Intervista completa ad Arnaldo Figoni

Luglio 2019, il Chievo di mister Arnaldo Figoni vince la serie B e viene promosso in serie A. Ora che sono passati due mesi incontriamo il mister gialloblù facendo un analisi approfondita tra passato presente e futuro sul allenatore-giocatore Arnaldo Figoni

Buonasera Arnaldo e bentornato, attualmente sei una colonna del Torino ma prima di andare al Toro dove giocavi? E come giudichi le tue esperienze?

Ho giocato in tante squadre. Iniziai al Chievo, ma per quanto io sia legato a esso, non fu una bella esperienza. Non solo per me. Penso a Fusco, che adesso è un portierone top, e stava in panchina, assolutamente senza senso. Per quanto fosse la Juve di Pizzo (ancora ho i brividi a sentire quel nome) stavo bene. Andavo molto d’accordo con Gallorini e Agosta, quel gruppo whatsapp era il delirio, davvero. Segnai i miei primi due gol nel progetto proprio con la Juve. Gallorini ancora ricorda la mia doppietta contro il Crotone… All’Udinese c’era una sensazione di come tutto stesse andando a rotoli, però nonostante ciò siamo rimasti a formare un gruppo. Poi vabbè abbiamo visto di tutto lì dentro, tra Sandro, i conti in rosso. Bene o male ero diventato quasi un simbolo della squadra. Poi mi dissero che dovevo essere ceduto. Ci stava, anche perché l’Udinese voleva investire parecchio sul mercato, e visti gli schemi di Sandro, io ero abbastanza fuoriluogo. Oltre a quello prendevo quasi mezzo milione, quindi era giusto cedermi. Si interessarono diverse squadre a me, tra cui Inter e Torino. L’Inter aveva quasi chiuso l’affare del secolo: voleva prendermi ad appena 300k più un difensore centrale che poi rifiutò il trasferimento. Alla fine l’Udinese accettò il pagamento dal Torino, e se proprio devo dirla tutta, meglio così. Ho trovato un gruppo fantastico, tanti amici e non andrei via mai. Perlomeno fino a quando non si rompono il cazzo di avermi in squadra!

Prosegue

A fine stagione il Chievo retrocesse e Altomare voleva rifondare la squadra. Decide di vendere me alla Juve. A parte il fatto che non avevo visto mai il campo, mi faceva strano che la Juve fosse interessata a me. Alla fine accettai. 150k più Altomare per andare via dal Chievo. Non mi sono assolutamente pentito in quella circostanza ad abbandonare la nave

Come hai iniziato la tua carriera da allenatore?

Ho iniziato la carriera di allenatore quasi per caso. La prima volta che ho allenato ero annoiato. Visto che al Chievo giocavano sempre gli stessi undici, pensai che potessi fare qualcosa qui all’interno del progetto come allenatore. Ballarini un giorno dice si è liberata la panchina della Samp. Mi propongo e vengo subito preso ad allenare. La squadra era molto valida. La prima partita che ho giocato fu un Sampdoria Progetto Gaming. Giocavo in live contro Alessandro Pironti, partimmo forte e al primo tempo vincevo 3-1. La partita finì 3-3 e crashai anche. Poi avevo capito che non c’era modo di fare meglio. Avevo preso una scoppola impressionante dalla Fiorentina e anche dal Torino. Diedi le mie dimissioni e lasciai perdere. Poi sono tornato ad allenare nuovamente per caso, quando Giunti mi disse: “devi sostituirmi” io gli dissi che non ne avevo voglia, pensa te.

Cosa ne pensi del gruppo del Chievo che hai costruito?

Penso che la gente sottovaluti quello che è l’unità del nostro gruppo. Pur non essendo appariscenti, senza floodare la home del progetto siamo molto uniti. Non posso che essere felice del mio gruppo, si vede che ci tengono davvero alla squadra. Nessuno vuole andare via e io non voglio mandare via nessuno. Sono tutti molto legati alla causa e se sono qui a rappresentare i nostri colori, è per loro.

Invece del gruppo del Torino?

Il gruppo del Torino è un gruppo molto affiatato, mi sono trovato benissimo sin dal primo momento in cui sono entrato. Poi considerato che avevo conosciuto Deidda dal vivo pochi mesi prima, per me entrare in quella squadra era il top. Non rinnego assolutamente la mia scelta

Da quale season partecipi nel progetto e come mai sei entrato?

Faccio parte del progetto dalla primissima stagione. Entrai per caso su suggerimento di Lorenzo Giunti, mio attaccante al Chievo. Siccome sapeva che io gioco a FM, mi disse che stavano aprendo un campionato online. Disse a me, Frisina, Tiberi e altri di iscriversi che serviva gente. Veniamo tutti da un gruppo comune chiamato IMDI. Tiberi andò alla Fiorentina, “tradendoci” per poi raggiungerci un secondo momento. Mi sono iscritto come centrocampista perché serviva gente lì, anche se nella “realtà” in cui scendo fisicamente a giocare sono più offensivo.

Qual è il tuo obbiettivo con il Torino?

Uno non si può dire perché porterebbe una sfiga unica. Però vorrei starci più a lungo possibile, magari diventando un simbolo della squadra. L’obiettivo è un solo, fare sempre meglio. E penso che la cosa sia condivisa anche da tutti gli altri compagni di squadra.

Come hai reagito alle gufate sul tuo Chievo?

Li ho lasciati gufare, avevo un campionato da vincere.

Chi pensi sia stato il rivale in questa stagione del Chievo per la vittoria della Serie B?

Ce ne sono state più di una. A tratti sono stati Entella, Parma, Frosinone. Poi c’è stato il Benevento per un brevissimo periodo, e infine sono uscite fuori Avellino e Vicenza. Però l’unica costante in tutto ciò sembriamo essere noi

Come è stato il passaggio a FM 19?

All’inizio terribile. Non ci capivo nulla. Lo trovavo irrimediabilmente pesante a livello di software e non mi sembrava manco sto granché. Piano piano ho iniziato a lavorarci su e un minimo l’ho capito. Poi quando sono uscite le tattiche Beowulf è come se avessi dovuto imparare nuovamente il gioco da capo. Però rispetto all’inizio va molto meglio, direi.

Hai qualche squadra dove vorresti allenare e/o giocare?

Giocare penso solo Torino in realtà. Mi incuriosiva parecchio l’Inter di Marchese, ma ora come ora non andrei via. Per quanto riguarda allenare penso che risollevare il Genoa sarebbe una bella sfida, ma dall’altra parte non lascerei mai il Chievo se non per la nazionale maggiore. Ma la vedo abbastanza improbabile che io finisca a guidare la selezione di tutto il progetto!

Quanto giochi mediamente a fm?

In realtà gioco in maniera alterna. Prima di iniziare a giocare online, potevo passarci giornate intere senza mai stancarmi. Poi comunque iniziai a giocare a CSGO, successivamente a Overwatch, perciò FM lo giocavo ma non in maniera così assidua, come quando provai FM11. Adesso ci gioco, ma è più una cosa legata ai test per poi dare il meglio durante le live.
Prima facevo le carriere offline, adesso è più una cosa dedicata al testare moduli e schemi. Quindi l’aspetto storytelling è scemato un pochino per dare spazio ad altre cose, come i test che ho menzionato prima

hai qualcosa da dire sulla vincita del campionato?

Niente in particolare, giusto che la letteratura inglese è molto ampia! Oltre a Beowulf (che è una lettura abbastanza pesante) ci sono tanti romanzi come i viaggi di Gulliver, Robinson Crusoe, anche qualcosa di Dickens! Stesso discorso per i festival del cinema, non c’è bisogno necessariamente di andare al Torino Film Festival per interessarsi di cinema!

Pensi di avere le caratteristiche per allenare la nazionale?

Sta agli altri giudicare, non a me

Ultima domanda, cosa ti aspetti da questa Serie A? E dove può arrivare il Chievo?

Non ci poniamo limiti. Puntiamo sempre a fare meglio della stagione prima

Articolo di Francesco Avogaro

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