L’ora della fenice

Per la prima volta nella storia del Progetto assistiamo, in questo passaggio dalla Stagione 4 alla Stagione 5, alla rinascita di chi ha ormai raggiunto i 33 anni in-game.
Questa situazione merita sicuramente un’analisi approfondita, dal momento che non era mai stata tenuta in considerazione fino ad oggi.
Prima di affrontare l’argomento è doveroso riportare la regola che lo riguarda, così come da paragrafo 5.7 della “Guida ed Istruzioni Progetto Football Manager”:

Raggiunti i 33 anni, un utente può decidere di ritirare il suo giocatore, anche se nel gioco il personaggio stesso non volesse chiudere la carriera. Il giocatore verrà ricreato 16enne con il CA che sarà la meta del suo PA attuale. Quindi se aveva 160 di PA, rinascendo avrà 80 di CA e PA sempre a 160.

Attenzione! Raggiunti i 33 anni chiunque può scegliere di ritirarsi, ma se si decide di continuare si avrà un bonus sul PA in caso di un ritiro posticipato. Dopo i 33 anni, ogni anno in più senza ritiro, equivale ad un +10 sul PA quando si rinasce 16enni. Quindi se ci si ritirasse a 35 anni, con una PA di 160, il giocatore rinascerà con CA 90 e PA 180.

Per i neofiti di FM è doveroso spiegare che la CA (Current Ability, tradotta in Abilità Attuale) è il valore complessivo che misura la totalità delle caratteristiche, appunto, di un giocatore, mentre la PA (Potential Ability, tradotta in Abilità Potenziale) è il valore massimo di CA che un giocatore può raggiungere e sarà inevitabilmente sempre maggiore rispetto alla prima.
Basandoci su quanto scritto sopra, il fattore chiave sul quale ruota interamente la scelta del ritiro è l’Abilità Potenziale. Maggiore sarà questo valore, più alta sarà la base di CA da cui potrà ripartire il vostro fresco alter-ego.
Una PA elevata, inoltre, come ben sappiamo, aumenta le probabilità di accelerare la crescita del calciatore e quindi possiamo tranquillamente dire che andrà ad incidere sulla CA doppiamente: nell’immediato e nel breve/medio termine.
Abilità potenziale che è un valore molto accessibile nei suoi primi steps, ma il cui prezzo risulta estremamente livellato verso l’alto. Qui di seguito i suoi costi:

Costi dell’Abilità Potenziale

Considerando che solitamente si spende per migliorare anche e soprattutto le caratteristiche che rendono il proprio calciatore più performante, con un discreto stipendio e una buona attività, nell’arco di tre/quattro stagioni si può raggiungere un livello di PA quanto meno interessante, intorno ai 170/175. È qui che è più consigliabile fissare l’asticella minima di potenziale per pensare di ritirarsi.

Quando puó risultare, invece, più conveniente proseguire? Prendiamo un calciatore che ha puntato molto sul valore in questione, arrivando in età matura ad un ottimo 180 PA. Potrebbe rinascere con un’abilità attuale di 90 e migliorerebbe a vista d’occhio, stimiamo di un range di 25-35 punti alla fine della prima stagione, niente male. D’altro canto però, se la CA varia, il potenziale è un valore costante che ti porti sempre dietro e che, inevitabilmente, prima o poi dovrai comunque alzare una volta arrivato al limite del tuo miglioramento. Ecco quindi che al giocatore in questione potrebbe convenire aspettare almeno un’altra stagione, guadagnando 10 punti PA che se acquistati costerebbero la bellezza di 2.26M. Il risparmio è evidente.
Il calciatore il cui profilo tende a non subire un forte abbassamento delle skills dovuto all’età, potrebbe addirittura considerare di tirare avanti fino a 35 anni, ottenendo un +20 PA extra che, riprendendo l’esempio precedente, frutterebbe un ulteriore bottino di 4.3M, raggiungendo un risparmio totale di addirittura 6.56M.
Infine, da non dimenticare sono le strutture di allenamento. La presenza di un ottimo staff di squadra agevola la crescita di un giovane che dispone di tanto potenziale. Le strutture, per chi non lo sapesse, sono legate al livello achievement sbloccato dall’allenatore.
Riassumendo, la scelta è più che altro soggettiva, ma deve essere comunque fatta tenendo conto di diversi fattori e della propria situazione generale, oltre eventualmente delle necessità della propria squadra.

Abbiamo posto qualche domanda sull’argomento alle prime “fenici” e abbiamo notato per l’appunto come la volontà di far appendere gli scarpini al chiodo al loro primo personaggio sia dettata da ragioni differenti per ognuno di loro.
Paolo Bianchi, difensore del Fublet, ci spiega come la scelta del ritiro sia maturata già due stagioni fa. È stata pianificata per lui ma anche per gli altri giocatori biancoverdi. Quando gli abbiamo chiesto se non ne valesse la pena di aspettare un’altra annata per guadagnare 10 punti potenziale, ci ha risposto che “La decisione è stata presa per un mero e poco poetico calcolo matematico. Dalla mia creazione ad oggi ho investito sul giocatore circa 15 punti di CA. Di questi, circa otto sono andati persi per un decadimento legato all’età. Facendo un rapido calcolo ho quindi preferito adottare la scelta del regen immediato. Discorso diverso è stato fatto per altri giocatori in rosa, per esempio Carfì, che stanno ancora crescendo di anno in anno. Vi svelo un segreto, – continua il presidente della Lega Serie A – nel Fublet abbiamo un file che monitora ogni giocatore in rosa dal suo ingresso alla sua cessione e viene aggiornato a cadenza semestrale. Fublet Lab lo utilizziamo sia come strumento di pianificazione che di controllo consentendoci di far scegliere ad ogni giocatore sia il proprio allenamento personalizzato in game che gli attributi migliori per lui da potenziare di anno in anno.”
Gli abbiamo infine domandato su che cosa si focalizzerà il primo potenziamento del suo regen, se prevalentemente sulla CA di base o su ulteriore PA. “In prima istanza sicuramente sulle skill. Ho un bel gruzzoletto da spendere immediatamente per colmare il gap tra la CA di creazione e la PA arrivando, secondo i calcoli, a 110 circa di CA. E per un 16enne con PA 175 dovrebbe essere un ottimo input iniziale. Poi nel tempo vedrò mano mano cosa sarà più corretto fare. Diciamo che potendo lavorare da subito su un giocatore ad inizio carriera mi piacerebbe assomigliare, da adulto, a un Nesta o Maldini, poca roba insomma (ride, ndr)”.
“Alla fine – conclude Paolo – il bello del progetto secondo me è proprio questo: pensare di poter diventare come uno dei tuoi idoli e, un giorno, fare la differenza in campo sia in nazionale che nel club. Ecco, parlando di Nazionale l’unico cruccio è stato proprio quello di utilizzare il regen nell’anno degli Europei. Però parlando anche con il CT De Donatis, che ringrazio, abbiamo convenuto che, sebbene sarei potuto servire, forse era meglio far diventare il mio “cactus” un bellissimo fiore negli anni…”

Diversi, invece, i pensieri di Donato Sodano, altra figura di rilievo del Progetto che ad inizio Stagione 5 si vedrà trasformato in un fresco 16enne.
“La mia scheda – confessa – in FM 17 era uscita difettosa; non cresceva ma anzi calava, e l’unico potenziamento era stato mentale quando gli admin hanno aggiustato i calciatori di S1 e S2 venuti al mondo con una CA troppo bassa. Passati al 19 la scheda era buona ma non incideva ancora come volevo. L’ultimo anno ho anche fatto bene, ma sono retrocesso col Genoa e viste le situazioni che si sono create e volendo rimanere coi Grifoni, non avevo intenzione di “sprecare” i miei potenziamenti su una scheda vecchia, ma ho preferito ripartire da capo.”
Quando gli abbiamo fatto notare che, visto il livello leggermente inferiore della Serie B, il suo calciatore avrebbe potuto fare un altro anno di buon livello guadagnando così il bonus di 10 PA, ci ha risposto con un secco “No, non ero certo che la scheda di un 34enne avrebbe reso al meglio e avrò già un potenziale di 170/180 (a seconda dei potenziamenti). Penso possa bastare.
Donato che, nonostante la retrocessione, ha sempre più a cuore il Genoa e vuole rinnovare il suo calciatore nel migliore dei modi per contribuire alla causa dei rossoblu.

Ringraziando i due utenti per i loro interventi, confermiamo ulteriormente come siano molteplici i fattori che possono entrare nei meccanismi di questa delicata decisione. Un ultimo termine di valutazione di cui ancora non abbiamo parlato è rappresentato dalla presenza o meno di un’affiliata; è notizia recente l’introduzione della regola che permette a chi può ritirarsi, di farlo e rinascere nella squadra satellite. Questo, che poi è ciò che hanno deciso di fare Bianchi e il suo compagno di squadra Leonardi col Catanzaro, permette ad un regen inizialmente non troppo competitivo di sviluppare i suoi progressi in un campionato di livello più tranquillo come quello di Serie C.

Insomma, cari “vecchietti”, non sarà semplice capire quando appendere gli scarpini al chiodo; con questo articolo speriamo di avervi fornito tutto ciò che dovete sapere in merito, e sarà interessante vedere le scelte di ogni giocatore e le logiche dietro ad esse.

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