D: Ciao Vittoria, sono proprio contenta di averti conosciuta! Io e anche tanti dei nostri lettori adoriamo le ambientazioni fantasy! Ti va di presentarti, per chi ancora non ti conoscesse? 

V: Ciao Damla! Ti ringrazio innanzitutto per ospitarmi all’interno di questo spazio, e per l’interesse mostrato verso i miei libri. Incontrare i lettori di persona, per me è sempre un piacere.
Sono Vittoria Marchi, ho 24 anni, e al momento sto lavorando ad una trilogia urban fantasy, di cui sono usciti i primi due capitoli con la casa editrice Bibliotheka Edizioni. 

D: Quando e come hai iniziato a scrivere? Cosa ti dà la maggiore ispirazione? 

V: Ho iniziato a scrivere durante gli anni del Liceo. Anche se la trama de “La Padrona delle Emozioni”, il mio primo libro, è nata solo pochi mesi prima della maturità. Da lì a mettere il tutto nero su bianco, però ho lasciato passare ancora un po’ di tempo. Ho aspettato di avere la piena familiarità con il mondo dei Portatori, per riuscire a rappresentarlo con successo in tutte le sue sfumature. Il primo libro infatti è uscito quando avevo 22 anni. Per scrivere prendo ispirazione un po’ da tutto ciò che mi circonda, è il mio modo di rielaborare il mondo, di dare a tutto l’ordine di cui ho bisogno.

D: È uscito recentemente “La Sorella dei Lupi”, il secondo capitolo della saga fantasy ideata da te, ci illustri brevemente la trama di questa triologia?

V: Con piacere! Al centro della storia troviamo Flora, una ragazza con un Dono che non riesce ad accettare, una capacità che vede spesso come una maledizione, ovvero l’Empatia. Flora percepisce le emozioni di chi la circonda, le incanala, le sente come proprie. Lei però vive nella nostra società, non sa come spiegare agli altri ciò che le succede, e per questo si sente parecchio emarginata. Stessa sensazione che prova nei confronti degli altri Portatori, le persone che come lei hanno un Dono. Non si sente proprio capita da nessuno, né dagli Ignari (le persone senza Doni), né dagli altri Portatori, che magari hanno Doni più eclatanti, spettacolari, e che quindi la snobbano. Con il tempo però, Flora capirà che il suo Dono così sottovalutato, in realtà è la chiave per salvare tutti i Portori da chi non accetta l’esistenza dei Doni. D’altronde, il modo migliore per combattere un nemico… è conoscerlo quanto più possibile. E chi meglio di un’Empatica per questo compito?

D: Per la creazione di una trama del genere, quali sono state le difficoltà più grandi?

V: La difficoltà più grande, è stata senza dubbio rappresentare l’Empatia. Grazie al Dono di Flora, il lettore ha ben chiare le sensazioni di tutti i personaggi, quindi è importante dare ad ognuno il giusto spazio. E farlo anche senza appesantire la lettura. Parlo molto di sentimenti, di crescita personale, ma lo faccio anche con tanta ironia. L’Empatia mette spesso Flora in imbarazzo, deve gestire più emozioni nella sua testa, scegliere a quale voce dare retta… Si creano molte situazioni divertenti. D’altronde, è un libro che si adatta parecchio ai ragazzi, dato che la protagonista all’inizio della saga è adolescente.

D: È molto bella la scelta delle immagini come copertine, com’è nato questo look?

V: Grazie! Mi fa piacere che ti piacciano. È stato bravissimo il grafico della mia casa editrice, sia per il primo libro che per il secondo. In entrambi i casi il colore predominante è il verde, questo perché la natura ha un ruolo primario in tutti e due i libri. Per la copertina del primo libro, sono oltretutto molto affezionata a Leo, che è il gatto-guida di Flora, uno dei protagonisti della saga. Se guardi con attenzione, si intravedono gli occhi nella parte superiore della copertina. È un effetto che ho adorato fin da subito, di solito ci fanno tutti caso dopo un po’.

D: Hai già nuovi progetti in mente? 

V: Per il momento mi sto concentrando sull’ultimo capitolo di questa trilogia. La storia sta per finire, ma ho ancora in serbo molte sorprese… Poi si vedrà.

D: Possiamo trovarti a qualche fiera/evento prossimamente?

V: Al momento ho la data certa per tre firmacopie, uno alla Mondadori di Pavia, sabato 29 giugno, uno alla Mondadori di Gallarate, il 29 di settembre, e uno alla Mondadori di Casale Monferrato, il 17 dicembre. Sono in contatto per altri eventi nel mezzo, ma non so ancora i giorni precisi.

D: Una curiosità! Sei per caso un’amante di giochi come noi? In caso affermativo: Qual è il tuo board game/gioco di ruolo/videogioco preferito?

V:  Purtroppo su questo tema mi trovi impreparata! Potrei parlarti giusto dei classici come “Risiko”, “Battaglia Navale” o “Monopoli”. Anzi, accetto volentieri qualche suggerimento da voi intenditori! Su questo piano, non sono esattamente “al passo coi tempi”.

D: Davvero complimenti per il tuo lavoro e grazie per il tempo dedicatoci, un saluto dallo staff di Progetto GAMING!

Grazie a te per la chiacchierata! È stato un vero piacere essere ospite qui, e sopratutto conoscerti di persona. Questo è proprio il bello delle giornate in libreria. Un abbraccio virtuale a tutto lo staff di Progetto GAMING!