Sardacharrua: Cagliari Campione

Buonasera cari lettori e lettrici di Progetto X, siamo qui oggi con Andrea  Conte, Giacomo Sedda e Luigi (Bot) Frunzio, innanzitutto vi chiedo cortesemente di presentarvi a chi non vi dovesse conoscere

Sedda: Buongiorno, difficile che ci sia qualcuno che oramai non mi conosca. Son Giacomo Sedda, oggi in veste di presidente e fondatore del Cagliari calcio.

Frunzio: Ciao signor intervistatore di Progetto Ics, se non mi conoscete e volete farlo, venite a presentarvi che facciamo due chiacchiere.

Conte: Seriamente c’è qualcuno che non mi conosce? Il mio maxi ego ne risente, lo sappia.

Ottimo insomma abbiamo capito che la modestia è di casa Cagliari (ride), che dire una stagione fantastica per la compagine sarda, ma è stato sempre tutto rose e fiori? O ci sono stati momenti bui, in cui avete pensato di non farcela o in cui avete avuto qualche diatriba?

Sedda: Per quanto possa sembrare, con l’allenatore vado abbastanza d’accordo, ci son state qualche occasione dove non ci trovavamo nella stessa pagina ma siamo riusciti ad andare avanti, al punto che in questo momento è confermatissimo per la stagione che viene in serie B. Per quanto riguarda i risultati, essendo una squadra appena creata, anche nei pochi momenti di difficoltà non avevo dubbi che il lavoro fatto fosse ottimo.

Frunzio: Io ho rischiato di abbandonare un paio di volte per divergenze con il pensiero della dirigenza. Ormai è acqua passata. Per quanto riguarda i risultati, la seconda sconfitta contro la Lupa Roma è stato forse l’unico momento in cui ho pensato che si iniziasse a fare veramente dura. Anche se non si fosse riusciti a centrare l’obbiettivo non sarebbe stato un dramma

Conte: Io spero sempre che gli altri due se ne vadano quanto prima. Ma purtroppo essendo tutti e tre delle persone fin troppo schiette a volte può sembrare che si raggiunga il limite. Dopo oltre un anno di conversazioni quotidiane su tutto, non solo il progetto, abbiamo capito che nessuno dei tre fa nulla in malafede, motivo per cui si cresce e si va avanti. Anche se tutti sanno che io ho sempre ragione su tutto.

Bene sicuramente un risultato che ha coronato un progetto. Siete nati come società affiliata del Torino, ma ora l’affiliazione per forza di causa maggiore non potrà più esistere, pensate che questo possa portare a un influsso di negatività all’interno del gruppo Cagliari?

Sedda: Nah Ho sempre inteso Cagliari e toro come due entità separate Non vedo grandi difficoltà per il Cagliari nel volersi affermare come gruppo indipendente come già dimostrato in serie C.

Frunzio: Sti’ bastardi del Toro c’hanno inculato giocatori per una stagione intera, ora finalmente abbiamo messo la parola “fine” su questa situazione! Onestamente sono dell’idea che anche in B dovrebbero continuare ad esserci le affiliazioni. Solo nella stessa Serie dovrebbero essere “vietate”, anche se, anche con il divieto, -come succede anche nel fuffa- purtroppo a volte le “amicizie” sono palesi.

Conte: Torino non ha mai avuto bisogno di una cantera vera e propria, tranne per il caso Terlati che era un peccato lasciare in mano a quel suino d’allenatore. Il progetto Cagliari è partito con l’obiettivo di creare una nuova realtà indipendente che possa affermarsi da quì a qualche stagione in massima serie, al posto degli usurpatori meneghini del Fublet. Only grrr per Martinelli e Paolo Bianchi (l’intervistatore si dissocia da queste parole, tanto love per i soggetti in questione).

Mi pare di capire dunque, che fin dall’inizio le intenzioni sono state quelle di creare qualcosa di solido che potesse ambire alla massima serie, ma a questo punto sorge spontanea una domanda, avete pensato di portare qualche giocatore dal Cagliari al Torino, prima della perdita totale dell’affiliazione?

Sedda: All’inizio avevamo valutato l’idea di spostare giocatori, ma in realtà dobbiamo considerare che per ogni x che esce dal cagliari, si deve sostituire. Il caso di Terlati è emblematico, perché si è reso possibile solo per una coincidenza, ovvero un Pariruolo in vendita allo stesso prezzo in un’altra società In sintesi, difficilmente ci saranno movimenti tra le due società.

Frunzio: Io non mi occupo di mercato al Cagliari, dico ciò che mi serve e loro provvedono. Ma non so chi arriva, chi parte o chi fa cosa. Se poi non provvedono bene, si rischia di più. Questo è stato l’accordo fin dall’inizio. Non faccio parte della presidenza, ne sono DS. I trasferimenti tra Toro e Cagliari non sono di mio interesse fintanto che ho i giocatori giusti.

Conte: Come con il Torino, l’obiettivo è quello di assecondare e far divertire tutti. Ovviamente entrare al Torino non è semplice, nel senso che la concorrenza è alta in termini di attività. L’augurio è che il Cagliari cresca da solo e riesca a cementare il gruppo, avendo elementi di spicco che hanno il potenziale per farlo. Sarebbe semplice vendere calciatori tipo figurine dal Torino, generare plusvalenze da urlo e rinforzarsi a basso costo dal Cagliari, ma uccideremmo inutilmente una squadra e si creerebbe solo una realtà fantasma che non avrebbe senso di esistere.

Ovviamente oltre alla perdita dell’affiliazione, la promozione in serie B, porterà all’innesto di nuovi giocatori per completare la rosa, penserete di puntare su innesti già presenti all’interno del progetto o su neo-iscritti?

Sedda: Non abbiamo ancora deciso onestamente non sarebbe male provare ad innestare anche esperienza, oltre che numero.

Frunzio: Il mercato lo fanno DS e presidenti. A livello tecnico ci sono 7 slot per nuovi giocatori, ma non credo sia obbligatorio usarli tutti subito.

Conte: Valuteremo caso per caso. Non abbiamo mai sostenuto la politica del “grande nome”, soprattutto perché siamo più tirchi di un genovese in stato di povertà. Quello su cui punteremo sarà sicuramente l’aspetto caratteriale. Ma a quel punto sarà compito di Frunzio dare delle linee guida e soprattutto di Benedetti cercare di farle combaciare tra aspetto tecnico e soprattutto caratteriale. La fortuna di avere un allenatore capace è anche quella che può “inventarti” un approccio diverso a seconda della scheda giocatore che ha a disposizione in quel momento.

Cosa vi aspettate dalla prossima stagione di B, vi aspetterete una serie B equilibrata dove anche voi potreste dire la vostra o pensate che si partirà con 2/3 squadre di un livello superiore alle altre?

Sedda: Pure per me, se confermiamo l’ossatura di base, non vedo perchè non puntare ai playoff la promozione diretta dipende, appunto, da chi sale e chi retrocede.

Frunzio: Dipende tutto dai nuovi innesti. Il mio obbiettivo, così a freddo, sono perlomeno i playoff.

Conte: Playoff un obiettivo fattibile, ovviamente scordiamoci di ammazzare il campionato come fatto in C, ma puntare ai Playoff non penso sia impossibile come obiettivo.

Bene ragazzi grazie per l’intervista e per averci concesso il vostro tempo, vi auguriamo un campionato di B ricco di soddisfazioni.

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