Nuovo DS per Fiorentina e Pescara

La Fiore fucina di nuovi DS

Quando la Fiorentina deve affidarsi a un nuovo DS, sceglie sempre di lanciare dei novizi per favorirne l’affermazione, di questa scelta e di molto altro ne abbiamo parlato con i presidenti Angela Iadicicco e Daniele Pusceddu e con il neo-DS Alessio Rossiello.

Angela Iadicicco e Daniele Pusceddu cosa vi spinge a investire sui nuovi DS?

Angela: Io penso che bisogna sempre dare un’opportunità a tutti: è giusto formare persone nuove in modo che queste entrino nel meccanismo del progetto al 100%. Così crescerà anche il progetto stesso. Mi piace trasmettere quello che io stesso ho imparato, avendo come esempio Deidda, Conte, Benedetti.

Daniele: Investiamo sui nuovi ragazzi soprattutto per farli appassionare al progetto e per crescere all’interno di esso.

Rifareste tutte le scelte societarie che avete fatto o cambiereste qualcosa della vostra esperienza alla Fiorentina?

Angela: Io non sono pentita delle scelte fatte, perché sia quelle positive che negative hanno insegnato qualcosa. Le cose negative aiutano più di quelle positive. Magari cercare Terzo, sempre se fosse stato libero, per la panchina della Fiorentina, dopo le dimissioni di De Giosa nella stagione 4, ma non è stato così, ed è giusto che le cose abbiano fatto il loro corso.

Daniele: Penso che mi muoverei con più calma adesso che ho immagazzinato una buona esperienza ho una visione più ampia nel progetto.

Cosa deve saper fare un DS per essere considerato un BUON DS?

Angela: Fare il DS non è facile, ma non è neanche difficile. Devi impegnarti, ma ciò non vuol dire che ti ruberà tempo. Con il nuovo bilancio ci sono delle scadenze, ma se fai le cose come si deve, non arrivi al giorno della scadenza che devi compilare tutto. Devi avere stima e rispetto verso gli altri DS, senza provare a fregarli. Devi avere attenzione per la squadra, esserci per essa, motivarla e controllare se c’è qualcosa che non va. Insomma non è solo vendere un giocatore a 4 Milioni o comprare il top player. Siamo una community e il fattore umano conta parecchio.

Daniele: Per me un buon Ds deve avere in primis la voglia di mettersi in gioco, socializzare, saper contrattare, avere spirito di iniziativa e avere l’ambizione di far crescere la propria squadra.

Cosa vi ha fatto scegliere Alessio? Cosa spicca in lui?

Angela: In realtà lui già si propose la prima volta che cercavamo un DS, ma alla fine la spuntò Aruta, anche perché Rossiello non aveva ancora il patentino. Adesso abbiamo puntato su Alessio perché mi sembra una persona intraprendente e che si impegna tanto. L’ho visto coinvolto e pronto a buttarsi in questa nuova avventura

Daniele: Quando uno si propone come DS è già una cosa positiva, perché essendo uno dei ruoli più difficili del progetto bisogna in primis aver voglia di farlo, poi avere come detto prima spirito d’iniziativa. Lui ha avuto entrambe le cose.

Io sono sempre stato dell’idea che nel Progetto ti diverti se ti impegni nel Progetto, Alessio Rossiello la pensi anche tu così?

Alessio: Sono d’accordissimo sulla cosa, anche perché la trovo una cosa abbastanza inutile essere utenti passivi. Una volta che si è nel gruppo, uno deve sempre cercare di dare il meglio, che hai uno o più ruoli, magari si possono trovare nuove amicizie e allargare anche il modo di vedere una cosa, confrontandoti con altre persone. Quindi sì: uno più si impegna, più si diverte (ovviamente impegni in real life permettendo, a mio avviso il progetto non toglie tempo, quindi si riesce a far conciliare perfettamente le cose)

Alessio Rossiello mi parli di te, del tuo rapporto con il progetto?

Alessio: Tutto iniziò quando non c’era ancora tutta la competizione ed i vari campionati, vedendo il buon Filippo che simulava le partite col Drink Team.

Un giorno, incuriosito, gli chiesi se sarei potuto entrare nella squadra. Venne creata così prima l’Entella e poi il Nac come squadre satellite; da quel momento ci fu il passaggio a Progetto Gaming e quindi la creazione della serie A e il Progetto come lo conosciamo adesso. Sono stato prima portiere della Roma e poi, grazie a Franceschi, portiere del Bologna (colgo l’occasione per salutare tutto il gruppo), e ora mi ritrovo nelle vesti di DS della viola.

Il me nella vita reale rispecchia il me nel progetto:  sono stato portiere di calcio a 11 arrivando in D (quindi con i ruoli ci troviamo perfettamente), la scheda tecnica iniziale combaciava con il mio stile di portiere (ottimo nello specchio della porta, pessimo nelle uscite) e soprattutto altezza e peso sono perfettamente uguali, quindi mi sono ritrovato davvero me stesso nei panni di un giocatore di serie A.

Oltre al calcio ho come passione le varie tecnologie in generale, i computer, fare lunghe passeggiate e lunghi tratti con l’auto… Beh, diciamo le cose che piacciono a tutti i ragazzi.

Inizialmente nel progetto entrai in punta di piedi, poi pian piano feci amicizia con  Trementozzi (primo allenatore avuto), poi con Franceschi (che ho avuto il piacere di incontrare più di una volta dal vivo) e man mano ho visto anche persone della mia città e limitrofe (Terzo è quello con cui ho “legato” di più in quanto ci siam visti in più di un’occasione, poi andando a Milano incontrai Pironti e Ballarini, al raduno a Napoli incontrai Torsello, Aruta, lady Angela, Maiorano, Gambardella, i Fulco’s ed altre persone. Al secondo raduno ho avuto il piacere di rivedere Terzo, Angela, Aruta, Gambardella (e consorte), quindi diciamo che il progetto mi ha fatto scoprire ed incontrare persone splendide che ormai posso definire amici.

Su cosa ti baserai nel momento in cui dovrai scegliere che stipendio dare a un giocatore? Hai già pensato a delle clausole in particolare?

Alessio: Su ciò mi trovi impreparato a dir la verità, ma non mi preoccupo affatto: come prima cosa parlerò con i giocatori per capire che intenzioni avranno, ossia se vogliono essere partecipi di questa avventura o essere semplici spettatori. In base alle loro risposte mi adeguerò di conseguenza.

Sono una persona a cui non piacciono i giri di parole e arrivo dritto al sodo, quindi se un giocatore garantisce attività e la si nota, non vedo il perché non adeguargli in futuro il contratto.

Ovviamente, ci metterò il mio per tenerli attivi e mi metterò a disposizione su eventuali richieste od altro, parlandone anche con i 2 presidenti.

Se c’è dialogo, confronto e serietà da parte di tutti, si potrà andare avanti su tutti i fronti e far crescere la società e conseguentemente la squadra.

Rivolgendoci al Progetto e non solo alla Fiorentina, avete qualcosa da dire alle nuove leve?

Angela: Inviterei chi magari ha intenzione di buttarsi nel ruolo da DS (aggiungo anche presidente, allenatore, MM, giornalista), ma ancora non lo ha fatto, di non preoccuparsi, molto si impara strada facendo. “Nessuno nasce imparato”, recitava un vecchio detto.

Daniele: vorrei motivare soprattutto i nuovi a intraprendere cariche, perché non solo ci si diverte di più ma si dà al progetto modo per crescere. A noi della Fiorentina piace motivare i nuovi (e i vecchi) utenti.

Nobody expects the Casertan Inquisition

Oggi ho intervistato un giocatore eccentrico, Difensore della Casertana e Crociato, un personaggio spiazzante, in grado di rispondere alla domanda: “Vuoi che la tua ruolata sia totalmente da inquisitore o posso fare domande anche al te stesso in real?”, in questa maniera: <<Non sono certo ci sia una reale differenza tra i due, ma per me va bene se vuoi allargare il campo.>>

Signori è con noi, accompagnato dal suo DS/Allenatore Simone Moricca, Montgomery Scott!

Montgomery, mi parli delle sue origini?

Montgomey Scott: Guardi, sono nato in una famiglia come tante. Gente onesta, lavoratori, molto religiosa nonostante i tempi che viviamo. Certo, può sembrare strano oggi pensare che il figlio di un falegname possa diventare un personaggio abbastanza famoso da meritare un’intervista, ma sono sempre stato un tradizionalista. Ho cominciato a giocare a calcio per caso, in parrocchia, dopo la Messa.

Mi dicono che negli anni delle giovanili l’abbiano trovato più volte a vestire una cotta di maglia sotto la maglia delle sua squadra, cosa insolita per il calcio moderno, cosa mi può dire a riguardo?

M: Guardi, so che può suonare strano, ma mi creda: fa miracoli un po’ di sacrificio per potenziare i propri muscoli. Mente sana in corpo sano. Indossare una cotta di maglia da 20 chili tempra il fisico, sicuramente, ma permette anche di volare una volta tolta per la partita. Potremmo dire che è come spogliarsi del peso dei peccati dopo una confessione. Giocando come difensore è importante essere sempre scattanti e, soprattutto, pronti ad ogni sacrificio per preservare l’integrità dell’area. Lei mi capisce.

Sono totalmente d’accordo, la realtà è molto più aspra degli allenamenti di Mimì Ayuara o di quelli di Dragon Ball. La sua realtà è molto più simile agli scenari ritratti dal video di Rosenrot dei Rammstein?

M: In un certo senso è così. La vita di un calciatore, soprattutto se ligure, è un costante susseguirsi di rancore, odio e privazioni. Eppure, tutto va vissuto nell’ottica redentiva del raggiungimento del bene superiore della squadra, anche se questo comporta talvolta delle scelte drastiche come nel video da lei citato. Quando qualcuno sbaglia, va punito severamente. È quello che faccio quando qualcuno, ad esempio, fa l’errore di entrare nella nostra area.

D’altro canto, è vero anche negli spogliatoi. Molto spesso mi è capitato di parlare con il Dott. Moricca riguardo le mie prestazioni, che talvolta ho trovato deludenti. Purtroppo, non ha mai approvato la mia proposta di usare un piccolo flagello per motivare la squadra.

Però devo dire che la proposta del nuovo allenatore di sottoporre i calciatori ad allenamenti a base di lunghe marce, giornate al poligono ed esercitazioni d’artiglieria è stata subito accettata. Abbiamo a cuore i nostri tesserati ed è giusto formarli in modo che abbiano la preparazione per un lavoro alla fine della carriera pedatoria.

A tal proposito mi viene in mente una frase che ripeteva spesso mio padre, legata alla battaglia della Somme nella Prima Guerra Mondiale: “L’artiglieria conquista, la fanteria occupa”, cercate di declinare questa massima anche in campo?

Simone Moricca: Durante la battaglia di Verdun sa quanti soldati hanno versato sangue, tra morti e feriti? Circa 600mila. Eppure, con l’aiuto dell’artiglieria, è bastata una dozzina di soldati del Brandeburgo per catturare il forte principale francese e dissanguare l’esercito nemico.

Noi cercheremo non solo di fare qualcosa di simile, ma anche di arrivare a marciare su Parigi.

Scott, voglio tornare un attimo alle origini, ha detto che ha iniziato per caso, in parrocchia, ci racconta come?

M: Certamente. Deve sapere che, quand’ero bambino io, già imperversavano queste mode dei cellulari, degli autoscatti e quant’altro. Un giorno, un ragazzino, tentò di fare una bravata in chiesa e di riprendersi col cellulare. Fortunatamente Don Guido lo vide, gli assestò un bel ceffone a cinque dita in faccia e fece cadere il cellulare. Ad essere del tutto onesto, il mio fu più un tentativo di evitarne una rovinosa caduta, ma il destino volle che prendessi detto arnese col collo del piede e lo sparassi direttamente oltre la porta d’ingresso. Ricordo ancora il volto sgomento del ragazzo, l’esultanza di Don Guido con tanto di “GOAL!” e la successiva sgridata. Per non aver preso in pieno il ragazzo. Fu allora che cominciò ad allenarmi: prima come attaccante, ma vista la mia propensione al contrasto preferì l’aiutarmi a studiare meglio come chiudere l’avversario in un angolo e proteggere la porta come un buon soldato di Cristo. Mi disse: “Sii come quella sentinella di Pompei che morì alle porte della città poiché nessuno venne a darle il cambio, ma combatti come gli Spartani alle Termopili quando qualcuno cerca di superarti”.

La mia più grande soddisfazione, ad oggi, è aver fornito l’assist decisivo nella partita contro l’Atletico Salesiano al grido di: “Scoutatemi questo!”.

Davvero interessante, ci vuole parlare dell’approdo alla Casertana e l’impatto che ha avuto con la Serie C?

M: Guardi, è accaduto tutto durante un pellegrinaggio a Lourdes. Mi ero recato là per un periodo di ritiro spirituale insieme ad alcuni amici, quando ho incontrato in maniera del tutto casuale il Dott. Moricca che stava accompagnando alcuni anziani. Stavamo giocando contro una squadretta di francesi della S. Pio X sul prato antistante la grotta, e ne avevo appena falciati un paio quando, prima di arrivare alle mani, qualcuno mi ha afferrato la spalla. Lì per lì ho pensato ad un miracolo, ma quando mi sono girato ho visto il Dott. Moricca fissarmi intensamente e dirmi: “Ragazzo, la vuoi mettere questa fottuta rabbia sotto contratto?”. I miei genitori non sono stati entusiasti del mio trasferimento in una zona tanto distante da casa, ma fortunatamente il mio contratto mi permette una certa… Libertà di movimento.

Per quanto riguarda l’impatto con la serie C, devo dire che si è rivelato più duro di quanto mi aspettassi. La prima partita è andata benone, abbiamo giocato bene come squadra e portato a casa un risultato importante, ma quest’ultimo incontro è stato deludente. Devo assolutamente fare di meglio e resistere come resistettero i nostri ad El-Alamein. Purtroppo, invece, siamo stati un po’ la Linea Maginot della situazioni e temo di aver fatto la fine del Belgio, meritando pienamente un votaccio al termine dell’impresa

S: Quando ci sono dei ragazzi così polivalenti, che arano la fascia, macellano caviglie, ergono muri e difendono le trincee, lasciare che il loro talento sia vanificato è un peccato. Dobbiamo aiutare i nostri giovani ad emergere e costruire un futuro migliore per il bene supremo (del Re e) della Patria, no?

Almeno, questo è quello che ci siamo detti nelle ultime riunioni di Lega… Con Montgomery ci siamo solo portati avanti sui nostri programmi.

M: Assolutamente. Dio è con noi, e le prossime partite lo dimostreranno. Siamo come gli ultimi cavalieri asserragliati a Kerak, non passerà il nemico.

S: Insomma, ecco perché Montgomery gioca nella Casertana: Dio lo vuole, Dio è con noi.

Montgomery Scott sta cercando, in qualche modo, di catechizzare lo spogliatoio? in troppi nel mondo del calcio nominano il nome di Dio invano…

M: Sì, è uno dei primi impegni che mi sono preso arrivando in squadra. Se vogliamo vincere, dobbiamo essere prima di tutto vincenti nella nostra vita interiore e di fede ed è per questo che ogni giorno ci impegniamo come squadra a migliorarci. C’è sempre chi resta un po’ indietro e va motivato a fare di meglio, ma ho convinto il nostro Fu- il nostro DS a portare direttamente alla S. Messa di Natale la squadra alla vicina parrocchia di S. Michele Arcangelo. I compagni per ora non ne sono entusiasti, ma sono certo che una volta superate le prime resistenze e placati gli animi di chi avrebbe voluto andare in discoteca a perdersi nel peccato, si convinceranno che è il modo migliore per prevalere sull’attuale tendenza negativa.

S: Le dirò una cosa: un tesista dell’Università della Campania ha rilevato che negli ultimi 13 mesi la Madonna è stata citata quotidianamente nei discorsi dei casertani da circa il 5% della popolazione, con picchi del 7% nei mesi di maggio e giugno. Non ci crederà, ma dopo l’arrivo di Monty nel mese di agosto siamo arrivati all’83% della popolazione che citava quotidianamente la Madonna, e le proiezioni su settembre ci danno il tasso in crescita all’86%.

Poi certo, non sta a noi indagare se siano rosari o imprecazioni, ma il dato è notevole.

M: Come diceva P. Pio, chi bestemmia attira su di sé le maledizioni del Cielo. Immagini cosa può capitare in uno spogliatoio dove questo accade spesso.

S: E voglio comunque dire che non è normale uno che entra negli spogliatoi con cilicio, rosario e fucile!

M: Questo è vero, ma va detto che non c’era altro modo per riportare ordine là dentro. Da quando il vecchio Gerardo ha fatto sentire la propria voce, il tasso di blasfemia si è ridotto drasticamente.

Moricca, quindi è una sorta di amore/odio? Sono più i pro o i contro?

S: O lo fanno Santo o lo ammazzano. Finora ho dovuto stuccare 719 colpi non andati a segno nello spogliatoio, quindi le lascio immaginare quale sia la più probabile tra le due. Io ho pagato più in colorificio che di stipendio, ma lui deve per forza avere protezioni molto potenti.

O, in aggiunta, gli altri hanno una mira di merda e devono allenarsi di più.

M: Erano pallini piccoli piccoli. Da passerotto. (Montgomery dice “Cit.”)

S: Sì, ma tu sei un cinghiale, santo cielo!

ATTENZIONE! È un’invocazione o un’imprecazione?

S: Invoco che possa fornirci tanto ragù di cinghiale. E anche del cinghiale in agrodolce.

I pasti vanno preparati, e non posso fare affidamento solo sul contrab… Sullo zio macellaio dei marketing manager.

Arriviamo al suo numero di Maglia, qual è e cosa ha di speciale?

Ho scelto io stesso l’88 come numero di maglia per molti, e spero evidenti, motivi. Chiaramente parlo del fatto che esso rappresenta l’infinito e la duplicità dello stesso: da un lato l’infinita sapienza divina nella creazione, dall’altro l’infinita misericordia e l’invincibile giustizia del Signore che osserva ogni nostra azione. Ogni nostro pensiero. Ogni nostra omissione. Ecco, quando scendiamo in campo con il collega Sisto, che ha preso invece il numero 14 in memoria dei 12 apostoli, Cristo e S. Paolo che divenne il 14° apostolo, io credo che si formi una coppia di difesa inarrestabile e benedetta. Spesso ho sentito delle illazioni senza fondamento riguardanti tale numero, ma come le confermerà il DS si tratta di bufale messe in mezzo da gente che vorrebbe screditare il buon nome della squadra.

S: Purtroppo, i tifosi del Livorno si sono risentiti parecchio, così come al contrario pare che le loro maglie siano diventate cult nella curva laziale, insieme alle icone dell’operazione nostalgia Gascoigne e Di Canio… Posso dire invece che apprezziamo maggiormente gli attestati di stima che abbiamo ricevuto dal Savoia e dai francesi del Croix de Savoie, ma anche dal Nizza, dall’Ajaccio e dal Rijeka e dall’Istra 1961. Stiamo tornando a farci conoscere, ecco.

D’altronde, credo sia naturale avere dei progetti di espansione e rinforzare i legami coi nostri fratelli d’oltreconfine. (di sottofondo parte la Canzone del Piave)

Montgomery Scott qual è la giornata tipo di un crociato/giocatore di calcio?

M: Sveglia al mattino presto per la preghiera, poi tanto esercizio fisico, un pranzo gustoso ma leggero, un rapido riposino e poi di nuovo ad allenarsi. La sera è dedicata agli hobby: miniature, videogiochi, lettura, ed infine alla preghiera prima del sonno. Essere un calciatore, avere la possibilità di influenzare le vite degli altri, è una responsabilità che un uomo non dovrebbe affrontare da solo: per mia fortuna ho una dirigenza attenta, un Dio benevolo, amici fedeli ed una famigli amorevole a supportarmi e guidarmi per il retto cammino. Anche se andassi per valle oscura non temerei alcun male. L’importante, per me, è arrivare al termine di ogni giornata sapendo di aver combattuto la buona battaglia, terminato la corsa, conservato la fede.

Scott mi è giunta voce che lei è diventato il punto di riferimento spirituale per Invernizzi, che dopo una gloriosa carriera in A è arrivato a Caserta a vivere il suo tramonto professionale, infatti cito testualmente il portiere: “Dall’altra, molti di quei soldi andavano a ripagare i debiti che da sempre accumulo per la mia dipendenza da alcool e gioco d’azzardo. Alcuni nuovi compagni, non posso dire i nomi per riservatezza, mi stanno portando verso una vita di sobrietà e ritiro spirituale. Ne uscirò più forte.”, parla di lei?

M: Invernizzi ha molto sofferto per i suoi peccati, ma non è dipesa da me la sua conversione, quanto dal Signore che ha aperto la sua mente ed il suo cuore alla conversione. Io, al massimo, posso essere un indegno intermediario che fa il possibile per accompagnare un fratello verso la luce. Talvolta ci vuole fermezza, talvolta ci vuole durezza, talvolta serve invece misericordia. Od una sfida che non poteva rifiutare, e che ha perso. È un giocatore di calcio eccellente, ma non altrettanto si può dire per le sue capacità di videogiocatore, per sua fortuna.

È stato grazie a questi che abbiamo potuto stabilire un legame, una connessione, portandolo ad abbandonare uno stile di vita dissoluto per potersi affacciare a qualcosa di più sano, sobrio e, mi si permetta, economico.

S: Voglio dire al ragionier Pizzuti che le voce “cappellano militare” e “confessore personale” non vanno a bilancio, li paga lui con l’8 per 1000

A entrambi chiedo, per concludere, cosa vi aspettate l’un dall’altro in questa stagione?

M: Non ho aspettative sull’operato del Dott. Moricca, ho solo piena ed incrollabile fede nel fatto che farà ciò che è necessario per la squadra, anche se talvolta troveremo le sue azioni incomprensibili o discutibili. Lui è la nostra guida, a noi seguirlo verso la vittoria finale.

S: Abbiamo per le mani il potenziale di un giovane uomo superiore per talento, e spero anche come persona, ai tanti che si sono dichiarati “atleti di Cristo” negli ultimi anni. Mi aspetto che Monty faccia dire di sé “cristo che atleta!” e si guadagni sul campo una convocazione in Nazionale Under 19. Tra i ragazzi della sua età è probabilmente il più patriottico in circolazione.

E poi, con tutto l’aiuto possibile, che sia determinante nel giungere all’obiettivo promozione.

Cambio in casa Crema: Pironti lascia, Angeli allenatore-giocatore

Ripartire da zero. Il Crema, squadra del girone A di Serie C, ha vissuto negli ultimi giorni l’ennesima piccola rivoluzione di una storia breve ma tribolata, con l’addio improvviso di mister Alessandro Pironti per i troppi impegni personali. “La squadra è diventata umana solo lo scorso anno – ci dice Valerio Cicchinelli, DS della squadra – e il quadro dirigenziale è cambiato in estate: è andato via De Donatis e sono subentrato io come DS e sono entrati in gioco a fianco di Ballarini altri due MM, cioè Luca e Stefano Santoro. In estate abbiamo fatto mercato attingendo soprattutto nella lista nuovi iscritti, alcuni dei quali stanno ancora tentando di trovare le misure con il gioco, ma gli stiamo dando tutto il supporto necessario”.

Ma l’addio di Pironti ha sconvolto nuovamente l’equilibrio di una squadra che vuole combattere con le unghie e con i denti per la promozione in serie B: “La notizia ci ha colto un po’ di sorpresa, è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Gli auguro di gestire tutti i suoi impegni, è sempre un pezzo importante per il Progetto e fa un lavoro pazzesco per farci giocare.”.

A essere promosso sulla panchina del Crema un insospettabile: Andrea Angeli, colpo di mercato dell’ultima estate che ha voluto fortemente vestire il bianconero, tanto da abbassarsi lo stipendio e rimettendosi in gioco Adesso prende anche il ruolo di allenatore, ma non è alla prima esperienza: “Andrea ha già esperienza nel ruolo ed è motivatissimo a far bene, oltre ad avere per i primi tempi il tutoraggio di Alessandro Pironti: è innamoratissimo del Crema. Il gruppo ha preso bene il cambio, sanno che è dovuto ad un discorso personale e non di qualità di gioco. Il nostro ambiente è coeso, la dirigenza è in costante aggiornamento e stiamo facendo tutto il possibile per coinvolgere sempre di più i nostri giocatori e farli rendere al meglio. Oltre a Angeli c’è da segnalare il grande impegno profuso da Pezzino e Barbaro. Il Primo era con noi già lo scorso anno, ma in questa stagione è molto più attivo e partecipe e si vede che ci tiene. Salvatore Barbaro invece è uno dei nuovi acquisti e anche lui devo dire si fa sentire presente e attento a tutte le dinamiche”.

Il Crema vuole dunque lasciarsi alle spalle le criticità per un obiettivo: “Andare in B, passando per i playoff. Siamo pronti”.

Admin: una passione come lavoro o un lavoro come passione?

Qualcosa non mi torna. Nonostante abbia analizzato i dati sul server sembrerebbe che la capienza del mio stadio non sia stata aumentata. Oltretutto, alcuni dati sui contratti sono sballati e secondo me non tutto è aggiornato come dovrebbe. A questo aggiungiamoci che, a mio avviso, la squadra in live non è stata vista abbastanza e i miei giocatori non sono assolutamente contenti di questa cosa.

Ok, è il momento di contattare gli Admin.

Ciao Pier ascolta, ho alcuni problemi da risolvere, hai una decina di minuti?

Si ok, dammi un attimo.

…Pier ci sei? Scusa ma ho proprio alcune cose che non mi quadrano e tra l’altro alle 12 Filo pubblica i dati relativi alle partite in live, puoi ora?

Aspetta, ora non riesco, ho bisogno ancora di un attimo.

Ok Pier, però ho bisogno, ricordati.

…Ci sei?

….

Dimmi, che problemi ci sono?

Eh ormai è tardi, anche sta volta non siamo in live, così non è sostenibile e poi il mio stadio ha ancora una capienza limitata e poi i contratti non sono aggiornati e…

Eh, la vita degli Admin è soprattutto questo: cercare di districarsi tra gli impegni che tutti noi abbiamo (lavoro, studio, famiglia e, perché no, anche della sana vita privata) e le innumerevoli chat di Messenger/Whatsapp che giornalmente vengono aperte dagli utenti del Progetto per avere spiegazioni, per porgere delle rimostranze e via dicendo.

Che dici Pier, sono riuscito a riassumere in maniera esaustiva una vostra “giornata tipo”?

L’hai riassunta bene Paolo, nella sostanza è quello. Devo dire che ultimamente aver ampliato il superstaff aiuta molto, come anche razionalizzarne i compiti e dare una copertura anche a chi già lo faceva. Tralasciando te e gli altri Presidenti di Lega, avere Pizzuti ai bilanci e Benedetti alla gestione del corpo DS ha ridotto di molto il nostro lavoro. Questo per non parlare di Salvatore Campagna alla moderazione, ai due tutor Monti e Occioni.

Il problema però resta quello, o meglio: si parla di onori e oneri quando si è Admin.

Caratterialmente compenso di molto con la soddisfazione nel vedere le cose progredire bene sul piano organizzativo, però c’è da dire che l’altra faccia della medaglia, e cioè il rapporto utente – staff e Admin ha delle piccole criticità di carattere “culturale”. Parliamo di quello?

Va benissimo Pier. Ti passo il registratore, è tutto tuo!

in falsetto

Andavo a piedi nudiiii per la stradaaaaaaa.

colpo di tosse

Scusami Paolo, il cavallo stretto dei jeans fa uno strano effetto.

Ma non siamo qui a parlare di Ippica ed abbigliamento… e sinceramente so che questo articolo rischia di essere una lamentela stucchevole dello stile “anche i ricchi piangono”: un Admin, che comunque in una community ha la sua visibilità, ha “potere” (anche se non lo intendiamo così ma viene visto così, nonostante tutto), di cosa si lamenta rispetto a Giggino Marcelluzzi difensore neoiscritto del Pizzighettone che si appresta a giocare da poco?

E chi si lamenta, in genere nelle fasi acute ci si scambia qualche moccolo fra colleghi, poi arriva Pironti e ci ricorda che saremo qui “per sempre”.

Cercando di essere meno cazzeggione (non mi viene in mente nulla per modificarlo), ora centro il punto: purtroppo c’è la convinzione che l’attività principale, unica fonte di sostegno, di vita e di ricerca di soddisfazione sia il Progetto Football Manager.

Questo porta spesso molti a ritenere l’Admin, quando non è intento a sanzionare o ammonire e quindi a occuparsi di “Moderazione”, come qualcuno che è tenuto, obbligato, ad essere a disposizione in qualsiasi ora del giorno.

E succede quindi che hai un messaggio alle 7 di mattina in cui devo ancora comprendere se sono maschio o femmina, uno alle 12 pensando che la persona non sia a lavorare oppure viva in simbiosi col computer (o che, girando col cellulare, debba per forza essere raggiungibile tramite i social), fino a richieste addirittura in tarda notte (è online, può rispondermi!).

Il problema nasce lì dove poi a una certa disponibilità (data, perché alla fine la passione comunque ci muove, siamo persone che volontariamente si occupano di gestire una community e se la passione non ci fosse, non avrei certo altri moventi, visto che ripeto: è volontariato, puro e semplice, ma con orari spesso para-lavorativi) poi non corrisponde collaborazione da parte di coloro che, essendo staff di squadra, vedono la nostra azione non come qualcosa che garantisce una intera community, ma un servizio che va reso a loro.

Di conseguenza: non si rispettano le scadenze, e la colpa e dell’Admin.

L’Admin non visualizza il messaggio: l’Admin è stronzo.

Addirittura c’è chi poi fa il giro di tutti gli Admin se non riceve una risposta da uno nel giro di dieci minuti.

La cosa a lungo andare farebbe perdere la pazienza anche a Giobbe.

Mi trovi d’accordo praticamente su tutto. Il problema indubbiamente esiste e ovviamente “chi sta dal lato dell’utente” deve capire, necessariamente, che lato Admin ci sono delle persone che ci stanno regalando, di fatto, del tempo per poter giocare. E di conseguenza apprezzare il fatto che ci siano indipendentemente da tutto.

Come sai mi piace, forse anche a causa del lavoro che faccio, cercare di andare a fondo nei problemi e trovare (o almeno provare a trovare) possibili soluzioni in modo che tutti ne traggano benefici.

In questi giorni, a tal proposito, è uscito su Progetto X un articolo relativo al lavoro dei tutor e, tempo addietro, un’intervista ai presidenti di Lega (cliccare sui link che rimanderanno agli articoli).

Pensi che possa essere necessaria una migliore spartizione del lavoro tra le varie figure del progetto?

Ti faccio un esempio: ad oggi, immagino, le richieste relative a budget e contratti non transitino più da voi Admin in quanto alla community, mi auguro, sia chiaro il fatto che debbano passare dalla revisione dei bilanci.

Tolto però questo “argomento”, mi sembra che l’utente a fronte di un problema non abbia sempre chiaro chi sia la figura corretta da contattare, sbaglio?

Nel caso di errori nel contattare noi in luogo di altri staffers, li ci costa due secondi netti dire “Rivolgiti a lui”.

Il discorso si fa più complesso quando si tratta magari di utenti con qualche anno di esperienza in più che magari, anche per un rapporto più confidenziale con gli Admin maturato in anni di bella esperienza di gioco, generalmente vanno a rivolgersi direttamente a loro.

Oppure quando è poco chiaro che un SuperStaff rappresenta l’amministrazione per le competenze assegnate, e quindi bisogna rivolgersi a loro, aldilà dell’antipatia o simpatia che si ha nei riguardi del suddetto Superstaffer.

Però devo esser sincero, si tratta di casi isolati. Il problema resta però quando, anche da diversi Staff di Squadra, c’è forte richiesta di risposta da parte degli Admin, ma poca volontà seria di partecipare ai meccanismi “di gestione” che partono dalla propria squadra, quella che si gestisce.

Una scadenza viene presa per una spada di Damocle, e non per la necessità di dare delle tempistiche e organizzare un lavoro.

E quando non si rispetta la scadenza, subentra la sindrome dello scolaro che prende 2: gli Admin ce l’hanno con loro, la comunicazione è pessima, abbiamo troppe pretese.

E la cosa peggiore che mi son sentito dire, in questo annetto che Amministro, è:”Ma abbiamo tante cose da fare, una vita”, come se noi vivessimo di Progetto Football Manager (specifico personalmente che dedico dalle 4 alle 6 ore del mio giorno alle questioni di Gestione, naturalmente sparse durante la giornata e spesso mentre faccio anche altro. Ma la cosa la faccio a titolo totalmente gratuito.

Lo specifico perché a qualcuno l’idea che fosse qualcosa di remunerato è venuto: la sola remunerazione è la soddisfazione di vedere qualcosa che funziona bene, e a me basta ed avanza).

Insomma, spesso ritengo, ma è sempre così nei riguardi di chi gestisce qualcosa, a prescindere da come si comporta, che si comprenda poco che anche noi siamo soggetti alle nostre giornate, buone o meno che siano, come tutti.

Se Filippo Ballarini, che ha qualcosa come una trentina di chat almeno al giorno su Messenger, è costretto a “Non visualizzare” qualcosa subito per avere il promemoria per organizzarsi il lavoro, e nonostante l’abbia anche detto più volte, c’è chi dice “Ma quello non risponde” e contatta in fila tutti gli altri Admin, vuol dire che forse un piccolo problema di comprensione c’è.

Io qui mi sento di fare un distinguo però, come anche hai giustamente sottolineato tu, tra l’educazione, sulla quale purtroppo poco si può fare, e la comprensione.

Ti faccio un esempio pratico, anche questo preso dal mondo del lavoro: se ho un problema legato al fatto che “non mi funziona il sistema”, apro una segnalazione all’assistenza (Admin).

Se il sistema non mi viene risolto/non vengo contattato nel giro di un’oretta, sollecito e, in caso di silenzio, provo con altri contatti.

Sto facendo un esempio lavorativo, questa è la premessa fondamentale, in cui sia il sottoscritto che l’addetto all’assistenza vengono pagati per lavorare e su determinate problematiche vengono contrattualizzati dei tempi di risposta. Però secondo me rende bene l’idea.

Nel caso specifico il fatto invece che io scriva sia ad Alberto che a te, per fare un esempio, crea solo entropia in quanto sarete in 2 a gestire la stessa problematica impiegandoci, di fatto, il doppio del tempo.

Non pensi però che, magari, dividervi le squadre tra Admin possa essere una soluzione? Facciamo un calcolo veloce: Ad oggi ci sono 20 squadre in A, 22 in B, 50 e rotti in serie C.

Come Admin siete al momento in 5. Se vi divideste in maniera omogenea le squadre vi trovereste a gestirne solo 18 a testa grossomodo.. non pensi che creerebbe un beneficio?

Nella pratica, provo a schematizzare.

Il Fublet è gestito da: Admin abbiamo Fulco; Presidente di Lega Paolo Bianchi; Revisore contabile Pizzuti; Ranger Sodano.

Personalmente con uno schema di questo tipo io saprei SEMPRE a chi rivolgermi e, lato vostro, evitereste doppie segnalazioni e perdite di tempo.

Poi, detto tra noi, immagino sappiate benissimo quali sono i casi critici in termini di gestione e potreste dividerveli in egual misura.

Potrebbe aiutare?

Teoricamente i Presidenti di Lega, per ciò che attiene anche la gestione di istanze e richieste da riportare agli Admin, hanno anche il compito di riportare a noi eventuali richieste – istanze, ed essendo comunque giocatori esperti a molte domande possono dare risposte.

Acquisisco questa proposta e ci pensiamo, ma ogni giorno cerchiamo di migliorare gli strumenti per far si che la risposta ci sia in tempi brevi.

Siamo un cantiere sempre aperto e in aggiornamento, e siamo molto più aperti alle proposte di quanto sembri.

E questo penso che qualunque giocatore possa confermarlo.

Ora approfitto un po’ di te, se me lo consenti, per farti 2 domande più tecniche sul lavoro degli Admin e, se hai voglia, darci qualche scoop in anteprima…

Per iniziare, c’è qualcosa che bolle in pentola di cui vuoi darci un’anticipazione? Magari delle nuove idee che state discutendo o cose così….

Penso che sia necessario, alla luce degli strumenti che ora abbiamo a disposizione, razionalizzare le competenze ancora meglio.

Dico da subito che ho espresso la necessità di compilare una carta delle regole, anche deontologiche, da rispettare nel rapporto fra utenti nella community.

C’è anche da razionalizzare meglio il regolamento e, a quanto so, Benedetti sta lavorando bene sulla cosa.

Aggiungo che abbiamo una necessità di ridurre gli strumenti di gestione e incorporarli: su Trello e sul Drive si fanno le stesse cose, ripetute due volte. Si deve valutare come diversificare i compiti che vanno in collisione e con quali strumenti.

Insomma, bisogna limare. Di specifico non abbiamo nulla da indicare, sul piano tecnico.

Ottimo, e invece rispetto al gruppo Admin, quali sono i ruoli di ognuno di voi? Sapresti dirci chi è il cattivo, chi il buono e qual è la cosa che fa più imbestialire te piuttosto che Giacomo, Ale o Filippo?

Io mi occupo nello specifico del raccordo con tutto il Superstaff, cerco di seguirli come meglio mi è possibile. E copro i ruoli scoperti, lì dove è necessario.

Sedda nello specifico coadiuva un po’ Filippo, un po’ me. E’ un Jolly spendibile anche per le live e, avendo competenze informatiche specifiche, aiuta anche in quel senso.

Alessandro Pironti fa di tutto, all’occorrenza cucina anche e ci tiene a bada.

Scherzi a parte: il suo compito specifico è la parte che riguarda soprattutto le Pubbliche Relazioni, ci rappresenta tutti, ma si occupa più ampiamente anche di tutta la realtà di Progetto Gaming, e non lo invidio proprio perché lavora come dieci persone.

Se vogliamo parlare di carattere: Filippo l’ho visto innervosirsi soltanto di fronte a comportamenti fuori da ogni logica e buonsenso. Generalmente sembra uscito da Woodstock ed è di una calma che gli invidio.

Sedda si incazza sulle scorrettezze, in generale: ha la tendenza a sopportare poco chi “fa il furbo”.

Alessandro è una persona maniacale nell’organizzazione, quindi se vede che qualcosa non va come è abituato lui a gestire le cose (generalmente con precisione, è davvero uno stakanovista) si incazza.

E generalmente su questioni di carattere etico-morali è molto severo.

Alberto è una persona precisa e pignola, un Prof.

Io sono tendenzialmente un ansioso. In genere sono molto pacato e cordiale, e cerco di risolvere le questioni senza che degenerino subito. L’unico probloema è che ho la sindrome di Marty McFly: sono tendenzialmente una persona corretta, quindi quando la mia correttezza viene messa in dubbio, devo prendere fiato prima di rispondere.

Sindrome di Marty McFly “Che c’è, hai paura?”

io

“Sei uno scorretto” e mi incazzo

Bellissimo Pier, uno specchietto degli admin migliore non lo avevo mai letto.

A questo punto ti lascio uno spazio finale per una chiosa. Approfitta di questo momento e fai una richiesta a tutto il progetto!

La chiosa è questa: io sono onorato, davvero, di essere Admin in questo progetto. Fra i 5 sono l’ultimo arrivato, in ordine di iscrizione, essendo venuto a metà Stagione 3.

Ci metto l’impegno che cerco di mettere anche nelle cose che faccio generalmente, e tengo a questa community perché mi ci sono iscritto in un periodo molto buio e mi ci sono trovato bene.

Ci tengo sul piano umano altrimenti, anche se venissi pagato davvero, non ci metterei impegno e entusiasmo come ce ne metto attualmente.

E mi sento anche di passaggio, non sono proprietario di nulla. Quindi ciò che posso fare, lo faccio, semplicemente perché mi piace farlo.

Se tutti quelli che si approcciano a questo gioco capissero che il vero senso di questa community è proprio che uno deve avere il piacere di starci, a prescindere dai risultati favorevoli o sfavorevoli, anche salvaguardando la “competizione” mantenendola su binari corretti, probabilmente questa community farà un ulteriore salto di qualità.

E la cosa ci permetterà di lavorare sempre meglio.

…e noi non possiamo che allinearci con quanto detto da Pier.

Ricordatevi sempre 3 passaggi fondamentali:

  • Il progetto è composto da PERSONE REALI che hanno la loro vita REALE, i loro impegni di lavoro e non e che NON vengono assolutamente pagate per farci godere di questa splendida iniziativa;
  • Agli occhi di un Admin siamo TUTTI uguali, senza distinzione di età, sesso, religione, scelta politica, simpatia, antipatia. Sono, e sempre saranno SUPER PARTES;
  • Cercate di incanalare sempre il più possibile le richieste ai canali corretti: i giocatori ai DS/PRESIDENTI, i DS/PRESIDENTI alle figure competenti dello staff relativamente alla problematica in questione e così via. Saltare dei passaggi non serve, spesso, a risolvere prima il vostro problema ma solo a CONGESTIONARE il lavoro.
  • Seguiamo tutti queste 3 semplici regole per un mondo migliore!!

Paolo Bianchi a Fulco

Il Vecchio del Campobasso

Oggi siamo qui con Francesco Vecchio, che ha accettato il nostro invito.

G: Ciao, sono felice che tu abbia trovato un minuto per partecipare a questa intervista. Innanzitutto, presentati.

F: Ciao, io sono Francesco Vecchio, ho 16 anni e vivo a Catania. Nella vita faccio lo studente della terza superiore (I Liceo) al classico M. Cutelli di Catania. La mia passione nella vita è il calcio che seguo a 360° ed è, ovviamente, presente per me nella vita di tutti i giorni. In particolare, sono un grandissimo tifoso del S.S.C. NAPOLI da 6 anni a questa parte; come Nazionali le 2 che tifo sono Italia e Belgio. Nella vita, oltre a studiare, sono anche un attaccante (AS, ATT) del Campobasso.

G: Come hai conosciuto il Progetto?

F: Allora, tutto ebbe inizio dal Big Bang…. Ehm, volevo dire…. Mentre camminavo per via Cagliari per andare alla posta, calpestai una gomma da masticare… in quell’attimo nacque il tutto (o come diremmo in filosofia: l’Archè). Quando successe ciò, io sentì dentro me una forte e strana voglia di bestemmiare, pertanto contattai immediatamente mio cugino Luciano Castorina (giocatore della Torres) per spiegargli tutta la situazione. In quel momento, quest’ultimo notò che dentro di me c’era la stoffa adatta per poter entrare in un certo gruppo WhatsApp di nome Diocesano. In codesto gruppo c’erano altre due persone, dove una di queste mi offrì l’opportunità di poter giocare con la maglia del Campobasso Calcio, cosa che mi attirò subito e presentai il mio curriculum alla squadra rossoblù.

G: Quali sono le tue impressioni all’interno del Progetto? Come ti trovi?

F: Fin da quando entrai per la prima volta in questa realtà chiamata “Campobasso”, notai subito un atteggiamento amichevole ed addirittura familiare. Mi hanno accolto come se mi conoscessero da una vita e questa cosa mi ha stupito incredibilmente, a tal punto che, anche ricevendo offerte da squadre sulla carta più forti, sono rimasto per inseguire l’obiettivo da tutti noi imposto: LA SERIE B.

G: So che hai cominciato l’avventura nel Progetto solamente verso la fine della Stagione 4, ma quali sono i tuoi principali obiettivi?

F: Innanzitutto dare il tutto per tutto affinché la mia squadra riesca a staccare il biglietto per la Serie B, ma se devo svelare un obiettivo personale, posso dire che terrei ad avere più presenze possibili, ma bisogna giocare bene per poter ambire alla titolarità. Spero anche di alternare goal ed assist nelle mie buone prestazioni.

G: Cosa ti ha convinto a scegliere il Campobasso del presidente Stranges e dell’allenatore Raoul Guzzi?

F: Come ho detto precedentemente, appena sono entrato nel Progetto, ho avuto il caloroso benvenuto da parte della società, in particolare del mister Raoul Guzzi e del presidente Stranges. Quest’ultimo è stato immediatamente disponibile a spiegare le regole e a limare gli ultimi dettagli del contratto; parlando invece del mister, posso dire che ha avuto subito grande fiducia in me, facendomi entrare nelle gerarchie della squadra piano piano.

G: Tra la fine della vecchia stagione e l’inizio della nuova c’è stato il calciomercato, e molte squadre, anche di categoria superiore, hanno cercato di ingaggiarti. Cos’è che ti ha fatto dire di no?

F: Come avevo detto prima, ciò che mi ha spinto a prendere questa decisione è stato il fatto che all’interno di questa società c’è molta fiducia nelle potenzialità dei calciatori impiegati e c’è un obiettivo da raggiungere che mi pongo come primo step della mia carriera.

G: Stiamo entrando nel vivo della Stagione 5, e il Campobasso già si trova nelle posizioni più alte della classifica. Dove potrebbe arrivare quest’anno?

F: Bisogna continuare così, perché siamo nella strada giusta e possiamo anche puntare a posizioni più ambite se le altre squadre ce lo concedono. Ma ripeto, noi dobbiamo continuare così, non guardando la classifica e con i risultati degli altri campi che potrebbero affliggerci sensazioni negative. In poche parole, fiducia perché questa squadra è in grado di mettere in difficoltà qualunque avversario.

G: Alla fine della Stagione 4, nel Campobasso solo 3 giocatori (te compreso) hanno ottenuto almeno un bonus. Hai intenzione di caricarti la squadra alle tue spalle e aiutarla a raccattare bonus?

F: Caricarmi la squadra credo sia un termine troppo azzardato, ma ripeto, sono pronto a dare il 101% per questa maglia, sperando che i miei compagni facciano lo stesso.

G: Hai già conosciuto membri del Progetto offline? Vorresti partecipare ad un suo raduno?

F: Purtroppo della mia squadra non conosco nessuno di presenza, ma conosco un giocatore della Torres: cioè Luciano Castorina, che è mio cugino. Mi auguro un giorno di poter partecipare a un raduno, mai dire mai.

G: Chi ti sta più simpatico all’interno del Progetto?

F: Non c’è chi più o chi meno, ma siamo tutti uniti per soddisfare le aspettative della dirigenza.

G: Cosa consiglieresti a tutti per vivere al meglio il Progetto?

F: Farsi piacere tutto il contesto e farlo solo se piace davvero, per poter sfornare prestazioni all’altezza del club. E soprattutto rispettare le regole del gioco.

G: Cosa cambieresti all’interno del Progetto?

F: Nulla, è tutto perfetto.

G: Grazie per il tempo che ci hai dato. Ci potresti fare un saluto alla redazione di Progetto X?

F: Un saluto a tutti i tifosi del bel calcio, alla redazione di Progetto X e forza Campobasso!

Grasso lascia Perugia, la Samb chiama

Con una nota sui propri social la Zuzz Sambenedettese, squadra del girone B di Serie C Progetto Gaming, comunica un cambio in panchina e anche abbastanza clamoroso. Già prima del proverbiale panettone viene accantonata la soluzione ad interim del futuro DS Giovanni De Lucia e arriva dal Perugia Alfio Giuseppe Grasso, rookie della panchina ma che ha già fatto vedere qualcosa di buono. O comunque abbastanza da convincere il presidente rossoblù Giorgio Alfonso Sciubba: 《Ho visto ci potessero essere spazi di manovra con il collega Cioè e ne ho approfittato. Quello che ha fatto fare a un Perugia praticamente inattivo sono convinto possa essere quel qualcosa in più per la Sambenedettese》. Per il neo allenatore contratto fino alla S7 per 100.000 annui.

Presentazione del nuovo mister rossoblù (destra) alla presenza del presidente Sciubba (sx) [ZuzzSamb]

Sambenedettese che con questa mossa vuole dare seguito all’ottimo apporto in termini di attività avuto tra la scorsa stagione e i primi mesi dell’attuale, con bonus raggiunti da fare invidia alla serie cadetta. Forse è questo aspetto che ha portato Sciubba verso Grasso, essendo entrambi giocatori di una squadra come il Frosinone che ha nel Bonus Attività la punta di diamante della S4.

Non si fanno attendere le parole di patron Cioè, proprietario sia del Frosinone che dei Grifoni umbri: 《Era un’esperienza che non potevo impedire ad Alfio, che tanto bene ha fatto con una squadra inferiore ai top del girone. E fra i top c’è sicuramente la Samb. Gli auguro tutte le fortune ma comunque pochi punti contro di noi (ride, ndr) 》. Nessuna notizia sul successore biancorosso, possibile una soluzione interna con lo stesso patron in panchina.

《Un’offerta che non potevo rifiutare, sono attivissimi. Per alcuni potrebbe essere un passo rischioso visto la classifica praticamente appaiata, ma non ho mai pensato ad altri oltre me stesso》è il telegrafico commento di un raggiante Grasso prima di fare subito, nel pomeriggio, il primo allenamento in vista dell’imminente esordio contro il Grosseto. Partita già importante per la posizione affiancata in classifica.

Partita che la Sambenedettese ha vinto 3-0 con gol di Pinzone, Tommasi e Aiello. Chi ben comincia…

Uno sguardo al nuovo Akragas!

L’Akragas è una delle affiliate della redazione Progetto X; la società milita nel campionato di Serie B. Dopo le prime 7 partite in campionato la squadra ha raccolto 9 punti, con una vittoria all’esordio, 4 sconfitte di fila e poi 2 vittorie di fila, accompagnate dalla vittoria in Coppa Italia. Si può dire che la fase di rodaggio per il mister Di Leo possa definirsi conclusa?

Di Leo: Penso che ci sia sempre da imparare qualcosa: il campionato è lungo e conta 42 partite. Sicuramente c’è ancora da migliorare tanto sia in fase difensiva sia in fase realizzativa, ma nel complesso sono contento di come abbia reagito la squadra dopo le quattro sconfitte di fila.

Di Gaetano: Società nuova (contando il mio nuovo socio, il nuovo DS e nuovo allenatore) e l’unico che rimane sempre sono io (ride, ndr); poi anche molti nuovi elementi in rosa e quindi il rodaggio era inevitabile. Concordo con il mister quando dice che ancora il campionato è lungo e ci saranno ancora molte cose da migliorare e sicuramente anche dei nuovi alti e bassi, speriamo più alti che bassi

Al mister Di Leo: che rosa hai trovato? I giocatori come ti hanno accolto e come si stanno comportando?

Di Leo: Ho trovato una rosa pronta per questa stagione, composta da ragazzi vogliosi di fare bene e dimostrare il loro valore. Sono stato accolto calorosamente fin dall’inizio: la squadra si è dimostrata unita anche quando le cose non si sono messe bene, tipo le quattro sconfitte iniziali. Spero di potermi togliere delle soddisfazioni insieme a loro perché sono dei ragazzi che meritano, soprattutto per l’impegno e l’attività che dimostrano di avere. Ci tengo a salutarli uno per uno senza dimenticare il nostro DS Giorgio Sciubba, parte integrante di questa bellissima famiglia con i due Presidenti Paolo Di Gaetano e Davide Gismondi. L’unica raccomandazione che voglio fare a loro è quella di rimanere sempre attivi come stanno facendo fin ora.

Cosa pensate di questo campionato di B della Stagione 5? Pensate sia più competitivo o più abbordabile dell’anno scorso, anche in rapporto ai cambi di rosa che avete effettuato?

Di Leo: Penso che questo sia il campionato più competitivo di tutto il progetto, non esistono squadre materasso. La B è sempre stata un inferno, ma mai come quest’anno: prendiamo ad esempio la classifica attuale, tra i playoff e la zona retrocessione ci sono solo tre punti dove sono racchiuse più di dieci squadre. Quest’anno sarà durissima, più degli altri anni, ma credo nella mia squadra e nei miei giocatori: abbiamo le capacità per fare bene e dobbiamo dimostrarlo.

Di Gaetano: Quest’anno quasi tutte le squadre di B si sono attrezzate bene per puntare in alto, ma noi non siamo da meno ovviamente, con il mister ed il DS Giorgio Sciubba siamo felici della squadra che siamo riusciti ad allestire tutti insieme, in sincronia. Quest’anno appunto è difficile, basti guardare ad esempio la nostra posizione (-2 punti dai playoff e +3 dalla zona bassa).

Seppur è una previsione azzardata, chi pensate possa ambire alla promozione diretta? E chi potrebbe soccombere in questa battaglia molto equilibrata?

Di Leo: Vedo il Parma molto favorito per la promozione diretta e forse anche l’Empoli potrà stupire, mi aspetto qualcosa anche dalla Roma e dal Frosinone. La domanda difficile viene ora, chi soccomberà? La battaglia per retrocedere è sempre stata serrata, quest’ anno lo sarà ancora di più, non so per certo dirti chi retrocederá, ma sicuramente lo farà chi sbaglierà di più, comunque adesso è ancora troppo presto per stabilirlo e ci vorrà ancora del tempo.

Di Gaetano: Il Parma ha già vinto il campionato, poi per il resto non saprei che dire: vedo un po’ male il Lecce avendo ancora fatto 0 punti, chi mi sta stupendo è l’Empoli che con il duo Ceraolo – Massessi è in una posizione inaspettata nel precampionato, essendo oltretutto una neopromossa.

Siena, Fiorentina, Brescia, Lucchese e Palermo: un calendario molto intenso e ostico a Settembre che potrebbe darvi un’idea su quelle che potrebbe essere la vostra dimensione in questo campionato?

Di Leo: Partiamo dal fatto che la squadra ha saputo rispondere bene al tracollo di Parma prendendo 6 punti in campi difficili come Frosinone e Roma. Adesso ci aspettano partite altrettanto difficili che delineeranno la nostra classifica: il Siena e la Fiorentina hanno da poco cambiato allenatore, il Brescia che ogni anno migliora, la Lucchese che sta sorprendendo tutti e per finire il derby, che non è mai una partita come le altre; senza dimenticare l’impegno in Coppa Italia tre giorni dopo (contro l’Avellino ndr.). Sono partite estremamente delicate che dobbiamo affrontare al meglio senza sottovalutare i nostri avversari e confido nelle capacità della nostra squadra nell’affrontare questo ciclo di partite.

Grazie mille per il tempo concessomi ed in bocca al lupo per il vostro cammino in questa serie B (e perché no, in Coppa Italia).

Di Leo: Grazie e crepi il lupo. E forza Akragas!
Di Gaetano: Grazie e viva il lupo, e sempre #steitiuned!

Stagione 5: L’ottovolante Torres!

È cominciata da poco la Stagione numero 5 all’interno del Progetto e la Torres, a differenza dell’anno scorso, ha subito messo le cose in chiaro.

All’inizio della scorsa stagione non era partita molto bene: 4 sconfitte in 7 partite, per poi risollevarsi e cominciare a macinare vittorie su vittorie. Il vero problema è stato la falsa partenza rispetto ai diretti avversari, rispettivamente Lupa Roma e il Cagliari (promosso in B). Nonostante ciò la squadra di Sassari è riuscita a classificarsi seconda in campionato, pronta ad affrontare i play-off.

Il sorteggio però si è rivelato beffardo e spietato, infatti ad essere estratto dall’urna è stato il Piacenza di mister  Casalati, il quale ha avuto facilmente la meglio sugli uomini del presidente Aperio, condannando i sardi ad un ulteriore anno di limbo in Serie C… un vero peccato se consideriamo che la Torres è una delle squadre che ha guadagnato di più in termini di bonus prodotti dai propri calciatori, superando persino società di Serie A.

In S5 vi sono state diverse novità: Nuovo portiere (scambio di prestiti Rusiti-Guidotti), un nuovo DS (Vincenzo Russo, che raccoglie la pesante eredità di Salvatore Grassadonia, legato all’Alessandria) e un nuovo allenatore (Fabio Arcoleo, che sostituisce Marco Guidotti). I giocatori sono praticamente gli stessi (14 elementi su 15, di cui ben 11 esistenti dalla S3), tra i quali troviamo sia il DS che l’allenatore, così come il presidente Mark Aperio che è rimasto a capo della squadra, convinto che si possa centrare l’obiettivo della promozione diretta alla serie cadetta, il capitano Riggio che sprona sempre la squadra incitandola a dare sempre di più, e soprattutto, la volontà e la partecipazione di tutti i membri della Torres, sempre attiva e puntuale sui fatti.

Gli stessi calciatori sono gli artefici del soprannome della squadra: “La Fenice”, poiché rinata dopo la famosa partita persa ai play-out contro la Vibonese (squadra fuffa) e l’inevitabile retrocessione e condanna in Serie D, anche se poi il fato ha deciso di salvarla dal suo triste destino. Sono anche gli ideatori del famoso hashtag #ÈTUTTOLATTE, nata per caso da un’idea di Castorina per trovare un motto alla squadra e portata avanti dal fido compagno Libonati, oltre che del “Muro di Malefix”, idea del difensore centrale Cognata.

Tutto ciò costituisce una grande premessa per la S5. Di fatto la squadra ad oggi non ha deluso le aspettative, anzi, è partita a razzo, collezionando una lunga striscia di vittorie, imbattuta in campionato e soprattutto, è in corsa per le due coppe nazionali (Italia e Italia Serie C), ponendosi l’obiettivo di rispettare tutte le competizioni in cui partecipa. Solo il tempo ci potrà dire se la Torres riuscirà a centrare i suoi obiettivi!

Dopo le due vittorie, entrambe finite per 5-1 contro il Locri e contro la Juve Stabia, la famosissima bestia nera della squadra sarda, la Torres dovrà affrontare un sacco di insidie, a cominciare dalla Lupa Roma, che ha totalizzato 5 vittorie ed una sola sconfitta, piazzandosi alle spalle della squadra di Sassari. Già l’anno scorso è stata una delle tre squadre (insieme a Cagliari, salita in B, e la stessa Torres) a lottare per un posto nella serie cadetta, e, come ci si aspettava, in questa stagione si sta ripetendo, totalizzando 15 punti sui 18 disponibili. Insomma, ci sono tutte le premesse per una partita in cui ci si aspetterebbe di tutto, che, in poche parole, promette fuoco e fiamme.

Cittadella e Tuttocuoio: situazioni diverse, presidenza uguale

Buonasera a tutti, gentili lettori di Progetto X. Quest’oggi, abbiamo ai nostri microfoni Yuri Baldacci, uno dei due presidenti di Cittadella e Tuttocuoio, pronto a parlare con noi delle situazioni delle due squadre.

Buonasera signor Baldacci, innanzitutto grazie per l’intervista concessaci. Guardando le due società, è incredibile come le loro situazioni siano così diverse. Può darci un’opinione in merito?

Buon pomeriggio a tutti. Ringrazio calorosamente io, voi. Si è molto strano come si sono messe le cose quest’anno. Volevamo puntare alla promozione con ambedue i team, ma purtroppo la cosa ci sta riuscendo per metà. Abbiamo riscontrato problemi di tenuta con il Cittadella, specialmente verso la fine dei match, durante il quale spesso abbiamo dei crolli incredibili. Dovremmo apporre delle modifiche tattiche e magari pensare anche a qualche acquisto. Per adesso però massima fiducia al nostro mister Giuseppe Gambardella. Per quanto riguarda il Tuttocuoio invece, sembra si sia trovata una buona quadratura del cerchio. Unico difetto: l’attività della squadra nero-verde.

Iniziamo a parlare proprio del Cittadella. Un’unica vittoria in campionato, un 20º posto in classifica che risulta inaspettato e tanti gol presi. Cosa ci si può aspettare da questa squadra?

In realtà ancora ci si può aspettare di tutto. La nostra “fortuna” è che siamo ancora all’inizio. Si può ancora trovare un giusto bilanciamento del team. La squadra inoltre è unita, attiva e motivata. Abbiamo riscontrato un aumento di attività rispetto l’anno passato con il doppio di incassi dati da quest’ultima. Gli aspetti positivi ci sono, sta tutto nel mettere in pratica adesso.

Nonostante il pessimo avvio, quindi, l’obiettivo principale resta la promozione, magari da vincitrice dei playoff?

Non ci precludiamo nulla. L’obbiettivo ad inizio anno era la promozione diretta e continueremo su quella linea. Ovviamente se le cose dovessero cambiare faremo un bilancio con nuovi obbiettivi.

Osserviamo un po’ di numeri: 18 e 13.

Il primo, che va a riguardare i gol presi in campionato, il secondo quello dei gol segnati. Se da un lato si può parlare di attacco prolifico, dall’altro preoccupa la difesa. Come ha intenzione di agire?

La difesa come detto all’inizio è un problema. Solitamente lo sbandamento lo si ha verso le ultime fasi del secondo tempo. Sicuramente dovremmo trovare un profilo difensivo migliore, il che vale a dire nuovi player in difesa ed una tattica che possa garantirci più sicurezza là dietro. Per quanto riguarda l’attacco abbiamo sempre avuto grandi player davanti ed è un po’ la nostra punta di diamante.

Molte di queste sconfitte, però, come ci ha detto anche lei, sono arrivate nei minuti finali del secondo tempo, o in seguito a rimonte. Come mai? Pensa che sia un fattore psicologico, momenti   in cui i calciatori tendano a “rilassarsi”?

Io credo sia un fatto più di resistenza fisica che psicologica. Abbiamo una rosa corta ed i difensori titolari le giocano quasi sempre tutte. Alla lunga può diventare stancante e quando si è stanchi di fisico si perde anche tanta lucidità.

Ultima domanda: la Coppa Italia. Avete vinto 4-0 con la Ternana, la vostra prossima avversaria sarà con il Monza; incontro semplice, almeno nella carta. Dove pensate e sperate di arrivare?

La Coppa Italia significa prestigio. Vincerla non è facile e noi ne siamo coscienti. Il prossimo match potrebbe essere facile, ma mai sottovalutare niente nel calcio. Per quanto riguarda dove arrivare, spero solo in alto. Non è comunque un nostro obbiettivo principale. Ora testa al campionato.

Passiamo adesso alla vostra affiliata. Seconda in campionato, una sola sconfitta ed ottimi risultati. Qual è il segreto del Tuttocuoio?

 Il Tuttocuoio è stato creato per essere un ottimo luogo per i player che vogliono crescere. Nel Progetto non esiste una squadra con i nostri obbiettivi. Noi puntiamo sì a fare bene, ma soprattutto ad essere un punto di riferimento per chi vuol far crescere i propri player. Abbiamo avuto tanti prestiti che sono cresciuti da noi. E al momento anche il Cittadella ha attinto più volte a questa super-cantera. Il segreto possiamo dire che è la qualità dei player, un po’ meno l’attività purtroppo.

La bassa attività, argomento ripreso da un nostro articolo di qualche giorno fa, si è tradotta per voi in 4 inattivi a ottobre, come sopperirete a queste defezioni e come pensate di recuperare i ragazzi inattivati?

Due dei quattro ragazzi – De Marino e Meocci – erano già degli inattivi conclamati. Per quanto concerne Capinteri e Petrucci, stiamo tentando di reintegrarli.
Parlando della C in generale, secondo me, manca un po’ di coinvolgimento, ma capisco anche che gli admin stiano facendo tutto il necessario per dare luce anche a questa categoria. Sicuramente se non c’è un gruppo molto unito, parlo in generale e non del mio Tuttocuoio, lo spogliatoio già parte svantaggiato e se c’è poco coinvolgimento in live, gli utenti se ne vanno.

Siete nello stesso girone di una squadra come la Spal, squadra tra le retrocesse della scorsa stagione. Pensate che la Spal, alla lunga, emergerà e darà dimostrazione di forza, o le darete filo da torcere?

Mi fa questa domanda alla vigilia dello scontro diretto. Beh spero che stasera daremo grande filo da torcere alla Spal cercando di ridimensionarla un po’. Se ci riusciremo, ce la giocheremo ad armi pari per tutto il campionato, a meno di clamorosi scivoloni.

Avete abbandonato subito la coppa Italia, ma in Coppa Italia di Serie C siete ancora in corsa, specie dopo il sonoro 9-1 alla Casertana. Potrebbe essere per voi un obiettivo?

La Coppa di Serie C è sempre un obbiettivo. L’anno scorso l’abbiamo vinta a discapito dell’Empoli. Quest’anno puntiamo a metterne un’altra in bacheca. Sono gli altri a dover aver paura di noi. Siamo noi i campioni.

Analizziamo ancora i numeri. Stavolta sono 11, numero di gol fatti, a cui si aggiunge il 4, ovvero il numero di gol concessi. Pur segnando il giusto, la squadra ha un’ottima retroguardia, questo potrebbe essere un vantaggio, alla lunga, o no?

Si,parliamo di situazioni opposte alla squadra madre. La difesa è ottima, meno le punte che però fanno comunque il loro lavoro. Abbiamo comunque degli ottimi player in rosa nei due reparti e anche al centro, per cui non posso lamentarmi. Alla lunga quindi, un’ottima difesa, contornata da le altre due fasi che funzionano, potrebbe essere un gran vantaggio sì.

Perfetto, la ringrazio per aver risposto alle nostre domande. Le auguro di rialzarsi presto con il Cittadella e continuare così al Tuttocuoio!

Grazie a voi. Un buon campionato a tutto il progetto. Forza Cittadella e Tuttocuoio.

Milan: un avvio di stagione infernale.

Il Milan si sa, nel corso delle stagioni ha avute periodi di alti e bassi.

Spesso soggetto a giocatori turbolenti e, a volte, a dirigenti dannosi per l’ambiente.

Se a questo ci aggiungiamo un calendario perfido, dal punto di vista del sorteggio, è facile capire perché la squadra di mister Giamberduca si trovi al 19esimo posto con 1 solo punto in 4 partite.

Sì, perché sfidiamo chiunque a fare bottino pieno contro Lazio, Cremonese e Inter al pronti via. Unico passo falso, forse, è stato il 4-1 subito a Verona contro il Chievo di mister Figoni.

A metterci il carico da undici c’è stata la lista di inattivi di Ottobre, con Godino, Norfini, Borzachelli, Arduca ed Angeli che hanno perso punti impegno a causa della mancata partecipazione del mese scorso.

Un Milan che nonostante tutto assume sempre un atteggiamento offensivo, con l’utilizzo dell’ormai noto 4-4-2, anche se dalle ultime statistiche emerse contro la Cremonese gli esterni faticano veramente tanto, anche nei passaggi, non arrivando mai oltre il 70% di passaggi compiuti.

Una scelta un po’ strana, dato che guardando la rosa del Milan notiamo come i centrocampisti di fascia siano soltanto due: Marco Giamberduca e Felice Di Lernia.

Abbondano invece i centrocampisti in zona centrale, con diversi mediani, mezzale e trequartisti.

Riusciranno i diavoli rossoneri ad uscire da questo infermo di prestazioni? Ce lo auguriamo, anche se ormai in Progetto Football Manager abbiamo imparato che può succedere di tutto.