Crotone, un gruppo compatto prima di una squadra vincente. Intervista a Vincenzo Mosca

Entrati oramai nella Stagione 5, Progetto Gaming vede sempre più partecipanti da tutt’Italia, desiderosi di vedere il proprio alter ego arrivare in vetta al calcio nazionale e internazionale (ovviamente ‘progettistico’). Ma dietro ogni calciatore c’è una squadra, e dietro ogni squadra c’è una grande organizzazione. Nella realtà, il desiderio di ogni società sportiva è quello di riuscire ad arrivare in alto partendo dalle retrovie: nei corridoi progettistici ci è riuscito il Crotone, che è cresciuto giorno dopo giorno fino ad arrivare, al termine della stagione 4, a qualificarsi per la prima volta in Champions League. Per parlare della crescita rossoblu abbiamo parlato con Vincenzo Mosca, uno dei maggiori azionisti della società assieme a Walter D’Auria, Riccardo Venturelli, Giorgio Laurendi e Antonio Bozza, oltre a ricoprire il ruolo di DS del team: “Sono giocatore del progetto dalla Stagione 1, quando assieme a Walter giocavamo nel Drink Team offline di Filippo. Un giorno, a metà della stagione 1, lo stesso Fil ci propose di diventare allenatore e DS. All’inizio ero molto scettico ad essere sincero, ma Walter mi convinse e dovemmo decidere tra due squadre: Crotone che navigava nei bassi fondi della A, e l’Udinese prima in classifica. Senza mezzi termini, scegliemmo la squadra messa peggio come sfida!”

Una sfida sicuramente importante, ma affrontata in maniera serena dai due, con l’obiettivo principale di creare un gruppo unito: “I ragazzi si sono lasciati coinvolgere sin dal primo momento, dimostrandosi subito disponibili al cambiamento. Come in ogni spogliatoio c’era il più e il meno attivo, ma la situazione non era drammatica. Con il passare del tempo abbiamo optato per cementare il gruppo, diventato sempre più coeso partita dopo partita: fino allo scorso anno c’erano dodici o tredici elementi presenti sin dalla prima stagione, e lo scorso anno ero consapevole che avremmo potuto giocarci un posto in Europa. La Champions League è ‘solo’ il frutto del duro lavoro fatto nelle scorse annate. Di sicuro la nostra dirigenza ha aiutato ad ‘alleggerire’ l’ambiente, ma il materiale a disposizione era già di prim’ordine, con la partecipazione costante alle Live che ha sicuramente aiutato”.

Laurendi, Venturelli, Calfapietra, Bozza, Bertoletti, Scalas, D’Agostino: sono alcuni componenti del gruppo storico del Crotone riuscito ad arrivare in Champions. “Hanno tutti giurato amore a questi colori, specificando che non vorranno mai separarsi dalla nostra dirigenza. Sono arrivate tante proposte alle big, ma sia a noi che a loro interessa rimanere insieme, rimanere un gruppo compatto al di là della serie e della posizione in classifica. Quest’anno, per poter essere competitivi, abbiamo dovuto operare sul mercato, dove abbiamo fatto scelte difficili cedendo Loi, Taglione, e Maioli (3 ragazzi fantastici) ma che abbiamo dovuto fare per farci trovare pronti in tutte le competizioni. Ma sono arrivati elementi importanti come Mosca (io stesso) dopo 4 anni al drink team, Lefosse, e poi Carugno, Grieco e Rocco prelevati dall’affiliata Catania ma già pronti per grandi palcoscenici”. L’avere un’affiliata a disposizione aiuta sicuramente la crescita dei giocatori: “Farsi le ossa in serie c, è sicuramente un bene per tutti, e i più promettenti e i più attivi sicuramente potranno avere una chance al Crotone. E’ una palestra importante, per entrare nelle meccaniche del progetto e padroneggiarle al meglio, per arrivare poi da noi pronti ad inserirsi”.

L’essere affini e comportarsi come un unico blocco ha aiutato il Crotone, ma questa è una filosofia scelta anche dalla dirigenza: “Sicuramente siamo molto coesi e raramente ci sono stati degli screzi tra di noi, perché ognuno svolge il proprio lavoro in modo egregio, sicuramente questa coesione aiuta e aiuterà in futuro per i nostri successi. C’è chi è più bravo a fare mercato, chi più bravo a tenere il gruppo attivo, chi più bravo in game… ognuno ha il proprio ruolo e non ci pestiamo i piedi, cercando di fare il meglio per la squadra”. Quali possono dunque essere gli obiettivi del Crotone? “L’obiettivo stagionale è sicuramente far bella figura in Europa, e confermarci in campionato tra le prime 4/6. Ma per il futuro prossimo, vogliamo alzare la qualità della rosa, coinvolgendo nuovi elementi come fatto in passato e farli entrare nella nostra famiglia, puntando così a qualche trofeo”.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento