I 10 migliori giochi del decennio per Denny

Durante la quarantena è doveroso ragionare a mente fredda, trovare il modo di svagarsi ed occupare il proprio tempo nel miglior modo possibile. Nonostante la c’è chi si lascia trasportare dalla lettura o da altre passioni, e questo è un ottimo periodo per recuperare titoli che abbiamo lasciato nel dimenticatoio, anche se solo di una generazione.

Il 2019 è ormai terminato da qualche mese. In questo decennio interminabile si sono susseguiti moltissimi alti ed altrettanti bassi, e noi di Progetto Gaming, nonostante il trend sia passato da molto, abbiamo voluto stilare la lista dei 10 migliori giochi che hanno caratterizzato questo decennio secondo il mio gusto personale. Scegliere proprio questi, per me, non è stato affatto semplice, ma questa selezione è sì personale, ma anche significativa dei dieci anni appena trascorsi. Ci saranno assenze importanti e ne sono consapevole, e il sol pensarci mi rende abbastanza triste. Specifichiamo il fatto che questa selezione non segue criteri netti e precisi, ergo non sarà (per esempio) una lista dei giochi più importanti ed influenti. Oltretutto non è una selezione ordinata: questa che state per leggere non sarà una classifica ma bensì un elenco non ordinato scelto dal sottoscritto.

Undertale

Il titolo in questione ha visto la luce grazie agli sforzi di un singolo sviluppatore. L’eccentrico Toby Fox ha sfornato un atipico rpg con visuale dall’alto, che ha saputo sorprendere i suoi giocatori con trovate ambiziose di gameplay e con una trama che è ben più profonda di quanto sia inizialmente.

Con un’avventura che inserisce vari temi maturi, personaggi carismatici ed indimenticabili ed una colonna sonora incalzante, Undertale entra di diritto in questa lista e, forse, in quella dei giochi senza tempo. Solo applausi per una persona che ha creato un vero e proprio One Man Show.

DOOM

Come un fulmine a ciel sereno, DOOM torna dopo 23 anni dalla sua nascita. Un ritorno in grande stile di uno sparatutto vecchia scuola che è stato lasciato a dimenticare per fin troppo tempo, grazie ad una idSoftware che ha voluto scommettere su questo brand storico dopo una lunga assenza.

In questo remake, il Doom Guy (ribattezzato Doom Slayer) torna all’inferno con un comparto tecnico di tutto rispetto, un gameplay frenetico, musica metal incessante, orde continue di demoni e tanta, troppa violenza. Il tutto senza un minimo calo di frame rate anche su console. Proprio qualche giorno fa è uscito il secondo capitolo, e l’opinione comune dice che presenta notevoli miglioramenti rispetto al predecessore. Che dire di più? Bentornato tra noi, DOOM!

Persona 5

Secondo critica e pubblico, Persona 5 è il punto più alto raggiunto dalla casa sviluppatrice Atlus ed uno dei jrpg più completi dell’attuale e passata generazione. Quest’avventura colossale narra le vicende di normali studenti che, di notte, diventano i Phantom Thieves, ladri mascherati che rubano i cuori più perversi dei loro bersagli per redimerli.

Con un comparto artistico superbo, un gameplay solido e molti riferimenti artistici e culturali, si compone il dipinto di uno dei giochi di ruolo più completi e complessi di sempre.

Amnesia: The Dark Descent

Se molti classici dell’horror hanno dato il loro contributo al genere, Amnesia detta la sua consacrazione. Sviluppato da Frictional Games, una “casa sviluppatrice” formata da cinque persone, il gioco offre un’esperienza immersiva non indifferente per via dell’assenza di armi o scappatoie dai pericoli. È consigliato giocarlo a luce spenta, cuffie in testa e bassa luminosità per un’immersione totale.

La ricetta perfetta per l’horror moderno è dettata da un’atmosfera cupa e misteriosa e, soprattutto, da un gameplay più elementare possibile: mouse e tastiera per muoversi, mirino intelligente e tasto sinistro del mouse per interagire col territorio circostante. Con questo piccolo gioiello, la paura si affronta a viso aperto.

Dark Souls

Il primo capitolo della trilogia di From Software è quello che ha contribuito all’ascesa di un nuova tipologia di action rpg, quella dei “soulslike”. Così come successe al già citato Doom molti anni fa (quando gli sparatutto in prima persona ero chiamati “doomlike”), Dark Souls ha reinventato un genere e l’ha perfezionato.

All’interno di un mondo tanto affascinante quanto complesso, zeppo di sottotrame e storie nascoste, Miyazaki ed il suo team ci servono un combat system del tutto nuovo che, ad oggi, ha fatto da precursore per molti altri titoli. Oltretutto, ci offre un gameplay ostico ed appagante ed uno stile artistico mozzafiato che fanno da rampa di lancio ad una saga che è ormai divenuta un must have.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Ormai è un parere unanime, se non un dato di fatto: Breath of the Wild rappresenta uno dei migliori contributi all’evoluzione dell’open world, tutto grazie al perfetto mix tra ampiezza e densità della mappa. Nonostante il gioco voglia abbandonarci in completo silenzio e solitudine in un paesaggio apparentemente vuoto, quest’ultimo dimostra una completezza impareggiabile.

Breath of the Wild, con una direzione artistica eccellente, un utilizzo ben riuscito del motore fisico ed un’immensa vastità di approcci al gameplay, si mostra al mondo come un gioco molto più rivoluzionario di quanto sembri, e di sicuro rientra nella lista dei giochi più belli di sempre. In una parola: commovente.


Red Dead Redemption 2

Nonostante il primo capitolo sia ricordato con grande affetto e nostalgia, Red Dead Redemption 2 migliora in modo esponenziale le sue caratteristiche ed i suoi pregi più noti. Completamente opposto alle avventure adrenaliniche di GTA, il titolo dona totale libertà al giocatore di godere i paesaggi tipici del vecchio West e una trama lunghissima e piena di colpi di scena.


La profonda caratterizzazione dei personaggi e la capacità di descrivere nel dettaglio un’epoca ormai morente, la sceneggiatura di pregevole fattura e una forza recitativa eccelsa sono le grandi qualità di un gioco malinconico e meraviglioso, proprio come suoi i tramonti.

Shovel Knight

La pixel art è quasi divenuta prassi nel mercato dell’indie, ed alcuni pensano che rifugiarsi agli 8 bit sia una facile via verso il successo. Yacht Club Games ha smentito tutti con lo stile accattivante del suo Shovel Knight, prendendo varie meccaniche da classici d’altri tempi (i vari Castlevania, Megaman e Duck Tales), mescolandoli e rendendoli perfetti per un gioco adeguato al nostro periodo storico.

Partito con una seguitissima campagna Kickstarter, Shovel Knight è un inno d’amore ai grandi classici NES e la prova lampante che i progetti partiti in quel modo possono effettivamente essere dei sogni che divengono realtà. Semplicemente un vero e proprio miracolo.

Super Mario Galaxy 2

Nonostante abbia voluto tanto inserire Odyssey in questa lista, mi sono dovuto arrendere a Super Mario Galaxy 2. Questo titolo non solo corregge e perfeziona gli errori del precedente capitolo, ma prende le regole 3D e le stravolge a suo piacimento con trovate di game design vari, geniali e vivaci. Chiara dimostrazione di come la saga dell’idraulico faccia passi da gigante e sappia evolversi continuamente.

Super Mario Galaxy 2 è un prodotto di qualità eccelsa ed un’ode al divertimento puro: estremamente longevo, con un gameplay semplicemente perfetto ed un level design inarrivabile. E tutto funziona armoniosamente. Senza ombra di dubbio è il miglior platform mai creato da Nintendo, e giochi come questo appaiono una volta ogni decade, se si è fortunati.

Minecraft

Non potevo far altro che concludere la lista con il gioco di questo decennio, e non solo. È inutile aggiungere ulteriori descrizioni. Minecraft non è solo un gioco, ma un vero e proprio fenomeno che merita di essere analizzato da cima a fondo. Ad oggi non esiste niente di paragonabile nè sui mercati AAA, né su quello dell’indie.

Dalla giocabilità e varietà praticamente infinita e dal suo comparto estetico e tecnico tanto semplice quanto eccezionale, ha rapito letteralmente tutti, divenendo ad oggi il gioco più venduto di sempre, superando perfino Tetris. Minecraft, così come tutti gli eventi storici che si sono susseguiti, si può amare od odiare, ma non si può ignorare, e questa è una motivazione più che valida per inserirla in questa lista.

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