Anteprima Vast: The Crystal Caverns.

Presentato in anteprima presso varie ludoteche in giro per l’Italia, Vast ha fatto crescere bene il proprio hype.

A parlarne, in anteprima, con i ragazzi di Fantamagus Monza è Paolo Veronica, di MS Edizioni.

Il gioco si presenta ben definito e la grafica, nonostante sia abbastanza “cartoonesca”, è davvero ben curata.

Trama

Il gioco ruota intorno alla storia di un drago dormiente nelle caverne di cristallo.

Dopo oltre 100 anni il drago si risveglia e si scontra subito con dei goblin che, durante il letargo del lucertolone, hanno fatto come loro rifugio la caverna.

Allo stesso tempo, un cavaliere donna si addentra nelle profondità della caverna per affrontare il drago ed evitare la minaccia del suo risveglio.

Un ladro immortale, colpito da una maledizione, accompagna il cavaliere nella sua missione. Egli dovrà rubare ben 6 tesori oppure sarà costretto a rivivere la stessa giornata all’infinito.

A fare da contorno a tutto c’è la caverna. Essa infatti inizia a cedere e mina la vita di tutti i giocatori al suo interno.

Personaggi

Cavaliere donna: il suo obiettivo è quello di uccidere il drago e dare prova del suo coraggio.

Drago: dovrà combattere contro la sua sonnolenza da letargo e cercare di scappare dalla caverna.

Ladro: il suo obiettivo principale è quello di rubare i tesori e spezzare così la maledizione dell’immortalità che lo affligge.

Goblin: divisi in 3 clan, essi non approvano il risveglio del drago e cercano di mettere i bastoni tra le ruote al Cavaliere, per evitare di attirare troppe attenzioni sul loro mondo.

Caverna: unico personaggio non vivente della storia, ha come obiettivo quello di crescere, arricchirsi di tesori da rubare ed infine porre termine al caos che la popola crollando su se stessa.

Sistemi di gioco

I più navigati avranno già capito che il gioco è un asimmetrico allo stato puro.

I giocatori di Vast, infatti, avranno obiettivi ed azioni incastrate tra loro, ma ognuno svilupperà un sistema di gioco ed una trama diversa.

Sì andrà dal classico gestionale dei goblin, che hanno perennemente problemi di sovraffollamento e mancanza di coraggio, al simbolico delle carte potere del drago che, come già detto, deve scappare e fare attenzione agli attacchi del cavaliere.

Il cavaliere potrà ridistribuire i suoi punti fisici ad ogni turno, mentre il ladro immortale, ogni volta che verrà colpito, dovrà ricominciare la sua avventura dall’ingresso della caverna.

La caverna, infine, funge da vera equilibratrice del gioco: se essa riesce a posizionare l’ultima tessera prima che ogni altro giocatore raggiunga il suo obiettivo, può crollare e porre fine alla partita.

Regolamenti

Per quanto possa sembrare quasi caotico con tutti questi giocatori e sistemi di gioco, il regolamento non è di difficile apprendimento.

Ogni personaggio ha un sistema di gioco diverso e il regolamento dedicato si impara nel giro di qualche minuto.

Il gioco è applicabile per un numero di partecipanti che va da 1 a 5. In base al numero di partecipanti si prepara il setup e l’intavolamento, con delle carte che simuleranno le giocate degli assenti.

Conclusioni

Guardando il complesso, Vast si presenta dinamico e divertente, anche se i tre ruoli chiave sono sicuramente quello del drago, cavaliere e caverna.

Se il drago mangia troppi goblin, il cavaliere potrebbe raggiungerlo subito. Se la caverna si abbellisce troppo, il ladro potrebbe chiudere facilmente la partita. Se il cavaliere s’impegna troppo nell’uccisione dei goblin, ecco che il drago scappa.

Vast infatti non è un gioco fatto per chi vuole vincere per gloria personale o chi è sempre determinante nella conduzione di una sessione di gioco.

Il fattore causa/effetto è molto forte e di conseguenza noi potremmo trovarci a dover scontare degli imprevisti causati dallo scontro tra altri due giocatori.

La vera chicca, comunque sia, è l’espansione delle carte bonus già presente nell’edizione italiana e che ci consente di avere un gioco già pronto ed aggiornato con il suo primo acquisto.

Fublet: un successo al PLAY di Modena 2018

Adulti e bambini innamorati di Fublet

Fublet, Fublet, Fublet, quanto ci piaci caro Fublet!

Sì, perché la creatura di Paolo Bianchi e Bruno Carfì targata Anonima Editori ha riscosso un enorme successo al PLAY di Modena.

Ma partiamo dall’inizio.

La giornata inizia con Alessandro, Damla, Filippo, Luigi, Paolo e Bruno che sono già a Modena da giovedì.

Ci siamo sentiti telefonicamente e li raggiungo in auto da Milano, nonostante le tangenziali milanesi non siano il prototipo di “viabilità modello” alle otto del mattino.

Metà mattinata arrivo allo stand e si inizia a dare una mano a Paolo e Bruno nell’allestimento dei tavoli da gioco e Filippo nell’allestimento della postazione di ProgettoFM.

Alessandro, Damla e Luigi saranno impegnati al PLAY Trade, insieme ad altri autori, editori e commercianti del settore, per buona parte della giornata.

Inizialmente pensavamo che quattro tavoli fossero troppi, dato che non volevamo creare un effetto di “vuoto” con un solo tavolo occupato su quattro disponibili.

Poi, ecco che arriva il primo curioso. Un espositore.

Paolo inizia a dimostrare il gioco, spiega meccaniche, l’espositore sembra abbastanza preso.

Parliamoci chiaro, presentando un gioco ad una fiera di soli giochi da tavolo, il rischio di trovare persone del settore molto critiche e che si annoino facilmente è molto alto!

Comunque, la dimostrazione va bene, l’espositore ringrazia calorosamente Bruno e Paolo e se ne va dopo quasi un oretta di gioco.

Fublet testato dal pubblico

Arrivano le 14:00, finalmente si apre al pubblico!

Bastano una manciata di minuti e già i primi due visitatori sono incuriositi dal gioco.

Vogliono provarlo.

Paolo gli mette a disposizione un tavolo ed inizia ad arbitrare la dimostrazione.

Dopo poco, ecco che arrivano due bambini, affascinati da questo gioco sul calcio.

Secondo tavolo occupato, con Bruno intento a spiegare ed arbitrare la partita.

I bambini prendono il gioco con curiosità, mentre l’autore spiega loro dinamiche e regole di gioco.

Dopo un paio di turni incerti per capire come girano le dinamiche del gioco, i bambini iniziano a giocare con gusto.

Finita la partita, chiedono alla mamma di acquistarne una copia. E non saranno gli unici.

Man mano che il tempo passa, sempre più persone si fermano a guardare le partite gestite da Paolo e Bruno, mentre io e Filippo continuiamo a promuovere il gioco e il ProgettoFM.

Si chiacchiera, qualcuno si iscrive al ProgettoFM, qualcun’altro attende qualche minuto prima di provare Fublet.

Alla fine, fortunatamente, i tavoli sono sempre pieni.

Il Feedback

Giocando a Fublet si capisce che è un gioco facile da imparare e mai scontato.

Sì, perché nonostante il gioco si strutturi in sole cinque fasi per giocatore, le variabili di sviluppo

In serata, infatti, lo abbiamo provato anche io e Luigi e, nonostante io sia un tipo di giocatore abbastanza negato alle troppe regole ed un neofita dei giochi da tavolo, l’ho trovato abbastanza fluido ed intuitivo.

Stessa cosa confermata da vari giocatori adulti e, soprattutto, dai bambini.

Sì, perché vedere bambini tra i dieci e quattordici anni appassionarsi così tanto ad un gioco strategico è un qualcosa di stupefacente.

Complimenti quindi ai ragazzi di Fublet, sperando che questo sia solo un piccolo passo verso una scalata di successo.

Ah, quasi dimenticavo, non perdetevi il lancio di Fublet anche su Kickstarter.

Lancio che avrà luogo a breve, molto breve.

 

1347 De Nigrae Pestis Ludum – Il Gioco di Feudalesimo e Libertà

Chiunque frequenti qualsiasi social italiano è ormai consapevole dell’esistenza di una community nota col nome di Feudalesimo e Libertà (FeL), sapendo anche bene di cosa si tratta; ha ormai conquistato una fetta delle nostre vite con meme, concerti, persino con un videogioco che purtroppo non ha preso moltissimo piede. Ora però tornano più carichi che mai, per spaziare in un ambiente a noi familiare e tanto amato: i giochi da tavolo. 1347 De Nigrae Pestis Ludum è il nome di questo ambizioso progetto, che in questa giornata ha raggiunto Kickstarter. Purtroppo non sono state fornite grosse informazioni a riguardo, ma basterà seguire la pagina facebook del gruppo per rimanere sintonizzati con l’andazzo.

Quello che si dovrebbe sapere è che si tratta di un gioco gestionale, con un sistema di piazzamento lavoratori; dunque un gioco corposo per molti giocatori e una singola partita riempirà facilmente un’intera serata di gruppo. Si spera che rilasceranno altre informazioni, intanto se vi interessa il progetto e volete partecipare per finanziarlo potete trovarlo su kickstarter. Dopo il primo approccio al mondo ludico col videogioco di FeL forse potrebbe essere difficile riporre fiducia in questo gioco. Eppure chissà, magari Feudalesimo e Libertà ci regalerà di nuovo qualcosa di stupendo. Non sappiamo nemmeno se il tono sarà serio o comico, ma sappiamo già che potrebbe fornire parecchio divertimento.

Harry Potter Miniatures Adventures: Niente più Kickstarter

Il mese scorso era giunta una piacevole notizia alle orecchie di tutti gli appassionati di giochi da tavolo e Harry Potter. La Knight Models ha infatti annunciato all’epoca che avrebbe promosso su kickstarter il progetto di un loro nuovo gioco di miniature, basandosi sulle avventure dell’ormai famoso maghetto. L’hype che ha generato era di nicchia, ma molto presente e forte, e c’è gente che dunque non attendeva altro che partisse il progetto di kickstarter per donare il proprio denaro. Il progetto doveva partire proprio in questi giorni, ma ecco che giunge in realtà una triste notizia che cambia totalmente le aspettative. Non vi sarà più alcun kickstarter, e l’acquisto del gioco sarà fatto su preordine direttamente dal sito.

Questo cosa significa? L’unico modo per poter ottenere questo gioco sarà ordinarlo in prevendita dal sito della Knight Models. Non lo produrranno in serie, né in numero limitato, dunque non sarà vendibile nemmeno fisicamente nei loro store. Finito quel periodo di prevendita, con enorme probabilità, non sarà più possibile ottenere una copia. Come se non bastasse anche il prezzo è considerevole: 80€ solo per il set base. E le espansioni? C’è un pacchetto disponibile a 300€, anche questo solo per il periodo limitato.

Il set base comprende le miniature dei tre protagonisti, quattro mangiamorte e un ragno gigante. Tre mappe a doppia faccia, così come tutte le carte basilari necessarie per il gioco. Tutto il resto, come a esempio i professori di Hogwarts, Hagrid, l’Ordine della Fenice oppure Silente è nell’espansione. Da una parte è normale che un gioco di miniature costi parecchio, questa non è la notizia che più di tutti scandalizza o lascia indignati. Quello che non piace è che con il kickstarter c’era la probabilità di ridurre alcuni costi, e la promessa di un gioco più completo. Metterlo in preordine per solo un mese, dunque a tempo limitato, sembra una mossa che vuole premere molto sugli appassionati e agguantare il portafoglio.

Per chi fosse interessato però, la durata del preordine va dal 14 marzo al 15 aprile. Se dunque volete acquistare questo gioco e le sue espansioni avrete solo quel lasso di tempo per ottenerlo. Molti sono rimasti scontenti del cambio drastico e improvviso dei progetti, e capiscono che così si ritrovano con le spalle al muro. Il gioco quantomeno si preannuncia piacevole, con la modalità campagna in solitaria o cooperativa, così come la schermaglia 1v1.

Death’s Project: un GDR oltre i confini della vita

 

Sarete pronti ad affrontare la morte?

Death’s Project è un gioco di ruolo “pen and paper” nato nel 2016 dalle menti di Claudio Manenti, Christian Monzón e Alessandro Cavalletti: tre giocatori di GDR stanchi della solita esperienza fantasy offerta da D&D.
In cerca di un’ambientazione diversa dal solito, abbiamo deciso di soffermarci su cosa succede dopo la morte. E se qualcuno ti offrisse la possibilità di tornare in vita?
Partecipando al gioco terribile di un essere sovrannaturale avrete infatti questa possibilità!

Tuttavia non sarà  affatto facile: in molti saranno pronti a intralciare il vostro cammino verso la nuova vita, e molte di queste minacce non proverranno dal mondo reale.
Fortunatamente non sarete impreparati, avrete infatti a disposizione un vasto numero di mezzi per aggirare questi ostacoli. Potrete infatti scegliere tra una vasta gamma di poteri con cui personalizzare il vostro personaggio, tra cui non mancherà di certo quello più adatto alla vostra personalità e stile di gioco. Inoltre sfrutterete un’innovativa meccanica di viaggio tra i mondi per unirvi alle anime di alcuni defunti “speciali”, che potrebbero diventare potenti alleati, ma anche temibili nemici!

Fatevi guidare dal vostro master in quest’universo appassionante, in cui reale e non reale si fondono permettendo di creare storie innovative e appassionanti.

Restate sintonizzati per ulteriori informazioni.

Stay Dead

Majesty: For the Realm

Un gioco da tavolo che a vederlo, con tutti i suoi componenti e la sua grafica pittoresca, inganna facendo pensare di essere qualcosa di molto pesante o lungo. Quello che invece si presenta, una volta giocata e superato quel terrore, è un gioco che rientra in maniera perfetta nella tipologia di gioco da tavolo che si apprezza maggiormente. Un gioco quindi molto semplice e anche veloce volendo considerare, che però mantiene una sua aura di strategia ed è accessibile e facile da spiegare a tutti. Per 2-4 giocatori, il gioco dura in media una ventina di minuti, mezz’ora per le prime partite in cui bisogna familiarizzare con le regole.

Gioco

Ogni giocatore possiede d’innanzi a sé un regno composto da vari edifici, ognuno adibito a una tipologia di personaggio e con il suo effetto mostrato sulla carta. Al centro del tavolo un mazzo centrale di carte personaggio, dove sei vengono rivelate e messe in ordine lineare a disposizione di tutti. Il giocatore di turno quindi può scegliere di reclutare un personaggio e inserirlo nel suo regno. Per farlo, avrà a disposizione sei pedine, e andando in ordine lineare la prima carta è gratuita, mentre le altre avranno un costo crescente di uno, dovendo lasciare il meeple sulla carta saltata. Una volta ottenuto un personaggio, esso va inserito nel luogo a lui adibito (esempio il mulino per il mugnaio), attivando subito quindi l’effetto scritto sulla carta luogo.

Il gioco dura un totale di dodici turni. Durante il gioco le pedine non si rigenerano, ma quando si acquista una carta personaggio che ha la pedina di un altro giocatore la si ottiene. Alla fine di tutto si fa il calcolo dei punteggi classico come di consueto. Oltre ai punti ottenuti nel corso del gioco tramite l’attivazione delle carte luogo, si ottiene punti per aver il maggior numero di carte in ogni luogo. Bisogna quindi non solo far punti nel corso della partita cercando di attivare effetti potenti, ma anche riempire il villaggio in modo da superare l’avversario e ottenere i punti del luogo. Un altro modo di ottenere punti, seppur minuscolo, è quando si ottengono più di sei pedine, in quel caso l’eccesso si scarta e si ottiene 1 punto per ognuno.

Conclusione

Come detto nella prefazione appare come un gioco pesante e corposo, ma non lo è. Se quindi vi capita di vedere questo gioco ed essere indecisi se provarlo perché vi sembra qualcosa di complesso, vi garantisco che non lo è. Come si può dedurre dalle regole, tutto ciò che bisogna fare è soltanto prendere una carta personaggio, inserirlo nel proprio regno e prendere i punti che si ottengono da tale azione. Il fatto che bisogna fare una sola azione lo rende dannatamente semplice, lasciando l’elemento strategico nella scelta di quale personaggio ottenere per il proprio regno. Veloce, divertente, capace di dare un senso di soddisfazione anche nella sconfitta, in quanto ogni cosa che fai attiva un effetto e genera punti. Difficilmente dunque si vedrà qualcuno giocare a Majesty, perdere, e lamentarsi che non è riuscito a far nulla. Un gioco consigliato enormemente.

Hellboy – Gioco da Tavolo!

Per gli amanti di Hellboy, presto potremo vedere un gioco da tavolo ispirato alla mitica serie di fumetti. A occuparsi di questa trasposizione in gioco da tavolo sarà la collaborazione tra Mantic Games e Dark Horse Comics, che nel mese di aprile faranno partire un kickstarter dedicato al progetto. Cosa dobbiamo aspettarci dunque? Stando alle parole dei vari membri coinvolti nel progetto si tratterà di un gioco cooperativo che cercherà di rievocare l’atmosfera cupo e gotico del fumetto, permettendo agli appassionati della serie di rivivere certe avventure nei panni dei loro personaggi preferiti.

Il gioco viene descritto come “un’esperienza cooperativa nel quale i giocatori devono affrontare alcuni dei nemici più celebri del fumetto. Fino a quattro persone potranno controllare i membri iconici della BRPD come Hellboy, Abe Sapien e Roger, esplorando località gotiche e scoprendo antichi manufatti. Il gioco mira a catturare il look e la sensazione del mondo del celebre fumetto di Mike Mignola”. Ci si aspetta quindi qualcosa di molto fedele in cui la Mantic Games metterà molto impegno, e non sarà il solito gioco creato giusto per cavalcare l’onda della popolarità per sfornare soldi facili.

 

“Hellboy ha un grande cast di personaggi, diverse località e mostri leggendari dalle pagine del folklore e della mitologia. I fumetti offrono fondamenta fantastiche sul quale costruire un gioco da tavolo cooperativo molto dinamico, divertente e immersivo che permetterà ai giocatori di provare l’esperienza di alcuni momenti favoriti della serie” sono le parole di Ronnie Renton, il CEO della Mantic, nell’annunciare il gioco al pubblico.

“Dark Horse è eccitata di lavorare con la Mantic Games su un gioco da tavolo di Hellboy. Mantic non è soltanto un leader nella categoria di giochi con miniature, ma hanno anche una comprensione approfondita su Hellboy e la BPRD e come incorporare le loro storie in un gioco. Siamo confidenti che possono offrire un gioco da tavolo che sia amanti di Hellboy che di giochi di miniatura possono apprezzare” sono invece le parole di Nick McWhorter, responsabile della Dark Horse.

Le premesse per un bel gioco sembrano esserci, così come l’ottima intesa e collaborazione tra Mantic Games e Dark Horse. Riassumendo: un gioco da tavolo cooperativo di miniature che mira a rievocare l’ambientazione e le avventure del fumetto e rivivere alcune avventure. Attendiamo dunque aprile per vedere l’inizio del kickstarter e vedere se riusciranno a raccogliere la cifra necessaria per dare il via allo sviluppo del progetto!

Organ Attack!

Parliamo di un gioco che non ha ricevuto una localizzazione italiana, ma che ha fatto comunque il suo discreto successo con kickstarter. Organ Attack è un gioco da tavolo a tema medico, basato sui fumetti di The Akward Yeti, disponibile solo tramite acquisto online in inglese. Perché ve ne sto dunque parlando se non disponibile in Italia e italiano? Quando un gioco è molto bello e divertente è giusto parlarne, perché gli appassionati comunque non temono di comprare giochi anche in lingua straniera a loro sconosciuti. Organ Attack ha molte carte che vanno lette, ma una volta tradotte anche con l’aiuto di google e imparate, si è apposto per il resto della vita.

Gioco

Ogni giocatore ha a disposizione un set di organi che gli appartengono, tratti dalle strisce fumettistiche di The Akward Yeti. Lo scopo del gioco è uccidere gli altri giocatori eliminando i loro organi, provando a rimanere in vita il più a lungo possibile. Ogni giocatore avrà in mano cinque carte, e il mazzo sarà composto da tre tipologie di carte: afflizione, wild e azione. Le afflizioni sono le varie malattie che possono attaccare gli organi in maniera mirata, eliminandola quando raggiunge quota due, oppure se la carta afflizione dice espressamente di rimuoverla. Le carte wild sono come le afflizioni, ma sono malattie che possono essere giocate su tutti gli organi in maniera generica.

Le carte azione, come in ogni gioco di carte, applicano un effetto scritto sulla carta quando giocate. Ogni turno si può giocare una sola carta, pescandone uno a fine turno. Alcune carte sono istantanee, avendo il simbolo di una fiammella, indicando che possono essere giocati in qualsiasi momento come carte extra, anche nel turno degli altri. C’è anche l’azione di poter scartare due carte per pescarne altrettante nuove, in quanto può capitare che si abbia in mano afflizioni che attaccano i propri organi.

Parere

Un gioco da tavolo il cui approccio però è come un party game. Si può giocare con una certa serietà, ma alla fine trasmette molto l’atmosfera da gioco che fai con leggerezza, giusto per divertirti e ridere con gli altri quando ti attaccano. E alla fine è molto banale: giochi una carta, peschi una carta, le istantanee puoi usarle anche nel turno degli altri e devi rimuovere gli organi altrui. Un gioco che si spiega in pochissimo tempo, e che diverte sempre nella sua semplicità. Riguardo alla lingua inglese può essere un mezzo problema quando si parla di carte azione, però le afflizioni per fortuna sono comprensibili e hanno simboli a indicare l’organo che attaccano.

Il gioco si presenta poi con meraviglia. La scatola è a forma di libro medico ben curato e divertente, giusto per rimanere a tema. E per chi segue e conosce The Akward Yeti e i suoi personaggi questo gioco ha un valore aggiunto, avendo la comicità delle strisce incorporata. Moltissime carte sono geniali nella loro idea, come il raffreddore che non può essere scartato ma solo passato ad altri giocatori, oppure il trapianto che ti permette di rubare un organo altrui. Un gioco semplice, tranquillo ma molto divertente e coinvolgente, consigliatissimo. E seguite anche i fumetti di The Akward Yeti se conoscete l’inglese, che lui è davvero molto bravo!

Rush & Bash

Delle volte è molto raro trovare giochi che possano soddisfare in egual misura grandi e piccini. Alcuni titoli sono un pelo più strategici e i bambini potrebbero perdersi, mentre altri troppo fanciulleschi e immaturi per qualcuno di più grande. Rush & Bash riesce a combinare le due cose assieme, offrendo un titolo davvero molto valido e divertente. Non è un capolavoro, non ha questa grande mole dietro di sé, ma fa quello per cui è stato concepito. Un gioco deve infatti divertire, piacere, far passare una piacevole giornata in compagnia di famiglia e amici. E cosa c’è di meglio di un gioco di corse folli dove bisogna vincere una gara lanciando missili e bombe?

Gioco

Ogni giocatore interpreta un corridore con la sua macchina. I vari personaggi sono tutti differenti in quanto hanno caratteristiche e abilità peculiari che permette anche una variabilità e diversificazione del gioco. Com’è facile intendere, lo scopo del gioco è arrivare per primo al traguardo, e lo si fa mettendo i bastoni tra le ruote degli altri concorrenti. Il gioco è molto facile: consiste nel giocare una singola carta che raffigura un’azione e un movimento. L’azione indica ciò che puoi fare, se lo desideri, attivando l’effetto come cambiare corsia, lanciare un missile o piazzare una bomba. Il numero invece indica di quanto ti muovi in linea retta, avanzando sul percorso.

Ogni corridore ha tre punti vita, e quando le ha perse tutte dovrà riprendere la corsa dall’ultimo checkpoint. La turnazione si svolge in ordine di posizione sul tracciato, venendo bilanciato col fatto che chi è davanti pesca carte più “deboli” mentre chi è indietro potrà ottenerne di più forti. I mazzi di carte infatti sono due: verdi e rossi, e vengono distribuiti in base alla posizione a fine turno sul tracciato. La pista presenta tanti ostacoli come massi che occupano il terreno, sabbie mobili che bloccano l’avanzare del giocatore, e tante altre cose. Gli ostacoli sono determinati dal tipo di tracciato che si aggiunge al gioco, potendo trovare il loro funzionamento nel regolamento del gioco.

L’altra cosa che si può fare, nel proprio turno e in aggiunta alla carta, è attivare l’abilità. Ogni volta che si muore, oppure si utilizza una stella si guadagna punti adrenalina. Questa barra indica poi quale abilità puoi attivare, arrivando a un massimo di tre. Partono da abilità leggere come “gioca due carte” oppure “lancia un missile aggiuntivo”, ad arrivare a cose tipo “Avanza di 10 caselle, investendo tutti sul tuo cammino e ignorando ostacoli”. Sappiate che si può tamponare la gente e spingere le loro macchine contro ostacoli o altri giocatori, e fare delle combo sono divertenti.

Analisi

Il gioco è banale e facile, ma divertente. Ogni turno giochi una carta e svolgi quell’azione, nulla più nulla meno. Sembra una cosa banale, e lo è, ma è capace di divertirti con il suo tema molto folle e la giusta compagnia. Le risate che si fanno quando si lancia un missile contro qualcuno, oppure quando si accende la competitività tra due contendenti. Un gioco che anche molti bambini possono capire e intuire, divertendosi giocando anche senza una strategia particolare. Per un adulto invece ci può essere comunque della strategia: bisogna giocare bene le proprie carte, conservare magari quelle più succose per la fine, oppure rimanere indietro proprio per pescare quelle più forti.

Quando si pensa al gioco si pensa al divertimento, e Rush & Bash è un gioco. Ci si diverte, giocando seriamente oppure pensando solo a dar fastidio agli altri giocatori. Un gioco dove la vittoria molto spesso passa in ultimo piano, e ci si diverte anche solo vedendo le idiozie che vengono svolte sul campo. Avviso che ogni giocatore può trovare certi ostacoli frustranti, ma il gioco ha la fortuna che la pista si può comporre come più si desidera, quindi se a qualcuno da fastidio un certo elemento basterà non piazzarlo. Io a esempio detesto le sabbie mobili, trovo che non siano per nulla divertenti ma anzi abbastanza frustranti, per cui tendo a toglierli dalle mie partite.

Lorenzo il Magnifico

Un genere di gioco da tavolo che si fa rispettare con fermezza è il piazzamento lavoratori. Sono il simbolo del gioco da tavolo, quello strategico e calcolatore, colmo di pedine e pezzi da utilizzare. E in questi tempi c’è stato un titolo che si è fatto strada in mezzo a questi colossi del gioco, riuscendo a far risuonare il proprio nome. Parliamo di Lorenzo il Magnifico, gioco edito dalla Cranio Creations, che ricalca in maniera piacevole il rinascimento italiano. Un gioco che, come dicevo, nell’ultimo periodo si sente parlare parecchio ed è diventato un titolo che è piaciuto parecchio, ma sarà davvero degno di tale onorificenza?

Regole

Ogni giocatore è il capo di una famiglia nobile dell’epoca, e il suo compito è sfruttare al meglio i propri famigliari per ottenere ricchezza e fama. Lo scopo del gioco è ottenere punti vittoria tramite prestigio e successo, acquistando terreni, investendo nel militare, oppure concordandosi col papato. A ogni giocatore viene dunque dato una famiglia composta da quattro elementi: tre di valore variabile, il quarto zero. Sulla plancia di gioco è possibile vedere diverse aree in cui si possono piazzare i propri servitori per compiere azioni.

Le torri offrono la possibilità di comprare nuovi terreni e proprietà, così come stringere alleanze con personaggi noti e di rilievo, dando così un guadagno. Una zona di lavoro, dove sarà possibile attivare gli effetti di alcuni degli edifici acquistati. Un mercato, dove saranno messi a disposizione beni subito acquistabili e utilizzabili. La piazza centrale, che offre dei beni così come aiuta a decidere la turnazione del turno seguente. Ognuna di queste aree ha raffigurato in maniera molto chiara e concisa un numero di dado, che indica il valore minimo necessario che deve possedere un servitore.

All’inizio di ogni turno infatti vengono tirati tre dadi, del colore associato alle tre pedine famigliari. Il risultato che esce su ogni dado rappresenta quindi il loro valore, e di conseguenza dove e come possono essere impiegati. Il gioco si suddivide in tre ere, ognuna suddivisa in due turni, dove bisognerà quindi costruire il proprio impero per guadagnare prestigio. Bisognerà però tenere d’occhio il papa: se non si hanno favori religiosi alla fine del turno è possibile incappare in penitenze e punizioni, che permangono poi fino alla fine della partita.

Le risorse disponibili sono quattro: monete, pietra, legname e servitori minori. Le prime tre sono necessarie per la fase di acquisto, in quanto molte carte le richiedono. Il servitore minore invece può essere utilizzato come accompagnatore di un famigliare, aumentando di uno il suo valore per ogni pedina usata. Ed ecco come può essere utilizzato la pedina di valore zero, che avrà dunque sempre bisogno di un accompagnatore. Inutile dire che ogni area ha spazi limitati, dunque se un giocatore ha già piazzato la sua pedina lì non sarà possibile aggregarsi.

Questo è soltanto un veloce e rapido sommario delle regole, che sono molto più profonde ed espanse.

Analisi

Il gioco si presenta davvero molto bene. Un regolamento molto corposo come ogni piazzamento lavoratori che si rispetta, ma in confronto a molti altri si spiega piuttosto bene. A dare man forte alla spiegazione c’è il tabellone di gioco, che oltre a essere raffigurato piuttosto bene ha varie icone a simboleggiare il regolamento. Ogni area ha infatti il simbolo del dado per ricordare quale valore è necessario, e simboli che invece hanno un significato riguardo a ciò che offrono e danno.

La strategia rimane poi molto fresca grazie alla variazione delle partite. Ogni partita infatti ha delle costruzioni differenti in partenza acquistabili, così come le punizioni del papato sono variabili. Questo significa il poter fare diverse partite senza vederlo ripetuto, oppure evitare che qualcuno memorizzi una strategia di base eccellente. Uno potrebbe dunque mirare a ignorare il papa e puntare molto sugli edifici verdi, ma una partita può avere malus che influiscono proprio su quelle carte.

L’altra variabile, che spinge a ragionare molto e gli da un tocco particolare, è la variabilità del valore delle pedine tramite i dadi. Ogni turno tu non sai quale valore possono avere le tue pedine, per cui ti soffermi a ragionare e pensare, cercando di decidere dove piazzarli. L’unico malus è proprio su questo aspetto, che per quanto bello, è demoralizzante per tutto il tavolo quando escono soltanto esiti bassi e davvero ridicoli, cose che nessuno al tavolo si diverte in quanto si passa un turno a fare poco o nulla, senza soddisfazioni.