Console war e Death Stranding

Nelle scorsa giornata è stata ufficializzata, tramite tweet da parte di Kojima Productions, l’uscita di Death Stranding su PC prevista per l’estate 2020 e con 505 Games nel ruolo di publisher. Oltre ai numerosi commenti di scherno nei confronti di una possibile esclusività Epic Games Store, molti utenti si sono detti sorpresi da questo annuncio, mentre altri se lo aspettavano.

Ma il suo arrivo è stato davvero così inaspettato? Tra questi due schieramenti, non si puo’ non dare ragione a questi ultimi. Ovviamente questo aspetto non è stato chiaro e il fatto che il titolo utilizzi come motore grafico uno proprietario Sony, non ha di certo aiutato. La notizia dell’arrivo di Death Stranding su PC risale al 2015, quando il community manager di Sony, Pad Poet, rispose a delle FAQ – ormai eliminate dalla rete – che indicavano l’enigmatico titolo di Kojima come un’esclusiva temporale per console.

Ma come hanno reagito i fan della console di casa Sony? Forum e social media di mezzo mondo sono stati invasi da commenti pieni di astio nei confronti di questa scelta di mercato. Una rumorosissima schiera di fan ha visto questa mossa come un attentato alla loro libertà, essendosi visti privati del movente per bullarsi con chi non possiede la loro stessa console. Altri, invece, l’hanno presa come un attacco personale, decidendo di cancellare i pre-order e di boicottare qualsiasi futura del creativo giapponese Kojima. Ma come in tutte le cose, la generalizzazione è sbagliata ed è qui che entra in gioco l’altra faccia della medaglia, composta da utenti che hanno apprezzato e capito il perché di quest’azione.

Questa diatriba non è altro che l’ennesima prova di quanto il videogiocatore medio non sia abituato alla discussione, all’accettazione stessa che, al mondo, al di fuori della bolla che egli stesso ha creato, esistono altri videogiocatori con gusti e pensieri diversi dai suoi. Seppur Death Stranding sia riuscito, grazie ad una grandissima opera di comunicazione, a restare in cima alle classifiche dal suo annuncio ad oggi, viene difficile pensare che l’opera sia stata letta e capita. Un’opera che, grazie alla sua ambientazione, vuole trasmettere il significato di “unione”, di “connessione con gli altri”, abbattendo tutte quelle mura che la community di videogiocatori ha costruito. Da qui la domanda lecita è: ce la farà Death Stranding a creare queste connessioni o sarà l’ennesimo prodotto che o si ama o si odia a prescindere?

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