Sambenedettese, l’anno della conferma

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In questa prima intervista della S5 andiamo ad analizzare una delle rivelazioni delle prime giornate: La Sambenedettese. Lo facciamo con il suo presidente Giorgio Sciubba e il suo allenatore Giovanni De Lucia.

Ciao Giorgio, Perché hai deciso di diventare presidente?

Volevo iniziare un progetto tutto mio, ed appena la C è diventata umana mi ci sono fiondato. È una bella sfida, partire da zero, con la paura di iniziare il campionato senza avere 15 giocatori e senza allenatore, ma, per fortuna, ho superato alla grande questo problema.

Perché hai scelto la Sambenedettese?

La mia prima scelta era Perugia, perché sono diventato simpatizzante della squadra da quando studio in questa bellissima città, ma era già presa. Allora ho scelto la Samb, altra squadra che simpatizzo perché ogni anno vado al mare lì vicino.

La scorsa stagione è stata al di sopra di ogni aspettativa ed è culminata con l’uscita ai Playoff proprio contro il Perugia. Mi puoi descrivere tutte le emozioni della scorsa stagione?

Il nostro obiettivo era quello di arrivare ai playoff, eravamo una delle poche squadre non affiliate, quindi partivamo svantaggiati. Siamo partiti con il freno a mano, siamo stati fuori dai playoff per la maggior parte del campionato, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. La squadra era molto soddisfatta, e ha cominciato a credere alla B. Prendere il Perugia al primo turno era destino, perché è anche la squadra del mio amico ed attuale mio presidente William Cioè. Erano più forti, quindi sapevo che non avremmo superato il turno, ma ero comunque deluso.

Parliamo un po’ del mercato estivo. È stata una rivoluzione o avete trattenuto tutti i vostri giocatori?

Abbiamo preso solo 4 giocatori: Lava, Conte, Zauli e Pezzella, per sostituire: gli svincolati Constantino, Sciammetta, Ciro de Martino (in prestito dall’Udinese) e Patrick Capobianco (trasferimento al Napoli). Quest’ultimo è stata un cessione sofferta, ma quando chiama la A è difficile rifiutare. Abbiamo trattenuto tutti gli altri perché è importante avere un gruppo solido e attivo (abbiamo portato 1.5 milioni di bonus) come il nostro. Sono arrivate offerte importanti per i fratelli Scasciafratti, Tommasi, Antonuccio e Aiello ma era meglio per noi (e per loro) rimanere.

Ti aspettavi questo inizio di campionato?

Si, siamo partiti forte, dobbiamo arrivare almeno tra le prime 3. Il livello del nostro girone si è alzato, la SPAL pare imbattibile, poi ci sono tuttocuoio San Marino, Sanremese e Piacenza, ma possiamo dire la nostra, e queste tre partite lo hanno dimostrato.

Passiamo a fare alcune domande a Giovanni .

Ciao Giovanni, Giorgio mi ha accennato che ti ha lasciato carta bianca. Come la vivi questa cosa?

Mi ha fatto molto piacere la fiducia, non c’è dubbio, anche perché mi dá più responsabilità e meno spazio all’interpretazione del mio operato. Mi viene data libertà in tutto e questo metterà subito in luce le mie responsabilità in eventuali sconfitte inopportune.

Qual è la tua filosofia? Cambi modulo in base all’avversario o hai un modulo fisso? Sei un catenacciaro o uno che vuole calcio spettacolo?

La squadra è costruita per essere quadrata in campo, esprimere un gioco pulito lasciando comunque spazio alle qualitá dei singoli, che hanno qualche guizzo nei piedi e lo dimostrano ad ogni partita. Per fortuna abbiamo una rosa eterogenea quando limitata, quindi mantenendo lo stesso modulo di base riusciamo a dare un po’ di variabilità a seconda dei titolari, questo ci aiuta molto ed è anche la direzione in cui sono andati i potenziamenti. Tutto il resto lo si ottiene col giusto equilibrio tra catenaccio e attacco totale.

Avete una stella in squadra?Parlaci un po’ di lui.

Quest’anno si stanno spostando un po’ gli equilibri, ma oggettivamente il primo a raggiungere un traguardo importante è stato Federico Scasciafratti. Tuttavia la sua convocazione in nazionale non mette in secondo piano le prestazioni assurde degli altri 14, che in un modo o nell’altro contribuiscono tutti alla stessa maniera. Il bello è che il gruppo è coeso dentro e fuori dal campo.

Chi è l’utente che sia per le ottime prestazioni in campo e sia per l’attività può fare meglio nel progetto?

Ce ne sono vari in squadra, chi per creatività, chi per motivazione, chi per l’ironia… Si distinguono quasi tutti. Hanno un modo di comunicare e partecipare che in altre squadre non ho visto.

Ultima domanda per tutti e due: quali sono i progetti futuri?

Giovanni: Fare bene con questa squadra per quest’anno. La promozione è un obiettivo, ma ci lavoriamo con calma. In più penso che sarà la mia ultima stagione da allenatore, per vari motivi. Ma lo dicevo anche dopo Udine… su questo non so darti risposte sicure perchè non mi fido nemmeno di me.

GiorgioLa B, provare quel campionato, giocare contro le squadre storiche di quel campionato. Un obbiettivo importante è quello di diventare una squadra ancor più attiva, applicare il modello Frosinone, squadra a cui mi ispiro.

Ringrazio il presidente e l’allenatore per l’intervista concessa, e gli auguro le migliori fortune per la stagione appena cominciata.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano | Revisionato da Gad Hakimian

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