Recensione di A Plague Tale: Innocence

Nell’arte videoludica esistono titoli poco altisonanti e conosciuti, ma con una narrativa matura e un impatto grafico in grado di non lasciare per niente indifferente il videogiocatore.
Asobo Studios, modesta casa sviluppatrice francese, ha sempre prodotto videogiochi inerenti al mondo Pixar e Disney, non approcciandosi mai a qualcosa di originale e totalmente suo. Poi è arrivato a Plague Tale: Innocence, gioco d’azione e avventura con elementi stealth e survival, ambientato nell’epoca buia della Francia in guerra con l’Inghilterra, durante la piaga della peste nera. Non è una parte della storia facile da raccontare, trattare e ambientare in un videogioco, ma Asobo Studios è riuscita a tenere fede alle aspettative che aveva attirato attorno a sé negli ultimi due anni restando fedele totalmente a quanto avvenne in una delle più tragiche pagine della storia europea.
Il videogiocatore veste i panni di Amicia De Rune, figlia di nobili francesi, che si ritrova a proteggere il suo fratellino Hugo dopo un attacco dell’Inquisizione guidata da Lord Nicholas, spinto a trovare il piccolo perché vittima di una malattia che lo ha tenuto lontano dal mondo e soltanto accudito dalla madre Beatrice, un’abile alchimista. Una trama oscura, matura e brutale: Asobo ha pensato proprio a tutto, in termini di narrativa e profondità dei personaggi. Mentre il mondo brucia, i due fratelli si ritrovano da soli, ma legati l’una all’altro per affrontare minacce più grandi di loro tra campi di battaglia, ruderi e ratti… Tanti, tantissimi ratti, uno dei problemi principali che Amicia e Hugo dovranno affrontare per proseguire la loro avventura.

Datemi una fionda, e conquisterò il mondo…

Datemi una fionda, e conquisterò il mondo… Nella Guerra dei Cent’anni, in piena peste nera, l’unica arma a cui Amicia farà affidamento è la sua fionda. Facile da usare, silenziosa e letale; migliorabile, come il resto dell’attrezzatura, nei banchi di lavoro che si troveranno all’inizio o alla fine di un capitolo.
Sarà fondamentale raccogliere i materiali presenti nel mondo di gioco per adattare la fionda alle proprie necessità. Il videogiocatore potrebbe ritrovarsi circondato dai ratti e l’unico modo sarà spaventarli accendendo un braciere dall’altra parte di una stanza, oppure sarà costretto a sbarazzarsi dei soldati dell’Inquisizione utilizzando ogni tipologia di munizione presente nell’armamentario di Amicia. Il crafting non è profondo come un qualsiasi altro titolo survival, ma è semplice da utilizzare nella creazione di munizioni per approcciarsi a qualsiasi nemico. Asobo Studios ha curato fedelmente questo aspetto fornendo al videogiocatore immediatezza e semplicità.

Anche se ora farò silenzio.

In A Plague Tale: Innocence sarà importante muoversi chinati, nascondersi spesso nell’erba alta o dietro dei barili, scegliendo accuratamente le migliori vie di passaggio per non farsi individuare dai nemici. Altre volte sarà impossibile proseguire a meno che non si attiri il nemico con la fionda verso delle casse di armi e armature, o lanciando un vaso sul terreno. Ci saranno sequenze in cui sarà possibile farsi aiutare da personaggi secondari che entreranno a far parte della trama in momenti specifici all’interno di tutta l’avventura e si ritaglieranno uno spazio importante coi nostri giovani protagonisti.

Una cura maniacale, in un’avventura matura…

In A Plague Tale: Innocence l’occhio viene saziato totalmente. Asobo Studios ha curato nei minimi dettagli l’impatto visivo di ogni ambientazione in cui si imbatteranno Amicia e Hugo, mostrando uno spaccato di una terra rigogliosa ormai decaduta in un periodo tetro e oscuro, ottenebrato dalla cupidigia e dalla guerra. Non sarà facile impedire agli occhi di sbarrarsi per la rappresentazione di un campo di battaglia, i dettagli più irrilevanti come il fango o le foglie secche in un sentiero; o per un rudere, un castello, l’orizzonte stesso o un qualsivoglia specchio d’acqua. Asobo Studios ha puntato sull’empatia del videogiocatore, invitandolo totalmente ad aguzzare lo sguardo, a meravigliarsi dei raggi del sole che filtrano attraverso i rami di un albero e a resistere alla soffocante atmosfera di una grotta infestata dai ratti.
L’impatto sonoro non è da meno. Un esempio lampante è lo squittire dei ratti che, durante una sequenza in un borghetto o in un’abitazione, riesce a mantenere alta la tensione quanto le musiche ottimamente rappresentate, capaci di mantenere un tono aulico e tenebroso mentre il videogiocatore muove il personaggio di Amicia nell’oscurità. Il doppiaggio in italiano non è disponibile, quindi le lingue scelte sono il francese, l’inglese e lo spagnolo. Consiglio di giocarlo in francese per godere appieno dell’esperienza di gioco, in maniera tale da immergersi totalmente nell’avventura dei due fratelli.

In sintesi…

Asobo Studios si è approcciata a questa nuova avventura mettendo ogni sua conoscenza e spremendo parzialmente il proprio talento per creare qualcosa di unico e originale, verosimile e molto semplice in un mercato videoludico complesso e competitivo soprattutto fra software house. Ha puntato sull’appagamento del videogiocatore in termini visivi ed empatici, narrando una storia cruda e violenta con delicatezza e senza eccedere nella fretta o nei cliché. La storia di Amicia e Hugo è triste ma piena di speranza, delineata totalmente da una conoscenza l’una dell’altro, in cui traspare un amore fraterno negato prima delle vicende narrate a causa dell’isolamento di Hugo da parte di sua madre per proteggerlo dalle minacce esterne nel vano tentativo di rallentare la sua malattia. La longevità si attesta sulle dodici ore, o quindici se si vuole ripetere la storia sbloccando tutti gli obiettivi e i trofei. Saranno intense, profonde; probabilmente lasceranno un senso di vuoto, alla fine… dopo una storia fatta d’intrigo, mistero, misticismo… E amore. Asobo Studios farà parlare di sé nei prossimi anni per concretizzare totalmente le sue capacità narrative e di gameplay . Con A Plague Tale: Innocence ha dimostrato di essere una casa produttrice originale, lasciandosi alle spalle le passate produzioni. Per il futuro le aspettative sono molto alte, ma c’è la convinzione che possa essere, alla fine, una vera sorpresa come lo è stata con A Plague Tale: Innocence.

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