Tra Progetto e fuffa: l’importanza delle bandiere

Siamo nel mese di Maggio e se da una parte siamo al giro di boa del campionato PG, nel fuffa siamo ormai alla fine ed è il momento degli addii. Barzagli, De Rossi, Moretti sono alcuni dei giocatori fuffa che vengono catalogati come bandiere nella loro squadra e che l’hanno aiutata anche nei momenti difficili. Ecco, la bandiera può essere definita come un soggetto che rimane a lungo nella stessa squadra e che l’aiuta nei momenti di difficoltà. Ma esistono le bandiere anche nel Progetto? La risposta potrebbe sembrare scontata: in effetti non esistono vere entrate ai giocatori, quindi qualcuno potrebbe decidere di rimanere a vita nella stessa squadra, non essendo una questione di denaro. E’ però altrettanto vero che ogni giocatore aspira a diventare forte e a vincere uno Scudetto o una Champions, oppure si incuriosisce alla vista di un progetto in costruzione da un determinato Presidente. Ecco perché credo che la differenza tra il fuffa e il progetto non sia tanto il tempo in cui rimani in una determinata società, ma più che altro il modo in cui ti approcci a essa.

L’esempio di Di Leo e Tomeo

I problemi che ha avuto la società Spezia li conoscete tutti e sapete quanto la squadra si sia completamente sgretolata dopo i problemi dirigenziali. Solo un giocatore è però rimasto senza chiedere la cessione: Gabriele Di leo, portiere convocato in Nazionale, che potrebbe tranquillamente giocare in una squadra di alta classifica, ma che invece si ritrova a lottare con i bianconeri per non retrocedere in C. Avrebbe tutto il diritto di andarsene, tutti lo capiremmo essendo lui un giocatore sprecato per questa categoria, ma lui no, lui vuole rimanere e aiutare il gruppo a conquistare una difficile salvezza. Ecco, Gabriele è una bandiera. Perché nonostante sappia sia solo un gioco, cerca sempre di aiutare la squadra moralmente e sprona i singoli giocatori a commentare per ricevere bonus. Gabriele potrebbe andarsene anche domani, ma rimarrebbe comunque una bandiera, perché non conta quanto ci sei stato, ma cosa hai fatto e come lo hai fatto.

Il caso più eclatante credo sia però Simone Tomeo, un giovane difensore arrivato a Settembre nel Progetto e che non solo ha promesso di rimanere allo Spezia a vita, ma che tutt’ora sta facendo un lavoro morale con tutta la squadra, tanto da garantirsi il ruolo di vice-capitano, dopo il temporaneo addio di Spezzacatena. Simone ha una scheda ancora molto basilare, deve crescere e lo sa, potrebbe fregarsene del Progetto e commentare una volta ogni tanto, potrebbe abbandonare, avendo debuttato nel Progetto in una squadra messa male e retrocessa già dalla A alla B; invece è sempre il più attivo, il più polemico (il che è comunque positivo, perché vuol dire che ci tiene alla squadra) e colui che non si abbatte nonostante le sconfitte. Tomeo è semplicemente il giocatore che tutti vorrebbero in squadra.

Insomma, in un periodo in cui si parla tanto di bandiere, era giusto fare un elogio a chi lo è davvero nel Progetto e nello Spezia. Sperando che anche le altre squadre seguano il nostro esempio e possano elogiare chi ha dato tanto per la loro squadra e che, a volte, non viene ricordato a dovere.

Andrea Ingrassia

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