Assassin’s Creed Odyssey: la strada finale

Avendo ricevuto l’ultimo aggiornamento, il supporto ad Assassin’s Creed Odyssey volge ufficialmente al termine. Uscito il 5 Ottobre 2018 su Xbox One, PlayStation 4 e PC, la patch 1.5.1 non è corposa né aggiunge ulteriori contenuti all’esperienza, ma si limita a puntellare alcuni problemi non limati precedentemente su determinate modalità di gioco, come la modalità Creazione.

Il lavoro fatto da Ubisoft, che ha raccolto uno straordinario successo soprattutto grazie al supporto effettivo sul titolo con immediati DLC, è stato di peculiare e minuziosa cura su ogni aspetto dell’esperienza. Dalla proposta della Grecia Antica a quella dei Miti, da personaggi storici realmente esistiti come Socrate a quelli legati alla mitologia ellenica, come Persefone. Una fedeltà totale che ha toccato i nervi scoperti, intimi e appassionati dei videogiocatori, catturati e ammaliati dalle ambientazioni della Grecia Antica, che hanno riportato alla luce, seppure diversamente, le meraviglie contenute in una civiltà che ha fondato il Partenone di Atene, i suoi quartieri, il suo mercato. La sua storia, che non muore né sfugge, poiché, come le colonne del Partenone, ancora resiste alle intemperie della storia. E lì, nella proposta di Ubisoft, si spinge ben oltre quei quartieri; a Lesbo, in Acaia, in Arcadia, sulle coste dove Leonida tentò di fermare, alle Termopili, l’avanzata persiana, nel 300 a.C.
Ubisoft, già apprezzata per la sua direzione artistica nei confronti delle opere che appartengono all’umanità – penso alla cura per edificare minuziosamente Notre Dame in Assassin’s Creed Unity – non si è discostata da questa filosofia. Anzi, ha esagerato e portato la cultura ellenica da Cefalonia, la terra di Ulisse, la sua Itaca, a Sparta. Un open world che dissemina epicità e condensa, nella sua formula action gdr, la strada che Ubisoft ha scelto per l’intera saga di Assassin’s Creed.


Va detto: sebbene non vi sia una recensione su Progetto Gaming, Assassin’s Creed Odyssey è un titolo che ora, alla fine del suo ciclo, merita di essere menzionato e discusso ampiamente sulle nostre pagine.
Il gioco è stato supportato egregiamente. Oltre ai DLC, da quelli gratuiti come i Campi Elisi a quelli presenti nel Season Pass come l’Eredità della Prima Lama o il Destino di Atlantide, ciò che racchiude l’essenziale del lavoro di Ubisoft è aver sempre mantenuto contenuti che non potessero annoiare, a partire dalle sfide dei mercenari fino all’aggiunta di missioni secondarie in funzione degli stessi DLC.

Poiché la strada che il videogiocatore sceglie si apre in un’ambientazione affascinante, legata a una trama che è quasi silenziosa rispetto agli altri titoli del brand, Ubisoft pone la scelta fra Alexios o Kassandra, all’inizio del gioco, opzione mai vista in un Assassin’s Creed.
Due fratelli, i due protagonisti. Un uomo, una donna. Due misthios, in greco… Due mercenari. Ed è qui che la personalizzazione, già amalgamata in Assassin’s Creed Origins, si espande. Un albero delle abilità più profondo e approfondito, su cui riflette totalmente una peculiare nonché scrupolosa scelta dell’equipaggiamento, alle migliorie da apportare, alla propria totale efficacia.

Assassin’s Creed Odyssey fa fede al suo nome. Una lunga odissea, la propria odissea, mantenuta in termini aulici attraverso un mondo totalmente esplorabile, permeata da un’aura di meraviglia e mito, leggenda e realtà. Dal picco più remoto del Monte Erimanto alle coste di Creta, dimora di Minosse e del Minotauro. Un viaggio non solo videoludico, ma storico, mitologico. Profondo, nella sua direzione artistica. Totale, nella sua seriosa e imponente rappresentazione.

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