Il gusto di essere una goccia nel mare

Ok, ora che è passato un po’ di tempo e l’hype si è calmato posso dirlo con calma:
Adoro Death Stranding senza se e senza ma.

È stato il primo gioco comprato al Day One da non so più quanto tempo, praticamente a scatola chiusa.
Non perché è di Kojima, né perché se ne è sentito un gran parlare.
La scimmia urlante nel mio cervello che ha mosso il mio corpo fino al negozio aveva vinto sulla mia fragile volontò perché sapevo che sarebbe stato qualcosa di innovativo a modo suo e penso che sia stato così.
Il caro Hideo è riuscito a sorprendermi più di quanto sperassi ma non nel modo  che mi sarei aspettato.
Non starò qui a parlare del lato tecnico o della trama, ma più sul sistema multiplayer, o meglio, delle sensazioni che mi ha dato.
In questi ultimi anni abbiamo assistito a decine e decine di titoli che mettevano a forza il gioco online, e certe volte uscivano delle boiate assurde e, tra i vari Battle Royal, Arena, cooperativi e quant’altro, abbiamo sempre assistito a sessioni fine alla partita stessa, nel senso: quello che avviene nella partita rimane in quella partita e niente di più.
Ti serve un medikit? Toh, eccolo ma fine della storia.
Ma in Death Stranding?
Qui abbiamo qualcosa di totalmente diverso.
Senza scendere troppo nei particolari, per evitare spoiler a chi non ci ha ancora giocato e arrivare così vivo a fine giornata, vi dico solo che i giocatori possono, anzi dovrebbero, costruire strutture o contribuire lasciando materiali restando collegati al server in modo tale che tutti i giocatori possano usufruirne.
Si viene quindi a creare, in maniera assolutamente passiva, un sistema di aiuto reciproco che facilità il percorso ad altri giocatori. Un sistema così, su vasta scala, non si era ancora visto.
Ok, uno può dire che in Minecraft si fa lo stesso, ma ci si aiuta in maniera attiva, tu vedi chi stai aiutando mentre in Death stranding no.
Si è sempre soli, si lasciano e si trovano solo tracce del passaggio.
Fa uno strano effetto sapere che quel qualcuno, in maniera indiretta ha fatto qualcosa per te e viceversa.
Giocando a questo titolo mi sono sentito particolarmente soddisfatto nel potere lasciare dei metalli alla costruzione di una strada, o finire di costruire un rifugio in mezzo al nulla, facendo avanti e indietro anche per ore soltanto per poter dare una mano a chi sarebbe venuto dopo di me, o chi stava passando per quella strada nella propria partita; e quanto è stato bello una piccola Stazione di Posta con lo spray riparatore che mi ha permesso di salvare le casse danneggiate evitando di mandare all’aria tutta una consegna e prevenire bestemmie così forti da far valutare il ritorno della Santa Inquisizione.
Il gioco stesso è fatto in modo tale da farti sentire sì, solo, ma allo stesso tempo parte di una ricostruzione.
Ti viene naturale ringraziare questi altri corrieri che non vedi e non vedrai mai, ma che lasciano comunque il segno e mettere quel like in più alle loro strutture o ai loro veicoli è il modo che ci permette di far capire agli altri quanto abbiamo apprezzato il loro gesto.

E quando questi like arrivano anche a te hai la consapevolezza di aver aiutato qualcuno.

Un dettaglio del sistema non da poco, quasi a voler dimostrare la parte buona del lato Social di questa epoca, andando contro la solita tendenza all’andare contro i vari Facebook e compagnia al limite dell’ “OK Boomer” tanto caro a certi tg.

Chi come me vive all’estero sa quanto queste reti siano preziose, permettendoci di comunicare in ogni momento e rimanere connessi. Questo è il fulcro del Gioco.

In DS noi non riusciamo a vedere direttamente l’effetto di quello che facciamo, ma ci giunge la Eco con quelli che sono solo piccoli gesti a favore degli altri giocatori e a prima vista non è nulla di eclatante.

Non li aiutiamo a portare a termine le missioni, o a ripulire zone da nemici, né tantomeno li aiutiamo nei combattimenti.

Eppure, a lungo andare, ognuno di questi piccole azioni, persona dopo persona, porta a formare un percorso, gadget o veicoli. Tante piccole gocce che alla fine hanno formato un mare.

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