Dove osano i Ruolatori – Intervista a Nadir

“Vogliamo portare un elemento educativo all’interno del sistema fantacalcistico, questa è l’innovazione” con questa frase Adrian Nadir, dirigente della Reggina, riassume e pone curiosità su quello che è il Progetto che i dirigenti della Reggina vogliono mettere in piedi.

Benvenuto Adrian e grazie per aver accettato di parlare ai Microfoni del Progetto MK-Ultra!

Grazie a Voi!

Chi è Adrian Nadir all’interno e fuori dal Progetto?

Ho conosciuto questo progetto per mezzo di Yuri Monti, e mi sono subito appassionato. Sono un attaccante, e ho esordito con il Ravenna a poche giornate dalla sosta invernale (S4). Sono stato subito acquistato dal Bologna, e venduto in S5 al Milan. La mia è una carriera lampo. Nella vita di tutti i giorni sono un libero professionista, mi occupo di psicologia e di narrativa.

Chi è invece Adrian Nadir nei panni del Dirigente della Reggina?

Sono uno dei due presidenti, con Antonino, e la mia intenzione è quella di mantenere un’atmosfera goliardica ma rispettosa. Pretenderò ed alimenterò un sincero coinvolgimento al progetto, perché alla Reggina vorrei solo gente motivata. Questa è una casacca pesante, e non tutti possono indossarla. Inoltre, le nostre richieste saranno da squadra di Serie A. Le serie inferiori ci stanno strette, ed emergeremo presto dal fango della categoria più bassa. La mia storia parla chiaro: da esordiente in serie C, a Golden Boy desiderato da mezza Serie A nel giro di 15 partite. Io ho la scalata nel sangue.

Qual è la Storia della Reggina nel Progetto fino a questo momento?

La storia della Reggina è travagliata. Molti giocatori sono stati introdotti dal presidente uscente, il quale cercherà di portarli altrove. Diversi utenti sono stati bannati, e la squadra è tutta da rifondare. Abbiamo acquistato la Reggina per strutturare una società sana, funzionale e vincente. Ci serve nuova linfa, vogliamo una rosa composta da tanti leader. Fortunatamente, lo staff è professionale e preparato. Inoltre, ho la fortuna di avere con me Alessandro Terzo, considerato un’istituzione in questo ambiente. Questa Reggina rifondata, utilizzerà la casacca del 1914: un ritorno alle origini ed alla tradizione, per ripartire da dove tutto è iniziato.

Hai parlato di innovazioni e di elementi educativi da introdurre nel Sistema del Progetto, quali sono i progetti di questa Reggina?

Il progetto Reggina 1914 è ambizioso, e prevede un nuovo modo di concepire il GDR. Navigheremo tra le acque torbide delle vicende umane, fornendo meme che rimandino a fatti ed antefatti, sviluppando narrazioni attorno a vari campi della storiografia. Il nostro stile sarà sobrio e vintage, rigorosamente in bianco e nero o collegato ad elementi pittorici. Pur trattando tematiche storiche, quali guerre, pietre miliari dello sviluppo umano, catastrofi e scoperte, manterremo sempre un profilo non politicizzato. O meglio, faremo sempre in modo di coltivare il gusto per la storia e la conoscenza, ma in primis per la civiltà. Razzisti, omofobi, sessisti verranno messi fuori rosa, a costo di perdere soldi. La satira e l’ironia, applicati alla cultura, possono rappresentare un terreno insidioso. Vogliamo importare un nuovo elemento educativo nel progetto, e diventare un’eccellenza. Saremo i primi ad introdurre un approccio intellettuale al mondo fantacalcistico. Attualmente stiamo strutturando le idee, al fine di fornire un quadro chiaro e limpido del nostro motore narrativo. Ci serve tempo.

In giro si parla persino di Gradi Militari, per ricordare le Origini Storiche della Reggina, ovvero quelle di una squadra militare.

I gradi serviranno per mantenere una gerarchia nitida, e stabilire i ruoli e le funzioni di ogni elemento della Reggina. Tutto partirà da noi Presidenti: i Generali, o Rettori. Il resto verrà stabilito con calma, in questi giorni. Stileremo una lista di onori ed oneri per ogni grado, dal giocatore semplice, al Capitano, passando per il DS e l’Allenatore. Non mancheranno i disertori. Comunque, il tutto è ancora in cantiere.

Ci saranno criteri legati ai Bonus Attività?

Questo lo stabiliremo durante il calciomercato. La squadra è in divenire, perché ancora non abbiamo sotto mano i profili di nostro interesse. Più riusciremo a coinvolgere i giocatori, più bonus entreranno nelle nostre e nelle loro tasche.

Quale sarà il metodo di rotazione delle riserve e dei titolari?

Il primo obiettivo sarà riuscire ad avere una panchina visto che, attualmente, siamo senza mezza squadra. Poi si stabiliranno delle gerarchie, e ognuno si giocherà il posto. I ragazzi svegli e vivaci si ritaglieranno un grande spazio nella nostra formazione tipo. Questi aspetti li valuterà il nostro allenatore Alessandro Terzo, ma sicuramente ci saranno delle pesanti ingerenze da parte di noi presidenti…

Ultima domanda, parliamo invece della strada che volete intraprendere, seguendo questa filosofia di squadra, quali sono i vostri obiettivi di questa stagione e gli obiettivi per il futuro?

Sarà un’annata di transizione, a meno che il mercato non riesca a darci ciò che esattamente desideriamo. Dobbiamo recuperare una società in crisi, farla diventare sana. Poi faremo la storia, in tutti i sensi. Vorrei la A in 4 anni, e la UEFA in 6.

Grazie Mille per l’intervista, ci vediamo alla Prossima!

Alla Prossima!

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