È davvero così importante?

Giovedì 29 agosto. Sono le 02:23, e da due giorni a questa parte, mentre scrivo questo articolo, un dilemma si è posto tra i miei pensieri. Un quesito che mi tormenta sempre più con il passare del tempo e dei minuti.

Tutto è iniziato con la visione di un post normalissimo, studiato per attirare click e coinvolgere tutto il progetto. La sfida che lancia Giovanni Esposito è interessante. Trovare, tra tutti gli allenatori di Progetto FM, un tecnico che ci attirasse col suo modo di giocare e allo stesso tempo elencarne un altro che ci provoca l’effetto opposto. Secondo un mio punto di vista – senza voler creare polemiche o flame evitabili – il signor Esposito ha indirettamente posto il quesito tanto, tantissimo discusso negli ultimi vent’anni a questa parte nel calcio fuffa; preferite il “bel giuoco” o il risultato nel concreto?

Naturalmente, il post ha avuto un notevole successo con tantissimi riscontri. Ed è qui, che dalla trachea fino alla lingua arriva quell’amaro in bocca particolare: molti, moltissimi utenti hanno scritto solo chi gli piace come allenatore elogiandone il suo splendido gioco. Pochi o nessuno, invece hanno detto il contrario.

Alcuni di voi, già annoiati fino a questo punto, potrebbero dire: “Beh? Che problema c’è? Rosichi solo perchè non sei stato nominato, pur essendo uno degli allenatori più vincenti?” Escludendo l’ultima domanda, il problema sorge. Ed oggi, cari Lettori di MK-Ultra, che risponderemo insieme a questo dannatissimo quesito.

È davvero importante giocare bene nel calcio per vincere?
Posso dirlo con fermezza e totale sincerità; tra S2 ed S3, quando portai l’Inter a compiere il noto Triplete Italiano, nessuno di quei trofei fino in fondo è farina del mio sacco. Sì insomma, classica tattica scaricata e poi modificata per far rendere di più la squadra (cercando di basarmi sulle statistiche dei singoli, ovviamente). Ed è qui che mi vorrei focalizzare leggermente, perchè per quanto si dominasse e giocasse bene… Quella tattica, non è mai stato il mio credo calcistico. Non è un qualcosa di mio, e che ritengo una mia creazione, genialata o intuizione. Non ho mai avuto quindi – ai tempi in cui allenavo – la soddisfazione di poter vincere le partite e di portare a casa il risultato seguendo il mio reale pensiero e credo calcistico.

È una cosa che non ho mai fatto notare a nessuno, e che mi sono sentito di confidare in pubblico solo ora che sono lontano dalle panchine e dal campo. Ma torniamo al nostro reale dilemma dopo aver aperto questa piccola parentesi. Penso sempre al come mai, si cerchi di valorizzare anche l’aspetto estetico oltre che fare risultato nel mondo del calcio.

Per quello che credo io: per me non ha senso. Così come non ha senso la domanda: “Si può vincere solo giocando di catenaccio e cinismo?“. Insomma, da ambe le parti non c’è un reale guadagno. Questo perchè, a mio modo di vedere, giocare bene o giocare male nel calcio non dovrebbe contare. È il risultato finale che ti dirà se hai avuto ragione o meno.Questo, è quello che pensa un ex-allenatore come il sottoscritto. Attenzione però, non sto dicendo che chi gioca bene allora è da ripudiare, o che io provi un odio calcistico infinito nei suoi riguardi. Sto semplicemente dicendo, che se si vuole vincere in questo sport ed in questo torneo, il come gioca una determinata squadra… Dovrebbe essere superfluo. Insomma, quante squadre, tra Progetto FM e Calcio Fuffa abbiamo visto giocare splendidamente per poi arrivare seconde o terze in classifica? E quante invece giocare in maniera rocciosa, macchinosa e lenta ed arrivare nelle ultime posizioni? Oppure viceversa?

Ecco. In fondo è la prima legge del calcio: vince la squadra più forte, perde la squadra più debole. Quindi, un allenatore di Progetto FM, che porta le sue idee di calcio in questo Torneo ed in questo GDR, non è detto che sia più forte di altri o il più forte di tutti se fa giocare bene la sua squadra. Come invece, al contrario, non è detto che chi pratica un gioco poco propenso allo spettacolo sia il più debole di tutti o poco ci manca.

E mi ritrovo quindi, alle 03:00 del mattino, a sottolineare di più questa mia opinione. Perchè quello che esce fuori dal post del signor Esposito – i commenti ovviamente – fanno trasparire appunto questo. Mi rivolgo quindi a tutta la community, cercando un parere ed un vostro pensiero personale: un allenatore, non è bravo quando riesce a vincere partite indipendentemente dallo stile di gioco che porta in campo insieme ai suoi giocatori?

Perchè in quel caso, ne avremmo anche altri oltre ai vari Campagna e Michelini, posso tranquillamente fare i nomi di allenatori che, tra giocare bene o giocare male, riescono comunque a vincere partite e a lottare per un qualcosa di più concreto. Ho deciso di non nominarli tutti altrimenti non si finirebbe più, quindi ne cito solo alcuni: Federico Gallarato, Giacomo Sedda, Riccardo Serafini, Gabriele Marchi, Luca Ciampaglia, Walter D’Auria, Alessandro D’Anteo, Mattia Agosta, Nicola Filippone, Arnaldo Figoni ed ultimo – ma non per importanza – Roberto Casalati.

Quindi, rispondendo alla domanda: È davvero così importante giocare bene nel calcio per vincere? La risposta, la mia e defitiniva è un netto “No”. No, perchè nel lungo andare se non disponi di una rosa di qualità, tra panchina e titolari, puoi giocare il più grandissimo e spettacolare calcio di sempre, ma non vincerai mai nulla. La bellezza poi è estetica, è oggettiva in determinati casi come può esserlo soggettiva, decisamente superflua se l’obiettivo degli allenatori è vincere.

Ognuno poi, è libero, assolutamente libero di giocare come meglio crede. Solo che, per un mondo “competitivo” come quello di Progetto Gaming, per vincere non serve assolutamente giocare benissimo o giocare malissimo. Sono altri i fattori che portano una squadra e un allenatore a farsi riconoscere come vincenti.

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