Il politburo del Campobasso.

(Presidente: STEFANO STRANGES, Allenatore: RAOUL GUZZI, DS: FRANCESCO PAPPALARDO, MICHELE MINOPOLI, MM: STEFANO SANTORO)

Oggi sono tornato in quel del Molise, però stavolta l’ho fatto per intervistare i massimi componenti della squadra del Campobasso.

G: Sono felice di intervistare la dirigenza e l’allenatore del Campobasso. Innanzitutto, per chi ancora non vi conoscesse, presentatevi.

S. Stranges
: Buonasera a tutti io sono Stefano Stranges, sono presidente del Campobasso dalla stagione scorsa.
R. Guzzi: Piacere, sono Raoul Guzzi, allenatore del Frosinone e del Campobasso e MM del Carpi.
F. Pappalardo: Io sono Francesco Pappalardo e gioco per il Vicenza oltre ad essere il DS di Campobasso ed Empoli.
M. Minopoli: Salve sono Michele Minopoli, DS di questa magnifica squadra, arrivato nella seconda metà della scorsa stagione.
S. Santoro: Salve sono Stefano Santoro, il marketing manager del Campobasso, non che grande tifoso della squadra perché sono nato a Campobasso anche se vivo all’estero da 6 anni.

G: Domanda al presidente: come mai ha deciso di comprare una squadra in C? E, soprattutto, perché il Campobasso?

S. Stranges
: Volevo salvarla dal fallimento, essendo senza presidenza, e far felici la tifoseria e la città portando la squadra il più in alto possibile come ai fasti di un tempo. La scelta è ricaduta su di lei perché ho origini della provincia per lato materno.

G: Sempre al presidente: come mai la decisione di prendere due DS? E che cosa ti ha convinto a prendere Raoul Guzzi come allenatore e Stefano Santoro come MM?

S. Stranges
: All’inizio ho puntato su un giovane che mi ha molto colpito per la sua grinta e ambizione, Michele Minopoli, poi quando ho visto che Francesco Pappalardo si era liberato dall’Empoli a seguito della promozione in Serie B ho pensato di contattarlo per provare il colpaccio, certo che la sua esperienza avrebbe dato una grossa mano anche a Michele per crescere come DS; poi contavo sulla voglia di ripetersi di Francesco centrando la seconda promozione in B di fila dopo quella in terra toscana.

Non è stato difficile scegliere Raoul come tecnico: all’inizio, come è giusto che sia, ho aspettato quante più candidature possibili per poi studiarle dettagliatamente e poter scegliere il meglio per la squadra. Una volta ricevute e studiate tutte le candidature, non ci ho pensato su due volte prima di scegliere un allenatore giovane, talentuoso e ambizioso che veniva da un cocente esonero dal Como, il che mi ha spinto a maggior ragione ad optare su di lui perché sicuro della sua voglia di rivincita.

Stefano Santoro si era offerto di dare una mano alla squadra perché tifosissimo del Campobasso; alla fine abbiamo deciso di comune accordo di affidargli il reparto marketing, vista la sua esperienza, in modo che lui realizzasse il sogno di lavorare per la sua squadra del cuore e noi fossimo coperti nel migliore dei modi in quel ruolo comunque importante.

G: Voi che lo sapete meglio di me, che aria si respira all’interno della squadra?

S. Stranges
: Si respira un’aria familiare e a volte quasi goliardica. Ridiamo e scherziamo, ci prendiamo a volte in giro bonariamente, ma al tempo stesso ci aiutiamo e sosteniamo a vicenda nel momento del bisogno; poi siamo uniti dall’obiettivo comune di portare il Campobasso lontano. Abbiamo avuto qualche problemino interno che ha rischiato di minare l’ambiente ma per fortuna siamo riusciti a risolverlo prima che fosse troppo tardi.
R. Guzzi: Ambiente molto bello, tutti remano dalla stessa parte e i risultati si vedono. Mai una decisione messa in discussione, insomma per ora tutto bene.
F. Pappalardo: Credo sia un composto di idrogeno mischiato con gas vari, ma non vorrei dire una stronzata, non studio chimica. Comunque l’aria è positiva, i ragazzi si divertono e ci credono, memano che è un piacere.
M. Minopoli: Beh l’ambiente è uno dei migliori, se non il migliore, da quando la squadra/dirigenza ha preso forma. I ragazzi sono su di giri per le prestazioni in campionato che, si spera, ci porteranno il più in alto possibile.
S. Santoro: Dipende a che ora entri nello spogliatoio, dopo l’allenamento non si respira <ride>. Scherzi a parte, il gruppo è molto unito, come detto prima per ogni giocatore bisogna usare un approccio diverso, i giovani hanno più la testa calda mentre con i veterani l’approccio è diverso. L’unica cosa che mette tutti d’accordo è la birra!

G: Nell’ultima stagione la squadra non andava, anche perché è nata durante il corso della Serie C; mentre già all’inizio di questa stagione direi che sta andando bene, visto che già siete in zona play-off. Qual è il vostro obiettivo?

S. Stranges
: In realtà già l’anno scorso i ragazzi hanno fatto vedere di che pasta sono fatti, perché, pur essendo nata oltre il giro di boa la squadra, ed essendo arrivati ancora più tardi loro, sono riusciti a vincere quasi tutte le partite rimaste, perdendo o pareggiando solo contro top team come il Cagliari, che a fine stagione è salito in B e attualmente naviga nei piani alti della classifica, o la Lupa Roma, che ha sfiorato a sua volta la promozione, perdendola sul traguardo proprio a causa del pareggio con noi.

Grazie a quella strepitosa cavalcata abbiamo risalito la classifica dall’ultimo posto a zero punti fino a pochi passi dai play-off che, probabilmente con quel ritmo, avremmo potuto centrare se la squadra fosse nata prima. Ma è comunque servito, come accennava il mister, come stagione di passaggio per poi cominciare al meglio questa attuale con una rosa già amalgamata e affiatata, più quei tre innesti (i fratelli Pitorri e Fabriani) ad aggiungere esperienza e qualità (Filippo Pitorri e Federico Fabriani hanno esperienza in A e B).

I primi risultati, grazie anche all’ottimo lavoro del mister, si stanno vedendo a maggior dimostrazione di quanto di buono fatto anno scorso. L’obiettivo resta la promozione, diretta o tramite play-off.
R. Guzzi: L’obiettivo rimane la Serie B, probabilmente dovremmo arrivarci attraverso i play-off vista la forza della Torres su tutti ma anche delle altre squadre.
F. Pappalardo: Qual è l’obiettivo di chi porta giocatori da divisioni superiori? Scalare verso il successo!
M. Minopoli: La nostra posizione in classifica è frutto di un duro lavoro da parte di tutti, dal presidente ai giocatori. Il nostro obiettivo ovviamente è la promozione e faremo di tutto per raggiungerla.
S. Santoro: La squadra era sull’orlo della retrocessione, il presidente Stranges l’ha presa per i capelli a metà stagione, ha ingaggiato subito me e poi il DS e il Mister. Io da tifoso ho vestito anche i panni dell’osservatore e ho scoperto una delle nostre colonne portanti, il giovane Ferrigni che sta facendo veramente bene, soprattutto quando la butta nella porta giusta <sgomita il mister>; l’anno scorso era impossibile centrare i play-off, la rosa non era ancora completa e abbiamo faticato all’inizio, ma abbiamo finito subito a ridosso dei play-off, quest’anno grazie a buoni innesti stiamo facendo conoscere a tutti la forza dei sanniti!

G: Davanti a voi vi sono poche squadre, ma quella che spicca su tutte è senz’altro la Torres. Che cosa ne pensate della squadra sarda? Farete di tutto per gufarla oppure è troppo irraggiungibile per voi?

S. Stranges
: La Torres ha un’ottima dirigenza, un allenatore di talento e una rosa di grandissima qualità, e questo si vede dai risultati ottenuti già la scorsa stagione. Al momento sono ancora imbattuti a conferma dell’ottimo lavoro svolto da tutti, sarà tosta quando dovremo sfidarli ma come dico sempre: rispetto di tutti, paura di nessuno, perché siamo lupi e i lupi non temono nessuno.

Gufarli no, come non voglio che qualcuno dei nostri gufi gli avversari, perché come già detto prima, pur essendo nemici sul campo vanno comunque rispettati, anche perché spesso fuori dal campo sono grandi amici (come per me può essere ad esempio con Nicola Filippone, nemico sul campo nella gara col Locri, grande amico fuori dal campo e in real), solo sano agonismo e basta. È vero che sono ancora imbattuti ma il campionato è lungo.

Noi ci concentreremo partita su partita per fare quanti più punti possibile senza guardare gli avversari, poi a fine stagione si faranno i calcoli. Per me importante è regalare la promozione ai tifosi e alla città, visto che stagione scorsa è stato impossibile a causa delle tempistiche.
R. Guzzi: Ovviamente ci piacerebbe poterla raggiungere per accedere alla B senza passare dai play-off, ma è molto dura vista la loro forza. Complimenti a tutti loro!
F. Pappalardo: Personalmente una delle persone che più adoro all’interno del Progetto è Salvatore Grassadonia, una persona simpaticissima e con la quale ho sempre il piacere di conversare. L’ho conosciuto proprio in veste da DS, ritrovandomi a chiedergli mezza rosa e scoprendo che lì dentro son tutti amici strettissimi, li stimo!

Hanno costruito un gruppo spettacolare e unitissimo e ora si trovano dove meritano di stare, mannaggia a loro nel nostro stesso girone. Ma non potevano prendersi una squadra in un altro girone?
M. Minopoli: Sicuramente è una squadra fortissima che sta facendo molto bene e che, per ora, non sta perdendo punti per strada. Conosco anche dei giocatori che ne fanno parte e so che è un gruppo molto unito e compatto che sicuramente andrà lontano. Personalmente io spero sempre in un loro passo falso perché è l’unico modo di raggiungerli dato che sono infermabili attualmente.
S. Santoro: La Torres è un esempio per tutte le squadre di C, giocatori attivissimi che lottano da anni per passare di categoria, giocano insieme da tanto e il gruppo ha preso l’affiatamento giusto per puntare alla serie B diretta: non avrebbe senso gufarli. Io stesso ho detto ai giocatori di prendere esempio da loro.

G: Domanda ai due DS: voi due siete, come si può dire, le braccia del presidente. Come lo avete conosciuto? Perché avete accettato questo incarico?

F. Pappalardo
: Per un breve periodo sono stato libero dall’Empoli, mentre avveniva il cambio proprietario. Stefano mi ha cercato e mi ha proposto di lavorare per lui, e obiettivamente, come fai a dire di no a Stefano Stranges? È una delle più belle persone del progetto e tiene alle sue squadre come realmente nessuno!
M. Minopoli: Beh, innanzitutto ho conosciuto il presidente proprio per parlare di questo incarico, dato che mi ha scelto per dirigere questa squadra e, diciamo, ricostruirla dato che era ultima, senza tanti umani (o almeno umani attivi). Ho accettato questo incarico proprio per la “difficoltà” nel gestire una squadra così, per far diventare il Campobasso grande, e ovviamente ho accettato perché sapevo che c’era un presidente molto capace e intelligente e un Mister molto molto bravo che poteva sfruttare a pieno i giocatori che io e Francesco gli abbiamo messo a disposizione.

G: Sempre ai due DS: uno dei vostri compiti principali è, senz’altro, gestire i contratti dei giocatori, i loro stipendi e le varie clausole. La domanda è, in caso di possibile cessione di un vostro giocatore, sareste pronti a prenderne un altro oppure vorreste tenervi stretto lui?

F. Pappalardo
: Quello a cui punto è, ovviamente, una squadra solida, un gruppo unito. Da questo punto di vista è ovvio che preferirei tenerli tutti e non fare proprio mercato. Ma è necessario, è necessario vendere ed è necessario comprare. In particolare, non puoi pretendere che tutti si trovino bene tra loro, né tanto meno che in 15 persone non ce ne sia una sola che preferirebbe giocare in divisioni maggiori e vedersi più spesso in live. Quello che cerco io è sempre di fare contenti i giocatori, di farli divertire.
M. Minopoli: Dipende dal giocatore, se vuole restare e darà tutto per la maglia allora può restare, ma se devo tenere un giocatore controvoglia che non ha stimoli nella “mia” squadra allora meglio cederlo e monetizzare. In quel caso poi andrei a intervenire sul mercato cercando un giocatore migliore o almeno a pari livello.

G: Domanda al MM: tu, invece, ti occupi di tutta la parte di marketing della squadra; quindi post sulle partite, pagina del gruppo, ecc. Farai di tutto affinché la squadra sia riconosciuta all’interno del Progetto?

S. Santoro
: Io voglio valorizzare la città di Campobasso, la sua storia e la sua squadra quindi farò tutto il possibile per far conoscere questa squadra al progetto e attrarre nuovi fan e nuovi iscritti al progetto stesso. L’obiettivo è che il Campobasso diventi la squadra in cui tutti vogliono giocare.

G: Sempre al MM: inoltre, con questo ruolo che ricopri, tu sei il collante della squadra, visto che sai qual è la formazione, il punto di vista della società, ecc. Qual è il rapporto che tieni tra la dirigenza e i giocatori?

S. Santoro
: Io cerco di essere sempre l’amico di tutti, sapendo in anticipo le formazioni, grazie all’ottimo rapporto che ho sia con il Mister Guzzi che con il presidente Stranges, so già chi tra i giocatori esclusi si possa sentire demoralizzato dal fatto di fare panchina e sono sempre pronto a rinfrancarlo e spiegargli il perché non gioca che sia infortunio, affaticamento o semplice turnover.

Come detto con la dirigenza e col mister ho un gran bel rapporto, io e il presidente ci capiamo al volo, con Minopoli e Pappalardo parliamo di mercato e dei miei sogni da tifoso e marketing manager su chi vorrei vedere con questa gloriosa maglia, mentre col Mister parliamo di allenamenti, tattiche, strategie, rivediamo le partite per vedere cosa migliorare e lo aiuto a rinfrancare il morale dei ragazzi quando non va bene, il che succede molto raramente <ride>. Il tutto sempre davanti ad una bella birra Forst che non guasta mai.

G: Domanda all’allenatore: hai cominciato ad allenare il Campobasso dopo la piccola esperienza fatta al Como. Hai qualche rimpianto riguardo la squadra lombarda oppure sei felice di stare dove sei?

R. Guzzi
: Non ho alcun rimpianto riguardo Como, e sono molto felice al Campobasso del fantastico Stranges. Purtroppo, penso di essere stato esonerato in maniera troppo rapida, però questo è il calcio. Fortunatamente sono stato assunto poco dopo al Campobasso di Stranges e, posso dire, di essere molto soddisfatto, alla squadra chiedo solo più bonus.I bonus sono molto importanti per crescere come squadra e raggiungere gli obiettivi ambiziosi, per questo anche io spesso cerco di spronare i ragazzi. Per fortuna si vedono i primi miglioramenti, tenendo conto che il nuovo Campobasso è nato nel finale di stagione scorso quindi non c’è stato molto tempo per amalgamare la squadra e raggiungere i bonus.

G: Sempre all’allenatore: in questa stagione la squadra ha cominciato bene. Qual è il segreto?

R. Guzzi
: La parte finale della scorsa stagione abbiamo deciso di sfruttarla come transizione, quindi cercare di arrivare a 15 giocatori, spiegare bene ad ognuno il progetto e provare i vari moduli. Siamo partiti in questa stagione dando continuità al modulo scelto, e con 3 nuovi innesti. Diciamo che il segreto è la continuità. Diciamo che per ora i risultati sono ottimi (13 partite: 11 vittorie, 2 pareggi e una sconfitta immeritata).

G: Un’ultima domanda a tutti voi: verso la fine della scorsa stagione avete ingaggiato Francesco Vecchio. Che impressione vi ha dato? Come si sta comportando?

S. Stranges
: Francesco è un ragazzo semplice e molto attaccato alla maglia. Si è da subito messo a disposizione lavorando sodo appena arrivato, ha rifiutato diverse proposte pur di contribuire alla causa e contribuisce a tenere la squadra unita nel gruppo Whatsapp.

Decisamente un ottimo acquisto, fondamentale come tutti, per questo la squadra è sana e mi da tante soddisfazioni, perché è costruita su 15 solidi piloni che poggiano su una base solidissima costruita anno scorso da Michele Minopoli e Raoul Guzzi, più una mano data da Stefano Santoro, che ha portato in squadra Camillo Ferrigni, se non ricordo male, e lavora sempre sodo a tutte le grafiche della squadra, fondamenta poi rinforzate ulteriormente da me e Francesco Pappalardo con gli innesti dei fratelli Pitorri e di Fabriani.

Tornando a Vecchio, nello specifico mi ha fatto una grandissima impressione e spero di tenerlo qui a vita, o almeno finché vorrà, e comunque non prima di aver centrato la Champions insieme.
R. Guzzi: Lui è stato l’ultimo colpo, ma non per importanza. Oltre che un bravissimo ragazzo è anche un bravo giocatore, e le prestazioni lo dimostrano. Speriamo continui su questa strada!
F. Pappalardo: Non ero ancora parte del team quando si è fatto quest’acquistone, posso dire che le sue prestazioni stanno sicuramente aiutando la squadra, ma non so prima come fosse senza di lui, però posso dirti che spero di non scoprirlo mai, davvero un bravo uagliunciello.
M. Minopoli: È stato uno degli ultimi acquisti ma non perché era il meno importante, ma perché lo abbiamo monitorato a lungo e alla fine abbiamo preso la decisione di acquistarlo. Penso che dalle sue prestazioni si possa dedurre che sia stato un ottimo acquisto.
S. Santoro: Ho avuto modo di parlare poco con lui ma si è integrato bene, ha un futuro brillante davanti a sé.

G: Abbiamo finito con le domande e vi ringrazio di cuore per il vostro tempo. Potreste fare un saluto ai lettori di Progetto X?

S. Stranges
: Grazie a te, un grandissimo abbraccio a te, alla redazione e ai giornalisti tutti di Progetto X e ai vostri lettori. Anticipo a tutti anche un grandissimo augurio di buone feste.
R. Guzzi: Saluto tutti gli utenti del Progetto e auguro loro buona fortuna (tranne contro il Campobasso)!
Forza Lupi!
F. Pappalardo: Grazie mille per l’intervista, avvenuta nella mia stessa città natale, spero che vi siate divertiti a parlare con noi tanto quanto noi. Un abbraccio agli amici di Progetto X e uno in generale agli amanti del Progetto!
M. Minopoli: Saluto personalmente tutti i lettori di questo fantastico giornale (e in generale del progetto) e auguro loro un in bocca al lupo per la stagione in corso!
S. Santoro: Un saluto a tutti i lettori del Progetto X, passate per Campobasso, avrete sempre un piatto pieno di cavatelli, costatine di maiale e una birra, siamo persone ospitali noi Sanniti!!

F. Pappalardo: Quello a cui punto è, ovviamente, una squadra solida, un gruppo unito. Da questo punto di vista è ovvio che preferirei tenerli tutti e non fare proprio mercato. Ma è necessario, è necessario vendere ed è necessario comprare. In particolare, non puoi pretendere che tutti si trovino da loro, né tanto meno che in 15 persone non ce ne sia una sola che preferirebbe giocare in divisioni maggiori e vedersi più spesso in live. Quello che cerco io è sempre di fare contenti i giocatori, di farli divertire.

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