Fm Sound #4: Giacomo Sedda

E’ uno degli admin del progetto e anche uno dei volti storici dello stesso. Presente all’interno del gioco sin dalla prima stagione, l’ospite di oggi è conosciuto per i ruoli che interpreta con passione e rigore. Una persona ben voluta dai propri amici, definiti ” travolgente ” e estremamente ” etica “, innamorata della cultura e del mondo. Impegnato nel sociale, nel gioco è l’allenatore e presidente del Torino, con cui ha raggiunto la finale di Europa League la scorsa stagione, contro ogni pronostico e ogni previsione. Uno dei più affezionati lettori di questa rubrica, alla quale ha spesso scritto per potervi partecipare. Signori e signore, ecco a voi l’intervista con Mr. Giacomo Sedda.

Benvenuto su Fm Sound Mr. Sedda, prima di partire la vorrei ringraziare per l’interesse dimostrato per la rubrica e per la sua disponibilità. Ha già pronta qualche idea da spendere per noi ?

Grazie, Grazie, è un onore essere finalmente ai vostri microfoni.  Ho inseguito a lungo il vostro ” frontman ” per questa intervista, dedicandogli anche un meme tempo fa, quindi sono molto contento. Non ho molte idee pronte, sono più persona che pensa le cose al momento, ma ti posso dire che ho una canzone da dedicarti, ovvero l’opening del film ” Catch me if you can “, con Tom Hanks e  Leonardo Di Caprio. Colgo l’occasione per  farti i miei complimenti per la rubrica, un’idea spettacolare! Sarà per me curioso vedere come la community risponderà ai miei gusti musicali, dato che variano parecchio.

AM ( Amplitude Modulation )

la vita privata

Grazie mille per i complimenti. Senta: solitamente chiedo agli intervistati di parlare di loro, di descriversi ai nostri lettori, ma nel suo caso ho preferito chiedere a delle persone a lei vicine per ricavare già qualche elemento del quale discutere. Dicono di lei che è una persona riservata ma che sa essere difficile da arginare se entra in confidenza. Si ritrova in queste parole e cos’altro aggiungerebbe rispetto a questi due fattori ?

Mi fa piacere vedere che si sia informato su di me prima di intervistarmi. Ho solo paura di cosa possano averle riferito. Si comunque, purtroppo per i miei amici è vero, sono una persona molto estroversa ma che tende a selezionare con chi essere “senza freni”. Molte delle mie amicizie, di base introverse, le ho proprio ” decise ” io. E questo si rivede nei nostri rapporti, anche se ovviamente si parla solo di aspetti superficiali e visibili: nell’intimo delle relazioni non entro nemmeno. Difficile da arginare dicono? Può essere. Son un testardo idealista in realtà, e quando faccio partire la ” Locomotiva “, come la canzone di Francesco Guccini, le stacco i freni e non trattengo idee e opinioni, anche se questo spesso mi è costato caro.

Oltre a questo le chiedo comunque di dirci cosa fa nella vita, oltre ad essere uno degli admin di progetto gaming.

Nella vita sono un programmatore, mi occupo di robotica e di analisi dei dati. Son sempre in cerca di soddisfare la mia profonda curiosità verso il mondo, coltivando mille passioni e leggendo parecchio, anche solo bignami di nozioni pratiche o teoriche. Adoro i posti aperti come il mare o le montagne, luoghi dove tendo ad andare quando voglio “staccare la spina”,cosa che mi serve spesso ahimè, perché resto una testa calda con poca pazienza.

La cosa che mi ha colpito molto, nella ricerca di informazione su di lei, è la ricorrenza di un valore specifico: l’etica. Mi viene perciò da chiederle che cosa è l’etica per Giacomo Sedda e qual è il reale valore che gli attribuisce? E se fosse una canzone, quale sceglierebbe ?

Ecco, partiamo dal presupposto che io sarei uno di quelli che persa la pazienza si lancerebbe con la ” locomotiva ” di cui sopra contro il treno dell’ingiustizia. Mi son sempre preso carico di ruoli “pesanti ”, dal volontariato per il banco alimentare allo scendere in piazza per questioni di diritti studenteschi. Riconosco di essere stato molto fortunato ad avere tutto quello che ho e le possibilità di crescita a cui posso accedere, quindi tendo a lottare contro le ingiustizie, sociali  o di qualsiasi altra natura. Così come non sopporto assolutamente la disonestà, una cosa che proprio detesto con tutto me stesso. Questo, forse, fa di me un pessimo ” giudice ” sotto alcuni punti di vista, in quanto sarei il “ gendarme ” del gruppo pronto a scattare e regalare i ban, ma per fortuna ho chi mi fa sempre vedere le cose da altri punti di vista. L’etica è qualcosa che è difficile da spiegare. Si presenta in mille forme, in mille contesti. Barare in un gioco è così diverso dal presentare delle dichiarazioni fiscali volutamente alterate? Io non credo. Si dice che l’occasione fa l’uomo Ladro, ma io ho sempre preferito intendere che sia il rifiutare l’occasione a fare del ladro un ” Uomo “. Spero che di riuscire a trasmettere bene il valore che do all’etica, anche professionale, in quello che faccio. Come canzone, avendolo citato, dico ” Un giudice “ di Fabrizio De Andrè.

Alcuni dei suoi amici mi hanno informato della sua idiosincrasia nei confronti delle Fake News, sicuramente una delle criticità del mondo dei social network e non solo. So che in merito a questo argomento ha anche prodotto un gioco da tavolo chiamato ” La macchina del fango “, che ha tra l’altro presentato al Modena Play e che porterà anche al Lucca Comics. Ce ne vuole parlare?

Io non odio le fake news, questo sarebbe dare una fake news. Le aberro. Non tanto le notizie in se, quanto il concetto di ignoranza dal quale dipendono. Il fatto che oramai tantissime persone non riescano a filtrare ciò che gli viene messo davanti, distorcendo la realtà dei fatti, mi fa dare di matto. Uno spreco di tecnologia, intelligenza e valore umano in mano a chi, senza scrupoli, le sfrutta per piegare l’opinione pubblica. Da questo nasce il gioco “la macchina del fango”: quando ci si confronta con delle persone che non vogliono leggere e non vogliono che gli si dica che non hanno capito, o che magari non hanno gli elementi per farlo, il mezzo migliore per spiegare le cose, secondo me, è attraverso un gioco. Resta un’esperienza divertente, con tantissimi layer ( strati, ndr. ), ma permette di capire il meccanismo con cui le fake news funzionano, rendendole divertenti anche per chi ci crede. In alcuni ” playtest ” infatti, ci sono capitate persone che hanno preso per serio il tutto, convinti che portassimo avanti le ” idee alternative”. Non vi dico le risate la prima volta che una sostenitrice della terra piatta ha visto la carta “ terrapiattismo “.Comunque siamo in definizione con alcuni editori e speriamo di lanciarlo sul mercato il prima possibile, ma avrete notizie non appena ne saprò di più. A concludere alla risposta associo ” Breakthru ” dei Queen.

Capitolo passioni: ” leppe ” ( classico coltello sardo, ndr. ), barche a vela, vintage. Questo sono solo alcune delle cose uscite fuori su di lei e sarei molto curioso di sapere non solo da dove nascono, ma anche come si sono sviluppate e infine a che punto siano in questo momento. E inoltre, quale canzone assocerebbe ad ognuna di queste?

Per le passioni è facile: ho sempre adorato il mare ed ho iniziato a fare vela quando avevo 7 anni e da allora sogno di potermi permettere di vivere “in barca”. Il rapporto col mare è particolare, ci si confronta con qualcosa di molto più grande di noi, ma dalla quale abbiamo avuto origine. Si tratta quasi di un rapporto “preistorico”, qualcosa di scritto nel nostro DNA. Navigare seguendo il vento, lasciando la tecnologia dietro, poi, è un esperienza diversa; non si va veloci, si segue un ritmo naturale, ma si va lontano. Questo mi fa venire in mente ” Blowin’ in the wind ” di Bob Dylan, che credo riassuma bene il tutto. Per quanto riguarda il resto in realtà posso riassumere le passioni ” leppe” e vintage insieme. Mio nonno era un carbonaro, in miniera. Per legge i minatori non potevano portarsi coltelli “a punta”, questo per evitare risse e disordini, e quindi venne sviluppata in Sardegna la “Leppa Guspinese”, coltello a serramanico con manico d’osso d’animale o di corna di erbivoro grande, piatto in punta, con la lama generalmente tra i 20 e i 30 cm. Questo coltello ovviamente mi è arrivato in quanto la ” Guspinese ” è della zona dove son nato e cresciuto, accompagnata dalla Leppa Arburese e Villacidrese:

Come vedete si parla già di coltelli diversi nonostante i tre comuni siano distribuiti in un quadrato di circa 20 km. Se si va in giro per la Sardegna si possono trovare un numero enorme di varianti estremamente personalizzabili. Dicevo; dato che mio Nonno aveva una guspinese, l’ho ereditata come suo unico ricordo. L’altro oggetto che avrei potuto ricevere, ma che è “sparito nel tempo”, era una Vespa. Che comunque possiedo ovviamente, ma non quella che avrei dovuto avere. Da questa iniziale passione da adolescente, e dai svariati viaggi nell’Europa dell’est, dove i costi più bassi mi permisero di comprare svariati oggetti “storici”, sto iniziando a formare una piccola collezione d’antiquariato e modernariato. Tra una Vespa del ’69 e una macchina da scrivere del 1910 funzionante, si annidano foto e oggetti vintage che conservo con cura a Villacidro. Sarebbe difficile dare delle canzoni a questi oggetti, ma voglio dire ” Ghost Riders in the Sky – Johnny Cash “, dedicata ai miei due nonni, entrambi ” centauri ” , mentre per la Vespa, nonostante sia un mezzo storico, mi affiderò ad un pezzo di ” eurobeat ” che me la ricorda, più che altro per la mia tendenza a guidarla a manetta aperta, ovvero ” Manuel – Gas Gas Gas “.

So che nell’ultimo periodo ha avuto molti viaggi da fare, alcuni per questioni più istituzionali, altri più per diletto. In particolare stiamo parlando del viaggio con Andrea Conte e Fabio Bicocchi e quello a Las Vegas in occasione del TwitchCon con Filippo Ballarini, Luigi Frunzio e Gianluca Pattarozzi. Sempre associandovi alla fine dei brani, che cosa hanno rappresentato queste due occasioni? C’è qualcosa che ritiene particolarmente interessante da raccontare in merito e c’è invece un viaggio in particolare che le piacerebbe fare?

Si, due viaggi da pazzi: a Monaco per la cresima di Agostino Lupo e a San Diego per il ” Twitchcon “. Compagnie diametralmente opposte, con motivazioni profondamente diverse. Per Monaco dedico ” Haddaway – What Is Love “. Recuperate lo sketch all’ ” SNL ” se non l’avete visto ( Saturday Night Live, ndr. ) e immaginate rispettivamente Bicocchi alla guida, Conte a sinistra e me dietro. Un viaggio veloce ma particolare, dove siamo riusciti a perderci per la Germania in cerca di Agostino e della sua casa, con notizie anche abbastanza devastanti, tipo scoprire il mio essere quasi coetaneo del padre. Un break dalla monotonia estremamente divertente e da rifare, magari escludendo le due ore in chiesa di messa in tedesco. Il viaggio a San Diego invece è nato a caso in una pizzeria a Milano. Ci siamo trovati come i 4 cavalieri dell’apocalisse, ma in versione ” Eurospin”. Non abbiamo avuto praticamente idea di cosa, dove, quando e perchè per l’80% del viaggio. Tra la crociata di Patta contro l’aria condizionata e la missione divina di Frunzio di voler assaggiare qualsiasi cosa avesse l’aria di un fastfood, siamo riusciti comunque a convivere senza ammazzarci. Momento più bello? In statale. In radio danno Napoli – Cagliari, io son seduto alla guida e Luigi è alla mia destra. Gol dei Rossoblu. Trattenermi vedendo Frunzio incazzato nero è stato difficilissimo. Altro momento veramente bello è stato il giorno alla Death Valley. Non immaginavo fosse una location cosi bella e spettacolare. Bisognerebbe andarci per una settimana e dormire li in tenda, per poterla godere e visitare tutta. Per questo viaggio invece non posso che scegliere ” Born To Be Wild ” degli Steppenwolf. Il viaggio che mi piacerebbe attuare invece, consiste nel saltare su una macchina vecchia e partire da Londra per arrivare ad Ulan Bator, capitale della Mongolia.

Anche qui, ricercando qualche aneddoto circa queste due occasioni ho ricevuto un feedback molto positivo da parte dei suoi compagni di viaggio. In particolare Ballarini mi ha detto, cito testualmente: ” Giacomo è stato l’ago della bilancia tra il buon senso e la pazzia. Era quello più equilibrato e che si è sacrificato più di tutti anche a suo malgrado. Ha guidato il 90% del tempo e ha dormito per tre notti sul divano della sala perché tutti volevano dormire da soli. ” Personalmente scorgo in queste parole il ritratto di una persona che ha un forte senso di generosità e responsabilità. Sto divagando o sono davvero tratti che l’accompagnano nella sua vita?

No, ahimè non vedi male. Sono abituato a dover fare il “sacrifice play”, sia in famiglia che in altri contesti. Forse è dovuto all’essere il terzo figlio, o per il fatto che metto prima il benessere altrui del mio. Non ho idea del perché ma tendenzialmente son quello che si prende carico delle situazioni. Non a caso il ruolo del ” Capitano ” viene tendenzialmente assegnato a me, anche se io non lo chiedo. Qua mi sento di citare la ” Theme Song “ del film ” I Pirati dei Caraibi “.

Una volta, mi corregga se sbaglio, studiava medicina, ma è passato in seguito allo studio della programmazione e oggi è questo il suo percorso e il suo impiego nella vita. Ci racconti come è avvenuto questo cambiamento e quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a farlo. E inoltre, se avesse modo di descrivere i due percorsi attraverso due brani strumentali, quali sarebbero ?

Bello. Si, la medicina ancora mi affascina, e la professione ancora di più. Ma la mole di studio e il tipo di studio prevista, ahimè, non fanno per me. Son un tipo estremamente pratico, la teoria mi annoia. Sono di quelli a cui dai un set di lego per fare un grattacielo, salta le istruzioni e fa una nave. Non son adatto al modello di università italiana per quanto riguarda medicina. In informatica invece ho recuperato una grande passione che mi accompagna da sempre, e nonostante non sia ancora laureato (SIC) ho trovato subito campo e lavoro. Ho cambiato proprio per seguire questa mia inclinazione e passione. Per quanto riguarda i due brani strumentali direi ” Lost but Won ” di Hans Zimmer per medicina e ” Supermarine ” dello stesso autore.

FM ( Frequency Modulation )

le domande sul progetto

Parliamo ora della sua vita nel progetto, partendo giustamente dall’origine di tutto. Ci racconti un po’ come è entrato a far parte di questa community e i suoi primi passi.

Sono entrato nel progetto al suo primo giorno di vita, quando ancora venivano formate le squadre. Avevo seguito il progetto di Ballarini e del Drink Team con attenzione mentre ero in Erasmus. Chiesi di iscrivermi al Cagliari, che purtroppo era stato buttato fuori per far spazio al Fublet. All’epoca Filippo disse: ” chi mai si iscriverebbe al Cagliari “. Scelsi quindi il Torino, dal quale non mi sono praticamente mai mosso. Se dovessi scegliere una canzone che rappresenti la mia carriera sarebbe assolutamente “ Una vita da mediano ” di Ligabue.

Andrea Conte mi ha parlato di una vostra scommessa circa il Torino in Europa League durante l’S4 ( Stagione 4, ndr. ), scommessa che mi pare di capire lei abbia vinto, nonostante il risultato finale. Ci dica un po’ com’è nata questa cosa e qual è stato il dopo ? Quale canzone userebbe per l’occasione ?

Inizio S4. Conte mi dice: “ non crederai di andare in fondo in Europa League? siamo scarsi e questi son troppo forti.” Risposi: ”Vedrai cosa ti combino”. Il rammarico è quello di aver dovuto cedere punti e match in campionato, ma da dicembre era diventato un “all-in”. Abbiamo perso solo perchè da una parte giocava Rabiot, dall’altra Pusceddu. Si Daniele, il goal mangiato non te lo perdonerò mai. Una canzone per il cammino europeo? Bhe, ” La dura legge del gol “ degli 883.

A proposito del Torino: con quali aspirazione riparte quest’anno la squadra dopo aver centrato la finale di Europa League nello scorsa stagione ? Quali gli obiettivi e quali le parole chiave che definirebbe per S5? C’è un giocatore dei suoi sul quale punta di più ?

Durante la S5 ci dobbiamo aspettare un Torino in grossa difficoltà. Nonostante il lavoro fatto sul gruppo e sul ” brand ” della squadra, non nascondo che abbiamo sempre problemi a sostituire i giocatori che partono. Abbiamo, per motivi diversi, perso Pauletto, Vanali e Frunzio. Chiunque sentirebbe la mancanza di certi valori in campo, anche se i sostituti scalpitano per dimostrare il proprio. La forbice però,  tra noi e i top, si è leggermente ampliata. Dobbiamo perciò lavorare sodo e guadagnare bene per puntare tutto alla S6. Con la finale si è chiuso un ciclo, ora sta a noi aprirne un altro. Giocatore su cui punto di più? Posso fare l’elenco dei giocatori su cui non conto, sarebbe più onesto nei confronti della rosa. Se devo fare nomi però, penso che Palmieri si farà notare e Lupo si riscatterà. Ma la novità più grande sarà Conte, che farà sempre schifo ma solo più vicino alla porta avversaria.

Da allenatore purtroppo lei vive di quella condizione per la quale se vince è un grande tattico mentre, se perde, una persona poco capace. E’ una delle leggi del tifo e forse anche del calcio, ma c’è una partita della quale si ricorda dove era sicuro di portare a casa la vittoria e invece è caduto in una bruciante sconfitta?

Nessuna. Ho la tendenza a studiare gli avversari il più possibile, quindi so perfettamente che non esiste la ricetta che mi faccia dire “grandi questa la vinciamo in ciabatte”. Il team lo sa, odio sia le dichiarazioni pre partita da “asfaltiamoli” sia le grandi dichiarazioni post partita da sfottò, in quanto il gioco rispetta sempre relativamente poco il lavoro dell’allenatore. Un esempio che mi sovviene è stata l’eliminazione della Cremonese in coppa Italia. Appena fummo buttati fuori scrissi in chat squadra di “mantenere il silenzio stampa”, in quanto una vittoria senza mister avversario in campo non è effettivamente “meritata” ma lasciata al caso. E così faccio sempre, anche per rispettare gli avversari.

Come si rapporta lei allo spogliatoio, qual è il tratto caratteristico della sua gestione e come descriverebbe il se stesso allenatore e il se stesso presidente? E tatticamente si ritiene un’integralista o sa modellare la formazione a seconda dell’avversario ?

Per me conta tantissimo il gruppo. So che potrebbe sembrare strano, ma nel momento di difficoltà in S2 si son visti quali giocatori tenessero veramente alla squadra. Da allora puntiamo sempre a profili che garantiscano più ” casino ” in chat che risultati sul campo. Se si riesce a fare entrambi è ovviamente meglio, ma non siamo ossessionati dalla vittoria. Certo fa piacere, ma se per un obiettivo in gioco devo sacrificare i rapporti personali, allora scelgo sempre i secondi. Faccio un esempio: Collano, per quanto un big in C, pagherà il salto di qualità; non si è potenziato con 800M come altri DC ( Difensore Centrale, ndr. ), ma contribuirà all’ambiente del ” Toro ” e prima o poi anche in campo, come gli altri 10.

Angela Iadi, Maurizio Deidda, Arnaldo Figoni, Andrea Conte e Daniele Pusceddu: questi sono solo alcuni dei membri del Torino, ma sono in qualche modo quelli che assieme a lei più caratterizzano la squadra granata. Una dedica musicale per ognuno di loro, valutando carattere e momenti assieme. 

Come presidente e allenatore credo di essere un integralista della filosofia, non della tattica. Gli 11 che vanno in campo cambiano, i 22 che si sentono quotidianamente in chat no. In ordine, se mi è permesso, dedicherò più delle canzoni che mi hai chiesto:

Maurizio Deidda:  Tooth Fairy – Nanowar of steel

Arnaldo Figoni: Servi della gleba – Elio e le storie tese

Andrea Conte: The best – Tina Turner

Agostino Lupo: Pazza Inter – I Boys Della Nord

Christian Pennisi: The kids aren’t alright – The Offspring

Massimo Pauletto: L’anno che verrà – Lucio Dalla

Ricardo Lamine: Peacemaker  – Sonata Artica

Alex Milone: La leva calcistica della classe ’68   – Francesco De Gregori

Angela Iadicicco:  50 Special – Lunapop

Paolo Vanali: Lux Aeterna – Clint Mansell

Nicolò Martinelli: Driving With The Top Down – Iron Man Theme

Luigi Frunzio:  Abiura di me – Caparezza

Sabrina Ferilli Fagone: Run Run Run – Junge Junge ft. Kyle Pearce

Roberto Ruggeri:  Nuvolari  – Lucio Dalla

Francesco Avogaro:  Learn To Fly  – Foo Fighters

Francesco Terlati:  Fossi Figo  – Elio e le storie tese

Daniele Collano:  Welcome to the jungle  – Guns n’ Roses

Fabio bicocchi : Big Iron – Marty Robbins

A me, perché adoro questo brano: Trinity ( da ”  Lo Chiamavano Trinità ) – Annibale

Extra Torino aggiungo:

Alessandro D’anteo e Luca Franceschi:  Il Gatto e la volpe  – Edoardo Bennato

Luca Brian Santoro: The invisible man  – Queen

Marika Calcagno: Trinity Infinity – Don Davis

Guardiamo al progetto in generale comprendendo i vari campionati che lo compongono, quali sono secondi lei le figure che ritiene possano avere un ruolo da protagonista durante questa stagione ? Riuscirebbe a descrivere ognuna di queste attraverso un brano ?

Ci sarebbero tantissime persone da nominare, dai vari mister ai ” top player ” delle rispettive serie. Citerò, a caso e per ispirazione, Michelini a cui dedico ” Don Raffaè “ di Fabrizio De Andrè, Campagna, a cui do ” ti amo campionato ” degli Elio e le storie tese, e Patta e Di Gloria, a cui associo ” per un pugno di dollari ” di Ennio Morricone.

Oltre ad essere presidente e allenatore del Torino, lei è anche admin del progetto. Come si trova a vestire questo ruolo e quali sono le sue mansioni ? Inoltre quali pensa possano essere le prospettive della community sul breve e lungo periodo ?

Essere scelto nel ruolo di admin dai ” founder ” è stato per me fonte di onore e gioia. In realtà le mansioni ci sono ma ci scambiamo spesso “ le maglie ” con gli altri in base a tempi e disponibilità. Nel breve periodo credo che la community crescerà , e di molto, mentre nel lungo periodo penso che vedremo nascere un progetto completamente diverso dall’attuale. Ai miei colleghi dedico ” Un amico come me “ dal film Aladdin, immaginando Pironti nelle vesti del genio e Ballarini in quelle di Aladdin. Singolarmente invece dico ” Il rock di Capitan Uncino “ di Edoardo Bennato per Pironti, ” Crocodile Rock “ di Elton John per Ballarini, ” Destra-Sinistra “ di Giorgio Gaber per Fulco e ” Video killed the radio star “ dei The Buggles per De Donatis.

Giunti alla conclusione di questa intervista, oltre che ringraziarla nuovamente per la disponibilità, le chiedo un consiglio musicale per tutti i nostri lettori.

Come consigli musicali direi: cambiate radio. Non fossilizzatevi su un genere, esplorate in base al vostro stato d’animo. Se dovessi suggerire a freddo, direi un paio compilation presenti nel mio “armadio”: De Andrè e la PFM, i Queen, i Subsonica, i Foo Fighters, i Sonata Artica, gli EELS, e John Cage, tanto per tirare nomi a caso. E infine vorrei assegnare una canzone anche a te Valerio, ovvero ” che idea “ dei Flaminio Maphia.

Grazie mille Giacomo. A presto con un nuovo numero di Fm Sound!

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