Progetto FM – Le interviste impossibili – Forst Sudtirol

Un saluto a tutti voi lettori di The World of Football, quest’oggi dopo molto tempo ritorna la rubrica Le interviste impossibili, mio vecchio cavallo di battaglia prima di ideare l’Eco di Frosinone. Ci troviamo nella sede del Sudtirol, in compagnia della dirigenza capitanata dai presidenti Davyd Andryiesh e Edoardo Pessano, seguiti dall’allenatore Stefano Santoro e dal DS Nicolò Gubbioli; veniamo fatti accomodare e, dopo averci offerto un bel boccale di birra, comincia il nostro colloquio.

1) Innanzitutto grazie per la birra, veramente di ottima qualità, vedo che qui ne sgorga a fiumi. Noto una botte speciale con incisa la data del 12 agosto 2019, il giorno in cui il Sudtirol è tornato umano (aveva già avuto la presidenza Mihai Più agli albori del progetto, ndr). Cosa significa per voi quella data, e in generale l’avventura con questa squadra?

Davyd: La Forst Sudtirol/Altoadige per me è una sorta di riscatto dopo la tragica esperienza con l’Udinese; avevo bisogno di una rivalsa e di dire al mondo del PG che non ero solo un dirigente pasticcione, ma una persona che in un ambiente sereno e divertente riesce a trascinare la squadra, coadiuvato in prima battuta da Stefano Santoro e poi da Edoardo Pessano e Nicolò Gubbioli.

Pessano: Buongiorno, per me la data segnante in realtà è il 20 Gennaio, giorno in cui sono entrato in società come DS, per poi fare l’upgrade e diventarne anche presidente quasi un mese dopo, il 19 Febbraio, giorno in cui abbiamo preso il Cagliari da Andrea Conte e Agostino Lupo affiliando le due società! Per me è stato un momento davvero entusiasmante sia a livello personale poichè ho potuto ampliare le conoscenze di altri utenti del progetto, sia perchè ho arricchito la mia esperienza all’interno dello stesso!

Santoro: Quando il presidente Andryiesh mi ha proposto la panchina mi ha sorpreso, sono anni che alleno e che sono appassionato di tattiche ma non avevo mai allenato dei ragazzi veri e mai all’interno del progetto da quando ci sono entrato. Sono partito con grande entusiasmo e sapevo che sarebbe stata dura perché eravamo gli ultimi arrivati ma non ho mai perso le speranze e quando è successo la squadra e la dirigenza mi hanno sempre sostenuto.

Gubbioli: Per me quella data significa molto, pochi giorni dopo sono entrato a far parte del progetto e quindi della Forst ed è incredibile pensare che ora sia anche il DS, di questo devo ringraziare sia i presidenti che il mister.

2) Presidenti, come mai la scelta della squadra è ricaduta proprio sull’Alto Adige? Appassionati della montagna o semplicemente una casualità?

Davyd: La società è stata scelta da Santoro che è un po’ masochista (ride, ndr), erano in lizza altre società del girone B e C dove potevamo fare un campionato più sereno. Il richiamo della Forst è stato troppo forte e credo sia stato fondamentale per la storia della nostra squadra nel progetto, ciò ha spinto la squadra ad essere più attiva.

Pessano: Per quanto riguarda me, come detto, la scelta è stata poi automatica essendo stato prima DS di entrambe le società. Il caso vuole che tutte le società in cui ho un ruolo (da giocatore sono nel Drink Team) sono accumunate dall’alto grado alcolemico!

3) Nel corso di questi 8 mesi la squadra ha preso forma, sotto la guida del buon Stefano Santoro. Mi rivolgo a lei mister, quali sono i giocatori che più l’hanno impressionata tra i suoi ragazzi? C’è qualcuno che si distingue particolarmente per attività dentro e fuori dal campo?

Santoro: Non mi piace fare nomi e dire preferisco questo giocatore a quest’altro, ma se proprio dovessi ti direi Esposito, per la passione che ci mette ad alzare il morale dei compagni dopo le sconfitte, Gubbioli che gli dà man forte e fa anche le grafiche, Altieri che fa le pagelle post partita, il capitano Sarto che ha sempre una parola buona per tutti, Yeep e Nicer che litigano in chat e ci fanno fare tante risate e tutti gli altri. Non fatemene scegliere uno, non riuscirei, ognuno è speciale a modo suo e sono orgoglioso di loro.

4) Essendo comunque una squadra ancora “neonata”, con giocatori appena creati, i risultati non sono molto incoraggianti, essendo voi al 17° posto nella classifica della serie C, girone A. Crede in una rimonta nel girone di ritorno, riuscendo magari ad agganciare un posto per i play-off?

Santoro: Il posto in classifica non mi preoccupa, come detto la squadra è giovane, lottiamo contro squadre che da anni giocano insieme a memoria, ho iniziato il campionato con 15 giocatori e ne ho persi due dopo poche settimane, ho fatto il girone di andata con soltanto 13 giocatori passando ben due turni di coppa Italia serie C e i ragazzi hanno dato tutto. C’è stata una sconfitta per 6-0 dopo la partita di coppa dove i ragazzi sono entrati in campo stremati e sapevo già che non sarebbe andata bene ma loro fino alla fine sono rimasti in campo. È arrivato Gennaio, sono arrivati 4 nuovi giocatori, un paio sono partiti e in due gare abbiamo vinto e pareggiato. Non ci montiamo la testa, i playoff sono un obiettivo per la prossima stagione, quest’anno vogliamo vincere qualche partita disturbando le prime della classe a cui daremo filo da torcere, non pensassero di venire qui a farsi una passeggiata perché venderemo cara la pelle!

5) Mentre la panchina è salda nelle mani di Stefano, il ruolo da DS è stato occupato da più persone in questi mesi: Alessandro Aiello, Ferdinando Grimaudo, per finire con Nicolò Gubbioli coadiuvato da Pessano. Presidente Davyd immagino che, sebbene sia finito il rapporto lavorativo, ci sia sempre stima reciproca tra lei e i suoi ex DS. Ha qualche aneddoto da raccontare su di loro e sulle trattative da loro compiute?

Davyd: L’esperienza alla Forst di Aiello è durata solo qualche giorno per l’entrata in vigore della regola del monoruolo pure in C, quindi ho poco da raccontare. Grimaudo è un nome portato da Santoro, un ottimo direttore che ci ha guidati nel momento più difficile della società, ovvero completare la squadra e non perdere l’entusiasmo dei ragazzi che erano appena entrati nel progetto. Un piccolo consiglio: deve essere meno prudente e buttarsi di più nelle trattative. Buona fortuna, fatti valere alla Juve.

6) Al momento, il mercato del Sudtirol vede la vendita di Luca Zorloni al Livorno, di Andrea Arzà all’Avellino e l’acquisto di Davide Sebastian dal Como e di Matteo Gatto dalla Juve Domo, l’inserimento di Vittorio Espinosa dalla lista svincolati e il prestito dall’Aquila di Simone Gatti. C’è ancora qualcosa che bolle in pentola, per il mercato di riparazione?

Pessano: Abbiamo venduto da poco Aloisi, terzino polivalente, utilizzando poi il bonus Scout per acquisire Romeo Deganello, fotografo nella vita, che sarà una valida alternativa sia sulla fascia che, nel caso, al centro della difesa. Altri eventuali movimenti li pondereremo con assoluta calma e tranquillità essendo riusciti, non con poche difficoltà, ad arrivare ad oggi con 15 attivi su 15, cosa non da poco in una società di C.

Gubbioli: Al momento nulla bolle in pentola ma mai dire mai, fino all’ultimo secondo di mercato non escludo nulla, specie per le improvvise e stravaganti idee di Davyd.

7) Da pochi giorni è ufficiale l’affiliazione tra Cagliari e Sudtirol, due realtà unite dalla birra (Ichnusa da una parte, Forst dall’altra). Cosa cambierà quindi per quanto riguarda le ambizioni societarie? Il Sudtirol diventerà la cantera del Cagliari o cercherà comunque di ritagliarsi uno spazio importante nel panorama di ProgettoFM?

Davyd: L’affiliazione è nata per aiutare il Cagliari perché rischiava di avere una crisi profonda e i nostri predecessori non avevano il tempo o la voglia di gestirla. Quando Pessano mi ha chiesto una mano non potevo tirarmi indietro; gli obbiettivi sono differenti quindi anche il coefficiente di difficoltà si è alzato. La Sudtirol e la Ichnusa sono due entità differenti che difficilmente si incroceranno nel mercato perché siamo contrari allo smantellare la squadra in C per aiutare la squadra più blasonata, ognuno ha il diritto di giocare con le proprie carte e bisogna intervenire nel mercato quando il mazzo è corto ma senza rovinare quello della squadra sorella.

Pessano: Le due società al momento non vedranno eventuali prestiti o scambi tra i giocatori. L’obiettivo comune sarà quello di alzare il più possibile l’attività di entrambe, poi in estate vedremo se ci sarà la possibilità o l’esigenza, di creare una sinergia di mercato.

Con due casse di birra sottobraccio, salutiamo la dirigenza e le auguriamo un girone di ritorno carico di risultati positivi sia dentro che fuori dal campo!

Articolo di Emilio Ivaldi

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