Recensione di Call of Duty: Modern Warfare, la Campagna

La guerra è infame. Ovunque venga perpetrata, dal deserto alle città, la sua cupidigia non si bea nient’altro che dell’essenza della vita stessa. Alimentata dall’odio, dalla paura e dal disprezzo non solo coinvolge i soldati al fronte, ma anche gli innocenti. Innocenti colpevoli soltanto di essere lì, in un momento sbagliato, dall’altra parte del mondo, o in quella più fortunata, da noi, laddove la vita, rispetto a quei luoghi, è diversa, pacifica… O forse no.
Call of Duty: Modern Warfare inizia dalle fiamme.
I Marines degli Stati Uniti sono alla ricerca di uno spietato gas prodotto da Barkov, un generale russo fautore dell’invasione in Urzikstan, un Paese nel Medio Oriente martoriato da una guerra senza fine tra le milizie di “Karim” e l’organizzazione terroristica di Al-Qatala. Tra il fuoco e l’odio, il videogiocatore incontrerà nuovamente il capitano John Price, che dovrà formare una squadra speciale per trovare il gas nelle mani dei terroristi prima che possa essere utilizzato nelle città occidentali.

I ragazzi di Infinity Ward, ancora in grado di stupire come in passato, hanno realizzato un titolo attento nella sua essenza e peculiare nella proposta non solo come un semplice FPS. Dal gameplay al gunplay, quest’ultimo ovvio motore fondante dell’intera esperienza. Ma saranno riusciti a convincerci?

“Il fucile è il mio miglior amico”…

L’interfaccia è sempre la solita, predisposta come nei titoli passati, con granate a frammentazione, fumogene e flashbang e munizioni delle armi equipaggiate.Il dinamismo all’interno del titolo passa dalla sua fluidità nel gunplay. Accompagnato da una moltitudine di armi, convincenti nel loro design quanto nel loro utilizzo effettivo, le fasi di shooting sono in grado di coinvolgere a tal punto da immedesimare il videogiocatore in chi, all’interno del titolo, le impugna. Si avverte il rinculo di un fucile da cecchino, capace di spostare persino la spalla del personaggio di cui il videogiocatore veste i pani. In tal senso, qualsiasi arma equipaggiata ha una raffica differente per ogni eventualità, come ad esempio un M4A1 statunitense che può trasformarsi in un lanciagranate.
Oltre al coinvolgimento totale proposto da Infinity Ward, è quanto il titolo spinge durante le fasi più concitate, quelle negli agglomerati urbani o nelle strade, laddove l’azione diventa rapida. In determinate missioni della campagna avviene un rallentamento parziale, quasi in un moto di calma apparente, capace di sferzare e lasciare sgomenti: il ritmo, elemento importante in qualsivoglia FPS, non è da trascurare.

Le movenze dei propri compagni sono verosimili, seppure soffrano, anche a una difficoltà come Realismo, di una mancanza di reazione al fuoco convincente, differente dagli altri titoli del passato. L’IA nemica non è ottimale né prevedibile. Un intermezzo necessario, quando lo shooting di Modern Warfare esprime il suo massimo impegno negli scontri più realistici.

Fondamentale è la cura riposta nelle coperture, che non sono soltanto più dei blocchi in mezzo al nulla per non farsi colpire dai proiettili nemici ma sono predisposti nell’ambientazione perché ciò emuli una realistica fase di combattimento in una battaglia, in una rappresaglia, in una fase stealth. Perché ciò che Modern Warfare riesce a eseguire perfettamente è nella sua varietà, predisposta in maniera funzionale alla rapidità del gameplay. Dinamico e fluido, capace di esternare una propria anima interiore che si discosta da altri FPS del genere, non annoia né arranca all’interno dell’esperienza ma sottolinea le proprie qualità.

Intensità…

Se il lato tecnico non basta o il peso delle arma in mano durante un cambio di caricatore sembra quanto di più semplice in un FPS ben realizzato, ecco che viene fuori l’intensità delle missioni proposte in Call of Duty: Modern Warfare.
Differenti, innovative, drammatiche e capaci di lasciare di stucco nella loro scrittura, il quale racconta uno spaccato triste del nostro mondo come lo conosciamo a causa di quello che, nei contesti più similari alle tematiche attuali, ha spezzato in gran parte la nostra tranquillità; ma ben prima la pace per coloro che sono state le prime vittime designate in questa guerra per procura. Dalle missioni si evince una critica alla guerra nel Medio Oriente, alle invasioni passate dai russi o dagli americani alle Guerre del Golfo in poi fino a oggi, al terrorismo internazionale.

Ma l’esperienza non si fonda soltanto sulle critiche, allo stato attuale, agli Stati attuali. Quello che cattura è la regia durante l’esperienza e nell’intercalare quando una missione è collegata a un’altra. Unite a un filo conduttore già presente negli altri episodi del brand, la formula definitiva si palesa in Modern Warfare con decisione, non trascurando alcuna componente finalizzata alla trama e in funzione alla sua totale essenza.
Se negli altri titoli sembrava di camminare lungo un corridoio simile al precedente, come copia e incolla da seguito a un altro, stavolta Infinity Ward ha scelto di puntare su una sceneggiatura più profonda, capace di variare le ambientazioni proposte nell’esperienza.

Il level design è semplice e chiaro, però meglio contestualizzato grazie alla cura del comparto grafico, considerato innovativo da Infinity Ward nei mesi precedenti all’uscita del titolo. Il sistema di rendering si affaccia al futuro, in un nuovo engine che profuma di nuova generazione.
In tal senso, coglie un punto a suo favore la diversità dell’ambientazione che non ha cali di frame rate su Xbox One X, la nostra console utilizzata per testare attentamente il titolo. Nello specifico abbiamo notato una cura dei modelli particellari come le fiamme, durante un’esplosione o un bombardamento.

Ancora più importante, ai fini del gioco stesso, sono i modelli poligonali dei personaggi o degli edifici. Sebbene siano soltanto esempi, lasciano immaginare la profondità di Modern Warfare e nella gestione dell’impianto grafico, che cattura i dettagli più irrilevanti ed enfatizza i più importanti.

Tutto questo viene permeato da un buonissimo lavoro di doppiaggio in italiano, rilevante e di livello, in grado di catturare ogni frangente durante l’esperienza di gioco, non spezzando il ritmo e dando lustro agli attori scelti durante i suggestivi filmati che separano una missione da un’altra.
Il sonoro è di ottima fattura. Cattura fin da subito, scendendo dall’elicottero della prima missione. Non si tratta soltanto dei rumori degli spari a sorprenderci realmente del lavoro fatto per colmare e soddisfare l’udito. Ma le atmosfere, che non solo coinvolgono e si palesano con decisione durante l’intera esperienza, ma hanno una preponderante onnipresenza capace di portare a emozioni contrastanti.

Non un semplice fps…

Affinché il parere definitivo su Call of Duty: Modern Warfare possa giungere al termine, urge chiarezza. A nostro avviso non si tratta di un semplice sparatutto; bensì di una realtà adeguata a quello che ora, alla luce dei recenti avvenimenti nel mondo, si frappone come critica a chi promulga le “Guerre per procura” e dimentica il potere dell’educazione. Poiché quest’ultima ha un’importanza fondamentale per le nuove generazioni, è qui che si collocano la memoria e il ricordo, elementi che dovrebbero fungere da cardine in cui iniziare a migliorare il mondo.


Un videogioco, che è non secondo a nessuno per messaggi e tematiche, mostrando parte di sé in un’arte ormai alla portata di tutti, allunga le proprie intenzioni sul senso stesso della narrazione vista dai personaggi. Quella di Call of Duty è una faccenda che incontra orrori, ma spiega come evitarli portando il videogiocatore in un campo di battaglia, a stretto contatto con l’orrore. Com’è stato precedentemente con altri titoli del brand, lo è anche Modern Warfare. Non si discosta dalla sua linea.
Avendolo giocato a modalità Realismo, la più complessa dell’intero gioco, ci sentiamo in grado di poter giudicare l’intensità totale dell’esperienza come propositiva e pronta a maturare passo dopo passo.

La campagna dura otto ore, in modalità Realismo; sei in modalità Facile. Noi, di Progetto Gaming, consigliamo di giocare l’esperienza su Call of Duty a Realismo, affinché il videogiocatore possa avvertire le emozioni necessarie a non trovarsi deluso da una difficoltà troppo banale, che in scelte di difficoltà troppo snaturate rischiano di rovinare l’intera esperienza.

In sintesi…

Infinity Ward ha le idee chiare per il futuro di Call of Duty, soprattutto grazie al nuovo motore grafico e al suo rendering che si affacciano ormai all’imminente venuta della prossima generazione. Carico di messaggi, le tematiche vengono trattate con la dovuto scrupolosità e attenzione per creare una proposta nuova e distaccata ai predecessori, ma rispettando un passato fatto di successi.
Denso di una trama coinvolgente quanto il suo gameplay, la campagna di Call of Duty: Modern Warfare è stata n grado di convincerci pienamente. In attesa di conoscere il futuro della serie, sebbene Infinity Ward e Activision abbiano le idee chiare, resteremo sull’attenti, in attesa di prossime notizie.

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