The Outer Worlds: cosa aspettarsi

Il ricordo di Fallout New Vegas, alberga nei cuori dei videogiocatori, è ancora vivo in Obsidian e ciò si mostra nell’ultimo gameplay di The Outer Worlds, in uscita il prossimo 25 Ottobre su Xbox One, PlayStation 4 e PC. Noi di Progetto Gaming lo proveremo subito, dal Day One in poi per proporre in seguito una recensione complessiva del titolo. Intenti e desiderosi di scoprire questo nuovo mondo, incuriositi e con grandi aspettative non vediamo l’ora, dall’inizio alla fine, di analizzare quanto proposto da Obsidian, dopo il grande successo con Pillars of Eternity.

Quanto è stato detto, nelle ultime ore, sull’ottimizzazione in 4K non prevista su PlayStation 4, è anche basata dal fatto che The Outer Worlds sarà disponibile per gli abbonati al GamePass di Microsoft su Xbox One e PC.
Il preload è già disponibile dal 12 Ottobre e pesa 37 gb, compresa la patch al Day One del titolo. Già scaricata da me, poiché sono uno che vorrà avere il titolo immediatamente per iniziare a giocarci, oltre che per l’analisi complessiva. Ma più per il primo motivo, ovviamente.

Però è necessario sapere a cosa si va incontro, approcciandosi inizialmente a The Outer Worlds, sebbene ancora non sia uscito. Prima di tutto, l’opinione di molti è che si tratti di un “Fallout nello spazio”.
In verità, il primo trailer mi mise qualche dubbio effettivo, riguardo soprattutto la maniera in cui è stato proposto e quello di cui trattava. Mi ha ricordato Borderlands 3, che ho recensito recentemente. Dalle idee iniziali, da questo mondo dall’ambientazione diversificata in macrozone, aprendosi poi a panorami suggestivi. Ma dopo, analizzando il gameplay, ho compreso che si trattasse di un videogioco completamente diverso.
Certo, è un GdR con meccaniche che ricordano Fallout e in parte un Action RPG alla Borderlands, ma cambia nel dinamismo dello shooting soprattutto rispetto a Fallout 4, dall’hub principale dell’inventario in cui migliorare l’equipaggiamento del proprio personaggio, alla progressione dello stesso e alla sua creazione, elaborata con un editing, nel pieno rispetto di un ottimo titolo di stampo GdR.


Quello che ci incuriosisce è il mistero che Obsidian sta tenendo per sé. Un breve accenno alla trama, che tratta del personaggio in uno stato d’ibernazione, in una nave di coloni che si è perduta durante il trasferimento verso Halcyon, la colonia più lontana della Terra e ai confini della Galassia (fonte Steam).
Una trama non certo nuova, in termini fantascientifici. Ma in grado di metterci molta curiosità sulla proposta e l’intenzione principale di Obsidian. Quella di stupire il videogiocatore con una nuovissima IP, prendendo spunto da vecchi cavalli del passato, compattando la formula e affinandola. Affinché, seppure in una chiave diversa, mettere sul palmo del videogiocatore una nuova esperienza, qualcosa che, nel suo complesso, possa distaccarsi, in termini narrativi e di gameplay, da Fallout.

Non è una cosa nuova che i ragazzi di Obsidian di The Outer Worlds abbiano dichiarato di essere pronti a sostenere questa nuova serie. Perché, di fatto, l’intenzione è questa: proporre una nuova serie. Fin dalle dichiarazioni.

Se dopo l’ottimo lavoro con Fallout New Vegas del 2010, pubblicato in seguito da Bethesda, si arriverà ad avere la stessa certezza con The Outer Worlds, potremmo dire di essere pronti a sostenere con fermezza che abbia tutte le carte in regola per essere un’ottima serie, tanto da meritare un seguito.

Aspettarsi impegno, passione, dedizione e una storia avvincente è quanto, per ora, un qualsiasi videogiocatore possa fare in attesa di The Outer Worlds.

Seguite gli altri articoli! E la recensione!

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