L’Eco di Frosinone – Settembre

Bentrovati, cari lettori di The World of Football, all’appuntamento mensile più atteso nei peggiori bar di Caracas, ovvero il resoconto delle gesta della squadra Frosinone. Avevamo lasciato i nostri avanzi di galera preferiti con due belle vittorie, sia in Coppa Italia che in campionato, vediamo ora come si è evoluto il mese di Settembre.

Prima partita subito in live contro l’Empoli, pronti a far peggio del solito causa paura da palcoscenico. Oltre a questo si aggiunge il fatto che la squadra è vittima di un brutto caso di stalking da parte di un losco figuro, fioccano richieste d’amicizia e nessuno riesce a capacitarsi di chi egli sia. Finalmente viene scoperto l’arcano: si tratta dell’ex mister del Frosinone Mihai Piu, che aveva allenato i ciociari in S3 “portando in salvezza il Frosinone, che era senza società”. Il mister, sottobanco, voleva cercare di riallacciare i contatti coi suoi vecchi pupilli, per poter facilitare il contrabbando di difensori da 300k di bonus. Impossibilitato ad essere in live, mister Guzzi lascia il comando al mister dell’affiliata Alfio Grasso, che fa subito sentire la sua voce dal suo covo in un grotta di Betlemme (sul perché di Betlemme, capirete poi…). Fin dalla formazione è chiaro ci sia qualcosa che non vada, gli schemi sono tutti saltati. Nel marasma generale (non confondete con il giocatore) l’Empoli segna con gol di Massesi: in chat l’hashtag #guzziout spadroneggia ma ecco che avviene, anche se in anticipo sui tempi, il miracolo del 25 Dicembre. Mattia Natale, ricevendo tutta la potenza del suo cognome, riesce a segnare la rete del pareggio su assist di Ottaviani; i compagni, intonando “Tu scendi dalle stelle” festeggiano il lieto evento, il Maestro dalla sua grotta abbraccia il bue e l’asinello e il presidente William, novello arcangelo, aggiorna i pastori sulla schedina giocata al totocalcio. Purtroppo si sa, la magia del Natale finisce presto e il risultato termina 1-1 con un po’ di rammarico per la squadra, perché presto arriverà l’Epifania e tutte le feste si porterà via.

Possiamo notare Don Alfio sulla destra, William sullo sfondo con in mano la schedina e al centro il piccolo Leonardo Driussi.

La partita successiva ci vede impegnati contro la Roma, facendo fomentare il nostro Imperatore che decide di tener fede al suo soprannome “il sanguinario”, girando per lo spogliatoio con una mannaia cantando l’inno della Lazio. Per evitare sgradite amputazioni, la squadra decide di allenarsi da casa attraverso dei corsi per corrispondenza: purtroppo le videocassette lasciate in eredità dal mister Mihai sono in rumeno e nessuno capisce un’acca. Tutto questo porta alla sconfitta maturata 2-1 contro i capitolini, che vanno a segno con Esposito e Pietrantonio. Solo Guzzi, in un momento di lucidità, si ricorda che per vincere bisogna segnare nella porta avversaria, mentre il collega di reparto Santilli appare più spaesato che mai, mangiandosi almeno due gol. L’attaccante di origini spagnoleggianti (Santigli o Santillo il suo vero nome, neanche lui se lo ricorda più) sembra soffrire di un piccolo problema agli arti inferiori, volgarmente detto “piedi a banana”: urge una convergenza oppure verrà rispedito nella Mancia, patria di Don Chisciotte e del nostro attaccante dalla mira sbilenca.

Trasferta in terra sarda per i nostri beniamini nel turno successivo, nella patria del porceddu e dell’Ichnusa, dove Sanna fa da Cicerone sulle specialità locali. Prima della partita ci ritroviamo a pranzo nel nuraghe dello zio di Sanna, un certo William il Giardiniere. Com’era logico aspettarsi, il tasso alcolico della squadra si alza in fretta. I giocatori del Cagliari, sicuramente più abituati di noi a contrastare gli effetti della birra giocano meglio, ma purtroppo per loro non sanno che Amendola è stato allevato fin dall’infanzia a latte e grappa di Pino, riuscendo quindi a segnare alla squadra isolana. I padroni di casa pareggiano con Cotta, che sfrutta una coscia d’arrosto per distrarre il portierone Castagnoli e così segnare; la gara si conclude 1-1, con Nico de “Nico i sardi” che urla dalla tribuna “Ajò, ti tiro un cazzotto eh!” all’arbitro, reo di non aver concesso il 19° minuto di recupero.

Nico che tenta di spiegare che “Il sardo è una lingua, l’italiano un dialetto”

Partita casalinga per la banda ciociara contro l’Americandy Siena, detto Siena per gli amici. La novità di giornata è la presenza di Camposarcone in porta al posto di Castagnoli: gli addetti ai lavori dicono infortunio, ma la verità è che durante la sessione d’allenamento Lorenzo ha ricevuto l’apparizione dell’Angelo Whis, pronto a insegnarli la tecnica dell’Ultra Istinto. Per chi non lo sapesse, la tecnica permette di schivare autonomamente ogni colpo: trasportata in chiave calcistica, permette al portiere di non subire mai gol, parando sempre la palla. Purtroppo sembra una tecnica troppo difficile da padroneggiare, dato che in partitella riesce a prendere gol persino da Santilli (che non ha ancora risolto i suoi problemi di convergenza, mortacci sua). Per dedicarsi all’apprendimento Casta rinuncia alla partita e, come dicevamo, lascia il posto a Camposarcone. Vinciamo 3 a 2 con gol di Generale e doppietta di Amendola (che giocatore!), in gol per il Siena Oteri al sessantesimo e Francesco Milone in pieno recupero di fine partita.

Il nostro Casta intendo ad allenarsi in montagna sotto la guida del maestro Whis

La penultima partita di settembre ci vede contro il Foggia in trasferta, dove si riconferma bomber in incognito il buon Amendola, autore del 2 a 1 definitivo. Gol di gran classe il suo, segno che la nuova disposizione in campo esalta le sue qualità. Il nostro primo gol lo segna mister Guzzi su rigore (se vi chiedete come faccia il mister a dare direttive e giocare in campo, vi invito a recuperare il numero del mese scorso, in cui chiarisco questa particolarità). Il giocatore su cui viene effettuato il fallo è Guzzi stesso che, sfidando ogni legge fisica, dopo essere stato appena appena toccato comincia a librarsi in aria franando al suolo ben 9.74 metri più avanti, battendo ogni record di salto in lungo passato, presente e probabilmente anche futuro. La squadra di casa era inizialmente andata in gol con Nisi, ma il nostro 1-2 ci ha portato alla vittoria.

Nel turno successivo, nell’ultima partita che andremo a raccontare in questo numero del giornale, siamo in casa contro la Fiorentina. Guzzi non può di nuovo essere in live, pertanto lascia il timone della squadra a Grasso, che si dimostra un esperto marinaio vincendo per 7-2. Man of the match sicuramente Guzzi con una tripletta, primo gol dopo solo 3 minuti e un rigore per lui. Al secondo posto si piazza Grasso stesso (oh no… di nuovo un caso di inception, aiuto…). A completare il tabellino dei nostri marcatori ci sono Ottaviani e Amendola con un gol a testa; quest’ultimo ormai ha riacquistato lo smalto della scorsa stagione dopo un inizio ballerino, tutto grazie alla cura del mister a base di spazzolino e dentifricio. Per la Viola i gol sono di Donà, che pareggia il primo gol di Guzzi, e di Leone, quando però ormai la partita era ormai indirizzata verso la nostra vittoria.

I risultati del mese di Settembre

Per questo mese è tutto, un caro saluti a voi lettori dell’Eco di Frosinone e al prossimo numero!

Emilio Ivaldi

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