Intervista a Giuseppe Di Caccamo, artefice del ‘miracolo Trapani’

Sembrava un ambiente problematico, quello del Trapani. Invece l’inizio di stagione 5 sorride ai siciliani, ai piani alti della serie B con 9 punti in 5 partite. Cosa è cambiato a cavallo delle due stagioni? Sicuramente il manico: la sapiente regia di Giuseppe Di Caccamo, trequartista del Progetto Gaming e coach amaranto, ha reso il Trapani una solida realtà della seconda serie. “Anche se non dovevo finire qui – ammette l’allenatore/dirigente – con Rizzuto dovevamo acquistare il Novara, portato alla salvezza lo scorso anno. Poi abbiamo ripiegato sul Trapani, dove c’era tanto lavoro da fare”.

Allenatore da sole due stagioni, Di Caccamo si sta imponendo come uno dei mister più interessanti del panorama PG: un inizio a Novara da traghettatore, poi 12 punti in sei partite con il Palermo poi abbandonato per ‘indisposizioni tecniche’ (pc rotto) e di nuovo l’avventura a Novara, con la salvezza che pareva impossibile. A Trapani è iniziata una nuova sfida: “Il gruppo era totalmente distrutto, lo abbiamo ricostruito da zero mantenendo pochissime pedine. Sin dall’inizio, con l’aiuto del DS Pietro Nicoletto, l’obiettivo era di rifondare la squadra cercando di potare i rami secchi, ma non mi aspettavo di trovare subito ragazzi appassionati al gioco, capaci di ottenere anche 300k in bonus. Un esempio è Iacuaniello, ormai il nostro grafico ufficiale e titolare fino a nuovo ordine, l’ex Crotone Taglione miglior assistman della B e Di Domenico, uno dei pochi rimasti, capocannoniere di categoria!”

Ma gli innesti non bastano, bisogna anche trovare il giusto modulo: “Sono di scuola zemaniana: vince chi segna un gol in più. Abbiamo organizzato 12 amichevoli in estate per trovare il giusto ritmo e lo abbiamo trovato. C’è ancora del lavoro da fare, ringrazio Nicoletto e Rizzuto che mi stanno aiutando al meglio. Stiamo creando gruppo anche al di fuori del progetto, cerchiamo di lavorare al meglio, in vista del mercato di gennaio dove vogliamo acquisti ‘col botto’. Il mio motto? Testa bassa e pedalare, per arrivare a fine stagione come una delle migliori realtà del progetto”.

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