PS5: la presentazione tecnica di Sony

E così dopo tanto tempo Sony annuncia attraverso una ” live ” di quasi un’ora alcune delle caratteristiche tecniche che vedremo sulla prossima PS5. Una conferenza per nulla orientata al pubblico, molto tecnica, indirizzata più agli sviluppatori che non ad una platea di giocatori. Una mossa che ha suscitato non poche reazione nell’etere, sia per i contenuti che per l’incedere con il quale sono stati mostrati gli stessi. Andiamo però con ordine.

Sono le 17:00 ora italiana quando Sony avvia la propria presentazione attraverso la persona di Mark Cerny, PS5 lead system architect. Una sessione piuttosto formale e a tratti noiosa, ma non tanto per i temi trattati quanto per il modo, estremamente tecnico e minuzioso. Il messaggio è chiaro: Sony non presentava la console ai giocatori, quanto agli addetti ai lavori, a tutta quella schiera di programmatori interessati, in futuro, a lavorare sulla nuova piattaforma. In questo senso ci viene da pensare come, probabilmente, altre saranno le sessioni in cui presentare definitivamente l’hardware completo.

Meno potenza e maggiore efficienza

Come sarà questa PS5? Se dal punto di vista estetico nulla è ancora stato svelato, sappiamo però cosa monterà la sua struttura principale. La CPU di PlayStation 5 è un SoC custom firmato AMD, un processore da 8 core fisici e 16 threads, con una capacità di lavoro variabile fino ad un massimo di 3.5 Ghz. Perché variabile? Secondo quanto dichiarato da Sony, questa ” elasticità “, definita ” boost “, servirà a mantenere costanti le prestazioni dell’unità anche in contesti con forti variazioni di temperatura. La gestione termica è infatti fondamentale per la distribuzione del carico di lavoro di un processore e a volte, anche quando dissipati correttamente, questi possono andare incontro a fenomeni di throttling, ovvero l’abbassamento della tensione in entrata per evitare così di danneggiare il processore.

Nell’intenzione di Sony dunque, la PS5 lavorerà sempre ad una tensione costante, modificando in base alla necessità la frequenza di calcolo. In questo modo, sia che ci si trovi in una stanza molto calda o in una molto fredda, la console dovrebbe sempre comportarsi in maniera uguale, con la stessa resa, senza mai raggiungere il picco massimo di carico, nemmeno con i giochi più impegnativi, permettendo in alcuni momenti di trasferire la potenza non utilizzata dalla CPU alla GPU. Processore grafico che sappiamo avere una potenza complessiva di 10.28 TFLOPs, costituita da 36 Compute Unit di cui però non si conosce il numero di ” stream processor “. Completano il pacchetto i 16GB GDDR6 da 256-bit. Facendo il confronto con la controparte Microsoft, non si può non notare come Sony abbia adottato una filosofia diversa, puntando tutto sulla ricerca di una stabilità costante delle performance e, probabilmente, pensiamo noi, su un prezzo forse più aggressivo. Confermata ovviamente la presenza del supporto hardware al Ray Tracing. Se e quale soluzione sarà la migliore ce lo dirà il tempo, per ora ogni ipotesi può solo rimanere tale.

Velocità: SSD per tempi di caricamento azzerati.

L’elemento sul quale si è più soffermato Mark Cerny è però un altro, ovvero la soluzione adottata sul fronte dello storage: il disco SSD. Una soluzione proprietaria da 825 GB  e 12 canali di interfaccia a 12 canali, in grado, secondo quanto dichiarato, di caricare 2Gb di dati in 0.25 secondi. La velocità dichiarata è di 5.5 GB/s con la possibilità di raggiungere, tramite compressione, 8-9 GB/s.

Parliamo di una velocità altissima, superiore a tante altre soluzioni presenti oggi sul mercato, anche all’interno dei notebook più blasonati. Oltre a questo è stata ovviamente annunciata la possibilità di espandere la memoria attraverso uno slot apposito basato su standard M.2 e PCIex 4.0. Non essendo però ancora presenti sul mercato soluzioni simili, Sony ha annunciato la collaborazione con produttori di terze parti per la creazione di modelli specifici dedicati a PS5. Sarà inoltre possibile collegare HDD esterni tradizionali da dedicare però ai titoli PS4. Confermata dunque la retro compatibilità con i titoli di questa generazione.

Tempest Engine: l’audio completa l’esperienza.

Tra le varie feature che in genere si vanno a considerare in un sistema videoludico, forse l’audio è quella più bistrattata. Mark Cerny ci ha mostrato, anche in questo senso, un’inversione di tendenza. Sony infatti si è molto concentrata nel voler restituire al proprio pubblico una soluzione che potesse completare l’immersione nell’esperienza di gioco. E’ stato dunque annunciato il Tempest Engine, ovvero un “motore” dedicato capace di gestire audio tridimensionale. L’engine risulta essere una sorta di Dolby Atmos, audio posizionale a oggetti, ottimizzato da una curva di risposta, l’HRTF ( Head-related Transfer Function), basata sulla forma della testa.

Per fare ciò è stata dedicata un’intera Compute Unit della GPU a questo scopo. Da notare come il singolo processore audio 3D di PS5 risultati avere la stessa potenza degli 8 core Jaguar dell’attuale PS4. Ma come conoscere il profilo della testa di ogni giocatore? Per poter adottare una configurazione il più possibile efficiente, Sony si è prodigata in numerosi test attraverso il machine learning, arrivando a sviluppare cinque profili. Sarà dunque possibile, tramite setup, decidere il profilo a noi più congeniale. Sony non esclude comunque, la possibilità di generare, in futuro, la propria curva di risposta personalizzata, magari attraverso un sistema di scansione digitale attuato attraverso uno smartphone. Attenzione: il sistema qui descritto non avrà necessità di un hardware dedicato; sarà la console a lavorare, noi dovremmo solo metterci le orecchie e magari, una discreta cuffia.

In Conlusione

Null’altro è stato svelato e a conti fatti, molte sono le cose che dovranno ancora essere svelate, così come rivelato da Digital Foundry, portale che da sempre si occupa di analisi delle tecnologie legate al gaming. Quale sarà il design definitivo? E aldilà degli accenni come sarà il sistema di controllo, quale sarà il prezzo, le soluzioni adottate terranno fede alle intenzioni dichiarate? Rimaniamo dunque in attesa di ulteriori novità, che siamo sicuri riceveremo nei prossimi mesi. In conclusione è arrivata la conferma che non ci saranno ritardi legati all’attuale situazione del COVID-19, con la finestra di mercato presumibilmente fissata al periodo natalizio. 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento