Figoni palla… al piede – Intervista ad Arnaldo Figoni

In occasione della Vittoria della Serie B, abbiamo intervistato Arnaldo Figoni, allenatore ed uno dei Fautori della Grande Cavalcata Clivense.

Benvenuto Arnaldo e grazie per aver accettato l’intervista ai microfoni del Progetto Mk-Ultra!

Figurati! Grazie a voi!

Innanzitutto iniziamo con le presentazioni, chi è Arnaldo Figoni all’interno del Progetto?

Sono Arnaldo Figoni, allenatore del Chievo da marzo della S2 e non potevo fare scelta migliore! Sebbene all’inizio non me la sentissi proprio di allenare…

Chi è invece Arnaldo Figoni nella realtà Fuffa?

Nella realtà fuffa Arnaldo Figoni è un fancazzista, studente di lingue straniere col sogno nel cassetto di fare il giornalista sportivo. Infatti sono un grande appassionato di calcio e rugby, ma soprattutto mi piace raccontare storie. Se riuscissi a fare strada con queste caratteristiche sarei veramente felicissimo. Poi non sono solo appassionato di sport, seguo tantissime serie TV, suono chitarra e basso e nel corso degli anni mi sono innamorato di alcuni videogiochi, tra cui FM… Perlomeno prima di entrare nel Progetto, da lì FM è diventato un motivo costante di pugni sul tavolo e santi caduti dal calendario, chiedo scusa a tutta la Chiesa Cattolica.

Quindi sei un appasionato di Serie TV, associa qualcuno del tuo Chievo e i tuoi acerrimi rivali in B a dei personaggi di Serie TV!

Bella domanda, mi piace molto! Mi piacciono molte serie TV, anche se non ne ho una in particolare che vince su tutti. Una a cui sono particolarmente affezionato è The Office. E rende perfettamente l’idea di quello che è il Chievo. Il Michael Scott in questo caso sarei io, a capo della questione, che dirigo un gruppo di persone che farebbero volentieri altro, ecco. Jim e Pam sono Giunti e Cavaleri, che pure se battibeccano in realtà si vogliono bene. Poi Frisina, Muntoni e i miei carpentieri sono i ragazzi del piano di sotto della Dunder Mifflin, ragazzi che organizzano perfettamente le dinamiche del gruppo. Clerici è indubbiamente Creed Bratton, Re dei cialtroni. Fuori di testa, probabilmente fedina penale opaca, è uno che va full matto da 0-100 in 3ms. Tiberi mi ricorda un po’ Stanley Hudson, il mitico. Un genio assoluto e spirito guida personale. Dei grandi personaggi credo che quello che calza a pennello è Dwight con Di iure. Ora è diventato presidente della cordata, e chi lo ferma più! Comunque è un mito e come Dwight, serve nella nostra Dunder Mifflin. Sui nostri rivali passo un po’ a quello che è la wave Simpsoniana del progetto: io guardo ai nostri rivali come se noi fossimo di Springfield e loro di Shelbyville.

Benissimo, ora possiamo passare al tema principale di questa intervista, il Chievo, la squadra che alleni. I Clivensi sono stati i vincitori di questo campionato di Serie B. Ma prima di parlare di questo, Arnaldo, potresti parlarci della storia nel Progetto di questa squadra?

La storia del Chievo è lunghissima e travagliata. La S1 è stata veramente una cosa che è difficile da replicare. Non auguro a nessuno di vivere una combo di allenatori incompetenti come l’abbiamo vissuta noi. Inizialmente c’era Bencar, allenatore che aveva anche belle idee ma che praticamente ha fatto giocare solo gli stessi undici fino a quando non è stato sollevato dall’incarico. Sì non è manco stato licenziato, è proprio sparito. Hai presente la classica scena del marito che dice: “Cara, vado a comprare le sigarette!”. Uguale. È andato via e nel frattempo molte persone si sono inattivate. Basti vedere che in squadra avevamo Fusco e non giocava. Adesso sappiamo tutti cos’è diventato come giocatore… Tra queste persone al Chievo che non vedevano mai il campo, c’ero anche io. È vero che avevo una scheda di merda, diciamo, però vuoi fare anche un minimo di turnover? Sempre gli stessi undici alla fine escono spompati. Ed è esattamente quello che è successo. Io stavo pensando di abbandonare, però mi dava fastidio, perché sapevo che l’idea del Progetto in sé era molto valida. Cercai in tutte le maniere di tenermi attivo, andai anche ad allenare per la prima volta, per comunque stare sempre nel gruppo e non grattarmi la panza, insomma… Una volta andato via Bencar è arrivato Altomare, e per quanto ci tenesse a fare una cosa fatta come si deve, fece un macello. Lì per lì non capii cosa succedeva, ma ho realizzato tutto una volta arrivato da DS. Perciò come ho avuto la prima occasione buona di andare via dalla squadra – come molti peraltro – ho mollato e sono andato alla Juve. La squadra era già scesa in B quando sono andato via, e la prima parte di campionato la fece Altomare. Tra l’altro quell’anno i ragazzi non ricevettero bonus, banalmente perché non vennero depositata una lista di quanto gli sarebbe spettato da contratto… Poi Giunti mi chiese di tornare ad affiancarlo come DS. Allenava lui inizialmente, poi mi disse, devi sostituirmi che io non posso allenare oggi. Era un Chievo Brescia, la squadra avversaria era fuffa. Il primo gol, manco a dirlo, Belluscio. Vincemmo quella partita 2-1 e il nostro portiere parò un rigore all’89’. A un certo punto Giunti decise di farsi da parte e sono diventato a tutti gli effetti l’allenatore della squadra. Piano piano abbiamo cominciato a costruire una squadra partendo dagli acquisti del calciomercato invernale. Tiberi, Muntoni, Riva, Piccirillo, sono arrivati tutti quando abbiamo deciso di sistemare la squadra, preservando il potenziale che c’era già.

Qual è invece la storia del Figoni allenatore del Chievo?

La storia di Figoni allenatore parte dalla Sampdoria. Per evitare di inattivarmi, ho pensato: “Se divento allenatore ritirano il mio giocatore che tanto è inutile”. L’amara verità invece era che se avessi ritirato il giocatore non avrei potuto allenare di conseguenza. Perciò un giorno quando Fil disse che la Samp cercava un allenatore, chiesi di allenare. Provo anche una certa simpatia nel fuffa per i colori blucerchiati, quindi per me sarebbe stato veramente bello. Arrivai in un gruppo che mi accolse come fossi il salvatore della patria. Iniziai a parlare subito con Costantino, anche perché c’era uno dei primi grandi draft, ricordo che selezionai giocatori e alla fine prendemmo Bartucci che ha fatto le fortune della Samp nelle stagioni precedenti. In realtà però come allenatore ho fatto abbastanza schifo. Ricordo che la prima partita che giocai era una in live tra Sampdoria e PG. Vincevo 3-1 a fine primo tempo, poi il server decise di buttarmi fuori, pareggiammo 3-3. Realizzai subito che era colpa della mia linea internet, anche perché venni buttato fuori le due partite successive, dove presi delle sonore mazzate da Fiorentina e Torino. Ricordo un 8-2 o un 8-3 per loro. Alla fine decidetti di abbandonare la squadra dopo a malapena tre giornate. Al Chievo già era diverso, avevo masticato un po’ di più FM17, giocavo la carriera offline e capivo già quello che poteva essere il nostro gioco. Abbiamo fatto grandi partite anche in S2. Soprattutto perché siamo riusciti a salvare la squadra che a un certo punto sarebbe stata retrocessa direttamente. Solo che la Serie C non esisteva, e si sarebbe proceduto allo smantellamento della società. La partita perfetta credo sia stata Chievo-Trapani. Quella che ha sancito la nostra salvezza matematica. Una partita che abbiamo giocato benissimo, ordinati in difesa e velenosi in attacco. Nella S3 siamo partiti a bomba, con Chievo Udinese e la vittoria interna per 7-1. Sei gol di Belluscio. In nessuna carriera di FM un giocatore mi ha fatto 6 gol in partita ufficiale, mai successo. Però avevamo diversi problemi di modulo, prendevamo tanti gol e non capivamo perché. Nel frattempo ho conosciuto Maurizio Deidda, che anche lui studia a Pisa e abbiamo iniziato a scambiare diverse idee. Ho capito tante cose che non conoscevo all’interno del Progetto, come ad esempio il funzionamento di FM Touch. Non avevo idea che si potesse esportare la rosa per giocare 1v1. Iniziammo ad aiutarci a vicenda. Io col Chievo, lui con la Lucchese. Così è nato il celebre modulo “BELLUSCIO SCOPAMI COL 442 ROMBO”. Modulo che ha fatto le fortune della nostra squadra in S3. Abbiamo fatto una striscia di risultati positivi di più di venti partite. Soprattutto siamo riusciti a giocarcela con la Cremonese, senza fare catenaccio. È vero che abbiamo finito in dieci, però fino a quel momento ce la stavamo giocando colpo su colpo. Sapevo di avere qualcosa di molto buono tra le mani, e sapevo che questo potenziale andava valorizzato.

Arriviamo al Momento Clou: sapresti raccontarci come hai vissuto il vincere la Serie B? Dagli inizi del Campionato, passando dalle sconfitte che hanno ostacolato la squadra, fino ad arrivare alla reazione tua e della squadra per la conquista matematica della A e la vittoria dello scidetto?

Il campionato di B l’ho vissuto abbastanza male. Sentivo molto la pressione di dover fare qualcosa di buono. Allo stesso tempo però sapevo che FM19 mi avrebbe posto delle incognite che non conoscevo. Alcune cose inizialmente non le capivo, però bene o male siamo riusciti a capire come funzionasse in tempo per salvare la stagione. Sconfitte in realtà poche. La seconda a Benevento è stata abbastanza isolata, anche perché comunque avevo schierato una squadra diversa per capire come avrebbero reagito i miei giocatori. Non facemmo effettivamente schifo, diciamo. Con Vicenza e Avellino la questione è un po’ diversa. La prima è risultato della regola non scritta del “se il server crasha e hai vinto, sicuro perdi”. E perdemmo al ’93. Presi a testate il portatile dal nervoso. Pensare che avevamo vinto 3-1… Da lì è iniziato un momento “no”. Risultati altalenanti, pareggi subiti in extremis. La sconfitta in Coppa Italia contro l’Udinese, per poi passare alla partita con la Roma dove le abbiamo prese sonoramente. Con l’Avellino ci rimasi particolarmente male perché tre gol sicuri erano causati da un bug alle rimesse lunghe mai sistemato a dovere da Sports Interactive. La reazione nostra è stata rabbiosa, specialmente da parte mia. Perchè avevamo bisogno di cercare un qualcosa che ci restituisse forza e fiducia nei nostri mezzi. Da qui nascono dei sistemi di gioco intitolati a grandi romanzi della letteratura inglese. Anche ADD ha votato uno dei nostri moduli!

Adesso parliamo del futuro del Chievo! Quali sono gli obbiettivi per il prossimo anno?

Innazitutto salvarsi, possibilmente facendo bella figura! Non pretendo di fare un exploit stile Lazio e Cremonese, anche perché la mia rosa è più modesta! Però allo stesso tempo credo che si possa fare molto bene qui. Il gruppo è molto unito e non potrei chiedere più di quello che i ragazzi fanno già per la causa. Vogliamo toglierci tante soddisfazioni, e siamo molto curiosi di confrontarci con le squadre della Serie A!

Cosa bolle invece nel Calderone del Mercato Clivense?

Nel calderone del mercato ci sono due colpi in entrata e uno in uscita confermati, e un terzo che come ho raccontato ad alcuni è il classico colpo che come leggi ti fa dire: “MINCHIA!”. (Il terzo colpo è in entrata)

Hai finalmente vinto questa Serie B, lo avevamo detto tutti ma, ora che è finito tutto, cosa ne pensi delle Gufate di Inizio Stagione?

Che avevano ragione! Ringrazio loro per averci creduto fino alla fine! Senza di loro non ce l’avrei mai fatta.

I migliori e i peggiori 5 momenti di questo campionato?

I cinque peggiori:
5°, Benevento – Chievo, traversa di Amato quasi a tempo scaduto, sarebbe potuto valere un pareggio insperato
4°, Roma – Chievo, partita partita male e finita peggio. De Fanti viene espulso per condotta violenta, vista solo dal computer e mi salta tre giornate. Ed era subentrato a Graziotti infortunato. Piove sul bagnato.
3°, Udinese – Chievo, perdiamo una partita che sulla carta avremmo dovuto dominare. Non sapevamo più che pesci prendere, onestamente.
2°, Avellino – Chievo, 7-3 pesantissimo e condizionato dalle rimesse lunghe. Non volevo crederci. Sensazione di essere diventati pippe di colpo.
1°, Vicenza – Chievo, partita vinta 3-1 e rigiocata perdendo 2-1 al 93′. Basta e avanza.
I cinque migliori:
5°, Chievo – Frosinone, L’assist di Giunti in rovesciata per Riva è stato sublime. Una giocata così non l’avevo mai vista.
4°, Chievo – Roma, gol di Clerici da fuori area. Partita serratissima, aperta da lui e chiusa da Amato pochi minuti dopo.
3°, Livorno – Chievo, Eurogol di Giunti che da trenta metri tira una sassata sul secondo palo. Vinciamo una partita incredibile, essendo in dieci e io buttato fuori dal server.
2°, Chievo – Palermo, il centesimo gol di squadra che ci porta in vantaggio. Una sassata micidiale da dentro l’area e torniamo in vantaggio. In quella partita abbiamo conquistato ufficialmente la Serie A.
1°, Akragas – Chievo, Belluscio segna il 4-3 per noi e con quella vittoria ritorniamo in testa al campionato. Credo che tutto passi da lì. Se avessimo perso punti ad Agrigento stavamo raccontando una storia diversa.

Domanda finale, un pregio e un difetto di questa Serie B!

Un pregio è che la Serie B è sentitissima e combattuta. Non è mai banale. Un difetto? Troppa letteratura inglese! Esistono anche opere provenienti da altre culture, un po’ di inventiva, dai…

Grazie mille per l’intervista Arnaldo, speriamo di rivederci!

A presto! Grazie a voi!

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