La duplice presidenza di Lenny Cazzamalli (e dei suoi 4 compagni di cordata)

Botta e risposta con Lenny Cazzamalli, uno dei cinque presidenti del Bologna, tra gli artefici dell’acquisizione del Ravenna Calcio.

In questa intervista esploreremo genesi, prospettive e sogni proibiti di queste due fantastiche società.

  • L’acquisto del Ravenna ha sconvolto il panorama calcistico della serie C. L’ormai ex presidente Franceschi ha deciso di cedere alle lusinghe della vostra cordata. Come si è sviluppato questo passaggio di mano?

L’idea di acquistare il Ravenna è nata qualche giorno dopo l’acquisizione del Bologna.

Abbiamo voluto sfruttare la possibilità di ottenere un’affiliata, interrogandoci su quale club di serie C potesse fare al caso nostro. In linea teorica, avremmo potuto rilevare una società senza presidenza e insediarci. Poi, durante uno dei nostri meeting, è uscito fuori il nome del Ravenna, squadra presieduta Franceschi, nostro calciatore al Bologna. La ciliegina sulla torta è stata la presenza di Meneghetti, il quale svolge la funzione di DS per noi, ma anche per il Ravenna.

Una volta entrati in contatto, la trattativa è stata semplice. L’ex presidente Franceschi, visto il poco tempo a disposizione, non era più in grado di seguire il Ravenna in modo adeguato. Alla luce di ciò, si è dimostrato ben felice di lasciare la successione a gente che conosceva da tempo, facilitando la cessione con reciproca soddisfazione. Di tutta risposta, ci siamo impegnati a rispettare le volontà del presidente uscente, confermando l’Allenatore D’Anteo e garantendo un futuro roseo al Ravenna.

  • Qual è il rapporto tra voi presidenti, a livello decisionale? Come riuscite ad accordarvi tra le varie strade proposte durante i vostri meeting?

Tra noi presidenti c’è fiducia e stima reciproca.

Tre di noi (il sottoscritto, Gamberini e Torsello) siamo compagni di squadra dalla S1,quindi abbiamo avuto modo di conoscerci e confrontarci su molti argomenti.

Gli altri due presidenti, Terzo e Pisasale, pur essendo con noi da poco tempo, si sono rivelati profondi conoscitori del progetto. Entrambi rappresentano figure poliedriche e competenti, alternandosi tra vari ruoli del nostro mondo virtuale. Come avremmo potuto non essere felici, quando hanno manifestato il desiderio di entrare nella coordata?  

Le decisioni da prendere vengono stabilite di comune accordo, seguendo un orientamento molto democratico, all’interno della nostra chat dirigenziale di whatsup.

Ciò nonostante non interferiamo a livello tattico, riponendo massima fiducia in mister Torsello, mentre per il mercato ci confrontiamo con Meneghetti, il quale gode del nostro totale ed incondizionato rispetto.

  • Ora vi ritrovate a dover gestire due società, come intendete portare avanti due realtà così distanti tra loro?

Per noi anche gestirne una rappresenta una grossa novita..immagina 2…scherzi a parte…

Per quel che riguarda il Bologna la questione è più semplice: siamo un gruppo unito, motivato e di sani principi. Il discorso riguardante il Ravenna è leggermente più complicato, trattandosi di una società appena nata, e sicuramente necessiteremo di più tempo per creare la giusta amalgama tra i giocatori. Comunque siamo convinti di riuscire a costruire qualcosa di buono.

  • Avete confermato mister D’Anteo, considerato uno dei migliori allenatori in circolazione, ma ultimamente abbiamo assistito ad un netto peggioramento delle prestazioni. Di chi è la colpa?

La conferma di mister D’Anteo, campione in carica della serie A, era un paletto imposto dalla vecchia presidenza, che noi abbiamo accettato subito senza riserva.

Anzi, lo consideriamo un lascito prezioso dell’ex Presidente Franceschi: siamo contenti di averlo tra noi e spero possa restare anche negli anni a venire. La conferma del mister rappresenta anche un segnale allo spogliatoio, il quale inizialmente ha subìto l’impatto del passaggio di proprietà.

  • Durante la sessione invernale, avete prelevato Nadir dall’attacco ravennate, ma senza ancor aver trovato un sostituto. I tifosi, giustamente, borbottano. Il calciomercato è chiuso?

Il “caso Nadir”, come spiegato al gruppo Ravenna, è stato dettato da esigenze di mercato.

Alcune squadre di serie A si erano interessate al giocatore, in quanto in poco tempo si è fatto apprezzare per attività, goal e voglia di stare nel progetto. Quindi abbiamo deciso di portarlo fin da subito a Bologna, onde evitare di farcelo soffiare da altri club.

Ad oggi (28/05) il mercato non è ancora chiuso. Stiamo sondando molti prospetti ma, guardando prezzi e caratteristiche tecniche, non abbiamo ancora trovato un valido sostituto.

In ogni caso vorrei tranquillizzare i tifosi: cercheremo di prendere una punta.

  • Quali sono i prospetti più interessanti del Ravenna? Si stanno creando delle gerarchie nello spogliatoio?

A Ravenna abbiamo trovato un buon gruppo, seppur destabilizzato dalla partenza di Nadir.

In questo primo periodo si stanno mettendo in luce Federico Farolfi Marini, Gabriele Corno, Ivan Piastra, Derek Boschi, Gabriele Giampaoli e Luca Marchetti. Si iniziano ad intravedere quelli che potrebbero essere i nuovi leader della squadra. Sicuramente mi sarò dimenticato qualcuno, e di questo voglio scusarmi sin da subito.

  • Vi siete presentati promettendo la serie A in soli 3 anni. Volete confermare questa vostra dichiarazione?

Certo: noi vogliamo il meglio per il Ravenna e per i suoi tesserati.

Quest’anno ormai la classifica è andata, maa ci servirà per mettere le basi per il prossimo anno. Fidatevi, saremo protagonisti.

  • Passiamo al Bologna. Inaspettatamente siete in corsa per l’Europa League. È sempre stato questo il vostro obiettivo?

A Bologna abbiamo avuto due stagioni (la 1 e la 3) dove ci siamo salvati per il rotto della cuffia, mentre nella S2 abbiamo cullato il sogno Europa quasi fino alla fine.

A livello di rosa, come segnalato anche dagli addetti ai lavori, non siamo da squadra a rischio retrocessione. La salvezza dello scorso anno ha unito notevolmente lo spogliatoio. La conferma di quasi tutta la rosa, e l’arrivo di un mister preparato che già conosceva l’ambiente, ci hanno portato ai livelli che meritiamo: in lotta per un posto in Europa.

  • Lo spogliatoio del Bologna è notoriamente molto compatto. Chi sono gli artefici principali di un tale attaccamento alla maglia?

Sicuramente siamo un bel gruppo, una vera famiglia, dove tutti sono ben accolti.

Da noi le new entry non hanno difficolta a integrarsi, nonostante le differenze di età e di provenienza. Ma se devo fare un nome, e credo che tutto il Bologna sia d’accordo con me, credo che l’artefice principale sia proprio Luca Franceschi. Lui è la bandiera del Bologna.

Fin dalla S1 ha creato un ottimo gruppo, consolidandolo poi nell’arco delle stagioni successive, nonostante tutte le difficolta che abbiamo affrontato (soprattutto in S3).

Si sa che quando ci sono delle basi solide, poi viene tutto più facile, quindi voglio sfruttare questo spazio per mandare un grosso ringraziamento a Luca per tutto ciò che ha creato.

  • La rosa sembra soddisfare mister Torsello, che sta sfruttando al massimo il capitale umano del Bologna. All’interno di quest’ultima, quali sono i perni della vostra formazione tipo? E quali saranno le rivelazioni del girone di ritorno?

Il problema è che a Bologna non abbiamo una formazione tipo. Abbiamo sempre fatto giocare tutti a rotazione. Vincere è importante, ma vogliamo dare a tutti la possibilità di vedersi in campo. La nostra politica vuole essere quelle di far sentire tutti importanti all’interno del progetto.

E di questo devo dire che nessuno si è mai lamentato, escludendo qualche discussione avuta in S3. Ma questa è la nostra filosofia, nel pieno spirito di questo progetto.

  • Quali sono i reparti che più vi preoccupano?

Il reparto che forse sta rendendo meno è l’attacco. Sostituire Cusumano (22 reti lo scorso anno) non era semplice. Gli acquisti di Nadir e D’Amato dovrebbero garantire al mister soluzioni altezza.

  • Volete lasciare un messaggio ai tifosi delle due società?

AI momento abbiamo preso la presidenza sino al temine della S5, ai tifosi voglio dire di stare tranquilli. Seguiteci, perché insieme potremo toglierci grandi soddisfazioni!

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