Davide Saladino a 360 gradi

Buonasera a tutti, oggi siamo qui per parlare con Davide Saladino, calciatore della Roma che ricopre anche i ruoli di Direttore Sportivo del Vicenza, attualmente capolista solitaria in Serie B grazie anche ad un ottimo mercato svolto dalla dirigenza, e di Allenatore del Venezia, con la quale ha già staccato un pass per i playoff e si trova in seconda posizione in C/A.

Ciao Davide, per iniziare, potresti presentarti, parlando anche della tua vita privata?

Davide: Buonasera mondo del progetto! Sono Davide Saladino, classe ‘93, nato a Marsala, in Sicilia, ma abito a Palermo per via dell’Università. Frequento il 4° anno di Giurisprudenza. Nel tempo libero mi piace sfogarmi in palestra, che ormai frequento da quattro anni. Gioco una volta a settimana con gli amici a calcetto e sono un appassionato di fumetti Marvel, che colleziono.

Nel progetto sono un calciatore della Roma, Direttore Sportivo del Vicenza ed Allenatore del Venezia. Un tuttofare dedito al progetto!

Da DS del Vicenza hai creato, assieme al presidente, Valerio Arnone, sin dall’inizio della stagione, una squadra che, pur non essendo tra le favorite, si ritrova a lottare per ottenere la promozione. Te lo aspettavi, e come ci si sente ad aver creato una delle possibili sorprese della stagione?

Davide: Sinceramente non mi aspettavo di lottare per la promozione diretta, però credevo nella squadra che avevamo creato, fatta di giocatori scelti innanzitutto per la loro simpatia e disponibilità, ma tenendo conto pure delle varie schede.

In generale, sono abbastanza sorpreso e fiero, ma questo è merito anche di Valerio e di Carlo che hanno davvero dato tutto per creare una squadra del genere. La cosa che amo di questo gruppo è l’atmosfera che si respira. Si può parlare veramente di tutto. È un luogo dove potersi sfogare, senza preoccuparsi di essere giudicati. Credo e spero di non lasciare mai questo gruppo.

Cosa ti ha spinto verso la decisione di diventare Ds e da quanto tempo possiedi questo incarico?

Davide: È stata una cosa inaspettata. Volevo diventare allenatore, non DS. Stranamente mi chiamò l’allora presidente del Vicenza, Danilo Bencar, per intraprendere questa strada. All’inizio non mi piaceva, perché ero arrivato a metà stagione ed era tutto un casino. Successivamente presero la squadra Valerio ed Angela e mi trovai benissimo. È un “lavoro” che mi piace. Sento il dovere di difendere questa squadra e questi ragazzi e sarei pronto a prendermi tutte le responsabilità per le azioni di qualcuno. Mi dispiace solo che ci siano stati attriti con Angela durante la scorsa stagione, che derivano da diverse visioni e modi di gestire la squadra, ma le voglio ribadire, grazie anche a questa intervista, che per me i “problemi” non sono mai stati relativi a qualcosa di personale. Ciao Angie, un bacio :-*

Parlando di bilanci, cosa diresti delle casse del Vicenza? La società ha bisogno di vendere o potrà realizzare, anche il prossimo anno, un mercato da protagonista?

Davide: Questa stagione abbiamo speso molto. L’obiettivo, attualmente, è di riscattare i giocatori che abbiamo in prestito. Sciuto è un giocatore importante, ma dipenderà molto da come si evolverà il mercato; Manolio e D’Alessio sono arrivati da poco ma sono degli uomini spogliatoio, attivando tutti dentro il gruppo.

Si sono ambientati in pochissimi giorni, anche grazie ai nostri giocatori di vecchia data che sono dei veri signori (cerco di fare il ruffiano con il giornalista, così acconsente ad abbassargli lo stipendio!). Vendere no. Decisamente. Abbiamo venduto tutti coloro che non rientravano nel progetto per molte ragioni, ora bisogna confermare e completare questo mosaico che stiamo costruendo pian piano. Il bilancio è sotto controllo, anche perché sono avaro peggio di Zio Paperone!

Per la prossima stagione prenderemo pochi giocatori. Ho già parlato con Valerio e sappiamo quali giocatori ci servono. Ci portiamo avanti col lavoro.

Parlando del Davide Saladino calciatore, invece. Come ti trovi alla Roma e che obiettivi hai per il futuro?

Davide: Alla Roma mi trovo molto bene (a Valerio Arnone non piace questo elemento!). È stata la squadra che mi prese al draft 2 stagioni fa, assieme al mio amico Alfredo Cannavale. Molin, il presidente, è stato molto importante per me in quanto mi ha aiutato a capire il progetto, come redigere al meglio il bilancio e varie altre cose. Ho un bel rapporto con lui, tant’è che ho accettato di guidare il Venezia. Ogni tanto proviamo qualche tattica in partite versus tra noi e discutiamo su molte cose relative al progetto e non.

Io gli chiedo costantemente un aumento di stipendio, lui rifiuta, ma prima o poi cederà!

Devo dire che alla Roma non ho legato con molti compagni. A parte Molin e Cannavale, uno con cui mi trovo spesso d’accordo è D’Anteo, perché siamo entrambi succubi di quel tiranno di Molin. Ci riteniamo sotto stipendiati e lo tartassiamo con messaggi notturni in cui chiediamo aumenti dello stipendio. Prima o poi ci denuncerà!

Puoi raccontare, gentilmente, le tue esperienze più belle e quelle più brutte all’interno del Progetto, sia come calciatore che come Ds?

Davide: Non ho brutte esperienze, veramente.

Non sono un tipo che fa polemica, mi piace l’ironia e preferisco sdrammatizzare su tutto, ricordando che stiamo giocando. Mi piace impegnarmi e darmi da fare, ma mai farsi prendere troppo e far diventare il tutto un’ossessione. Belle esperienze…beh…

Non ho vinto molto, ho una Coppa Italia in bacheca con la Roma, nonostante siamo in Serie B. Essere in B e disputare l’Europa League è fantastico, già questa per me è una bella esperienza! Ho il desiderio di vedere il Vicenza e la Roma essere promosse in Serie A, assieme. Sarebbe veramente una cosa di cui andare fiero.

Parliamo invece del tuo percorso da allenatore. Stai facendo molto bene con il Venezia, per cui ti faccio i complimenti. Volevo chiederti, cosa pensi di questa esperienza? Ti piacerebbe, un giorno, allenare in serie A o in serie B, dove la difficoltà è sicuramente superiore?

Davide: Innanzitutto, grazie del complimento!

È un’esperienza che volevo fare fin da subito (come ho detto prima). Sono un appassionato di Fm da anni ed allenare era il primo motivo per cui mi sono iscritto al progetto. Riesco ad allenare in C tranquillamente, perché non bisogna essere presenti per forza durante le partite, visto che simula tutto l’I.A. .

Allenare in A e B sarebbe veramente bello, però affronterò a breve l’ultimo anno di università e comincerò il tirocinio, quindi probabilmente avrò meno tempo e meno energie. Comunque, mi affeziono alle squadre ed ai ragazzi con cui gioco, quindi se dovessi continuare a fare l’allenatore sarà sicuramente al Venezia o all’Empoli, di proprietà di Valerio (a Tommaso Molin non piace questo elemento!).

Con questo credo che possa essere tutto, grazie mille per la tua disponibilità ed un grande in bocca al lupo per tutte le tue avventure!

Davide: Grazie a te per l’opportunità! Un saluto a tutto il Progetto!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento