Lazio-Benevento 7-1: l’analisi

La Supercoppa Italiana è andata in scena il 10 Febbraio 2020: Lazio e Benevento, rispettivamente vincitori di Serie A e Coppa Italia, si sono sfidati in un match con parecchi spunti tattici interessanti. A vincere partita e competizione sono stati i detentori del tricolore, con un sonoro 7-1 ai danni delle Streghe. In particolare, a far scalpore, sono i 4 goal rifilati dai biancocelesti negli ultimi 14 minuti, cioè da quando il terzino sinistro giallorosso James McFist si è visto sventolare in faccia il secondo cartellino giallo e ha lasciato la squadra in inferiorità numerica.
Nonostante il risultato così netto, la partita ha offerto alcuni spunti interessanti di natura statistica.

Iniziamo dalla classica statistica dei tiri: Lazio che chiude con 49 tiri effettuati, contro gli 8 dei campani. Andando più nel dettaglio, si scopre che sono divisi in maniera piuttosto omogenea: 22-4 nel primo tempo, 27-4 nel secondo tempo. La differenza di 5 tiri tra i due tempi è dovuta proprio al vantaggio numerico dei laziali: fino al 76°, infatti, i tiri effettuati dalla squadra di casa (era un campo neutro, ndr) erano 33, di cui i 22 del primo tempo, per una media di 0.43 tiri al minuto. Il ritmo aumenta vertiginosamente proprio negli ultimi 14 minuti, che sale ad una media di 1.14 al minuto. Un bombardamento inevitabile che ha portato il voto di Avigo dal 7.2 del 76° minuto al 6.3 finale.
Una conseguenza del numero elevato dei tiri è il numero dei calci d’angolo: i laziali ne hanno avuti ben 18 a favore, subendone appena 3. È proprio da un calcio d’angolo che arriva anche il goal dell’1-0, ovvero l’autorete di Gangi del 18° minuto.

La percentuale di possesso è divisa in 56-44 a favore dei vincitori del match. Andando più nel dettaglio, scopriamo come i biancocelesti abbiano cercato di imporre il possesso attraverso la maggiore tecnica dei propri giocatori: 324 sono i passaggi completati, ma 10 sono i dribbling riusciti alla squadra della capitale. Non esiste un giocatore che eccelle però in tali statistiche, con equilibrio fra tutti i componenti della squadra. Infatti, sono tanti i giocatori che hanno compiuto almeno un dribbling e solo tre sono riusciti due volte (Gallarato, Provenzano, Scarciotta). Nel numero di passaggi il primato nei biancocelesti va a Campagna con 55 passaggi completati e precisione del 87%, ma anche Michelini (48-81%), Provenzano (47-85%) e D’Anca (42-85%) hanno numeri interessanti. Nessuno di questi però supera Lorenzo Frattoni del Benevento: il centrocampista giallorosso ha completato 66 dei 265 passaggi della sua squadra, con una precisione personale del 78%, ampiamente sopra la media del 68% del club. Sempre Frattoni ha un’altra importante statistica: è il giocatore della sua squadra con il maggior numero di chilometri percorsi, con 13.4km.

Il Benevento, conscio di tale superiorità, ha tentato l’approccio del contropiede lungo, provando a puntare sulla qualità delle due punte: il goal di Liguori è effettivamente arrivato in questa maniera, con un assolo dell’attaccante. Tuttavia, un piano di gioco che si è rivelato poi andare contro la stessa squadra sia per i due goal biancocelesti, sia per un scarsa capacità dei contrasti. A fine partita, sono 17 i tackle completati dalle Streghe, con incontrista principe proprio McFist: ben 6 fino al fallo rocambolesco e sfortunato che ha portato al rigore. Il maggior numero di palloni recuperati per i campani è stato invece di Gangi: ben 5 sono i palloni recuperati dal difensore. Tuttavia, la scarsa abilità a tenere il pallone nella metà campo avversaria, unita all’imprecisione di Cerardi, hanno rese vane le prestazioni della difesa e soprattutto del portiere.
Inoltre, se la via di Scardace è stata quella di intasare le vie centrali per schermare il più possibile la porta, è sulle fasce che la Lazio ha vinto la partita. I due goal segnati dalla Lazio prima del 76° arrivano con cambi di fascia. Un altro dato che evidenzia l’importanza delle fasce è la distanza percorsa proprio dai giocatori laterali: Marchi è quello che ne ha fatti di più, con 14.0km, ma anche Scarciotta (13.5km) e Provenzano (13.0km) hanno corso. Sembra mancare all’appello D’Anca, ma solo perché la partita del terzino destro è finita al 79° per cambio tecnico: sommandola con quella percorsa da Falzone, suo sostituto, abbiamo la cifra di 12.9km, in linea con gli altri laterali. Nessun altro ha percorso più di 12.0km in tutta la partita.

Infine, la domanda più lecita: il risultato è giusto? La Lazio ha meritato di vincere 7-1?
Indubbiamente l’espulsione ha spianato la strada a ciò: la squadra ospite è andata allo sbando, complice anche un livello tecnico minore amplificata dall’uomo in meno e dalla stanchezza dei giocatori chiave.
Purtroppo, su FM non esiste la statistica degli xGoal, che avrebbe potuto aiutare parecchio nella risposta alla domanda. Provando ad ipotizzare un valore di 0.7xG ad un’azione pericolosa e di 0.9xG ad un’occasione nitida, che per ovvi motivi non può essere davvero accurato, il risultato che uscirebbe sarebbe 5.7-0, ovvero 5-0. Quindi entrambe le squadre sarebbero andate oltre il previsto – +2 per la Lazio, +1 per il Benevento –, ma alla fine il risultato sarebbe coerente con quanto visto nella partita. La Lazio ha meritato di vincere, portando a casa il primo trofeo della stagione ed anche il primo pezzo del puzzle per fare il triplete italiano in S5.

Scritto da Alessio Costantino, revisionato da Edoardo Pessano.

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