare Presidenti, Direttori Sportivi o Allenatori. Se avete timore o perplessità, noi tutti siamo qui per confrontarci… e poi, come è stato detto da qualcuno “è una vera figata!”.

I Signori Del Progetto – Episodio 1 – Giuseppe Tuccio

I mille colori di Giuseppe Tuccio, dal nero verde all’amaranto, passando per l’azzurro

i signori del calcio logo tuccio

Allora Giuseppe, sei uno dei membri anziani del progetto. Fai parte del gruppo dalla stagione 1, sei indubbiamente uno dei giocatori più importanti del Sassuolo, attaccante della nazionale, presidente del Livorno e, di conseguenza, punto di riferimento anche per nuovi utenti che entrano a fare parte di questa grande famiglia. Come la vivi?

Beh, innanzitutto ti ringrazio per i complimenti, comunque, attaccante della nazionale non proprio! Diciamo che fin dall’inizio mi sono immerso nel progetto con tutto me stesso. Ho provato a portare gente nuova, ad aiutare a migliorarlo e far appassionare le persone a questo progetto. Non nego che ci siano stati alti e bassi, ma nonostante questo sono ancora qua con l’aiuto e l’appoggio dei miei compagni “Sassuolesi”. Anzi, la mia seconda famiglia!

Giochiamo un po’, e scindiamo tutti i tuoi ruoli. Partiamo dal giocatore. In questo momento sarebbe scontato parlare di potenziamenti, di bonus attività e della nuova stagione. Tutto questo però nasce e cresce a fronte del rapporto che appunto si crea tra compagni di squadra e dirigenza. Com’è quindi la vita all’interno dello spogliatoio? Quali sono secondo te i punti di forza e dove potreste migliorare?

Una domanda veramente difficile. Questa è una domanda che dovresti fare al mister Agosta. Io, da umile babbano, penso che i punti deboli siano stati migliorati. Però, la situazione non è facile perché ogni anno si migliora e, di conseguenza, si creano nuovi peggioramenti. Più si va avanti, più si creano delle sfide nuove da affrontare. I nostri punti di forza sono: il gruppo, la totale fiducia verso il mister e il divertimento. Anche se tutti ci danno e ci daranno per spacciati, noi punteremo sempre in alto, perché non abbiamo nulla da invidiare alle squadre.

Effettivamente, tra alti e bassi, la rosa del Sassuolo è rimasta più o meno sempre la stessa. Non si può però non notare come del gruppo storico (la triade Major-Vichi-Tuccio per esempio) solo tu sia riuscito a conseguire tutti gli obiettivi bonus che ti eri preposto. Questo come è stato visto all’interno dello spogliatoio e, soprattutto, come mai si è arrivata a questa situazione? Obiettivi sbagliati ad inizio anno oppure c’è stato un po’ di calo di attenzione ed impegno verso il progetto da parte dei senatori e, di conseguenza, degli altri membri della rosa?

È per questo che abbiamo un gruppo affiatato, giocatori importanti sono rimasti. Siamo come gli Avengers! Ci possiamo dividere per un certo periodo, ma quando c’è da combattere lo facciamo insieme! Purtroppo tra impegni personali e gli scandali che sono usciti fuori, hanno scemato molto l’interesse. Io credo che alla fine tutto ritornerà come prima. Barcolliamo, ma non molliamo!

E dal canto mio ovviamente non posso che augurarmi che sia così! Parliamo quindi del Tuccio nazionale. Le spedizioni azzurre di cui hai fatto parte non sono, sfortunatamente, andate molto bene. La CA, a quei tempi, era molto più bassa rispetto alle nazionali guidate da FM e questo sicuramente ha influito non poco nei parametri di giudizio dei giocatori che ne hanno fatto parte. Ora però si volta pagina e a livello di attività sei uno dei giocatori con le carte in regola per prenderne parte. Cosa ne pensi?

Non sono stato più convocato o se lo sono stato non ho giocato… Però, all’epoca le statistiche erano queste! Ovviamente non c’entra nulla, ma ho sempre desiderato farlo; spero di avere più fiducia. Ovviamente, non sono il miglior attaccante del progetto e ne ho di strada da fare, ma sono contento delle mie skills e se non dovessi andare in nazionale, amen! Io voglio portare il Sassuolo a vincere qualcosa, tutto il resto è noia!

Ti suona il telefono. Dall’altra parte della cornetta c’è il CT De Donatis: “Buon giorno Giuseppe. Sto contattando tutti i giocatori particolarmente attivi del progetto e i tuoi 300k di bonus ti annoverano all’interno dell’elenco dei preconvocabili. Ora però io da te voglio sapere alcune cose. Cosa potresti dare in più al nostro reparto di attacco, in quali schemi ti trovi meglio e perchè dovrei convocarti?”

Ecco come mi comporterei: “Buongiorno mister, da quanto tempo. Pensavo di fosse dimenticato di me. Innanzitutto, mi sono allenato tutta l’estate per migliorare la velocità e l’agilità, i miei più grandi fardelli essendo 1,92 cm. Ora sono sia veloce che forte fisicamente. Ho delle mentali che, a parte il carisma a 9, la più bassa è fantasia con 14 e poi so adattarmi a qualsiasi ruolo. La tattica non è importante: posso reggere il reparto offensivo da solo o con un altro compagno, posso segnare e fare assist e ultimo, ma non meno importante, ho appreso la tecnica del “tiro della tigre” di Mark Lenders. Scherzi a parte. So di non essere la prima scelta e non fa niente, ma se dovesse servire un giocatore che sa il fatto suo, io sono la persona giusta! In tal caso sarò più riposato per il mister Agosta. So che non sono favorito per nessun titolo, ma quest’anno vincerò la classifica capocannonieri e assist man. Sognare non costa nulla! Per citare Ligabue: “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”. Non è presunzione, ma speranza! E, inoltre, la voglia di riscattare me e il Sassuolo, visto tutto quello che dicono e non dicono.

Ottima risposta! Veniamo ora al tuo ultimo ruolo, che al momento è quello più chiacchierato di tutti. Da ormai un annetto insieme al tuo compagno Major, avete preso in mano il Livorno. Non ti nego che gli ultimi avvenimento abbiano alzato un po’ di scompiglio nella community. Ma partiamo dall’inizio: la cessione di Amadori alla Juve. In quel frangente è uscita una dichiarazione di Major che diceva di non saperne nulla e, anzi, di aver chiesto il blocco del mercato prima che venissero sottoscritti gli accordi… Qual è la tua versione delle cose?

Sinceramente preferirei evitare qualsiasi tipo di polemica e quindi non parlarne.

Capisco la tua voglia di non parlare dell’argomento, ma devo anche fare il mio lavoro di giornalista e quindi mi permetto di farti un’altra domanda. Com’è al momento il clima interno della squadra? Rumors dicono che uno dei problemi potrebbe anche essere stato l’acquisto di Altomare come allenatore. Da chi è stato scelto e perchè?

Il clima non è buono. Cerco, insieme ad Oliver di migliorarlo. Altomare non l’ho trattato io, all’epoca lasciai la ricerca di un mister all’altro presidente. Vediamo come andrà.

Auguriamoci quindi che il clima possa solo migliorare. Ora però giochiamo un po’, anche solo per stemperare il clima relativo al tuo “ultimo ruolo”. Ti illustrerò una serie di situazione in cui potresti trovarti all’interno del gioco e, per ognuna, vorrei sapere la tua reazione. Partiamo? Vai! Il Sassuolo acquista un nuovo giocatore in rosa. Di seguito il suo primo post “Ciao a tutti, sono Frank Sinatra e sono qui per spaccare il culo a tutti. Diamoci una mossa perchè la posizione in cui siamo proprio non mi piace e io voglio arrivare in europa se no chiederò la cessione. Forza Sasol!” …quale sarebbe la tua risposta?

“Alessandro Pironti (taggato ovviamente) me lo banneresti per favore”

Ti arriva un PM su messenger: “ciao Giusè, sono Ali (Namane ndr). Mi ha scritto X Y, dice di essere il ds della squadra pippo e che mi vogliono. Cosa devo rispondergli?” – Come reagisci?

“Ciao Ali. Digli che ti appelli alla facoltà di rispondere solo alla presenza del tuo Ds e che ogni cosa che diranno sarà usato contro loro stessi.” Poi se dovessero insistere chiamerei in causa il “Giudice Pironti” l’uomo col ban più veloce del west!

Ti arriva un PM su messenger: “ciao Giusè, sono Ali (Namane ndr). Mi ha scritto Paolo Bianchi, dice di essere il ds della squadra Fublet e che mi vogliono. Cosa devo rispondergli?” – Come reagisci?

Non è uguale?

Non lo so, dimmelo tu!

In questi casi non si guarda in faccia nessuno, ed i rapporti interpersonali non influirebbero visto che io sono stato punito per una sciocchezza detta ad un giocatore che in seguito è stato bannato. E poi non credo che una persona del tuo calibro sia così ingenua, da fare una cosa del genere. Da altre persone me lo posso aspettare, ma da te no.

Grazie, ottima risposta comunque! Siamo alla fine della stagione 4, il mondo di FM è stato sconvolto dalle esplosioni atomiche… Gli oceani erano scomparsi e… il Sassuolo versa in cattive acque. E’ necessaria una cessione importante, e il tuo nome è in cima ai desideri di mezza serie A e B. Dove accetteresti di andare e a quali condizioni?

Non riesco nemmeno ad immaginare uno scenario del genere. Non posso dirti dove potrei andare, perché non ci ho pensato mai. Anche se non ti nascondo che tempo fa mi sentivo inutile al Sassuolo e volevo andare via, ma grazie a Pironti, il buon Pizzo è stato bannato e non mi sono mosso alla fine. Ti posso dire dove non andrò mai: Juve, Lazio e Inter. Non ho nulla contro di loro, ma visto il mio amore per la Roma fuffa, non potrei mai andare in una di queste squadre. Mi sentirei troppo a disagio.

Ultimo livello di questo gioco… siamo arrivati alla fine…e tu ormai ti reggi a fatica sulle tue gambe stanche. I difensori avversari, molto più giovani di te, non ti fanno più vedere la palla. Viene perennemente anticipato ed il tuo famoso guizzo, che ha contraddistinto la tua carriera, è ormai un lontano ricordo. Il tuo giocatore ha deciso di ritirarti. Opportunità di rinascita o abbandono del progetto?

Ti cito questa bellissima frase, che mi ha sempre accompagnato nei momenti bui: “Come una fenice, risorgerò dalle mie ceneri, tutto ciò che mi colpisce, un giorno mi fortificherà”… Passerò il testimone a Giuseppe Tuccio Junior o se preferisci una versione 2.0

…e inizierò una nuova carriera al Fublet, hai dimenticato questa parte! a parte gli scherzi. Grazie per esserti prestato a questo gioco. Per concludere, quali sono gli obiettivi del Tuccio calciatore e del Tuccio presidente per questa stagione 4?

Per quanto riguarda il giocatore è vincere il più possibile sia con Sassuolo che individualmente. Per quanto riguarda il presidente creare una squadra e un gruppo affiatato, degna della prima presidenza. Comunque grazie a te per avermi intervistato ed avermi dato la possibilità di dire ciò che pensavo.

Vuoi toglierti un sassolino dalla scarpa? (solo uno però)

No, no ho già detto tutto quello che volevo dire. Vi faremo ricredere! Il Sassuolo spenderà nell’alto dei cieli!

Grazie a Giuseppe Tuccio, bomber del Sassuolo, per la sua disponibilità e arrivederci alla prossima puntata de… I Signori del Progetto!

Alessio La Rosa: “Per me il DS è…”

Progetto X ha l’onore di intervistare Alessio La Rosa. Prima di tutto, presentati: cosa fai nella mondo fuffa e qual è il tuo ruolo all’interno del Progetto?

Salve, sono Alessio La Rosa. Ho 21 anni e faccio il barista. Nel tempo libero mi dedico al progetto come DS e giocatore, entrambi al Cautha Cittadella.

Cosa ti ha portato a prendere il patentino da DS?

L’assenza di un Ds presente per la squadra: Fazzini lo era stato, il suo successore no (e mi spiace). Appena ho preso il Patentino mi sono subito proposto al Presidente.

La scelta di aiutare la squadra per la quale si milita anche come calciatore: quali pensi siano i pro e quali i contro?

I pro secondo me possono essere l’unione dello spogliatoio e un maggior legame con i compagni; inoltre la fiducia da parte di tutti e approccio diretto con loro. Per quanto riguarda i contro, ne evidenzierei uno solo: se svolgi un buon lavoro, usi molto del tuo tempo libero.

Quello che ritieni un contro è allo stesso tempo un pro all’interno del progetto, perché ti coinvolge ancora di più e ti rende elemento più attivo. Quanto però (e immagino sia qua il contro) è difficile scindere impegno dentro il progetto a impegni e tempo libero?

Molto difficile, lavoro dalle 21 fino a tarda notte, diciamo che impiego la mattina a dormire ed il pomeriggio impiego un po’ di tempo per il progetto e poi magari un po’ di palestra, un caffè con gli amici o semplicemente un pomeriggio insieme alla mia ragazza. Tutto ciò non è semplice, davvero. Ma cerco di far coincidere un po’ di tutto.

Ti penti di essere entrato in questa “droga” che è il progetto, coinvolgendoti di più con un ruolo onestamente gravoso qual è quello del DS?

No, mai. Al Cittadella e dentro al progetto in generale ho trovato degli amici, quindi non mi pento!

Cosa pensi in generale del ruolo del DS? Da quello che leggo lo prendi con impegno ma comunque allo stesso tempo con il giusto distacco. Immagino che comunque siano accadute occasioni come il rifiuto di un giocatore per la tua squadra o prezzi esorbitanti senza giustificazione. In questi casi come ti comporti, come reagisci?

Il ruolo del Ds è un ruolo molto importante, forse troppo. Chiedere le giuste informazioni, capire che giocatore serve alla tua squadra e altro. Il ruolo da DS è un passatempo, di sicuro ci sono cose più importanti nella vita, ma per ora mi diverte e continuerò a farlo.
Per i prezzi esorbitanti, beh che dire: ognuno fa i suoi prezzi, giusti o sbagliati che siano. Mentre per un rifiuto? Nel calcio, come per le ragazze, un rifiuto ci sta, no? L’importante è andare avanti ed incassare il bene il colpo.

Considerata la tua idea sul ruolo del DS “forse troppo importante”, perché ritieni ciò? Pensi che sia possibile una qualche miglioria al ruolo, magari per allegerirlo di responsabilità?

No, il ruolo da DS è già ottimo cosi, fidatevi. Lo ritengo importante perché alleggerisce il lavoro dei presidenti che comunque già devono sbrigare altre “faccende”.

E per le squadre che non hanno Presidenza, il DS ha un ruolo ancora più importante.

Ovviamente, in un certo senso è come se lo “fossero”.

Ritieni che i bonus degli achivement rispetto ad altre figure dirigenziali, siano giusti o rivedibili?

Giusti, senza dubbio.

Mercato Cittadella: come pensate che vi stiate muovendo? Avete ancora movimenti in entrata/uscita da effettuare? O siete soddisfatti del mercato finora svolto?

Abbastanza soddisfatto! Acquisti mirati. Forse stiamo preparando un ultimo colpo (occhiolino ndr.).

Immaginando il buon affiatamento con il mister ed il Presidente, quanto è più facile e, perché no, piacevole fare il ruolo del DS?

Molto più facile, sto migliorando nel mio “lavoro” grazie a loro!

Alessio, ti ringrazio per l’intervista. Se vuoi aggiungere qualcos’altro, salutare qualcuno, questo è il momento adatto.

Volevo salutare tutto il Cittadella! In particolare il capitano!
Grazie mille a voi e buona lettura a tutti!

Maurizio D.

Welcome back, Valerio!

Campione d’Italia in carica, difensore roccioso che da sempre si ispira al “rude” Chiellini, Valerio Arnone lascia i bianconeri per accasarsi al Progetto Gaming, squadra che lo ha lanciato nel grande calcio.

Un ritorno alle origini quello di Valerio, scelto per la sua grande attività nel Progetto e per le sue doti umane.
Le skills? Ecco la sua scheda, in attesa dei potenziamenti:

Difensore essenziale, forse meno tecnico e “aggraziato” dei nuovi colleghi di reparto Papa, De Lucia e Invernizzi, Valerio ha dalla sua una grande esperienza e il potenziale per diventare a lungo colonna della squadra.
Alla Juventus vanno 2,2 milioni; il giocatore ha voluto fortemente il club di Crema, forte della sua amicizia con il presidente Pironti, ma anche con Luca e Marco Invernizzi (coi quali condivide la passione per i giochi da tavolo nella stessa associazione) e tanti altri che ha imparato a conoscere alle varie pizzate, come Marika e Damla.

Il Progetto Gaming, interpellato circa il trasferimento, dichiara: “Valerio è un top player, una persona magnifica e un grande innesto in una rosa dal grande valore umano e tecnico. Noi la Champions League l’abbiamo vista solo in TV, magari Valerio saprà prepararci psicologicamente agli impegni internazionali che ci aspettano… e magari convincere Angela Iadicicco a venire al PG!”.

Quanto sopra riportato non è un parere condiviso da chi scrive, che invece ci tiene nell’aggiungere che Giacomo Sedda, attualmente impegnato a puntarmi un coltello al collo, è un gran bell’uomo, il Torino una meravigliosa squadra e la Sardegna varie spanne meglio della Corsica. Dichiarazione spontanea.

Lazio: staffetta in attacco

Con l’avvicinarsi dell’inizio della stagione 4, il calciomercato ci ha regalato delle autentiche chicche.

Trasferimenti importanti, soprattutto in casa Lazio, di cui oggi parleremo.

La Lazio, gestita ottimamente dal duo sanremese Michelini/Pattarozzi (rispettivamente allenatore e DS), ha sopreso un po’ tutti durante la stagione 3, ritagliandosi il ruolo di anti-Juventus fino ad una manciata di giornate dalla fine del campionato, vinto poi proprio dai ragazzi di D’Anteo e Gallorini.

Sfruttando l’ottima programmazione, hanno messo a segno dei colpi importanti come l’ingaggio del regista Salvatore Campagna e del portiere Ivano Di Giacobbe, chiudendo, ad oggi, con un attivo di oltre 2 milioni di euro.

Lazio, appunto, figlia di programmazione e lungimiranza.

Parliamo ad esempio dell’acquisto, con largo anticipo, di Federico Gallarato. Comprato durante la stagione 3, Gallarato è stato acquistato per 1 milione e 700 mila euro e la cessione di Matteo Montanari all’Inter.

Il che ci porta ad una domanda; come schiererà in campo tutti questi top player mister Michelini? Vediamo insieme le schede del parco attaccanti della Lazio.

Di Gloria: giocatore dalla velocità media, corporatura esile che potrebbe soffrire contro le difese rocciose, ma autentico finalizzatore. In un attacco a due, dove per compagno di reparto ha qualcuno in grado di fare a sportellate lasciandogli un minimo di spazio in cui agire, potrebbe diventare devastante. Lasciarlo da solo in mezzo all’area equivarrebbe a giocare in 10 contro 11 se dovesse essere marcato a uomo fisso.

Gallarato: fisico e tanta testa. L’attaccante torinese è un autentico tanker lì davanti. Freddezza massima anche per lui, come Di Gloria, ha un 16 in finalizzazione che potrebbe far ben sperare i tifosi laziali. L’intuito alto e la capacità di farsi trovare smarcato sopperiscono alla bassa velocità atletica. Lui non ha bisogno di muoversi, lui si fa trovare al posto giusto ben prima che gli arrivi la palla. A differenza del compagno di reparto Di Gloria, difficilmente si farà trovare in fuorigioco durante il possesso palla della Lazio. Molto determinato, non crediamo che possa essere un attaccante svogliato e che tenda ad isolarsi dal gioco.

Pattarozzi: fisico importante, con i suoi 185 centimetri per 72 chili di stazza, il giocatore sicuramente più carismatico in attacco della Lazio. Ha una progressione che i suoi compagni non hanno, sopperendo così alla vena realizzativa inferiore rispetto ai suoi colleghi. Ci aspettiamo diventi il primo creatore di gioco in attacco, grazie alla qualità tecnica e nei passaggi superiore a quella di Gallarato e Di Gloria. Molto probabilmente, se la Lazio dovesse ritrovarsi contro dei difensori in grado di arginare la fisicità di Gallarato, mister Michelini impiegherà lui per sfruttare la velocità palla a terra senza perdere troppo in centimetri, aumentando così le probabilità di creare occasioni da gol.

Non credo che li vedremo mai tutti e tre contemporaneamente in campo, anche perché la Lazio ha sette giocatori, tra centrocampo e trequarti, da dover impiegare oltre a dover giocare ogni tre giorni per i vari impegni tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Possibile quindi un cambio di modulo che vada dal 4321 della scorsa stagione ad un 4312 che sfrutti a pieno la qualità di palleggio del centrocampo laziale e il saper giocare di Di Gloria e Pattarozzi alle spalle di Gallarato.