Non voglio annoiarvi con grandi introduzioni al mondo dell’emulazione su PC, quindi andrò dritto al punto: fra tutti i sistemi disponibili su cui cercare di replicare console portatili o fisse, il PC è sicuramente il nostro miglior alleato e la nostra piattaforma d’elezione. Sia che scegliamo di prendere in considerazione un emulatore “coltellino svizzero” come RetroArch o che preferiamo cercare ogni singolo emulatore per nostro conto (scelta un po’ masochistica ma non priva di meriti), avremo a nostra disposizione una serie pressoché illimitata di opzioni.

Mario nella sua primissima apparizione sugli schermi

La parte più difficile sarà, essenzialmente, lo stabilire cosa vogliamo emulare e cosa siamo disposti ad accettare, in termini di prestazioni, rispetto al sistema che vogliamo emulare. Molti emulatori, infatti, non fuzionano in un modo che potremmo definire… Ottimale. Certo, con un vecchio Celeron 333mhz era più che possibile emulare sistemi come il Super Nintendo, il Sega Megadrive, GameBoy e GameBoy Color ed altre console pre-2000.

Tuttavia, sia dal lato della fedeltà della riproduzione video che da quello della prestazione in gioco era più che possibile trovarsi in un mare di guai una volta resoci conto di non poter superare un determinato livello perchè al momento meno opportuno si verifica un rallentamento o, per contro, un eccesso di cicli della CPU che rendono impossibile utilizzare una leva a tempo.

La nostra domanda rimane, quindi, se scegliere la fedeltà al sistema o le prestazioni. La risposta, plausibilmente, sarà: ‘va bene tutto, purché funzioni ed arrivi al punto‘.

COSA CI SERVE

Le richieste di sistema sono strettamente legate al tipo di giochi che vorremo andare ad emulare. Se per console più antiche basterà recuperare un PC anche anzianotto od addirittura con un’architettura a 32bit (grossomodo pre-2009), per sistemi più stravaganti o moderni (Wii U, Playstation 2/3, Sega Saturn, PS Vita, etc.) servirà una macchina decisamente più performante. Sicuramente la presenza di una scheda grafica dedicata farà la sua parte, ma accontentandoci di prestazioni più modeste, potremo usare anche una eventuale GPU integrata.

L’aspetto che più ci interessa, dovendo andare a scegliere il processore adatto o volendo verificare se la nostra macchina sia quella giusta, è quello delle prestazioni per singolo core del nostro processore: maggiore la frequenza, maggiori le prestazioni nell’ambito dell’emulazione. Per quanto alcuni degli emulatori più recenti possano avvalersi di più core, la norma è quella di considerare in linea di massima il valore singolo.

Per questo, specialmente fino all’avvento delle ultime CPU di AMD basate sull’architettura Zen 2, la serie Ryzen e gli AMD in generale venivano sconsigliati rispetto ai processori Intel di pari fascia o potenza. Ad oggi questo non è assolutamente più vero, ma anche chi possedesse sistemi AMD più anzianotti non è per questo escluso dal circolo dei possibili giocatori: al più, potrebbero riscontrare piccoli rallentamenti o prestazioni leggermente inferiori alle controparti Intel dell’epoca.

Ghouls 'n ghosts

Ghouls ‘n Ghosts, uno dei tanti classici degli anni ’90 per Arcade e Console

Per quanto riguarda l’aspetto della scheda grafica, anche qui una generazione più recente e, quindi, una maggiore potenza di calcolo ci regalerà un’esperienza decisamente più solida e fluida in termini di FPS (Frame per secondo). Chiaramente non servirà una RTX 2080 Ti per poter emulare Super Mario Bros o Sonic, ma per titoli Saturn, Dreamcast, PS2 o Wii tornerà sicuramente utile una scheda di fascia media anche non recente.

Passando al sistema operativo, anche qui non sono presenti linee guida particolarmente restrittive: un Linux potrebbe garantire ottime prestazioni su sistemi più anziani, ponendo decisamente meno carico sulla CPU, mentre Windows potrebbe essere un’ottima scelta per quanto riguarda la maggiore disponibilità di programmi e, talvolta, una maggiore semplicità nella configurazione degli stessi.

Parlando di controlli di gioco, sebbene sia assolutamente possibile nella maggioranza dei casi cavarsela con la sola tastiera od una combinazione di tastiera e mouse, questo è uno dei pochissimi ambiti in cui consiglio l’uso di un gamepad. Le opzioni qui sono davvero tante: si va dai classici pad della X-Box 360 (immediatamente riconosciuti da quasi tutte le versioni più recenti di Windows) alle proposte di Logitech come l’F-310 (cablato) o l’F-710 (wireless) od ancora le miriadi di marche terze che imitano vari stili. Sicuramente meritano una menzione, stante l’argomento, le repliche USB dei controller del Super Nintendo (ad esempio quelle di Buffalo) o del Sega Megadrive: non sono sempre della qualità migliore, ma possono comunque aggiungere un pizzico di magia.

Messi da parte i nostri requisiti principali, andiamo ora a vedere che programmi possiamo utilizzare per ritornare bambini. Qui di seguito ho elencato alcuni dei migliori, e più conosciuti, tra gli emulatori multisistema presenti al momento sulla scena.

Logo Retroarch

RETROARCH

Sito web: https://www.retroarch.com/

Dedicato all’uomo che non deve chiedere mai, si tratta di un emulatore multi-funzionale su cui farsi domande è relativamente inutile. Un’interfaccia grafica studiata a tavolino da un team di torturatori vietnamiti e figli spirituali del Dott. Mengele ci accoglierà a braccia aperte, scatenando in noi flashback dei tempi di Skyrim ed il suo menù completamente alieno rispetto all’uso di tastiera e mouse tipici dei PC. Superata la prima, pessima, impressione ci troveremo tuttavia davanti un buon tuttofare che punta principalmente sulla solidità e la configurabilità per stupirci.

SonicBasato su Libretro, Retroarch propone una serie di “core” o di emulatori che rendono in qualche modo molto modulare e personalizzabile l’esperienza. A questi vanno ad aggiungersi orpelli (shaders, mascherine, etc.) che possono in qualche modo migliorare la resa grafica dei nostri giochi, ad esempio simulando la curvatura dello schermo CRT o le cosiddette “scanlines” (delle linee orizzontali date dal tempo di risposta dei monitor) che potremo configurare di volta in volta a seconda dei nostri gusti e necessità.

La quantità di sistemi emulabili su RetroArch è imbarazzante, e comprende più o meno tutto ciò che è uscito dalla prima metà degli anni ’80 fino ad oggi: si passa dai cabinati ai Game&Watch, dal Sega Master System alla Dreamcast, dal NES al 3DS od anche alle console di casa Sony portatili o meno. Ci sono anche il Vectrex, l’Atari ST, il Commodore 64 e gli Amiga, DOSBox, SCUMMVM… Insomma, una suite veramente completa e talmente ampia da poter sicuramente proporre qualcosa per tutti.

Una volta installato il nostro programma, dovremo andare a specificare le varie cartelle dove andare a recuperare i file ROM dei nostri giochi (per i sistemi meno recenti) o quelli ISO (per i sistemi a disco, come la PSX) od ancora i nostri supporti fisici compatibili (generalmente CD o DVD), ma potremo anche utilizzare le librerie interne per recuperare informazioni ed immagini dei giochi direttamente dagli archivi in rete (logicamente questo richiederà che la macchina sia connessa ad Internet).

L'interfaccia di RetroArch

La meravigliosa interfaccia di RetroArch, in pieno stile PlayStation 3. Su PC.

Particolarmente interessante è l’idea di poter anche giocare via Internet con altri appassionati, posto che il sistema che vogliamo emulare possa gestire la connessione con altri dispositivi, ad esempio nel caso della serie GameBoy. Non ho avuto modo di verificare se, per contro, sia possibile giocare allo stesso gioco come se il nostro compare fosse fisicamente presente. Si tratterebbe certamente di una capacità molto interessante, ma il bello dell’emulazione non è anche quello di poter tornare ad avere un contatto fisico coi nostri amici?

Controller ed impostazioni generali sono estremamente e facilmente configurabili tramite gli appositi menu e, per quanto non sia un fan dell’interfaccia proposta, possono poi essere utilizzati come metodo di navigazione primaria. Questo diventa particolarmente interessante nel caso in cui vogliamo cimentarci con la creazione di controller ad hoc, magari con manopole ad 8 direzioni e pulsanti in stile bar (tutto materiale disponibile regolarmente su Amazon e similari).

Ulteriore elemento d’interesse è la possibilità, da non sottovalutare, di salvare in QUALSIASI MOMENTO il nostro progresso all’interno dei giochi. Anche all’interno di quelli in cui questa possibilità non è contemplata. Non tutti, infatti, abbiamo la possibilità di passare 3-4 ore (o più) su un titolo particolarmente ostico e che magari non contempla il salvataggio. Con questa funzionalità sarà possibile interrompere e riprendere a piacimento le nostre partite anche quando saremo richiamati all’ordine da madri, mogli, figli o quant’altro.

RetroArch è disponibile su quasi tutte le edizioni di Windows (con la notevole eccezione di Windows 3.11), Linux e persino MacOS/OSX. Può essere installato su Android, X-Box, Playstation, iOS e molto altro. Se ci gira DOOM, plausibilmente può far girare anche RetroArch.

Al momento della stesura dell’articolo, circola la voce che l’interfaccia di base del programma possa essere cambiata in un più familiare sistema a gestione tramite mouse, che non impedirebbe comunque un ritorno al menù attuale nel caso di un’installazione a sè stante. Per quanto a quel punto possa essere più sensato optare direttamente per una soluzione più… Drastica.

Logo LakkaLAKKA

Sito web: http://www.lakka.tv/

Per chi non ha necessità di utilizzare il PC per più di una funzione, o volesse rimettere in piedi una vecchia macchina ormai in disuso, Lakka rappresenta una buona ipotesi. Si tratta di un emulatore in tutto e per tutto simile a RetroArch (su cui è basato) esistente sulla struttura di un sistema operativo Linux ridotto all’osso per garantire prestazioni ottimali.

Il numero di sistemi emulabili è ridotto rispetto al progetto madre, ma le funzionalità generali rimangono immutate rispetto all’idea di fondo. Si rivelerà un po’ più ostica la procedura d’inserimento dei giochi, dovendosi richiedere una certa conoscenza dell’ambiente Linux o, perlomeno, l’uso di strumenti esterni per caricare tutto quanto sul disco fisso.

Altrettanto possibile è l’uso di chiavette o, meglio ancora, dischi esterni: le prestazioni potrebbero non essere buone come l’avere i dati su un SSD od anche solo su di un disco interno, ma spesso e volentieri la differenza non sarà così importante (specialmente su titoli più datati). È possibile anche utilizzare la rete locale per recuperare i file da un NAS o similare, o caricare i giochi direttamente dal sistema tramite una breve ricerca.

Una volta caricati i giochi, sarà anche possibile importare delle descrizioni o brevi video di presentazione, recensioni ed altro dei giochi che

Golden Axe

Direttamente dal 1989, Golden Axe

avremo messo nella nostra libreria virtuale (opzione presente sulla maggior parte dei sistemi di emulazione).

Va fatto presente che Lakka non supporta la possibilità di boot duale o multiplo, e sarà bene tenerlo a mente nel caso in cui si volesse usare il PC per più scopi (ad esempio un PC multimediale per il salotto associato ad uno strumento per l’emulazione). A questo proposito è possibile creare una chiavetta su cui far girare il sistema (Lakka) da poter caricare all’avvio al posto del nostro computer, per poi staccarla e ritornare all’uso normale del PC una volta terminato di giocare.

Opzione, questa, un pelo più macchinosa ma sicuramente utile nel caso in cui si disponga, ad esempio, di un solo apparecchio in casa. Per fare ciò, sarà necessario o utilizzare le opzioni d’avvio direttamente all’accensione del PC o smanettare leggermente all’interno del BIOS ed e disattivando il sistema UEFI che, altrimenti, non permetterebbe l’avvio del sistema.

Logo BatoceraBATOCERA LINUX

Sito web: https://batocera.org/

Meno conosciuto rispetto alle controparti Lakka e RetroArch, Batocera Linux è basato su EmulationStation ed è primariamente indirizzato al mondo dei Raspberry e dei mini-PC. Questo non gli ha minimamente impedito, tuttavia, di diventare un giocatore di rilievo anche sul lato più “adulto” della scena dell’emulazione. Non posso dire con assoluta certezza che Batocera emuli più sistemi di ogni alternativa finora affrontata, ma sono abbastanza tranquillo nel dire che emuli più roba di quanto sia saggio giocare in una sola vita.

Ottenuto persino l’endorsement di mia madre, che lo ha definito ‘il coso dove ci sono le stelle che esplodono‘ e di cui ha avuto modo di dire ‘guarda com’è grosso il giochino delle casse‘ (Mario Bros per Game&Watch), presenta un’interfaccia molto semplificata rispetto alla concorrenza, andando dritto al sodo di quello che ci interessa: giocare.

Mario Bros nella loro versione per Game & Watch

Potremo utilizzarlo sia da chiavetta USB (come nel caso di Lakka, stanti anche le stesse raccomandazioni e procedure da seguire), oppure installarlo direttamente sul nostro disco interno. Addirittura è possibile utilizzarlo per creare una piccola stazione multimediale utilizzando KODI, già inserito all’interno del sistema operativo.

La differenza principale rispetto alle controparti, è la minore personalizzabilità del sistema a petto di una maggiore semplicità d’uso ed un’interfaccia decisamente più intuitiva: al collegarsi di un controller, ci verrà chiesto di configurarlo e, da quel momento in avanti, lo utilizzeremo per navigare nel nostro menu. Un po’ come su RetroArch o Lakka, ma con la differenza che il menù è diviso DIRETTAMENTE in sistemi e non richiede l’installazione preventiva di “core”.

La procedura d’inserimento delle ROM ed ISO è simile a quella che abbiamo già visto per Lakka e Retroarch. Per cercare i giochi, inoltre,

Esempio di batocera

Uno scorcio del menu di Batocera Linux/Emulation Station

sarà sufficiente dire al nostro sistema di andarli a recuperare nella posizione da noi indicata dall’interno del menu di opzioni (a cui potremo accedere premendo il tasto SELECT sul nostro controller, e da cui potremo gestire anche molto altro). Avremo modo, dallo stesso menù, d’importare anche schermate ed informazioni sui titoli che avremo inserito dal nostro archivio O importati dalla rete locale. Anche qui, come nel caso di RetroArch e Lakka, potremo infatti collegarci ad un NAS senza dover superare la trafila dell’inserimento manuale.

Sarebbero tutte rose e fiori? No. In particolare per quanto riguarda i BIOS di alcuni emulatori, sarà necessario reperire personalmente il necessario ed aggiungerlo (logicamente) nelle cartelle necessarie all’interno del sistema. Anche qui, come per LAKKA, sarà necessario un sistema Linux (live o installato) ed un minimo di conoscenza su come funzionino permessi e regole di scrittura su di essi.

IN CONCLUSIONE

Non è certamente una lista esaustiva di tutte le possibilità di emulazione presenti sul mercato: come già scritto, ci sono sia emulatori dedicati a piattaforme specifiche (Dolphin, SNES9x) che multipiattaforma (Higan) o persino altri frontend (LaunchBox ad esempio) che possono essere utilizzati in aggiunta o a scapito di quelli qui menzionati. Tuttavia, dovendo fare una scelta, ho preferito andare a proporvi quelli meglio documentati e più utilizzati, in maniera tale da non complicarvi la vita a cercare soluzioni ad uno o più problemi che potrebbero sorgere nelle varie fasi di preparazione, installazione, etc.

Per chi volesse approfondire l’argomento, esistono anche apposite sezioni di Reddit (per chi fosse avezzo all’uso dell’inglese) o gruppi e forum italiani dove chiedere consigli o maggiori informazioni. Vi raccomando di prestare MOLTA attenzione anche all’aspetto legale dell’emulazione: ricordate sempre che dovete possedere macchina e giochi da emulare. Mi permetto anche di ricordarvi che esistono versioni “mini” delle piattaforme: ad esempio NES/SNES Mini, Mini-Megadrive, Mini Commodore 64 (tutti disponibili via Amazon e rivenditori locali) e via discorrendo. Già preinstallati e predisposti ad un’esperienza di gioco ottimale (con tanto di estetica e controller in tutto e per tutto simili agli originali) sono e rimangono una scelta caldamente consigliata.