Progetto FM – E’ uno sporco lavoro

Buongiorno cari lettori continuiamo con la nostra rubrica e continuare ad intervistare i portieri più attivi e a questa lista non poteva di certo mancare Pier Gaetano Fulco.

Ciao Pier cosa ti ha spinto a entrare nel Progetto? Cos’è per te Progetto Gaiming?

Sono entrato nel Progetto Gaming su suggerimento di un amico, Antonio Vitolo, ex allenatore del Napoli e Presidente della Casertana. Parlò di questo gioco a me e mio fratello, e ci iscrivemmo. Dopo un po’ di attesa fummo inserti nell’Entella, e da li è cominciato tutto. Progetto Gaming per me è una famiglia, alla quale dedico impegno e premure volentieri, oltre che un progetto stimolante che a lungo termine può dare grosse soddisfazioni sul piano umano innanzitutto.

Come mai la scelta di fare proprio il portiere? Casuale o vuoi seguire le orme di qualche tuo beniamino?

Il mio idolo, come portiere, è sempre stato Gianluca Pagliuca. Io in ogni partitella, un po’ perché ero tecnicamente scarso, un po’ per il fisico non proprio leggerino, ho sempre giocato in porta. Col tempo mi sono anche divertito nel ruolo, pur essendo ben meno che mediocre. Era una scelta diciamo naturale.

Come rispondi a quelle persone che reputano il portiere il ruolo più noioso o comunque quello che da meno gioie?

Che avrebbero potuto scegliere un altro ruolo. Sarcasmo a parte, è vero che FM, soprattutto viaggiando sulle azioni salienti, non fa vedere chissà quali azioni del portiere. Ma ho letto una frase trovata in giro, autore anonimo: “Un eroe non ha bisogno di un mantello. Ha bisogno solo di un paio di guanti.” Io più che un eroe sono un guaio, ma è una questione marginale.

Come ti sentiresti se grazie ai tuoi guantoni la tua squadra vincesse una partita importante o addirittura una coppa?

A fine carriera probabilmente, avendo in game 30 anni, rischio di vedere una cosa del genere fra otto stagioni.

Non credi di dedicare troppo poco tempo per il tuo giocatore e per la tua squadra il Frosinone focalizzandoti troppo sul ruolo da admin? Dimenticando di conseguenza la cosa più importante del gioco: il divertimento.

Il problema è che se mi dedico troppo poco ai compiti di admin potrei compromettere innanzitutto il lavoro degli altri admin, che si troverebbero molto più lavoro da gestire e già ne hanno tanto. La cosa poi si rifletterebbe sul divertimento di 1700 utenti giocanti. Verso i quali, anche se il mio non è un lavoro, ho qualche responsabilità. Il Frosinone ha un buon portiere di sicuri 300k di bonus, che si potenzia molto e che cazzeggia in chat whatsapp con loro.

Cosa ti ha spinto a lasciare la Liguria? Divergenze con la dirigenza del Entella o solo mancanza di stimoli e voglia di vedere nuove realtà?

Su questo argomento, per rispetto nei riguardi dell’Entella, che rimarrà sempre la mia prima squadra, preferisco non rilasciare dichiarazioni. Succede che le strade si separino ed è meglio non parlarne più.

Cosa ti ha spinto ad aderire al progetto ciocario di Cioè? È vero che la compagine laziale è così tanto attivo come sembra al di fuori dello spogliatoio?

Sono attivissimi, sono pazzi, molto uniti ed organizzati. E’ attività vera, sono davvero attivi. William Cioè è una delle persone più propositive, amanti del Progetto e scanzonate che esistono. Avrà fatto iscrivere decine di giocatori, è stato il primo allenatore della mia Casertana, che ha aiutato a riemprie di ottimi utenti che ancora giocano. E raccoglie poca fama rispetto al suo impegno, devo dire. Poche altre scelte erano migliori di lui, come Presidente, sinceramente.

Sogni di vestire la maglia azzurro in un futuro non troppo lontano? Ne hai già parlato con Alberto di questa possibilità?

Se giocassi in Serie A probabilmente per attività ne farei parte. Non per nulla: la mia scheda l’anno prossimo sarà totalmente diversa a quella di quest’anno, e se avessi scelto una squadra di Serie A avrei avuto credo molte possibilità. Solo che poi il Progetto Messico mi ha stuzzicato sotto il profilo goliardico e quindi ho già scelto di essere il secondo portiere di Frappo.

Si sono divise da poche le strade tra te e tuo fratello Daniele, è una cosa voluta o solo una casualità? Ti dispiace che questa avventura non proseguirà più con lui?

Casualità: non siamo due entità unite, siamo due persone distinte, con caratteri diversi, atteggiamenti diversi e obiettivi diversi, probabilmente è per quello che andiamo d’accordo. Siam capitati nell’Entella insieme perché al tempo c’era una squadra “cantera” nella quale venivano messi i neo iscritti. Non so in futuro, ma non ragioniamo in blocco unico.

Ringrazio Pier Gaetano per il tempo concessomi ed esorto voi cari lettori a scrivere nei commenti chi volete come prossimo protagonista della rubrica.

Scritto da Davyd Andriyesh | Revisionato da Kevin Ricchiuto | Grafiche a cura di Stefano Santoro

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