“IO, INATTIVO CHE SON IO!”

Buongiorno cari lettori di Free Kick. Oggi ci ritroviamo per parlare di un tema caro a tanti, soprattutto a chi si occupa di B e C. Quello degli inattivi.

Progetto Football Manager (che da ora abbrevieremo con PFM) è un gioco di ruolo dove si ha il compito di far fede al nostro ruolo o, come dicono gli affezionati, bisogna “ruolare”. Cosa vuol dire? Significa – in breve – utilizzare il nostro personaggio in game come se esistesse davvero, come se in quel momento non stessimo parlando con i nostri “IO” reali ma tramite il nostro “eroe”, prendendo il termine da altri giochi di ruolo. L’esempio più lampante potrebbe essere quello di Dungeons & Dragons, probabilmente il role game più famoso al mondo. Come si sviluppa il gioco? Un Master crea la trama del gioco narrandola e gli eroi utilizzano i loro personaggi immedesimandosi in essi per portare a termine le varie missioni. PFM si comporta in maniera molto simile dove i Master sono gli Admin che organizzano la trama del gioco e provvedono a portare avanti le sedute – nel nostro caso – il lunedì e mercoledì sera. Noi eroi ci idestreggiano tra autogoal e goal dell’anno.

Per chi ancora avesse dei dubbi su come si diventi “inattivo” all’interno del Progetto ecco la risposta. Lo si diventa non facendo “almeno” un commento in qualsiasi post sul gruppone o gruppo squadra. Per molti è una regola banale, per altri invece, assolutamente no. Nell’ultimo mese abbiamo sentito molti degli inattivi segnalati sulle varie liste e tanti ci hanno risposto che si trattava di un errore di chi avesse controllato ma – in alcuni casi – era proprio questa loro dimenticanza ad averli fatti risultare come tali. Lo scrivere sui gruppi Whatsapp, Telegram o Messenger non conta ai fini dell’attività come più volte ribadito.

L’impressione che si è avuta leggendo le risposte che a mano a mano arrivavano da parte degli inattivi (oltre a chi si proclamava attivo) erano abbastanza emblematiche poiché si trattava palesemente di una mancanza sulla conoscenza di base del funzionamento del gioco di ruolo. Tanti vengono attirati come sirene dalla possibilità di diventare calciatori di Football Manager, gioco a cui tutti noi almeno una volta abbiamo giocato, o visto giocare dal vivo, senza però capire il vero senso di ciò a cui stanno andando a prendere parte. Partecipare a PFM significa farne parte in tutte le sue sfaccettature, leggasi attività, nei modi e nei tempi che la vita reale ci permette di fare.

Tanti utenti hanno risposto che il sopraggiungere di nuovi impegni nella vita quotidiana non permetteva loro di essere partecipi come in precedenza. Ma la maggior parte degli utenti inattivi, seppur abbiano lodato il Progetto, si sono sentiti sopraffatti dalla mole di “lavoro” che sia necessaria per poter far parte dello stesso. La credenza più comune era che, una volta creato il giocatore, ce ne potesse quasi dimenticare e che la partecipazione fosse quasi un di più che si poteva dare o meno. La causa di questa incomprensione? Forse poca chiarezza nella presentazione del Progetto da chi tira in mezzo nuovi utenti o semplicemente persone poco avvezze ai giochi di ruolo e quindi legati solo alla parte calcistica del gioco manageriale più conosciuto al mondo. Ma PFM non è solo un gioco, è una vera community che si prefigge come intento quello di avvicinare nuove persone al mondo dei giochi di ruolo.

Di suggerimenti ne sono arrivati tanti durante questi colloqui: chi suggerisce di aumentare i bonus ai neoiscritti per non farli sfigurare troppo con i veterani, chi propone di utilizzare un unico social per tutto poiché li usa per lavoro e relazioni personali ed avere tutto “intasato” anche con i gruppi squadra diventa troppo impegnativo; altri ancora si sono stufati del Progetto perché lo trovavano monotono, sempre troppo uguale. Un suggerimento che io personalmente ho trovato molto interessante, per quanto l’opinione dello scrivente possa essere di poca rilevanza, è quella di utilizzare i primi minuti delle live per parlare della Serie C, eleggendo i giocatori della settimana e premiandoli, dando così un minimo di visibilità a quei giocatori che non si vedono mai in diretta.

Quello che forse ad inizio “avventura” non viene spiegato ai neofiti è che la loro eventuale inattività o abbandono totale del Progetto non va solo a loro discapito, ma va soprattutto alle squadre che li hanno tesserati le quali si ritrovano così a dover pagare un giocatore che occupa uno slot che però sarà depotenziato. Come ovviare – dunque – a questo problema? Probabilmente i tutor, oltre ai Direttori Sportivi e Presidenti che portano avanti le trattative, dovrebbero affermarne maggiormente i diritti, ma soprattutto i doveri del giocatore all’interno del Progetto; così come le squadre ed i relativi Staff dovrebbero cercare di tenere il più alto possibile il morale della truppa. I modi ci sono: si può stimolare un giocatore con la creazione delle pagelle con relative immagini dopo le partite, qualcuno potrebbe avere il ruolo della gestione delle pagine delle squadre sui social, altri occuparsi di grafiche, stimolare le persone ad avere più ruoli nel Progetto o ancora avere un “reporter” personale all’interno della squadra che di tanto in tanto pubblica un resoconto degli allenamenti e delle partite. Insomma, creare dei novelli Pellegatti per ogni squadra del Progetto. L’essere staff non vuol dire solo allenare o fare il mercato, ma anche quello di creare un ambiente stimolante per chi deve stare all’interno di uno spogliatoio.

Amici, colleghi e utenti tutti di PFM, per forza di cose non ci sarà mai il cento per cento dei giocatori attivi. Ci sarà sempre qualcuno che per motivi di forza maggiore non potrà essere attivo come noi vorremmo; ma se tutti facessero uno sforzo in più, questo sarà ripagato in termini di attività. E un giocatore attivo in più significa uno spogliatoio brulicante di desiderio di giocare, che sarà motivo di crescita personale di chiunque farà parte di questo incredibile progetto chiamato Progetto Football Manager.

Scritto da Edoardo Pessano | Revisionato da Gad Hakimian

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