Le interviste impossibili: Campobasso

Eccoci quest’oggi nella sede del Campobasso, dopo poche ore dal momento che tutti noi, appassionati di FM, stavamo aspettando: l’inizio della S5! Ci troviamo in compagnia dello staff dirigenziale e di alcuni componenti della squadra.

Buongiorno signor Presidente, cominciamo l’intervista partendo da lei. Siamo ai nastri di partenza della S5, quali prospettive ha per questa nuova stagione? Come si sono svolti questi due mesi circa tra fine S4 e inizio S5 qui in casa Campobasso?

Buongiorno a lei. Anche in questa nuova stagione l’obiettivo principale rimane la promozione in serie B, ho fiducia nei ragazzi e nello staff tecnico e so che si impegneranno al massimo per raggiungerlo. Il passaggio tra la stagione passata e quella nuova è stato relativamente tranquillo: abbiamo chiuso il prima possibile i colpi necessari a completare la rosa in modo da permettere ai nuovi di ambientarsi al più presto.

Per il secondo anno di fila conferma sulla panchina il mister Raoul Guzzi: cosa apprezza di più del suo giovane allenatore?

Ho deciso di puntare subito su Raoul perché ho visto un giovane talento grintoso e voglioso di riscatto dopo la bruciante esperienza di Como. I suoi buoni risultati da quando ha avuto una rosa completamente umana mi hanno convinto della bontà della scelta, non ho avuto alcun dubbio nel confermarlo.

In che rapporti è con i suoi collaboratori e giocatori? Anche a Campobasso il gruppo squadra si ritrova ben presto intasato da centinaia di messaggi oppure è un po’ più tranquillo?

I rapporti sono ottimi, ci tengo che tutti sappiano che possono sempre contare su di me, anche per questioni extraprogetto, voglio che mi vedano come un amico su cui contare prima che un presidente. Il gruppo al momento è tranquillo, con alcuni ragazzi ci sentiamo quasi giornalmente nella chat di squadra mentre nella chat dirigenziale ci confrontiamo regolarmente per non lasciare nulla al caso, sopratutto in questi giorni frenetici tra ricorsi e potenziamenti.

Ora una domanda più personale: dietro l’acquisto del Campobasso c’è per caso una fede nel calcio fuffa oppure è stata semplicemente “la squadra giusta al momento giusto”?

Non ci allontaniamo molto, anche se la mia fede fuffa è azzurro Napoli, però essendo originario della provincia da parte di madre ho optato per il Campobasso anche per fare a lei una sorpresa. L’ho anche nominata presidentessa onoraria anche se nel progetto non esiste come ruolo.
Quel che mi ha colpito molto e commosso sono stati i commenti dei campobassani del progetto, felici e grati per la visibilità che ho dato alla loro squadra, che era attualmente senza presidente e rischiava di sparire dal calcio che conta.
Comunque sento anche che è la squadra giusta, come già detto ho fiducia nei ragazzi e so che è nato un gruppo che può andare lontano, a distanza di mesi sento ancora di aver fatto la scelta giusta.

Passiamo adesso al DS Frappo. Con lei volevo discutere di calciomercato. Che voto darebbe a quello del Campobasso? So che ci sono stati arrivi importanti dalle serie superiori.

Purtroppo e per fortuna il mercato del Campobasso è stato abbastanza “fermo”.
Dico purtroppo perché è letteralmente il mio unico compito in questa società, quindi magari avrei preferito divertirmi un po’ di più. Ma anche per fortuna perché, avendo un budget a disposizione, la decisione di non comprare nessuno si traduce nel confermare un’ottima squadra, formata in primis da gente volenterosa e simpatica, in secondo luogo da giocatori con ottime schede! Pertanto ci riteniamo soddisfatti avendo semplicemente preso un unico rinforzo quale Roberto Pitorri che si unisce a suo fratello Filippo. Ovviamente, speriamo per S6 di avere più slot da riempire.

Riguardo invece alla questione dell’aumento dei prezzi in questa finestra di mercato, qual è il suo parere? Lo ritiene un fenomeno preoccupante, da dover controllare? E se sì, che misure pensa possano essere più efficaci?

Ritengo la situazione assolutamente normale e priva di qualunque necessità di allerta: partiamo dal presupposto che qui nel Progetto non esistono sceicchi che investono chissà quali somme derivanti da chissà dove, per finanziare il mercato di una squadra. Qui partiamo quasi tutti dalla stessa situazione, dove quei pochi che partono più avvantaggiati son semplicemente squadre che hanno conquistato posizioni importanti del campionato massimo, di conseguenza hanno guadagnato sul campo questo vantaggio grazie a Presidenti e DS premurosi e allenatori esperti.
Sottolineo questo dettaglio per spiegare un primo concetto che può chiarire le idee a tanti: una squadra che arriva seconda in Serie A, qualunque essa sia, se vuole puntare a vincere sicuramente non avrà bisogno di ricomprare 11 giocatori, bensì avrà tanti soldi da usare per raffinare magari un reparto o allargare la panchina. Quindi è ovvio che avendo più soldi da offrire per un giocatore, lo faranno, battendo la concorrenza, ma di fatto, quante volte potrà succedere? Prima o poi i top team finiscono di comprare, no?
Un secondo concetto è quello derivante dal fatto che sono aumentati proprio i budget delle squadre, oltre alle squadre controllate. Di conseguenza è tutto normale, è normale che ci siano prezzi più alti, circolando più soldi!
Fatta questa “piccola” premessa, io posso dire che nel mio modus operandi cerco sempre di mantenere le mie spese e di comprare ai prezzi “di sempre”, forse sta proprio qui il vero segreto del progetto: non starò qui a svelarlo ai miei “avversari”, ma mi limito a suggerire che i soldi non servono solo a comprare i giocatori.

Ora è il momento del mister Guzzi. Conosco già molto bene le sue qualità dentro al rettangolo di gioco, essendo compagni di squadra al Frosinone, ma non altrettanto bene quelle in panchina. Saprebbe descrivermi in breve su cosa si basa la sua idea di calcio?

La mia idea di calcio si basa su un gioco offensivo e su un possesso palla costruito in modo solido dalla difesa.

Immagino sia molto felice della fiducia che il presidente e la squadra ripongono in lei. Qual è per lei l’obiettivo minimo in questa seconda stagione alla guida di questa squadra?

Vorremmo raggiungere la B diretta, se così non fosse vorrei arrivare almeno fra le prime tre.

Per ultimo, una breve chiacchierata coi calciatori (Pasella e Martini): raccontateci dei vostri arrivi in questa squadra e del vostro rapporto coi compagni e lo staff. Quali sono i vostri obiettivi personali per questa S5 ormai avviata?

Andrea Pasella: Sono arrivato al Campobasso grazie al Presidente. Sono stato allenatore in S1 della Lazio, ma ho dato dimissioni per contrasti con la federazione. Ora sono un giocatore del Campobasso, e lo sarò per lungo tempo. Voglio ripagare la fiducia del presidente e del mister portando la squadra in B e cercando di vincere qualche premio personale.
Anche perché altrimenti Procuranti mi rincorre.

Simone Martini: Il mio obiettivo è di portare sempre più in alto la squadra e provare ad andare tutti insieme in B. Daremo filo da torcere a tutte le squadre, siamo una squadra unita e piena di valori, forza Campobasso!!

Grazie del tempo che ci avete concesso. Presidente, un’ultima parola?

Solo due: forza Campuasc!!

Articolo di Emilio Ivaldi

Nota: questo è il mio primo articolo al giornale The World of Football, ringrazio Davyd Andryiesh per la passata esperienza avuta a Devil’s Project ed assicuro massimo impegno e passione in questa nuova realtà, insieme ad Alessandro Gallo.

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