Ricambio generazionale

“Arriva il pallone, lo mette fuori Cannavaro.
Poi ancora insiste Podolski, Cannavaro, Cannavaro
via in contropiede con Totti
dentro il pallone per Gilardino
Gilardino la può tenere anche vicino alla bandierina
cerca l’uno contro uno, Gilardino
dentro Del Piero, Del Piero, goooool!
Aleeex Del Piero, chiudete le valigie, andiamo a Berlino!”

Cinquantadue parole, otto frasi e mille emozioni

30 secondi che ogni appassionato di calcio conosce a memoria, perché qualsiasi sia la squadra che si tifa, tutti noi abbiamo anche un po’ di azzurro nel cuore.
Indossare quella maglia ti scalda il cuore, che tu sia in campo a sudare o sugli spalti cambia poco, in quei 90′ sul terreno di gioco non ci sono solo 11 giocatori, ci sono oltre 60 milioni di italiani.

La nazionale svolge un ruolo fondamentale anche all’interno del progetto: quest’anno più che mai, con la rinascita di molti senatori, l’Under 19 si sta ritagliando uno spazio importante nella crescita dei nuovi giocatori, che si ritrovano spesso a contatto con utenti storici del progetto.

In appena due convocazioni sono già 10 gli utenti di S5 che hanno trovato un posto in nazionale: 3 nella prima convocazione e 8 nella seconda, mentre molti altri sono rimasti fuori dopo esser comparsi nelle pre-convocazioni.

Entrare nel progetto e ambientarsi non è mai una cosa facile: molto dipende dalla squadra in cui si decide di giocare, l’unica cosa certa è che riuscire a mantenere un livello di attività alto non è mai una cosa banale: in nazionale molti utenti hanno la possibilità di condividere lo spogliatoio, seppur virtualmente, con dei membri storici del progetto, basti pensare a Paolo Bianchi o Donato Sodano.

Cerchiamo ora di analizzare l’importanza di questa situazione scambiando due chiacchiere con chi dirige il tutto: il mister Daniele Fulco!

Giornalista: “Mister per quei pochi che ancora non ti conoscono, parlaci un po’ della tua storia nel progetto, da calciatore e non!”

Fulco: “Ho iniziato la mia esperienza in Progetto FM come calciatore dell’Entella, dove tuttora milito dalla lontana Stagione 3. In passato sono stato presidente della Casertana e del Novara dove ho anche allenato ad inizio stagione 4 e attualmente sono presidente/allenatore della Triestina e MM della Casertana e del Milan. Sono un po’ ovunque!”

Giornalista: “Focalizziamoci ora un po’ più sulla nazionale U19: hai ereditato una squadra vincente da mister Sedda, la quale però ha avuto bisogno di essere rinnovata molto in questa nuova stagione. Come stai gestendo questo mix che ti mette a disposizione molti nuovi utenti attivi e altrettanti membri storici che sono rinati?”
Fulco: “Sto cercando di dare opportunità a tutti gli utenti attivi portatori di bonus. Ho sovrabbondanza di difensori e terzini e carenza di ali e di punte e lì dove posso premiare più utenti possibile effettuo numerosi cambi. Tutti partono dallo stesso nastro di partenza, è alla lunga che a confermarsi saranno gli utenti più attivi!”

Giornalista: “Soffermandoci sull’attività: è sicuramente una delle cose più difficili da comprendere a pieno per un nuovo utente, secondo te quanto può la nazionale aiutare ad essere più attivi?”
Fulco: “La nazionale è un premio all’attività che deve essere incentivata coinvolgendo e gratificando l’utenza più partecipe a prescindere dalla sua popolarità. Magari se trasmettessero più volte le partite anche delle due Under non sarebbe male per coinvolgere maggiormente i convocati.”

Giornalista: “Parlando del coinvolgimento, quanto affidamento fai sui senatori, mi vengono in mente due nomi come Bianchi e Sodano, e quanto pensi possano essere decisivi nell’aiutare i nuovi utenti?”
Fulco: “Paolo e Donato sono già degli esempi di utente perfetto sia come persone sia come staff. Credo non abbiano bisogno di fare altro se non di essere esempi concreti di partecipazione e di correttezza. Le volte che non sono stati convocati lo hanno accettato serenamente in nome di un maggior coinvolgimento delle nuove leve. La nazionale già l’hanno giocata ma sicuramente potranno essere utili anche da ragazzini!”

Giornalista: “Per concludere ti chiedo qual è la partita dell’Italia che ti ha trasmesso più emozioni?”
Fulco: “La finale dei mondiali del 2006. È scontata ma per un classe ’91 che ha vissuto quel Mondiale vinto da adolescente appassionato di calcio è qualcosa che tuttora non riuscirei a descrivere!”

Giornalista: “Mister non mi resta che ringraziarti per questa intervista!”
Fulco: “Figurati, è stato un piacere!”

Proviamo ora a spostare l’inquadratura e osservare il tutto dal punto di vista di un nuovo utente: l’entrata in un mondo così ampio e dettagliato, la difficoltà nel comprendere il tutto. Bene, la domanda che ci siamo posti è questa: può la nazionale aiutare, oltre ovviamente al club, ad una maggiore attività?

Il modo migliore per rispondere a questa domanda è sicuramente chiedendo a chi lo sta vivendo in prima persona, ecco perché siamo andati a fare due chiacchiere anche con due utenti S5 entrati da poco nel progetto: Edoardo Pessano e Luca Cirone.

Giornalista: “Partiamo dal principio. Come sta andando in questi primi mesi la vostra carriera nel progetto? Siete soddisfatti?”

Pessano: “Devo dire che meglio di così non poteva iniziare! Sono stato pescato quasi per caso dal Drink Team e il gruppo è pieno di matti con cui scherzare. Di gente esperta ce n’è molta: Ballarini, Esposito, Bellinato, Cioè, Berishaj e potrei andare avanti ancora. La loro voglia e simpatia è stata travolgente tanto da portarmi ad avere la voglia di iniziare a fare il giornalista prima e DS poi, il tutto in soli 4 mesi da quando faccio parte del progetto. Unico neo, quel maiale di Urbano (ride, ndr)!
Per quanto riguarda il ruolo di DS al Cagliari ho iniziato da poco, sto prendendo a poco a poco le misure con la squadra. Venendo dalla C è un gruppo nel complesso meno propenso allo spam ma che ha ottimi elementi con cui iniziare un bel progetto di dominio assoluto! Al di fuori delle squadre ho il ruolo di giornalista per Free Kick, che mi ha dato la possibilità di essere a contatto con molte persone interessanti, idem con il team del FANTA PG con cui stiamo realizzando una follia, ve lo assicuro!”

Cirone: “Finora mi sono trovato molto bene sia all’interno del Progetto che all’interno della squadra. Ho avuto la fortuna di capitare in un gruppo molto attivo con cui parlo e scherzo di argomenti inerenti al Progetto e non. Ho trovato sempre qualcuno di più esperto disposto ad aiutarmi a capire fino in fondo le grandi potenzialità di questo gdr. Tutto sommato la stagione procede bene, occupiamo un’ottima posizione in classifica nonostante le premesse fossero a nostro svantaggio e siamo anche riusciti ad allargare la squadra rispetto agli 11 risicati che avevamo ad inizio anno.”

Giornalista: “Perfetto, entriamo ora in ambito nazionale; siete due giocatori molto diversi tra voi: uno arriva dalla A mentre l’altro dalla C, ma entrambi avete subito mostrato una grande attività che ha convinto mister Fulco a chiamarvi già alle prime partite. Che tipo di clima avete trovato in nazionale? Simile o diverso rispetto a quello che si respira nel vostro club?”

Pessano: “Beh, diverso perchè con il gruppo di whatsapp è più facile conoscersi con i compagni di club, ma vestire la maglia della Nazionale è sempre bello! Sono riuscito a segnare il primo goal in assoluto nel progetto proprio in Nazionale e l’ho fatto con una doppietta! Quindi chiederei gentilmente a Mister Pennisi di sentire il CT Fulco per avere istruzioni in merito (ride, ndr)!

Cirone: “Sono stato subito molto felice di aver ricevuto la chiamata da mister Fulco in nazionale U19. Qui ho avuto la possibilità di incontrare tantissime nuove persone esterne al Latina, per la maggior parte già esperti del Progetto. Devo ammettere che stringere legami in nazionale è molto più complicato che non farlo nella propria squadra di club, soprattutto per il fatto che i convocati cambiano sempre e il gruppo spogliatoio dell’ U19 viene usato relativamente poco. Per il resto sono comunque soddisfatto della chiamata, sperando che anche i miei compagni possano andarci e mi augurp di fare il mio debutto un giorno dato che sono stato panchinato tutte le partite a causa di problemi del server.

Giornalista: “A proposito di esperti nel progetto: quest’anno più che mai l’U19 è formata da un mix di giocatori ben livellato, tra nuovi utenti e senatori che sono rinati in estate. Quanto vi aiuta essere a contatto con membri così esperti e che influenza possono avere sul vostro sviluppo?”

Pessano: “Assolutamente! La presenza di giocatori esperti è fondamentale, senza di loro sarebbe davvero dura entrare nei meccanismi.”

Cirone: “Da nuovo utente riuscire a capire tutte le varie regole, particolarità e funzionalità del Progetto è veramente tosto. La presenza dei senatori è indispensabile per tutti i nuovi arrivati che vogliono da subito capire tutti i risvolti del gdr. Oltre alla semplice spiegazione delle regole, ringrazio molto queste persone (per me in particolare Gallo, Aiello e Fulchignoni) per gli innumerevoli consigli che mi danno per quanto riguarda bonus e potenziamenti di fine stagione e soprattutto per avermi introdotto in questo mondo pieno di pazzi (ride, ndr)!

Giornalista: “Oramai le nazionali nel progetto spopolano, vi vedete in maglia azzurra ancora per molto o pensate di cambiare in futuro?”

Pessano: “In maglia azzurra c’è più competizione! È più divertente lottare per entrarci!”

Cirone: “Penso e spero di restare ancora a lungo in maglia azzurra, ovviamente puntando alla nazionale maggiore!”

Giornalista: “Concludo chiedendo anche a voi qual è la partita dell’Italia che vi ha trasmesso più emozioni?”

Pessano: “In negativo Italia-Korea al mondiale del 2002 e la non qualificazione al mondiale scorso. In positivo sicuramente tutto il mondiale 2006!”

Cirone: “Sono un po’ troppo piccolo e non ricordo nulla del mondiale 2006, per cui dico gli ottavi di Euro 2016 contro la Spagna!”

Giornalista: “Grazie mille ad entrambi per questa intervista!”

Abbiamo ascoltato sia le parole del mister che quelle di due nuovi utenti, arrivati entrambi già in nazionale, ora non ci resta che confrontarci con due leggende del Progetto, che questa estate sono rinati, passando così dalla nazionale maggiore a quella U19!
Sto ovviamente parlando di Paolo Bianchi e Donato Sodano!

Giornalista: “Benvenuti, inizierei chiedendo anche a voi di parlarci un po’ della vostra carriera all’interno del progetto.”

Bianchi: “La mia carriera è giocoforza legata a doppio nodo con il Fublet.
Quando progetto FM è partito io ero con il mio stand al Crema Comics su invito di Alessandro per presentare, appunto, Fublet.
Lì io e Bruno siamo stati invitati a partecipare al progetto, e inizialmente, non lo nego, la spinta al partecipate è stata più a scopo pubblicitario che altro.
In poco tempo però è diventata una droga ed uno sfogo ed ho quindi iniziato ad appassionarmi seriamente.
All’inizio non è stato facile: il mio alter-ego non mi dava grosse soddisfazioni e la squadra… tantomeno!
Poi è subentrato Martinelli come allenatore ed è stato fondamentale per fare diventare il Fublet un progetto serio e appassionante.
Come detto nonostante la mia attività costante il mio giocatore continuava a non farmi grandissime soddisfazioni…era vecchio, lento, peggiorava di anno in anno nonostante gli “investimenti” in potenziamenti… e quindi da quest’anno ho deciso di ripartire a Catanzaro, nell’affiliata, come 16enne… e devo dire che ora le soddisfazioni stanno decisamente arrivando.
Come ruoli, a causa del tempo comunque limitato dalla vita reale, ho sempre preferito dedicarmi solo alle mie squadre.
Questo fino a S3, quando mi è stato offerto il ruolo di presidente di lega di B.
Il ruolo mi permette di “pianificare” i miei impegni in termini di tempo in un lavoro comunque utile per la comunità e quindi ho deciso di farmene carico.
Ora la carica è salita di un livello, ma non ne sento ancora il peso.”

Sodano: “Nasco al Genoa in S1 (scelsi Genoa perché una delle poche rimaste), dove al primo anno seguii saltuariamente (mi interessava sapere solo i risultati e la mia scheda era difficile da reperire). Poi un mese risultai inattivo (cosa non vera) e da lì scattò qualcosa e iniziai ad impegnarmi di più, nonostante giocassi poco perché il mio personaggio era stato creato malissimo. A fine anno, a causa dei pochissimi soldi per potenziarmi e alla grande forma di Martini, decisi di ruolare come portatore di thè e portaborse di Martini (ride, ndr). Diventai poi presidente del Cuneo in C e Albese in serie D, che ottenne la promozione in C. Infine al termine della stagione S3 sono diventato ranger mentre da quest’anno ricopro l’incarico di mister del Siena!”

Giornalista: “Siete due dei membri storici del progetto che questa estate sono rinati 16enni, ciò ha comportato per voi un cambio di nazionale: passando dalla maggiore all’ U19. Che ambiente avete trovato in queste prime uscite? Simile a quello della nazionale maggiore o diverso in qualcosa, soprattutto visto il grande numero di utenti di nuova generazione presenti?”

Bianchi: “Per risponderti faccio un piccolo passo indietro: secondo me la nazionale è una delle cose più difficile da gestire in assoluto all’interno del progetto. In questo senso devo dire che l’interazione che Fulco sta cercando di mettere in piedi con le società è un qualcosa di splendido. Se fossi solo un giocatore ti direi che mi piacerebbe fare parte della rosa in ogni partita, ma come presidente preferirei che la convocazione fosse premiante anche per giocatori che non necessariamente passano la vita in live, ma che magari sono fondamentali all’interno di una rosa per il supporto che danno, per l’aiuto alla gestione, per mille cose che fanno “al di fuori di quelle ore serali”. In questo senso la gestione di Fulco secondo me è fantastica. Detto questo il gruppo al momento l’ho solo assaggiato. Mentre nella nazionale maggiore conoscevo praticamente tutti ora molti nomi mi sono sconosciuti. Nessun problema, ci conosceremo e vinceremo ciò che c’è da vincere come sempre!”

Sodano: “Sinceramente sono stato di passaggio per ora, avendo avuto una sola convocazione, ma alla fine non cambia molto, è un buon modo per conoscere altri facenti parte del gioco. La diversità c’è sia come visibilità che come motivazioni, ma essendo come un diesel ci metto sempre un po’ a farmi coinvolgere.”

Giornalista: “I nuovi utenti fanno molto affidamento su voi che siete così longevi nel progetto, vi rende orgogliosi una simile responsabilità?”

Bianchi: “Responsabilità è una parola grossa.
Come sempre, e penso di poter parlare anche a nome di Sodano che è l’altro regen, noi siamo sempre a disposizione per qualsiasi cosa, dal consiglio alla spiegazione e via dicendo.
Quindi in generale non la vivo come una responsabilità ma più come un piacere.
Di fatto se la gente si rivolge a noi in questo senso, un po’ di orgoglio c’è, inutile negarlo!”

Sodano: “Molto, mi fa sempre piacere poter dare una mano!”

Giornalista: “Siamo arrivati quasi alla fine. C’è qualche ragazzo che ti ha particolarmente colpito in questi primi mesi in U19? Dovessi dare un consiglio a chi sta iniziando a scoprire il mondo della nazionale in questi primi mesi e uno a chi invece non ne ha ancora avuto la fortuna, cosa gli diresti?”

Bianchi: “È ancora troppo presto per fare un nome: aspettiamo gli impegni importanti e poi ne riparliamo. A chi ha appena iniziato con la nazionale non posso che ricordargli che la maglia azzurra è sempre un premio, e come tale deve essere considerato. Inoltre gli ricorderei il piacere che ha provato nel trovarsi nella lista dei convocati. Questo sia per fargli capire che bisogna impegnarsi per provare certe emozioni, sia per fargli capire quanto possa essere egoistico privare altri della stessa gioia lamentandosi, magari, di una chiamata saltata. Ai meno fortunati invece posso solo dire di esprimersi all’interno della propria squadra: i presidenti sanno chi è meritevole e chi no; Fulco, a sua volta, ha dato la piena disponibilità a sentire tutte le dirigenze quindi non disperate, l’occasione arriverà per tutti!”

Sodano: “Greco della Cuneo Longobarda si è sempre interessato ma non ha ancora ricevuto la convocazione, invece Hakimian mi sembra un grande bomber.
Cosa posso consigliare? Di non pretenderlo, di seguire molto le live, commentare e fare post nel suo gruppo squadra… e non giocare come ala sinistra perchè ci sono già io (ride, ndr). Altro non saprei, forse di godersi tutte le sfaccettature del progetto perché una volta che si inizia a capire è una figata assurda!”

Giornalista: “Per concludere vi chiedo qual è la partita dell’Italia che vi ha suscitato più emozioni e che ricordate piacevolmente!”

Bianchi: “Il mio primo mondiale passato davanti al televisore, seguito per intero… le notti magiche di Italia 90. Partita secca Italia Germania del 2006, penso di non aver mai goduto così tanto per una partita azzurra!”

Sodano: “Ne ricordo soprattutto due: la prima è la semifinale dei mondiali 2006, contro la Germania, in cui ho sudato più di tutti i giocatori che stavano giocando; come seconda invece ti dico la finale dell’europeo Under 21 del 2004!”

Giornalista: “Grazie ad entrambi!”

Siamo arrivati alla conclusione di questa piccola analisi: direi che si possa confermare il nostro iniziale punto di vista.
La gioia di una convocazione viene condivisa con molte persone: la dirigenza e i compagni di squadra in primis perché, in fondo, se si arriva in nazionale il merito è anche di chi ci ha permesso di essere così attivi all’interno del progetto.
I posti, a confronto con il numero di membri, non sono molti, ma non disperate: chi se lo merita avrà la propria opportunità.

Durante le partite tutti dobbiamo sentirci parte della nazionale, che sia arrivata la convocazione o meno non cambia, perché in quei 90′ anche chi non è in campo prova le stesse emozioni, gioie e dolori di chi ha la fortuna di essere lì!
Per cui non mi resta che concludere con forza Italia, forza Senegal, forza Messico e forza qualsiasi altra nazione che in quei 90′ condivide le nostre stesse passioni!

Articolo di Alessandro Gallo


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