Tattiche “buggate”? Facciamo un pò di chiarezza.

Martedì sera è arrivata inaspettatamente una live sul gruppo Progetto Football Manager, dove il nostro admin, Alessandro Pironti, ha voluto parlare dei malumori che la community ultimamente sta portando fuori riguardanti presunte tattiche “buggate” (qui e qui i video, un’ora e mezzo circa in totale): cercherò di  fare riflessioni strettamente personali su tematiche che magari non sono uscite da questa live molto interessante nei contenuti, aggiungendo e citando magari qualche parte dei vari interventi anche indirettamente nel mio discorso, per completare questo pezzo.

Faccio una premessa, provando inizialmente a parafrasare Football Manager con i cardgame: all’interno di questo genere di giochi esiste un meta, che definito in breve è l’insieme dei mazzi che vengono maggiormente giocati all’interno del gioco perché più performanti di altri: quelli più performanti vengono creati generalmente dai così detti “pro player”, i quali poi condividono le loro creazioni alla community, formata per la maggior parte da giocatori occasionali, per permetterne l’utilizzo nelle modalità classificate, nei tornei, in quanto più efficaci, e quindi permettendo di ottenere più facilmente vittorie. La struttura base di certi tipi di mazzi che fanno parte del meta di quel periodo, resta sempre la stessa, poi ovviamente possono essere inserite modifiche che rendono più o meno efficace quel mazzo contro specifici mazzi magari, con il quale abbiamo meno possibilità di vittoria (le così dette tech card). Chi scarica o utilizza mazzi di terzi, o non ha la competenza necessaria per capire come può evolvere il meta, come creare un mazzo performante, o semplicemente vuole provare un certo mazzo dopo aver letto le statistiche sull’efficacia all’interno del meta stesso, dove è necessario imparare solo il gameplay del mazzo e fare un po’ di pratica: ovviamente vincerà più facilmente chi saprà leggere meglio le partite, saprà usare meglio il mazzo e avrà un po’ più di fortuna (quella serve sempre).

Allo stesso modo, la presenza all’interno della community di Football Manager di forum, gruppi che permettono lo scambio di opinioni, e di giocatori che effettuano test estremi su delle tattiche, per ottenere tattiche funzionanti sopra la media per infine condividerle a chi vuole semplicemente provarla o utilizzarla per le proprie carriere. All’interno del Progetto FM, come in qualsiasi altro torneo online, ci sono numerose squadre, ognuna con un proprio allenatore, i quali adotteranno tattiche e stili di gioco tra loro differenti, creando allo stesso modo dei cardgame, un meta di tattiche più o meno variegate.

Anche in questo caso le tattiche scaricabili possono essere revisionate in base ai propri gusti, sistemate in base alla partita su istruzioni di squadra, individuali o all’avversario. Come in tutti i giochi quindi, ci sono cose che funzionano meglio (in questo caso tattiche) e tattiche che funzionano peggio contro altre tattiche. Queste tattiche “sbilanciate”, che ormai hanno preso il nome di “buggate” (in parte inflazionando il termine). La questione che ha infiammato la community di Progetto FM, e che ha portato a fare una live a riguardo, verte proprio su questo punto: esistono tattiche “buggate”? Qualcuno bara?

La risposta breve è: nessuno bara, visto che l’utilizzo di tattiche di terzi (dell’amico o scaricate dal forum/gruppo di turno) è consentito nel progetto. Sarebbe difficile eventualmente controllare chi usa una tattica piuttosto che un’altra, purché rispettino una regola fondamentale: non è permesso giocare con tattiche con 0 punte, per esempio, che nel 17 (e magari anche nel 19) ha portato ad avere tattiche realmente considerate buggate, bandite dalla Sports Interactive e dal Progetto FM stesso: chi continuò ad utilizzarle dopo il ban di tali moduli, anche solo per 10 minuti durante una partita, se opportunamente segnalata, si beccava multe o sanzioni peggiori. La squadra di Admin quindi si rifà quindi ai comunicati o alle istruzioni che indica la casa madre del gioco.

È vero che comunque alcune di queste tattiche sono più performanti in generale o solo per i dettagli, come calci piazzati (angoli, punizioni, rimesse) ben impostati, o realmente buggati, come è stato per il caso delle rimesse lunghe, che nel Touch per la cronaca non è propriamente stato corretto (qua sì che si è sfruttato un bug del motore grafico), piuttosto che per uno stile tattico difficile da contrastare e rendono bene (ma non sempre) anche con rose più deboli in maniera sorprendente.
In questa linea molto sottile parte il dibattito, che alla fine è puramente morale: usare tattiche scaricate è moralmente corretto? A questa domanda rispondo analizzando come gli allenatori del progetto, osservando da allenatore, scarso ma che pur sempre allenatore, e suddividerli in 2 categorie che saranno divisi in altre sottocategorie.

Categoria degli allenatori che testano tanto una tattica.

Questa è la categoria degli allenatori, che perde (o ha perso) ore e ore a testare una o più tattiche, al fine di trovare la giusta quadra per la squadra a disposizione, oppure stravolgendone la vecchia filosofia, cambiando completamente il mercato, o stravolgendo i giocatori con potenziamenti indirizzati verso un cambio modulo. La possibilità di fare certi studi avanzati sul gioco è stato anche possibile in quanto il periodo di passaggio tra la stagione 3 e la stagione 4 è stato di due mesi (dicembre-gennaio di pausa) ma, con l’arrivo del gioco, che è stato a inizio novembre, ha dato la possibilità a chi ne avesse avuto voglia e tempo, di avere fino a 3 mesi di tempo per studiare le meccaniche del gioco, scoprire cosa funzionasse meglio o meno, e decidere se adattare la propria tattica e il proprio stile di gioco o stravolgerlo.

I casi forse più eclatanti, ma sicuramente quelli più chiacchierati, sono stati quelli della Lazio di Michelini e della Cremonese di Campagna che hanno stravolto il modulo di gioco rispetto alla stagione passata, passando dal 4-3-2-1 basato sul gioco centrale ad un 4-4-2/4-2-4, basato sul gioco sulle fasce, in quanto hanno notato, studiando il gioco, che erano moduli davvero efficaci, se settati nella giusta maniera. La loro forza è stata trovare un modulo, magari scaricato, ma sicuramente opportunamente adattato, comunque testato in tutte le salse, creando salvataggi ad hoc con le proprie squadre (i due allenatori hanno dimostrato anche durante la live, ma già da prima agli admin), di aver fatto decine di salvataggi diversi per testare al meglio, e con risultati che sono stati soddisfacenti offline, e poi, risultati alla mano, online. È stato quindi un lavoro di programmazione che poche squadre hanno fatto.

Un caso invece analogo ma incentrato su mantenere il proprio stile tattico della stagione precedente, riguarda il Chievo Verona ed il suo 4-1-2-1-2 (o 4-4-2 rombo come adora chiamarlo il mister Figoni) che ha deciso di studiarsi e cercare di riportare l’idea di calcio che proponeva già con il suo Chievo nella stagione 3. Anche in questo caso, le dure ore di lavoro stanno portando risultati per il momento gli stanno dando ragione.
Esempi conosciuti ne potrei fare diversi altri, ma preferisco concentrarmi su casi di squadre comunque conosciute e con più risalto mediatico.

Categoria degli allenatori che hanno fatto pochi o nessun test.

In questa categoria ci sono sempre quelli che stanno allenando provando a creare tattiche proprie da 0 oppure scaricarle perché obiettivamente forti, e date in pasto alla squadra senza un minimo test o con pochissimi test, oppure con la convinzione che essendo tattiche performanti, possano girare con qualsiasi rosa. Diversi allenatori che, per fatti personali (studio, lavoro, famiglia) o altro, non possono o non vogliono impiegare del tempo per fare un numero di test sufficienti per trovare una quadra tattica alla propria squadra, quindi o creano tattiche che magari spesso non sono impostate nella giusta maniera o che avrebbero bisogno di più tempo per essere testate offline, al fine di migliorarle ed adattarle al meglio alla propria rosa (in questo caso mi ci metto io personalmente con la Lucchese, per esempio), oppure preferisce preparare la partita singola, senza dare una identità alla squadra, altrimenti preferisce scaricare una tattica pronta che dovrebbe essere già performante, magari che permette di avere risultati sopra la media, ma non obbligatoriamente: penso al Foggia che dovrebbe utilizzare, una tattica scaricata, ma molto probabilmente adattata un minimo, e che nonostante tutto, non sta portando risultati eccelsi alla formazione di mister Marchi, ma che sicuramente porta partite scoppiettanti e piene di gol, fatti e subiti, specie ultimamente (infatti in una intervista dei colleghi dello Spezzino, mister Marchi ammette che la difesa deve essere rivista): sicuramente sarà necessario uno studio ulteriore di approfondimento per cercare di rendere la difesa magari meno perforabile o ragionare come Zeman, che a Foggia ha lasciato grandi ricordi, con il motto: “vince chi fa un gol in più”.

A parità di moduli ma con rose differenti vince la rosa più forte.

Affermazione che si collega perfettamente con quanto detto sopra, che rafforzo con un esempio stupido per rendere l’idea: il “famosissimo e rottissimo” 4-4-2 applicato alla Cremonese di turno (mi perdoni mister Campagna), contro lo stesso 4-4-2 applicato al Foggia (mi riperdoni anche lei mister Marchi), è per ovvii motivi più efficace sulla Cremonese, in quanto dispone di una rosa molto più forte. Applicando le giuste modifiche di adattamento a quella specifica partita, il Foggia potrebbe probabilmente anche sfangarla.

Non tutte le squadre sono adatte ad una stessa tattica.

Ovviamente scaricare una tattica performante non preclude che funzioni per tutte le rose: ogni rosa ha le sue peculiarità, che vanno studiate e conosciute. Per trovare la quadra migliore è necessario quindi, o costruire una tattica che risalti le caratteristiche della squadra o trovare quella più adatta alla propria squadra. Quindi i moduli scaricati NON saranno “rotti” su tutte le squadre, perché magari non sono impostati gli allenamenti giusti o semplicemente la rosa non è adatta a fare un certo tipo di gioco, in quanto oltretutto ogni squadra avendo le proprie peculiarità, si snaturerebbe su determinati dettami tattici, o non permetterebbe al meglio la resa della stessa.

Anche i potenziamenti e le strategie di mercato fanno la differenza!

Nella strategia della costruzione della tattica, c’è come già accennato sopra, quello dei potenziamenti: sono un fattore spesso fondamentale che permettono, sulla carta, di migliorare il giocatore in funzione di correggere difetti, migliorare ulteriormente il giocatore o aumentarne la duttilità tattica. Va da sé che per le squadre con giocatori che hanno a disposizione esigui fondi per potenziarsi, sarà più difficile fare un lavoro ottimale e al più sarà necessario sfruttare il principio costi/benefici, cioè: cosa conviene scegliere di potenziare tra 6 attributi deboli per quel ruolo, per esempio, potendone migliorare decentemente massimo 3? È normale anche che quindi il tasso di errore nello scegliere il potenziamento giusto sia più alto.

Viceversa, squadre che hanno giocatori i quali dispongono ognuno di loro di buoni budget per potenziarsi, se hanno allenatori bravi a consigliare i propri giocatori o se i giocatori stessi sono autosufficienti a migliorarsi in maniera autonoma, il tasso di errore sarà più basso e sarà possibile anche fare eventualmente qualche errore veniale. Sbagliare i potenziamenti può essere deleterio e portare risultati sotto l’aspettativa media durante il campionato.
A ciò si aggiunge la strategia di mercato, dove si sceglie chi acquistare o vendere, al fine di preparare al meglio la rosa per il modulo (o i moduli) che si stanno pensando per la nuova stagione: comprare giocatori poco funzionali ad una tattica non aiuta sicuramente a farla funzionare al meglio. La selezione dei giocatori in questo senso deve essere molto attenta, non solo guardando il fattore attività, ma in questo senso è meglio prima guardare se la scheda è (o può essere) adatta agli schemi del mister, e poi si valuta l’attività.

C’è un ma in tutto ciò: il problema di overperformance dei giocatori completamente fuori ruolo.

In tutto ciò il gioco ha, personalmente parlando, dei problemi riguardanti l’interpretazione dei ruoli. Questo perché si vedono tattiche dove uno o più giocatori sono posizionati fuori ruolo e, dove nonostante tutto, il o i giocatori fuori ruolo, riescano a rendere nella stessa maniera di una tattica con giocatori con i ruoli appresi appieno: questo per me è un problema del gioco non da poco: nella realtà mettere diversi giocatori fuori ruolo dovrebbe far sì che quella squadra, oltre a permettere l’assimilazione degli schemi, dovrà allenare alcuni giocatori in un certo ruolo che durante un periodo del campionato indefinito non daranno le prestazioni sperate, ma avranno bisogno magari di maggiore adattamento. Un giocatore su FM, anche solo se ha le skill adatte a quel ruolo (che è diverso dalla posizione), rende bene comunque anche se fuori ruolo: questo fenomeno dovrebbe capitare una partita su 10 in questi casi, non 8 su 10. A sto punto mi chiedo: che me ne faccio dei pallini sui ruoli?

Conclusioni

In conclusione, per chi si lamenta soprattutto di chi sta facendo campionati sopra la media, ricordatevi che c’è sempre sotto di esso un lavoro maggiore di chi non sta avendo risultati, quanto meno è quasi sempre così. Uno che scarica una tattica e non capisce che genere di calcio dovrebbe proporre, capire se quello stile è consono alla propria rosa, potrà probabilmente far galleggiare in una posizione maggiore, ma a mio parere personale, distruggerebbe la profondità  di Football Manager: è sempre stato un gioco di una profondità altissima, per chi lo vuole vivere al massimo, per appassionati del genere manageriale, è un gioco totalmente diverso dagli altri giochi di calcio. Forse sì, scaricare una tattica e metterla in pasto alla squadra senza personalizzarla è moralmente un insulto a chi sfrutta al massimo il gioco, sbattendo la testa per ore per cercare di trovare una quadra ad una propria tattica creata da 0. Ma se uno preferisce i risultati con il minimo sforzo, alla soddisfazione di aver trovato una quadra dopo numerose prove, è consentito. Per alcuni d’altronde, vincere è l’unica cosa che conta. Quindi se si volesse battere chi preferisce il massimo risultato con il minimo sforzo, sarà necessario studiare le tattiche che vengono usate/scaricate di più, fare tanta analisi sulle partite e diverse prove, magari lavorare ad un modulo ad hoc per provare a battere una determinata squadra. Chi preferisce partire da zero adora queste sfide.

“La tecnica è il pane dei ricchi, la tattica è il pane dei poveri.“ —  Carlo Mazzone 

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