Il ritorno a Midgar: Final Fantasy 7 Remake

Inutile girarci attorno: quando nel 2017 fu annunciato il remake di questo straordinario gioco uscito nel lontano 1997 su Playstation 1, tutto il mondo videoludico ha avuto un sussulto. Dopo anni di voci e teorie su quanto sarebbe stato bello rivivere le avventure di Cloud e compagni in una veste moderna, finalmente Square-Enix toglie i veli ad un progetto rimasto a lungo segreto, scatenando da subito eccitazione e timore. Il titolo in questione d’altronde, è stato un vero e proprio simbolo generazionale, qualcosa che ha contribuito al successo della prima console di casa Sony e che ha dato vita a tutta una serie di mitologie e capitoli aggiuntivi negli anni successivi. Dopo due anni da quell’evento e dopo tutto il silenzio che ha circondato il progetto fino a questo momento, finalmente Square ci ha dato un assaggio di cosa ci aspetterà il 03.03.2020, in esclusiva temporanea PS4, attraverso un nuovo trailer e un video di gameplay che ci hanno lasciato incuriositi e fiduciosi.

Gameplay 

Proprio quest’ultimo aspetto è stato quello che ha avuto il maggior impatto sulla platea fisica e virtuale presente alla conferenza. In barba a tutte le speculazioni su una possibile deriva eccessivamente action del titolo, Square ci ha presentato un sistema che ha sì una componente molto dinamica, ma anche una buona dose di strategia e tattica che sembra, almeno dalle dichiarazioni successive del team, necessaria per il proseguo dell’avventura. Partendo da una visuale in terza persona simile a quella vista nella serie Kingdom Hearts, i giocatori potranno controllare ogni personaggio del party, selezionabile attraverso i tasti posteriori, che potranno eseguire con il  tasto quadrato un proprio attacco fisico diretto. Questo però non basterà a mettere k.o. i nostri avversari ma avrà la funzione di ricaricare più velocemente una barra, detta ATB, posta sotto l’indicatore degli H.P.. Una volta completata la ricarica di una delle due tacche disponibili si potrà dunque accedere a tutte le abilità e le tecniche a disposizione del nostro alter-ego, attivando tra l’altro una comodissima pausa tattica  visualizzata su schermo attraverso una sorta di bullet-time davvero spettacolare, in cui pianificare con accortezza tutta la nostra strategia. Non sarà necessario comunque passare ogni volta in rassegna tutti i personaggi; potremo infatti assegnare i comandi ai nostri compagni anche rimanendo in controllo di un solo personaggio, il che ci permetterà di seseguire anche delle combo incrociate. La sensazione è quella di trovarsi finalmente davanti ad un ibrido in grado di dare completa soddisfazione tanto al nuovo giocatore, quanto al fan di vecchia data. Confermata la presenza del ” Materia System “, una delle componenti più importanti del capitolo originale e che dunque torna anche nella nuova incarnazione. Non abbiamo ancora informazioni circa la sua articolazione, ma sappiamo che l’installazione di queste ” gemme ” sul nostro equipaggiamento sarà visibile e darà la possibilità, proprio come fu in passato, di abilitare tecniche e magie specifiche per il personaggio che le avrà in uso.  La demo gameplay vista sul palco di Los Angeles terminava infine mostrando il primo boss del gioco, uno scorpione robotico che si affronta con Barret e Cloud proprio all’inizio dell’avventura. Attraverso questo filmato abbiamo potuto vedere nel concreto l’applicazione del sistema sopra citato, constatando come la scelta degli attacchi e dei personaggi da utilizzare debba seguire l’evoluzione di tutto il combattimento, allontanando perciò il pericolo di uno ” smash-button ” costante. In alcuni punti per esempio, potremmo aver necessità di utilizzare Barrett, il personaggio dotato di una mitragliatrice montata sul braccio, per attaccare il nemico sulla distanza o in punti in cui sia irraggiungibile per la spada di Cloud. Oppure avremo bisogno di cercare delle vere e proprie coperture per evitare degli attacchi di particolare potenza, il tutto in una messa in scena altamente spettacolare e cinematografica, con dei veri e propri intermezzi che doneranno ancora maggior profondità al tutto.  

Storia 

Oltre a presentarci finalmente il gameplay del titolo e averci permesso di dare un primo sguardo alla bellissima Tifa e all’inconico Sephiroth, Square-enix ci ha fornito ulteriori informazioni circa la divisione del titolo. Per mesi  infatti si sono rincorse voci sul suo essere diviso in Episodi, come similmente visto in altre produzioni videoludiche. La strada intrapresa però non sembra essere questa; la storia di FF7 sarà effettivamente divisa in più giochi, ma ognuno di essi sarà da intendere come un prodotto stand-alone, con una mole di contenuti ampia e complessa. La scelta è dovuta alla volontà di espandere ulteriormente un universo che già all’epoca si presentava complesso e ricco di intrecci. La prima parte perciò coprirà tutto l’arco narrativo ambientato a Midgar, fino alla fuga dalla stessa, e sarà distribuita su ben due blu-ray, cosa che fa ben sperare sul lato dei contenuti. La capitale sarà interamente esplorabile e ci saranno numerose attività da poter svolgere oltre alla linea principale e infatti nel trailer mostrato in apertura di conferenza ci venivano infatti presentate delle parti non presenti nella sceneggiatura originale. Yoshinori Kitase, padre della serie, non ha saputo fornire ulteriori informazioni circa il numero di giochi che andrà a completare e coprire tutta la narrativa, ma ha tenuto a specificare quanto il team sia concentrato su questo prima parte e quanto tutti i progressi fatti in questo senso saranno utili a sviluppare con maggior velocità anche quelli successivi. Il progetto è senza dubbio impegnativo, ma da quanto abbiamo potuto vedere anche sul lato tecnico, sembra che tutte le risorse migliori della società siano effettivamente convogliate su FF7 Remake per poter consegnare ai giocatori qualcosa che abbia un’impronta forte e definita. 

Lato tecnico 

Sul lato tecnico della produzione FF7 Remake si presenta benissimo, con un Unreal Engine 4 spinto al suo massimo e con i modelli poligonali dei personaggi che risultano ricchi di personalità. Tutto l’impianto scenico potuto osservare fino ad ora sembra suggerire una cura maniacale ad ogni singolo dettaglio grafico,  favorendo così l’immersione in un mondo di gioco che conosce pochi eguali in quanto a stile e profondità. La direzione artistica vista durante le sessioni di combattimento promette faville e gli effetti luci e particellari potuti osservare durante lo scontro ci hanno lasciato con una certa acquolina in bocca. L’esempio migliore lo si ha con la pausa tattica, funzione che siamo sicuri attiveremo anche solo per godere dell’effetto scenico del tutto, ovviamente sperando che quella vista non sia una demo tutta muscoli soggetta ad un forte downgrade poco prima dell’uscita.  

Conclusioni 

Insomma Square-Enix ha finalmente tolto i veli sulla nuova incarnazione di FF7, dando modo a tutti gli appassionati e non della sua settima creatura di poter rispondere a molte delle domande che da tempo aleggiavano intorno a questa nuova uscita. Le premesse ci sono sembrate molto buone, con un team davvero concentrato sulla sua ultima produzione e intenzionato ad espandere ancora di più un universo tra i più prolifici della storia videoludica. Dal sistema di combattimento alla messa in scena, tutto sembra puntare verso una realizzazione in cui nulla è lasciato al caso, ma che anzi si ponga l’obiettivo di modernizzare un’opera gigantesca senza mancare di rispetto al suo importante passato. Molti sono i mesi che ci separano dalla pubblicazione e non vediamo l’ora di poter osservare meglio il lavoro svolto Kitase e Nomura, nella speranza che questo remake ci incolli di nuovo allo schermo come ben 22 anni fa.  

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